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Dal consiglio municipale

Al via verde scolastico e orti urbani.

di Gianni RIVOLTA

Manutenzione delle aree verdi scolastiche e approvazione del Regolamento comunale degli orti urbani . Con questi provvedimenti licenziati  dal consiglio di via Benedetto Croce, la Giunta di centro sinistra aggiunge due importanti risultati al carnet delle realizzazioni nel 2019. Ma vediamo nel dettaglio le questioni. All’inizio di febbraio il presidente Amedeo Ciaccheri, attraverso un comunicato stampa, aveva informato  i cittadini del recupero  all’interno del bilancio 2018  di duecento mila euro, che rischiavano di andare persi, per la manutenzione del verde all’interno di asili, scuole elementari  e  piccoli giardini municipali. L’appalto è già partito. Il primo intervento ha riguardato la potatura di ben 35 alberi , che attendevano una cura da oltre 10 anni nel giardino dell’Istituto comprensivo Settimia Spizzichino a via Aristide Leonori. Le mamme e  le operatrici  degli asili  finalmente tireranno un sospiro di sollievo. Sono in programma, infatti, altri importanti interventi al “Villaggio nel Bosco” di via Antonio Mannucci all’Ostiense, al “Bruco verde”di via Cerbara e nel plesso della “Alonzi” in via Alessandro Valignano a Garbatella.

Dopo un lungo percorso partecipativo con la rete degli orti urbani municipali, finalmente è andata in porto anche l’approvazione del Regolamento comunale: le linee guida che disciplinano la gestione dei giardini urbani e gli orti concessi in comodato d’uso alle associazioni. Si tratta di  realtà molto significative sul territorio, non solo come esperienze di recupero delle aree verdi degradate, ma come incubatori di socialità tra cittadini. Sono  iniziative avviate da diversi anni, a partire dalla prima di Lega Ambiente a via Rosa Raimondi Garibaldi, a quella degli Orti Urbani Tre Fontane di largo Virgilio Maroso, dell’Ortolino in via del Tintoretto, degli orti di via Guglielmotti alla Garbatella e quelli di Largo Veratti sulla sponda del Tevere a San Paolo.  La risoluzione, approvata all’unanimità, anche dai due rappresentanti dei 5 Stelle, con una sola astensione, ha ribadito il divieto all’uso  di fitofarmaci e concimi chimici nelle coltivazioni.

Ma sulla riapertura di via delle Sette Chiese, interrotta da più di due mesi per il crollo di alcuni massi da un costone di tufo all’altezza di via Sant’Adautto, non ci sono ancora buone  notizie: la strada di collegamento tra la Garbatella e  l’Ostiense, rimane chiusa nonostante le sollecitazioni del Municipio. La Sindaca Virginia Raggi, infatti, con una lettera al Presidente Ciaccheri ha messo le mani avanti sui tempi di riapertura della storica stradina. Secondo la missiva i lavori  prevedono la necessità di stabilizzare la parete e l’istallazione di una rete paramassi per garantire la sicurezza della circolazione. Ma una prima  stima dell’intervento da parte del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana supera i limiti per l’affidamento diretto dei lavori. Quindi il Comune di Roma, con buona pace dei cittadini,  si è preso  altri trenta giorni di tempo per studiare  la progettazione dell’intervento e il contenimento del preventivo.

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Una operazione da 18 milioni di euro

l’Università roma Tre compra dal Comune le aree e gli edifici delle sue sedi

di Fabrizio FAGIANI

Dopo un percorso lungo 26 anni e
dopo quattro accordi di programma sottoscritti tra il 1993 e il 2004,
l’Università Roma Tre ha acquistato dal Campidoglio tutte le aree e gli immobili
su cui insistono le sue sedi. L’obbiettivo è portare
a compimento lo sviluppo del proprio patrimonio edilizio dedicato alla
didattica e alla ricerca, consolidando la presenza nei quartieri San Paolo, Ostiense
e Marconi. Si è trattato di una spesa di 18 milioni di euro, che è parte di un
ambizioso progetto di riqualificazione del quadrante sud-ovest di Roma.

Questi i beni compresi nell’operazione: l’ex Vasca navale in via Volterra,
l’ex Depositeria comunale in largo Murialdo, l’ex scuola Silvio d’Amico in via
Silvio D’Amico, l’ex Ente comunale di consumo in via Ostiense, l’ex istituto
scolastico De Amicis e l’area contigua ex Alfa Romeo in via Valco San Paolo,
l’area ex Omi e quella prospiciente ex Siba in via della Vasca Navale

“Grazie a questa totale acquisizione andranno avanti importanti progetti”
ha dichiarato il direttore generale di Roma Tre Pasquale Basilicata durante la conferenza stampa
di presentazione, alla quale hanno partecipato anche il rettore Luca
Pietromarchi e la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo in atto i due più grandi cantieri
d’Europa – ha aggiunto – il primo sull’area del Valco San Paolo per il
dipartimento di Ingegneria, con la costruzione di 14mila metri quadri di nuova
edificazione tra laboratori, aule e spazi per gli studenti. L’altro è il nuovo
rettorato su via Ostiense. E poi  abbiamo
il progetto del Mattatoio che sarà importante anche per la città».

C’è stata anche una nota polemica determinata dalla considerazione del rettore
 Pietromarchi: “Quello che  ci lascia l’amaro in bocca è che l’impegno per
il miglioramento degli immobili e dei servizi, che l’ateneo ha messo in campo  in questi 26 anni, non sia stato riconosciuto.
Male, ma va bene lo stesso. Adesso però non abbiamo più le risorse per lo
stadio Berra o per la parte che ci manca del mattatoio. Su questo dovremo
trovare un accordo non oneroso».

Il direttore Basilicata infine ha  
aggiunto: “Per il futuro c’è l’auspicio che lo strumento
dell’acquisizione non sia più la compravendita, considerando come in altre
città italiane gli spazi delle università sono state messe a disposizione degli
atenei a titolo gratuito. Un trattamento analogo avrebbe consentito a Roma Tre
di destinare quelle ingenti risorse in servizi agli studenti, borse per i
dottorati, investimenti sul patrimonio librario e anche in progetti di ricerca
e sviluppo”.

La sua proposta è stata quella della costituzione di un tavolo di
concertazione tra istituzioni, anche con la presenza di Corte dei Conti e
Soprintendenza, per trovare altri strumenti da utilizzare per il trasferimento
di beni da pubblico a pubblico.

Nel suo intervento la sindaca Raggi ha ricordato con emozione il giorno
della sua laurea conseguita il 30 ottobre del 2003 proprio nell’aula della
conferenza stampa e poi ha aggiunto: “Siamo riusciti a portare a termine un
progetto imponente e penso che per il futuro vada benissimo la proposta del
tavolo fra istituzioni. E’ un’ottima idea quella di far partecipare anche la
Corte dei Conti”.

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Avanzata al Comune la richiesta di 250 mila euro

Quando apriranno casa di Vale e di lanfranco?

di Eraldo SACCINTO e Gianni RIVOLTA

Richiesto al Comune di Roma il finanziamento per consentire l’apertura di due case famiglia per disabili: “Casa di Vale” a piazza dei Navigatori e “Casa di Lanfranco” a via Ambrosini. Due strutture che rispondono alle preoccupazioni delle famiglie per il futuro dei propri figli e che permetterebbero di trovare possibili alternative all’istituzionalizzazione, coinvolgendo in modo diretto gli utenti stessi nella costruzione e realizzazione del proprio progetto di vita.

 Si tratta, infatti, di piccole residenze familiari di poche persone, il cui fine è quello di poter proseguire un percorso di autonomia e di integrazione sociale nella vicinanza ai propri congiunti, che destinano a tale scopo risorse immobiliari di proprietà. Strutture ricettive che prevedono un massimo di sei utenti, che sono stati preparati attraverso la frequentazione al “Dopo di Noi”.

La risoluzione del Municipio, votata all’unanimità con una sola astensione (5Stelle), ben si inquadra nel contesto degli interventi promossi a sostegno delle persone con disabilità, attivi nel territorio municipale sin dall’anno 2004, attraverso il progetto “Casa famiglia per la preparazione al dopo di noi” e “Casa Nostra”, una grande esperienza, che a tutt’oggi vede la partecipazione di 32 ospiti in età adulta, i quali la frequentano per sei settimane l’anno.

“Casa di Vale” e “Casa di Lanfranco”, sono già state dichiarate idonee all’uso da parte del Dipartimento comunale alla fine dello scorso anno. La prima è destinata a sei persone con disabilità intellettiva di livello medio e medio-grave e la seconda, invece, per quattro ospiti che presentano una buona autonomia personale e sociale e possibilmente già inserite in percorsi di inclusione lavorativa. Già nel 2014 fu presentata dal Municipio, dalle associazioni e dalle famiglie alla Amministrazione Capitolina dell’epoca, una richiesta per la realizzazione dei due progetti, che, nonostante gli apprezzamenti sul merito, non  riuscirono ad ottenere alcun riscontro economico. Le case furono allora realizzate con grandi difficoltà da parte dei familiari dei ragazzi senza che siano mai pervenuti i fondi richiesti per la loro apertura completa. L’unica possibilità di utilizzo attuale, infatti, a causa di questa carenza, rimane relegata ai fine settimana.  “ Il tema di queste due case famiglia è una vecchia questione in questo Municipio – ha ribadito in aula Flavio Conia – ma purtroppo il Comune non ci vuole sentire, infatti, in sede di discussione del Bilancio capitolino ha respinto un ordine del giorno, che prevedeva il finanziamento di 250 mila euro per l’apertura di queste due strutture. Ora dobbiamo ricominciare da capo e chiedere di nuovo questi fondi, somme abbastanza irrisorie per una città come Roma”. Per il consigliere 5 Stelle Enrico Lupardini, che si è astenuto sulla risoluzione : “è solo polemica politica con il Comune, che invece le sta aprendo le case famiglia, anche nel nostro Municipio. L’ultima è stata inaugurata a Ostiense a ottobre. E’ la Casa del SuperEroe, dove trovano ospitalità le mamme dei bambini operati all’ospedale pediatrico Bambin Gesù”. “Ma – ribatte Alessandra Aluigi, assessora ai Servizi sociali- forse il consigliere Lupardini non sa che la Casa del SuperEroe è stata finanziata da privati senza alcun contributo del Comune e, comunque, non è destinata ai disabili adulti come quelle  proposte nel progetto Dopo di noi”.

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Via al bando pubblico per la piscina di viale Giustiniano Imperatore

Un fulmine a ciel sereno per la lazio nuoto

di Massimiliano GIOVANNOLI

E’ in forse la permanenza della Lazio Nuoto nella piscina di viale Giustiniano Imperatore a San Paolo. Il 16 gennaio, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di concessione per l’impianto sportivo e nei giorni seguenti l’Assessore allo Sport Daniele Frongia, a confermare le intenzioni della amministrazione comunale, ha dichiarato che verrà messo “ a bando il più alto numero di impianti in scadenza, scaduti o chiusi, dando ai cittadini la possibilità di usufruire di spazi sportivi adeguati e di livello. Questo è solo il primo bando previsto per il 2019, ne seguiranno a breve altri”.
Stiamo parlando di un provvedimento, che riguarda l’ impianto sportivo realizzato al pian terreno di viale Giustiniano Imperatore 199, uno stabile costruito qualche anno fa, per ospitare le famiglie allontanate da casa in seguito all’abbattimento di un edificio pericolante a poche decine di metri di distanza. Lì, nel 2010, è stata ricollocata la società sportiva Lazio Nuoto, ma la sua presenza nel territorio è molto più lunga. Risale infatti a più di 30 anni fa l’apertura della prima piscina comunale targata
Lazio in uno stabile attiguo.
Un rapporto che però attualmente – sostiene l’assessorato- è figlio di una concessione ” scaduta e senza richiesta di prolungamento”. Di diverso avviso è Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto.
Questa estate, a detta di alcuni organi di stampa, avrebbe avuto assicurazione dal presidente della commissione sport del Comune Angelo Dario che ci sarebbero voluti almeno un paio d’anni prima che la struttura venisse messa a bando. Infatti la Società stava già preparando il project financing, il reperimento di fondi a garanzia per la iscrizione al bando pubblico.
C’è preoccupazione e sconcerto tra gli utenti e gli atleti delle piscina di viale Giustiniano Imperatore “la società è cresciuta con noi ragazzi del quartiere- sottolineano molti di noi, nel corso degli anni, hanno contribuito a portare medaglie, tra cui molte olimpiche.
Non vorremmo che la S.S. Lazio Nuoto dovesse veramente lasciare la piscina comunale” .
Qui sono iscritti moltissimi romani che da anni praticano sport a prezzi popolari; infatti sono 1800 i soci ai quali “sarà comunque garantito, nelle more dell’esecuzione del bando – fa sapere l’assessore Frongia – il normale svolgimento delle attività”.
Questa per la Lazio Nuoto sarà la gara più faticosa: non ci si batte per coppe o medaglie, ma per ben sei corsie di venticinque metri.

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Notizie brevi

Raccolte più di 400 firme per il centro culturale Tormarancia
Si terrà il 21 febbraio alle 18,00, presso la sala della Parrocchia
Nostra Signora di Lourdes, l’Assemblea del Comitato centro
popolare polivalente insieme all’Associazione parco della Torre
per illustrare i risultati dell’inchiesta on line e costituire un
gruppo di lavoro per la progettazione partecipata dell’ex scuola
Mafai, in vista del centro culturale del quartiere.

Buone Parole
Giovedì 21 febbraio ore 10,30, presso la Sala Consiliare “Piacentina
Lo Mastro” del Municipio Roma VIII, in via Benedetto
Croce 50, avrà luogo una lezione aperta su un uso non sessista
della lingua italiana.
L’incontro è promosso dalla Consulta Femminile del Municipio
Roma VIII in occasione della Giornata Internazionale della
Lingua madre.

Cisl Garbatella: nuovo sportello per gli anziani
E’ stato attivato, il lunedì pomeriggio, presso la federazione
Pensionati della Cisl, in viale Guglielmo Massaia 47, uno
sportello di ascolto rivolto ai cittadini anziani, e non solo, sulle
difficoltà e problematiche della vita di ogni giorno. L’iniziativa
è promossa dal Coordinamento Donne del Sindacato.

Montagnola: clarinetti e tromboni cercasi
La banda musicale della Montagnola, che nei giorni scorsi si è
esibita per la prima volta tra i banchi del mercato rionale di
via Pico della Mirandola, cerca dei musicisti. E’ richiesto il
possesso dello strumento e una minima competenza musicale.
Prevalentemente si cercano sax, clarinetti, trombe e tromboni,
ma anche strumenti a percussione ( cassa, rullanti e piatti).
Info 06.45506613.

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Programmazione di Moby Dick nel mese di febbraio

Mercoledì 20 ore 18,00
Quando scende in campo il razzismo con Damiano Tommasi
ex giocatore dell’A.S. Roma e autorevole rappresentante del
sindacato calciatori.

Venerdì 22 ore 18,00
Voglio fare l’attore. Vita e teatro di Roberto Herlitzka
con l’autore e Emanuele Tirelli autore teatrale.

Martedì 26 ore 18,00
La straniera di Claudia Durastanti.

Mercoledì 27 ore 18,00
Scrittura e critica letteraria in Italia oggi con Renzo Paris e
Filippo La Porta.

Giovedì 28 ore 18,00
Vicini scomodi di Roberto Matatia.

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Per la rassegna “Incontri col cinema” del Teatro Palladium

“Sembra mio figlio”

Acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre)

a cura della redazione

Sabato 16 febbraio alle ore 20:30 il Teatro Palladium ospita per la rassegna “Incontri col cinema”  il lungometraggio “Sembra mio figlio” (2018), acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre). 

Il lavoro racconta la storia di Ismail, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia ritornando a casa e facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, gli Hazara.

Costanza Quatriglio è una delle registe più interessanti di quella che ormai si profila come una “nouvelle vague” italiana, tra i più brillanti esponenti di una generazione che ha ibridato il documentario con la finzione e viceversa, uno dei temi cruciali del cinema italiano degli anni duemila. Documentarista eccellente, autrice di due film di finzione, dirige oggi il Centro Sperimentale di Cinematografia, sezione di Palermo dedicata al documentario. Ha firmato i documentari Terramatta, Triangle, 87 ore.

La rassegna “Incontri col cinema” è uno dei tanti appuntamenti legati alla sezione Cinem@ del Teatro Palladium; la chiocciola del titolo vuole significare un “cinema espanso”, contaminato dal video, dalla televisione, dalle ibridazioni tra corto e lungo metraggio, documentario e fiction e comprende alcune sottosezioni che segnalano l’apertura del Teatro Palladium alle iniziative cittadine e nazionali e la sua disponibilità a porsi anche come “sala cinematografica” (seppur atipica) capace di proiettare anteprime od ospitare festival di rilevanza nazionale e internazionale. L’elegante “salotto universitario” del Palladium vuole proporsi come altra “casa del cinema”, luogo di incontro e di riflessione per il cinema romano e italiano.

BIGLIETTERIA PALLADIUM

Attivo, solo durante gli orari di apertura del botteghino (apre due ore prima dello spettacolo), il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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Cara Garbatella a Buongiorno regione

Il 30 gennaio alle ore 7,30  Giancarlo Proietti e Gianni Rivolta, rispettivamente direttore editoriale e responsabile, del mensile di cronaca locale Cara Garbatella sono stati ospiti della nota rubrica di informazione regionale. Durante l’intervista si è parlato della storia più che ventennale del giornale e delle iniziative in cantiere per il Centenario (1920-2020) della fondazione dello storico quartiere popolare.

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Municipio VIII: tante le iniziative sulla giornata della Memoria

dalla Redazione

Nel Municipio Roma VIII –ha dichiarato il presidente Amedeo Ciaccheri- “riannodare i fili sparsi della memoria è un impegno diffuso e quotidiano” e per questo, in coerente continuità con una tradizione forte e diffusa, anche quest’anno i nostri quartieri sono stati protagonisti di decine di iniziative. In molti casi sono state le istituzioni a promuoverle ma, in altrettante circostanze, sono state singole associazioni o circoli territoriali di partiti di sinistra a dare vita a momenti di incontro particolarmente sentiti.

Qui di seguito riportiamo solo alcuni degli appuntamenti che per un’intera settimana, e anche più, hanno attraversato i nostri quartieri.

Martedì 15 gennaio Via Valeria Ruffina 66 a Tor Marancia

Al primo posto nell’agenda la pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini e su cui Cara Garbatella ha dato già ampio spazio. L’iniziativa, nata dal lavoro di ricerca di Eugenio Iafrate e di Claudio D’Aguanno “consulente per la memoria del Municipio Roma VIII”, è stata promossa dall’Associazione Parco della Torre e sostenuta dal Municipio con la presenza del presidente Ciaccheri.

 

Martedì 22 gennaio, ore 21.00 – Teatro Palladium

A TESTA ALTA. STORIA DI MORETTO

Spettacolo teatrale sulla vicenda di Pacifico Di Consiglio che non si arrese mai alla dittatura italiana e non chinò la testa davanti all’occupazione straniera.

Evento realizzato da Fondazione Museo della Shoah – Onlus.

 

Giovedì 24 gennaio, ore 17.00 – Sala consiliare Municipio Roma VIII

UN PONTE DI LIBRI

Mostra bibliografica e presentazione dell’opera di Jella Lepman, donna, ebrea, fuggita dalla persecuzione nazista rientrerà in Germania per occuparsi della “ri-educazione” delle donne e dei bambini tedeschi, e per offrire loro “cibo per la mente” affinché mai più potesse ripetersi quanto accaduto con il nazismo.

Evento realizzato da Lottavolegge e Biblioteche Di Roma.

 

24, 25, 26 gennaio – Nelle scuole del Municipio Roma VIII

La Memoria della Shoah raccontata alle studentesse e agli studenti delle nostre scuole attraverso la proiezione di film, letture di brani significativi, spettacoli teatrali, Cerimonia del sasso, laboratori di pittura di Pietre d’inciampo simboliche in un programma di iniziative diffuse per stimolare protagonismo giovanile e per non dimenticare. Con il patrocinio e la partecipazione diretta del Municipio.

 

Sabato 26 gennaio, ore 18.00 – Comunità di Base San Paolo

PORRAJMOS, LA MEMORIA DI TUTTI

Un’iniziativa per ricordare la “Devastazione” di Rom, Sinti e Caminanti, vittime anch’essi dello sterminio nazista. Parole, musiche, poesie, ricostruzioni storiche, analisi e prospettive per ricordare il sacrificio di oltre mezzo milione di Rom.

Evento realizzato da Associazione Cittadinanza e Minoranze.

 

Sabato 26 h.10.30 Millepiani Via Nicolò Odero 13

POLISPORTIVA G. CASTELLO, fondata nel 1967, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VIII e la collaborazione delle associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -, Cara Garbatella e Millepiani Coworking.

Mostra realizzata dal Comune di Scandicci CAMPIONI NELLA MEMORIA

Storie di atleti deportati nei campi di concentramento

L’idea di questa mostra è di Barbara Trevisan, docente di scienze motorie sportive a Scandicci: “Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni, seppure in modo indiretto, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande tragedia del ventesimo secolo, anche dal punto di vista sportivo, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza”.

 

Domenica 27 Basilica di San Paolo: Pedalando nella Memoria 2019

Appuntamento alle ore 9,15. Il percorso ha attraversato la città partendo da Parco Schuster, passando il ponte Settimia Spizzichino per fare una prima tappa a Tor Marancia Fosse Ardeatine. Di qui la strada in bici ha ripreso poi per Porta San Paolo, Portico d’Ottavia e via dei Zingari. Quindi verso San Giovanni e via Tasso per concludersi al Casale della Cacciarella in via di Casal Bruciato 11. Il punto d’arrivo è poco più avanti della Stazione Tiburtina dove, dal binario 1, partivano i convogli diretti ai campi di sterminio e dove, appunto, quella tragica mattina del 4 gennaio 1944, fu caricato Giovanni Tagliavini, “un indesiderabile residente a Shangai”, destinazione Mauthausen.

 

Domenica 27 gennaio. Un itinerario attraverso le tracce della memoria

Promossa dai circoli PD di Roma VIII tre tappe per ravvivare il ricordo e rinnovare l’impegno a non dimenticare. La mattinata è iniziata in Via Valeria Rufina con la visita alla pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini, proseguendo poi a Piazza Ricoldo da Montecroce nel ricordo di Enrica Zarfati, per concludersi al ponte dedicato a Settimia Spizzichino. Qui, alla presenza di Flavio Conia, di Enzo Foschi e delle istituzioni municipali (presenti tra gli altri, oltre al Presidente Amedeo Ciaccheri, gli assessori alle politiche sociali Alessandra Aluigi e alle attività produttive Leslie Capone), sono stati letti vari brani tratti da “Il diario di Anna Frank”, da interventi di Maria Zevi e Settimia Spizzichino nel convegno “Donne, fascismo e democrazia” del 26 gennaio 1995, e i numeri della deportazione  conservati nell’Archivio storico della Comunità ebraica: delle 1752 persone ne tornarono 118.

La commemorazione si è conclusa con la lettura della poesia “Il sole splende per tutti” di Jacques Prévert; e a sottolineare il titolo, mai così beffardo come oggi, è cominciato a piovere ( l.g.).

Lunedì 28 gennaio, ore 09-17 – Teatro Palladium

DALL’ALBA AL TRAMONTO

Lettura integrale e continuativa di “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Si alterneranno, nella maratona di lettura, bambini delle scuole elementari, allievi delle scuole medie inferiori e delle scuole medie superiori, studenti, docenti e personale dell’Ateneo, nonché autorità, personalità del mondo dello spettacolo e dell’arte, attivisti dei diritti umani.

Evento realizzato da Università Roma Tre e Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili.

 

Martedì 29 gennaio, ore 18.00 – Moby Dick biblioteca hub culturale

QUAL È LA VIA DEL VENTO

Presentazione libro con l’autrice Daniela Dawan insieme alla scrittrice Giulia Alberico. Daniela Dawan è nata a Tripoli dove ha vissuto la sua prima infanzia. È rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei Sei giorni. È vissuta a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti. Nel 2010 ha pubblicato con Marsilio “Non dite che col tempo si dimentica”, il suo primo romanzo. Nel 2018 esce “Qual è la via del vento” (E/O).

 

Ha collaborato Lorena Guidaldi

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Il ponte di via Giulio Rocco sarà abbattuto

Ancora difficoltà per la viabilita tra la Garbatella e l’Ostiense

di Eraldo SACCINTO

Niente di buono per il ponte di via Giulio Rocco. Il cavalca ferrovia, danneggiato dal terremoto del 2016 e chiuso al traffico veicolare, dovrà essere completamente abbattuto e ricostruito.
Le sue condizioni sono più serie del previsto. Il collegamento stradale tra via Ostiense e piazza Benedetto Brin costituisce uno degli ingressi alla Garbatella e attraversa i binari della Linea B della Metropolitana e della Roma- Lido, costeggiando l’edificio che ospita l’Università Roma Tre. Rappresenta un’infrastruttura viaria molto importante nel quadrante Ostiense e costituisce una valida alternativa all’attraversamento del più moderno ponte Settimia Spizzichino per chi deve dirigersi verso Garbatella o San Paolo.
Il cavalca ferrovia ha quasi cento anni, fu costruito, infatti, nel lontano 1921 all’epoca della fondazione della Borgata Giardino Concordia e dedicato all’omonimo scrittore di cose nautiche. Purtroppo il sisma, che il 30 ottobre 2016 sconvolse l’Italia centrale, procurò gravi danni alla sua stabilità. Per motivi di sicurezza l’infrastruttura fu chiusa alle automobili, creando inevitabili ripercussioni per la circolazione stradale, ma anche per quella ferroviaria; infatti, mentre i treni della metro B possono viaggiare alla velocità ordinaria, per quelli della Roma-Lido, per misure cautelari, è rimasta la limitazione a 30 chilometri orari..
Le verifiche sullo stato del manufatto sono iniziate con forte ritardo, soprattutto a causa della mancanza di una direttiva politica durante il commissariamento del Municipio, ma anche per i diversi soggetti che hanno competenza sull’infrastruttura: Atac, Regione Lazio e Roma Capitale.
La situazione è piuttosto complessa. Storicamente, la prima campata del ponte è stata realizzata in occasione della costruzione
della linea ferroviaria Roma-Lido (1920-21), mentre la seconda è più recente e risale alla realizzazione della prima linea metropolitana di Roma. Allo stato attuale gli interventi sono consistiti in una campagna di indagine notturna da parte di Atac per pianificare gli interventi da realizzare, dalla quale è emersa la qualità scadente dei calcestruzzi e dell’intonaco.
Da qui la decisione di demolire e ricostruire l’impalcato corrispondente alla parte orizzontale del ponte, mentre la parte verticale,
cioè le “spalle” e la “pila” centrale devono essere oggetto di ulteriori verifiche.
Intanto Roma Capitale ha inserito nel piano investimenti 2019-2021 uno stanziamento di un milione e quattrocentomila euro per un intervento di ristrutturazione e la Regione Lazio dovrebbe finaanziare la stessa cifra per la sua parte di competenza. L‘Atac, nominata stazione appaltante per l’esecuzione dei lavori, verificherà lo studio di fattibilità tecnico-economica sull’intervento.
Per ora è stata bandita, da parte del Comune di Roma, la gara della progettazione definitiva ed esecutiva. Tenendo presente i tempi di redazione si avrà la consegna del progetto non prima di marzo e dopo circa quattro mesi si può ipotizzare di ottenere la validazione e l’invio per l’autorizzazione al Genio Civile. Quindi da settembre 2019 il progetto dovrebbe essere rinviato all’Atac per l’esecuzione dei lavori. Insomma, stando così le cose, l’avvio del cantiere sembra essere relativamente lontano.
Così continueranno ancora a lungo i disagi alla viabilità per centinaia di studenti dell’Università Roma Tre e per tutta la cittadinanza.
Se a tutto ciò aggiungiamo la chiusura del primo tratto di via delle Sette chiese verso San Paolo e l’inagibilità del sovrappasso pedonale della vecchia stazione della metro, che collega piazza Vallauri con via degli Argonauti all’Ostiense, la mobilità è seriamente compromessa.
Intanto il Municipio ha avanzato all’assemblea capitolina la richiesta di ridurre la Tari per i commercianti, che tra mille disagi insistono su via Giulio Rocco.

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Finanziato il progetto per riqualificare l’area dell’es Pup di viale da Vinci

Urgente per i cittadini il ripristino della viabilità

di Fabrizio FAGIANI

Il tratto di viale Leonardo da Vinci, stravolto dal cantiere di un parcheggio sotterraneo mai realizzato, potrà essere finalmente riqualificato con un finanziamento derivante dagli oneri concessori della nuova convenzione urbanistica stipulata dal Comune per piazza dei Navigatori.
Si tratta di 17 milioni, che sono stati destinati a una serie di interventi di riqualificazione urbana individuati attraverso un processo partecipativo chiamato #Roma- Decide. Una procedura voluta dal Campidoglio, che ha suscitato forti critiche per la scarsa partecipazione (poco più di 2mila persone, circa l’1% del totale dei cittadini residenti) e per il fatto che la gran parte degli interventi selezionati saranno realizzati lontano dall’area di piazza dei Navigatori.
Tra gli interventi “vincitori” c’è anche il progetto di risistemazione dell’area dell’ex Pup (Piano urbano parcheggi) di viale Leonardo da Vinci. La vicenda di questa area sosta sotterranea inizia nel 2004. Subito dopo l’avvio del cantiere parte la protesta dei cittadini, che ritengono la realizzazione del profondo scavo pericoloso per la stabilità degli edifici circostanti e si organizzano nel Comitato “No Pup Indignati” per chiedere la revoca della concessione. La ditta costruttrice poi sospende i lavori per difficoltà incontrate nell’opera di scavo e tutta l’area rimane per molti anni in stato di abbandono.
Solo nel settembre 2017 è stata emanata la determinazion, che dispone la revoca della concessione e l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi. Interviene allora il municipio che, nel febbraio scorso, bonifica l’area e riporta in funzione la carreggiata
occupata dal cantiere.
Ma la nuova viabilità non ha riportato il viale nelle condizioni precedenti e ci sono seri problemi di sicurezza stradale. Sono numerosi gli incidenti che si verificano, soprattutto nell’incrocio con via Costantino. Tanto che la Polizia Municipale dell’VIII gruppo ha scritto una nota al Dipartimento capitolino alla Mobilità per chiedere il ripristino della viabilità originaria. La situazione di pericolo viene con tenace insistenza denunciata anche dal Comitato insieme per San Paolo e dal Comitato “No Pup Indignati”.
“Seguitiamo a chiedere quasi giornalmente il ripristino della viabilità a senso unico su entrambe le carreggiatedicono dal Comitato – purtroppo continuano a verificarsi incidenti e la decisione di mantenere il doppio senso in via sperimentale su un lato della via si è rivelata sbagliata. Noi lo avevamo fatto notare fin da subito. Anche il Municipio sta sollecitando la soluzione del problema ed ha presentato un progetto al Dipartimento Mobilità, che dovrebbe occuparsi di provvedere al ripristino dello stato ex ante, dato che la via è di competenza comunale.
Abbiamo scritto anche all’Assessora capitolina alla mobilità Linda Meleo allegando le foto degli incidenti e proveremo a contattare anche il direttore del Dipartimento, con la speranza che presto si riesca a risolvere questa situazione”.
Il Municipio VIII ha risposto alle richieste dei cittadini lanciando un ultimatum al Campidoglio: se non ci sarà un intervento immediato, il Municipio è pronto a intervenire direttamente in surroga del Comune inadempiente.

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Principe di Piemonte: l’associazione dei genitori in prima file

Sulla rupe di San Paolo

di Fabrizio FAGIANI

si è costituita nel 2016, la prima associazione di genitori degli alunni di una scuola pubblica dell’VIII Municipio.
“L’associazione Scuolaliberatutti ci dice il presidente Mauro Gaggiotti – è nata dall’iniziativa di un gruppo di genitori che negli anni si sono impegnati in attività a favore della scuola, dei bambini e dei genitori con l’organizzazione di molti eventi, come le feste di fine anno e i mercatini per la raccolta di fondi, oppure la costruzione di un orto e la proiezioni di film. Senza tirarsi indietro quando c’era da rimboccarsi le maniche per lavori di piccola manutenzione”.
E l’ultima iniziativa dell’associazione Scuolaliberatutti è stata “L’isola che non c’è…la storia (im)possibile della scuola Principe di Piemonte”. Un evento realizzato insieme al Tavolo archivio storico dell’VIII Municipio ( Moby Dick) per far conoscere il patrimonio storico-artistico della scuola progettata dall’architetto Ignazio Guidi nel 1940 e avviare un confronto tra i cittadini e le istituzioni per trovare insieme soluzioni ai problemi relativi alla manutenzione e alla salvaguardia della scuola e del suo parco.
“La costituzione dell’associazione ci racconta ancora il presidente Gaggiotti- è stata molto sostenuta dalla dirigenza scolastica, che ci ha spinto a dare maggiore forza alla voglia di partecipazione di tanti genitori che condividono gli obbiettivi di rafforzare il piano dell’offerta formativa della scuola, di promuovere iniziative per una scuola inclusiva e aperta e favorire il rispetto dell’ambiente e l’uso sostenibile delle risorse naturali”.
Anche il Municipio segue con molto interesse l’attività dell’associazione come esempio di una buona pratica ispirata al principio della sussidiarietà.
“L’associazione Scuolaliberitutti è l’unica associazione di genitori attiva nel Municipio VIII- ci ha detto Francesca Vetrugno, assessora municipale alle politiche scolastiche e noi stiamo lavorando per incentivare la formazione di nuove realtà associative di genitori in altre scuole del municipio. Il nostro intento è quello di favorire la costruzione di una rete territoriale per dare maggiore efficacia e continuità alla sussidiarietà e per stimolare la realizzazione di progetti con i quali partecipare ai bandi pubblici a sostegno delle attività delle scuole”.
Perché tutti sono convinti che la scuola non deve essere solo l’ambiente dove si svolgono le attività didattiche, ma anche un elemento di crescita per il territorio circostante.
Un luogo aperto alla cittadinanza dove svolgere incontri e realizzare iniziative per tutta la comunità.

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Ancora chiusa via delle Sette Chiese

E’ ancora chiusa al traffico veicolare la porzione di via delle Sette Chiese tra via di Sant’Adautto e via Ostiense.
Sono già passati più di quaranta giorni dalla interdizione “dell’antica strada dei pellegrini” a causa del distacco di una porzione di tufo dal muraglione, che costeggia la strada e sostiene il giardino di piazza Benedetto Brin.
Sono state proprio le radici di alcune alberature spontanee a sbriciolare la parete tufacea proprio all’altezza dove tantissimi anni fa c’era una passerella di legno che collegava i lotti 1 e 4 ( abbattuti alla fine degli anni Cinquanta) con le case rapide dei lotti 6 e 7.
Il Municipio VIII ha interessato il dipartimento Ambiente del Comune che ha provveduto alla ripulitura e alla manutenzione del verde nel giardino sovrastante, ma ora si tratta di reperire i finanziamenti per la messa in sicurezza con una rete metallica della parete pericolante.“
La responsabilità dei ritardi è tutta dell’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari – ha dichiarato Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio. Non si rendono conto che stanno causando enormi disagi ai collegamenti tra Garbatella e San Paolo-Ostiense, messi già in difficoltà dalla chiusura del cavalca ferrovia di via Giulio Rocco.
E poi ci sono enormi disagi per la raccolta dell’immondizia”. (r.g.)

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VIA GIULIO ROCCO: MENO TARI PER TUTTI

Nelle prossime settimane, per i cittadini della zona San Paolo-Garbatella potrebbe esserci una svolta. In particolare ci riferiamo a quelli di via Giulio Rocco, che da ormai quasi due anni, si trovano in una situazione di disagio causata dalla chiusura del ponte che collega i due quartieri. Questa chiusura ha portato col tempo a una condizione di degrado e sporcizia ormai insostenibile: “per questo nei prossimi giorni, in Consiglio municipale e in Assemblea capitolina, verranno votati atti per procedere alla richiesta di riduzione della Tari per i commercianti proprio a partire da via Giulio Rocco”. Ha spiegato il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Chiacchieri.
Il ponte tra via Ostiense e via Cialdi, era stato chiuso ad ottobre 2016, poco dopo il terremoto che ha scosso il centro Italia, per motivi di sicurezza. Avrebbero poi dovuto portare a termine qualche verifica strutturale. Ma si sa, in Italia i tempi per questo genere di cose si protraggono anni luce. A complicare le cose poi, c’è sempre la divisione delle competenze. Il cavalca ferrovia infatti, passa al di sopra di due ferrovie distinte, la Metro B gestita da Atac, e la ferrovia Roma Lido gestita dalla Regione Lazio.
Nonostante le varie difficoltà però, la speranza è sempre l’ultima a morire. Ora infatti, grazie anche all’insistenza del Municipio VIII, è partita la gara per il progetto di un nuovo cavalca-ferrovia che consentirà di ricollegare i due quartieri romani.
Insomma, tra l’abbassamento della Tari e il progetto per il nuovo cavalca-ferrovia, i buoni propositi ci sono, speriamo che la svolta si concretizzi il prima possibile.

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Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

un gigantesco cormorano mangia smog al Porto fluviale

ANCORA STREET ART NEL MUNICIPIO
di Enrico RECCHI

Può un’opera d’arte combattere l’inquinamento?
Sembra proprio di sì!
È stato inaugurato a fine ottobre il grande murales di Federico Massa, in arte Iena Cruz, dipinto sul palazzo all’angolo di via del Porto Fluviale con via del Gazometro, che come caratteristica tecnica ha proprio quella di “mangiare l’inquinamento”. La vernice utilizzata si chiama Airlite, un preparato mangia smog ideato da una azienda bolognese, che grazie all’azione della luce è in grado di scomporre gli agenti inquinanti in molecole di sale e ridurne quindi l’effetto nocivo. Il titolo del murales è “Hunting Pollution” ovvero “A caccia di inquinamento”. Sul palazzo è raffigurato un gigantesco uccello blu su un piedistallo rosso, un inquietante cormorano, che stringe nel becco un pesce pronto per essere inghiottito. In alto un fiore stilizzato, lo stesso presente anche sul sito dell’artista milanese. I colori che fanno da sfondo al disegno sono alcune tonalità di verde, il blu, il bianco ed il beige. Ognuna delle finestre del palazzo, di proprietà della famiglia di costruttori romani De Angelis, ha sulle serrande un goccia dipinta come se dall’alto scendesse una pioggia regolare a rinfrescare l’animale e questo angolo di Roma.

La vera rivoluzione è proprio quella di utilizzare l’opera d’arte non solo come un qualcosa da ammirare o come denuncia sociale, ma in questo caso anche come strumento ecologico. Quel palazzo, situato in uno degli incroci più trafficati della zona, è diventato infatti una superficie in grado di respirare trattenendo lo smog e purificando l’aria, proprio come fosse un albero.
L’artista milanese, che da tempo vive e lavora negli Stati Uniti a New York, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori street artist. In soli ventuno giorni di lavoro ha realizzato l’opera di Street Art più grande d’Europa, un vero e proprio record per il quartiere Ostiense e per Roma tutta.
Più nel segno della tradizione invece l’opera muraria di piazza Caduti della Montagnola, dipinta sulla parte superiore sinistra dell’entrata della direzione dell’Ama. Il soggetto, la testa con elmetto di un ufficiale nazista delle SS che si difende dai dardi scagliati con l’arco da due angioletti in cielo, vuole rappresentare la difesa dei patrioti civili nella cosiddetta battaglia della Montagnola il 10 settembre del 1943, quando dopo l’annuncio dell’armistizio gli ex alleati tedeschi assalirono a cannonate un reparto italiano dei granatieri di stanza al Forte Ostiense.

Questi nuovi murales vanno ad aggiungersi agli altri già presenti a Garbatella e a Tormarancio, contribuendo ulteriormente al rilancio ed alla valorizzazione dei quartieri dell’VIII Municipio.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Mostre d’arte e cinema

nell’EX deposito ATAC di San Paolo
In attesa della vendita la storica rimessa sarà affidata alla gestione alla Ninetynine
di Fabrizio Fagiani

Inizierà prima di Natale il progetto di riqualificazione temporanea proposto dalla società Ninetynine, che ha vinto il bando lanciato dall’Atac per l’utilizzo di tre ex depositi dismessi.
Sono le ex rimesse di piazza Bainsizza, di piazza Ragusa e l’ex deposito San Paolo. Del destino della storica struttura inaugurata nel 1928 in via Alessandro Severo si discute dai primi anni Duemila quando, per l’incompatibilità del deposito di autobus con il quartiere che gli era cresciuto intorno, l’Atac ne determinò la chiusura. Ma una decisione non è stata ancora presa. Nè per il deposito San Paolo, nè per tutte le altre proprietà immobiliari di Atac Patrimonio srl. Si tratta di un valore stimato intorno ai cento milioni di euro, che viene periodicamente messo sul mercato immobiliare per dare un contributo alla sistemazione del bilancio fallimentare dell’azienda di trasporto pubblico. È con la delibera del Consiglio comunale numero 39 del 2011 che il Comune autorizza questa
operazione di valorizzazione e vendita attraverso una trasformazione urbanistica caratterizzata da un mix di edilizia residenziale e servizi pubblici, secondo quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale.
Anche la Giunta della sindaca Raggi ha confermato la volontà di vendere tutti gli immobili di proprietà dell’azienda, in occasione della richiesta al Tribunale di Roma del concordato preventivo
necessario a evitare il fallimento dell’Atac.
Aspettando gli eventuali acquirenti, l’Azienda ha preso a modello l’operazione fatta dalla Cassa depositi e prestiti per le ex caserme di via Guido Reni e l’ ex dogana,dove con un intervento di rigenerazione urbana temporanea è stato possibile dare nuove funzioni a grandi spazi inutilizzati da molto tempo. E allora prima di Natale nello storico ex deposito Atac di San Paolo sarà dato avvio al programma di spettacoli teatrali, mostre d’arte, cinema, istallazioni ed eventi privati aziendali e culturali organizzato dalla società Ninetynine, che ha già operato nelle ex caserme di via Guido Reni al Flaminio.
Per l’Atac ci sarà un ritorno economico. Il bando prevede infatti una assegnazione della durata di otto mesi, un canone di 20 mila euro ed una percentuale del 25 per cento sugli incassi. E poi
l’azienda risparmerà i costi di manutenzione e vigilanza.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le famiglie salvano il parco della Garbatella: “Abbandonato dal Comune”

Le famiglie salvano il parco della Garbatella: “Abbandonato dal Comune”

Un giorno nel Parco di Commodilla, nel quartiere romano della Garbatella, con i genitori del Comitato parco Giovannipoli, che dal 2013 hanno preso in gestione l’area verde abbandonata dall’amministrazione capitolina.

http://www.comitatoparcogiovannipoli.org

Guarda il video

Di Giorgio Caruso
Montaggio di Elena RosielloFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ritratto d’autore: a Gershwin tale

Nel mese di maggio la Centrale Montemartini diventa protagonista dei fine settimana con un nuovo ciclo di aperture serali straordinarie del sabato al costo simbolico di 1 euro. Dal prossimo 6 maggio fino all’ultimo week-end del mese le collaborazioni con importanti istituzioni culturali della città offriranno l’opportunità di assistere a spettacoli d’intrattenimento negli spazi suggestivi dell’ex centrale termoelettrica di Via Ostiense.

Nel mese di maggio la Centrale Montemartini diventa protagonista dei fine settimana con un nuovo ciclo di aperture serali straordinarie del sabato al costo simbolico di 1 euro. Dal prossimo 6 maggio fino all’ultimo week-end del mese le collaborazioni con importanti istituzioni culturali della città offriranno l’opportunità di assistere a spettacoli d’intrattenimento negli spazi suggestivi dell’ex centrale termoelettrica di Via Ostiense.

Sarà Roma Tre Orchestra a inaugurare questo calendario di appuntamenti con un programma musicale in cui si alterneranno sul palco alcune delle migliori individualità della formazione orchestrale romana. Dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.00) il pubblico potrà ammirare le bellezze archeologiche esposte nelle ampie sale del museo e lasciarsi sedurre dalle note dei due concerti in programma intitolati Ritratto d’autore: a Gershwin tale e Cinema spectacular: le grandi colonne sonore per quintetto di ottoni.

  • Ritratto d’autore: a Gershwin tale

SALA MACCHINE  – ore 20.30 e ore 22.00 (durata 30’)

Il primo concerto sarà interamente dedicato a una delle figure più interessanti della musica mondiale della prima metà del XX secolo e uno dei più importanti compositori statunitensi di tutti i tempi: George Gershwin. Aiuteranno a comprendere meglio la sua natura di autore poliedrico (classico, jazz, blues) la voce di Gianluca Ferri e il pianoforte suonato da David Simonacci i quali eseguiranno la Rhapsody in blue, il brano più celebre di Gershwin proposto nella versione per pianoforte solo, ed una selezione delle sue più famose canzoni, con un focus sull’opera Porgy and Bess.

  • Cinema spectacular: le grandi colonne sonore per quintetto di ottoni

SALA DEL TRENO DI PIO IX – ore 21.15 e ore 22.45 (durata 30’)

Nel secondo concerto i visitatori conosceranno la vibrante magia degli ottoni grazie all’esecuzione di una selezione di celebri brani composti per il cinema da John Williams, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Nino Rota. Il quintetto di strumentisti della Roma Tre Orchestra Ensemble composto da  Matteo Maisano, Massimiliano Campoli (trombe), Gianmarco Lombardozzi (trombone), Andrea Antonelli (corno) e Simone Lanzi (bassotuba) dimostreranno come questi strumenti siano, da sempre, alla base della storia della musica universale grazie alla loro adattabilità ad ogni tipo di evento (cerimonie religiose e laiche, feste, battaglie), al potente suono che emettono e alla conseguente capacità di catturare l’attenzione di qualunque uditore.

Le iniziative sono promosse da Roma Capitale , Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturalicon l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura .

Scarica il  programma in pdfFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il mio ricordo di Pino Sallusti

Il mio ricordo di Pino Sallusti

di Roberto Attanasio | 5 aprile 2017

Il 4 aprile Pino Sallusti ci ha lasciati improvvisamente, lasciando un vuoto incredibile nei nostri cuori.
Un malore nella notte, ci ha portato via Pino a causa di un attacco cardiaco fulminante.
Pino Sallusti, ho avuto modo di poterlo conoscere per la prima volta durante il concerto dei Cherry Five al Film di genova nel 2015, una persona adorabile e pacata, un musicista eccezionale, venuto dal jazz, e catapultato nel mondo del rock progressivo, che con grande umiltà e professionalità ha regalato momenti bellissimi furante lo show.
Con lui abbiamo parlato molto di musica, raccontandogli la mia passione per il prog e lui per il jazz, la volta successiva a Roma nel 2016, ci siamo soffermati a indicare i dischi più belli della nostra vita, lui era sbalordito dalla mia passione per i Goblin, io invece ero completamente in estasi quando vedevo le sue dita pizzicare le corde del suo basso.
Sono stati momenti bellissimi che non dimenticherò mai, lui sarà sempre vicino a me, basta mettere il disco nel giradischi e le sue note avvolgono la mia stanza.
Pino a 10 anni iniziò a suonare la chitarra, ma amava suonare le corde basse e decise di farsi regalare un basso elettrico, e in compagnia di amici nelle cantine si divertivano a suonare i brani dei Led Zeppelin, Pink Floyd, Elp.
A 15 anni ebbe la sua svolta nella vita musicale incontrando Eddi Palermo, un chitarrista appassionato di Jazz, che cambio definitivamente i gusti musicali di Pino, che a 17 anni cominciò a suonare il contrabbasso da autodidatta sposando per sempre la musica jazz, fino ad arrivare a registrare degli album con grandi musicisti americani quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz e italiani, come Massimo Urbani.
Carlo Bordini amico di sempre, lo cantatta e gli parla del progetto “Cherry Five”, proponendogli di entrare nella band e di registrare un disco. Pino rimane subito perplesso dal progetto in quanto il basso lo suona poco e poi il prog non è il suo genere, ma accetta con grande professionalità la sfida, dopo aver visionato alcuni video e sentito alcuni demo dei brani dell’album.
Un album fantastico “Il Pozzo Dei Giganti”, dove le corde del basso di Pino, rende dolce ed armonioso ogni brano regalando all’ascoltatore momenti di solennità.
Ciao Pino e grazie per la tua musica, la tua anima Cherry Five adesso riposerà in pace…
E il tuo palcoscenico sarà un limpido cielo azzurro.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi

Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi

di Andrea Zanchi

Come di consueto, mi ritrovo la mattina presto a percorrere l’autostrada Roma – Fiumicino. Vedo lampeggiare il telefonino. Sono le 8.00. Non sono abituato a parlare al telefono mentre guido ed in genere evito di rispondere. È Gianni Di Renzo.

Non si può mancare di rispondere all’amico, grande batterista, che non sentivo da diverso tempo. Ne sono veramente felice ma, nell’istante in cui avvicino il cellulare all’orecchio, un brivido mi corre dietro la schiena, come un avvertimento…..

Purtroppo la notizia che mai avrei voluto sentire esce dalla voce rauca di Gianni: Pino Sallusti durante la notte è deceduto.

Quando si perdono delle persone così care, così importanti, il rischio è quello di commemorarle con una enfasi smielata a volte fastidiosa, ma Pino Sallusti era una persona così ‘bella’ che le opinioni non possono che essere unanimi.

Personalmente mi piace ricordarlo nel bellissimo periodo trascorso assieme con il che mi ha dato la possibilità di entrare dalla finestra nel mondo della musica Jazz.  Non a caso, utilizzo il termine dalla finestra perché il mio percorso musicale cominciò più tardi rispetto ad altri musicisti,  ma con Pino Sallusti al contrabbasso e Gianni Di Renzo ci lanciammo in questa avventura con grande entusiasmo.

Erano gli anni ‘70 e a Roma un piccolo Jazz Club, il Billie Holiday, dava l’opportunità a tutti i musicisti ‘emergenti’ di poter avere la platea a disposizione .

Fu il nostro esordio e l’adrenalina era alle stelle. Verso la fine del concerto, mi ricordo ancora l’espressione di Gianni Di Renzo che preoccupato ed eccitato nello stesso momento, mi fece capire che era appena entrato niente di meno che . Ci chiese di suonare assieme.

Guardai Pino e Gianni come per domandare se saremmo stati in grado di poter reggere una performance cosi ‘ambiziosa’. Pino aveva sempre l’abitudine con il suo classico  intercalare ‘a za…  che dici de no?’ .  E’ certo, come si poteva dire di no a Massimo Urbani anche se le mani mi cominciarono a sudare senza nemmeno aver toccato un tasto del pianoforte…..

Pino aveva questo aspetto ‘serafico’, ‘sornione’. In qualsiasi circostanza non ti trasmetteva quell’ansia dell’incertezza che a volte accade durante l’improvvisazione di un brano. Pino era sempre lì, solido come una roccia, ti faceva sempre capire dove riprendere il filo conduttore.

Aveva una capacità mnemonica incredibile. Durante le prove, durante le pause, era capace di cantare gli assoli di alcuni brani  non solamente dei contrabbassisti ma anche quelli di  altri strumenti. Come me, era un ‘autodidatta’ ma con una grande musicalità che gli ha consentito di suonare a livelli di tutto rispetto.

Se il Trio ebbe  la possibilità di mettersi in evidenza all’epoca, lo si deve sicuramente a Pino Sallusti e Gianni Di Renzo che condivisero assieme a me una mentalità carpita dall’idea originale di Bill Evans a cui eravamo tutti e tre legati. L’obiettivo comune era quello di creare una ‘musica d’insieme’.

Come spesso accade nella vita e quindi anche nella musica, le nostre strade si divisero per altre avventure, altre collaborazioni. Per me la ‘coppia’, è il caso di dirlo, di Pino Sallusti e Gianni Di Renzo è sempre stata un punto di riferimento e lo è stata anche  per molti musicisti .

È vero, le regole della vita sono queste, e il taglio del cordone ombelicale  vale per tutti, ma quando accade è dura da sopportare. È un gioco che non vorremmo smettere mai, ma poi, una telefonata ti ricorda la fragilità del gioco.

Di Pino non posso che confermare quello che è apparso sui social dal momento in cui è circolata la notizia della sua scomparsa. Una bella persona prima di tutto e un grande musicista. Nell’ultimo periodo  aveva anche gestito l’appuntamento del  Jazz  alla Garbatella (noto quartiere di Roma) e come era sua prassi, dava spazio ai giovani e a quelle formazioni meno conosciute.  Un atteggiamento che gli faceva certamente onore.

Grazie Pino per le emozioni che ci hai regalato ….

‘we will meet again’

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Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival

Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival

di Alessandro Sgritta

Pubblicato il 04/04/2017 alle 17:40:14 su http://www.musicalnews.com

Ci ha lasciati la scorsa notte Pino Sallusti, bassista e contrabbassista romano che aveva suonato con grandi musicisti americani e negli ultimi tempi con i Cherry Five e Pasquale Innarella, era il direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Ci ha lasciati improvvisamente la notte scorsa Pino Sallusti (nella foto), bassista e contrabbassista romano che aveva suonato con grandi musicisti americani e negli ultimi tempi con i Cherry Five e Pasquale Innarella, era il direttore artistico del Garbatella Jazz Festival. I funerali laici saranno celebrati il 5 aprile alla Villetta di Roma alle ore 13.

Pino Sallusti aveva iniziato a suonare il contrabbasso da autodidatta a 17 anni, grazie all’incontro con un chitarrista appassionato di jazz, Eddie Palermo, arrivando a registrare cd con grandi musicisti americani, quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz, ed italiani come lo scomparso Massimo Urbani.

Negli ultimi tempi era impegnato in numerosi progetti quali un quartetto, Open Space Quartet, incentrato sulla suite per il flauto e trio jazz composta da Claude Bolling, tante collaborazioni nel jazz, come il sodalizio con il Pasquale Innarella Quartet, i Worldream con Walter Maioli e Paolo Innarella e l’esperienza nel rock progressive con i Cherry Five (di cui nella prima formazione facevano parte tre componenti dei futuri Goblin). Nel 2015 Tony Tartarini e Carlo Bordini hanno riformato questo gruppo con Ludovico Piccinini (chitarra), Gianluca De Rossi (tastiere) e Pino Sallusti (basso) per la registrazione di un nuovo album, “Il pozzo dei giganti”, pubblicato dalla Black Widow e contenente tre lunghi brani ispirati alla Divina Commedia.

Da sette edizioni ricopriva il ruolo di direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Lo scorso 14 gennaio aveva suonato a Le Rane di Testaccio con Ludovico Piccinini alla chitarra elettrica e Carlo Bordini alla batteria nel trio Cherry (formazione ridotta dei Cherry Five), il cui suono era ispirato alla musica di Jaco Pastorius con Hiram Bullock o con John McLaughlin, spaziando nel repertorio classico degli standards jazz (da “Afro Blue” a “Cherokee”, da “Moment’s Notice” a “Naima”).

Il funerale laico sarà celebrato Mercoledì 5 Aprile 2017, alla Villetta in Via Francesco Passino n. 26 (Roma), dalle ore 13 alle 15 con interventi musicali di alcuni suoi amici musicisti e alla presenza di Serena, la moglie, di Valentina, la figlia, di Franco, il papà, di Roberto e Sabina, i fratelli.

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Riferimenti Web

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Funerale laico Pino Sallusti

Funerale laico Pino Sallusti

Roma, 04/04/2017 – Ci ha lasciati improvvisamente la notte scorsa Pino Sallusti, contrabbassista romano. Il funerale laico sarà celebrato domani, 5 Aprile 2017, alla Villetta, Via Francesco Passino n. 26, dalle ore 13.00 con interventi musicali di alcuni suoi amici musicisti e alla presenza di Serena, la moglie, di Valentina, la figlia, di Franco, il papà, di Roberto e Sabina, i fratelli.
Pino aveva iniziato a suonare il contrabbasso da autodidatta, grazie all’incontro con un chitarrista appassionato di jazz, Eddie Palermo, arrivando a registrare cd con grandi musicisti americani, quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz, ed italiani come Massimo Urbinati.
Negli ultimi tempi era impegnato in numerosi progetti quali un quartetto, Open Space Quartet, incentrato sulla suite per il flauto e trio jazz composta da Claude Bolling, tante collaborazioni nel jazz, come il sodalizio con il Pasquale Innarella Quartet, e l’esperienza nel rock progressive con i Cherry Five.
Da sette edizioni ricopriva il ruolo di direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Contatti
Francesca Vitalini – 3393390878
stampa@caragarbatella.it

Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival
Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi
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18b/FORMAZIONE

18b/FORMAZIONE

professionisti

Per l’anno 2017 inaugureremo la scuola di formazione teatrale permanente per futuri professionisti del settore. La scuola punterà a fornire ai giovani aspiranti professionisti tutti gli strumenti necessari per fare della propria passione un mestiere: espressività, tecnica corporea e vocale, elementi di regia e drammaturgia.
Già da giugno sarà attivo il corso estivo propedeutico per la preparazione agli esami d’ammissione nelle Scuole e Accademie d’Arte Drammatica riconosciute.
Per i professionisti che vogliono migliorare alcuni aspetti della loro preparazione, rinfrescare alcune tecniche sono previsti stage intensivi come il laboratorio LA LIBERTA’ DEL TEATRO DI FRONTIERA Un’indagine giocosa sul Teatro Traslucido di Josè Sanchis Sinisterra.

amatori

Il teatro può essere una via straordinaria per aprirsi, combattere le timidezze, regalarsi benessere. Nei corsi per amatori rivolti ad adulti, ragazzi e bambini andremo alla scoperta delle tecniche d’espressione e di comunicazione teatrale per arricchire le conoscenze sul teatro e i suoi linguaggi, per sviluppare la creatività e l’immaginazione, per divertirsi e imparare attraverso il gioco e l’espressività corporea. Previsto in apertura IL TEATRO SPIEGATO AI GRANDI, laboratorio rivolto a tutti gli amatori sopra i 18 anni per rendere chiari quei materiali utili a chi si approccia alla recitazione per affrontare l’interpretazione di un personaggio e quindi di un testo teatrale, attraverso la costruzione di strumenti di lavoro e di indagine della relazione comunicativa nello specifico del teatro.

dietro le quinte

Uno spettacolo in scena è il prodotto finale del lavoro di molte figure professionali non direttamente collegate al processo artistico ma senza il cui apporto la magia del teatro non diventerebbe reale.
Per questo l’offerta formativa dello SPAZIO 18b include anche corsi intensivi nei fine settimana di promozione culturale, comunicazione e marketing applicati al teatro, ufficio stampa. Il primo modulo il 20 e 21 maggio  sulla promozione e l’audience development.

 

Per info sui costi e sulle iscrizioni scrivi su info@spazio18b.com o clicca su www.spazio18b.com

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri

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