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Coronavirus: Municipio VIII Solidale

Dopo il decreto governativo sul Coronavirus il Municipio VIII ha voluto mettere a disposizione dei cittadini una serie di servizi per tutti i cittadini. Quali? Andiamo a vederli insieme.

L’INIZIATIVA

Per risolvere un’emergenza sanitaria improvvisa come questa, ognuno deve fare la propria parte. E il Municipio VIII non si tira indietro. “In un momento difficile per tutte e tutti noi, possiamo sentirci vicini anche a distanza”, sostiene il minisindaco Amedeo Ciaccheri. A tal fine è nata una piattaforma online di informazioni, servizi, messaggi di condivisione e lezioni per i ragazzi.

Si tratta dunque di un sostegno a tutti i cittadini, rivolto sia a chi ne voglia usufruire sia a quei commercianti i quali vogliano aderire. (Basta mandare una mail a info@municipio-solidale.it.)

Amedeo Ciaccheri presenta la campagna Il Municipio Solidale

I SERVIZI OFFERTI

I SERVIZI OFFERTI – LA VOCE AMICA

Rimanere connessi. Questo è uno degli obiettivi del portale. Nel sito quindi è stato creato un numero a cui potersi rivolgere per supporto psicologico, lo 06 40060606. Attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì. Un servizio per lo più rivolto a quegli anziani che si trovano soli ad affrontare le lunghe giornate.

I SERVIZI OFFERTI – FARMACI A DOMICILIO

Municipio solidale è anche farmaci a domicilio. Qui infatti potrete trovare alcuni indirizzi di farmacie disposte a consegnarvi farmaci a casa. Da Garbatella a Montagnola fino a Roma70. Per ora sono undici le farmacie che dispongono di tale servizio.

I SERVIZI OFFERTI – SPESA A DOMICILIO

In fondo si sa, nonostante l’emergenza che ci troviamo ad affrontare, rimaniamo pur sempre il paese della pasta e della pizza. E così si sono uniti tanti di coloro che lavorano nella ristorazione e nei supermercati per aiutare la loro clientela.

Non dimentichiamoci poi di quei mercati rionali che, in piena sicurezza, continuano la loro attività grazie all’aiuto del Municipio e la Polizia Locale. (Vedi Emergenza Coronavirus e l’importanza dei mercati nel territorio).

I SERVIZI OFFERTI – SCUOLA DI TERRITORIO

E per i più piccoli? Il municipio ha pensato anche a loro. In questo momento delicato in cui non si può frequentare la scuola è stata lanciata anche l’iniziativa “Scuola di Territorio”. Lezioni alternative, intrattenimento e piccole attività come fare un quadro senza pennelli o cucinare biscotti.

Betta del Ristoro degli Angeli vi insegna a fare i biscotti al cioccolato

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Un caos di antenne, fili e condizionatori

Auspicabile una regolamentazione sugli edifici di pregio architettonico

di Giorgio Guidoni

“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Arrivo all’antenna di mia madre e scopro che il suo cavo è stato staccato ed è stato occupato da un altro cavo proveniente dall’appartamento al secondo piano, proprio quello sotto di lei. Per fortuna abbiamo un doppio miscelatore inutilizzato, ricollego il cavo dell’antenna di mia madre e lascio collegato anche il cavo intruso dell’usurpatore. Torno giù da mia madre che, tutta felice, sta nuovamente guardando i suoi programmi preferiti, a ottantacinque anni suonati la televisione è una grande compagnia. Missione compiuta, la saluto, ma prima passerò al secondo piano per le dovute spiegazioni: perché collegare l’antenna del proprio televisore ad un’altra senza nemmeno informarsi e chiedere il permesso? Perché comportarsi in un modo inurbano in questa società così pregna di amore e rispetto per il prossimo? Eccomi di fronte alla porta del condomino del secondo piano, inspiro bene, non conosco chi ci abita, hanno traslocato recentemente. Driiin. Driiin. Non si percepiscono rumori all’interno della casa. Nessuno viene ad aprire. Forse è meglio così, non mi piace discutere, riproverò la prossima volta. Decido di fare una passeggiata per il quartiere e guardare in alto incuriosito dalle antenne. Camminando con il naso all’insù, purtroppo vedo che moltissime palazzine sono deturpate da antenne, parabole satellitari e cavi che scendono direttamente dalla facciata.

Mi torna in mente il tipo del secondo piano, l’usurpatore di antenne altrui. In fondo il suo è stato un tentativo di razionalizzare le antenne sul terrazzo, una sorta di antenna centralizzata in due. Un piccolo passo spontaneo per arrivare a diminuire il numero delle antenne. Ci vorrebbero delle azioni concrete e regolamentate per la centralizzazione delle antenne e la liberazione dei tetti dalle brutture arrugginite e forse anche inutilizzate. Nel 2015 c’era stata a Roma un’ordinanza che elargiva incentivi per quei condomini che investivano nelle antenne centralizzate praticamente finanziando i costi per i nuovi impianti. Purtroppo questa delibera è scaduta a fine 2017 e non è stata più rinnovata. Tra l’atro il problema non è circoscritto alla Garbatella ma è presente in tutta Roma. Provate a spostarvi dal Pincetto al Pincio, dalla scalinata di Carlotta alla scalinata di Trinità dei Monti, da via Caffaro a via Cavour e vedrete che la sostanza non cambia: antenne, parabole, fili che scendono in casa direttamente dalle facciate, split di condizionatori a bella vista. La mia passeggiata volge al termine, sono arrivato a piazza Brin a gustarmi la bella vista e il tramonto. Mi fermo a osservare la prima pietra posata dal Re il 18 febbraio 1920, tra poco compie cento anni. La scritta è in ottimo stato. Entro nel passaggio che porta a via della Garbatella e noto all’interno dell’arco accanto un piccolo graffito sotto lo stucco. Lo libero un po’ dalla polvere, sembra una scritta molto antica. Gratto via i residui e finalmente riesco a leggere, a malapena: “Quant’è bello barocchetto, deturpato tuttavia, chi vuol esser lieto sia, niente antenne sopra il tetto.”

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Tour della solidarietà alla Garbatella tra arte di strada e luoghi incantati

L’iniziativa dell’associazionie Muri Sicuri prevista per il 7 e 8 marzo 

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ancora una volta, di fronte a terremoti e paesi che franano, c’è per fortuna chi non si tira indietro e come può ci mette un rimedio, anzi, addirittura un muro. Il 7 e 8 Marzo arriva infatti la IV edizione della manifestazione Muri Sicuri. L’iniziativa che organizza itinerari  turistici e poi devolve l’intero ricavato a quei paesi, che sono stati distrutti nel terremoto del 2009.

Quest’anno a ospitare il progetto sarò proprio la Garbatella. In occasione del centenario, infatti, il 7 e 8 Marzo dalle ore 10:00 alle ore 17:00  cento guide professioniste si trasformeranno in ambasciatori dell’anima più originale e creativa della città, conducendo il pubblico alla scoperta dell’arte di strada e soprattutto della storia del quartiere Garbatella. Il ricavato andrà a Prato d’Ansidonia, frazione dell’Aquila. Il tutto reso possibile anche grazie alla partecipazione dell’VIII Municipio e di Palazzo Merulana.

Muri Sicuri vuole ricordarci ancora una volta l’importanza della solidarietà nei confronti di chi ha perso ogni cosa, sia in termini personali che di patrimonio artistico. Gli anni precedenti sono già stati raccolti 5.780 euro nella prima edizione, 10.700 durante la seconda e 13.745 nella terza. Be’ per la quarta, si spera ancora di più.

Lo spirito della manifestazione è quello di dipingere un muro, per curarne cento. Tra i protagonisti dell’evento  infatti non possono mancare loro, gli artisti.

Luis Gomez de Teran, nato a Caracas nell’80, dopo aver dipinto i muri di varie città europee e non solo,  ha deciso di venire a Roma. La particolarità delle sue opere sta nel buio, perché come dice lui, di notte tutto è più bello che di giorno. Una passione che si porta dietro fin da piccolo, quando le feste e i passatempi degli altri coetanei lo annoiavano, l’emozione dei graffiti gli dava tutt’altro che noia.

Altro personaggio è Diamond, romano nato nel ’77.  Diamond è infatti già conosciuto nel quartiere Tor Marancia. Tra i murales di Shangai c’è una delle sue opere in stile art decò, che cita Hic Shunt Adamantes (qui ci sono i diamanti). Una frase che ricorda non solo il suo nome ma anche il brillare del murales al sole. Diamond, come molti altri artisti, era partito dalla totale illegalità dei suoi murales fino a rendere il suo modo di esprimersi un vero e proprio mestiere.

Infine Flavio Carbonaro, in arte Solo. Classe ’82 è un artista romano amante della Pop Art. I suoi murales raffigurano principalmente supereroi, che non lasciano dubbi sul tipo di battaglie contro cui vuole combattere l’artista. Per citarne uno, il murales della Wonder Woman incinta che si trova a Primavalle. Quale modo migliore di rappresentare la forza delle ragazze madri che crescono i loro figli?

Insomma, gli artisti ci sono, le visite sono pronte, e quindi? Mancate solo voi, che per prenotarvi basta un click sul sito www.murisicuri.it o mandare una mail a murisicuri@gmail.com.

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Scuole: mense in tilt e bambini senza pasti

Pochi giorni fa, dal Campidoglio al nostro Municipio, arrivavano queste parole: “Il 7 gennaio prende il via il nuovo servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale. L’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio”. Come è andata a finire nelle mense? Male. Infatti proprio ieri, con la riapertura delle scuole, il servizio della scolastica è andato in tilt in metà delle scuole del Municipio VIII.

La rabbia da parte dei genitori e Municipio

Quasi mille bambini sono rimasti senza pranzo. Le situazioni peggiori sono risultate nelle mense delle scuole Damiano Sauli, alla Poggiali-Spizzichino e Carlo Alberto Dalla Chiesa. 

Molti i genitori preoccupati. “Ho preso mio figlio a scuola alle 15 ed erano appena arrivati i panini. Neanche la mattina avevano mangiato nulla, sono stati tutta la giornata senza cibo”, racconta uno dei genitori.

Nel frattempo il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri non ha perso tempo nel farsi sentire: “Parte malissimo la tanto sbandierata svolta voluta dal Campidoglio per le mense delle nostre scuole. Un altro ennesimo esempio di incapacità.” E conclude: “A pagare sono sempre gli stessi: Roma e i Romani. I nostri cittadini e la nostra città meritano rispetto e non di essere ogni giorno trattati così.

La risposta del Campidoglio

Il Campidoglio subito si difende, sostenendo che complessivamente il servizio mense è risultato regolare in tutto il resto del territorio, ad eccezione appunto, di alcuni casi segnalati nel Municipio VIII. Ma comunque gli uffici competenti hanno già avviato le indagini relative al servizio di ristorazione per i dovuti approfondimenti e far si che non accada più tale disagio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Nell’ex deposito Atac un Farmer’s Market e artigianato made in Italy

Apre il “San Paolo District”

di Fabrizio Fagiani

In via Alessandro Severo si riaprono i cancelli dell’ex deposito Atac che diventa “San Paolo District”.  Quasi un anno fa l’Atac aveva approvato il progetto di rigenerazione urbana  temporanea di tre depositi dismessi proposto dalla società Urban Value. E così, nel corso dei mesi, hanno avuto nuova vita prima l’ex deposito Vittoria trasformato in Prati Bus District  e poi l’ex rimessa Tuscolana che adesso si chiama Ragusa Off. Per ultimo è arrivato il turno dell’ex deposito San Paolo.

Il nastro l’hanno tagliato la sindaca Virginia Raggi insieme al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

La storica struttura, costruita alla fine degli anni venti del secolo scorso, dopo tanti anni di abbandono è diventata quindi uno spazio per eventi aperto ai cittadini del quartiere.

Per le sue caratteristiche architettoniche e per la sua posizione San Paolo District  ospiterà in modo prevalente mercati  di diversa tipologia. Enogastronomia e artigianato soprattutto.

“Con questo progetto si conclude un’importante operazione di riqualificazione urbana” ha detto la sindaca Raggi “che ha consentito il recupero del terzo deposito Atac dismesso, dopo quelli di piazza Bainsizza e piazza Ragusa, trasformati in spazi per iniziative sociali, culturali, imprenditoriali, che hanno già ospitato oltre trecentomila cittadini”.

E i tanti cittadini presenti all’inaugurazione di San Paolo District hanno trovato un grande “Farmer’s Market” di produttori agricoli a chilometro zero, che sarà aperto tutti i sabato e domenica, arricchito da uno spazio ristoro dove gustare i prodotti degli espositori.  Oltre al mercato contadino, negli 8.000 metri quadrati della struttura saranno organizzati eventi per la promozione dell’agroalimentare italiano e dell’artigianato e l’abbigliamento made in Italy.

“La rigenerazione urbana del patrimonio” ha commentato il presidente Ciaccheri “è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex deposito Atac testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’ occasione per il quartiere e la città. Come Municipio abbiamo sostenuto la realizzazione di questo spazio dedicato  alla promozione dei prodotti agricoli tipici e locali che vivrà nei fine settimana all’interno degli immensi padiglioni. Un utilizzo temporaneo che può diventare l’occasione per aprire un progetto complessivo di rigenerazione pubblica dell’ex deposito Atac per il futuro”.

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Nei quartieri di Montagnola e San Paolo apriranno due nuove biblioteche

Leggere che passione!

di Ilaria Proietti Mercuri

“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.

A tre anni dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500 mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro. 

Insomma, un  passo fondamentale per i cittadini, raggiunto grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2020.

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Presentazione del libro su Fausto Coppi a Casetta Rossa

in via G Magnaghi Venerdì 6 dicembre ore 18,00

L’Alfabeto d’un Campionissimo

Sono pochi quelli della mia generazione che l’hanno visto correre “in diretta” e men che meno quelli che aspettavano le sue fughe sul bordo d’una strada. Ancora rare, sul finire degli anni ’50, le tivvù con le loro casalinghe Domeniche Sportive in chiaroscuro. E sin troppo avaro, di quei tempi, il bilancio di casa per permettersi trasferte da tifosi. Eppure se c’è un nome che rimanda indietro nel tempo gli “under 70” come me è quello di Fausto Coppi. Non è il solo. Altri eroi accompagnavano allora la fine dell’infanzia quando, tra i banchi di scuola e i campetti arsi di periferia, le imprese delle nostre sfide quotidiane si maritavano con il racconto delle gesta di qualche campione tramandate a voce alta da adulti fomentati. E così, crescendo, toccavamo il pallone nelle infinite partite di strada o d’oratorio, citando Ghiggia o Schiaffino o Selmosson mentre lanciavamo cannonate a rete nel nome di Piedone Manfredini oppure tiravamo di boxe parlando già di Cassius Clay che, all’epoca, il Muhammad Alì ancora non c’era. Ma nelle corse in bicicletta, a dispetto dei tappi a corona, le lattine con la faccia di Pambianco o Gimondi o Massignan, che mandavamo avanti a schicchere nervose nei nostri giri d’Italia disegnati sull’asfalto, era tutto un inseguire la gloria di quel Fausto Coppi quando ci capitava di spingere le leve della bici in gare furiose all’ultima pedalata.

Dentro casa del resto, dove in più famiglie si coabitava, la foto del mito era al di sopra d’ogni discussione. Ce l’aveva messa il fratello di mia madre, lo zio Pietro laziale e sempre un po’ fascista, ma stava bene anche a mio padre, ex contadino e a modo suo comunista. Mio padre Armando, nato nella parte ciociara di quella Terra di Lavoro che estendeva i propri mandamenti sul corso del Liri, ci teneva a rivendicare l’amore per la sua Bianchi con cui aveva scorrazzato da giovane per vie di campagna e che, diceva, l’aveva fedelmente aspettato al rientro dalla prigionia d’Africa. Anche l’offesa bellica era un punto che lo legava al corridore di Castellania e dunque, nonostante la politica, non c’era alcun derby biciclettaro tra le mura domestiche e del resto solo una fede democristiana e pure un sacco perbenista avrebbe mai fatto dire a qualcuno di casa o delle vicinanze che il Bartali Gino era più forte e che pure Magni gli aveva già fatto mangiar la polvere.

Tutto questo lungo ricordo personale insomma è il primo effettaccio che mi fa l’avere tra le mani un libro come Alfabeto Fausto Coppi edito per i tipi Ediciclo e da poco rintracciabile sugli scaffali. L’hanno scritto correndo in coppia, come s’usava al Trofeo Baracchi del secolo passato, Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi due ottime penne coadiuvate dalla matita picassiana del disegnatore Riccardo Guasco e con la ragguardevole presenza, sulla ammiraglia della squadra, d’una introduzione firmata Adriano Sofri capace di dare il proprio benefico contributo di vitamine letterarie alla lunga corsa che fila per oltre trecento pagine. Una nota in swing la mette anche un artista “casciavitt” di nome Claudio Sanfilippo che con il suo Volo riprende in versi un articolo della Anna Maria Ortese rapita dall’Airone celeste in una tappa di montagna. Non ci sono foto, né in bianco e nero né a colori Agfa, che lo rincorrono sui tornanti delle Alpi coi flash sparati in faccia alla fatica d’una tappa appena conclusa. Eppure gli scatti di Breviglieri o Petrelli, la neve dello Stelvio con quel W FAUSTO a caratteri cubitali o il duello con Robic sull’Alpe d’Huez oppure i 192 chilometri in solitaria alla Cuneo Pinerolo del ‘49 o la maglia iridata sul podio di Lugano con la Giulia Occhini in Locatelli affianco, ci sono in questo straordinario libro con un sacco di altre immagini. Ci sono infatti nelle parole e nelle pagine, spesso “liberamente ispirate” a interviste e memorie d’epoca, che i due autori rielaborano con grande capacità narrativa.

Questo Alfabeto va dalla A di Airone alla Z di Zingaro passando per la F di Furto e la Q di Quello là che è poi il modo con cui il piemontese schivo chiamava l’esuberante rivale toscano quando non lo sopportava. Ed è un libro tutto da leggere e godere. Un testo che percorre una felice epoca sportiva ma, assieme, racconto di storia patria e di costume sociale, in grado di far capire e meglio d’altri il clima non tutto epico di quell’Italia del dopoguerra, paese dai molti contrasti e dalla doppia morale, dove ci stava che se eri adultero svelato e impenitente rovina famiglie t’attendeva la scomunica pubblica e magari, ma solo per la donna fedifraga, perfino la galera. In quell’Italia là appunto, ancora alla vigilia del boom, lo scontro tra madonnari “ultrà della diccì” da un lato e comunisti sfegatati per l’Urss dall’altro s’alimentava di match quotidiani passando pure per lo sport delle due ruote dove era inevitabile che al cattolicissimo Bartali portato in processione dalle parrocchie gli operai di Sesto o i proletari delle zone rosse opponessero l’inquieto, fragile ma più forte, “Fostò”.

Ecco, di tanti risvolti tratta questo dizionario illustrato chiamando perfino in scena un  inesauribile parterre di protagonisti: Togliatti e De Gasperi con Pio XII, un giovanissimo Rivera e un Silvio Piola a fine carriera, il fratello Serse e la mamma Angiolina, la Dama Bianca e la moglie Bruna, Isa Barzizza e Rita Hayworth, il Biagio Cavanna col mago Pinella, banditi come Sante Pollastri o il Bruno della “lìgera” e via scorrendo. E’ lungo più d’un kolossal hollywoodiano l’elenco ma tra tanti un posto nei titoli di coda lo prende anche un figlio della Garbatella di nome Marcello Spadolini. Il racconto che lo cita si chiama Chiosco e nel titolo si riferisce al “baretto della Sora Rosa” che sulla strada di Grottaferrata, di domenica 27 maggio 1945, vede passare i pedalatori iscritti alla Coppa Salvioni. La corsa è aperta a tutti e al via, “MotoVelodromo Appio ore 7 e 06” precisa svizzero il cronista dell’epoca, si ritrovano in ventitrè tra professionisti accasati e irriducibili indipendenti assieme ai puri dilettanti. C’è Bartali che corre su una Legnano con la maglia della Ss Tempora Bettolle e c’è Coppi tesserato per la Sc Lazio in sella alla Nulli, c’è la speranza di Torpignattara il dilettante Spartaco Rosati prossimo protagonista al Gran Premio della Liberazione e c’è Elio Bertocchi un prof in maglia giallorossa. Marcello Spadolini è il capofila degli indipendenti, campione di tante corse minori, che con la maglia rossoverde della MATER bici Pangrazi s’era già con onore sobbarcato in solitaria il Giro del ’40; proprio quello vinto dal debuttante Coppi alla vigilia della disgraziatissima entrata in guerra annunciata dal Benito mascellone al balcone di Piazza Venezia. Oggi, con le macerie della sconfitta tutte sparse in giro, Marcello è sul percorso che fila verso i Castelli e col campionissimo condivide i colori laziali ma per lui l’asfalto bruciato spingendo sul 49×16 non è mica lo stesso. E’ comunque lui, come da copione, a cercare di dare la scossa e a filare via sulla salita di Grottaferrata in compagnia di Bertocchi. Ed è sempre lui a cercare di spronare il giallorosso a giocarsela come un derby del cupolone. Nel racconto di Cervi e Battistuzzi gli sforzi del nostro appaiono ormai inutili e già risucchiati dall’azione di Coppi che sfrecciando davanti al Chiosco della Sora Rosa, con tutti i Scaroccia padre e figli schierati a tifare, avrebbe poi battuto tutti sul traguardo di Castelgandolfo. E “per una macchina” soprattutto Quello là.

Spadolini in quell’occasione finì quinto, pure dietro al Bertocchi, ma primo degli indipendenti. La Coppa Salvioni di quel maggio del ’45 fu importante ed ebbe il merito di sancire il rientro del campionissimo capace di smaltire con un successo rinfrancante la ruggine d’una inattività prolungata. Nel libro il campione del lotto 12, “l’uomo che fugge” come lo chiamavano all’epoca, corre al fianco dell’Airone, “l’uomo solo al comando” non ancora “dio stordito dalla sua forza”. E questo è pure un motivo in più per leggere e godere d’un Alfabeto Fausto Coppi testo prezioso e forte dalla prima all’ultima pagina, dal primo all’ultimo tornante.

[Il libro ALFABETO FAUSTO COPPI scritto da Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi sarà presentato alla Fiera della piccola editoria “Più libri più liberi” e, in anteprima romana a Casetta Rossa, ne parleranno assieme agli autori il giornalista Rai Stefano Rizzato e Claudio D’Aguanno. Appuntamento venerdì 6 dicembre ore 18 a Casetta Rossa in Via G. B. Magnaghi 14]

Claudio D’Aguanno

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A Montagnola e San Paolo nasce un nuovo polo bibliotecario

Si dice che, chi accumula libri accumula desideri, e i nostri quartieri di desideri ne hanno tantissimi. Uno tra i tanti, si avvererà proprio a metà Dicembre; stiamo parlando della creazione del Polo bibliotecario municipale a Montagnola. Un nuovo centro culturale che nascerà utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Il tutto, mettendo assieme gli oltre 500 mq di immobili recuperati a via Costantino, nel quartiere San Paolo.

Insomma, un’importantissimo progetto in collaborazione con Biblioteche Di Roma, perché sappiate che ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli. Quindi, obiettivo: concludere i lavori entro il 2020. E il minisindaco Amedeo Ciaccheri si impegnerà nel progetto, ma ci tiene anche a ringraziare chi lo ha appoggiato in questo progetto: “Risultati raggiunti grazie all’impegno e alla determinazione dell’ex Assessore Claudio Marotta, al fortunato incontro con il Vicesindaco Luca Bergamo, e il Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai, che ringrazio per aver tracciato insieme a noi i primi passi sul sentiero verso un Municipio più ricco e attento ai bisogni culturali!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: romano 23enne ruba stemmi delle auto

C’è questa moda che va avanti da anni; rubare gli stemmi delle auto per poi rivenderli. È una faccenda fastidiosa con cui purtroppo, spesso, ci si ritrova a che fare. Stavolta però, nella notte del 3 Novembre a San Paolo, in Largo Leonardo da Vinci il ladruncolo è stato preso in flagrante.

Il 23enne romano, visto dagli agenti di Polizia del Commissariato Colombo proprio mentre tentava di staccare uno degli stemmi di un’auto parcheggiata, è stato fermato. Prima di essere arrestato ha tentato ripetutamente di colpire gli agenti e scappare. Una volta bloccato però, il ragazzo è stato portato in caserma, ed ora dovrà rispondere di furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Racconti di guerra alla Garbatella

Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo

di Oreste Ricci

Era una mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio, nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.

7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.

Cominciò il passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio; era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si sorreggevano l’un l’altro, erano uomini  insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola, facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al soldato  e in un tedesco scolastico gli ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in quell’epoca.

4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma

Molti morti si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si mettevano su una fascia nera da lutto.

Ci pensavamo noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due anche loro  e nessuno aveva intenzione di cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga, ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.

Mentre tutta la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii. Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.

Pian piano la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S. Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli ai tedeschi.

E ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.

Insieme agli altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma (la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!

Una volta, usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto oggigiorno).

Arrivò l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film “Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e li si esibivano i novelli “Tarzan”.

Questa era la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!

E arrivò il momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo l’EUR…  troppo pericoloso, c’era addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite con  le mazze sparivano spesso tra le fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così eliminato. Ancora ricordo una ragazza  che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!

Pian piano le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di Bartolomei!

Ho accettato tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni) non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne serbo un caro ricordo.

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Polisportiva “Giovanni Castello”

A via Alessandro Severo gestisce due campi di calcio con Milan academy

Una storia di oltre cinquant’anni nello sport dilettantistico

di Daniele Ranieri

E’ il 12 Febbraio del 1967 quando  sulla pista dello Stadio delle Tre Fontane un atleta s’accascia a terra e muore.  E’ Giovanni Castello giovane recordman della  staffetta 4x400metri, una speranza dell’atletica italiana. Da questo  drammatico avvenimento nasce, a dicembre dello stesso anno, l’”Atletica G. Castello”  una associazione che ha fatto la storia dello sport dilettantistico romano. Oggi  conta 500 iscritti e numerose attività di calcio, pallavolo, atletica, judo, tennis da tavolo  e orientamento. Oltre l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo gestisce quattro palestre, due delle quali nell’VIII Municipio, dove promuove corsi di tiro con l’arco, scherma storica, Pilates, Tai chi, Yoga.

Il quartier generale è a Via Alessandro Severo, dove la  “Polisportiva G. Castello” ha in gestione due campi di calcio utilizzati dai ragazzi dai sei anni in su, col partenariato della società A.C. Milan, nell’ambito del programma Milan Academy e altri campi più piccoli. L’attività calcistica si svolge applicando una metodologia innovativa creata da una delle maggiori società calcistiche italiane e internazionali. Le squadre  giocano nei diversi livelli della Lega dilettanti regionale: Eccellenza, Promozione e I° categoria e delle giovanili.

Giovanni castello sulla pista di atletica in una gara di 200 metri alle terme di caracalla

La nascita del Centro che fiancheggia la Cristoforo Colombo ha una sua storia nella storia. I campi sono stati occupati, anzi hanno subito “una pacifica invasione” come ci dice il Presidente Enzo D’Arcangelo, nel Gennaio del 1983. Erano spazi abbandonati da anni, ridotti in uno stato miserevole, ricolmi di rifiuti e con le recinzioni perimetrali divelte e a terra. L’anno precedente la società aveva già iniziato a svolgere un’opera di pulizia e di rilancio organizzando con il patrocinio del Comune di Roma, proprietario dell’impianto abbandonato, un torneo di calcio a 5 a cui parteciparono  otto squadre che divisero il loro tempo tra la pulizia e il gioco. Il Torneo ebbe tale successo che spinse la Polisportiva a chiedere la gestione dell’impianto. Cosa che per motivi burocratici continuava ad essere rimandata. Finché si decise per l’”invasione”.  Nel 1986 arrivò l’assegnazione definitiva. Da allora si contano numerose e importanti iniziative come il Torneo Bernardini, che coinvolse 30 istituti di Roma e Provincia e molte altre manifestazioni sportive e culturali. Oggi la struttura si presenta come un centro polivalente, moderno e in perfette condizioni di manutenzione. Entrando si viene accolti da una piccola costruzione circondata dai fiori che ospita gli uffici di segreteria. Oltre ai campi, curati dallo stato del terreno fino alle panchine, vi sono otto spogliatoi più uno per i tecnici e gli arbitri e una infermeria.

D’Arcangelo ci dice che nell’impianto non vi sono bar, ristoranti o bracerie, ma solo grande professionalità, attenzione ai metodi di allenamento e ai risultati. Si cura con la stessa  meticolosità la preparazione alle gare o alle partite come alla crescita umana e a tutti gli aspetti educativi che ad essa sono legati. Il rispetto delle regole in campo e fuori, il rispetto degli altri in campo e fuori, il rispetto delle strutture sportive e delle cose in generale, la cooperazione e la solidarietà e l’attaccamento al club, l’amore per lo sport queste sono gli aspetti importanti trasmessi dalla Polisportiva. Gli stessi valori per cui gareggiava Giovanni Castello.

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San Paolo District: L’ex deposito Atac riparte, ma come mercato rionale

“Come sapete questo era un deposito Atac. Atac è un azienda che abbiamo voluto rilanciare e così in questo processo di risanamento, alcuni depositi che non vengono più utilizzati vengano riqualificati.” Con queste parole Virginia Raggi, il 26 Ottobre, inaugura il San Paolo District, in via Alessandro Severo. Per la terza volta Urban Value, con l’appoggio dell’amministrazione capitolina, rigenera uno dei tanti luoghi abbandonati da tempo. Infatti, era già successo che all’ex deposito in Viale Angelico e all’ex rimessa Tuscolana, grazie ad opere di riqualificazione come questa, erano nati gli attuali “PratiBus District” e “Ragusa Off”.

Stavolta, è toccato al deposito Atac di San Paolo: “Questo lavoro di riqualificazione che stiamo facendo vale anche per i nostri mercati rionali”, continua la Sindaca. Ed infatti, proprio grazie alle caratteristiche architettoniche dell’ex deposito dell’azienda dei trasporti romani, la sua rigenerazione ha portato ad un mercato enogastronomico. La struttura risale al 1928, e venne realizzato con il nome di Deposito del Littorio per ospitare le prime vetture elettrificate tranviarie che raggiungevano in quegli anni la Basilica di San Paolo. Oggi, rinasce con 8mila metri quadri di Made in Italy. Un grande Farmer’s Market a kilometri zero aperto tutti i sabati e domeniche, ma anche abbigliamento, artigianato, e si prevedono eventi culturali, sportivi e musicali.

Presente all’iniziativa anche il nostro Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ci tiene a sottolineare l’importanza non solo della promozione dei prodotti agricoli, ma anche quanto sia fondamentale l’occasione che hanno i cittadini di poter vivere meglio il quartiere grazie al recupero di questi spazi. “La rigenerazione urbana del patrimonio è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex Deposito ATAC testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’occasione per il quartiere e la città.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: La storica piscina della Lazio Nuoto passa nelle mani della Juventus

Quelli infastiditi, con trentacinque anni di gestione alle spalle e dopo aver cresciuto atleti plurimedagliati. Quelli preoccupati per il posto di lavoro. E poi quelli felici di aver vinto il bando ma con una grande responsabilità da portare avanti. Tra varie polemiche, alla fine la piscina di Via Giustiniano Imperatore è stata assegnata alla Juventus Nuoto, società che gestisce il Maximo srl.

La Lazio nuoto deterrà la concessione fino al 2020, poi, in teoria, dovrebbe lasciare spazio ai nuovi gestori. Ma la storica società non ci sta. “A decidere l’esito del bando sull’assegnazione dell’impianto gestito da oltre 33 anni dalla società biancoceleste è stata, unicamente, l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizza pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.” Scrivono sul sito della Lazio Nuoto.

Un’aria diversa invece si respira nella nuova società, dove si dicono pronti e felici a portare avanti anche la piscina di San Paolo. La maximo gestisce la Juventus nuoto dal 1973 e si occupano già di varie piscine, quella di via Bravetta, il centro sportivo Maximo a Casal Boccone, lo stadio del nuoto di Monte Rotondo e il centro Millennium a Castel nuovo di Porto. Per quanto riguarda lo staff invece, non ci saranno stravolgimenti rassicurano i nuovi gestori. Gli istruttori, almeno per ora, rimarranno gli stessi, e a prescindere dai colori della società, speriamo sempre il meglio per i piccoli atleti dei nostri quartieri. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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San Paolo: Uomo rapina tre negozi in dieci minuti

“Qui abbiamo le casse automatiche, quindi non ha preso niente e per fortuna non si è fatto male nessuno”. Così ci raccontano dalla farmacia di Via Giustiniano Imperatore, in zona San Paolo, dove questa mattina si è diretto un rapinatore che in soli dieci minuti è riuscito ad entrare in tre negozi, tutti sulla stessa via: la farmacia, la Coop e infine da Oviesse.

Poi la farmacista continua, “aveva il casco, la faccia scoperta e dei grandi occhiali neri. La faccia era molto bianca e con le labbra nere, probabilmente era in cerca di soldi perché aveva bisogno di eroina. Fa sempre così, parcheggia il motorino qui fuori, entra con una pistola e chiede i soldi.” Sempre così? Sì, perché anche a Luglio un uomo simile a lui e con lo stesso modus operandi aveva già tentato di rapinare la farmacia

Sono stati dieci minuti di panico in cui l’uomo passando sul marciapiede con il motorino, dopo la farmacia si è diretto alla Coop. “Qui purtroppo è riuscito a prendere i soldi, ma non si è fatto male nessuno” dichiara uno dei dipendenti del supermercato. 

Uscito dalla Coop poi, si è diretto all’Oviesse che si trova sul marciapiede opposto ai primi due negozi. Anche lì è riuscito a prendere i soldi, ma una delle commesse ci rivela “ho sentito che l’hanno preso”. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Scuola: si torna sui banchi tra i “mali” di sempre

ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI MENSE E ASSISTENZA AI DISABILI I PROBLEMI ANCORA IRRISOLTI

Di Stefano BAIOCCHI

Tutti pronti al suono della prima campanella. Come ogni anno, a metà settembre, apriranno i battenti delle scuole di ogni ordine e grado, ma l’apertura delle mense, l’assistenza ai disabili e l’adeguamento degli edifici rimangono ancora i problemi più urgenti sul tappeto. E così anche nel nostro Municipio, migliaia di studenti il 16 ricominceranno daccapo; lo stesso faranno gli insegnanti, il personale non docente e gli autisti di autobus, che saranno frastornati dall’incontenibile vociare o da autentici schiamazzi, soprattutto quando i mezzi pubblici saranno presi d’assalto all’uscita dalla scuola. Intanto lunedì 2 settembre i Nidi hanno già iniziato le attività didattiche, ma proprio nel pomeriggio di quel giorno, durante un violento nubifragio sulla Capitale, un fulmine ha colpito il “Bruco Verde” di via Cerbara, a Tormarancia, provocandone la chiusura in attesa dei lavori di messa in sicurezza.

Mentre da tre anni il Nido “La Filastrocca” di Via Tarso a San Paolo continua a restare chiuso per problemi strutturali. Si tratta di una situazione molto grave poiché parliamo del più grande asilo nido del Municipio, capace di ospitare fino a 89 bambini. Molte scuole dell’Ottavo continuano a presentare diverse mancanze strutturali e sono oggetto di lavori o di adeguamento alle normative antincendio. Problemi irrisolti anche sul fronte delle mense scolastiche e dell’assistenza ai bambini disabili, il che potrebbe comportare, in questi giorni, ulteriori disagi per il loro inserimento. I Sindacati sono sul piede di guerra tanto che hanno indetto, tra i lavoratori delle mense, due giornate di sciopero per il 16 e il 17 di settembre, che fanno seguito alla mobilitazione del 30 maggio scorso, quando i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia rimasero senza pasto.

Ciò che operatori e genitori contestano è il bando del Comune di Roma per la refezione scolastica, che metterebbe a rischio le garanzie occupazionali e la qualità del servizio destinato ai bambini. Infatti il prezzo medio a pasto proposto dalle aziende si aggira tra i 4,30 e i 4,40 euro. CGIL CISL e UIL spiegano che nella cifra è compreso il costo degli ammortamenti delle attrezzature, dei lavoratori e del cibo, tanto che secondo le stime dei sindacati “i bambini mangeranno con 1,80 euro circa a pasto“. Naturalmente a preoccuparsi sono soprattutto i genitori che s’interrogano sulla qualità e sulla genuinità di un vitto dal costo così basso. A proposito di genitori, l’anno appena trascorso ha visto alcuni di essi impegnarsi in diverse forme di protesta e in una raccolta di firme per la riparazione di una copiosa perdita d’acqua all’ingresso della Cesare Battisti.

Nel medesimo plesso, che ospita la Scuola dell’Infanzia Coccinella, genitori volontari si sono armati di vernice e pennelli per ridipingere le porte e le mostre e dare una rinfrescata generale ai muri delle aule. Gli stessi genitori si sono ingegnati per sistemare anche i giochi da giardino. Un annoso problema restano ancora i laboratori della Scuola Primaria, utilizzati soltanto sporadicamente per mancanza di organico, poiché il personale docente è prevalentemente impegnato nella didattica frontale ed è letteralmente impossibilitato a organizzare altre attività.

Sempre tra i genitori serpeggia il timore della mancata consegna della cosiddetta cedola libraria, che consente il ritiro gratuito dei libri di scuola presso i negozi convenzionati. In alcune scuole, lo scorso anno, le cedole sono state distribuite addirittura alla fine di ottobre, per cui diversi insegnanti sono stati costretti a ovviare con le fotocopie. Per quanto riguarda i “Buoni Libro” destinati agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, residenti nel territorio del Comune di Roma, fino al 30 novembre 2019 è possibile richiedere online i buoni per ottenere la gratuità totale o parziale dei libri di testo. La domanda, destinata a nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 10.632,94 euro, va inoltrata online sul portale di Roma Capitale.

Tutte le informazioni sul sito del Comune di Roma. Proprio in previsione dell’inizio dell’Anno scolastico 2019-20 la Commissione Lavori Pubblici dell’Ottavo Municipio si è adoperata per la riqualificazione di numerose aree prossime o adiacenti agli edifici scolastici. Si è, infatti, intervenuti per sistemare marciapiedi, attraversamenti pedonali e ripristinare la segnaletica stradale. La prima pausa per studenti e lavoratori della scuola ci sarà nel periodo natalizio, dal 23 dicembre al 6 gennaio, cui seguirà quella legata alle festività pasquali dal 9 al 14 aprile.

Nel frattempo la Garbatella si prepara ad accogliere la V edizione del “Meet Film Festival”, rassegna internazionale di cinema sulla scuola e sui giovani. Sarà un’occasione importante per visionare e contemplare i cortometraggi provenienti da varie aree del mondo e che saranno proiettati in diverse strade e piazze del quartiere. I temi spazieranno dal Cinema come settima arte per intrecciarsi con la scuola, la didattica e la formazione dei giovani e con il loro approccio alla società. La scuola è senz’altro impegno, dedizione e sacrificio, ma spesso è anche divertimento. Per fortuna.

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Ripristinato il senso unico su viale L.da Vinci

SODDISFATTI I CITTADINI DI SAN PAOLO E IL MUNICIPIO VIII

di Fabrizio FAGIANI

Sono terminati i lavori per riportare il senso unico su ogni carreggiata nel tratto di viale Leonardo da Vinci compreso tra il largo omonimo e via Giovannipoli. Era un intervento sulla viabilità chiesto con decisione dai cittadini del quartiere dopo che l’area, dove sarebbe dovuto essere costruito un contestato parcheggio sotterraneo, era stata riconsegnata al Comune.

«E’ da quando ci siamo insediati» ha detto Michele Centorrino, assessore alla mobilità del Municipio VIII «che abbiamo preso l’impegno di dare una risposta alle richieste dei cittadini che da tempo reclamavano il ripristino del senso unico su entrambi i lati, la messa in sicurezza delle scuole e l’aumento dei parcheggi».

E allora, dopo un po’ più di un anno dalla rimozione del cantiere del parcheggio revocato, è stato realizzato il progetto di risistemazione messo a punto dagli uffici tecnici del Municipio VIII che, vista l’inadempienza del Comune, erano stati attivati dall’assessorato municipale. L’intervento ha portato notevoli modifiche all’assetto di quel tratto di viale Leonardo da Vinci.

Prima di tutto è stato ripristinato il senso unico per ognuna delle due carreggiate, che sono state ristrette rispetto a quelle originarie con l’istituzione dei parcheggi a spina di pesce. Con questa nuova sistemazione si ottiene anche il risultato di impedire la sosta delle auto tra gli alberi dello square centrale del viale, che sarà ristrutturato con un intervento successivo. Gli attraversamenti pedonali sono adesso protetti da cordoli parapedonali e in prossimità degli ingressi delle scuole è imposto il limite di velocità di 30 chilometri orari.

Con la sistemazione a spina di pesce è poi aumentato il numero dei posti auto che sono arrivati ad un totale di 130. Il risultato dell’intervento è stato apprezzato dai cittadini, che hanno visto accolte gran parte delle loro richieste.«Oggi è un grande giorno per noi che ci abbiamo creduto, che abbiamo sempre insistito, che siamo sempre rimasti indignati per i troppi no e le promesse mai mantenute» ha detto Roberta Rovelli del Comitato “No PUP indignati”, che per più di 10 anni ha contrastato la realizzazione del parcheggio sotterraneo e che con il Comitato di quartiere Insieme per San Paolo ha sollecitato una adeguata risistemazione dell’area.

«Siamo soddisfatti del lavoro realizzato e della riconsegna del viale ad una vivibilità, che ci è stata negata per troppi anni» ha continuato Roberta Rovelli «due uniche considerazioni per migliorare il progetto e chiudere con un lieto fine: ripristinare la svolta a sinistra su via Giovannipoli da viale Leonardo da Vinci per chi viene da via delle Sette Chiese. Questo eviterebbe un ulteriore flusso di auto costrette a percorrere il viale davanti alla scuola, arrivare al largo e ritornare indietro sul viale per poter entrare a Garbatella. E poi riportare l’illuminazione nel tratto di viale dove affaccia la bocciofila che è completamente al buio».

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LAVORI SULLA LINEA B DELLA METROPOLITANA, DISAGI IN VISTA PER I CITTADINI DELL’VIII MUNICIPIO

Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali 

Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. 

ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali. 

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00. 

Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.

In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.

Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. 
Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.

Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera. 

Stefano Baiocchi

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Fermata coppia che rubava offerte della Basilica San Paolo con un laccio delle scarpe

Tutto diventa più semplice quando si svela il trucco. E proprio i carabinieri della stazione San Paolo, hanno svelato come sparivano i soldi delle offerte di una delle quattro Basiliche papali di Roma.

Un laccio delle scarpe, un nastro biadesivo collegato alla fine, ed il gioco è fatto. In questo modo, una coppia di senzadimora rubava le offerte dei fedeli. Lui romano di 52 anni, lei romena di 24. Però, come dice il commissario Zenigat nel famoso cartone di Lupin: “La vita è fatta di alti e bassi ma la giustizia prevale sempre.” E anche in questo caso, purtroppo per i ladri, ha prevalso. Quando sono intervenuti i militari infatti, su segnalazione della Gendarmeria Vaticana, i due sono stati colti sul fatto mentre rubavano i soldi dalla cassetta.

Durante la perquisizione sono stati trovati 25 euro e 20 dollari nelle tasche dei ladri. Mentre i soldi sono stati riconsegnati ad uno dei membri della Basilica, i due sono stati trasferiti in caserma, dove ora li attende il rito direttissimo che ci sara’ lunedi mattina.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: ristrutturato padiglione alla scuola Principe di Piemonte

“Abbiamo ristrutturato il Padiglione Azzurro della scuola Principe di Piemonte. Qui troveranno collocazione tre aule per accogliere le ragazze e i ragazzi della scuola media.” Ed è proprio con un video su FaceBook che il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri annuncia la novità sui lavori all’interno della Scuola situata sulla collina “Rocce di San Paolo”, nel quartiere Ostiense.

Chi la conosce lo sa, questa struttura, inaugurate nell’Aprile del 1940, ha sempre mantenuto la sua struttura di villaggio-scuola, così grande che quando ti ci addentri per la prima volta, viene da chiederti: ma davvero I bambini fanno ogni giorno tutta questa strada? Ebbene sì, e tanto grande quanto invidiata, con un parco di 4 ettari decorato da fiori, fontane e padiglioni per accogliere i ragazzi.
Gia’ dal 2017 peró, proprio uno di questi padiglioni era stato segnalato come non idoneo per la sicurezza dei bambini a seguito di un sopralluogo.

Ma dopo quasi due anni: “Nonostante le poche risorse destinate al Municipio abbiamo voluto effettuare questo intervento straordinario”, dichiarano dal municipio. “Cerchiamo ogni giorno di lavorare per la scuola superando i mille ostacoli di chi governa la citta’. Per un educazione pubblicae universale, per mettere a disposizione della popolazione scolastica luoghi accoglienti e funzionali.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Parco Schuster ospita “Sport in Piazza 2019”

Lo sport piace a tutti. Da vedere, ma ancora meglio se da praticare:
che sia in un prato rincorrendo un pallone, o con guantoni e
paradenti, o danzando su un palco. Tutti veniamo travolti, in un modo
o nell’altro, in qualche sport. 
E indovinate un po’: anche il nostro Municipio si prepara ad essere
presto trasportato in una giornata tutta dedicata allo sport.

Sabato 28 Settembre infatti, dalle ore 10 alle 18, il Parco Schuster
in Via Ostiense accoglierà bambini e bambine, genitori e nonni, che
potranno cimentarsi in tantissime attivita’. Scherma, boxe, pallavolo,
arti marziali, basket, rugby e tanto altro. “Sport in Piazza 2019”,
questo il nome dell’iniziativa, e’ stato organizzato da Coni e Regione
Lazio. 

La partecipazione e’ gratuita, sia per i cittadini sia per i soggetti
sportivi intenti a partecipare. A proposito di questo: per aderire
alla giornata dello “Sport in Piazza 2019”, basta andare sul sito di
Roma Capitale. C’è ancora tempo fino all’iniziativa è vero, per
l’iscrizione peró, occhio al calendario, non oltre il 5 agosto. 

di Ilaria Proietti Mercuri

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Centri Estivi 2019: inseriti 50 ragazzi dei servizi sociali

E’ tanto divertente quanto faticoso. Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini sì, ma per le famiglie?

Ogni anno pur di non lasciare i figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.

Ma da quest’anno, nel nostro Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII, grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre 50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali. Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del nostro territorio che si trovano in difficoltà.

Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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VIII Municipio e cittadini in corteo da Piramide alla Garbatella

Una marcia per la salute pubblica

di Daniele Ranieri

Un corteo colorato è sfilato  ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII Municipio  Amedeo Ciaccheri e da alcuni dei suoi Assessori . Una marcia per la dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a chiarire i motivi della protesta

Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense, ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.

Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati, che hanno inteso protestare per  l’insopportabile condizione in cui vivono  a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti” . Una situazione diventata ormai  la tragica condizione quotidiana. 

“D’estate a Roma  olezza solo la monnezza”  uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città, indossavano una mascherina  filtrante.

Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica”.

L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una posizione sul problema rifiuti. Già  un anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’ Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora  al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo. Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto minimizzare con le temperature attuali  i rischi per la salute pubblica.

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Municipio VIII: Nuove piste ciclabili ma meno posti auto

Via al progetto per le nuove piste ciclabili nel Municipio VIII, e probabile via, anche alle conseguenti polemiche. Si discute infatti sui posti auto, che diminuirebbero per far posto agli interventi di riqualifica. Ma dove sorgeranno queste piste? E quanti parcheggi in meno sarebbero?

Sono tre i progetti che secondo l’amministrazione capitolina, già entro il 2019, potrebbero andare a bando.

Il primo riguarda una ciclabile su viale Giustiniano Imperatore: si tratterebbe di un collegamento tra Marconi e la Cristoforo Colombo. Pista che andrebbe poi a congiungersi con quella già presente che porta verso l’Eur da una parte, e a Circo Massimo dall’altra. 

Altro punto è quello su via Ostiense: nella parte che dalla Basilica di San Paolo arriva fino a Piramide. Tratto importante soprattutto per gli studenti fuori sede di Roma3, che avrebbero l’opportunità di usufruire della Roma-Lido proprio da Piramide. 

Ultimo, ma anche il più critico, è sulla Circonvallazione Ostiense: attraverso il Ponte Spizzichino, si collegherebbero la Cristoforo Colombo con l’Ostiense. Allacciamento interessante, ma già arrivano le preoccupazioni. Per cosa?

Si sa, ad un romano puoi dire tutto. Nel traffico della Capitale siamo abituati a sentirci dire insulti fino ai nostri trisavoli, e al massimo rispondiamo con battute ancora più creative. Ma se c’è una cosa che ad un romano non va toccato, è il parcheggio

Secondo lo studio dell’Agenzia per la Mobilità, con la ciclabile sulla Circonvallazione i parcheggi diminuirebbero del 30%. La zona è molto trafficata, lo sa bene chi la mattina deve parcheggiare sulla Circonvallazione per andare al lavoro. Perciò, polemiche e dibattiti sulla nuova pista, vi attendiamo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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