Venerdì 18 – “Il Cratere” regia: Luca Bellino e Silvia Luzi Con Francesco Castracane Ci sono dei film dei quali, nonostante lo straordinario successo di critica e l’ottima accoglienza da parte del pubblico, non si parla mai abbastanza. Uno di questi è Il Cratere, debutto nel cinema di finzione dei documentaristi Luca Bellino e Silvia Luzi, che dopo la presentazione alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia ha addirittura vinto il Premio Speciale della Giuria al prestigioso Tokyo International Film Festival e poi al Crossing Europe Film Festival. Il titolo potente del film Il cratere non è riferito direttamente al Vesuvio, come molti spettatori informati dell’ambientazione partenopea del film potrebbero immaginare, ma rinvia in senso lato a quell’area del Sud Italia dove la musica neomelodica viene maggiormente prodotta e ascoltata.
Domenica 20 La musica sinfonica di W. A. Mozart (1756 – 1791) Le sinfonie (prima parte
Prosegue il nostro viaggio musicale in compagnia di GIOVANNI LA TORRE. Ore 10,30 Via Caffaro 10
Viaggio musicale con Giovanni La Torre
Teatro
Sono ancora aperte le iscrizioni per il laboratorio teatrale a cura degli attori, registi ed insegnanti Rocco Piciulo e Luca Di Giovanni. Le lezioni, che ci insegnano a “manovrare gli strumenti” corpo e voce, sono della durata di due ore settimanali, si svolgono il mercoledì sera nella sala del teatro di Via Caffaro,10 e si concluderanno a fine maggio 2019. Durante il percorso formativo si costruirà il testo che andremo a mettere in scena i primi di giugno. Le lezioni implicano l’impegno dei soci per l’intero ciclo e richiedono un contributo mensile di € 40,00. Chi fosse interessato può scrivere a am.procacci@alice.it entro il 20/01/2019
Si chiama “La notte nazionale del liceo classico”, e sta per arrivare in
tantissimi licei d’Italia, tra cui proprio il Socrate alla Garbatella. Ma di
cosa si tratta? Ve lo spieghiamo subito.
Si sa, basta dire la parola scuola e qualsiasi ragazzo alzerebbe gli occhi
al cielo sbuffando. E invece siamo sicuri che questa sera, quando il Liceo
Classico Socrate spalancherà le porte per la V edizione della notte dei licei
classici, i ragazzi non vedranno l’ora di fiondarsi tra i banchi. L’evento
coinvolge in contemporanea molti licei in tutta Italia, che apriranno tutti
allo stesso orario, dalle 18 fino a mezzanotte. Ci saranno alcune iniziative
comuni ed altre invece in autonomia. Ogni scuola metterà in campo i propri
talenti, dalle attività teatrali, a concerti, a maratone di lettura. Qualcuno
addirittura allestirà simposi e banchetti ispirandosi all’epoca dei romani.
L’obiettivo della manifestazione è quello di sensibilizzare l’opinione
pubblica sull’importanza della promozione degli studi classici per la
formazione al pensiero critico, per l’esercizio della democrazia e della
cittadinanza responsabile e globale.
Ma l’idea da dove è partita? Il primo a far nascere l’evento 6 anni fa è
stato il Liceo Gulli e Pennis di Arcireale, con una sorta di notte bianca
ideata dal Prof. di Latino e Greco, Rocco Schembra. Il risultato fu un
successo, tanto che l’anno dopo aderirono 150 Licei Classici. Quest’anno,
pensate, si è arrivati a ben 433 adesioni, tra cui appunto il Socrate alla
Garbatella.
La forza della manifestazione è dovuta al protagonismo degli studenti, che si
ritagliano la serata mettendo in gioco i loro talenti e le loro abilità legate
agli studi classici. Una giornata particolare, in cui non si insegna ciò che si
trova sui libri, ma si spingono gli studenti a fare cose nuove, sollecitando la
loro fantasia.
Inoltre la festa è un modo per appropriarsi degli ambienti scolastici, spesso
abbinati all’ansia delle interrogazioni, al grigiore quotidiano, il tutto sostituito
da pareti colorate con dipinti, canti, recite e baldoria.
Insomma, che siate tra gli amanti della scuola o tra quelli che la odiano,
dimenticate per un giorno rosa rosae rosae, e lanciatevi tra i corridoi del
Socrate per una giornata del tutto differente dalle solite.
Il suono della campanella, la ricreazione, la strizza per l’interrogazione:
quelli tra i banchi si sa, sono gli anni più belli. Eppure, anche lì non
mancano i disagi. Puntuale come l’inverno, ogni anno in tante scuole si
presenta il problema del freddo: termosifoni spenti, caldaie bloccate,
temperature al di sotto del limite minimo. La media prevista dalla legge
dovrebbe essere infatti tra i 18 e i 20 gradi, ma in molte sedi scolastiche è
invece di 14 gradi. Le scuole coinvolte nella Capitale costrette al gelo sono
ben il 25%. Insomma, pare che grazie alla cultura scolastica, invece che in una
botte di ferro ci si ritrovi in una botte di freddo.
Ma se una scuola su quattro è in queste condizioni, siete curiosi di sapere
come ce la passiamo nel nostro municipio? A quanto pare, per fortuna non
possiamo lamentarci: “quest’anno al rientro dalle vacanze natalizie, le
studentesse e gli studenti hanno trovato scuole calde grazie al nostro
intervento”, ha annunciato il presidente del municipio VIII Amedeo Ciaccheri.
Grazie all’accensione anticipata dei termosifoni infatti, sono riusciti ad
ostacolare la solita rogna delle classi glaciali.
Dunque, da Ostiense passando per Tor Marancia fino all’Appia, possiamo
affermare che le nostre scuole sono al caldo.
Non mancano però le eccezioni: “purtroppo siamo costretti ad affrontare un
disservizio alla scuola primaria Alonzi, causato da una perdita dell’impianto termico”,
ha aggiunto Ciaccheri. Ma l’impresa di manutenzione è già al lavoro per
sistemare il danno.
In definitiva, per l’inizio di questo inverno possiamo dirlo: Municipio VIII
– 1, gelo – 0, palla al centro. (P.M.I.)
Può sembrare strano parlare di volpi
nel territorio urbano, ma non è così. Gli animali selvatici sono molto più
presenti di quanto noi immaginiamo nei parchi della città. Purtroppo negli
ultimi giorni due esemplari sono stati trovati morti sulle strade adiacenti le
aree verdi. Ieri una piccola volpe senza vita è stata vista da un runner nelle
adiacenze del parco del Forte ardeatino e questa mattina un passante ne ha
notata un’altra senza vita sulla via Laurentina nei pressi dello svincolo delle
Tre Fontane e della Roma Fiumicino. D’altra parte è cosa nota che una coppia,
maschio e femmina, staziona da diverso tempo nel canneto degli orti Tre Fontane
, tra via del Tintoretto e in parco delle Rane di largo Longanesi. (r.g)
Nelle prossime settimane, per i cittadini della zona San Paolo-Garbatella potrebbe esserci una svolta. In particolare ci riferiamo a quelli di via Giulio Rocco, che da ormai quasi due anni, si trovano in una situazione di disagio causata dalla chiusura del ponte che collega i due quartieri. Questa chiusura ha portato col tempo a una condizione di degrado e sporcizia ormai insostenibile: “per questo nei prossimi giorni, in Consiglio municipale e in Assemblea capitolina, verranno votati atti per procedere alla richiesta di riduzione della Tari per i commercianti proprio a partire da via Giulio Rocco”. Ha spiegato il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Chiacchieri.
Il ponte tra via Ostiense e via Cialdi, era stato chiuso ad ottobre 2016, poco dopo il terremoto che ha scosso il centro Italia, per motivi di sicurezza. Avrebbero poi dovuto portare a termine qualche verifica strutturale. Ma si sa, in Italia i tempi per questo genere di cose si protraggono anni luce. A complicare le cose poi, c’è sempre la divisione delle competenze. Il cavalca ferrovia infatti, passa al di sopra di due ferrovie distinte, la Metro B gestita da Atac, e la ferrovia Roma Lido gestita dalla Regione Lazio.
Nonostante le varie difficoltà però, la speranza è sempre l’ultima a morire. Ora infatti, grazie anche all’insistenza del Municipio VIII, è partita la gara per il progetto di un nuovo cavalca-ferrovia che consentirà di ricollegare i due quartieri romani.
Insomma, tra l’abbassamento della Tari e il progetto per il nuovo cavalca-ferrovia, i buoni propositi ci sono, speriamo che la svolta si concretizzi il prima possibile.
La Polisportiva G. Castello, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VIII,
e la collaborazione delle
associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -,
Cara Garbatella e Millepiani, espone a Roma la mostra realizzata dal Comune di
Scandicci su i
CAMPIONI NELLA MEMORIA
Storie di atleti deportati nei
campi di concentramento
Se comprendere è impossibile,
conoscere è necessarioPrimo Levi
Con l’ improvviso abbassamento delle temperature di questi ultimi giorni è scattata l’emergenza freddo anche sul territorio dell’VIII Municipio. Dopo la morte del clochard polacco, trovato senza vita, su una panchina di piazza Lorenzo Lotto a Tormarancio le istituzioni locali e le associazioni dei cittadini hanno organizzato una serie di iniziative per i senza tetto. Intanto è stato allestito un punto di raccolta di coperte, giacconi, indumenti di lana e generi alimentari al centro sociale La Strada di via Passino 20, la stazione Piramide della metropolitana è stata aperta per la notte. Le iniziative per fronteggiare il gelo di questi giorni non finiscono qui: “siamo mobilitati insieme alla comunità di Sant’Egidio – ha spiegato Paola Angelucci, consigliera municipale- ai volontari della Villetta, della Casetta rossa e della Strada per portare un pasto e una bevanda calda ai senza tetto del nostro territorio”. (g.r)
Pronti, Natale, e via: iniziano le feste! Tra corsi di cucina, alberi col puntale, street art, spettacoli e fiere, il quartiere degli storici lotti e i suoi dintorni, vi propongono alcune date a cui non potrete
mancare. Per gli amanti dell’arte culinaria, stringete le cinture, anzi, forse sarebbe meglio dire allargate e tenetevi forte. Tra le iniziative più gustose di Natale, vi aspettano divertenti esperienze
gastronomiche così da poter battere persino vostra suocera ai fornelli. Dove? Da Eataly, in piazzale 12 Ottobre 1492 il regno del food d’eccezione ai confini della Garbatella, troverete svariati corsi sia per grandi che per bambini: dalla cucina Gourmet, alla pizza fatta in casa, lezioni sulla pasticceria tradizionale italiana o tutorial per riconoscere le migliori birre.
Con l’arrivo delle festività poi, presepi e alberi diventano protagonisti indiscussi di questi giorni. A piazza Albini dall’8 dicembre al 7 gennaio ci sarà un albero alquanto particolare.
Palle di Natale? Naah…, a decorarlo ci saranno i personaggi delle fiabe di Fata Garbatella. Il tutto costruito a mano dai ragazzi nigeriani dell’associazione Amici di Fruzzico.
Insomma un mix di integrazione per i ragazzi stranieri unito al
divertimento per i piccoli del quartiere. Se invece amate la musica o l’arte, sappiate che piazza Biffi, base di ritrovo per molti giovani della Garbatella, il 21 dicembre diventerà la tela di un gruppo di ragazzi pronti a riqualificare il nostro territorio, attraverso la Street Art, il Live Painting, Stencil Art, il tutto accompagnato da musica e Video Mapping sull’albergo rosso. In un’epoca dove la tv ha soppresso il teatro, la fotografia ha ucciso la pittura e i graffiti sono invece rimasti incontaminati dal progresso, quale idea migliore se non arricchire il quartiere attraverso le nuove arti? Il Natale però, si sa, non è solo una data, ma piuttosto uno stato d’animo, che spesso porta solidarietà.
Per questo, con una vitalità stravolgente, al Nuovo Teatro di viale di San Paolo, i genitori e i ragazzi della associazione “Stiamo bene insieme”, hanno organizzato uno spettacolo per raccogliere i fondi da devolvere all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica. Un divertente musical recitato da volontari dai 12 ai 30 anni, che nella vita fanno tutt’altro che stare su un palco: infermieri, studenti, gelatai o psicologi. Tutti riuniti per poi, una volta spente le luci del teatro, donare i soldi a chi ne ha bisogno.
Potete venirli a trovare il 9 dicembre alle 15:30 o alle 19:30 a viale di San Paolo 12. La solidarietà inoltre, quest’anno ha una missione impossibile, che nessuno è mai riuscito a compiere; quale?
Bloccare il traffico a Marconi! Proprio così, per poi trasformare il tutto in area pedonale, all’insegna di una giornata in cui le associazioni del quartiere presenteranno le loro attività, dal teatro, al canto, agli sportelli di ascolto con psicologi o ostetriche.
Salvatevi la data: 22 dicembre in via Orso Mario Corbino. E a proposito di date, anche quest’anno, il 25 dicembre la Comunità di Sant’Egidio al San Michele di piazza Tosti 4 ci ricorda che per il tradizionale pranzo, ancor prima di decidere cosa mangiare, è fondamentale scegliere con chi. Per questo dal 1982, famiglie povere, persone sole o malate e immigrati si ritrovano a festeggiare alla stesso tavolo.
Età diverse, ma anche lingue, tradizioni e religioni opposte riescono ad unirsi, in un mondo che tende invece sempre più a chiudere porti e innalzare muri. Non mancheranno poi di certo iniziative per i più golosi. E visto che la specie umana si divide in due categorie: gli amanti del cioccolato e quelli che non vogliono ammetterlo, se fate parte della prima categoria, potete degustare ogni tipo di dolciume artigianale alla festa del cioccolato, accompagnato dai mercatini di Natale, l’8 e il 9 dicembre dalle 10:00 alle 18:00 presso il parco Egeria, in via dell’Almone 105. Se poi il cioccolato non dovesse bastarvi, e ogni anno al cenone in famiglia siete schierati nella squadra di quelli che: “Buuu il pandoro viva i canditi!”.
Beh, sappiate che sua maestà il panettone vi aspetta sempre al Parco Egeria il 15 e il 16 dicembre, 10:00-18:00, in un’incredibile week-end tra panettoni ricoperti di pistacchio, cioccolato bianco o all’arancia, fondente, ripieni di frutta o affogati nel rum. Il tutto tra luci colorate e un mercatino artigianale. Insomma, le proposte non mancano, affacciatevi con i vostri occhi per giudicare la migliore, o magari, la
più gustosa.
CIACCHERI INCONTRA I CITTADINI AL MERCATO DI GROTTAPERFETTA di Gianni RIVOLTA
Report dei primi cinque mesi di lavoro e prospettive per il prossimo anno sono stati al centro dell’incontro pubblico del Presidente Amedeo Ciaccheri con i cittadini. La scelta del mercato rionale di Grottaperfetta come luogo dell’evento ha dato subito il segnale della volontà di questa nuova Giunta di riannodare il legame con la popolazione dopo la breve deludente parentesi grillina e i due
anni di commissariamento. Ciaccheri lo ha fatto con passione, con un intervento fiume durato quasi un’ora, prendendo fiato a stento davanti a una platea di cittadini attivi, rappresentanti delle associazioni, della protezione civile, delle scuole del territorio e a quasi tutti gli amministratori della maggioranza di centro sinistra uscita vincente dal voto del 10 giugno. L’entusiasmo del giovane Presidente e di tutta la Giunta, oltre all’elenco delle cose fatte e di quelle da mettere in cantiere, sembrano essere l’innesco giusto per un protagonismo civico diffuso, un moltiplicatore di partecipazione, che pare essere il vero motore di questa nuova amministrazione. “Una esperienza quella del Municipio Roma VIII – ha dichiarato alla stampa il Presidente- che potrebbe essere
un laboratorio politico per tutta la città di Roma”. Veniamo ora ai fatti concreti.
Su un piccolo schermo la regia della manifestazione ha diligentemente mandato l’elenco delle realizzazioni di questi primi mesi di governo: in testa la manutenzione di alcuni plessi scolastici
e la sicurezza nelle scuole.
Rispetto a questo tema Ciaccheri ha voluto polemizzare con le recenti disposizioni nazionali: “le scuole sono sicure se sono prese in carico dalla comunità, non basta mettere le telecamere sorvegliate dalla Polizia”. Un altro cavallo di battaglia della maggioranza di governo è la riorganizzazione dei mercati: eliminare le sedi improprie, garantire la copertura dei posti vacanti nei plateatici e favorire al loro interno eventi culturali, notti bianche ed altre attività di svago. È stata anche espressa l’idea mutualistica di mettere a disposizione dei più poveri le eccedenze alimentari, che si producono ogni giorno nei supermercati e in quelli rionali. Sulla creatività culturale è stata sottolineata l’adesione massiccia al nuovo bando “Cult” e l’inaugurazione dei nuovi murales : quello Hunting pollution al Porto Fluviale e quello più partigiano sulla Battaglia della Montagnola del settembre 1943 nella piazza omonima. Infine verrà scoperta una targa a San Paolo per ricordare il “Bocia”, il combattente garibaldino Primo De Lazzari che ha vissuto tanti anni alla Garbatella.
Tra i risultati ottenuti la manutenzione di alcune aree verdi degradate (Parco Sbragia, via Gozzi, via Giovannipoli, via Valignano, via Bortolotti, via Badia di Cava) e l’avvio dell’affidamento
di alcuni giardini alla società civile che se ne potrà prendere cura.
Circa ottanta i punti realizzati e altrettante le sfide da lanciare per il futuro: tra queste la ricaduta su piazza dei Navigatori dei 17 milioni di oneri concessori della convenzione tra il Comune
di Roma e i costruttori in cambio di un terzo palazzo da edificare; l’apertura del Parco urbano di Tormarancio il più grande a livello europeo; l’avvio della cabina di regia sul Centenario della
Garbatella (1920-20120) per fare dello storico rione popolare un quartiere più bello e riqualificare diverse realtà degradate.
Non è così entusiasta dei primi passi dell’amministrazione Ciaccheri il consigliere di Forza Italia Simone Foglio: “Il mio è a malincuore un giudizio negativo. In primo luogo perché la maggioranza
utilizza il Municipio come una vetrina per fare polemica politica sui temi nazionali. E poi sulla questione di piazza Navigatori mi sembra che abbiano subito le scelte fatte dal Campidoglio sia sull’aumento delle cubature sia sulla farsa del processo partecipativo on line, col quale la Giunta Raggi ha selezionato i progetti da finanziare con 17 milioni di euro. Ma che democrazia è se bastano qualche decina di clic sul computer per decidere la bontà di un progetto al posto di un altro? E gli amministratori eletti democraticamente che ci stanno a fare?”
Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo. Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.
La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)
IL GRUPPO FOLK-POP DELL’ISTITUTO DAMIANO SAULI di Lorena GUIDALDI
Sono già conosciuti in tutta Roma e non solo gli Sgarbatelli Drum Circle, il gruppo musicale della scuola media Macinghi Strozzi che quest’anno ha partecipato alla manifestazione Tamburi della
Pace in Campidoglio, alla Festa della Cultura e al Festival dello Street Food a Garbatella nonché alla Festa della Musica a piazza Santa Maria in Trastevere. “Il gruppo è nato nel 2016 – racconta
la professoressa Serena Della Monica, insegnante di educazione musicale – su un progetto che ho presentato contro la dispersione scolastica: un corso pomeridiano di musica folk–pop con uso di strumenti legati alla tradizione popolare del centro e sud Italia come organetti, fisarmoniche, tamburi a cornice, castagnetti che si fondono con i suoni più moderni delle chitarre acustiche, dei bassi elettrici e della batteria.” Il complesso musicale che nei primi tempi coinvolgeva una trentina di ragazzi, dopo due anni, a progetto concluso, ha raddoppiato i partecipanti e ha cominciato a uscire dall’ambito scolastico proponendosi con successo in diverse manifestazioni cittadine, fino ad arrivare al Global education festival a Sanremo classificandosi tra i finalisti e ricevendo la Menzione Speciale. L’entusiasmo dei ragazzi ha naturalmente contagiato le famiglie e gli altri docenti della scuola, che seguono assiduamente il gruppo con passione nelle trasferte. Il prossimo appuntamento per gli Sgarbatelli sarà a piazza Benedetto Brin in occasione del 99 esimo compleanno della Garbatella.
Trasloco nei nuovi box a via Rosa Guarnieri Carducci di Andrea ESPOSITO
“Prego, faccio io bella signora, nun se preoccupi”. È la voce rassicurante del fruttarolo che giunge all’orecchio entrando nel mercato di viale Odescalchi a Tormarancia. A breve questi esercenti, insieme a quelli di via Rosa Raimondi Garibaldi, verranno trasferiti nel nuovo mercato di via Rosa Guarnieri Carducci. Su tempi e modi dell’operazione abbiamo sentito il vicepresidente e assessore al commercio del municipio VIII Leslie Capone:”L’apertura ufficiale dovrebbe essere a febbraio o marzo 2019 – promette – . Il ritardo del progetto avviato tre anni fa è dovuto a diversi fattori : innanzitutto Acea ha installato una cabina elettrica insufficiente al fabbisogno dei 34 box costruiti e deve aumentarne quindi il voltaggio. In secondo luogo si avvicina il Natale ed è giusto che gli esercenti rimangano al loro posto nel periodo più redditizio per le attività commerciali”. E già, perché per molti quest’opera di riqualificazione e accorpamento dei due mercati non è una soluzione troppo positiva. Senza dubbio si migliorano le condizioni di lavoro e quelle igienico sanitarie fino ad oggi non ottimali nei plateatici all’aperto e lungo una strada. Ma i titolari dei box di viale Odescalchi si lamentano dello spostamento preoccupati di perdere molti dei loro clienti abituali. E le aree dove sorgono adesso i mercati che fine faranno? Capone ha promesso che verranno bonificate e riutilizzate per la cittadinanza.
Anna Federico, meglio conosciuta come la mamma di Stefano “Zoretto”, ci ha lasciati a 93 anni con l’arrivo del freddo autunnale.
Chi era Anna? Era una donna del popolo a cui non piaceva mettersi in mostra, era riservata e discreta, ma con un grande cuore. Nativa della Calabria ha raggiunto la capitale nel 1949.
Dopo aver abitato per molti anni a Tormarancia nel 1974, si era stabilita in un piccolo appartamento del lotto 28 alla Garbatella in piazza Sapeto dove, dopo la morte del marito, ha cresciuto con dignità i suoi tre figli Alberto, Andrea e Stefano, il più piccolo. Aderì fin da subito alla Comunità di Sant’Egidio, che allora aveva sede in uno scantinato tra i lotti. Con i fratelli della comunità ha portato per anni una parola di conforto a chi ne aveva bisogno, ma Anna partecipava con entusiasmo anche alla vita sociale e politica del quartiere, come attivista della Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella a via Passino. La vogliamo ricordare così minuta, graziosa, ma determinata e fiera di appartenere al popolo, che in quegli anni si sentiva protagonista del cambiamento della società.
Quel popolo commosso che abbiamo visto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a dare l’ultimo saluto a questa grande donna della Garbatella. La funzione funebre è stata celebrata dal vescovo Ambrogio Sprefico.
Affollatissima Assemblea al Centro Anziani Granai di Nerva di Eraldo SACCINTO
C’è preoccupazione e sconcerto a Roma 70 dopo l’approvazione della nuova delibera comunale dello scorso ottobre sull’affrancazione degli immobili costruiti in regime di edilizia convenzionata, legge 167/62. Infatti la procedura amministrativa prevista dal Comune di Roma per rimuovere il vincolo di prezzo massimo di cessione degli appartamenti, contenuto nelle convenzioni originarie, non è per niente chiara e di facile applicazione. Per questo il Comitato di quartiere di Grottaperfetta ha organizzato domenica 18 novembre, al Centro Anziani Granai di Nerva, un’ assemblea pubblica avvalendosi delle spiegazioni di Rosa Muscente, consulente del settore. Le sale dove si è tenuta l’iniziativa erano affollate all’inverosimile, nel tentativo di capire quale sarà il futuro delle
case costruite all’epoca dalle 80 cooperative di tutto il comprensorio ( Rinnovamento, Scer, Roma 70, Sogno e altre ) alla luce del nuovo provvedimento.
Una vicenda che risale agli anni Settanta, centinaia di case edificate grazie alla legge 167 costruite per chi aveva redditi bassi. Gli alloggi furono venduti a prezzo calmierato in quanto i costruttori beneficiavano di contributi a fondo perduto. Tra gli obblighi da rispettare, per la futura vendita, le convenzioni prevedevano quello temporale dei cinque anni dal primo acquisto e/o del prezzo massimo di cessione oltre il quale il bene non poteva essere rivenduto. A Roma invece gli uffici comunali hanno sempre rilasciato i nulla osta alla vendita dopo i cinque anni di vincolo e gli immobili di fatto sono stati venduti a prezzo di mercato. Ma nel settembre 2015, la Corte di Cassazione, con la sentenza 18135, recepisce il contenuto della legge 106/11 e stabilisce che il vincolo
del prezzo delle cessioni successive alla prima può essere rimosso solo col pagamento di una imposta di affrancazione.
Un fulmine a ciel sereno e il Comune deve correre urgentemente ai ripari. Due direttive commissariali del 2015 e 2016, sono emanate per ripristinare la regolarità. Norme che, dato l’elevato numero degli immobili, circa 400 mila in tutta la città, non sono di facile attuazione. La macchinosità blocca le compravendite e genera una situazione caotica, che rivela i limiti di un’amministrazione impreparata e investe le aule del Tribunale con centinaia di cause. Si scatenano, infatti, i nuovi proprietari che richiedono la differenza tra il prezzo di mercato pagato e quello massimo di cessione, cifre che variano dai 100 mila fino a oltre i 300 mila euro. Senza considerare che, chi ha comprato casa in seconda battuta e poi l’ha rivenduta, si ritrova nella situazione
paradossale di subire una richiesta di risarcimento senza poter rivendicare alcunché a causa dell’avvenuta prescrizione (10 anni). Questo bailamme dura fino all’aprile di quest’anno, quando un’ordinanza del tribunale di Roma sancisce l’uso della sola affrancazione come soluzione delle controversie. Il Campidoglio, nel frattempo, riesce finalmente a dare il via all’iter per l’adozione della delibera sulle affrancazioni, la 116 del 23 ottobre. Sin qui la storia, ma dalle domande della platea agli organizzatori, riguardanti calcoli e tecnicismi, si è capito che le soluzioni previste non sembrano essere risolutive. Il livello di soglia, ad esempio, la tassa per l’avvio della pratica e commisurata al valore dell’immobile, è fissato ad una quota forfettaria di 2.500 euro da pagare anche
nel caso in cui l’importo sia inferiore.
È stata sottolineata, inoltre, la farraginosità dei metodi di calcolo, ancora complicati, e come possa rivalersi chi ha pagato con i vecchi criteri e scopre che gli importi attualmente richiesti sono più bassi. L’evidenza più vistosa però è quella dell’esasperante lentezza nello smaltimento delle istanze fin qui presentate, evase solo nell’ordine del 10 per cento, e delle risorse messe a disposizione dall’amministrazione che sono scarsissime.
È del 27 novembre l’approvazione in Senato dell’ emendamento M5S “salva famiglie” al decreto legge fiscale, che consentirebbe a migliaia di venditori di essere liberati dall’incubo di dover sborsare somme fino a 300 mila euro, ovvero la differenza tra il prezzo massimo consentito e quello di mercato. In attesa che tale emendamento venga approvato anche alla Camera dei Deputati al Comitato venditori 18135 tirano un sospiro di sollievo.
TRA VIA BALDOVINETTI E GROTTE D’ARCACCIO di Massimiliano GIOVANNOLI
L’area verde tra via Baldovinetti e via Grotte d’Arcaccio sembra destinata a scomparire sotto un mare di cemento e asfalto. Un accordo di programma ratificato nel maggio di quattro anni fa ed un’apposita convenzione urbanistica stipulata nel dicembre del 2017 tra la Regione Lazio e il Comune di Roma, prevedono la costruzione di un centro commerciale, di un palazzo di quattordici piani, di un asilo e della strada di collegamento tra Vigna Murata e via del Tintoretto. Previste anche tre rotatorie: due su Vigna Murata e la terza su via del Tintoretto, vicino all’orto urbano Ortolino. Non solo, ma la realizzazione della strada a quattro corsie con spartitraffico porterebbe al taglio di circa 250 alberature, eliminando l’area verde conosciuta come Parco del Tintoretto.
I cittadini della zona non mancano di sottolineare anche la pericolosità di quest’arteria, soprattutto per gli studenti dei vicini plessi scolastici. È l’Associazione Ottavo Colle a ricordare che questo – “non è un quartiere di transito. Qui le persone vengono a lavorare, quindi le auto arrivano e si fermano. Ora – aggiungono – corriamo il rischio che venga convogliato nel nostro quartiere un traffico che non sarebbe mai arrivato e con esso anche tanto rumore e smog” . Intanto il Campidoglio prende tempo mentre per Il Municipio VIII – ha spiegato il minisindaco Amedeo Ciaccheri – “si tocca un’area di verde pubblico che va tutelato perchè è uno dei pochi spazi disponibili per residenti e studenti della zona“.
Può un’opera d’arte combattere l’inquinamento?
Sembra proprio di sì! È stato inaugurato a fine ottobre il grande murales di Federico Massa, in arte Iena Cruz, dipinto sul palazzo all’angolo di via del Porto Fluviale con via del Gazometro, che come caratteristica tecnica ha proprio quella di “mangiare l’inquinamento”. La vernice utilizzata si chiama Airlite, un preparato mangia smog ideato da una azienda bolognese, che grazie all’azione della luce è in grado di scomporre gli agenti inquinanti in molecole di sale e ridurne quindi l’effetto nocivo. Il titolo del murales è “Hunting Pollution” ovvero “A caccia di inquinamento”. Sul palazzo è raffigurato un gigantesco uccello blu su un piedistallo rosso, un inquietante cormorano, che stringe nel becco un pesce pronto per essere inghiottito. In alto un fiore stilizzato, lo stesso presente anche sul sito dell’artista milanese. I colori che fanno da sfondo al disegno sono alcune tonalità di verde, il blu, il bianco ed il beige. Ognuna delle finestre del palazzo, di proprietà della famiglia di costruttori romani De Angelis, ha sulle serrande un goccia dipinta come se dall’alto scendesse una pioggia regolare a rinfrescare l’animale e questo angolo di Roma.
La vera rivoluzione è proprio quella di utilizzare l’opera d’arte non solo come un qualcosa da ammirare o come denuncia sociale, ma in questo caso anche come strumento ecologico. Quel palazzo, situato in uno degli incroci più trafficati della zona, è diventato infatti una superficie in grado di respirare trattenendo lo smog e purificando l’aria, proprio come fosse un albero.
L’artista milanese, che da tempo vive e lavora negli Stati Uniti a New York, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori street artist. In soli ventuno giorni di lavoro ha realizzato l’opera di Street Art più grande d’Europa, un vero e proprio record per il quartiere Ostiense e per Roma tutta.
Più nel segno della tradizione invece l’opera muraria di piazza Caduti della Montagnola, dipinta sulla parte superiore sinistra dell’entrata della direzione dell’Ama. Il soggetto, la testa con elmetto di un ufficiale nazista delle SS che si difende dai dardi scagliati con l’arco da due angioletti in cielo, vuole rappresentare la difesa dei patrioti civili nella cosiddetta battaglia della Montagnola il 10 settembre del 1943, quando dopo l’annuncio dell’armistizio gli ex alleati tedeschi assalirono a cannonate un reparto italiano dei granatieri di stanza al Forte Ostiense.
Questi nuovi murales vanno ad aggiungersi agli altri già presenti a Garbatella e a Tormarancio, contribuendo ulteriormente al rilancio ed alla valorizzazione dei quartieri dell’VIII Municipio.
nell’EX deposito ATAC di San Paolo In attesa della vendita la storica rimessa sarà affidata alla gestione alla Ninetynine di Fabrizio Fagiani
Inizierà prima di Natale il progetto di riqualificazione temporanea proposto dalla società Ninetynine, che ha vinto il bando lanciato dall’Atac per l’utilizzo di tre ex depositi dismessi.
Sono le ex rimesse di piazza Bainsizza, di piazza Ragusa e l’ex deposito San Paolo. Del destino della storica struttura inaugurata nel 1928 in via Alessandro Severo si discute dai primi anni Duemila quando, per l’incompatibilità del deposito di autobus con il quartiere che gli era cresciuto intorno, l’Atac ne determinò la chiusura. Ma una decisione non è stata ancora presa. Nè per il deposito San Paolo, nè per tutte le altre proprietà immobiliari di Atac Patrimonio srl. Si tratta di un valore stimato intorno ai cento milioni di euro, che viene periodicamente messo sul mercato immobiliare per dare un contributo alla sistemazione del bilancio fallimentare dell’azienda di trasporto pubblico. È con la delibera del Consiglio comunale numero 39 del 2011 che il Comune autorizza questa
operazione di valorizzazione e vendita attraverso una trasformazione urbanistica caratterizzata da un mix di edilizia residenziale e servizi pubblici, secondo quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale.
Anche la Giunta della sindaca Raggi ha confermato la volontà di vendere tutti gli immobili di proprietà dell’azienda, in occasione della richiesta al Tribunale di Roma del concordato preventivo
necessario a evitare il fallimento dell’Atac.
Aspettando gli eventuali acquirenti, l’Azienda ha preso a modello l’operazione fatta dalla Cassa depositi e prestiti per le ex caserme di via Guido Reni e l’ ex dogana,dove con un intervento di rigenerazione urbana temporanea è stato possibile dare nuove funzioni a grandi spazi inutilizzati da molto tempo. E allora prima di Natale nello storico ex deposito Atac di San Paolo sarà dato avvio al programma di spettacoli teatrali, mostre d’arte, cinema, istallazioni ed eventi privati aziendali e culturali organizzato dalla società Ninetynine, che ha già operato nelle ex caserme di via Guido Reni al Flaminio.
Per l’Atac ci sarà un ritorno economico. Il bando prevede infatti una assegnazione della durata di otto mesi, un canone di 20 mila euro ed una percentuale del 25 per cento sugli incassi. E poi
l’azienda risparmerà i costi di manutenzione e vigilanza.
Conosci il paese dove fioriscono i limoni?/ […] Laggiù vorrei con te/ amato mio, migrare
scriveva il giovane Goethe nella sua prima versione del Wilhelm Meister, concentrando in un emblema di solare poesia amorosa i paesaggi e i colori meridiani dell’Italia. Noi nel paese dei limoni ci viviamo, ma non tutti abbiamo la fortuna di vivere in un quartiere dei limoni e addirittura, nel mio caso, al cospetto dei due esemplari più maestosi che questa fiera rutacea dall’antico nome persiano (līmū, da cui il binominale tassonomico di Citrus Limon) offre all’ammirazione di chi vi abita. Un quartiere che è etimologicamente un paradiso, se questa parola ancora di origine iranica (pairidaēza: “recinto”, “giardino circondato da mura”) pare esprimere alla lettera la concezione urbanistica della Garbatella (che è appunto una “città-giardino”).
Per credere a ciò che dico recatevi voi stessi a compiere un’autopsia (nel senso in cui la intendevano gli storici greci: “ispezione con i propri occhi”) presso il numero 142 della veneranda via delle Sette Chiese, che in questo tratto – per un prodigio toponomastico degno di una sacra via – coincide con via Alessandra Macinghi Strozzi. Qui, alla destra Bar Paradisi (nomen omen in questo contesto, ma per il cognome del suo elettrico condottiero) si apre un’ansa dove in the days of old sorgeva un’area di servizio da profondo West, quando il quartiere lambiva ancora le praterie dell’Agro romano. È un tratto di marciapiede che ora si incunea nel mio “paradiso” (ahimé, condominiale) come fosse una nuova stazione di pellegrinaggio dedicata alla contemplazione dei
due alberi in parola. Sostando qui durante i rigori del verno potrete quasi scaldarvi al giallo lampeggiante che scocca tra i nembicumuli delle loro chiome impenetrabili e gravide di pomi più che
da Amalfi a Ravello.
Di qui, attraversando la strada, nonché i recenti e già bistrattati giardini veltroniani, ci si può ricongiungere alla vera via delle Sette Chiese, ora pedonalizzata fino piazza Sant’Eurosia. Siamo all’imbocco di via Antonio Rubino, dove comincia un percorso tra i più classici dell’originaria cittàgiardino: le facciate sempre diverse delle tipiche casette a due piani che fiancheggiano la strada
assumono aspetti ancora più fiabeschi tra i sipari di essenze che le incorniciano, più spesso mandarini o aranci. Per i limoni dobbiamo invece addentrarci nei cortili interni dei lotti, dove le piante sembrano difendere i loro preziosi frutti dalle immancabili tentazioni dei pellegrini…
Chi conosce il cuore del quartiere sa orientarsi come un gatto in questo silenzioso labirinto di camminamenti tra i muri degli edifici e quelli di cinta, passando da un cortile all’altro attraverso
cancelletti sempre aperti e scortato da esemplari di limoni ovunque sia diretto. La nostra meta è una coppia di alberi che rappresenta il tesoro più nascosto e prezioso offerto da questa specie ai
suoi cultori: non per grandezza, stavolta, ma per la forma che un ignoto e sapiente giardiniere ha donato al loro apparato aereo, disteso in largo quasi a formare un brindisi di coppe vegetali
rivolto al cielo. Ricordano nel loro aspetto certi pini dai rami sinuosi tipici dei giardini giapponesi, dei giganteschi bonsai dove la mano dell’uomo celebra la sua vittoria sulla Natura. Non sappiamo
a chi appartengono le mani che hanno modellato questi due esemplari, ma ciò rende ancora più suggestivo il loro fascino. Raro come l’ennesimo epigramma toponomastico che ne identifica la
dimora: via Obizzo Guidotti, quasi all’angolo con via Caffaro, all’interno del lotto 15. Sono questi i capolavori topiari, intra nostra moenia, di quell’umile e antieroica gloria botanica che il maggiore
poeta italiano del Novecento ha assunto a manifesto della propria poetica:
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Una donna simpatica, allegra, innocua. Passando lungo i giardinetti della Circonvallazione Ostiense, la si può riconoscere per il suo sguardo gentile, il sorriso cordiale che le appare sul viso appena
incroci i suoi occhi. Quella signora dai vestiti un po’ sciatti e senzatetto, ti mette allegria solo a guardarla. Si chiama Eugenia, vive in Italia da ormai quasi 20 anni, originaria dell’Ucraina. Cosa ci fa su quella panchina della Circonvallazione?
Ci lavora, o meglio, cerca di tenere i giardinetti puliti in cambio di qualche spicciolo lasciato dai passanti più cordiali. La sua storia qui alla Garbatella è iniziata quattro anni fa. Era una calda estate, di quelle classiche romane, dove in giro non c’è un’anima e i parcheggi si trovano con la stessa facilità con cui d’inverno ci si dimentica l’ombrello all’entrata dei bar o dei negozi. E, proprio sotto il sole cocente, un ragazzo che vive da quelle parti decise di prendere scopa, sacchi dell’immondizia e portarli ad Eugenia e i suoi amici clochard. Sì, i suoi amici, perché Eugenia non ha iniziato quest’avventura da sola, lì c’è sempre un via vai di gente, di vagabondi che ormai sembrano una grande famiglia. “Iniziate a tenere pulito”, disse quel ragazzo, “che poi la gente se ne accorgerà, vi ringrazierà”. Da quel giorno il parco ha iniziato a prendere una nuova vivacità, diventando sempre più luminoso: le cicche e le carte pian piano sparivano, le piante e i fiori hanno occupato il posto dei rami secchi. Caldo o freddo, anno dopo anno, quei giardinetti hanno ripreso a vivere, un po’ come Eugenia, che ha finalmente trovato qualcosa che la rende felice. E, sebbene non abbia sempre un piatto caldo a cena e il caffè da permettersi ogni mattina, non è consumata da mille desideri. Se provi a chiederle “hai un sogno nel cassetto?” Sospira e poi sorridente risponde: “Vorrei solamente meno sporcizia, vorrei che gli italiani capissero che non è bello buttare robaccia a terra. Vedo tanti bambini farlo, ma le giovani mamme, sempre di corsa, non badano più a certi gesti”. E come darle
torto. La superficialità, la fretta, l’ansia come colonna sonora della nostra vita, tutto questo ci distoglie spesso dalle piccole cose.
INTERVISTA AL CANTANTE ROMANO PREMIATO A SANREMO di francesca Vitalini
Nato a Roma e cresciuto nel quartiere Garbatella, Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, classe ’86, inizia da bambino a suonare la chitarra. Come musicista compone colonne sonore, sigle e spot pubblicitari, testi e musiche per altri artisti, finché nel 2015 intraprende la carriera da solista e pubblica il suo primo ed omonimo lavoro “Mirkoeilcane”, che ottiene il plauso della critica. Nel 2018 esce il suo secondo album “Secondo me” e con il singolo “Stiamo tutti bene” partecipa al Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte: si classifica al secondo posto e vince il premio della Critica Mia Martini.
Nello stesso anno il brano ottiene altri importanti riconoscimenti: il premio Enzo Jannacci di Nuovolmaie alla migliore interpretazione Sezione Nuove Proposte, il premio PMI (music) alla musica
indipendente e quello Sergio Bardotti per il miglior testo. Ultimo in ordine di tempo il premio Tenco, dedicato alla canzone d’autore, come migliore canzone. Stai vivendo un 2018 importantissimo, come pensi di concluderlo? Spero con una vacanza!
Ovviamente sto scherzando.
Sono impegnato con il tour, iniziato a maggio, la cui ultima tappa sarà a Roma il 20 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. Con il 2019 inizierà, poi, la preparazione di un nuovo album…
c’è da fare ancora! Qual è, secondo te, il successo del singolo “Stiamo tutti bene”, che racconta uno dei tanti viaggi della disperazione nel Mediterraneo, questa volta visto dagli occhi di un
bambino?
Credo sia lo stesso tema trattato, sempre in primo piano nelle agende politiche e dei media, un argomento che divide l’Italia, così come ha diviso la critica.
L’ho affrontato usando come punto di vista la storia di un bambino perché è fondamentale affidarsi all’esperienza diretta più che al sentito dire, che abitualmente genera incomprensione, paura, che a loro volta sono l’anticamera del razzismo.
Ma ecco, un artista può sollevare il tema, è poi responsabilità dei media dare la giusta informazione sulla migrazione e non generare false paure.
I tuoi testi sono impegnati e nello stesso tempo carichi di quell’ironia sarcastica del tutto romana. Cos’altro ti hanno insegnato Roma e la Garbatella?
Il sarcasmo è un modo di fare tipico dei romani, tra di noi ci capiamo, per altri è un atteggiamento inusuale, originale.
Garbatella, poi, mi ha insegnato la semplicità, la convivialità, l’immediatezza dei rapporti umani. Faccio parte dell’ultima generazione del citofono: ci si citofonava per giocare insieme
nel cortile, dove in sedici/diciassette stavamo per ore, finché non faceva buio. Questo tipo di vita, per un bambino, non è possibile in altri quartieri romani.
Ma è un tipo di vita che ti porti da grande, che ti forma nel relazionarti agli altri.
Attraverso tale sguardo sarcastico, come descriveresti la Garbatella. Ci diresti un suo aspetto negativo ed uno positivo?
A Garbatella c’è condivisione; si svolge un tipo di vita non individualistica e si rimane in contatto con la realtà. Di aspetti negativi ne vedo di meno ed hanno a che fare sia con il passato, quando, come borgata, si potevano incontrare delle situazioni di degrado sociale, sia con il presente: essere un quartiere centrale e ricercato lo porta a degli svantaggi, come il rischio di perdere l’ identità più popolare.
Ma è l’unico quartiere in cui vivrei a Roma per la sua dimensione calma, dilatata, a differenza dell’intera città, un ritmo che è utile per il mio lavoro.
Cosa pensi del cantautorato romano che sembra rifiorire in questi ultimi anni con tante proposte musicali diverse?
Sì, c’è molta varietà. Mi piace girare per i locali romani per ascoltare qualcosa di originale, a prescindere dal genere, ma spesso questa originalità è nascosta sotto cumuli di polvere, tranne rarissimi casi: pseudo direttori artistici che scelgono unicamente “musica per riempire i locali”, gli stessi locali organizzati più per chiacchierare che per apprezzare l’artista, impianti audio/
luci di serie c…ecco, in situazioni del genere puoi scrivere anche “La donna cannone”, ma nessuno la sentirebbe.
Non sono i tempi del Folkstudio, né quelli dell’underground romano con Fabi, Silvestri, Gazzè. C’è una proposta molto ampia, ma il cantautorato non è un’etichetta, non basta scrivere canzoni, bisogna creare un’emozione, ascoltare un brano con le gambe che tremano, creare condivisione. Questo è raggiungere l’eccellenza.
Anche quest’anno il Premio Fantasia, organizzato dall’associazione Il Tempo Ritrovato di Mirella Arcidiacono, non ha lesinato riconoscimenti ai Garbatellani doc che si sono distinti nell’ultimo anno. A fine novembre nel salone centrale degli ex Bagni pubblici, oggi hub culturale Moby Dick, alla presenza del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri si sono alternate le menzioni di merito e i premi in diversi campi di attività: dalle arti, ai servizi sociali, al volontariato, alla cultura.
Il premio 2018, che riproduce un dipinto del Maestro Carlo Acciari donato all’Associazione nel gennaio del 2009, si è arricchito di piccole sculture con il volto di Carlotta realizzate nello studio del professor Vincenzo Varone, titolare della cattedra di tecniche della scultura presso l’Accademia delle Belle Arti con la collaborazione dello studente Vittorio Serrenti. Le sculture sono nate per sensibilizzare il restauro della fontana simbolo del quartiere. Sempre lì nei prossimi giorni verrà posta anche una targa in memoria di Carlo Acciari.
Diverse le proposte avanzate dall’associazione. “ Chiediamo che sulla scalinata di Carlotta venga realizzato un murales, che rappresenti bambini di tutte le etnie che si tengono per mano – ha detto Mirella Arcidiacono – per mandare un messaggio di pace proprio il 20 novembre Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia. Vorremmo inoltre che per il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, venisse dedicato il piccolo giardino di via Giustiniano Imperatore a Donatella Colasanti tortutata nel massacro del Circeo”.
Ma ecco di seguito l’elenco dei premiati: il professor Vincenzo Varone dell’Accademia delle Belle Arti, l’ortopedico Fabio Rodia del Cto, l’Associazione Amici di Fruzzico, l’assistente sociale e
pittrice Anna Maceratesi, il giovane artista Francesco Romanelli, il maestro artigiano Nando Sciampi, Stefania Rossetti, il dottor Luca Marino del centro Marilab, lo studente dell’accademia
Belle Arti Vittorio Serrenti, il gruppo dei genitori della scuola materna La Coccinella e infine l’architetta Maria Paola Pagliari del Tavolo Archivio storico dell’VIII Municipio.
(I. P. M.)
Anche quest’anno l’associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, con la collaborazione tecnica dell’A.S.D. Roma Road Runners Club e il patrocinio del Municipio Roma VIII, ha organizzato
domenica 25 novembre 2018 la 27a edizione di Corri alla Garbatella, gara podistica competitiva sulla distanza di 10km e non competitiva sulle distanze di 5 km e 650 metri.
Come nelle precedenti edizioni, la corsa si e’ tenuta tra le strade che attraversano Garbatella, opportunamente scelte per valorizzare un territorio particolarmente originale e con angoli unici e di rara bellezza. Un appuntamento unico non solo per gli atleti, ma anche per i tanti cittadini che come ogni anno hanno affollato le strade di questo quartiere ricco di fascino e di storia.
Nonostante le pessime condizioni atmosferiche, la manifestazione ha visto la partecipazione di più di 1000 runners: per la gara competitiva si sono iscritte 135 donne e 435 uomini.
La corsa competitiva di 10 km, che prevedeva il doppio giro di 5 km, in senso antiorario, ha percorso i più suggestivi angoli di Garbatella. Partenza e arrivo in via Guglielmo Massaia, poi il percorso si e’ snodato lungo piazza Bonomelli, via da Pennabilli, Circonvallazione Ostiense, piazza da Lucca, via Percoto, via Persico, via Caffaro, Ponte Spizzichino, via Pullino, via Licata, via Ferrati, piazza Brin, via delle Sette Chiese, via Passino, via Rho, via Borri, via delle SetteChiese e piazza Oderico da Pordenone.
Il primo a tagliare il traguardo è stato Francesco Fagnani con il crono di 35’14”, sul podio anche Marco Giovannini (35’43”) e Maurizio Testa (35’52”). Al femminile successo per Michela Fabrizi in 43’14”, precedute Sara Giuliani (43’33”) e Chiara Battocchio (43’43”).
Oltre la gara competitiva di 10 km c’e’ stata quella non competitiva di 5km che ha visto cimentarsi atleti “meno preparati”. Hanno gareggiato anche i piu’ piccoli che hanno percorso una breve distanza di 650 metri, rendendo la giornata un momento di aggregazione tra vecchie e nuove generazioni .
Presenti alla premiazione il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri e l’Assessore alla Cultura Claudio Marotta.
Mascotte premiata di questa edizione e’ stata Sara Vargetto, una bambina di dieci anni dal bellissimo e contagioso sorriso, affetta da AIG (artrite idiopatica giovanile) ma con una irriducibile
gioia di vivere.
Durante la premiazione ha preso la parola anche Walter Graziani Presidente dell’Associazione Culturale e ASD Podistica Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore Corriallagarbatella
2018, sottolineando che la corsa dovra’ continuare ad essere un appuntamento fisso per i suoi abitanti e per gli atleti che provengono da fuori Roma. Infine, in via Guglielmo Massaia 31,
presso i locali della Cna dove e’ stato allestito il villaggio degli atleti, e’ stata presentata ai cittadini una mostra fotografica sul quartiere.
sabato 15 dicembre 2018 Presentazione del periodico Cara garbatella nel nuovo progetto editoriale
Ritorna in edicola il periodico di cronaca locale dei quartieri dell’VIII Municipio con una moderna veste grafica e un nuovo progetto editoriale. al lancio del giornale, che uscì nel quartiere popolare per la prima volta 22 anni fa, saranno presenti insieme agli attuali iscritti all’associazione Cara Garbatella, agli inserzionisti pubblicitari e agli amministratori dell’VIII Municipio, i fondatori del mensile di informazione territoriale, Giancarlo Proietti direttore editoriale e i giornalisti Carlo Picozza e Gianni Rivolta. Nell’occasione sarà allestita una mostra con i vecchi e più significati numeri del giornale, letture d’autore e un intrattenimento musicale jazz.
martedì 18 dicembre 2018 Bob Dylan pioggia e veleno
Presentazione del volume di alessandro Portelli Bob Dylan, pioggia e veleno «Hard Rain», una ballata fra tradizione e modernità (Donzelli Editore, 2018). attraverso l’analisi di Hard Rain, Portelli racconta gli anni della scoperta della canzone folk americana, il suo lavoro di storico della cultura popolare e l’ impegno per la riscoperta della tradizione orale. Nel libro c’ è la ricchezza spesso fuggente della personalità di Dylan ma c’è anche il modo in cui quelle canzoni hanno cambiato le vite di molti in giro per il mondo. Perché, come spiega Portelli, «le grandi canzoni hanno
una vita propria, che prescinde dalle intenzioni dell’ autore».
Alessandro Portelli, considerato uno dei fondatori della storia orale, ha insegnato letteratura angloamericana all’università «la sapienza» di Roma ed è presidente del Circolo Gianni Bosio.
giovedì 20 dicembre 2018 Parruccoro amor vincit omnia
Non solo un concerto o una occasione di commemorazione, ma soprattutto un segnale chiaro di un nuovo modo di considerare il fronte dell’Hiv-aids. sempre più si tratta di una malattia da combattere con le armi della medicina, per evitare nuovi contagi, ma anche e soprattutto con l’amore, come testimonia l’immagine del Cupido trionfante di Caravaggio che è stata scelta per l’occasione, per contrastare l’ostracismo verso le persone HIV positive. Il Roma Rainbow Choir e il Parruccoro, assieme al Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, all’ambasciata Inglese in Italia e alla Biblioteca HuB Moby Dick, cantano l’amore. Con il Patrocinio di Cromatica e del Municipio Roma VIII.
Raccolta firme per la sicurezza di Via Alessandra Macinghi Strozzi
PETIZIONE
Per garantire la sicurezza dei pedoni in prossimità dell’incrocio tra Via Macinghi Strozzi, Via Anna Maria Taigi e Via Filippo Tolli.
Questo incrocio rappresenta un passaggio obbligato per tutti coloro che intendono recarsi a piedi presso:
i giardini pubblici Monsignor De Nobles
l’Oratorio San Filippo Neri
la Parrocchia di Via delle Sette Chiese
il mercato ortofrutticolo di Via Rosa Raimondi Garibaldi
il parco pubblico di Via Rosa Raimondi Garibaldi
l’Istituto Cesare Baronio
l’Università San Pio V
la Regione Lazio
Si tratta di un flusso di persone elevatissimo, soprattutto bambini e anziani, quotidianamente esposte al rischio di essere investite a causa dell’elevata velocità dei veicoli che percorrono Via Macinghi Strozzi, un tratto di strada che per circa 800 metri risulta privo di semafori.
Come testimoniano i numerosi incidenti avvenuti negli anni, anche recentemente, le strisce pedonali non rappresentano una soluzione adeguata per garantire la sicurezza dei pedoni, anche per via delle macchine spesso parcheggiate in prossimità del suddetto incrocio o addirittura sopra le strisce. Per evitare ulteriori vittime, si richiede pertanto al Comune di Roma e al Municipio XI di intervenire con urgenza con l’installazione di un semaforo a chiamata in prossimità di questo incrocio o alternativamente con dossi artificiali lungo Via Macinghi Strozzi o qualsivoglia sistema di rallentamento della velocità ad effetto ottico, acustico o vibratorio compatibile con le normative vigenti.