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Tag: Murale

Daniele De Rossi bambino sui muri della Garbatella

Questa mattina Garbatella si è svegliata con due poster dedicati a Daniele De Rossi, l’attuale allenatore della AS Roma, nonché bandiera storica della squadra giallorossa e campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 2006.

L’autrice dell’opera è Alessandra Francesca Coppola, che ha rielaborato una celebre foto di De Rossi bambino, biondo e sorridente, in posa con la maglia della Roma, quella con lo sponsor Barilla e il lupetto sul petto.

In basso l’autrice ha inserito la scritta “Sogna ragazzo sogna” ripresa dalla canzone di Roberto Vecchioni del 1999. “È per Daniele – ha dichiarato Coppola ad alcune testate giornalistiche – ma anche per tutti i ragazzi che come lui sognano di poter vestire un giorno quella maglia”.

I poster sono visibili sui muri di piazza Damiano Sauli e in via Giacomo Rho.

Poster in via Giacomo Rho

De Rossi e il ricordo di quello scatto

De Rossi, originario di Ostia, è molto affezionato a quello scatto, tant’è che lo ha citato nella sua lettera di addio al calcio giocato:

Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita.

Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato.
È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa squadra.
Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci”.

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“Bloom Again”, un murale all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio

Una donna che si china ad allacciare la scarpa ad un bambino. Un gesto semplice, riconoscibile, quello di un adulto (la comunità) che si prende cura di un bambino che sta per iniziare un nuovo cammino; intorno tanti colori e impronte di mani. Questo è il dipinto che venerdì pomeriggio è stato svelato sul muro di cinta dello storico Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio – Margherita di Savoia, in viale Carlo Tommaso Odescalchi. 

L’evento d’arte corale si è svolto in occasione della nona giornata europea delle Fondazioni e prende il nome di Non sono un Murales – Segni di Comunità.

Un evento necessario per attivare le comunità e per prendersi cura del territorio, in particolare dei giovani e dei soggetti più fragili, sviluppando percorsi di partecipazione e di solidarietà. Il murale in viale Odescalchi è nato dalla collaborazione tra l’ASP Sant’Alessio, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS e l’organizzazione no profit Con i Bambini. 

Il tutto è iniziato l’anno scorso quando abbiamo partecipato a un bando dell’organizzazione no profit Con i Bambinicon il progetto Bloom Again, ossia fiorire di nuovo”, ci racconta l’avvocato Antonio Organtini, direttore generale dell’istituto Sant’Alessio, “Un rifiorire necessario per dare un’opportunità ai bimbi cechi o ipovedenti di avere un ulteriore aiuto nello svolgere le attività scolastiche a casa. Quasi sempre l’intervento di assistenza si limita al mattino durante l’orario di scuola, ma spesso il pomeriggio il bambino si trova sprovvisto di quelli che sono gli ausili per svolgere i compiti e approfondire le conoscenze”. Continua Organtini: “Attraverso una forma d’arte come il murale si è reso comprensibile il tema del progetto, un progetto nazionale che si tiene in 120 città. Il disegno è uguale per tutti, ma noi abbiamo provocatoriamente voluto circondare le sagome, della donna e del bambino, con tanti colori diversi e sopra imprimere con la vernice le impronte delle mani di bambini e adulti, come segno tangibile di sensorialità, di tatto, nel significato di prestare attenzione”. Conclude “Per il Sant’Alessio, che insiste in quartiere come Tor Marancia, dove tanti murales sono stati già fatti, mettere un’immagine di un bimbo contornato da colori e da mani che toccano i colori, vuol dire dare un segno alla cittadinanza quello che i colori non vanno visti ma vanno vissuti”.

Il murale è stato realizzato dallo street artist Riccardo Miracapillo insieme alle famiglie e ai bambini del progetto Bloom Again – Tutti i sensi hanno un colore. L’artista ha definito così la sua opera: “Un piccolo gesto d’amore quotidiano che vuole parlare all’intimo con leggerezza, per suscitare un’emozione nel cuore di chi guarda”. Il progetto è nato per garantire un percorso scolastico ed extra-scolastico realmente inclusivo e di contrasto alla solitudine e alla povertà educativa di minori ciechi, ipovedenti e con disabilità plurime, affinché si sviluppino tutte le forme di autonomia personale possibili.

Di Giuliano Marotta

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