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Autore: Redazione

Interrogazione al Sinadaco Piazza Brin in pericolo

Interrogazione al Sinadaco Piazza Brin in pericolo

a cura di giancarlo PROIETTI
    
Noi di Cara Garbatella ci siamo occupati molte volte in passato dell’abbandono dei parchi, del degrado delle piccole e delle grandi aree verdi, come per esempio nell’ultimo numero denunciavamo con un articolo lo stato d’abbandono …..

Interrogazione al Sinadaco Piazza Brin in pericolo

a cura di giancarlo PROIETTI
    
Noi di Cara Garbatella ci siamo occupati molte volte in passato dell’abbandono dei parchi, del degrado delle piccole e delle grandi aree verdi, come per esempio nell’ultimo numero denunciavamo con un articolo lo stato d’abbandono …..di quella lingua di verde che si ritrova al centro della Circonvallazione Ostiense. Bambini, donne, cittadini plaudono sempre al la nascita di nuovi parchi e nuove aree verdi, ma il tempo dimostra che è più difficile conservare in buono stato i vecchi parchi che crearne altri.
La memoria recente ci ricorda la battaglia che è stata fatta per rendere vivibile uno dei più affascinanti scorci di Garbatella: piazza Benedetto Brin. Fino a qualche anno fa, dove adesso c’è un “parco, c’era una discarica e la paura dì molti di noi è che lo stato d’abbandono in cui versa oggi il parco possa, continuando così, trasformarlo nuovamente in una discarica. Accogliamo con grossa attenzione l’interrogazione presentata al Sindaco Walter Veltroni e all’assessore Dario Esposito da parte dei Consiglieri Comunali dei DS Enzo Foschi e Dino Gasparri. Riportiamo di seguito il testo.

Al Sindaco di Roma
On.le Walter VELTRONI
All’ Assessore all’ AMBIENTE
On.le Dario ESPOSITO

INTERROGAZIONE URGENTE

Oggetto: Degrado di Piazza Benedetto Brin.

Premesso


Che negli anni passati sono stati attuati lavori di ristrutturazione e abbellimento dei giardini di Piazza Benedetto Brin, vero e proprio cuore storico, culturale e architettonico del quartiere della Garbatella e patrimonio caratteristico della stessa città di Roma;

considerato

che a tutt’oggi tali lavori non sono mai stati completati, in particolare quelli riguardanti il funzionamento della fontana centrale, data la mancanza dei relativi allacci da parte della ACEA, ridotta pertanto a un ricettacolo di rifiuti e immondizia,

considerato

che i giardini non sono oggetto di nessuna azione di prevenzione e di rispetto riguardo alle deiezioni canine, e sono a tutt’oggi sprovvisti completamente di cestini per rifiuti con ovvie conseguenze di sporcizia e degrado;

considerato

che esistono reali rischi di pericolo per i bambini dalla parte di Via A. Cialdi e che non esistono i cancelli laterali chiusi come da norma;

considerato

che la cittadinanza vive e percepisce questa situazione di degrado come stato di abbandono e di spreco di risorse da parte della Pubblica Amministrazione;

I sottoscritti consiglieri DS Enzo Foschi e Dino Gasparri interrogano il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente, su iniziative si intendono attuare per pone fine a tale situazione di degrado e restituire Piazza Brin al proprio ruolo e funzione nel quartiere, nella città, al servizio e fruizione dei cittadini. Roma, 08/0912003

I Consiglieri Comunali
Enzo FOSCHI
Dino GASPARRI

 

 

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Settembre, che sport farà mio figlio? Quest’anno voglio giocare a pallone…

Settembre, che sport farà mio figlio?
Quest’anno voglio giocare a pallone…

di Claudio PETRUCCI

Come tutti i genitori, anchio quest’anno, al rientro dalle vacanze, meglio alla fine dell’estate, ho fatto al mio bambino la fatidica domanda: ” quale sport vuoi fare quest’anno” , ed anch’io, come tutti i genitori che conosco, speravo che Lorenzo, così si chiama mio figlio, …..

Settembre, che sport farà mio figlio?
Quest’anno voglio giocare a pallone…

di Claudio PETRUCCI

Come tutti i genitori, anchio quest’anno, al rientro dalle vacanze, meglio alla fine dell’estate, ho fatto al mio bambino la fatidica domanda: ” quale sport vuoi fare quest’anno” , ed anch’io, come tutti i genitori che conosco, speravo che Lorenzo, così si chiama mio figlio,mi rispondesse ” voglio andare in piscina” , perché il nuoto fa bene a tutto, è uno sport completo, e così via. . ., invece, come ampiamente prevedibile la risposta è stata: “quest’anno voglio giocare a pallone!”.
Male, anzi bene, perché se è vero che il calcio non è uno sport completo, in cui si rischia di farsi male, che espone i bimbi alle intemperie, al fango, alle correnti d’aria e quant’altro, almeno è gratis! Ricordate quella parola che aveva significato tanti anni fa? Gratis! Ovvero la possibilità di usufruire di qualcosa senza esborso di un corrispettivo in denaro. Ebbene, forte delle mia esperienza di calciatore dilettante, sapevo che per giocare a pallone (calcio) c’è un solo requisito: saperlo fare, poi una qualche società sportiva disposta a tesserarti fornendoti l’attrezzatura e l’istruzione necessaria si trova, altrimenti, in mancanza di capacità, la risorsa istituzionale della Garbatella era ed a tutt’oggi rimane l’Oratorio di San Filippo Neri: da Padre Guido. Quindi, armato della mia esperienza comincio ad esplorare L’universo delle società sportive della Garbatella (Eurnova, Castello, Garbatella) cercando di far partecipare Lorenzo (mio figlio) ad uno dei famosi “provini” , cioè a delle partite di prova dove allenatori visionano decine di bambini per verificarne le attitudini e le capacità, decidendo, in definitiva se tesserarli consentendogli così di praticare per tutto l’anno lo sport dei loro sogni, a spese della società sportiva che rappresentano.
Il principio è: la società sportiva investe sui ragazzi sperando di scoprire qualche talento che, ceduto ad una società più grande (Lodigiani, Roma, Lazio, Almas), consenta un ritorno economico e di attrezzatura necessario alla sopravvivenza della stessa società sportiva; in pratica l’unica molla che spinge queste associazioni è la passione enorme per lo sport nazionale italiano. Sbagliato, non è più così! la sorpresa nello scoprire lo sport del 2003 alla Garbatella è stata tanta: in pratica l’unico modo per praticare il calcio è pagare per frequentare la ” scuola calcio” questo fino a 15/16 anni. La parola gratis non esiste più! E vuota di significato: una stagione calcistica di un bambino di sette anni, nel 2003 alla Garbatella costa ai genitori dalle 500 alle 700.000 Lire (dai 250 ai 350 Euro), questo indipendentemente dalle attitudini calcistiche dei piccoli. L’unica alternati- va rimangono gli Oratori, ma Lorenzo è figlio di genitori laici, non è battezzato, vorrei tanto che vivesse una vita al riparo da condizionamenti cattolici, decidendo in età adulta ed in piena autonomia se rivolgersi alla religione per risolvere i tanti dilemmi della vita.
Ora, pur tralasciando il significato della parola “scuola”, che presuppone la presenza di “maestri” o “istruttori” dotati delle opportune credenziali istituzionali, e sugli impatti che tale parola ha nella psiche di un bimbo di sette anni, che esce alle 16,30 dalla scuola elementare per recarsi di corsa alla scuola calcio, mi chiedo: ma è normale questa cosa, perché si deve pagare per praticare uno sport (anche se ” incompleto”), la pratica sportiva non dovrebbe essere un diritto?
E se dopo tre mesi i bambini si scocciano, le quote di iscrizione sono rimborsate per la quota parte di cui non si è usufruito? Non è che per caso si cerca di speculare sulla speranza dei genitori di ritrovarsi in famiglia con un nuovo Totti o Nesta? Sono tutti interrogativi ai quali non è facile né giusto dare una risposta avventata, ma che sicuramente meritano un’indagine molto più approfondita di questa. Al momento, rivangando i tempi della mia adolescenza, quando le uniche scuole frequentabili alla Garbatella erano quella dell’obbligo e quella della strada ed erano gratis veramente, ricordo distintamente che tutte le società sportive nelle quali ho prestato la mia infima opera di calciatore dilettante mai hanno ricevuto soldi da me o dalla mia famiglia, figuratevi che era un problema anche comprare le scarpe da calcio, e parlo di nomi storici per chi, come me è nato alla Garbatella: ASTRO all’oratorio di 5. Filippo Neri poi divenuta Libertas Garbatella, Cristoforo Colombo a via Giustino de Jacobis, la Nuova Rapida al campo della Fiera di Roma, l’A.S. Garbatella.
L’impegno che voglio assumere nei riguardi dei lettori di questo articolo è quello di svolgere, nei mesi a venire, un’ approfondita indagine su come è cambiata negli anni la gestione delle società sportive, sui costi che devono assumersi dette società e sulla qualifica degli istruttori che prestano la loro opera professionale nell’ambito delle ” scuole calcio”.
Quindi, come in tutti i serial che si rispettano, il seguito alla prossima puntata…

 

 

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Ostiense-Garbatella Una zona, una festa

Ostiense-Garbatella Una zona, una festa

di Pasquale NAVARRA

La Festa cittadina dell’Unità si è svolta, quest’anno, nell’area degli ex mercati generali. Dal 19 giugno al 27 luglio, come molti ricorderanno. Ed il sottoscritto ricorda come più di una persona (da alcuni amici a colleghi di lavoro) gli chiese: “Ma non sono troppi, …..

Ostiense-Garbatella Una zona, una festa

di Pasquale NAVARRA

La Festa cittadina dell’Unità si è svolta, quest’anno, nell’area degli ex mercati generali. Dal 19 giugno al 27 luglio, come molti ricorderanno. Ed il sottoscritto ricorda come più di una persona (da alcuni amici a colleghi di lavoro) gli chiese: “Ma non sono troppi,quaranta giorni?”; “Ce la farete?”. “Non rischiate che dopo 15 giorni non viene più nessuno?”. Ebbene, molti di coloro che avevano posto queste domande (chi con bene- vola ironia, chi con schietta meravigliai, sono poi stati fra i visitatori della Festa, dai primi giorni agli ultimi. Complessivamente, i visitatori della Festa dell’Unita’ sono stati circa due milioni. Un risultato non casuale, un successo anche oltre le aspettative, ma niente affatto effimero. Un successo basato non solo sui numeri, ma soprattutto sulla conferma di quanto sia cresciuto il radicamento dei Democratici di Sinistra, nella capitale e nel Paese in generale. In più, si è verificata una sorta di osmosi fra la Festa e la zona in cui è stata svolta. Una zona, dall’Ostiense alla Garbatella, che tino a non molto tempo fa non sapeva di essere bella. O quantomeno, credeva di non esserlo abbastanza. Ma la bellezza non è cosa fatta per non essere scoperta, né tanto meno per non essere capita. In altre parole, la felice riuscita della Festa cittadina dell’Unità, ha fatto luce sul valore di questi quartieri, di questa zona che non è mai stata periferia, nell’anima della città.
Nello stesso spazio degli ex mercati generali, è attualmente in corso la Festa nazionale di Rinascita, ed in breve vi sarà realizzato l’ampliamento della Terza Università, nonché altri spazi per la cultura. E’ quindi, questa, una zona che può essere considerata un laboratorio per la città; una zona non solo finalmente valorizzata, ma soprattutto un ormai prossimo punto di riferimento e di ispirazione per un modello di vita e di sviluppo Iella metropoli.
La nostra zona presenta poi un’ulteriore peculiarità, che le dà conferma di essere zona laboratorio: la presenza di numerosi stranieri, la loro integrazione. La dimostrazione più netta – a dispetto di chi la depreca, magari da buon Borghezio – che essa nulla toglie all’identità di una comunità, ma anzi la arricchisce, la rende più vitale, le dà ciò che in fondo aveva desiderato, senza mai chiederlo.
Tornando un momento alla Festa dell’Unità di quei solari quaranta giorni e di quelle vivaci quaranta notti, è inevitabile ripensare all’omino coi baffi del manifesto, che, bicchiere alla mano e sorriso ineguagliabile, dava voce al CI CONSENTA scritto sotto di lui. È stato parte dell’estate romana, quell’omino; in quegli occhi e in quel bicchiere, c’è qualcosa che è cominciato. E una volontà, non un sogno ingannevole. È tutto in due parole.

 

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Mi manda Cara Gatbatella

Mi manda Cara Garbatella

di Marcello DELOGU
    
Solo pochi giorni fa, in redazione, si parlava dei possibili argomenti che si sarebbero potuti trattare nella rubrica. Ragionandoci, avevamo considerato non ancora “maturo’ il Condono Edilizio ed in alternativa, …..

Mi manda Cara Garbatella

di Marcello DELOGU
    
Solo pochi giorni fa, in redazione, si parlava dei possibili argomenti che si sarebbero potuti trattare nella rubrica. Ragionandoci, avevamo considerato non ancora “maturo’ il Condono Edilizio ed in alternativa,si era scelto come tema da trattare il Fascicolo del Fabbricato.
Ma con il Governo Berlusconi in auge, in pochi giorni si possono materializzare anche gli incubi più neri.
Come architetto ho lavorato per anni presso l’Ufficio Speciale del Condono Edilizio ed ho imparato ad accogliere con scetticismo crescente ogni nuova sanatoria. Ma so anche che, vista la disperata ricerca di soldi del Ministro Tremonti, quando uscirà l’articolo probabilmente la legge, o meglio il decreto, sarà già cosa fatta. Perciò tanto vale ragionare nei termini Gramsciani del “pessimismo della ragione, ottimismo della volontà” e tirar fuori quel che di buono si può ricavare dall’ennesima debacle di questo Governo di Centrodestra.
Propongo ai lettori un percorso virtuoso che così si snoderà per i prossimi numeri: Condono Edilizio, Abitabilità e Fascicolo del Fabbricato.
La prima tappa “verso la virtù” è quella di prepararsi i documenti. Perciò si deve possedere almeno una fotocopia del titolo che determina la proprietà, il diritto reale, l’affitto, il leasing, etc. dell’immobile e su questa bisogna verificarne la consistenza attraverso il numero dei vani, la descrizione e le proprietà confinanti. In caso di approfondimenti necessari o di documentazione mancante si può effettuare una ricognizione supplementare presso gli uffici della Conservatoria ed accertare se gli atti sono stati trascritti. Questo perché se è vero che la Concessione in Sanatoria è rilasciata solo al proprietario (eccetto rari casi). il richiedente può semplicemente essere anche un avente causa, quindi l’affittuario o addirittura un vicino che possa vantare un qualche diritto.
La seconda verifica è ancora sulla titolarità e sulla consistenza, ma da effettuarsi presso il Catasto. Così si potranno avere informazioni, anche grafiche, sulla consistenza del bene (planimetrie). Vale ricordare che il tributo ICI e la fiscalità in genere adottano le rendite catastali come parametri nel calcolo delle imposte, quindi errate intestazioni o classamenti possono essere l’inizio di contenziosi o perdite di tempo di vario genere.
Se non avete avuto sorprese fino a questo punto siete a buon punto e 1′ ulteriore ricerca dei documenti potrebbe essere propedeutica all’Abitabilità od al Fascicolo del Fabbricato, in caso contrario….il Ministro Tremonti ha colpito!!!
La terza verifica, in presenza di dubbio grave o motivato, è quella di visionare la Concessione Edilizia originaria, con le eventuali varianti, presso la XV Ripartizione del Comune di Roma. Casi classici sono i locali interrati, seminterrati, attici che anticamente erano cantine, box o locali per stendere i panni (bucatoi) ed ora sono usati come abitazione, nonché molto più modestamente terrazzi e balconi chiusi in maniera definitiva.
L’ultimo passaggio è presso l’Ufficio Speciale Condono Edilizio per sapere se qualcuno dei vecchi proprietari ha già ricevuto una Concessione in Sanatoria per il “vostro abuso” o se per lo stesso giace ad altro nome un’istanza di cui non sapete neppure l’esistenza.
A questo punto avete tutte le notizie per sapere se il Condono vi riguarda, e quanto vi riguarda. In caso contrario oltre a esservi evitati una serie di spese e di seccature, vi siete dotati di tutte quei documenti che vi permetteranno in tempi velocissimi di ottenere l’Abitabilità (se non l’aveste) e con lo stesso slancio presentare il Fascicolo del Fabbricato. Come più volte segnalato dall’ing. Lenzini direttore dell’USCE, negli ultimi anni l’abusivismo romano si è ridotto. Secondo quanto dichiarato alla stampa, dalle 414.000 istanze dell’85 e 92.600 del `94, è pensabile che non si andrà oltre le 50.000 domande.

 

 

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Il lavoro, un’occasione di vita

Il lavoro, un’occasione di vita

di Alfonso COPPOLA
    
In questi giorni, non c’è telegiornale, quotidiano e/o rivista che non ci faccia ascoltare o leggere tutte le possibili innovazioni sulla Pensionabilità prossima e futura.
Nessuno, che abbia posto in primo piano il problema “Lavoro”. …..

Il lavoro, un’occasione di vita

di Alfonso COPPOLA
    
In questi giorni, non c’è telegiornale, quotidiano e/o rivista che non ci faccia ascoltare o leggere tutte le possibili innovazioni sulla Pensionabilità prossima e futura.
Nessuno, che abbia posto in primo piano il problema “Lavoro”.
Le pensioni le possiamo acquisire se lavoriamo 2/3 della nostra vita terrena. Oggi con una disoccupazione dilagante è mai possibile che si debba parlare più di pensioni che di lavoro? Capovolgiamo la scaletta di priorità e diciamo qual è il lavoro per le prossime generazioni e dalle prospettive occupazionali formuliamo il progetto sulle pensioni future.
Il lavoro resta un bene inalienabile per la sopravvivenza dell’uomo. E di questo nessuno parla. Se avete la tranquillità di leggere i giornali o ascoltare i telegionali: del lavoro si parla solo di gente “oppressa al lavoro”, “rischio di stress da lavoro” post ferie e di com’evitarlo frequentando centri medici ad hoc o seguire le indicazioni che i vari “cervelloni” preposti ti consigliano. Ma per chi il lavoro non ce l’ha o non l’ha mai avuto che indicazioni gli danno? In questo caso richiedergli di seguire le indicazioni anti stress sopra descritto potrebbe anche ritorcersi contro.
E allora.., che ……. nessuno fino ad oggi ci dice come potrebbe risolversi la questione Lavoro. Interessa veramente a qualcuno dei nostri strateghi dell’economia il concetto di lavoro per tutti?
Alziamo la nostra voce, spingiamo chi deve tutelarci in questo nostro diritto a parlarne, a discuterne, a fame progetto portante per il nostro futuro.
Come scritto nella nostra Costituzione (principi fondamentali art. 4): La Repubblica Italiana riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto; (Titolo III art.35 ): La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Le celebrazioni del 1° maggio sono nate come Festa del Lavoro, se il lavoro non c’è che celebrazioni sono?

 

 

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Scompare un pioniere della Garbatella

Ricordo di Padre Melani

Scompare un pioniere della Garbatella

di Cosmo BARBATO

In un torrido giovedì di quest’estate, il 17 luglio, alla venerabile età di 92 anni, ci ha lasciati per sempre, spegnendosi in pace, padre Alfredo Melani, oratoriano della Congregazione di San Filippo Neri, autentico pioniere della Garbatella. …..

Ricordo di Padre Melani

Scompare un pioniere della Garbatella

di Cosmo BARBATO

Padre Alfredo MelaniIn un torrido giovedì di quest’estate, il 17 luglio, alla venerabile età di 92 anni, ci ha lasciati per sempre, spegnendosi in pace, padre Alfredo Melani, oratoriano della Congregazione di San Filippo Neri, autentico pioniere della Garbatella. Qui era arrivato infatti, dalla casa madre dei Filippini della Chiesa Nuova di Corso Vittorio, nel lontano 1925.
A quei tempi i primi nuclei abitativi della borgata, la cui edificazione era cominciata nel febbraio del 1920, si andavano rapidamente estendendo. Mancavano le scuole, non c’era nemmeno una chiesa, a parte la lontana parrocchia, cioè l’irraggiungibile basilica di San Paolo sulla via Ostiense. Padre Alfredo MelaniC’era però, ma da tempo lasciata in disuso, la “chiesoletta” di via delle Sette Chiese, dedicata a due santi contadini, Eurosia, protettrice dai fulmini, e Isidoro, patrono dei buoni raccolti e protettore dalla siccità. La dedicazione glie l’aveva data agli inizi dell’800 un illustre prelato, mons. Nicolai, proprietario di buona parte del territorio, che l’aveva fatta anche nobilitare da un intervento del grande architetto Giuseppe Valadier.
Morto il Nicolai, la proprietà e quindi anche la “chiesoletta” avevano subito alterne vicende: legati testamentari, cessioni, spartizioni, vendite. La parrocchia di San Paolo, sollecitata ad assicurare ai nuovi residenti della Garbatella un’ assistenza religiosa, si affidò ai Filippini, in omaggio anche alla tradizione dei pellegrinaggi della Sette Chiese, istituiti alla fine del 1500 proprio da San Filippo Neri.
E così padre Melani, nel 1925 giovane chierico, venendo a piedi dalla casa madre della Vallicella, cominciò subito a riaprire al culto a giorni alterni la ` chiesoletta”, adattando successivamente ad oratorio giovanile l’attiguo fabbricato, che era stato la vaccheria dell’azienda agricola del Nicolai. pervenuta nel frattempo alla famiglia Santambrogio.
Quando la vaccheria fu resa quasi agibile, la presenza di padre Melani divenne continua. Una volta, molti anni fa, si lasciò andare ad un raro slancio confidenziale: “Che cosa terribile quelle notti d’inverno nei locali della vaccheria: si mriva di freddo”.
Per 25 anni padre Melani fu prefetto dell’oratorio, anche dopo che, da semplice chierico che era, nel 1939 verrà ordinato sacerdote. Più tardi diverrà anche vice-parroco. Sono stati centinaia e centinaia i ragazzi della Garbatella che lo hanno seguito. Tra questi, anche il giovane Alberto Sordi: gli “amici miei della parrocchietta” rievocheranno più tardi i ricordi dei suoi compagni di oratorio.
Nel 1930 la Garbatella avrà la sua prima scuola elementare, la “Michele Bianchi”, reintitolata dopo la guerra a “Cesare Battisti” in piazza Damiano Sauli. Mancava però una scuola media. La prima, privata, nacque appunto nella vaccheria-oratorio e sarà il primo nucleo dell’istituto “Cesare Baronio” costruito dai Filippini nel 1947-48. Padre Melani ne sarà segretario e insegnante. La prima scuola media statale sorgerà vent’anni dopo!
Padre Alfredo MelaniIl profondo legame di padre Melani con la gente del quartiere si manifestò anche durante la guerra quando, a suo rischio e pericolo, nascose per mesi nella vaccheria-oratorio parecchi ebrei della Garbatella, sottraendoli alle razzie dei nazifascisti (da noi vivevano e in parte ancora vivono una quarantina di famiglie israelitiche, qui trasferite al tempo delle demolizioni delle case adiacenti all’ex ghetto). Purtroppo non riuscì a salvare quattro fratelli Anticoli, abitanti al Lotto 37, che furono arrestati all’uscita dall’oratorio su indicazione diuno spione fascista, tutti morti nei lager. Dopo la guerra, a padre Melani verrà conferito il diploma che onora coloro che contribuirono a salvare i ebrei dalla furia nazista. Padre Melani si occupò a suo modo anche di archeologia, salvando parecchi reperti che casualmente venivano alla luce nella zona, per esempio quando costruivano la Colombo o quando gettarono le fondazioni del “Cesare Baronio” o in altre occasioni. Spesso li trovavano e glie li portavano i suoi ragazzi. Diligentemente li raccolse in un vetrina-museo. “Sa – ci disse una volta che visitavamo con lui la scuola – la zona della Garbatella in antico era ricca di ville e di necropoli, abbiamo una storia assai lunga”. Padre Melani non amava parlare di sé. Una volta, per cercare di rompere la sua discrezione, Io tentai con una domanda provocatoria: “Ma Lei però non è romano!”. “Come no replicò di scatto – sì, è vero, sono nato in Umbria, ma ho trascorso tutta la mia infanzia e la mia giovinezza in uno dei rioni che più romano non si può, a Ponte, alle spalle della Chiesa Nuova, e il resto della mia vita alla Chiesa Nuova e alla Garbatella. Non crede che basti?”.
Ora che padre Melani non c’è più è giusto che a lui venga rinnovato un sentimento di riconoscenza e di riconoscimento, che del resto il quartiere gli ha sempre tributato già nel corso della sua lunga vecchiaia. Ma è bene che il suo nome e il ricordo della sua opera si tramandino anche alle nuove generazioni, come di uno di quei pionieri che hanno fatto la Garbatella.

 

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Inaugurata la piazza centrale degli ex Mercati Generali

Inaugurata la piazza centrale degli ex Mercati Generali

Sabato 25 ottobre è stata inaugurata la piazza centrale degli ex Mercati generali, dopo soli 11 mesi dal trasferimento dei mercati nella zona di Guidonia. …..

Inaugurata la piazza centrale degli ex Mercati Generali

Sabato 25 ottobre è stata inaugurata la piazza centrale degli ex Mercati generali, dopo soli 11 mesi dal trasferimento dei mercati nella zona di Guidonia.
Il sindaco Veltroni ha “consegnato” simbolicamente alla cittadinanza lo spazio futuristicamente ristrutturato dello square centrale. In attesa della completa sistemazione dell’area (che prevederà servizi per il territorio ,attività commerciali e luoghi istituzionali) rimarrà attivo un infobox e l’area, gestita dal municipio Roma XI, ospiterà manifestazioni culturali e momenti di incontro per il territorio.

 

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Un grande volume su Garbatella

Un grande volume su Garbatella

Sta per uscire un libro “Garbatella mia” con testi di Gianni Rivolta e ricerca fotografica di Enzo Gori. Il volume, ricco d’immagini esclusive, narra della nascita del quartiere, i suoi abitanti, i personaggi di tutti i giorni.

 

 

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Migliorare Piazza Damiano SAULI

Migliorare Piazza Damiano SAULI

Frequentiamo abitualmente il “salotto” di Piazza Damiano SAULI. Ci farebbe molto comodo se nel recinto interno venissero poste delle panchine, sistemate di fronte al sedile di travertino, in modo da intrattenerci stando affrontati. …..

Migliorare Piazza Damiano SAULI

Frequentiamo abitualmente il “salotto” di Piazza Damiano SAULI. Ci farebbe molto comodo se nel recinto interno venissero poste delle panchine, sistemate di fronte al sedile di travertino, in modo da intrattenerci stando affrontati.
Adesso le panchine ce n’è una sola, per giunta zoppa perché danneggiata. Chiediamo anche più pulizia il ripristino delle fioriere, la cancellazione delle scritte e la rimozione del brutto monumento che erge in piazza.
All’ Acea poi chiediamo di garantire una regolare illuminazione: c’è sempre qualche lampione spento e a volte tutti. Siamo lieti che si stata riparata la balaustra di travertino, danneggiata da ignoti, come “Cara Garbatella aveva richiesto.
Speriamo in un miglior futuro.

Un gruppo di pensionati

 

 

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Ricordi di FELICI in Via MASSAIA

Ricordi di FELICI in Via MASSAIA

Abito in via Massaia, nelle case dei postelegrafonici, dove a suo tempo abitò la medaglia d’oro Giuseppe FELICI, il partigiano fucilato a Rieti nel 1944, del quale si è occupato “Cara Gargatella” a settembre. Un anziano mi ha riferito un particolare episodio citato nell’articolo, …..

Ricordi di FELICI in Via MASSAIA

Abito in via Massaia, nelle case dei postelegrafonici, dove a suo tempo abitò la medaglia d’oro Giuseppe FELICI, il partigiano fucilato a Rieti nel 1944, del quale si è occupato “Cara Gargatella” a settembre. Un anziano mi ha riferito un particolare episodio citato nell’articolo,quando in Sabina, in uno scontro con una pattuglia nemica un compagno di lottarestò ucciso, un tedesco fu ferito, un altro fu preso prigioniero.
Lo scontro – riferì uno dei fratelli di FELICI – avvenne dopo che i tedeschi nel corso di una razzia, avevano anche stuprato una donna parente del nostro eroe, l’articolo su FELICI è stato molto apprezzato qui da noi , sia da chi aveva conosciuto la famiglia, sia da chi come me, sopraggiunto dopo, sapeva vagamente che nelle nostre case aveva abitato una figura di così alto livello civile.

 Renato FILIPPONI

 

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Ricordo di Giorgio Cecilia

Ricordo di Giorgio Cecilia

Il giorno è venuto a mancare il compagno Giorgio Cecilia figura storica della villetta. Militante Comunista dai primi anni del dopo guerra, sempre …..

 

 

Ricordo di Giorgio Cecilia

Il giorno è venuto a mancare il compagno Giorgio Cecilia figura storica della villetta. Militante Comunista dai primi anni del dopo guerra, sempre presente ha contribuito da prima alla nascita del PDS e qualche anno dopo, sempre con una partecipazione passionale e costrittiva alla successiva nascita dei DS.
I compagni della sezione ricordano l’impegno, la serietà, il coinvolgimento personale e politico e l’alto senso di moralità.

 

 

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Associazione Pietro BRUNO

Viaggio nelle associazioni

Associazione Pietro BRUNO

a cura di FrancescaVitalini

Il 23 novembre 2002 nasce l’associazione Piero Bruno. La data scelta per la costituzione del gruppo non è casuale: il 23 novembre del 1975 è ucciso a Roma, appena diciottenne, Piero Bruno.  …..

Viaggio nelle associazioni

Associazione Pietro BRUNO

a cura di FrancescaVitalini

Il 23 novembre 2002 nasce l’associazione Piero Bruno. La data scelta per la costituzione del gruppo non è casuale: il 23 novembre del 1975 è ucciso a Roma, appena diciottenne, Piero Bruno.
Studente dell’Itis Armellini e giovanissimo militante della sez. Lotta Continua della Garbatella, Piero è ferito a morte dalle forze dell’ordine durante una manifestazione di solidarietà col popolo angolano.
A distanza di circa 25 anni è costituita un’associazione che porta il suo nome e che ha i suoi prodromi non solo nel ricordo mai assopito dell’evento, ma anche in una serie di attività organizzate a partire dal novembre 2000.A questa data risale, infatti, l’organizzazione di un’assemblea dibattito e l’allestimento di una mostra esplicativa dell’evento del ’75 , grazie all’iniziativa e agli stimoli del Centro sociale La Strada e del quartiere Garbatella.
Durante l’anniversario del 2001, inoltre, sono organizzate varie iniziative: un’assemblea pubblica con proiezioni di filmati, incontri musicali e teatrali; sono prodotti, inoltre, dei manifesti ed è raccolto del materiale. Durante lo stesso anno viene affissa una targa marmorea in Via F. Passino,in prossimità dei locali del c. s. La Stada, per commemorare la morte di Piero e di quanti hanno combattuto per affermare le loro idee.
Il motivo del ricordo ha spinto Ferdinando De Leoni, presidente onorario dell’Anpi, Giuliano Giuliani, papà di Carlo, Lucia Bruno, sorella di Piero Bruno e presidente dell’omonima associazione, Maja, giovane rappresentante del centro sociale, amici e compagni del giovane manifestante a sedere intorno ad un tavolo e dare vita ad un organismo associativo, con un suo proprio statuto e con una propria sede, ubicata in via Francesco Passino.
Di cosa si occupa l’associazione?
Innanzitutto, della creazione di un luogo d’incontro e di discussione per quelle persone che hanno condiviso negli anni ’70 una fase importante della loro vita e della loro lotta politica, ma che poi hanno preso strade diverse. La possibilità di dialogo tra persone ormai così diverse, ma che assumono i valori comuni dell’antifascismo, della non violenza, della lotta al razzismo e ad ogni forma di autoritarismo, diventa uno stimolo irrinunciabile al confronto.
La salvaguardia della memoria storica, poi, è un altro punto d’interesse. Per questo motivo l’organismo cerca di conservare le esperienze del periodo partigiano e di quelle degli anni ’70, di garantire una serie di iniziative che diffondano con spirito critico e antirevisionista l’impegno degli anni passati.
Inoltre, l’associazione riflette sul presente, seguendo un filo conduttore che lega l’azione partigiana con le iniziative dei movimenti extraparlamentari degli anni ’70 e con quelle dei movimenti “no global” più recenti. L’associazione, pertanto, non soltanto fa dell’analisi del passato uno strumento per la diffusione della memoria storica, ma vuole anche guardare avanti con idee, iniziative e progetti che coinvolgano soprattutto le giovani generazioni. L’associazione Piero Bruno, infatti, tenta di riflettere sulla contemporaneità, ossia, sulle tante questioni patologiche e malsane nazionali e internazionali con l’obiettivo di comunicare con una società civile più consapevole. Gli obiettivi sono portati avanti con strumenti ad hoc: è stato realizzato il sito internet: http://www.ass-pierobruno.org come strumento di collegamento ed interscambio con altre realtà e come mezzo di lavoro dinamico; sono organizzati momenti di confronto e discussione sulle tematiche attuali; sono, infine, realizzate delle tavole rotonde sulle tematiche della comunicazione, dell’informazione/altra informazione e della cultura.
In vista dell’anniversario della morte di Piero Bruno, l’associazione ha in programma un incontro dibattito dal titolo “ S.O.S Democrazia”, “ Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l’abuso” (E. B.), che si terrà sabato 22 novembre alle ore 16,00 presso la Sala consiliare Municipio Roma XI. All’incontro interverranno, tra gli altri, M. Smeriglio( Presidente del municipio Roma XI), E. Foschi (Consigliere comunale), V. Atripaldi (ordinario di diritto pubblico a ”La Sapienza”, T. Benettollo (Presidente Arci), F. Cortiana (Senatore Verdi), M. Cossutta (Deputata Comunisti Italiani), C. De Gregorio(Giornalista Repubblica), P. Folena(Deputato D.S.), Heidi e Giuliano Giuliani( genitori di Carlo), C. Leono (Deputato D.S.), L. Malabarba (Senatore Rifondazione Comunista), L. Manconi (Sociologo), A. Minacci (Direttore Avvenimenti), P. Sansonetti (Giornalista Unità). Domenica 23 dalle ore 18.00 presso il CSOA La Strada, in via Passino 24, seguirà un incontro in ricordo di Piero, la jam session con A. Ambrosi, A. Casentini, S. Ciocci, la cena sociale e, infine, l’esibizione del” Nuovo Canzoniere Internazionale”.

 

 

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Non vogliamo quell’antenna sopra le nostre teste

Non vogliamo quell’antenna sopra le nostre teste

di Paola RICITANO

La mattina di giovedì 2 ottobre un gruppo di inquilini si è riunito all’interno del Lotto n°10, di proprietà dello IACP, in via Enrico Cravero 20, per impedire l’installazione di un ripetitore del gestore TIM sulla terrazza condominiale del proprio palazzo. …..

Non vogliamo quell’antenna sopra le nostre teste

di Paola RICITANO

La mattina di giovedì 2 ottobre un gruppo di inquilini si è riunito all’interno del Lotto n°10, di proprietà dello IACP, in via Enrico Cravero 20, per impedire l’installazione di un ripetitore del gestore TIM sulla terrazza condominiale del proprio palazzo.
La protesta è nata quando i condomini sono venuti a conoscenza del progetto per via informale, non essendo stati consultati nè dall’Istituto Autonomo Case Popolari né dal gestore di telefonia. Le ragioni degli abitanti del lotto sono state così esposte: “l’installazione di un antenna proprio sopra gli appartamenti in cui viviamo può comportare rischi per la nostra salute e per quella dei nostri figli, l’Istituto avrebbe dovuto consultarci prima di dare inizio ai lavori, come si farebbe in qualsiasi altro condominio”. “E’ proprio questa la questione” dicono, “ abitare in una casa popolare non significa non avere il diritto di essere informati dei progetti che possono mettere in pericolo la nostra salute”.
Il ripetitore sarebbe sorto, quindi, con tutte le autorizzazioni necessarie tranne quella degli abitanti del palazzo. Il direttore dello IACP Maurizio Mancianti, dal canto suo sostiene che andrà in fondo alla questione, dato che il contratto firmato con la TIM prevedeva la consultazione da parte dell’azienda degli abitanti dell’immobile.
I condomini sono riusciti comunque a far valere le proprie ragioni impedendo l’ingresso degli operai nel palazzo. Presenti il giorno della protesta anche il consigliere comunale Enzo Foschi e quello dell’ XI° municipio Federico Raccio, entrambi Ds Il problema è stato così posto all’ordine del giorno del consiglio municipale riunitosi il giorno seguente, e risolto con la sospensione dei lavori in attesa di un incontro con i rappresentanti dello IACP.

 

 

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Garbatella è “Rione”

Intervista al Consigliere comunale Enzo FOSCHI

Garbatella è “Rione”

di Giancarlo PROIETTI

Entro la fine di novembre, il Sindaco di Roma Walter Veltroni conferirà alla Garbatella il titolo di Rione consegnando l’ onoreficenza al presidente del Municipio Massimigliano Smeriglio. E’ la “rivincita” di quella che una volta era nata come borgata ed anche la giusta conseguenza di come oramai, …..

Intervista al Consigliere comunale Enzo FOSCHI

Garbatella è “Rione”

di Giancarlo PROIETTI

Entro la fine di novembre, il Sindaco di Roma Walter Veltroni conferirà alla Garbatella il titolo di Rione consegnando l’ onoreficenza al presidente del Municipio Massimigliano Smeriglio. E’ la “rivincita” di quella che una volta era nata come borgata ed anche la giusta conseguenza di come oramai, da qualche anno, questo pezzo di Roma venga sempre più apprezzato per la sua architettura ,vivibilità e vitalità. Garbatella è il primo quartiere al di fuori delle mura che  sarà fregiato di questo titolo.
Noi, una volta periferia e adesso sempre più vicini al centro storico, ci sentiamo parte integrante di Roma e della sua storia. Sono lontani i tempi in cui la Garbatella si giudicava con senso di disprezzo. Per le strade ed i lotti ho incontrato turisti con gli occhi a mandorla a fotografare in maniera frenetica, studenti e professori, architetti, attori, tecnici e registi intenti a girare film, fiction, a usare le meravigliose piazzette, stradine e villini come sfondo per la pubblicità. L’orgoglio , la soddisfazione di passare nell’arco di vent’anni da borgata a rione, per gli abitanti e amanti di Garbatella sono tanti. Abbiamo incontrato il consigliere comunale Enzo Foschi , nativo del quartiere, per capire e approfondire soddisfazioni e preoccupazioni.

Cosa significa diventare rione?
E’ il riconoscimento ad una storia, ad una comunità fatta di famiglie, di uomini e donne che con il loro vivere quotidianamente hanno via via trasformato questo nostro quartiere da borgata, da luogo malfamato ad uno dei quartieri più belli e vivibili della nostra città, studiato dagli architetti di mezzo mondo ed invidiato da tanti che lo visitano e lo frequentano. Garbatella non è solo un tesoro architettonico, è un clima, è un’idea di città a misura d’uomo, un modo di vivere i rapporti personali, un’identità collettiva e un senso di appartenenza. Un’isola nella nostra città dove esistono certamente problemi e contraddizioni, ma dove il senso di comunità è straordinariamente forte: è difficile per chi abita qui sentirsi soli.

Cosa cambia per gli abitanti del quartiere?
Diventare zona “A” di Piano Regolatore, e quindi centro storico a tutti gli effetti, pone il quartiere in una situazione di maggior tutela dal punto di vista urbanistico, ma è anche una seria opportunità economica – e quindi di sviluppo – legata ai circuiti turistici. Questo comporta una maggiore responsabilizzazione ed attenzione delle istituzioni nei confronti del quartiere, ed anche la pretesa che l’ex IACP – proprietario della maggior parte degli immobili – proceda ad un intervento straordinario di ristrutturazione di tutti i lotti.

Come è arrivata questa decisione, soprattutto perché siamo stati il primo quartiere fuori le Mura ad essere fregiato di questo titolo?
Tutto nasce qualche anno fa. Allora in consiglio comunale discutevamo la “variante delle certezze”, un provvedimento urbanistico importante propedeutico al nuovo Piano Regolatore Generale di Roma approvato mesi or sono. Nell’ambito di quella discussione posi il tema di trasformare GARBATELLA in zona “A” e quindi di allargare il centro storico. Feci questa proposta partendo innanzitutto da una considerazione: l’ostinazione – che mi provocava rabbia – con la quale certa cronaca dei quotidiani romani continuava in quegli anni a raccontare il quartiere con accenti forti su degrado e delinquenza. Dall’altra parte c’era la mia consapevolezza, confortata dalle sempre più frequenti citazioni sulle pubblicazioni internazionali e turistiche, che descrivevano la Garbatella reale come uno dei cuori di Roma (insieme a Testaccio), il più vero.
Era quindi giunto il momento di un pieno e totale riconoscimento che facesse giustizia di luoghi comuni, dicerie varie, falsità giornalistiche. L’emendamento fu approvato all’unanimità ed è stato confermato nel Piano Regolatore; oggi, grazie anche al lavoro in tal senso svolto dal nostro municipio, ed al fatto che il sindaco Veltroni è uno dei romani più innamorati del nostro quartiere, Garbatella sarà un nuovo Rione.

Consigliere la soddisfazione è tanta, ma mi resta qualche perplessità come mai negli ultimi tempi tante attenzioni verso il nostro bel quartiere?
Ci dobbiamo preoccupare per i grandi progetti di ristrutturazione e rivisitazione dell’assetto ambientale di cui si sente parlare e scrivere sui giornali?
Soprattutto sorge la preoccupazione di perdere quel senso di popolarità e semplicità, che fa parte delle nostre tradizioni.
Ma credo che tutti i progetti che stiamo portando avanti vanno nella direzione di una qualificazione del quartiere. di una previsione di sviluppo importante. La Terza Università, il trasferimento dei mercati generali ed il riutilizzo di quell’area per fini sociali e culturali, l’arrivo di importanti luoghi come il Campidoglio due e la Regione Lazio, il recupero del Teatro Palladium e tante altre iniziative di carattere culturale che hanno via via fatto crescere l’attenzione di tutta la città sul nostro quartiere. Tutto questo però non trasformerà Garbatella nell’ennesimo quartiere della notte come Trastevere o Testaccio, la tranquillità del quartiere, la sua vivibilità sarà garantita proprio dal nuovo status di Rione.
Abbiamo infatti approvato in Consiglio comunale 2 provvedimenti importanti: il blocco dell’apertura di locali pubblici sotto forma di fittizie associazioni culturali per le zone centrali di Roma e una nuova disciplina per l’utilizzo di piazze e strade per manifestazioni e occupazione di suolo pubblico. Garbatella quindi non perderà mai quel senso di semplicità e popolarità, quella sua identità e tranquillità che fa tanto romano questo quartiere.
Le tradizioni ce le teniamo strette, ma occorre guardare avanti. Roma è cresciuta in questi anni e Garbatella, l’Ostiense, è la punta avanzata di una città che vuole essere sempre più capitale d’Italia, e crocevia Internazionale, una città orgogliosa della sua storia ed impegnata a costruire il proprio futuro.

 

 

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La scuola Alonzi una vittoria per il quartiere

La scuola Alonzi una vittoria per il quartiere

di Ottavio ONO
Presidente del 45° Circolo Didattico

Il primo grande passo in avanti, è stato fatto, il 17 ottobre con l’intervento del sindaco di Roma Walter Veltroni alla scuola Alonzi si è interrotta la procedura di sfratto. La scuola, infatti, di proprietà dell’Ipost, avrebbe dovuto abbandonare l’attuale sede, di via Valignano, …..

La scuola Alonzi una vittoria per il quartiere

di Ottavio ONO
Presidente del 45° Circolo Didattico

Il primo grande passo in avanti, è stato fatto, il 17 ottobre con l’intervento del sindaco di Roma Walter Veltroni alla scuola Alonzi si è interrotta la procedura di sfratto. La scuola, infatti, di proprietà dell’Ipost, avrebbe dovuto abbandonare l’attuale sede, di via Valignano, per far posto agli uffici dell’Istituto di previdenza postelegrafonici. Collocazione questa che avrebbe sdradicato dal quartiere due piccole scuole, la materna e l’elementare “Aurelio Alonzi”, che dal febbraio 1980 sopravvivono, tra precarietà strutturali e difficoltà logistiche, in questo bellissimo e un “po’ sgarrupato” edificio.
La trattativa sulla vendita, interrotta in un primo momento dall’Ipost, è stata riaperta “anche grazie all’intervento del ministro per le comunicazioni Maurizio Gasparri, che è intervenuto sull’Ipost, per rimuovere gli ostacoli” ha detto il sindaco Veltroni ed ha poi proseguito “Noi acquisteremo la scuola, compreso il parco (ex villa nove maggio) e gli altri edifici, sarà un investimento importante”.
Il sollievo con cui sono state accolte queste parole, dai numerosi partecipanti alla piccola manifestazione, si è tramutato in una vera e propria festa, applausi, cori di ringraziamento dei bambini, a dimostrazione di quanto fosse sentito il problema di un eventuale sfratto. L’accoglienza riservata al primo cittadino, caratterizzata dal clima festoso dell’evento; salutato dai cori dei più piccoli sul tema della multietnicità, fino ad intonare, i più grandi, canzoni come “Immagine” e “C’era un ragazzo” accolta quest’ultima con la partecipazione del Sindaco stesso al coro. Entusiasmo e gioia, come si conviene ad una festa riuscita, la lettura delle lettere scritte dai bambini all’indirizzo del Sindaco hanno completato il momento. Grandi sono, in ogni modo, le attese per il futuro della scuola Alonzi corroborate dalle assicurazioni del Sindaco, e dalle dichiarazioni dell’assessore al patrimonio Claudio Minelli “le trattative ripartono ora da una valutazione che sarà fatta da noi e dall’Ipost”.
Acquisire l’intero complesso sarebbe per il quartiere, quanto di meglio si potesse sperare, un risultato insperato frutto della partecipazione dell’impegno e della solidarietà. La continuità didattica sarebbe così salvaguardata. Si configura inoltre la possibilità che l’edificio che ospita l’Alonzi diventi un elemento di qualità per il quartiere integrandosi in un progetto che contempli l’intero complesso, parco annesso, in attività omogenee e compatibili con la scuola.
Una scuola giardino in una città giardino seguendo il modello della Garbatella. Una scuola pulita lucida e brillante si è congedata dall’On.le Veltroni, bella, come non era mai stata vista, nel suo lindore ritrovato, anche il povero giardino esterno, raro esempio di paleobotanica cittadina, costretto ad assumere un aspetto più consono alle circostanze, sono stati rimossi degli antichi reperti risalenti alla prima rottamazione, con sommo dispiacere dei collezionisti di modernariato affranti per la scomparsa del piccolo museo a cielo aperto. Anche il percorso ad ostacoli che ogni mattina si compie, per arrivare a scuola era stato spazzato via.
Gli unici soddisfatti: tutte quelle persone che ogni mattina assistevano ad uno spettacolo non proprio scelto, ed in assenza di telecomando, si era costretti a sorbire. Grazie al signor Sindaco per i suoi atti nei nostri confronti e una richiesta, ancora, ci venga a trovare appena i suoi impegni la metteranno in condizione di farlo gliene saremo eternamente grati. Un ringraziamento sentito va al presidente della V commissione permanente Adriana Spera, che per prima ci ha riuniti intorno a un tavolo, insieme al rappresentante dell’Ipost, in una caldissima giornata di luglio, per parlare di scuola quando erano tutte chiuse.
Naturalmente i ringraziamenti vanno senz’altro estesi a tutti coloro che non sono espressamente citati ma che con il loro contributo hanno determinato il successo di questa battaglia, nessuno si senta escluso.

 

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IL nonno della Garbatella

Carlo ORELLI : 109 anni a Natale

IL nonno della Garbatella

di Pascuale NAVARRA

A dicembre, poco prima di Natale, saranno 109, gli anni del signor Carlo Orelli. “Beato lui che c’è arrivato!…”, dirà qualcuno, inevitabilmente. E’ altrettanto normale, però, che ciascuno si preoccupi di come vivere; e quando si ha l’età del signor Carlo, non si chiede molto. …..

Carlo ORELLI : 109 anni a Natale

IL nonno della Garbatella

di Pascuale NAVARRA

A dicembre, poco prima di Natale, saranno 109, gli anni del signor Carlo Orelli. “Beato lui che c’è arrivato!…”, dirà qualcuno, inevitabilmente. E’ altrettanto normale, però, che ciascuno si preoccupi di come vivere; e quando si ha l’età del signor Carlo, non si chiede molto.
Precisamente, egli non ha chiesto che un diritto: poter uscire di casa e potervi rientrare; ha chiesto, cioè, un ascensore. Abitando al quarto piano (di un edificio popolare in piazza Bartolomeo Romano), uscire di casa non gli è stato possibile per molto tempo.
Quando nacque, il signor Carlo, i non molti ascensori esistenti, erano ancora ad acqua o a vapore. Era l’anno dello scandalo della Banca Romana, l’epoca di un’Italia che cercava se stessa, con governi che ritennero che il modo più giusto per trovarla, fosse l’inseguimento, di tanto in tanto, di quel sogno, vanaglorioso e anche un po’ bizzarro, dell’ avventura coloniale. Si può dire che oggi accade qualcosa di simile, con delle “riforme” di stampo liberista e con la ricerca di un improbabile prestigio nella partecipazione a certe guerre… All’epoca ricordata, comunque, lo scontro con la realtà, da parte di un Presidente del Consiglio (Crispi) che aveva illuso il Paese, non tardò ad arrivare.
Chissà quanti piccoli grandi sorrisi, avrà riservato – dall’alto dei suoi anni – il signor Carlo, al premier attuale, che ama spacciare per tutto, il nulla che promette.
Ne ha viste proprio tante, Carlo Orelli, che possiamo chiamare, col suo permesso, il nonno della Garbatella. Una testimonianza unica, la sua, poiché oggi solo lui può raccontare la sua partecipazione da soldato al 24 maggio 1915, il giorno dell’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Ed è veramente bello, constatare la totale assenza di retorica, nel suo lucido racconto di quella drammatica esperienza, in cui: “Il fucile degli austriaci sparava cinque proiettili; il nostro, sei. La nostra vita era legata al sesto proiettile”. E traspare l’amore per il nostro paese, un amore scevro di nazionalismo, ma portante, piuttosto, le radici di suo nonno Tommaso, che partecipò all’insurrezione del 1849, a Perugina, contro l’oppressione papalina, per la Repubblica.
Il suo racconto della guerra, inoltre, fa parte di quei piccoli capolavori che la Storia sa donarci; e per essi, il momento è giusto sempre.
Nella lettera, nelle parole che il Presidente Ciampi, dalle pagine del Corriere della Sera, ha indirizzato a Carlo, in occasione della ricorrenza del 4 novembre, c’è la conferma che i semi della Libertà, del Paese unito nello democrazia, sono stati gettati da uomini come lui; c’è la conferma di un legame profondo fra tutte le lotte per la libertà che l’Italia ha conosciuto, dal Risorgimento alla Costituzione repubblicana. C’è la conferma che la Storia siamo tutti noi.
Abbiamo avuto il grande piacere di un colloquio con la signora Maria, una delle figlie di Carlo; ci ha raccontato altri particolari del padre, oltre alle difficoltà incontrate, negli ultimi anni, per l’ottenimento dell’ascensore. Anche in Maria, sono evidenti i segni, gradevolissimi, dell’educazione trasmessale, di valori forti e discreti allo stesso tempo.
Quando poi, mostrandoci una foto giovanile del padre, ci ha detto che egli venne a vivere in quell’appartamento più di settant’anni fa, ci è venuto allora spontaneo il pensiero che quel pezzo d’uomo, forte e pulito, è in effetti il nonno di tutti noi. Senza retorica, senza complimenti…
A questo punto della sua vita, Carlo Orelli ha visto che anche la Televisione – precisamente il programma “Uno mattina” della Rai – è arrivata al suo caso. Non c’era la Televisione, al tempo di Carlo bambino; ormai non immaginava più che la avrebbe vissuta da protagonista, e nemmeno lo desiderava. La sola cosa che chiedeva, il solo diritto che reclamava, con la discrezione che lo contraddistingue, ora sta prendendo vita: nel suo stabile, i lavori sono già in corso; prima del suo prossimo compleanno, l’ascensore sarà pronto.
Certo, dal momento della domanda per l’ascensore ad oggi, sono passati quattro anni. Tale richiesta subì perfino, da parte dello IACP, obiezioni di carattere storico – ambientale; obiezioni poi rientrate. Poi l’Ente, di questi ultimi tempi, ha dichiarato la disponibilità a far iniziare i lavori, purché il Municipio XI desse il nullaosta… Non ci interessa fare commenti in merito, che fra l’altro non sarebbero forti quanto i fatti: il Municipio XI, nella fattispecie l’Assessorato ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, ha disposto per l’installazione dell’ascensore.
Non interessa a nessuno in particolare, rivendicare i meriti dell’accoglimento di un più che legittimo diritto richiesto da un cittadino; a chi scrive su questo giornale, interessa unirsi ai ringraziamenti nei confronti di Carlo Orelli.
Grazie di esistere ancora, Carlo.

 

 

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FASSINO al mercato di Santa Galla

Dopo l’iniziativa Romaspendebene dell’assessore Daniela VALENTINI

FASSINO al mercato di Santa Galla

di Alessandra De LUCA

Sabato 25 ottobre, al mercato rionale di Santa Galla, ai consueti frequentatori del quartiere che facevano la spesa, si sono discretamente aggregati due personaggi illustri, Piero Fassino, segretario dei DS, Daniela Valentini, Assessore alle Politiche del Commercio e dell’Artigianato …..

Dopo l’iniziativa Romaspendebene dell’assessore Daniela VALENTINI

FASSINO al mercato di Santa Galla

di Alessandra De LUCA

Sabato 25 ottobre, al mercato rionale di Santa Galla, ai consueti frequentatori del quartiere che facevano la spesa, si sono discretamente aggregati due personaggi illustri, Piero Fassino, segretario dei DS, Daniela Valentini, Assessore alle Politiche del Commercio e dell’Artigianatodel Comune di Roma. I due, insieme ai consumatori, hanno posato l’occhio vigile sui prezzi inzeppati nelle copiose cataste di frutta e verdura ed hanno risposto generosamente ai saluti ed alle domande dei presenti. Anche noi di Cara Garbatella li abbiamo intervistati e questo è quanto ci hanno dichiarato.
Onorevole Fassino, il 24 ottobre l’abbiamo vista partecipare insieme a migliaia di persone alla manifestazione contro la riforma delle pensioni, oggi è qui per confrontarsi con gli abitanti di un quartiere popolare come questo di Garbatella sul problema del carovita. Quali considerazioni trae da queste esperienze?
L’inquietudine crescente tra le famiglie italiane per una situazione economica che è meno sicura di ieri e che rende più incerta e precaria la vita quotidiana di ciascuno. C’è un carovita che erode il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni ogni giorno di più perché c’è un’inflazione che cresce. C’è un’inquietudine per una controriforma che mette a rischio la pensione di molti lavoratori cittadini italiani, c’è una situazione economica che è stagnante. L’Italia non cresce e tutti rischiano di più: rischia chi ha un lavoro e lo vede meno sicuro di un tempo, rischia chi non lo ha e non lo trova, rischiano le famiglie che hanno stipendi che valgono di meno, rischia l’intero paese che ha un’economia meno capace di assicurare crescita e sviluppo. Io penso però che tutto questo non debba farci arrendere all’inevitabilità dell’inflazione, credo che molto può essere fatto per tentare di arginare questa situazione difficile. E non lo penso solo io e le forze di opposizione, per fortuna lo pensa anche l’amministrazione comunale di Roma che a partire dal mese di ottobre ha applicato l’iniziativa Romaspendebene. L’importanza di questa iniziativa è enorme perché dimostra che i prezzi possono essere controllati e governati, che è possibile prendere provvedimenti per consentire ai commercianti di continuare a sostenersi con il proprio lavoro ed alle famiglie, soprattutto quelle con fasce di reddito più basso, di continuare a vivere serenamente e dignitosamente. L’iniziativa dell’assessore Valentini è un esempio che andrebbe generalizzato su scala nazionale ed affiancata a tanto altro che può essere fatto.
Assessore Valentini, perché ha scelto di far visita al mercato di Santa Galla?
Perché è uno dei mercati rionali che ha aderito all’iniziativa Romaspendebene. L’iniziativa nasce dall’intesa sottoscritta dal Comune di Roma con le organizzazioni di operatori commerciali e produttori agricoli per favorire il contenimento dei prezzi al consumo. Oggi sono qui per mostrare nel dettaglio all’onorevole Fassino gli aspetti pratici dell’accordo e per cogliere tra la gente gli effetti che questo sta producendo.
Che cosa prevede l’accordo?
Nella sostanza prevede l’impegno, da parte delle organizzazioni di categoria, di mettere sul mercato 65 prodotti di largo consumo ad un prezzo molto conveniente e stabile. I prodotti sono tutti riconoscibili con il marchio Romaspendebene–2003.
L’iniziativa si ripete per il secondo anno consecutivo. Qual è la novità di quest’anno?
E’ l’offerta di una sporta della spesa costituita da 8 prodotti, di cui 3 ortofrutticoli, 3 alimentari, 1 casalingo ed 1 a scelta di carne o pesce, al prezzo fissato di 12 euro. Sono gli stessi operatori del mercato che ogni settimana propongono l’offerta e la espongono su grandi cartelli in bella vista tra i banchi.
Qual è stata la risposta da parte dei consumatori?
Certamente soddisfacente. Gli aumenti delle vendite si aggirano intorno al 30%.
E quella degli operatori commerciali?
L’adesione da parte delle grandi catene di distribuzione è stata unanime. Stanno giungendo da più parti anche le adesioni dei mercati rionali. Ad oggi abbiamo ottenuto 31 adesioni su un totale di 142 mercati. Quello di Garbatella è stato tra i primi a sottoscrivere l’accordo.
Questo significa che il Comune ha saputo rispondere in modo adeguato al disagio causato dal carovita, che oggi più che mai colpisce non solo le categorie più deboli ma l’intera società?
L’amministrazione comunale fonda il suo operato in ciò che la società cittadina romana lamenta, in questo caso l’aumento del carovita. Anche se c’è da dire che Roma, rispetto alle altre grandi città italiane, meglio sta sopportando l’aumento del tasso d’inflazione.
Lei pensa che questa iniziativa possa servire, oltre ad arginare il carovita, anche a restituire al mercato la sua tradizionale valenza di luogo di aggregazione; il luogo dove il rapporto umano ha la sua importanza ed il frequentatore non è unicamente connotato come “consumatore”?
Sicuramente sì. Il Comune sta portando avanti con molta energia una politica di valorizzazione del mercato rionale attraverso sia progetti di riqualificazione di vecchie sedi sia di installazioni di nuove, specialmente presso le aree di recente urbanizzazione. Ma le ragioni più autentiche che hanno dato forma all’accordo Romaspendebene si fondano sulla certezza, da parte di noi amministratori, che si può fare fronte al problema carovita attraverso la ricostituzione di una reciproca fiducia tra operatori commerciali e consumatori. La proposta nasce proprio dalla consapevolezza che le categorie più duramente colpite dall’aumento dei prezzi non siano unicamente i consumatori, ma anche gli operatori del mercato ed i singoli produttori, da sempre gli anelli più deboli della lunga filiera agroalimentare. Il progetto Romaspendebene vuole dire proprio questo: si può arginare il carovita riducendo la forbice che separa questi due soggetti.
Sappiamo che lei vive nell’XI Municipio, che conosce bene il mercato di Garbatella e la sua storia. Saprà, quindi, che il mercato si trasferirà nella sua originaria sede di Via Passino quando saranno ultimati i lavori di ristrutturazione. Ci tornerà a trovare in quell’occasione?
Partecipo sempre alle inaugurazioni. Non mi farò sfuggire neanche questa. Sarà una buona occasione per discutere di nuovo, fare bilanci e considerare quanto altro ancora possiamo fare insieme.

 

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Mi manda Cara Garbatella…..

Mi manda Cara Garbatella…..

a cura di Marcello DELOGU

In attesa che questa rissosa maggioranza finisca l’assedio alla …. “Finanziaria”, facciamo il punto sul Condono Edilizio. Allo stato dell’Arte (cioè oggi, domani non è dato sapere..) …..

Mi manda Cara Garbatella…..

a cura di Marcello DELOGU

In attesa che questa rissosa maggioranza finisca l’assedio alla …. “Finanziaria”, facciamo il punto sul Condono Edilizio. Allo stato dell’Arte (cioè oggi, domani non è dato sapere..) la sanatoria per gli abusi edilizi, se realizzati entro il 31 marzo ’03, è possibile:

  • Per nuove costruzioni residenziali con singole unità immobiliari con cubature fino a 750mc. e per un limite di 3.000mc. per ogni fabbricato.

  • Per i non residenziali non c’è limite. Tuttavia lo scontro all’interno del Governo è ancora fortissimo e si incentra sulla “pesantezza” del Condono, che in parole semplici è la cubatura massima sanabile e la formulazione del limite del 30% per gli ampliamenti. Per questi aspetti attendiamo la stesura del testo finale.

    Parlando di costi per la regolarizzazione:

  • Abusi maggiori come nuova costruzione o ampliamento o Oblazione pari a 100,00 € per ogni metro quadro di superficie da sanare. In caso di “possibile” maggiorazione regionale +10% quindi 110,00 €. Per il non residenziale si spendono 150,00 € (165,00 €); o Oneri Concessori 89,00 € per ogni metro quadrato come anticipo (l’importo esatto sarà determinato con l’istruttoria, mediamente valutabile in circa 150,00 €);

  • Abusi minori o Oblazione forfettaria di 3.500,00; 1.700,00 o 516,00 € a seconda della classificazione dell’intervento di restauro o di trasformazione edilizia come classificato da art.3, L.n. 380/01 (Testo Unico Edilizia) o Oneri Concessori 45,00 € per ogni metro quadrato come anticipo (l’importo esatto sarà determinato con l’istruttoria, mediamente valutabile in circa 80,00 €);

  • Rateizzazioni o Prima rata alla presentazione della domanda, comunque entro il 31 marzo ’04, pari al 30% dell’oblazione con un minimo di 1.700 € o l’intero importo in caso di oblazione forfettizzata, più il 30% degli Oneri Concessori con un minimo di 500,00 €; o Seconda rata il 30 giugno ’04 pari alla prima metà delle differenze ancora da pagare dopo l’anticipo; o Terza rata il 30 settem/Pe ’04 pari alla seconda metà delle differenze ancora da pagare dopo l’anticipo; o L’importo definitivo degli Oneri Concessori deve essere versato entro il 31 dicem/Pe ’06 secondo le indicazioni date dall’Amministrazione Comunale.

 

Volendo è possibile già presentare l’Istanza presso l’USCE (Ufficio Speciale Condono Edilizio) visto che il Decreto Legge 269/03 (validità 60gg.) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 otto/Pe ’03. Chi vivrà vedrà…

 

 

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Palladium inaugurato dal Presidente CIAMPI

Da sala a luci rosse a luogo di cultura

Palladium inaugurato dal Presidente CIAMPI

di Cosmo Barbato

Era stato degradato negli anni Ottanta al ruolo di sala per film a luci rosse e correva il rischio di finire come sala Bingo dopo un passaggio intermedio in cui aveva ospitato gli appassionati del rock. Il 15 ottobre scorso è venuto ad inaugurare la sua rinascita addirittura il presidente Ciampi. …..

Da sala aluci rosse a luogo di cultura

Palladium inaugurato dal Presidente CIAMPI

di Cosmo Barbato

Era stato degradato negli anni Ottanta al ruolo di sala per film a luci rosse e correva il rischio di finire come sala Bingo dopo un passaggio intermedio in cui aveva ospitato gli appassionati del rock. Il 15 ottobre scorso è venuto ad inaugurare la sua rinascita addirittura il presidente Ciampi.
Parliamo del teatro Palladium di piazza Bartolomeo Romano, acquisito dalla Terza Università nell’ambito di un ambizioso progetto di integrazione dell’ateneo nel territorio.“Sarà un’aula speciale di ateneo a disposizione delle varie forme di cultura contemporanea e della scienza”, ha spiegato il rettore Fabiani nel discorso di saluto, sottolineando l’importanza dell’inserimento nel territorio “per portare ad esso la ricchezza derivante da una vitale aggregazione di saperi e dalla presenza numerosa di forze giovani”, cioè dei quarantamila studenti dell’Università. “Sarà un’aula speciale di ateneo a disposizione delle varie forme di cultura contemporanea e della scienza”, ha spiegato il rettore Fabiani nel discorso di saluto, sottolineando l’importanza dell’inserimento nel territorio “per portare ad esso la ricchezza derivante da una vitale aggregazione di saperi e dalla presenza numerosa di forze giovani”, cioè dei quarantamila studenti dell’Università.
Tappe di questo progetto di inserimento nel territorio sono state finora le importanti testimonianze recuperate e inserite come sedi universitarie. Fabiani ha citato la ex Vetreria San Paolo (sede, tra l’altro, del rettorato), la Vasca Navale, l’Omi, la Siba, le scuole Silvio D’Amico e Nicolò Tommaseo, l’Alfa Romeo, l’ex Mattatoio. Alla Garbatella, anche l’uso dell’ex cinema Columbus sotto la chiesa di San Filippo Neri. Il recupero del Palladium (si tratta dell’ex “Cinema-teatro Garbatella” edificato alla fine degli anni Venti del secolo scorso) rappresenta un salto culturale di grande qualità per il quartiere. Tra l’altro, il teatro sarà inserito organicamente nell’offerta culturale cittadina, in collaborazione con prestigiose istituzioni, con gli enti locali, con le ambasciate e con gli istituti di cultura stranieri in Italia .

Da subito poi ha avuto inizio un fitto programma di spettacoli di alto livello. Inoltre a partire dal 12 gennaio, per quattro lunedì consecutivi, avranno luogo altrettante serate dedicate alla storia del quartiere che preluderanno a una grande festa della Garbatella.
Sul piano urbanistico, il recupero del Palladium è valso anche a riscoprire l’ingresso monumentale alla Garbatella storica, che ha in piazza Bartolomeo Romano il suo punto focale, particolarmente con i due grandi edifici progettati nel 1927 dall’architetto Innocenzo Sabbatini: il teatro, appunto, e lo stabilimento degli ex bagni pubblici (oggi mobilificio Proietti), quest’ultimo felicemente ispirato all’architettura delle antiche terme romane.
Il restauro del teatro è stato curato dall’ufficio tecnico della Terza Università ed è stato indirizzato al recupero della architettura originale. Bellissima la volta, movimentata dalle nervature del cemento armato che formano una doppia stella di Davide nelle quali sono iscritte due cupole circolari ribassate. Riposante il colore grigio azzurrino della volta e il bruno imitante il tufo delle pareti, il tutto ravvivato dai colori alternativamente a volte morbidi a volte vivaci delle poltrone, posate su un caldo pavimento di parquet.

 

 

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Quando Garbatella diventò quartiere

Quando Garbatella diventò quartiere

La realizzazione di piazza Bartolomeo Romano con la costruzione nel 1927 di alcuni importanti edifici (il teatro e i bagni pubblici) si può dire abbia sancito il passaggio della Garbatella dalla condizione di borgata, sorta agli inizi degli anni Venti, a quella di quartiere. …..

Quando Garbatella diventò quartiere

La realizzazione di piazza Bartolomeo Romano con la costruzione nel 1927 di alcuni importanti edifici (il teatro e i bagni pubblici) si può dire abbia sancito il passaggio della Garbatella dalla condizione di borgata, sorta agli inizi degli anni Venti, a quella di quartiere.
All’origine, il primo nucleo di case minime, una quarantina, immerse nel verde di orti-giardini, era collegato solo con la via Ostiense, all’altezza di San Paolo, dalla antica e angusta via delle Sette Chiese e da una scenografica scalinata (il “Pincetto”) che scendeva a ridosso della neonata zona industriale (in quel nucleo originario, nell’unica sua piazza, intitolata all’ammiraglio Brin, l’edificio principale, il solo costruito in elevato, porta la firma dell’architetto Sabbatini). Quel primo complesso abitativo, non collegato direttamente con la città, era dunque un’appendice della zona industriale ostiense, insomma case per contenere un serbatoio di mano d’opera. Alla fine degli anni Venti però le esigenze abitative si dilatano. Non bastano più casette come quelle del primo insediamento.
Occorrono edifici che accolgano una popolazione progressivamente in crescita. Verranno realizzati in base a nuove tipologie, continuando però a rispettare un accettabile rapporto tra spazi liberi e volumi edificati.
Ecco, nasce gradualmente il quartiere, la cui porta monumentale d’accesso è appunto la piazza su cui affaccia il Palladium, il cui progettista è ancora Sabbatini. Solo molto più tardi, e cioè negli anni Cinquanta, si apriranno altri ingressi al quartiere attraverso due traverse della Colombo: la Circonvallazione Ostiense e la via Genocchi, di fianco alla Regione. (C.B.)

 

 

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Un cardinale a San Filippo

Un cardinale a San Filippo

Mentre la Garbatella viene elevata dal rango di Quartiere nell’ambito dell’Ostiense, a quello di Rione, una delle sue principali parrocchie, quella di San Filippo Neri in Eurosia, l’unica nella zona assurta al rango di titolo cardinalizio, …..

Un cardinale a San Filippo

Mentre la Garbatella viene elevata dal rango di Quartiere nell’ambito dell’Ostiense, a quello di Rione, una delle sue principali parrocchie, quella di San Filippo Neri in Eurosia, l’unica nella zona assurta al rango di titolo cardinalizio,si appresta ad accogliere il suo terzo cardinale titolare.
Si tratta di mons. Attilio Nicora, nato a Varese nel 1937, già vescovo di Verona nel 1992, poi dal 2002 presidente dell’amministrazione del patrimonio della santa sede, dal settembre scorso assurto alla dignità cardinalizia, legato appunto al titolo della chiesa di via delle Sette Chiese retta dagli Oratoriani di San Filippo Neri.
I cardinali rappresentano la più alta dignità della chiesa cattolica dopo quella del papa, di cui sono i consiglieri e i collaboratori. Il termine indicava in origine un membro del clero “incardinato” in una chiesa principale, fu cioè sinonimo di titolare. In seguito cominciò ad indicare i membri eminenti delle chiese di Roma: si distinguono in cardinali-preti, cioè titolari di una chiesa importante romana, in cardinali – vescovi, cioè vescovi – suburbicari delle città (Ostia, Frascati ecc.) e in cardinali-diaconi, cioè coloro che, pur non essendo preti né vescovi, svolgono importanti incarichi nella Chiesa. (C.B.)

 

 

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Il Comune mantiene i propri impegni: la scuola alonzi rimane a Garbatella

Il Comune mantiene i propri impegni: la scuola alonzi rimane a Garbatella

Comune di Roma Gruppo Consiliare Democratici di Sinistra
Comunicato stampa dei consiglieri comunali Enzo FOSCHI e Rino GASPARRI

Grazie al Sindaco e agli assessori Minelli e Coscia si è riusciti a individuare una soluzione riguardo al mantenimento della scuola Alonzi nel quartiere Garbatella, evitando così lo sfratto imposto dall’IPOST (Postelegrafonici) …..

Il Comune mantiene i propri impegni: la scuola alonzi rimane a Garbatella

Comune di Roma Gruppo Consiliare Democratici di Sinistra
Comunicato stampa dei consiglieri comunali Enzo FOSCHI e Rino GASPARRI

Grazie al Sindaco e agli assessori Minelli e Coscia si è riusciti a individuare una soluzione riguardo al mantenimento della scuola Alonzi nel quartiere Garbatella, evitando così lo sfratto imposto dall’IPOST (Postelegrafonici) per fine contratto di locazione. Grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, delle famiglie, del personale scolastico e degli stessi cittadini del quartiere, si è aperta una positiva trattativa tra lo stesso ministro delle Poste e Telecomunicazioni e il Comune di Roma che prevede l’acquisto dell’immobile di proprietà IPOST in modo che venga rispettato l’uso scolastico della struttura in questione. In riferimento al comunicato stampa dell’On.le Marsilio, i Consiglieri Enzo Foschi e Dino Gasparri, prendendo atto della raccolta di firme della petizione di A.N. sul territorio per la salvaguardia dell’Alonzi, e apprezzando tale gesto di “mobilitazione” per un fine condivisibile e comune, consigliano però di consegnarle al ministro Gasparri che proprio in base a queste, probabilmente, è stato spinto a prendere in considerazione quella soluzione che già da tempo il Comune di Roma aveva proposto all’IPOST e che fino a luglio era stata respinta e dichiarata inaccettabile. Infatti non il Sindaco ha bisogno di rendersi conto della volontà dei cittadini, perché anche in base a quella si era mosso da tempo, ma il ministro che fino a poco tempo fa non era intervenuto affatto su tale questione. Naturalmente questa soluzione è pienamente condivisa dai Consiglieri che prendono atto positivamente della volontà del ministro, anche se espressa un po’ in ritardo.

Roma, 16/10/2003

 

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Per informazioni: Enzo Foschi 339.1560831 – Dino Gasparri 340.2961849

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Lutto er Grancio

 

Lutto

Il 25 marzo scorso è mancato un veterano del quartiere, Ennio Ubaldini, più noto come “Er Grancio”. Lo annunciano la moglie Lella e i figli Ivo e Marco: “Uno degli ultimi patriarchi, un amico dell’umanità, un compagno vero”, come lo definisce Ivo in un commosso biglietto. “Noi figli – continua – siamo orgogliosi del suo insegnamento perché so che grazie ad esso non saremo mai degli ignavi.
Ringrazio anche la Garbatella che ha una grande anima e accoglie nelle sue memorie i suoi abitanti fedeli nella solidarietà reciproca.
Ringrazio gli amici e ricordo che nei comportamenti noi siamo di scoglio e di riviera”. Condoglianze anche da Cara Garbatella.”

 
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Alla fine avremo un mercato? Degrado in Viale Guglielmo Massaia


Alla fine avremo un mercato?

Degrado in Viale Guglielmo Massaia


Alla fine avremo un mercato?

Siamo un gruppo di abitanti del Lotto 23, adiacente a quello che era il mercato coperto della Garbatella. Sempre in attesa che il mercato riapra, dopo tutte le promesse e i rinvii, vorremmo sapere se il quartiere ha diritto ad avere un proprio mercato rionale. Si è parlato di un edificio che non sarebbe stato un semplice luogo per fare la spesa ma di un punto di aggregazione e di incontro, con strutture culturali e perfino un ufficio postale.
Erano solo chiacchiere, che magari ci verranno riproposte in occasione delle prossime elezioni?

Un gruppo di abitanti del Lotto 23


Degrado in Viale Guglielmo Massaia

Abito in Viale Guglielmo Massaia. Da un po’ di tempo noto un crescente degrado di questa splendida via. Parlo soprattutto delle macchine e moto la strada. Lungo il marciapiede di fronte al ristorante Bodrini da tempo giacciono in condizioni pietose una Panda sponsorizzata SofiPost e tre motorini.
Continuando sullo stesso marciapiede andando verso la Regione Lazio troviamo altri 2 motorini cannibalizzati sul marciapiede. Nella adiacente Piazza Bonomelli inoltre da tempo immemorabile vedo una macchina parcheggiata con sotto il bagagliaio per terra una ruota di scorta.
Cosa occorre fare perché la via non si trasformi in un cimitero di macchine ?

Carla Piva 

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E il terriccio torna in fogna – Il traffico al Largo delle Sette Chiese


E il terriccio torna in fogna

Il traffico al Largo delle Sette Chiese


E il terriccio torna in fogna

Da tempo immemorabile alla fermata del 714 della Colombo a Piazza dei Navigatori, lato Garbatella, quando pioveva si formava un vasto lago, pericoloso per le auto che ci slittavano sopra e fastidioso per i pedoni in attesa del bus, i quali venivano inevitabilmente e abbondantemente innaffiati.
Da anni avevo segnalato l’inconveniente. Finalmente, dopo gli acquazzoni dei primi di marzo, si sono decisi a pulire la caditoia intasata che non permetteva il deflusso dell’acqua. Bene, meglio tardi che mai. Ma il terriccio che è stato estratto dalla caditoia dove credete sia stato trasferito? A cinque-sei metri di distanza, ammucchiato e addossato alla ceppaia di un vecchio albero abbattuto, come dire pronto per ritornare a fare da tappo alla fogna. Ma non poteva essere portato via o sparso sulla vicina aiuola? E poi, perché è stata pulita quella sola caditoia e non quella che sta al centro dell’incrocio e l’altra che si trova alla fermata del 714, lato Piazza dei Navigatori?

Daniele Vitolo

Il traffico al Largo delle Sette Chiese

Da quando hanno modificato l’assetto di Largo delle Sette Chiese il traffico veicolare nella  intersezione di Via della Villa di Lucina con la piazza si è enormemente aggravato.
Capisco che lo scopo dell’operazione era quello appunto di rallentare la velocità delle auto, ma il restringimento eccessivo del corridoio veicolare che attraversa la piazza in effetti fa da tappo al flusso che arriva dall’unica strada che smaltisce il traffico proveniente dal Cto.
La conseguenza è che ogni giorno su Via della Villa di Lucina si forma una lunga fila, aggravata pure dall’istituzione della fermata del 715, qui trasferita da Largo delle Sette Chiese. Non si capisce che necessità c’era di allargare a dismisura il marciapiede di Largo delle Sette Chiese, creando un’area che nelle intenzioni forse era destinata alla sosta dei pedoni, ma che nella pratica ha tolto spazio al parcheggio delle auto e risulta scarsamente frequentata proprio dai pedoni, essendo attigua a uno spazio veicolare fortemente congestionato.

Matilde Ribaldi

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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