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Tag: Film

Torna a dicembre la nuova serie de “I Cesaroni”

Bar dei Cesaroni – “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, recita una nota canzone di Venditti. Così a distanza di dieci anni, la Garbatella riabbraccia nuovamente la famiglia Cesaroni e la settima serie di una delle fiction più amate dagli italiani, che l’ha resa famosa sugli schermi tv.

Con sei stagioni e otto milioni di spettatori “I Cesaroni” è stata una delle fiction più seguite degli ultimi anni, un vero e proprio fenomeno di costume. Andata in onda su Canale 5 dal 2006 al 2014 ha raccontato con toni vivaci e ironici la storia di due ex fidanzati che si ritrovano dopo vent’anni: Claudio Amendola ossia Giulio Cesaroni, nei panni di un oste e padre vedovo di tre figli maschi e Lucia Liguori, una professoressa divorziata con due figlie, interpretata da Elena Sofia Ricci. Giulio e Lucia capiscono di amarsi ancora e decidono di sposarsi e vivere insieme con la prole avuta dai precedenti matrimoni.

L’idea di ricominciare nasce proprio dall’enorme popolarità del format, liberamente ispirato alla serie spagnola Los Serrano. Da quando la serie è stata caricata sulle note piattaforme streaming, i 142 episodi che la compongono hanno vissuto un vero e proprio revival e le strade e i locali della Garbatella hanno attratto molte persone alla ricerca delle ambientazioni e di testimonianze.

Gaetano titolare del bar dei Cesaroni

Chi ha molto beneficiato di questa popolarità è anche il bar di Gaetano a piazza Giovanni da Triora 6, che con l’affermarsi della serie è diventato per tutti “il bar dei Cesaroni”. La sua attività, infatti, insieme alla scuola Cesare Battisti, è la location principale dove è ambientata, ovvero la Bottiglieria Cesaroni dove Giulio, il fratello Cesare e l’amico Ezio, quest’ultimi due interpretati rispettivamente da Antonello Fassari e Max Tortora, si ritrovano quotidianamente per lavorare e combinare perlopiù guai.

Per me è una grande gioia il ritorno dei Cesaroni in tv – ci racconta Gaetano mentre ci mostra le foto con gli attori – ormai ci vengono da tutta Italia per conoscere il bar, per scattare fotografie e per respirare l’aria della Garbatella. La casa di produzione è passata per fare dei sopralluoghi e per riferirci che le riprese inizieranno verso Natale”.

Gaetano ci racconta inoltre, che ha rilevato il locale nel 1999 col nome di Bar Triora; al suo posto prima c’era un negozio di alimentari. Tifoso sfegatato giallorosso, decise di fare di quel  posto un circolo romanista, una scelta che si rivelò fortunata perché la Roma nel 2001 vinse lo scudetto, scucendolo ai cugini biancocelesti.

Gaetano ha vissuto tanti anni felici alla Garbatella, facendo però tanti sacrifici e faticando dietro al bancone, un po’ come alcuni personaggi dei Cesaroni, sempre con la battuta pronta, tipica della veracità  romana, ma anche tanta gentilezza e umiltà.

La serie andrà in onda sempre su Mediaset, per ora tutto il cast artistico principale è confermato, ad eccezione di Alessandra Mastronardi, ovvero Eva Cudicini, la primogenita di Lucia Liguori, già  assente nella sesta stagione.

C’è tanta curiosità sulla trama dei sei nuovi episodi della settima stagione, in molti si chiedono come saranno cambiati in questi dieci anni di silenzio i personaggi e quali scelte di vita gli sceneggiatori hanno deciso per loro. Insomma, tra ricordi e aspettative, per ora agli appassionati non resta che attendere e vedere se i Cesaroni sapranno ancora parlare al loro cuore.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 6]

Bar dei Cesaroni

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Ricordando Rossana Di Lorenzo all’Arena Garbatella

A due anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 agosto 2022, l’attrice Rossana Di Lorenzo sarà celebrata in una serata in suo onore all’Arena Garbatella in piazza Benedetto Brin. Nel quartiere dove è cresciuta, Rossana sarà ricordata domenica 1° settembre alle ore 21:00, attraverso i racconti di chi l’ha conosciuta, incontrata per le strade dello storico quartiere romano, magari in compagnia del fratello maggiore Maurizio Arena.

Programma dell’evento

Fotografie, proiezioni, racconti per ricordare Rossana Di Lorenzo ed il suo contribuito al cinema italiano. A ricordarla ci saranno, oltre alle Istituzioni municipali, la giornalista e critica cinematografica Marta Zoe Poretti, il nipote Jean Maurizio Di Lorenzo, Massimiliano Smeriglio e Mirella Arcidiacono, in arte Fatagarbatella, autrice del racconto C’era una volta una bambina della Garbatella testo che verrà letto dall’attore Luciano Roffi. L’ingresso è libero e gratuito dalle ore 21:00.

Rossana Di Lorenzo (Ballando, ballando 1983) Credits foto

Chi era Rossana Di Lorenzo?

Rossana Di Lorenzo, classe 1938, è cresciuta a via della  Garbatella 24.  Sorella di Maurizio Arena, fusto neorealista di Poveri ma belli e zia del presentatore Pino Insegno, fu attrice autentica tra gli anni ‘70 e ‘90, recitando a fianco dei grandi protagonisti del cinema italiano dell’epoca: da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, da Luciano Salce a Monica Vitti.

Forse i più la ricordano nel film a episodi Le coppie e nella pellicola Il comune senso del pudore, dove ebbe la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il vasto successo di critica e di pubblico, tanto da garantirle una candidatura come migliore attrice non protagonista ai Nastri d’Argento nel 1971. La sua bravura la porta a recitare accanto a Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret e Cochi Ponzoni, e a calcare le scene con Alain Delon nel film Flic Story, con Giuliano Gemma in Africa Express e con Anthony Quiin e Gigi Proietti in L’eredità Ferramonti.

Tra le sue migliori interpretazioni ricordiamo anche quella in Ballando ballando, diretta da Ettore Scola nel 1983. Il film, di produzione italo-franco-algerina, ripercorre cinquant’anni di storia della Francia, dalla vittoria del Fronte Popolare del 1936 fino al Sessantotto; ottenne diversi premi, la candidatura all’Oscar come miglior film straniero e per la Di Lorenzo la candidatura come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello.

2004 Sulla dx Rossana di Lorenzo, al centro Fatagarbatella e l’ex presidente di Circoscrizione XI Massimiliano Smeriglio

Filmografia

  • La camera, episodio Le coppie, (Alberto Sordi 1970)
  • Il presidente del Borgorosso Football Club (Luigi Filippo D’Amico 1970)
  • Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (Vittorio Gassman 1972)
  • Buona parte di Paolina, (Nello Rossati 1973)
  • Per amare Ofelia (Flavio Mogherini 1974)
  • Permettete signora che ami vostra figlia? (Gian Luigi Polidoro 1974)
  • Flic Story (Jacques Deray 1975)
  • Africa Express (Michele Lupo 1976)
  • Il comune senso del pudore (Alberto Sordi 1976)
  • L’eredità Ferramonti (Mauro Bolognini 1976)
  • Taxi Girl (Michele Massimo Tarantini 1977)
  • Letti selvaggi (Luigi Zampa 1979)
  • Ballando ballando (Ettore Scola 1983)
  • Vacanze di Natale (Carlo Vanzina 1983)
  • Amarsi un po’… (Carlo Vanzina 1984)
  • Cuori nella tormenta (Enrico Oldoini 1984)
  • Montecarlo Gran Casinò (Carlo Vanzina 1987)
  • Quelli del casco (Luciano Salce 1988)
  • S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa (Carlo Vanzina 1994)
  • L’assassino è quello con le scarpe gialle (Filippo Ottoni 1995)
1948 la quinta C della scuola Michele Bianchi (oggi Cesare Battisti), la prima in piedi a sinistra Rossana Di Lorenzo. La foto è stata gentilmente concessa da Nino figlio di Maria Pizzuto, che è la seconda a destra della fila in piedi
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Arriva la settima stagione dei Cesaroni. Antonello Fassari: a giugno torno alla Garbatella

Riparte la serie televisiva più amata della Garbatella. I Cesaroni, giunti ormai alla settima stagione, torneranno a giugno nella Borgata Giardino, dopo 10 anni di assenza. Ad annunciarlo è Antonello Fassari, interprete del ruolo di Cesare, in un’intervista rilasciata a La Repubblica il 14 gennaio.

La dichiarazione di Fassari

“A giugno tornerò sul set alla Garbatella, ma non so molto altro, per ora” ha dichiarato l’attore a La Repubblica, per poi perdersi nei ricordi legati al successo delle prime trasmissioni: “I Cesaroni sono stati un fenomeno fortissimo. Con Max Tortora ci dicevamo: uno va per strada, si sente come se fosse i Beatles, poi torna a casa e mangia da solo davanti alle piastrelle di maiolica. Una schizofrenia totale.”

Le prime voci di corridoio, però, circolano già da ottobre scorso quando Claudio Amendola, ospite a Verissimo, aveva accennato a Silvia Toffanin un possibile ritorno della serie. “Belli i Cesaroni, eh…? Mah, chissà…” aveva spifferato in tono enigmatico, toccandosi bocca, orecchie e occhi come per dire di non sapere altro.

Riprese al bar dei Cesaroni 2008
Riprese al bar dei Cesaroni nel 2008

L’enorme successo della serie

Con sei stagioni e otto milioni di spettatori, I Cesaroni sono una delle serie più seguite degli ultimi anni, un vero e proprio fenomeno di costume. La storia è quella di due famiglie – i Cesaroni e i Liguori – raccontata con i toni vivaci e ironici della romanità più verace. L’idea di ricominciare nasce proprio dall’enorme popolarità del format. Da quando la serie è stata inserita su piattaforme streaming come Netflix e Prime Video, infatti, i 142 episodi che la compongono hanno vissuto un vero e proprio revival.

“Per noi I Cesaroni come Un Medico in Famiglia sono due serie tv importantissime che al momento stanno vivendo una seconda vita e vorremmo accontentare i nostri fan” ha dichiarato a Tvserial.it Verdiana Bixio, presidente della casa di produzione Publispei. “Il nostro obiettivo è emozionare il pubblico con storie che appassionino, proprio per questo con un brand come I Cesaroni ci vuole una storia forte e unica.”

Il cast della prossima stagione

Le riprese cominceranno il prossimo giugno, ma le informazioni sul cast e sulla data di trasmissione dei nuovi episodi sono ancora limitate. Sembrano confermati Antonello Fassari, Claudio Amendola e Max Tortora, mentre è da escludere la partecipazione di Alessandra Mastronardi – nella serie Eva Cudicini – e di Elena Sofia Ricci – alias Lucia Liguori – che hanno declinato pubblicamente l’invito a tornare sul set. Le novità nei personaggi saranno molte, in parte dovute ai 10 anni che sono trascorsi dalla loro ultima comparsa. “Quando partimmo nel 2006 avevo 54 anni, oggi ne ho 71” ha proseguito Fassari intervistato da La Repubblica, “per forza cambierà qualcosa anche nel personaggio. Gli spagnoli (I Cesaroni è basato sul format spagnolo Los Serrano, ndr) furono intelligenti a inventarsi un cinquantenne così, tirchio e vergine. Il tormentone che amarezza invece è mio, che poi non è una battuta, è più una sentenza filosofica.”

Insomma, tra ricordi e aspettative, per ora agli appassionati non resta che attendere.

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“Vai Piedone vai!” Vittorio Gassman alla Montagnola e l’ex giallorosso Orlando protagonista involontario della storica esultanza

È ripartito il Campionato di Serie A, gli appassionati di calcio sono pronti a rivivere il rituale settimanale nella speranza di poter esultare di gioia. Che la vittoria della propria squadra migliori l’approccio alla vita è un fatto ormai assodato, facendo svanire per novanta minuti le difficoltà e le disgrazie quotidiane. Un goal decisivo, un trofeo alzato al cielo o un gesto atletico di rara bellezza, sono meglio di una medicina o di un sedativo.

Un effetto benefico cantato e mostrato al cinema, basti pensare a Grazie Roma di Antonello Venditti “Dimmi chi è che ci fa sentì ‘mportante anche se nun conto niente” o a Beat Ska Oi! cantata da Angelo Sigaro Conti della Banda Bassotti “Novanta minuti potrai dimenticare il lavoro che non hai e l’affitto da pagare” o nell’episodio Che Vitaccia! dal film I Mostri di Dino Risi uscito al cinema il 26 ottobre 1963, con Vittorio Gassman nei panni di un povero disgraziato che si svena davanti un goal della Magica, creando l’esultanza più bella ed esasperata della storia del cinema.

Che vitaccia alla Montagnola…

Il tema del calcio e della sua importanza nella vita delle persone è riportato anche nel corto dalle tinte comiche Che Vitaccia! Il corto è diviso in due parti, la prima si svolge in esterno e interno giorno nella abitazione del protagonista. Una casupola bassa, sgarrupata, con il soffitto cadente, in cui vivono nell’indigenza più completa il protagonista (interpretato da Vittorio Gassman), la moglie gravida  Ersilia (Angela Portalauri), la suocera e una schiera di otto tra bambini e bambine di varie età.

La scena si svolge in via dell’Accademia Aldina, la strada che unisce via Aristide Leonori e via Accademia degli Agiati, nel quartiere Montagnola, all’interno di un’area verde dedicata alla memoria di Don Picchi, proprio a ridosso di via Cristoforo Colombo.

Sullo sfondo dei palazzi, tra alberi e cespugli, si mimetizza la casetta dove è stato girato lo spezzone della pellicola. La casa è ancora oggi abitata, ma è per fortuna in uno stato migliore rispetto a quanto visto nel film.

Nell’Inferno della propria esistenza, appena fuori il tugurio, il protagonista preferisce spendere gli ultimi spicci che gli sono rimasti per andare a vedere la partita della Roma allo stadio, piuttosto che usarli per curare il figlio malato o risanare dei debiti.

La casa dove è stata girata la scena dell’episodio “Che Vitaccia!” in via dell’Accademia Aldina

“Vai Piedone vai!”

La seconda parte dell’episodio Che Vitaccia! si svolge sugli spalti dello Stadio Olimpico. Dalle immagini che scorrono possiamo affermare che si tratta della partita Roma – Catania del 10 febbraio 1963, terminata 5-1 per i giallorossi allenati da Alfredo Foni.

Gassman è in visibilio, commenta ad alta voce ogni tocco di palla. Pedro Manfredini, l’attaccante giallorosso soprannominato Piedone, all’83’ minuto prende palla, dribbla diversi avversari e con un tocco morbido calcia l’assist vincente per la testa di Alberto Orlando; un’azione da cineteca appunto, che fissa il risultato sul 5-1.

Il povero disgraziato protagonista di questa storia sfoga tutte le sue frustrazioni in un’esultanza a dir poco esagerata, ribaltandosi addosso agli altri spettatori, suonando una trombetta a perdifiato, strillando e sgolandosi per la sua squadra; tanta è la gioia che a momenti ci lascia le penne: “Oddio me pija uno sturbo” bofonchia esanime nel finale dell’episodio.

Il goal di Orlando che manda in visibilio il personaggio di Gassman. almanaccogiallorosso.it

Intervista ad Alberto Orlando il “Garrincha di Tor Pignattara”

Un tuffo di testa, quasi rasente al terreno, dove pochi avrebbero avuto l’abilità di colpire il pallone con precisione e forza, un cross giunto dai piedi di Manfredini e insaccato alle spalle dell’incredulo portiere del Catania.

Di quel film ricordo molto poco, oggi ho 84 anni e la memoria è un po’ ballerina, ma sono sempre contento di poter parlare dei meravigliosi anni che ho passato nel calcio – ci rivela al telefono il signor Orlando – i goal li ricordo tutti, ogni tanto li rivedo e mi emoziono ancora”.

L’istinto dell’attaccante ad Alberto Orlando non è mai mancato; nella sua carriera è stato capocannoniere della Serie A stagione 1964-1965 con la Fiorentina, mentre con la Roma ha vinto una Coppa Italia nel 1964 e la Coppa delle Fiere nel 1961, da annoverare anche diverse presenze con la Nazionale Italiana e la quaterna di goal all’esordio contro la Turchia nel 1962.

Ho avuto la fortuna di giocare con tanti campioni: Manfredini, Lojacono, Losi, Angelillo, Ghiggia e tanti altri – continua Orlando – la mia fortuna però non nasce negli stadi di serie A, ma nel campetto della parrocchia del Don Bosco a Tor Pignattara, la mia valvola di sfogo nel quartiere dove sono cresciuto e dove mi divertivo con i miei amici a giocare a calcio per interi pomeriggi”.

L’esordio in Serie A avviene con la maglia della Roma il 4 maggio 1958. La notizia che dovrà scendere in campo gli viene comunicata il giorno prima della partita, mentre si allenava nella pineta di Valco San Paolo. Gli basta poco più di mezz’ora per segnare il primo di tanti goal in Serie A.

Ho fatto tanti sacrifici, vengo da una famiglia povera e posso ritenermi soddisfatto della mia carriera – ci racconta Orlando – e pensare che il 20 gennaio del 1944, quando avevo 6 anni, sarei potuto morire durante il bombardamento di Tor Pignattara: un ordigno esplose a pochi passi da me e dai miei familiari, procurandoci diverse ferite che col tempo guarirono”.

Il “Garrincha di Tor Pignattara”, così lo definì il giornalista Colalucci, ha concluso la sua carriera da calciatore nella Spal a Ferrara, dove poi si è sposato, ha messo su famiglia ed è rimasto a vivere. “A Roma ci torno spesso, ho tanti amici e ci vado sempre volentieri – conclude Orlando – ho anche portato mia moglie a visitare Tor Pignattara, è un quartiere molto diverso da quando ci vivevo, ma resto sempre affezionato a quei luoghi”.

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Festival internazionale del cortometraggio in Villetta

Un altro fine settimana all’insegna della cultura e dell’inclusione alla Villetta Social Lab in via degli Armatori 3. Dopo le tre serate dello storico Garbatella Jazz Festival dove è stata la musica a farla da padrone, questo weekend arriva il momento del cinema con la primissima edizione dell’Outsider Garbatella Film Fest, un evento organizzato dalla giovane casa di produzione “Elodia Cinematografica” che, a partire dalla serata di venerdì 23 giugno, vedrà la proiezione di venti cortometraggi internazionali provenienti da tutto il mondo seguiti da dibattiti, votazioni del pubblico e accompagnati da un aperitivo. Domenica sera, in chiusura, i migliori shorts saranno premiati.

I cortometraggi

Le opere brevi in lista nel festival non avranno una tematica specifica bensì, come dice il nome “Outsider”, la selezione sarà basata su cortometraggi di finzione che trattino qualsiasi argomento e genere, purché con un linguaggio non convenzionale e fuori dagli schemi tradizionali. Inoltre, durante la serata di apertura di venerdì, è prevista una sezione specifica dedicata all’esplorazione di altri tipi di linguaggi non convenzionali come quello del cinema sordo, al fine di favorire la fruizione e allo stesso tempo la conoscenza di questo movimento che, ormai da anni, si sta facendo sempre più spazio nel panorama cinematografico. Oltre alla proiezione dei cortometraggi selezionati, tutti resi accessibili con sottotitoli in italiano per garantire la partecipazione tanto delle persone sorde quanto di quelle udenti, sono previsti momenti di dibattito e di approfondimento con il pubblico in sala sulle varie tematiche toccate dai corti.

Elodia Cinematografica

Fondata nel 2019 da Cristina Ducci, la casa di produzione cinematografica Elodia si impegna a collaborare da anni con giovani cineasti professionisti del settore, con l’obiettivo di produrre contenuti audiovisivi indipendenti per cinema, tv e web.

Il programma del festival

Venerdì 23 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival con dibattito sul cinema sordo e la video arte.

A seguire saranno proiettati: “Tomorrow’s body” di Giulia Hrvatin, “Ultimato alla terra” di Davide Nanti, “Exp.01” di Giulia Perrone, “Farwest” di Emily Quinn Potter e Grace Potter, “Words of camel” di Juan Antonio Moreno, This is not a film” di Mahdi Hassanieh, “The hands” di Yirong Yin, “Così fa il silenzio” di Sami Schinaia e “A citizenship signed bebian” di Iléana Pansiot-Villon. Inoltre, fuori concorso: “Chasing cotton clouds” di Samuel Dore.

Sabato 24 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival.

A seguire saranno proiettati: “Tyrannosaurus blues” di Vittorio Caratozzolo & Class 1 A, “Keep moving” di Andrea Zanini, “Petrol” Cabiria Lizzi, “Stand by me” Riccardo Mancino, “The last party” di Matteo Damiani, “Sul pianeta B” di Pietro Reggiani, “The miracle of strawberry leaf” di Claudia De Salve, “Spin doctors” di Davide Paglia e Alessio Avino, “L’ultimo saluto” di Vincenzo Palazzo e “Through the street of heaven” di Giuseppe Gimmi.

Domenica 25 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival e consegna dei premi ai vincitori.

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Addio a Monica Vitti: “Amo questa città e i suoi colori e senza di lei, sarei molto più triste”

Se n’è andata per sempre un’attrice che ha saputo recitare con talento in ruoli comici e drammatici, una dominatrice della scena, che con la sua voce inconfondibile, calda, in oltre cinquanta interpretazioni è stata capace di raccontare sogni e desideri di un popolo, molto più di quanto si potrebbe fare in un trattato di sociologia; lei è Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti.

Un’attrice che ha da sempre avuto un rapporto speciale con Roma, tanto da descriverla come:Una città talmente sicura di sé, che non ha paura di niente. È lei che è eterna, mica noi”. Monica nacque in via Francesco Crispi, il 3 novembre del 1931, anno turbolento per la capitale, in cui il regime fascista perpetrava gli sventramenti proprio nei pressi della sua abitazione. Il padre, romano da sette generazione, era un ispettore del commercio estero e si trasferì con la famiglia prima a Messina e poi a Napoli. 

Sarà Monica a tornare a Roma per studiare all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, dove si diplomerà nel 1953. Nel frattempo inizia una lunga carriera teatrale, interpretando testi di Euripide, Molière, Miller, Tofano e tanti altri. 

Nel cinema entra dalla porta di servizio, lavorando prima come doppiatrice e poi in piccoli ruoli in cui risulta quasi invisibile. Il suo volto e il suo fisico non rientrano nei canoni della bellezza dell’epoca ed è proprio per questa diversità che risalta agli occhi del regista Michelangelo Antonioni, con cui inizierà un sodalizio che la porterà sull’Olimpo delle grandi attrici e a lavorare con i migliori registi, tra i vari: Dino Risi, Luigi Magni, Alessandro Blasetti, Luis Buñuel e Mario Monicelli.

Dal Film: “Dramma della gelosia”

I film girati nell’Ottavo Municipio

Proprio con quest’ultimo Monica Vitti passerà per l’ottavo Municipio, in una pellicola del 1981: Camera D’Albergo. Nel ruolo di Flaminia, una donna infedele, Monica Vitti cammina per via Mario Musco, all’incrocio con via Aristide Leonori, nel quartiere Montagnola; sta per raggiungere la casa dell’amante (Enrico Montesano), quando viene intercettata dal marito, un istruttore di scuola guida che inizia a pedinarla di nascosto, attraversando altre strade del quartiere: via Poggio Ameno, via Salvatore di Giacomo fino a via Baldassare Castiglione, dove nella concitazione del momento tampona un taxi, attirando l’attenzione di Flaminia, che con un sussulto raggiunge il marito rinunciando all’avventura con l’amante.

Dal Film: “Camera d’albergo”

Sempre con Mario Monicelli, Monica Vitti ha recitato nel film a episodi Le Coppie, del 1970; tra le attrici del casting compare anche Rossana Di Lorenzo, una beniamina della Garbatella, sorella di Maurizio Arena.

Sul Monte Testaccio, invece, con lo sfondo del Gazometro, i Mercati Generali, il Santuario Maria Regina degli Apostoli a San Paolo, possiamo vedere Monica Vitti nel ruolo di Adelaide, una donna innamorata di due uomini e costretta a scegliere tra il muratore Oreste (Marcello Mastroianni) e il pizzaiolo Nello (Giancarlo Giannini). Il film è Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, diretto da Ettore Scola nel 1970, in cui la Vitti è nella sua forma comica migliore.

Al Gazometro, su via del Commercio ha la garçonnière Diego (Diego Abatantuono) la guardia del corpo di un ricco imprenditore, e sua moglie Lucia. Diego si ritrova in una serie di equivoci amorosi causati proprio da Lucia, ossia Monica Vitti qui diretta da Steno nel film Tango della Gelosia del 1981.

Dal Film: “Tango della gelosia”

Infine c’è L’Eclissi, sempre del 1961, diretto da Michelangelo Antonioni. In questo film molte scene sono ambientate tra le strade dell’Eur, quartiere limitrofo all’ottavo Municipio, con la via Cristoforo Colombo più volte inquadrata. Qui Monica Vitti veste i panni di Vittoria, una triste e avvilita ragazza borghese, che si lega a Piero (Alain Delon), completamente diverso da lei, da cui la donna si sente attratta ma anche minacciata da qualcosa che non si sa spiegare. Il film costituisce l’ultimo atto della trilogia dell’incomunicabilità, dopo L’avventura e La Notte.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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