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Tag: piazza dei navigatori

Ex Fiera di Roma: dal deserto dei tartari alla “città della gioia”

Ex Fiera di Roma – “La città della gioia”: è questo il titolo del masterplan vincitore per la riqualificazione dell’ex fiera di Roma. Non più capannoni abbandonati, viali-fantasma nascosti dietro il muro rossiccio dell’ex area espositiva. A breve a occupare il quadrante sarà un nuovo quartiere in linea con le direttive pubblicate il 5 febbraio da Roma Capitale in collaborazione con Orchidea Srl. L’80 per cento del suolo verrà destinato a uso abitativo; il 20 per cento ospiterà servizi e attività commerciali. Non mancherà il verde: oltre 25mila metri quadrati sono riservati a giardini.

A partecipare al bando internazionale, che si è chiuso ad aprile, sono stati 41 progetti di cui quattro arrivati ex aequo al secondo posto. Mentre il lavoro vincitore – firmato ACPV Architects, Arup, Parcnouveau e Asset – è stato presentato agli inizi di settembre in una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Gualtieri e del presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

Progetto

Sostenibilità, continuità urbanistica con i quartieri adiacenti, attenzione per i più piccoli: queste le qualità del progetto vincitore, illustrate dalla presidente di giuria Guendalina Salimei. In particolare l’inserimento di aree giochi richiama, forse involontariamente, una proposta del 2007 dal titolo “la città dei bambini”, mai realizzata. “Gli obiettivi del progetto” ha dichiarato l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Maurizio Veloccia, “sono tre: sanare una ferita urbanistica, restituire verde, garantire qualità. Abbiamo intrapreso una collaborazione con l’Università Roma Tre per la possibile presenza di strutture di ricerca e formazione.”

Ma in cosa consiste il progetto?

Tredici palazzine di cinque-sei piani circondate da verde e viali pedonali, con oltre 7mila metri quadrati vincolati ad housing sociale (appartamenti con affitto a basso canone), due edifici alti circa 40 metri, diversi parcheggi interrati. “Questo progetto sblocca una ferita urbanistica profonda” ha commentato il sindaco Gualtieri, “e mi piace sottolineare il metodo di lavoro, un modello positivo di collaborazione pubblico-privato. Da parte nostra occorre serietà, stabilità negli impegni e chiarezza di vedute, oltre a un interlocutore privato disponibile a realizzare grandi opere di rigenerazione urbana”.

Lo stato attuale dell’area

Ma dal deserto dei tartari alla “città della gioia” il passo non è breve. La demolizione dei vecchi capannoni e la rimozione dei materiali di risulta, come ha ricordato il primo cittadino, inizierà nei prossimi mesi, mentre la posa della prima pietra non è prevista che nel 2026. L’amministratore delegato di Orchidea, Luca Fantin, ha poi assicurato che il termine dei lavori non avverrà prima di tre anni. Il nuovo quartiere sorgerà dunque sulle soglie del 2030. In attesa di questa data, fermo resta l’ammonimento del minisindaco Ciaccheri: “massimizzare l’interesse pubblico e minimizzare l’impatto.” Impatto non solo ambientale, ma anche urbanistico: sugli otto ettari di cemento lasciati a cuocere sotto il sole per quasi vent’anni, non dovrà sorgere un blocco di case isolato bensì collegato armoniosamente con Tor Marancia e Garbatella. A proposito degli edifici, la dottoressa Salimei ha commentato: “Sono state premiate le palazzine basse perché i grattacieli non appartengono a questa città.” Una frase da incorniciare. Chissà poi cosa direbbe la stessa dottoressa Salimei se tra qualche mese le capitasse di passare per piazza dei Navigatori…

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 7]

Progetto

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Piazza dei Navigatori: i lavori per il nuovo mercato inizieranno nei prossimi mesi

Ormai è ufficiale. Nel quartiere Ardeatino sorgerà il nuovo mercato rionale previsto nella convenzione urbanistica Piazza dei Navigatori del 2018. Al momento sono otto i chioschi attivi, ma i commercianti stanno già levando le tende per lasciare campo libero al tanto atteso cantiere di riqualificazione. Il costo degli interventi ammonta a 1.500.000 euro per la rimozione dei vecchi banchi e la costruzione di 15 nuovi box, di una recinzione e di una copertura. Il nuovo mercato vedrà la luce nel 2026.

Una sede temporanea per le otto attività

“La cosa importante” ha sottolineato la consigliera municipale Simonetta Novi della Lista Calenda, “è aver scongiurato lo spostamento dei banchi attuali in collocazioni non idonee, come un anno fa si era ventilato”. In attesa della conclusione degli interventi, gli otto box attualmente attivi si istalleranno all’incrocio tra via Leon Pancaldo e via delle Sette Chiese, su banchi temporanei finanziati da Impreme Spa, la ditta costruttrice della vicina Foresta Romana. Il progetto del trasferimento è stato presentato il 17 settembre in commissione Lavori Pubblici e Commercio alla presenza della consigliera Eleonora Talli (PD), che ha sottolineato: “Importante che i banchi restino accanto ai cantieri, per evitare che i commercianti perdano la clientela”.

Mercato Navigatori
Come si presenta attualmente il mercato

Due sono gli auspici formulati dalla consigliera Talli: le attività storiche del mercato siano esentate dal bando per l’assegnazione dei chioschi, e poi che si provveda a introdurre esercizi commerciali che al momento mancano, evitando accavallamenti con i banchi attuali. Centrale anche la questione parcheggi. “Su via delle Sette Chiese ci sono numerosi divieti di sosta che potrebbero creare problemi per lo scarico delle merci” ha commentato la consigliera, “bisognerebbe coordinarsi con la polizia locale per evitare ulteriori disagi ai lavoratori. Il nostro impegno è di incoraggiare le piccole attività” ha aggiunto.

Attuali chioschi del mercato

Il mercato rionale di piazza dei Navigatori, infatti, non ha mollato neanche negli anni della pandemia, continuando a rappresentare un punto di riferimento per i residenti del quadrante. Resiste anche adesso, tra banchi storici e new entry continuamente minacciati dai supermercati che proliferano nel quartiere. A breve si svolgerà una seconda commissione municipale per fare il punto su dettagli tecnici. Ma intanto i lavori saranno già iniziati e i commercianti che da anni attendono la riqualificazione potranno tirare un sospiro di sollievo.

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Ex Fiera di Roma: dal deserto dei tartari alla “città della gioia”

Presentato il progetto vincitore del bando per l’ex Fiera di Roma

“La città della gioia”: così si intitola il progetto vincitore per la riqualificazione dell’ex fiera di Roma. Non più capannoni abbandonati, vialetti-fantasma nascosti dietro il muro rossiccio dell’ex area espositiva. A breve a occupare il quadrante sarà un nuovo quartiere in linea con le direttive pubblicate il 5 febbraio da Roma Capitale in collaborazione con Orchidea Srl. L’80 per cento del suolo verrà destinato a uso abitativo, il 20 per cento a uso non residenziale. In particolar modo, 25mila metri quadrati sono riservati ad aree verdi. Al bando internazionale che si è chiuso ad aprile hanno partecipato 41 progetti, di cui 4 arrivati ex aequo al secondo posto. Mentre il masterplan vincitore – firmato da ACPV Architects, Arup Italia Srl, Parcnouveau e Asset – è stato presentato oggi 6 settembre in conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Gualtieri e del presidente di Municipio Amedeo Ciaccheri.

Veloccia, Gualtieri, Ciaccheri all'ex fiera di Roma

Il progetto vincitore

Sostenibilità, continuità urbanistica con i quartieri adiacenti, attenzione ai bambini: queste le qualità del progetto vincitore, illustrate dalla presidente di giuria Guendalina Salimei. L’inserimento di aree giochi sembra richiamare, forse involontariamente, una proposta del 2007 dal titolo “La città dei bambini”, mai realizzata. “Gli obiettivi di questi lavori” ha dichiarato Maurizio Veloccia, “sono tre: sanare una ferita urbanistica, restituire verde, garantire qualità. Inoltre abbiamo intrapreso una collaborazione con l’Università Roma3, per la possibile presenza di strutture di ricerca e formazione”.

progetto vincitore ex fiera di roma

Ma dal deserto dei tartari alla “città della gioia” il passo non è breve. La demolizione dei vecchi capannoni e la rimozione dei materiali di risulta, come ha ricordato il sindaco Gualtieri, inizierà nei prossimi mesi, mentre la posa della prima pietra non è prevista prima del 2026. L’amministratore delegato di Orchidea, Luca Fantin, ha poi assicurato che il termine dei lavori non avverrà prima dei tre anni. Il nuovo quartiere sorgerà dunque sulle soglie del 2030.

In attesa di questa data, fermo resta l’ammonimento del minisindaco Ciaccheri: “massimizzare l’interesse pubblico e minimizzare l’impatto”. Impatto non solo ambientale, ma anche urbanistico: al posto degli otto ettari di cemento lasciati a cuocere sotto il sole per quasi vent’anni, dovrà sorgere un quadrante non solo sostenibile, ma anche collegato armoniosamente con i quartieri circostanti, Tor Marancia e Garbatella. A questo mirano le due ampie piazze, i viali laterali e le palazzine basse presenti nel progetto vincitore. A proposito degli edifici, la dottoressa Salimei ha commentato: “Sono state premiate le palazzine basse perché i grattacieli non appartengono a questa città”. Una frase da incorniciare. Chissà poi cosa direbbe la stessa dottoressa Salimei, se le capitasse tra qualche mese di passare per piazza dei Navigatori

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Il Consiglio Municipale si riunisce in via Tito. Continua la battaglia per la difesa dell’area verde

Continua la battaglia per scongiurare la realizzazione di un parcheggio nell’area verde situata tra via Tito e via Cristoforo Colombo. Ieri,  infatti, il Consiglio Municipale si è svolto negli spazi dell’Infobox di via Tito: a pochi passi dall’area verde oggetto della vertenza e sede di diverse associazioni del territorio.

L’obiettivo: modificare la convenzione urbanistica

L’obiettivo di questa iniziativa era evidentemente duplice. Da un lato segna una vicinanza fisica e morale delle istituzioni alla questione urgente sollevata dalla cittadinanza, ma dall’altro pone un risultato concreto da raggiungere. Il Consiglio Municipale ha, infatti, discusso un atto che chiede la modifica della convenzione urbanistica di Piazza dei Navigatori, a cui è legata la realizzazione del parcheggio come opera compensativa, e la salvaguardia del verde e delle alberature presenti nell’area antistante l’Infobox stesso.

Transizione verde per la città nell’interesse dei cittadini

“Su questo progetto pubblico non siamo d’accordo – afferma Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII – Non è d’accordo il Municipio, non sono d’accordo le cittadine e i cittadini, che si sono sollevati in queste settimane e siamo contenti che non sia d’accordo nemmeno l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia di Roma Capitale”.

Poi, nel merito del progetto, continua. “Questo intervento verrà modificato, ne siamo convinti e lavoreremo per questo. Dobbiamo massimizzare i risultati possibili sulla sostenibilità ambientale, sul contrasto alle isole di calore e sulla modifica di un aspetto della città che deve guardare necessariamente alla transizione verde”.

In evidenza l’area oggetto della vertenza in via Tito, immagine tratta da Google Maps

Il commento del Presidente del Consiglio del Municipio VIII Marcucci

“Credo che il fatto di riunirci sul posto, di per sé straordinario, sia importante perché dimostra l’attenzione e la vicinanza della politica municipale alle giuste istanze dei cittadini” afferma il consigliere Samuele Marcucci a margine della giornata, appena fuori dall’area recintata. “Oggi – prosegue – si è fatto un passo avanti importante in questa battaglia ed è stato significativo vedere la presenza di tutte le forze politiche, delle Consigliere capitoline Valeria Baglio e Antonella Melito e di tutta la Giunta Municipale. Per questo non posso che esprimere la massima soddisfazione a nome di tutto il Consiglio Municipale”.

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Incontro al circolo Pd di Tor Marancia tra amministratori e cittadini su piazza dei Navigatori

Tra buoni propositi dell’amministrazione municipale e malcontento dei residenti continuano i lavori nell’area di Piazza dei Navigatori. Giovedì 15 febbraio se n’è parlato al circolo del Partito Democratico Nilde Iotti di viale di Tor Marancia 121 in un incontro al quale hanno partecipato l’assessore capitolino all’Urbanistica della giunta Gualtieri Maurizio Veloccia, gli assessori del Municipio VIII Claudio Mannarino e Luca Gasperini, il presidente Amedeo Ciaccheri e una trentina di cittadini.

riunione pd lavori piazza dei navigatori

Recuperare i progetti delle giunte precedenti e portarli a termine. Questa sembra la linea adottata dagli amministratori municipali. “Non sempre ti trovi davanti progetti ben fatti” ha sostenuto l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Gasperini, “non è sempre facile ereditare e dare seguito all’operato di chi ti ha preceduto.”

I lavori di piazza dei Navigatori hanno infatti una lunga storia, fatta di rallentamenti e convenzioni scadute. “La prima convenzione è stata sottoscritta nel 2002” ha ricordato Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, “ma purtroppo Roma pullula di progetti firmati e lasciati lì, una pratica dannosa che genera disinteresse da parte dei grandi investitori.”

La convenzione, rinnovata nel 2018, ha una durata di dieci anni, ma la maggior parte degli interventi verranno portati a termine entro il 2025, assicura la giunta municipale. Amedeo Ciaccheri ha ricordato che la città, sotto l’amministrazione Gualtieri, ha vissuto un periodo di forte ripresa nelle opere pubbliche. “La città si è riempita di cantieri, basta pensare agli interventi a piazza Venezia” ha confermato Veloccia.

Il nuovo assetto di piazza dei Navigatori

I lavori non modificheranno solo l’assetto di piazza dei Navigatori, ma dell’intero quadrante a ridosso della Cristoforo Colombo compreso tra viale di Tor Marancia e via delle Sette Chiese. La prima novità, di cui i residenti non potranno non accorgersi, è l’edificazione della cosiddetta “Foresta romana”, progetto di architettura green firmato da Mario Cucinella, che al Municipio VIII ormai è di casa: tre anni fa ha infatti progettato il palazzo di vetro del nuovo rettorato di Roma Tre sull’Ostiense.

La Foresta Romana – il cui nome ufficiale è Fo.Ro, sì, come quello di Augusto – comprende palazzi di oltre dieci piani, che ospiteranno abitazioni di lusso e attività commerciali, oltre a mille metri quadrati di social housing. “Il progetto è ispirato al bosco verticale di Milano, per Roma è una grande opportunità” ha affermato Maurizio Veloccia. “È un obbrobrio destinato a residenze di lusso” ha ribattuto un cittadino nel corso del confronto. Tra le preoccupazioni dei residenti, l’aumento smisurato degli abitanti, con conseguenti problemi di traffico, rumore e mancanza di posti auto.

Come sarà la Foresta Romana (Fo.Ro.)

Ma nell’ambito di questi cantieri, come compensazione e per valorizzare il territorio, verranno riservati anche 16.000 metri quadrati alle aree verdi e 12.000 ai parcheggi pubblici. Il progetto prevede tra l’altro la riedificazione della bocciofila su via delle Sette chiese, l’introduzione di un parco per bambini su via Marco e Marcelliano e la riqualificazione del mercato rionale vicino a largo Bompiani.

Si sta inoltre lavorando al miglioramento della viabilità all’incrocio tra via Cristoforo Colombo e viale di Tor Marancia. Il progetto prevede che gli autisti, arrivando da San Giovanni, non potranno più svoltare a sinistra. Per raggiungere Tor Marancia dovranno immettersi nella laterale a destra, passare per via Giovanni Genocchi, quindi attraversare la Colombo. “Questa trasformazione semplifica la viabilità. Bisogna evitare che si formi un tappo sulla Colombo e smaltire il traffico” ha commentato Veloccia.

Per aumentare lo spazio verde e restituire piazza dei Navigatori ai cittadini, inoltre, si introdurrà un giardino e un’area pedonale davanti alla storica pizzeria “L’ardito”. Via delle Sette Chiese passerà alle spalle del locale. Si prosegue intanto con gli interventi davanti ai palazzi storici, con l’aumento dell’illuminazione e la piantumazione dell’area. Ma questo è diventato un terreno delicato, da quando lo scorso dicembre circa 400 residenti hanno firmato una petizione contro gli interventi per chiedere “una vera riqualificazione.”

lavori piazza dei navigatori
Il nuovo viale di fronte i palazzi storici

Anche giovedì scorso è emerso il malcontento dei cittadini. “Ci innervosisce sentire che avete aumentato il verde, quando il parco adesso è attraversato da una strada larga quattro metri e mezzo” ha ricordato un cittadino. “Ci avete tolto l’aria” ha lamentato un’altra residente, “prima avevano un piccolo giardino sotto casa, indispensabile per proteggere i palazzi dal caldo e dai rumori della Colombo, mentre adesso ci affacciamo su una strada e un parcheggio.” L’assessore all’ambiente Claudio Mannarino ha ribadito che l’area verde non ha subito riduzioni, e Luca Gasperini si è mostrato disponibile per un ulteriore confronto.

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Come cambierà Piazza dei Navigatori

Il nuovo assetto urbanistico del quadrante Tor Marancia/Navigatori comincia a delinearsi in tutti i suoi aspetti. Dopo i recenti sopralluoghi delle istituzioni comunali e municipali, emergono nuovi particolari sulle opere pubbliche che andranno a interessare l’area.

Le novità riguardano gli imponenti palazzi che sorgeranno nella piazza, soprannominati Foresta Romana, la cui progettazione è stata affidata all’architetto Mario Cucinella; gli edifici ospiteranno, oltre agli appartamenti di lusso, anche mille metri quadrati da adibire a social housing con canone concordato. Faranno parte del piano anche la demolizione e la nuova edificazione della bocciofila su via delle Sette Chiese, la creazione di un playground in via Marco e Marcelliano, la realizzazione di 16 mila metri quadrati di verde e oltre 12 mila destinati a parcheggi pubblici; parte di queste ultime due opere sono previste anche tra via Galba e via Tito.

Il nuovo look di piazza Navigatori sarà completato con la ristrutturazione del locale mercato rionale, che sarà integrato con il nuovo edificio i cui lavori partiranno entro fine anno; a gennaio, invece, inizieranno quelli per le opere di urbanizzazione. A seguire prenderà il via la realizzazione dell’immobile ideato dall’architetto Cucinella.

Nell’area già cantierizzata e negli edifici abbandonati tra via di Santa Petronilla e la via Cristoforo Colombo, invece, nascerà uno spazio commerciale in cui prenderanno posto due supermercati e altre attività della grande distribuzione.

Il presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri esprime soddisfazione per “un quadrante che dopo anni di battaglie e attese comincerà a veder riconosciuto parte di quello che attendeva”. Il minisindaco ci tiene a dedicare questa riqualificazione urbana alla professoressa Nicoletta Maglio scomparsa pochi giorni fa “una persona tra le tante che hanno combattuto per rendere giustizia a questo quartiere, straordinaria pasionaria anche nella estrema eleganza che l’ha sempre contraddistinta”.

Le preoccupazioni degli abitanti e dei commercianti

Associazioni e comitati di zona, recentemente riunitisi in un’assemblea pubblica, hanno espresso preoccupazioni per le mancate compensazioni pubbliche ancora sulla carta, frutto delle convenzioni del 2018, tra il Comune e i costruttori del palazzo di vetro fronte Regione Lazio e dell’albergo bianco di via Costantino (conosciuto come il Bidet). Tra queste vi sono: il riassetto dei parchi della Montagnola e del Forte Ardeatino, la sistemazione dei marciapiedi, l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche, la riqualificazione delle piste ciclabili nel Municipio, la sistemazione e messa a dimora di essenze arboree, il progetto di rilancio di un polo civico a viale Ballarin e la costruzione di un centro culturale polivalente a Tor Marancia.

I partecipanti all’assemblea, inoltre, hanno scritto al collegio di vigilanza nominato dal Comune di Roma, poiché neanche i numeri di quest’ultima convenzione tornano. A fronte di circa cinquantaquattro mila metri cubi di cemento inizialmente erano previste molte più parcheggi, poi improvvisamente ridotti. Anche tra i commercianti di zona c’è apprensione; sebbene accolgano positivamente la modernizzazione del mercato rionale, mostrano timore per l’impatto che la nuova area commerciale potrà avere sulla sopravvivenza dei piccoli negozi di quartiere e dei banchi del mercato. Infine, dalle prospezioni archeologiche sono emersi dei reperti, ancora non è chiaro di cosa si tratta, ma la curiosità tra gli abitanti è viva e si augurano che siano garantite le condizioni di conservazione.

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Piazza dei Navigatori: al via la costruzione dei nuovi grattacieli

Si riaccendono i motori delle escavatrici e dei cingolati nel quadrante tra piazza dei Navigatori e viale di Tor Marancia. Nel polverone della terra, tra un via vai di autoarticolati, sono iniziati i lavori per la costruzione dei nuovi grattacieli che cambieranno per sempre il volto del quartiere.

Frutto dell’ultima convenzione firmata nel 2018 dalla giunta comunale pentastellata e i costruttori privati, il progetto ha visto negli anni l’avvicendarsi di diversi disegni, fino a quest’ultimo ideato dall’architetto Mario Cucinella, già noto nell’ottavo municipio per la realizzazione del nuovo rettorato dell’università Roma Tre sulla via Ostiense.

Per piazza dei Navigatori Cucinella s’ispira al milanese Bosco verticale del noto Stefano Boeri e prevede la realizzazione di alcuni edifici, più dei sotterranei adibiti a parcheggi. I grattacieli denominati comparto Z2, sorgeranno tra il già presente mega palazzo di vetro Z1 e il lungo edificio Z3 che corre su via di Santa Petronilla e andranno a ospitare alloggi di lusso, uffici, negozi e un grande supermercato.

I cartelloni pubblicitari, affissi lungo il perimetro del cantiere, riportano la firma dell’Impreme SpA, azienda già interessata nell’edificazione dell’I70 su via di Grotta Perfetta, di proprietà delle famiglie Federici Igliori; una holding detenuta dalla società d’investimento globale Värde Partners. A fronte dello sversamento di oltre 51 mila metri cubi di cemento, l’Impreme SpA promette la “riqualificazione del quartiere”, con 5.400 metri quadrati di parcheggi, 13.700 di aree verdi e il riammodernamento del mercato rionale.

L’indignazione davanti all’ennesimo scempio è evidente tra chi abita nel quartiere. Le preoccupazioni che emergono sulle pagine social e nelle riunioni delle varie associazioni e comitati sono molteplici, rispetto a quello che comporterà la costruzione di grattacieli adibiti a residenze di lusso, ossia un ulteriore aumento dei prezzi dell’immobiliare, un aumento del numero degli abitanti e del traffico, con tutte le conseguenze concernenti l’inquinamento. Tutto questo a discapito soprattutto delle fasce di popolazione a basso e medio reddito che vivono in un quartiere popolare come Tor Marancia. Si dovrà aggiungere,inoltre, il progetto sull’ex Fiera di Roma; entro la fine dell’anno sarà pubblicato, infatti, il bando con le linee guida per la progettazione di quest’area abbandonata da anni. Le previsioni parlano di un’area interessata di 44 mila mq, di cui il 20% destinati a edilizia sociale convenzionata e un altro 20% per il commerciale.

Tor  Marancia aspetta il Centro Culturale

Ma la parola “riqualificazione” non giunge nuova agli abitanti della zona. La questione di piazza dei Navigatori, ormai, ha circa trent’anni di vita e ha visto il susseguirsi di proprietari, costruttori, amministrazioni pubbliche, inadempienze e disagi, il tutto a discapito degli abitanti della zona.

Il quartiere è ancora in attesa del completamento delle opere di compensazione derivanti dal primo palazzo di vetro Z1 e dall’albergo bianco Bidet di San Paolo, tra cui la più importante: la costruzione del Centro culturale in viale di Tor Marancia 103, che dovrebbe sorgere di fronte alla chiesa parrocchiale. La gestione è già stata affidata al Teatro dell’Opera di Roma, che occuperà alcune aule per le scuole di danza e coro; saranno inoltre presenti un polo civico a disposizione degli abitanti e alcuni spazi in condivisione.

Gli ultimi aggiornamenti risalgono all’agosto scorso e decretano la vittoria del progetto della società Engeko. Non è però ancora dato sapere quando inizieranno i lavori, la demolizione e la bonifica dell’area dove ora sorge lo scheletro dell’ex scuola Mafai.

Progetto del Centro Culturale
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Centro Culturale di Tor Marancia: ammessi cinque progetti architettonici alla seconda fase della selezione

Sono passati quasi quattro anni dalla proposta di costruzione del Centro Culturale di Tor Marancia ma finalmente qualcosa, almeno sulla carta, inizia a muoversi; anche se dopo enormi ritardi, infatti, sono stati resi pubblici i codici dei progetti selezionati. La Commissione esaminatrice ha pubblicato le motivazioni che hanno portato all’ammissione di cinque progetti, di relativi studi di architettura, alla seconda fase valutativa. La prossima scadenza è ora fissata per il 7 febbraio 2022. I cinque finalisti, su 86 proposte pervenute, avranno modo così di elaborare altri approfondimenti e applicare migliorie per proseguire nel concorso architettonico.

Tra le raccomandazioni generali della Commissione, si pone l’attenzione su aspetti come: definire e caratterizzare gli spazi esterni di pertinenza del polo formativo e del community hub con la dovuta precisione, anche per il loro ruolo di mediazione tra l’edificio e gli spazi contigui del quartiere e della città; bisogna creare quindi una struttura sostenibile ecologicamente e che si collochi armonicamente all’ambiente circostante. Nella seconda fase, come richiesto dal bando, è necessario precisare le soluzioni tecnico-costruttive e tecnologiche adottate, prestando particolare attenzione all’isolamento termico e acustico degli spazi interni. Infine, viene esplicitata la necessità di rispettare i limiti di budget previsti, compiendo un’analisi dei costi che dimostri la sostenibilità economica della proposta progettuale. 

L’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, dove sorgerà Centro Culturale di Tor Marancia

La struttura sarà gestita dall’Ente pubblico del Teatro dell’Opera di Roma e all’interno vi coesisteranno realtà differenti: Il polo formativo del Teatro dell’Opera, cui sarà riservato il 62% dello spazio, rivolto alla formazione di giovani e giovanissimi ballerini, musicisti e cantori; il Centro Popolare, definito “community hub“, un inutile inglesismo che taglia l’aggettivo “popolare” dal nome iniziale del progetto, cui è riservato il 18% dello spazio, ed è luogo di sperimentazione a disposizione dei cittadini con spazi per usi collettivi e servizi erogati per il territorio; il 20% dello spazio rimanente sarà riservato al nucleo centrale delle Arti, luoghi comuni a entrambi gli ambiti, tra cui il giardino esterno.

In una nota del Comune di Roma si legge: “Con la realizzazione di tale progetto l’Amministrazione capitolina si pone un duplice obiettivo: da una parte, incidere sulla scala urbana, dando l’avvio a un percorso di rigenerazione che possa riguardare l’intero quartiere e, dall’altra, realizzare un edificio polifunzionale e innovativo, che fonda insieme i desideri e i bisogni della comunità con le esigenze e le potenzialità fornite dalla partecipazione di un partner istituzionale”.

L’opera sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, dove a oggi si trova uno scheletro abbandonato, e costerà circa 5,5 milioni di euro. I fondi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione derivanti dalla costruzione da parte di privati dei palazzi edificati a Piazza dei Navigatori e dell’Albergo Bianco (ai più noto come Bidet, a causa della sua forma) di San Paolo. Per gli abitanti di Tor Marancia la priorità resta la demolizione dello scheletro dell’ex scuola e la bonifica dell’area, spesa già messa a bilancio per circa 400 mila euro

Incerto rimane anche il futuro dell’Albergo Bianco di via Giustiniano Imperatore e dei palazzi di piazza dei Navigatori. Sul primo palazzo incompiuto dell’ex Acqua Marcia Immobiliare S.r.l., proprietà di Caltagirone Bellavista, c’è stata recentemente un velato parere del neo sindaco Gualtieri, comparso su qualche organo di stampa, di acquisire l’edificio a patrimonio pubblico, proposta che è ora allo studio. 

Per gli abitanti dell’Ardeatino, invece, c’è la costante preoccupazione di vedere sorgere un nuovo cantiere, che porterà alla costruzione di un nuovo palazzo. La delibera firmata dalla giunta dell’ex sindaca Virginia Raggi nel luglio del 2018, infatti, ha dato l’assenso, all’interno della convenzione, anche alla realizzazione del comparto Z2, ovvero il palazzo “gemello di Z1”, l’edificio a specchi che sovrasta tutta l’area e ben visibile dalla Colombo. Dieci nuovi piani di cemento per una superficie di circa seimila e ottocento metri quadrati. Attualmente i due edifici già presenti tra via di Santa Petronilla e via Marco e Marcellino, sono stati venduti. Si attende di scoprire gli esiti dell’asta degli immobili, da parte della Coldwell Banker Commercial, advisor esclusivo, nominato dal Tribunale di Roma per la procedura di vendita degli immobili, di proprietà di Investimenti Edilizi Italiani S.r.l.

La previsione di costruzione di un Centro Culturale nell’area abbandonata della vecchia scuola Mafai è un importante risultato della mobilitazione dei cittadini e potrà essere fondamentale per lo sviluppo sociale e la rinascita del quartiere. Una zona su cui comunque gravano altre minacce e questioni irrisolte, dalla possibile realizzazione di nuovi grandi insediamenti residenziali in Piazza dei Navigatori e sull’area dell’ex Fiera di Roma, allo stato di abbandono della piscina in via dell’Arcadia, dallo scheletro del palazzo in via Cerbara facente parte dell’Istituto Romano del San Michele, ai lavori in corso nella Tenuta e il futuro incerto della Torre medievale, in attesa anche lì che i buoni propositi diventino realtà.

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Tor Marancia: un passo avanti verso il Centro Culturale. Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Municipio e Teatro dell’Opera.

E’ stato siglato l’accordo ufficiale in Campidoglio per  l’affidamento della gestione del Centro Culturale di Tor Marancia al Teatro dell’Opera di Roma, che ne farà la sede del suo centro di formazione, destinando una piccola parte alle attività civiche. 

La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine; non si esclude però l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio. 

La struttura che si andrà a comporre si svilupperà su circa 2.800 metri quadrati, di cui 1.700mq per le scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera, 500mq per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 600mq di spazi condivisi, che includeranno anche il teatro. 

La struttura in oggetto sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che a oggi è uno scheletro abbandonato in un quartiere non privo di difficoltà come la mancanza di luoghi d’aggregazione, di luoghi dove poter organizzare eventi pubblici e culturali, un quartiere con alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, con una gestione pressoché inesistente da parte dell’Ater delle case popolari, con una questione abitativa emergenziale e con molti scheletri di palazzi e strutture abbandonate (come l’ex Fiera di Roma).

Foto di Ivan Selloni

La demolizione e la bonifica dell’area dove sorgerà la struttura sono previste entro la fine dell’anno e la progettazione dell’edificio sarà affidata ad un concorso internazionale che partirà a settembre. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, e i soldi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione della costruzione di privati dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco “bidet” di San Paolo.

Per capire dove nasce questa storia bisogna andare indietro a circa venti anni fa. Inizialmente gli oneri di urbanizzazione erano vincolati alla costruzione di opere pubbliche tra cui un grande sottopassaggio veicolare sulla via Cristoforo Colombo, oltre a strade e altri servizi utili a tutto il quadrante interessato dalla cementificazione. I costruttori però innalzarono i palazzi senza rispettare gli accordi presi, per cui le istituzioni interdirono l’utilizzo di queste strutture. Per circa un decennio, infatti, a Piazza dei Navigatori un palazzone di cemento e vetro rimase semi-abbandonato.

La giunta Raggi nella primavera del 2018, poco prima delle elezioni municipali, invece di revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di condonare i costruttori inadempienti e di patteggiare una cifra di circa 17 milioni di euro, dando via alla concessione a costruire un ulteriore palazzo a Piazza dei Navigatori, più grande di quello già esistente.

In seguito il Comune scelse di investire questi soldi su tutto il Municipio, e non sul quadrante interessato dalla cementificazione, promuovendo, per la prima volta nella storia della città, un concorso chiamato #RomaDecide, in cui tutti i cittadini dell’ottavo Municipio, su una piattaforma online, potevano presentare progetti e in seguito votarli. Alla fine quelli che hanno ottenuto il numero maggiore di voti sono stati finanziati. Un concorso rivelatosi fallimentare, con una partecipazione inferiore al 2% degli abitanti del Municipio e che ha messo gli uni contro gli altri gli abitanti dei quartieri. Il centro culturale popolare polivalente di Tor Marancia è rientrato, con qualche difficoltà, tra i progetti finanziati. 

In molti cittadini, tra cui i promotori del progetto riunitosi nel comitato di scopo “Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia”, prevale scettiscismo e delusione. Infatti dopo i cinque incontri pubblici del processo partecipativo svoltosi nell’autunno 2019, era emersa la contrarietà della divisione degli spazi all’interno della struttura, che vanno enormemente a vantaggio del Teatro dell’Opera. Inoltre non si vede un reale beneficio per gli abitanti del quartiere che avranno di certo difficoltà ad accedere agli esosi corsi delle scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera.

La realizzazione del Centro Culturale a Tor Marancia sarà sicuramente una vittoria dei cittadini del quartiere che l’hanno proposto, votato e hanno fatto pressione per ottenere almeno un’occasione per il territorio. Ciononostante questa vicenda, come tante altre a Roma, fa emergere ancora una volta come i grandi costruttori, anche a fronte d’inadempienze a scapito della cittadinanza, siano gli unici ad uscirne pienamente soddisfatti. Hanno ottenuto lo sborso di solo 17 milioni di euro a fronte di accordi inziali più sfavorevoli, con un potenziale di rendita dagli incassi delle vendite molto vantaggiosi e soprattutto hanno ottenuto il permesso di costruire un terzo palazzo a Piazza dei Navigatori.

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Tor Marancia: continua la battaglia dei cittadini per il centro culturale

Ancora incerto il destino dell’ex scuola Mafai

“Entro la fine del 2019, l’ex Liceo Artistico Mafai, in viale di Tor Marancia 103, sarà demolito e il progetto che sorgerà vedrà il coinvolgimento dei cittadini”. La nota è del dipartimento Infrastrutture del Comune di Roma, e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, perlomeno da quando sono venute meno — dopo che in piazza dei Navigatori sono stati edificati 150.000 metri cubi di costruzioni – le opere di urbanizzazione previste dalla legge per rendere sostenibile il nuovo insediamento e renderlo quindi meno impattante dal punto di vista ambientale.

Una vicenda che ha visto scendere in campo e indignarsi la cittadinanza del quartiere. Parliamo di un’area abbandonata dal 2012, interamente ricoperta da immondizia ed erbacce, che sorge tra viale di Tor Marancia e viale Carlo Tommaso Odescalchi: uno dei tanti aspetti di degrado e ammaloramento, che caratterizzano alcuni scorci della città eterna. L’area dove sorgeva il Liceo conta circa novemila metri cubi di costruzione, su tre ettari e mezzo di terreno. Tuttavia, se negli uffici del Campidoglio il tempo scorre e tutto sembra immobile, gli abitanti del quartiere hanno le idee chiare. Proprio in quest’area, infatti, i cittadini — attraverso l’Associazione Parco della Torre di Tormarancia e il Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente vorrebbero creare un luogo di opportunità per tutti, dove fare formazione, incontrarsi, organizzare mostre d’arte o un cineclub. Fare soprattutto, ma non solo, cultura. Anche se ultimamente non va troppo di moda.

la vecchia scuola abbandonata su viale tormarancia
la vecchia scuola abbandonata su viale di Tor Marancia

Un luogo individuato come centro polivalente dove ad esempio far nascere una biblioteca, giacché, nell’ottavo Municipio, tranne alcune piccole realtà presenti sul territorio, non esiste una vera biblioteca comunale (con annessi schedari, prestito e consultazione). Le idee quindi non mancano, perché oltre ad una biblioteca, vorrebbero realizzare anche una sala prove per compagnie teatrali o per gruppi musicali. I fondi per la demolizione della vecchia scuola e per la progettazione di un luogo di aggregazione ci sono soltanto in parte. Tuttavia — non manifestandosi un progetto concreto – non è stato ancora stanziato il finanziamento per la sua realizzazione. Anzi, la quota destinata a quell’area è scesa perché nel frattempo il Campidoglio ha dirottato i fondi sull’ordinario, come la sistemazione dei marciapiedi di alcune strade, la potatura degli alberi, la riqualificazione delle piste ciclabili, il recupero di un anonimo campo sportivo: l’ordinario appunto e non lo straordinario.

Nelle voci che vedono i fondi ripartiti per i vari interventi, si individuano in 700 mila euro i soldi stanziati per l’area di Tor Marancia: praticamente briciole, considerando che di euro ne servirebbero almeno 4 milioni e mezzo. Nel frattempo una petizione con oltre 500 firme consegnata al Comune il 17 dicembre del 2018, e alla quale non è stata data una risposta esaustiva, parlava chiaro: a Tormarancia i cittadini non hanno un luogo dove riunirsi, dove sviluppare progetti e integrazione e dove dare altre opportunità ai suoi concittadini.

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Sfuma il Centro Culturale, l’ex artistico Mafai verrà demolito

A TOR MARANCIA LA PROTESTA DEI CITTADINI

di Andrea ESPOSITO

Una vista sul degrado è quello che rimane dello scheletro dell’ex liceo artistico di viale Tor di Marancia 103.
Un edificio fatiscente, abbandonato, circondato da sporcizia e vegetazione spontanea. Non è bastato tutto questo al Centro Culturale Popolare Tor Marancia per ottenere dal Comune di Roma i fondi necessari alla riqualificazione del luogo. Stanziamenti che questo progetto, risultato tra i vincitori del processo partecipativo #RomaDecide, si era guadagnato.
Niente di meglio di un teatro, una biblioteca, salette polivalenti e un centro anziani per risarcire il territorio dello scempio edilizio di piazza dei Navigatori. Ma i tecnici del Campidoglio hanno considerato eccessivi i 4,8 milioni di euro necessari alla bonifica e alla costruzione del centro culturale.
Meglio spenderne circa mezzo milione per abbattere l’ex istituto Mario Mafai, suscitando la protesta dei residenti, che si sentono traditi dalla giunta Raggi.
L’idea era stata partorita dalle associazioni di quartiere, un modo di risollevare una zona troppo spesso dimenticata dalle amministrazioni locali.“Vogliamo capire perché il nostro è l’unico progetto depennato dal Comune, aspettiamo di conoscerne i motivi”.
È grande l’indignazione che traspare dalle parole di Eleonora Coderoni, presidente dell’associazione di promozione sociale Parco della Torre di Tormarancia. Per la metà di febbraio sono attese novità: l’organizzazione dei cittadini è sul piede di guerra, pronta a scendere in piazza per protestare e a incontrare chi di dovere in Campidoglio. Ma oltre il danno, c’è anche la beffa. La delibera emessa dalla Sindaca rinvia “alle annualità successive il reperimento dei fondi per la realizzazione del centro polivalente”. Peccato che nel bilancio poliennale presentato fino al 2021 non ci sia neanche un euro dedicato alla realizzazione di un progetto sostenuto da più di quattrocento cittadini.
Fa riflettere che sia stata cancellata l’unica opera di urbanizzazione, che interessava la zona più vicina a piazza dei Navigatori, la fonte dei 17 milioni di oneri concessori, il cui utilizzo è stato rimesso alle  proposte online dei cittadini. Questa modalità di scelta era stata criticata in tempi non sospetti dal presidente dell’VIII municipio Amedeo Ciaccheri, in disaccordo con la decisione dei grillini. Anche perché il ruolo dell’istituzione locale è stato totalmente estromesso da #RomaDecide.
Gli fanno eco i suoi elettori: “affidarsi a un concorso online è stata una buffonata, più della metà della gente che vive qui il computer non lo sa neanche accendere”, una delle voci raccolte tra i lotti del quartiere.
E intanto, a via Badia di Cava verrà pulita e recintata un’area verde: “In effetti è il quinto parco in pochi chilometri di Cristoforo Colombo”, ci precisa Claudio Marotta assessore al Bilancio dell’VIII Municipio. Mentre gli abitanti di Tor Marancia dovranno accontentarsi della demolizione di un fantasma, senza la possibilità di veder nascere qualcosa di utile e nuovo.
La sensazione è che la storia non finisca qui.

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