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I Solisti Aquilani e con al pianoforte una solista d’eccezione, Ilia Kim

Nuovo appuntamento, davvero imperdibile, al Teatro Palladium con una straordinaria compagine ospite,
I Solisti Aquilani e con al pianoforte una solista d’eccezione, Ilia Kim.

Wedding-cake, dolce di nozze, è un valzer-capriccio che Saint-Saëns compose nel 1885 per il secondo matrimonio della dedicataria, una pianista allora molto nota e amica del compositore, Caroline Montigny-Rémaury. Saint-Saëns lavorava ancora come un artigiano all’antica e non come un moderno “poeta del suono” che in ogni nota intendeva esprimere una visione del mondo, e con uguale disinvoltura sapeva scrivere una inappuntabile messa o una inappuntabile operetta. In questo caso egli consegnò alla sposa un valzer che dopo il taglio della torta poteva essere suonato da lei stessa e ballato gioiosamente dagli invitati al matrimonio. Un tipico prodotto da belle époque, l’equivalente musicale di un ritratto di Boldini, di una fotografia di Nadar…. Di nostalgia dell’antico sono ancora impregnate le Due Danze composte nel 1904.
O meglio, le Due Danze accostano, mettono a confronto il passato e il presente con una sarabanda mitologizzante (Danza sacra) e un languido valzer (Danza profana). Negli anni trenta dell’Ottocento Liszt compose un pezzo per pianoforte e archi, rimasto inedito, che lasciò senza titolo e della cui genesi non sappiamo nulla. Lo si è chiamato comunemente Malédiction perché vi si trovano, in corrispondenza con tre diversi temi, tre parole: Malédiction (Maledizione), Orgeuil (Orgoglio), Raillerie (Beffa). Non si è mai riusciti a spiegare in modo certo come le tre parole si colleghino tra di loro e quale possa essere il progetto drammaturgico implicito nella composizione. Sesto dei dodici figli di un contadino appassionato di musica, Carl Nielsen studiò da autodidatta vari strumenti prima di entrare nel conservatorio di Copenhagen, dove peraltro si comportò più da autodidatta che da allievo. Divenne poi violinista nell’orchestra che si produceva durante la bella stagione nel famoso Giardino Tivoli, gemma della città di Copenhagen, e nel 1888 vi esordì con la Suite per archi op. 1 che ottenne molto successo, tanto da essere rieseguita più volte già nel giro di un anno. L’alto numero di esecuzioni permise a Nielsen di ritoccare sistematicamente la sua musica e da dirsene interamente soddisfatto quando, nel 1889, la pubbicò. La composizione, formata da Preludio, Intermezzo e Finale, è nota come Lille Suite (Piccola Suite), sebbene questo titolo non abbia a che vedere con le intenzioni del compositore. Apre il concerto Funérailles di Liszt, per pianoforte solo: nelle nostre intenzioni, una sorta di requiem universale, in memoria di tutti coloro che sono scomparsi, ma il cui ricordo vive ancora in mezzo a noi.

Domenica 28 febbraio ore 20.30 Teatro Palladium

F. Liszt: Funérailles da “Harmonies poétiques et religieuses”
C. Saint-Saëns: Wedding cake per pianoforte e archi
C. Debussy: Danze sacre e profane, per pianoforte e archi
F. Liszt: Malédiction per pianoforte e archi
C. Nielsen: Suite per archi op. 1

I Solisti Aquilani
Ilia Kim, pianoforte

Prezzo dei biglietti stagione 2016:
intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni di biglietto previste (inclusa la riduzione soci).

Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.

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Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi

Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi

Dal 13 al 29 febbraio mostre, gare podistiche, presentazioni di libri e racconti in uno dei quartieri storici della capitale col patrocinio dell’VIII municipio

di VIOLA GIANNOLI

Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.

Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.

Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.

Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.

Il 18 febbraio si parte alle 11 del mattino con il concerto della banda della polizia locale in piazza Brin; alle 12 Fatagarbatella presenta “La torta scultura ‘Fontana Carlotta’ di Patty Perticari a cui segue una passeggiata nel quartiere; alle 16 nel Centro anziani di via Pullino il premio nonna Garbatella e a seguire i festeggiamenti con musica dal vivo; alle 18 alla Cna di via Massaia presentazione delle attività per la 25esima gara podistica “Corri alla Garbatella”.

Il 19 febbraio alle 17.30 da piazza Oderico da Pordenone la marcia della pace con i bambini della comunità di Sant’Egidio e la Scuola della Pace; il 20 e il 21 febbraio dalle 15 alle 24 al Teatro Ambra di piazza Giovanni da Triora un’esposizione di esemplari unici di radio d’epoca e una mostra di foto storiche del quartiere; dalle 10 alle 18 in piazza Oderico da Pordenone invece nella sala espositiva “Bande rosse” una visita guidata tra gli esemplari della storia della Ducati.

E ancora: il 22 febbraio alle 17 alla Casa della città di via della Molettta una mostra dei materiali e delle ricerche sulle case, gli edifici, i lotti e i giardini della Garbatella a cura dell’Osservatorio sul moderno a Roma. Dallo stesso giorno e fino al 29 febbraio inoltre gli studenti delle scuole andranno a spasso per il rione per conoscerne meglio angoli e aneddoti. Il 23 febbraio alle 18 spettacolo teatrale di musica e prosa “Ve volemo tanto bene”; il 24 febbraio alle 18 al teatro oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese “La grande Roma di Liedholm” e l’esposizione delle foto storiche della squadra di calcio A.s.t.r.o. Infine il 24, 25 e 26 febbraio dalle 16 alle 19.30 presso l’oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese esposizione di manufatti artigianali, tra cui riproduzioni paesaggistiche di Garbatella.

Leggi tutto l’articolo da repubblica.it

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RaabeTeatro presenta:

RaabeTeatro presenta:

Dostoevskij-Machine ​ – prima macchina: Memorie del sottosuolo.
di Monica Giovinazzi ​

Progetto itinerante tra Italia, Austria e Inghilterra sull’opera del Maestro russo.
L’attualità delle sue riflessioni, la ficcante e indimenticabile visione dei suoi personaggi.

Progetto a moduli. Ogni serata è diversa.
La Macchina in funzione seguirà ogni volta percorsi differenti,
coinvolgendo, ogni volta,
persone sempre differenti, in lingue differenti,
per infinite combinazioni.

partecipano:
Antonio Amoruso, Alessandra Bottalini, Valerio Ceddia, Celestina Fabio, AnnaRita Picazio, Laura Salvi, Maria Teresa Rocchi, Rosy Russo, Antonella d’Urbano, Emanuela Mondiello ​.
giovedí 11 e venerdí 12 febbraio, ore 2 ​1

Teatro Antigone
via Amerigo Vespucci, 42
00153 Roma
prenotazioni:
info@raabe.it
3287694555
06 575 5397 (Teatro Antigone)

LA COREOGRAFIA DELLE MANI

Laboratorio teatrale e coreografico

con Monica Giovinazzi (regista teatrale)
ed Emanuela Mondiello (coreografa)

Dove metto le mani?

Mani in tasca?

Mani libere di esprimersi senza controllo?
O piuttosto mani che arricchiscono il gesto e caratterizzano un personaggio?

Esercizi di mimica e coreografia per rendere le mani più espressive.

Posti limitati.
Prenotazione obbligatoria entro il 5 febbraio.
con mail a info@raabe.it

Durata: 3 ore
Costo: 40 Euro.
Riduzione per studenti e attori/attrici

13 febbraio 2016
dalle 15:00 alle 18.00
In via Annia Faustina, 9
Roma (Testaccio)
prenotazioni:
info@raabe.it
C 3287694555

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Martedì 16 febbraio ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8

Continua la stagione al Teatro Palladium con un concerto dedicato a Giulio Ricordi, intellettuale tra i più notevoli del panorama culturale italiano della seconda metà del XIX secolo. Noto soprattutto per la sua attività di editore e in particolare per essere stato autentico talent scout di importanti operisti, come Catalani, Giordano e, soprattutto, Giacomo Puccini, fu tuttavia anche prolifico compositore. I suoi brani, freschi e pieni di vivacità, risentono delle atmosfere dei locali da ballo parigini e di quel clima bohémienne che proprio il grande livornese avrebbe descritto ne La Bohème. Il presente concerto è quindi un’occasione più unica che rara per ascoltare queste preziose pagine per pianoforte a quattro mani, nell’interpretazione di due specialisti del repertorio cameristico italiano.

Martedì 16 febbraio ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8

(con il sostegno di Banca Mediolanum)
Giulio Ricordi, editore e compositore
G. Ricordi: Le bal del la Poupée, Le livre des Sèrénades (a Franz Liszt)
Gabriella Morelli, Giancarlo Simonacci, pianoforte a quattro mani

Prezzo dei biglietti stagione 2016:

intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni di biglietto previste (inclusa la riduzione soci).

Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.

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Altrevie_programma_febbraio_2016

FEBBRAIO 2016

 Venerdì 5 – Cineclub ZiC-Altrevie: L’AMMINISTRATORE

  • Il condominio specchio del disagio della società contemporanea. Ingresso 4 €.
    Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10
  • Sabato 6 – Il Canto dei Popoli: AFRICA GNAWA
    Canti e ritmi per rivivere un’antica tradizione culturale del Marocco.
    Ingresso 8 €. Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10
  • Domenica 7 – I FIGLI TIRANNI. Conversazione con l’Autrice
    Primo di due incontri dedicati alla frattura culturale tra le generazioni.
    Con la psicoterapeuta Aurora Morelli. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10.
  • Venerdì 12 – Cineclub ZiC-Altrevie: UNA SEPARAZIONE
    Uno sguardo sul mondo che aggira la censura e ci spalanca l’Iran contemporaneo. Ingresso 4 €.
    Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10
  •  Sabato 13 – Il Canto dei Popoli: CIRCO DIATONICO
    La grande tradizione musicale del Sud Italia. Ingresso 8 €.
    Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10
  • Domenica 14 – Matinée Classica: LA MUSICA SLAVA
    Quarto incontro di un ciclo dedicato alla ‘scuole nazionali’ di musica classica.
    Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10
  • Venerdì 19 – Cineclub ZiC-Altrevie: IL PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO
    Riflette sull’esistenza, del regista svedese Roy Andersson, Leone d’Oro a Venezia nel 2014. Ingresso 4 €.
    Con Francesco Castracane. Ore 20,45 Via Caffaro 10
  • Sabato 20 – Il Canto dei Popoli – CONTROCORENTE
    Concerto di musica popolare romana. Ingresso 8 €.
    Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ore 21, Via Caffaro 10
  • Domenica 21 –  DA OMERO A TALETE
    Conversazione filosofica sulle origini del pensiero europeo.
    Con Annalisa Sapegno. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10
  • Sabato 27 – Chiese medievali a Roma…e non solo: SAN CLEMENTE
    Per il ciclo di visite guidate in compagnia della Prof.ssa M. Adelaide Lala Comneno, € 5.
    Ore 16 all’ingresso della Chiesa. Pren. am.procacci@alice.it
  • Sabato 27 – IMI – Internati Militari Italiani
    Le altre ‘vittime dimenticate’ della Seconda Guerra Mondiale.
    Con il saggista Giorgio Giannini. Ingresso libero. Ore 18, Via Caffaro 10
  • Domenica 28 – Matinée Lirica: L’INCORONAZIONE DI POPPEA
    Di Claudio Monteverdi. Primo di un ciclo di incontri sulle donne protagoniste
    Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10

 

ALTREVIE è un progetto culturale che intende sviluppare un percorso di conoscenza e di arricchimento culturale attraverso incontri, visite guidate, viaggi ed escursioni. Ad esso è associato un ciclo di musiche etniche e tradizionali con l’obiettivo di favorire la comprensione di altre culture,  di avvicinarci ad altre forme di espressione e  superare ogni barriera tra i popoli. Questa sensibilità si esprime anche nella riaffermazione di un più incisivo impegno civile e sociale sui temi delle libertà, della laicità e della democrazia.

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Via delle Sette Chiese 103 Aikido Bambini e Aikido Adulti

ASD Hibiki Garbatella apre le porte per una mattina di pratica insieme.
Indossando abiti comodi potrai sperimentare direttamente le nostre attività 
e conoscere i nostri insegnanti.
Le lezioni sono gratuite ed aperte a tutti.
Vieni e porta chi vuoi per provare una lezione
 di Aikido Bambini, di Aikido Adulti, di Centered Yoga e di Mindfulness
.

Inizieremo alle 10:00 e proseguiremo seguendo il programma.

PROGRAMMA:
ore 10:00 – lezione gratuita di Aikido Bambini;
ore 10:45 – pratica aperta a tutti di Mindfulness;
ore 11:30 – lezione gratuita di Centered Yoga;
ore 12:15 – lezione gratuita di Aikido Adulti.

Vieni a conoscerci e partecipa in Via delle Sette Chiese 103, entrata lato destro della Chiesa San Filippo Neri in Eurosia.
Contattaci per ulteriori informazioni:
info@hibikiaikidodojo.it
C 3318030982
 
Visita il nostro sito per avere maggiori dettagli sulle nostre attività e sugli insegnanti: 

Vi aspettiamo qualche minuto prima delle 10.00!
Riccardo Percaccio

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Venerdì 29 gennaio 2016 ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8

Venerdì 29 gennaio 2016 ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8

Robert e Clara, un racconto musicale

Robert e ClaraRiprende la stagione di Roma Tre Orchestra 2015-2016 con un concerto al Teatro Palladium dedicato a Robert e a Clara Schumann, alla loro musica innanzitutto, ma anche al racconto del loro rapporto, non sempre costruttivo e solare come una superficiale conoscenza della più celebre coppia della storia della musica tenderebbe a farci credere. L’occasione sarà quindi dedicata all’ascolto di alcuni tra i più celebri brani cameristici dei due (in particolare, ovviamente, di Robert), ma anche alla lettura di passi tratti dal diario intimo che i coniugi Schumann iniziarono a scrivere dalla data del loro matrimonio e che continuarono a compilare fino a che lo stato di salute mentale di Robert lo consentì. Solisti di eccezione della serata saranno alcune tra le prime parti di Roma Tre Orchestra, insieme alle voci narranti di Alessia Rabacchi e di Riccardo Bocci, al quale dobbiamo la stesura del copione.

Venerdì 29 gennaio 2016 ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8

Robert e Clara, un racconto musicale

R. Schumann: da “Kinderszenen” op. 15, Von fremden Ländern und Menschen
R. Schumann: Märchenbilder op. 113 per viola e pianoforte
C. Wieck: da “Soirées Musicales” op.6, Mazurka in sol maggiore
R. Schumann: Adagio e Allegro in la bemolle maggiore op. 70 per viola e pianoforte
C. Wieck: dal Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 17, Andante
R. Schumann: Fünf Stücke im Volkston, op. 102 per violoncello e pianoforte
R. Schumann: dal Quartetto con pianoforte in mi bemolle maggiore op. 47, Andante cantabile
R. Schumann: da “Kinderszenen” op. 15, Träumerei

Letture di testi scelti dal diario intimo dei due artisti, nella riscruttura di Riccardo Bocci

Roma Tre Orchestra Ensemble
David Simonacci, violino e pianoforte
Lorenzo Rundo, viola
Marco Simonacci, violoncello
Lidia Dottore, pianoforte
Alessia Rabacchi e Riccardo Bocci, voci narranti 


Prezzo dei biglietti stagione 2016:

intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni di biglietto previste (inclusa la riduzione soci).

Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.

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CORSO GRATUITO INFORMATICA DI BASE E ORIENTAMENTO AL LAVORO PER DONNE

Corso gratuito informatica di base e orientamento al lavoroCORSO GRATUITO INFORMATICA DI BASE E ORIENTAMENTO AL LAVORO PER DONNE

AID@ – Alfabetizzazione informatica per donne a cura di Associazione BETA-Benessere/Equità/Territorio/Ambiente
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

Contenuti formativi:
gestione file, word, excel, internet e posta elettronica

Durata:
32 ore di corso e laboratorio di informatica
25 ore di orientamento al lavoro

Periodo di svolgimento
marzo-aprile 2016
Giorni
sabato – corso e laboratorio di informatica
venerdì – orientamento al lavoro con appuntamenti da concordare

Destinatarie
20 donne del Municipio Roma VIII, con priorità per disoccupate/inoccupate

Sede di svolgimento
Casale Rosa, via di Grotta Perfetta 610 Roma

Iscrizioni entro il 26 febbraio 2016
Per informazioni e iscrizioni chiama:
366 9822581 dal lunedì al sabato dalle ore 10:00 alle ore 17:00
aida.corsopc@gmail.com

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Sunshine4Palestine ti invita lunedì 15 Febbraio 2016, alle ore 21.30

Sunshine4Palestine

Sunshine4Palestine ti invita lunedì 15 Febbraio 2016, alle ore 21.30, al concerto del grande artista francese Richard Galliano al Teatro Argentina (Largo di Torre Argentina n. 52, Roma).
La serata, a carattere benefico, ha come obiettivo la realizzazione di circa 1 km di illuminazione fotovoltaica con sistema stand alone e luci a led nel quartiere di al Zannah, una zona rurale della così detta Buffer Zone, Striscia di Gaza.
Richard Galliano, artista di fama internazionale, virtuoso della fisarmonica e del bandoneon, compositore, spazia in tutti i campi musicali, dalla classica al jazz. I suoi live da solista fanno emergere l’eccezionalità delle sue composizioni, frutto di affascinanti esplorazioni musicali e di lirismo.
Dotato di una rara polivalenza, Richard Galliano ha registrato più di 50 album a suo nome, ultimo dei quali è “La vie en rose”, e ha lavorato con numerosi artisti di fama mondiale, come Astor Piazzolla, del quale è un colto interprete.
I proventi del suo live saranno devoluti alla Ong italo-inglese-palestinese Sunshine4Palestine (www.sunshine4palestine.com) per la realizzazione di circa 1 km di illuminazione fotovoltaica con sistema stand alone e luci a led nel quartiere di al Zannah, una zona rurale della così detta Buffer Zone, a Gaza, severamente colpita durante le operazioni militari “Protective Edge”. Qui l’Ong sta programmando, in collaborazione con altre associazioni non governative (Liter of Light Italia e Associazione di Cooperazione e Solidarietà), un progetto di ampio respiro, che consiste nell’intervenire sulla scarsità di acqua e di energia elettrica della zona attraverso una tecnologia green ad alto impatto. La maggioranza dei residenti, infatti, ha acqua potabile solamente per 3-4 ore ogni due giorni, ossia, quando possono immagazzinarla nei serbatoi sopra i tetti delle case, mentre l’energia elettrica è prodotta da generatori a petrolio che, donando poche ore di illuminazione a settimana, lasciano  l’area praticamente al buio.

INFO e PREVENDITA BIGLIETTI
​Biglietti da 12 a 28 euro​
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52
00186 Roma
06 6840 00311

www.teatrodiroma.net
www.vivaticket.it

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Programma Altrevie Gennaio 2016

 Programma Altrevie Gennaio 2016

  • Giovedì 14 – OPERAZIONE ‘CIVILTA’ GROUND ZERO’
    Il patrimonio dell’umanità a rischio nell’era del Jihad globale. Con il giornalista Marco Merola. Ingresso libero. Ore 21 Via Caffaro 10
  • Venerdì 22 – Cineclub ZiC-Altrevie: AS FILM FESTIVAL
    Selezione di corti presentati al festival organizzato in collaborazione con portatori di sindrome di Asperger. Ingresso 4 €.  Ore 20,45 Via Caffaro 10
  • Sabato 16 – Il Canto dei Popoli: EVI EVAN
    Non solo rebetiko; racconti, aneddoti e chiacchiere al Tekès. Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ingresso 8 €. Ore 21, Via Caffaro
  • 10Domenica 17 – Matinée Classica: LA MUSICA FRANCESE
    Secondo incontro di un ciclo dedicato alla ‘scuole nazionali’ di musica classica.
    Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro
  • 10Venerdì 22 – Cineclub ZiC-Altrevie: QUI E LA’
    Un’opera prima di grande rigore e verità che affronta di petto piaghe sociali devastanti in Messico. Ingresso 4 €. Ore 20,45 Via Caffaro 10
  • Sabato 23 – VIAGGIO LETTERARIO A ROMA
    Presentazione del libro di Christine Hoefferer, corrispondente della rete pubblica austriaca a Roma. Ingresso libero. Ore 21, Via Caffaro 1O
  • Domenica 24 – POTERE E LIBERTA’
    Conversazione filosofica dedicata a Socrate il grande pensatore che sottopone a dubbio ogni certezza. Con Elio Rindone. Ingresso libero Ore 10,30 Via Caffaro 10
  • Venerdì 29 – Cineclub ZiC-Altrevie: UNA SEPARAZIONE
    Uno sguardo sul mondo che aggira la censura e ci spalanca l’Iran contemporaneo. Ingresso 4 €. Con Francesco Castracane. Ore 20,30 Via Caffaro 10
  • Sabato 3O – Grandi artisti nelle chiese di Roma: S. MARIA S/a MINERVA
    Visita guidata alla Cappella Carafa che ospita affreschi di Filippino Lippi. Ingresso 5 €. Con Lala Comneno. Pren. altrevie@gmail.com. Ore 16, all’ingresso della Chiesa.
  • Sabato 3O – Il Canto dei Popoli: SANJAY KANSA BANIK
    Il virtuoso di tabla ci inizia all’affascinante continente musicale indiano. Prenotazione consigliata: altrevie@gmail.com. Ingresso 8 €. Ore 21, Via Caffaro 10
  • Domenica 31 – Matinée Classica: LA MUSICA INGLESE
    Terzo incontro di un ciclo dedicato alla ‘scuole nazionali’ di musica classica.
    Con Giovanni La Torre. Ingresso libero. Ore 10,30 Via Caffaro 10

ALTREVIE è un progetto culturale che intende sviluppare un percorso di conoscenza e di arricchimento culturale attraverso incontri, visite guidate, viaggi ed escursioni. Ad esso è associato un ciclo di musiche etniche e tradizionali con l’obiettivo di favorire la comprensione di altre culture,  di avvicinarci ad altre forme di espressione e  superare ogni barriera tra i popoli. Questa sensibilità si esprime anche nella riaffermazione di un più incisivo impegno civile e sociale sui temi delle libertà, della laicità e della democrazia.

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Notte Bianca del Liceo Classico Socrate Venerdì 15 gennaio 2016

Notte Bianca del Liceo Classico SocrateVenerdì 15 gennaio 2016

Gentili Amiche e Amici delle ‘Passeggiate Socratiche’,
con piacere trovate qui sotto la locandina della Notte Bianca del Liceo Classico, contenente il programma dell’iniziative, fra arte, letteratura, scienza, convivialità, che avranno luogo presso il nostro Liceo Socrate il prossimo venerdì 15 gennaio 2016, dalle 18.00 alle 24.00. Invio il programma in allegato, ma anche in calce.
Nella medesima occasione sarà diffuso il programma delle prossime ‘Passeggiate Socratiche’.

Con l’auspicio di una partecipazione numerosa alle molte variegate proposte, e con la preghiera, per chi voglia, di diffondere a propria volta, anche via Facebook o mail, ed estendere l’invito ad altre persone che possano essere interessate,

porgo un cordiale arrivederci.
Prof. Gianfranco Mosconi

Notte Nazionale del Liceo Classico 2016
Liceo Classico e Scientifico Statale “Socrate”
15 gennaio 2016

APERTURA (aula magna, h. 18-21.00)

Discorso di saluto della Preside, Presentazione Iniziativa
– Preside Milena Nari  e prof. R. Guarnaccia

Ariosto, Galilei e la Luna
– prof. Corrado Bologna, Scuola Normale Superiore di Pisa

Interludio musicale al pianoforte
– prof.  M. Motta

Selezione di brani di lirici greci e autori latini
– a cura dei proff. L.Inglese, A. Mariani e C. Santaniello con alunni

             Collegamento video via Skype col Liceo Scientifico e Classico di Capua  “C. Garofano”

   INTERVALLO CON RINFRESCO (androne, h. 21.00-21.30)

CONVERSAZIONI

(aule con LIM 1^ piano, h. 21.30-23.30,  a scelta)

Il mito nell’antichità e non solo
– prof. M. Castellani, docente del “Socrate” in pensione

Quale oggettività sul clima impazzito? Viaggio da Roma a Parigi
– dott. Luca Fiorani, ricercatore ENEA

L’immagine dell’uomo politico:

da Pisistrato e Alessandro a Renzi e Berlusconi
– prof. G. Mosconi

Letture dai Sonetti di  W. Shakespeare
– a cura della prof. F. R. Scopigno con alunni

La fantascienza al Liceo: quello che la fisica può dirci sul cinema
– prof. L. Coluzzi ed alunni

Quadri viventi ‘flash mob‘
– prof. M. P. Grossi  con alunni

Alla taberna di Apicio
– a cura della prof. C. Mojo con alunni

Io c’ero – Aula dei plastici
– a cura della prof. R. Guarnaccia con alunni

Angolo dell'”AMARCORD IL CLASSICO”, Throwback To The Start
– partecipanti alla Notte

Gli imperdibili al cinema: 300, Alexander, Julius Caesar
– docenti vari con alunni

FINALE (aula magna, h.23.30-24.00)

Letturadel VIII libro dell’Iliade,vv. 553-565
– presenti, in simultanea con tutti i licei italiani aderenti all’iniziativa

Brindisi di commiato

*Da sapere: la partecipazione a tutti gli eventi è libera,

gratuita e aperta a tutti gli interessati

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DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»

DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»

Presentazione di DIBA-TOTTI – Nati Ultrà
Lunedì 4 gennaio ore 17:00
c/o Al Ristoro degli Angeli
Via Luigi Orlando, 2 Roma

Leggi l’articolo del www.ilsole24ore.com/

Capitani coraggiosi. Di Roma, per la Roma, in una città che soffia di passione pallonara, di ponentino quando è sera. Roma divisa tra pragmatismo e nostalgia. Che ancora scrive sui muri lettere d’amore per la “Magica”. Agostino e Francesco. Di Bartolomei e Totti. Storie diverse, parallele. Due giovani calciatori, un sogno comune, calcistico e sociale.
Da imprimere nella memoria collettiva di un popolo (giallorosso) sempre in amore, disperatamente complice dei suoi eroi. A mettere insieme Totti e Di Bartolomei, in un binomio più azzeccato che azzardato, è il «giornalista- ultrà» – autodefinizione dello stesso scrittore – Mauro De Cesare, autore di DiBaTotti (edizioni Goalbook), in libreria da pochi giorni. «Agostino e Francesco, capitani romani e romanisti. E questo è qualcosa che fa parte solo della storia della Roma. Questo ci rende speciali, diversi, unici», scrive nella prefazione Bruno Conti, (altro) monumento del calcio capitolino. Le bandiere.
Quelle di DiBa e Totti hanno sventolato a vent’anni di distanza. Quella di Francesco continua ancora, dopo trecento gol. Entrambi hanno vinto un solo scudetto, troppo poco per non avere un sapore straordinario. Nel campetto di Tor Marancia, oratorio della Chiesoletta (parrocchia di San Filippo Neri), Agostino calciò la sua prima “bomba” da fermo. Nel 1969, a tredici anni, venne preso dalla Roma . L’esordio, a solo 18 anni, a San Siro contro l’Inter, sotto la guida di Helenio Herrera in versione giallorossa. Centrocampista metodista, Di Bartolomei è stato dal 1972 al 1984 leader silenzioso (e carismatico) in una Roma di poeti brasiliani (Falcao), bomber genovesi (Pruzzo), con i panni ancora stesi tra i balconi di Trastevere, e tanti Manuel Fantoni che spopolavano non solo nei film di Verdone. Ricorda Conti che «Agostino era uomo silenzioso, ma dotato di un’allegria romanesca che sapeva tirar fuori quando lo riteneva più opportuno». La Roma dello storico scudetto del 1983. Poi quel rimpianto di una notte di maggio del 1984, quando la “Magica” perse la finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico, sconfitta ai rigori dal Liverpool, con 200 mila bandiere al vento nel concerto di Venditti al Circo Massimo. Esattamente il 30 maggio di dieci anni dopo, Agostino Di Bartolomei si tolse la vita: «Non parole. Un gesto…». Ago aveva gli stessi anni che ha ora Totti, 39. Un terribile atto finale che fece pentire molti di non avergli aperto porte di Trigoria. E tutti quelli che non lo accusarono per quell’esultanza dopo un gol alla Roma negli anni di militanza nel Milan di Liedholm. «Quel gesto di esultanza non era rivolto ai tifosi della Roma, aveva un rispetto senza confini per loro. Nel suo borsello conservava gelosamente due cose: la foto di padre Pio e quella della Curva Sud», ha ricordato a De Cesare la moglie di Agostino, Marisa. In quelle immagini sta tutta l’essenza di DiBa, ereditata poi dal più istrionico Totti.

Il fuoriclasse di Porta Metronia da ragazzino ha rischiato di diventare un giocatore della Lazio.Se non fosse intervenuto direttamente il senatore Dino Viola. Francesco debutta in Serie A a 16 anni e mezzo, spedito in campo da Vujadin Boskov in un Brescia-Roma. Eppure per il “lungimirante” tecnico Carlos Bianchi, doveva essere ceduto: «O io o Totti», l’ultimatum. Sensi scelse, senza pensarci, quello che dal ’98 sarebbe diventato l’ottavo re di Roma. Conti: «Francesco lo capisci se conosci la sua famiglia, le sue radici nella città, i suoi principi fatti di sacrifici e di amore per la squadra» . «Agostino aveva una predisposizione per i bambini, ai quali nella scuola calcio insegnava prima i valori e poi i segreti del gioco – spiega De Cesare – . Lo stesso spirito paterno si ritrova in Francesco, che sempre in silenzio ha donato il suo tempo libero e le strumentazioni più sofisticate all’ospedale Bambin Gesù per la cura dei piccoli malati». Un uomo non ha bisogno di facili autocelebrazioni. Totti e Di Bartolomei l’hanno sempre saputo.

www.mondadoristore.it/DiBa-Totti-Nati-ultra-Mauro-De-Cesare/eai978889924505/

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Martedì 22 dicembre 2015, ore 17.00

Martedì 22 dicembre 2015, ore 17.00
Aula Magna Scuola Lettere, Filosofia, Lingue, via Ostiense 234

ultimo concerto primo di Natale: vogliamo concludere riproponendo un bellissimo programma svolto lo scorso ottobre a Villa Torlonia e che in quella occasione, per motivi dovuti alla limitata capianza della sala, è stato purtroppo poco condiviso dal nostro pubblico.Quattro affascinanti, rare e preziose pagine del repertorio cameristico vocale dell’Ottocento che ci presentano il personaggio di Ofelia. Il connubio tra amore e follia ha goduto di grande popolarità tra i musicisti del XIX secolo, non stupisce quindi la riscoperta del personaggio della giovane fanciulla prima amata e poi ripudiata dal principe Amleto, che ha stimolato la fantasia di compositori provenienti da Paesi diversi e con scritture diverse.

A margine del concerto saranno quindi presentati i prossimi appuntamenti da gennaio a giugno e avremo modo di festeggiare il Natale con un piccolo brindisi.  

Intorno a Ophelia – bis!

prezzo simbolico di € 2,50 per tutto il pubblico

C. Saint-Saens: La mort d’Ophelie
E. Chausson: Chanson d’Ophélia, op. 28 n. 3
H. Berlioz:  La mort d’Ophélie, H. 92
A. Thomas: dall’opera “Hamlet”, Scena della pazzia di Ofelia

Rosaria Angotti, soprano

Francesco Micozzi, pianoforte

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Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare

Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare

Accorperà gli attuali mercati di Via Odescalchi e di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Dovrebbe vedere la luce nella seconda metà del prossimo anno

Non so a quale sport si possa fare riferimento ma di certo sembra di giocare una partita con gli atleti schierati per conquistare la vittoria. Sì, perché unificare due mercati non è una missione facile.
E’ quanto l’Amministrazione municipale sta facendo da oltre un anno, cioè dal primo tavolo di confronto con gli operatori commerciali – tutt’altro che tranquillo – fino ai giorni nostri.
Ripensare il mercato rionale è necessario per rilanciare il settore, riqualificare e diversificare i prodotti, rivedere i modelli di gestione a partire dall’orario di vendita, rivitalizzandoli con l’innesto delle nuove tecnologie informatiche che consentono di accedere agli acquisti on-line.
Questo è il progetto per il nuovo Mercato del Parco che avrà sede in Via Guarnieri Carducci, sommando gli operatori che attualmente operano in Via Odescalchi e quelli di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Una idea che nasce dal recupero di una zona centrale del Municipio, vicino alla Regione Lazio, dove è già sorto un importante parco pubblico attrezzato e gli orti urbani curati da Legambiente.
Fermi nell’impegno e nell’attenzione verso gli operatori del settore, siamo soddisfatti perché il tentativo di coordinamento politico-istituzionale ha dato i suoi risultati. Dai primi mesi dell’anno 2014 è stato istituito e condotto uno specifico tavolo di confronto che ha coinvolto i sindacati di categoria insieme agli operatori e gli uffici amministrativi municipali,  con l’obiettivo di arrivare ad una progettazione condivisa e fattibile nel rispetto delle procedure e con uno sguardo attento e sensibile nel costruire spazi confortevoli e idonei sia per i commercianti che per i cittadini.
Grazie a questo lavoro di coordinamento e concertazione, siamo riusciti come Amministrazione municipale ad interpretare la voglia di rinnovamento di una vera risorsa economica.
Questo perché al declino del settore che si registra, oggi è necessario contrapporre la visione futura di un luogo ritrovato dell’arte “mercatoria” che vuole essere ancora al servizio del cittadino.
Il Mercato del Parco sarà pronto nella seconda metà del 2016. Quella che sembrava solo una eterna promessa oggi sta diventando realtà.

Anna Rita Marocchi
Vicepresidente del Municipio VIII
e Assessora al Commercio

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Tombola di solidarietà

Tombola di solidarietà

Torna la tradizionale Tombola di Solidarietà, promossa congiuntamente dalle Associazioni Altrevie e Cara Garbatella. Domenica 20 dicembre appuntamento presso i locali del Centro Anziani di Via Pullino. In palio ci saranno i regali che volontariamente doneranno i partecipanti alla serata. Il ricavato sarà destinato a borse di studio per giovani palestinesi che vivono nei campi profughi in Libano.
Alla serata sono invitati tutti i cittadini di Garbatella che desiderano esprimere la propria vicinanza ad un popolo che è sospinto all’emigrazione (fenomeno diventato tristemente  attuale in questi ultimi tempi ma che i palestinesi conoscono da oltre 60 anni). La serata si svolge in collaborazione con Ulaia AltroSud, la Onlus che da anni è impegnata ad  alleviare le sofferenze del popolo palestinese che vive da profugo nel ‘Paese dei Cedri’. “Con questa iniziativa – dichiara Claudio Bocci, presidente di Altrevie – rinnoviamo un appuntamento che riscuote ogni anno crescente attenzione e che mira a far conoscere il dramma in cui vivono migliaia di palestinesi in Libano, privati del diritto di cittadinanza che li costringe ad una vita umiliante”.

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Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas Caricava il carbone nei forni

Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas

Caricava il carbone nei forni

di Flavio Conia

Quando pensiamo ad un bene culturale solitamente ci viene in mente qualcosa di bello, esteticamente rilevante, qualcosa che abbia un valore artistico.
Raramente riusciamo ad andare aldilà della natura estetizzata del bene culturale, difficilmente consideriamo (o conosciamo) la vera definizione di “bene culturale” che va ad includere i beni che siano «testimonianze aventi valore di civiltà» (Dlgs 22/01/2004, n. 42 art. 2 comma 2).
Riportando questa definizione alla nostra vita quotidiana, al nostro vivere la città, possiamo spiegare queste semplici parole andando a prendere come esempio l’archeologia industriale dell’area Italgas nel quartiere Ostiense. Un’area ed un quartiere di grande fascino, sotto i riflettori del cinema, delle arti visive, della movida: ciò che ha smosso l’attenzione di tanti verso questo quartiere di Roma è sicuramente in modo primario la presenza del complesso di archeologia industriale che è composto dai gasometri e dal resto degli impianti presenti tra Via del Commercio e Via di Riva Ostiense. Orami simboli, elementi inconfondibili del paesaggio urbano, presenze importanti nello skyline cittadino, le tramogge, i forni e le strutture ad essi connesse segnano il passato ed il presente di una delle aree urbane più affascinanti di Roma. Passato e presente dunque, ma sul futuro chi può dirlo.
L’abbattimento di una tramoggia oramai pericolante presente nell’area limitrofa al fiume avvenuto nel mese di novembre deve riportare l’attenzione sul perché è un dovere di tutti vigilare perché l’archeologia industriale vada conservata e tutelata al meglio: una tramoggia non è bella, non è un quadro di Sironi, non è un Tiziano, ma è lo strumento più semplice che abbiamo per raccontare ai più giovani cosa voleva dire agli inizi del Novecento far nascere la Roma contemporanea, è il mezzo più diretto a nostra disposizione per dimostrare l’ingegno dell’uomo e la sua idea di sviluppo economico ed urbano.
Questi vecchi edifici parlano, raccontano storie che aprono a racconti antropologicamente fondamentali per comprendere la crescita sociale della popolazione di Roma, descrivono unitariamente, nel loro complesso, la manifestazione di una cittadella industriale (l’area Ostiense – Portuense) che stenta ad oggi a dimostrarsi unitariamente agli occhi dei cittadini.
Italgas ha in mano un patrimonio unico, che va valorizzato e messo a disposizione di tutti i cittadini e le cittadine, perché possa essere palese la passata vocazione di quest’area in modo da restituire il passato al futuro.
La ex Centrale elettrica Montemartini è l’esempio lampante della buona politica applicata agli spazi ex industriali: riunire in un unico sito, anche virtuale, anche attraverso politiche di corretta valorizzazione, l’attuale museo con l’area Italgas, i Mercati Generali, il complesso dell’Istituto Superiore Antincendi (splendidamente conservato), l’ex Miralanza, il Ponte di Ferro, il Teatro India sarebbe il modo corretto di ridare a Roma la dimensione di ciò che è stato questo territorio e come si è trasformato.
Ricostruire un legame, un filo rosso che sia guidato dalla valorizzazione dell’esistente, mirando ad informare, a potenziare il turismo locale, nazionale ed estero, andando a dare nuova anima ai luoghi, lasciandoli però liberi di raccontarci ciò che erano.
Difendere l’archeologia industriale significa parlare di lavoratori, di storie di fabbrica che non conosciamo abbastanza, racconti di Resistenza che rimangono taciuti. Il Gasometro è un bellissimo simbolo per Roma, ma prima di essere illuminato per la Notte Bianca è stato ben altro. Questa storia forse ci resta da raccontarla al meglio, finché siamo in tempo, fino a che non sarà tutto troppo pericolante, fino a quando non sarà tutto irrimediabilmente compromesso, com’è stato per la tramoggia di Riva Ostiense. Era testimonianza di civiltà, ma forse non abbastanza.

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In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

di Marcello Conte

Il 22 e 23 novembre scorso si è votato per il Consiglio dell’Istituto Comprensivo Damiano Sauli. Tra i candidati eletti è spiccato il nome di Laura Iacoangeli, una donna sorridente – il suo buon umore però non deve trarre in inganno – ma combattiva: infatti a poche ore dalla sua elezione al Consiglio di Istituto ha già dato prova di essersi meritata le preferenze accordategli dai genitori: si è messa alle costole dell’Amministrazione municipale per avere risposte certe sui tempi di realizzazione dei lavori di ripristino delle tre aule della Cesare Battisti da mesi inagibili. E noi di Cara Garbatella siamo lieti di dare voce alla sua battaglia per il benessere dei bambini.
Laura, quando è cominciato tutto?
Il 23 giugno 2015 è apparsa una crepa tra muro e soffitto di un’aula e la scuola ha immediatamente avvertito l’ufficio tecnico del Municipio, il quale ha provveduto ad effettuare
varie ispezioni a cui sono seguite altre di cui l’ultima nel mese di agosto, molto più approfondita, con l’utilizzo di trabattello per arrivare al soffitto e con apertura di una lunga “traccia” nel muro per poter valutare adeguatamente la situazione. A seguito di quest’ultima ispezione l’11 agosto il Municipio ha comunicato per scritto alla dirigente scolastica che aveva “ritenuto di interdire le tre aule compreso il corridoio antistante, poste al secondo piano” e che, “vista l’esigua disponibilità di fondi”, non era al momento “in grado di effettuare interventi di messa in sicurezza delle tre aule e del corridoio antistante”.
La scuola veniva pertanto invitata “ad organizzare lo spostamento delle tre aule in altri locali”. Nel rispondere per iscritto al Municipio la scuola ha evidenziato chiaramente come lo spostamento delle tre classi in aule di “emergenza” (vedi biblioteca) fosse oltremodo disagevole e ha richiesto una data indicativa di esecuzione dei lavori.
E cosa è successo?
Nell’immediato niente. Così, in data 15 settembre, è stata inviata una nuova richiesta di inizio immediato dei lavori. Dopo qualche giorno l’assessora Angelucci – non vi è stata alcuna risposta scritta ma solo verbale – fece sapere alla dirigente scolastica che la ricerca di fondi sembrava avviata a buon fine e che l’inizio dei lavori per tale intervento straordinario fosse previsto per la seconda quindicina di ottobre.
Quindi i lavori sono cominciati?
Non mi pare proprio. A fine novembre nelle aule non sono stati affissi cartelli di inizio lavori. E poi i bambini ancora sono sballottati nelle aule di emergenza.
Laura, come stai agendo quindi?
Con estrema determinazione. È vero che mia figlia è una degli alunni senza aula, ma le classi che subiscono questo disagio sono tre e, per come la vedo io, il problema di uno è un problema di tutti: quindi sto sensibilizzando i genitori e sto facendo continue pressioni sulle istituzioni di prossimità.
Sollecitato dal racconto di Laura ho contattato sia Paola Angelucci che Floriana D’Elia e quest’ultima, con un email datata 27 novembre, mi scrive quanto segue: “I lavori di ripristino dei controsoffitti inizieranno il 9 dicembre e dovrebbero essere terminati prima della pausa natalizia. I lavori più pericolosi (smaltimento travi vecchie e spostamento travi nuove) avverranno nelle ore in cui non c’è uscita o entrata dei bambini (prima delle 8.30 e dopo le 9.30). L’appalto è finanziato con i fondi della manutenzione ordinaria, cioè con le risorse che ogni anno sono stanziate al Municipio ma, vista l’entità e la dimensione dei lavori, si sarebbe potuto far ricorso a fondi straordinari (cioè per spese in investimento). Questo denota un grande sforzo da parte del Municipio.
Si tratta di un appalto di circa 300.000 euro. Si vorrebbe procedere con un ulteriore stanziamento per poter intervenire in altri punti della scuola, poiché tutti i controsoffitti sono realizzati con quelle stesse modalità ormai antiche”.
Bene quindi, pare che la questione aule della Cesare Battisti stia volgendo a lieto fine. Un particolare va però evidenziato: a quanto comunicato dalla Presidente della Commissione Scuola al sottoscritto, il Presidente e la Giunta si stanno dando molto da fare per risolvere i problemi delle scuole nel nostro Municipio, però anche noi, come cittadini (genitori e non) dobbiamo fare la nostra parte sostenendo e partecipando alle non sempre facili battaglie a cui i nostri amministratori sono costretti ogni giorno con il Comune di Roma.
Speriamo che i bambini possano tornare presto nelle loro aule. Cara Garbatella vi terrà informati e nel frattempo facciamo un grande in bocca al lupo a Laura Iacoangeli per il suo incarico.

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Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

di Enrico Recchi

“Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori…”. Così inizia l’iscrizione sul Palazzo della Civiltà del Lavoro all’Eur, quello che tutti noi conosciano come il “Colosseo Quadrato” perché ricorda in chiave moderna il monumento più famoso dell’antica Roma. E la Garbatella nella sua toponomastica rispecchia perfettamente quell’iscrizione.
Vi siete mai chiesti chi siano i personaggi i cui nomi leggiamo sulle targhe delle vie del nostro quartiere?
Come è stato raccontato più volte alle vie e piazze del nucleo originario della Garbatella (che nasce a Piazza Brin nel febbraio del 1920) vengono dati i nomi di personaggi legati al mondo marinaresco perché in qualche modo connessi alla funzione che avrebbe dovuto avere il nascente quartiere: ospitare le maestranze, gli operai e gli addetti amministrativi che avrebbero dovuto lavorare al progetto del bacino e del canale con i quali la zona di San Paolo sarebbe stata trasformata in un terminale commerciale delle merci che potevano arrivare a Roma sull’acqua, sia risalendo appunto il corso del Tevere che sfruttando un progettato canale artificiale (Chi volesse approfondire può leggere di più sul bellissimo libro di Gianni Rivola “Garbatella mia”).
Tutto questo poi non si materializzò.
Il progetto restò solo un progetto ma le strade che collegavano le nuove costruzioni, presero i nomi di ingegneri navali, Ministri della Marina, Ammiragli e pirati.
Ma non solo. Le strade della Garbatella sono dedicate anche a missionari, esploratori ed altro.
Partiamo quindi dalla categoria dei  personaggi legati al mondo del Mare e cerchiamo di scoprire qualcosa di più su alcuni di loro.
Innanzitutto Benedetto Brin che dà il nome alla piazza dove venne posta la prima pietra della borgata e dove si affacciavano le prime costruzioni. A metà ‘800, quando aveva vent’anni, entrò in servizio nella marina del Regno di Sardegna e percorse tutta la carriera militare. Progettista navale, a lui si devono le corazzate gemelle Caio Duilio e Enrico Dandolo, le prime navi italiane ad avere una corazzatura laterale di 55 cm. tale da considerarle imperforabili, migliore anche della protezione che avevano le navi della famosa marina reale britannica.
Diventato poi ministro, Brin spinse per accelerare la politica di armamento italiana sul mare, facendo costruire altre navi da guerra per intraprendere la politica di espansionismo coloniale. Secondo Brin l’Italia doveva produrre non solo le navi, ma anche tutte le componenti necessarie, seguendo una politica nazionalistica che contribuì anche alla nascita dell’industria pesante nel nostro paese.
Promosse la nascita degli stabilimenti di Venezia e Pozzuoli e delle Acciaierie di Terni, della base di Taranto e dell’Arsenale di La Spezia.
Decretò infine che le scuole navali di Napoli e di Genova, retaggio di una Italia formata da più stati, confluissero nella Accademia Navale di Livorno. A lui agli inizi del ‘900 venne anche intitolata una corazzata.
Dopo un personaggio così serio e compassato, passiamo a due personaggi più antichi e romantici. Tutti e due vissero a cavallo tra ‘500 e ‘600.
Già i nomi sono un programma, sfido a dimenticarli: Obizzo Guidotti e Pantero Pantera. Il primo, Obizzo Guidotti, era un cavaliere bolognese del Santo Sepolcro imbarcato su un nave dell’ordine gerosolimitano.
All’epoca il Mediterraneo era solcato non solo da navi commerciali e da quelle delle varie potenze, ma anche dai pirati che facilmente attaccavano e mettevano in pericolo i traffici mercantili.
I primi scontri del nostro avvengono con i corsari nelle acque di Malta e poi lungo le coste tunisine, partecipando alla conquista di Hammamet. Diventato poi capitano di nave, da difensore si trasforma in predatore ed assale, sempre al servizio dell’Ordine dei cavalieri di Malta, le navi turche cariche di frumento e riso per portare il prezioso carico a Malta.
Il secondo, Pantero Pantera, (con un nome che sembra quello di un bullo del quartiere. Pare di sentire una voce dal cortile che grida: “Ahò, Hai visto er Pantera?”. Era un nobile comasco del ‘500 appartenente alla famiglia Pantera, che si imbarcò giovanissimo nella flotta pontificia fino a diventare capitano della nave “Santa Lucia”. Scrisse anche trattati marinareschi, ma sopratutto è ricordato per aver combattuto i pirati turchi nel Mediterraneo. Quindi possiamo immaginare il prode Pantero salire sulla tolda della sua nave e lanciare l’arrembaggio contro la nave nemica.
Proprio perché servì nella marina pontificia, Roma e la Garbatella sono le uniche a ricordarlo.

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Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

di Anna Nevola

Un Gas è un gruppo di persone e famiglie che si organizzano sulla base di un’adesione volontaria nell’acquisto di prodotti alimentari, direttamente da produttori locali, al fine di avere qualità e convenienza di ciò che si compra. Il Gas diventa una vera e propria comunità in cui ci si incontra e confronta, sui grandi e piccoli problemi.
Non solo, ma fine di un Gas, lo dice la parola stessa Gruppo di Acquisto Solidale, è di indirizzarsi verso consumi alternativi equi e solidali, nel rispetto dell’ambiente e di chi lavora la terra. Attraverso il Gas si crea una rete di solidarietà sia tra i suoi componenti che con i produttori, specie con le piccole imprese agricole che riescono ad affermarsi proprio grazie all’attività dei Gas. Inoltre, gli acquisti si rivolgono anche ad aziende e cooperative impegnate socialmente per il recupero di territori confiscati alle mafie e per l’impiego di persone con difficoltà.
Il nostro Gas nasce 8 anni fa dall’idea di due compagne di viaggio, Valeria e Floriana, di procurarsi prodotti certificati e a km zero volti a garantire un’alimentazione sana, controllata e di qualità. Sono loro che ci hanno portato alla conoscenza di alcune aziende locali che utilizzano il metodo di produzione biologica e in poco tempo sono riuscite a creare un gruppo di fornitori, produttori certificati “bio”, in grado di soddisfare le esigenze basilari del Gas con carne, verdure e frutta. Col tempo, anche grazie a scambi culturali con altri Gas tra cui Gastone e Liberatutti, è stato ampliato il ventaglio dei fornitori con certificazione biologica. Tanto per citare alcuni nomi di aziende che ci forniscono regolarmente, qui di  seguito si segnala:

Azienda agricola biologica Morani – fornitore di carne, verdura e frutta  (S. Severa);
Azienda agricola biologica Le Radici di Mada che ci fornisce frutta e verdura (Velletri);
Liberovo azienda agricola che produce uova biologiche da galline allevate nel rispetto delle più rigorose norme di etica animale (Terni);
Azienda Biodinamica Biologica Vegana Cristina Menicocci che produce Vino senza chimica e aggiunta di solfiti (Viterbo);
Caseificio “Le perle degli Angeli”, allevamento di bufale da latte con caseificio per la produzione di mozzarella, primo sale, semistagionati e ricotta (Magliano Sabina);
Caseificio Sociale Roncoscaglia, specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano, burro e ricotta. (Sestola, Appennino tosco-emiliano);
Azienda agricola Chimisso, sita nelle colline del basso Molise (Ururi) che ci fornisce un’ottima passata di pomodori ed un ottimo olio.
E poi ancora le arance etiche dalla piana di Rosarno, la farina di Solina dall’Abruzzo, il pane da un biofornolocale, e ancora a primavera inoltrata le fragole e le ciliegie.
Parlando con i fornitori cerchiamo di farci garantire la freschezza dei prodotti e loro ci assicurano che spesso vengono colti la mattina stessa della consegna.
Per i prodotti di uso comune nostro riferimento è Teanatura, azienda che produce cosmetici e prodotti per la pulizia del corpo e della casa, il cui impegno è fortemente caratterizzato da etica ecologica e sicurezza.
Il funzionamento di un Gas non è semplicissimo e richiede un impegno costante, nel fare eseguire gli ordini e nella loro gestione economica. La buona riuscita di un gruppo di acquisto si basa soprattutto sull’entusiasmo di chi vi aderisce e sulla disponibilità a dare una mano affinché il meccanismo funzioni e non aspettare che siano altri a fare.
Il numero dei componenti del nostro Gas si basa attualmente su una decina di famiglie che consapevolmente hanno scelto la via di un consumo “diverso”. Il Gas è diventato un
vero e proprio luogo di incontro, una comunità dove ci si confronta, si condividono idee, si affrontano dubbi, e soprattutto, insieme, si prova a costruire una realtà più a misura d’uomo.
Il Gruppo al nascere si è appoggiato al Circolo del PD di Tormarancia, da cui il suo nome “Gasmarangio”, che ha fornito la base logistica per la consegna dei prodotti; ma, per una serie di difficoltà, il nostro Gas ha ora traslocato presso la storica “Villetta” sita nel cuore del quartiere Garbatella e dove ci auguriamo di intraprendere un cammino di crescita che possa vedere coinvolte nuove famiglie e non solo nell’acquisto di prodotti alimentari o di uso comune, ma in una attività di scambi e iniziative culturali e la creazione di un angolo di lettura con pubblicazioni che riguardano il rapporto diretto fra consumatore e produttore, sul consumo critico e sull’economia solidale.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

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Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti Giovannino alla conquista del motorino

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Anche quest’anno, per il settimo Natale consecutivo, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, cittadina emerita della Garbatella, ha voluto regalarci un racconto natalizio per i nostri piccoli e grandi lettori. Il personaggio protagonista è sempre lo stesso, Giovannino, ovviamente cresciuto negli anni, ormai un adolescente pieno di curiosità, di fantasia e di domande spesso inappagate. Ma ha fatto un salto di qualità, si è inventato un lavoro, consegna pizze e supplì a domicilio, e soprattutto ha conquistato un sogno accarezzato da tanto tempo, un motorino usato, comprato da un vecchio amico con le mance dei clienti.
Maria è autrice di numerosi romanzi, di scritti per l’infanzia, di racconti, di raccolte di poesie.
L’ultima sua fatica è stata la riedizione riveduta e corretta del suo più bel romanzo, Il Confinato, la storia appassionata delle persecuzione fasciste subite dal padre, il maestro Lino. Nel corso delle innumerevoli presentazioni del libro, che hanno raccolto molto più successo di quando il romanzo uscì la prima volta nel 1961, quest’anno Maria ha girato l’Italia in lungo e in largo. Ella è inoltre una instancabile organizzatrice culturale e una delle migliori traduttrice di testi letterari stranieri. (C.B.)

Giovannino alla conquista del motorino

di Maria Jatosti

Alle solite, Giovannino! Ma come fai a studiare con quel frastuono nelle orecchie? A che punto sei con i compiti? Dai, sbrigati che poi devi darmi una mano a fare l’albero.
Giovannino sospirò, si tolse gli auricolari, chiuse il quaderno.
Ho finito, mamma, arrivo. Oh, bravo, vieni qui.
Lo sai che quest’anno viene proprio bello!
Quando aggiungeremo le lucine che si accendono e si spengono farà un figurone. Pensi che alla nonna piacerà?
Ne sono sicura. Si commuoverà fino alle lacrime come tutti gli anni.
È vero, la nonna quando è felice piange, povera nonna Maria.
Perché povera? Non le manca niente e ha noi che le vogliamo un sacco di bene. Questo è importante, non ha prezzo. L’amore è tutto, specialmente a una certa età, soprattutto quando si è soli.
Però la nonna non è sola, ci siamo noi, gli zii, tanti nipoti… Se sta per conto suo nella vecchia casa è perché lo vuole lei… Le piace vivere in mezzo ai suoi ricordi, le sue cose, le sue chincaglierie, i suoi fantasmi…
In fondo deve essere bello…
Dai, dai, Giovannino, muovi le mani non perderti dietro le tue fantasie.
No, quel pupazzetto non lo mettere, è troppo malridotto. Quel furfante di Puccio se l’è tutto ciancicato, sbavato…
Da piccoli fanno tutti così e Puccio non è un furfante, è un cuccioletto adorabile, giocherellone, vispo, affettuoso…
Anche troppo, anche troppo, e tu devi smetterla di farlo venire nel tuo letto. Ti ho già fatto mettere la cuccia nella stanza, devi abituarlo a stare lì. Te l’ho detto mille volte, Giovannino.
Ma Puccio…
Puccio! Puccio! Che razza di nome stupido per un cane! Non l’ho mai digerito…
Ma mamma! Sei stata proprio tu appena l’hai visto a dire che sembrava un cappuccino per via del colore.
Cappuccino – cappuccio – Puccio. Io dico che gli sta bene e a lui piace: quando lo chiami viene di corsa e scodinzola tutto contento.
Che c’entra, anche se lo chiamassi Antonio sarebbe lo stesso, no? Oh, ecco qua, direi che abbiamo quasi finito. Come ti sembra? Manca solo il puntale con la stella in cima, ma a quello ci pensa il babbo: è compito suo, lo sai quanto ci tiene.
E le lucine. Le lucine le voglio mettere io.
Va bene va bene. Ma tu non devi andare? Non è ora? Copriti, mi raccomando, mettiti la sciarpa che con quel benedetto motorino prendi un sacco di freddo. Non vorrai ammalarti proprio adesso.
Accidenti, hai ragione, si sta facendo tardi. Io scappo mamma. Sta tranquilla, ciao.
Naturalmente Giovannino la sciarpa dimenticò di mettersela. In realtà non la sopportava, gli sembrava una cosa da vecchi. Tirò su il cappuccio del piumino e via col vento fischiettando per le strade del quartiere.
Era il secondo anno che faceva quel lavoro, ma stavolta la grande novità era il motorino. L’anno passato per consegnare le pizze ai clienti gli toccava pedalare come un matto in bicicletta col risultato che ci metteva molto più tempo e si stancava il doppio. Ora col motorino era tutta un’altra storia. Gli sembrava di volare e gli metteva allegria sentirlo cantare.
Lui se lo sognava da sempre, il motorino, ma, coi tempi che corrono, diceva la mamma, tuo padre che lavora una settimana si e una no a seconda del tempo che tira, e qualche volta non lo pagano nemmeno, altro che motorino! Va, va, Giovannino, toglitelo dalla testa, non è per te…!
Poi a scuola era arrivato Lucas. Uno spilungone nero e lucido, di qualche anno più grande e molto più alto di lui, più robusto, con un sorriso che gli riempiva la faccia e sembrava una festa. Era stato Lucas a regalargli quel cucciolotto morbido, buffo, color cappuccino con due macchie nere al posto degli occhi. Ed era stato sempre Lucas prima a dargli dei passaggi fino a casa sul suo scooter, poi a portarlo con sé al lavoro, ai Grandi Alimentari. Giovannino di esperienza in quel campo ne aveva già parecchia per via delle pizze a domicilio e insieme, loro due, facevano una squadra perfetta. Consegnavano la spesa ai clienti, specialmente donnette anziane che non ce la facevano a spingere il carrello un passo avanti all’altro, non come sua nonna che a quasi novant’anni non aveva bisogno di nessun aiuto, leggeva il giornale e infilava l’ago senza occhiali e i giorni di festa era capace anche di mettersi a ballare. Fantastica nonna Maria!
Qualche volta Lucas lasciava che fosse Giovannino a guidare mentre lui con le sue gambe da fenicottero saltava giù badando a consegnare e intascare il denaro. In quei momenti, Giovannino non stava nella pelle dalla felicità. Un giorno Lucas gli disse: Se papà per Natale come mi ha promesso me ne compra uno nuovo, questo lo passo a te, per pochissimo.
Me lo pagherai un po’ alla volta.
Perciò, comincia a mettere da parte le mance. E rideva, rideva che non si sapeva se dicesse sul serio o facesse la burla.
A Giovannino luccicarono gli occhi e cominciò a sognare e intanto faceva pratica e a volte, quando per qualche ragione Lucas non poteva venire al lavoro, lui se la cavava perfettamente da solo e tutto andava liscio come l’olio. Ma la mamma era in apprensione. Stai attento, Giovannino, diceva, non andare a scapicollo, con la testa tra le nuvole come al solito. Mi raccomando, non correre troppo e metti il casco, hai capito? Non farmi stare in pena. Hai visto cosa è successo al figlio della portinaia, un altro po’ ci rimetteva l’osso del collo…! Giovannino, ma mi stai a sentire? Questo figlio mio, sempre appresso alle fanfaluche!
Sì sì, stai tranquilla, mamma, non mi succederà niente.
Nonna Maria strizzava l’occhio avvolgendogli al collo la sciarpa. Vai vai Giovannino, diceva, vai col vento, divertiti…! Un giorno, quando sarà meno freddo, mi porterai con te a fare un giro, eh, Giovannino? Io e te, a tutta birra! e ridacchiava chioccia, con gli occhi furbi.
Sì sì incoraggialo tu,. Che si deve sentire…! Cose dell’altro mondo! E vieni via dalla finestra che ti prendi un malanno, testa matta incosciente!
La nonna salutava col braccio, il motorino cantava dalla strada, la mamma scuoteva il capo, ma poi smetteva di brontolare e tornava lesta alle sue faccende.
Giovannino correva. Correva e aspettava.
Aspettava che il papà di Lucas regalasse uno scooter nuovo a suo figlio e, nell’attesa, lucidava il vecchio sentendolo già suo. Intanto raddoppiava il lavoro e metteva da parte tutto quello che poteva contando e ricontando gli spiccioli custoditi in una scatola nel cassetto del comodino.
Lucas lo canzonava. Non preoccuparti, diceva, ci aggiustiamo. Tanto, se lo portassi allo sfascio quanto potrei farci? Poverino, è soltanto un ferrovecchio. Però il suo dovere ancora lo fa: basta accontentarsi. È bellissimo! esclamava Giovannino infervorato, con gli occhi che gli brillavano Ha solo qualche ammaccatura, qualche graffio, a volte un po’ d’affanno, ma basta saperlo prendere. Con me canta che è un piacere perché io non lo sforzo, lo curo, lo tengo bene.
Era vero. Quando Lucas glielo lasciava, Giovannino lo accudiva come un bambino. Lo puliva, lo accarezzava, lo lustrava, ascoltava il canto del motore, conoscendo ogni passaggio, ogni variazione di suono dal ruggito del balzo, dell’impennata, al respiro regolare della corsa, al ronfo e al borbottio sornione della sosta…Le scrostature le aveva ricoperte con una serie di adesivi di personaggi famosi: il giallorosso di Totti, il sigaro del Che, Fabri Fibra incappucciato, sorridente… papa Francesco tutto bianco…
Continui a coccolarlo come Puccio, quel rottame. Chi te lo fa fare? diceva la mamma. E se alla fine non se ne fa nulla? Voglio dire se Lucas non riceve il regalo promesso dal padre, tu ci resti con un mucchio di mosche in mano. Non farti illusioni, Giovannino, dammi retta, non credere alle favole…
Giovannino conosceva a memoria quei discorsi della mamma. Aveva cominciato a sentirli fin da piccolo: “Che cos’hai, Giovannino? Sempre con la testa fra le nuvole. La vita non è come te la immagini tu. Troppe fantasie, troppi castelli in aria, non va bene…”. Povera mamma, la vita non era facile per lei. Ore e ore a correre di qua e di là da una casa all’altra a spaccarsi la schiena per qualche miseria di euro e poi tornare a casa e badare a tutto il resto senza lamentarsi.
Era una mamma di ferro e se qualche volta brontolava Giovannino non se la prendeva e nel suo piccolo cercava di aiutarla in tutti i modi per farla sorridere e sembrare felice.
Non preoccuparti, mamma. Come andrà andrà, io sono contento lo stesso.
Stai tranquilla.
Diceva così, Giovannino, ma in cuor suo aspettava e sperava.
Aspettava il gran giorno, e poi…
Natale arrivò con il sole quell’anno.
Le strade, i grandi magazzini, la chiesa inalberarono le luminarie; sui marciapiedi facevano bella mostra gli alberi di plastica; la bimba rom affagottata di stracci colorati all’angolo del supermercato tendeva la mano danzando a piedi nudi, la gente passava frettolosa, distratta…
In casa, il babbo mise i regalini sotto e il puntale con la stella sopra la cima dell’albero; Giovannino accese le lucine intermittenti bianco rosso e verdi e la mamma cucinò il capitone e le frittelle. Dopo il panettone e il brindisi con lo spumante portato dagli zii, il babbo tirò fuori la vecchia tombola napoletana, distribuì le cartelle, fece i mucchietti con i soldi delle vincite; la mamma mise a tavola le bucce dei mandarini spezzettate che mandavano un bell’odore, e lo zio Enrico, che aveva il vocione da tenore e faceva ridere dicendo cose buffe a ogni numero estratto dal sacchetto, si accaparrò come sempre il cartellone. Nonna Maria fece terno e si commosse fino alle lacrime, come ogni anno. Tutti risero e batterono le mani, come se tutto andasse bene, come se fosse Natale dappertutto, come se il mondo, là fuori, fosse sereno e felice, come se ovunque le persone si amassero, i bambini scrivessero letterine al Bambino Gesù, come se la tivù non mostrasse orribili catastrofi e cataclismi universali e la pace regnasse su tutta la terra. Come se… se… se…
Natale 2015

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Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

All’Oratorio di Santa Galla l’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Antonella Di Grazia

Rinverdendo la tradizione, anche quest’anno nei locali dell’oratorio della Parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense sarà ospitato il Presepe artigianale “Vita e Mestieri” realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Si tratta di una composizione di oltre 170 personaggi semoventi, che ricordano gli antichi mestieri scomparsi.
L’idea del presepe, nacque anni fa quando il maestro Dante costruì un piccolo giocattolo meccanico per far divertire la nipotina: l’arrotino. Aggiungendo personaggio a personaggio, il fabbro, il falegname, realizzati i primi cinque o sei pezzi, è sorta l’idea di trasformarli in presepe. Dante ha continuato a lavorarci nella natia Guardea, dove il manufatto è rimasto esposto qualche anno finché non è stato riportato a Santa Galla dove lo si sta allestendo, nei locali adiacenti il Teatro “In Portico”, da una decina di anni, durante il periodo natalizio. L’uso degli ambiti della parrocchia è però temporaneo, avendo assunto il presepe dimensioni ragguardevoli e ogni anno, dopo l’Epifania, deve essere smontato. La richiesta di spazi in cui allestirlo in modo permanente è stata presentata al Municipio, corredata da un centinaio di firme, ma non ha ancora avuto risposta.
Il meccanismo di ogni statuetta è diverso dall’altro, fatto interamente a mano, Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito negli sorsi anni del rinomato “Premio Fantasia di
Garbatella”, dedicatogli dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato”, proprio per il prezioso lavoro di artigianato fatto con l’esposizione del presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni a partire dal 13 dicembre fino al 7 gennaio, dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Il sabato e la domenica inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, anche la mattina tra le ore 11,30 e le 12,30.

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Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Uno spazio aperto come una piazza, un luogo la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto le scuole. Il progetto “Adotta un treno antico” coinvolge i giovani ma anche i Centri anziani

di Floriana Delia

Nell’ottica, sempre perseguita nel nostro Municipio di creare reti tra realtà territoriali e Istituzioni, le Commissioni Cultura e Scuola hanno avviato un progetto nato in collaborazione con l’Atac e rivolto alle scuole e ai Centri sociali anziani.
Il Polo museale dell’ Atac, inaugurato nel settembre del 2004 e situato presso la stazione metro Piramide, conserva una esposizione permanente di locomotori, tram storici, fotografie, cimeli, attrezzi del mestiere, documenti storici e un plastico ferroviario degli anni cinquanta, restaurati grazie alla passione del personale Atac che, in questo modo, li ha sottratti al degrado ineluttabile del tempo e all’oblio della memoria.
Uno spazio aperto, proprio come una piazza, ai cittadini del territorio e a tutti i visitatori, uno spazio la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto i giovani.
Con il progetto “Adotta un treno antico” si è mirato al coinvolgimento di alcune scuole del nostro quartiere: la Scuola dell’Infanzia “Coccinella” di piazza Sauli e la Scuola primaria “Alonzi” di via Valignano.
L’obiettivo consiste nel veicolare ai più giovani un messaggio ben preciso: il trasporto pubblico è qualcosa di più di un semplice servizio prestato ai cittadini e si vuole invitare a riflettere sul suo valore potenziale per scoprire come questo, in fondo, rimandi a un’idea di città virtuosa, efficiente e pulita.
Le iniziative sviluppate con tale progetto nascono soprattutto con la convinzione che, per educare preventivamente al consumo sobrio, discreto, rispettoso del territorio, occorre proprio partire dai più piccoli e dalle più piccole (dall’adolescenza, se non dall’infanzia).
Attraverso attività didattiche innovative, infatti, e promuovendo la conoscenza e la bellezza dei luoghi della città, si mira ad appassionare i ragazzi e le ragazze all’uso e alle regole del mezzo pubblico e a far loro comprendere la nozione di “bene comune”.
Il progetto, in una prima fase, in concerto con l’Assessorato alla Scuola, è partito nel mese di settembre con la partecipazione delle scuole coinvolte ai laboratori predisposti all’interno del Polo museale ATAC nell’ambito delle iniziative previste per la Settimana per la Mobilità.
Con la seconda fase, gli alunni, dopo aver effettuato la visita dei vagoni e delle locomotive conservate nel museo, adottano un treno. Da qui parte poi il loro coinvolgimento attivo, con la realizzazione di disegni, racconti, testi multimediali, video e prodotti grafici di varia natura sul tema del treno e dei viaggi.
Uno degli obiettivi principali, nelle intenzioni delle Commissioni che hanno promosso il progetto nel Municipio con le scuole, consiste nel coinvolgere in attività esterne alle mura scolastiche docenti e alunni, per far sì che l’apprendimento e la condivisione nascano anche dalla conoscenza e dall’utilizzo sano dello spazio urbano.
E non è stato solo questo. Nel corso di quest’anno il Polo museale ha ripetutamente aperto i suoi cancelli per moltissime altre iniziative, molte delle quali condivise proprio con il Municipio VIII. Grazie al coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche sociali e ai Centri sociali anziani, infatti, sono stati avviati i progetti “Nonni e bimbi giardinieri”, con i quali i bambini della scuola Alonzi, hanno adottato e trasformato in orto la piccola area verde presente nel Polo, e “Tutti in carrozza in viaggio dentro la storia”, con progetti di cogestione per un dialogo fertile con i giovani basato sulla trasmissione della conoscenza, della memoria e dell’esperienza.
Il Polo museale, come tutte le piazze, è il luogo delle persone, dove potersi ritrovare e perdersi in un viaggio della memoria, per uscire dal percorso della vita di tutti i giorni accompagnati da mostre, musica, giochi e visite guidate. E’ proprio seguendo un’ottica di coinvolgimento, apertura e condivisione nella e della comunità che le Istituzioni territoriali decidono di fare rete; ed è soprattutto con una rete così costruita che, anche se si hanno a disposizione poche risorse economiche, si fa cultura, si impara, si conosce il proprio quartiere e si invade pacificamente la città.

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La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

di Giancarlo Proietti

Floriana, hai deciso di lasciare il Partito democratico?
Sì, è stata una scelta maturata con profonde riflessioni e con molto dolore. Già da tempo avvertivo un forte disagio per la distanza fra la mia idea di sinistra e ciò che invece vedo rappresentato dal PD. Ci tengo, però, a ringraziare e salutare con profondo affetto gli amici e le compagne del Partito democratico per tutto quello che ho imparato in questi anni, per tutto quello che di bello abbiamo costruito e per il nostro lungo percorso che ha radici lontane. Molte delle scelte fatte in questi ultimi anni dal PD non rispondono più a quella che considero una sinistra progressista che mira alla costruzione di una società più equa, solidale e inclusiva.
Le scelte sul mercato del lavoro, sulla scuola e anche quelle istituzionali rispondono per me ad altro. Ad un modello di società che risponde a giudizi di valore che io non condivido.
floriana deliaQuale è stato il motivo per cui hai deciso di lasciare questa lunga esperienza proprio in questo momento?
Quanto è accaduto nella nostra città con Mafia Capitale e poi con lo scioglimento del Comune di Roma con le firme dal notaio, pur con tutte le contraddizioni e i limiti di quell’esperienza e nella piena legittimità delle scelte compiute, ha determinato un’ultima insanabile dissonanza con il Partito Democratico. Si tratta di una profonda ferita alla democrazia e alla credibilità delle Istituzioni.
E adesso che cosa pensi che accadrà?
Ho deciso di iniziare un nuovo viaggio “politico”, che comincia proprio da una scelta dolorosa e al tempo stesso pienamente consapevole. Ma, come dice una mia cara amica, le scelte non devono essere indolori, devono essere utili per andare avanti per la realizzazione delle proprie convinzioni.
E proprio da una scelta così difficile voglio cominciare questo viaggio per realizzare un unico obiettivo: la costruzione di un autorevole soggetto di sinistra, radicato nei territori,
anche e soprattutto nella nostra bella Roma; un soggetto nuovo che include e non esclude, che pone al centro della propria azione la realizzazione del benessere degli individui; che guarda ai lavoratori e alle lavoratrici come a delle preziose risorse su cui costruire una crescita equa e sostenibile, e che non li consideri solo dei fannulloni e dei corrotti; un soggetto politico che tuteli gli interessi dei lavoratori che perdono il lavoro o di quelli che non riescono a trovarlo o di quelli che lo hanno trovato ma rimangono precari a vita, senza ferie, malattie e diritti. Oggi per me il punto di partenza è rappresentato da Sinistra Italiana, il nuovo gruppo consiliare che con SEL abbiamo costruito anche nel Municipio VIII sull’esempio di quanto fatto in Parlamento.
Quindi si è già realizzato il nuovo soggetto politico?
No, decisamente no. Questo passaggio non deve e non può essere considerato un punto di arrivo, oltretutto siamo perfettamente consapevoli che il suo esito non è certo, né tantomeno ancora definito, dipende da quanto saremo in grado di essere davvero credibili. L’unica cosa chiara è che questo percorso, per essere convincente, dovrà essere aperto a tutti coloro che oggi sentono di voler costruire una nuova forza politica di sinistra. Non si può più rischiare di continuare ad illudere coloro i quali si avvicinano con entusiasmo alla partecipazione democratica attiva (come è accaduto con le primarie per Marino e poi con il voto per il Comune e l’esito finale cui abbiamo assistito) con metodi che poi calano dall’alto e in modo autoreferenziale le decisioni di questo o di quel politico di turno.
Si alimenterebbe ulteriormente la disaffezione nei confronti delle istituzioni democratiche e il fallimento, in questo caso, diventerebbe letale per la sinistra e per la democrazia.
Dobbiamo dimostrare di essere aperti e di costruire insieme qualcosa sui temi che prima ho descritto sinteticamente, basta con i giochetti. Ci sono persone che con entusiasmo e competenza sono pronte a dare contributi nuovi e impensabili, basta saper ascoltare e coinvolgere. Solo così si può vincere.
Sarà un viaggio lungo, che non finirà, ci tengo a sottolinearlo, con le elezioni amministrative di Roma, sarà bello ed entusiasmante e lo intraprendo impegnandomi con tutto quello in cui credo e tutta me stessa.

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La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

Nell’ottobre 2012 un gruppo d’insegnanti, con esperienza ventennale nella scuola, dà vita ad un progetto mirato alla guida e al sostegno dei ragazzi e delle famiglie. Tale progetto è finalizzato all’assistenza allo studio pomeridiano dopo regolare orario scolastico e durante i periodi di vacanze scolastiche.
Nasce così la Bottega del Sapere, un’Associazione di Promozione Sociale che offre tale sostegno a studenti di scuole di ogni ordine e grado attraverso lezioni individuali e collettive. La scelta di far lavorare in gruppo i ragazzi è mirata anche a permettere loro un processo di socializzazione e a creare, in un clima disteso e sereno, rapporti di solidarietà e amicizia. Il nostro staff è costituito anche da psicologi e insegnanti con master certificato in grado di sostenere anche studenti con disturbi specifici dell’apprendimento – Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia. Consapevoli che la formazione scolastica ma anche la curiosità, non si fermano in età scolare, offriamo anche attività per adulti come corsi di lingua straniera ad ogni livello sia collettivi che individuali. Proponiamo anche il sostegno alla preparazione agli esami per tutte le persone che vogliono conseguire un diploma e che non riescono a conciliare l’impegno scolastico con il lavoro.
Orari flessibili, disponibilità, cortesia ed efficienza sono le nostre particolarità! Venite a trovarci nella nostra sede, nello storico quartiere Garbatella, in Via Prospero Alpino, 52 anche solo per conoscerci …..
Ascolteremo le vostre richieste, cercheremo di trovare insieme una soluzione ai vostri problemi.
Certi di svolgere con professionalità, impegno e passione il nostro lavoro, vi aspettiamo numerosi.

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La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

di Benedetto Mercuri e Sabina Giovenale

Percorrendo con l’auto la Circonvallazione Ostiense in direzione della Via Cristoforo Colombo, arrivando al termine, di solito voltiamo a destra o a sinistra secondo se desideriamo andare all’EUR o al centro della città. Per una volta abbandoniamo l’auto e proseguiamo a piedi, dritti davanti a noi.
Dopo poco ci troveremo in una valle immersi completamente nella Campagna Romana. Proseguendo, dopo qualche ora di cammino ci troveremmo ai Castelli ed avremmo percorso una delle aree più importanti al mondo sotto il profilo storico ed ambientale: il Parco dell’Appia Antica.
La parte iniziale di questa area è conosciuta come Valle della Caffarella ed è compresa tra il quartiere Latino, un tratto di Via Appia Nuova, Via dell’Almone e l’Appia Antica.
Il giornale che ospita questa breve nota ha pubblicato nel passato numerosi articoli riguardanti quest’area che è molto vicina al quartiere, prendendo in considerazione gli aspetti storici ed archeologici, citiamo “Via della Moletta: un pezzo di storia della Garbatella” (dicembre 2003) “Giallo in una villa dell’Appia Antica. La morte di Annia Regilla: morte naturale o assassinata?” (giugno 2010).
Si vogliono invece qui sottolineare alcuni aspetti naturalistici e l’importanza ecologica che riveste questo lembo di verde che arriva quasi al centro della città.
La Valle della Caffarella è una ampia pianura alluvionale con pendii tufacei più o meno scoscesi, percorsa in tutta la sua lunghezza dall’Almone, antico fiume sacro che, nonostante la sua sacralità, venne intubato, in epoca recente, sotto la Via C. Colombo e la Circonvallazione  Ostiense, mentre precedentemente caratterizzava tutto il suo tratto conclusivo con ampi meandri. Il ponticello riportato alla luce qualche anno fa in Piazza Eugenio Biffi serviva probabilmente ad attraversare l’Almone se non addirittura un piccolo affluente dello stesso. Tra l’altro coloro che abitavano nei pressi della Circonvallazione Ostiense fino agli anni Cinquanta ricordano la presenza di “Marane” (fossi, zone paludose) tra la strada e la ferrovia della Ostiense; per notizie più accurate sul fiume della Garbatella si rimanda a CaraGarbatella, numero di aprile 2005, “Un sepolto vivo l’Almone fiume sacro della Garbatella”.
La Valle della Caffarella è caratterizzata dal paesaggio tipico conosciuto come “Campagna Romana”. In questo ambito, le componenti naturali preesistenti e le modificazioni introdotte dalle attività umane si integrano in un equilibrio peculiare. La vegetazione stessa evidenzia questo aspetto: infatti le zone pianeggianti sono ricoperte da estese praterie adibite a pascolo o ad altre attività agricole che, se abbandonate, cedono il posto ad arbusti tra i quali il rovo, la ginestra, l’alaterno, il pruno selvatico, il corniolo, l’olmo campestre, il sambuco; se lasciato indisturbato questo tappeto arbustivo viene col tempo naturalmente sostituito da una coltre arborea sempre più simile a quella che un tempo era la vegetazione originaria.
Durante i secoli questo paesaggio è rimasto in equilibrio tra le attività umane e la vegetazione che spontaneamente tendeva a riconquistare la superficie disponibile.
Nella pianura di fondovalle percorsa dal fiume, dove i suoli sono più umidi, è presente una vegetazione idrofila (legata a questi ambienti), con pioppi neri, salici comuni  e con la cannuccia di palude lungo il corso d’acqua; i prati sono popolati da equiseto, luppolo comune e, degna di nota, dall’orchidea palustre, che è possibile trovare solo qui e nel Parco del Pineto (Valle Aurelia); nelle aree adibite a pascolo, attualmente o nel recente passato, è molto frequente il cardo mariano, pianta che predilige suoli molto ricchi di nitrati dovuti appunto alla presenza di animali.
Nelle zone a pendenza più elevata, quindi più inaccessibili, se non distrutta per diversi motivi, persiste una vegetazione arborea a volte anche molto fitta ed impenetrabile: caratterizzano questi popolamenti querce caducifoglie a volte di dimensioni imponenti come la Farnia, tipica di suoli anche molto umidi ed il Cerro le cui ghiande hanno la cupola coperta da lunghe squame tipicamente “scapigliate”.
Antiche testimonianze riportano la presenza, nei pressi della chiesetta di S. Urbano, di un “bosco sacro”: l’appellativo di sacro era dovuto al timore che incuteva ai viandanti dell’epoca perché era molto scuro e fitto e talvolta poteva celare brutte sorprese a causa di spiacevoli incontri; questo bosco era costituito principalmente da lecci e, in misura minore, da quercia da sughero, querce sempreverdi molto utilizzate come ottima legna da ardere, il leccio e per la corteccia la sughera; di questa formazione vegetale attualmente è rimasto ben poco, tre lecci lungo un pendio nei pressi della chiesetta.
Altro aspetto apprezzabile in questa area, ma comunque presente in tutto il centro storico è la vegetazione ruderale. Questa è costituita da specie che vanno ad occupare gli spazi limitati quasi invisibili sulle superfici dei ruderi; qui possiamo trovare le bocche di leone dai caratteristici fiori purpurei, i capperi e la parietaria che sono in grado di sopportare le temperature altissime che raggiungono le superfici in pietra durante il periodo estivo; nelle parti più umide si può trovare il capelvenere, una felce dai piccioli lunghi e sottili e la cimbalaria, una piantina detta “ombelico di Venere” per la forma arrotondata delle sue foglie. Vi si possono insediare anche piante in grado di diventare addirittura alberelli, come il fico.
La fauna selvatica che popola quest’area, tranne qualche eccezione, anche se molto diversificata non presenta particolari presenze; l’interesse sta invece nella diversità delle specie che vengono rilevate; questo è reso possibile dalla conformazione geografica del parco che si configura come un corridoio, con pochi e trascurabili sbarramenti, che mette in comunicazione l’interno della città con il territorio circostante. Viene così favorito il passaggio degli animali rendendo possibile uno scambio continuo di presenze tra esterno ed interno della città.
Tra i mammiferi è presente la volpe che, nella sua ricerca di cibo, spesso sconfina e viene ritrovata di notte  lungo le strade limitrofe; il coniglio selvatico molto più frugale; il riccio, la donnola e la faina; non è raro trovare aculei di istrice; è presente un mammifero che viene spesso considerato poco, quando non viene proprio denigrato, il pipistrello, che invece assume grande importanza per gli equilibri ecologici metropolitani, per questo ne andrebbe favorita la presenza con l’istallazione di “batboxes” nella città.
Tutto considerato, la valle non può che essere frequentata da molte specie di uccelli: la tortora, la passera scopaiola, il picchio rosso maggiore, il merlo, il cardellino, il pettirosso, la cornacchia grigia, la taccola e, vista la ricchezza di acque superficiali, l’usignolo di fiume e la gallinella d’acqua; molto importante per gli equilibri ecologici è la presenza di rapaci diurni e notturni: gheppio, nibbio, poiana, quindi la civetta, il barbagianni, l’allocco e l’assiolo.
Nell’ambito degli anfibi si può trovare il rospo smeraldino oltre quello comune, la salamandra gialla e quella nera; da rilevare la presenza del tritone crestato che vive esclusivamente in acque pulite.
Infine i rettili con la tartaruga terrestre, il ramarro, la natrice dal collare e qualche vipera.
Se poi parteciperete ad una delle visite guidate notturne che vengono organizzate dal Parco dell’Appia Antica nel periodo estivo, vi potrà capitare una sorpresa: il buio potrà punteggiarsi di centinaia di piccole luci intermittenti. Sono le lucciole, che tanti anni fa Pasolini temeva fossero scomparse e che invece, laddove (grazie alle battaglie di Antonio Cederna ed altri grandi personaggi del mondo ambientalista) si è avuta l’accortezza di lasciare un po’ di spazio alla natura, ci regalano ancora uno spettacolo affascinante che ci emoziona e ci commuove.

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