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Autore: Redazione

CTO: è emergenza al Pronto Soccorso

CTO: è emergenza al Pronto Soccorso

I tagli al finanziamento della Sanità pubblica operati dal Governo nazionale e dalla Giunta Regionale stanno avendo gravi ripercussioni anche nel nostro quartiere. Il Pronto Soccorso del C.T.O a far fronte alle richieste di assistenza. Invece dei 10 medici previsti dalla pianta organica, ve ne prestano servizio solo 4, costretti perciò a fare turni anche di venti ore consecutive, mentre il limite contrattuale è fissato in dodici ore, ciò a tutela anche dell’efficacia delle prestazioni. In caso di necessità devono arrivare del medici dal S. Eugenio, Ospedale già di per sé in difficoltà. Le conseguenze sulla tempestività dell’assistenza sono facilmente immaginabili. Parlano di “governo dei fatti”… appunto!

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Febbraio 2004

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Il comignolo-antenna di Via Badoero

Il comignolo che non può fumare

di Ottavio Ono

Un’antenna Umts è spuntata nella notte sul tetto d’un condominio di via Badoero. Un gruppo di cittadini riunitosi spontaneamente, a seguito di questa scoperta, si chiedeva perplesso, il motivo dell’occultamento di questa potente fonte di emissione di onde radio, all’interno di un comignolo finto, alto una decina di metri. La richiesta di una maggiore attenzione alla qualità della vita e il “no” alla logica del profitto sulla pelle delle persone: questi i temi esposti sul volantino distribuito tra la gente per sensibilizzare ed informare la popolazione sui rischi di una ulteriore accelerazione della installazione di questi emettitori, con il sistema del silenzio assenso. Chi tace acconsente, in sostanza. …..

Il comignolo che non può fumare

Il comignolo-antenna di Via Badoero

di Ottavio Ono

Un’antenna Umts è spuntata nella notte sul tetto d’un condominio di via Badoero. Un gruppo di cittadini riunitosi spontaneamente, a seguito di questa scoperta, si chiedeva perplesso, il motivo dell’occultamento di questa potente fonte di emissione di onde radio, all’interno di un comignolo finto, alto una decina di metri. La richiesta di una maggiore attenzione alla qualità della vita e il “no” alla logica del profitto sulla pelle delle persone: questi i temi esposti sul volantino distribuito tra la gente per sensibilizzare ed informare la popolazione sui rischi di una ulteriore accelerazione della installazione di questi emettitori, con il sistema del silenzio assenso. Chi tace acconsente, in sostanza. …..
Essere bravi cittadini significa, anche, partecipare attivamente alla vita democratica, chiedendo magari maggiori spiegazioni sulle scelte che coinvolgono la comunità. Ora, i cittadini si chiedevano per quale motivo l’antenna avrebbe dovuto essere nascosta in quel modo, se l’installazione era autorizzata e soprattutto se non rappresentava un rischio per la salute di tutti. Una vittoria in ogni modo almeno è stata raggiunta, quella nella lotta contro il fumo: infatti dal comignolo installato di fumo non ne esce proprio. Suggerisco antenne camuffate da Topolino o da Pippo, anche per rendere più allegri i tetti ormai sovraffollati da anonime antenne.Iin fondo siamo a carnevale.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Febbraio 2004

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LA PACE

L’angolo della poesia

LA PACE

Domenico Lizzi
    
Bimbo che piange
assorto nel silenzio dei morti
Bimbo che spara
e più non spera …..

L’angolo della poesia

LA PACE

Domenico Lizzi
    
Bimbo che piange
assorto nel silenzio dei morti
Bimbo che spara
e più non spera
e lontano
il sordo mormorio della Pace
nei ventri sazi dei Telegiornali
mentre
ancora
si sente
l’Assenza Presenza di Dio
una Anziana che intanto grida
Aghi dov’è?
Dov’è?
Aghi dov’è?
Aghi mio dov’è?

e il Calvario lungo della Guerra,
il Calvario lungo degli Odi,
e il Calvario lungo dei Feriti,
e il Calvario lungo dei Morti,

il Calvario lungo di un
Silenzio strano:
il Silenzio della Morte,
la Padrona della Guerra.

E la Pace dov’è andata?
E la Pace dov’è scappata?

Forse è morta nei Giornali.
L’ho vista l’altro giorno
vagare per le strade
e prendere il diretto
che conduce là,
prima Stella a Sinistra,
forse Omega
o forse Sirio
o forse Aldebaran.

E là
Dolcemente
Riposa in PACE

 

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Primi a pagare i più piccoli

Scuola: controriforma Moratti

Primi a pagare i più piccoli

Per esprimere dissenso sui contenuti della riforma scolastica previsti dalla Legge 53 del 2003 nota come Legge Moratti, il 17 gennaio scorso un grande corteo colorato ha attraversato la città. Ad esso ha apportato un suo contributo la Garbatella con una robusta delegazione che si era formata davanti alla scuola Cesare Battisti: erano genitori, insegnanti, alunni, persone impegnate a vario titolo nel mondo scolastico, rappresentanti di forze sociali e politiche che si sono aggregati per portare in piazza un dissenso che nasce dalle proprie esperienze di lavoro, di studio e di vita, per manifestare il proprio disappunto su provvedimenti che appaiono innovativi, ma solo nel senso di manomettere quelle cose che nella scuola funzionano. …..

Scuola: controriforma Moratti

Primi a pagare i più piccoli

Per esprimere dissenso sui contenuti della riforma scolastica previsti dalla Legge 53 del 2003 nota come Legge Moratti, il 17 gennaio scorso un grande corteo colorato ha attraversato la città. Ad esso ha apportato un suo contributo la Garbatella con una robusta delegazione che si era formata davanti alla scuola Cesare Battisti: erano genitori, insegnanti, alunni, persone impegnate a vario titolo nel mondo scolastico, rappresentanti di forze sociali e politiche che si sono aggregati per portare in piazza un dissenso che nasce dalle proprie esperienze di lavoro, di studio e di vita, per manifestare il proprio disappunto su provvedimenti che appaiono innovativi, ma solo nel senso di manomettere quelle cose che nella scuola funzionano.
In particolare, nel Decreto attuativo della suddetta Legge, il quale definisce le norme generali relative alla scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione, coloro che partecipano attivamente alla vita delle scuole a tempo pieno – a partire dal corpo docente, agli assistenti, agli studenti e ai genitori – vedono una negazione delle opportunità di crescita sociale e civile. Anni di faticose conquiste per l’emancipazione scolastica rischiano di subire una brusca regressione. In pratica, anche a causa di inadeguate risorse finanziarie e della diminuzione di personale con spiccate professionalità specializzare, si determina una riduzione del diritto all’educazione e alla formazione, proprio a partire dalla prima infanzia e specie nei confronti degli strati più deboli della popolazione. Concretamente viene negata la possibilità di realizzare la generalizzazione della scuola dell’infanzia, in vista della continuità con la scuola elementare.
Si intravede, nella riforma, una concezione della scuola mirata verso la domanda individuale. Si rischia così di accrescere le disparità sociali e di frenare la crescita culturale del bambino. A tutto questo si accompagna una ingiustificata scolarizzazione precoce col portare la soglia di iscrizione da 6 anni a 5 e mezzo, con l’incredibile effetto di avere nella medesima classe bambini con oltre 20 mesi di differenza d’età.
È per questo che i comitati, i coordinamenti dei genitori, degli insegnanti e del personale ausiliario tecnico e amministrativo pongono al centro della loro mobilitazione la difesa e lo sviluppo del tempo pieno e del tempo prolungato, quale ragione prioritaria di tutela del diritto allo studio. L’alternativa al tempo pieno è invece quella di disporre di una scuola “flessibile”, in cui le famiglie che ne abbiano bisogno o che comunque lo chiedano possano semplicemente lasciarvi più a lungo i bambini: le scuole potranno assumere, a questo scopo, personale aggiuntivo per tenerli il pomeriggio, aiutandosi eventualmente con risorse economiche fornite dalle famiglie che necessiteranno di tale servizio. Persone che vogliono decidere insieme hanno portato in piazza un progetto educativo che si è saldato in anni di lavoro e di partecipazione attiva, un’esigenza di solidarietà e di socialità che mal si concilia con la logica di fondo del modello scolastico proposto dal Decreto attuativo. Il movimento spontaneo sorto nelle scuole e nei quartieri ha avuto il suo punto più alto in grandi manifestazioni, diffuse in tutte le città. La protesta, attiva da tempo, peraltro aveva già portato ad ottenere in materia alcune modifiche, le quali tuttavia non valgono a rimuovere un sostanziale giudizio negativo sulla riforma. Ma il movimento chiede e continuerà a chiedere con sempre più forza il ritiro del Decreto o almeno una sua radicale revisione.

 

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Palladium e S.Galla cultura a Garbatella

Palladium e S.Galla cultura a Garbatella

di Cosmo Barbato

Due avvenimenti di eccezionale importanza hanno animato la vita culturale della Garbatella: l’inizio nel risorto teatro Palladium del cosiddetto “Progetto Garbatella, biografia di un quartiere” e l’inaugurazione dell’ampliamento del grande organo della parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense.
Il Palladium, totalmente ed egregiamente restaurato, gestito dalla Terza Università e inaugurato il 15 ottobre scorso con l’intervento del presidente Ciampi …..

Palladium e S.Galla cultura a Garbatella

di Cosmo Barbato

Due avvenimenti di eccezionale importanza hanno animato la vita culturale della Garbatella: l’inizio nel risorto teatro Palladium del cosiddetto “Progetto Garbatella, biografia di un quartiere” e l’inaugurazione dell’ampliamento del grande organo della parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense.
Il Palladium, totalmente ed egregiamente restaurato, gestito dalla Terza Università e inaugurato il 15 ottobre scorso con l’intervento del presidente Ciampi e del sindaco Veltroni, dal !9 gennaio ha dato inizio alla programmazione di una serie di serate che hanno come tema la vita e la storia del quartiere. La prima serata si è incentrata sulla presentazione del libro “Garbatella mia” – testi di Gianni Rivolta e fotografie tratte dall’archivio di Enzo Gori – ancora fresco di stampa. Straordinaria la partecipazione di pubblico, Valter Veltroni applauditissimo presentatore d’eccezione. Hanno preso la parola, oltre agli autori del libro, il presidente del Municipio Massimo Smeriglio e il regista Carlo Lizzani.
Testimonianze storiche sono state portate dal giornalista Cosmo Barbato; una poesia dedicata alla Garbatella è stata recitata da Paolo Moccia. Teatro completamente esaurito anche alla seconda serata del 26 gennaio, animata dallo storico Alessandro Portelli e dall’attore Ascanio Celestini: tema, la memoria tra storia orale e narrazione teatrale. A seguire, uno splendido spettacolo di canzoni popolari e racconti, a cura del Circolo Gianni Bosio. Terza serata il 2 febbraio, dedicata all’urbanistica e all’architettura del quartiere oltre che a una serie di testimonianze dal vivo.

Il “Progetto Garbatella” prosegue la sua attività fino a maggio, con serate che si svolgeranno sempre di lunedì, parallelamente alla normale programmazione degli altri giorni della settimana che include teatro, balletto, musica, poesia. A conclusione, una grande festa popolare. Incredibile partecipazione di pubblico anche a Santa Galla, per i quattro concerti d’inaugurazione del grande organo ampliato dall’organaro Bartolomeo Formentelli, fortemente voluto dal parroco don Franco Amatori. Si tratta di uno strumento di eccezionale potenza e al tempo stesso di rara sensibilià. Con i suoi 80 registri, 4958 canne, 4 tastiere e pedaliera si colloca al primo posto nella graduatoria di questo tipo di strumenti presenti a Roma. Serata inaugurale, sabato 10 gennaio e a seguire i tre sabati successivi. Ma l’organo continuerà a suonare per tutto il periodo di Quaresima, della Pasqua e poi in seguito per accompagnare la liturgia o per esibirsi in altri concerti. Nelle quattro serate inaugurali hanno suonato altrettanti concertisti di fama internazionale: i francesi Michel Chapuis e Marc Pinardel, lo svizzero Hadrien Jourdan e l’italiano Riccardo Poleggi, organista titolare di Santa Galla.

 

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Standa chiude: tempi belli del passato…

Standa chiude: tempi belli del passato…

di Alfonso Coppola

La grande distribuzione alimentare in questa rincorsa affannosa al profitto ridelinea le proprie scelte strategiche ridisegnando la collocazione dei supermercati in ragione della concorrenza fattasi più spietata. Recentemente il supermercato alimentare Standa di via Caffaro …..

Standa chiude: tempi belli del passato…

di Alfonso Coppola

La grande distribuzione alimentare in questa rincorsa affannosa al profitto ridelinea le proprie scelte strategiche ridisegnando la collocazione dei supermercati in ragione della concorrenza fattasi più spietata. Recentemente il supermercato alimentare Standa di via Caffaro ha cessato la propria attività. Già in precedenza gli altri reparti erano stati ceduti dalla proprietaria Fininvest alla Oviesse, mentre il settore alimentare era stato venduto ad una società del Gruppo tedesco Rewe. Fortunatamente non vi sono state conseguenze negative per i lavoratori, poiché i dipendenti sono stati assorbiti da altri supermercati romani appartenenti alo stesso Gruppo.
Né particolari disagi dovrebbero risentire i cittadini, visti i numerosi altri supermercati che nel corso di questi anni sono stati aperti nel nostro rione. Però, la sparizione della Standa rappresenta anche la fine di un modello commerciale che aveva segnato un po’ anche la storia della Garbatella. L’apertura della Standa agli inizi degli anni ’60 determinò infatti l’ingresso anche nel nostro quartiere della grande distribuzione e dei consumi di massa indotti dall’espansione economica di quegli anni. In qualche modo non solo cambiò le abitudini commerciali degli abitanti, ma divenne anche un luogo di socializzazione e di riferimento in un quartiere che vedeva contemporaneamente l’edificazione di nuovi palazzi e l’aumento della sua popolazione. Fu un fatto di costume sociale; di certo alla fine del 2003 ha chiuso i battenti una vetrina dei “tempi passati”.

 

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2004

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Più bella la scala di Carlotta

Più bella la scala di Carlotta

a cura della Redazione

“Abbiamo fatto il regalo di compleanno a Garbatella: il recupero della scalinata di Carlotta”. Così ci risponde il delegato alla Manutenzione urbana del Municipio XI Gianluca Marra da noi interpellato L’opera del Sabbatini, la fontana di Carlotta e il suo contorno rappresentano, continua Marra, una delle zone più caratteristiche del nostro quartiere. L’iniziativa di restauro dell’intera scalinata che congiunge Piazza Sapeto con Piazza Ricoldo da Montecroce …..

Più bella la scala di Carlotta

a cura della Redazione

“Abbiamo fatto il regalo di compleanno a Garbatella: il recupero della scalinata di Carlotta”. Così ci risponde il delegato alla Manutenzione urbana del Municipio XI Gianluca Marra da noi interpellato L’opera del Sabbatini, la fontana di Carlotta e il suo contorno rappresentano, continua Marra, una delle zone più caratteristiche del nostro quartiere. L’iniziativa di restauro dell’intera scalinata che congiunge Piazza Sapeto con Piazza Ricoldo da Montecroce avrebbe certamente raccolto il plauso di Momo Pertica, giornalista e scrittore, che proprio dalle colonne di questo foglio informativo lanciò l’appello per il suo recupero. L’operazione è consistita nella ristrutturazione totale delle murature di contenimento e degli ornamenti (con particolare riguardo alla scelta dei materiali e dei colori) e il rifacimento delle alzate dei gradini. Il consigliere Marra, pienamente soddisfatto del risultato raggiunto, ci dice che ciò è stato possibile grazie al coordinamento tra l’Amministrazione municipale e l’Ufficio tecnico dello Iacp nella persona del geometra Santoni con il quale aveva già collaborato in occasione della ristrutturazione nella palazzina a rischio di crollo. nella vicina via Roberto De Nobili.

 

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L’Odissea della IV a

Una classe della scuola elementare Alonzi realizza un film

L’Odissea della IV a

di Alessandra De Luca

Il fascino dell’ignoto. In questa frase banale è racchiusa l’aspirazione più grande di Ulisse, il più popolare tra gli eroi della mitologia greca, e dei suoi fedeli compagni. Da oggi le sue mitiche peregrinazioni possono essere rivissute grazie ad un film interamente scritto ed interpretato dalla classe IV a della scuola elementare Alonzi. L’Odissea è stato presentato il 20 gennaio nell’aula multimediale della scuola Cesare Battisti …..

Una classe della scuola elementare Alonzi realizza un film

L’Odissea della IV a

di Alessandra De Luca

Il fascino dell’ignoto. In questa frase banale è racchiusa l’aspirazione più grande di Ulisse, il più popolare tra gli eroi della mitologia greca, e dei suoi fedeli compagni. Da oggi le sue mitiche peregrinazioni possono essere rivissute grazie ad un film interamente scritto ed interpretato dalla classe IV a della scuola elementare Alonzi. L’Odissea è stato presentato il 20 gennaio nell’aula multimediale della scuola Cesare Battisti alla presenza di un vasto pubblico, tra cui l’entusiasta direttrice Anna Maria Marletta. La telecamera ad altezza di bambino, il cielo perennemente cupo come sfondo, il rumore del mare impetuoso dove affrontare le paure, il film ripercorre le tappe del viaggio di Ulisse mettendo in scena un intreccio inestricabile di forze e passioni, di entusiasmi e sconforti. Per l’intera durata del film i giovani eroi protagonisti combattono, affrontano le insidie del mare, respingono le tentazioni e gli ostacoli. La scelta accurata degli scenari (le spiagge del mare di Castel Porziano, i resti di Ostia Antica), la sapiente ricostruzione dei costumi e degli equipaggiamenti dell’epoca, rievocano, sin dalla prima scena, la suggestiva atmosfera dell’antica Grecia. Il lavoro, durato circa un anno, ha comportato un gran dispendio di energie, ci dicono gli insegnanti Andrea Pioppi e Nadia Nucciarelli, ma allo stesso tempo ha costituito un’esperienza indimenticabile per noi e per i ragazzi. A ciascuno di loro è stato assegnato un personaggio da interpretare e ciascuno di loro lo ha fatto con la preparazione e l’energia necessarie. Tutti hanno accettato di esibirsi e misurarsi con il mezzo cinematografico senza alcuna perplessità. Va aggiunto inoltre che la scelta di mettere in scena il mito di Ulisse non è stata casuale. La nostra idea era quella di scegliere, tra i personaggi del programma di storia previsto nell’anno scolastico, il personaggio-eroe che meglio rappresenti un modello per l’alto valore delle sue gesta e per l’indiscussa intelligenza. Ulisse raccoglie in sé molti elementi di modernità che lo rendono facilmente comprensibile ed amato dai più giovani. Ulisse è il modello del marinaio, dell’esploratore, del viaggiatore audace e astuto. Attratto dalla conoscenza affronta l’ignoto con l’umiltà che gli deriva dalla consapevolezza dei propri limiti. Varca altri lidi spinto dal desiderio di soddisfare la propria sete di conoscenza, mai tentato dal desiderio di supremazia. Siamo tutti d’accordo. Ulisse è l’uomo moderno perché insegna che il vero eroe è colui che è assetato di conoscenza, si relaziona con rispetto ed ignora la belligerante arroganza. È l’uomo moderno perché riflette sulle conseguenze delle proprie azioni.

 

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Un bilancio minipartecipato

Un bilancio minipartecipato

di Cosmo Barbato

Bilancio partecipativo vuol dire consentire ai cittadini di partecipare con proposte e critiche alla formazione del bilancio di spesa di un Ente locale, indicando le priorità di intervento in base alle risorse reali di cui sia possibile disporre: un sistema di coinvolgimento che, se si riuscisse a trovare un valido meccanismo di attuazione, potrebbe offrire l’opportunità di un più diretto coinvolgimento popolare in una razionale gestione della cosa pubblica. Appare chiaro tuttavia che, qualora non si riesca a individuare tale meccanismo, cioè una valida cinghia di trasmissione diretta tra opinione pubblica e dirigenza dell’Ente, il concetto di bilancio partecipativo finirebbe col diventare l’ennesima formula demagogica, buona soltanto per trasmettere ai cittadini un messaggio falsamente democratico. E ciò anche in presenza delle migliori intenzioni. …..

Un bilancio minipartecipato

di Cosmo Barbato

Bilancio partecipativo vuol dire consentire ai cittadini di partecipare con proposte e critiche alla formazione del bilancio di spesa di un Ente locale, indicando le priorità di intervento in base alle risorse reali di cui sia possibile disporre: un sistema di coinvolgimento che, se si riuscisse a trovare un valido meccanismo di attuazione, potrebbe offrire l’opportunità di un più diretto coinvolgimento popolare in una razionale gestione della cosa pubblica. Appare chiaro tuttavia che, qualora non si riesca a individuare tale meccanismo, cioè una valida cinghia di trasmissione diretta tra opinione pubblica e dirigenza dell’Ente, il concetto di bilancio partecipativo finirebbe col diventare l’ennesima formula demagogica, buona soltanto per trasmettere ai cittadini un messaggio falsamente democratico. E ciò anche in presenza delle migliori intenzioni.
La Garbatella conta per l’anagrafe 50.058 residenti, su un totale dei 139.935 dell’intero XI Municipio (dati aggiornati al 31 dicembre 2001). Ebbene, venerdì 9 gennaio, centocinquantanove (159!) cittadini rappresentanti solo se stessi si sono ritrovati ad indicare i “portavoce” del Rione in una elezione convocata presso l’aula magna della scuola media statale “Vivaldi” di via Macinghi Strozzi. Le autocandidature alla funzione di “portavoce” erano nove, eleggibile uno ogni quindici votanti: dieci quindi i posti spettanti. Risultato, eletti tutti i candidati, compresi uno che ha raccolto un solo voto (il suo?) e un altro che addirittura non ne ha avuto affatto.
Questi nove, cittadini sicuramente impegnati, nessuno lo mette in dubbio, dovrebbero rappresentare, in sede di elaborazione del bilancio municipale, gli interessi della Garbatella. Vi pare una cosa seria? E dire che la situazione è già migliorata rispetto all’anno scorso quando ebbe luogo per la prima volta l’elezione dei “portavoce” – ma qualcuno se n’è accorto? – e i votanti furono una novantina: in quell’occasione la massima autorità municipale ebbe a parlare addirittura di carattere vincolante degli indirizzi suggeriti dai “portavoce”. Ma quale valore di rappresentanza può costituire un gruppo di “portavoce” eletti in base a una elezione convocata con semplici manifesti (affissi – per inciso – in luoghi non destinati all’affissione e quindi in violazione di precisi divieti)? Quale valore, se in pratica non si effettua alcun controllo sul diritto al voto degli elettori (diritto peraltro spettante a chi abita nel rione, ma esteso anche a chi semplicemente vi lavora o vi studia!)? Che valore si può attribuire a un consesso che, in assenza di regole controllabili, potrebbe essere facilmente prodotto in base a un’elezione pilotata da associazioni o da gruppi politici o da circoli culturali o da altre organizzazioni, capaci di promuovere autocandidature e di convogliare qualche diecina di elettori? Ma non esiste già una istituzione eletta a suffragio universale e con tutte le garanzie di controllo?
Non c’è già, voglio dire, un consiglio municipale, espressione democratica della volontà popolare, rappresentante legittimo degli interessi generali e quindi elemento di raccordo tra gli elettori e il governo dell’Ente locale? Tutti i cittadini e soprattutto tutte le organizzazioni operanti sul territorio hanno il diritto di intervenire nella gestione della cosa pubblica (tramite i gruppi consiliari o i singoli consiglieri, tramite la pressione della stampa, tramite la libertà di manifestare o anche tramite apporti individuali). Quel che appare davvero superfluo, se non per lanciare folate di fumo demagogico, è questa invenzione dei “portavoce” del bilancio partecipativo eletti in base a una discutibilissima votazione, utile solo per dare una impressione di coinvolgimento popolare, attraverso la creazione di una falsa istituzione che, ovviamente, in pratica non conta niente.

 

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Bilancio partecipativo al via tra luci ed ombre

Bilancio partecipativo al via tra luci ed ombre

a cura della redazione

Venerdì 9 gennaio si è svolta presso la scuola media “Vivaldi” l’assemblea sul Bilancio partecipativo che ha eletto i nuovi portavoce del nostro quartiere. Andrea Fannini, segretario della sezione DS della Garbatella nonché collaboratore del nostro giornale, è risultato il primo degli eletti. La redazione di Cara Garbatella lo ha intervistato per fare con lui il punto della situazione e capire le ragioni che lo hanno spinto a candidarsi. …..

Bilancio partecipativo al via tra luci ed ombre

a cura della redazione

Venerdì 9 gennaio si è svolta presso la scuola media “Vivaldi” l’assemblea sul Bilancio partecipativo che ha eletto i nuovi portavoce del nostro quartiere. Andrea Fannini, segretario della sezione DS della Garbatella nonché collaboratore del nostro giornale, è risultato il primo degli eletti. La redazione di Cara Garbatella lo ha intervistato per fare con lui il punto della situazione e capire le ragioni che lo hanno spinto a candidarsi.

Innanzitutto perché ti sei candidato?
Sono ritornato dalle vacanze due giorni prima dell’assemblea della “Vivaldi” e ho saputo dai manifesti che ci sarebbe stata questa assemblea per eleggere i portavoce del nostro quartiere. Sono un convinto sostenitore in linea astratta del Bilancio partecipativo ma, proprio perché credo all’importanza di questo strumento, ho criticato e continuo a criticare come viene attuato nel nostro Municipio e per questo ho deciso di candidarmi e portare il mio punto di vista all’interno dell’assemblea del Bilancio partecipativo del nostro Municipio.

Perché lo ritieni uno strumento importante?
In linea teorica è uno strumento che potrebbe avvicinare amministratori e amministrati, costruire dei canali di comunicazione e di contaminazione importanti, avvicinare alla politica, a partire dai problemi e ai bisogni quotidiani delle persone, centinaia di cittadini che non svolgono attività né nei partiti né nelle associazioni, renderli protagonisti e partecipi delle scelte dell’amministrazione attraverso proposte e suggerimenti. In questo senso è uno strumento di straordinaria importanza. Se la vedi così, perché ne hai criticato le modalità di attuazione in questo Municipio? Intanto valuto positivamente che questo Municipio sia stato il primo, insieme al X Municipio, a far partire il Bilancio partecipativo, così come penso che il lavoro di molti portavoce l’anno scorso sia stato pieno di passione e di buone intenzioni. Però, come ho già scritto in precedenza su Cara Garbatella, ci sono molti rilievi critici da fare. E, soprattutto, è mancata chiarezza, informazione e formazione.

Quali sono questi rilievi critici?
Ce ne sono tanti e vedo che oggi, a partire dalle assemblee di quartiere, si ripropongono. Il primo e il più importante riguarda le modalità di attuazione delle assemblee che eleggono i portavoce. I portavoce vengono eletti senza una discussione all’interno dell’assemblea e senza che abbiano il tempo e il modo di spiegare a chi partecipa all’assemblea che idee hanno di come impiegare le risorse per migliorare e trasformare il quartiere, cosa e chi rappresentano. Faccio due esempi personali, da elettore e da eletto come portavoce. L’anno scorso ho votato una mia amica semplicemente sulla fiducia e perché la conosco da molti anni, ignorando però completamente le sue idee sul quartiere e sul Municipio. Quest’anno sono stato eletto dopo essere intervenuto per meno di un minuto all’assemblea: ho preso 55 voti di persone che sono venute a votarmi perché le ho chiamate il giorno prima, sono venute all’assemblea già sapendo chi votare. La mia è stata una provocazione. Non prendiamoci in giro. Non sono vere assemblee ma piccole chiamate alle armi. Per me assemblea significa discussione, confronto, dibattito. Il 9 gennaio abbiamo “discusso” per 30 minuti, se va bene; poi si è proceduto alla votazione. L’altro rilievo da fare è questo: chi oggi governa questo processo (in primo luogo il Presidente Smeriglio e il Consigliere delegato al Bilancio partecipativo Luciano Ummarino) doveva avviare una discussione sull’esperienza passata, su cosa ha significato. Mi sarebbe piaciuto ascoltare e sentire chi ha partecipato all’esperienza dell’anno scorso, cosa ha significato per loro. Mi sarebbe piaciuto capire come può essere migliorata e perfezionata. Ma vedo che ha prevalso una logica differente. Al confronto e al dibattito si è sostituita la logica della fretta, della poca chiarezza e della conta.

Perché c’è poca chiarezza?
Faccio degli esempi. Il primo. Il Municipio ha distribuito un opuscolo che definisce il Bilancio partecipativo “un processo consistente nella possibilità di decisione da parte dei cittadini sulle scelte e le priorità di intervento di questa amministrazione in ambiti cruciali quali: lavori pubblici, mobilità, viabilità, riqualificazione di spazi verdi, attività culturali”. Tradotto significa: l’assemblea del Bilancio partecipativo decide per una quota delle risorse da destinare a questi settori. Cosa significa? A me risulta che il Bilancio partecipativo, e non potrebbe essere diversamente, ha valore sperimentale e non vincolante per le scelte dell’amministrazione. Eppure il Presidente del Municipio in una lettera pubblicata sul “Corriere della Sera” la scorsa estate ha parlato di scelte vincolanti e non puramente consultive di questo organo. A me risulta che le cose stiano diversamente. Ho partecipato all’assemblea del quartiere Garbatella che individuava le priorità di intervento da portare all’assemblea del Bilancio partecipativo per il nostro quartiere. A parte la circostanza non trascurabile che a quell’assemblea hanno “partecipato” non più di 30 persone (compresi i portavoce), non mi sembra che si sia parlato mai di realizzare una pista ciclabile. Oggi leggo, sempre nell’opuscolo, che uno degli interventi che verrà realizzato grazie alle proposte del Bilancio partecipativo sarà proprio quello della pista ciclabile.

Secondo te, che cosa bisogna fare per migliorare questo strumento?
Servono alcune fondamentali e sostanziali modifiche. Un regolamento discusso e approvato dal Consiglio municipale (e quindi da tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione) che ne stabilisca procedure, modalità, un sistema cioè di regole e di garanzie. Oggi questo regolamento manca. Serve un indirizzo politico preciso: le decisioni prese dall’assemblea del Bilancio partecipativo hanno valore consultivo e non vincolante. Questo non per sminuire l’importanza in futuro del Bilancio partecipativo ma proprio per aumentarne le potenzialità. Un po’ di buon senso: soltanto un processo reale, non verticistico, non calato dall’alto come sta avvenendo oggi, ma che nasca dalla pratica di molti anni di lavoro, dall’esperienza, dalla formazione e dall’informazione di moltissimi cittadini, che via via coinvolga sempre più persone, associazioni, potrà divenire in prospettiva uno strumento non consultivo. Questo anche per tutelare le decine di migliaia di persone che ancora oggi non sanno cos’è. Occorre poi che i portavoce delle assemblee siano realmente tali: oggi io e gli altri siamo portavoce di un’assemblea che non è tale per i motivi che ho già spiegato prima. E poi serve chiarezza, tanta chiarezza: non è un caso che molte persone che l’anno scorso hanno fatto la scelta di divenire portavoce quest’anno non si sono ricandidati. Se non si sa che cosa si va a fare si genera frustrazione. Da quello che dici, sembra che tu non abbia molta fiducia nel Bilancio partecipativo.
No, io credo tantissimo in questo strumento. Ma ho paura. Paura che la voglia (comprensibile, ma pericolosa) di essere i primi a far partire questo strumento e di dire poi “noi lo stiamo facendo” ignori del tutto il significato profondo di partecipazione. Ci pensa già questo governo a ridurre gli spazi di democrazia, di libertà, di partecipazione sociale. Un ottimo strumento come il Bilancio partecipativo, se mal gestito e attuato, rischia di allontanare dalla politica attiva chi con passione e senza secondi fini oggi si candida a farne parte. Partecipazione sì, ma reale, effettiva, costruita dal basso con un sistema chiaro di regole e di garanzie per tutti quelli che vogliono partecipare. Con queste idee mi voglio confrontare con gli altri portavoce, non per azzerare il tutto, ma per ripartire con uno spirito e un metodo opposto a quello, purtroppo, fino ad oggi attuato. Ho fiducia perché confido nell’intelligenza e nella sensibilità di chi oggi governa il Municipio.

 

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Cantieri aperti a Garbatella

Intervista all’assessore ai Lavori Pubblici dell’XI Municipio

Cantieri aperti a Garbatella

di Pasquale Navarra

Cara Garbatella incontra l’assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XI, Alberto Attanasio. Prima dell’inizio dell’intervista, l’assessore, pacato come sempre, scambia qualche battuta sul più e sul meno con l’intervistatore, del quale è quasi coetaneo. Nel freddo pomeriggio di un vero “giorno della merla”, si riscopre anche tutto il semplice bene che c’è in un cappuccino. Non sono poche le cose di cui parlare, perciò si comincia presto.

Negli ultimi due anni di governo locale, il Municipio XI ha avuto, insieme al Municipio VII, una capacità di spesa per gli investimenti pari al 100% delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Comune di Roma. In che misura ha inciso il tuo assessorato? …..

Intervista all’assessore ai Lavori Pubblici dell’XI Municipio

Cantieri aperti a Garbatella

di Pasquale Navarra

Cara Garbatella incontra l’assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XI, Alberto Attanasio. Prima dell’inizio dell’intervista, l’assessore, pacato come sempre, scambia qualche battuta sul più e sul meno con l’intervistatore, del quale è quasi coetaneo. Nel freddo pomeriggio di un vero “giorno della merla”, si riscopre anche tutto il semplice bene che c’è in un cappuccino. Non sono poche le cose di cui parlare, perciò si comincia presto.

Negli ultimi due anni di governo locale, il Municipio XI ha avuto, insieme al Municipio VII, una capacità di spesa per gli investimenti pari al 100% delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Comune di Roma. In che misura ha inciso il tuo assessorato?

Non si è trattato di un miracolo. Se si è riusciti ad impegnare tutti i fondi disponibili per il 2003, ciò è stato grazie ad un’effettiva coordinazione fra il sottoscritto e i dirigenti ed il personale tutto. Nessuno è stato carente, nell’impegno a rendere disponibili i fondi il più presto possibile, al fine di rispondere alle esigenze dei cittadini. Posso dire che si è trattato di un vero lavoro di squadra. Che continua, naturalmente.

Veniamo ad una questione su cui i cittadini pongono spesso domande: i cantieri aperti. Ti chiediamo, in particolare, un aggiornamento su quelli di Piazza Biffi, della Scuola Materna “Casa dei Bimbi” e di Via Padre Semeria.
La fine dei lavori per l’autorimessa interrata (P.U.P.) di Piazza Biffi è prevista, salvo ulteriori imprevisti, per il prossimo mese di aprile. “Salvo ulteriori imprevisti” non sono parole ombrello, ma soltanto una scrupolosa precisazione che non pone, comunque, dubbi su di una vicina fine dei lavori. Per la fine dello stesso mese di aprile è prevista l’inaugurazione della superficie commerciale di Via Padre Semeria. Quanto all’edificio scolastico “Casa dei Bimbi” di Piazza Longobardi, i lavori di manutenzione straordinaria ed adeguamento alle normative vigenti – la cui spesa complessiva è di poco inferiore a 800.000 euro – avranno termine il 15 settembre 2004.

 

L’allungamento dei tempi è stato imposto dalla situazione del tetto, ritenuta non in grado di garantire la “piena e totale sicurezza” agli utenti della scuola. È stata pertanto ravvisata l’urgenza di provvedere ad un intervento di completa sostituzione delle strutture portanti del tetto medesimo. Il sopralluogo, tenuto il 6 ottobre 2003 dalla “Commissione per la verifica delle condizioni statiche degli edifici comunali”, ha confermato la necessità di dare priorità a tale intervento, indicando la sostituzione delle vecchie strutture lignee con elementi di legno lamellare, di ottima resa sia statica sia di durata nel tempo.
Siamo consapevoli del disagio procurato, in questi mesi, ai bambini ed agli operatori scolastici ma, nel contempo, siamo assolutamente convinti della necessità di ristrutturare adeguatamente le nostre scuole per garantire, appunto, massima sicurezza e tranquillità a chi ne usufruisce. Possiamo dire con ferrea certezza che interventi di questa natura evitano tragedie come quelle che la cronaca ci ha spesso consegnato.

Riguardo ai cantieri da aprire, Cara Garbatella si fa cura di chiedere se tutti gli interventi previsti, saranno realizzati in concomitanza. Il previsto ed auspicabile rifacimento dei marciapiedi di alcune vie della Garbatella, ad esempio, si incontra con il progetto d’immissione di nuove tubature del gas. Sarebbe dunque bene che detti lavori venissero eseguiti in simultaneità, onde evitare che, per permettere gli interventi ai gasdotti, si debba dare corso allo smontaggio dei marciapiedi rinnovati.
Tranquillizzo subito. E’ già stata stabilita una coordinazione degli interventi: saranno eseguiti prima quelli da parte dell’Italgas, poi si darà il via alla riqualificazione dei marciapiedi (costo dell’operazione, poco più di 1.350.000 euro). I punti del quartiere interessati a quest’ultimo intervento sono Via Reginaldo Giuliani, il tratto tra Piazza Longobardi (quindi i marciapiedi davanti alla “casa dei Bimbi”) e Via Magnaghi, nonché l’area pedonale di Via Roberto da Nobili, vicino alla fontana di Carlotta…

Dopo un’interruzione di qualche secondo, l’assessore sorride e aggiunge:…
Sarebbe carino, forse, chiamarlo Progetto Carlotta… Chissà…

Sì, è un’idea carina. Se l’intervento di riqualificazione dei marciapiedi sarà denominato così, Cara Garbatella ne sarà lieta. Riguardo al Contratto di Quartiere, quali sono le opere in programma?
La riqualificazione del Parco Caduti del Mare e del Parco Commodilla, la Ristrutturazione del Mercato Garbatella, il Recupero e Valorizzazione del Percorso della Via delle Sette Chiese; quest’ultimo è, come tutti sanno, un tratto dal particolare rilievo storico. Quanto ai parchi, non è retorico ricordare il contributo che essi danno alla “ossatura” a misura d’uomo del quartiere e del Municipio tutto. L’entità dei fondi disponibili per la realizzazione delle opere in questione è di 4.973.878 euro.* *La consultazione di una cartella non è stata evitabile, stavolta.

La realizzazione di un’autorimessa interrata (P.U.P.), è prevista anche in Piazza Attilio Pecile, mentre per piazza Augusto Albini c’è un progetto di ristrutturazione. Puoi dirci qualcosa nei dettagli?
La costruzione del parcheggio interrato sarà preceduta dalla riqualificazione della piazza, che le darà la giusta valorizzazione. Per Piazza Albini, così come per Largo Ansaldo e per le prospicienti Via Pullino e Via Caffaro, è prevista una profonda ristrutturazione, che interesserà la viabilità e gli spazi pedonali. L’obiettivo di questo, come di altri progetti, è dare maggiore fluidità sia alla mobilità in auto sia alla mobilità pedonale.

Quanto alla ristrutturazione dello stabile, già dei vigili urbani, di via degli Armatori?
Sì, anche in questo caso si tratta, in effetti, di una ristrutturazione, per la quale sono stati stanziati circa 1.400.000 euro. Tale progetto, che, confesso, richiederà particolare impegno, prevede che nel plesso di Via degli Armatori siano inserite attività legate al Municipio, ossia uffici amministrativi e, probabilmente (e col massimo dell’auspicio), anche la sede di una biblioteca municipale.

Riguardo alla ristrutturazione del mercato -che hai poc’anzi citato- Cara Garbatella, pur raccogliendo le varie sensibilità del quartiere sulla questione, ne auspica la collocazione definitiva nel più congeniale spazio di Via Passino. Progetto, questo, che se realizzato, darebbe il via ad altre opere di pubblica utilità, quali la costruzione di un parcheggio e l’apertura di un nuovo ufficio postale nello stesso stabile.
Esattamente. È previsto che la realizzazione di questo progetto avrà termine entro il 2005. Lo spostamento del mercato non è altro, in effetti, che la sua collocazione in uno spazio ben più confacente. Comprendo le possibili perplessità cui l’abitudine spesso induce, ma sono certo che ogni dubbio si dissolverà, quando il tutto sarà compiuto. Voglio, anzi, aggiungere che questo è un progetto che accontenterà davvero tutti. In brevissimo tempo.
L’incontro di Cara Garbatella con l’assessore si conclude col darsi appuntamento al prossimo, che non sarà certo lontano. È sera, il freddo punge ancor di più, ma non è certo un freddo metaforico, è un semplice, naturale freddo invernale.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 1 – Febbraio 2004

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Rimosso il ponticello a Piazza Biffi

Riaprono i lavori per il parcheggio

Rimosso il ponticello a Piazza Biffi

a cura della Redazione

Proseguono i lavori di costruzione dei box in piazza Eugenio Biffi. Il 16 gennaio scorso, alla presenza dell’assessore Comunale alla mobilità Di Carlo, del delegato del Sindaco per i PUP (piano urbano parcheggi) Panecaldo, dell’assessore Municipale ai lavori pubblici Attanasio, del Direttore dei lavori arch. Frangipane ed altri ancora, è stato rimosso con un’enorme gru il ponte scoperto durante gli scavi, ampiamente descritto nel numero di FEBBRAIO. Attualmente è visibile in prossimità di via Lasagna e, al termine dei lavori, che si presume per la fine dell’estate, verrà collocato al centro della piazza, debitamente protetto e illuminato.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 0 – Febbraio 2003

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Giornata in memoria dell’attore Victor Cavallo

Giornata in memoria dell’attore Victor Cavallo

L’associazione culturale “Cara Garbatella”, in collaborazione con la sezione dei Democratici di Sinistra di Garbatella, ha organizzato una giornata in memoria dell’attore Victor Cavallo in cui verrà presentata la raccolta di poesie “Ecchime – antologia sinfonica” e proiettato un documentario sulla vita dell’attore con interviste e riprese che riguardano il quartiere. L’appuntamento è per Mercoledì 5 marzo alla Villetta (Via F. Passino 26) alle ore 18.00. Interverranno: il regista Luca Fantasia, la poetessa Paola Febbraio, il giornalista Cosmo Barbato e la sorella dell’attore Elena Vitolo.

 

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Via Caffaro n. 10

Via Caffaro n. 10

di Francesca VITALINI

Garbatella offre una serie di associazioni ai suoi abitanti per promuovere attività culturali nello stesso quartiere. Per alcuni numeri il mensile” Cara Garbatella” affronterà questo argomento in modo da illustrare le diverse realtà che compongono il quadro. La speranza è che il nostro pubblico possa meglio orientarsi nella dinamica culturale del quartiere con questi brevi articoli. Le prime associazioni che illustreremo sono site in Via Caffaro n. 10. …..

Via Caffaro n. 10

di Francesca VITALINI

Garbatella offre una serie di associazioni ai suoi abitanti per promuovere attività culturali nello stesso quartiere. Per alcuni numeri il mensile” Cara Garbatella” affronterà questo argomento in modo da illustrare le diverse realtà che compongono il quadro. La speranza è che il nostro pubblico possa meglio orientarsi nella dinamica culturale del quartiere con questi brevi articoli. Le prime associazioni che illustreremo sono site in Via Caffaro n. 10.
In un unico edificio sono presenti più gruppi culturali, così come testimoniano le diverse targhe affisse sulla porta d’ingresso: ” Kaos”, “Altre vie”, “ Archeotrekking”, “ Gruppo laico di ricerca”, “Mareaperto”, “Espressione umanista” si alternano nei locali dell’edificio sopra citato ed organizzano attività culturali molto diversificate tra loro. Si passa, infatti, dal Cineforum a tema mensile all’organizzazione di visite guidate, dagli incontri con teologi che applicano in maniera laica il Vangelo alla realtà di tutti i giorni alla creazione di gruppi teatrali le cui rappresentazioni sono effettuate in loco. Inoltre, sono organizzati dei corsi di scuola nautica per disabili e l’associazione “Espressione umanista” redige un proprio giornale.
A questi gruppi si deve aggiungere anche “Officine Musicali”, scuola che organizza dei corsi e dei laboratori di musica. Gianna, coordinatrice del centro, ci spiega che le associazioni sono attive già da un decina di anni. Per accedere a queste attività culturali è necessaria una tessera di socio Esse hanno come obiettivo quello di diffondere un impegno culturale nel quartiere e la risposta degli abitanti di Garbatella è molto alta.
I gruppi che fanno capo a Via Caffaro n. 10 sono frequentati da intere famiglie o da singole persone la cui età varia dai 6 ai 70 anni. Ogni associazione culturale, inoltre, lavora in maniera autonoma rispetto alle altre e questa autonomia è garantita anche dai gestori del centro che evitano di intromettersi nell’attività dei singoli gruppi. Il centro è sempre disponibile ad incrementare la vita culturale del quartiere e ciò è testimoniato, così come ci dice Gianna, dalla porta d’ingresso che rimane aperta tutto l’anno.

 

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Attività formative del “ Socrate”

Attività formative del “ Socrate”

di Francesca VITALINI

Da circa 29 anni il Liceo Classico Statale “Socrate” svolge il suo compito educativo in un territorio che comprende le zone Ardeatina, Colombo e Garbatella. La tradizione vuole che la scuola presenti un’ampia offerta formativa che oggi è stata arricchita e modificata anche in vista delle nuove esigenze culturali e lavorative, disciplinate dalle riforme ministeriali a partire dal 1996. …..

Attività formative del “ Socrate”

di Francesca VITALINI

Da circa 29 anni il Liceo Classico Statale “Socrate” svolge il suo compito educativo in un territorio che comprende le zone Ardeatina, Colombo e Garbatella. La tradizione vuole che la scuola presenti un’ampia offerta formativa che oggi è stata arricchita e modificata anche in vista delle nuove esigenze culturali e lavorative, disciplinate dalle riforme ministeriali a partire dal 1996.
Le attività extra-scolastiche sono anche un trait d’union tra la vita del liceo e quella dei quartieri a cui fa capo perché uniscono l’una e l’altra nel comune interesse di un accrescimento culturale. X, preside attuale del “Socrate” , ci ha cortesemente illustrato i corsi didattici e formativi che sono entrati in vigore dall’inizio dell’anno scolastico 2002-2003. Essi riguardano vari argomenti che è necessario elencare per chiarezza espositiva:

  • Corso di approfondimento di lingua inglese; Corso di spagnolo. _ Laboratorio di musica e teatro.
  • Attività sportiva.
  • Avviamento all’uso degli strumenti informatici ; Corso d’informatica per ottenere la “ patente europea”.
  • Comitato per le pari opportunità.
  • Educazione stradale.
  • Seminari e approfondimenti di materie curricolari.
  • Musica e danze popolari italiane.
  • Apertura della biblioteca al territorio per prestiti e consulenza bibliografica.

A queste attività possono aderire persone interne ed esterne alla scuola, pagando per alcune un contributo. Ad esse se ne aggiungono altre che riguardano nello specifico l’iter formativo degli studenti, come ad esempio, la pubblicazione del giornalino “ La Cicuta”e l’organizzazione delle Olimpiadi di matematica e fisica.
Un discorso a parte deve essere riservato alle iniziative a carattere storico e cinematografico.
Per quanto riguarda le prime, lunedì 27 gennaio, giornata nazionale della memoria, è stata organizzata una conferenza nel ricordo della Shoà ebraica. Ad essa hanno partecipato delle personalità importanti del municipio XI, Lia Levi, reduce dell’olocausto, studenti e pubblico esterno alla scuola. Alla conferenza è succeduta una mostra allestita dal Liceo, con l’aiuto della III A della scuola media “ U. Foscolo”, che è tuttora visitabile nell’Aula Magna.
Il principio del “dovere della memoria”,che ha guidato il “ Socrate” nella realizzazione delle attività descritte sopra, ispira anche l’iniziativa del Cineforum. In una rassegna cinematografica mensile intitolata “ Cinema: ritratto del tempo”sono proiettati dei film neorealisti introdotti da critici del settore. A FEBBRAIO è stato proposto” Roma città aperta” di R. Rossellini e Ernesto G. Laura ha presentato l’evento. Per febbraio è previsto “ Umberto D. “ di V. De Sica e la programmazione continua nei mesi successivi, anche se le date sono ancora da stabilire, con “Senso“ di L. Visconti( marzo), “ Amarcord” di F. Fellini( marzo), “ Mamma Roma” di P. P. Pasolini( aprile), “ Caro Diario” di N. Moretti che forse sarà presente alla proiezione di aprile, “Nuovo Cinema Paradiso” di G. Tornatore ( maggio).
La visione degli spettacoli è aperta gratuitamente agli studenti e agli abitanti dei quartieri limitrofi alle h. 15.00, circa, dei giorni prefissati. Per maggiori informazioni sul Cineforum e sulle attività sopra citate è possibile contattare la segreteria del liceo in via Padre Reginaldo Giuliani n. 15. L’azione culturale del “ Socrate” si rivolge al territorio circostante per creare un ponte tra vita scolastica ed extrascolastica. In questo modo entrambe possono arricchirsi e relazionarsi vicendevolmente.

 

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Lunga vita al mercato!

Ristrutturazione del mercato coperto

Lunga vita al mercato!

a cura di Giancarlo PROIETTI

Non sono un super esperto nel fare la spesa, ma ho la presunzione di cavarmela, questo l’ho imparato fin da bambino frequentando il mercato coperto di Garbatella. Negli anni la sensazione era chiara: sempre meno gente, con la ovvia conseguenza di sempre più banchi deserti e molti gestori sono stati costretti a cessare l’attività. Ritengo che tutto questo è un peccato perché in un quartiere come il nostro, dove spesso si respira un’aria più popolare che un’atmosfera di una metropoli quale è diventata Roma, il mercato rappresenta un momento d’incontro, e permette un rapporto più umano …..

Ristrutturazione del mercato coperto

Lunga vita al mercato!

a cura di Giancarlo PROIETTI

Non sono un super esperto nel fare la spesa, ma ho la presunzione di cavarmela, questo l’ho imparato fin da bambino frequentando il mercato coperto di Garbatella. Negli anni la sensazione era chiara: sempre meno gente, con la ovvia conseguenza di sempre più banchi deserti e molti gestori sono stati costretti a cessare l’attività. Ritengo che tutto questo è un peccato perché in un quartiere come il nostro, dove spesso si respira un’aria più popolare che un’atmosfera di una metropoli quale è diventata Roma, il mercato rappresenta un momento d’incontro, e permette un rapporto più umano rispetto ai grandi magazzini.

E’ vero che la struttura era fatiscente, ma penso che questo non sia l’unico motivo della lenta agonia che stava vivendo il nostro mercato rionale, l’insorgere di supermercati, una vita sempre più frenetica, la diminuzione delle classiche casalinghe, problemi legati agli orari, questi sono solo alcuni dei motivi. L’importante era fare qualche cosa per non veder morire questo luogo storico di Garbatella. Da qui nasce l’esigenza di ristrutturare il mercato, rimodernandolo e dotandolo di servizi funzionali ed altre cose che possano incentivare la rinascita di questo centro; per permettere la ristrutturazione il mercato è stato spostato in via di santa Galla. Devo dire che l’impressione che ho, frequentandolo oggi è, sicuramente positiva, c’è maggior affluenza e alcuni operatori commerciali non nascondono la loro soddisfazione, altri sono più cauti dicendo che per avere una visione più reale bisogna aspettare il primo anno per tirare un bilancio. Personalmente non nascondo la mia soddisfazione, si assiste a contrattazione di prezzi, a divertenti battute romanesche, insomma segnali che dicono che la cultura della grossa industria dei supermercati, molte volte priva di calore e di colore può essere battuta. E adesso…da un colloquio avuto con l’assessore ai lavori pubblici Alberto Attanasio ho saputo che presso le strutture che ospitavano il vecchio mercato sono iniziati i lavori di verifica e di sondaggio. Ho visti il progetto ed ho ascoltato le idee che ci sono per ristrutturare e trasformare in struttura polivalente il vecchio edificio, i finanziamenti non mancano parte dei quali provengono dal contratto di quartiere. L’assessore ci ha riferito di colloqui avuti con funzionari delle poste per valutare l’ opportunità di aprire uno sportello postale e stanno studiando la possibilità di mettere una banca, di aprire un parcheggio sottostante, tentando di aumentare i posti auto allargandolo o realizzandolo su due piani e di inserire all’interno della struttura mercatini eco-solidale con alimenti biologici lanciando una campagna sulla qualità dei prodotti. I tempi potrebbero essere più rapidi si parla di una durata dei lavori di circa ventiquattro mesi. Io da abitante del quartiere mi sento di dire “Lunga vita al mercato” dove ci si incontra, dove i rapporti sono più diretti e dove, lasciatemelo dire, si risparmia e la qualità non manca.

 

NINOS: un gesto di solidarietà per il futuro dell’Argentina. Manda un buono pasto ad un bambino argentino. L’Argentina è un paese travolto da una tremenda crisi economica e sociale che ha già causato centinaia di vittime e di cui non si vede ancora una soluzione. Le cause del disastro sono diverse: dalla sciagurata gestione dell’economia e della finanza nazionali, all’imposizione di ricette sbagliate del Fondo Monetario Internazionale. Per questo i Democratici di Sinistra di Garbatella aderiscono alla campagna di solidarietà e di raccolta fondi a favore dei bambini argentini: i contributi raccolti serviranno ad acquistare beni alimentari da utilizzare nelle mense popolari. Per potere darci una mano puoi passare tutti i giorni alla Villetta (via F. Passino 26) dalle ore 17.30 alle ore 20.30

oppure contattarci telefonicamente allo 06-5136557.

 

 

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Buon compleanno Carlo

A Garbatella si festeggiano 108 anni

Buon compleanno Carlo

a cura di Giancarlo Proietti

La Garbatella nasceva circa 83 anni fa e lui era gia un giovanotto di 26 anni. Carlo Ornelli perugino, giunto giovanissimo a Roma è sicuramente l’abitante più vecchio del nostro quartiere con i suoi 108 anni. A festeggiarlo il 22 FEBBRAIO, nel suo appartamento nel cuore della Garbatella, oltre ai suoi sei figli c’erano l’assessore ai servizi sociali Raffaella Milano, il consiglire comunale Enzo Foschi, …..

Buon compleanno Carlo

a cura di Giancarlo Proietti

La Garbatella nasceva circa 83 anni fa e lui era gia un giovanotto di 26 anni. Carlo Ornelli perugino, giunto giovanissimo a Roma è sicuramente l’abitante più vecchio del nostro quartiere con i suoi 108 anni. A festeggiarlo il 22 FEBBRAIO, nel suo appartamento nel cuore della Garbatella, oltre ai suoi sei figli c’erano l’assessore ai servizi sociali Raffaella Milano, il consiglire comunale Enzo Foschi, il presidente del municipio Massimiliano Smeriglio, noi di cara Garbatella e alcuni esponenti della cgil, si perché Carlo Ornelli è un fiore all’occhiello del sindacato essendo l’iscritto più anziano. Vispo e presente a sa stesso, si è detto dispiaciuto di non poter uscire più di casa da due anni perché nei lotti di Garbatella non ci sono ascensori e tre piani a piedi sono troppi.Prima di spengere le candeline il sig. Carlo augurava a tutti i presenti una vita lunga come la sua. Auguri al Nonno della Garbatella da parte di tutta la redazione.

 

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Presto i lavori alla casa dei bimbi

Presto i lavori alla casa dei bimbi

di Ottavio Ono

Novità in vista per l’asiletto di Piazza Nicola Longobardi 2, alla Garbatella; la delibera comunale del 30.XI.2001, prevede per la “Casa dei Bimbi “, urgenti lavori di manutenzione straordinaria. Le opere previste vanno dal rifacimento della facciata, all’adeguamento degli impianti compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche. Sicuramente il disagio dovuto al necessario, spostamento temporaneo, dei bimbi, sarà ampiamente ripagato dalla celerità dei lavori e dalla migliorata vivibilità della scuola. L’edificio, d’antica costruzione, necessita d’urgente manutenzione straordinaria. A quando l’inizio dei lavori? …..

Presto i lavori alla casa dei bimbi

di Ottavio Ono

Novità in vista per l’asiletto di Piazza Nicola Longobardi 2, alla Garbatella; la delibera comunale del 30.XI.2001, prevede per la “Casa dei Bimbi “, urgenti lavori di manutenzione straordinaria. Le opere previste vanno dal rifacimento della facciata, all’adeguamento degli impianti compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche. Sicuramente il disagio dovuto al necessario, spostamento temporaneo, dei bimbi, sarà ampiamente ripagato dalla celerità dei lavori e dalla migliorata vivibilità della scuola. L’edificio, d’antica costruzione, necessita d’urgente manutenzione straordinaria. A quando l’inizio dei lavori?
C’è molta attesa per quest’evento annunciato, e anche un pochino di perplessità, quando si sente parlare di spostamenti temporanei presso altre scuole. Perplessità di natura organizzativa, i tempi il mattino, sono stranamente brevi, sembra che rincorrano le persone, tant’è che, anche chi non ha fretta, si adegua al ritmo frenetico dei grandi ritardi. Nel quartiere, d’antica costruzione, anche altre scuole necessitano d’adeguamenti strutturali e non solo; la “ scuola alonzi” elementare, di via Valignano, soffre di una strana malattia, abbandonata da piccola, ha contratto una forma di patologia, singolare, si è resa invisibile. La particolarità del fenomeno è dovuta al fatto che solo entrandoci dentro ci si accorge della sua esistenza. I bambini per primi, se ne sono accorti e, infatti, la descrivono come sporca dentro e fuori, e pericolosamente trascurata. Si potrebbe tentare di farla guarire, 350 bambini sarebbero contenti ma in genere non si crede molto alle loro storie. Fantasie. Altra situazione quella che coinvolge la Battisti, recentemente restaurata, è l’incubatore d’impresa. Uno sportello per l’imprenditoria femminile che dovrebbe aprire i battenti al 3° piano, ala destra, della scuola elementare Battisti di piazza Sauli. Un progetto che indicherà, attraverso adeguate consulenze ai giovani, come fare impresa; vista la posizione dello sportello c’è da sperare che le nuove leve non si lascino sfuggire quest’opportunità che il mercato gli sta offrendo su un piano d’argento. Apriti Sesamo. In bocca al lupo, al nascituro sportello, fare impresa, mettere a frutto le intelligenze, produrre la spinta per costruire solide basi è quanto di meglio ci si può aspettare da giovani capaci e motivati, il coraggio.

 

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Inaugurazione del Parco di S. Eurosia

Un’occasione per riflettere sui veri problemi del quartiere Garbatella.

Inaugurazione del Parco di S. Eurosia

di Andrea Fannini, segretario DS Garbatella

Il 27 FEBBRAIO si è tenuta finalmente l’inaugurazione del Parco San Filippo Neri: presenti il Sindaco di Roma Veltroni, il Presidente dell’XI Municipio Smeriglio, l’Assessore alle periferie Nieri, tantissimi cittadini del quartiere. A tutti sono note le vicende dei lavori, le ragioni dei ritardi, le responsabilità della Soprintendenza e della ditta. E’ una bellissima area verde che va rispettata e valorizzata. Tuttavia, quasi ci fosse una maledizione per il definitivo completamento dei lavori, per circa due mesi quell’area non è stata illuminata. A rendere più drammatica la situazione si è verificato il contemporaneo guasto dei lampioni che illuminano quel tratto di strada. Questo ha significato non solo non poterla usufruire dal pomeriggio in poi, …..

Un’occasione per riflettere sui veri problemi del quartiere Garbatella.

Inaugurazione del Parco di S. Eurosia

di Andrea Fannini, segretario DS Garbatella

Il 27 FEBBRAIO si è tenuta finalmente l’inaugurazione del Parco San Filippo Neri: presenti il Sindaco di Roma Veltroni, il Presidente dell’XI Municipio Smeriglio, l’Assessore alle periferie Nieri, tantissimi cittadini del quartiere. A tutti sono note le vicende dei lavori, le ragioni dei ritardi, le responsabilità della Soprintendenza e della ditta. E’ una bellissima area verde che va rispettata e valorizzata. Tuttavia, quasi ci fosse una maledizione per il definitivo completamento dei lavori, per circa due mesi quell’area non è stata illuminata. A rendere più drammatica la situazione si è verificato il contemporaneo guasto dei lampioni che illuminano quel tratto di strada. Questo ha significato non solo non poterla usufruire dal pomeriggio in poi, ma neppure consentire, se non con disagi e difficoltà, l’attraversamento della stessa per i cittadini. L’amministrazione municipale si è attivata per risolvere questo grave inconveniente, i nostri consiglieri a tutti i livelli si sono mossi, i malumori giustificati dei cittadini si sono iniziati a farsi sentire (vi suggerisco di leggere la significativa lettera di un cittadino che pubblichiamo in questo numero di Cara Garbatella). C’è poco da fare: in questo caso le responsabilità in primo luogo sono stata dell’ACEA, poco o nulla è stata diretta conseguenza di omissioni o negligenze delle amministrazioni (comunale e/o municipale). In primo luogo perché sul sistema elettrico della piazza solo in ritardo è stato dato un parere tecnico di fattibilità da parte dell’ACEA. In secondo luogo (e questo punto invece riguarda il normale sistema di illuminazione stradale) per la mancata e ordinaria manutenzione dell’impianto di illuminazione che riguarda le vie che costeggiano l’area verde. Per fortuna si è intervenuti con una certa sollecitudine e la piazza illuminata e quasi del tutto completata (devono essere predisposte ancora apposite strutture nella piazza per il raccoglimento dei rifiuti e ultimati i lavori di pedonalizzazione) può davvero diventare un fiore all’occhiello del nostro quartiere.
La vicenda della piazza e del bellissimo parco non illuminati per circa due mesi devono farci riflettere su quello che probabilmente è il punto più dolente per la vivibilità nel nostro quartiere: Garbatella è un quartiere in cui spessissimo, più che nel passato, molte vie e piazze sono al buio. Almeno siamo in buona compagnia: problemi analoghi esistono in molte altre zone di Roma, soprattutto quelle che non rientrano nell’area del Centro Storico e che non sono di nuova edificazione. E difatti le aree più colpite del nostro quartiere sono anche quelle in cui l’impianto di illuminazione è particolarmente obsoleto: via Ignazio Persico, piazza Damiano Sauli, i lotti intorno a Viale Massaia, l’area intorno a piazza Brin. Si fa tanta demagogia sull’importanza del termine sicurezza: ad esso si associa molto spesso, impropriamente e volutamente, la paura e l’intolleranza verso i diversi (specie se extracomunitari), considerati come criminali o, nella migliore delle ipotesi, come persone che tolgono lavoro e prospettiva agli italiani. A me personalmente non piace questo termine (soprattutto se utilizzato in questa accezione), ma non me ne viene in mente un altro per descrivere l’esigenza primaria che sta alla base di un quartiere illuminato e vivibile. Sicurezza di poter usufruire di spazi pubblici. Sicurezza, per una famiglia, di potersi godere con tranquillità un quartiere ricco e bello come il nostro. Sicurezza, per dei ragazzi, di poter giocare in qualunque via o lotto. Sicurezza di poter fare una passeggiata senza avere paura di farsi del male, come è capitato pochi giorni fa ad una signora.
Garbatella è o sarà al centro di importanti trasformazioni: grazie al contratto di quartiere, ad esempio, verranno recuperati il Mercato coperto e il Parco di Via Pullino. Il problema della manutenzione dell’illuminazione delle vie e delle piazze della Garbatella deve diventare una priorità nell’agenda politica dell’amministrazione che governa questo Municipio, a prescindere dalla diretta competenza e dagli strumenti reali di intervento: vanno fatte pressioni a tutti i livelli, richiamate le responsabilità di un’azienda che non sta facendo il suo dovere, pianificate le esigenze. Questo ormai non è un problema come tutti gli altri, il Municipio deve fare sentire la sua voce. Solo così acquistano credibilità e prospettiva i vari interventi programmati da Comune e Municipio. E’ nel pretendere un minimo e sufficiente livello di manutenzione nei servizi primari (non solo l’illuminazione, ma anche la pulizia delle strade e l’efficienza del sistema fognario) la vera e più importante sfida di governo di questo quartiere.

 

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A proposito della petizione contro il degrado della Garbatella proposta da Alleanza Nazionale

A proposito della petizione contro il degrado della Garbatella proposta da Alleanza Nazionale

di Andrea Fannini

In questi giorni è comparsa sui muri della Garbatella una locandina, a firma della sezione locale di Alleanza Nazionale, che invitava la cittadinanza alla raccolta di firme contro il degrado del quartiere. Il testo di tale locandina merita qualche riflessione. Innanzitutto è legittimo che una forza politica, all’opposizione nel governo di questo territorio, critichi l’operato delle forze di centrosinistra. Ci mancherebbe altro! L’importante è che, nel momento in …..

A proposito della petizione contro il degrado della Garbatella proposta da Alleanza Nazionale

di Andrea Fannini

In questi giorni è comparsa sui muri della Garbatella una locandina, a firma della sezione locale di Alleanza Nazionale, che invitava la cittadinanza alla raccolta di firme contro il degrado del quartiere. Il testo di tale locandina merita qualche riflessione. Innanzitutto è legittimo che una forza politica, all’opposizione nel governo di questo territorio, critichi l’operato delle forze di centrosinistra. Ci mancherebbe altro! L’importante è che, nel momento in cui si avanzano critiche forti e conseguenti proposte, lo si faccia con cognizione di causa ed onestà intellettuale. In primo luogo, tra le principali cause del degrado del quartiere indicate da A.N. come conseguenza dell’operato delle amministrazioni di sinistra, vengono indicate la soppressione della linea 23 e il trasferimento del Commissariato Colombo nella zona di Grottaperfetta. Vorremmo ricordare agli autorevoli esponenti di A.N. che, in effetti, la linea 23 non è stata soppressa e continua a fare il suo normale percorso che dalla zona di Via Pincherle arriva a Piazzale Clodio. Diamo per scontato che si tratti di una svista. Di semplice errore in buona fede non si può parlare, viceversa, per quanto riguarda il trasferimento del Commissariato. Non credo sia necessario essere esperti di diritto amministrativo per sapere che, su tutto ciò che riguarda le sedi della polizia, a decidere sia Il Ministero dell’Interno che – a noi risulta, ma potremmo sbagliarci- sia diretto da quasi due anni da esponenti del Polo della Libertà.
E arriviamo alla pietra dello scandalo, vale a dire al progetto di trasferimento della sede dei vigili urbani da via degli Armatori in via Ballarin. Non so se vi sia mai capitato di entrare nei locali del Comando dei vigili urbani di via degli Armatori; a me personalmente è capitato: si tratta di locali che versano in uno stato di inagibilità e di incredibile fatiscenza, in contrasto con la normativa nazionale sulla sicurezza, con uno spazio a disposizione che non soddisfa né la dignità di chi ci lavora né la funzionalità per gli utenti. Diciamolo chiaramente: l’operato dei vigili urbani a Garbatella non dipende dall’ubicazione della sede ma da altri fattori, ben più importanti (dal numero dei vigili a disposizione per coprire un territorio come il nostro, dalla serietà professionale, dalla correttezza e dall’onestà degli operatori, per fare qualche esempio). Per fermare quindi il degrado di Garbatella i promotori della petizione chiedono il ripristino dell’antica navetta (a questo punto possiamo svelare l’esatto numero: AN faceva riferimento alla linea 22!) e il blocco del progetto di trasferire il presidio dei vigili a via Ballarin. Siamo seri, si capisce che stiamo avvicinandoci alle elezioni amministrative. Proprio per questo confrontiamoci sui veri problemi del quartiere: l’illuminazione che manca, la pulizia delle strade, la fruibilità delle aree verdi, alcuni lavori pubblici che vanno a rilento. Evitiamo però di fare demagogia e inutili campagne che possono forse risolvere i problemi di visibilità di una forza politica come AN ma di certo non aiutano a migliorare la qualità della vita del nostro quartiere.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 0 – Febbraio 2003

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Mi manda Cara Garbatella

Mi manda Cara Garbatella

di Marcello DELOGU

Versione corta La recente Legge Finanziaria del 2003 introduce una serie di condoni fiscali che nascono con la finalità di recuperare, in via rapida per le Amministrazioni Pubbliche ed in via economica per i contribuenti, quel gettito di risorse finora evaso o eluso.
L’idea portante è quella che, piuttosto che occupare risorse e capitali nella lotta all’evasione, è possibile invogliare i contribuenti riluttanti con una serie di sconti e facilitazioni che permettano di chiudere forfetariamente tutti i possibili contenziosi. …..

Mi manda Cara Garbatella

di Marcello DELOGU

Versione corta La recente Legge Finanziaria del 2003 introduce una serie di condoni fiscali che nascono con la finalità di recuperare, in via rapida per le Amministrazioni Pubbliche ed in via economica per i contribuenti, quel gettito di risorse finora evaso o eluso.
L’idea portante è quella che, piuttosto che occupare risorse e capitali nella lotta all’evasione, è possibile invogliare i contribuenti riluttanti con una serie di sconti e facilitazioni che permettano di chiudere forfetariamente tutti i possibili contenziosi. …..
Un segnale di forte apposizione a questa logica di basso profilo lo ha dato il Sindaco Walter Veltroni rifiutando le false lusinghe della Finanziaria Berlusconiana e confermando tra le priorità la lotta all’evasione dei tributi comunali. Altrettanto merito va riconosciuto all’Assessore Franco Causi che pur in presenza di una notevole contrazione dei fondi messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione ha formulato una manovra sul bilancio che riesce a tutelare il welfare ed aumenta gli investimenti per lo sviluppo.

Nello specifico la manovra, che permette di confermare il monte di spesa di 3.270 milioni di euro del 2002, ammonta a 230 milioni così ripartiti:
57 milioni di euro maggiori entrate dalla lotta all’evasione,ampliamento base imponibile, recupero arretrati ICI, Tarsu, imposta su affissioni e pubblicità;
33 milioni di euro ottimizzazione della gestione del debito (rinegoziazione dei mutui, miglioramento della capacità contrattuale verso le banche, riduzione dei tassi d’interesse);
71 milioni di euro proventi vari dell’amministrazione (canoni, affitti, contravvenzioni, vecchio condono edilizio, Bucalossi);
43 milioni di euro blocco del turn over del personale ed economie di gestione sugli acquisti di beni e servizi;
26 milioni di euro risparmi derivati dalla trasformazione della Tarsu da tassa a tariffa.

Crescono alcuni capitoli di spesa come spazzatura e pulizia della città (+10 mln), scuole (+3 mln), trasporti e mobilità (+33 mln), servizi sociali (+3,4 mln).
La manovra lascia invariate le tariffe dei servizi comunali (asili nido, mense e trasporti scolastici), l’ICI rimane invariata e viene confermato il programma di agevolazioni per le famiglie a reddito medio-basso (circa 40.000) e di esenzione totale di quelle povere (circa 25.000). Per la prima volta è prevista l’esclusione totale dell’ICI per gli immobili utilizzati dalle Organizzazioni senza scopo di lucro per le attività istituzionali.
A partire dal 2003 sono previsti 3.700 milioni di euro per grandi progetti per la mobilità come la “cura del ferro”, manutenzione delle scuole e delle strade, lavori pubblici e riqualificazione delle periferie.

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Garbatella, quel “borgo marinaro”…

un canale ed un porto fluviale: storia di un progetto fallito

Garbatella, quel “borgo marinaro”…

di Cosmo BARBATO

Garbatella compie 83 anni. Ricordiamo questa data – 18 febbraio 1920 – pubblicando alcuni versi scritti nel 1994 da Orlando Monteleoni, un ex operaio della Vetreria San Paolo (oggi al posto di quella fabbrica c’è la sede della Terza Università, sulla via Ostiense), il quale in dialetto racconta il suo “dialogo” con l’epicentro di quella lontana fondazione, la piazza Benedetto Brin. Qui è murata la “prima pietra” della nuova borgata, posta dalla “mano augusta di sua maestà il re Vittorio Emanuele III”. Reca un’epigrafe – oggi leggibile con difficoltà: andrebbe restaurata – che nomina i committenti: l’Istituto per le Case Popolari e l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo ed industriale (di quest’ultimo parleremo in seguito). …..

un canale ed un porto fluviale: storia di un progetto fallito

Garbatella, quel “borgo marinaro”…

di Cosmo BARBATO

Garbatella compie 83 anni. Ricordiamo questa data – 18 febbraio 1920 – pubblicando alcuni versi scritti nel 1994 da Orlando Monteleoni, un ex operaio della Vetreria San Paolo (oggi al posto di quella fabbrica c’è la sede della Terza Università, sulla via Ostiense), il quale in dialetto racconta il suo “dialogo” con l’epicentro di quella lontana fondazione, la piazza Benedetto Brin. Qui è murata la “prima pietra” della nuova borgata, posta dalla “mano augusta di sua maestà il re Vittorio Emanuele III”. Reca un’epigrafe – oggi leggibile con difficoltà: andrebbe restaurata – che nomina i committenti: l’Istituto per le Case Popolari e l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo ed industriale (di quest’ultimo parleremo in seguito).

Monteleoni scrisse il suo appassionato ricordo in versi quando quel primo nucleo della Garbatella fu risanato, dopo che per trent’anni era caduto in un totale stato di degrado a causa di una rozza speculazione edilizia, peraltro fallita. Agli inizi degli anni 60 era accaduto che, in seguito a uno sciagurato e molto sospetto accordo tra l’Iacp e il Banco di Santo Spirito tre lotti intorno a piazza Brin fossero stati abbattuti per consentire la costruzione di villette per funzionari del Banco. L’operazione, fortemente osteggiata dagli abitanti del quartiere e dell’opposizione comunale di sinistra, comportò lo sradicamento di molti vecchi assegnatari, relegati in lontane periferie. Provocò inoltre l’intervento degli antichi proprietari di quei terreni, i Grazioli, che a suo tempo li avevano ceduti destinandoli esclusivamente alla costruzione di case per lavoratori. Risultato: l’operazione fu bloccata e per trent’anni le aree coperte dale macerie delle demolizioni furono lasciate nel più totale abbandono, finchè, appunto nel 1994, non furono parzialmente trasformate in giardini.
Nell’epigrafe della pietra di fondazione si fa riferimento, tra i committenti, a un Ente per lo sviluppo marittimo e industriale. La Garbatella nel 1920 nasceva sì come borgata operaia a ridosso della zona industriale ostiense che, dalla fine dell’Ottocento, era andata progressivamente sviluppandosi, ma anche come “borgo marinaro” situato nei pressi di un porto-canale che in quegli anni sembrava di imminente realizzazione.
Fin dal 1904 un Comitato pro Roma marittima aveva propugnato la costruzione di un canale navigabile che, dalla costa do Ostia, parallelamente al Tevere, dovesse servire la zona industriale insediata nella zona ostiense, con un porto poco distante dalla Basilica di San Paolo. Ne era ispiratore un membro della potente famiglia palermitana degli Orlando, cofondatrice delle Acciaierie di Terni e dei cantieri navali di Livorno. L’idea dell’ing. Paolo Orlando era contrastata da chi temeva lo snaturamento di una città così ricca di storia e di arte e anche da chi non credeva nella vocazione imprenditoriale della nuova capitale. Contrario fu anche Ernesto Nathan, sindaco dal 1907 al 1913, che impersonò la rinascita della città.
Tuttavia l’ing. Orlando, assessore in Campidoglio, perseguendo tenacemente il suo progetto, ottenne l’esproprio di terreni di proprietà di Grazioli nella zona di San Paolo, dove doveva nascere il porto, e la concessione di arenili a Ostia verso il Canale dei pescatori, che si sarebbe dovuto sviluppare fino a Roma.
Fu creato così l’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale, cui aderirono potenti gruppi imprenditoriali, e furono approntati i progetti. La creazione della città-giardino della Garbatella – 190 unità abitative distribuite in una quarantina di edifici immersi nel verde di orti – sembrava un altro dato acquisito a favore dell’iniziativa.
Poco dopo però, con l’avvento del fascismo, il progetto venne abbandonato: non per amore della storia e dell’arte ma per un’astrazione retorica, per non contaminare cioè i “destini imperiali” di Roma. L’ing. Orlando fu compensato in vari modi, anche con una poltrona in senato.
Nella toponomastica della Garbatella restano le tracce di quella antica destinazione marinara, a partire dalla piazza intitolata a Benedetto Brin, primo ministro della marina del Regno d’Italia, ingegnere navale, progettista delle corazze Duilio in Italia. Citiamo ancora la via degli Armatori e quelle dedicate a Giovanni Ansaldo (fondatore dei cantieri di Genova), Francesco Passino (tecnico di armi subacquee), Damiano Sauli (costruttore navale della metà del ‘700) Luigi Fincati (viceammiraglio e tecnico navale dell’800), Alberto Guglielmotti (storico ottocentesco della marina), Nicolò Odero (navigatore e tecnico portuale), Luigi Orlando (padre di Paolo, ingegnere navale, direttore dell’Ansaldo, senatore) e così via per tutte le strade del quartiere, tutte dedicate a personaggi legati alla navigazione. Al mare, precisamente ai Caduti del mare, è stato dedicato pochi anni fa anche il parco di via Giacinto Pullino (ingegnere, progettista del primo nucleo sottomarino italiano).
Dal 18 febbraio 1920 quel primo nucleo sorto a piazza Benedetto Brin si è molto esteso, spesso in modo caotico e sconsiderato. Ma il cuore della Garbatella resta nella “piazzetta” che Orlando Monteleoni ha cantato con semplice autentica passione.

  No alla guerra in Iraq, senza se e senza ma.

I Democratici di Sinistra di Garbatella e l’associazione “Aprile per la Sinistra” del Municipio di Roma XI hanno promosso, insieme ad altre forze politiche e sociali del quartiere, una rete territoriale contro la guerra in Iraq. Tra le iniziative promosse dalla rete c’è anche quella di invitare i cittadini ad esporre, in segno di forte contrarietà a questa imminente guerra, nelle proprie case la bandiera della pace. Per chi fosse interessato si può passare a prendere la bandiera alla Villetta (Via F. Passino 26) tutti i giorni dalle ore 17.30 alle ore 20.30 oppure contattarci telefonicamente allo 06/5136557.

 

 

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Primo Natale con l’euro:più ricco o più povero?

Primo Natale con l’euro:più ricco o più povero?

Le risposte di Garbatella al questionario

di Luciana Abate

Nel numero precedente di “Cara Garbatella”, nell’articolo sul primo Natale con l’euro, si informava che, nel periodo delle feste, si sarebbe distribuito un questionario per conoscere le opinioni della cittadinanza del quartiere sul primo anno di rodaggio dell’euro e, in particolare, per sapere se il Natale sarebbe stato più ricco o più povero e per conoscere quali sarebbero stati i comportamenti rispetto ad acquisti e altri consumi. Il questionario non aveva le ambizioni di una ricerca scientifica, voleva solo tastare il polso, individuare qualche linea di tendenza tra la gente che fa la spesa al mercato, nei negozi o che passeggia nelle stradine di Garbatella …..

Primo Natale con l’euro:più ricco o più povero?

Le risposte di Garbatella al questionario

di Luciana Abate

Nel numero precedente di “Cara Garbatella”, nell’articolo sul primo Natale con l’euro, si informava che, nel periodo delle feste, si sarebbe distribuito un questionario per conoscere le opinioni della cittadinanza del quartiere sul primo anno di rodaggio dell’euro e, in particolare, per sapere se il Natale sarebbe stato più ricco o più povero e per conoscere quali sarebbero stati i comportamenti rispetto ad acquisti e altri consumi. Il questionario non aveva le ambizioni di una ricerca scientifica, voleva solo tastare il polso, individuare qualche linea di tendenza tra la gente che fa la spesa al mercato, nei negozi o che passeggia nelle stradine di Garbatella e ha qualche minuto da dedicare a un’intervista. I questionari sono rigorosamente anonimi. (Valeria Caldonazzo, della nostra redazione, ha fatto il paziente lavoro di somministrazione del questionario. Flavia Raccio ha raccolto i dati e ne ha fatto un’accurata elaborazione e rappresentazione grafica).
Ecco i risultati dell’indagine: sono stati compilati 210 questionari, 114 da donne e 96 da uomini; 52 nella fascia d’età 20/40 anni; 55 nella fascia 40/60; 103 nella fascia oltre i 60. Il Natale è stato più ricco solo per 6 persone, per altre 6 uguale, per 198 più povero.
Sulle ragioni della maggiore povertà 74 persone ritengono che ciò sia dovuto all’arrotondamento verso l’alto dei prezzi in euro; 33 all’aumento dei costi alla produzione; 64 all’aumento dei costi alla vendita; 60 ad altre ragioni equamente attribuite alla “disonestà” di alcuni commercianti e “all’incapacità” del governo.
Nonostante tutto, per il cenone o il pranzo di Natale, 40 persone non rinunciano a nulla; 16 a qualcosa sulla qualità;153 a qualcosa sulla quantità (non necessariamente per questioni di linea). Alla domanda: che cosa ti potresti permettere con la tredicesima, 11 persone rispondono che potrebbero permettersi un viaggio all’estero, anche se precisano che non è detto che poi lo facciano; 18 si potrebbero permettere una settimana bianca; 35 una cena al ristorante; 39 una cenetta in trattoria o pizzeria; ben 97 non possono permettersi nulla. Dieci ragazze/i si sfogano: ma chi ce l’ha, ma chi la vede, ma quale tredicesima!
Alla richiesta di indicare uno o due prodotti di cui si sia controllato l’aumento, le risposte sono state molto articolate: qualcuno, preso alla sprovvista, non ha saputo indicare niente di preciso; un centinaio di persone ha risposto genericamente: tutto; una cinquantina di persone ha indicato generi alimentari (in particolare frutta e verdura) e abbigliamento. Sono stati indicati anche servizi bancari, assicurazioni, visite mediche specialistiche, pub, discoteca. Qualcuno è stato più rigoroso; una ragazza ha scritto:” l’ombrellino pieghevole agli angoli delle strade, da 5.000 lire è passato a 4 euro; la pizza margherita da 10.000 lire a 6,5 euro”. Una signora della fascia d’età over 60 ha scritto: ”le camicie della bancarella sotto casa da 25.000 lire sono salite a 15 euro; un’elemosina decente, prima, a 1000 lire, ora mi sembra decente a 1 euro.” Un’indicazione ad aggiornare anche i costi della solidarietà?

 

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