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associazione adelio canali

A Giovanna Mirella Arcidiacono è stata consegnata dall’associazione culturale “4 giugno 1944” di Adelio Canali una medaglia ricordo per l’opera di divulgazione sulla Garbatella svolta in questi anni. Alla manifestazione hanno partecipato Massimiliano smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio, Amedeo Ciaccheri e Claudio Marotta rispettivamente presidente e assessore
alla cultura dell’vIII Municipio.

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programma di moby dick via Edgardo Ferrati 3

Giovedì 17 gennaio ore 18
Anidroide di Marco Bucci, interviene l’autore; Venerdì 18 gennaio ore 18
Wislawa szymborska (Premio nobel per la Letteratura nel 1996) a cura de
La setta dei poeti estinti. Intervengono emilio Fabio Torsello e Mara sabia

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Aperto al San Michele il centro di accoglienza notturna

L’Ipab San Michele di piazza Tosti apre le porte ai senza fissa dimora.
Venti posti letto gestiti dalla Croce rossa in accordo con i Servizi sociali
municipali. Il centro di accoglienza notturno è stato inaugurato da Amedeo
Ciaccheri, presidente del Municipio VIII e dall’Assessora ai Servizi sociali
Alessandra Aluigi. “ Non possiamo dimenticare – sottolineano gli amministratori
locali- quanto è accaduto solo qualche giorno fa a piazza Lotto a Tor Marancia
e quindi abbiamo voluto dare questa prima risposta all’emergenza freddo nel
nostro territorio. Un servizio che si inquadra nella rete di protezione che il
Municipio ha avviato insieme alle altre realtà locali come le Parrocchie, la
Comunità di Sant’Egidio, la Protezione Civile e in particolare la Croce rossa e
l’Ipab San Michele, nostri partner in questa attività”. (r.g)

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GELO IN ARRIVO, MA LE SCUOLE DELL’VIII MUNICIPIO NON LO TEMONO

Il suono della campanella, la ricreazione, la strizza per l’interrogazione: quelli tra i banchi si sa, sono gli anni più belli. Eppure, anche lì non mancano i disagi. Puntuale come l’inverno, ogni anno in tante scuole si presenta il problema del freddo: termosifoni spenti, caldaie bloccate, temperature al di sotto del limite minimo. La media prevista dalla legge dovrebbe essere infatti tra i 18 e i 20 gradi, ma in molte sedi scolastiche è invece di 14 gradi. Le scuole coinvolte nella Capitale costrette al gelo sono ben il 25%. Insomma, pare che grazie alla cultura scolastica, invece che in una botte di ferro ci si ritrovi in una botte di freddo.

Ma se una scuola su quattro è in queste condizioni, siete curiosi di sapere come ce la passiamo nel nostro municipio? A quanto pare, per fortuna non possiamo lamentarci: “quest’anno al rientro dalle vacanze natalizie, le studentesse e gli studenti hanno trovato scuole calde grazie al nostro intervento”, ha annunciato il presidente del municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Grazie all’accensione anticipata dei termosifoni infatti, sono riusciti ad ostacolare la solita rogna delle classi glaciali.

Dunque, da Ostiense passando per Tor Marancia fino all’Appia, possiamo affermare che le nostre scuole sono al caldo.

Non mancano però le eccezioni: “purtroppo siamo costretti ad affrontare un disservizio alla scuola primaria Alonzi, causato da una perdita dell’impianto termico”, ha aggiunto Ciaccheri. Ma l’impresa di manutenzione è già al lavoro per sistemare il danno.

In definitiva, per l’inizio di questo inverno possiamo dirlo: Municipio VIII – 1, gelo – 0, palla al centro. (P.M.I.)

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Morìa di volpi nei parchi campagna

Può sembrare strano parlare di volpi nel territorio urbano, ma non è così. Gli animali selvatici sono molto più presenti di quanto noi immaginiamo nei parchi della città. Purtroppo negli ultimi giorni due esemplari sono stati trovati morti sulle strade adiacenti le aree verdi. Ieri una piccola volpe senza vita è stata vista da un runner nelle adiacenze del parco del Forte ardeatino e questa mattina un passante ne ha notata un’altra senza vita sulla via Laurentina nei pressi dello svincolo delle Tre Fontane e della Roma Fiumicino. D’altra parte è cosa nota che una coppia, maschio e femmina, staziona da diverso tempo nel canneto degli orti Tre Fontane , tra via del Tintoretto e in parco delle Rane di largo Longanesi. (r.g)

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il giorno della memoria

GIORNO DELLA MEMORIA 2019

La Polisportiva G. Castello, con il
patrocinio della Regione Lazio e del
Municipio Roma VIII,

e la collaborazione delle associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -,
Cara Garbatella e Millepiani, espone a Roma la mostra realizzata dal Comune di Scandicci su i

CAMPIONI NELLA MEMORIA

Storie di atleti deportati nei campi di concentramento

Se comprendere è impossibile,
conoscere è necessario
Primo Levi

La mostra sarà esposta i giorni sabato 26 e domenica 27 gennaio 2019 nei locali dell’associazione
Millepiani-coworking
Via Nicolò Odero 13 Roma (Garbatella)

Sabato 26 h.10.30 incontro con la curatrice della mostra
Prof.ssa Barbara Trevisan

INGRESSO LIBEROPOLISPORTIVA “G. CASTELLO”Fondata nel 1967

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Emergenza freddo in VIII Municipio

Iniziative di solidarietà all’Ottavo Municipio

Con l’ improvviso abbassamento delle temperature  di questi ultimi giorni è scattata l’emergenza freddo anche sul territorio dell’VIII Municipio. Dopo la morte del clochard polacco, trovato senza vita, su una panchina di piazza Lorenzo Lotto a Tormarancio le istituzioni locali e le associazioni dei cittadini hanno organizzato una serie di iniziative per i senza tetto. Intanto è stato allestito un punto di raccolta di coperte, giacconi, indumenti di lana e generi alimentari al centro sociale La Strada di via Passino 20, la stazione Piramide della metropolitana è stata aperta per la notte. Le iniziative per fronteggiare il gelo di questi giorni non finiscono qui:  “siamo  mobilitati insieme alla comunità di Sant’Egidio – ha spiegato Paola Angelucci, consigliera municipale-  ai volontari della Villetta, della Casetta rossa e della Strada per portare un pasto e una bevanda calda ai senza tetto del nostro territorio”. (g.r)

web del MunicipioFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Magia-di-Natale

Pronti, Natale, e via: iniziano le feste! Tra corsi di cucina, alberi col puntale, street art, spettacoli e fiere, il quartiere degli storici lotti e i suoi dintorni, vi propongono alcune date a cui non potrete
mancare. Per gli amanti dell’arte culinaria, stringete le cinture, anzi, forse sarebbe meglio dire allargate e tenetevi forte. Tra le iniziative più gustose di Natale, vi aspettano divertenti esperienze
gastronomiche così da poter battere persino vostra suocera ai fornelli. Dove? Da Eataly, in piazzale 12 Ottobre 1492 il regno del food d’eccezione ai confini della Garbatella, troverete svariati corsi sia per grandi che per bambini: dalla cucina Gourmet, alla pizza fatta in casa, lezioni sulla pasticceria tradizionale italiana o tutorial per riconoscere le migliori birre.
Con l’arrivo delle festività poi, presepi e alberi diventano protagonisti indiscussi di questi giorni. A piazza Albini dall’8 dicembre al 7 gennaio ci sarà un albero alquanto particolare.

Palle di Natale? Naah…, a decorarlo ci saranno i personaggi delle fiabe di Fata Garbatella. Il tutto costruito a mano dai ragazzi nigeriani dell’associazione Amici di Fruzzico.
Insomma un mix di integrazione per i ragazzi stranieri unito al
divertimento per i piccoli del quartiere. Se invece amate la musica o l’arte, sappiate che piazza Biffi, base di ritrovo per molti giovani della Garbatella, il 21 dicembre diventerà la tela di un gruppo di ragazzi pronti a riqualificare il nostro territorio, attraverso la Street Art, il Live Painting, Stencil Art, il tutto accompagnato da musica e Video Mapping sull’albergo rosso. In un’epoca dove la tv ha soppresso il teatro, la fotografia ha ucciso la pittura e i graffiti sono invece rimasti incontaminati dal progresso, quale idea migliore se non arricchire il quartiere attraverso le nuove arti? Il Natale però, si sa, non è solo una data, ma piuttosto uno stato d’animo, che spesso porta solidarietà.
Per questo, con una vitalità stravolgente, al Nuovo Teatro di viale di San Paolo, i genitori e i ragazzi della associazione “Stiamo bene insieme”, hanno organizzato uno spettacolo per raccogliere i fondi da devolvere all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica. Un divertente musical recitato da volontari dai 12 ai 30 anni, che nella vita fanno tutt’altro che stare su un palco: infermieri, studenti, gelatai o psicologi. Tutti riuniti per poi, una volta spente le luci del teatro, donare i soldi a chi ne ha bisogno.
Potete venirli a trovare il 9 dicembre alle 15:30 o alle 19:30 a viale di San Paolo 12. La solidarietà inoltre, quest’anno ha una missione impossibile, che nessuno è mai riuscito a compiere; quale?

Bloccare il traffico a Marconi! Proprio così, per poi trasformare il tutto in area pedonale, all’insegna di una giornata in cui le associazioni del quartiere presenteranno le loro attività, dal teatro, al canto, agli sportelli di ascolto con psicologi o ostetriche.
Salvatevi la data: 22 dicembre in via Orso Mario Corbino. E a proposito di date, anche quest’anno, il 25 dicembre la Comunità di Sant’Egidio al San Michele di piazza Tosti 4 ci ricorda che per il tradizionale pranzo, ancor prima di decidere cosa mangiare, è fondamentale scegliere con chi. Per questo dal 1982, famiglie povere, persone sole o malate e immigrati si ritrovano a festeggiare alla stesso tavolo.
Età diverse, ma anche lingue, tradizioni e religioni opposte riescono ad unirsi, in un mondo che tende invece sempre più a chiudere porti e innalzare muri. Non mancheranno poi di certo iniziative per i più golosi. E visto che la specie umana si divide in due categorie: gli amanti del cioccolato e quelli che non vogliono ammetterlo, se fate parte della prima categoria, potete degustare ogni tipo di dolciume artigianale alla festa del cioccolato, accompagnato dai mercatini di Natale, l’8 e il 9 dicembre dalle 10:00 alle 18:00 presso il parco Egeria, in via dell’Almone 105. Se poi il cioccolato non dovesse bastarvi, e ogni anno al cenone in famiglia siete schierati nella squadra di quelli che: “Buuu il pandoro viva i canditi!”.

Beh, sappiate che sua maestà il panettone vi aspetta sempre al Parco Egeria il 15 e il 16 dicembre, 10:00-18:00, in un’incredibile week-end tra panettoni ricoperti di pistacchio, cioccolato bianco o all’arancia, fondente, ripieni di frutta o affogati nel rum. Il tutto tra luci colorate e un mercatino artigianale. Insomma, le proposte non mancano, affacciatevi con i vostri occhi per giudicare la migliore, o magari, la
più gustosa.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

bilancio dell’VIII Municipio su scuole, mercati, cultura, degrado e verde

CIACCHERI INCONTRA I CITTADINI AL MERCATO DI GROTTAPERFETTA
di Gianni RIVOLTA

Report dei primi cinque mesi di lavoro e prospettive per il prossimo anno sono stati al centro dell’incontro pubblico del Presidente Amedeo Ciaccheri con i cittadini. La scelta del mercato rionale di Grottaperfetta come luogo dell’evento ha dato subito il segnale della volontà di questa nuova Giunta di riannodare il legame con la popolazione dopo la breve deludente parentesi grillina e i due
anni di commissariamento. Ciaccheri lo ha fatto con passione, con un intervento fiume durato quasi un’ora, prendendo fiato a stento davanti a una platea di cittadini attivi, rappresentanti delle associazioni, della protezione civile, delle scuole del territorio e a quasi tutti gli amministratori della maggioranza di centro sinistra uscita vincente dal voto del 10 giugno. L’entusiasmo del giovane Presidente e di tutta la Giunta, oltre all’elenco delle cose fatte e di quelle da mettere in cantiere, sembrano essere l’innesco giusto per un protagonismo civico diffuso, un moltiplicatore di  partecipazione, che pare essere il vero motore di questa nuova amministrazione. “Una esperienza quella del Municipio Roma VIII – ha dichiarato alla stampa il Presidente- che potrebbe essere
un laboratorio politico per tutta la città di Roma”.
Veniamo ora ai fatti concreti.
Su un piccolo schermo la regia della manifestazione ha diligentemente mandato l’elenco delle realizzazioni di questi primi mesi di governo: in testa la manutenzione di alcuni plessi scolastici
e la sicurezza nelle scuole.
Rispetto a questo tema Ciaccheri ha voluto polemizzare con le recenti disposizioni nazionali: “le scuole sono sicure se sono prese in carico dalla comunità, non basta mettere le telecamere sorvegliate dalla Polizia”. Un altro cavallo di battaglia della maggioranza di governo è la riorganizzazione dei mercati: eliminare le sedi improprie, garantire la copertura dei posti vacanti nei plateatici e favorire al loro interno eventi culturali, notti bianche ed altre attività di svago. È stata anche espressa l’idea mutualistica di mettere a disposizione dei più poveri le eccedenze alimentari, che si producono ogni giorno nei supermercati e in quelli rionali. Sulla creatività culturale è stata sottolineata l’adesione massiccia al nuovo bando “Cult” e l’inaugurazione dei nuovi murales : quello Hunting pollution al Porto Fluviale e quello più partigiano sulla Battaglia della Montagnola del settembre 1943 nella piazza omonima. Infine verrà scoperta una targa a San Paolo per ricordare il “Bocia”, il combattente garibaldino Primo De Lazzari che ha vissuto tanti anni alla Garbatella.
Tra i risultati ottenuti la manutenzione di alcune aree verdi degradate (Parco Sbragia, via Gozzi, via Giovannipoli, via Valignano, via Bortolotti, via Badia di Cava) e l’avvio dell’affidamento
di alcuni giardini alla società civile che se ne potrà prendere cura.
Circa ottanta i punti realizzati e altrettante le sfide da lanciare per il futuro: tra queste la ricaduta su piazza dei Navigatori dei 17 milioni di oneri concessori della convenzione tra il Comune
di Roma e i costruttori in cambio di un terzo palazzo da edificare; l’apertura del Parco urbano di Tormarancio il più grande a livello europeo; l’avvio della cabina di regia sul Centenario della
Garbatella (1920-20120) per fare dello storico rione popolare un quartiere più bello e riqualificare diverse realtà degradate.
Non è così entusiasta dei primi passi dell’amministrazione Ciaccheri il consigliere di Forza Italia Simone Foglio: “Il mio è a malincuore un giudizio negativo. In primo luogo perché la maggioranza
utilizza il Municipio come una vetrina per fare polemica politica sui temi nazionali. E poi sulla questione di piazza Navigatori mi sembra che abbiano subito le scelte fatte dal Campidoglio sia sull’aumento delle cubature sia sulla farsa del processo partecipativo on line, col quale la Giunta Raggi ha selezionato i progetti da finanziare con 17 milioni di euro. Ma che democrazia è se bastano qualche decina di clic sul computer per decidere la bontà di un progetto al posto di un altro? E gli amministratori eletti democraticamente che ci stanno a fare?”Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

È arrivata fino a Sanremo la musica degli Sgarbatelli

IL GRUPPO FOLK-POP DELL’ISTITUTO DAMIANO SAULI
di Lorena GUIDALDI

Sono già conosciuti in tutta Roma e non solo gli Sgarbatelli Drum Circle, il gruppo musicale della scuola media Macinghi Strozzi che quest’anno ha partecipato alla manifestazione Tamburi della
Pace in Campidoglio, alla Festa della Cultura e al Festival dello Street Food a Garbatella nonché alla Festa della Musica a piazza Santa Maria in Trastevere. “Il gruppo è nato nel 2016 – racconta
la professoressa Serena Della Monica, insegnante di educazione musicale – su un progetto che ho presentato contro la dispersione scolastica: un corso pomeridiano di musica folk–pop con uso di strumenti legati alla tradizione popolare del centro e sud Italia come organetti, fisarmoniche, tamburi a cornice, castagnetti che si fondono con i suoni più moderni delle chitarre acustiche, dei bassi elettrici e della batteria.” Il complesso musicale che nei primi tempi coinvolgeva una trentina di ragazzi, dopo due anni, a progetto concluso, ha raddoppiato i partecipanti e ha cominciato a uscire dall’ambito scolastico proponendosi con successo in diverse manifestazioni cittadine, fino ad arrivare al Global education festival a Sanremo classificandosi tra i finalisti e ricevendo la Menzione Speciale. L’entusiasmo dei ragazzi ha naturalmente contagiato le famiglie e gli altri docenti della scuola, che seguono assiduamente il gruppo con passione nelle trasferte. Il prossimo appuntamento per gli Sgarbatelli sarà a piazza Benedetto Brin in occasione del 99 esimo compleanno della Garbatella.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

sotto la pioggia battente la XXVII edizione di Corri alla Garbatella

di Massimiliano Giovannoli

Anche quest’anno l’associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, con la collaborazione tecnica dell’A.S.D. Roma Road Runners Club e il patrocinio del Municipio Roma VIII, ha organizzato
domenica 25 novembre 2018 la 27a edizione di Corri alla Garbatella, gara podistica competitiva sulla distanza di 10km e non competitiva sulle distanze di 5 km e 650 metri.
Come nelle precedenti edizioni, la corsa si e’ tenuta tra le strade che attraversano Garbatella, opportunamente scelte per valorizzare un territorio particolarmente originale e con angoli unici e di rara bellezza.
Un appuntamento unico non solo per gli atleti, ma anche per i tanti cittadini che come ogni anno hanno affollato le strade di questo quartiere ricco di fascino e di storia.
Nonostante le pessime condizioni atmosferiche, la manifestazione ha visto la partecipazione di più di 1000 runners: per la gara competitiva si sono iscritte 135 donne e 435 uomini.
La corsa competitiva di 10 km, che prevedeva il doppio giro di 5 km, in senso antiorario, ha percorso i più suggestivi angoli di Garbatella. Partenza e arrivo in via Guglielmo Massaia, poi il percorso si e’ snodato lungo piazza Bonomelli, via da Pennabilli, Circonvallazione Ostiense, piazza da Lucca, via Percoto, via Persico, via Caffaro, Ponte Spizzichino, via Pullino, via Licata, via Ferrati, piazza Brin, via delle Sette Chiese, via Passino, via Rho, via Borri, via delle SetteChiese e piazza Oderico da Pordenone.

Il primo a tagliare il traguardo è stato Francesco Fagnani con il crono di 35’14”, sul podio anche Marco Giovannini (35’43”) e Maurizio Testa (35’52”). Al femminile successo per Michela Fabrizi in 43’14”, precedute Sara Giuliani (43’33”) e Chiara Battocchio (43’43”).
Oltre la gara competitiva di 10 km c’e’ stata quella non competitiva di 5km che ha visto cimentarsi atleti “meno preparati”.
Hanno gareggiato anche i piu’ piccoli che hanno percorso una breve distanza di 650 metri, rendendo la giornata un momento di aggregazione tra vecchie e nuove generazioni .
Presenti alla premiazione il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri e l’Assessore alla Cultura Claudio Marotta.
Mascotte premiata di questa edizione e’ stata Sara Vargetto, una bambina di dieci anni dal bellissimo e contagioso sorriso, affetta da AIG (artrite idiopatica giovanile) ma con una irriducibile
gioia di vivere.
Durante la premiazione ha preso la parola anche Walter Graziani Presidente dell’Associazione Culturale e ASD Podistica Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore Corriallagarbatella
2018, sottolineando che la corsa dovra’ continuare ad essere un appuntamento fisso per i suoi abitanti e per gli atleti che provengono da fuori Roma. Infine, in via Guglielmo Massaia 31,
presso i locali della Cna dove e’ stato allestito il villaggio degli atleti, e’ stata presentata ai cittadini una mostra fotografica sul quartiere.
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Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII

Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII
di Eraldo Saccinto

Il 9 novembre, presso la Sala Consiliare del Municipio RM VIII, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Laura Baldassarre, dei dirigenti municipali e dei Presidenti eVice Presidenti dei Centri Anziani Municipali, si sono svolte le elezioni per la carica di Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri del Municipio VIII.
I candidati alla carica di Coordinatore sono stati: Maria Novella Rota, ex Presidente del CSA San Michele, Enrico Lupardini, già Presidente del decaduto Consiglio Municipale e Bruno Cipullo membro del CSA Vasca Navale, mentre alla carica di Vice Coordinatore sono stati: Elena Inguaggiato ex Presidente del CSA Parco Schuester e Bruno Cipullo.
Il coordinamento dura in carica tre anni e gli eletti a livello municipale fanno parte di diritto di quello cittadino. La carica di Coordinatore, impone che non ci sia la possibilità di un doppio incarico, per cui se si è Presidente di un Centro Anziani, non si può essere contemporaneamente Coordinatore o Vice Coordinatore Municipale. Le finalità con le quali sono stati istituiti, sono quelle relative alla promozione di iniziative unitarie, scambi di esperienze tra centri e sviluppo ed integrazione delle attività, come prevede il regolamento dei Centri Anziani di Roma Capitale, che è oggetto di una revisione in sede di commissione Politiche Sociali di Roma Capitale. Sotto la guida del Responsabile dei Servizi Sociali del Municipio la Dott.ssa Sara Di Loreto si è proceduto alla presentazione dei candidati, i quali sono stati inviatati ad esporre il loro programma.
Al termine delle esposizioni, si è provveduto a consegnare ad ognuno dei votanti le due schede per l’attribuzione dei voti, quella per Coordinatore e quella per Vice-Coordinatore. Al termine si è svolto lo spoglio delle schede dal quale è emerso il seguente risultato, sono stati eletti: Coordinatore dei CCSSAA del Municipio RM VIII: Maria Novella Rota e  Vice Coordinatore : Elena Inguaggiato.
“Oggi siamo stati testimoni di una bella prova di democrazia – ha commentato al fine seduta l’Assessore Baldassarre-. L’insediamento del Coordinatore e Vice-Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio, rafforza le iniziative comuni e lo scambio di esperienze tra i Centri, con l’obiettivo di sviluppare ed integrare tra loro le attività.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Maria Jatosti, scrittrice e poeta, anche quest’anno ha fatto dono ai nostri lettori di un racconto di Natale. Protagonista, come negli anni precedenti, è la figura di Giovannino, che nel frattempo è cresciuto ovviamente in età e in responsabilità. Ora è un bel giovanotto alla ricerca di lavoro, che però si deve accontentare di qualche giornata e in ogni caso di incarichi precari e aleatori. Ma Giovannino insiste, ha fiducia in se stesso, crede nella lotta per un mondo migliore che dipenderà anche da lui, dalla sua tenacia.
Maria ha trascorso la gioventù nel nostro quartiere al quale è legata in forma quasi viscerale. Abitava con la famiglia in piazza Oderico da Pordenone. Qui ha fatto le prime solide amicizie, qui le prime esperienze politiche nella storica Villetta: una esaltante eredità dalla quale è impossibile discostarsi. Figlia di un maestro elementare, perseguitato politico antifascista, privato del lavoro e condannato con la famiglia al confino di polizia, ha gratificato la memoria del padre col suo primo romanzo, appunto “Il confinato” , recentemente rieditato, al quale sono seguite molte altre opere di prosa (romanzi e racconti) e di poesia. Si è occupata anche di letteratura infantile, è inoltre una nota traduttrice e soprattutto una infaticabile operatrice culturale. Il romanzo dedicato al padre sarebbe un’ottima lettura soprattutto per i giovani che sanno poco, troppo poco del fascismo, nel momento che qua e là nel mondo e anche in Italia assistiamo a preoccupanti rigurgiti. (C.B.)

Frohe Weihnachten,
Buon Natale

di Maria Jatosti

Qui per la padrona di casa, Frau Brigitte, sono Johann, tutti gli altri chi mi chiama Jonas chi Hans chi Ivan o Jan. Latif, il grosso turco di “Pizza Napoli” dove lavoro da più di un anno, mi dice Yahya. L’unica che si sforza di chiamarmi Giovannino è Marike. I nomi delle donne in questo paese finiscono tutti con la e: Beate, Annette, Clementine, Else, Berte. Se cambi la e finale e con la a sono uguali ai nostri… Marike è la ragazza del selfy sulla torre dell’Olympiapark . Una specie di pinnacolo alto 300 metri, sempre illuminato che lo vedi da ogni punto in cui ti trovi e che, se non soffri di vertigini e ci sali fino in cima, ti permette di vedere tutta la città e perfino le Alpi… Qualche volta la domenica con Marike andiamo a bere una birra nel quartiere antico, oppure in centro a sentire il carillon che suona dal campanile del municipio. Lì davanti, nella piazza, hanno alzato un albero di Natale. È enorme e scintilla tutto d’oro Che nostalgia i nostri alberelli di plastica! Le tue palline, i festoni, il babbo ritto sulla sedia che infila il puntale con la stella, mentre io attacco le lucine che nel buio si accen-dono e smorzano di colori e mettono tanta allegria nel cuore.

Però, l’ultimo Natale, niente allegria. Non posso ricordarlo senza sentire un groppo alla gola. Il regalo per nonna Maria sotto l’albero stavolta non c’era. Grande nonna Maria, se n’era andata da poco, piano piano, senza rumore. Né lacrime né fiori, diceva. Piangeva quand’era felice e se ne rideva delle difficoltà. Vai vai col vento Giovannino, mi salutava dalla finestra. Vai, non ti fermare. La vita è là davanti, acciuffala per i capelli…
Mi manca tanto. E Puccio, come sta? È invecchiato? Ingrassato? Chi lo porta fuori a correre? Dove gli hai acconciato la cuccia ora che la mia cameretta, mi dici, è occupata dall’ucraina che lava le scale insieme a te? Com’è, giovane? simpatica? Anche qui ci sono parecchie ragazze che vengono dall’Est.
Corrono da un posto all’altro facendo i mestieri più umili per mandare i soldi a casa dove la miseria è tanta e la ricchezza più sfrenata è di pochi. Quel breve periodo che ci sono stato prima di venire qui, mi è bastato per vedere come sono finite le cose da quelle parti. Da quando il sole dell’avvenire è tramontato sono sorti i guai.
Anche qui non tira una buona aria, ma  se sgobbi sodo e non fai storie te la cavi abbastanza bene. Io mi accontento. Il lavoro mi piace, sono nel mio.
Se penso a tutte le pizze che ho consegnato quando filavo fischiettando per le vie del quartiere, in bicicletta o in motorino…
A proposito, dov’è finito? In cantina sfasciato e arrugginito? La prima volta che vengo a casa voglio rimetterlo in sesto. Ne ha fatta di strada! Prima con quello spilungone di Lucas che rideva come un salvadanaio con quel lampo dei dentoni sul nero della faccia… Lo vedi mai? Ti viene a trovare qualche volta? Ti chiede di me? È scomparso, neanche un messaggino, brutto muso nero.
Quante corse e quante risate! Tieniti forte Giò, si vola! E via d’un balzo, un’impennata, di corsa tra  bozzi fosse e bu-che e clacson stizzosi e madonne fino al ronfo e al borbottio sornione della resa sul più bello e addio! lemme lemme a fette col sole o con la neve… Le volte che siamo rimasti a piedi! Bei ricordi. Qui le pizze non le consegno, le servo a tavola ai clienti e da un po’ di tempo metto anche le mani in pasta. Dicono che le mie pizze sono le migliori.
Bravo, Jonas! e crescono i clienti.
Iyisin Yahya, iyisin! gongola Latif alla cassa. Con l’anno nuovo mi ha promesso un aumento, ma io confido nelle mance, anche se qui abbondano meno che da noi. Ti ricordi quando per comprarmi il motorino usato nascondevo il gruzzolo nella scatola di latta, dentro il cassetto del comò? Alla fine l’avevo racconciato che sembrava quasi nuovo… Sì, voglio dargli un’occhiata quando vengo a casa. Passate le feste, prima non si può, purtroppo. Bisogna sfruttare l’ondata natalizia, dice Latif.
Ha ragione. Piccolo com’è, questi giorni il locale si inzeppa come un uovo, con la gente che aspetta il turno. Viene Marike a darmi una mano a servire, e siccome è bella come il sole, rimedia parecchie mance. Questi lavori saltuari Marike li fa mentre studia per essere indipendente dai suoi che, da quanto ho capito, devono essere dei tipi piuttosto rigidi. So che non vedono di buon occhio che stia con un migrato, anche se italiano, grazie al cielo non musli.
Come molti giovani, soprattutto studenti, si accontenta di impieghi part time, che si trovano facilmente.
Precari, in nero, naturalmente, come da noi, solo un po’ meglio pagati e in qualche modo tutelati, diciamo un po’ meno sfruttati. Se penso alle peripezie degli ultimi anni, a improvvisare un lavoro dopo l’altro per una miseria, senza speranza, senza dignità…
Non era vita… Quando le cose poi precipitarono con il pestaggio del povero Kemal e l’incendio mafioso del magazzino dove mi rompevo la schiena a caricare e scaricare casse di non so cosa, capii che quello non era più il mio paese e come gli eserciti di morti di fame e di paura che vengono da ogni parte a barattare la vita con un sogno, mi misi anch’io in marcia…
Aveva un bel predicare il babbo come un disco rotto che scappare è da vigliacchi, che è dove si è nati che bisogna restare e lottare e non perdere mai la speranza: ormai ero deciso. Povero babbo, un giorno si e dieci no, al freddo e al caldo, col sole cocente, col vento e con la pioggia, sulle impalcature a tirar su case su case, scale su scale per quelle come te armate di scopettone secchio e cencio… Povero babbo, ogni anno più stracco, più vecchio e più perso di coraggio e di illusioni. Lui che voleva cambiare le cose…! Non dimentico i suoi insegnamenti, il mio quadernetto delle parole difficili e lui che mi spiegava, mi indottrinava… Tutti insieme, uniti, ce la possiamo fare, diceva… Ricordo vivamente un ventiquattro di dicembre di tanti anni fa… Fin dal pomeriggio, il piazzale della fabbrica occupata aveva cominciato a popolarsi. Venivano da tutta la città. Quelli del terzo canale Tv giravano tra la gente con la macchina in spalla. C’era un gran freddo.
Avevano acceso dei fuochi dentro grossi fusti, messo insieme cavalletti e lunghe tavole per mangiare… A un certo punto arrivò un furgone, scaricò un gigantesco albero di plastica…
Attorno attorno si ammucchiavano panettoni, fiaschi di vino, pacchi, ma anche coperte e piumini portati dalla gente. Noi piccoli in girotondo cantavamo per fare un albero ci vuole un fiore, le mamme cucinavano a cielo aperto: in enormi paioli neri il sugo borbottava rosso come l’inferno… A buio, il piazzale rigurgitava di folla con striscioni, cartelli, bandiere.
Arrivarono giovani con strumenti e si misero a suonare con tutto il fiato bella ciao. In alto, dal tetto, applaudivano.
Il fiasco passava di mano in mano lesto a sciogliere i rospi nella gola dei vecchi. A mezzanotte qualcuno mi issò sulla tavolata tra piatti e bicchieri sporchi di plastica rossa. Mi teneva il megafono davanti alla bocca: dai leggi la letterina, diceva…
Io, non mi veniva la voce, mi vergognavo…
Giovannino, fatti onore! Gridò il babbo dall’alto della gru.
Allora mi sentii un leone e cominciai a leggere e poi recitai anche la poesia e la gente non smetteva di battere le mani e urlare Bravo, bravo Giovannino! Viva Giovannino! e i giovani di suonare e le ragazze di ballare e i vecchi di bere e le bandiere di schioccare e io avevo il cuore gonfio di orgoglio e di felicità… E il babbo lassù in cima mi sembrò… Un Natale così non l’ho più visto. È tutto cambiato, tutto finito, povero babbo… E io cosa potevo fare? Sto qui e sto bene. Tutto sommato non è una vitaccia. Se lavori e stai tranquillo, se non fai comunella coi migranti o con i turchi, se tieni le distanze e badi agli affari tuoi, nessuno ti rompe le scatole.
Perciò seguo la corrente e vado avanti, un giorno dopo l’altro, senza sogni. Nonna Maria non sarebbe contenta, lo so. Vai vai Giovannino, prenditi la vita, non ti fermare…!
Invece mi sono fermato qui e mi adatto. Ci sarebbe lo scoglio della lingua, ma sto imparando: Frohe Weihnachten und Gutes Neues Jahr, Buon Natale e Felice Anno Nuovo! Ma la gente non sembra felice.
Sembra ottusa, incattivita.
Ha la paura negli occhi. Tutto è successo dopo quell’amaro giorno dell’anno scorso, che per un pelo Marike e io non ci siamo trovati in mezzo alla tragedia… Eravamo lì, in centro, non lontano dal locale, quando sentimmo i botti e vedemmo attorno a noi gente fuggire cadere gridare… e qualcuno in cima a un tetto di fronte sparare… Era fine luglio e faceva un caldo fuliggi-noso, l’aria era sporca, acida… Chi se li scorda quei momenti: quei dieci morti sull’asfalto… e quei feriti, tanti giovani come quello lassù: straniero, diciott’anni, si seppe più tardi… Prima Berlino, ora tocca a noi, dice la gente terrorizzata. Brutta aria, brutti tempi. Ma io sto bene, non preoccuparti. Vado d’accordo con tutti, ho qualche amico, oltre a Latif che grazie a me sta imparando a fare la pizza come si deve. E gongola perché gli affari vanno a gonfie vele. Tu good freund sonu up do tu no mosli, dice nella sua lingua pasticciata, un giorno mein freund, diventiamo soci e questo posto volerà alle stelle.
Amici per sempre, fino alla fine, mi ripete, ma io non credo che io e Latif diventeremo mai soci. Il futuro è molto confuso, Marike ed io non facciamo progetti, stiamo bene così.
Sono la tua freundin, la tua amica, la tua compagna, domani, morgen, chissà, dice lei sorridendo. E io le canticchio quella canzone che andava di moda parecchi anni fa in Tv, te la ricordi? Domani è un altro giorno, si vedrà… Qui la Tv c’è dap-pertutto, anche nelle baracche. Ma da Frau Brigitte non c’è, e allora qualche volta vado dagli amici italiani.
Guardiamo le partite. Il mio tifo è mutuato dall’amore del babbo per la grande Roma di Totti, in realtà ho grandi simpatie per il Napoli e grandi antipatie po-litiche per il Milan, che pare  non stia troppo bene in salute.
Evito di vedere la pubblicità e i servizi che parlano di Natale per non soffocare di nostalgia. Avrei tanta voglia di par-tire, ma sono giorni d’oro, Yahya, non puoi lasciarmi nei guai. A casa ci andrai dopo, te lo prometto, magari alla Befana. Io chino il capo, metto le mani in pasta, affetto la mozzarella, il pomodoro, fischietto Stille Nacht, Heilige Nacht Durch der Engel Halleluja! guardo Marike sgattaiolare svelta tra i tavoli e aspetto…
Buon Natale, mamma.
Monaco di Baviera, Dicembre 2017

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Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

E’ perciò vieppiù meritorio questo lavoro che riesce a produrre un elaborato nel quale si evidenziano i percorsi di ricerca e riflessione sul valore del diritto alla casa, sia nella nostra storia che nella nostra cultura, sul significato della sua funzione sociale e sul valore aggiunto che il corretto uso di questo strumento procura alla comunità. Un diritto che nei fatti viene impropriamente rovesciato e affrontato primariamente come difesa della proprietà, grande o piccola che sia, come si evince anche dall’ultima delibera di Roma Capitale che, pur di difendere questo stato di fatto, propone, si potrebbe dire come al solito, una soluzione emergenziale ma non strutturale, ricadendo nell’incapacità, mostrata soprattutto dai governi delle grandi città, e quello attuale di Roma non se ne discosta affatto, di imbastire una seria “politica della casa”.

Ci si trincera dietro le norme di salvaguardia di coloro che sono in graduatoria per la concessione di un alloggio popolare, senza rendersi conto che nella stragrande maggioranza dei casi queste liste sono composte da quelli che occupano, i quali, stanchi di un’attesa decennale e costretti magari a fare i conti con proprietari senza scrupoli, non possono fare a meno di ricorrere a questo estremo espediente. Il rimedio sembrerebbe quello di aumentare il numero degli alloggi disponibili ma finora c’è stata scarsa disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale ad affrontare con la dovuta serietà le richieste di indicare le disponibilità alloggiative, segnalando caserme, stabili sottratti alla criminalità e alloggi sfitti, neppure alla luce delle risorse stanziate dalla Regione Lazio.

Dimostrando così la mancanza di una reale volontà di applicare soluzioni definitive, nonostante il roboante annuncio della Sindaca di aver scovato migliaia di appartamenti da poter riutilizzare per dare una prima risposta alla fame di case che affligge Roma e che a ben guardare, si dimostra essere solo uno specchietto per le allodole: la riproposizione della lista già stilata a suo tempo dal Commissario prefettizio Tronca.

Per il nostro Municipio i dati che espone la CGIL non si scostano troppo da quelli del Comune, benché, nei Piani Regolatori, la predominante per il nostro territorio sia sempre stata quella di una vocazione ad edilizia residenziale pubblica. Durante gli anni del boom economico, l’ATER ex-IACP l’ha fatta da padrone, costruendo a più non posso, per soddisfare le richieste di case da destinare agli operari e agli impiegati del polo manifatturiero Ostiense, dopodiché però non si è fatto altro, per cui le giuste risposte che furono allora date alle esigenze di una classe lavoratrice bisognosa di affitti calmierati, se da una parte hanno stabilizzato la situazione dall’altra hanno saturato il mercato affittuario a basso costo. Allo stato attuale, infatti, aldilà del riuso delle rare abitazioni che potrebbero essere immesse sul mercato a causa di azioni legali, l’unica via praticabile è quella privata, i cui prezzi però sono proibitivi. La CGIL ci fa notare che si è molto costruito sul nostro territorio negli ultimi quarant’anni. E’ stata edificata l’area di Roma ’70, e tutta la fascia che investe Via di Grotta Perfetta, la zona a valle della Montagnola con direttrice verso Via Ballarin, l’area di via del Tintoretto, è stato costruito (e abbandonato) un albergo a Via Galba, un maxiedificio a Piazza dei Navigatori, la zona di Via del
Caravaggio, alcune costruzioni tra Via Palos e Via Capitan Bavastro, sta per essere consegnata l’area ex I-60 con tutte le perplessità ancora in essere che ne hanno contraddistinto la costruzione.

Non uno di questi edifici è però stato destinato ad edilizia residenziale pubblica, sono stati tutti indistintamente destinati a finalità di carattere privato se non speculativo, non un solo mattone destinato a chi è meno abbiente o per quelli che, pur dotati di un reddito fisso da lavoro dipendente, non possono reperire un’abitazione ai prezzi di mercato.

“E’ doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione”, è ripetuto in diverse sentenze della Consulta ma, come conclude il documento del Sindacato, per avere una casa pubblica, a Roma, si è da anni alla guerra.

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Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà

Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà
Le domande si presentano presso la sede municipale di Via Benedetto Croce 50. Per informazioni telefonare al numero 0669611451

Dal primo dicembre è possibile presentare domanda di accesso al nuovo reddito di inclusione (REI) che, con decorrenza dal primo gennaio 2018, sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione.

Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà
Le domande si presentano presso la sede municipale di Via Benedetto Croce 50. Per informazioni telefonare al numero 0669611451

Dal primo dicembre è possibile presentare domanda di accesso al nuovo reddito di inclusione (REI) che, con decorrenza dal primo gennaio 2018, sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione. Anche presso il nostro Municipio, è quindi possibile fare la richiesta per il REI cioè il Reddito di Inclusione, la misura che il governo, attraverso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha messo in campo per contrastare la povertà e l’esclusione sociale. L’obiettivo del REI è dare sostegno innanzi tutto a famiglie con figli minori o disabili, a donne in stato di gravidanza e ai disoccupati di età superiore ai 55 anni. L’erogazione del sussidio è legata sia alle condizioni economiche che all’adesione, da parte di chi chiede il contributo, a un progetto personalizzato di inclusione nel mondo del lavoro.

La cifra mensile viene erogata avendo determinato la condizione economica del richiedente. In particolare per la valutazione sono essenziali i valori dell’ISEE e ISRE familiari, che non devono essere superiori rispettivamente ai 6000 e ai 3000 euro. Questi dati, assieme ai requisiti di patrimonio mobiliare e immobiliare posseduti, saranno il montante per poter quantificare se si rientra nell’ambito dei perimetri economici per accedere al Reddito d’Inclusione e, nel caso di risposta positiva, per determinarne l’ammontare.

Il richiedente o un suo familiare, munito di un’attestazione dell’ISEE in corso di validità, si reca presso il Municipio di appartenenza, dove compila e presenta il modulo predisposto dall’Inps, col quale si dichiara il possesso dei requisiti  necessari per l’accesso al programma. L’ufficio municipale per il REI, raccoglie la domanda e verifica i requisiti di cittadinanza, residenza e situazione familiare.

Detto ufficio, inoltre, in rete con i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, i privati attivi nel contrasto alla povertà e gli enti no profit, è responsabile della stesura del progetto personalizzato, essenziale per la conclusione positiva della richiesta di REI. Il progetto pur essendo personale, riguarda l’intero nucleo famigliare e prevede specifici impegni da parte del richiedente, i cui bisogni sono individuati dagli operatori municipali sulla base di una valutazione delle condizioni personali e sociali, della situazione economica, di quella lavorativa. La stesura della profilatura e la conseguente relazione si basano sullo studio delle possibilità di occupazione, sull’educazione, sull’istruzione, sulla formazione, sulla condizione abitativa, sulle reti familiari e di prossimità del soggetto. Una volta preparata la documentazione necessaria, gli uffici municipali la inviano all’Inps, che verifica il possesso dei requisiti e eroga il beneficio inviando a Poste Italiane la disposizione di accredito. Poste Italiane emette la Carta REI e tramite lettera invita il beneficiario a recarsi presso un ufficio postale abilitato al servizio per il ritiro. Il valore dell’ISEE e la composizione del nucleo familiare, determinano la prestazione economica che viene ricompresa tra i 187,5 e i 485,41 euro mensili, somme che variano anche in relazione al fatto che la famiglia non sia già beneficiaria di ulteriori prestazioni assistenziali. Per poter rispondere in modo adeguato alle richieste della cittadinanza, in previsione di un aumento significativo dei richiedenti rispetto al precedente programma di Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), che ha avuto, almeno nel nostro territorio, un certo riscontro, il Municipio ha istituito un ufficio ad hoc, per cui la domanda di contributo, deve essere presentata presso l’Ufficio REI al primo piano di Via Benedetto Croce 50, stanza 22, ogni martedì mattina dalle 8.30 alle 12.30 e ogni giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Per informazioni sul REI ci si può rivolgere al numero telefonico 0669611451. (E.S.)

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“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

– Quali storie che ti hanno raccontato della loro vita, ti hanno particolarmente colpito?

RicordiLe figure dei miei nonni, Vincenzo ed Armando, più che da parole ascoltate in presa diretta -sono morti quando avevo 10 anni e poco più – prendono forma nei racconti di familiari ed amici,riportati in una carovana di sere. Sono circondate da un alone di suggestione e di fascino, talvolta al limite dell’agiografia e della santità. In realtà sono storie di lavoro duro dentro cave, cantieri e Mercati Generali, vissute a torso nudo e sopra cavalli, storie di antifascismo e resiste2<Nessuno(a)>nza, di occupazioni di terre e scontri di piazza, di reclusioni e libertà riconquistate sul campo, di insofferenza per ingiustizie e discipline ottuse, di dimensioni private fatte di delusioni, rabbia, amori, sogni, emozioni e drammi.

C’è Vincenzo che apre una sua cava per necessità, perché malgrado l’abilità indiscussa come scalpellino e ‘spaccatore’ non sarebbe più chiamato da nessuno a lavorare, a seguito del rifiuto a sottoscrivere la tessera del partito fascista. C’è Armando che gira Roma in lungo ed in largo mostrandone le bellezze ineguagliabili ai turisti, in un’occupazione che è un tutt’uno col suo legame per la città. Ci sono le mischie consumate in strada, la passione politica e la militanza comunista, un Motom ed una apparizione fugace a fianco di Silvana Pampanini, le vicende di amici di comunità larghe e solide, di figlie e figli che scendono bambine al ghetto a portare cibo e che scoppiano nel palcoscenico  inusuale di una chiesa. C’è il Novecento nelle loro vite comuni ed insieme esemplari, che hanno fatto la storia senza lasciare traccia nei libri, in punta di piedi e col
clamore relegato al focolare domestico.

– Perché la scelta di due uomini e non di una nonna e di un nonno?

Perché in “Resistere è anche un destino” c’è molta verità storica e di loro non avrei potuto delineare ritratti veritieri, seppur agiografici. Le mie nonne sono morte nei primi anni Settanta, troppo presto per lasciare segni diretti su testa e orecchie di un bambino. Nelle chiacchiere sul passato sono generalmente liquidate con riferimenti alla concretezza ed alla perfezione: sono quelle che in silenzio fanno funzionare tutto, che magari usano le maniere forti nell’educazione dei figli ma che difficilmente sbagliano un colpo. Troppo poco per farsene un’idea e costruirci una memoria intorno.

– Tre aggettivi dell’uno e tre dell’altro… Vincenzo è forte, risoluto ed altruista, Armando è scaltro, intelligente ed ha istinto organizzativo, tutti e due sono caldi e passionali.
– Cos’hai dell’uno e dell’altro Per andare sul sicuro direi che tutti e due mi hanno trasmesso l’ambizione a migliorare il condominio ed il mondo, la passione, la voglia di resistere e combattere sempre, semplicemente perché è giusto farlo.

– Perché l’esigenza di raccontare le loro storie?

Per senso di appartenenza, ricerca delle radici, riconoscenza, amore, in poche parole è un libro che nasce dal cuore.

Il resto lo ha fatto la paura che quel patrimonio di voci e racconti esclusivamente orali potesse andar perduto del tutto e, infine, la malattia e la morte recente di mio padre Ezio, una delle mie fonti principali. Avevo già cominciato a scrivere ed annotare episodi, pur non avendo chiaro come finalizzare il tutto. Dopo averne parlato con lui e con mia madre, in quei giorni ho deciso che doveva diventare un racconto organico. Così è stato, grazie all’editore Francesco Palombi, che ci ha creduto insieme a Marcello Ciccaglioni, ai consigli ed alle parole preziose di Erri de Luca e Massimiliano Smeriglio, ai ricordi ulteriori dei parenti che lo hanno arricchito strada facendo.

– La frase sul destino: sei attivista, combattivo e impegnato da sempre.

Quanto è merito loro?

Tanto,siamo fatti di radici oltre che di aspirazioni ed ali, siamo come Enea che carica sulle spalle il vecchio padre Anchise mentre trascina per mano il figlio Ascanio. Poi, in realtà, la sensazione è di non essere mai abbastanza combattivi ed impegnati, non quanto servirebbe, ma per demerito nostro, non certo dei cromosomi migliori che ci sono arrivati. Però quella del titolo è una frase bella e vera: resistere e combattere sono anche un destino, oltre che una scelta da rinnovare ogni giorno.
– Roma fa da sfondo alle storie. Qual è la Roma del tuo libro…

E’ la Roma del Novecento, sanguigna e popolare ed insieme incline all’obbedienza, metà rivoluzionaria e metà clerico-fascista. Ed è la Roma di sempre, la città che ha nella contraddizione la sua cifra, che è destinata a rinascere in eterno sulle macerie di saccheggi millenari, quella che nessun barbaro di nessuna età è riuscito e riuscirà a far sparire
definitivamente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Novembre 2017Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I Quaderni di Moby Dick

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio, Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival, Premio Fantasia novembre ecc..)

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio , Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival , Premio Fantasia novembre ecc..) sia nelle librerie locali e in alcune edicole di zona (piazza Bartolomeo Romano, via Adelaide Cairoli ed altre) è in allestimento il secondo fascicolo. Non era una scommessa scontata, anche perché, il progetto dei Quaderni è completamente autogestito e quindi non ha sponsor o finanziatori dietro le quinte. I finanziatori della pubblicazione sono i lettori che hanno accolto con entusiasmo il primo lavoro editoriale e speriamo che la copiosa vendita del prossimo numero ci consenta di continuare questa iniziativa culturale.

Il riscontro di vendite del primo Quaderno ci permette per il momento di affrontare il secondo impegno che interesserà il quartiere di San Paolo. Quella di alternare nello studio le porzioni storiche del territorio dell’VIII Municipio (Garbatella. San Paolo, Tormarancio,Ostiense) era un obiettivo condiviso dalla redazione, sempre più qualificata e numerosa. Il Tavolo, infatti, dopo un anno di lavoro, ha visto la partecipazione di nuovi appassionati redattori e di alcune associazioni del territorio.
La particolarità dei Quaderni, che rappresentano l’aspetto vivo e dinamico dell’Archivio storico territoriale, è quello di approfondire argomenti poco studiati e poco conosciuti per presentarli al vasto pubblico in modo divulgativo e non accademico. Sarà cosi anche per il secondo numero dal titolo: “I Colli di San Paolo”, che sarà corredato da immagini inedite o rare.

In questo numero del QMD2, che uscirà entro i primi mesi del 2018 si parlerà di: L’area dell’Ostiense: dalla Garbatella di Giovannoni alla coda della cometa di Piacentini (Sergio Rappino),Il vecchio deposito del Littorio (Paolo Berdini), La Borgata di Grottaperfetta (Francesca Romana Stabile), Prima della Garbatella, le proprietà dei Torlonia lungo la via Ostiense (Flavio Conia), La collina degli anarchici e Augusto Volpi (Gianni Rivolta), Esperienze educative sulla rupe di San Paolo: la Principe di Piemonte (Paola Pagliari e Piero Fumo), Il Risorgimento a San Paolo: La Repubblica romana (1849) e Vigna Matteini 1867(Claudio D’Aguanno), La stazione di Radio Marina San Paolo (Floriana Mariani), La città fortificata di Giovannipoli (Elisabetta Rossi), La collina di San Nemesio : il Cto e le case dell’Inail ( Paola Pagliari e Piero Fumo), Breve storia delle linee tramviarie di San Paolo e della Garbatella (Mirella Arcidiacono), Che bello andare in tram! (memorie e interviste di Mirella Arcidiacono) ed altri articoli in via di definizione.

 Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

su gentile concessione di https://roma.diariodelweb.it

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

L’agriturismo e la trattoria – Appena si arriva nella cooperativa Garibaldi si respira un’aria nuova: trovare un’isola verde fatta di orti, giardini e serre in pieno centro è una delle tante sorprese che la Capitale regala anche a chi in questa città ci vive da sempre. Mani sporche di vernice, scarpe infangate della terra dei campi, arbusti appena impiantati da spostare: qui ognuno svolge un’attività. Le urla che ogni tanto vengono lanciate ti ricordano che ad animare questa cooperativa sociale sono ragazzi con autismo e pensi che se non fossero qui di certo si sarebbero annoiati sulle spalle dei familiari che molte volte non hanno le competenze adeguate. «Nostra figlia – raccontano i genitori di Veronica – ha iniziato a frequentare l’istituto agrario qui a fianco a settembre e vediamo che viene nella cooperativa con molto piacere. Uscendo alle 13, per noi anche gestire il pranzo poteva rappresentare un problema. Vediamo che qui, invece, mangia tutto; le ragazze poi la coinvolgono nelle attività a cui partecipa con entusiasmo».

L’idea della coop – In una vera e propria oasi di pace, dunque, si possono acquistare o gustare direttamente nel ristorante della struttura, i prodotti che vengono coltivati dalle ragazze e dai ragazzi che danno vita all’agriturismo. Maurizio, il presidente della cooperativa, portava sua figlia nell’adiacente istituto tecnico agrario Garibaldi che ha una lunga storia. Aperta nel lontano 1872 a Valmontone, la Scuola Podere si trasferì tre anni dopo sul Gianicolo per sistemarsi definitivamente nel 1907 nell’attuale sede, all’interno della Tenuta di S. Alessio. Tra il 1923 e il 1928, poi venne edificato il fabbricato per la Scuola Convitto nella Regia Scuola Pratica di Agricoltura di Roma e nel 1933 la Scuola pervenne all’attuale ordinamento di Istituto Tecnico Agrario.

Il progetto «Ti p’orto l’orto» – «La cura della terra, la terra che cura», è la filosofia nel motto ideato da Maurizio. Ma la realtà della Cooperativa Garibaldi ora vuole affrontare una nuova sfida: «Vogliamo portare i prodotti del nostro orto in giro per la città coi nostri ragazzi – ci racconta Maurizio che spiega l’idea «Ti p’orto l’orto con l’APE» – L’obiettivo è quello di allestire un banco ambulante dotato di cella frigo attraverso un progetto in collaborazione con Confagricoltura, l’Istituto Superiore di Sanità e la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università la Sapienza». Il progetto, dunque, è una specie di contaminazione nella città: «Vogliamo far conoscere l’autismo e aumentare la consapevolezza attraverso quest’Ape da allestire: tra l’altro APE è l’acronimo di Autistic Public Economy». Per realizzare questa nuova impresa, però, serve l’aiuto di tutti: «Si può votare per sostenere e far finanziare il nostro progetto: noi vogliamo stare sul mercato, e questo perché il commercio è una delle cose più semplici e utili alla comunicazione che è uno dei deficit principali dell’autismo».

Per sostenere il progetto – «Ti p’orto l’orto con l’APE» basta cliccare qui e seguire le indicazioni. Ci vogliono 10 minuti, ma ne vale la pena.

https://roma.diariodelweb.it/roma/articolo/?nid=20171127_467234Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

ti porto l orto con l ape che gira

Ti porto l’orto con l ape che gira

Il Progetto “Ti P’orto l’orto con l’A.P.E. che gira” nasce dall’esigenza di portare a compimento il ciclo produttivo della Cooperativa Sociale G. Garibaldi, attivando un punto vendita ambulante. Nello specifico, i giovani adulti con autismo severo della Cooperativa incontreranno al “mercato” la città p’ortando i frutti del proprio orto con un banco ambulante degli ortaggi, che diventa un moltiplicatore di opportunità di incontro e quindi potenziale strumento abilitativo.

Per votare basta semplicemente andare sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it/ iscriversi nel portale, inserendo la propria mail e poi scegliere il progetto TI PORTO L’ORTO CON L’A.P.E. CHE GIRA.

Grazie

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Per quieto vivere, di Massimiliano Smeriglio

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Intervista a Gianni Rivolta

Esce in questi giorni nelle librerie “Spettri rossi” (Ed. Iacobelli), un romanzo di Gianni Rivolta giornalista e scrittore di vari saggi sul quadrante sud della Capitale, che  da  tanti anni collabora anche con Cara Garbatella. Lo abbiamo intervistato in Villetta per conoscere com’è nata questa nuova esperienza editoriale, che vede in copertina la foto elaborata graficamente della parete del lotto 12 su via Passino, realizzata da Giancarlo Proietti.

D. Se non sbaglio, dopo diversi saggi sulla storia del nostro territorio, questo è il tuo primo romanzo. Come mai hai deciso di intraprendere questo genere di scrittura?

R. Non lo so perché l’abbia fatto, da tempo ho immaginato questo racconto e mi sono divertito a scriverlo. Volevo mettermi in gioco, muovere dei personaggi in carne ed ossa con i loro sentimenti e le loro passioni, senza tuttavia abbandonare  la narrazione storica. Non quella dei vincitori e  delle classi dirigenti, ma quella dei perdenti, delle seconde linee e delle correnti minoritarie. Per questo mi sono fatto affascinare  dai tentativi insurrezionali degli anarchici alla fine dell’Ottocento a Roma, ma anche dalla presenza nel primo Fascismo sansepolcrista di una corrente esoterica e magica. Non si può definire un romanzo storico anche se il racconto attraversa alcune fasi salienti della storia del nostro Paese, sulle quali però prevalgono forti suggestioni fantastiche che non hanno niente a che vedere con la realtà.

D.  E’  autobiografico?

 R. No, non è proprio così, anche se il giovane Enrico Novarese, il protagonista, ha percorso un pezzo di strada simile al mio. E poi non mancano riferimenti alla mia terra di origine, la pianura Padana, e alla Garbatella,  che mi ha accolto nel suo ventre a soli vent’anni. Roma sud oggi è la mia casa. Qui sono vissuto per più di 40 anni con mia moglie e mio figlio Leonardo, ma è come se non volessi tagliare il cordone ombelicale con le mie radici,  con l’odore della nebbia e dei Navigli,  con la suggestione delle marcite e delle risaie, delle vecchie  cascine lombarde costruite impastando  la calce con i  sassi  del Ticino.

D. Dunque ci sono varie ambientazioni geografiche e il racconto si snoda su diversi piani storici.

R. Sì,  come ho già accennato il prologo racconta la storia di un carrettiere romano delle Tre Fontane, diventato anarchico, protagonista nella Capitale degli episodi rivoluzionari della fine dell’Ottocento e della difesa armata contro il nascente fascismo nel 1921. La parte centrale invece è contestualizzata al Nord, ad Abbiategrasso, il mio paese natale in provincia di Milano, dove vive Enrico Novarese, un giovane impegnato nelle lotte studentesche della fine degli anni Sessanta. L ’improvvisa morte di suo padre, vecchio comunista, e la scoperta di una strana fotografia tra i suoi ricordi  irromperanno violentemente nella sua vita. Un vortice di accadimenti oscuri e minacciosi lo inducono a cambiare aria. L’epilogo è ambientato a Roma in una Garbatella esoterica, attraversata da una manifestazione di extraparlamentari nel maggio del 1970, dove Enrico è ostinatamente determinato a sciogliere l’enigma che lo tormenta.

D. Una Garbatella esoterica? Spiegaci qualcosa di più.

R. Beh la Garbatella  è un laboratorio di stili e di modalità architettoniche, piena di suggestioni e segni inquietanti, come quella specie di tempio in rilievo  sulla parete del lotto 12 a via Passino, contornato da raffigurazioni  di strani animali o i diavoli ai lati della scalinata di Carlotta. Ecco, ho voluto raccontare una Garbatella misteriosa, andare oltre le mura delle case e del conosciuto inoltrandomi in una storia irreale, in qualche modo ispirata anche al sogno della mia generazione di vedere realizzata la rivincita degli umili e degli oppressi.

La Redazione di Cara Garbatella

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

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