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UNDERWOOD

Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico

Un vero e proprio ‘one-woman show’, una commedia multi-linguistica che unisce i canonici linguaggi teatrali ai linguaggi del varietà e dell’avanspettacolo: lo spettacolo prosegue la linea di un teatro comico e brillante, iniziata due anni orsono da Cecilia D’Amico con il suo Vaga show, replicato più volte con successo e presentato nell’edizione 2015 del Fringe Festival di Torino.

Alice è una trentenne che si ritrova da un giorno all’altro senza la sua guida, il suo unico punto di riferimento in un mondo dall’avvenire totalmente incerto: la sua psicologa, colpita da malattia improvvisa. A questo punto, Alice è costretta a costruirsi da sola la propria stabilità e per farlo deve passare attraverso il cosiddetto “sottobosco della vita” incontrando i personaggi più strambi: da dietologhe in folli centri dimagranti, a un cuoco esasperato dalle diete vegane, a un furbo pranoterapeuta che fa da contraltare a un dentista solitario, fino a ciclisti ossessivi, italiani felicemente trapiantati all’estero, skipper senza patente nautica, dipendenti degli aeroporti, “burini ripuliti” e un’umanità sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che vede nelle ferie l’unica via di fuga possibile.

Riuscirà Alice a lasciarsi alle spalle il “sottobosco della vita” trovando così la propria felicità? O scoprirà che proprio nel “sottobosco” bisogna saper trovare quella felicità?

Per circa un’ora si accavallano storie di persone tutt’altro che vincenti agli occhi della “società dell’apparenza” in cui viviamo. Storie comuni, di tutti i giorni, che attraverso l’umorismo e l’ironia ci rivelano il loro animo, e soprattutto la loro solitudine, mettendo in mostra vizi e manie della società contemporanea. Personaggi diversissimi tra loro, tutti interpretati da Cecilia D’Amico, il cui virtuosismo comico, mai volgare, si basa soprattutto sulla capacità di scolpire a tutto tondo ogni singolo personaggio.

Nel costruire lo spettacolo, l’attrice si è avvalsa della collaborazione della scenografa Laura Giusti, che ha realizzato una serie di elementi semplici, originali e capaci di adattarsi al mutare dei personaggi e delle situazioni rappresentate.

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri
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PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”

20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo

Azione scenica per un solo attore.
L’attore diventa, di volta in volta, personaggi diversi del dramma:
Amleto, Laerte, Polonio, Claudio, il becchino…
scegliendo tra il pubblico i suoi interlocutori: Laerte, Ofelia, Rinaldo, Gertrude…

Polonio: “A quale scopo ?”
Rinaldo: “Certo lo vorrei sapere, mio Signore!”

Lo scopo è quello di accorciare le distanze tra un testo “sacro” del teatro e la nostra vita, immergendolo nel quotidiano della convivialità.
Un attore da solo cosa può fare dell’Amleto di Shakespeare ? Solo i monologhi ?!
Ci siamo divertiti, invece, a trasformare alcuni dialoghi in monologhi, in cui il personaggio, pur rivolgendosi ad una persona, pare che non ascolti l’interlocutore, e di fatto, sembrano monologhi…come tutti sperimentiamo nella quotidianità quando siamo noi a trattare il nostro amico come “due orecchie” per i nostri soliloqui e viceversa.

Per rendere più accessibile il testo sono stati fatti adattamenti e qualche piccola attualizzazione.

PERSONAGGI

AMLETO: figlio del defunto Re Amleto e di Gertrude
LAERTE: figlio di Polonio
OFELIA: figlia di Polonio
POLONIO: consigliere di corte
RINALDO: servo di Polonio
GERTRUDE: madre di Amleto, Regina di Danimarca, vedova del Re defunto e ora moglie di Claudio
CLAUDIO: fratello del defunto Re Amleto, ora Re di Danimarca

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri
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Salpano i Quaderni di Moby Dick

Comunicato stampa

Salpano i Quaderni di Moby Dick

”Lo Stabilimento dei Bagni pubblici alla Garbatella – Innocenzo Sabbatini l’architetto visionario” è questo il titolo del primo numero dei Quaderni, che  verrà presentato il 18 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca – hub culturale  di via Edgardo Ferrati, 3

L’idea della pubblicazione dei Quaderni di Moby Dick nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e di studio composto da architetti, studiosi, giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni, che opera all’interno degli ex Bagni pubblici fin dai giorni della sua occupazione-liberazione.

I Quaderni, con cadenza quadrimestrale, vogliono essere un elemento dinamico e vivo del progetto più generale dell’archivio storico, mettendo in relazione la Garbatella, come gli altri territori dell’VIII Municipio (Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Montagnola), con le esperienze romane e italiane: la Città Giardino Aniene a Montesacro, il Villaggio Crespi sull’Adda, le sperimentazioni milanesi del villaggio – giardino Campo dei Fiori, Baravalle, Breda, Tiepolo e “Milanino”dell’Unione Cooperativa, il quartiere giardino Littorio a Palermo, il rione Carelli a Posillipo.

Insomma la narrazione della Garbatella vuole uscire dagli steccati del localismo per parlare alla città, ma anche all’Europa in relazione agli esperimenti di Letchworth a Londra, Hellerau a Dresda, Gartenstadt a Norimberga e via dicendo.

Garbatella, infatti, è un nome che di per sé va oltre i confini della città di Roma, esattamente come il Quartiere Latino o Belleville di Parigi, Mitte o Kreuzberg di Berlino, Higbury o Islington di Londra e non ultimo il Bronx di New York.

Fin dalla sua nascita nel febbraio del 1920 la Borgata Giardino Concordia, edificata sui colli di San Paolo ai piedi dell’omonima Basilica romana per ospitare gli operai della zona industriale dell’Ostiense, ha evocato le esperienze delle Città Giardino europee.

Ma a differenza di quest’ ultime, la Garbatella a Roma rappresenta uno degli esempi più originali di sperimentazione urbanistica, un vero e proprio laboratorio di tipologie e stili architettonici.  Un percorso di edificazioni che si sviluppa lungo dieci anni, fino al 1930, rispondendo alle emergenze che si presentarono in città in seguito allo sblocco degli affitti, agli sventramenti del centro storico voluti dal Fascismo e all’abbattimento delle baracche abusive.

Tantè che si passa dalle amene casette economiche con orto di piazza B. Brin, a quelle rapide di via Adautto, dal quartiere degli sfrattati alle spalle dei Bagni pubblici, ai villini a riscatto di Plinio Marconi intorno a piazza Carlo Randaccio, per finire con gli imponenti Alberghi suburbani intorno a piazza Michele da Carbonara e  la sperimentazione delle casette modello del lotto 24 su via delle Sette Chiese.

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Eroina Un primo argine contro la morte

Eroina Un primo argine contro la morte

QUANTI siano i tossicomani nel quartiere è impossibile dirlo e determinarlo. A sentire i genitori e i farmacisti che vendono siringhe ed acqua distillata, sarebbero molti di più di quanto si pensi.
Alla Circonvallazione Ostiense (la parte nuova che avvolge da una parte i lotti delle case popolari) il fenomeno e senz’altro in aumento. In questa situazione, dopo la morte di tre ragazzi per overdose, un gruppo di genitori, di cittadini e di tossicodipendenti hanno dato vita ad un comitato di intervento. L’Assemble al Teatro Mongiovino 300 persone nei primi giorni dell’ottobre scorso è stata l’assemble costituente, il primo momento autenticamente di massa, di confronto ma anche di denuncia sul problema della droga del nostro quartiere. In quell’occasione il dramma individuale dei genitori è diventato pubblico e collettivo, un problema sociale sul quale si sono interrogati i partiti e si è impostata una vertenza per l’apertura di un Centro Sanitario e di un Centro Sociale per i giovani.
Oggi il centro Sanitario è aperto, è una realtà, e l’ex condotta medica dell’Appia Antica aperta ai tossicodipendenti della zona dalle 8 alle 20 ogni giorno, con una equipe medica e  paramedica che ha voglia ed entusiasmo di lavorare. In queste prime settimane sono 65 già i ragazzi che si rivolgono al Centro, la metà hanno stabilito il piano terapeutico in prevalenza a base di metadone ma in qualche caso anche di morfina. C’è soddisfazione e speranza ma è solo il primo passo occorre forse un approccio di analisi più preciso sul fenomeno droga nel quartiere, occorre modificare e precisare a livello regionale e comunale titubanze e limiti degli strumenti legislativi. Il Comitato e impegnato ora con la Circoscrizione che ha già assicurato con atti concreti il suo impegno per l’apertura del Centro sociale Polivalente per i giovani. Su questo obiettivo devono impegnarsi i giovani in primo luogo ma anche tutti i cittadini coscienti per questo il Comitato si sta preparando alla diffusione di massa di un opuscolo di informazione sulla droga nel territorio in collaborazione il Consiglio di zona sindacale unitario e col Distretto scolastico.

   Copyright

Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Giovani La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

Giovani

La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

PER PARLARE meglio ci siamo incontrati in “fraschetta” da Marisa. Ci siamo? C’è qualcuno del ’68, ancora militante (pezzo molto raro) e molti altri “cani sciolti”.
Roberto vuolare parlare: “Sono un “disoccupato tranquillo”, abito al lotto 27, ora faccio l’imbianchino e cerco lavoro fisso. Noi ci vediamo la sera in piazza Sant’Eurosia davanti all’Oratorio a giocare a pallone. Ma con quelli dell’oratorio non abbiamo rapporti.
Gianni – Perchè?
Roberto – Perchè non c’è ne frega niente.
Gianni – Se non giocate a pallone che fate?
Roberto – Se ci va andiamo in birreria o a Trastevere  nei locali macrobiotici, perchè è alternativo no?
Gianni – Perchè non rimanete nel quartiere?
Roberto – Senti. io la Garbatella l’amo, la conosco tutta perchè ci ho giocato, ma qui non ci sono locali, punti di ritrovo per stare “aggregati”.
Gianni – E la politica?
Roberto – L’ho fatta quando stavo a scuola ma ormai non ci credo più, credo solo ai movimenti fatti di gente autentica, come mio padre e mia madre, spontanei.
Pino – La mia zona è tra il Dollaro e il King (sono due bar della circonvallazione Ostiense). Stavo al Collettivo di medicina ed ora sto ancora  … a medicina.
Gianni – Voi che cosa fate?
Pino – D’inverno stiamo al bar o a casa di qualcuno a giocare a scacchi, d’estate dove capita.
Gianni – In discoteca ci vai?
Pino – No, perchè non mi va di codificare un rapporto con il corpo, comunque la sera si va fuori di Garbatella.
Simona – Ho 17 anni, non sono molto soddisffatta di quello che si fa oltre lo studio, si finisce sempre d’andare a casa di qualcuno a sentire i dischi, a fare una passeggiata. E poi il nostro gruppo è costruito per forza, vorrei conoscere gente nuova.
Ciupi (è straniero, abita all’Ardeatino) – Figuratevi che può essere l’Ardeatino, tutti condomini e cooperative, è ancora meno socializzante di Garbatella. La sera non si può nemmeno andare nei bar perchè c’è un brutto giro di fasci ed eroina.
Roberto G. – Beh … io non voglio essere definito un ex, io stavo al Pci. Anche se ora non ci sto più ritengo che la politica è importante, in particolare i movimenti di massa, ma altrettanto importante è conoscere le persone. tra di noi che stiamo al fuoco la sera ci sono rapporti veri. Io di solito vado a letto verso le 5 le 6 di mattina e poi mi faccio sbattere giù verso le 12.
Gianni – Che è questa storia del fuoco?
Roberto G. – Beh … “er foco” è na calamita, lo facciamo verso le 11 fino alle 3 le 4 di notte, in piazzetta davanti al Bar Lunin e poi si fanno le patate, ieri sera abbiamo fatto il pesce. La gente si ferma e parla, qualche volta si ferma anche la polizia o la gente più strana.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Anziani. Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

Anziani

Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

CORIANDOLI, festoni colorati, addobbi di cartapesca in un grande locale ex circolo ENAL, sotto il mercato coperto alla Garbatella, ma questa volta non c’è l’aria di festa di qualche settimana fa, quando il Centro anziani della XI Circoscrizione è stato inaugurato. Anzi, questa  volta l’ariaè molto fredda per mancanza di riscaldamento e qualche vetro rotto e non c’è nemmeno il chiassoso affollamento della volta precedente.
Mappa di Paolo SamarelliA riunirsi sono una decina di “anziani” che fanno parte di una commissione per il rilevamento dei problemi più urgenti nella assistenza agli anziani e per la programmazione delle attività. Le questioni in discussione nella commissione, sono molte, innanzitutto il completo risanamento del locale (vetri, riscaldamento, bagni) in modo da iniziare al più presto le attività del centro che comunque verrà trasferito nella sua sede definitiva al Casale Garbatella in via Pullino per lasciare la sede attuale al comitato sulle tossicodipendenze. Numerosissime le proposte: iniaiztive culturali ed artistiche, ginnastica, hobbies e piccolo artigianato, feste danzanti oltre a consulenze pensionistiche in collaborazione con le associazioni sindacali.
Quindi obiettivi a medio termine come il potenziamento dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, già in atto da qualche tempo, ma insufficiente per i 24.000 anziani della Circoscrizione, e l’apertura di altri centri come quello della Garbatella negli altri quartieri vicini.
Importanti sono le proposte a più lunga scadenza, quali l’apertura in zone di reparti ospedalieri diurni per l’assistenza specifica agli anziani e di una casa di cura per i malati di lunga degenza in modo che la vicinanza con le abitazioni dei famigliari eviti il frequente abbandono dell’anziano da parte dei parenti.
Ma il problema più pressante rimane quello del centro, della sua attività, che – ripetono gli anziani – non deve rimanere staccato dal quartiere quasi a configurare una nuova forma di ghettizzazione, ma stimolare l’incontro tra gli anziani e gli altri cittadini.
Anche la Circoscrizione si sta muovendo dal canto suo in questa direzione con un censimento degli anziani e delle loro occupazioni precedenti e dei loro hobbies al fine di sfruttare socialmente  le capacità di persone che l’età non certo reso inutili. Il progetto è quello di impiegare gli anziani per vigilare e guidare i visitatori di mesei zonali, nelle biblioteche circoscrizionali, nei giardini pubblici e davanti alle scuole.
Un tentativo di ricondurre l’anziano ad un ruolo attivo nella vita sociale facendolo finalmente uscire da un mondo di isolamento ed emarginazione.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Strade, verde, recupero urbanistico. Non più paese ma neanche metropoli

Strade, verde, recupero urbanistico
Non più “paese” ma neanche “metropoli”

SE CHIEDI a un giovane della Garbatella dove abiti il più delle volte ti risponderà “vicino all’EUR”, all'”Ostiense”.
“C’è una tendenza diffusa al rifiuto, un processo di non identificazione dei giovanissimi con il quartiere, la volontà di rompere con la tradizione storica”.
E l’inizio di una chiacchierata-intervista con Aldo Santini, un nome conosciuto nella sinistra del quartiere. Aldo e un gruppo di compagni stanno lavorando da più di un anno ad una ricerca storica ed archeologica sulla Garbatella.

“La Garbatella – prosegue Aldo – è un quartiere nato prima del fascismo nel 1920, urbanisticamente si rifà agli utopisti inglesi e tedeschi, alle città giardino”.
“Il fascismo ha poi snaturato questo progetto. Generalmente  invece per scarsa informazione e conoscenza lo si pensa come un prodotto del fascismo e ci si chiede erroneamente come Mussolini avesse potuto far costruire un quartiere simile, delle casette così belle, tutte diverse, con i giardinetti interni, abituati come si è alle costruzioni classiche del ventennio”.
Come la trovi oggi la Garbatella, rispetto alle sue origini? Ti sembra “omologata” nella metropoli?
Questo quartiere mantiene le sue peculiarità, un suo patrimonio generazionale, mantiene un tessuto di compagni che oggi la cultura moderna ha disaggregato. Una generazione che si rifà all’origine operaia del quartiere, alla coscienza di classe dei primi tipografi, ferrovieri e artigiani, dei lavoratori dei Mercati Generali e dell’Officina del Gas, i primi assegnatari dei lotti 1-2-3-4-5 che stanno sulla collinetta sopra San Paolo.
“Su questo terreno fertile si sono innestati gli abitanti degli “alberghi” (grandi costruzioni unicellulari dove venivano relegati e controllati gli elementi scomodi al regime fascista, i politici), che per loro condizione di emarginazione sono stati preziosi elementi di coesione politica”.
Il secondo biennio della Legge 457 (Piano decennale per l’edilizia pubblica e residenziale) stanzia altri 900 milioni per la Garbatella, una cifra inadeguata. Se utopisticamente questi 900 milioni fossero miliardi quali sarebbero le proposte da re?
“Esistono – risponde Santini – vari problemi e di vario ordine:

Un quartiere chiuso
La Garbatella è un quartiere chiuso tra la Cristoforo Colombo e l’Ostiense, le vie che lo mettono in contatto con il centro della città (via P. Matteucci, vi Benzoni) sono strette, lo strozzano. La costruzione del cavalcavia che unisce in via Ostiense con la Circonvallazione Ostiense significherebbe maggiore facilità di scorrimento e di scambi con il centro, inoltre sgraverebbe la zona dei Mercati Generali da una quantità enorme di traffico.

Un nuovo habitat
Ragionando sull’utopia si potrebbe pensare  ad una ridistribuzione delle superifici rispetto alle funzionalità e alle nuove modifiche dei nuovi nuclei familiari. Una vera e propria riqualificazione dell’abitazione.

Acqua e fogne
Sopperire al vecchio sistema fognario a “cappuccino” che è ormai inadeguato, infatti quando piove di continuo i cortili dei lotti si allagano pericolosamente, sopperire alla mancanza dell’acqua diretta (lavori che sono stati finanziati con il primo biennio della Legge 457).

Spazi verdi
La particolare struttura e conformazione dei lotti che hanno i giardini interni fa si che la Garbatella non abbia mai avuto un parco vero e prorprio ma appezzamenti rimediati e sottodimensionati. A questo scopo e per lo sport di quartiere andrebbero utilizzate le aree di via Pullino e quelle a via Guglielmotti (sulle quali sorgevano i vecchi lotti 1 e 4 da anni smantellati).

Centri sociali
Vanno inoltre riconsiderati e riconsegnati alla cittadinanza per scopi culturali, di aggregazione (Centro Sociale) le vecchie strutture pubbliche oggi usate in modo privatistico, un esempio per tutti sono i vecchi bagni pubblici oggi occupati dal Mobilificio Proietti.
– Insomma ai giovani il nome della Garbatella – a me pare – va un pò stretto, forse perchè ha la fama di quartiere malfamato?
Non credo – conclude Aldo – perlomeno gli abitanti che provengono dagli sventramenti del Centro storico, di piazza Montanara, da via della Consolazione non sono i sottoproletari dei quartieri ghetto, non si tratta quindi della malavita stracciata della periferia, ma di quella della tradizione romana, il ladro gentiluomo, certo oggi notevolmente modificata dal mercato dell’eroina.
E’ un quartiere il nostro dove c’è sempre stata solidarietà, dove artigiani, operai, anarchici e socialisti hanno formato una miscela unica. L’obiettivo del nostro lavoro di ricerca in questo quadro è la rivalutazione del quartiere, l’individuazione di strutture per mettere in contatto i vecchi e i giovani, i giovani che oggi vivono da vecchi.

 

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella fra ieri e domani

Paese Sera / Cronaca di Roma – domenica 1 febbraio 1981

Garbatella fra ieri e domani

Spazio autogestito dagli organismi democratici di base
QUANDO SI parla della Garbatella il più delle volte si parla delle sue case popolari, della loro storia e delle lotte dei suoi abitanti.

Oggi, in questa pagina, vogliamo far parlare alcune tra le espressioni più vere di democrazia e di partecipazione, le forme più “fresche” di aggregazione giovanile, alcuni gruppi organizzati (Centro anziani, Comitato sulle tossicodipendenze, sez. Sunia), ma anche gruppi occasionali di giovani.

La Garbatella  negli anni ’70 è stata segnata largamente ed in profondità dai movimenti popolari risultando un grosso centro di aggregazione giovanile (Comitato di quartiere di Via Pullino, sezioni di partiti e gruppi di sinistra). Come in tutta la città, dopo il ’76, il riflusso taglia le gambe alle espressioni organizzate ed autonome del “movimento”.

Nonostante ciò, dalla sua storia ed originalità, la Garbatella trova le risorse per il fiorire di nuovi organismi di base e per l’affermazione di grandi momenti partecipativi la lotta degli abitanti contro gli aumenti delle affitti IACP (legge 513), l’assemblea popolare sulla droga al Teatro Mongiovino e quella per l’apertura del Centro anziani circoscrizionale.

Perchè oggi questa pagina? Perchè, la presenza di un vasto tessuto democratico ma anche di una aomizzazione degli organismi di base, essa rimbalzi nelle case, nelle sedi di partito, tra i giovani, a provocare un interrogativo: questo quartiere, negli anni ’80 mantiene la sua originalità o è irrimediabilmente omologato nella metropoli? I problemi di oggi. Il risanamento del patrimonio edilizio pubblico, l’acquisizione di nuovi spazi sociali, la ridefinizione di un quartiere, devono essere oggetto di una vertenzialità diffusa, di massa. Tutto ciò per impedire che, in assenza di un processo che cancelli i risultati positivi di questi anni. Che si cancellano con la vernice grigia le scritte colorate sui muri e nelle piazze.

  Copyright

Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Giovedì 29 Settembre
H. 20.30

MOOD 5
Lamberto Armenia – alto sax
Gian Domenico Murdolo – sax soprano e baritono
Stefano Diotallevi – piano
Giuliano Stacchetti – basso elettrico e contrabbasso
Vladimiro Nigro – batteria e percussioni

H. 21.30

PLAY VERDI
Nicola Puglielli – chitarra
Andrea Pace – sax tenore
Piero Simoncini – contrabbasso
Massimo D’Agostino – batteria


Venerdì 30 Settembre

H. 20.30

DOO BEE DUO
Giada Pietrini – voce
Carlos Fanelli – chitarra

H. 21.30

MORE THAN CLASSIC DUO
Alessandro Bonanno – piano
Flavio Bonanno – tastiere


Sabato 1 Ottobre

H. 20.30

TAMIA QUARTET

Alberto Ruggeri – sax tenore
Tommaso Castellani – piano
Benedetto Mercuri – contrabbasso
Roberto Ghersi – batteria

H. 21.30

OPEN SPACE QUARTET
Claude Bolling: Suite nr. 2 per flauto e trio jazz

Iolanda Zignani – flauti
Cinzia Gizzi – piano
Pino Sallusti – contrabbasso
Carlo Bordini – batteria


CARA GARBATELLA
È un’associazione culturale nata nel 1998 ed ha sede in Via F. Passino n. 26. Si occupa di promuovere, di valorizzare e di recuperare il patrimonio storico-culturale, umano, artistico, architettonico e paesaggistico del quartiere Garbatella, del territorio dell’VIII Municipio del Comune di Roma e dell’intera città di Roma. A tal riguardo, l’associazione pubblica gratuitamente da dodici anni il bimestrale “Cara Garbatella” ed ha editato le seguenti pubblicazioni: “Il quaderno della Resistenza. Garbatella – Ostiense” di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta; “I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella. Dal biennio rosso alla liberazione” di Gianni Rivolta.
Inoltre, promuove il “Garbatella Jazz Festival”, giunto alla dodicesima edizione.

Info
Tel. 3280580162
331 9496348 (per prenotazioni per la cena)
www.caragarbatella.it

Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878

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Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Ha avuto una grande affermazione l’edizione denominata  “street food” organizzata alla Garbatella dall’otto all’undici ottobre. Oltre 60 banchetti e food truck (cibo sui camioncini), dove è stato possibile degustare molte diverse tipologie di cibo di strada ormai divenuto un fenomeno mondiale.
Da Via Passino a Piazza Damiano Sauli, risalendo Via De Jacobis fino ai giardini davanti alla Parrocchia di san Filippo Neri, sin dal primo pomeriggio di giovedì 8 ottobre un’infinità di persone hanno potuto degustare cibi caratteristici di molte regioni italiane e cibi internazionali. Dalla bombetta pugliese, all’arrosticino abruzzese, cibo di strada greco, paella, pizza e mortadella, tanta varietà per tutti gusti. Non solo cibo, ma anche attività per bambini, e incontri dove si è parlato di cibo e workshop con esperti dell’università di Roma Tre e della milanese La Bicocca.
Nota dolente il tempo. Un calo visibile di visitatori si è avuto nella serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato a causa della pioggia incessante caduta su tutta Roma, ma nonostante questo la manifestazione ha avuto un’ottima riuscita. Per tutta la giornata di domenica, tornato il bel tempo, si è vista un’affluenza straordinaria di persone, e un traffico caotico dalla Circonvallazione Ostiense fino alla regione Lazio causando anche qualche problema ai residenti.
E’ stata una vera e propria festa, per la gioia anche dei ristoratori stanziali del nostro territorio che per quattro giorni hanno fatto registrare il tutto esaurito. La Manifestazione è stata organizzata da Sarti del Gusto, che è un team di professionisti che opera nel mondo degli eventi enogastronomici, all’Associazione Compagnia della Terra Alta, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina e col patrocinio di Regione Lazio, Assessorato Roma Produttiva e Municipio Roma VIII.

(G.P)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Garbatella History Camp | Volontari al Parco Giovannipoli

“Garbatella History Camp” Volontari al Parco Giovannipoli

Un campo internazionale come strumento di promozione culturale delle risorse archeologiche di Roma

“In principio c’erano un francese, un armeno e una ragazza della Garbatella…”. Lo so, sembra l’inizio di una barzelletta nemmeno troppo originale, invece è la conclusione di una storia cominciata circa un anno fa, durante una pausa dal consueto lavoro di manutenzione del parco Serafini o di Commodilla, adottato dagli attivisti del Comitato Parco Giovannipoli. La mia amica Katiuscia (Presidente del Comitato) ed io eravamo seduti su una panchina per rilassarci qualche momento prima di riprendere a lavorare insieme agli altri volontari e lei – che in effetti non si rilasserebbe nemmeno sotto anestesia totale – mi raccontò di una sua idea per riqualificare l’area archeologica del parco, quella che si trova in alto proprio a ridosso del muro di cinta: organizzare un campo internazionale di volontariato con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo.
Marcello ConteUn’idea fantastica, pensai, ed ero certo che Katiuscia ci sarebbe riuscita, perché è una ragazza determinata che non si scoraggia e va avanti nonostante le difficoltà e lo scarso sostegno cui l’ha abituata il Comune di Roma da quando circa tre anni fa ha cominciato, con gli altri volontari del Comitato, ad occuparsi del parco; ma questa è un’altra storia. Oggi mi va di scrivere solo di cose belle e positive, ho voglia di raccontarvi la storia di un gruppo di persone che si adoperano per salvaguardare un bene comune, convinte che il degrado si combatta creando socialità e momenti di aggregazione e non solo raccogliendo cartacce da terra. Voglio raccontare la storia di un gruppo di persone che ha aggiunto un nuovo e prolifico nodo alla rete delle tante realtà che da anni operano sul nostro territorio, proprio nell’ottica della cooperazione e della lotta al degrado sociale.
Katiuscia Eroe pensò al Garbatella History Camp per caso, seduta su una panchina del parco per riposarsi un po’ e oggi il tempo di sedersi a riposare non lo trova perché quella che era solo un’idea si è concretizzata – grazie anche al supporto del Presidente Catarci e della Giunta Municipale – ed è già operativa dallo scorso mese di luglio.
Il Campo di volontariato internazionale, oltre al patrocinio e al sostegno logistico del Municipio VIII, alla collaborazione di Legambiente e alla supervisione della Sovrintendenza
Capitolina, ha potuto contare sul supporto di tutte le realtà territoriali – cominciando dal Villetta Social Lab – per raccogliere i fondi necessari al mantenimento dei quindici volontari.
“L’obiettivo del campo è semplice – e se lo dice la combattiva Katiuscia potete stare sicuri che proprio semplice non è – vogliamo valorizzare le antiche mura romane presenti sulla collinetta dell’area verde, restituendo alla cittadinanza il punto turistico e culturale venuto alla luce dopo la riqualificazione del parco nel 2008. Un lavoro enorme che vogliamo arricchire con dei pannelli espositivi che spieghino la funzione originaria di questi resti”.
Le attività del campo saranno numerose, dalla pulizia dell’area, alla sistemazione della siepe e delle palizzate di legno, fino alla realizzazione di sette cartelli informativi multilingua che raccontino il luogo, ma anche i lavori di scavo e l’esperienza dell’History Camp. “I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al campo provengono da tutto il mondo…”, continua Katiuscia. “…
Corea, Francia, Messico, Armenia, Turchia, Russia e Ucraina e proprio in relazione agli ultimi due partecipanti credo che questo campo sia servito, nel nostro piccolo, a far parlare di pace questi ragazzi tra loro”. Il Comitato Parco Giovannipoli sta consegnando un nuovo modo di pensare la promozione sociale, culturale e archeologica della città di Roma agli amministratori. A quelli che saranno in grado di capirlo, ovviamente.

di Marcello Conte

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

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Muore a 15 anni sul campo di calcio Valerio Stella giovane della Garbatella

Muore a 15 anni sul campo di calcio
Valerio Stella giovane della Garbatella

valerio-stellaMartedì 7 aprile si sono svolti a S. Filippo Neri i funerali di Valerio Stella, giovane promessa del calcio capitolino. Valerio, 15 anni, era nato alla Garbatella, dove aveva frequentato sia le elementari alla “C. Battisti” che le medie alla “G. Moscati” ed aveva vestito anche la maglia della squadra che porta il nome del nostro quartiere. Poi si era trasferito alla società “Città di Fiumicino”, ma il suo amore per la Garbatella era sempre rimasto forte perché qui aveva amici e parenti.
Giovedì 2 aprile, Valerio è morto in seguito ad un malore durante una partita di calcio lasciando un vuoto incolmabile in tutti quelli che lo avevano conosciuto e gli avevano voluto bene.
Addio Valerio, addio tesoro.

Enrico

La redazione di Cara Garbatella si unisce al dolore della famiglia e si stringe intorno ad Enrico Recchi prezioso collaboratore del nostro giornale per la perdita del suo amatissimo nipote Valerio. Ci ripromettiamo di dedicare un ampio spazio a Valerio campioncino e promessa del calcio capitolino nel prossimo numero di Cara Garbatella.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Aprile 2015

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L E T T E R A – Pedibus e Bicibus: prove di civiltà

LETTERA
Pedibus e Bicibus: prove di civiltà

Qual è la prima cosa che deve fare un genitore per educare i propri figli? Secondo noi che – sulla spinta degli attivisti del Csoa La Strada – abbiamo contribuito a realizzare i progetti pedibus e bicibus, è il buon esempio.pedibus
Siamo tutti genitori di bambini della Cesare Battisti e tutti i giorni della settimana portiamo in nostri figli a scuola a piedi o in bicicletta e siamo tutti più felici, i bambini e noi.
Contenti perché i nostri figli socializzano (ai pedibus e ai bicibus partecipano bambini di età e classi differenti), si riappropriano dei propri spazi e del loro quartiere; i negozianti e le persone che ci vedono passare ci sorridono (più ai bambini, ovviamente) e spesso, soprattutto quando passiamo in bici, fanno anche il tifo. È un’esperienza bellissima che è servita e serve alla crescita dei bambini ma anche alla nostra, perché giorno dopo giorno capiamo quanto sia importante per i nostri figli sperimentare la propria autonomia.
Sulla scia del nostro progetto si sono organizzati anche pedibus scuola Alonzi e bicibus scuola Principe di Piemonte. Quando nel settembre 2013 cominciammo con il pedibus (che raccoglie i bambini alle fermate sparse lungo il percorso partendo da un capolinea) mio figlio Jacopo mi chiese perché dovevamo fare un giro così lungo per andare a scuola visto che abitiamo a circa un minuto a piedi dalla Cesare Battisti; oggi se gli dico domani niente pedibus o bicibus è più efficace di una punizione.
Oggi sono loro a chiederlo e a volerlo! Ah, dimenticavo: nessuno di noi è mai in ritardo al lavoro, anche se arriviamo a scuola senza un’automobile! (Pedibus Cesare Battisti, tutti i
martedì e giovedì ore 8,00 partenza da Piazza Albini – Bicibus Cesare Battisti, tutti i mercoledì ore 8,00 partenza Piazza Albini).

Marcello Conte
Pedi/bicibus Cesare Battisti

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Dicembre 2014

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Adottiamo il Parco di Commodilla

Adottiamo il Parco di Commodilla

Cerchiamo volontari per adottare il parco delle Catacombe di Commodilla. Conosci il parco delle Catacombe di Commodilla che si trova tra Via Giovannipoli e Via delle Sette Chiese? Come avrai notato, ultimamente è sporco e abbandonato, ormai è divenuto terra di nessuno alla mercè di qualunque incivile ne voglia fare scempio. Fino a pochi mesi fa era un parco pulito e fruibile.
Bambini e cani avevano trovato una convivenza civile, ora invece è impraticabile tra cestini traboccanti di immondizia, vetri rotti e mille altri tipi di rifiuti.garbatella-parco-di-commodilla
Vogliamo riprenderci il parco per renderlo di nuovo pulito e sicuro.

Stiamo organizzando un gruppo di volontari. Abbiamo già preso contatto con il Comune e con Legambiente, che è disposta ad aiutarci, ma ci servono cittadini volenterosi che, come noi, credano nella cittadinanza attiva. Se vuoi aiutarci o avere maggiori informazioni contattaci tramite:

Utenza Facebook: Parco Comodillaparco-commodilla
Gruppo Facebook Salvare Comodilla
Indirizzo: e-mail salvarecomodilla@yahoo.it

Pubblichiamo volentieri la lettera di questi volenterosi cittadini. Ricordiamo che Cara Garbatella aveva già denunciato tempo fa lo stato di abbandono del Parco di Commodilla, segnalando tra l’altro il pericoloso debordo della ghiaia sulle zone pavimentate con lastre di pietra e l’otturamento delle caditoie dell’acqua piovana e di quelle delle due fontanelle presenti. Non ultimo, segnaliamo la presenza dei monconi di due palme distrutte dall’infestazione del punteruolo rosso. In un altro articolo segnalavamo anche la presenza nel Parco di una pianta rara, originaria dell’Australia, il Brachichiton discolor, detto anche “albero bottiglia”, un’essenza che si ricopre in estate di una immensa fioritura cremisi.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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Per la gioia dei bambini la “Collina dei conigli” Tempo fa, in uno spazio verde ai margini della Garbatella, a Via Tiberio Imperatore, qualcuno abbandonò una coppia delle simpatiche bestiole. S’è formata una nutrita colonia, diventata “un bene della colle

Per la gioia dei bambini la “Collina dei conigli”
Tempo fa, in uno spazio verde ai margini della Garbatella, a Via Tiberio Imperatore, qualcuno abbandonò una coppia delle simpatiche bestiole. S’è formata una nutrita colonia, diventata “un bene della collettività”

di Enrico Recchi

No, state tranquilli, non è il seguito del fortunato romanzo di Richard Adams del 1972 “La Collina dei conigli”. In zona di confine con il nostro quartiere c’è un piccolo spazio verde che è diventato il “Parco dei conigli”. Parliamo dell’area libera da costruzioni, in leggera pendenza, che si incontra in Via Tiberio Imperatore, subito dopo l’edificio della Scuola Media “Alessandro Severo”. L’area non è stata mai utilizzata se non come passaggio pedonale per chi abita nelle case della Cooperativa Ferrotranvieri che sorgono sulla Collina Volpi.
conigli-a-collina-volpiUn bel giorno, lo scorso anno, improvvisamente, qualcuno ha pensato di liberare (un termine chic, per dire che se ne è voluto disfare) una coppia di conigli da appartamento. Passare dalla condizione di animale domestico a quella di animale libero non deve essere stato facile per le piccole bestie, ma le attenzioni degli abitanti della zona e soprattutto dei bambini e l’evidente assenza di volpi e altri predatori ne hanno favorito l’ambientamento. L’area, che viene periodicamente ripulita dalle erbacce e dai rovi a cura del Comune e che è stata anche recintata, è diventata così un parco spontaneo all’aperto, dove i conigli hanno scavato le loro tane e hanno prolificato, nonostante qualche furtarello che comunque non ha influito seriamente sulla crescita del loro numero.
Se l’aumento del numero dei conigli non ha potuto seguire lo schema studiato dal pisano Fibonacci (il più noto studioso del fenomeno della riproduzione dei conigli secondo uno schema matematico, che visse tra il XII ed il XIII secolo), la loro presenza si è in ogni caso radicata e, possiamo dire, “istituzionalizzata”, se è vero che sono comparsi avvisi che indicano gli alimenti che i conigli possono mangiare e ciò che invece è deleterio per la loro salute, oltre ad ammonimenti a non appropriarsi delle bestiole che sono un bene della collettività.
Oramai la loro presenza, via via sempre più numerosa, è diventata una sorta di attrazione della zona. Specialmente il pomeriggio nelle giornate calde si vedono frotte di bambini che si avvicinano guardinghi e sospettosi (loro ancor più che le piccole bestiole avvezze alla presenza umana) con in mano una carotina o un cespo di lattuga, sotto l’occhio vigile di genitori o nonni, per riprendere contatto con una realtà, quella degli animali da cortile, oramai lontana dalla nostra attuale cultura.
Fino a poco tempo fa c’era in giro per Roma la figura della “gattara”, in genere una donna anziana che portava da mangiare alle colonie dei gatti randagi un tempo numerose nelle nostre strade (ma che fine hanno fatto i gatti randagi? Se ne vedono pochissimi). Oggi invece sono i conigli a ricevere le attenzioni amorevoli di animalisti grandi e piccoli. Un altro segno dei tempi che cambiano?

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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