Autore: Redazione
Ai Servizi Sociali del Municipio XI il premio “Eccellenza Amministrativa 2005”
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Ai Servizi Sociali del Municipio XI il premio “Eccellenza Amministrativa 2005”
Iniziative culturali a Santa Galla
Ai Servizi Sociali del Municipio XI il premio “Eccellenza Amministrativa 2005”
La commissione comunale, incaricata di valutare i progetti del Bando “Eccellenza Amministrativa 2005”, hanno assegnato il primo premio al Municipio XI, per il “Manuale di Gestione della Qualità”. La commissione ha così voluto riconoscere lo sforzo di razionalizzazione dei processi di lavoro afferenti ai Servizi Sociali municipali. Un’idea, quella di realizzare un progetto per l’attivazione …..
Ai Servizi Sociali del Municipio XI il premio “Eccellenza Amministrativa 2005”
La commissione comunale, incaricata di valutare i progetti del Bando “Eccellenza Amministrativa 2005”, hanno assegnato il primo premio al Municipio XI, per il “Manuale di Gestione della Qualità”. La commissione ha così voluto riconoscere lo sforzo di razionalizzazione dei processi di lavoro afferenti ai Servizi Sociali municipali. Un’idea, quella di realizzare un progetto per l’attivazione di un sistema di qualità, da applicare ai servizi sociali, che nasce dall’impegno fortemente voluto dalla Giunta ed in particolare dall’Assessore alle Politiche Sociali, Andrea Beccari. Il premio, consistente nell’utilizzo da parte dei Servizi Sociali del Municipio XI, di una somma messa a disposizione dal Comune, prevede tra l’altro che una parte dei fondi sia impegnata in un piano formativo, finalizzato alla condivisione delle conoscenze acquisite, che veda coinvolte risorse operative appartenenti ad altri muniacipi).
Iniziative culturali a Santa Galla
Organizzato dalla Parrocchia di Santa Galla si è tenuto, sabato 7 ottobre, presso il teatro “in Portico”, Circonvallazione Ostiense 197, una rappresentazione della piece teatrale “Il giro del mondo in 80 minuti”. Uno spettacolo di beneficenza a favore dei poveri della Parrocchia, rappresentato dai giovani attori della compagnia “I Solas Ignoti”.
E’ stata una buona occasione per passare allegramente una serata assieme a questi ragazzi che mettono nella recitazione il loro impegno sociale, un’opportunità per poter dare un ausilio a chi è meno fortunato. Venerdì 13 e sabato 14 alle ore 21 e domenica 15 alle ore 18, sempre da parte dei giovani della parrocchia si rappresenterà la commedia musicale “Il villaggio nascente”. Il ricavato sarà destinato ai bambini e ragazzi in difficoltà in Brasile e in altri paesi poveri.
Per la serata del 5 ottobre alle ore 20,30 era invece in programma il concerto, tenuto nei locali della chiesa, di Mons. Marco Frisina.
Per maggiori informazioni rivolgersi ai numeri del teatro “in Portico”, 065744854. (A.D.G.)
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Ottobre 2006
Alla Villetta (Ds) cambio della guardia Fannini-Di Schiena
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Alla Villetta (Ds) cambio della guardia Fannini-Di Schiena
Cambio della guardia alla Villetta, nella sezione dei Ds della Garbatella. Andrea Fannini, dopo vari anni, lascia l’incarico di segretario e passa la responsabilità a Natale Di Schiena, un anziano combattente proveniente dal sindacato.
Fannini si è trasferito già da diversi mesi in un altro quartiere di Roma, a Ostia Lido, e in tutti questi mesi ha garantito a prezzo di grandi sacrifici la continuità del suo incarico. Nel momento in cui ci lascia, Cara Garbatella desidera esprimergli pubblicamente la sua riconoscenza per il prezioso contributo di idee con il quale ci ha arricchiti. A lui dobbiamo la nostra stessa esistenza come autorevole giornale portavoce del quartiere, nato come …..
Alla Villetta (Ds) cambio della guardia Fannini-Di Schiena

Cambio della guardia alla Villetta, nella sezione dei Ds della Garbatella. Andrea Fannini, dopo vari anni, lascia l’incarico di segretario e passa la responsabilità a Natale Di Schiena, un anziano combattente proveniente dal sindacato.
Fannini si è trasferito già da diversi mesi in un altro quartiere di Roma, a Ostia Lido, e in tutti questi mesi ha garantito a prezzo di grandi sacrifici la continuità del suo incarico. Nel momento in cui ci lascia, Cara Garbatella desidera esprimergli pubblicamente la sua riconoscenza per il prezioso contributo di idee con il quale ci ha arricchiti. A lui dobbiamo la nostra stessa esistenza come autorevole giornale portavoce del quartiere, nato come organo dei Ds e trasformato, per sua volontà, in giornale dell’Associazione Cara Garbatella.
Caro Andrea, speriamo di non averti perduto almeno come collaboratore del giornale. Nessuno più di te conosce il quartiere e i suoi problemi. Nessuno più di te è in grado di indicare per essi una soluzione valida che scaturisca dalla tua esperienza. Siamo peraltro sicuri che non verrà meno il tuo impegno e che, in altro contesto, saprai far valere il tuo entusiasmo e la tua intelligenza. (G.P.)
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libri – i ribelli di testaccio e ras tafari diredawa
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LIBRI

C’è attesa per l’uscita del nuovo libro di Gianni Rivolta (il precedente, “Garbatella mia”, è quasi introvabile) dedicato all’antifascismo militante dagli anni prima della marcia su Roma fino alla Liberazione, al Testaccio, all’Ostiense e alla Garbatella. Il volume, circa 200 pagine e 100 illustrazioni, da noi preannunciato nel mese di luglio, è già nelle mani del tipografo. L’editore è l’Associazione Cara Garbatella, che ha già pubblicato l’anno scorso un “Quaderno della Resistenza Garbatella-Ostiense”. …..
LIBRI

C’è attesa per l’uscita del nuovo libro di Gianni Rivolta (il precedente, “Garbatella mia”, è quasi introvabile) dedicato all’antifascismo militante dagli anni prima della marcia su Roma fino alla Liberazione, al Testaccio, all’Ostiense e alla Garbatella. Il volume, circa 200 pagine e 100 illustrazioni, da noi preannunciato nel mese di luglio, è già nelle mani del tipografo. L’editore è l’Associazione Cara Garbatella, che ha già pubblicato l’anno scorso un “Quaderno della Resistenza Garbatella-Ostiense”.
LIBRI

La Garbatella, oltre a costituire con le sue case, le sue vie e le sue piazze l’ambiente per la realizzazione di numerose riprese cinematografiche e soprattutto televisive, entra ormai anche nelle descrizioni all’interno della narrativa. Con puntigliosa precisione la descrive lo scrittore Massimo Mongai che vi ambienta una parte del suo affascinante romanzo giallo “La memoria di Ras Tafari Diredawa”, Robin Editore, per la serie “I luoghi del delitto”. Vi ritroviamo così la Villetta, la chiesoletta, Carlotta, il ristorante Pot-Pourri, il commissariato, Via Libetta e Piazza Sant’Eurosia, gli Alberghi e le “lucciole” della Colombo, l’Associazione dei romanisti e il centro anziani. Sempre preciso Mongai. Sbaglia una sola volta, quando chiama Ombrone il fiume Almone che scorre, ormai in un tunnel, sotto la Circonvallazione Ostiense, nascosto ma non dimenticato dai garbatellesi doc.
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Finanziamenti etici a Garbatella attraverso una mutua di risparmio
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Finanziamenti etici a Garbatella attraverso una mutua di risparmio
Nostra intervista alla Vice Presidente della MAG Roma, Marina Russo
di Antonella Di Grazia
Una Mutua di risparmio Auto Gestito (MAG) è una società cooperativa, che sostiene l’economia solidale, l’integrazione sociale, i sistemi di produzione e scambio innovativi e sostenibili. Raccoglie capitali tra i soci per finanziare iniziative economiche autogestite. La sua attività si basa sulla partecipazione diretta, intervenendo in quei progetti che hanno difficoltà di accesso al credito e la garanzia che l’impiego dei fondi sia indirizzato a queste finalità attraverso la conoscenza delle persone e dei progetti da finanziare. L’idea di raccogliere e gestire il capitale dei soci …..
Finanziamenti etici a Garbatella attraverso una mutua di risparmio
Nostra intervista alla Vice Presidente della MAG Roma, Marina Russo
di Antonella Di Grazia
Una Mutua di risparmio Auto Gestito (MAG) è una società cooperativa, che sostiene l’economia solidale, l’integrazione sociale, i sistemi di produzione e scambio innovativi e sostenibili. Raccoglie capitali tra i soci per finanziare iniziative economiche autogestite. La sua attività si basa sulla partecipazione diretta, intervenendo in quei progetti che hanno difficoltà di accesso al credito e la garanzia che l’impiego dei fondi sia indirizzato a queste finalità attraverso la conoscenza delle persone e dei progetti da finanziare. L’idea di raccogliere e gestire il capitale dei soci per il sostegno economico del proprio territorio viene da lontano, dalle Società di Mutuo Soccorso Operaio così diffuse a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, che sono poi gradualmente venute meno con l’affermarsi dello Stato Sociale nel secondo dopo-guerra. Esistono MAG a Milano, Verona, Venezia, Torino e Reggio Emilia e, dallo scorso mese di novembre, ne è stata aperta alla Garbatella una nuova, quella di Roma. Per capire un po’ di più di finanza etica e sul perché è stato scelto il nostro territorio per la promozione di questa iniziativa, abbiamo intervistato la vicepresidente della cooperativa MAG Roma, Marina Russo, che è responsabile delle relazioni con i soci e collabora al gruppo comunicazione e relazioni esterne.
Quando nasce qui a Roma e perché?
La MAG Roma nasce alla fine del 2005. Dopo un fecondo periodo di gestazione durato circa un paio di anni la nostra associazione riesce finalmente a raccogliere tra i propri soci i 10mila euro necessari al progetto “Sbandata romana”, un festival itinerante di artisti di strada e bande musicali internazionali. A quel punto l’assemblea dei soci decide che è giunto il momento di fare il salto di qualità e di trasformarsi in cooperativa, che viene costituita formalmente il 9 novembre 2005. Poiché per le norme in vigore è necessario raccogliere un capitale sociale di almeno 600mila euro, per poter decollare il gruppo di Roma sceglie una strada lenta ma trasparente. Grazie ad una convenzione con la cooperativa MAG6 di Reggio Emilia, che funziona da guida e da supporto tecnico per la nuova nata, il capitale raccolto tra i soci viene conferito alla cooperativa emiliana che eroga i finanziamenti.
Quali sono gli obiettivi?
MAG Roma si pone l’obiettivo di dimostrare la praticabilità di alternative all’attuale modo di fare economia d’impresa e di sostenerne lo sviluppo raccogliendo risorse da destinare a tale scopo. Promuove la finanza solidale come pratica di giustizia sociale, perché si affermi e si potenzi una gestione del denaro che rimetta il sociale al centro dell’economia, dando ad esso un ruolo di strumento e non di fine.
Come si sostiene ?
In questo primo periodo sono stati fondamentali i contributi volontari dei nostri soci, attraverso la forma del Prestito Sociale, ossia libretti di risparmio individuali. Altra voce importante sono le attività di consulenza e formazione presso gli enti locali. In una fase successiva arriveranno gli interessi sul capitale versato in MAG6 e gli eventuali compensi per i servizi svolti a Roma.
Quale è il ritorno per gli associati?
Ciascun socio ha modo di controllare l’uso del proprio denaro, sottraendone almeno una parte ai mercati finanziari e alle banche tradizionali, per investirlo in attività produttive di soggetti conosciuti, operanti nel proprio territorio. Ognuno sa di essere inserito attivamente in una rete sociale che lo sostiene nel momento in cui dovesse avere egli stesso necessità finanziarie per le proprie attività. Per quanto riguarda poi il ritorno economico, l’entità della remunerazione prevista per le quote capitale viene decisa annualmente nell’assemblea dei soci; in genere si aggira sul valore annuo dell’inflazione.
Qual è lo stato della cooperativa oggi e i progetti finanziati?
La cooperativa al 15 settembre conta 53 soci, con un capitale versato di circa 20000 euro. A parte CasbLab, il cui prestito è stato estinto proprio il mese scorso, grazie all’attività svolta da MAG Roma, MAG6 ha finanziato l’Officina dei sapori “Cafè de la Paix”, a Casalbertone contribuendo con 16000 euro ai lavori di allestimento e la cooperativa Scusate il Ritardo del Trullo, alla quale è stato dato un contribuito per l’avviamento di 3000 euro. Molti altri progetti sono attualmente in fase di istruttoria.
Perché la scelta di Garbatella?
Garbatella è il territorio in cui, grazie all’Incubatore delle Imprese, abbiamo il nostro ufficio. E’ quindi il luogo in cui siamo più presenti: l’ufficio è aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Vi teniamo poi tutte le nostre riunioni: da quelle del consiglio di amministrazione che si tengono ogni due lunedì dalle 19 alle 21 e sono pubbliche, a quelle dei gruppi di lavoro Istruttorie, Servizi e Comunicazione.
Come fare per contattarvi?
La nostra sede è in via L. Montuori n.5, terzo piano dell’Incubatore Inverso. Siamo presenti in sede tutti i giorni dal lunedì al venerdì, gli orari di apertura sono generalmente tra le 10 e le 18, ma è meglio chiamare prima al telefono allo 06.51606406 per conferma. L’indirizzo di posta elettronica è info@magroma.it. Tutti gli aggiornamenti e le informazioni di dettaglio sono disponibili sul sito www.magroma.it.
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Al “Cantiere teatrale” formazione e divertimento
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Al “Cantiere teatrale” formazione e divertimento
La scuola di recitazione di Piazza Giovanni da Triora.
A novembre l’inaugurazione del nuovo anno accademico
di Francesca Vitalini
Apiazza Giovanni da Triora 15, proprio lì dove un tempo si trovava l’ingresso per il centro sportivo-ricreativo della chiesa di San Francesco Saverio, il Cantiere Teatrale inaugurerà a novembre il nuovo anno accademico della scuola di recitazione. …..
Al “Cantiere teatrale” formazione e divertimento
La scuola di recitazione di Piazza Giovanni da Triora.
A novembre l’inaugurazione del nuovo anno accademico
di Francesca Vitalini
Apiazza Giovanni da Triora 15, proprio lì dove un tempo si trovava l’ingresso per il centro sportivo-ricreativo della chiesa di San Francesco Saverio, il Cantiere Teatrale inaugurerà a novembre il nuovo anno accademico della scuola di recitazione.
Segno che i tempi cambiano, che le ideologie non sempre rimangono immutate, ma anche che i luoghi di ritrovo servono, soprattutto se simboleggiano delle pratiche da realizzare con impegno.
Il Cantiere Teatrale ha iniziato la sua attività nell’anno 2005-2006, presentando una variegata gamma di corsi professionali e ricreativi.
Nonostante la freschezza della sua nascita, si propone di indagare il mestiere dell’attore nella sua pienezza espressiva. Secondo Paola Tiziana Cruciani, attrice teatrale ed insegnante del corso professionale, il laboratorio si pone l’obiettivo di formare “l’attore” perché “il talento naturale deve essere espresso con delle tecniche idonee. La vera meta di un professionista teatrale e del mondo dello spettacolo in genere è quella di essere un professionista per tutta la sua vita, di fare questo mestiere per tutta la vita”.
Un insegnamento che cozza di molto con i messaggi che provengono dai media e che impongono ai giovani un’ambizione vaga e confusa di entrare nel mondo
dello spettacolo in maniera plateale e repentina. Di questo ha avuto esperienza anche la Cruciani, durante i corsi dell’anno passato. Lei dice che “I ragazzi si avvicinano di solito a questo mondo con la chimera, con l’illusione di un percorso facile. Però, poi, quando cominciano a studiare e a conoscere i professionisti che si succedono nella nostra scuola teatrale e a capire che è un lavoro serio, dove si fatica e dove i no superano i si, allora cominciano a prendere più seriamente la figura dell’attore”.
Chi si iscrive ai corsi biennali di formazione per attori (suddivisi in un livello base e in uno avanzato), infatti, può contare su insegnamenti teorici e pratici di recitazione, musica, canto, dizione e storia del teatro e dello spettacolo, tenuti da un corpo docente composto da attori provenienti dall’Accademia di Arte Drammatica e dal Laboratorio di Gigi Proietti. Di anno in anno, poi, si aggiungono corsi specifici e incontri con professionisti del teatro, del cinema e della televisione che indagano degli aspetti specialistici del settore come l’interpretazione canora (con Tosca), il doppiaggio (con Pasquale Anselmo), la caricatura (con Francesca Reggiani), la scrittura scenica comica (con Roberto Ciufoli).
“La scuola offre anche dei piccoli corsi trimestrali di dizione, canto e danza”, continua Paola Tiziana Cruciani, “e corsi junior, teen e senior, per gli over 50, ai quali teniamo molto, perché il teatro è anche divertimento, piacere, è socializzazione, aiuta a giocare con le proprie emozioni in maniera terapeutica, oltre ad essere una professione”.
Tutti i corsi sono tenuti negli ampi locali del Cantiere Teatrale che possono contare su open space, sale di danza e di musica, locali comuni, su di un piccolo anfiteatro e su un teatro, dove si completa l’attività dell’attore, con una platea di 260 posti. Conclude Paola Tiziana Cruciani: “Vorremmo attivare il teatro anche per delle iniziative aperte completamente al quartiere, proponendo delle matinée per le scuole, creando una piccola compagnia stabile del teatro ed ospitando spettacoli nella fascia serale con gruppi teatrali esterni”.
L’impegno del Cantiere Teatrale è dunque quello di porsi come luogo di ritrovo per il quartiere, dove la formazione e il divertimento possano viaggiare di pari passo.
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Il mistero del crocefisso scomparso
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Il mistero del crocefisso scomparso
Chiesto ed ottenuto il ripristino nella sala del consiglio municipale
di Eraldo Saccinto
Probabilmente è accaduto durante i lavori di restauro.
Fatto sta che negli ultimi giorni della passata legislatura era improvvisamente scomparso il crocefisso solitamente appeso al muro dell’Aula Consiliare.
Evidentemente in un …..
Il mistero del crocefisso scomparso
Chiesto ed ottenuto il ripristino nella sala del consiglio municipale
di Eraldo Saccinto
Probabilmente è accaduto durante i lavori di restauro.
Fatto sta che negli ultimi giorni della passata legislatura era improvvisamente scomparso il crocefisso solitamente appeso al muro dell’Aula Consiliare.
Evidentemente in un momento in cui la politica, anche quella del nostro Municipio, era presa degli effetti elettorali, in pochi hanno notato questa lacuna. E’ bastato però il primo consiglio per far esplodere il problema. La presa di coscienza deve aver evidentemente imbarazzato alcuni dei nostri consiglieri, i quali hanno proposto (motivandolo col fatto che il crocefisso è il simbolo della religione cristiana e quindi delle radici culturali ed identitarie della nostra comunità nazionale) un ordine del giorno nel quale si è chiesto al Presidente del Municipio un impegno, affinché egli esprimesse la solidarietà a tutti coloro che professano la religione cristiana (siano essi cattolici, ortodossi o protestanti), oltre alla ricollocazione del crocefisso nell’aula consiliare congiuntamente ad una immagine sacra.
Questo ordine del giorno è stato votato l’8 agosto ed è stato approvato a maggioranza con 9 voti a favore, 4 contrari e 2 astensioni. Non è di certo il caso di aprire in questa sede un dibattito sul tema della relazione tra principi di laicità ed esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Per chi non lo sapesse, l’ordinamento giuridico ha già depennato la “religione di Stato” e confermato, come ce ne fosse bisogno, i principi di laicità e di libertà religiosa sanciti dalla Costituzione. Non solo, la Cassazione ha ribadito che l’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici è lesiva del principio di laicità dello Stato. Tuttavia, vanno ricordate le conclusioni del Consiglio di Stato il quale, pochi mesi fa, ha ritenuto il crocifisso non più un oggetto di culto ma un simbolo idoneo ad esprimere quei valori civili che sono a fondamento della nostra società.
Chissà se, guardando meglio, non ci accorgiamo che assieme al crocifisso il fondamento della nostra società passa anche attraverso l’accettazione dei pacs, del testamento biologico, della libertà di ricerca scientifica, dell’integrazione multirazziale e del ripudio della guerra. Un ultimo dubbio rimane. Il crocifisso sappiamo tutti com’è fatto. Chissà quale sarà invece l’immagine sacra che sceglierà il Consiglio del Municipio. Ce ne è quanto basta per non dormirne la notte.
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Pizza e Kebab accoppiata vincente
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Pizza e Kebab accoppiata vincente
Rosticceria friggitoria pizzeria arabo romanesca aperta tutti i giorni dalle 9 a mezzanotte
di Guido Barbato
La cucina etnica ormai non è più una novità, neanche nel nostro quartiere. Pizza e Kebab, rosticceria friggitoria pizzeria arabo romanesca situata in via Luigi Fincati 22/24, ha però due particolarità che la rendono degna di nota. …..
Pizza e Kebab accoppiata vincente
Rosticceria friggitoria pizzeria arabo romanesca aperta tutti i giorni dalle 9 a mezzanotte
di Guido Barbato

La cucina etnica ormai non è più una novità, neanche nel nostro quartiere. Pizza e Kebab, rosticceria friggitoria pizzeria arabo romanesca situata in via Luigi Fincati 22/24, ha però due particolarità che la rendono degna di nota.
Innanzitutto è stato il primo locale della Garbatella ad introdurre la formula, felice ed ormai sperimentata in tutta Roma, dell’accoppiata tra cucina nostrana e piatti della tradizione mediorientale. Ha infatti iniziato la sua attività nella veste attuale fin dal 2001. In secondo luogo è uno di quei rari posti in tutta la città dove si può mangiare in qualunque giorno e a qualunque ora. E’ insomma una di quelle realtà che contribuiscono a rendere più vivo e vissuto il nostro bel quartiere. E’ aperta ininterrottamente dalle 9 di mattina fin quasi a mezzanotte, sette giorni su sette, offrendosi perciò anche come ultima spiaggia per chi abbia voglia di un boccone in orari inusuali o debba rimediare al frigorifero vuoto, proponendosi soprattutto come servizio a portar via.
Al di là del ruolo di “pronto soccorso gastronomico”, offre ottimi piatti di pizzeria-friggitoria, primi secondi e contorni tradizionali, squisito kebab cotto a vista sul girarrosto verticale, falafel, salse di ceci e di melanzane e couscous. Il martedì e il venerdì c’è perfino il pesce. Il tutto viene preparato da Sabri, capocuoco e gestore del locale in società con i suoi due fratelli egiziani. Hanno rilevato quest’anno l’attività da un precedente gruppo di loro connazionali, mantenendone l’impostazione ma migliorando la qualità e varietà delle pietanze. I tre fratelli gestiscono anche un locale con caratteristiche analoghe nato recentemente in via Caffaro, confermando gli egiziani come maestri della piccola imprenditoria della ristorazione e del commercio di generi alimentari.
Il locale, oltre al bancone per l’asporto, ha una sala interna, disponibile anche per il festeggiamento di compleanni. Collocato di fronte al lotto 8, uno dei più eleganti e caratteristici del quartiere, offre inoltre la possibilità di mangiare gradevolmente all’aperto sui tavolini collocati sul marciapiede. Specialmente al tramonto, durante l’estate, si può così godere di una cena squisita ed economica nella gradevolissima atmosfera dell’architettura circostante.
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I martiri Felice e Adautto nella catacomba di Commodilla
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Alla Garbatella lungo la storica Via delle Sette Chiese
I martiri Felice e Adautto nella catacomba di Commodilla
di Cosmo Barbato
Si chiamava Felix, cioè Felice, ed era un prete o, meglio, un diacono, cioè un religioso che si occupava del soccorso ai poveri. La data non è precisata: doveva trattarsi di un anno compreso tra il 284 e il 305. Si sa che a quel tempo era imperatore Diocleziano. Nella storia alquanto fantasiosa del martirio di Felice si racconta che non ci fu verso di fargli abiurare la sua fede cristiana.
Fu condotto, per una specie di esorcismo, davanti al tempio di Serapide, nell’attuale piazza del Quirinale; poi davanti a un non identificato tempio di Mercurio; infine davanti al tempio di Diana sull’Aventino, più o meno dove oggi c’è Santa Sabina. Niente da fare. …..
Alla Garbatella lungo la storica Via delle Sette Chiese
I martiri Felice e Adautto nella catacomba di Commodilla
di Cosmo Barbato

Si chiamava Felix, cioè Felice, ed era un prete o, meglio, un diacono, cioè un religioso che si occupava del soccorso ai poveri. La data non è precisata: doveva trattarsi di un anno compreso tra il 284 e il 305. Si sa che a quel tempo era imperatore Diocleziano. Nella storia alquanto fantasiosa del martirio di Felice si racconta che non ci fu verso di fargli abiurare la sua fede cristiana.
Fu condotto, per una specie di esorcismo, davanti al tempio di Serapide, nell’attuale piazza del Quirinale; poi davanti a un non identificato tempio di Mercurio; infine davanti al tempio di Diana sull’Aventino, più o meno dove oggi c’è Santa Sabina. Niente da fare.

Felice non fu scosso, ma singolarmente non furono scossi nemmeno i suoi aguzzini di fronte a un prodigio che li avrebbe dovuto distogliere dalla loro prepotenza: le statue di culto dei tre templi – racconta la storia del martirio di Felice – in sua presenza precipitarono dai loro piedistalli.
Invece a quel punto, incattiviti, gli aguzzini decisero di farla finita.
Si incamminarono così col prigioniero verso una collina posta presso una strada che si staccava al secondo miglio dalla sinistra della Via Ostiense, cioè l’attuale Via delle Sette Chiese. Non sappiamo come si chiamasse allora, è certo però che preesistesse. La fantasiosa storia di Felice non ne rivela il nome, racconta però che sulla collina c’erano un tempio (sarà stato un sacello) e un albero sacro. Oggi quell’area corrisponde al Parco di Largo Giovannipoli e si estende, dalla Via delle Sette Chiese, verso Via Guglielmotti, Via Cialdi, Piazza Banedetto Brin e oltre.
Lungo la strada percorsa dal mesto corteo, dalla folla assiepata ai lati per curiosare a un tratto si staccò un giovane che volontariamente si affiancò a Felice: un atto di solidarietà e di fede che gli costò la vita. Nessuno seppe quale fosse il suo nome, sicché fu chiamato Adauctus, cioè Aggiunto.
Per l’esecuzione mancava l’ordine del prefetto della città, indicato col nome di Drago o Dragoniano (ma nell’elenco dei prefetti di Roma non appare un tal nominativo). Appena completata la formalità (i romani non trascuravano mai le formalità del diritto), i due furono decapitati.
Ma ecco che d’improvviso si aprì una voragine nella collina e i due corpi vi precipitarono dentro: aveva ceduto la volta di una sottostante cava di pozzolana di proprietà di una ricca matrona di nome Commodilla, della quale null’altro sappiamo. Forse era anch’essa simpatizzante per i cristiani o forse fiutò l’affare: trasformare la cava in un sepolcreto sotterraneo a pagamento, simile ai tanti, non solo cristiani, che andavano diffondendosi nelle periferie della città. Sta di fatto che la notte seguente i confratelli, certo col consenso della proprietaria della cava, raccolsero le spoglie dei due martiri e le riposero in un’unica nicchia ricavata in una parete della grotta. Era nata la catacomba di Commodilla, uno dei cinque sepolcreti sotterranei che si svolgono lungo l’asse di Via delle Sette Chiese (partendo dalla roccia di San Paolo: San Timoteo oggi non più praticabile, Commodilla, Domitilla, San Callisto, San Sebastiano).
Poco meno di cent’anni dopo, mentre le sepolture si andavano moltiplicando, il culto dei martiri stava andando in disuso. Ci pensò un papa “tosto”, Damaso (366-384), a rinvigorirlo (a Commodilla come altrove) nell’intento di proporre un elemento emotivo riunificatore intorno alla chiesa di Roma e di scuotere l’apatia dei cristiani ormai giunti al potere.

Andò a cercare e a monumentalizzare le tombe dei martiri sparse nei cimiteri della città, ne esaltò le gesta attraverso i versi di carmi da lui stesso composti, fece redigere delle storie del loro martirio, le “passio”, frutto spesso di pura fantasia. A Felice e a Adautto dedicherà uno dei suoi bellissimi carmi, farà ornare la loro sepoltura con affreschi, farà sistemare l’accesso alla ex cava ormai usata solo per accogliere sepolture.
La catacomba di Commodilla fu una di quelle, romane, che si formarono più tardi, cioè a partire solo dal IV secolo, ma fu anche una di quelle che furono frequentate più a lungo, forse per la vicinanza (circa 500 metri in linea d’aria) con la frequentatissima basilica di San Paolo, mentre la maggior parte degli altri cimiteri sotterranei cessarono ben presto di essere visitati per la crescente insicurezza del suburbio romano. Prova di questa prolungata frequentazione sono gli interventi di almeno altri tre pontefici, Siricio (384-399), Giovanni I (523-526) e Leone III (795-816).
Sotto Siricio fu ulteriormente sistemata e ornata la tomba dei martiri e fu scavato il cubicolo di un funzionario dell’Annona di nome Leone dove appare una delle più antiche rappresentazioni del Cristo con la barba. Al tempo di Giovanni fu ulteriormente monumentalizzata la tomba e fu realizzato un grande affresco raffigurante la Vergine in trono col Bambino alla quale Felice e Adautto presentano una matrona defunta di nome Tortora (l’opera è stata faticosamente ricomposta dopo che ignoti ladri anni fa la danneggiarono pensando che celasse il nascondiglio di un tesoro).

Di un secolo più tardi è un pregevolissimo affresco che rappresenta l’evangelista Luca che reca l’insegna di medico: la borse dei ferri chirurgici appesa al braccio sinistro. Al tempo di Leone infine risale un intervento di consolidamento della volta.
Divenuta la zona luogo di scorrerie (nell’846 i saraceni avevano saccheggiato la vicina basilica di San Paolo), il culto cessò del tutto e la catacomba venne addirittura dimenticata. A quel tempo i resti dei martiri erano già stati posti al riparo entro le mura. Leone IV (847-855) li donò ad Ermengarda, moglie dell’imperatore Lotario; le teste invece furono traslate a Colonia poco dopo l’anno 1000. Il nome di Commodilla restava però come testimonianza nei diari degli antichi pellegrini.
Eppure, quando nel 1585 Antonio Bosio, lo scopritore delle catacombe romane, la ritrovò, fu scambiata per un’appendice del grande sepolcreto Ostiense, detto di Lucina. Solo nel 1688 si ebbe quasi la certezza che si trattasse di Commodilla. In seguito la catacomba, in parte occlusa da frane, fu frequentata solo da spericolati razziatori di reliquie e di epigrafi. La conferma si ebbe soltanto nel corso degli scavi del 1903-1905 ripresi successivamente in varie occasioni.
Commodilla presenta notevole interesse per la sua vastità (tre piani di gallerie fino a 17 metri di profondità), per le sue pitture, per la sua lunga frequentazione, per le sue caratteristiche costruttive molto variate che vanno dall’adattamento delle originare gallerie di cava agli scavi specifici di cunicoli cimiteriali.
Dai nomi dei suoi “ospiti” letti sulle epigrafi si è dedotto che molti di essi erano di origine africana e appartenevano ai titoli di Santa Prisca e di Santa Sabina sull’Aventino. Al racconto già poco attendibile, anche a parere degli storici cristiani, delle vicende di Felice e di Adautto, vanno aggiunte le storie di altri martiri che sarebbero ivi sepolti: le vergini Degna e Merita, che sarebbero state uccise sotto Valeriano (253-260), cioè prima che si formasse la catacomba (!); una non meglio identificata Gaudenzia; un improbabile Nemesio di origine orientale; infine “numerosi altri sconosciuti martiri il cui nome solo Dio conosce”, dei quali però non si è trovato traccia.
La catacomba della Garbatella non è aperta al pubblico. Si può visitare con qualche associazione culturale e comunque in visite di gruppo autorizzate e assistite dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, con sede in Via Napoleone III n°1.
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Maretta in Municipio Roma XI si cambia Presidente del Consiglio
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Nicola Cefali sostituisce Antonio Colangelo, che si dimette dopo due mesi di mandato
Maretta in Municipio Roma XI si cambia Presidente del Consiglio
di Eraldo Saccinto
Due mesi di consigliatura, ed è maretta al Municipio XI. Dopo essere stato tra i primi a Roma a completare la propria squadra formando in tempi record la Giunta, ratificando il Consiglio con la nomina del Presidente e dei suoi Vice e componendo le commissioni consiliari, il Presidente Catarci si è trovato improvvisamente a dover pelare la gatta …..
Nicola Cefali sostituisce Antonio Colangelo, che si dimette dopo due mesi di mandato
Maretta in Municipio Roma XI si cambia Presidente del Consiglio
di Eraldo Saccinto
Due mesi di consigliatura, ed è maretta al Municipio XI. Dopo essere stato tra i primi a Roma a completare la propria squadra formando in tempi record la Giunta, ratificando il Consiglio con la nomina del Presidente e dei suoi Vice e componendo le commissioni consiliari, il Presidente Catarci si è trovato improvvisamente a dover pelare la gatta generata dalle dimissioni del Consigliere Antonio Colangelo dalla carica di Presidente del Consiglio di Municipio.
Trentaseienne, laureato in Giurisprudenza e dipendente pubblico, Colangelo è dal 1997 Consigliere del Municipio Roma XI, eletto durante i suoi primi mandati nella lista di Forza Italia è passato durante la penultima legislatura al Gruppo Misto ed è stato rieletto con i Moderati per Veltroni.
Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali tra i quali Vice Presidente della Commissione Bilancio e Personale, della Commissione Scuola e della Commissione Ambiente. Dal 23 giugno scorso ricopriva la carica di Presidente del Consiglio Municipale.
Sui motivi che lo hanno indotto all’abbandono, è ancora nebbia fitta. Lo ha sostituito il Consigliere Nicola Cefali, del gruppo dell’Ulivo. Un uomo di grande esperienza politica. Presente durante i lavori delle passate legislature, nelle quali era stato eletto nelle liste della Margherita era, in questa, Presidente della Commissione Lavori Pubblici.
Con l’acquisizione della nuova carica di Presidente del Consiglio ha dato le dimissioni da questo incarico, anche in vista della nuova configurazione delle commissioni consiliari, che sarà attuata alla luce della situazione politica contingente e della attivazione delle direttive connesse alla normativa sul decentramento del Comune di Roma, che prevede la possibilità di utilizzare sino a dieci commissioni municipali.
Vice Presidenti sono stati eletti Giuseppe Pezzotti di AN e Rosa Muscente appartenente al gruppo dell’Ulivo.
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Trovato il nome per il nostro Municipio
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Trovato il nome per il nostro Municipio
Sarà chiamato “Roma – Porta San Paolo”
C’è voluto un lungo percorso per produrre un nome che fosse la sintesi delle generalità e delle identità presenti nel nostro Municipio. Non sono serviti i sondaggi,le proposte di referendum. Non ha funzionato neppure l’istituzione di una commissione di saggi. Solo di fronte alla improcrastinabilità dettata dai tempi della delibera, il Consiglio municipale ha infine indicato in “Roma – Porta San Paolo” il nome da adottare.
L’applicazione del decentramento amministrativo ed in particolare l’ordinamento degli enti locali sono stati alla base di questa scelta, tra l’altro effettuata con estremo ritardo, visti i tempi coi quali altri municipi avevano deliberato …..
Trovato il nome per il nostro Municipio
Sarà chiamato “Roma – Porta San Paolo”
C’è voluto un lungo percorso per produrre un nome che fosse la sintesi delle generalità e delle identità presenti nel nostro Municipio. Non sono serviti i sondaggi,le proposte di referendum. Non ha funzionato neppure l’istituzione di una commissione di saggi. Solo di fronte alla improcrastinabilità dettata dai tempi della delibera, il Consiglio municipale ha infine indicato in “Roma – Porta San Paolo” il nome da adottare.
L’applicazione del decentramento amministrativo ed in particolare l’ordinamento degli enti locali sono stati alla base di questa scelta, tra l’altro effettuata con estremo ritardo, visti i tempi coi quali altri municipi avevano deliberato in tal senso. Sul nome in effetti non tutti si sono mostrati consenzienti. Per qualcuno si poteva trovare uno più aderente ai valori sociali che da sempre sono stati il vero collante umano del Municipio, qualcuno voleva rinverdire i fasti del passato proponendo il nome “Concordia”, per qualcun altro addirittura, si è scelto un simbolo al di fuori del territorio di competenza o al suo limine e quindi di scarso valore aggregativo per gli abitanti del Municipio.
E’ passata l’idea di valorizzare l’aspetto simbolico che le Porte hanno sempre avuto come luogo di incontro, di frontiera e di scambio tra popoli e culture. A maggior ragione la Porta San Paolo che, da un lato rammenta il valore cristiano dato dalla presenza nelle sue vicinanze della basilica dedicata all’omonimo apostolo; dall’altro, sul fronte laico, è il luogo in cui nasce la resistenza italiana, col sacrificio di centinaia di militari e civili romani che si batterono con coraggio e determinazione contro l’occupazione tedesca e la barbarie nazi-fascista. (E.S.).
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Riemergono murature romane nel Parco di Largo Giovannipoli
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Nel corso dei lavori di riqualificazione di Via delle Sette Chiese
Riemergono murature romane nel Parco di Largo Giovannipoli
Procedono a ritmo lento (pare sia questo il destino della maggior parte delle opere pubbliche!) i lavori di riqualificazione del tratto di Via della Sette Chiese compreso tra il Largo omonimo e l’incrocio con Via Guglielmotti. Di pari passo procedono quelli di valorizzazione dell’adiacente Parco di Largo Giovannipoli, all’interno del quale due scale discendono alle Catacombe di Commodilla (da non confondere con quelle di Domitilla, pur esse attinenti alla stessa via, poste però al di là della Garbatella). …..

Nel corso dei lavori di riqualificazione di Via delle Sette Chiese
Riemergono murature romane nel Parco di Largo Giovannipoli
Procedono a ritmo lento (pare sia questo il destino della maggior parte delle opere pubbliche!) i lavori di riqualificazione del tratto di Via della Sette Chiese compreso tra il Largo omonimo e l’incrocio con Via Guglielmotti. Di pari passo procedono quelli di valorizzazione dell’adiacente Parco di Largo Giovannipoli, all’interno del quale due scale discendono alle Catacombe di Commodilla (da non confondere con quelle di Domitilla, pur esse attinenti alla stessa via, poste però al di là della Garbatella).
Si sta cercando, attraverso una pavimentazione e un arredo speciali, di ridare dignità almeno a quel tratto della storica via che congiungeva l’Ostiense all’Appia. Tra le belle case della Garbatella quel segmento riqualificato della strada è destinato a costituire un percorso pedonale.
Nel Parco i lavori di valorizzazione comprendono anche il rifacimento dell’impianto elettrico, con la collocazione di numerosi pali da terra e proiettori dal basso. E proprio eseguendo uno scavo per collocare i pali è tornato alla luce un muro romano giudicato dagli esperti di 1° secolo d.C.
Si dovrebbe trattare di un muro di contenimento di una collinetta rispetto alla strada oppure di sostruzioni di un edificio scomparso. Il muro, che si prolunga per circa 40 metri con uno spessore di 3 o 4, é realizzato in opera reticolata grossolana e blocchetti di tufo. Nei suoi sottarchi sono inserite alcune anfore di età imperiale. (C.B.)
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Prostituzione: triste fenomeno che si aggrava anche da noi
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Prostituzione: triste fenomeno che si aggrava anche da noi
di Paola Angelucci
Il fenomeno della prostituzione è purtroppo da sempre presente nelle strade della nostra città.
L’esigenza di affrontare questo tema nasce dall’evoluzione che tale fenomeno ha conosciuto negli ultimi anni. L’aggravarsi del problema ha subito una crescita esponenziale anche con la comparsa delle così tristemente dette “baby prostitute”, cioè ragazze minorenni fatte entrare clandestinamente in Italia, provenienti dai paesi dell’Est europeo, dall’Africa, dall’Asia e da altri paesi dove la povertà e la guerra riducono le persone più deboli, spesso donne e bambini, alla stregua di merce da vendere. …..
Prostituzione: triste fenomeno che si aggrava anche da noi
di Paola Angelucci
Il fenomeno della prostituzione è purtroppo da sempre presente nelle strade della nostra città.
L’esigenza di affrontare questo tema nasce dall’evoluzione che tale fenomeno ha conosciuto negli ultimi anni. L’aggravarsi del problema ha subito una crescita esponenziale anche con la comparsa delle così tristemente dette “baby prostitute”, cioè ragazze minorenni fatte entrare clandestinamente in Italia, provenienti dai paesi dell’Est europeo, dall’Africa, dall’Asia e da altri paesi dove la povertà e la guerra riducono le persone più deboli, spesso donne e bambini, alla stregua di merce da vendere.
Una volta varcati illegalmente i nostri confini, le donne vittime della ignobile tratta di esseri umani esercitano la prostituzione costrette da organizzazioni criminose che sottraggono loro gran parte dei profitti e le riducono in un vero e proprio stato di schiavitù fisica e psicologica, annullandone di fatto la personalità.
Quindi, da un lato un crescente aumento di prostitute straniere, costrette ad accettare condizioni dannose per loro e per la salute altrui; dall’altro una crescente presenza della criminalità organizzata nella gestione del business della prostituzione: sono queste le due nuove variabili che hanno reso la prostituzione più visibile, ma anche più aggressiva in termini di sicurezza, oltre che più pericolosa per chi la esercita, contro la quale si sono mobilitati comitati di cittadini decisi a difendere la tranquillità dei propri quartieri.
Anche nel nostro territorio, seppure non nel cuore della Garbatella, ma nelle zone più nuove e nelle vie di accesso al quartiere, il fenomeno ha registrato un notevole aumento e non solo nelle ore notturne, concentrandosi visibilmente lungo strade inserite in contesti ad alta densità urbana: Via Cristoforo Colombo,Via Genocchi, Piazza dei Navigatori, Via Padre Semeria, via Capitan Bavastro, ecc.

Donne ridotte in schiavitù.
La protesta dei cittadini di Piazza dei Navigatori
Solo pochi giorni fa si è tenuta una manifestazione a Piazza dei Navigatori a cui hannopartecipato tanti cittadini, indipendentemente dalla loro posizione politica. Si sono ritrovati a protestare bloccando la viabilità sulla Colombo proprio la sera in cui si svolgeva un’importante maratona cittadina, esasperati da una situazione ormai diventata insostenibile. Per chi abita in queste vie si tratta anche di una certa privazione della libertà di movimento, poiché è difficile e pericoloso, soprattutto per giovani e anziani, uscire o rincasare anche alle dieci di sera o portare a spasso il cane la mattina presto senza incappare nei fenomeni delinquenziali che accompagnano la prostituzione.
Pensiamo anche che Via Padre Semeria, Via Usodimare, Via Capitan Bavastro sono strade vicine al “quadrante” delle scuole del quartiere, dove ogni giorno passano centinaia di bambini e ragazzi dai tre ai diciotto anni: non è sostenibile per loro subire questo degrado, non per perbenismo o moralismo, ma per un primario diritto di tutti, ma soprattutto dei più piccoli, a vivere in una città più sicura e più sana.
Il Comune di Roma ed il Municipio XI, anche attraverso la Commissione delle Elette, il cui ambito di lavoro riguarda tutte le tematiche legate al mondo femminile, si stanno attivando per l’adozione di interventi finalizzati alla prevenzione ed alla riduzione del fenomeno, nonché all’assistenza legale, sociale e psicologica di tutte le vittime della prostituzione.
Contemporaneamente è necessario ricomporre situazioni di conflitto locale ed assicurare ai cittadini il loro diritto alla tranquillità e a vivere liberamente il quartiere, salvaguardando specialmente le aree dove sorgono scuole, i luoghi di culto, gli ospedali, i luoghi di aggregazione sociale e le zone destinate a parchi cittadini.
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Il ritorno di Nerone: chi incendia le auto? Nostra intervista al maresciallo Ricco, comandante la stazione CC della Garbatella di Tatiana Della Carità
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Il ritorno di Nerone: chi incendia le auto?
Nostra intervista al maresciallo Ricco, comandante la stazione CC della Garbatella
di Tatiana Della Carità
Roma si è appena lasciata alle spalle un’estate di fuoco. In tutti i sensi. Oltre ad aver sopportato temperature torride, la città negli ultimi mesi è stata teatro di una serie di incendi dolosi. Dall’Eur a Pietralata, da Monteverde a Torre Maura, da Cinecittà a San Paolo: i piromani hanno colpito in vari quartieri, dando alle fiamme decine di automobili e numerosi scooter.
Il fenomeno si verifica da circa tre anni e sta prendendo dimensioni sempre più inquietanti. Sembra che …..
Il ritorno di Nerone: chi incendia le auto?
Nostra intervista al maresciallo Ricco, comandante la stazione CC della Garbatella
di Tatiana Della Carità
Roma si è appena lasciata alle spalle un’estate di fuoco. In tutti i sensi. Oltre ad aver sopportato temperature torride, la città negli ultimi mesi è stata teatro di una serie di incendi dolosi. Dall’Eur a Pietralata, da Monteverde a Torre Maura, da Cinecittà a San Paolo: i piromani hanno colpito in vari quartieri, dando alle fiamme decine di automobili e numerosi scooter.
Il fenomeno si verifica da circa tre anni e sta prendendo dimensioni sempre più inquietanti. Sembra che gli autori di tali atti si muovano quasi sempre nelle stesse zone della capitale, come per esempio Montesacro e Tiburtina, per quanto non di rado, soprattutto negli ultimi tempi, agiscano anche a Roma sud.
Per quanto riguarda la Garbatella, la situazione è decisamente meno critica rispetto al bilancio registrato in altri quartieri: l’XI Municipio è una delle aree che hanno subito il minor numero di danni in quanto vi sono avvenuti solo episodi sporadici. Le forze dell’ordine della zona stanno infatti tentando di contenere il problema incrementando i controlli, sia notturni che diurni; inoltre è possibile che a breve vengano individuati i responsabili dei casi più recenti.
Sono state fermate alcune persone, ma i carabinieri non hanno ancora potuto procedere con gli arresti per mancanza di prove certe che dimostrino la colpevolezza dei soggetti in questione; le indagini sono quindi ancora in corso, si sta lavorando sugli indizi e sugli alibi. Ma il maresciallo Ricco, della caserma di via Luigi Orlando, si appella anche al buonsenso dei cittadini, chiedendone la collaborazione al fine di migliorare l’opera di prevenzione messa in atto dalle stesse forze dell’ordine: “Non posso e non voglio credere che non ci sia nessuno che abbia visto cosa sia successo.
Probabilmente le persone non ci contattano perché intimorite da possibili ripercussioni, evidentemente non tutti sanno che chi collabora viene tutelato. Le segnalazioni sono necessarie per migliorare la vita e la sicurezza nella zona, come è necessaria una risposta forte della giustizia davanti a questi fenomeni. Se vogliamo un quartiere ed una strada più sicuri bisogna collaborare: tante persone messe insieme fanno una forza.”
D’altra parte, non ci sono neanche certezze sulle motivazioni che spingano i piromani a compiere tali atti.
Si ipotizza che gli incendiari agiscano semplicemente spinti da motivazioni goliardiche oppure che desiderino compiere una vendetta verso il danneggiato; comunque è presente, nella maggior parte dei casi, un’instabilità psichica di base. Infatti, aggiunge il maresciallo, “è necessario che i soggetti in questione siano seguiti da uno psicologo per essere riabilitati alla vita sociale, perché – conclude – spesso queste persone esternano una doppia personalità: un carattere debole, con il quale convivono quotidianamente, ed uno forte, che si manifesta con questi episodi.
Sono sicuramente persone che vivono in condizioni personali complicate, anche se non è detto che abbiano alle spalle situazioni familiari difficili o complicazioni economiche, anzi: a volte sono soggetti che lo fanno per divertimento.”
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“Non fatemi sentire un calcinaccio abbandonato”
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Il ponticello derelitto di Piazza Biffi nei versi di un poeta
“Non fatemi sentire un calcinaccio abbandonato”
Martedì 23 novembre 2004: quasi due anni fa.
A Piazza Biffi quel giorno fu festa grande col sindaco Veltroni, con la banda dei vigili, con un ricco rinfresco e con la partecipazione di tanti cittadini: finalmente si inaugurava il parcheggio sotterraneo e la riqualificazione della piazza i cui lavori erano iniziati tre anni prima, ritardati per l’imprevista scoperta, durante lo scavo, di un reperto medioevale.
Si trattava di un ponticello servito secoli fa per passare a piedi asciutti un fosso che confluiva …..
Il ponticello derelitto di Piazza Biffi nei versi di un poeta
“Non fatemi sentire un calcinaccio abbandonato”
Martedì 23 novembre 2004: quasi due anni fa.
A Piazza Biffi quel giorno fu festa grande col sindaco Veltroni, con la banda dei vigili, con un ricco rinfresco e con la partecipazione di tanti cittadini: finalmente si inaugurava il parcheggio sotterraneo e la riqualificazione della piazza i cui lavori erano iniziati tre anni prima, ritardati per l’imprevista scoperta, durante lo scavo, di un reperto medioevale.
Si trattava di un ponticello servito secoli fa per passare a piedi asciutti un fosso che confluiva nell’Almone, un corso d’acqua ritenuto sacro dai romani, affluente di destra del Tevere, che adesso scorre intubato sotto la Circonvallazione Ostiense.
Un poeta locale, un ex dipendente dei Mercati Generali, Nicola Di Gennaro, oggi settantenne, volle dedicare alla piazza., da lui definita “regina della Garbatella”, e al ponticello una sua composizione che lesse, appauditissimo, davanti al sindaco Veltroni e che noi pubblicammo nel numero di dicembre 2004 di Cara Garbatella.
Di Gennaro ci manda oggi un’altra sua composizione per denunciare il mancato restauro e la mancata protezione del ponticello che, giustamente recuperato e posto nel giardinetto centrale della piazza come un monumento, lasciato però senza un’adeguata protezione è stato in pratica abbandonato al degrado e agli insulti degli ingenui giochi dei bambini. Ecco la composizione di Nicola Di Gennaro:

Per secoli so’ stato dimenticato
nel sottosuolo di suddetta piazza,
finché a qualcuno non venne l’idea
de tirarmi su, per espormi
all’occhi dell’umana razza.
Dovevo essere il fiore all’occhiello
della rinnovata piazza,
oggetto di attrazione
per la gente di questo rione
e di tanti visitatori di ogni razza.
E invece mi ritrovo accantonato,
spoglio di ogni elemento di protezione,
senza nessuna attenzione
mentre oggi, frammento dopo frammento,
mi sento tristemente sgretolato.
Ecco, così il mio chiedere
a chi ha avuto l’idea
di questo capolavoro:
a che è servito mettermi così in mostra
come un esposto di un’antica giostra?
Certo che non sia esosa la richiesta,
in fondo che cosa chiedo?
Qualcosa da mettermi sulla testa,
di ripararmi in ogni lato
e non sentirmi un calcinaccio
miseramente abbandonato.
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Che “Swing”nella Città Giardino
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Che “Swing”nella Città Giardino
Grande successo del Garbatella jazz festival sotto i pini della Villetta
di Gianni Rivolta
Sono venuti a centinaia, tanti giovani e tanti coi capelli brizzolati, per decretare il successo sopra ogni previsione della seconda edizione del Garbatella jazz festival, targato Cara Garbatella e Altre Vie. Nei tre giorni di kermesse musicale, infatti, a varcare il cancello della Villetta, la storica sede dei democratici di sinistra del rione popolare, sono arrivati non solo dai quartieri limitrofi, ma da tutta Roma. E ne valeva la pena. …..
Che “Swing”nella Città Giardino
Grande successo del Garbatella jazz festival sotto i pini della Villetta
di Gianni Rivolta
Sono venuti a centinaia, tanti giovani e tanti coi capelli brizzolati, per decretare il successo sopra ogni previsione della seconda edizione del Garbatella jazz festival, targato Cara Garbatella e Altre Vie. Nei tre giorni di kermesse musicale, infatti, a varcare il cancello della Villetta, la storica sede dei democratici di sinistra del rione popolare, sono arrivati non solo dai quartieri limitrofi, ma da tutta Roma. E ne valeva la pena.
Per tre sere consecutive, da giovedì 12 a sabato 15 ottobre, le note sghembe del jazz come le casette liberty della Borgata Giardino hanno creato un’atmosfera magica nel salotto buono della Garbatella.
Ne è venuta fuori una miscela particolare condita da una temperatura non ancora autunnale e da un’offerta gastronomica stile festa de l’Unità. Impossibile trovare un tavolino libero. E il popolo dei tira tardi, quelli che tre birre sono poche, chiamati all’appello dal tam tam ai piedi del Gazometro e nei locali della movida testaccina, sono rimasti in piedi delle ore per godere le aritmie dei gruppi che si sono avvicendati sul palco.
Tutti pezzi standard quelli suonati con uno swing prezioso anni Venti dal ” Red Pellini Hot Quintet” e da “Antonella Aprea & Luca Velotti Quintet”, che si sono esibiti con un’infilata di pezzi tradizionali datati anni Quaranta/Cinquanta.
La serata finale, magistralmente condotta dal gran cerimoniere Marcello Minuti, è stata aperta da Francesca Tandoi & Caterina Palazzi per chiudere in bellezza con “Sanjust-Collatina-Bolignari Swing Sextet”.
Insomma musica godibile, tanto struscio e chiacchiere tra amici. Una fresca serata di una estate, quella del 2006 che non vuole ancora abdicare tra le casette rosse di uno dei quartieri più atipici della metropoli, dove ancora si respira l’aria genuina del paese.
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Case popolari: il pasticcio delle lettere
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Case popolari: il pasticcio delle lettere
L’ATER ha commesso molti errori che hanno disorientato gli inquilini. Importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”
di Flavia Micci
Poco prima dell’inizio delle scorse vacanze estive gli inquilini delle case popolari di Roma si sono visti recapitare una strana lettera dall’ATER. Una lettera corposa e cortese, che – di fatto – offriva ai destinatari la “ghiotta” possibilità di sanare le loro pendenze con l’Istituto sino al 31.12.2005 aderendo ad una transazione che arrivava a scontare le somme dovute sino all’80%! …..
Case popolari: il pasticcio delle lettere
L’ATER ha commesso molti errori che hanno disorientato gli inquilini. Importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”
di Flavia Micci
Poco prima dell’inizio delle scorse vacanze estive gli inquilini delle case popolari di Roma si sono visti recapitare una strana lettera dall’ATER. Una lettera corposa e cortese, che – di fatto – offriva ai destinatari la “ghiotta” possibilità di sanare le loro pendenze con l’Istituto sino al 31.12.2005 aderendo ad una transazione che arrivava a scontare le somme dovute sino all’80%!
Come non approfittare di questa occasione?
Purtroppo, però, ad una più attenta lettura (cosa non facile, perché lo schema della transazione non risulta di semplice comprensione, soprattutto quando si deve capire qual è effettivamente la cifra che bisognerebbe pagare), molti si sono accorti che forse quelle somme non erano dovute.
L’Istituto, infatti, ha commesso – nella fretta di inviare così tante lettere – alcuni errori abbastanza evidenti, come quello di imputare delle morosità per canoni di affitto non pagati anche a chi ha acquistato da anni.
Ma quello che più ha sconcertato gli inquilini sono stati gli importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”, che a molti sono sembrate un controsenso!
Di fatto, l’Istituto ha colto l’occasione dell’invio di queste lettere per cercare di recuperare anche parte delle somme che avrebbe dovuto chiedere nei prossimi mesi, creando però così non poca confusione.
Ad aggravare la situazione c’è stata l’impossibilità di dialogare con l’ATER per far valere molte legittime contestazioni (affitti pagati, conteggi errati,…) perché l’ufficio di Piazza dei Navigatori (cui bisogna inviare l’accettazione della transazione) dopo alcuni giorni agostani in cui ha cercato di smaltire la valanga di visitatori, dopo le ferie non riceve più nessuno e gli impiegati rinviano tutti a Tor di Nona, dove la situazione non appare certo più semplice.
Stupisce poi che le possibili motivazioni per chiedere il riconteggio delle somme richieste siano solo 2 (errata fascia reddituale e somme eccessive rispetto al periodo di occupazione dell’immobile) e non si sia invece tenuto conto – tra le altre – della più ovvia: e se posso dimostrare che la morosità non esiste? O che è di importo sicuramente inferiore?
Perché dovrei rinunciare ad un nuovo conteggio della somma e – su questa – ad una nuova transazione? Perché penalizzare l’inquilino (che così si vede privare della possibilità di una transazione vantaggiosa?) per una errata richiesta che può essere “colpa” solo dell’Istituto, che non è in grado di tenere aggiornate le posizioni contabili dei propri assegnatari?
Capiamo che la nuova gestione si è trovata a dover mettere ordine in una situazione sicuramente disperata delle casse dell’Istituto, ma l’invio indiscriminato di queste lettere non ha certo contribuito a facilitare la vita né agli inquilini (soprattutto a tutti coloro che – non morosi – hanno perso tempo e denaro nel tentativo di far valere le proprie ragioni) né allo stesso Istituto, alle prese con centinaia di cittadini che – prima ancora di pagare – si rivolgono ai suoi uffici per avere delle legittime spiegazioni.
Dal canto nostro – come ormai da molti anni – continuiamo a fornire la assistenza gratuita con il nostro Sportello Casa tutti i giovedì dalle 18.30 alle 20,00 per tutti coloro che hanno bisogno di capire se e quanto devono effettivamente pagare all’Istituto.
Nel frattempo, per chi volesse iniziare ad esaminare la propria posizione, abbiamo predisposto uno schema sintetico che prende in esame le situazioni più diffuse, sperando che questo possa servire a chiarire parte dei molti dubbi che queste lettere hanno suscitato.

LETTERE ATER
A COSA SI RIFERISCONO:
Le somme chieste dall’ATER riguardano la posizione di ciascun inquilino fino al 31.12.2005 e si riferiscono a diverse situazioni contabili:
a. MOROSITÀ PER AFFITTI CHE ALL’ATER RISULTANO NON PAGATI NEGLI SCORSI ANNI
b. INTERESSI SU QUESTI MANCATI O RITARDATI PAGAMENTI
c. SPESE SOSTENUTE DALL’ATER PER MANUTENZIONE ED ALTRO ANCHE SE NON EFFETTUATE NEL LOTTO IN CUI SI TROVA IL DESTINATARIO DELLA LETTERA.Non ha importanza se nel proprio lotto le pulizie o la manutenzione in genere vengano fatte dagli inquilini
CHI NON DEVE PAGARE:
a. CHI HA ACQUISTATO CASA COSA FARE: inviare all’ATER la lettera di transazione insieme ad una copia della prima pagina dell’atto di acquisto
b. CHI HA OCCUPATO CASA IRREGOLARMENTE DOPO IL 30 SETTEMBRE 1999 O CHI NON HA PASSATO LA SANATORIA Chi è abusivo non può essere al momento sanato e, quindi, qualunque versamento fatto all’Istituto non modifica una situazione che rimane comunque IRREGOLARE.
A CHI CONVIENE PAGARE:
a. Coloro che sanno di avere affitti o servizi arretrati non pagati.
b. Coloro che, pur non avendo arretrati di affitto da pagare, hanno ricevuto la richiesta di una somma che – con gli sconti applicati per la transazione – risulta essere più bassa di quella dovuta per i soli servizi aggiuntivi.
CASI PARTICOLARI:
CHI E’ INQUILINO REGOLARE, MA NON HA LA BOLLETTAA NOME PROPRIO (perché ha chiesto la voltura dal precedente assegnatario o perché ha passato la sanatoria): oltre al pagamento (se ci sono delle somme da dare all’Istituto), bisogna scrivere sulle apposite righe all’inizio della lettera di transazione i propri dati, così da far sapere all’Istituto chi effettua realmente il pagamento.
INDICAZIONI GENERALI:
QUALI CIFRE BISOGNA PAGARE: La somma da pagare è quella indicata nella parte finale della lettera di transazione, dopo il calcolo dello sconto applicato, al primo punto delle ipotesi di transazione dove viene indicata la possibilità di fare anche un pagamento rateale delle cifre richieste.
PERCHE’ CONVIENE PAGARE: Perché così si chiude qualunque pendenza con l’Istituto fino al 31.12.2005, pagando – in media – cifre minime.
PAGAMENTO RATEALE: Conviene soprattutto quando le cifre richieste sono alte. Chi decide di pagare a rate deve inviare all’ATER – oltre alla lettera di transazione – anche una fotocopia del bollettino pagato. Questo serve a far vedere subito all’Istituto che la prima rata è già stata pagata, evitando così problemi nelle rate future.
COSE DA FARE:
PRIMA DI SPEDIRE LA LETTERA DI TRANSAZIONE fatene una fotocopia da conservare in caso di problemi o contestazioni con l’Istituto.
DOPO AVER SPEDITO LA LETTERA DI TRANSAZIONE (per chi vuole pagare a rate): controllate nei prossimi mesi (non prima di gennaio prossimo) che sulla bolletta dell’affitto sia indicata la rata che avete chiesto di pagare.
Per ulteriori informazioni: – DS GARBATELLA – Sportello CASA Tutti i giovedì dalle 18.30 alle 20.00 Via Francesco Passino 26 – Tel. 06/5136557
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Un libro sulla Via delle Sette Chiese
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Un libro sulla Via delle Sette Chiese
Ho letto il bel libro “Garbatella mia” di Rivolta e Gori. Vorrei approfondire le mie conoscenze sulla Via delle Sette Chiese intorno alla quale si è sviluppata la Garbatella. Per favore, mi potete indicare una pubblicazione?
Oreste Dragonetto
Della Via delle Sette Chiese si parla in articoli e in capitoli di moltissime pubblicazioni, essendo quella strada, come è noto, un tratto del celebre pellegrinaggio alle sette maggiori basiliche …..

Un libro sulla Via delle Sette Chiese
Ho letto il bel libro “Garbatella mia” di Rivolta e Gori. Vorrei approfondire le mie conoscenze sulla Via delle Sette Chiese intorno alla quale si è sviluppata la Garbatella. Per favore, mi potete indicare una pubblicazione?
Oreste Dragonetto
Della Via delle Sette Chiese si parla in articoli e in capitoli di moltissime pubblicazioni, essendo quella strada, come è noto, un tratto del celebre pellegrinaggio alle sette maggiori basiliche romane istituito nel 1500 da San Filippo Neri. Un libro che ne riassuma la storia e ne illustri i luoghi è “Via delle Sette Chiese in Roma”, Gangemi Editore.
E’ reperibile presso il negozio di libri e collezionismo di Largo delle Sette Chiese 20 o presso l’editore, in Piazza San Pantaleo 4.
Sulla Garbatella in generale è appena uscito in libreria “La Garbatella a Roma” di Monica Sinatra, Franco Angeli Editore. Ce ne occupiamo in altra parte del giornale.

Via Anton da Noli e Via Usodimare
Apprendo che il Municipio si sta interessando perché sia cambiato il nome di una delle due vie, traverse della Circonvallazione Ostiense, in realtà intestate a una stessa persona: Anton da Noli e Antoniotto Usodimare, rispettivamente nome e soprannome di un grande navigatore genovese della fine del ‘400 al servizio dei portoghesi, scopritore delle isole del Capo Verde.
In precedenza avevo già letto la segnalazione della doppia intestazione nel numero di novembre di “Cara Garbatella”, in un articolo di Cosmo Barbato dedicato alla toponomastica del nostro quartiere. Vorrei aggiungere che il caso di una doppia intestazione di strade a uno stesso personaggio a Roma non è unico. Ce n’è infatti almeno un altro: Via Giovanni Borgi e Via Tata Giovanni. Borgi, detto Tata Giovanni, fu un benemerito filantropo del ‘700 fondatore di un ospizio per giovani sbandati, i “callarelli”.
Via Borgi è in centro vicino a Piazza Cairoli; Via Tata Giovanni è nei pressi di Piazzale Ardeatino.
Stefano Tesini

Una segnalazione ai vigili urbani
Non so quel che accade negli altri quartieri, ma alla Garbatella i motorini e le auto abbandonati si sprecano.
Rimangono lungo i marciapiedi a volte per mesi, senza che nessuno si preoccupi di recuperarli e di segnalarne il ritrovamento ai proprietari.
E questo pur quando cittadini di buona volontà si prendono la briga di avvisare i vigili. Potrei citare parecchi esempi. Eccone due: un motorino è in stato d’abbandono già da settimane a Piazza Nicola Longobardi; un’auto è chiaramente abbandonata in Piazza Vallauri.
Auto e motorini, dopo un certo tempo di abbandono, finiscono col diventare preda di vandali, mentre potrebbero essere segnalati ai legittimi proprietari e quindi recuperati.
Maria Laura Trin

Decadenza del Consultorio di Via Montuori
Lo scorso anno in aprile ho effettuato la visita di controllo al consultorio familiare nel complesso della scuola Battisti, l’unico alla Garbatella, dove mi trovo benissimo: il personale medico è molto professionale e umano, cosa non facile da trovare in strutture pubbliche dove le liste sono lunghissime e la disponibilità quasi nulla.
Mi è stata consigliata una mammografìa (che naturalmente ho dovuto fare privatamente per poter rispettare l’appuntamento seguente): se ci fossero stati problemi avrei dovuto chiamare e così ho fatto. Non riuscendo a contattare per telefono il centro, sono andata di persona e mi hanno ricevuto subito. Mentre aspettavo ho chiesto come mai non riuscivo a chiamare.
Mi è stato detto che la linea per le chiamate in entrata non funziona. Entro e trovo il mio medico senza il suo solito sorriso e provo una sensazione di disagio che prima d’ora non avevo mai provato, visto che sono sei anni che lo conosco. Mi sono permessa di chiedere se era solo una mia sensazione che tutto il personale fosse un po’ sotto tono.
Non mi sbagliavo, mi hanno fatto vedere in che condizioni stanno lavorando e ho pensato a tutte quelle mamme che portano i bambini per le vaccinazioni che devono tenerseli stretti, altrimenti potrebbero toccare fili scoperti o intonaci cadenti; oppure a quelle future mamme che per sedersi sui lettini per i corsi preparto devono fare lo slalom tra i buchi nel pavimento; oppure a quelle come me che, dopo tante campagne (pagate dai contribuenti) di sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno o all’utero, si trovano a non poter effettuare alcuni esami perché non c’è una sterilizzatrice per i ferri e si è obbligati a fare quello che si può con quelli usa e getta. Tra un mese tornerò al controllo.
Mi piacerebbe entrare e trovare il sorriso che mi aspetto di solito, perché qualcuno della Asl si sia scomodato a dare a quelle persone ciò che serve per lavorare e perché i fondi che erano loro destinati non siano andati sul conto di Lady Asl.
Stefania
“Annales”: la libreria di Via Padre Semeria
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“Annales”: la libreria di Via Padre Semeria
“Annales” è un’accogliente e fornitissima libreria, aperta dall’autunno del 2004 in via Padre Semeria, alla Garbatella , quasi di fronte alla Scuola media Moscati.
Vittorio e Massimo, un architetto ed un insegnante di storia e filosofia, da sempre appassionati della lettura e amanti della cultura, sono gli ideatori e realizzatori di questa libreria concepita per essere, oltre che classico luogo di vendita dei libri, anche uno spazio aperto ad iniziative di divulgazione culturale dei cittadini nell’ambito del territorio. …..
“Annales”: la libreria di Via Padre Semeria
“Annales” è un’accogliente e fornitissima libreria, aperta dall’autunno del 2004 in via Padre Semeria, alla Garbatella , quasi di fronte alla Scuola media Moscati.
Vittorio e Massimo, un architetto ed un insegnante di storia e filosofia, da sempre appassionati della lettura e amanti della cultura, sono gli ideatori e realizzatori di questa libreria concepita per essere, oltre che classico luogo di vendita dei libri, anche uno spazio aperto ad iniziative di divulgazione culturale dei cittadini nell’ambito del territorio.
Entrando si respira un’atmosfera rilassante, quasi staccata dal frastuono e dal caos della città, un luogo tranquillo dove consultare e scegliere con calma le proprie letture.
C’è di tutto, dai classici della letteratura italiana ed internazionale alle guide turistiche, dalla storia alla psicologia e saggistica. L’idea dei proprietari è di ampliare il già ricco settore dedicato ai libri per bambini e ragazzi, compresi naturalmente i libri di testo scolastici. Al banco di questa piccola grande libreria persone competenti e gentili sono a disposizione dei clienti, per effettuare ricerche, per fornire indicazioni, per ordinare qualsiasi tipo di testo non fosse presente al momento negli scaffali.(P.A.)
Un saluto e un augurio a Flavia Micci cadidata dell’Ulivo al Comune di Roma
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Un saluto e un augurio a Flavia Micci cadidata dell’Ulivo al Comune di Roma
Cara Flavia,
Chi vive quotidianamente questo quartiere sa che alla sezione dei Ds della Garbatella c’è una donna avvocato che da anni offre consulenze gratuite e disinteressate ai tanti cittadini che purtroppo “combattono” ancora con il problema della casa.
Chi abita in questo territorio sa che c’è una consigliera in Municipio, peraltro Capogruppo dei Ds, che tante battaglie ha sostenuto all’interno dell’Amministrazione con onestà e rispetto della cosa pubblica, intuendo spesso le soluzioni più giuste a difficili problemi. …..
Un saluto e un augurio a Flavia Micci cadidata dell’Ulivo al Comune di Roma
Cara Flavia,
Chi vive quotidianamente questo quartiere sa che alla sezione dei Ds della Garbatella c’è una donna avvocato che da anni offre consulenze gratuite e disinteressate ai tanti cittadini che purtroppo “combattono” ancora con il problema della casa.
Chi abita in questo territorio sa che c’è una consigliera in Municipio, peraltro Capogruppo dei Ds, che tante battaglie ha sostenuto all’interno dell’Amministrazione con onestà e rispetto della cosa pubblica, intuendo spesso le soluzioni più giuste a difficili problemi.
Chi ti conosce personalmente sa che sei una persona sensibile, disponibile all’ascolto, sincera e, a dir poco, volitiva e tenace, ma anche estremamente ironica e fresca nel rapporto con gli altri.
Ci auguriamo, per questo e per molto altro ancora, che tu possa centrare l’obiettivo di essere eletta in Consiglio Comunale, perché la nostra città ha bisogno di essere rappresentata anche da una donna appassionata come te che, nel fare politica per migliorare la vita dei cittadini, ci mette oltre alla ragione e la professionalità anche il cuore.
Con stima ed affetto.
Paola Angelucci, Antonio Bertolini, Francesca Vitalini, Federico Raccio
Candidati nella lista dell’Ulivo al Consiglio Municipale Roma XI
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Maggio 2006
Piazza Sauli memorial Alvaro Nuvoloni pugile campione dall’Albergo Bianco
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Piazza Sauli memorial Alvaro Nuvoloni pugile campione dall’Albergo Bianco
di Claudio D’Aguanno
“Chissà cosa sarebbe stata la mia carriera nel mondo della boxe – amava raccontare agli amici Giuseppe Ballarati – se non avessi incontrato sulla mia strada Alvaro Nuvoloni”. La dichiarazione era un tributo dovuto da parte dell’indimenticato autore della Bibbia del Pugilato prima di vuotare il sacco delle sue infinite storie da ring. …..
Piazza Sauli memorial Alvaro Nuvoloni pugile campione dall’Albergo Bianco
di Claudio D’Aguanno
“Chissà cosa sarebbe stata la mia carriera nel mondo della boxe – amava raccontare agli amici Giuseppe Ballarati – se non avessi incontrato sulla mia strada Alvaro Nuvoloni”. La dichiarazione era un tributo dovuto da parte dell’indimenticato autore della Bibbia del Pugilato prima di vuotare il sacco delle sue infinite storie da ring.
Il famoso incontro, visti i protagonisti, fu appunto un incontro fatto di pugni, scaracocciate vigorose e verdetto chiuso in partenza. Ballarati ne fu solo cronista e interessato spettatore. Alvaro Nuvoloni, detto Chivecchia, recitò invece la parte d’attore protagonista mentre qualche facchino dovette aggiustarsi nel ruolo di comparsa destinata al tappeto e suonata senza appello. “Un giorno, a cavallo della fine della guerra, stavo per lavoro proprio lì ai Mercati Generali – precisava sempre a richiesta il maestro – e tre facchini sbraitavano per cercare di buttare fuori un ragazzino moro moro pizzicato a trafficare per fame intorno ai banchi. Era alto un soldo di cacio e c’aveva i capelli dritti che lo facevano somigliare a un furetto.
Stavo per intervenire a difesa dello gnomo quando questi, in men che non si dica, t’aveva steso i tre golia per terra. Io m’occupavo già di boxe e il coraggio del piccoletto m’impressionò. Lo presi sul mio camion e dopo qualche giorno stava già con me all’Indomita, la palestra che gestivo a via Merulana.
Sarebbe diventato uno dei pugili più generosi della piazza romana”.
Nato nella shangai di Tor Marancia, poi emigrato al lotto 41 di piazza Biffi, l’Albergo Bianco, Alvaro Nuvoloni sin dal suo esordio trovò subito modo di farsi rispettare.
Manco dieci presenze tra i dilettanti e già per lui s’aprivano le porte del professionismo.
“A quei tempi – ricorda l’ex pugile Giuliano Catini – tutta la pipinara degli Alberghi faceva capo a Renato er Gobbo, a Nino er Carnera o a Mario detto Gatto. Ma, a parte er Gatto, l’idolo vero per tutti era proprio Alvaro soprannominato Chivecchia per via di quella sua schicchera di sinistro che ti lasciava senza fiato. Con la sua boxe d’attacco c’è diventato campione italiano battendo Amleto Falcinelli. Ai raffinati non piaceva tanto ma era un trascinatore vero e non è mai finito knock out.
Ha combattuto su tutti i ring d’Europa e a un certo punto prese pure la strada per il Wembley Stadium di Johannesburg dove si battè alla pari col campione del mondo Vic Toweel. E’ stato un grande e bene hanno fatto Italo e Gigi a volerlo ricordare con una serata di boxe nella piazza principale del suo quartiere”.
I ricordi regalati da Catini e le memorie di Ballarati c’accompagnano proprio verso Piazza Damiano Sauli, nel cuore della Garbatella, al Piazza Sauli memorial Alvaro Nuvoloni pugile campione dall’Albergo Bianco Anno 3 – Maggio 2006 centro d’un luogo stracoccolato da registi d’ogni epoca. Qui sono passate le riprese di film targati Scola o Moretti. Nei dintorni hanno svoltato i loro passi gente come Alberto Sordi e Maurizio Arena, Victor Cavallo e Pier Paolo Pasolini.
E verso piazza Sapeto, in cima a quella scalinata dove, come cantava Amici, “poi sempre sentì la voce de Carlotta / la funtanella che scorre e che borbotta”, s’affacciava, bella tra le belle, Lucia Bosè in scena con “le ragazze di piazza di Spagna”.
Intanto però, sotto un cielo votato a battaglia, l’ultimo set montato in piazza è un teatro a sedici corde e lo spettacolo è quello dei pugili convocati dal Team Boxe Roma XI.
Per Gigi Ascani, insegnante esperto e candidato a portare in Municipio la sua idea di sport e di lealtà, la “fissa” della boxe all’aperto viene da lontano. “Una volta, soprattutto alle feste di quartiere, c’era sempre un ring con un cartellone pieno di matches.
Per questo, con Italo, avevamo pure pensato di riproporre questa tradizione lì agli Alberghi dove c’era la Spartaco Proietti ma va benissimo qui davanti alla Cesare Battisti. Col patrocinio del Municipio il ricordo di Alvaro Nuvoloni ha così potuto ricevere il giusto omaggio. Peccato per l’acqua che altrimenti avremmo magari chiuso a cantare le stornellate che lui amava e a brindare
all’Arcangelo Pippanera della nostra adolescenza”.
Tanti i rounds di una riunione di livello giocata sulla sfida incrociata tra pugili di diverse scuole e disputata in due tempi per colpa della pioggia.
Igam Weldesellassie ha regolato Caiazzo mentre il welter Daniele La Face s’è imposto a fatica su Campori.
Di qualità la conferma di Maurizio Biagiotti che se l’è vista con l’ostico e ruzzicoso De Stefano. Al coperto, nel capannone di viale Pico della Mirandola, il medio Eugenio Sonnino, beniamino di casa, ha battuto il ravennate Segurini e ottima impressione hanno destato i due deb Zampini e Serreti. Ai fratelli Milos e Nilton Ippoliti, pari il primo e sconfitto con onore il secondo, gli applausi
di chiusura e l’arrivederci a tutti per un nuovo appuntamento di boxe per piazze de “l’aprico quartiere”.
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Quando muore un ex partigiano
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Quando muore un ex partigiano
Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento
“Il giorno 13 settembre 1943, in base alla decisione presa da ufficiali e soldati, nella maggioranza carabinieri dell’ex esercito italiano disgregato in seguito alla capitolazione dell’Italia, viene formato a Spalato il Battaglione Garibaldi, la cui forza iniziale ammonta a 350 soldati sotto il comando di ufficiali dell’ex esercito italiano e che dispone del seguente armamento: un cannone 65/17, un mortaio di 81 mm., …..
Quando muore un ex partigiano
Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento
“Il giorno 13 settembre 1943, in base alla decisione presa da ufficiali e soldati, nella maggioranza carabinieri dell’ex esercito italiano disgregato in seguito alla capitolazione dell’Italia, viene formato a Spalato il Battaglione Garibaldi, la cui forza iniziale ammonta a 350 soldati sotto il comando di ufficiali dell’ex esercito italiano e che dispone del seguente armamento: un cannone 65/17, un mortaio di 81 mm., una mitragliatrice di 20 mm., 8 mitragliatrici del tipo Breda, 18 fucili mitragliatori; a questo va ancora aggiunto l’armamento individuale dei membri del Battaglione”.
E’ questo il testo dell’atto di nascita del Battaglione Garibaldi, regolarmente registrato nel Diario storico del reparto, cinque giorni dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Si tratta di una delle tante formazioni italiane che operarono fuori dal territorio nazionale, in particolare, come in questo caso, a fianco dei partigiani jugoslavi, contro i tedeschi e i feroci ustascia croati.
Piccola formazione all’inizio, molto combattiva, confluì in seguito in una delle divisioni partigiane italiane che operarono in Jugoslavia.
Perché ne facciamo cenno su “Cara Garbatella”, fuori dalle nostre competenze territoriali e dalle date ufficiali delle ricorrenze? Perché nei giorni scorsi, il 23 marzo, è venuto a mancare, a 85 anni, un nostro concittadino, Antonio Motta, abitante nella zona della Circonvallazione Ostiense, che di quell’avvenimento e degli altri drammatici che seguirono fu protagonista in prima persona.
Sottotenente carrista, comandante della 3^ Compagnia, il 21 gennaio del ’44, durante una battaglia contro Quando muore un ex partigiano Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento un reparto tedesco forte di 10 carri armati, alcune autoblindo e 15 autocarri, venne gravemente ferito da una raffica di mitragliatrice. In quei pochi mesi iniziali di resistenza innumerevoli erano state le azioni del Battaglione Garibaldi,
eseguite in mezzo a disagi inenarrabili soprattutto in Bosnia e in Montenegro. Moltissime, 82, furono le decorazioni italiane concesse ai militari della formazione: ad Antonio Motta fu conferita la medaglia d’argento.
Il Battaglione, continuamente integrato, continuò poi la sua attività partigiana fino alla Liberazione.
Romano, studente di Economia (conseguirà la laurea alla fine della guerra), il giovane carrista, con la gamba destra spappolata e la sinistra anch’essa ferita, sarà salvato dai suoi
compagni che lo trasporteranno, tra immaginabili sofferenze, da un fronte di battaglia all’altro a dorso di un pony. Finché non verrà prelevato, in un campo di fortuna in una zona controllata dai partigiani, da un aereo inglese che lo trasporterà a Trani.
Qui gli salveranno la gamba dalla cancrena ma non potranno impedire che resti gravemente menomato: invalido di 1^ categoria, camminerà per tutto il resto della vita con l’aiuto di un bastone.
Dalla Puglia rientrerà a Roma nel 1945, dove completerà gli studi e inizierà una intensa attività sindacale che lo porterà a militare nella Cgil e poi nel suo Istituto di assistenza, l’Inca, come responsabile dell’Ufficio internazionale dell’emigrazione. Lascia la moglie e tre figlie, alle quali esprimiamo le nostre più vive condoglianze. (C.B.)
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Immagini di ieri e oggi: concorso fotografico
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Immagini di ieri e oggi: concorso fotografico
Il Centro Croma e l’Università Roma Tre indicono la seconda edizione del Concorso fotografico “Un patrimonio storico tra memoria e progetti”, una nuova occasione per raccontare per immagini le trasformazioni di un’area di straordinario interesse come Testaccio, Ostiense, Garbatella e Marconi.
Il concorso è articolato in tre sezioni:
1) Come eravamo: foto storiche fino al 2000;
2) Trasformazioni in atto e scene di vita quotidiana: foto contemporanee;
3) Trasformazioni in atto e scene di vita quotidiana: cortometraggi.
Il concorso è …..
Immagini di ieri e oggi: concorso fotografico
Il Centro Croma e l’Università Roma Tre indicono la seconda edizione del Concorso fotografico “Un patrimonio storico tra memoria e progetti”, una nuova occasione per raccontare per immagini le trasformazioni di un’area di straordinario interesse come Testaccio, Ostiense, Garbatella e Marconi.
Il concorso è articolato in tre sezioni:
1) Come eravamo: foto storiche fino al 2000;
2) Trasformazioni in atto e scene di vita quotidiana: foto contemporanee;
3) Trasformazioni in atto e scene di vita quotidiana: cortometraggi.
Il concorso è dotato di ricchi premi in denaro, differenziati tra gli studenti e i comuni cittadini.
Scadenza, il 15 giugno. Per informazioni, Croma, Via Ostiense, 139 tel.06.57374016.
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Si estende il progetto “Siamo gatti”: gli alunni vanno a scuola da soli
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Si estende il progetto “Siamo gatti”:
gli alunni vanno a scuola da soli
Coinvolta anche la Circonvallazione Ostiense. Monitoraggio dei bambini sullo stato dell’ambiente che attraversano
Marcia alla grande il progetto “Siamo gatti a scuola andiamo da soli” e si estende anche al quadrante della Circonvallazione Ostiense. Le strisce zebrate bianche e rosse e le orme feline verniciate lungo i marciapiedi, indicanti i percorsi protetti per gli alunni che si recano da soli a scuola, stanno diventando una caratteristica nel quartiere.
Ma è soprattuttol’aspetto umano …..
Si estende il progetto “Siamo gatti”:
gli alunni vanno a scuola da soli
Coinvolta anche la Circonvallazione Ostiense. Monitoraggio dei bambini sullo stato dell’ambiente che attraversano
Marcia alla grande il progetto “Siamo gatti a scuola andiamo da soli” e si estende anche al quadrante della Circonvallazione Ostiense. Le strisce zebrate bianche e rosse e le orme feline verniciate lungo i marciapiedi, indicanti i percorsi protetti per gli alunni che si recano da soli a scuola, stanno diventando una caratteristica nel quartiere.
Ma è soprattuttol’aspetto umano che colpisce quando, all’entrata e all’uscita dalle aule, stuoli di bambini si accingono ad affrontare con responsabilità, senza i genitori, il percorso casa-scuola e, sotto l’occhio vigile dei nonni del centro anziani di Via Pullino che presidiano gli attraversamenti stradali.
Il progetto, nato dall’idea di uno psicologo del Cnr, il prof. Tonucci, era stato sviluppato dai maestri Giovanni Impegnoso e Andrea Pioppi, rispettivamente della Battisti e della Alonzi, e dal dott. Antonio Bertolini, consigliere municipale Ds delegato alle politiche scolastiche, coadiuvato dal presidente della Commissione cultura, Federico Raccio.
Per saperne di più ci siamo rivolti al dott. Bertolini: “Si può dire che i bambini hanno lasciato le loro impronte nel rione in tutti i sensi, e non solo sull’asfalto, facendoci riflettere sul nostro modo di vivere.
Per esempio, stimolando i genitori a fidarsi di loro, a non usare sempre le auto, a non alimentare il traffico, difendendo in tal modo l’ambiente, chiedendo agli autisti di correre meno, stimolando gli anziani a un’azione di volontariato estremamente utile anche a se stessi”.
Prosegue il dott .Bertolini: “Parte adesso la ‘patente dei gatti’. I bambini hanno iniziato un monitoraggio che li porterà a controllare lo stato di pulizia delle strade, a criticare i modelli negativi dei comportamenti degli adulti verso l’ambiente, a stimolare la cultura del rispetto degli altri e dell’educazione stradale.
A questo scopo è stata predisposta una ‘Patente pedonale dei gatti’ che si otterrà con un’adeguata preparazione e sarà consegnata a fine anno dagli insegnanti. Il Consiglio dei bambini pubblicherà e trasmetterà al Municipio tutte le manchevolezze che verranno riscontrate.
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Nei suoi quadri un mondo di sentimenti e di magia
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La Garbatella interpretata dal pittore Gianni Tambone
Nei suoi quadri un mondo di sentimenti e di magia
Il fascino metafisico delle stradine del quartiere. Gli oggetti inanimati: composizioni di linee, forme, colori
di Francesca Vitaliani
Parlare con Gianni Tambone significa spaziare in poco più di un’ora dalla musica jazz alla pittura, dalle poetiche artistiche all’amore per l’insegnamento, dalla curiosità per la diversità umana all’interesse per la cultura e la conoscenza.
Nato a Marino nel 1957, Gianni Tambone si trasferisce a Roma …..
Nei suoi quadri un mondo di sentimenti e di magia
Il fascino metafisico delle stradine del quartiere. Gli oggetti inanimati: composizioni di linee, forme, colori
di Francesca Vitaliani
Parlare con Gianni Tambone significa spaziare in poco più di un’ora dalla musica jazz alla pittura, dalle poetiche artistiche all’amore per l’insegnamento, dalla curiosità per la diversità umana all’interesse per la cultura e la conoscenza.
Nato a Marino nel 1957, Gianni Tambone si trasferisce a Roma dopo qualche anno. Abita fin dall’inizio vicino alla Fiera di Roma, poi, si sposta sulla Circonvallazione Ostiense, zona limite di Garbatella, ma è il nostro quartiere che egli vive per l’attività politica e per le prime esperienze artistiche: “Negli anni ’70 organizzai alla ‘Villetta’ una delle prime mostre nelle quali coinvolsi i miei compagni dell’Istituto d’Arte di San Paolo.
All’epoca, Garbatella contava poche espressioni culturali e la mostra divenne un forte momento di aggregazione per i giovani”.
Sebbene Gianni abbia gestito degli studi artistici nei quartieri Tuscolano e Quarto Miglio, le stradine della Garbatella continuano ad essere per il nostro artista un motivo di intensa riflessione artistica ed interiore: “Il loro fascino metafisico, i richiami all’opera di De Chirico, la luce che al tramonto proietta l’ombra degli alberi sulle pareti degli edifici, il colore del cielo diventano
un viaggio artistico e personale che mi riporta al silenzio, alla sospensione del tempo”. Una quiete dell’anima indispensabile per dipingere.
La pittura è un linguaggio che Gianni scopre casualmente fin dalla prima giovinezza, quando un professore della scuola statale “Alessandro Severo” lo aiuta ad intraprendere un percorso personale ed artistico.
Seguono le prime mostre collettive e personali e il periodo di formazione all’Accademia. I soggetti privilegiati da ritrarre, gli oggetti inanimati: “Quando in studio compongo le mie cose, e le compongo davvero, non sto pensando se metto una cesta o un ramo spezzato come tali, per me sono linee, forme, colori. Ragiono in questi termini e l’insieme mi deve dare la cifra di qualcosa che voglio dire o che voglio trasmettere.
Così, alla fine, da una cesta, da una conchiglia e da un cardo investiti da luci e ombre emerge un mondo di sentimenti e di magia”.
Lo studio comincia ad andare di pari passo con l’insegnamento dagli anni ’80, quando entra come professore nelle realtà residuali delle classi differenziali di Testaccio. Il ruolo di professore precario lo impegna a non fossilizzarsi mai in contesti scolastici specifici e gli consente di conoscere ambienti sempre nuovi. Seguono, così, le esperienze a Civitavecchia, a Ladispoli, a Roma presso le scuole “Poggio Ameno”, alla Montagnola e alla “Vivaldi” a Garbatella e, poi, a Colleferro.
Agli inizi del 2000, poi, insegna per due anni nel carcere di massima sicurezza di Civitavecchia, dove era stata attivata una sezione distaccata dell’Istituto d’Arte locale. L’impatto è forte, da subito: “Questo sbattere continuo, questo gridare ordini, questa sensazione di chiuso, la puzza del cucinato quando arrivavi, la predominanza indiscussa del bianco e del grigio…I primi tempi sono stati difficili, ma intensi i rapporti con gli allievi: erano famelici di conoscere e noi insegnanti eravamo il loro unico punto di riferimento con l’esterno e l’unico modo che essi avessero per sentirsi ancora esseri umani”.
L’esperienza dell’insegnamento e del contatto con realtà sempre diverse spinge Gianni Tambone a delineare una poetica artistica ricalcata sulla condivisione. L’arte diventa così un linguaggio condiviso da un gruppo, un insieme di segni che attivano la comunicazione dell’individuo con se stesso e con gli altri per arrivare al suo e all’altrui benessere interiore.
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