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Autore: Vincenzo

Il “bambino del tram” si racconta agli alunni dell’Istituto comprensivo Piazza Sauli

di Antonella MACRELLI

Ricorda tutto Emanuele Di Porto di quel triste e piovoso mattino del 16 ottobre 1943.

Aveva 12 anni quando, durante il rastrellamento nazista al  ghetto di Roma, vide dalla finestra della sua casa a via della Reginella portare via per sempre su un camion la sua mamma Virginia.

Corse giù dalle scale per raggiungerla ma , una volta  salito su quel maledetto autocarro, lei lo respinse fuori con un calcio ‘salvifico’ che lo sottrasse ad una triste fine.

“Mia madre mi ha fatto nascere due volte- racconta Emanuele, che abita ancora lì a 92 anni -una, il giorno in cui sono effettivamente nato e l’altra quando mi ha buttato giù da quel camion”. Da allora la  mamma è stato il suo pensiero costante nella speranza di poterla rivedere un giorno. Ma le sue aspettative furono deluse quando, nel giugno del 1944, la guerra era finita:  dei  1259 cittadini italiani, tra i quali 1023 di religione ebraica  catturati dai tedeschi,  tornarono solo in 16 tra cui una  donna, Settimia  Spizzichino che raccontò a Emanuele e alla sua famiglia come Virginia, allora   trentasettenne, appena scesa dal treno al campo di sterminio  di Birkenau,  fosse stata avviata ai forni crematori.

È proprio Emanuele Di Porto che oggi ancora racconta ai ragazzi delle due classi quinte  del plesso della  scuola primaria Cesare Battisti, Istituto Comprensivo Piazza Sauli, la  storia  che gli cambiò  la vita.

“Non sono mai stato un bambino né ora mi sento vecchio” risponde alle numerose domande dei ragazzi che, in religioso silenzio,  ascoltano i suoi racconti e la lettura del libro scritto da Isabella

Labate dal titolo “Il bambino del tram”.

È lui il bambino del tram che quel mattino, disperato, sale sulla circolare, che  dal capolinea di Monte Savello percorreva tutta Roma, accolto dal vetturino e dal bigliettaio  ai quali dice : “so’ ebreo e sto scappando”. Successivamente venne coperto dai colleghi, a cui i due tranvieri lo affidarono durante i turni seguenti, e per due giorni e due notti, come in una staffetta protettiva, un passaparola silenzioso protegge il bambino e lo tiene al caldo. La notte infatti compare una  coperta e il giorno, per sfamarlo, delle buone e ancora calde ciriole. Uomini che hanno sfidato la paura di essere scoperti,  dimostrando una falsa indifferenza nei suoi confronti e mantenendo il silenzio nonostante l’andirivieni dei numerosi passeggeri che salivano su quella vettura. Emanuele, dopo aver vissuto due giorni nel tram viene individuato da un conoscente e riesce a raggiungere il padre, che nel frattempo si era rifugiato con gli altri figli dai parenti a Testaccio . “ Siamo rimasti in pochi-  continua Emanuele  – ad aver vissuto quegli anni e a poterli ancora raccontare; penso che voi abbiate bisogno di me, ecco perché mi mantengo così giovane all’apparenza, perché il mio compito ora è quello di trasmettere  alle generazioni future la memoria di quei tempi”.

I ragazzi riunitisi per accoglierlo nel teatro della scuola media Macinghi Strozzi lo hanno ascoltato per quasi due ore  in un  silenzio interrotto solo dalle loro pressanti domande; per alcuni è scesa una lacrima.

“Hai mai avuto paura?”- chiede Viola.

“Sì, di essere ebreo- risponde -ma  nel giugno del 1944, quando la guerra è finita, mi trovavo a Piazza Venezia per festeggiare la vittoria e ho cominciato ad urlare SONO

UN  EBREO , senza più la paura di dovermi nascondere “.

L’incontro si è concluso con saluti e abbracci e con la richiesta di autografi che Emanuele ha elargito volentieri . Non è mancata la foto di gruppo davanti alla scuola come ricordo di una piacevole giornata da ricordare.

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Le scuole del municipio a Marzabotto: un gemellaggio per seminare memoria

Tre giorni di laboratori e di memoria attiva per tessere il filo rosso che stringe le comunità di Marzabotto e il Municipio VIII. Le ragazze e i ragazzi delle terze medie della Poggiali Spizzichino e Pincherle sono diventati protagonisti di un gemellaggio, che ha l’ambizione di costruire legami profondi andando alle radici della storia repubblicana del nostro Paese.

Un patto fraterno e di scambio tra il Municipio VIII, che ospita le Fosse Ardeatine, ed il Comune di Marzabotto, dove si trova il Monte Sole: due tra i luoghi che hanno visto consumarsi i più orribili episodi dell’occupazione nazifascista d’Italia, che hanno colpito comunità intere strappando alla vita centinaia di persone.

I ragazzi hanno reso omaggio, al fianco del Presidente Ciaccheri, ai 775 martiri dell’Eccidio di Monte Sole. Al viaggio hanno partecipato anche l’Assessora alla Scuola Francesca Vetrugno e quella alla Memoria Maya Vetri, oltre che una delegazione dell’assemblea municipale, composta da Monica Rossi (PD) e Lorenzo Giardinetti (SCE).

“Questi ragazzi sono i primi di un progetto che continueremo a costruire nel corso dei prossimi anni – dice  Ciaccheri, in un video pubblicato dal Monte Sole – Era importante essere qui, attraversare i laboratori della scuola di Pace di Marzabotto, i luoghi e la storia dell’Eccidio di Monte Sole e della Resistenza, che su queste colline hanno segnato una parte importante di quel futuro di libertà che oggi noi rappresentiamo e dobbiamo onorare”.

Il riferimento è alla Brigata Partigiana Stella rossa Lupo che quotidianamente, da Monte Sole, era in grado di colpire strade e ferrovie che collegavano Bologna alla Toscana, mentre i nazisti risalivano l’Italia fuggendo dall’avanzata delle truppe alleate. La strage, guidata dal maggiore Reder, con la collaborazione di militi fascisti che conoscevano il territorio, si consumò tra il 29 settembre ed il 5 ottobre 1944: fu una vendetta orribile che colpì anche donne, anziani e bambini, lasciando solo dolore e macerie nei villaggi della zona.

Il viaggio è stato possibile grazie al progetto #EightNoDifference di IdeeLab e al contributo del Comune di Marzabotto

Un atto di profondo valore è stata la presenza alle commemorazioni dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, della Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi (Presidente nazionale del Partito Democratico fino a qualche giorno fa), accompagnata dalla dirigente scolastica con cui stanno lavorando per organizzare il viaggio  delle terze medie del paese a Roma, in visita al Sacrario di via Ardeatina.

La priorità ora, per la Sindaca Cuppi, è quella di rinnovare i rapporti già esistenti tra istituzioni, ma anche tra associazioni dei familiari dei martiri a livello nazionale. La incontriamo, infatti alla Villetta a Garbatella, dove il 24 marzo si sono riunite rappresentanze istituzionali e associative di familiari e di Comuni che hanno subito la ferita dell’occupazione nazifascista. Non un luogo casuale: occupata dai partigiani comunisti subito dopo la liberazione di Roma, la Villetta fu intitolata a Giuseppe Cinelli, martire della Garbatella alle Fosse Ardeatine.

La riunione, convocata dall’ANFIM e presieduta dal Segretario Trasciani con il saluto del Presidente Albertelli, ha visto la commossa partecipazione di rappresentanti di familiari dei Martiri di Sant’Anna di Stazzema, di San Pancrazio, di Cavriglia,di Marzabotto, di Vallucciole e della Valle dell’Aniene. Un momento di importante lavoro comune teso a rafforzare il filo rosso della Memoria a livello nazionale, che sia in grado di tenere uniti familiari dei Martiri e istituzioni locali nella condivisione e nel racconto di storie familiari e locali drammatiche, in cui, però, si deve cercare il germoglio della nostra Repubblica. All’incontro era presente anche il Presidente dell’ANPI di Roma De Sanctis e il Presidente di Progetto Memoria Dell’Ariccia.

“Il prossimo anno saranno 80 anni dal 1944, quando molti di questi eccidi furono perpetrati dai nazisti in ritirata. È un appuntamento importante a cui si vuole arrivare preparati – ci dice ancora la Sindaca Cuppi – alimentando iniziative che facciano rete e comunità, come il gemellaggio con il Municipio VIII.

Il frutto migliore del dialogo delle Istituzioni e delle Associazioni della Memoria, ad ogni modo, è ciò che resta nel terreno: semi di giustizia e di libertà depositati nell’esperienza unica di un viaggio per ragazze e ragazzi, che oggi sentono più forte di prima la responsabilità del racconto di ciò che è stato e la consapevolezza della Memoria attiva, anticorpi quanto mai necessari per la nostra fragile democrazia.

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Per la Festa della Liberazione: il ritorno di Magma e tante iniziative

Di Iacopo Smeriglio

 

La festa per la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo è alle porte e la Garbatella si prepara ad accoglierla. Tante sono, infatti, le iniziative e gli eventi che riempiranno le strade del quartiere per celebrare il 78° anniversario del 25 aprile 1945, giorno in cui le truppe tedesche in ritirata abbandonarono Milano e rapidamente ripiegarono verso Nord.

Ad aprire la strada ai festeggiamenti sarà l’uscita di MaGMA – Magazzini Generali Memorie Autonome: atteso per il 23 aprile, verrà presentato e distribuito in una passeggiata della Memoria che toccherà i luoghi simbolo della Resistenza del territorio. Un ritorno importante che riporterà sulla carta stampata alcune storie dimenticate di antifascismo tra episodi e personaggi già noti, che saranno approfonditi, e altri inediti: luoghi, interviste e racconti che rappresenteranno uno spaccato della Resistenza del quadrante, dalla Garbatella a Tor Marancia, dall’Ostiense e il fiume fino alla Montagnola. La collaborazione alla stesura dei testi è collettiva e vedrà la partecipazione di molte firme del territorio. Un lavoro che, appunto, culminerà con la sua diffusione per le strade del Municipio e che rappresenta un’opera diffusa e resistente di ricostruzione continua delle biografie delle persone e dei luoghi che si vivono quotidianamente.

La passeggiata sarà, probabilmente, nell’ambito della Festa della Resistenza, il grande evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, in collaborazione con il Municipio VIII e l’Archivio Flamigni. Dal 23 al 25 aprile, tre giorni di iniziative culturali, dibattiti di approfondimento e di confronto, che vedranno la partecipazione di importanti studiosi, attori e personaggi del mondo della cultura. Mentre si attende il programma definitivo una cosa è chiara: la festa avrà il suo centro nevralgico alla Garbatella, nelle sue strade e nei suoi spazi, dal Teatro Palladium alla Biblioteca Moby Dick.

“Quest’anno, per il 25 aprile, Garbatella diventa una piazza aperta alla città: sarà una grande occasione per il territorio – ci dice il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri- Al centro della Festa della Resistenza ci sarà l’identità della città e il suo rapporto con la storia della lotta partigiana. Noi tutti cittadini saremo chiamati, per tre giorni, ad essere parte di un racconto che intreccia Storia e Memoria, che si fa vivo nell’attualità”.

Tanti nomi in programma, da Elio Germano ad Ascanio Celestini e altri. La tre giorni terminerà la sera del 25 aprile, dopo il corteo organizzato dall’ANPI e dalle altre associazioni della Resistenza. Anche questo sfilerà per le strade del nostro quartiere. Il Presidente della Sezione dell’ANPI Garbatella-San Paolo Ostiense Corrado Morgia ha rinnovato l’invito, oggi più che mai, alla partecipazione territoriale al corteo in ricordo del 25 aprile, alla festa per la Liberazione come celebrazione della Pace e della lotta per la libertà e come impegno per la difesa quotidiana della nostra Costituzione democratica, antifascista e pacifista.

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Il nostro concittadino Claudio Marotta, rappresenta l’Alleanza Verdi-Sinistra nel consiglio regionale del Lazio

Alto, giovane, affabile, con un bel sorriso, così si presenta Claudio Marotta, il neo consigliere alla Pisana eletto, unico rappresentante, nella lista Verdi e Sinistra. Ha 37 anni, è cresciuto alla Montagnola, ma è diventato “garbatellano” dopo aver frequentato il liceo classico Socrate ed essersi laureato in Scienze politiche nell’Università Roma Tre. Noi di Cara Garbatella abbiamo cominciato a conoscerlo come attivista del centro sociale La Strada di via Passino nei primi anni Duemila, dove ha mosso i primi passi in politica. Poi, come altri esponenti della sinistra radicale che in questo Municipio hanno contaminato le istituzioni locali, lo abbiamo seguito come assessore alle politiche culturali e giovanili prima col presidente Andrea Catarci e poi con l’attuale minisindaco Amedeo Ciaccheri, che gli affidò anche la delega del Bilancio.

Claudio Marotta

Negli ultimi anni, Claudio Marotta ha seguito da vicino le storia politica dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, eletto da indipendente nelle liste del Partito democratico a Strasburgo, di cui è stato capo segreteria e valido consulente nella commissione parlamentare Cultura e in quella che segue i rapporti con i Paesi dell’America Latina (Messico, Argentina,  Bolivia, Cuba). Nelle ultime elezioni comunali è stato coordinatore cittadino della lista Sinistra Civica Ecologista, che ha espresso due consiglieri nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio: Michela Cicculli e Sandro Luparelli.

Dal 12 -13 febbraio ha deciso di fare il grande salto e con 6.139 preferenze è entrato nel consiglio regionale del Lazio, dove si batterà con gli altri gruppi di centrosinistra per fare un’opposizione puntale al Centrodestra, per costruire un’alternativa alla coalizione di destra guidata dal neo presidente Francesco Rocca.

“Già nelle elezioni dell’Ufficio di Presidenza- ha dichiarato il neo consigliere della Sinistra- i gruppi di opposizione, hanno votato un esponente del Pd e uno del M5S. E’ un primo passo ma un segnale importante per superare quelle divisioni che ci hanno portato alla sconfitta elettorale. Mi batterò nella legislatura per il rilancio della scuola pubblica e dell’università, per contrastare le povertà educative e incrementare la ricerca e la formazione professionale; per ottenere un sostegno al reddito dei giovani che aspirano ad un lavoro dignitoso attraverso il fondo sociale europeo, che consente di investire per la propria formazione. E poi ci vuole una nuova legge regionale sull’edilizia popolare, la costituzione di un’agenzia sociale e per la casa che dia risposte più agili alle problematiche che la società oggi presenta. Infine conclude Marotta mi batterò in consiglio regionale per sostenere le famiglie sui costi dell’energia, del caro bollette .Il nuovo presidente della Giunta Francesco Rocca, nel suo primo discorso in aula ha promesso che nei primi cento giorni del suo governo si occuperà per risolvere la difficilissima situazione di criticità dei Pronto Soccorso e delle liste d’attesa per gli esami e la diagnostica. Vedremo, su questo non faremo sconti, intanto non ha fatto il minimo accenno al contrasto della criminalità organizzata nel Lazio, al Pnrr e al diritto allo studio. Una grave dimenticanza”.

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A Francesco Valdiserri dedicata una rassegna cinematografica a Controchiave

Di Anna Bredice

Francesco e il cinema. Se la sua grande passione era la musica, Francesco Valdiserri, travolto e ucciso quattro mesi fa da una automobilista mentre si trovava su un marciapiede della Colombo, amava tanto anche il cinema. E nel suo ricordo prenderà il via una rassegna  organizzata dall’associazione culturale Controchiave, in via Gaspare Gozzi a San Paolo, sui grandi autori che hanno dedicato i loro film al mondo del lavoro. Si comincia domenica alle 16.30, (l’ingresso è gratuito, anche se è meglio prenotare alla mail info@controchiave.it) con il film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

L’iniziativa di Marcello Ribustini

A volere questa iniziativa sono stati i genitori di Francesco, insieme ad un suo amico che ha frequentato con lui il liceo Socrate, Marcello Ribustini. “Dopo l’evento fatto alla Sapienza in memoria di Francesco – racconta a Cara Garbatella Marcello – ho saputo che anche lui era un grande appassionato di cinema e così ho deciso di contattare il padre per proporgli una rassegna cinematografica. Mi ha proposto tre temi che fossero vicini agli interessi di Francesco e alla fine come tema portante della retrospettiva abbiamo scelto quello del lavoro”. Francesco era molto legato a Garbatella, aveva frequentato il liceo Socrate, qui aveva interessi e amici. A lui è stato intitolato poche settimane fa un centro sportivo nel nostro municipio, alla presenza della famiglia di Francesco e del sindaco Gualtieri, che si è impegnato ad attuare alcune misure per la sicurezza stradale a Roma. Questa, infatti, è la battaglia che sta conducendo la famiglia Valdiserri, la madre Paola, il padre Luca e la sorella Daria: combattere la violenza stradale, ridurre la velocità per evitare le troppe morti sulle strade.

Il programma di Controchiave

La rassegna cinematografica all’associazione Controchiave prevede cinque film, due al mese. Dopo “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, verrà proiettato” Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli, poi “Full Monty” di Peter Cattaneo, “My name is Joe” di Ken Loach e infine “Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne. In ricordo di Francesco.

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Presentazione libro La resistenza dimenticata

La Resistenza dimenticata racconta la vita e l’impegno di sei partigiani dirigendo un fascio di luce nuova sulle azioni di guerriglia, sulle vicende umane e svelando misteri sulla morte di alcuni di loro. Si tratta di sei patrioti che, pur avendo avuto un ruolo cruciale nella lotta per la Liberazione dal nazifascismo, sono stati trascurati, quando non addirittura dimenticati, dalla storiografia della Resistenza.

Luciano Lusana, Riziero Fantini, Maria Baccante, Salvatore Petronari, Raffaella Chiatti e Anna Carrani sembrano caduti, insomma, in un cono d’ombra. Perché personaggi così importanti per l’insurrezione, non solo romana, contro il nazifascismo, non vengono ricordati come meriterebbero? O, come nel caso di Lusana, capo dei servizi di Informazione del Partito comunista clandestino, responsabile della quarta zona dei Gap, appaiono fatti segno di una rimozione collettiva che sembra voluta? Sono serviti anni di lavoro, incroci di testimonianze, colloqui orientativi e consultazione di documenti per ultimare il lavoro di scavo con cui gli autori, in alcuni casi, smontano le ipotesi sin qui avanzate, fornendo ragguagli documentali agli atti, ai fatti e ai misfatti, molti inediti, sui quali orientano la loro attenzione.

Per acquistare in libro online

 

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Giochi da tavolo e socialità al Casale Ceribelli

di Anna Di Cesare

Casale CirimbelliE’ “giocomania” al Casale Ceribelli della Montagnola, dove un pubblico molto vario si raccoglie davanti a un tabellone o a un mazzo di carte. Ormai da due anni è in corso, infatti, il programma “Ceribelli gioca”, una serie di incontri mensili per gli appassionati dei giochi da tavolo. L’iniziativa, destinata a tutte le fasce di età, è stata ideata dall’associazione “Officina Ludica”, fondata da un gruppo di amici appartenenti al Comitato di Quartiere.

“All’inizio eravamo in pochi e ci incontravamo alla Casa del Municipio VIII in via Barbana 57, uno spazio sequestrato alla banda della Magliana nel 2005” ci ha raccontato Marco Calvani, il responsabile dell’associazione. “Sempre lì continuiamo a incontrarci il martedì sera: è un’iniziativa gratuita che prende il nome di “Montagnola ludica” e alla quale è possibile prenotarsi sul nostro sito (https://linktr.ee/officina.ludica?utm_source=qr_code) e sulle nostre pagine social. Ma dal momento che alla Casa del Municipio possiamo ospitare al massimo sessanta persone e il nostro gruppo si sta ampliando notevolmente” ha proseguito Calvani, “siamo andati alla ricerca di nuovi spazi, come il Casale Ceribelli. La nostra APS (associazione di promozione sociale) è un gruppo di appassionati dei giochi da tavolo che si mantiene solamente tramite donazioni. E dal prossimo gennaio introdurremo un’importante novità. – conclude il responsabile – I soci avranno anche la possibilità di prendere in prestito i giochi, proprio come i libri nelle biblioteche.”

I prossimi appuntamenti

Casale Cirimbelli

Le giornate dedicate ai giochi da tavolo non sono una novità per i frequentatori del Casale, che da quasi due anni sotto la supervisione del presidente Mimmo De Matteis ospita le iniziative di “Officina Ludica.” A settembre si è svolto il primo incontro della seconda edizione, a tema libero; invece a partire da ottobre le giornate hanno seguito dei temi specifici. Domenica 26 novembre, per esempio, giochi e laboratori hanno avuto come argomento il Giappone: gli ospiti hanno avuto la possibilità di conoscere e sperimentare giochi giapponesi, partecipare a un laboratorio di origami e infine prenotarsi per il pranzo. Gli altri appuntamenti sono in programma per domenica 28 gennaio, con tema la Cina, e poi il 25 febbraio, il 24 marzo e il 21 aprile.

Un luogo sempre aperto a tutti

“Siamo molto orgogliosi di poter ospitare attività rivolte a tutti i cittadini – ci ha spiegato Mimmo De Matteis, osservando soddisfatto le due file di tavoli che in occasione di queste giornate animano il padiglione d’ingresso del Casale. – “È davvero una gioia vedere tutte queste famiglie e questi giovani. Il nostro centro è un po’ atipico. Quando si pensa a questi luoghi di solito si fa riferimento a spazi in cui si balla e si gioca a carte soltanto. Invece noi da circa un anno stiamo andando nella direzione opposta: il Casale si sta aprendo al territorio, ha anche cambiato nome – ha proseguito De Matteis -Non siamo più un centro anziani, ma una Casa Sociale per gli Anziani e per il Quartiere, ad indicare maggiore disponibilità e maggiore varietà di iniziative.”

Il presidente, che negli ultimi mesi ha seguito giorno dopo giorno questa trasformazione, ha quindi sottolineato anche il valore politico di attività come questa. “La politica non è solo quella che si fa nelle aule, ma anche quando si parla di centri sociali, di anziani e territorio, anche questo è fare politica.” Il Casale Ceribelli da un anno ospita anche una biblioteca dove è possibile consultare e prendere in prestito libri oltre che partecipare a incontri pubblici, sul modello dei poli comunali. A Carnevale, invece, è sempre il Casale Ceribelli che, in collaborazione con alcune scuole della zona, accompagna i bambini a fare una passeggiata per le strade del quartiere per poi riunirli in piazza della Montagnola. Un luogo attivo, dunque, accogliente e sempre aperto a tutti.

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FESTA DELLA RESISTENZA 2023

FESTA DELLA RESISTENZA

Un programma di eventi tra storia, memoria, letteratura, cinema, musica e teatro per riscoprire e condividere oggi i valori della Resistenza italiana

23, 24 e 25 aprile 2023

Roma – Quartiere Garbatella

Un programma di eventi tra storia, memoria, letteratura, cinema, musica e teatro per riscoprire e condividere oggi i valori della Resistenza italiana.

La Resistenza è stata parte fondamentale della guerra di Liberazione dal nazifascismo in tutta Italia e anche a Roma. I partigiani hanno formato un movimento composto da forze di diversa ispirazione politica e ideologica ma unite nell’ideale dell’antifascismo e della libertà. Gli uomini e le donne della Resistenza hanno combattuto al fianco degli Alleati, nei mesi che seguirono l’Armistizio dell’8 settembre 1943, contro l’occupazione tedesca e contro i fascisti della neonata Repubblica Sociale italiana. Dopo la Liberazione, il 25 aprile 1945, e la fine della Seconda guerra mondiale con la vittoria degli Alleati, le stesse forze hanno contribuito a costruire la nuova stagione dell’Italia democratica e repubblicana, forgiando i principi della Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

La Festa della Resistenza è un’occasione per conoscere in modo più approfondito una pagina fondamentale della storia italiana ed europea e per confrontarsi con i valori e i principi su cui si fonda la nostra Repubblica.

La Festa della Resistenza è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, curata da Electa e realizzata col supporto organizzativo di Zetema Progetto Cultura, la collaborazione del Municipio Roma VIII, della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, dell’Archivio Flamigni, della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e di Moby Dick Biblioteca Hub Culturale. Media partnership di Rai Radio 3 e Rai Play Sound.

La Festa della Resistenza si svolge in alcuni spazi del quartiere Garbatella tra Piazza Bartolomeo Romano e Piazza Damiano Sauli nei giorni 23, 24 e 25 aprile 2023.

Il ricco programma di iniziative, ideato da Gabriele Pedullà, è stato costruito assieme a un Comitato scientifico composto da alcuni tra i più importanti studiosi che hanno approfondito e spiegato la Resistenza attraverso temi e discipline diverse: Alessandro Campi, Stefano Carrai, Lucia Ceci, Chiara Colombini, Davide Conti, Victoria de Grazia, Filippo Focardi, Sergio Luzzatto, Giancarlo Monina, Ilaria Moroni, Silvio Pons, Michela Ponzani, Adriano Roccucci e Nadia Urbinati.

Le attività a Piazza Damiano Sauli di domenica 23 aprile sono state ideate e curate dal Municipio Roma VIII.
Il programma dei tre giorni propone molti temi legati alla Resistenza approfonditi tramite lezioni, presentazioni di libri, tavole rotonde, laboratori per ragazzi, concerti, film, spettacoli teatrali, mostre, videobox, percorsi sulla memoria territoriale e un pranzo della Liberazione, per coinvolgere le cittadine e i cittadini nella riscoperta di quella stagione di lotte e di passioni da cui è scaturita l’Italia democratica di oggi.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili (per i laboratori e gli incontri per ragazze e ragazzi la prenotazione è obbligatoria allo 060608)
Il programma, suscettibile di variazioni, è consultabile sul sito www.culture.roma.it.

PROGRAMMA

Domenica 23 Aprile

Ore 11.30 – Davanti al Teatro Palladium
Concerto
O Bella Ciao. I Canti Popolari e la Resistenza
Spettacolo musicale itinerante di Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare italiana e il Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni

Ore 12.00-12.45 – Teatro Palladium Lezione
Davide Conti, La Resistenza a Roma

Ore 15.00-15.45 – Teatro Palladium
Lezione
Michela Ponzani, Le donne della Resistenza

Ore 15.30-16.30 – Archivio Flamigni
Incontro
L’VIII zona partigiana a Roma tra memoria e interpretazione storiografica Con Bruno Bonomo e Stefania Ficacci

Ore 16.00-16.45 – Teatro Palladium
Lezione
Alessandro Portelli, Storia orale delle Fosse Ardeatine

Ore 17.00-18.30 – Archivio Flamigni
Presentazione libri
I cattolici e la Resistenza
Ne discutono: Alessandro Santagata, autore di Una violenza incolpevole. Retoriche e pratiche dei cattolici nella Resistenza veneta (Viella, 2021) e Giorgio Vecchio, autore di Il soffio dello Spirito. Cattolici nelle Resistenze europee (Viella, 2022)

Con gli autori intervengono Lucia Ceci e Marco Damilano

Ore 18.00-20.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale
Tavola Rotonda
Resistenza e Costituzione
Saluto di Samuele Marcucci. Con Gaetano Azzariti, Giuseppe Filippetta, Chiara Giorgi e Agostino Giovagnoli Coordina Giancarlo Monina

Ore 18.00-20.00 – Teatro Palladium
Presentazione libro
Gad Lerner e Laura Gnocchi, Noi Partigiani (Feltrinelli, 2020) Gli autori ne parlano con Vincenzo Calò e Miguel Gotor

Ore 21.00-23.30 – Teatro Palladium
Cinema e incontro
Proiezione del film Una questione privata (Italia, 2017) di Paolo e Vittorio Taviani
Saluto di Paolo Taviani e dibattito coordinato da Marco Damilano con Gabriele Pedullà ed Ermanno Taviani

Lunedì 24 Aprile

Ore 10.00-12.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, salette laterali
Laboratorio teatrale per ragazze e ragazzi
Fanny & Alexander, Voci della Resistenza
Due laboratori condotti da Chiara Lagani e Andrea Argentieri (dagli 11 anni ai 17 anni, divisi in fasce 11-13 e 14-17 anni)

Prenotazione obbligatoria allo 060608

Ore 11.00-12.00 – Archivio Flamigni
Reading musicato per ragazze e ragazzi (dagli 11 ai 14 anni) Daniele Aristarco, Sei bella come la Resistenza. Storie e canzoni Introduce Francesca Vetrugno
Prenotazione obbligatoria allo 060608

Ore 12.00-13.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale
Tavola rotonda
Narrare la Resistenza oggi
Con Amedeo Ciaccheri, Miguel Gotor, Gabriele Pedullà e Antonio Rossi. Letture di autrici e autori scelti dal FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori)

Ore 15.30-16.15 – Teatro Palladium
Lezione
Marco Belpoliti, Italo Calvino e la letteratura della Resistenza

Ore 15.30-17.30 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale
Tavola Rotonda
La Resistenza in Europa
Con Michele Battini, Simona Berhe, Mirco Carrattieri, Umberto Gentiloni e, in collegamento video, Victoria de Grazia

Coordina Silvio Pons

Ore 15.30 -16.00 – Archivio Flamigni
Presentazione
Ho avuto le ali
Proiezione della video intervista a Sergio Flamigni (a cura del Liceo Vian di Bracciano, 2021) Ne parlano Miguel Gotor e Ilaria Moroni

Ore 16.15–17.00 – Piazza Bartolomeo Romano, 8
Concerto
Concerto della Banda Musicale della Polizia Locale di Roma Capitale

Ore 17.00-17.45 – Teatro Palladium Lezione
Ezio Mauro, La caduta del fascismo

Ore 17.00-18.30 – Archivio Flamigni
Presentazione libri
Il ritorno della Resistenza armata
Ne discutono Francesco Fusi, autore di Guerra e Resistenza nel fiorentino. La 22a Brigata Garibaldi Lanciotto Ballerini (Viella, 2021) e Gianluca Fantoni, autore di Storia della Brigata ebraica (Einaudi, 2022). Con gli autori intervengono Luca Baldissara e Marco Mondini. Coordina Michela Ponzani

Ore 18.00-18.30 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale Incontro
Persistenza della Resistenza
Con Nadia Urbinati (in collegamento video) e Gabriele Pedullà

Ore 18.30-20.00 – Teatro Palladium
Concerto
Giorgio Canali, Rosso solo. Resistenza in musica

Ore 21.00-22.00 – Teatro Palladium
Musica e Teatro
Favole di Libertà
Un racconto di parole e musica sulle fiabe di Antonio Gramsci
Musica di Massimo Ceccarelli, voce narrante di Ascanio Celestini, violino e chitarra di Roma Tre Orchestra Ensemble

Martedì 25 Aprile

Ore 10.00-12.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, salette laterali
Laboratorio teatrale per ragazze e ragazzi
Fanny & Alexander, Voci della Resistenza
Due laboratori condotti da Chiara Lagani e Andrea Argentieri (dagli 11 anni ai 17 anni, divisi in fasce 11-13 e 14-17 anni)

Prenotazione obbligatoria allo 060608

Ore 14.00-15.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale
Incontro per ragazze e ragazzi (dai 14 anni a tutte le età)
La Resistenza a Roma: un racconto tra generazioni
Michela Ponzani dialoga con suo nonno partigiano, Mario Di Maio e con Fabrizio Forno, nipote del partigiano Ughetto

Prenotazione obbligatoria allo 060608

Ore 15.00-17.00 – Moby Dick Biblioteca Hub Culturale, sala centrale
Tavola rotonda
Memoria ed eredità della Resistenza: il lavoro delle associazioni
In apertura Sara Modigliani interpreta alcuni brani legati al repertorio resistenziale
Con AICVAS-Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna, ANPI-Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ANED-Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti, ANPPIA- Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ANFIM-Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri, ANPC-Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, FIAP-Federazione Italiana Associazioni Partigiane IRSIFAR-Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza, Museo Storico della Liberazione e Circolo Gianni Bosio. Modera: Michela Ponzani

Ore 15.30-16.15 – Teatro Palladium Lezione
Santo Peli, I GAP

Ore 16.30-17.15 – Teatro Palladium
Lezione
Filippo Focardi, La memoria della Resistenza

Ore 17.00-18.30 – Archivio Flamigni
Presentazione libri
Vite partigiane
Ne discutono Donatella Panzieri, autrice di Una vita contro. Vittorio Mallozzi (Odradek, 2022) e Chiara Alessi, autrice di Vorrei far vedere una strada che va all’infinito. Lica Covo Steiner (Electa, 2023)

Con le autrici intervengono Isabella Insolvibile, Marino Sinibaldi e Anna Steiner

Ore 17.30-18.15 – Teatro Palladium
Concerto
Cercammo libertà tra rupe e rupe…
Concerto del Coro Inni e Canti di lotta, diretto da Sandra Cotronei e Giovanna Marini Presenta Maya Vetri

Ore 17.30 – 19.00 – Villetta – Via degli Armatori 3
Incontro
Resistenza a Garbatella. La settima zona dei Gap con Paola Angelucci, Mauro Canali, Carlo Picozza e Gianni Rivolta a cura de l’Associazione Cara Garbatella e di Villetta Social Lab

Ore 18.30 -19.00 – Teatro Palladium

Intervento del Sindaco Roberto Gualtieri

Ore 19.30-20.30 – Teatro Palladium
Reading musicato
Pierpaolo Capovilla, Fortini. Caproni. Poesia partigiana Musiche di Giulio Carlo Pantalei e Andrea Ruggiero

Ore 21.30-22.40 – Teatro Palladium
Reading musicato
di e con Benedetta Tobagi, La Resistenza delle donne
Regia di Lorenzo Pavolini, drammaturgia di Lorenzo Pavolini e Benedetta Tobagi, con Susanna Gozzetti, musiche di Giulia Bertasi, produzione esecutiva di Elisa Brivio, una coproduzione di Intesa Sanpaolo/The Italian Literary Agency.

 

Per saperne di più

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“La Resistenza dimenticata” : la storia taciuta di sei partigiani

E’ nelle librerie il libro di Carlo Picozza e Gianni Rivolta, edizioni Media & Books

Dalla Redazione

Il capo del servizio Informazioni del partito comunista clandestino, un anarchico giramondo e sentimentale, l’avvocatino dell’Ostiense, la primula rossa del Pigneto, l’infermiera partigiana della Garbatella e la pasionaria della Manifattura tabacchi di Trastevere: Luciano Lusana, Riziero Fantini, Salvatore Petronari, Maria Baccante, Raffaella Chiatti e Anna Carrani. Sono questi i protagonisti della “Resistenza dimenticata” la storia taciuta di sei partigiani nell’Italia in guerra di Carlo Picozza e Gianni Rivolta, giornalista della Repubblica il primo e direttore responsabile di Cara Garbatella il secondo.

Sei nomi e sei vite cadute nell’oblio della Resistenza romana, rappresentata per lo più dalle azioni esemplari dei gap comunisti e dall’attentato di via Rasella, che originò la terribile rappresaglia tedesca delle Fosse ardeatine. Una storia tutta interna al perimetro delle forze del Comitato di liberazione nazionale, tanto da trascurare l’apporto fondamentale che ebbero altre formazioni eretiche come il Movimento comunista d’Italia- Bandiera rossa, attivo tra le baracche delle borgate romane e nei quartieri periferici della città, che diede tra l’altro un contributo di sangue superiore a quello del Partito comunista italiano.

Tre uomini e tre donne, “figli di un dio minore, dalle origini schiettamente proletarie” così li definisce lo storico Mauro Canali, che ha curato la prefazione del libro, “dare voce a questi dimenticati dalla storiografia ufficiale è uno dei non pochi pregi del testo di Picozza e Rivolta. Capiamo meglio da questo lavoro quanto, per il prestigio di cui godette, e gode ancora il fenomeno resistenziale, si debba a personaggi così, apparentemente modesti, ma che con l’esempio, talvolta condotto fino al sacrificio della propria vita, contribuirono a seminare nel corpo della società i germi sani di un’autentica democrazia partecipata.”

Petronari e Fantini finirono la propria esistenza sotto il fuoco del plotone di esecuzione nel mattatoio di Forte Bravetta, mentre Lusana morì a seguito delle torture nel carcere-lager di via Tasso. Sono serviti anni di ricerca, incroci di testimonianze, colloqui orientativi e consultazione di documenti per ultimare il lavoro con cui gli autori, in alcuni casi, smontano le ipotesi sin qui avanzate, fornendo ragguagli documentali agli atti, ai fatti e ai misfatti, molti inediti, sui quali orientano la loro attenzione. In coda al libro è presente una ricca galleria fotografica.

( La Resistenza dimenticata, edizioni Media & Books,  euro 18,00.In copertina illustrazione di Massimo Bucchi)

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sporcatevi di tante storie

Venerdì 27 maggio ore 18,30 alla Villetta- Interverranno: Ilaria Proietti Mercuri AUTRICE – Amedeo Ciaccheri PRESIDENTE VIII MUNICIPIO – Marta Filippi ATTRICE E DOPPIATRICE – Gianni Rivolta GIORNALISTA, STORICO E DIRETTORE DI CARA GARBATELLA

Link SPORCATEVI DI TANTE STORIE

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La guerra vista con gli occhi dei bambini

Dalla redazione

Da quando ho saputo della guerra in Ucraina non penso ad altro che ai poveri bambini che soffrono con i genitori e a tutte le persone che stanno affrontando questo bruttissimo momento di dolore, ingiustizia e terrore.

Inizialmente non sapevo dove si trovava l’Ucraina e pensavo che fosse un Paese lontano dal nostro. Incuriosita, ho cercato sul mappamondo l’Ucraina e sapere che è così vicino a noi mi ha spaventata moltissimo.

Non so il motivo che ha spinto la Russia a iniziare lo scontro, ma sicuramente non lo condivido, nessuna motivazione conta più di una vita umana.

In questi giorni sto guardando più volte il telegiornale e nelle immagini che trasmettono non vedo felicità, ma tristezza e penso alle persone che sono costrette a rifugiarsi in spazi bui oppure sotto una metropolitana per proteggersi dalle bombe.

A scuola ne abbiamo parlato molto con i nostri maestri. La maestra Claudia, durante la lezione di educazione civica, ci ha fatto studiare l’articolo 11 della Costituzione della nostra Repubblica: “L’Italia ripudia la guerra”. Il preside ha mandato ai genitori l’informazione di un’iniziativa in cui possiamo mandare cibo, medicine e vestiti in aiuto alla popolazione dell’Ucraina.

Sono una bambina e so di non poter fare molto, ma partecipare a queste attività con i miei compagni mi fa sentire in qualche modo utile.

Sono molto triste per questa bruttissima guerra e ci penso spesso, ma spero che la Pace ritornerà molto presto.

Diletta Del Monaco 9 anni, frequenta la IV primaria alla scuola Vincenza Altamura alla Garbatella. Da grande le piacerebbe fare la giornalista.

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La cura della terra, la terra che cura

Dalla redazione

Un piccolo angolo di paradiso incuneato nei terreni dell’Istituto agrario, è la Cooperativa Garibaldi.Vi si accede da via Morandini dopo l’ingresso del liceo Primo Levi. Andateci una mattina, ci si può fermare anche a pranzo, troverete ragazzi autistici che circolano liberamente, operatori, agricoltori urbani in un clima molto disteso e sereno.

L’idea di questa Azienda agrituristica, diretta da Maurizio Ferraro, è nata nel 2010 dalla necessità di un gruppo di genitori di ragazzi autistici di creare un luogo dove i figli, una volta finita la scuola, avessero l’occasione di mettersi in gioco e lavorare. La grande novità è che i soci fondatori sono proprio loro, i ragazzi autistici, che si sono rimboccati le maniche ed hanno intrapreso diverse esperienze lavorative come curare l’orto, venderne i prodotti, occuparsi della trattoria e, all’occorrenza, hanno anche la possibilità di dormire in sede. In questi dieci anni di attività la Cooperativa è cresciuta divenendo la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione, formazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con disturbo dello spettro autistico con bisogno di supporto intensivo e ragazzi con disabilità intellettiva di grado diverso si affacciano al mondo del lavoro.

Un nuovo modello di comunità in cui le persone con disabilità intellettiva anche grave possono partecipare attivamente ai processi produttivi, un luogo di integrazione dove ciascuno condivide tempi e spazi con i pari, dai compagni di scuola ai tirocinanti universitari, dai volontari del Servizio Civile Nazionale ai professionisti dell’abilitazione, dai tecnici incaricati di operare all’interno dell’azienda, ai cittadini.

Per informazioni visitate il sito: https://garibaldi.coop

I ragazzi della Cooperativa Garibaldi
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Un grande corteo per l’anniversario delle Fosse Ardeatine

Dalla Redazione

Dopo due anni di pandemia i cittadini della Garbatella e del Municipio VIII scenderanno nuovamente in piazza il 23 marzo prossimo per ricordare i loro martiri alle Fosse Ardeatine. A manifestare saranno gli studenti delle scuole superiori del territorio, in testa quelli del liceo Socrate di via Reginaldo Giuliani, ma un invito al corteo è stato inoltrato anche alle medie inferiori.  

“Sì vorremmo fare il 23 mattina il grande corteo che si faceva ante covid- assicura Lorenzo Giardinetti, il giovane presidente della commissione scuola in quota a Sinistra civica ecologista-con la presenza di tutta la comunità educante, dell’ Anpi di zona e delle associazioni democratiche del territorio, i centri sociali. E ancora il 24 vorremmo organizzare un momento assembleare all’aperto come quello avvenuto lo scorso anno a piazza Bartolomeo Romano davanti al murale di Enrico Mancini, per permettere a tutti i cittadini di poter partecipare ad un momento così significativo per la nostra comunità”.

E’ sempre bene ricordarlo la Garbatella annovera tre martiri tra i 335 antifascisti trucidati dai nazisti il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle cave ardeatine. Quel giorno infausto, che segnò profondamente la storia di questa città, caddero sotto il piombo tedesco e sotto le mine fatte esplodere dopo le esecuzioni Enrico Mancini del Partito d’Azione abitante a via Percoto al terzo albergo e i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli del Partito comunista Italiano che abitavano in via A. Rubino.  A questi martiri la comunità della Garbatella, qualche mese fa, ha dedicato le pietre d’inciampo nei pressi delle loro abitazioni, perché la memoria rimanga sempre viva.

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Addio Oscar, compagno operaio dell’Ostiense

Di Gianni Rivolta

Oggi ci ha lasciati per sempre Oscar Cini, ex segretario della sezione Ostiense del Pci ed  ex operaio dell’Acea. Classe 1930, Oscar è stato un militante di quella gloriosa sezione di via del Gazometro, che fin dal dopoguerra, ribolliva di operai del gas e facchini dei mercati generali come Alfredo Di Giovampaolo, Virgilio Bologna, Mario Mazzaferro, Fortunato Fondi, Lindoro Boccanera, Pio  Minù. Una pattuglia di antifascisti che hanno lottato in clandestinità per liberarci dai nazifascisti e consegnarci una società più democratica. Oscar Cini è stato anche membro  del comitato federale di Roma rappresentando la sezione più operaista della città, dove  militavano figure come Romolo Minù, Aurofranco Di Lino, Veio Boccanera e intellettuali del livello di Mario Tronti.

 “ Oscar Cini- ricorda Massimiliano Smeriglio, europarlamentare Pd- era parte di quella generazione di combattenti indomiti che aveva fame di vita, la militanza ma anche le risa, i viaggi, la curiosità, il vino e le osterie romane. Ha portato sempre con sé gli insegnamenti di mamma Teresa, antifascista e militante della rivista Noi donne. Pensando a Oscar e a quella generazione di comunisti proletari e scamiciati, protagonisti degli scontri a Porta San Paolo nel 1960, provo immediata una sensazione di cose belle. Lottavano e vivevano a pieni polmoni”. Ce lo ricordiamo anche con i calzoni corti a reggere, con la sorella Clara, la scala al papà Alfonso, mentre nell’aprile del 1948 con il pennello e la vernice rossa, faceva a via Basilio Brollo la famosa scritta del Fronte popolare democratico: “Vota Garibaldi, lista n°1”. La stessa scritta che ha resistito alle intemperie di tutti questi decenni e ai maldestri tentativi della sua cancellazione qualche anno fa, suscitando lo sdegno della popolazione della Garbatella. 

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Asl Rm 2: Monica Moriconi è la nuova delegata del sindaco Gualtieri

Di Sandra Girolami

Asl Rm 2: Monica Moriconi è la nuova delegata del sindaco Gualtieri

Da oltre vent’anni opera nel mondo della sanità e del sociale, colta, preparata, disponibile, vive il suo impegno come dovere civico. È la nuova Delegata del Sindaco nella Asl RM2, Monica Moriconi, 63 anni, funzionaria regionale presso la Segreteria della settima Commissione consiliare permanente Sanità presieduta da Rodolfo Lena. “Sono estremamente onorata per questa nomina e di fare parte di questa squadra guidata dal Sindaco Gualtieri” ha dichiarato. Insieme a lei sono stati designati anche Corrado Bibbolino per la Asl RM1 e Giuseppina Maturani per la Asl RM3. I Delegati hanno funzioni di verifica, contribuiscono alla definizione dei piani programmatici sanitari per conto del Primo cittadino, tengono i rapporti con i direttori delle Aziende sanitarie locali e dei Municipi oltre ad occuparsi delle Conferenze Sanitarie. Il tutto a titolo gratuito. “La cosa più importante di cui mi occuperò è l’integrazione sociosanitaria. Intendo segnalare al Sindaco le zone in cui il desiderio di salute dei cittadini viene disatteso e individuarne i motivi, perché il mancato accesso alle cure o il diritto negato ad esempio ai ragazzi disabili per un progetto di vita indipendente rappresentano delle ferite gravi per tutta la comunità e creano profonde diseguaglianze”

La Asl RM2 è la più grande di Roma, ha un bacino di utenza di un milione e trecentomila abitanti, pari al 45% della popolazione comunale. Comprende molte grandi strutture ospedaliere fondamentali per i cittadini e sei Municipi, dal IV all’VIII, con alcune zone dove incidono situazioni sociali molto difficili, che hanno grandi ripercussioni sul piano socio sanitario. “Un territorio così grande da far tremare i polsi. Questi due anni di pandemia – spiega Moriconi – hanno peggiorato ulteriormente la criticità dei servizi dell’età evolutiva e della salute mentale, che già arrancavano sia per difficoltà numeriche che logistiche che di personale, quindi diventa urgente prestare particolare attenzione alla diagnosi precoce dei ragazzi che hanno bisogno di assistenza e sostegno. Basti pensare che ci sono stati dal 30 al 40 per cento in più di accessi dei giovani per salute mentale ai Pronto Soccorso e il 30 per cento in più di tentati suicidi e atteggiamenti autolesionistici, per non parlare dei disturbi a livello alimentare”.

La pandemia ha anche dimostrato l’importanza della sanità territoriale, per la quale il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà un passaggio decisivo. “La nostra Regione è stata un’eccellenza nella lotta al Covid perché radicata a livello locale più che altre realtà del Paese.  Ma ora siamo al centro di una rivoluzione – sottolinea la neodelegata – abbiamo l’occasione di trasformare le nostre aziende sanitarie con la costruzione di importanti realtà. Nel programma del Sindaco Gualtieri tra le priorità c’è quella di una sanità più vicina ai cittadini: con i fondi del Pnrr si moltiplicherà la presenza dei presidi nei quartieri grazie alle Case e agli Ospedali di prossimità, nella Asl RM2 ne sono previste ben 24. Ma i finanziamenti verranno utilizzati anche per acquistare macchinari ad altissimo coefficiente tecnologico e per fare diagnosi a distanza con la telemedicina” .

Anche il Presidente della Commissione Sanità Rodolfo Lena si è congratulato con i neodelegati a cominciare dalla Moriconi: “Sono certo che, grazie alle competenze maturate, svolgerà un ottimo lavoro, in un territorio particolarmente nevralgico sia per la sua vastità che per la presenza di strutture ospedaliere importanti. Un ruolo strategico che, oltre a rappresentare un valore aggiunto per l’amministrazione di Roma Capitale, sarà un valido punto di raccordo con le attività della Regione Lazio nell’ambito della sanità e delle politiche sociali”.

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Sanità sul territorio: tre nuove Case della Comunità

Di Francesca Vitalini

Le strutture apriranno a Via Malfante,Via di San Nemesio e Via Casal de Merode

Cosa prevede il Piano

Novità in tema di Sanità nell’ottavo Municipio. Con i fondi del PNNR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) la Regione Lazio attiverà, in collaborazione con la Asl Roma 2, 3 Case della Comunità, 1 Ospedale di comunità e 1 Centrale operativa territoriale. Un nuovo scenario nel quale i concetti di prossimità, multidisciplinarietà e multiprofessionalità saranno legati strettamente a quello di salute. Andiamo per ordine. Le Case di Comunità, strutture dove il cittadino potrà trovare tutti i servizi sanitari di base, il medico di Medicina generale, il pediatra, gli specialisti ambulatoriali e altri professionisti saranno realizzati in via Malfante n. 35 (Ardeatino), via San Nemesio n. 21 (Garbatella) e in via Casale de Merode n. 8 (Tormarancio).

Le opere

Qui verrà realizzato anche un Ospedale di comunità, ossia una struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, dando nuova vita allo “scheletro” del San Michele. La Centrale operativa, ossia un hub tecnologicamente avanzato per la presa in carico del cittadino e per il raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale, sarà allestita, infine, in via San Nemesio n.21.

Cosa succede nel Municipio

La riorganizzazione sanitaria nel distretto VIII va di pari passo con una riformulazione nell’intera Asl Roma 2 con l’attivazione totale di 7 Centrali operative territoriali, di 23 Case della Comunità, di 4 Ospedali di comunità, dell’adeguamento sismico degli ospedali e del rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera con l’acquisto di 18 nuove apparecchiature di ultima generazione. Questo, in sintesi, il piano che sarà finanziato dalla Regione Lazio con 78milioni di euro.

Impegno finanziario

L’investimento fa parte del più ampio piano riorganizzativo della Sanità laziale che vede impegnati 700 milioni di euro fino al 2026. Il territorio si trasformerà così in porta di accesso alle cure e perno intorno a cui costruire risposte adeguate e personalizzate ai bisogni di salute della comunità.

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Riattivato Municipio solidale

Da una emergenza all’altra. Prima il Covid ora anche la guerra in Ucraina. Da qualche giorno si è rimesso in moto Municipio solidale, il servizio di assistenza per i bisognosi coordinato da una fitta rete di associazioni di volontariato territoriali, che durante le fasi più acute della pandemia ha consegnato centinaia di pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà.

Cosa dice il Presidente Ciaccheri

La dichiarazione del presidente Ciaccheri chiama tutti a raccolta per rispondere ai tanti profughi ucraini in fuga dalla guerra: “Davanti ad una nuova immane tragedia umanitaria dobbiamo per mettere in campo tutte le nostre forze. I canali del centralino solidale e della mail del Municipio sono attivi per raccogliere disponibilità e recepire informazioni su dove consegnare beni di prima necessità. Come in ogni guerra la tragedia più grande tocca direttamente la popolazione civile e i bambini, a cui mancano i beni primari”.

Come donare

Per donazioni e/o disponibilità di volontari chiama lo 06 40060606 lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 18, martedì dalle 14 alle 18 e giovedì dalle 9.00 alle 13.00; oppure scrivi alla mail. municipio solidale@gmail.com

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Un noir ambientato alla Garbatella

Di Francesca Vitalini

È uscito a giugno 2021 “Omicidio alla Garbatella: Un nuovo caso per l’ispettore Proietti”, noir, scritto da Luana Troncanetti, per Fratelli Brilli editore di Genova (14,90 euro).

Con la penna usata come un cesello, che va a scolpire puntualmente le parole in una narrazione molto attenta, la scrittrice racconta un terribile avvenimento: l’uccisione di una giovanissima, Prudence, che avviene in una delle vie che portano a piazza Sant’Eurosia.

Il romanzo si sviluppa con un ritmo vivace, incalzante, così com’è l’autrice dal vivo, attraverso il quale vengono delineati personaggi a tuttotondo, con i loro pensieri, i sentimenti e le mille fragilità. Primo tra tutti Paolo Proietti, l’ispettore che gira ed indaga il territorio con la sua amata “Chicca”, la sua rombante Guzzi rosso fuoco. Con forza emerge anche la romanità della Troncanetti: il suo sentire la città nei dialoghi, nel racconto dei luoghi di Garbatella e del quadrante ex industriale dell’Ostiense e in un vedere Roma con uno sguardo pieno di amore e di comprensione, ma crudo e sconsolato di fronte al male che vi si nasconde.

Il giallo è il sequel di “I silenzi di Roma. La prima indagine dell’ispettore Proietti”, pubblicato nel 2019 e con il quale Luana Troncanetti si è classifica seconda al Premio Letterario città di Ladispoli in quell’anno.

Parliamo del suo ultimo romanzo con lei.

Perché hai scelto per questo secondo romanzo Garbatella e il quadrante ex industriale dell’Ostiense come ambientazione?

Avevo già deciso di spostarmi nelle zone dell’Ostiense, di Magliana e Marconi perché ne “I silenzi di Roma”, la prima indagine dell’ispettore Proietti, offro uno spaccato del centro storico. Per il secondo caso volevo dedicarmi a quelle zone della Capitale altrettanto affascinanti e meno note. C’è anche un motivo aggiuntivo:

nel 2020 diverse penne romane, fra le quali la mia, avrebbero dovuto collaborare –   ciascuna con un breve racconto – alla realizzazione di un sito celebrativo per i cento anni della Garbatella. Il Covid ha spazzato via ogni festeggiamento sia in presenza che online ma “Annàmo?”, il mio contributo al progetto, è stato la scintilla che mi ha fatto innamorare del quartiere. Così, ho deciso di renderlo scenario dell’omicidio di Prudence.  

Quanto tempo ti ha preso lo studio dei luoghi?

In linea generale non sviscero i particolari delle ambientazioni, credo che ciò sottragga potenza alla penna. Faccio agire i luoghi tramite i personaggi, mi aiutano molto i dialoghi, ma anche le scene mute dove qualcuno si muove nell’ambito di uno spazio. È il come lo fa a creare la caratterizzazione, spesso le parole sono superflue. Per scrivere “Annàmo?”, conta appena due cartelle, sono state sufficienti un paio d’ore di documentazione online. Per una narrazione di più ampio respiro le successive ricerche sul Web erano inadatte; non mi davano nulla e nulla avrei potuto trasmettere io al lettore. I luoghi andrebbero vissuti o perlomeno “respirati” per raccontarli con un minimo di veridicità.  

Ho chiesto a Luciana De Rosa, Garbata doc, di farmi da Cicerona per mezza mattinata nella parte più caratteristica di un quartiere che conoscevo soltanto grazie ai simboli più famosi. Non avrei mai immaginato che Roma custodisse un mondo a parte, i vecchi lotti e chi li abita mi hanno incantata.

Nella parte finale del libro si comprende che il romanzo è il secondo volume di una serie. Quando il terzo?

Le tempistiche variano in virtù delle fasi tecniche che separano la consegna del manoscritto dalla pubblicazione. Non sono una scrittrice prolifica, ciò che mi rallenta è la documentazione quasi maniacale, la cura con cui scelgo le parole e la scarsità di tempo. Fra l’uscita del mio primo romanzo e del secondo, per dirti, sono trascorsi due anni. Nonostante ciò, la versione ebook de “I silenzi di Roma” si mantiene stabile nella classifica dei cento noir più venduti su Amazon. Così, commossa e stupita dal risultato, mi dico che forse vale la pena lavorare assecondando i miei tempi.

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La Vetreria artigianale Pigreco della Garbatella restaura le vetrate della Serra Moresca a Villa Torlonia

Di Enrico Recchi

“Preparare e mettere in posa 200 metri quadri di vetrate colorate è stato un lavoro difficile e impegnativo. Ma il risultato è stato davvero gratificante. Contribuire a far tornare all’antico splendore un edificio dell’800 è stato incredibile e meraviglioso.”  Donata Longo, artigiana e artista, spesso ideatrice dei disegni delle sue vetrate, racconta di questo prestigioso lavoro con la luce della passione negli occhi. La sua Vetreria Artistica PIGRECO di via Via Giacomo Biga, proprio dietro l’ex mercato coperto della Garbatella, è venuta recentemente alla ribalta in occasione della riapertura dell’edificio della Serra Moresca dentro Villa Torlonia sulla Nomentana, di proprietà del Comune di Roma. Proprio nell’ambito di tale progetto di restauro, Pigreco  ottiene nel 2008 la commessa per le vetrate che la impegnerà fino al 2011.

A dicembre 2021,infatti, dopo un restauro durato 14 anni è stata finalmente riaperta al pubblico l’estrosa costruzione arabeggiante voluta dal principe Alessandro Torlonia (1800-1886).

Progettata dall’architetto veneto Jappelli nel 1839, la serra sorprendeva ospiti e visitatori per le sue forme moresche e per l’utilizzo di materiali all’epoca scarsamente impiegati nello Stato Pontificio: la ghisa e il vetro. All’interno, filtrata da splendide vetrate multicolore dalle forme orientali, la luce del sole andava a scaldare un giardino d’inverno nel quale avevano trovato sede piante all’epoca sconosciute ai più come l’ananas, l’aloe e l’agave.

Vetreria artigianale Pigreco

Dopo essere stata la residenza di Mussolini dal 1925 al 1943, Villa Torlonia e le sue costruzioni divennero, dal giugno del 1944, una delle sedi degli alleati che avevano liberato Roma. Ritornata alla famiglia Torlonia, la Villa venne acquistata dal Comune di Roma nel 1977 e riaperta al pubblico l’anno seguente. Tutti gli edifici della villa però avevano subito nel tempo danni gravissimi e solo dagli anni ’90 è iniziata l’opera di restauro.

Per la Serra Moresca erano rimasti in piedi solo i muri perimetrali, essendo nel tempo crollato il soffitto, distrutte le vetrate, scomparsi gli arredi e cresciuta al suo interno una fitta vegetazione spontanea.

E’ in questo quadro d’insieme che la Vetreria Pigreco ottiene l’incarico di ricostruire le vetrate un tempo esistenti.

Donata Longo, autodidatta, inizia la sua attività nel 1975 nel rione Monti. Oltre che a Roma, nel 1985 apre un laboratorio di vetrate artistiche ad Atene in Grecia, realizzando opere di alta qualità in entrambi i paesi.

Nel tempo matura una notevole esperienza nel settore utilizzando anche suoi disegni o di altri artisti, per chiese, ospedali, edifici pubblici e privati.

Tra le varie opere di rilievo realizzate da Pigreco in Italia ci sono la vetrata per l’Ospedale Villa San Pietro di Roma e il restauro di quelle di una sala del Quirinale.

Tornata in Italia Donata Longo trasferisce il suo laboratorio al Pigneto per poi spostarsi alla Garbatella ed è ancora innamorata del suo lavoro:” Quando faccio una vetrata, sono ancora affascinata dagli effetti che la luce produce attraversandola e mi sorprende la bellezza dell’effetto luminoso”.

Circondata dai suoi strumenti di lavoro, nel suo laboratorio oltre alle vetrate a piombo Donata realizza con lo stesso materiale anche mosaici, lampade, specchi, piatti e altri oggetti e tiene corsi per apprendere l’antica arte della lavorazione del vetro.

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Indovina la foto aprile 2022

Continua con grande successo, entusiasmo e partecipazione da parte dei nostri lettori, il concorso “Indovina la foto”. Nell’ultimo numero di dicembre sono arrivate tante risposte, ci sono stati tre vincitori, ne sono stati premiati solo due, Andrea Pioppi e Maria Principato, il primo classificato non era presente.

Questa volta proponiamo una foto ricordo di un battesimo, sviluppata il 4 luglio 1943. I lettori dovranno indovinare in quale lotto è stata scattata la foto. E chissà se fra i nostri lettori non ci sarà qualcuno in grado di svelare anche il nome del/la bambino/a battezzato/a, o se siamo fortunati addirittura incontrarlo/a di persona.

Spedite le vostre risposte all’indirizzo mail redazione@caragarbatella.it. I primi tre classificati nell’ordine saranno premiati dalla Redazione con le pubblicazioni di Cara Garbatella: “Garbatella 100, il racconto di un secolo”, “Dalla Villetta ai Gazometri”, “Quaderno della Resistenza Garbatella-Ostiense”.

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Italo Mattioli targato Team Boxe è l’allenatore dell’anno

Di Ilaria Proietti Mercuri

Un ring, dei sacchi, le corde per saltare appese: nient’altro. Alla Team Box della Montagnola non si trovano centinaia di attrezzi da palestra. Esiste solo il pugilato, ma forse è proprio per questo che i risultati arrivano sempre. E dove ci sono grandi atleti non mancano grandi allenatori.

Italo Mattioli, fondatore insieme a Luigi Ascani della famosa palestra di Roma sud, ha ricevuto dalla boxeringweb il premio di allenatore dell’anno.

Quando andiamo a trovarli per l’intervista, non appena aver saputo del premio, incontriamo sia Italo che Gigi sotto le corde del ring a seguire il primo allenamento di una lunga giornata. “Alza i gomiti!” Grida uno verso i ragazzi. “Perché te sei fermato? Forza continua!” Grida l’altro. Poi si girano entrambi, e non appena ci vedono: “Eccoli! Avete deciso de rispolverà Cara Garbatella eh!” Già, dopo ben un anno. Ma non siamo qui per parlare di questo. Così chiediamo subito a Italo come sia arrivato a vincere il premio di allenatore dell’anno.

Lui, prontamente risponde che in palestra c’è nato. Perché suo nonno era un maestro di pugilato, così fin da piccolo iniziò a masticare cazzotti e sudore. Poi si sposò molto giovane, divenne infermiere al San Camillo e mise lo sport da parte per un po’. Ma lontano dai guantoni non durò molto, così ricominciò ad allenarsi alla Preneste Ring, e già lì, il maestro Sergio Natale gli propose di prendere la tessera per insegnare: “ma io il maestro non lo volevo fare, per nessun motivo! Perché conoscevo tutti i sacrifici”.

Cos’è che ha fatto cambiare idea a Italo? Forse una serie di circostanze, o forse, questo mestiere ce lo aveva nel sangue da sempre. Le cose andarono così: girando per varie palestre Italo entrò a far parte dell’Accademia pugilistica Trastevere. Lì conobbe Massimo Sisani, storico maestro del pugilato romano che è venuto a mancare nel 2019. “Lì Massimo iniziò a darmi le chiavi della palestra, mi diede talmente fiducia che l’unico mio modo per contraccambiare era aiutarlo ad allenare i suoi atleti”. Così Italo prese la tessera da allenatore. Dopo circa 10 anni il locale della Trastevere venne tolto alla Società. “Allora io e Gigi, che ci conoscevamo da una vita, entrambi cresciuti alla Garbatella e amanti del pugilato, decidemmo di cercare una nuova palestra”. Inizialmente, quella che oggi è la Team Boxe, era un luogo abbandonato, pieno di calcinacci, scatoloni e polvere. E nel 2003 Italo e Gigi, dopo essersi rimboccati le maniche e aver tirato su quello che è l’attuale impianto, iniziarono la loro avventura di traguardi e tante soddisfazioni. “Ormai sto più con lui che con mi moje”, ride Gigi guardando il collega e consapevole di dire la verità. Poi aggiungono: “Quello che ci unisce qui è la passione, ma soprattutto il fatto che questo posto non ha barriere né etniche né sociali, non ha colori politici, nessuna appartenenza. Qui si fa sport sano, con principi morali che ogni giorno cerchiamo di insegnare ai ragazzi e chiunque è il benvenuto: dai campioni del mondo come Giovanni De Carolis a chi non è ancora mai salito sul ring”.

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Un murales per la Polisportiva “G. Castello”

di Francesca Vitalini

Inaugurato alla presenza di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio Roma VIII, il murales realizzato da Yest con le quartine in rima baciata d’Er Pinto per omaggiare l’esperienza di impegno e di resistenza poco più che cinquantennale della Polisportiva G. Castello in questo territorio.
Un progetto autofinanziato per parlare di sport, educazione sociale e divertimento, per riscoprire, quindi, la funzione sociale dello sport e la capacità del calcio di trasmettere principi puri e valori sani, come riassunto dalle parole dipinte d’er Pinto:
“Quel che il campo mi ha insegnato
Vale più di chi ha segnato
Di ogni coppa o campionato
E di ogni risultato”

La Polisportiva “G. Castello”, si legge nel comunicato diramato dalla società, è oggi la più grande Polisportiva autogestita del Lazio, conta oltre mille soci, centinaia di atleti, più di trenta squadre partecipanti ai campionati federali, decine di dirigenti e tecnici nelle varie sezioni agonistiche e amatoriali.

Di Francesca Vitalini

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Apre Social Market, lo spaccio per chi ha bisogno

Di Ilaria Proietti Mercuri

La pandemia ha scosso gli animi di tutti. È proprio nei momenti di difficoltà però, che si scoprono i gesti di grande altruismo. Dopo il Municipio Solidale, la piattaforma online nata in piena emergenza sanitaria per portare i pacchi spesa a domicilio, scambiarsi informazioni, messaggi di condivisione, usufruire di lezioni per i ragazzi, nelle ultime settimane ha preso vita in alternativa il Social Market della Garbatella, in Via Francesco Passino 12, nei locali adiacenti il centro sociale La Strada.
Ma a chi è rivolto questo sussidio? Non a tutti, ovviamente. Le persone che hanno accesso allo spaccio sono state indicate dai servizi sociali, ci spiega Gabriella. Ognuna di esse ha una sua quota mensile da poter spendere, prendendo ciò che desidera.
Questo ha significato un bel cambiamento. A confermarcelo stavolta è Simone Francescangeli, attivista de La Strada, anche lui volontario del Social Market: <<Il nuovo progetto funziona e ci permette di essere più efficaci ma soprattutto meno invadenti. Perché un conto è consegnare la spesa a casa, entrare nelle vite delle famiglie, per lo più ad orari prestabiliti sia per noi che per loro, un altro conto è farlo in modo flessibile>> e aggiunge, <<cosa che ci rende ancora più felici è che ora le persone non solo possono avere ciò di cui hanno bisogno, ma anche ciò che vogliono. E dare la possibilità di scelta, ci fa uscire dalla dimensione del puro assistenzialismo>>. Inoltre, essendo il mercato all’interno di uno spazio che ospita anche altri progetti sociali, ci spiega Simone, succede che magari quegli stessi nuclei familiari che vengono a fare la spesa, entrano poi in contatto anche con la scuola popolare, il Centro Sociale, La Villetta, lo sportello per il reddito di cittadinanza o l’assistenza migranti, scoprendo gli altri programmi che mettiamo in campo. Nonostante il Social Market sia partito da neanche un mese infatti, già due famiglie si sono interessate alla scuola popolare. <<Insomma, è un vero e proprio intervento a tutto tondo>>, conclude soddisfatto Simone.

Come in ogni cosa però, anche qui si ha qualche difficoltà. La prima che si incontra è proprio quella di mantenere attivo il mercatino: attraverso le donazioni, i volontari, le associazioni. Tra queste ci sono Csoa La Strada, Villetta Social Lab, Solid e Cara Garbatella. A collaborare c’è anche l’Ass. Recup, che si occupa appunto di recuperare gli scarti dei mercati. Ma i gesti bellissimi, in questo periodo, non sono mai abbastanza.

Quindi, questo nuovo Social Market ci porta a pensare principalmente che davanti al cibo ci si ritrova sempre più vicini e uniti. Inoltre è un invito ad aiutare, chi può, questa splendida iniziativa ad andare avanti.

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Ecco i cittadini dell’VIII municipio eletti in Campidoglio

Di Giuliano Marotta

Solo se i mali di Roma saranno affrontati, solo se la parte più oppressa e più debole della società, dai poveri e dagli emarginati agli anziani, dalle borgate ai ghetti della periferia, avranno un peso nuovo su tutta la città, essa potrà essere risanata e rinnovata”; è rileggendo queste parole, pronunciate nel 1979 da Luigi Petroselli, che il neosindaco Roberto Gualtieri è salito al Campidoglio. Riascoltandole oggi non possiamo che ritenerle drammaticamente attuali. La città di Roma negli ultimi quaranta anni ha divorato troppo suolo ed è cresciuta numericamente sia in termini di abitanti che nel numero di autovetture in circolazione, con tutte le conseguenze del caso. E  poi ci sono le tante incertezze che l’attuale emergenza sanitaria ha causato.

Sono trascorsi quasi due mesi dalla tornata  amministrativa al Comune di Roma e la squadra degli assessori è già all’opera per affrontare il programma di cambiamento proposto dal neo sindaco Roberto Gualtieri, sostenuto da un’ampia maggioranza di centrosinistra. Tra gli eletti nell’aula Giulio Cesare e gli assessori nominati troviamo alcuni volti noti del Municipio VIII.

Tra questi, spicca il nome di Andrea Catarci, 52 anni, con delega al decentramento, partecipazione e servizi al territorio per la città dei 15 minuti. Il nuovo amministratore, dal 2006 al 2016, è stato presidente con il centrosinistra del Municipio VIII (fino al 2013 Circoscrizione XI). Già segretario della sezione di Rifondazione Comunista del quartiere Garbatella, ha successivamente aderito a Sel e nel 2020 è stato nominato coordinatore del Comitato scientifico di Liberare Roma. Il lavoro del suo assessorato si svilupperà intorno al progetto di una città “a portata di mano”, dove l’uso dei mezzi privati e pubblici sia ridotto perché ogni persona potrà trovare a “distanza” di quindici minuti tutto quello di cui avrà bisogno (lavoro, attività commerciali, impianti sportivi, strutture sanitarie, scuole, spazi di socialità e cultura), un concetto urbanistico elaborato, importato dalla Francia, per una città sostenibile. Un intervento che per essere sviluppato ha bisogno d’interventi mirati atti a modificare il Piano Regolatore ed una maggiore autonomia per i Municipi.

Sulla città sostenibile punta anche Ferdinando Bonessio, 63 anni, unico eletto della lista Europa Verde, che guiderà la commissione sport, benessere e qualità della vita e sarà vice presidente di quella per l’Ambiente. Alla sua seconda esperienza al consiglio comunale, Bonessio già nel 2006 fu capogruppo dei Verdi nella seconda giunta Veltroni, mentre nel 1993 ricoprì la carica di consigliere nel Municipio  VIII.

Un’altra rieletta con 2100 voti è Valeria Baglio, 48 anni, volto noto nel Partito Democratico del territorio. E’  nell’assemblea Capitolina stabilmente dal 2013 (terzo mandato) e nominata all’unanimità capogruppo del PD; farà parte di tre commissioni: Bilancio, Commercio e Scuola.

Tra le file dei democratici c’è anche Antonella Melito, 36 anni, presidentessa uscente del consiglio dell’ottavo Municipio. E’ subentrata, come prima scelta, a Sabrina Alfonsi e Maurizio Veloccia, a seguito dell’assegnazione degli assessorati. In questa legislatura lavorerà in quattro commissioni: Roma Capitale, statuto e innovazione tecnologica, in quella del Commercio, nella Cultura, politiche giovanili e lavoro e inoltre, ricoprirà il ruolo di vice Presidentessa della commissione Urbanistica.

Con  Sinistra Civica Ecologista è stata eletta Michela Cicculli, 37 anni, anche lei un volto noto nell’ottavo Municipio, in cui ha ricoperto dal 2019 il ruolo di assessora con deleghe al Bilancio, Politiche Giovanili, di Genere e alla Memoria. Nella sua prima volta al consiglio comunale sarà componente di quattro commissioni: Sociale e poi Sport, Benessere e Qualità della vita; è inoltre nominata vice presidentessa della commissione Scuola e presidentessa in quella Pari opportunità.

Tra le file dell’opposizione di Fratelli d’Italia ritroviamo Andrea De Priamo, 50 anni, al terzo mandato. Originario di Poggio Ameno, ha vissuto per molti anni a Baldovinetti, mentre il suo impegno politico è cresciuto alla Garbatella, nella storica sede di via Guendalina Borghese. De Priamo, infatti, fu nominato segretario del “Fronte della Gioventù” della sezione Garbatella-Eur, per poi essere eletto nel 1993 consigliere municipale con il Movimento Sociale Italiano. In questa legislatura sarà presente in tre commissioni: Ambiente, Cultura, politiche giovanile e lavoro e in quella dedicata al Commercio.

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