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I Granai di Roma 70 cambiano volto grazie alla street art

Pulpa Street Art e UAM – Urban Art Music Festival

Pulpa non è un acronimo, ma una parola scelta dagli ideatori di questo progetto di Street Art, i ragazzi dell’Agenzia di comunicazione Spazio 010  (Zero Dieci) tra cui Enrico Peca e Martina Montemagno. Cercavano una parola che fosse onomatopeica per rappresentare qualcosa di pulsante, di popolare, di…”pop”.

Ecco cosa è Pulpa, è linfa vitale che sprigiona dalle immagini di Street Art, stavolta dipinte sulle pareti esterne del Centro Commerciale I Granai, a Roma 70, grazie al Progetto UAM – Urban Art Music Festival.

     

Come nasce il Progetto

Ma andiamo con ordine. È da tempo che varie realtà del territorio chiedono a gran voce spazi da mettere a disposizione dei cittadini tutti e in particolare dei ragazzi che vogliono esperire l’arte nelle sue varie forme, compresa musica e sport.

Ed ecco che un gruppo di persone, tra cui Carlo Bna, contatta il Municipio, Maya Vetri in primis, Assessora alla cultura, e il Presidente Ciaccheri e insieme decidono di lanciare l’idea di utilizzare il Centro Commerciale per il Progetto UAM – Urban Art Music Festival, un museo di Street Art a cielo aperto sui muri de I Granai. Sanno che non sarà facile: bisogna convincere i privati delle varie realtà commerciali, fare riunioni ed essere preparati e tenaci. Ma, dopo un anno, finalmente le loro fatiche sono state premiate ed è arrivato il benestare del Centro.

E allora Spazio 010 può lanciare “Pulpa Festival ai Granai” e chiamare gli artisti per proporre loro il tema che è stato scelto per i murales di Street Art : “La donna nello sport”

Gli artisti

Gli artisti sono: Mr Thoms, Rame13, Giusy Guerriero, Wu Mei, Solo Diamond, Ale Senso, Edoardo Ettorre, Luca Ledda, Alessandra Carloni : 5 donne e 5 uomini.

Ognuno ha scelto un tema: Luca Ledda, che abbiamo trovato intento a dare gli ultimi ritocchi alla sua opera, ha scelto la donna e lo yoga. “Il soggetto – come spiega nel suo cartellone di presentazione – è un omaggio a Jessamyn Stanley, famosa insegnante americana di yoga nota per le sue forme abbondanti che vanno contro tutti gli stereotipi e canoni di bellezza odierni. Il dipinto ha come obiettivo non solo quello di promuovere lo sport e i suoi benefici ma anche quello di essere un monito contro la propaganda estetica promossa dai social network ed i media odierni che ci vogliono fisicamente “perfetti” e performanti.”

Ginevra Giovannoni, in arte, Rame 13 spiega che il suo murale vuole essere un omaggio alle donne del Wind Surf, “disciplina che è molto più di una semplice attività fisica perché incarna la bellezza della natura e la sfida della tecnica. È una via per connettersi con il mare, superare le avversità e scoprire il proprio potenziale. E negli ultimi decenni, il Surf ha visto una crescente partecipazione femminile.”

Per Mister Thoms  “le donne hanno dimostrato eccellenza, talento e forza fisica in una vasta gamma di discipline sportive nel corso degli anni. La partecipazione della donne ha fatto progressi significativi, ma ci sono ancora delle sfide da affrontare. La loro partecipazione promuove l’uguaglianza di genere e garantisce alle future generazioni l’accesso alle stesse opportunità indipendentemente dal loro genere.”

                 

Anche tutti gli altri murales sono molto belli e regalano un’emozione fatta non solo di immagini e colori, ma anche di senso di libertà e di partecipazione.

UAM – Urban Art  Musical Festival si completa

Il progetto UAM infatti non finisce qui: nell’area antistante l’entrata principale, sono stati allestiti spazi per workshop per bambini, con la collaborazione di “Artivismo”, un campo di basket per i più grandi, un palco per i concerti e alcuni stand di street food.

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2024 per la parte musicale si sono esibiti artisti come Rak, Suarez, Dj Ceppo, Fedra, Rosa White, Barbara Coen.

UAM nel futuro

Insomma un grande progetto per creare integrazione e dare spazio alla voglia di socialità di tutte le persone del quartiere, ma soprattutto dei ragazzi.

 Gli organizzatori di UAM vorrebbero che l’utilizzo dello spazio diventasse semi-permanente per dare continuità alle iniziative e certezze ai cittadini.

“Il palco, per esempio, dovrebbe poter rimanere almeno per l’intera stagione estiva il prossimo anno – sostiene Carlo Bna dell’organizzazione – ma stiamo lavorando per questo a stretto contatto con i responsabili del Municipio e speriamo di raggiungere dei buoni risultati.”

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Ad agosto prosegue M’illumino di Teatro a Garbatella

La Garbatella torna a riempirsi di musica e teatro con la terza edizione di “M’illumino di Teatro a Garbatella”, che si svolgerà in piazza Damiano Sauli dal 1 al 7 agosto con spettacoli teatrali e concerti, tutti gratuiti, dalle ore 19:30.

Il Programma

Nel programma ci sono storie divertenti come “Pasticceri io e mio fratello” il racconto di due fratelli molto diversi ma molto uniti nel loro lavoro di pasticceria, di e con Leonardo Capuano e Roberto Abbiati, in scena giovedì 1 agosto.

O anche storie che coinvolgono il pubblico, come “La battaglia dei cuscini” di Gimmi Basilotta e Marina Berro con veri e propri cuscini a disposizione dei presenti che vorranno partecipare alla battaglia il 2 agosto.

E concerti, come quello di Clavdio, con la sua coinvolgente musica Capoverdiana, il 3 agosto, o lo spettacolo misto di teatro e musica della Marlon Banda il 5 agosto, “Trash and Cleaner“.

Per completare segnaliamo anche “Esercizi per combattere se stessi” il 4 agosto di e con Gioia Salvatori e la musica dal vivo di Simone Alessandrini; “Shekspeareology, un’intervista impossibile a William Shakespeare” con Woody Neri, un catalogo di materiali shakespeariani, il 6 agosto.

L’ultimo giorno, 7 agosto, s conclude con “Carmen che non vede l’ora” con Tamara Bartolini e Michele Baronio, la storia di una donna in cerca della sua libertà.

Inoltre, nei giorni 4 e 5 agosto, verrà realizzato il podcast “Pesca Lemon” in collaborazione don Smile Bar di Garbatella; gli ospiti saranno Gioia Salvatori e la Marlon Banda

Come partecipare

Gli organizzatori consigliano di portarsi un cuscino, una sedia, una stuoia da casa per accomodarsi in piazza, come se fosse un pic-nic teatrale, per trascorrere le calde serate estive insieme agli artisti che si esibiranno in piazza Damiano Sauli.

Tutte le attività sono a titolo gratuito ma per un numero limitato di spettatori.

La prenotazione è obbligatoria a: prenota369@gmail.com o via Whatsapp al 371 61610065

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Un modo diverso per celebrare la giornata delle donne a Garbatella

A Garbatella il 10 marzo si continua a celebrare la giornata internazionale della donna.

La via delle donne

Il centro culturale Approdo, infatti, in collaborazione con Donne di Carta e con il patrocinio del Municipio VIII, ha scelto la domenica mattina per proporre un modo diverso per stare insieme: una passeggiata all’interno del reticolo di strade dedicate alle donne del quartiere Garbatella.

Di cosa si tratta

“Sarà un gioco fatto di rebus, quiz, enigmi per scoprire le diverse tappe di questo percorso al femminile – spiega Sandra Giuliani dell’Associazione Donne di Carta – E per sapere di più sulle donne che abitano con le loro storie il quartiere, dove ha sede il centro culturale Approdo”.

Un’indagine, quindi, un itinerario a sorpresa, che culmina in una piccola mostra dedicata alle leggi che hanno cambiato la vita delle donne e a quelle lotte che hanno contribuito a ottenerle e a immaginare per noi tutt* un futuro diverso.

Istruzioni per la giornata

I bambini e le bambine avranno il loro spazio. Per loro è infatti prevista la lettura – discussione sul libro “Nina e i diritti delle donne” di Cecilia D’Elia.

Al termine della mattinata ci sarà un brunch etnico a cura di Hummus Town, per ricordarci che siamo… nel mondo.

“E’ gradita la prenotazione – sottolinea Sandra Giuliani – E poi ecco tre raccomandazioni: 1. portatevi appresso gli uomini; 2. indossate scarpe comode (il tragitto comunque è breve); 3. controllate che i cellulari siano carichi (servono per giocare e non perdersi)”

Per prenotare

Per prenotare inviare una email a: progettoapprodo@gmail.com

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Tra sabbie nere e case popolari si muove l’ultimo romanzo di Massimiliano Smeriglio

di Anna DI CESARE

“Mio padre non mi ha insegnato niente” è un testo lapidario già dal titolo, scelto dall’autore e dall’editore per provocazione. Ma non è un romanzo rancoroso, Massimiliano Smeriglio mette da parte l’odio fin dalle prime battute. “Avrei voluto fargli male” scrive dei suoi genitori, “ma alla fine sono guarito.” Il libro è scritto con un inchiostro che sa di lacrime e sangue, ma l’intento non è recriminatorio: per questo motivo l’autore si è sentito libero di scrivere solo dopo la scomparsa dei genitori. Lo stile affilato rispecchia il vissuto scomodo del protagonista. A colpire è una serie di frasi incipitarie: “facevo anche cose strane”; “era estate, avevo quattordici anni e mi sono perso”; “mio padre era bigamo”, da cui si snoda la narrazione dei vari capitoli. Una narrazione che non va in un’unica direzione ma spesso torna indietro nel tempo, seguendo il flusso anche disordinato della memoria.

Il nuovo romanzo di Massimiliano Smeriglio tenta di ripercorrere le fasi di una formazione personale che però di personale ha davvero poco. Si tratta di una formazione soprattutto “collettiva”, affidata a contesti comunitari, mai alla famiglia o all’individuo. Cortile, piazza, strade e parrocchia sono i luoghi in cui il bambino muove i primi passi. Anche grazie alla forma di aggregazione più semplice e “anarchica” che esista: il pallone contro i muri dei lotti. “In strada si coopera per necessità” scrive l’autore, “non per scelta.” La necessità è dettata a un contesto familiare freddo e privo di stimoli. Il padre assente. La madre “professoressa associata di rimozione”, una donna che riesce a cancellare tutto, figli fatica umiliazioni, tranne la malattia in cui paradossalmente si muove bene, come nella prigione in cui è stata relegata per tutta la vita. Una donna stretta – come molti altri personaggi – in un’esistenza che non vuole e che non rifiuta, non per mancanza di intraprendenza ma per incapacità di immaginare un modo diverso di stare al mondo. Fa pensare a quell’elefante che non si libera dalle catene perché è stato abituato, fin da piccolo, a restare legato. E anche adesso che è grande e grosso e potrebbe ribellarsi senza difficoltà, non si azzarda a muoversi.

Smeriglio ha detto più volte che nel suo libro non c’è niente di metaforico. Di metafore a dire il vero qualcuna ce n’è, talmente potente che è difficile dimenticarla. Come quella del ranocchio caduto nella panna che, a forza di sgambettare, la trasforma in burro e riesce e venirne fuori. Così vivono le persone della borgata, in un mondo dai confini definiti. Il desiderio e l’ambizione sono categorie non contemplate, come i matrimoni d’amore. Fin dal momento del concepimento, il protagonista è un intruso, un indesiderato. Dopo diversi tentativi di aborto autoindotto, il feto genera scandalo, turba l’ordine familiare e dà vita a un nuovo ordine: si appronta in fretta e furia un matrimonio riparatore, un matrimonio non voluto a cui la madre risponderà a colpi di sigarette e il padre intrattenendo, parallelamente, una seconda relazione. Un padre che non è in grado di amare la moglie né di insegnare qualcosa ai figli. A insegnare sono la strada, l’oratorio, il cortile, la maestra Ester o la scuola. La scuola, non a caso, occupa l’ultimo posto nella scala dei valori: per il bambino non desiderato anche lo studio è solo un ripiego, non una fonte di soddisfazione personale.

Sono ricordi in bianco e nero, quelli di Massimiliano Smeriglio. Fotografie scure e fredde come le sabbie nere dell’Idroscalo di Ostia. In questo contesto però germoglia un seme di speranza, di presa di coscienza: lo studio e l’attivismo politico, prima all’istituto tecnico Severi di Tor Marancia, poi alla Sapienza e nei centri sociali; ma anche questo è un processo lungo e non privo di cadute e ripensamenti. “A me la telefonata che cambia la vita non è mai arrivata” scrive l’autore al termine del libro. Nessun deus ex machina stile Dickens pronto a tendere una mano al protagonista e sottrarlo dopo mille peripezie alla realtà ingrata in cui è vissuto. Questo succede nei romanzi, il libro di Smeriglio invece attinge dalla vita vera di un bambino costretto fin da subito a tirare avanti come un adulto, a cavarsela anche di fronte all’episodio agghiacciante della morte di un uomo, a porsi domande sulla responsabilità individuale senza poter parlarne con nessuno. Il primo grande slancio viene solo con l’impegno politico, che si nutre del dolore, degli sbagli e delle umiliazioni passate ma senza livore, anzi con un certo senso della misura. “Non c’è futuro nella resilienza” scrive Smeriglio al termine del romanzo, “ma solo la dimensione edonistica del presente. L’ideologia di rialzarsi in fretta dalle cadute, ignorando la potenza educativa degli inciampi.” Ripercorrere il proprio passato non serve a ritrovare lo slancio aggressivo di chi è stato offeso, ma la fermezza di chi ha fatto esperienza. Un atteggiamento che emerge già nella prima pagina, accanto alla dedica: “Per quello che è mancato, per quello che hanno donato.”

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Nuova presentazione della “ Verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”

di Riccardo CERVELLINI

Il 15 aprile ad Industrie Fluviali il libro di Giorgio Guidoni

Dopo il primo incontro che si è tenuto lo scorso febbraio alla Casa della Memoria e della Storia, arriva la presentazione sul territorio del libro di Giorgio Guidoni “La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”. L’evento, organizzato dal Municipio VIII in collaborazione con Cara Garbatella, avrà luogo il 15 aprile alle ore 18.00 presso le Industrie Fluviali, in via del Porto Fluviale 35. Con questo saggio l’autore ha finalmente fatto luce su uno degli episodi più controversi e da sempre ritenuti dubbi dalla storiografia resistenziale romana. Si tratta della vicenda, nota come l’eccidio del Ponte dell’Industria, riguardante le dieci donne trucidate dai nazisti la mattina del 7 aprile 1944, esattamente ottant’anni fa, colpevoli di aver assaltato insieme ad una folla affamata il forno Tesei a poche decine di metri dal ponte, lato via Antonio Pacinotti, che faceva da base di rifornimento ai soldati tedeschi. Il tragico fatto viene celebrato annualmente con la deposizione di una corona alla memoria sulla lapide che porta i nomi delle dieci donne. Giorgio Guidoni, appassionato di storia locale, attraverso un accurato lavoro d’archivio e testimonianze dirette dei parenti è riuscito a ricostruire le vite delle dieci presunte vittime scoprendo che nessuna di loro trovò la morte in quell’occasione. Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo decisivo nella Resistenza contro gli occupanti, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile. Sul palco insieme all’autore non mancheranno personalità di rilievo, a partire dalla presidentessa dell’Irsifar Paola Carucci, la conduttrice televisiva e docente di Storia contemporanea all’Università di Tor Vergata Michela Ponzani e il giornalista e scrittore Gianni Rivolta direttore di Cara Garbatella. A rappresentare le istituzioni, Maya Vetri, assessora alle Politiche culturali dell’VIII Municipio.

La ricerca di Guidoni è partita da una lista di nomi presi dall’unica fonte che racconta di quella drammatica mattina del ’44, un testo del giornalista e scrittore Cesare De Simone, ormai deceduto, uscito nelle librerie nel 1994, cinquant’anni dopo l’accaduto. Nonostante De Simone descriva con dovizia di particolari e rimandi alle fonti i nove mesi di occupazione tedesca a Roma, proprio su questo specifico episodio non fornisce documentazione a tuttoggi riscontrabile. Riporta solo di aver visto personalmente un mattinale della Questura dell’aprile di quell’anno depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato, tuttavia irreperibile. Inoltre, anche l’autorevole storico Gabriele Ranzato nel suo saggio “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, aveva già avanzato forti perplessità, poi ribadite nell’incontro avvenuto alla Casa della Memoria, sulla veridicità dell’accaduto in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione e nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, avevano mai rivendicato i corpi di quelle donne.

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La Regina Viarum patrimonio dell’umanità

A luglio arriverà la decisione della commissione Unesco

Con oltre 600 km di lunghezza e quattro regioni attraversate, l’Appia Antica merita davvero il nome che le diedero i romani: Regina Viarum. Il prossimo luglio arriverà il verdetto della commissione UNESCO che sta valutando di nominare il sito patrimonio dell’umanità. Un patrimonio universale che però ha radici nell’VIII Municipio di Roma, dove all’interno del Parco dell’Appia Antica corre un tratto particolarmente notevole di questo tracciato.

“Bisogna ricordare che il Parco dell’Appia Antica rappresenta la porzione maggiore del Municipio VIII” ha detto il capogruppo municipale del PD Flavio Conia.

Ebbene sì: il 70 per cento del Parco appartiene a questo municipio, mentre solo il restante 30 per cento cade nel VII. “Se l’amministrazione locale avesse l’autonomia decisionale di una media città italiana” ha proseguito Conia, “potremmo fare molto per valorizzare questa immensa ricchezza. Al momento mancano persone e risorse.”

Ma manca anche altro. Non esiste un ingresso ampio che permetta ai cittadini di accedere comodamente all’area, come quello di largo Tacchi Venturi nel Municipio VII, il giusto riconoscimento del valore dei resti archeologici: la villa di Massenzio, per esempio, non partecipa alla notte dei musei, perché priva di illuminazione e vincolata all’orario di apertura e chiusura dei parchi pubblici. “A fronte di queste problematiche, il Municipio non deve lasciar carta bianca agli enti” ha ribadito Flavio Conia. “Dobbiamo giocare una partita alta com’è alta la posta in gioco.”

E la posta in gioco è davvero ambiziosa. Se il verdetto della commissione UNESCO sarà positivo, l’Appia Antica diventerà un patrimonio mondiale, meta di turismo anche internazionale. Tutto inizia il 5 maggio 2022, quando l’allora ministro Dario Franceschini avvia l’iter per la candidatura. Nel febbraio 2023, un ulteriore passo: viene depositato a Parigi un dossier con i requisiti del sito, in parte redatti dalla Sovrintendenza capitolina e dagli uffici tecnici dei Municipi I, VII e VIII. Dal 10 al 30 settembre scorso il dottor Sanjin Mihelic, delegato dell’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites), ha effettuato sopralluoghi lungo i 22 tratti più rappresentativi dell’antica via, tra Puglia, Basilicata, Campania e Lazio, per terminare nel Parco dell’Appia Antica, che i residenti del Municipio VIII hanno proprio dietro casa.

A luglio si attende il verdetto, ma c’è ancora molta strada da fare

“Nella delibera Caput Mundi del Ministero della Cultura sono previsti interventi coi fondi Pnrr sul parco dell’Appia Antica” ha ricordato Monica Rossi, presidentessa della commissione cultura, “tra cui la valorizzazione del parco degli acquedotti, della villa di Capo di Bove, della dimora grande e piccola sulla basilica di San Sebastiano.”

È stata anche promossa una piattaforma digitale (MuviAppia) con una mappa interattiva dei siti di maggiore interesse. L’intenzione è dare nuova vita alle catacombe, agli scavi archeologici, alle ville, ai mausolei e anche alle Fosse Ardeatine, che si trovano lungo il perimetro del parco.

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“La memoria delle Emozioni” Tappa romana al Teatro Palladium

Quanti hanno sentito parlare del Paese Ritrovato ? “La memoria delle emozioni” è un docufilm che racconta di questo posto speciale.  E sabato 9 marzo p.v. il Teatro Palladium accoglierà la proiezione di questa opera cinematografica presentata al Festival di Venezia ed ora candidata ai David di Donatello.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’associazione Alzheimer Uniti Roma Aps ed è patrocinato dal Municipio VIII del Comune di Roma.

Il tema del docufilm

“Ne La memoria delle emozioni sono approfondite, grazie a filmati, interviste e storie inedite, le vicende di alcuni residenti del Paese Ritrovato, un villaggio vicino Monza dove vivono persone con Alzheimer – spiega il regista Marco Falorni – Queste persone, con  grande umanità, ci fanno conoscere la loro vita che attraversa momenti di fragilità ed altri più sereni e divertenti.”

Oltre al racconto in prima persona dei residenti, ci sono testimonianze di familiari e di persone che si occupano di chi vive al Paese Ritrovato.

Viene anche coinvolta una voce autorevole come quella del professore Marco Trabucchi e intervengono, con le proprie esperienze familiari, personalità dello spettacolo come  Giulio Scarpati e Diego Dalla Palma.

Tra i protagonisti del documentario c’è anche Enrico Ruggeri con la sua musica. Ruggeri, infatti, ha voluto ambientare proprio al Paese Ritrovato il videoclip del suo ultimo brano “Dimentico”, realizzato da Libero Produzioni e ispirato ad una persona con Alzheimer.

La produzione è di Rai Documentari insieme a Libero Produzioni.

Il tour

La Memoria delle Emozioni sta compiendo un tour in tutta Italia. E’ già stato presentato in diverse città come Milano, Venezia, Monza, Bergamo, Varese.

Inoltre la produzione ha attivato un sito sul quale si possono vedere date e luoghi futuri e  proporre nuove location dove proiettarlo.

E’ un modo per sensibilizzare le persone al tema della malattia e a superare lo stigma che porta i malati e le loro famiglie all’isolamento dalla società.

Il Paese Ritrovato

Il Paese Ritrovato è un progetto che rivoluziona la cultura della cura – spiega Marco Fumagalli della Cooperativa La Meridiana – E’ un villaggio alle porte di Monza che accoglie 64 persone con Alzheimer, una vera e propria cittadina con strade, giardini, cinema, teatro e negozi, come il parrucchiere e il bar, e c’è anche un orto”.

Il villaggio è stato inaugurato nel 2018 grazie al lavoro della Cooperativa La Meridiana che da oltre 45 anni si occupa di assistere e curare le persone anziane, ma anche grazie all’aiuto di cittadini, imprese, enti, associazioni, istituzioni.

La tavola rotonda

Subito dopo la proiezione è prevista una tavola rotonda con il regista , rappresentanti della Cooperativa La Meridiana, di Libero Produzioni, Rai Documentari e altri ospiti.

Parteciperanno, tra gli altri, il Dr Paolo Marin, Presidente dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma Aps, e la Prof Luisa Bartorelli, che esporrà il progetto “Garbatella, Comunità amica delle persone con demenza”, sostenuto dal Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, per una comunità attenta ai bisogni dei più deboli.

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Garbatella Biblio Expò Junior all’Approdo

Il Centro culturale L’Approdo a via Magnaghi accoglie dal 26 al 28 maggio 2023 le novità librarie destinate a bambini e bambine e a ragazzi e ragazze provenienti dalla Fiera di Bologna. L’evento, organizzato dall’Associazione Donne di Carta,  è in collaborazione con alcune case editrici che hanno accolto con entusiasmo e spirito solidale l’appello loro lanciato.        Si tratta di Edizioni Corsare, Il Barbagianni, Telos Edizioni, Orecchio acerbo, Sinnos, Uovonero, All Around Edizioni, Atmosphere e Anicia Edizioni.

L’importanza dei libri per ragazzi

“Per la fascia d’età  4/13 anni, leggere è ancora un’attività di scoperta e di meraviglia – dichiara Sandra Pranzo Giuliani – un mezzo per stimolare immaginazione e acquisire conoscenza e anche uno strumento potente di socialità. Rinforzare queste basi accompagnando il lavoro prezioso che si fa a scuola e nelle famiglie è il compito delicato di questa piccola Fiera organizzata nel nostro Centro Culturale Approdo, proprio nel cuore della Garbatella storica.” La Giuliani sottolinea anche il grande impegno di volontariato su cui il Centro Culturale si basa e che coinvolge in primis l’associazione Donne di Carta  e Scuolaliberatutti , oltre alle altre associazioni che cogestiscono lo spazio sociale.

Il taglio del nastro

Durante la manifestazione si alterneranno diversi autori e autrici che presenteranno libri e leggeranno brani per i piccoli ospiti: Barbara Iannini, Simonetta Lambertini, Roberta Leporati, Nonno Ube.

L’evento è patrocinato dal Municipio VIII : il taglio del nastro alle ore 09:30 del 26 maggio è affidato al Presidente Amedeo Ciaccheri, alle assessore Maya Vetri e Francesca Vetrugno. Saranno presenti gli alunni delle classi 2F-2G della scuola primaria Alonzi (IC Piazza Sauli).

Il programma

Un programma denso di proposte, con “letture animate” a cura di Telos Edizioni e “letture magiche” a cura di Donne di Carta. Ma anche tanti laboratori: quelli di musica,  o “l’indovinello della tigre”,  o “animali bellissimi” per i bambini e bambine della scuola primaria.

Inoltre, il 28 alle 10:30 una Tavola rotonda su un tema importante ovvero:  “La Letteratura per ragazzi riesce ancora a competere con il digitale? E per quali fasce di età si può parlare ancora di lettura?”.

Al dibattito, con Silvia Bazzocchi dell’Associazione Donne di Carta che farà da moderatrice,  parteciperanno Amalia Maria Amendola (CEPELL), Lucia Antonelli (AIB LAZIO), Maurizio Caminito (FORUM DEL LIBRO), Rosaria Carbone (ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO) e Ottavia Murru (NATI PER LEGGERE).

Per info e prenotazioni ai laboratori: progettoapprodo@gmail.com

Svelata la sorpresa

Ed è stata anche svelata la sorpresa annunciata nel programma: si tratta del libro per ragazzi sulla vita di Gino Strada, Diario di un sogno possibile, presentato da Emergency domenica 28 maggio alle 15:30.

E ad allietare le serate ci saranno anche eventi musicali per giovani e adulti.
Si inizia il 26 maggio alle ore 19:00 con il Duo acustico Moonlit Floor.

Qui di seguito il programma completo.

 

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Dams Music Festival al Palladium

Torna il DAMS Music Festival al Teatro Palladium con concerti e incontri tra musica classica, world music, jazz, rap e musica popolare.

 Il Festival

Accanto a ricercatori e docenti provenienti dalle università italiane, si confrontano artisti affermati, esperti e giovani promesse, affrontando vari argomenti, come i confini tra musica e immagine nella cultura digitale, tra culture e linguaggi espressivi, tra musica classica e musica popolare.

Secondo il Professore Luca Aversano, ideatore della manifestazione,  “il DAMS Music Festival intende costruire e rappresentare un’area interattiva tra le dimensioni della ricerca, della formazione e della creazione/produzione nel campo della musica, con particolare attenzione al mondo dei giovani, della scuola e dell’università”.

La musica nelle Università

E in quest’ottica è prevista anche la presentazione di un’indagine realizzata in collaborazione con ADUIM (Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica) e ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) e dedicata alla posizione della musica nelle università italiane.

I Protagonisti

Tra i protagonisti che si alterneranno sul palco: il trombettista Fabrizio Bosso, il rapper Amir Issaa, Sandro Cappelletto e Matteo D’Amico, la Stetson University Chamber Orchestra, l’orchestra indonesiana Gamelan Gong Wisnu Wara, l’Orchestra giovanile Fontane di Roma, il Trio Hermes e Mario Incudine e Sergio Bonanzinga.

Date e orari

Ed ecco le date e gli orari:

09 Maggio h. 15.00

10 Maggio h. 17.00

11 Maggio h. 17.00

12 Maggio h. 17.30

13 Maggio h. 18.00

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Le lotte delle donne all’Archivio Flamigni

“Gli anni dei diritti”, di questo si è discusso nell’incontro del gruppo Nannarella che si è tenuto mercoledì 3 maggio presso l’Archivio Flamigni, a Garbatella.

Il Gruppo Nannarella

Il gruppo è composto da donne provenienti dal mondo del diritto, del sindacato, della scuola e del lavoro. Donne che hanno partecipato alle lotte femministe per l’applicazione di quanto recita l’articolo 3 della nostra Costituzione : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

“Ci sono voluti tanti anni per mettere in moto un cambiamento che portasse all’applicazione di quella norma – dichiara Alba Orti, fondatrice di “Nannarella” – e la realtà è che siamo ancora in cammino”.

A tutti i partecipanti è stato consegnato all’ingresso un foglio con l’elenco delle leggi per il riconoscimento dei diritti delle donne, in ordine cronologico di approvazione.

Gli interventi di introduzione

Alessandra Bailetti, dirigente sindacale e attivista femminista, ha ricordato gli anni delle lotte con cui le donne hanno rivendicato i consultori, gli asili nido, la parità di trattamento nei contratti di lavoro, e anche il diritto al divorzio. E Alba Orti, attivista femminista, ha ricordato con commozione il giorno in cui da bambina ha accompagnato le donne della sua famiglia a votare per la prima volta il 2 giugno del 1946 per scegliere la Repubblica e cancellare la monarchia.

Le prime Magistrate donne

Sono stati anni di lotte fondamentali, ricorda Gabriella Luccioli, prima donna a vincere un concorso in Magistratura. Il tutto cominciò grazie ad una laureata in legge, Rosanna Oliva, che nel 1960 presentò domanda per partecipare al concorso di magistratura, ben sapendo che non sarebbe stata accettata in forza di una legge del 1919 che escludeva le donne dall’esercizio della professione di magistrato e di giudice.

La Oliva oppose ricorso, e intraprese un’azione legale facendosi rappresentare dal Professor Mortati con cui si era laureata. Il Consiglio di Stato sollevò l’incostituzionalità della legge del 1919 ai sensi dell’art. 3 della Costituzione, e la Corte Costituzionale, nel 1960, emise la sentenza che eliminò le discriminazioni di genere per l’accesso ai pubblici uffici.

Così finalmente, nel 1963, il concorso per magistrati venne aperto alla partecipazione delle donne, e otto di loro lo vinsero, fra cui la stessa Luccioli. “All’inizio dovemmo assumere l’unico modello di comportamento esistente, quello maschile. Ed eravamo anche molto rigorose, consapevoli che, al minimo errore saremmo state tacciate di incapacità – dichiara la Luccioli – Poi, con la forza dell’esperienza creammo un altro modello di essere giudici che riflettesse la specificità di genere, inserendo altri valori, comportamenti e punti di riferimento diversi”.

Ora i concorsi di magistratura sono vinti in percentuale maggiore da donne rispetto agli uomini, ma questo non significa che la parità è stata raggiunta. Nelle funzioni direttive infatti le donne rappresentano solo il 23%. Però finalmente oggi c’è una donna come Primo Presidente del Consiglio Superiore di Magistratura, Margherita Cassano, eletta a febbraio 2023.

La legge 194 e gli altri diritti

Tra i tanti interventi, quello di Luigina De Santis, sindacalista, che ha richiamato l’importanza delle lotte per l’ottenimento della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza per una maternità consapevole. Ed ha sottolineato quanto sia importante oggi l’impegno di tutte per proteggere questa legge.

E ancora Patrizia Sentinelli, insegnante, che ha ricordato gli anni in cui le insegnanti erano tutte donne, ma i presidi tutti uomini, e le lotte per rompere la predestinazione sociale nella scelta dello studio, soprattutto fuori della grande città, là dove le donne erano per lo più indirizzate solo verso istituti professionali femminili.

E ancora Armanda De Angelis, operaia metalmeccanica, Maria Rosalba Mereu, attrice sindacalista, Sara Tuffaro, rider: ognuna ha portato la propria testimonianza delle lotte al femminile negli ambienti di lavoro e nella società. In particolare quello della Tuffaro, la più giovane relatrice, ha evidenziato come il mondo dei riders costituisca un enorme passo indietro nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori tutti, e delle lavoratrici in particolare per l’assenza di tutele.

Le conclusioni

“Il cammino è ancora lungo – sostiene Alessandra Bailetti – ma noi abbiamo il dovere della memoria e del passaggio di consegne alle generazioni future per la continuità. Ed è per questo che è molto importante il nostro impegno presso l’Archivio Flamigni. La documentazione della nostra storia è la base del nostro futuro”.

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Obiettivo Italia-Censimento fotografico a Moby Dick Garbatella

Oggi  3 e domani 4 maggio,  presso la Biblioteca Moby Dick a Garbatella si scattano foto a chiunque avrà voglia di partecipare al censimento fotografico organizzato dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – in collaborazione con l’ISTAT- Istituto Nazionale di Statistica.

Obiettivo Italia – I set  della FIAF nei luoghi pubblici

In tutta Italia invece i set fotografici saranno allestiti il 6 e 7 maggio. Saranno 200 set fotografici per un affresco corale ampio della popolazione nazionale mediante migliaia di ritratti fotografici.

“In tre quarti di secolo dal 1948 anno della sua Fondazione la FIAF ha fatto la storia della fotografia amatoriale italiana mostrandosi sempre pronta a monitorare e a interpretare i vari processi culturali attraversati nelle diverse fasi storiche” spiega uno degli organizzatori. “Il censimento fotografico ha infatti una notevole rilevanza anche per discipline quale l’antropologia culturale e sociale, la sociologia, la demografia, la statistica”.

Gli standard degli scatti

Nei vari set allestiti nelle piazze e nei luoghi pubblici della penisola ogni individuo sarà fotografato secondo uno schema iterato con metodo e rigore,  senza sfondi e  distrazioni visive. A Moby Dick i fotografi stanno già lavorando con chi si presenta per essere fotografato.

Il mosaico finale

L’ampio corpus di immagini formeranno un mosaico finale che fornirà un ritratto dell’odierna società italiana e della sua composizione con preziosi risvolti culturali sociali e di costume. Grazie a queste foto, fra venti – trenta- cinquanta anni diremo ecco come erano gli italiani degli anni venti del XXI secolo.

Come partecipare

Per partecipare basta recarsi a Moby Dick oggi o domani , rilasciare la liberatoria e compilare un questionario molto semplice e assolutamente anonimo, con indicazione di età, titolo di studio, professione , comune di residenza e composizione familiare. L’ultima domanda che sarà rivolta è la più interessante: “Nell’ultimo mese quanto spesso ti sei sentito felice ?”

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Iovane e Pilar raccontano Luigi Tenco al Palladium

Lo scrittore, giornalista e conduttore radiofonico Antonio Iovane e la cantautrice Ilaria Pilar Patassini portano in scena il 1° marzo al Teatro Palladium il racconto delle ultime ore di vita di Luigi Tenco.

       

Il reading musicale e teatrale è incentrato sul libro Un uomo solo dello stesso Iovane, con la regia di Laura de Strobel.

Il libro di Iovane

Lo scrittore si fa voce narrante dello stesso cantautore, cercando di ricostruire le ultime ore fatali, ma anche la sua vita. Testimonianze, vecchie interviste, ricordi, tutto viene utilizzato per ricostruire quella giornata di Tenco facendoci entrare nei suoi tormenti, nei suoi pensieri, nei suoi dubbi.

E forse la rabbia più grande è proprio quella di aver ceduto alla lusinga di voler essere conosciuto dal grande pubblico, tramite la partecipazione a quel Festival di San Remo che invece era così lontano da sé e dalle sue idee.

Lui, ossessionato dalla mediocrità, vuole piacere ad un pubblico che non gli piace. E questa contraddizione lo distrugge fino a portarlo al suicidio.

La tragica fine di Tenco

Tenco, nel suo biglietto di addio scrisse di togliersi la vita “come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale”. Era il 26 gennaio 1967.

Quel gesto sconvolse l’Italia intera, ma non il carrozzone dello spettacolo di Sanremo. Mike Bongiorno, il presentatore di allora, infatti aprirà la sera successiva con “una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone” e senza il minimo dubbio darà il via alla sequenza di canzoni, segnando il festival con il peggiore the show must go on.

Le canzoni e la voce di Pilar

Le letture sono intervallate da canzoni di Tenco e di Dalidà, interpretate dalla voce calda e intensa di Pilar che ha recentemente presentato il suo ultimo album alla Casa del Jazz.

Le canzoni scelte per il reading sono, Ciao amore, ciao, presentata da Luigi Tenco al Festival, Lontano, lontano, Mi sono innamorato di te, oltre ad altre della stessa Dalidà.

La cantante francese che aveva avuto un rapporto intenso e problematico con Tenco, resterà segnata a vita da questa vicenda e avrà una vita travagliata. Una esistenza difficile che terminerà con lo stesso tragico gesto, dopo diversi anni.

Meglio prenotare

Lo spettacolo andrà in scena il 1° marzo alle ore 19:00 e sarà ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. E’ pertanto consigliata la prenotazione all’email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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“Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre” al Teatro Palladium

Il prossimo 28 febbraio parte la rassegna “Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre”.

Grazie alla collaborazione tra l’Università, la Fondazione Teatro Palladium, Rai Radio 3 e Rai Play Sound, nasce l’idea di trasmettere dal vivo, ovvero dal palco di un teatro, alcune trasmissioni che poi ognuno potrà riascoltare in podcast dove e quando preferisce. Di seguito viene fornito anche l’indirizzo del contenitore di ogni podcast, cliccando sul titolo di ciascun appuntamento.

Gli incontri saranno cinque, nell’ambito della sezione “Materia Prima” della stagione 2022-2023 del teatro Palladium, tutti gratuiti fino ad esaurimento posti.

Il primo incontro

Si inizia con “Lo strumento è la mia casa e, tra esibizioni di musica dal vivo, aneddoti e racconti, si parlerà del rapporto dell’artista con il proprio strumento. Valerio Corzani – musicista, autore, conduttore radiofonico – si interfaccerà con Giovanna Famulari, violoncellista di fama internazionale, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di ascoltare anche alla Villetta in un concerto con Tosca

La tesi di cui si argomenta è che “lo strumento musicale diventa spesso la casa accogliente dell’interprete, quella dove il musicista preferisce abitare”. Si parlerà dei tic, delle idiosincrasie, delle abitudini imprescindibili che legano il musicista allo strumento e anche di come questo legame sia in funzione del tempo.

Gli altri appuntamenti

Gli altri appuntamenti saranno, sempre di martedì:

Meglio prenotare

Come per tutti gli spettacoli gratuiti, il Teatro Palladium consiglia la prenotazione all’indirizzo email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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“Ve l’avevo detto io” spettacolo in romanesco alla Casa di Riposo delle Suore in via delle Sette Chiese

Doveva andare in scena a marzo del 2020, in occasione dei 100 anni della Garbatella, ma per le note vicende pandemiche, lo spettacolo “Ve l’avevo detto io” è stato più volte posticipato e ora finalmente andrà in scena domenica 12 febbraio alle ore 16:30 al teatro dell’Istituto delle Suore di Gesù Eucaristico, a via delle Sette Chiese, 91. 

La trama

La storia si svolge in un ipotetico mercato di Garbatella, con tanto di allestimento di bancarelle: quella del pane, della frutta, del pesce e la merceria. I commercianti dialogano tra loro in dialetto romanesco, ed è a loro che si rivolgono tre signore ”chic” provenienti da piazza Bologna, attirate dalla fama che ha raggiunto nel tempo la direttrice della Casa di Riposo, Suor Cecilia.

      

Infine, sotto al palco, una “senza tetto” e una barista ascoltano con gli altri protagonisti,  la storia dell’Istituto e dell’Ordine di Suore di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della fondazione, storia raccontata da una signora che presta volontariato in Istituto. Ma la parte più divertente è riservata alle scaramucce amorose tra i pesciaroli e la fruttarola, e al racconto di un po’ di storia della Garbatella.

Il cast degli attori e la regista

Gli attori sono dilettanti, figlie e figli delle ospiti della casa di riposo, così come l’autrice e regista Maria Cristina Fattori e tutto lo staff dell’organizzazione. Sul palco sono presenti anche due ospiti permanenti, tutti trasformati in attori e attrici dalla pazienza di Maria Cristina e dal supporto di Suor Cecilia, che non ha mai voluto accantonare il progetto, nonostante le tante difficoltà.

La musica

Il racconto è accompagnato dalla musica e dai canti di canzoni orecchiabili e divertenti  scritte da Renato Di Benedetto, musicista e instancabile animatore dell’Istituto.

La prima canzone si intitola proprio “Er mercato” e consente a ciascuno dei commercianti di presentarsi. L’ultima è “Ve l’avevo detto io”, cantata dalla clochard con il coro di tutti gli attori, che termina così:

“A Garbatella sempre/si avvera il tuo sogno……../qui te poi fermà/ar centro sei der mondo”

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Lezioni di arte e fotografia alla Biblioteca Arcipelago a Montagnola

Una grande occasione per gli abitanti del Municipio VIII quella offerta dalla Biblioteca di via Benedetto Croce. Potranno infatti ascoltare Patrizia Genovesi, nota fotografa, regista e sceneggiatrice, che si dedicherà al racconto delle opere di tre famosi artisti.

 

Van Gogh

Il primo sarà Van Gogh, il 9 febbraio alle 17.30. Di  questo pittore, oltre al suo percorso artistico, alla sua tecnica rivoluzionaria e sorprendente, sarà interessante ascoltare i suoi rapporti con l’allora nascente fotografia, cui la Genovesi dedicherà particolare attenzione.

La docente

La fotografia è infatti uno dei principali campi di interesse di Patrizia Genovesi, i cui scatti di premi Nobel, tra cui Rita Levi-Montalcini, John Nash, Richard Ernst, ed altri, sono stati pubblicati sul sito del Premio Nobel di Stoccolma. Altre sue fotografie si trovano nei musei in Belgio, Polonia e a New York.  Patrizia Genovesi si occupa anche di formazione professionale ed accademica. Grazie alla sua collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre si deve la realizzazione di queste tre masterclass, patrocinate dal Municipio VIII.

Le altre Masterclass

A quella del 9 febbraio, seguirà il 2 marzo una masterclass dedicata al fotografo brasiliano Sebastião Salgado, le cui bellissime foto dell’Amazonia sono state esposte a lungo al Maxxi di Roma lo scorso anno. E infine, il 13 aprile, l’ultima lezione sarà dedicata all’incisore e grafico olandese M.C. Escher, famoso per le sue geometrie impossibili.

L’ingresso è gratuito.

Per prenotazioni e informazioni scrivere alla email della biblioteca: ill.arcipelagoauditorium@bibliotechediroma.it

 

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Un'”Amara” storia di borgata al Teatro Garbatella

La guerra è finita da poco, la voglia di ricominciare c’è, ma la povertà è tanta nella borgata romana dove è ambientato “Amara”. Lo spettacolo di Davide Mastinu che va in scena al Teatro Garbatella, a Piazza Giovanni da Triora, dal 27 al 29 gennaio racconta le storie di personaggi che vivono vicino al fiume Aniene, in baracche di legno e lamiera, alloggi che fanno da cornice alla povertà accanto ai nuovi palazzi in costruzione.

La storia, i personaggi e gli attori

‘’Amara’’ è la storia di Renato e Teresa, di Maria e Rosa, e di un colto forestiero di nome Pier Paolo. Le loro vite si intrecciano fra la violenza di Renato (Stefano Ambrogi) che costringe sua moglie Teresa (Nadia Rinaldi) a prostituirsi, e le speranze di Maria (Martina Zuccarello) una ragazza venuta dal sud a cui i tedeschi per vendetta hanno trucidato i genitori.

Pier Paolo (Michele Capuano), sopravvissuto ad una sterile borghesia a cui sente di non appartenere, incontrerà Maria e deciderà di scrivere in quei luoghi “un libro che passerà alla storia”.

E infine c’è Rosa (Germana Tifani), che da San Lorenzo finisce in borgata, dopo che nel bombardamento del suo quartiere, il 19 Luglio ’43, ha perso tutto. Lei fra tutti è quella che aspira di più al cambiamento, vuole riprendersi la sua dignità ed andarsene a tutti i costi da lì, puntando a vivere nei palazzi di nuova costruzione. Le tre donne sanno intendersi bene, hanno un piano segreto. Ma la storia riserva sorprese che stravolgeranno l’intero mondo dei personaggi.

La nota dell’autore

“Un intreccio di vite, di sogni, di speranze e rassegnazione di donne e uomini che lottano per non affogare nella meschinità del proprio destino. Come in un film di Pasolini.”   Non è un caso che il forestiero si chiami Pier Paolo.

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A Tor Marancia il primo murale sulla parità di genere

E’ stato inaugurato ieri a Tor Marancia “Consapevolezza”, il murale realizzato sulla facciata del Liceo Artistico Caravaggio a via C.T. Odescalchi.

L’opera

“Consapevolezza”, così lo ha intitolato la realizzatrice, Rame 13, firma nota della Street Art, chiamata da Livia Fabiani, Presidente dell’Associazione VenUs che favorisce l’empowerment femminile attraverso l’arte urbana.

Il murale, realizzato anche grazie al bando Vitamina G della Regione Lazio, rappresenta un’immagine femminile che vuole evocare la parità di genere, l’uguaglianza e i diritti, come recitano le scritte sopra la sua testa. Da questa partono corna possenti, che rappresentano la forza e il coraggio, attribuiti in genere all’immaginario maschile e qui ribaltati invece a favore della possenza femminile, in tutti i suoi ambiti. La donna-dea è anche simbolo di vita, simboleggiata dalla pianta piena di germogli che tiene tra le mani. “Sono i germogli dell’amore e della crescita – spiega la Dirigente Scolastica Adele Bottiglieri – e per questo richiamano anche l’importanza della scuola per i giovani. Ed è molto significativo, soprattutto nel momento storico in cui stiamo vivendo, che sulla facciata principale di una scuola ci sia questa immagine così potente di una donna libera, accogliente e inclusiva.”

“Questo murale non è semplicemente un’opera di street art – ha sottolineato Maya Vetri, Assessora alla Cultura del Municipio VIII – ma è un messaggio agli studenti, a tutte le persone che passano e alla città intera”.

L’artista

Rame13,  è un artista toscana che dal 2016 si dedica alla urban art con particolare interesse ai murales, partecipando a progetti e festival nazionali e internazionali e realizzando opere uniche e suggestive, come quella inaugurata da poco tempo a Largo Veratti sempre in VIII Municipio, dedicata alle scienze.

     

L’associazione Venus

L’Associazione VenUs  rappresenta una giovane realtà che si occupa di arte urbana e che sta crescendo nella presenza e nel coinvolgimento sul territorio.

“Quello dell’arte urbana – puntualizza la presidente Livia Fabiani – è un settore in cui le donne sono comunque poche e dove stereotipi e limitazioni su base di genere creano difficoltà di lavoro. La nostra visone è invece promuovere la parità nel mondo dell’arte e sensibilizzare ragazze e ragazzi, contrastando le disuguaglianze e colmando il divario di genere”.

Ecco quindi l’importanza di dedicare il murale “Consapevolezza” ai giovani perché crescano nell’accettazione e nell’aiuto reciproco. Giovani con cui VenUs intende continuare a lavorare per scoprire insieme nuove forme artistiche che possano appassionarli e, in futuro, diventare anche il loro lavoro.

 

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È Mariella Tarquini la presidente della consulta disabilità e salute mentale del Municipio VIII

Mariella Tarquini, già nota per il suo impegno come presidente della Rete SupeRare, un comitato nazionale composto da famiglie e operatori del settore disabilità, è stata eletta all’unanimità presidente della Consulta territoriale.

Insieme a Mariella Tarquini è stata nominata anche la vicepresidente Cinzia Branca e il consiglio direttivo composto da cinque componenti: Francesca Daniele, Marco Gesmundo, Alessia Niolu, Antonio Pelagatti e Marco Tripepi.

Le dichiarazioni della neoeletta

«Questa nuova consulta, che per la prima volta inserisce nel nome anche il tema della salute mentale, intende rafforzare il rapporto già instaurato con le cariche istituzionali, con gli uffici del Municipio e con l’Asl territoriale, per migliorare l’integrazione socio sanitaria di ogni individuo – ci spiega la presidente Tarquini – Lo scopo dell’organismo, come citato nell’Articolo 1 dello Statuto, è quello consultivo, propositivo, di indirizzo e di controllo attraverso cui le istituzioni valorizzano e promuovono la partecipazione diretta e attiva di tutte le persone allo sviluppo e al miglioramento della qualità delle politiche a favore delle persone con disabilità o con problemi mentali e delle loro famiglie.

Inoltre, – prosegue – è necessario continuare a svolgere piani d’intesa e collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali, attraverso espressioni di pareri e formulazione di proposte e alla realizzazione delle iniziative concernenti la materia.

Infine, – conclude Tarquini – l’assemblea della consulta si è organizzata in gruppi di lavoro. Nella precedente consulta io ero referente del gruppo settore educativo, ora i gruppi andranno rimodulati perché abbiamo molti nuovi iscritti e, come organismo di partecipazione attiva, è nostro primario interesse la piena condivisione degli obiettivi e dei lavori tra tutti gli iscritti.  Nei prossimi giorni faremo le prime riunioni per costruire al meglio tutta la progettualità».

I commenti del presidente Ciaccheri e dell’assessora Aluigi

«Desidero complimentarmi – commenta il presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri – con la neopresidente e la vicepresidente e augurare buon lavoro a tutte e tutti i membri del nuovo consiglio direttivo. Il Municipio da sempre valorizza i luoghi di partecipazione e siamo contenti che dopo un periodo di vacatio, che però ha visto la continuità del lavoro della consulta, si ravvivi un organismo così importante per progettare una città diversa davvero a misura di tutte e tutti».

«Faccio gli auguri di buon lavoro – afferma Alessandra Aluigi, assessora municipale al Sociale – alla nuova presidente e a tutta la consulta. Il lavoro di pungolo, proposta e confronto che li aspetta sarà prezioso per l’amministrazione e tutto il territorio».

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Al Palladium per ricordare lo scrittore Luciano Bianciardi

Una giornata di studi in onore dell’autore della Vita agra, uno dei capolavori letterari del Novecento

Di Riccardo Cervellini

Sono passati cinquantuno anni dalla morte di Luciano Bianciardi, scrittore grossetano tra i più tormentati, anticonformisti e allo stesso tempo moderni e profetici del dopoguerra italiano. Mercoledì 14 dicembre, giorno in cui l’autore maremmano avrebbe compiuto cent’anni, dalle ore 15 alle ore 21 al Teatro Palladium della Garbatella, verrà celebrato il centenario della sua nascita con un evento promosso dal Municipio VIII in collaborazione con l’associazione Cara Garbatella. L’evento è stato organizzato da un gruppo di lavoro composto da Maria Jatosti, scrittrice, sua ex compagna di vita e ideatrice del convegno, il professor Luca Aversano, presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, Giancarlo Proietti e Gianni Rivolta di Cara Garbatella.

Bianciardi, nato il 14 dicembre del 1922 e venuto a mancare prematuramente a Milano nel ’71, con la sua opera di traduttore, i suoi saggi e i suoi romanzi, in particolare “La vita agra” da cui si è ispirata la celebre pellicola di Carlo Lizzani, ha contribuito a fornire un’attenta analisi dei costumi sociali nella Milano del boom economico, evidenziandone tutte le contraddizioni ed esprimendo sempre lucidamente il suo dissenso e senso di isolamento attraverso la forte componente autobiografica presente nella maggior parte della sua opera.

“La Garbatella è il mio luogo dell’anima. Proprio al Teatro Palladium, che all’epoca era un cinema, ho fatto il mio primo comizio all’età di diciannove anni” ci racconta Maria Jatosti, ex compagna di Bianciardi, che a febbraio spegnerà novantaquattro candeline. “Luciano è stato il mio uomo per vent’anni ed è il padre di mio figlio. Quella vita agra che abbiamo passato insieme è stato un periodo determinante per me, ho voluto quindi fortemente organizzare insieme al Municipio un grande evento a cui hanno aderito figure di spicco nel panorama nazionale, con la speranza che ciò possa contribuire a diffondere la sua lezione e le sue idee alle nuove generazioni. Quest’anno – spiega la scrittrice – sono stati celebrati numerosi centenari, nel 1922 sono nati Pasolini, Gassman, Tognazzi, Lizzani e molti altri personaggi fondamentali nella storia culturale del nostro paese. Mi è sembrato quindi doveroso e giusto ricordare degnamente anche la figura di Luciano Bianciardi, un grande uomo oltre lo scrittore, che ha saputo anticipare i tempi. Lui era un anarchico che ambiva ad un mondo di uomini liberi, dove ognuno potesse vivere secondo le sue aspirazioni e il suo pensiero.

Il libro

In occasione del convegno uscirà anche il mio libro edito da Stampa Alternativa “La Maria del Bianciardi”, che sarà possibile acquistare sul posto. Infine – conclude Maria Jatosti – ci tengo a ringraziare il Municipio VIII per aver reso possibile l’iniziativa e gli amici di Cara Garbatella che porto sempre nel mio cuore”.

Programma

Ma vediamo il programma della giornata coordinata da Daniela Preziosi, giornalista di Domani: alle 15, dopo i saluti d’apertura di Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale e di Amedeo Ciaccheri presidente del Municipio VIII, verrà proiettato il film “La vita agra”, seguito dalle testimonianze di Francesco Lizzani, figlio di Carlo, Giovanna Ralli, Ricky Tognazzi, Vito Zagarrio e Giuliano Montaldo. Seguirà una tavola rotonda con il giornalista Pino Corrias, l’intervista di Goffredo Fofi di Maria Jatosti. Gran finale alle 20,30 con musiche e letture

“La vita agra è un instant movie molto riuscito che ha saputo cogliere al volo il meritato successo del libro di Bianciardi” dichiara Francesco Lizzani, figlio del grande regista romano. “Risulta ancora oggi molto attuale – prosegue – non solo per la tematica ma anche per la realizzazione filmica. La trasposizione cinematografica dell’opera ebbe una gestazione travagliata e so per certo – ci confessa – che Ugo Tognazzi era molto legato a quest’idea e alla fine la scelta per la realizzazione cadde su mio padre. Quindi non fu lui a proporlo – sottolinea – fu quasi un evento improvvisato che però diede subito grandi risultati, spesso non facilmente raggiungibili quando, al contrario, si fanno troppi calcoli. Riguardo l’iniziativa, non posso che esprimere un grande apprezzamento – conclude Lizzani – prima di tutto dal punto di vista umano, all’organizzatrice dell’evento Maria Jatosti, una donna che ha militato per tutta la vita, sia politicamente che intellettualmente e che, alla sua età, continua ad avere un’incredibile energia vitale”.

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“La Resistenza dimenticata” : la storia taciuta di sei partigiani

E’ nelle librerie il libro di Carlo Picozza e Gianni Rivolta, edizioni Media & Books

Dalla Redazione

Il capo del servizio Informazioni del partito comunista clandestino, un anarchico giramondo e sentimentale, l’avvocatino dell’Ostiense, la primula rossa del Pigneto, l’infermiera partigiana della Garbatella e la pasionaria della Manifattura tabacchi di Trastevere: Luciano Lusana, Riziero Fantini, Salvatore Petronari, Maria Baccante, Raffaella Chiatti e Anna Carrani. Sono questi i protagonisti della “Resistenza dimenticata” la storia taciuta di sei partigiani nell’Italia in guerra di Carlo Picozza e Gianni Rivolta, giornalista della Repubblica il primo e direttore responsabile di Cara Garbatella il secondo.

Sei nomi e sei vite cadute nell’oblio della Resistenza romana, rappresentata per lo più dalle azioni esemplari dei gap comunisti e dall’attentato di via Rasella, che originò la terribile rappresaglia tedesca delle Fosse ardeatine. Una storia tutta interna al perimetro delle forze del Comitato di liberazione nazionale, tanto da trascurare l’apporto fondamentale che ebbero altre formazioni eretiche come il Movimento comunista d’Italia- Bandiera rossa, attivo tra le baracche delle borgate romane e nei quartieri periferici della città, che diede tra l’altro un contributo di sangue superiore a quello del Partito comunista italiano.

Tre uomini e tre donne, “figli di un dio minore, dalle origini schiettamente proletarie” così li definisce lo storico Mauro Canali, che ha curato la prefazione del libro, “dare voce a questi dimenticati dalla storiografia ufficiale è uno dei non pochi pregi del testo di Picozza e Rivolta. Capiamo meglio da questo lavoro quanto, per il prestigio di cui godette, e gode ancora il fenomeno resistenziale, si debba a personaggi così, apparentemente modesti, ma che con l’esempio, talvolta condotto fino al sacrificio della propria vita, contribuirono a seminare nel corpo della società i germi sani di un’autentica democrazia partecipata.”

Petronari e Fantini finirono la propria esistenza sotto il fuoco del plotone di esecuzione nel mattatoio di Forte Bravetta, mentre Lusana morì a seguito delle torture nel carcere-lager di via Tasso. Sono serviti anni di ricerca, incroci di testimonianze, colloqui orientativi e consultazione di documenti per ultimare il lavoro con cui gli autori, in alcuni casi, smontano le ipotesi sin qui avanzate, fornendo ragguagli documentali agli atti, ai fatti e ai misfatti, molti inediti, sui quali orientano la loro attenzione. In coda al libro è presente una ricca galleria fotografica.

( La Resistenza dimenticata, edizioni Media & Books,  euro 18,00.In copertina illustrazione di Massimo Bucchi)

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AL PALLADIUM IL FILM FESTIVAL CINEMA OLTRE

Si apre con l’anteprima assoluta del documentario Roma Tre – Da trent’anni nel futuro, realizzato per celebrare i trent’anni dell’Ateneo Roma Tre la nuova edizione del Palladium Film Festival-CinemaOltre.

palladium

L’organizzazione

Il Festival è alla sua terza edizione, erede del Roma Tre Film Festival, sarà diretto da Vito Zagarrio e si svolgerà dal 30 novembre al 3 dicembre 2022 presso il Teatro Palladium, simbolo e orgoglio della Garbatella.

L’organizzazione è del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre  in collaborazione con la Fondazione Teatro Palladium.

Il Programma

Sono previste serate omaggio a grandi nomi del cinema italiano come Marco Bellocchio e Pupi Avati. E non mancheranno proiezioni di opere prime come “Margini” di Niccolò Falsetti , incentrato sulla cultura punk della provincia e “Calcinculo” di Chiara Bellosi  che prende spunto dalla famosa giostra per esplorare il disagio e la fragilità dell’adolescenza.

E’ inoltre prevista una retrospettiva sul cinema italiano del passato, organizzata con la collaborazione di vari Atenei italiani grazie al Progetto Prin 2017 (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) dell’allora MIUR.

L’ingresso è gratuito!

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A fuoco un camion AMA, caos all’Ostiense

Momenti di panico all’Ostiense per l’incendio di un camion dell’AMA in via Pellegrino Matteucci nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale.
Il tutto si è svolto in pochi attimi intorno alle 9:15 di giovedì 13 ottobre quando l’autista del camion si è accorto dell’accensione di una spia di emergenza. In quel momento il camion compattatore era intento nella raccolta della carta.
La pronta reazione del conducente, che è riuscito a bloccare il veicolo e a scendere dalla cabina, ha evitato il peggio. Le fiamme si sono sviluppate immediatamente tanto da distruggere il mezzo pesante. Contemporaneamente una vasta coltre di fumo ha invaso tutta la zona, costringendo i cittadini a chiudere le finestre, mentre alcuni esercenti si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche dei propri negozi. Molti abitanti dei palazzi che affacciano su via Matteucci, via Federico Nansen e via Giacomo Bove si sono riversati in strada preoccupati dal tremendo odore di diossina nell’aria.

Il denso fumo durante le fiamme

L’intervento non semplice dei Vigili del Fuoco

L’allarme è comunque scattato subito, tanto da far giungere sul posto in pochi minuti gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto, i Carabinieri oltre a naturalmente i Vigili del Fuoco. Il lavoro dei pompieri è andato avanti per tutta la mattinata poiché il portellone posteriore del camion era rimasto bloccato tanto da far risultare difficile lo spegnimento dell’incendio. È stato quindi necessario attendere un altro mezzo in dotazione agli stessi vigili del fuoco con il quale si è aperto, scardinandolo, il grosso vano posteriore.
Al tempo stesso, la Polizia Locale ha dovuto gestire l’emergenza traffico della zona.

Il mezzo AMA  distrutto dal rogo

Traffico congestionato e ripercussioni anche alla Garbatella

Anche se era da poco passata l’ora di punta, la circolazione è andata presto in tilt. Via Pellegrino Matteucci è stata chiusa per l’intero tratto tra via Ostiense e via Girolamo Benzoni, costringendo molti automobilisti a deviazioni e a inversioni di marcia. Forti risentimenti ci sono stati sulla via Ostiense con ritardi che hanno coinvolto anche il servizio dell’ATAC e nello specifico le linee bus 715 e 716. Ripercussioni per la circolazione anche alla Garbatella.

La chiusura al traffico di via Matteucci

Le ipotesi del rogo

Sulle cause dell’incendio al momento non si possono fare ipotesi di nessun tipo. Il rogo potrebbe essersi sviluppato anche da un mozzicone di sigaretta acceso gettato nei cassonetti o scaturito da un corto circuito nella macchina dei rifiuti. Si esclude, almeno per ora, l’atto vandalico o un sabotaggio, ma nessuna supposizione è comunque scartata a priori.
Sarà naturalmente un’inchiesta accurata a stabilirne le cause.

L’assessore Centorrino sul luogo dell’incendio

Sul luogo dell’incendio è giunto trafelato anche l’assessore municipale alle politiche ambientali e ai rifiuti Michele Centorrino. “Appena saputo dell’incidente sono giunto qui in via Matteucci per rendermi conto della situazione e per assicurarmi che non ci fossero feriti”. “Adesso si cercherà di capire cosa sia successo, ciò che è più importante è che l’autista del mezzo stia bene”. “Questi ha avuto la prontezza di bloccare il camion inserendo i cunei fermaruota”. “Il Municipio – conclude l’assessore – è qui di supporto, in contatto con AMA e con l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi per monitorare la situazione”. “Ora bisogna cercare di liberare il prima possibile la strada e ripulire tutto”.

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Al Palladium uno spettacolo per ricordare la Shoah

“E’ successo tutto con calma –  memorie di un viaggio”, il 16 ottobre alle ore 20:00 al teatro Palladium di piazza Bartolomeo Romano verrà messo in scena uno spettacolo sulla deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma.

La data

Non a caso è stata scelta questa data, quando, nel 1943, il ghetto fu rastrellato da cima a fondo e decine e decine di uomini donne e bambini, di religione ebraica, furono tirati fuori a forza dalle loro case, costretti a prendere in fretta e furia poche cose da portare con sé e caricati su camion. Stipati sui vagoni di un treno come bestiame furono condotti a conoscere le atrocità dei campi di sterminio.

Il racconto

In scena scorrono inesorabili le ore e i giorni che precedono l’arrivo al campo. E’ il racconto corale di un viaggio nella memoria e nella storia.

“Per posare questo viaggio sulle assi di un palcoscenico – dichiara Anastasia Astolfi che lo ha scritto e diretto – è stato necessario intrecciare le memorie dei sopravvissuti, di chi è tornato, o di chi è riuscito a scappare e quindi a non partire. Si è dovuto cucire tutte le loro voci e tracciare un disegno. Il disegno di centinaia di volti ordinari, che hanno dato forma a una vicenda umana non solo possibile ma realmente accaduta.”

“E’ successo tutto con calma” commuove e indigna, lasciandoci senza parole perché non riguarda solo chi fu caricato a forza su quel treno, ma tutti noi che possiamo e dobbiamo mantenere vivo il ricordo per far si che quell’orrore non si ripeta mai più.

Come accedere

L’accesso sarà gratuito ma è necessaria la prenotazione al sito:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-e-successo-tutto-con-calma-memorie-di-un-viaggio-431095196337

 

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Per l’Eurobasket Roma confermata l’esclusione dalla Serie A2

Quest’anno la Serie A2 di pallacanestro vede una grande esclusa: dopo sei stagioni l’Eurobasket Roma, squadra con sede in via dell’Arcadia a Tor Marancia, non è stata ammessa al campionato.

Damian Hollis ex giocatore Eurobasket Roma

L’accusa principale è quella di non aver fornito, alla data di scadenza del 7 luglio 2022, prova del pagamento del compenso (trenta mila euro circa) all’ex tesserato Damian Hollis, il cestista americano di cittadinanza ungherese che ha militato nella stagione 2018/19.

Tutti i ricorsi sono stati rigettati dai tribunali civili e sportivi, e la società si è ritrovata così costretta a smembrare la squadra, che negli ultimi anni era divenuta un riferimento per la Capitale. Una tabula rasa che i tifosi e il presidente Armando Buonamici non accettano; proprio quest’ultimo promette di continuare la battaglia legale, perché convinto di aver agito in buona fede e secondo regolamento.

La squadra romana negli ultimi anni si è distinta per la correttezza sportiva e per la qualità del gioco, giungendo anche a una semifinale playoff per accedere alla massima serie.

Un’altra pagina buia per la pallacanestro romana che, dopo la disfatta della Virtus Roma, ha dovuto vedere anche l’estromissione dal campionato dell’Eurobasket. Per ora la società continuerà con le squadre giovanili, ma per rivederla in Serie A2, salvo sorprese dell’ultima ora, bisognerà aspettare la prossima stagione.

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Una partita del cuore per Sophia

Il felice incontro tra l’Associazione culturale sportiva “Nazionale Italiana Poeti”  ideata e fondata da Michele Gentile e l’Associazione Maria Sophia, nata per volontà di Pino e Maria, i genitori di Sophia, ha reso possibile l’organizzazione della partita di calcio che ci sarà il 2 ottobre 2022 alle ore 15:00 presso il Campo Tre Fontane, a Via Costantino, 15.

Chi era Sophia

Sophia, nata e cresciuta alla Garbatella, è venuta a mancare troppo presto per un grave tumore al cervello. “Sophia era una bambina come tanti – ci dice suo padre Pino – ma con una peculiarità, una gioia, un sorriso, una luce che ha colpito direttamente ed indirettamente tutte le persone che ne sono venute a contatto, e proprio da questa sua resilienza, da questa sua forza e bellezza che la nostra Associazione intende portare avanti non solo il suo ricordo ma soprattutto la sua voglia di non arrendersi mai, coltivando e portando alle persone quell’idea di una vita migliore nell’accettazione ed ascolto del diverso e del nuovo, nella ricerca del bello e nel desiderio di aggregazione come crescita personale e collettiva”. E “Non mi devo arrendere mai” è proprio una frase di Sophia, che connota l’Associazione.

L’associazione Maria Sophia

Questa Associazione è nata nel settembre del 2019, pochi mesi dopo la morte della bambina ed è attiva nelle politiche sociali del territorio, collaborando anche con altre Associazioni senza scopo di lucro. L’Associazione è stata presentata il 14 dicembre 2019 alla Villetta con il patrocinio del Municipio VIII e del comitato Garbatella 100X100.

La partita commemorativa sarà ad ingresso gratuito e offerta libera. I fondi raccolti saranno destinati alla ricerca per debellare la malattia che ha portato via Sophia.

La partita : Nazionale Italiana Poeti contro Garbatella

Si sfideranno la Robur Garbatella e la Nazionale Italiana Poeti.

Quest’ultima, di ispirazione pasoliniana e composta da poeti italiani, si impegna a portare calcio e poesia nelle periferie, negli ospedali, nelle piazze, nelle scuole, negli Istituti penitenziari, organizzando partite con finalità esclusivamente solidali, per raccogliere fondi che vadano totalmente destinati in beneficenza.

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