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Autore: Redazione

“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

“L’albero del paradiso” un vegetale infernale

Una pianta infestante anche nei giardini della Garbatella

di Cosmo Barbato

Su Cara Garbatella di novembre ci siamo occupati di quel terribile coleottero, il Punteruolo rosso (Rhynchoforus ferrugineus), che anche qui alla Gasrbatella, come del resto in tutta Italia, sta rapidamente distruggendo le palme, in particolare le palme delle Canarie introdotte da noi a scopo ornamentale. Si prevede che entro il 2015 tutte le palme di Roma saranno state distrutte.Finora non è stato trovato alcun metodo valido di difesa. Ora un altro nemico minaccia i nostri giardini.Ailanto, albero del paradiso
Questa volta non si tratta di un insetto ma di una pianta, uno sfarzosissimo albero che potrebbe apparire ornamentale, ma che per il suo carattere infestante tende ad invadere completamente il terreno circostante diffondendosi a spese delle altre piante. Parliamo dell’Ailanto, ovvero dell’Ailanthus altissima, detto anche “Albero del paradiso” che però si sta rivelando infernale. Originario della Cina, fu introdotto, con scadenti risultati utili, per alimentare con le sue foglie un baco da seta simile a quello del gelso.
Qui da noi, alla Garbatella, queste piante infestanti si vanno diffondendo nei giardini dei Lotti, nelle aiuole spartitraffico, in alcuni parchi, talvolta persino negli interstizi dei muri. Sono ben visibili ad esempio negli spartitraffico lungo la Circonvallazione Ostiense ma anche altrove. L’esemplare più imponente si trova in un’aiuoletta lungo una strada di fianco al mercato coperto, Via Nicolò Odero, a ridosso del muro perimetrale del Lotto 12.
Dove qualche esemplare riesce ad attecchire si può essere certi che ben presto altre piante simili verranno fuori dal terreno circostante, per diffusione dei semi o dai polloni che emergono dall’apparato radicale che si può estendere fino a trenta metri dall’albero. La pianta può raggiungere dimensioni cospicue, fino a 20/25 metri. Si caratterizza per una crescita velocissima, il primo anno di 50/80 centimetri. Cresce in tutti i terreni, ma preferisce quelli profondi e freschi. Le foglie, lussureggianti, mandano un odore sgradevole. Per la sua rapidità di diffusione andrebbe sistematicamente eliminato dai giardini e dai parchi: nei luoghi abitati può diventare una vera calamità.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Una web radio anche sulla Garbatella

Una web radio anche sulla Garbatella

Nel nostro territorio, un gruppo di appassionati ha dato vita a un fenomeno chiamato “web radio”. L’emittente si chiama “Quanta radio”: si occupa di informazione, diritto, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento

Nostra intervista

 

Siamo andati a trovare un gruppo di agguerriti e appassionati giornalisti, artisti e musicisti che, nel territorio del Municipio XI, hanno dato vita ad un fenomeno che viene chiamato “web radio”, cioè una radio che si sente attraverso il computer collegato a internet.
L’innovazione tecnologica, lo sappiamo, sta sconvolgendo, nel bene e nel male, le nostre vite sia nel lavoro che nella vita privata. Ultimamente le  applicazioni si sono moltiplicate, fino a semplificare, soprattutto per i più “smanettoni” di noi, alcune macchine o procedure che ogni giorno vengono sostituite dal computer, perché è “lui” che ormai gestisce tutto.
E’ il caso della nuova stagione che sta vivendo la radiofonia. Infatti con i nuovi sistemi è possibile gestire
una stazione radio con un personal computer e la linea adsl.
Abbiamo rivolto alcune domande al direttore di Quanta Radio, il presidente dell’Associazione Culturale Jaisha, Antonio Persia, e al vice-direttore, Fabio D’Orazi.

D: Come nasce la vostra esperienza?
R: L’idea di Quanta Radio nasce intorno al febbraio del 2009, ma inizia le trasmissioni il 22 marzo 2010. E’ diretta espressione dell’Associazione Culturale Jaisha di Roma ed è una radio generalista di tipo comunitario. E’ ovvio che chi ha abbracciato questa avventura crede nella comunicazione e nella libera circolazione delle idee, anche in relazione ad un bisogno di resistenza all’informazione pilotata dei media nazionali.

D: Cosa trasmettete?
R: Quanta Radio promuove la musica emergente e tutte le forme d’arte e gli eventi culturali poco conosciuti che non trovano spazio sui media tradizionali.

D: Come vi finanziate?
R: Quanta Radio è auto-finanziata e vive grazie al contributo volontario dei suoi collaboratori, ma è aperta, come statuto associativo, a donazioni e finanziamenti pubblici, ove disponibili.

D: Vi occupate di politica?
R: Quanta Radio partecipa a pieno titolo al dibattito politico, pur non appartenendo ad alcun partito, e si occupa, in attesa di gestire una testata giornalistica, di informazione, diritti, denuncia, dibattito culturale, satira e divertimento, quando questi ultimi contribuiscano alla crescita etica e legalitaria del nostro Paese. Quanta Radio ama quest’Italia disgraziata ma crede fermamente nel dissenso quando la politica devia (purtroppo molto spesso) dal nostro dettato costituzionale. Anzi, lanciamo un appello: chi condividesse i nostri principi e volesse partecipare è sicuramente il benvenuto.

D: Cosa bisogna fare per ascoltarvi?
R: L’operazione è molto semplice: scrivere su Google le parole “quanta radio”, cliccare sull’indirizzo www.quantaradio.it e il gioco è fatto, infatti appena visualizzata la pagina la radio si sente subito. Altrimenti si può cliccare sul lettore preferito, già presente.

D: Trasmettete in diretta?
R: Si, parecchie ore della nostra programmazione sono in diretta. Troverete sul nostro sito www.quantaradio. it il palinsesto completo con le trasmissioni in diretta e quelle in differita.
QUANTA RADIO è un marchio dell’Associazione Culturale “Jaisha” di Roma.
MULTIMEDIA CONTENT PROVIDER
Indirizzo:
Via Francesco Belloni, 46 – 00147 – Roma
Tel: (+39) 065132341 \ (+39) 065132341 \ Fax: (+39) 0699700148
Cell: (+39) 3933914229
Web: www.quantaradio.itn

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Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

A Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori

Nasce “Il Giardino ideale” centro di aggregazione giovanile

La partecipazione dell’Associazione culturale Cara Garbatella

Mercoledì 3 novembre presso la sua sede di Via Ignazio Guidi, alle spalle di Piazza dei Navigatori, si è tenuta l’inaugurazione del centro di aggregazione giovanile “Il Giardino ideale”. All’affollata cerimonia erano presenti l’assessore alle Politiche sociali della Provincia, Claudio Cecchini, il consigliere Gianluca Peciola, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, l’assessore alle Politiche sociali Andrea Beccari ed i presidenti della associazioni che garantiranno la gestione del centro, Annalisa Scepi, per la Cooperativa sociale Obiettivo Uomo, Alessandro Reali, per l’Associazione 180Amici, Andrea Cavallieri per Annarella e Francesca Vitalini per l’Associazione Culturale Cara Garbatella. “Il Giardino ideale” è un progetto promosso dalla Provincia di Roma, il cui scopo è quello di promuovere iniziative culturali finalizzate all’aggregazione sociale tra i giovani ed al contrasto dell’emarginazione.
Al progetto ha partecipato anche l’Associazione Cara Garbatella che per la prima volta si è coinvolta in una iniziativa di ampio respiro culturale, dopo essersi cimentata in campo pubblicistico, di organizzazione di eventi culturali, musicali ed editoriali (tra l’altro il nostro giornale ne è una diretta filiazione). Cara Garbatella si propone come responsabile di alcune iniziative di rilievo tra cui la pubblicazione di audiovisivi sulle attività che si terranno nel centro e di alcuni convegni sui temi dell’aggregazione sociale e del contrasto all’emarginazione. Per spiegare i motivi della partecipazione di Cara Garbatella al progetto, abbiamo interrogato Francesca Vitalini: “E’ il nostro primo vero grande impegno su un territorio nuovo, oltre a continuare le nostre iniziative istituzionali. Il nostro obiettivo nel progetto è quello di garantire il costante aggiornamento sugli eventi, sulle manifestazioni e sugli appuntamenti di maggior rilievo in programma nel centro, partecipando attivamente alla realizzazione di laboratori e corsi, pensando al centro come a uno spazio di comunicazione, ad un ‘luogo telematico’, nel quale l’autonomia di ogni associazione si rimette in gioco per poter costantemente dialogare e collaborare.
In  una prospettiva nella quale diventa fondamentale una positiva ed efficace interlocuzione con le istituzioni, prima fra tutte la Provincia, che ha agevolato l’apertura del centro, ed il Municipio Roma XI, col quale intendiamo collaborare in modo quasi quotidiano, ma anche con le rappresentanze del quartiere ed in particolare con quanti in qualche modo sono già occupati nel sociale”. E il Presidente del Municipio Andrea Catarci: “Si tratta di un progetto innovativo, frutto della collaborazione tra la Provincia, che fornisce il sostegno economico, ed il Municipio XI, che svilupperà iniziative culturali per i giovanissimi e per gli adolescenti disabili, al fine di contrastarne il disagio e l’emarginazione, favorendone sviluppo e capacità di autonomia.
Nello stesso senso le affermazioni dell’Assessore alle Politiche sociali del Municipio, Andrea Beccari: “Il Centro, con le sue iniziative culturali, intende fornire un contributo significativo alla rete dei servizi municipali a sostegno dei giovani, dei giovanissimi e dei loro nuclei familiari, promuovendo la partecipazione sociale senza tralasciare l’aspetto formativo.
Per tale motivo, nel ‘Giardino ideale’ abbiamo previsto di organizzare corsi di lingua, di musica, di informatica, laboratori teatrali, di musicoterapia e laboratori multimediali”.

Nel centro vengono proposti i seguenti laboratori gratuiti

Musicalità: Percorso musicale alternativo per chi è totalmente a digiuno di musica e vuole avvicinarsi a questa divertendosi e giocando
Musicoterapia: Esperienza di comunicazione musicale per scoprirsi e scoprire l’altro
Fotogiornalismo:Per acquisire tecniche di interviste e fotografa per la produzione di un elaborato sulla storia del quartiere.
Audiovisivo: Messa in scena e registrazione video di una storia di e per ragazzi
Teatroterapia: Composizione di uno spazio e interattivo di una drammaturgia ispirata ad un testo teatrale

CORSI E LABORATORI SUL TERRITORIO a pagamento:

LUNEDI:19,15-20,15 G-MUSIC ginnastica (Francesca Blai)
MARTEDI:18,30-20,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)
MERCOLEDI:15,00-16,00 SCRITTURA CREATIVA E MULTIMEDIALE (Beatrice Fieschi) – 16,00-17,30 INFORMATICA – 17,30-19,00 LABORATORIO TEATRALE (Cristina Colonnetti) – 19,00-20,30 INFORMATICA AVANZATA
GIOVEDI:15,00-16,30 SCUOLA CALCIO “TORNEO COPPA DEL
SORRISO” presso il campo sportivo dei Vigili Urbani Lungotevere Dante, 311 (allenatore Antonio Petruzzelli) – 16,30-18,00 LABORATORIO CREATIVO
“Mani in Pasta” per minori (Chiara Ciarrocchi) – 17,00-18,00 INGLESE – 19,00-20,00 DANZE POPOLARI (Daniele Evangelista)
VENERDI:16,00-17,30 PITTURA EMOZIONALE (Angela Scappattici) 18,30-20,00 SCACCHI
SABATO: 10,00-12,00 MUSICA PIANOFORTE (Monica Palmieri)

INCONTRO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’ sportello di ascolto, mercoledi 17,00 – 19,00 dott. Giuseppe Itri 35 euro ogni 4 incontri

FACCIAMO I COMPITI INSIEME: Insegnanti a disposizione degli studenti per due ore, due volte a settimana, 50 euro mensili

VIA IGNAZIO GUIDI,92
3289585774 www.ilgiardinoideale.splinder.com
centroilgiardinoideale@gmail.com

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La piazza della Chiesoletta vive e fa vivere il quartiere

La piazza della Chiesoletta vive e fa vivere il quartiere

Il più bel triangolo di verde nella città giardino

Oggi parliamo del giardino intitolato a mons.D.Nobels, fondatore degli scout di Roma, quel piccolo parco delimitato da Via delle Sette Chiese, Via Tolli e Via Macinghi Strozzi. Gli abitanti del quartiere lo conoscono semplicemente come i Giardinetti, o i Giardini della Chiesoletta. Non è una vera e propria piazza, ma lo è nella sostanza, nel senso che svolge il ruolo che la piazza ha svolto per secoli nelle città italiane. Dal foro romano, sua matrice originaria, a quella medioevale e poi rinascimentale, la piazza è stata luogo fondamentale dell’incontro e dello scambio, in cui si intrecciano cultura e storia, simboli e tradizioni. E’ stata centro vitale della città, sorta di palcoscenico dell’identità e del senso di appartenenza di una comunità. Lo è stata fino a qualche decennio fa e sicuramente continua tuttora ad esserlo nella provincia. Ma nelle metropoli questo ruolo sta tramontando, sommerso da cemento, traffico, ritmi e stili di vita alienanti e dal trionfo dei media tecnologici che anestetizzano e lobotomizzano bambini, adulti ed anziani.Chiesa di San FIlippo Neri in Eurosia
Da quando però alcuni anni fa questo triangolo di verde è stato ristrutturato e riqualificato grazie all’impegno del nostro Municipio, la Garbatella ha un nuovo e straordinario punto di aggregazione e di incontro. A noi sembra determinante il gusto estetico e la cura con cui sono stati realizzati i lavori: materiali e piante di pregio, illuminazione efficace e di sicuro effetto scenografico, la pedonalizzazione del tratto di strada prospiciente la chiesa, l’installazione di una valida area giochi per i bambini, la realizzazione di due belle e funzionali fontanelle di marmo. Tutto ciò ha creato un vero e proprio “cortile di casa” per gli abitanti del quartiere.
E così in primavera estate ed autunno, ma anche nelle belle giornate invernali, giovani ed anziani si rifugiano spesso in questo accogliente prolungamento dei propri Lotti condominiali. Si alimenta il senso di condivisione, e il bene collettivo viene vissuto e amato come quello individuale, con rispetto e geloso senso di protezione. Si riscopre quel senso civico che la metropoli tende a cancellare e che qui invece rinasce, a testimonianza di quanto uno sviluppo urbanistico attento alle esigenze dei cittadini possa trasformare i mostri metropolitani in luoghi di arricchimento collettivo.
La scelta del luogo è stata particolarmente felice perché qui e nell’adiacente Piazza Sant’Eurosia non manca quasi nulla: c’è la chiesa e l’oratorio (San Filippo Neri), la pizzeria (“Mi garba la pizza”) e la gelateria (“La chiesoletta”), alcuni bar e ristoranti, vari esercizi commerciali e perfino un teatro (il terzo della Garbatella, l’Aula Columbus, distaccamento del Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo, corso di laurea dell’università Roma3). Succede allora che a tutte le ore del giorno e tutti i giorni della settimana questo mini parco sia vissuto intensamente. La mattina i nonni passeggiano coi nipotini e si incontrano tra di loro. A metà giornata lavoratori e giovani studenti pranzano all’aperto con pizze e gelati tra i più buoni del quartiere, divisi tra un momento di relax o un appuntamento di studio o di lavoro.
Al pomeriggio l’oratorio si popola di bambini e adolescenti mentre magari qualcuno festeggia il compleanno di fronte alla pizzeria mentre sulle panchine o ai tavolini della gelateria i giovani si incontrano per studiare, socializzare o amoreggiare. In serata decine di persone (centinaia a volte nella bella stagione) si ritrovano per una cena o un dopocena nel parco, ed è difficile passeggiare per più di un quarto d’ora senza incontrare un amico o un conoscente che ti dice “Ciao come stai, anche tu qui?”. Nel frattempo giovani studenti universitari frequentano il teatro per i laboratori la mattina e il pomeriggio e per gli spettacoli la sera. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalle periodiche riprese del noto sceneggiato “I Cesaroni”, che occasionalmente monopolizzano la piazza e l’oratorio inorgogliendo, a torto o a ragione (ognuno può pensarla a modo suo), gli abitanti del quartiere, ma conferendo di sicuro a questo luogo una notorietà nazionale che lo valorizza ancora di più. L’Aula Columbus è poi occasionalmente utilizzata dal Municipio e da enti o associazioni per convegni, congressi e spettacoli. La chiesa ovviamente raccoglie i fedeli per le sue funzioni religiose ordinarie e straordinarie.
Insomma il quadro è completo: come in un antico comune rinascimentale la nostra piazza racchiude in sé un’anima commerciale, religiosa, politico- amministrativa, sociale e ludica che fanno di un centro abitato una comunità civile. Federico, il gestore della pizzeria e abitante del quartiere, ci conferma che tutto ciò dà i suoi frutti e che negli anni il giardino è diventato più sano e vivibile: non c’è più droga, delinquenza o teppismo, perché “la piazza bella attira gente bella e emargina o trasforma quella brutta”.
Anche padre Guido, ex parroco, anima dell’oratorio e memoria storica della piazza e di tutto il quartiere, ci offre la sua preziosa lettura dei fatti. Ci fa notare quanto questo luogo sia penetrato a fondo tra la gente. Basta osservare “la gioia dei bambini e dei nonni che giocano nelle giornate di sole: senza questo luogo sarebbero chiusi dentro casa, incollati alle televisioni o ai computer, ognuno isolato nella sua triste solitudine”. Così invece ciascuno trova piacere e sollievo in una dimensione di condivisione “e nelle sere d’estate si sente cantare”, in senso metaforico e letterale.
“Mancano ancora un po’ gli adolescenti, che però stanno gradualmente scoprendo e ripopolando questo luogo dopo i decenni di degrado, mentre quelli della generazione precedente hanno ricreato il paese, e gli anziani vivono per strada. In chiusura elenchiamo anche qualche nota dolente. I bambini possono andare liberamente in bicicletta, e ciò è meraviglioso, ma talvolta possono entrare anche moto e motorini e ciò disturba e crea pericolo: bisognerebbe impedire il loro ingresso. I cestini della spazzatura sono assolutamente inadeguati alla frequentazione del giardino e il servizio di pulizia e manutenzione non sempre è puntuale, tanto che per mesi i negozianti stessi, con l’aiuto della associazione culturale “Itaca”, hanno volontariamente provveduto alle relative incombenze. Per finire bisognerebbe educare o sanzionare i padroni dei cani, che spesso non rispettano le regole fondamentali di igiene e sicurezza.
La Garbatella ha acquisito un ulteriore bene prezioso per la comunità. Usiamolo e rispettiamolo tutti, e facciamo in modo che la trascuratezza e la disattenzione della burocrazia non ce lo sottraggano mai più. Amministratori vigilate e aiutateci a preservare e migliorare questo angolino incantevole del quartiere in modo che tutti, noi e voi, ne possiamo in futuro godere ed andare orgogliosi.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

 

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Venite a vedere il mio presepe

Venite a vedere il mio presepe

di Tiziana Petrini

Arrivano le festività natalizie e come tutti gli anni il nostro “presepista” di quartiere si accinge a preparare un nuovo presepe per l’anno 2010. Sulla base del presepe dello scorso anno aggiungendo personaggi, sassi, statuine, corteccia, legnetti, acqua ed altri materiali comuni realizzerà la sua complessa opera dedicata alla ricorrenza del Natale. Il presepe di quest’anno sarà caratterizzato dalla presenza di bancarelle, mercatini e artigiani.
Con l’esperienza sviluppata negli ultimi anni è riuscito a trovare le giuste proporzioni, e attraverso scorci particolari e pittoreschi saprà emozionare grandi e piccini .
Il presepe sarà allestito dal 23 dicembre 2010 al 31 gennaio 2011 presso la sua abitazione dove sarà lieto di ricevere tutti i visitatori interessati all’arte. Via Prospero Alpino 62. Orari da concordare telefonando ai numeri 065747669 cell.3298875546.

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Il presepe meccanico Pica alla Circonvallazione

Il presepe meccanico Pica alla Circonvallazione

di Antonella Di Grazia

E’ una tradizione tutta italiana quella del presepe, che proviene dalla tradizione etrusca e latina. Per la precisione dal culto dei larii, gli antenati che vegliavano sul buon andamento della famiglia. La loro epifania avveniva tramite una statuetta di terracotta che in occasione della festa del Sol Invictus, celebrata tra il 21 ed il 27 di dicembre, i parenti si scambiavano assieme a dei doni, i sigilla, a memoria dei familiari defunti. In questa occasione il compito dei bambini era quello di lucidare le statuette e disporle, secondo la loro fantasia, in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente bucolico in miniatura. In epoca più vicina alla nostra, è stato San Francesco d’Assisi che nel 1223 ha realizzato a Greccio la prima rappresentazione figurata della Natività.Presepe Meccanico Pica
Nell’accezione cristiana, presepe significa mangiatoia e indica la greppia, nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita.
Anche quest’anno, rinverdendo la tradizione, la Parrocchia di Santa Galla sta organizzando l’allestimento del presepe artigianale, che sarà collocato nei locali dell’oratorio, adiacenti al Teatro “In Portico”. Il presepe, è stato realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito quest’anno del rinomato “Premio Fantasia di Garbatella”, dedicato dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato” proprio al prezioso lavoro di artigianato per il presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile liberamente secondo il seguente calendario: a partire dall’8 dicembre, tutti i sabati e le domeniche del mese inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, la mattina tra le ore 11,30 e le 13 e il pomeriggio tra le 15 e le 19.
A partire dal 24 dicembre e fino al 6 gennaio il presepe rimarrà visitabile nei giorni festivi secondo gli orari precedentemente indicati e nei giorni feriali tra le 15 e le 19.

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La parrocchia di Santa Galla festeggia i suoi settant’anni

La parrocchia di Santa Galla festeggia i suoi settant’anni

di Antonella Di Grazia

Ricorre in questi giorni il 70° anniversario della fondazione della Parrocchia di Santa Galla. La parrocchia fu fondata nel dicembre del 1940 ed affidata al clero diocesano di Roma. Il complesso edilizio fu progettato dall’architetto Tullio Rossi.
Della vita della Santa abbiamo poche notizie tratte perlopiù dai “Dialoghi” San Gregorio Magno, che ricorda alcuni tratti edificanti della sua vita e da San Fulgenzio di Ruspe che scrisse una “Lettera a Galla”. Visse nella prima metà del VI secolo, sposò un giovane nobile romano ma rimase vedova dopo appena un anno. Si dedicò allora alla preghiera e alla cura dei poveri. Ogni giorno serviva un pranzo per dodici poveri nella sua casa. Un giorno, racconta la tradizione, le apparve una luce divina. Mandò a chiamare il Papa Giovanni I e apparvero allora degli angeli che gli consegnarono un’icona della Madonna col Bambino. Miracolosamente scomparve la peste che seminava strage nella città. …..

La parrocchia di Santa Galla festeggia i suoi settant’anni

di Antonella Di Grazia

Ricorre in questi giorni il 70° anniversario della fondazione della Parrocchia di Santa Galla. La parrocchia fu fondata nel dicembre del 1940 ed affidata al clero diocesano di Roma. Il complesso edilizio fu progettato dall’architetto Tullio Rossi.Parrocchia Santa Galla
Della vita della Santa abbiamo poche notizie tratte perlopiù dai “Dialoghi” San Gregorio Magno, che ricorda alcuni tratti edificanti della sua vita e da San Fulgenzio di Ruspe che scrisse una “Lettera a Galla”. Visse nella prima metà del VI secolo, sposò un giovane nobile romano ma rimase vedova dopo appena un anno. Si dedicò allora alla preghiera e alla cura dei poveri. Ogni giorno serviva un pranzo per dodici poveri nella sua casa. Un giorno, racconta la tradizione, le apparve una luce divina. Mandò a chiamare il Papa Giovanni I e apparvero allora degli angeli che gli consegnarono un’icona della Madonna col Bambino. Miracolosamente scomparve la peste che seminava strage nella città.
Verso la metà del sec. XVII sorse in Roma un ospizio di carità intitolato alla Santa, in cui San Giovanni De Rossi svolse per molti anni il suo apostolato raggruppando quei sacerdoti dediti ad opere di carità tra le classi piú umili. Nel 1935, l’ospizio e la chiesa dedicati a Santa Galla, che ad onor del vero si chiamava Santa Maria in Portico, furono distrutti per far spazio alla costruzione della Via del Mare. La chiesa della Garbatella, costruita come risarcimento di quella distrutta, fu inaugurata il 14 dicembre del 1940. Conserva due impordi Antonella Di Grazia La parrocchia di Santa Galla festeggia i suoi settant’anni tanti opere provenienti dall’antica chiesa. L’altare, composto da un cippo romano a rilievi di età flavia e consacrato per l’antica chiesa di Santa Galla da Gregorio VII nel luglio del 1073 e nella navata di destra una tela, di scuola romana del XVII secolo, raffigurante la Visione di santa Galla. La chiesa di Santa Galla è nota anche per il suo organo, tra i più grandi d’Europa, dotato di cinquemila canne, quattro tastiere e ottanta registri, l’unico meccanico funzionante a Roma.
In questi 70 anni, si è mantenuta viva l’attenzione alle necessità della comunità, data la collocazione nel popolare quartiere della Garbatella, attraverso l’opera di accoglienza e di carità. L’attuale parroco è don Concetto Occhipinti ed il suo impegno quotidiano è nella missione di fede e di carità, coinvolgendo famiglie e giovani del quartiere nelle iniziative e attività della parrocchia, considerata come famiglia di famiglie.
“La mia missione, da quando sono qui – ci dice don Concetto – è quella di portare il Vangelo a tutti, favorendo un clima di dialogo e di accoglienza. Quello che ho verificato è il senso di solidarietà tra le persone, che ha la sua ragione d’essere nella storia del nostro quartiere.Santa Galla è il nostro esempio”, prosegue il Parroco. “Nella parrocchia i nostri gruppi sono molto attivi; i gruppi Caritas sono impegnati a fronteggiare le necessità delle famiglie in difficoltà. Il gruppo dei volontari una volta al mese presta servizio alla mensa per i senza fissa dimora realizzata presso la stazione Ostiense, Vi sono spazi di accoglienza sempre maggiori dove i ragazzi e i giovani possono ritrovarsi, come ad esempio il giardino della parrocchia, dove molti volontari prestano il servizio di sorveglianza per i più piccoli. E’ prevista a breve l’inaugurazione di un campo di calcetto quale spazio aggiuntivo per i ragazzi”.
“Un punto di forza della parrocchia”, conclude don Concetto, “è il dialogo tra il centro parrocchiale e le famiglie attraverso le visite presso di loro da parte di sacerdoti e i Focolari del Vangelo che sono nati presso le famiglie per la riflessione e l’attenzione a chi è nel bisogno.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Dicembre 2010

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Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Un racconto natalizio della scrittrice Maria JatostiMaria Iatosti

 

Anche quest’anno, come per i precedenti Natale, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, nostra concittadina per tutti gli anni della sua giovinezza, ha accolto il nostro invito di dedicare ai piccoli lettori di Cara Garbatella un racconto scritto appositamente per loro. Il ricordo del quartiere ha ispirato molti dei suoi scritti, a partire dal primo romanzo, “Il confinato”, dedicato al padre, maestro elementare, spedito al confino per il suo antifascismo.
A breve uscirà un nuovo romanzo, che andrà ad aggiungersi alla sua già ampia produzione: “Tutto d’un fiato”, “Matrioska”, un libro di filastrocche per bambini, testi teatrali e molte raccolte di poesie. Apprezzata traduttrice di opere straniere, è molto impegnata nell’organizzazione di manifestazioni culturali. (C.B.)

Giovannino e il sogno di Natale

– Sveglia, Giovannino. È tardi.  Lei era già pronta per andare al lavoro e quel figliolo lì non voleva saperne di alzarsi dal letto. E poi, lavarsi, vestirsi, fare colazione, aiutarla a mettere un po’ di ordine nella stanza… Aveva voglia a predicare lei: Diglielo anche tu a tuo figlio di imparare a essere più ordinato, guarda che disastro…
– Giovannino, Giovannino, fai il bravo, aiuta la mamma, – mugugnava il padre senza alzare gli occhi dal piatto, con quella voce stanca e un po’ arrochita dalla bronchite cronica.
– Allora che cos’hai stamattina? Non starai mica male? Fammi sentire.
Al contatto gelido della mano Giovannino ebbe un brivido.Maria Iatosti
– Macché, macché, sei fresco come una rosa. La tua malattia è la pigrizia. Su, sbrigati. C’è il latte caldo sul tavolo. Io devo andare. Giovannino trasse un profondo respiro. Che aveva la mamma da agitarsi tanto, da muovere il freddo attorno a sé? pensò vagamente. Per lui era notte e si stava così bene al calduccio, con le ginocchia fino al mento, la testa sepolta sotto il piumone nuovo nuovo che odorava ancora di negozio. Farfugliò qualcosa, si girò sull’altro fianco e ripiombò nell’ovatta nera del sonno. Lassù, nel grande spazio c’era il suo sogno, oscillava come un aquilone al vento di primavera. Giovannino doveva solo tendere la mano, riprendere il filo, avvolgerne il capo al dito, una due volte perché non gli sfuggisse, non si perdesse fra le nuvole.
Ecco, ce l’aveva, ben saldo. Giovannino esitò un attimo ascoltando il silenzio, poi si mise a correre. La strada era lunga lunga: non si vedeva la fine, ma lui sapeva che al fondo c’erano qualcuno ad aspettarlo. Non sapeva chi. Lo chiamavano, lo incitavano, Giovannino Giovannino, ma la strada si allungava davanti ai suoi piedi leggeri e lui correva. Doveva raggiungere quelle voci, trovare la radura, il grande prato verde con il grande albero al centro fitto di foglie da dove si levava il canto stridulo e acuto di mille uccelli colorati venuti da tanto lontano. Indicandogli la cima alta e buia il suo babbo gli aveva spiegato un giorno che quella specie estranea aveva fatto un viaggio lunghissimo e estenuante affrontando fatica e pericoli d’ogni sorta per arrivare fino alla loro città e annidarsi negli alberi più alti della villa. Molti non ce l’avevano fatta: o erano tornati indietro o erano morti per via. I superstiti se ne stavano tutti ammucchiati insieme e quando vedevano che in giro c’erano più bambini e più vecchi e tante mamme coi bebè, per farsi sentire cominciavano a gracchiare e sbattere le ali contro i rami, da creare un gran concerto insieme al fruscio delle foglie. Quel canto per Giovannino aveva odore di zucchero filato, aveva il ritmo dei racconti del babbo e il calore della sua mano. Il babbo di Giovannino aveva le mani morbide e lisce, senza bisogno della crema che la mamma si metteva qualche volta dopo aver lavato i piatti. Perché il babbo, prima di essere licenziato, aveva sempre fatto un lavoro di quelli dove stai seduto e non ti vengono i calli e non ti sporchi, non come lo zio Francesco che quando staccava e veniva dritto dritto a trovarli e lo prendeva in braccio, puzzava di sudore e di unto.
Giovannino stringeva il filo del suo sogno e correva. Volava. Gli piaceva pensare di avere le ali ai piedi come certe figure che erano sul libro di storie mitologiche che il babbo gli leggeva prima di dormire. Spingeva lo sguardo, ma i suoi occhi non vedevano la fine della corsa. Gli altri, giù nella valle, continuavano a intonare il suo nome: Giovannino! Giovannino! come una canzone. L’eco di quei richiami gli turbinava nelle orecchie insieme al sibilo leggero del vento. Corri, corri, Giovannino, corri, cantava l’eco. E lui correva senza peso, senza affanno. Non importava quando, ma sarebbe arrivato, lo sapeva. Non c’era Fretta. Nel sogno non c’è il Tempo: Tardi. Presto. Domani. Sabato. Lunedì. Presente. Passato. Futuro. Sempre. Mai… Parole, suoni
forse esistenti in qualche luogo, qualche dimensione, e forse no.
Giovannino non poteva spiegarsi di dove venisse quella sottile sensazione, come di qualcosa o qualcuno che gli vellicasse i ricordi in cerca di un’immagine, un concetto distinto come una figura geometrica: un triangolo, un cerchio, un trapezio. Trapezio… Una figura luccicante di lustrini che si lancia nello spazio con le mani tese a incontrare nel vuoto altre mani, una piroetta, un salto, il cuore in gola, il respiro trattenuto, poi il boato della folla, il rombo dei piedi battuti sul legno della gradinata.
Giovannino che vola con le ali alle caviglie, ed ecco, nella testa affiorare un ricordo: le dita appiccicose di gelato, il duro della panca sotto il sedere, la calca che stringe, che urla, che ride, le capriole dei clown, le luci, la musica, l’odore di segatura e di letame… e poi subito un altro: l’albero illuminato coi regali attorno da scartare, la letterina sotto il tovagliolo.
La lunga notte dell’attesa… Giovannino! Giovannino! E a un tratto eccolo il grande prato. Grande e smagliante di colori. Fiori, pensa Giovannino con gli occhi immensi di stupore. Di questa stagione.
Con la pioggia e la neve e la tramontana e il terremoto… Non fiori, Giovannino, guarda, guarda. Bambini sono, bambini come te. È un vecchio che ha parlato. Accovacciato sotto il grande albero dei pappagalli venuti da lontano tiene sulle ginocchia uno strumento e lo fa andare girando una manovella. Il suono è stridulo, gracchiante, si confonde con quello degli uccelli nascosti nel fogliame. I bambini circondano Giovannino, festosi e colorati come una ghirlanda: neri gialli rossi azzurri verdi. Lo prendono per mano e girano girano attorno all’albero, attorno al vecchio che suona con la testa china sullo strumento, senza volto.
Giovannino ha perduto l’aquilone: s’è impigliato lassù tra i rami e poi, con uno strappo, è volato più in alto. Sembra una nuvola che si sfiocca e si  allunga all’orizzonte. Giovannino è felice. Gira gira girotondo…
– Giovannino! Giovannino! Ancora a letto! Alzati pigrone. Guarda che anche se sei in vacanza, abbiamo tante cose da fare. Il tempo vola. Natale è vicino.
– Natale?
Natale, Natale. Vieni, aiutami, dobbiamo addobbare l’albero.
– L’albero?
– Dai Giovannino, dove hai la mente? Svegliati! Lo sai che in piazza è arrivato il Circo? Dicono che quest’anno sarà un po’ più piccolo, un po’ più povero. Mah!… Su, vestiti, andiamo a vedere.
– Il circo…
– Certo, come tutti i Natali. Di che ti meravigli? Muoviti, Giovannino… Sbrigati.
– Volo, mamma.
– Eh, Giovannino, Giovannino. Sempre con la testa fra le nuvole.Chissà a cosa pensavi.
– Sognavo, mamma, sognavo.
Natale 2010.

 

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Orlando Lombardi quindici anni dopo

 

 

Orlando Lombardi quindici anni dopoOrlando Lombardi con Enrico Berlinguer alla Villetta

Quindici anni fa la Garbatella popolare perdeva un figlio benemerito, l’ex partigiano Orlando Lombardi. Aveva 70 anni. Originario di una famiglia operaia, fin da giovanissimo era stato lui stesso operaio all’Ottica Meccanica. L’8 settembre del ’43, all’annuncio dell’armistizio, insieme al fratello maggiore Giuseppe, scelse la strada della clandestinità. Aveva poco più che 18 anni. Svolse la sua attività nei Gap romani e nelle Marche. Alla vigilia della liberazione di Roma, occupò con altri partigiani l’ex casa del fascio di Via Passino, la Villetta, che divenne da quel giorno la sede dei comunisti del quartiere. L’impegno sociale e politico di Lombardi non venne mai meno. Licenziato dal lavoro per rappresaglia, fece parte della vigilanza del Pci e successivamente fu assunto come operaio presso la Camera dei deputati. Dirigente per moltissimi anni della sezione del Pci della Garbatella, non rivestì mai cariche istituzionali.
Nel quartiere  era particolarmente amato per le lotte sociali e civili che aveva condotto. Nel 1991, al momento dello scioglimento del Pci, non volle confluire nel Pds, ma scelse Rifondazione comunista, allora diretta da Garavini. La Villetta, oggi sede di due circoli di Sinistra Ecologia e Libertà, fu spartita tra il Pds al piano terra e al primo piano Rifondazione, la cui sezione dopo la morte di Orlando fu dedicata al suo nome. I funerali di Lombardi furono celebrati unitariamente alla Villetta, la casa del popolo che per tanti anni era stata la sede della sua instancabile attività. (C.B.)

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La protesta degli studenti del Socrate Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

 

La protesta degli studenti del Socrate

Anche nel nostro quartiere in agitazione contro il Decreto Gelmini

Il 25 novembre studenti e studentesse del Liceo classico Socrate hanno occupato l’istituto, nell’ambito della protesta contro il disegno di legge Gelmini che ha coinvolto la stragrande maggioranza delle scuole romane e italiane. In un comunicato gli studenti dichiarano di rifiutare le politiche governative rivolte a Scuola, Lavoro e Cultura.
“Siamo per la scuola pubblica accessibile a tutti – si legge nel comunicato – dove non siano solo i più ricchi e i raccomandati ad andare avanti e dove si dia libero spazio alle nostre iniziative”. Si sottolinea inoltre come il precariato diminuisca la tutela del lavoratore. “La disoccupazione giovanile è al 27% e lo studente, uscito dalla scuola superiore, non ha possibilità di lavoro davanti a sé”.
E’ nostro obbiettivo – si conclude – sensibilizzare gli studenti e l’intero quartiere perché si acuisca una maggiore coscienza della situazione attuale.

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Un attacco ai consultori Reagiscono le donne

Un attacco ai consultori
Reagiscono le donne

Contro la proposta di Legge regionale dell’on.Tarzia

di Luciana Abate

Giovedì 25 ottobre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il piazzale di fianco alla sede della Regione Lazio era affollato di donne giovani, meno giovani e non più giovani, che, con vistosi ciuffi di prezzemolo su petti, giacconi, cappotti e cartelli, lanciavano un duro NO alla proposta Tarzia sui consultori familiari, percepita come vera e propria violenza istituzionale contro le donne.
Le più arrabbiate erano quelle come Elisabetta, Loreta, Wanda, Gabriella, Leandra ed altre donne della Garbatella, che si erano barricate nella sala consiliare della Circoscrizione, trascorrendovi notti insonni per ottenere la prima sede di un consultorio territoriale, dopo la legge istitutiva n. 405 del 19’75 e quella regionale n.15 del ’76.
L’on. Olimpia Tarzia, già nel 2005, aveva provato a proporre un “rilancio del ruolo dei consultori familiari” alla luce dei cambiamenti presenti nella società, ma le donne si erano coralmente sollevate con un sonoro “giù le mani dai consultori” che deve aver creato qualche turbamento allo Storace di allora, pronto a ricandidarsi per la presidenza alla Regione Lazio. Così non se ne fece nulla.
Fu il centrosinistra a vincere le elezioni di allora, con Marrazzo, e a perderle di recente come ben si sa.
Inesorabile, con il rientro alla Regione del centrodestra, arriva la nuova “Proposta di legge regionale sui consultori” n. 21 del 26 maggio 2010, con prima firmataria Olimpia Tarzia, seconda firmataria Isabella Rauti, cui seguono altre 37 firme: l’oggetto è “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari.”
La Consulta dei Consultori familiari di Roma si riunisce ed elabora un’attenta analisi della proposta Tarzia rilevandone aspetti positivi, pochi e sempre con riserva, e punti di criticità, numerosissimi. Per esempio, vi si riconosce la famiglia come soggetto politico, ma solo “la famiglia naturale fondata sul matrimonio” escludendo tutte le altre forme di famiglie che sono ormai realtà consolidata, o che aspirano ad esserlo. La Consulta stessa, dopo le assemblee pubbliche che si sono svolte in molti luoghi della città , dà vita a un’ Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, presso la Casa Internazionale delle Donne.
Viene lanciato un appello ed una raccolta di firme per chiedere il ritiro della proposta Tarzia e per un impegno della Giunta e del Consiglio regionale ad adoperarsi per il rafforzamento degli attuali consultori e per la piena attuazione della legge in vigore.
Donne singole e gruppi di donne del variegato mondo dell’ associazionismo aderiscono all’iniziativa e si sollevano contro la proposta Tarzia che determina la cancellazione di “un patrimonio pubblico frutto di lotte e di conquiste sociali e civili delle donne”, negandone l’autodeterminazione e la responsabilità personale; che sposta ingenti risorse economiche a favore di soggetti privati che si propongono obiettivi diversi da quelli di una struttura pubblica che si rivolge a tutte/i nel rispetto delle sensibilità singole.
In concreto si chiede che i Consultori possano continuare ad essere un punto di riferimento per le donne italiane e per le nuove cittadine provenienti dai mondi delle migrazioni: per le loro famiglie; per il sostegno alla genitorialità; per consulenze psicologiche con sostegno psicoterapeutico individuale e di coppia , ma anche rivolto alla fascia adolescenziale.
Che possano avere risorse adeguate per poterlo fare bene: risorse economiche, di personale formato, di strutture predisposte ad accogliere (1 consultorio ogni 20.000 abitanti). Che si confermi il carattere di struttura pubblica dei consultori e del loro personale, ed il carattere di laicità a garanzia del rispetto delle diversità culturali e delle diverse sensibilità. Che non venga abrogata la Legge regionale 15 del ”76.

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In ricordo di Piero Bruno

Piero Bruno

In ricordo di Piero Bruno

Il 23 novembre scorso ricorreva il 35° anniversario della morte dello studente dell’Armellini Piero Bruno, militante di Lotta Continua, ucciso dalle forze dell’ordine durante una manifestazione a sostegno della lotta del popolo angolano. Aveva 18 anni. Per ricordare quella uccisione, rimasta impunita, una corona è stata deposta in Via Passino presso la lapide a lui dedicata.

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Nonna Garbatella ci ha lasciato

Nonna Garbatella ci ha lasciato

 

E’ stato l’undici novembre appena passato che Marcella Sabbadini, classe 1917, ha salutato tutti, la famiglia, gli amici e tutto il quartiere, per l’ultima volta, lasciando una vita di ricordi in chi l’ha conosciuta. La nonna Garbatella di tante ragazze e ragazzi, ormai  adulti, cui cuciva (era questa la sua specialità) una maschera di carnevale, una gonna di jeans, un orlo o una chiusura lampo e, perché no, anche grandi, grandissime bandiere della Roma, la sua squadra del cuore; aiutava nei compiti gli studenti che rimanevano indietro, faceva regali a tutti senza volere nulla in cambio, perché questo era il modo con cui ha sempre dimostrato la sua bontà di donna generosa, creativa ed operosa, ma anche schietta e determinata, sempre dalla parte dei più deboli e bisognosi, non facendo mai segreto delle sue idee di sinistra che metteva in pratica ogni giorno della sua vita offrendo solidarietà e attenzione per il prossimo.
Tutti la ricordiamo con affetto.

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Ater: disordine nei servizi Protestano gli inquilini

Ater: disordine nei servizi
Protestano gli inquilini

In attesa che la Regione nomini la nuova dirigenza

di Paola Angelucci
Consigliera, capogruppo SEL del Municipio Roma XI

E’ da mesi che l’ATER, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, proprietaria di quasi la totalità delle case della Garbatella storica, non ha più una guida. L’ATER è un’azienda regionale il cui presidente e Consiglio d’amministrazione dipendono dalla Regione Lazio che, dall’elezione della Giunta di centro-destra, ancora oggi non ha provveduto a scegliere la nuova dirigenza. Tutte le ATER del Lazio sono state commissariate ed anche quella di Roma ha subito la stessa sorte. Infatti il vecchio presidente Petrucci e relativo CdA non sono più in carica. Al loro posto è stata nominata commissario straordinario la dott.ssa Stefania Graziosi, già dirigente ATER, ovviamente in via provvisoria fino alla nomina del nuovo gruppo dirigente. La dott.ssa Graziosi ha cominciato a trasferire personale dagli uffici centrali a quelli delle zone territoriali per rafforzarne l’operato, ma questi trasferimenti sono stati imposti d’imperio, senza ascoltare gli impiegati, creando malcontento e trasformando, così, un’azione di per sé buona, in una situazione di malessere tra i dipendenti che si ripercuote negativamente sui servizi all’utenza.
Comunque, entro questo mese, e qui il condizionale è d’obbligo, dovrebbe uscire il bando con cui la Presidente della Regione Lazio dovrà scegliere: praticamente una gara in cui i “papabili” presentano i loro requisiti e tra i più titolati per curriculum, competenza e professionalità saranno scelti presidente e relativo CdA. Questa sarebbe, anzi deve essere, la prassi corretta da seguire per le nomine, augurandoci che siano le migliori possibili, all’altezza del loro compito.
In questi mesi di latitanza apicale, gli inquilini ATER hanno ricevuto sempre meno risposte ai loro quesiti, alle loro esigenze e difficoltà. Gli uffici di zona sembrano
diventati bunker inespugnabili ai quali i cittadini non possono più accedere, fatta eccezione per quei pochi appuntamenti elargiti con il contagocce.
In particolare le cittadine ed i cittadini della Garbatella subiscono dalla V Zona, non solo in questo periodo ma ormai da troppo tempo, lungaggini e inadempienze nella risoluzione di problemi burocratici ed amministrativi: volture di contratti ferme da anni, riduzioni dei canoni di locazione per gli aventi diritto non applicate, richieste di manutenzione non soddisfatte, solo per fare gli esempi più frequenti.
Un caso eclatante che sta scoppiando nel quartiere è quello della richiesta, al momento del rinnovo del contratto, di nuovi affitti per cantine e soffitte regolarmente assegnate ai locatari, aumentati del quattrocento per cento: per piccoli spazi di pochi metri quadrati ricavati spesso dai locali dei vecchi cassoni dell’acqua ormai smantellati o in sottoscale umide e spesso inagibili, restaurati e bonificati dagli inquilini stessi a proprie spese, si passa da un costo di quaranta euro circa a duecento euro al mese, perché considerati un lusso! Paradossalmente tanti inquilini pagherebbero così molto di più per la cantina che per la casa.
Ancora una volta ci ritroviamo a indignarci e a denunciare quanto l’ATER sia sempre pronta e solerte a esigere la giusta legalità e correttezza applicando tutte le leggi e leggine dell’ultima ora, senza ascoltare, e senza dare l’altrettanto giusta attenzione, comprensione e rispetto per gli inquilini.
Per quanto riguarda le vendite delle case, dopo una lunga stasi queste riprendono secondo i piani stabiliti in precedenza.

Sportello Politiche abitative /ATER
La Villetta – Via F. Passino, 26
06 5136557 – 339 3959674

 

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Il teatro Ambra alla Garbatella

Il teatro Ambra alla GarbatellaTeatro Ambra

 

Corrado, Sabina e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Nicola Piovani, Francesca Reggiani, Neri Marcorè, tra gli altri: il gruppo del vecchio Ambra Jovinelli trasloca alla Garbatella. La nuova sala da 250 è stata inaugurata la mattina dell’8 dicembre con i bambini di Alice nella Città, in piazza Giovanni da Triora. Guidato da Valerio  Terenzio, l’Ambra teatro alla Garbatella promette numerosi eventi. Sono annunciati anche Valerio Mastandrea, Fiorella Mannoia, Carlotta Natoli, il progetto Letture a cura di Lele Marchitelli, ed Elio Germano con Le Bestie Rare.
“Il giorno prima dell’inizio del mondo” è il primo spettacolo che è stato in scena mercoledì 8 dicembre a cura di Scarlattine Teatro/Luna e Gnac con il contributo della Provincia; nelle mattinate dall’8 al 12 dicembre l’Ambra teatro alla Garbatella è stato aperto gratuitamente a scuole e famiglie.
“È una grande occasione – dice Andrea Catarci, presidente del municipio XI – anche per gli artisti che respireranno il protagonismo di tante realtà del nostro quartiere. Sarà davvero una piacevole contaminazione”.

 

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Il mercato infinito di Via Passino. Forse un altro a Piazza da Verrazzano

Mancano risposte certe da parte dell’Amministrazione centrale

Il mercato infinito di Via Passino. Forse un altro a Piazza da Verrazzano

Facciamo il punto col presidente del Municipio Andrea Catarci

Procede, in modo estremamente complesso, l’opera di recupero del Mercato coperto di Via Passino. L’intervento, nel corso degli anni, è stato modificato più volte, per adeguare le fondamenta alle normative antisismiche. Inevitabilmente si sono esaurite, durante i lavori dell’anno 2008, le originarie risorse economiche disponibili. Dopo una forzata prolungata interruzione, finalmente, all’inizio del mese di luglio, sono ripresi i lavori. I tempi previsti per l’ultimazione sono stati stimati in sei mesi e si dovrebbero concludere nel corrente mese di dicembre.
Per fare il punto della situazione abbiamo incontrato il presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci: “Abbiamo pazientato, intendo i cittadini e gli operatori in primis e noi come amministratori, per oltre sette anni, è arrivato il momento di tirare le somme. Per avere una visione aderente alla realtà dei fatti e per dare ai lettori una visione d’assieme di quale sia la complessità della situazione, ritengo necessario trattare in modo distinto i lavori e i rapporti con gli operatori”, esordisce il Presidente. “I lavori sembrerebbero procedere a buon ritmo, perlomeno questa è l’idea che se ne ha vedendo il manufatto dall’esterno.
In realtà, un sopralluogo effettuato dai tecnici dei nostri uffici alla fine del mese di settembre ha rilevato delle carenze strutturali legate all’impianto elettrico, agli ascensori e ai magazzini di stoccaggio merci. Carenze nella struttura che sembrerebbero essere confermate anche da voci ufficiose vicine alla ditta che sta effettuando i lavori. Ci aspettiamo, ovviamente, che nel momento in cui il mercato ci sarà riconsegnato, non ci siano problemi di sorta; ci aspettiamo cioè che la riqualificazione sia completa e non a metà, a meno che l’Amministrazione centrale, resasi conto del fatto che non riesce a completare i lavori, non ritenga che sia il caso di affidarli direttamente al Municipio, predisponendo al contempo un adeguato stanziamento tale da permetterci di terminarli.
In mancanza di questa condizione -continua Catarci – non considereremo concluso l’iter dei lavori, con conseguenze ad oggi imprevedibili. C’è da dire che, ad una nostra richiesta scritta nella quale chiedevamo lumi al Dipartimento per ciò che riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, non è ancora giunta risposta alcuna”. Catarci prosegue: “Per quanto riguarda i rapporti con gli operatori del mercato, fermo restando la nostra chiarissima intenzione di restituire l’area del Mercato coperto alla sua vocazione commerciale (con gli operatori del mercato siamo stati chiari sin dall’inizio di questo percorso che prevedeva al termine dei lavori il loro reintegro negli spazi di Via Passino), per venire incontro alle richieste di alcuni di loro che, dopo anni di lavoro in Via di Santa Galla, sono spaventati dall’idea di dover stravolgere nuovamente una rete commerciale costruita a fatica, abbiamo concordato di proporre al Dipartimento l’uso dell’area di servizio sita di fronte a Piazza Giovanni da Terrazzano, dopo la sua trasformazione di parte del parcheggio in plateatico. Anche in questo caso c’è da sottolineare, semmai ce ne fosse bisogno, la reticenza nel rispondere da parte della Amministrazione centrale, di assumere cioè una presa di posizione che ci permetta di capire se c’è la volontà, da parte della Giunta Comunale, di voler predisporre uno stanziamento di bilancio tale da coprire le spese di realizzazione di un nuovo mercato. E’ secondo ma il caso di ribadire – prosegue – che questa proposta, legata all’individuazione dell’area di Piazza da Verrazzano, è stata partorita unitariamente dal Municipio XI. Si tratta del riuso di un’area privilegiata, nell’intersezione di un perimetro che sarà da un lato quello di Campidoglio 2 e l’albergo di Fuksas e dell’altro delle nuove urbanizzazioni di Via Palos. Proprio per questo ho in mente un nuovo assetto mercantile, costruito con un’immagine che non potrà più essere quella dei vecchi manufatti per la vendita come quelli impiantati oggi in Via di Santa Galla ma più vicini al nuovo assetto estetico della zona. E’ chiaro che, se sarà costituito questo nuovo mercato e se i suoi tempi di realizzazione non saranno dilatati a dismisura, sarebbe ovvia l’inutilità di un doppio spostamento e sarebbe cura del Municipio fare in modo che l’attuale situazione di Via di Santa Galla sia congelata sino alla realizzazione della nuova struttura, ferme restando le nostre prerogative e le garanzie dovute da parte del Comune”.
Catarci conclude: “Presupponendo quindi che alla fine si avranno due mercati, penso a quello di Via Passino popolato da un nucleo di operatori dedicati alla vendita tradizionale col quale far coesistere una rete di servizi ed una serie di venditori più vicini alle sensibilità del mercato equo solidale. Un’area cioè di vendita variegata che potrà offrire sia prodotti classici che quelli legati alle produzioni ONG ed all’altro mercato”.

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Prendetevi cura dei vostri nonni


Prendetevi cura dei vostri nonni

Due anni fa, di questi giorni, moriva la mia amata nonna Marisa Sardella, un personaggio ben noto nel mercato della Garbatella e nel quartiere. E io ringrazio ancora Cara Garbatella e Cinzia Cenciarelli che firmò sul giornale un bel ricordo di mia nonna. Non c’è giorno che non penso a lei e a mio nonno che, un po’ per colpa dei medici e un po’ perché si lasciò andare, morì poco dopo.
Spesso mi capita di incontrare per strada dei nonni con i loro nipoti. Li guardo con gioia ma anche con dolore pensando a quanto ho perduto e mi ritrovo con le lacrime che scendono da sole. Amavo immensamente i miei nonni, sono cresciuta con loro, con la loro “comitiva”, i viaggi in pullman cantando, i posti meravigliosi che mi hanno fatto conoscere, l’amore che mi hanno dato, il sorriso di mia nonna che cancellava tutti i dolori e i momenti brutti. Oggi ho 34 anni, due bimbi meravigliosi, un marito che mi adora, i miei genitori e una sorella.
Ma i miei nonni mi mancano tremendamente. Vorrei dire a chi ha ancora la fortuna di avere i nonni: custoditeli, amateli, perché l’amore che loro vi hanno dato è superiore ad ogni cosa, anche se a volte non vi capiscono perché i tempi sono diversi. Ma loro vi amano e non smetteranno mai. Io credo che i miei nonni, in qualsiasi posto stiano (non sono credente, ma mi piace pensare che possano stare insieme come in tutti gli anni passati, ben 60), pensino a noi: il loro amore non è finito con la morte ma in qualche modo ci arriva lo stesso. E vorrei dire loro che anche io non smetterò mai di amarli e credo pure che loro lo sappiano.
Grazie dell’ospitalità.

Valentina

 

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Lettere


Fa bene un po’ di nostalgia

“Le Armonie della Garbatella” era il nome di un complessino di musicanti che, in cambio magari di un semplice bicchiere di vino (ed allora si trovava ancora buono in qualcuna delle locali osterie), avevano il piacere di andare, dietro richiesta degli interessati, a rallegrare qualche serata tra amici uno dei quali compiva gli anni o a fare la serenata notturna sotto la finestra o il balcone della bella che l’indomani si sarebbe recata in chiesa per sposarsi. Gli strumentisti erano, se ben ricordo, tre: chitarra, mandolino e fisarmonica.
Mio padre, “er sor Lello”, classe 1887, era il mandolinista che faceva “trillare” il suo gran bello strumento, bello ancora oggi (un Hembergher), con una maestria che mi incantava facendomi sognare (nella foto, io bambino, oggi settantaseienne, lo tengo sulle ginocchia).
Uno dei brani che adoravo e mi commuoveva era l’ouverture “Poeta e contadino” del compositore austriaco Franz von Suppè. Dello stesso compositore anche l’ouverture “Cavalleria leggera” era un punto di forza delle “Armonie della Garbatella”, brani a mio avviso stupendi, pieni di poetica melodia, ormai caduti quasi completamente in oblio. Io continuo ad abitare all’Albergo Rosso, quello con l’orologio sulla torre. Sono certo che la nostalgia fa bene. Vi ringrazio per averle dato spazio.

Mario Zacchia

 

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Una targa in ricordo del maestro Acciari

Una targa in ricordo del maestro Acciari

Ad una anno dalla morte del maestro Carlo Acciari è stata chiesta l’intitolazione a suo ricordo della bella scalinata sita in Via Orsucci. In modo particolare, si è spesa per questa iniziativa l’Associazione Culturale “Il tempo ritrovato” che ha proposto, oltre all’intitolazione, l’apposizione di una targa davanti al suo studio, sito al lotto 27 di Via Roberto de Nobili e l’organizzazione di alcune iniziative culturali che ne celebrassero il ricordo. Carlo Acciari, come apprendiamo dalla bella intervista concessa qualche anno fa al nostro giornale, era nato a Roma, a San Giovanni, nel 1926. Trasferitosi alla Garbatella all’età di cinque anni, frequentò l’avviamento professionale nel quartiere Testaccio per poi lavorare come venditore ambulante a Porta Portese. Fin da piccolo nutrì una grande passione per i cavalli passando intere giornate a cavalcare quei maestosi animali. Carlo Acciari
Da quella esperienza, i cavalli passano sulla carta, diventando così uno dei soggetti preferiti delle sue pitture. Alla fine degli anni ’60 iniziò a sostenere l’associazione dei “Cento pittori di Via Margutta”, con la quale presentò le sue opere. Una di queste opere, una grande tela che ritrae la scalinata della famosa fontana Carlotta, simbolo del quartiere, fa bella mostra di sé nella Sala Consiliare del Municipio XI. Già nello scorso mese di giugno la consigliera municipale Paola Angelucci ha presentato una proposta di risoluzione affinchè il seminterrato dove si trovava lo studio del maestro Acciari, fatto oggetto in passato di atti vandalici, venga musealizzato. Proposta votata all’unanimità dal Consiglio Municipale. (E.S.)

ULTIM’ ORA: Il municipio XI, con una Risoluzione dela Commissione Cultura ,ha proposto di realizzare nello studio del Maestro Carlo Acciari un museo in memoria delle opere e della vita artistica del Maestro; “Carlo Acciari è stato, e rimane, una figura fondamentale della cultura della Garbatella e di Roma, la cui fama travalica i confini nazionali” – dichiara la Cons. Paola Angelucci, Presidente della Commissione Cultura del Municipio XI- “Faremo di tutto per rendere concreta la nostra proposta e realizzarla nel nostro quartiere”.Lo studio in questione è un locale di proprietà dell’ATER nel Lotto 27, ma purtroppo, nonostante avesse la porta d’ingresso murata per scongiurare appropriazioni indebite, è stato recentemente occupato abusivamente per la terza volta.

 

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Celebrati i 10 anni di Hàgape 2000

Celebrati i 10 anni di Hàgape 2000

L’associazione di genitori e ragazzi disabili

di Eraldo Saccinto

L’Associazione Hàgape 2000 compie dieci anni. Costituitasi nel luglio del 2000, è formata da genitori e ragazzi disabili fisici e/o psichici. E’ nata dall’esigenza di offrire a giovani con diverse capacità fisiche e psichiche un punto di incontro per svolgere attività ludiche e creative, per dare a tali soggetti la possibilità di socializzare e continuare la crescita educativa-formativa, in particolar modo al termine del percorso scolastico. Associazione Hagape
L’associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e tutela dei diritti delle persone disabili ed è un punto di aggregazione anche per le famiglie, spesso isolate per il problema che vivono. I genitori con tale spirito si sono autotassati anche a favore di adozioni a distanza tramite la Comunità di Sant’ Egidio e seguono la formazione professionale di quattro portatori di handicap in Madagascar.
Le attività dell’associazione sono affidate, oltre che al presidente, Giovanni Buttaroni, ad un Comitato di gestione composto da un gruppo di soci genitori che operano a titolo gratuito nelle attività di gestione amministrativa e sovraintendono ai laboratori a loro affidati. I laboratori attualmente accolgono circa 50 ragazzi. Si avvalgono della collaborazione di maestri e operatori volontari ed hanno l’obiettivo di favorire la socializzazione attraverso la creatività, aumentando la capacità di concentrazione dei ragazzi, sviluppandone le potenzialità. Hàgape 2000 è accreditata presso il Municipio Roma XI e dispone di tre sedi operative, in Via Pullino nel “Parco dei Caduti del Mare”, in Via Macinghi Strozzi 51 presso la Media “Moscati”e un’altra in Via Salvatore Di Giacomo 13 presso la Media “Spizzichino”. La sua segreteria è aperta in Via Pullino nei pomeriggi del lunedì, martedì e venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19 e nelle mattine del martedì e del giovedì dalle ore 10 alle ore 12; il suo recapito telefonico è 0697842671 ed il suo fax è 06 97842717. A Via Pullino si svolgono nel pomeriggio i laboratori di musica, di “Comicità è Salute” e di danza popolare. Allo scopo di favorire la socializzazione degli utenti, organizza feste di compleanno, gite, visite culturali, soggiorni estivi marini, serate teatrali e partecipazione ad eventi con esibizioni dei partecipanti ai laboratori di musica e di danza, organizza mostre di ceramica e di pittura.
Per la qualità dei suoi progetti si è saputa accreditare come punto di riferimento per la disabilità nel Municipio XI. In occasione dei suoi dieci anni di attività, presso gli spazi del Parco Caduti del Mare, in Via Pullino, ha organizzato sabato 30 ottobre un interessante convegno, “I Disabili durante Noi e dopo di Noi”, a cui hanno partecipato attivamente molti esponenti delle istituzioni e che ha avuto lo scopo di aprire il dibattito col territorio sulle iniziative che l’associazione ha realizzato per la comunità locale e la positiva ricaduta che queste hanno avuto sul benessere delle famiglie e dei ragazzi. Ha concluso il dibattito l’Assessore alle Politiche sociali del Municipio XI, Andrea Beccari, che ha sottolineato la bontà del lavoro che l’associazione ha svolto e che rappresenta un patrimonio di civiltà unico per il nostro territorio.

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“Anniversario” Auguri a Giulio e Rosina

Giulio e Rosina

“Anniversario” Auguri a Giulio e Rosina

Il giorno 8 ottobre u.s. Rosina e Giulio insieme alle figlie, nipoti, pronipoti e amici hanno festeggiato le “nozze di diamante” celebrate nella “Chiesa di S. Francesco
Saverio”.
La coppia che da circa quaranta anni vive nel nostro quartiere partecipa attivamente a tutte le iniziative promosse alla Garbatella.
Tante felicitazioni e congratulazioni a loro e ai loro famigliari per aver raggiunto questo traguardo insieme.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Dall’Oratorio dei Filippini ricordi del decano padre Guido Chiaravalli

Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Signor direttore, ho letto con vivo interesse la dotta  disquisizione del signor Recchi sulla “mazzafionda”, pubblicata nel numero di giugno di Cara Garbatella. Mi ha fatto rivivere quella stagione di quaranta anni fa quando, al termine della scuola, qualche piccolo gruppo andava a “pesca” (di ranocchie) nella marrana di Grottaperfetta, dove ora vi sono le vie di Tiberio, Giustiniano, Costantino imperatori, oppure a caccia di uccellini.
Andavano in due o tre con la fionda infilata nei calzoni posteriormente per evitare incontri non graditi (guardie ecc.).
Un buon luogo di caccia era la rupe di San Paolo sul versante di Via Giovannipoli. Ho notato il silenzio del signor Recchi sull’alternativo bersaglio in caso di insuccesso venatorio. E’ bene che un’idea del genere non si diffondi.Oratorio San Filippo Neri - Chiesoletta
Nell’impeccabile descrizione del signor Recchi si parla del bosso e del frassino, ma alla Garbatella non vi è reperibilità di tali piante. E’ opportuno invece portare attenzione sui ligustri presenti nei Lotti. La forcella si divarica simmetricamente ed è un buon legno. Sarebbe bene che qualche “tecnico” (di età almeno sessantenne) descrivesse i giochi del “picchio” e della “nizza”. Occorre rivolgersi ai nonni perché vi è alle spalle un salto generazionale. Giochi intelligenti, come le biglie, scomparsi, purtroppo sostituiti, come il gioco nelle piazze, dall’abuso dei mezzi virtuali che rubano la bella socialità di allora.
Un gioco invece ormai impossibile col traffico attuale era quello dei “carrettini” o “pattini”. Iniziava anche esso con le vacanze. Dopo una “passata” dai meccanici per rimediare due cuscinetti piccoli e uno grande, all’Oratorio che forniva gli attrezzi sembrava di essere a Maranello in una catena di montaggio. Il problema maggiore era trovare il legno adatto. Una pista di prova la offriva Via Lorenzo da Brindisi ma il meglio era Via Massaia con lo scarso traffico di allora. Una volta in Via Tosi traslocavano ed avevano smontato dei mobili riservandosi di prenderli successivamente. Sparirono alcuni pezzi. Il proprietario preoccupato della cosa venne all’Oratorio a cercarli, ma non li trovò. Era veramente inquieto. Ne parlai agli agenti del CIO (Centro investigativo Oratorio) specializzato nel recupero palloni, scarpe ed anche qualche strumento musicale. Lui aveva promesso una buona ricompensa.
“Radio scarpa” entrò in azione e si venne a sapere che li avevano presi alcuni ragazzi di Via Giovannipoli per fare una capanna sulla rupe. La mancia venne pagata.
Era il mondo dei ragazzetti (e ragazzette) di allora. Non si finirebbe di raccontarlo. Un mondo che è bello non si perda. Fine anni cinquanta. Era stato donato per la Colonia un canotto gonfiabile Pirelli. Era uno dei primi e lo avevano mandato da Milano. A turno a Torvaianica lo pagaiavano: una cosa ambita. La sera, al rientro, lo si lavava con cura e lo si appendeva ad asciugare. Una mattina era scomparso. Costernazione. Assemblea. La traccia: l’ha preso certamente un ragazzo del quartiere.
Passare la voce. Arriva una ragazzina: questa mattina due del mio Lotto sono andati al mare col trenino per il Lido con un canotto.. Piano di recupero: a turno due controlleranno i trenini in arrivo. Non accade nulla. Aspettare. La sera mentre il sottoscritto era a cena una scampanellata. I due compari erano stati pedinati sino alla Garbatella ed in un cortile erano assediati da una massa vociante. Se la squagliarono infuriati e la mattina dopo il canotto rientrò in servizio.
Padre Guido Chiaravalli

Ringraziamo padre Guido per la preziosa testimonianza che ha voluto affidare a Cara Garbatella. Cogliamo l’occasione per augurare un buon tornato a padre Guido, era stato indisposto per un periodo di tempo.

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Non procedono i lavori del cavalcaferrovia

Il ponte tra la Circonvallazione e la Via Ostiense

Non procedono i lavori del cavalcaferrovia

di Eraldo Saccinto

Doveva essere la punta di diamante della viabilità nel progetto di riqualificazione del quadrante Ostiense, Marconi, Garbatella. La giunta Alemanno lo ha ereditato, come tutta l’area degli ex mercati, come ponte di collegamento essenziale per la viabilità locale. I lavori, però sono stati bloccati per lungo tempo e sono ripresi col contagocce.
e ultime informazioni sono quelle che riguardano l’esecuzione delle fondazioni profonde ma il cantiere è stato fermato perché sembra che la Soprintendenza comunale abbia ritenuto necessario condurre ulteriori sondaggi archeologici. A ciò si sono aggiunti problemi di natura geotecnica e lavori di bonifica e rimozione di sottoservizi Italgas. Per cui la fine dei lavori adesso è stata ripianificata a non prima della metà del prossimo anno.
La realizzazione del cavalcaferrovia, dicevamo, è opera fondamentale per la viabilità perché collegherà Via Ostiense e l’area degli ex Mercati Generali alla Circonvallazione Ostiense in prossimità della fermata metro Garbatella. La percorribilità, come descritto nei precedenti articoli nei quali ci siamo occupati di questo manufatto, sarà garantita dai marciapiedi laterali, dalle due corsie per senso di marcia destinate ai veicoli e a un corridoio centrale per il trasporto pubblico.
Qualcuno afferma che i problemi siano sorti a causa di improvvise difficoltà economiche delle ditte appaltatrici; secondo altri, nonostante i lavori per la realizzazione del cavalcaferrovia fossero già stati inseriti nel PRG e i problemi con la Soprintendenza fossero già venuti a galla, questi sarebbero stati risolti già ai tempi dell’Amministrazione Veltroni. A settembre-ottobre scorsi si è parlato più volte dell’imminenza della ripresa dei lavori per il cavalcaferrovia e della presentazione di un nuovo progetto per i Mercati Generali, ad oggi ancora nulla è pervenuto al Municipio, tanto che l’Assessore ai Lavori pubblici dell’ XI Municipio, Alberto Attanasio dichiara: “Ad oggi ancora non riceviamo nessun effetto visibile di avanzamento nei lavori e miglioramento nella mobilità, anche se formalmente non è pervenuta nessuna comunicazione di blocco per il cantiere”.

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Anche da noi fa strage di palme: il Punteruolo rosso

Anche da noi fa strage di palme: il Punteruolo rosso

Il Punteruolo rosso, originario dall’Asia meridionale, ha colpito anche qui da noi, alla Garbatella. L’insetto, ovvero il vorace Rhynchoforus ferrugineus, è un coleottero curculionide nemico soprattutto delle palme, che divora in ogni sua parte fino ad ucciderle. Nel quartiere la palma più vistosamente colpita e uccisa è il magnifico esemplare che svettava al fianco della scalinata del Pincetto, a Piazza Benedetto Brin.
Ora è ridotta a un tronco nudo e calvo, avendo perduto completamente la sua bella e folta chioma. Alla Garbatella non sono molte le palme che ornano il verde dei giardini. Le più belle e le più numerose si possono ammirare nell’ampio parco che si trova alle spalle della Scuola dei bimbi, la Scoletta di Piazza Nicola Longobardi. Altre si trovano nel parco che circonda lo storico Casale Santambrogio, sulla collina più alta della Garbatella, alle spalle dell’Università San Pio V. Sono già attaccate dal famelico coleottero gli esemplari del Parco di Commodilla. punteruolo rosso
Così come quella che orna il piccolo giardino adiacente alla chiesoletta di sant’Eurosia. Altre piante sono sparse qua e là nei Lotti. Sono tutte palme delle canarie (Phoenix canariensis), una pianta d’alto fusto che ha avuto larga diffusione in Italia a scopo ornamentale a partire dal 1800. Ma il terribile punteruolo rosso colpisce tutte la specie di palme e talvolta anche altre piante. Si tratta di un insetto, lungo tra 19 e 45 millimetri, munito di una specie di proboscide detta rostro con la quale perfora e divora il tessuto della pianta fino ad ucciderla. Le femmine adulte a un certo punto sfarfallano e depositano circa 300 uova che hanno uno sviluppo che, in varie fasi, dura circa 82 giorni.
Quando la pianta non offre più materia di cui cibarsi perché rinsecchita l’insetto vola via a cercare altre vittime, con un raggio d’azione di circa un chilometro.
Il punteruolo rosso è stato esportato dall’Asia sud-orientale e dalla Melanesia all’interno di palme di cui non si conosceva o era stata taciuta l’infestazione, introdotte a scopo ornamentale. Ha avuto una diffusione rapidissima: nel 1980 si è manifestato negli Emirati arabi, nel 1992 aveva raggiunto l’Egitto, nel 1994 la Spagna, nel 2005 è arrivato in Italia (la prima segnalazione è di un vivaista di Pistoia che aveva importato palme a scopo ornamentale dall’Egitto). Per dare un’idea della velocità di diffusione del micidiale insetto, i botanici hanno calcolato che le palme esistenti a Roma potrebbero essere tutte attaccate e uccise entro il 2015. Purtroppo finora i metodi di disinfestazione sperimentati si sono dimostrati molto costosi e scarsamente efficienti: le speranze sono ora riposte nella lotta biologica cui si sta dedicando la ricerca. (C.B.)

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Dal Municipio

Dal Municipio

Raccolta dei rifiuti ingombranti a giorni prestabiliti nel Municipio

L’Ama ha avviato un servizio di raccolta gratuita di rifiuti ingombranti riservato alle utenze domestiche. Un servizio ancor più vicino ai cittadini per contrastare il cattivo costume dell’abbandono indiscriminato di suppellettili, elettrodomestici e arredamenti. Il servizio nel Municipio Roma XI sarà attivo ogni 1° e 3° venerdì del mese. Di seguito, i punti di raccolta e gli orari:

  • Via delle Sette Chiese – angolo Via di Santa Petronilla 12.30 – 13.45
  • Piazzale del Caravaggio – area parcheggio 14.00 – 15.30
  • Piazza Federico Marcello Lante, 21 16.00 – 17.30
  • Piazzale Caduti Della Montagnola – fronte chiesa 18.00 – 19.30
  • Piazza Giovanni da Lucca – fronte civico 1 12.30 – 13.45
  • Piazza Bartolomeo Romano, 4 14.00 – 15.30
  • Piazza Oderico da Pordenone – angolo Via G. Genocchi 16.00 – 17.30
  • Piazza del Gazometro 18.00 – 19.30 – fronte Via del Commercio
  • Viale Giustiniano Imperatore – angolo via Tito 12.30 – 13.45
  • Largo Leonardo da Vinci, 18 14.00 – 15.30
  • Largo Valerio Bacigalupo – interno parcheggio 16.00 – 17.30
  • Via Simone Martini 18.00 – 19.30

Il Registro municipale dei Testamenti biologici

Bastano tre copie del modulo testamentario, una copia del modulo per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, scaricabili dal sito del Municipio XI e recarsi, assieme ad un fiduciario e con una marca da € 0,26, presso l’Ufficio demografico di Via degli Armatori 13 per poter esercitare la propria volontà riguardo al Testamento biologico. Possono chiedere l’iscrizione al Registro tutti i cittadini italiani e dell’Unione Europea, residenti nel territorio del Comune di Roma, che abbiano compiuto 18 anni. Per l’appuntamento contattare l’Ufficio relazioni con il Pubblico, recandosi di persona in via Benedetto Croce 50, oppure chiamando lo 06.696.11.333.

Per il diritto di voto di stranieri e cittadini non residenti

Possono esercitare i diritti connessi all’iniziativa popolare e ai referendum consultivi comunali i cittadini non residenti a Roma che lavorano in questo Comune, gli studenti non residenti a Roma che studiano presso scuole e università romane, gli stranieri maggiorenni, residenti o domiciliati a Roma. Per esercitare il diritto di voto i cittadini suddetti debbono registrarsi, entro il 31 dicembre 2010, presso gli Uffici relazioni con il pubblico nei Municipi. Info: URP Municipio Roma XI – via Benedetto Croce 50 – 06.696.11.333 – orari dal lunedì al venerdì 8.30\12.30, martedì e giovedì anche 14.30\16.30.

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