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Inizia la scuola

Inizia la scuola

A cura della redazione

Ci siamo! Le scuole del nostro quartiere stanno riaprendo ed auguriamo agli studenti  e al corpo docente un’ottima ripresa per un anno proficuo.

Scriviamo di seguito il calendario scolastico comunale e vi ricordiamo che la consegna dell’ISEE  per ottenere agevolazioni sulla refezione scolastica può avvenire entro il 30 settembre o online sul sito del Comune di Roma, previa registrazione, come spiegato al link http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/Presentazione_domande_ISEE.pdf, oppure presso gli uffici scolastici del Municipio Roma VIII, Via B. Croce 50, il martedì e il giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30.
Buon inizio!


  SCUOLE PRIMARIE
E SECONDARIE
SCUOLE
DELL’INFANZIA
E PROGETTI
PONTE
ASILI NIDO 


DATA DI
APERTURA

 

15 settembre 2017 15 settembre
2017
1 settembre
2017

DATA DI
CHIUSURA
8 giugno 2018 30 giugno 2018 30 giugno 2018 con prosecuzione del servizio fino al 31 luglio 2018 su richiesta delle famiglie

DATE DI CHIUSURA PER FESTIVITA’ NAZIONALI
  • mercoledì 1 novembre 2017 (festa di tutti i Santi)
  • venerdì 8 dicembre 2017 (festa dell’Immacolata)
  • da sabato 23 dicembre 2017 a sabato 6 gennaio 2018 (festività natalizie)
  • da giovedì 29 marzo a martedì 3 aprile 2018 (festività pasquali)
  • mercoledì 25 aprile 2018 (Festa della Liberazione)
  • martedì 1 maggio 2018 (Festa del Lavoro)
  • sabato 2 giugno 2018 (Festa della Repubblica)
  • venerdì 29 giugno 2018 (Festa del S. Patrono)

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Settembre 2017

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Garbatella Jazz Festival | XIII edizione

Garbatella Jazz Festival | XIII edizione

Dal 21 al 23 settembre si svolgerà alla Villetta il più noto evento jazz del quartiere: il Garbatella Jazz Festival, alla sua XIII edizione.
La tre giorni, con le sue variegate e colte performance, è quest’anno dedicata a Pino Sallusti, contrabbasista e bassista romano, direttore artistico del Festival per sette anni, improvvisamente scomparso ad aprile.
“Il jazz nasce originariamente come forma musicale di speranza e di conforto per divenire un fenomeno musicale solamente a cavallo tra l‘800 e ‘900, – dice Pasquale Innarella, musicista e nuovo direttore artistico del Festival – esplodendo in una miriade di stili, incorporando moltissimi linguaggi, dai più classici alle più innovative sperimentazioni. E in questa edizione il jazz che verrà presentato sarà tutto questo: sarà luogo di conforto per la perdita di un amico e di un collega, declinato in un omaggio festivo ed avvincente, sarà improvvisazione e sperimentazione con i gruppi d’apertura, contaminazione con gli ensemble principali, con i quali Pino ha suonato nel corso del tempo, dimostrando la sua grande poliedricità”.
La rassegna, totalmente gratuita, è nata dalla collaborazione delle associazioni culturali Cara Garbatella ed Altrevie e sostenuta dalla Polisportiva G. Castello.
Ciascuna delle tre serate propone un doppio concerto con un gruppo principale che si esibisce dalle 21.30 ed un gruppo di apertura che lo precede alle 20.30:

Giovedì 21, l’inaugurazione è affidata al laboratorio jazz della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. A seguire il quintetto Hot Club de Zazz, che con “i Trovatori” presenterà una rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune indimenticabili melodie del “Trovatore” di Giuseppe Verdi. Il concerto presenta una sfida ambiziosa: quella di far incontrare la lirica verdiana con lo swing del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), uno dei più grandi jazzman europei. In questo quintetto acustico tre chitarristi di eccezione: Nicola Puglielli, solista poliedrico della scena jazz italiana, Luca Pagliani, di formazione classica, e Roberto Nicoletti, di formazione jazz fusion. Completano l’assetto ritmico, Gabriele Coen (sax soprano e clarinetto) e il contrabbassista Bruno Zoia.

Venerdì 22, in apertura il laboratorio jazz della Scuola Popolare di Musica Testaccio; a seguire Pasquale Innarella Quartet, che presenterà un lavoro fresco di pubblicazione: “Migrantes”. Qui la musica si intreccia al sociale e il jazz trova puntualmente la sua dimensione “politica” ed “etica”.
L’album presentato è la tappa più recente di un itinerario che, tra l’altro, vede da anni Innarella impegnato nella periferia romana con formazioni musicali (BandaRustica) che realizzano integrazione e recupero di giovani – immigrati e non – sul concreto e aggregante terreno del “fare musica”. Il quartetto, composto da Pasquale Innarella (sassofono), Francesco Lo Cascio (vibrafono), Roberto Altamura (batteria) e Mauro Nota (contrabbasso), si impone con un “sound” inconfondibile, improvvisazione radicale e senso melodico in una fusione stretta e vivace, dato dalla somma non matematica delle varie personalità.

Sabato 23 la San Lorenzo Jazz Orchestra calcherà il palco come gruppo di apertura. È una formazione di undici elementi, figlia dei precedenti ensemble con 15 musicisti, dei quali Pino Sallusti è stato una colonna. L’ispirazione degli arrangiamenti dell’Orchestra proviene più decisamente da Gil Evans e George Russell, rispetto allo stile delle big band classiche, e brani originali, composizioni di musicisti afro-americani, latin-jazz, funk, new orleans, swing e persino rock, chiaramente alla maniera di Miles Davis, fanno parte del suo repertorio. I componenti della formazione sono: Tiziano Ruggeri (tromba), Carmen Falato (sax soprano), Danielle Di Majo (sax alto), Alessio Bernardi (sax alto e flauto), Michele De Vito (sax tenore), Davide Di Pasquale (trombone), Carlo Conti (sax baritono), Andrea Frascaroli (piano), Edmondo Cicchetti (contrabbasso), Massimo di Cristofaro (batteria), Marco Omicini (direzione e arrangiamento).
A seguire, Pino Sallusti Septet, Legacy, nella quale si esibiranno Carlo Conti (sax baritono), Max Filosi (sax alto), Claudio Corvini (tromba), Marco Conti (sax tenore), Andrea Frascaroli (pianoforte), Stefano Cesare (contrabasso), Gianni Di Renzo (batteria). L’ensemble proporrà l’album “Colors” di stampo hard bop, una visione estetica molto amata da Pino Sallusti, non disdegnando escursioni in ambito modern jazz, con composizioni originali nella maggior parte del repertorio, ma anche con omaggi a grandi del jazz come Art Blakey, Horace Silver, Eddie Harris, e a compositori come Burt Bacharach. I solisti, tutti ottimi musicisti già affermati nel panorama jazzistico nazionale, sono sempre scelti in base alla pertinenza del brano, rendendo le timbriche delle composizioni comunque diverse all’orecchio dell’ascoltatore e restituendo un effetto alternato sia di una big band sia di una small band.

Info
Tel. 331 6423680
331 9496348 (prenotazioni per la cena)

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Settembre 2017

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Villetta in Festa. Si inizia il 5 settembre

Villetta in Festa. Si inizia il 5 settembre

Inizia oggi la sei giorni di dibattiti, musica, cinema, teatro e buona politica a Garbatella con “Villetta in Festa. La festa della Sinistra. Insieme per inventare il futuro”, che si svolgerà dal 5 al 10 settembre in via degli Armatori n. 3, via F. Passino n. 26.

Martedì 5 settembre l’inaugurazione è affidata a Paola Angelucci con un intervento sulla Villetta, da sempre luogo di scambi, di politica e cultura. A seguire un dibattito sulla memoria storica del quartiere con la presentazione del nuovo volume “Innocenzo Sabbatini, l’architetto visionario” e delle prossime uscite della collana “I Quaderni di Moby Dick”, pubblicazioni semestrali, Iacobelli editore, che mettono in relazione la Garbatella e altri quartieri dell’VIII municipio con le esperienze romane e nazionali. La collana nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e studio composto da architetti, studiosi. giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni che opera all’interno dell’hub culturale Moby Dick. Al dibattito parteciperanno gli scrittori Gianni Rivolta e Claudio D’Aguanno.

Mercoledì 6, la riflessione si sposterà sulle elezioni regionali con gli interventi di Gino De Paolis e Marta Bonafoni (consiglieri Regione Lazio), Chiara Cremonesi (consigliera regionale Lombardia), Luca Pizzuto (consigliere regionale Sardegna), Giulio Lauri (consigliere regionale Friuli Venezia Giulia), Nico Ioffredi (consigliere regionale Molise), Gaspare Giacalone (sindaco di Petrosino), coordina Giancarlo Torricelli. A seguire, la proiezione del film “Sole Cuore Amore”di Daniele Vicari, che introdurrà il lungometraggio con la scrittrice Francesca Fornaio e due lavoratrici dell’Ispra Occupato.

Giovedì 7 si discuterà del protagonismo civico come modello per il governo dei territori, a Ostia come a Roma, nell’incontro ‘Partecipazione civica e governo locale’. Al dibattito, che sarà introdotto da Gianluca Peciola, intervengono Don Franco De Donno (candidato presidente elezioni Municipio Rm 10), Marco Miccoli (deputato PD), Amedeo Ciaccheri (coalizione civica municipio Rm 8), Martina Di Pirro (rete dei numeri pari), coordina la giornalista Valeria Costantini.

Venerdì 8 i temi dominanti saranno quelli della migrazione e dell’accoglienza con un dibattito al quale parteciperanno Luigi Manconi (senatore), Domenico Lucano (sindaco di Riace), Don Paolo Lojudice (vescovo responsabile migrantes Lazio e ausiliario di Roma), Tommaso Fabbri (capomissione MSF in Italia). Coordina il blogger Enrico Sitta. A seguire il concerto di Sergio Gaggiotti in arte Rossomalpelo cantautore della scena underground internazionale con i suoi ritmi indie, jazz, manouche.

Sabato 9 la festa prosegue con un momento di discussione per riscoprire le parole importanti per la Sinistra, ‘Cambiare le parole’. Daniela Preziosi intervista Franco Giordano, Maria Pia Pizzolante, Massimiliano Smeriglio. A seguire la disco anni ’70 dei Fugadamamas.

Domenica 10 sarà al centro la Capitale con il dibattito ‘C’è Roma da far rinascere’. Intervengono Andrea Catarci, Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Filiberto Zaratti, Lionello Cosentino, coordina Claudio Marotta. Saranno presenti: Rino Fabiano, Cecilia D’Elia, Anna Vincenzoni, Stefano Veglianti. E per finire, la festa si concluderà con lo spettacolo teatrale ‘Non una storia di meno’,  nuove storie non violente raccontate da narratrici e narratori a sorpresa.

Corollario alla festa, iniziative culturali, come la mostra del fotografo Matteo Nardone dal titolo “Roma. Città, territorio e comunità”, un insieme di scatti sugli eventi, l’impegno sociale, politico, culturale, le emozioni colte in città.

La Festa inizia ogni giorno alle 18.00 circa, alcuni appuntamenti sono pomeridiani, è possibile consultare il programma completo qui: https://www.facebook.com

di Francesca Vitalini

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Settembre 2017

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Cornamuse di pace palestinesi a Garbatella

Cornamuse di pace palestinesi a Garbatella

La prima tappa romana del tour italiano 2017 di Sumoud Guirab – Cornamuse di pace, gruppo di musicisti palestinesi dei campi profughi di Burj al Shemali (Tyro, Libano; a pochi chilometri dai territori della Palestina occupata) si è svolta alla Cooperativa agricola Garibaldi in collaborazione con Ulaia Arte Sud onlus e Cara Garbatella. Vestiti con abbigliamento tradizionale, i giovani musicisti della banda hanno condiviso un repertorio arabo tradizionale e moderno con il pubblico, composto da altrettanti giovani, che abitualmente vive quel luogo: ragazzi autistici che trovano nella cooperativa un’esperienza di formazione e di inclusione sociale attraverso “la cura della terra”, come dice il suo presidente Maurizio Ferraro.


E la cura è un concetto che è emerso in molte occasioni durante la serata, concretizzandosi nella musica: “A contatto con questi ragazzi durante i lunghi periodi di permanenza nel campo – ci dice Olga Ambrosanio, presidente di Ulaia Arte Sud onlus – ciò che la loro vita quotidiana mi suggerisce, e che impone, è il profondo desiderio di diritti e di pace. Non è bello sentirsi, da 70 anni, ospite del Paese in cui sei nato, ma che non ti vuole, e te lo dimostra in ogni circostanza: dal vietarti di esercitare tante professioni e mestieri al non riconoscerti il diritto di proprietà, dal concederti di vivere, certo, ma in un campo profughi istituito su 1 chilometro quadrato e rimasto sempre lo stesso per una popolazione cresciuta a dismisura. Una miscela che produce, necessariamente, basso tenore di vita, precarietà, aspettative ed aspirazioni ridotte al minimo. E’ questo il tessuto in cui si inseriscono i nostri progetti in Libano rivolti ai giovani, accanto all’ong Beit Atfal Assumoud. E’ difficile un percorso di istruzione nel campo, ma la musica dona un risvolto internazionale alla loro esistenza, dando ad alcuni di loro la forza di farsi largo nella vita, nonostante il battesimo di rifugiato”.

Ed ora si sta profilando un nuovo progetto nel campo, di musicoterapia, “che sarebbe interessante da valutare in uno scambio tra ragazzi/musicisti palestinesi e ragazzi autistici, perché in fondo, la storia della nostra cultura mediterranea è fatta di scambi”, suggerisce Maurizio Ferraro.
Il tour di Sumoud Guirab è iniziato a metà luglio in Puglia “con una grande partecipazione di pubblico”, ci dice Ziad (un componente del gruppo) nei suoi primi tentativi di italiano, che è stata incoraggiata con l’esecuzione di Bandiera rossa. Il giro proseguirà in Italia fino ai primi giorni di agosto.

Un’altra data romana organizzata è stata una passeggiata musicale tra le strade e le piazze di Garbatella, un ritorno per alcuni musicisti della banda, dopo il primo tour italiano del 2009.
Entrambe le date si sono concluse nel grande abbraccio delle “dabka”, la tradizionale danza palestinese, a cui tutti si sono uniti, in una manifestazione terapeutica della musica e dei colori, come sosteneva De Martino, che tenta di risolvere la crisi individuale e sociale.

di Francesca Vitalini

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Luglio 2017

 

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Paese Sera – 1 febbraio 1981

Questa pagina è uscita il 1 febbraio 1981 sul quotidiano  Paese sera in Cronaca romana. Si trattava di una rubrica settimanale autogestita dal coordinamento dei comitati di quartiere, che riuniva una ventina di organismi democratici di base in diverse zone della città (la Magliana, Primavalle, Garbatella, Donna Olimpia, Monte Mario, Appio Tuscolano ecc…) e che aveva costruito una vertenza cittadina con l’amministrazione capitolina, guidata allora dal sindaco Carlo Argan.

Questa pagina è uscita il 1 febbraio 1981 sul quotidiano  Paese sera in Cronaca romana. Si trattava di una rubrica settimanale autogestita dal coordinamento dei comitati di quartiere, che riuniva una ventina di organismi democratici di base in diverse zone della città (la Magliana, Primavalle, Garbatella, Donna Olimpia, Monte Mario, Appio Tuscolano ecc…) e che aveva costruito una vertenza cittadina con l’amministrazione capitolina, guidata allora dal sindaco Carlo Argan.

In questa pagina sulla Garbatella e sulla sua storia, parlano alcuni gruppi organizzati: il centro Anziani, che all’epoca occupava l’ex circolo Enal sotto il mercato coperto (oggi Centro sociale La Strada), la sezione del Sunia impegnata a dare una soluzione a 130 famiglie degli scantinati, il Comitato sulle tossicodipendenze, che aveva organizzato un’affollatissima assemblea al Mongiovino contro l’eroina e forme più fresche di aggregazione giovanile.

Al centro della vertenza di quartiere c’erano: il risanamento del patrimonio IACP (finanziamenti legge 457) , l’acquisizione di nuovi spazi sociali (centro anziani nel casale di via Pullino,centro giovanile ecc), l’utilizzo delle aree verdi pubbliche di via Pullino e di via Guglielmotti (sulle quali sorgevano i vecchi lotti 1 e 4 abbattuti).

Nell’intervista  Aldo Santini, studioso della Garbatella,  sottolinea alcuni problemi aperti: la costruzione di un cavalcavia che colleghi l’Ostiense con la sua Circonvallazione (oggi risolto con il collegamento del ponte Settimia Spizzichino), risanamento dei lotti IACP, acquisizione degli ex Bagni pubblici di via E. Ferrati ad un uso pubblico (oggi hub culturale Moby Dick).

Molto interessante in fondo pagina la mappa disegnata da Paolo Samarelli nella quale sono indicati i principali punti di ritrovo e di aggregazione del quartiere, tra cui solo due sedi di partito (Pci e Psi).

I servizi sono curati da Gianni Rivolta (si tratta del suo primo lavoro giornalistico, solo nel 1986 comincerà la collaborazione con il Messaggero-Quartieri e poi con La Repubblica), con la collaborazione di Massimo Gizzi, Alessandra Diemoz  e Aldo Santini.

scarica il giornale in formato pdf

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Tombola di solidarietà

Tombola di solidarietà

Torna la tradizionale Tombola di Solidarietà, promossa congiuntamente dalle Associazioni Altrevie e Cara Garbatella. Domenica 20 dicembre appuntamento presso i locali del Centro Anziani di Via Pullino. In palio ci saranno i regali che volontariamente doneranno i partecipanti alla serata. Il ricavato sarà destinato a borse di studio per giovani palestinesi che vivono nei campi profughi in Libano.
Alla serata sono invitati tutti i cittadini di Garbatella che desiderano esprimere la propria vicinanza ad un popolo che è sospinto all’emigrazione (fenomeno diventato tristemente  attuale in questi ultimi tempi ma che i palestinesi conoscono da oltre 60 anni). La serata si svolge in collaborazione con Ulaia AltroSud, la Onlus che da anni è impegnata ad  alleviare le sofferenze del popolo palestinese che vive da profugo nel ‘Paese dei Cedri’. “Con questa iniziativa – dichiara Claudio Bocci, presidente di Altrevie – rinnoviamo un appuntamento che riscuote ogni anno crescente attenzione e che mira a far conoscere il dramma in cui vivono migliaia di palestinesi in Libano, privati del diritto di cittadinanza che li costringe ad una vita umiliante”.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti Giovannino alla conquista del motorino

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Anche quest’anno, per il settimo Natale consecutivo, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, cittadina emerita della Garbatella, ha voluto regalarci un racconto natalizio per i nostri piccoli e grandi lettori. Il personaggio protagonista è sempre lo stesso, Giovannino, ovviamente cresciuto negli anni, ormai un adolescente pieno di curiosità, di fantasia e di domande spesso inappagate. Ma ha fatto un salto di qualità, si è inventato un lavoro, consegna pizze e supplì a domicilio, e soprattutto ha conquistato un sogno accarezzato da tanto tempo, un motorino usato, comprato da un vecchio amico con le mance dei clienti.
Maria è autrice di numerosi romanzi, di scritti per l’infanzia, di racconti, di raccolte di poesie.
L’ultima sua fatica è stata la riedizione riveduta e corretta del suo più bel romanzo, Il Confinato, la storia appassionata delle persecuzione fasciste subite dal padre, il maestro Lino. Nel corso delle innumerevoli presentazioni del libro, che hanno raccolto molto più successo di quando il romanzo uscì la prima volta nel 1961, quest’anno Maria ha girato l’Italia in lungo e in largo. Ella è inoltre una instancabile organizzatrice culturale e una delle migliori traduttrice di testi letterari stranieri. (C.B.)

Giovannino alla conquista del motorino

di Maria Jatosti

Alle solite, Giovannino! Ma come fai a studiare con quel frastuono nelle orecchie? A che punto sei con i compiti? Dai, sbrigati che poi devi darmi una mano a fare l’albero.
Giovannino sospirò, si tolse gli auricolari, chiuse il quaderno.
Ho finito, mamma, arrivo. Oh, bravo, vieni qui.
Lo sai che quest’anno viene proprio bello!
Quando aggiungeremo le lucine che si accendono e si spengono farà un figurone. Pensi che alla nonna piacerà?
Ne sono sicura. Si commuoverà fino alle lacrime come tutti gli anni.
È vero, la nonna quando è felice piange, povera nonna Maria.
Perché povera? Non le manca niente e ha noi che le vogliamo un sacco di bene. Questo è importante, non ha prezzo. L’amore è tutto, specialmente a una certa età, soprattutto quando si è soli.
Però la nonna non è sola, ci siamo noi, gli zii, tanti nipoti… Se sta per conto suo nella vecchia casa è perché lo vuole lei… Le piace vivere in mezzo ai suoi ricordi, le sue cose, le sue chincaglierie, i suoi fantasmi…
In fondo deve essere bello…
Dai, dai, Giovannino, muovi le mani non perderti dietro le tue fantasie.
No, quel pupazzetto non lo mettere, è troppo malridotto. Quel furfante di Puccio se l’è tutto ciancicato, sbavato…
Da piccoli fanno tutti così e Puccio non è un furfante, è un cuccioletto adorabile, giocherellone, vispo, affettuoso…
Anche troppo, anche troppo, e tu devi smetterla di farlo venire nel tuo letto. Ti ho già fatto mettere la cuccia nella stanza, devi abituarlo a stare lì. Te l’ho detto mille volte, Giovannino.
Ma Puccio…
Puccio! Puccio! Che razza di nome stupido per un cane! Non l’ho mai digerito…
Ma mamma! Sei stata proprio tu appena l’hai visto a dire che sembrava un cappuccino per via del colore.
Cappuccino – cappuccio – Puccio. Io dico che gli sta bene e a lui piace: quando lo chiami viene di corsa e scodinzola tutto contento.
Che c’entra, anche se lo chiamassi Antonio sarebbe lo stesso, no? Oh, ecco qua, direi che abbiamo quasi finito. Come ti sembra? Manca solo il puntale con la stella in cima, ma a quello ci pensa il babbo: è compito suo, lo sai quanto ci tiene.
E le lucine. Le lucine le voglio mettere io.
Va bene va bene. Ma tu non devi andare? Non è ora? Copriti, mi raccomando, mettiti la sciarpa che con quel benedetto motorino prendi un sacco di freddo. Non vorrai ammalarti proprio adesso.
Accidenti, hai ragione, si sta facendo tardi. Io scappo mamma. Sta tranquilla, ciao.
Naturalmente Giovannino la sciarpa dimenticò di mettersela. In realtà non la sopportava, gli sembrava una cosa da vecchi. Tirò su il cappuccio del piumino e via col vento fischiettando per le strade del quartiere.
Era il secondo anno che faceva quel lavoro, ma stavolta la grande novità era il motorino. L’anno passato per consegnare le pizze ai clienti gli toccava pedalare come un matto in bicicletta col risultato che ci metteva molto più tempo e si stancava il doppio. Ora col motorino era tutta un’altra storia. Gli sembrava di volare e gli metteva allegria sentirlo cantare.
Lui se lo sognava da sempre, il motorino, ma, coi tempi che corrono, diceva la mamma, tuo padre che lavora una settimana si e una no a seconda del tempo che tira, e qualche volta non lo pagano nemmeno, altro che motorino! Va, va, Giovannino, toglitelo dalla testa, non è per te…!
Poi a scuola era arrivato Lucas. Uno spilungone nero e lucido, di qualche anno più grande e molto più alto di lui, più robusto, con un sorriso che gli riempiva la faccia e sembrava una festa. Era stato Lucas a regalargli quel cucciolotto morbido, buffo, color cappuccino con due macchie nere al posto degli occhi. Ed era stato sempre Lucas prima a dargli dei passaggi fino a casa sul suo scooter, poi a portarlo con sé al lavoro, ai Grandi Alimentari. Giovannino di esperienza in quel campo ne aveva già parecchia per via delle pizze a domicilio e insieme, loro due, facevano una squadra perfetta. Consegnavano la spesa ai clienti, specialmente donnette anziane che non ce la facevano a spingere il carrello un passo avanti all’altro, non come sua nonna che a quasi novant’anni non aveva bisogno di nessun aiuto, leggeva il giornale e infilava l’ago senza occhiali e i giorni di festa era capace anche di mettersi a ballare. Fantastica nonna Maria!
Qualche volta Lucas lasciava che fosse Giovannino a guidare mentre lui con le sue gambe da fenicottero saltava giù badando a consegnare e intascare il denaro. In quei momenti, Giovannino non stava nella pelle dalla felicità. Un giorno Lucas gli disse: Se papà per Natale come mi ha promesso me ne compra uno nuovo, questo lo passo a te, per pochissimo.
Me lo pagherai un po’ alla volta.
Perciò, comincia a mettere da parte le mance. E rideva, rideva che non si sapeva se dicesse sul serio o facesse la burla.
A Giovannino luccicarono gli occhi e cominciò a sognare e intanto faceva pratica e a volte, quando per qualche ragione Lucas non poteva venire al lavoro, lui se la cavava perfettamente da solo e tutto andava liscio come l’olio. Ma la mamma era in apprensione. Stai attento, Giovannino, diceva, non andare a scapicollo, con la testa tra le nuvole come al solito. Mi raccomando, non correre troppo e metti il casco, hai capito? Non farmi stare in pena. Hai visto cosa è successo al figlio della portinaia, un altro po’ ci rimetteva l’osso del collo…! Giovannino, ma mi stai a sentire? Questo figlio mio, sempre appresso alle fanfaluche!
Sì sì, stai tranquilla, mamma, non mi succederà niente.
Nonna Maria strizzava l’occhio avvolgendogli al collo la sciarpa. Vai vai Giovannino, diceva, vai col vento, divertiti…! Un giorno, quando sarà meno freddo, mi porterai con te a fare un giro, eh, Giovannino? Io e te, a tutta birra! e ridacchiava chioccia, con gli occhi furbi.
Sì sì incoraggialo tu,. Che si deve sentire…! Cose dell’altro mondo! E vieni via dalla finestra che ti prendi un malanno, testa matta incosciente!
La nonna salutava col braccio, il motorino cantava dalla strada, la mamma scuoteva il capo, ma poi smetteva di brontolare e tornava lesta alle sue faccende.
Giovannino correva. Correva e aspettava.
Aspettava che il papà di Lucas regalasse uno scooter nuovo a suo figlio e, nell’attesa, lucidava il vecchio sentendolo già suo. Intanto raddoppiava il lavoro e metteva da parte tutto quello che poteva contando e ricontando gli spiccioli custoditi in una scatola nel cassetto del comodino.
Lucas lo canzonava. Non preoccuparti, diceva, ci aggiustiamo. Tanto, se lo portassi allo sfascio quanto potrei farci? Poverino, è soltanto un ferrovecchio. Però il suo dovere ancora lo fa: basta accontentarsi. È bellissimo! esclamava Giovannino infervorato, con gli occhi che gli brillavano Ha solo qualche ammaccatura, qualche graffio, a volte un po’ d’affanno, ma basta saperlo prendere. Con me canta che è un piacere perché io non lo sforzo, lo curo, lo tengo bene.
Era vero. Quando Lucas glielo lasciava, Giovannino lo accudiva come un bambino. Lo puliva, lo accarezzava, lo lustrava, ascoltava il canto del motore, conoscendo ogni passaggio, ogni variazione di suono dal ruggito del balzo, dell’impennata, al respiro regolare della corsa, al ronfo e al borbottio sornione della sosta…Le scrostature le aveva ricoperte con una serie di adesivi di personaggi famosi: il giallorosso di Totti, il sigaro del Che, Fabri Fibra incappucciato, sorridente… papa Francesco tutto bianco…
Continui a coccolarlo come Puccio, quel rottame. Chi te lo fa fare? diceva la mamma. E se alla fine non se ne fa nulla? Voglio dire se Lucas non riceve il regalo promesso dal padre, tu ci resti con un mucchio di mosche in mano. Non farti illusioni, Giovannino, dammi retta, non credere alle favole…
Giovannino conosceva a memoria quei discorsi della mamma. Aveva cominciato a sentirli fin da piccolo: “Che cos’hai, Giovannino? Sempre con la testa fra le nuvole. La vita non è come te la immagini tu. Troppe fantasie, troppi castelli in aria, non va bene…”. Povera mamma, la vita non era facile per lei. Ore e ore a correre di qua e di là da una casa all’altra a spaccarsi la schiena per qualche miseria di euro e poi tornare a casa e badare a tutto il resto senza lamentarsi.
Era una mamma di ferro e se qualche volta brontolava Giovannino non se la prendeva e nel suo piccolo cercava di aiutarla in tutti i modi per farla sorridere e sembrare felice.
Non preoccuparti, mamma. Come andrà andrà, io sono contento lo stesso.
Stai tranquilla.
Diceva così, Giovannino, ma in cuor suo aspettava e sperava.
Aspettava il gran giorno, e poi…
Natale arrivò con il sole quell’anno.
Le strade, i grandi magazzini, la chiesa inalberarono le luminarie; sui marciapiedi facevano bella mostra gli alberi di plastica; la bimba rom affagottata di stracci colorati all’angolo del supermercato tendeva la mano danzando a piedi nudi, la gente passava frettolosa, distratta…
In casa, il babbo mise i regalini sotto e il puntale con la stella sopra la cima dell’albero; Giovannino accese le lucine intermittenti bianco rosso e verdi e la mamma cucinò il capitone e le frittelle. Dopo il panettone e il brindisi con lo spumante portato dagli zii, il babbo tirò fuori la vecchia tombola napoletana, distribuì le cartelle, fece i mucchietti con i soldi delle vincite; la mamma mise a tavola le bucce dei mandarini spezzettate che mandavano un bell’odore, e lo zio Enrico, che aveva il vocione da tenore e faceva ridere dicendo cose buffe a ogni numero estratto dal sacchetto, si accaparrò come sempre il cartellone. Nonna Maria fece terno e si commosse fino alle lacrime, come ogni anno. Tutti risero e batterono le mani, come se tutto andasse bene, come se fosse Natale dappertutto, come se il mondo, là fuori, fosse sereno e felice, come se ovunque le persone si amassero, i bambini scrivessero letterine al Bambino Gesù, come se la tivù non mostrasse orribili catastrofi e cataclismi universali e la pace regnasse su tutta la terra. Come se… se… se…
Natale 2015

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Uno spazio aperto come una piazza, un luogo la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto le scuole. Il progetto “Adotta un treno antico” coinvolge i giovani ma anche i Centri anziani

di Floriana Delia

Nell’ottica, sempre perseguita nel nostro Municipio di creare reti tra realtà territoriali e Istituzioni, le Commissioni Cultura e Scuola hanno avviato un progetto nato in collaborazione con l’Atac e rivolto alle scuole e ai Centri sociali anziani.
Il Polo museale dell’ Atac, inaugurato nel settembre del 2004 e situato presso la stazione metro Piramide, conserva una esposizione permanente di locomotori, tram storici, fotografie, cimeli, attrezzi del mestiere, documenti storici e un plastico ferroviario degli anni cinquanta, restaurati grazie alla passione del personale Atac che, in questo modo, li ha sottratti al degrado ineluttabile del tempo e all’oblio della memoria.
Uno spazio aperto, proprio come una piazza, ai cittadini del territorio e a tutti i visitatori, uno spazio la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto i giovani.
Con il progetto “Adotta un treno antico” si è mirato al coinvolgimento di alcune scuole del nostro quartiere: la Scuola dell’Infanzia “Coccinella” di piazza Sauli e la Scuola primaria “Alonzi” di via Valignano.
L’obiettivo consiste nel veicolare ai più giovani un messaggio ben preciso: il trasporto pubblico è qualcosa di più di un semplice servizio prestato ai cittadini e si vuole invitare a riflettere sul suo valore potenziale per scoprire come questo, in fondo, rimandi a un’idea di città virtuosa, efficiente e pulita.
Le iniziative sviluppate con tale progetto nascono soprattutto con la convinzione che, per educare preventivamente al consumo sobrio, discreto, rispettoso del territorio, occorre proprio partire dai più piccoli e dalle più piccole (dall’adolescenza, se non dall’infanzia).
Attraverso attività didattiche innovative, infatti, e promuovendo la conoscenza e la bellezza dei luoghi della città, si mira ad appassionare i ragazzi e le ragazze all’uso e alle regole del mezzo pubblico e a far loro comprendere la nozione di “bene comune”.
Il progetto, in una prima fase, in concerto con l’Assessorato alla Scuola, è partito nel mese di settembre con la partecipazione delle scuole coinvolte ai laboratori predisposti all’interno del Polo museale ATAC nell’ambito delle iniziative previste per la Settimana per la Mobilità.
Con la seconda fase, gli alunni, dopo aver effettuato la visita dei vagoni e delle locomotive conservate nel museo, adottano un treno. Da qui parte poi il loro coinvolgimento attivo, con la realizzazione di disegni, racconti, testi multimediali, video e prodotti grafici di varia natura sul tema del treno e dei viaggi.
Uno degli obiettivi principali, nelle intenzioni delle Commissioni che hanno promosso il progetto nel Municipio con le scuole, consiste nel coinvolgere in attività esterne alle mura scolastiche docenti e alunni, per far sì che l’apprendimento e la condivisione nascano anche dalla conoscenza e dall’utilizzo sano dello spazio urbano.
E non è stato solo questo. Nel corso di quest’anno il Polo museale ha ripetutamente aperto i suoi cancelli per moltissime altre iniziative, molte delle quali condivise proprio con il Municipio VIII. Grazie al coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche sociali e ai Centri sociali anziani, infatti, sono stati avviati i progetti “Nonni e bimbi giardinieri”, con i quali i bambini della scuola Alonzi, hanno adottato e trasformato in orto la piccola area verde presente nel Polo, e “Tutti in carrozza in viaggio dentro la storia”, con progetti di cogestione per un dialogo fertile con i giovani basato sulla trasmissione della conoscenza, della memoria e dell’esperienza.
Il Polo museale, come tutte le piazze, è il luogo delle persone, dove potersi ritrovare e perdersi in un viaggio della memoria, per uscire dal percorso della vita di tutti i giorni accompagnati da mostre, musica, giochi e visite guidate. E’ proprio seguendo un’ottica di coinvolgimento, apertura e condivisione nella e della comunità che le Istituzioni territoriali decidono di fare rete; ed è soprattutto con una rete così costruita che, anche se si hanno a disposizione poche risorse economiche, si fa cultura, si impara, si conosce il proprio quartiere e si invade pacificamente la città.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

di Benedetto Mercuri e Sabina Giovenale

Percorrendo con l’auto la Circonvallazione Ostiense in direzione della Via Cristoforo Colombo, arrivando al termine, di solito voltiamo a destra o a sinistra secondo se desideriamo andare all’EUR o al centro della città. Per una volta abbandoniamo l’auto e proseguiamo a piedi, dritti davanti a noi.
Dopo poco ci troveremo in una valle immersi completamente nella Campagna Romana. Proseguendo, dopo qualche ora di cammino ci troveremmo ai Castelli ed avremmo percorso una delle aree più importanti al mondo sotto il profilo storico ed ambientale: il Parco dell’Appia Antica.
La parte iniziale di questa area è conosciuta come Valle della Caffarella ed è compresa tra il quartiere Latino, un tratto di Via Appia Nuova, Via dell’Almone e l’Appia Antica.
Il giornale che ospita questa breve nota ha pubblicato nel passato numerosi articoli riguardanti quest’area che è molto vicina al quartiere, prendendo in considerazione gli aspetti storici ed archeologici, citiamo “Via della Moletta: un pezzo di storia della Garbatella” (dicembre 2003) “Giallo in una villa dell’Appia Antica. La morte di Annia Regilla: morte naturale o assassinata?” (giugno 2010).
Si vogliono invece qui sottolineare alcuni aspetti naturalistici e l’importanza ecologica che riveste questo lembo di verde che arriva quasi al centro della città.
La Valle della Caffarella è una ampia pianura alluvionale con pendii tufacei più o meno scoscesi, percorsa in tutta la sua lunghezza dall’Almone, antico fiume sacro che, nonostante la sua sacralità, venne intubato, in epoca recente, sotto la Via C. Colombo e la Circonvallazione  Ostiense, mentre precedentemente caratterizzava tutto il suo tratto conclusivo con ampi meandri. Il ponticello riportato alla luce qualche anno fa in Piazza Eugenio Biffi serviva probabilmente ad attraversare l’Almone se non addirittura un piccolo affluente dello stesso. Tra l’altro coloro che abitavano nei pressi della Circonvallazione Ostiense fino agli anni Cinquanta ricordano la presenza di “Marane” (fossi, zone paludose) tra la strada e la ferrovia della Ostiense; per notizie più accurate sul fiume della Garbatella si rimanda a CaraGarbatella, numero di aprile 2005, “Un sepolto vivo l’Almone fiume sacro della Garbatella”.
La Valle della Caffarella è caratterizzata dal paesaggio tipico conosciuto come “Campagna Romana”. In questo ambito, le componenti naturali preesistenti e le modificazioni introdotte dalle attività umane si integrano in un equilibrio peculiare. La vegetazione stessa evidenzia questo aspetto: infatti le zone pianeggianti sono ricoperte da estese praterie adibite a pascolo o ad altre attività agricole che, se abbandonate, cedono il posto ad arbusti tra i quali il rovo, la ginestra, l’alaterno, il pruno selvatico, il corniolo, l’olmo campestre, il sambuco; se lasciato indisturbato questo tappeto arbustivo viene col tempo naturalmente sostituito da una coltre arborea sempre più simile a quella che un tempo era la vegetazione originaria.
Durante i secoli questo paesaggio è rimasto in equilibrio tra le attività umane e la vegetazione che spontaneamente tendeva a riconquistare la superficie disponibile.
Nella pianura di fondovalle percorsa dal fiume, dove i suoli sono più umidi, è presente una vegetazione idrofila (legata a questi ambienti), con pioppi neri, salici comuni  e con la cannuccia di palude lungo il corso d’acqua; i prati sono popolati da equiseto, luppolo comune e, degna di nota, dall’orchidea palustre, che è possibile trovare solo qui e nel Parco del Pineto (Valle Aurelia); nelle aree adibite a pascolo, attualmente o nel recente passato, è molto frequente il cardo mariano, pianta che predilige suoli molto ricchi di nitrati dovuti appunto alla presenza di animali.
Nelle zone a pendenza più elevata, quindi più inaccessibili, se non distrutta per diversi motivi, persiste una vegetazione arborea a volte anche molto fitta ed impenetrabile: caratterizzano questi popolamenti querce caducifoglie a volte di dimensioni imponenti come la Farnia, tipica di suoli anche molto umidi ed il Cerro le cui ghiande hanno la cupola coperta da lunghe squame tipicamente “scapigliate”.
Antiche testimonianze riportano la presenza, nei pressi della chiesetta di S. Urbano, di un “bosco sacro”: l’appellativo di sacro era dovuto al timore che incuteva ai viandanti dell’epoca perché era molto scuro e fitto e talvolta poteva celare brutte sorprese a causa di spiacevoli incontri; questo bosco era costituito principalmente da lecci e, in misura minore, da quercia da sughero, querce sempreverdi molto utilizzate come ottima legna da ardere, il leccio e per la corteccia la sughera; di questa formazione vegetale attualmente è rimasto ben poco, tre lecci lungo un pendio nei pressi della chiesetta.
Altro aspetto apprezzabile in questa area, ma comunque presente in tutto il centro storico è la vegetazione ruderale. Questa è costituita da specie che vanno ad occupare gli spazi limitati quasi invisibili sulle superfici dei ruderi; qui possiamo trovare le bocche di leone dai caratteristici fiori purpurei, i capperi e la parietaria che sono in grado di sopportare le temperature altissime che raggiungono le superfici in pietra durante il periodo estivo; nelle parti più umide si può trovare il capelvenere, una felce dai piccioli lunghi e sottili e la cimbalaria, una piantina detta “ombelico di Venere” per la forma arrotondata delle sue foglie. Vi si possono insediare anche piante in grado di diventare addirittura alberelli, come il fico.
La fauna selvatica che popola quest’area, tranne qualche eccezione, anche se molto diversificata non presenta particolari presenze; l’interesse sta invece nella diversità delle specie che vengono rilevate; questo è reso possibile dalla conformazione geografica del parco che si configura come un corridoio, con pochi e trascurabili sbarramenti, che mette in comunicazione l’interno della città con il territorio circostante. Viene così favorito il passaggio degli animali rendendo possibile uno scambio continuo di presenze tra esterno ed interno della città.
Tra i mammiferi è presente la volpe che, nella sua ricerca di cibo, spesso sconfina e viene ritrovata di notte  lungo le strade limitrofe; il coniglio selvatico molto più frugale; il riccio, la donnola e la faina; non è raro trovare aculei di istrice; è presente un mammifero che viene spesso considerato poco, quando non viene proprio denigrato, il pipistrello, che invece assume grande importanza per gli equilibri ecologici metropolitani, per questo ne andrebbe favorita la presenza con l’istallazione di “batboxes” nella città.
Tutto considerato, la valle non può che essere frequentata da molte specie di uccelli: la tortora, la passera scopaiola, il picchio rosso maggiore, il merlo, il cardellino, il pettirosso, la cornacchia grigia, la taccola e, vista la ricchezza di acque superficiali, l’usignolo di fiume e la gallinella d’acqua; molto importante per gli equilibri ecologici è la presenza di rapaci diurni e notturni: gheppio, nibbio, poiana, quindi la civetta, il barbagianni, l’allocco e l’assiolo.
Nell’ambito degli anfibi si può trovare il rospo smeraldino oltre quello comune, la salamandra gialla e quella nera; da rilevare la presenza del tritone crestato che vive esclusivamente in acque pulite.
Infine i rettili con la tartaruga terrestre, il ramarro, la natrice dal collare e qualche vipera.
Se poi parteciperete ad una delle visite guidate notturne che vengono organizzate dal Parco dell’Appia Antica nel periodo estivo, vi potrà capitare una sorpresa: il buio potrà punteggiarsi di centinaia di piccole luci intermittenti. Sono le lucciole, che tanti anni fa Pasolini temeva fossero scomparse e che invece, laddove (grazie alle battaglie di Antonio Cederna ed altri grandi personaggi del mondo ambientalista) si è avuta l’accortezza di lasciare un po’ di spazio alla natura, ci regalano ancora uno spettacolo affascinante che ci emoziona e ci commuove.

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Croqqer sbarca a Roma: un ponte tra tecnologia e umanità Creare connessioni tra le varie esigenze degli abitanti di un quartiere per condividere tempo, talento e competenze

Croqqer sbarca a Roma: un ponte tra tecnologia e umanità
Creare connessioni tra le varie esigenze degli abitanti di un quartiere per condividere tempo, talento e competenze

di Alessandra Lombardi

croqqerÈ appena stato lanciato in Italia il sito per condividere arti e mestieri, modello simile alla banca del tempo, cioè lavoro in cambio di tempo o di crediti. Il suo scopo è quello di creare connessioni tra abitanti di un quartiere o tra vicini di casa per condividere tempo, talento e competenze tra di loro.
Si chiama Croqqer, la piattaforma di sharing economy ed è un sistema operativo di Job-Sharing’ del futuro, a chilometro zero, per rendere possibile l’incontro e lo scambio veloce, fluido, sicuro, affidabile e pratico tra le esigenze delle persone e la possibilità di soddisfarle. Nata inizialmente in Olanda, dal 1° ottobre è attiva a Roma, Milano e in Brianza, Trento, L’Aquila, Pescara, Genova e a breve lo sarà in altre città. Croqqer vuole diffondersi sui singoli quartieri di Roma, con l’intento di creare una rete sociale anche sul nostro territorio con le associazioni del quartiere per la sua diffusione (Altre vie, la Villetta, Arci Pullino, Bibliocaffè, Casetta Rossa, Ambra Garbatella e altre che vorranno aderire).
La missione, in un’epoca in cui si sta rivoluzionando il concetto di lavoro, è di costruire le basi per una trasformazione positiva nel mondo del lavoro e generare un impatto positivo sulle persone e sulla società, creando valore sociale ed economico.
Croqqer è una “piazza comune” sotto forma di piattaforma tecnologica, dove chiunque può postare gratuitamente la propria richiesta di aiuto sia per lavori manuali (imbiancare una stanza, montare un mobile, fare giardinaggio e così via) sia per lavori non manuali (lezioni, traduzioni, assistenza digitale e così via). I servizi si possono “comprare”, donare o scambiare con tre possibili modalità di gestione della transazione:

A – si può offrire in cambio un compenso stabilito liberamente tra le parti;
B – chiedere che l’aiuto venga offerto su base volontaria;
C – chiedere che il rapporto sia regolato attraverso uno scambio (es. montaggio mobile in cambio di lezioni di inglese).

Pubblicare una richiesta di servizio è gratuito, basta registrarsi on-line sul sito. Una volta inserita la richiesta, si aspettano le risposte, si analizzano i profili e le recensioni e si sceglie l’aiuto Croqqer ritenuto più adatto. Gli scambi sono moderati da un team di Community Manager locali appositamente specializzato.
Una volta scelto il Croqqer, le parti regolano tra loro la transazione e, solo se il lavoro prevede un compenso, Croqqer trattiene una percentuale che serve a fare funzionare e crescere la piattaforma.
Inoltre Croqqer sta per diventare una B Corp, vale a dire un’azienda che si contraddistingue per un impatto positivo rispetto ai lavoratori, all’ambiente e alla comunità in cui opera, che vede il business come una forza di rigenerazione della società e del pianeta. È, infatti, appena passata al Senato la proposta di legge, firmata dal democratico Mauro Del Barba, che prevede l’istituzione in Italia della Benefit-Corporation. Tra breve, quindi, dopo l’approvazione della Legge di Stabilità in seconda lettura alla Camera, il nostro Paese diventerà il primo al mondo, dopo gli Stati Uniti, a riconoscere le B Corp.
Per ulteriori informazioni visitate il sito www.croqqer.it o scrivete a: italia@croqqer.com

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Rosario Mocciaro eletto Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio VIII

Rosario Mocciaro eletto Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio VIII

Sostituisce nell’incarico Roberto Porcelli. Michele Laria, vice, subentra a Lucia D’Angelo

Presso la Sala consiliare del Municipio, alla presenza del Presidente Andrea Catarci, dell’Assessore alle Politiche Sociali Bernardino Gasparri, del Presidente del Consiglio Municipale Umberto Sposato, dei membri della Commissione Politiche Sociali tra i quali il Presidente Amedeo Ciaccheri, dei dirigenti municipali e dei presidenti e vice presidenti dei Centri anziani municipali, si sono svolte le elezioni per la carica di Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri del Municipio VIII.
I candidati alla carica di Coordinatore sono stati: Domenico De Matteis, Giuseppe Caruffo, Rosario Mocciaro e Bruno Cipullo; mentre alla carica di Vice Coordinatore sono stati: Michele Laria e Bruno Cipullo. Il coordinamento dura in carica tre anni e il coordinatore municipale fa parte di diritto di quello cittadino. Le finalità con le quali sono stati istituiti, sono quelle relative alla promozione di iniziative unitarie, scambi di esperienze tra centri e sviluppo ed integrazione delle attività. Il regolamento dei Centri Anziani di Roma Capitale impone che non ci sia la possibilità di un doppio incarico, per cui se si è Presidente di un Centro Anziani, non si può essere contemporaneamente Coordinatore o Vice Coordinatore.
Sotto la guida del Presidente della Commissione Politiche Sociali si è proceduto con la presentazione dei candidati, i quali sono stati invitati ad esporre il loro programma. Dopo di
che si è provveduto a consegnare ad ognuno dei votanti le due schede per l’attribuzione dei voti, quella per Coordinatore e quella per Vice Coordinatore.
Al termine si è svolto lo spoglio delle schede dal quale è emerso il seguente risultato: sono stati eletti Coordinatore del Municipio RM VIII Rosario Mocciaro e Vice Coordinatore Michele Laria.
“Oggi siamo stati testimoni di una bella prova di democrazia.
L’insediamento del Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio rafforza le iniziative comuni e lo scambio di esperienze tra i Centri, con l’obiettivo di sviluppare ed integrare tra loro le attività”, hanno commentato a fine seduta l’Assessore Gasparri ed il Presidente Catarci.

(E.S.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Apre nel nostro Municipio uno spazio per l’allattamento

Apre nel nostro Municipio uno spazio per l’allattamento

Un nuovo spazio in cui le mamme potranno allattare e cambiare il pannolino ai proprio bambini: l’intento è quello di fare da esempio, aprendo la struttura del Municipio in Via Benedetto Croce a fare da traino affinché sempre più attività commerciali partecipino all’iniziativa e creino aree dove sia permesso alla mamme di allattare e di occuparsi delle esigenze dei loro neonati.
Il Consiglio del Municipio ha approvato un atto per l’adesione alla campagna dedicata all’allattamento al seno per la conciliazione della vita lavorativa con quella familiare. Il tema è molto importante poiché il latte che la mamma produce è un latte unico, inimitabile, specifico per il proprio bambino, che rafforza e consolida il legame tra i due, che fornisce al  neonato un’alimentazione completa, lo protegge dalle infezioni e porta benefici alla salute della mamma stessa. Il Municipio non solo aderisce alla campagna ma promuove un’iniziativa di sostegno e divulgazione dei punti di allattamento. Infatti presso gli uffici anagrafici di Via Benedetto Croce 50 apre uno spazio esclusivo dedicato a mamme e neonati. Si espande così la rete territoriale, a cui potranno aderire gli esercizi commerciali e le farmacie che intendono creare una piccola area dove le mamme possono cambiare ed allattare il proprio bambino.

(I.P.)

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I Centri anziani “tutti in carrozza”

I Centri anziani “tutti in carrozza”

Siglato un accordo tra il Polo Museale dell’ATAC ed il Municipio

Il Municipio Roma VIII ed il Polo Museale dell’ATAC di Roma hanno siglato un protocollo di intesa iniziative che prevedono la partecipazione attiva degli iscritti ai Centri Anziani del nostro territorio.
La prima occasione per consolidare l’avvenuto accordo è l’evento “Tutti in carrozza – I Centri Anziani in viaggio attraverso la storia”, che prevede l’organizzazione di più eventi, tutti a titolo gratuito, strutturati in più iniziative tra cui visite e uscite guidate con trenini e veicoli ATAC; incontri di presentazione libraria, racconti e testimonianze, mostre fotografiche ed ingresso agli stand e alle sale dove sono esposte alcune opere d’arte di patrimonio ATAC e dei rotabili storici. L’accoglienza e l’adesione al progetto da parte dei Centri Anziani del Municipio sono state molto positive e partecipate. Sabato 26 settembre un numeroso gruppo di iscritti ai Centri municipali, nel contesto della Settimana Europea  della Mobilità Sostenibile, ha preso parte all’iniziativa, partecipando alla visita guidata ed alla proiezione di un documentario sulla storia dei tram d’epoca, che ha particolarmente attratto l’attenzione dei nostri anziani.
L’incontro, è terminato festosamente con merenda e aperitivo. “Questa iniziativa”, affermano il Presidente Catarci e L’Assessore Gasparri, “rappresenta uno dei momenti significativi per l’apertura dei Centri anziani sul territorio e si inserisce nel progetto “Tutti in carrozza” che vedrà coinvolti ancora una volta i centri anziani del Municipio VIII”.

(S.B.)

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Il Centro per le famiglie “Cesare Battisti” da 10 anni svolge la sua lodevole attività

Il Centro per le famiglie “Cesare Battisti” da 10 anni svolge la sua lodevole attività

Tiriamo le somme dei primi dieci anni di attività dello spazio polifunzionale d’informazione, sostegno e consulenza alle famiglie

di Eraldo Saccinto

“Il futuro della programmazione sociale a favore dei minori dovrà necessariamente consolidare il lavoro impostato nel corso di questi anni, sia per quanto concerne le singole linee d’intervento, sia per quanto concerne quello che finora è stato fatto al livello comunale”. “Questo luogo, il Centro per le Famiglie, rappresenta il materializzarsi di un’intera esperienza dell’impegno del Comune di Roma e del Municipio nel delicatissimo campo delle politiche a favore dei minori, della promozione dei diritti dell’infanzia, di un approccio di sostegno alla famiglia a tutto tondo”.
Questo è il preambolo col quale all’epoca della sua Inaugurazione il Sindaco Veltroni, presentò, i locali del CENTRO PER LE FAMIGLIE “C. Battisti” – Centro polifunzionale d’informazione, sostegno e consulenza alle famiglie con minori a Piazza Damiano Sauli, nel territorio del nostro Municipio.
A dieci anni da quel momento si sono tirate le somme delle esperienze di lavoro e lo si è fatto in due diversi momenti, uno istituzionale, con un Consiglio Municipale nel quale sono state presentate le attività del Centro e durante il quale è stato votato un documento di ringraziamento e di sostegno per le future e con una festa per le famiglie, i bambini ed i ragazzi che negli anni sono stati seguiti, alla quale è intervenuto come sponsor Eataly, che ha allestito sacchetti merenda per tutti i partecipanti. Il Centro, fortemente voluto dalla Giunta municipale, sorse in collaborazione con la Scuola elementare “C. Battisti” e fu progettato proprio per fornire un supporto alle esigenze delle famiglie presenti nel nostro territorio. Un percorso lungo e complesso, costruito con una buona dose di tenacia, individuando la giusta intersezione tra le attività istituzionali dell’area minori e l’elaborazione di un progetto inserito nel Piano sociale di zona. Unendo di fatto l’espansione delle attività legate a queste aree di intervento con la ricerca di uno spazio esterno, rispetto alla sede del Municipio, cui poter contare per la soluzione di queste problematiche, ottenuto ristrutturando gli ampi locali collocati, in una disposizione defilata, all’interno della scuola Cesare Battisti. In questi ambienti hanno lavorato fianco a fianco gli operatori dei servizi a più alta integrazione socio-sanitaria ossia il Gruppo integrato di lavoro – Età evolutiva per le Adozioni nazionali e internazionali. Lo Sportello per le famiglie è stato concepito come punto di riferimento nel territorio per quanto concerne l’informazione, l’orientamento, la consulenza psico-sociale e il sostegno alle famiglie con figli minori, sia a livello di prevenzione delle situazioni di rischio, sia a livello di promozione del benessere infragenerazionale e relazionale.
L’obiettivo perseguito dal centro è stato ed è quello di costituire, non solo un luogo in cui offrire un insieme di servizi specialistici rivolti ai nuclei familiari, bensì uno spazio di prevenzione e di sviluppo benessere e della cultura intorno ai temi della famiglia, che sappia fungere da raccordo con il mondo della scuola e con la rete dei servizi presenti sul territorio. Un punto d’incontro per tutti i genitori, un luogo di scambio e di conoscenza per tutta la cittadinanza, dove siano favoriti percorsi di dialogo, d’interazione e, alla bisogna, d’approfondimento, con le giuste figure professionali e gli esperti del settore sui piccoli e sui grandi problemi del difficile ma fondamentale, mestiere di genitore. Il servizio, si è rivolto e si rivolge a tutte le famiglie e vuole essere un ponte con le realtà educative a livello territoriale e cittadino, costituire un punto di riferimento informativo sulle principali iniziative e opportunità esistenti nel territorio, offrire uno spazio nel quale i genitori possono riconoscere ed approfondire il loro ruolo e condividere la responsabilità genitoriale; fornire sostegno psicologico alla crescita evolutiva dei figli; valorizzare i diritti dei minori; dare informazioni sui servizi esistenti nel territorio e facilitare l’accesso agli stessi da parte dei richiedenti; offrire consulenze specializzate di tipo legale, terapeutico familiare e di coppia, pedagogico e psicologico individuale per migliorare la qualità della relazione genitori-figli con un occhio particolare a quelle situazioni che mostrano un particolare momento di criticità. Il risultato è stato molto positivo, giusto riconoscimento per un lavoro coi fiocchi, svolto tra l’altro nella cronica carenza di risorse di personale, di materiali ed economiche nella quale vivono i Municipi.

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Preso quasi in flagranza il piromane d’auto

Preso quasi in flagranza il piromane d’auto

Quest’estate l’hanno beccato mentre si godeva l’ennesimo spettacolo del fuoco: parliamo dell’incendiario seriale che da un po’ di tempo era diventato l’incubo di automobilisti e di motociclisti della Garbatella che dall’inizio di quest’anno hanno visto distrutti i loro mezzi, una trentina.
Lo hanno preso i carabinieri della compagnia dell’Eur in Via delle Sette Chiese, seduto nella sua auto, mentre assisteva all’ennesimo rogo appena attaccato, pronto ad accenderne un altro con la benzina che teneva di riserva a bordo in una tanica di plastica. Spento il fuoco, l’uomo, un 39enne, già noto per precedenti episodi del genere, è stato arrestato con l’accusa di incendio d’auto e portato in caserma. Colto quasi in flagranza di reato (quando è stato preso, sostava nella sua auto nei pressi della vettura cui aveva attaccato le fiamme), spetterà ora ai magistrati accertare che sia lo stesso responsabile dei fuochi d’auto che di notte hanno illuminato diverse strade del quartiere e dintorni: Via Padre Semeria, Via Adelaide Bono, Via Cristoforo Borri, Via Cristoforo Colomb5o, Via di Villa Belardi, Via Padre Reginaldo, Via Capitan Bavastro, Via Giovanni Spinola.
Speriamo che l’incubo degli automobilisti della Garbatella sia finito.

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Ginnastica per tutti nei Centri Sportivi Municipali

Ginnastica per tutti nei Centri Sportivi Municipali

Nei “Centri Sportivi Municipali” si può fare attività motoria e sportiva, dai tre anni di età in poi, scegliendo tra molteplici discipline organizzate sia nelle palestre scolastiche Comunali, al termine delle lezioni, sia negli impianti sportivi, comunque di proprietà dell’Amministrazione Capitolina. Un ottimo servizio, gestito dalle associazioni sportive con istruttori qualificati, scelte a seguito di avvisi pubblici, le cui tariffe mensili, stabilite da Roma Capitale, non superano le 27 euro circa al mese, per corsi di due ore settimanali.
Si possono praticare pallacanestro e pallavolo, ginnastica posturale, artistica, ritmica, generale, ballo liscio, hip hop e street dance, arti marziali, scherma ed altro ancora.
Per le iscrizioni occorre recarsi, di pomeriggio, presso le scuole C. A. Dalla Chiesa, centrale e succursale, Spizzichino, centrale e succursale, Padre Lais, Malaspina, Europa, ex Moscati, ex Vivaldi, D’Antona Biagi, Montezemolo, Ferrari, Poggiali, Tre Fontane Nord, Raimondi, Principe di Piemonte, Livio Tempesta, A. Severo, C. Battisti, oppure presso gli impianti di V. Ballarin n. 102 e V.le S. Paolo n. 12.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.comune.roma.it, cliccare su Municipi e poi su VIII: non resta che indossare scarpe e tuta da ginnastica, o pantaloncini, o scarpe da ballo per trascorrere piacevoli e salutari momenti di divertimento. (C.C.)

www.comune.roma.it/

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Municipio VIII, i Sindacati Unitari, la Consulta per la disabilità e la salute mentale – Disabili al lavoro

Municipio VIII, i Sindacati Unitari, la Consulta per la disabilità e la salute mentale

Ti Invitano al Convegno “Disabili al lavoro

La nostra realtà:  esperienze, proposte e percorsi di inserimento nel Municipio RM VIII
Organizzato dall’ Assessorato dalle Politiche Sociali

LA DISABILITÀ COME RISORSA NEL MERCATO DEL LAVORO
Mercoledi 27 maggio 2015 | Ore 16:30

Sala Consiliare “Piacentina Lo Mastro”
Via Benedetto Croce, 50 – Roma

Tra gli altri interverranno:

  • Il Presidente del Municipio RM VIII Andrea Catarci
  • Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese
  • l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio RM VIII Bernardino Gasparri
  • Il Presidente del Consiglio del Municipio RM VIII Umberto Sposato
  • il Presidente della Consulta per la disabilità Antonio Pelagatti
  • rappresentanti dei Sindacati Unitari, dei Consorzi , delle Associazioni e Cooperative, degli Enti privati, delle Istituzioni pubbliche.

Info e segreteria organizzativa:
tel. 06 69611241

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Nasce l’Officina delle arti “Pier Paolo Pasolini”

Nasce l’Officina delle arti “Pier Paolo Pasolini”

Aperte le porte del nostro Municipio al Laboratorio di alta formazione per la canzone, il teatro e il multimediale, nato dall’incontro tra Regione Lazio e l’università Roma Tre

di Carlo Martello

Una serata di musica e teatro con le ragazze e i ragazzi selezionati per il primo semestre dell’Officina delle Arti “Pier Paolo Pasolini”. Ecco quanto è andato in scena al Teatro Ambra alla Garbatella nella serata del 23 febbraio scorso: una kermesse con l’esibizione dei giovani talenti che nei prossimi mesi calcheranno le scene del Palladium e dell’Ambra per apprendere e affinare le arti della canzone, del teatro e del multimediale.
Alla serata inaugurale di questo laboratorio di alta formazione, nato dalla collaborazione tra Regione, Ateneo Roma Tre e Conservatorio di Santa Cecilia, hanno partecipato il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio, il rettore dell’Università Mario Panizza, l’assessore alla Cultura del Municipio Claudio Marotta e il presidente onorario dell’Officina PPP, Franca Valeri.OfficinaArti
Protagonisti del progetto, 68 giovani diplomati dai 18 ai 35 anni, che potranno seguire gratuitamente corsi e lezioni tenuti da artisti e operatori culturali quali Andrea Rosi, presidente della Sony Music Italia, i registi Luca Verdone e Steve Della Casa e i giornalisti musicali Gino Castaldo ed Ernesto Assante, sotto la scrupolosa direzione del trio Massimo Venturiello (Teatro), Tosca (Canzone) e Simona Banchi (Multimediale).
L’Officina non solo garantirà la formazione ai giovani selezionati, ma proporrà un calendario di eventi e spettacoli a ingresso gratuito fruibile da tutta la cittadinanza del territorio.
Massimiliano Smeriglio dal palco dell’Ambra raccomanda alle ragazze e ai ragazzi selezionati di avere cura del quartiere che li ospiterà e conclude: “Abbiamo attivato questo progetto recuperando risorse europee che altrimenti sarebbero tornate a Bruxelles. La politica la puoi definire in mille modi: ma ogni opportunità che diamo a un ragazzo è un germoglio, è una speranza”.
Per Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre “con l’Officina PPP si porta avanti l’idea che il teatro possa diventare anche un luogo di formazione. In più il progetto coglie bene la personalità del Teatro Palladium, che è un teatro universitario”.
Con una nota, il presidente del Municipio Catarci e l’assessore alla Cultura Marotta festeggiano l’arrivo di un nuovo autorevole intervento culturale che trova ospitalità alla Garbatella e lanciano, con la direttrice Tosca, la campagna “Adotta un artista”: chi avesse disponibilità di una camere per ospitare i talentuosi giovani dell’Officina PPP, potrà rivolgersi all’Assessorato in Municipio per mettersi in contatto con i ragazzi da ospitare e trasformare così la Garbatella in un Greenwich Village romano.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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“La Tenuta delle Tre Fontane dal medioevo agli orti urbani” Il nuovo libro di Gianni Rivolta, storico collaboratore di Cara Garbatella

“La Tenuta delle Tre Fontane dal medioevo agli orti urbani”

Il nuovo libro di Gianni Rivolta, storico collaboratore di Cara Garbatella

di Giancarlo Proietti

Torna nelle librerie Gianni Rivolta con un nuovo approfondimento storico sul territorio.
A distanza di tre anni dall’ultimo lavoro editoriale sui partiti politici nel primo dopoguerra nell’area Ostiense-Garbatella, il nostro collaboratore esce con una appassionante ricerca sulla “Tenuta delle Tre Fontane, dal medioevo agli orti urbani”, edito dalla Iacobelli. La presentazione del libro, domenica 29 marzo presso gli Orti Urbani di Largo Virgilio Maroso (zona adiacente via Ballarin) in occasione delle “Domeniche ecologiche”, promosse dall’Associazione Orti Urbani Tre Fontane e da Italia Nostra in collaborazione con l’VIII Municipio.
La pubblicazione di 108 pagine, ricca di fotografie e documenti d’epoca, ricostruisce nei secoli la testimonianza di fede dei vari ordini religiosi che fin dall’antichità abitarono il monastero delle Tre Fontane e l’opera caparbia dei monaci Trappisti, i quali alla fine dell’Ottocento riuscirono a vincere la malaria, che nei mesi estivi flagellava la comunità religiosa con decine di morti per le febbri perniciose. A quei tempi ben si guardavano i romani e i pellegrini dal frequentare quella zona insalubre talmente infestata da moscerini e zanzare che veniva chiamata “la Tomba di Roma”. D’estate si spopolava anche dei braccianti avventizi chiamati per i lavori agricoli stagionali.
Le Tre Fontane è una località situata a tre chilometri da Porta San Paolo nelle vicinanze dell’Eur, sulla sinistra della via Laurentina.
L’abbazia omonima, circondata ancora oggi da boschi di eucalipti, per secoli è stato il centro religioso e produttivo di tutta la zona circostante, dove la tradizione vuole sia stato
decapitato l’apostolo Paolo e dove furono edificate le chiese di San Vincenzo e Anastasio, Santa Maria Scala Coeli e San Paolo.
L’autore, grazie alla ricerca d’archivio ha ricostruitola storia secolare della Tenuta agricola a partire dalle antiche carte del catasto Alessandrino (1660),che per la prima volta rappresentavano con sufficiente esattezza l’estensione, la proprietà, i confinanti e i fossi che l’attraversavano, per finire con la cartografia degli inizi del Novecento, quando metà della Tenuta fu venduta (1914) ed espropriata in parte da Mussolini in vista dell’Esposizione universale del 1942.
Si trattava fin dal Seicento di una vasta porzione di territorio agricolo, di circa 485 ettari, in parte occupato da cave di pozzolana e di selce, dove oggi sorgono i moderni quartieri di Ottavocolle-Serafico-Laurentino, Colle di Mezzo, parte della Cecchignola e dell’Eur.
Ancora una volta attraverso la storia locale Gianni Rivolta apre gli orizzonti su quelli che furono i passaggi salienti della storia nazionale: l’età napoleonica e la prima Repubblica romana (1798-99), la giurisdizione dello Stato Pontificio, il ruolo delle colonie penali e il dibattito sulla bonifica dell’agro romano dopo l’Unità d’Italia, i grandi progetti del Fascismo (l’E42), i giorni cruenti della battaglia della Montagnola, che videro granatieri dell’esercito italiano e civili sbarrare la strada ai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’urbanizzazione degli anni Sessanta e Settanta con la formazione dei nuovi quartieri residenziali, che hanno cancellato anche gli ultimi segni dell’antica Tenuta agricola ( le case coloniche, la scuola ecc…).
Ma la narrazione storica mette i piedi nel piatto anche nell’attualità, nella cronaca quotidiana.
L’occasione è data dal braccio di ferro tra Municipio Roma VIII, sostenuto da comitati di cittadini, e i costruttori romani sulla salvaguardia del Fosso delle Tre Fontane, l’antico corso d’acqua che rappresentava il confine tra la Tenuta omonima e i terreni dei marchesi Ceribelli, oggi in parte coperto e minacciato dalla massiccia edificazione dell’Intervento edilizio denominato I60, 400 mila metri cubi di cemento da costruire tra via di Grottaperfetta e via Ballarin.
Infine con il racconto della straordinaria esperienza dell’Associazione orti urbani Tre Fontane, che ha visto un gruppo di cittadini bonificare e coltivare ad uso familiare una grande porzione di territorio lasciato all’abbandono e all’incuria, Gianni Rivolta riannoda i fili tra passato e presente, tra la vocazione agricola dell’antica Tenuta e quella in corso di questa importante testimonianza civica.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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Lo stracciarolo e la raccolta porta a porta d’altri tempi Alla Garbatella, Leone lo stracciarolo, col suo sgangherato triciclo, era un autentico personaggio

 Lo stracciarolo e la raccolta porta a porta d’altri tempi

Alla Garbatella, Leone lo stracciarolo, col suo sgangherato triciclo, era un autentico personaggio

di Enrico Recchi

stracciaroloE’ di qualche tempo fa l’articolo che si poteva leggere sulla cronaca di Roma di alcuni quotidiani, che raccontava come in alcune zone della periferia romana (Ottavia e Palmarola) la gente avesse raccolto firme e presentato una petizione in municipio per protestare contro il chiasso prodotto dai furgoncini privati che passano più volte al giorno in giro per le strade di quelle borgatee che, armati del classico nastro registrato e del megafono, ricordano agli abitanti che: “Donne è arrivato lo stracciarolo…”, disturbando la quiete pubblica.
No, niente di tutto questo: niente furgoncino, niente voce registrata, niente megafono. Ricordo benissimo che ancora nei primi anni ’70 passava per le vie del nostro quartiere un personaggio storico e davvero antico: “Leone lo stracciarolo”, che con la sua bicicletta trasformata in un triciclo, con un piano di trasporto anteriore, lanciava con la sua voce stentorea il suo grido di battaglia, lento e forte allo stesso tempo: “STRACCIAROLO” con l’ultima “o” che si allungava per poi perdersi nella pedalata.
Forse io ero piccolo , ma a me sembrava un omone forzuto, coi baffi e bei muscoli. In canottiera nei mesi caldi, pedalava per tutta la Garbatella (e forse oltre?), in genere di prima mattina a raccogliere quello che agli altri non serviva più. E come ben sapete alla Garbatella ci sono tante salite (…e discese) quindi era assai dura.
Le donne di casa allora portavano giù quella sedia, o quel mobiletto vecchio e malandato e non più utilizzabile oppure il fagotto annodato che racchiudeva vestiti vecchi (a volte questo innocuo sacco veniva lanciato dalle finestre o dai balconi). Lo stracciarolo raccoglieva tutto, metallo (ottone, rame), vecchi oggetti rotti, bottiglie di vetro (la plastica ancora non ci aveva sommerso). Qualche “pischello” più sveglio raccoglieva le bottiglie per proprio conto per poi cederle al “robbivecchi” (con due B in romanesco) per qualche lira da spendere in figurine, giornaletti, pescetti di liquirizia o, per i più accorti, nell’acquisto del biglietto per il cinema.
Quando a casa non c’era più la possibilità di riparare un paio di pantaloni o una camicia, né quella di passarli ad un fratello o cugino più piccolo, la madre diceva: “Questo lo mettiamo nel sacco degli stracci che poi quando passa Leone glielo diamo”.
Lo stracciarolo poi cercava, appunto tra gli stracci raccolti, qualcosa che ancora potesse avere valore per essere rivenduta. Se invece quei capi di vestiario erano davvero in condizioni disperate allora venivano venduti a ditte specializzate nel recupero dei tessuti e nella cardatura degli stessi attraverso complessi processi industriali. Il cardato, ovvero la materia prima derivante da vecchi tessuti, veniva lavorato fino ad ottenere il tessuto rigenerato.
Parliamo di una professione vera e propria, antica e ben radicata nella romanità, tanto da essere celebrata anche in un sonetto del Belli (“Lo stracciarolo” marzo 1834).
Altro che raccolta differenziata! Era addirittura “Porta a Porta”. Ieri come oggi c’era chi sopravviveva recuperando materiali e cose scartati da altri. Ma lo stracciarolo era un precursore del riciclo e del recupero, una figura di tempi andati quando non si parlava ancora né di ecologia né di raccolta differenziata.

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Stasera ci vediamo al Hey Hop! La birreria di fronte al Palladium

 Stasera ci vediamo al Hey Hop! La birreria di fronte al Palladium

di Irene Iodice

Il 25 ottobre 2013 apre qui a Garbatella (Piazza Bartolomeo Romano 4 – Palladium) una nuova birreria: Hey Hop! Un nome divertente e allegro, un gioco di parole creato dal richiamo alla canzone “Hey Ho, let’s go” dei Ramones e dalla parola Hop, in italiano luppolo (uno tra i principali componenti della birra). Ed infatti, il logo del locale è rappresentato proprio con il fiore del luppolo.
Questo beershop nasce dall’idea di Dario e Giordano, grandi amanti della birra artigianale, la cui passione viene prima dallo stomaco e poi dalla testa. Con l’intento di proporre una loro selezione di birre, hanno occupato lo spazio, in precedenza di un’ enoteca, e lo hanno modernizzato al punto tale che adesso si presta alla più svariata clientela, dal ragazzo di 20 anni all’adulto di 50.
Sull’onda di questo amore per la birra, infatti, questo locale è diventato un punto di riferimento e un centro di aggregazione soprattutto per i giovani, che possono passare le loro serate in compagnia, ascoltando musica e bevendo una buona birra.
Abbiamo messo alla prova la conoscenza di Giordano e Dario a proposito di birra con un gioco: “La birra che consiglieresti a…”

•Obama: “Bhè, una Black IPA”
•Papa: “La San Bernardus Tripel o una Birra Trappista, le birre dei monaci”
•Regina Elisabetta: “Mmmm…una Bitter”

Oltre al consumo delle birre conosciute, ormai è in voga una vera passione per la birra artigianale: esistono infatti in commercio moltissimi kit, a prezzi economici, per poter realizzare la birra in casa. In questo modo tutti possono accedere, anche se con tempi d’attesa piuttosto lunghi, alla birra dei loro sogni: bionda, rossa, scura, malto, doppio malto, fruttata.
Il lavoro di Dario e Giordano non si ferma solo alla vendita delle birre.
Hanno infatti realizzato artigianalmente ben due birre, con la prospettiva di poter proseguire con invenzioni sempre diverse per persone sempre diverse!
Quindi stasera, ci vediamo lì!

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A un anno dalla scomparsa di Padre Guido

A un anno dalla scomparsa di Padre Guido

22 aprile, un anno fa Padre Guido Chiaravalli ci lasciava. Cara Garbatella vuole ricordare l’opera di questo straordinario sacerdote attraverso la testimonianza delle persone che hanno avuto la fortuna di viverlo all’oratorio, al mare, alla scuola.
Come un anno fa continuiamo a raccogliere e pubblicare i racconti di tante ragazze e ragazzi, uomini e donne che hanno voluto testimoniare il loro affetto verso Er Prete.
Anche quest’anno vogliamo ricordare Padre Guido allo stesso modo, perché in ogni racconto, in ogni lettera, in ogni ricordo tanti si riconoscono.

di Fabrizio Mastrantonio

E’ immancabile. Ogni tanto ci ripenso o altri mi costringono a pensarci nuovamente. Come fosse un segno, un marchio indelebile nella mia vita; esattamente come quando ti ritrovi a intercalare le parole con le frasi che diceva tuo padre, anche se oramai non c’è più da qualche tempo.
E Padre Guido ne ha dette e fatte talmente tante, che non c’è occasione in cui non torni alla mente un suo modo di dire, di fare o un suo atteggiamento.
E così, immancabilmente, ti trovi a gridare “al pareggioooo!!!!!!” quando la tua squadra del cuore è sotto 7-1 o a dire a tuo figlio “… e non c’è niente di male, ma non si fa” quando ritieni che non si stia comportando correttamente . E lo fai imitando la sua voce e la sua postura, o cercando maldestramente di farlo. Già, perché le sue parole traevano forza e vitalità anche dal suo modo unico e irripetibile di dire e di fare.
Quando rideva, facendo due passi indietro, raccontando un’avventura dei ragazzi che mandava “zaino alla spalla e via!”, quando assumeva quell’aria da bambino divertito facendoti cantare e ricantare le canzoni popolari romanesche che adorava, oppure quando passeggiava assorto nei suoi pensieri e nelle sue preghiere in mezzo ai ragazzini vocianti e alla polvere che immancabilmente gli imbiancava le scarpe e i pantaloni.
Mi accorgo però di un aspetto che rende particolare e unica la grandezza dell’uomo. E’ incredibile, infatti, la quantità di persone che incontro, nei posti e nelle occasioni più disparate, che l’hanno conosciuto, che rievocano fatti o parole che tu stesso hai vissuto e che conosci benissimo. E non uno che non ne parli con un sorriso sincero sulle labbra, anche quando racconta degli scappellotti, della fuga dall’oratorio bloccata dalla sua presenza sulla porta al momento delle preghiera serale prima di tornare a casa, dell’acqua buttata a secchiate nei bagni o delle cartacce raccolte lungo tutto il perimetro dell’oratorio.
E il racconto travolge immancabilmente anche quelli che non l’hanno conosciuto. E’ talmente coinvolgente e particolare quello che si narra di lui che tutti restano a sentire, s’incuriosiscono e chiedono di saperne di più. E, nella sua grandezza, ti fa sentire, penso, esattamente ciò che devono aver provato i primi apostoli quando raccontavano le parole e i miracoli di Cristo a chi non lo aveva conosciuto.
Un misto di leggenda e di favola buona con la morale che ognuno ci vuole trarre secondo la propria sensibilità. E’ un anno che ci ha lasciato e, nel tentativo improponibile di tentare la sintesi dell’infinito, o la catalogazione delle emozioni, un ricordo, su tutti, continua a venirmi in testa, a testimonianza della grandezza della sua vita di educatore. Un accadimento che non ho vissuto personalmente ma che mi è stato tramandato da quelli più vecchi di me (e ce ne vuole oramai!): quando ai primi “bagnini” della colonia estiva, che si lamentavano e chiedevano protezione dall’essere presi a “serciate” di notte dagli indigeni torvajanichesi che si erano visti defraudare di un pezzo di spiaggia libera, portò una cassa di palloni di cuoio bucati dall’oratorio per farci i … caschi. Una sintesi perfetta del suo insegnamento: affronta la vita, non tirarti indietro, sporcati le mani, ma non mancare di proteggerti con la preghiera ed il tuo rapporto con Dio. E’ un anno che ci ha lasciato ma il bello è che è talmente vivo che non riesce a “mancare”.

Fabrizio Mastrantonio

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25 aprile 2015: “Sport e memoria” Nel 70° anniversario della Liberazione, nuova edizione della manifestazione della Polisportiva “G.Castello”, per non dimenticare il passato e capire il presente

25 aprile 2015: “Sport e memoria”
Nel 70° anniversario della Liberazione, nuova edizione della manifestazione della Polisportiva “G.Castello”, per non dimenticare il passato e capire il presente

di Enzo D’Arcangelo

La Polisportiva “G. Castello” organizza anche quest’anno una nuova edizione della manifestazione “XXV Aprile: Sport e Memoria”, nel 70° anniversario della Liberazione del nostro Paese dalla tirannia nazifascista. A fronte dei continui tentativi di cancellare questa ricorrenza, riteniamo importante riproporre una riflessione sui valori stessi su cui si fonda la nostra Repubblica nata dalla Resistenza.
Fortemente convinti che sono i giovani che devono fare propri i valori della democrazia, della libertà, della solidarietà e della giustizia, indipendentemente dalla fede religiosa e
dalle ideologie politiche, a 10 anni dal viaggio ad Auschwitz della Polisportiva, in un periodo di pesante crisi sia economica che sociale vogliamo contribuire con le nostre iniziative a tenere viva la “memoria” degli eventi, dei luoghi, ossia della storia e dei suoi insegnamenti.
“Sport e Memoria” ha riscosso sempre un notevole successo: grazie alla pluralità degli eventi organizzati, ai valori trasmessi, al fair play che lo contraddistingue e alle centinaia di giovani che vi hanno partecipato ogni anno, é diventata un momento di incontro significativo nel panorama sportivo romano.
Anche quest’anno sono previsti molti incontri, dai tornei di minivolley e pallavolo, a quelli di calcio giovanile, alle esibizioni di ginnastica ritmica e arti marziali, ai tornei di dama e scacchi, il tutto a fare da cornice al Trofeo Liberazione di atletica, organizzato il collaborazione con la Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Gordiani, in programma allo Stadio
della Farnesina e diventato ormai uno degli appuntamenti più prestigiosi di tutta la stagione atletica laziale.
Gli altri luoghi della manifestazione “XXV aprile sport e memoria  2015” sono quelli soliti della Polisportiva nel Municipio Roma VII: la palestre di Via Sannio (minivolley, pallavolo, arti marziali, ginnastica ritmica) – che la G. Castello dovrà lasciare definitivamente a fine giugno a causa delle note vicende legate alla gestione del bando-truffa ordito da Alemanno e Cochi e che l’Amministrazione Marino non ha ritenuto doveroso annullare nonostante le numerose irregolarità denunciate – e nel Municipio Roma VIII la palestre della Scuola Peano (dove si terrà il torneo di Tennis Tavolo), l’impianto di Via A. Severo (calcio giovanile) e la Villetta di Via Passino dove il tutto si concluderà domenica 26 con un torneo di dama e scacchi, in collaborazione proprio con Cara Garbatella.
Sicuri che anche quest’anno molti saranno i giovani che aderiranno alle varie iniziative, invitiamo tutti i lettori e i cittadini a contribuire con la loro presenza, i loro valori e le loro idee al successo della manifestazione.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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Sempre più degrado nel nostro quartiere

Lettera | Sempre più degrado nel nostro quartiere

Carissima Redazione,
in risposta alla telefonata intercorsa con Eraldo Saccinto vostro collaboratore, circa il degrado del nostro quartiere, vedasi i cassonetti non svuotati, le immondizie in strada e sui marciapiedi, gli square centrali della Circonvallazione Ostiense, il marciapiede con fermate del bus, si largo ma che la kasbah di bancarelle lo hanno ristretto talmente ai pedoni ridotto in un budello tale e quale ad un suk.
In Via Caffaro, inoltre, l’ultimo tratto di 100 metri dove esistono un supermercato, un ufficio postale e ben tre banche è da Natale che non viene pulito, l’immondizia e le deiezioni canine imperano. La mancanza di vigilanza degli organi preposti e il degrado imperano. Tutto questo a 200 metri da Campidoglio 2. Essendo un quartiere frequentato da molti turisti europei e non, c’è proprio da vergognarsi! Allego a queste lamentele di un comune cittadino una pagina di un altro giornale di quartiere l’“Urlo” con dichiarazioni veramente sconcertanti da parte dei vari amministratori dell’VIII Municipio.
Borsetti

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La Tenuta delle Tre Fontane dal Medioevo agli Orti urbani

tenuta-delle-tre-fontaneLa Tenuta  delle Tre Fontane dal Medioevo agli Orti urbani

Il nuovo libro di Gianni Rivolta

Torna nelle librerie Gianni Rivolta con un nuovo approfondimento storico sul territorio. A distanza di tre anni dall’ultimo lavoro editoriale, il nostro collaboratore esce con un’appassionante ricerca sulla “Tenuta delle Tre Fontane, dal medioevo agli orti urbani”, edito dalla Iacobelli.

Il libro sarà presentato domenica 29 marzo alle ore 11,30 presso gli Orti Urbani di Largo Virgilio Maroso (zona adiacente via Ballarin) in occasione delle “Domeniche ecologiche”, promosse dall’Associazione Orti Urbani Tre Fontane e da Italia Nostra in collaborazione con l’VIII Municipio. Saranno presenti  Andrea Catarci presidente dell’VIII Municipio di Roma, Claudio Marotta assessore alle Politiche Culturali ed altri rappresentanti del territorio.

Orti Urbani | Largo Virgilio Maroso

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