I Granai di Roma 70 cambiano volto grazie alla street art
Pulpa Street Art e UAM – Urban Art Music Festival
Pulpa non è un acronimo, ma una parola scelta dagli ideatori di questo progetto di Street Art, i ragazzi dell’Agenzia di comunicazione Spazio 010 (Zero Dieci) tra cui Enrico Peca e Martina Montemagno. Cercavano una parola che fosse onomatopeica per rappresentare qualcosa di pulsante, di popolare, di…”pop”.
Ecco cosa è Pulpa, è linfa vitale che sprigiona dalle immagini di Street Art, stavolta dipinte sulle pareti esterne del Centro Commerciale I Granai, a Roma 70, grazie al Progetto UAM – Urban Art Music Festival.

Come nasce il Progetto
Ma andiamo con ordine. È da tempo che varie realtà del territorio chiedono a gran voce spazi da mettere a disposizione dei cittadini tutti e in particolare dei ragazzi che vogliono esperire l’arte nelle sue varie forme, compresa musica e sport.
Ed ecco che un gruppo di persone, tra cui Carlo Bna, contatta il Municipio, Maya Vetri in primis, Assessora alla cultura, e il Presidente Ciaccheri e insieme decidono di lanciare l’idea di utilizzare il Centro Commerciale per il Progetto UAM – Urban Art Music Festival, un museo di Street Art a cielo aperto sui muri de I Granai. Sanno che non sarà facile: bisogna convincere i privati delle varie realtà commerciali, fare riunioni ed essere preparati e tenaci. Ma, dopo un anno, finalmente le loro fatiche sono state premiate ed è arrivato il benestare del Centro.
E allora Spazio 010 può lanciare “Pulpa Festival ai Granai” e chiamare gli artisti per proporre loro il tema che è stato scelto per i murales di Street Art : “La donna nello sport”

Gli artisti
Gli artisti sono: Mr Thoms, Rame13, Giusy Guerriero, Wu Mei, Solo Diamond, Ale Senso, Edoardo Ettorre, Luca Ledda, Alessandra Carloni : 5 donne e 5 uomini.

Ognuno ha scelto un tema: Luca Ledda, che abbiamo trovato intento a dare gli ultimi ritocchi alla sua opera, ha scelto la donna e lo yoga. “Il soggetto – come spiega nel suo cartellone di presentazione – è un omaggio a Jessamyn Stanley, famosa insegnante americana di yoga nota per le sue forme abbondanti che vanno contro tutti gli stereotipi e canoni di bellezza odierni. Il dipinto ha come obiettivo non solo quello di promuovere lo sport e i suoi benefici ma anche quello di essere un monito contro la propaganda estetica promossa dai social network ed i media odierni che ci vogliono fisicamente “perfetti” e performanti.”

Ginevra Giovannoni, in arte, Rame 13 spiega che il suo murale vuole essere un omaggio alle donne del Wind Surf, “disciplina che è molto più di una semplice attività fisica perché incarna la bellezza della natura e la sfida della tecnica. È una via per connettersi con il mare, superare le avversità e scoprire il proprio potenziale. E negli ultimi decenni, il Surf ha visto una crescente partecipazione femminile.”

Per Mister Thoms “le donne hanno dimostrato eccellenza, talento e forza fisica in una vasta gamma di discipline sportive nel corso degli anni. La partecipazione della donne ha fatto progressi significativi, ma ci sono ancora delle sfide da affrontare. La loro partecipazione promuove l’uguaglianza di genere e garantisce alle future generazioni l’accesso alle stesse opportunità indipendentemente dal loro genere.”

Anche tutti gli altri murales sono molto belli e regalano un’emozione fatta non solo di immagini e colori, ma anche di senso di libertà e di partecipazione.
UAM – Urban Art Musical Festival si completa
Il progetto UAM infatti non finisce qui: nell’area antistante l’entrata principale, sono stati allestiti spazi per workshop per bambini, con la collaborazione di “Artivismo”, un campo di basket per i più grandi, un palco per i concerti e alcuni stand di street food.
Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2024 per la parte musicale si sono esibiti artisti come Rak, Suarez, Dj Ceppo, Fedra, Rosa White, Barbara Coen.

UAM nel futuro
Insomma un grande progetto per creare integrazione e dare spazio alla voglia di socialità di tutte le persone del quartiere, ma soprattutto dei ragazzi.
Gli organizzatori di UAM vorrebbero che l’utilizzo dello spazio diventasse semi-permanente per dare continuità alle iniziative e certezze ai cittadini.
“Il palco, per esempio, dovrebbe poter rimanere almeno per l’intera stagione estiva il prossimo anno – sostiene Carlo Bna dell’organizzazione – ma stiamo lavorando per questo a stretto contatto con i responsabili del Municipio e speriamo di raggiungere dei buoni risultati.”



Dopo il primo incontro che si è tenuto lo scorso febbraio alla Casa della Memoria e della Storia, arriva la presentazione sul territorio del libro di Giorgio Guidoni “La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”. L’evento, organizzato dal Municipio VIII in collaborazione con Cara Garbatella, avrà luogo il 15 aprile alle ore 18.00 presso le Industrie Fluviali, in via del Porto Fluviale 35. Con questo saggio l’autore ha finalmente fatto luce su uno degli episodi più controversi e da sempre ritenuti dubbi dalla storiografia resistenziale romana. Si tratta della vicenda, nota come l’eccidio del Ponte dell’Industria, riguardante le dieci donne trucidate dai nazisti la mattina del 7 aprile 1944, esattamente ottant’anni fa, colpevoli di aver assaltato insieme ad una folla affamata il forno Tesei a poche decine di metri dal ponte, lato via Antonio Pacinotti, che faceva da base di rifornimento ai soldati tedeschi. Il tragico fatto viene celebrato annualmente con la deposizione di una corona alla memoria sulla lapide che porta i nomi delle dieci donne. Giorgio Guidoni, appassionato di storia locale, attraverso un accurato lavoro d’archivio e testimonianze dirette dei parenti è riuscito a ricostruire le vite delle dieci presunte vittime scoprendo che nessuna di loro trovò la morte in quell’occasione. Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo decisivo nella Resistenza contro gli occupanti, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile. Sul palco insieme all’autore non mancheranno personalità di rilievo, a partire dalla presidentessa dell’Irsifar Paola Carucci, la conduttrice televisiva e docente di Storia contemporanea all’Università di Tor Vergata Michela Ponzani e il giornalista e scrittore Gianni Rivolta direttore di Cara Garbatella. A rappresentare le istituzioni, Maya Vetri, assessora alle Politiche culturali dell’VIII Municipio.







































