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Autore: Redazione

Il Lotto ha 50 anni: facciamo festa

Il Lotto ha 50 anni: facciamo festa

Sabato 15 ottobre in Via Rosa Raimondi Garibaldi 119 (già Ipost) gli abitanti ormai costituiti in condominio hanno festeggiato i 50 anni del complesso. Molte sono le famiglie che vi abitano dal lontano giugno/dicembre 1955, altre sono subentrate nel tempo. Con figli e nipoti si è brindato anche in ricordo di chi non c’è più, augurando ai giovani un bellissimo prossimo cinquantennio.
L’iniziativa è stata presa da due condomini della Scala E che già il 7 maggio scorso promossero l’incontro “vicini-amici”.

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A breve la riapertura del parco di Via Pullino

A breve la riapertura del parco di Via Pullino

Procedono secondo i ritmi dettati dai tempi del progetto i lavori al Parco dei Caduti del Mare di Via Pullino.
L’opera di riqualificazione, iniziata lo scorso anno, è in via di realizzazione e il termine dei lavori, previsto inizialmente per il 15 novembre, sembra dover slittare ma solamente di qualche giorno. Una notizia confortante per anziani, mamme, bambini ma anche giovani e sportivi, assidui frequentatori di quello spazio dove correre, giocare e passeggiare, che tra qualche giorno dovrebbe essere restituito all’uso pubblico. …..

A breve la riapertura del parco di Via Pullino

Procedono secondo i ritmi dettati dai tempi del progetto i lavori al Parco dei Caduti del Mare di Via Pullino.
L’opera di riqualificazione, iniziata lo scorso anno, è in via di realizzazione e il termine dei lavori, previsto inizialmente per il 15 novembre, sembra dover slittare ma solamente di qualche giorno.
Una notizia confortante per anziani, mamme, bambini ma anche giovani e sportivi, assidui frequentatori di quello spazio dove correre, giocare e passeggiare, che tra qualche giorno dovrebbe essere restituito all’uso pubblico. La riqualificazione del parco, una dei più importanti spazi verdi del nostro Municipio, prevista tra l’altro nella cornice dei lavori del Contratto di Quartiere, è stata articolata in due aspetti: restauro ed innovazione. Tra le opere di restauro saranno realizzati interventi di manutenzione e di rifacimento del campo polifunzionale e dell’area-giochi per bambini. Tra le opere di innovazione sono state espletate quelle relative al teatro all’aperto, al padiglione per gli eventi culturali, all’impianto di nuove alberature, vialetti, sedili. Un’area-cani appartata è destinata ai nostri amici a quattro zampe “L’impresa selezionata per la messa in opera del progetto ha finora rispettato gli impegni presi”, così ha risposto ad una nostra intervista telefonica il direttore dei lavori, l’arch. Pietro Giansantelli, progettista del XIX Dipartimento, che assieme al responsabile del procedimento, arch. Mirella Di Giovine, ha curato la progettazione e la verifica e il controllo sui modi e sui tempi delle fasi di realizzazione.
“Il lieve ritardo, è dovuto in parte alla sospensione dei lavori resasi necessaria per i violenti nubifragi che si sono scatenati durante le scorse settimane e che hanno, in certi giorni, impedito le attività quotidiane”. “Peraltro, l’unica vera incognita riscontrata durante i lavori è quella legata al montaggio delle controsoffittature del padiglione, per le quali stiamo riscontrando alcuni problemi”. “Ciò non toglie che ci siamo impegnati a rendere agibile nei tempi previsti la gran parte del giardino, che sarà messo in sicurezza e riaperto”, ha concluso l’architetto Giansantelli. (E.S.)

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Al mercato rionale di Santa Galla mancano autorizzazioni sanitarie

Al mercato rionale di Santa Galla mancano autorizzazioni sanitarie

Con l’ordinanza numero 24 del 22 settembre 2002 si disponeva il trasferimento, a causa dei lavori di riqualificazione dei box del mercato coperto di Via Passino, nella sede temporanea di Via di Santa Galla. A seguito di quella ordinanza gli operatori hanno trasferito la propria attività commerciale, sostenendo le spese per attrezzare la nuova area ed i rispettivi box di vendita.
A partire dalla data del trasferimento sono ovviamente iniziate le attività di vendita al dettaglio, attività che come in ogni mercato rionale vanno dalle calzature all’abbigliamento dai casalinghi …..

Al mercato rionale di Santa Galla mancano autorizzazioni sanitarie

Con l’ordinanza numero 24 del 22 settembre 2002 si disponeva il trasferimento, a causa dei lavori di riqualificazione dei box del mercato coperto di Via Passino, nella sede temporanea di Via di Santa Galla. A seguito di quella ordinanza gli operatori hanno trasferito la propria attività commerciale, sostenendo le spese per attrezzare la nuova area ed i rispettivi box di vendita.
A partire dalla data del trasferimento sono ovviamente iniziate le attività di vendita al dettaglio, attività che come in ogni mercato rionale vanno dalle calzature all’abbigliamento dai casalinghi

ai generi alimentari.Dopo un lasso di tempo di circa tre anni in cui gli operatori hanno tranquillamente esercitato il loro lavoro, improvvisamente, il 1° luglio scorso, il personale tecnico del dipartimento di prevenzione della direzione servizi veterinari ha effettuato un sopralluogo ispettivo presso i box degli operatori di macelleria e pescheria.
Questo sopralluogo ha constatato che nei suddetti box, benché le condizioni igienico-sanitarie siano più che sufficienti, quindi non vi è alcun rischio per ciò che concerne la salute dei cittadini, mancano i requisiti di base necessari per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie sia per quanto concerne l’intero assetto del mercato sia per le singole attività. In parole povere, manca l’autorizzazione sanitaria rilasciata dal veterinario competente. L’ispezione è stata originata dalla comunicazione alla Asl di alcuni rapporti amministrativi a carico di esercenti su aree pubbliche, emessi il 22 giugno scorso dai Vigili dell’XI Gruppo della Polizia municipale, in cui veniva evidenziata la mancanza di autorizzazioni sanitarie per gli operatori del mercato rionale. Per poter ovviare a questa carenza, in una comunicazione datata 19 luglio le autorità di vigilanza, nella fattispecie la Asl RMC, chiedevano alla Presidenza dell’XI Municipio di volersi adoperare perché il ritorno degli operatori nella sede storica di Via Passino avvenga in tempi brevissimi, al fine di evitare la sospensione delle attività nei box di macelleria e pescheria. Ma si osserva che realisticamente sarà difficile ottemperare alla richiesta della Asl, visto che i lavori al mercato coperto sono lungi dall’essere terminati.

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Scuola dell’ infanzia “La coccinella” Nuova mensa e giardino rifatto

Scuola dell’ infanzia “La coccinella” Nuova mensa e giardino rifatto

Per i bambini della Scuola della infanzia “La coccinella”, ubicata presso la Cesare Battisti, dal 3 ottobre vi è una mensa tutta per loro ed un giardino completamente rifatto.
All’inizio dell’anno era stato stilato in Municipio un protocollo di intesa che permetteva la fruizione e la divisione degli spazi comunali ubicati al primo e secondo piano della ala destra della Battisti. Proprio questa divisione ha permesso di creare le condizioni per lo spostamento del laboratorio di ceramica delle elementari sito al piano terra in altro spazio e di utilizzare gli spazi lasciati liberi ad uso mensa per bambini della Scuola dell’infanzia. Prima i bambini usufruivano, anche se con turni differenziati, di spazi mensa in comune con i bambini delle elementari.
Il rifacimento del giardino ha permesso ai bambini di utilizzare l’area esterna con spazi verdi ed aree di gioco che hanno sostituito metri quadrati di asfalto.
Nella assemblea dei genitori del 29 settembre, presieduta dal Coordinatore educativo della scuola Lidia De Carolis, è stato eletto Presidente Donato Mattei, al quale rivolge auguri di buon lavoro il Presidente della Commissione scuola del Municipio Antonio Bertolini.

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Ass. Sportiva Garbatella I giochi sono aperti

Ass. Sportiva Garbatella I giochi sono aperti

di Paola Angelucci

L’Associazione Sportiva Garbatella ha ripreso a pieno ritmo le attività.
Per la Prima squadra, che gioca in Seconda categoria, il campionato è iniziato sotto buoni auspici: dopo tre partite è prima in classifica, imbattuta, con 7 punti guadagnati:
1° partita – Tormarancia/Garbatella 1-3, derby eccellente;
2° partita – Garbatella/NuovaVelletri 2-2, buttando via parecchie occasioni gol;
3° partita – Trigoria/Garbatella 0-1, vittoria contro una squadra molto forte. …..

Ass. Sportiva Garbatella I giochi sono aperti

di Paola Angelucci

L’Associazione Sportiva Garbatella ha ripreso a pieno ritmo le attività.
Per la Prima squadra, che gioca in Seconda categoria, il campionato è iniziato sotto buoni auspici: dopo tre partite è prima in classifica, imbattuta, con 7 punti guadagnati:
1° partita – Tormarancia/Garbatella 1-3, derby eccellente;
2° partita – Garbatella/NuovaVelletri 2-2, buttando via parecchie occasioni gol;
3° partita – Trigoria/Garbatella 0-1, vittoria contro una squadra molto forte.

Tra i nuovi acquisti, che rinsaldano la già coesa Prima squadra, spicca il nuovo portiere Errani che da allievo giocava con la Sampdoria.
Per tutte le altre squadre agonistiche il campionato è ripreso il 15/16 ottobre, mentre per la Scuola calcio inizierà l’ 1/2 novembre. Ed ora una panoramica sulle formazioni dell’A.S.Garbatella. Per la Juniores, squadra d’alta qualità, si aspira ai primi posti considerando anche che dovrebbe risultare facilitata da un girone abbordabile e da un nuovo allenatore d’eccellenza, Umberto Viola (già allenatore di squadre Juniores d’èlite), che si caratterizza principalmente nel prediligere la manovra corale, considerando essenziale per un lavoro che dia frutti costanti la partecipazione di tutti al gioco.
Passiamo ora a Juniores Primavera e Allievi, squadre freschissime, ragazzi tutti nuovi con i quali gli allenatori stanno lavorando alacremente per ricavare da ciascuno il  meglio, al fine di ottenere la necessaria coesione per conquistare i migliori risultati. I Giovanissimi provinciali già lo scorso anno hanno raggiunto un’ottima posizione nel loro campionato: le alte aspettative di questa squadra sono giustificate dalla qualità degli elementi che compongono la formazione, giovani molto promettenti, atleticamente preparati, con un’elevata resistenza fisica e caratteriale dimostrata in campo.
Ci sono poi le squadre dei bambini della Scuola calcio, dai Piccoli amici (6/7 anni) agli Esordienti (12 anni), seguiti con attenzione nel rispetto delle direttive nazionali che il regolamento della Figc impone a tutte le scuole. L’insegnamento del calcio ai bambini deve infatti avere sempre un carattere ludico, s’insegna loro la tecnica rispettando i ritmi di crescita di ciascuno, individuando capacità e spessore. Anche il campionato di Federazione è teso al gioco di squadra. Per l’allenamento dei più piccoli si usano mute di vari colori che, attraendo la vivace fantasia dei bambini, sviluppano apertura, gioco e curiosità. Una nota simpatica: molti iscritti alla Scuola sono figli di calciatori della “vecchia” squadra della Garbatella: i piccoli, entusiasti di poter giocare con la maglia dei loro papà; i veterani, emozionati di rivedere nuovamente in campo la squadra del loro quartiere! Il calcio locale è anche tutto questo.
Perciò la direzione, gli allenatori ma soprattutto i ragazzi e le loro famiglie ribadiscono la necessità di avere un campo nel territorio d’appartenenza.

Le iscrizioni alla Scuola Calcio sono aperte:
info.3343407219 / 3395891516
A.S.Garbatella – Lungotevere Dante, 5/b
www.assportgarbatella.splinder.com

 

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Antinfluenzale: vaccinazioni in corso

Antinfluenzale: vaccinazioni in corso

Precisando che al momento non esiste alcun vaccino per combattere il rischio di una eventuale comunque non imminente influenza aviaria, il dott. Antonio Bertolini, medico di famiglia e consigliere del nostro Municipio, nota che la vaccinazione antinfluenzale normale quest’anno avrà sicuramente un incremento.
Le vaccinazioni sono iniziate il 15 ottobre e continueranno fino al 30 novembre. Verranno praticate gratuitamente dai medici e dai pediatri di famiglia o dai servizi territoriali della Asl solo alla popolazione definita a rischio: ultrasessantacinquenni, bambini d’età superiore ai 6 mesi, cittadini affetti da malattie croniche, personale che operi a contatto con animali, soggetti del servizio pubblico, forze dell’ordine e personale sanitario.

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Informatici “segati” alla Sistemi Informativi

L’azienda è in difficoltà? Sfoltiamo il personale

Informatici “segati” alla Sistemi Informativi

Licenziamenti nella società di Via delle Sette Chiese, ex edificio della Locatelli

Intervista di Valerio Maccari

La Sistemi Informativi di Via delle Sette Chiese 142, la più grande società informatica della zona, è una realtà dinamica e consolidata. Senza problemi. Almeno questa è l’impressione che si ricava, leggendo la presentazione della società sul sito: “la Sistemi Informativi, nata nel 1979 e oggi parte integrante del gruppo IBM Italia, si è specializzata […] nella fornitura di diversi prodotti e servizi informatici quali software applicativi, assistenza sistemistica, servizi professionali, integrazione di sistemi, formazione professionale e realizzazione di progetti speciali finalizzati.
Dall’anno 2000 ad oggi ha rafforzato la sua presenza sul mercato, incorporando nella sua organizzazione società altamente professionali …..

L’azienda è in difficoltà? Sfoltiamo il personale

Informatici “segati” alla Sistemi Informativi

Licenziamenti nella società di Via delle Sette Chiese, ex edificio della Locatelli

Intervista di Valerio Maccari

La Sistemi Informativi di Via delle Sette Chiese 142, la più grande società informatica della zona, è una realtà dinamica e consolidata. Senza problemi. Almeno questa è l’impressione che si ricava, leggendo la presentazione della società sul sito: “la Sistemi Informativi, nata nel 1979 e oggi parte integrante del gruppo IBM Italia, si è specializzata […] nella fornitura di diversi prodotti e servizi informatici quali software applicativi, assistenza sistemistica, servizi professionali, integrazione di sistemi, formazione professionale e realizzazione di progetti speciali finalizzati.
Dall’anno 2000 ad oggi ha rafforzato la sua presenza sul mercato, incorporando nella sua organizzazione società altamente professionali e di consolidata esperienza, quali Findatasystem (società del gruppo IBM), Selfin (società del gruppo IBM CCS (società specializzata nell’offerta di software in campo farmaceutico). Queste società, nate come consorelle, operano a livello tecnico come un’unica entità, costituendo dal punto di vista operativo un Gruppo Virtuale con un totale di circa 2000 dipendenti”.

Ma c’è chi dice che la situazione non sia proprio così rosea. E forse non è un caso che le statistiche relative alle assunzioni si esauriscano al 2002. La S.I. infatti,, una delle più presenti in Italia e senza ombra di dubbio la realtà informatica più importante di Roma Sud, sta attraversando un momento di “ristrutturazione”. Per essere più chiari: sta tagliando il personale. Noi di CaraGarbatella abbiamo raccolto la testimonianza di un ex dipendente.

Cosa è successo all’interno della Sistemi Informativi?
La società ha iniziato a tagliare personale.
Con le buone, quando riusciva, altrimenti esercitando pressioni.

Che genere di pressioni?
Hanno cercato di creare un ambiente ostile per costringere le persone ad andare via. E, devo aggiungere, ci sono riusciti perfettamente.

In che modo?
Ti racconto un paio di aneddoti, ovviamente senza far nomi. Ci sono stati dei Quadri che sono stati mandati per mesi a fare i turnisti a Santa Palomba. Persone con esperienza più che decennale nel campo dell’informatica che, costrette a lavorare in un Call Center della Telecom, erano obbligati dalla dirigenza ad accettare lavori al di sotto della loro competenza.

Situazioni dure da accettare.
A volte non era proprio possibile accettare. Persone sposate o con figli piccoli a carico venivano spedite a Matera o a Potenza.

Non era possibile trattare un’alternativa?
Certo. Solo che le alternative che offrono sono finte. Il massimo che ti possono dare come scivolo è una cifra che si aggira intorno a 40 mila 50 mila Euro lordi. Una cifra che sembra alta, ma che non può bastare a coprire il periodo di disoccupazione a cui il dipendente “segato” va incontro. Sembri suggerire che il periodo di disoccupazione per i “segati” sia piuttosto lungo. Eppure, scusami, persone con un alto grado di competenza dovrebbero riciclarsi più facilmente.
Questo è quello che lasciano credere.
Ma non è proprio così. Il periodo di disoccupazione in realtà è molto lungo. E qualcuno proprio non lo trova un nuovo lavoro.

Come mai?
Per ragioni di età e di livello. Sono stati interessati dal taglio soprattutto i livelli intermedi, di sesto, settimo livello o Quadri, dai 40 anni in su.

Quindi di non facile ricollocazione, anche ipotizzando un pesante downsizing.
Già. Potrebbero riciclarsi come consulenti, ma non esiste attualmente una domanda di mercato in grado di pareggiare l’offerta. Potremmo riciclarci come programmatori. Ma il mio lavoro di supervisione del gruppo non esiste più.

Non è più necessario?
Sarebbe meglio dire che non viene più considerato.

Un errore strategico?
Sicuramente. Ma questo è il settore informatico italiano. È’ la cartina di tornasole di come vanno le cose in Italia. Quando si entra in crisi si taglia: personale e ricerca sono le prime vittime, senza alcun piano per il futuro.

Le cose stanno così male? Eppure i dati Assinform non sembrano essere così catastrofici …
La Assinform monta i successi ottenuti dalle compagnie di telefonia mobile e dall’industria dei videogiochi. Ma se Nintendo, Sony e Microsoft guadagnano in quest’ultimo campo, l’informatica italiana non ne è certo beneficiata.

Come si è arrivati ad una situazione simile?
È un discorso piuttosto lungo.
Diciamo che sono stati commessi dei gravi errori strategici. Il mercato si è contratto dopo il 2002, e non era una cosa così difficile da prevedere. I costi sostenuti dalle società per aggiornare i sistemi al millennium bug e all’entrata dell’Euro le hanno spinte a chiudere i cordoni della borsa. Dopo aver munto le società bisognava abbassare i prezzi.

Insomma, hanno ammazzato le vacche grasse?
Beh, in un certo senso sì. I ministeri non chiedono più nulla, i progetti europei si sono esauriti, e la concorrenza straniera, grazie alle softco in Israele o in India, che costano la metà, si è fatta quasi insostenibile. Il mercato informatico italiano, poi, è limitato solo alla manutenzione. E nessuna azienda sembra intenzionata a cambiare rotta: c’è poca voglia di uscire dalla crisi sulle proprie gambe. E noi lavoratori, come sempre, ne facciamo le spese.

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Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Il quartiere era stato ideato anche in funzione di un porto-canale che non fu più costruito.
Quasi tutte le sue strade furono intitolate a uomini del mare

di Cosmo Barbato

Si è sempre detto che la borgata-giardino fondata nel 1920 sui Colli di San Paolo (doveva chiamarsi Concordia, prevalse il toponimo popolare Garbatella) fosse, oltre che un insediamento operaio, anche un borgo marinaro. Ciò è vero, se si riguardano le intenzioni dei suoi ideatori. Questi infatti avevano concepito il nuovo agglomerato urbano, oltre che in funzione della sottostante zona industriale ostiense, che da qualche decennio si andava sviluppando, anche di un canale navigabile, affiancato al Tevere, che avrebbero dovuto mettere in comunicazione il mare di Ostia …..

Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Il quartiere era stato ideato anche in funzione di un porto-canale che non fu più costruito.
Quasi tutte le sue strade furono intitolate a uomini del mare

di Cosmo Barbato

Si è sempre detto che la borgata-giardino fondata nel 1920 sui Colli di San Paolo (doveva chiamarsi Concordia, prevalse il toponimo popolare Garbatella) fosse, oltre che un insediamento operaio, anche un borgo marinaro. Ciò è vero, se si riguardano le intenzioni dei suoi ideatori. Questi infatti avevano concepito il nuovo agglomerato urbano, oltre che in funzione della sottostante zona industriale ostiense, che da qualche decennio si andava sviluppando, anche di un canale navigabile, affiancato al Tevere, che avrebbero dovuto mettere in comunicazione il mare di Ostia con un porto interno localizzato poco a valle della Basilica di San Paolo. In realtà però la Garbatella di marinaro non ha mai avuto niente, perché già nel 1922, cioè due anni dopo la posa della prima pietra di fondazione della borgata, il progetto del porto-canale era stato accantonato per le gravi condizioni del bilancio statale. Poi, nel 1923, era stato addirittura sciolto l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale di Roma, che avrebbe dovuto realizzare l’ambizioso programma.L'ing. Paolo Orlando (al centro), ideatore e progettista del porto-canale che doveva sorgere all'Ostiense. Alla sua sinistra il re Vittorio Emanuele III e alla sua destra il presidente delle Case popolari Vincenzo Magaldi. Sta per nascere la borgata Garbatella
Qualcosa di marinaro però alla Garbatella era ed è rimasto: l’intitolazione della maggior parte delle sue strade, che la Commissione comunale di toponomastica, opportunamente sollecitata, aveva preventivamente voluto dedicare a personaggi che avevano a che fare con il mare: navigatori, armatori, progettisti, ingegneri, capitani della cantieristica o della collegata industria pesante, scrittori di cose navali, ammiragli ecc.
L’ultimo richiamo, in ordine di tempo, a quella lontana vocazione marinara fu l’intitolazione pochi anni fa ai Caduti del mare del Parco di Via Pullino.
La zona ostiense in un lontano passato avevo beneficiato di un porto fluviale minore, localizzato sulla riva sinistra del Tevere, all’altezza dei cosiddetti Prati di San Paolo. Al tempo dell’antica Roma faceva capo ad un borgo denominato Vicus Alexandri: qui, tra l’altro, furono scaricati buona parte dei materiali utilizzati per la costruzione delle Terme di Caracalla, trasportati per via fluviale. Si chiamò in seguito Portus Grapigliani ed era ancora in funzione nel 1800 col nome di Porto della pozzolana (costituiva infatti l’imbarco più prossimo alle cave di pozzolana della zona ardeatina). Poco dopo Roma capitale, 1870, si ipotizzò, per la sua economicità, il ripristino del traffico fluviale con la creazione di un vero e proprio porto interno. Esclusa però, per varie ragioni, la ripresa della navigazione per grandi traffici sul Tevere nel tratto dalla foce alla città, si era cominciato a pensare alla costruzione di un canale navigabile: già nel 1876 venne presentato un primo progetto, un altro nel 1885, poi nel 1889. Nel 1887-89 irrompe un ambizioso nuovo progetto dell’ingegner Paolo Orlando, intraprendente erede di una potente famiglia siciliana, figlio dell’ingegnere navale Luigi Orlando, mazziniano, direttore dell’Ansaldo, fondatore dei cantieri di Livorno e cofondatore delle acciaierie di Terni.
La creazione di un canale navigabile Ostia-Roma e addirittura il ripristino, a partire da Roma, dell’antica navigabilità del Tevere e del Nera fino in Umbria, costituiranno, per Paolo Orlando, il sogno cui tenacemente dedicherà tutta la vita. Nel 1904 intanto dà il via a un Comitato per Roma marittima, elevato al rango di ente morale nel 1914. Nel 1907-1908 vengono individuate le aree da espropriare. Nel 1916, in piena guerra, il Consiglio comunale discute della creazione di un quartiere industriale ostiense e dello spostamento di un tratto del letto del Tevere per fare spazio alla costruzione del porto.
Nel 1919 nasce l’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale, diretto naturalmente da Paolo Orlando: sembra avvicinarsi l’inizio delle opere per il porto-canale. La fondazione nel 1920 della borgata-giardino della Garbatella, sorta sotto gli auspici dell’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale e dell’Istituto Case Popolari, rappresentava solo una piccola tessera di questo complesso mosaico. E invece, dopo 35 anni di battaglie, il progetto verrà definitivamente accantonato e Orlando dovrà consolarsi con un riconoscimento formale: la concessione di un seggio di senatore del Regno.
Una sua impronta tuttavia è rimasta proprio alla Garbatella. Come autorevole membro della Amministrazione comunale al tempo di Prospero Colonna sindaco, Orlando farà predisporre l’intitolazione delle strade della nascente borgata a uomini del mare. Naturalmente non dimenticherà suo padre Luigi, ma la piazza principale del primo nucleo della Garbatella sarà dedicata a Benedetto Brin, ingegnere navale, più volte e per anni ministro della Marina, progettista delle corazzate Duilio e Italia, costruttore della moderna marina del Regno, fondatore dell’Accademia navale di Livorno, patron della fondazione nel 1884 delle Acciaierie di Terni. Una via della nuova borgata sarà dedicata direttamente agli Armatori e un’altra a Giovanni Ansaldo, fondatore dei famosi cantieri navali di Genova.
Ma vediamo, a partire dal nucleo originario della Garbatella, le intitolazioni “marinare” di una parte delle strade, eccezion fatta per alcuni toponimi storici che furono istituiti o che preesistevano, come Via delle Sette Chiese, Via di Commodilla, Via di Sant’Adautto, Via di Sant’Emerita, Via di San Nemesio, Via della Moletta, Via di Vigna Pozzi, Via di Vigna Serafini, Via Pomponia Grecina, Via Giovannipoli e, naturalmente, Via della Garbatella.
Cominciamo con Via Guglielmotti, 1812-1893, storico della marina pontificia e autore di un vocabolario di termini marinareschi; Via Cialdi, 1807-1882, capitano di vascello della marina pontificia, trasportò per via d’acqua i due obelischi di Villa Torlonia; Piazza Pantera, 1568-1625, capitano di galee pontificie, scrittore di cose navali; Via Fincati, 1824-1893, viceammiraglio e scrittore di tecnica navale; Piazza B. Romano, navigatore e scrittore di cose navali del ‘500; Via Cravero, 1835-1905, tecnico di impianti portuali; Via Ferrati, 1846-1915, ingegnere capo del Genio navale, riordinatore dei nostri cantieri; Via Passino, 1856-1908, tecnico di armi subacquee; Piazza Albini, 1830-1909, ufficiale della marina sarda nelle Guerre d’indipendenza; Via Odero, armatore, dirigente dei cantieri di Genova-Sestri e delle Acciaierie di Terni; Via Badoero, architetto navale veneziano del ‘500; Via Pullino, 1837-1898, ingegnere navale progettista del primo sottomarino italiano; Piazza Sauli, esperto del ‘700 dell’arte e della tecnica navale e della navigazione; Via Magnaghi, 1839-1902, viceammiraglio, esperto di idrografia, organizzatore dell’Ufficio idrografico della Regia Marina; Piazza Masdea, 1849-1910, tenente generale del Genio navale; Largo Randaccio, 1827-1908, direttore generale della Marina mercantile; Via Chiodo, 1823-1870, progettista degli arsenali di La Spezia e Taranto; Via Vettor Fausto, architetto navale del ‘500, costruttore della nave ammiraglia della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571; Via Luigi Luiggi, 1856-1931, ingegnere costruttore di porti; Via Caffaro, storico medievale della città marinara di Genova; Via Cuniberti, 1854-1913, generale del Genio navale, precursore della combustione a nafta.
Ci fermiamo qui, trascurando per la verità molte altre intitolazioni ad altri uomini di mare. Citiamo solo una curiosità. Due strade attigue alla Circonvallazione Ostiense sono intitolate a due nomi che appaiono diversi ma in realtà appartengono alla stessa persona: Anton da Noli e Antoniotto Usodimare, un navigatore genovese del ‘400 al servizio dei portoghesi, scopritore dell’arcipelago di Capo Verde. Quella doppia intitolazione fu con tutta evidenza un errore della Commissione di toponomastica.
In conclusione, questo è tutto quel che resta a testimoniare una presunta passata vocazione marinara della ex borgata della Garbatella. Fino a qualche anno fa il mare, durante le ore più calde dell’estate, qui da noi in qualche modo era presente: ci rinfrescava inviandoci il suo lieve “ponentino”. Oggi quella benefica brezza non riesce più a raggiungerci. La blocca il diaframma dei palazzoni dei nuovi quartieri che si frappongono tra noi e la costa.

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E’ morto il partigiano Spartaco Cerrina

E’ morto il partigiano Spartaco Cerrina

Pochi giorni fa è venuto a mancare un nostro affezionato compagno e amico, Spartaco Cerrina. Lo ricordiamo come figura esemplare di uomo e di militante di sinistra.
Spartaco era stato giovanissimo partigiano nel Cuneese e poi, dopo la Liberazione del Nord Italia, si era trasferito a Roma. Aveva militato nel Pci, divenendo nei primi anni ’70 segretario della Sezione Garbatella; quindi nel corso degli anni aveva aderito al Pds ed ai Ds. Nella sua vita aveva alternato il lavoro di architetto con quello di insegnante, impegnandosi anche nel movimento sindacale. …..

E’ morto il partigiano Spartaco CerrinaSpartaco Cerrina

 

Pochi giorni fa è venuto a mancare un nostro affezionato compagno e amico, Spartaco Cerrina. Lo ricordiamo come figura esemplare di uomo e di militante di sinistra.Spartaco Cerrina

Spartaco era stato giovanissimo partigiano nel Cuneese e poi, dopo la Liberazione del Nord Italia, si era trasferito a Roma. Aveva militato nel Pci, divenendo nei primi anni ’70 segretario della Sezione Garbatella; quindi nel corso degli anni aveva aderito al Pds ed ai Ds. Nella sua vita aveva alternato il lavoro di architetto con quello di insegnante, impegnandosi anche nel movimento sindacale.Alle sue esperienze di vita ed in primo luogo a quella di partigiano aveva dedicato alcuni libri: ricordiamo ” La montagna di Cristallo”. Era in procinto di dare alle stampe una nuova opera, quando è sopravvenuta la sua scomparsa. Spartaco era un uomo di vasta cultura e di svariati interessi. Nel dialogare con lui, ciò che colpiva era, da un lato l’orgogliosa e vivida memoria del proprio passato, dall’altro la vivace capacità di analisi del presente, libera da qualsiasi conformismo. Proprio in ragione della storia e della personalità di Spartaco, alle sue esequie civili, svoltesi presso la sede dei Ds alla “Villetta”, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Roma ha voluto omaggiarlo con la presenza del medagliere. La senatrice Giglia Tedesco, figura storica della Resistenza, ha voluto essere presente tratteggiando di Spartaco un commosso ricordo. Alla moglie ed alla sorella di Spartaco la redazione di “Cara Garbatella” esprime le proprie condoglianze. (A.C.)

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Partono i lavori agli ex Mercati Generali

Partono i lavori agli ex Mercati Generali

Rem Koolhaas, uno tra i più geniali autori di architettura contemporanea, che ha vinto il Pritzker Architecture Prize nel 2000 e il Mies van der Rohe Award nel 2005, firma il progetto della ‘Città dei giovani’ che sorgerà al posto dei vecchi Mercati Generali. Il complesso, che occupa un’area di 85 mila metri quadri, ospiterà una mediateca con una libreria tra le più grandi d’Europa (circa 4 mila metri quadri), le ‘terme moderne’ con piscine e …..

Partono i lavori agli ex Mercati Generali

Rem Koolhaas, uno tra i più geniali autori di architettura contemporanea, che ha vinto il Pritzker Architecture Prize nel 2000 e il Mies van der Rohe Award nel 2005, firma il progetto della ‘Città dei giovani’ che sorgerà al posto dei vecchi Mercati Generali. Il complesso, che occupa un’area di 85 mila metri quadri, ospiterà una mediateca con una libreria tra le più grandi d’Europa (circa 4 mila metri quadri), le ‘terme moderne’ con piscine e sauna, la ‘città dei sapori’ con spazi di cultura enogastronomica, oltre a spazi dedicati allo spettacolo e all’arte. Il progetto, che prevede anche aree destinate ai servizi per il quartiere (ci saranno, oltre alla stessa sede del Municipio XI, un asilo nido, un centro anziani e uno sportello per i cittadini), osserva una precisa strategia unificando la dimensione sociale con i servizi al quartiere, con quella culturale e turistica rivolta ai giovani, con l’attenzione per la bellezza e il rispetto dell’identità del luogo.
Il gruppo che si è aggiudicato
la gara per la riqualificazione, formato da una cordata imprenditoriale che comprende l’americana Mills Corporation, Lamaro Appalti, Cinecittàdue e Cogeim, a fronte di un investimento di 230 milioni di euro, gestirà il complesso per 60 anni, mentre il Comune si occuperà di coprire le spese per i servizi del quartiere, investendo 10 milioni di euro. I lavori è previsto si concludano entro il 2008.

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Riapre dopo 6 mesi di lavori la Standa di Via Caffaro

Riapre dopo 6 mesi di lavori la Standa di Via Caffaro

di Antonella Di Grazia

Ha riaperto al pubblico mercoledì 12 ottobre l’ormai storico supermercato Standa di Via Caffaro che ha subito l’ennesimo cambio di marchio e l’ennesima ristrutturazione, che questa volta ha riguardato soprattutto il piano terra, cioè quello all’altezza della strada, mentre al piano inferiore non è stato effettuato alcun lavoro. Già alcuni anni addietro la decisione di riconvertire una parte degli ampi locali in Oviesse aveva generato una serie di polemiche: come si ricorderà, la dirigenza dell’epoca aveva deciso a suo tempo di effettuare tagli ai danni delle numerose commesse, …..

Riapre dopo 6 mesi di lavori la Standa di Via Caffaro

di Antonella Di Grazia

Ha riaperto al pubblico mercoledì 12 ottobre l’ormai storico supermercato Standa di Via Caffaro che ha subito l’ennesimo cambio di marchio e l’ennesima ristrutturazione, che questa volta ha riguardato soprattutto il piano terra, cioè quello all’altezza della strada, mentre al piano inferiore non è stato effettuato alcun lavoro. Già alcuni anni addietro la decisione di riconvertire una parte degli ampi locali in Oviesse aveva generato una serie di polemiche: come si ricorderà, la dirigenza dell’epoca aveva deciso a suo tempo di effettuare tagli ai danni delle numerose commesse, col risultato di provocare proteste molto sentite. In quella che un tempo era pubblicizzata come “la casa degli italiani” e nella quale un paio di generazioni di ragazzi della Garbatella hanno speso lunghi pomeriggi, quest’ultima inaugurazione si è svolta molto sotto tono per la scarsa pubblicità data all’evento e in conseguenza alla relativamente modesta, visti i precedenti, partecipazione di pubblico.
L’appeal di quel palazzo commerciale non è evidentemente più quello di una volta e i quasi sei mesi di chiusura sembrano aver disaffezionato parecchi clienti: tant’è che durante tutta la prima giornata di apertura non c’è stata grande fila alle casse. La Standa, esclusivamente mercato alimentare, continua ad occupare un’ampia parte del piano interrato, come in passato. Il resto di quel piano per ora resta inutilizzato, in attesa dell’arrivo di altri gestori commerciali. Sparita l’Oviesse, il piano a livello strada è attualmente occupato da Tutto-in, magazzino di abbigliamento.Tanto la sospensione delle vendite quanto tutti quei passaggi di marchi commerciali, sintomo di malessere gestionale, avevano provocato in passato non pochi problemi occupazionali in questo vero e proprio centro commerciale: sfoltimento di personale, trasferimenti, restrizioni sul part time. Con non pochi sacrifici da parte dei lavoratori i problemi sembrano almeno in parte superati. Comunque la festa c’è stata, per le commesse reintegrate, per la proprietà e per i clienti che aspettavano la riapertura della Standa, omaggiati da gentili promoter di benvenuto.

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Il forte impegno popolare ha salvato la scuola Alonzi

Dopo la firma dell’acquisizione dell’edificio da parte del Sindaco

Il forte impegno popolare ha salvato la scuola Alonzi

La difficile trattativa con l’ex proprietà I.Post. Una lezione di democrazia partecipata per gli adulti e per i bambini

di Paola Angelucci

La nostra storica scuola “Aurelio Alonzi”, cara a tutto il quartiere, è sopravvissuta alla grave ingiustizia dello sfratto esecutivo imposto dall’ex proprietario dell’immobile, l’Istituto Postelegrafonici: dal 19 luglio scorso è diventata proprietà del Comune di Roma; quel giorno, infatti, il Sindaco di Roma on.Walter Veltroni ha firmato l’atto di acquisizione della scuola e dell’intera area verde adiacente. La cessione, ovviamente, non è stata gratuita: …..

Dopo la firma dell’acquisizione dell’edificio da parte del Sindaco

Il forte impegno popolare ha salvato la scuola Alonzi

La difficile trattativa con l’ex proprietà I.Post. Una lezione di democrazia partecipata per gli adulti e per i bambini

di Paola Angelucci

La nostra storica scuola “Aurelio Alonzi”, cara a tutto il quartiere, è sopravvissuta alla grave ingiustizia dello sfratto esecutivo imposto dall’ex proprietario dell’immobile, l’Istituto Postelegrafonici: dal 19 luglio scorso è diventata proprietà del Comune di Roma; quel giorno, infatti, il Sindaco di Roma on.Walter Veltroni ha firmato l’atto di acquisizione della scuola e dell’intera area verde adiacente. La cessione, ovviamente, non è stata gratuita: il Comune ha avuto il plesso scolastico in cambio di una grande e preziosa area edificabile sulla Via Cristoforo Colombo, sempre in zona, con il consenso alla edificazione su di essa di nuovi uffici I.Post.

 

La trattativa per scongiurare uno sfratto ormai irrevocabile, le cui vittime sarebbero stati gli oltre 400 bambini della scuola, le loro famiglie e tutti i lavoratori della scuola stessa, ebbe inizio nell’estate del 2003 quando, dopo una lettera indirizzata al Sindaco Veltroni, all’Assessore alle politiche scolastiche M. Coscia, all’Assessore al patrimonio C. Minelli e al Presidente del Municipio XI M. Smeriglio firmata “I bambini, le famiglie ed il personale dell’Alonzi”, fu avviata una mobilitazione dei cittadini più sensibili ed attenti. Ormai il rischio per l’Alonzi di chiudere i battenti sembrava si stesse trasformando in nera realtà: la data di fine locazione era già fissata al 14 febbraio 2004! La trattativa non fu facile poiché l’ I.Post era deciso a riprendersi l’edificio scolastico per farne uffici per i propri dipendenti, malgrado lo stabile fosse stato costruito, nel lontano 1935, con destinazione d’uso esclusivamente scolastico.
L’intervento della giunta comunale e di quella municipale, con il personale coinvolgimento del Sindaco che ha capito la gravità sociale di questo caso, ha fatto sì che l’allora Ministro delle Comunicazioni on. Gasparri, da cui I.Post dipende, si decidesse a trattare la permuta con il Comune di Roma.Il 17 ottobre 2003 il Sindaco e gli amministratori coinvolti vennero a scuola ad annunciare l’apertura della trattativa al fine di ottenere la giusta ed unica risoluzione del problema: fu una giornata memorabile, con tanto di festa e merenda per tutti preparata dai bambini e dalle loro mamme! Quella giornata non ha rappresentato solo un atto politico, ma anche un gesto d’amore che sempre rimarrà nell’animo degli scolari e li aiuterà, crescendo, a partecipare con fiducia alla vita pubblica e a diventare pienamente cittadini. Oggi, dopo anni d’ansie, incertezze e delusioni, sapere che la scuola Alonzi è finalmente nostra è una grande soddisfazione. Non solo qui nel quartiere Garbatella, ma in tutto il Municipio XI e, crediamo, nell’intera città il caso sociale ed etico di questa scuola è diventato il simbolo di una lotta per un diritto essenziale: quello di centinaia di famiglie che volevano e vogliono continuare ad educare i propri figli in una scuola pubblica, gratuita, laica ed umanitaria, radicata storicamente e socialmente nel territorio.
Ma, soprattutto, è trionfato il diritto di bambine e bambini ad essere ascoltati e rispettati per ciò che sono e a sentirsi parte di uno spazio civico che li accoglie responsabilmente, edificando democrazia e civiltà. La grande energia sprigionatasi dai bambini, genitori e lavoratori della scuola per non soccombere a un ingiusto provvedimento si è riversata coralmente sulla cittadinanza, testimoniando così che quando cittadini e istituzioni si attivano lavorando per gli stessi obiettivi, per tutelare diritti e proporre soluzioni allora la democrazia si può dire veramente partecipata producendo senso civico e dando incisività all’azione risolutiva dell’amministrazione che migliora la qualità della vita, modificando la realtà quotidiana.
Questo è successo con l’acquisizione definitiva della scuola Alonzi e dell’intero complesso I.Post da parte del Comune di Roma. “Cara Garbatella”, da sempre vicina alla scuola Alonzi, ringrazia tutti coloro che si sono impegnati per ottenere questo risultato e, particolarmente, il Sindaco Veltroni.

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Rotatoria davanti alla Regione

Rotatoria davanti alla Regione

Sono in corso i lavori per attrezzare Piazza Oderico da Pordenone di una rotatoria. Si cerca così di districare uno dei più complicati nodi del traffico della Garbatella, mettendo al tempo stesso in sicurezza uno dei luoghi più pericolosi soprattutto per i pedoni: quell’incrocio nel tempo ha fatto registrare numerosissini incidenti anche mortali. Su quella piazza, come è noto, confluiscono ben sei strade, alcune a scorrimento veloce: Via Macinghi Strozzi, Via Genocchi, Via R .Raimondi Garibaldi, Via delle Sette Chiese, Via G.Massaia e Via di Villa Belardi. …..

Rotatoria davanti alla Regione

Sono in corso i lavori per attrezzare Piazza Oderico da Pordenone di una rotatoria. Si cerca così di districare uno dei più complicati nodi del traffico della Garbatella, mettendo al tempo stesso in sicurezza uno dei luoghi più pericolosi soprattutto per i pedoni: quell’incrocio nel tempo ha fatto registrare numerosissini incidenti anche mortali. Su quella piazza, come è noto, confluiscono ben sei strade, alcune a scorrimento veloce: Via Macinghi Strozzi, Via Genocchi, Via R .Raimondi Garibaldi, Via delle Sette Chiese, Via G.Massaia e Via di Villa Belardi.
Quello è inoltre il luogo più prossimo per accedere agli uffici della Regione e alla Libera Università San Pio V. Su quella piazza inoltre confluisce la maggior parte del traffico in entrata e in uscita dalla Garbatella rispetto alla Cristoforo Colombo. La creazione di una rotonda centrale ha comportato l’abbattimento di uno dei due pini presenti sulla piazza, un albero che comunque era destinato ad essere eliminato perché fortemente inclinato. La piazza verrà però risarcita con la messa a dimora in Rotatoria davanti alla Regione mezzo alla rotatoria di un altro albero adulto.
Sempre in tema di viabilità resta da risolvere il nodo della vicina Piazza Sant’Eurosia. Qui in particolare va bonificato il pericolosissimo inserimento di una breve strada a senso unico, la Via Filippo Tolli, nella trafficatissima Via Macinghi Strozzi. Si tratta di un percorso obbligato per chi si accinge a uscire dalla Garbatella storica, un incrocio molte volte segnalato per la sua pericolosità anche attraverso questo giornale.

 

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Festival del jazz: grazie, continuate

Festival del jazz: grazie, continuate

Giusto due parole di commento al recente primo Garbatella Jazz Festival. Secondo me i binari di una sana politica sono da un lato una corretta gestione e dall’altro una costante innovazione. Ecco, io credo che col Festival si sia transitato di gran carriera sul “secondo binario”. A Roma non c’è mai stato – credo – un festival del jazz: aver “pensato” una cosa del genere significa che, quando si vuole, tutto o quasi diventa possibile e realizzabile. Non so quanti abbiano ringraziato per aver realizzato una manifestazione del genere: io lo faccio in questo momento.
E vi esorto a  continuare e a perseverare. Sì, perché, quando la cosa avrà acquistato ancora maggiore visibilità, prima o poi qualche furbetto proverà ad appropriarsene. Non sarà sbagliato considerare un ampliamento del gruppo promotore ma sarà un errore cercare di bere vino senza aver prima zappato, concimato, potato, legato e vendemmiato. Spero di applaudire ancora il prossimo anno, vedendo sul palco gli organizzatori con visi meno increduli di fronte al successo dell’iniziativa.

Stefano Mastrantonio

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Rassegna jazz: un successo ben al di là delle aspettative

Rassegna jazz: un successo ben al di là delle aspettative

Jazz: spesso si crede che il suo ascolto debba necessariamente implicare chissà quali esperienze musicali. E’ invece del tutto fuorviante credere che occorrano conoscenze specifiche per accostarsi ad esso. Si tratta di una musica dalle radici antiche e molto popolari. Deriva da canti di sofferenza mai urlati che facevano compagnia alle schiene spezzate dalla fatica giornaliera, nelle grandi piantagioni americane, di milioni di schiavi. Quei canti li hanno accompagnati senza mai abbandonarli, aiutandoli a tramandarsi storie e preghiere a tutti coloro che, dalle coltivazioni, decisero di tentare una nuova vita nelle città. E in una grande …..

Rassegna jazz: un successo ben al di là delle aspettative

Jazz: spesso si crede che il suo ascolto debba necessariamente implicare chissà quali esperienze musicali. E’ invece del tutto fuorviante credere che occorrano conoscenze specifiche per accostarsi ad esso. Si tratta di una musica dalle radici antiche e molto popolari. Deriva da canti di sofferenza mai urlati che facevano compagnia alle schiene spezzate dalla fatica giornaliera, nelle grandi piantagioni americane, di milioni di schiavi. Quei canti li hanno accompagnati senza mai abbandonarli, aiutandoli a tramandarsi storie e preghiere a tutti coloro che, dalle coltivazioni, decisero di tentare una nuova vita nelle città. E in una grande città come la nostra, in un grande quartiere come la Garbatella dalla vocazione fortemente progressista che si è dato vita a una prima rassegna jazz. Tre bellissimi giorni di cultura musicale suonata con cuore e anima da grandi professionisti come Luca Velotti, Red Pellini, Antonella Aprea, le Satin Dolls.
Tutto è stato possibile grazie alle associazioni Cara Garbatella e Altrevie e al suo direttore artistico Marcello Minuti. Un’impresa tutt’altro che facile, che ha richiesto una grande volontà da parte degli organizzatori che però in conclusione sono stati premiati da un successo andato ben oltre le aspettative.
E’ questa un’indicazione che dobbiamo cogliere come esempio: si può uscire dai gusci delle nostre case e guardare, ascoltare suoni e persone diverse dagli stereotipi che ci vengono imposti quotidianamente soprattutto dalla tv. Un concetto questo che con ironia ci è stato ricordato, in una delle serate, dal maestro Lino Patruno: già, poiché anch’egli è stato ospite di questo straordinario evento!
Fin dalla prima riunione indetta per organizzare la rassegna era emerso il significato della sua natura: dall’entusiasmo, dalla passione e dal fine, quello di riportare il jazz alle sue origini, cioè al popolo, senza snobbismi ed ovecultura, spesso sintomo proprio di mancanza di cultura. Questo Jazz Festival gratuito ospitato alla Villetta, la sezione DS di Via Passino, è la prova che esistono alternative concrete. Con la sicurezza di rivederci presto.

Fabio Andriotto

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Bene “Garbatella Jazz Festival”

Grande successo di una importante iniziativa culturale. Prima edizione alla Villetta

Bene “Garbatella Jazz Festival”

di Pasquale Navarra

Le associazioni culturali Altrevie e Cara Garbatella sono state le organizzatrici  del Garbatella Jazz Festival, dal 23 al 25 settembre scorso. In quei giorni la Villetta di Via Passino 26 è stata così il palcoscenico per tre serate di raffinato jazz tradizionale. Nello spazio aperto del Festival si sono esibiti, in una serie di concerti gratuiti, alcuni dei migliori musicisti della scena nazionale e internazionale. Il successo della manifestazione è stato addirittura superiore alle aspettative. Il pubblico, proveniente da ogni parte di Roma e composto prevalentemente da giovani, è infatti stato numerosissimo. …..

Grande successo di una importante iniziativa culturale. Prima edizione alla Villetta

Bene “Garbatella Jazz Festival”

di Pasquale Navarra

Le associazioni culturali Altrevie e Cara Garbatella sono state le organizzatrici  del Garbatella Jazz Festival, dal 23 al 25 settembre scorso. In quei giorni la Villetta di Via Passino 26 è stata così il palcoscenico per tre serate di raffinato jazz tradizionale. Nello spazio aperto del Festival si sono esibiti, in una serie di concerti gratuiti, alcuni dei migliori musicisti della scena nazionale e internazionale. Il successo della manifestazione è stato addirittura superiore alle aspettative. Il pubblico, proveniente da ogni parte di Roma e composto prevalentemente da giovani, è infatti stato numerosissimo.
A riprova di quanto nella nostra città il jazz è apprezzato e radicato.
Direttore artistico della manifestazione, è stato Marcello Minuti. Questo genere di musica è molto di più di una passione, per lui. Nel corso dell’anno, in collaborazione con l’associazione Altrevie, segue, in qualità di organizzatore, i concerti jazz che si tengono a Roma; è chitarrista nel complesso “I sorci verdi”, che suona musica SKA, cioè musica giamaicana degli anni ’50 che è a tutti gli effetti la madre del Reggae.
Marcello ci rinfresca la memoria storica del jazz; ci ricorda infatti che nasce nei primi anni del ?900, sulla base del blues e dei canti afroamericani delle piantagioni di cotone. Si chiamava “jass”, ma successivamente il nome fu cambiato in jazz poiché, fra coloro che non amavano quella nuova musica, c’era chi cancellava la j e lasciando “ass”, termine che corrisponde a una parola scurrile… I primi più famosi musicisti, tutti di New Orleans, furono Jelly Roll Morton, King Oliver e naturalmente Louis Arrmstrong. Coevo al jazz, c’era il Ragtime, che veniva eseguito unicamente col pianoforte e che in origine altro non era che la musica suonata all’interno delle “case chiuse” per allietare i clienti in attesa.
Fats Waller, grande pianista, fu tra i migliori interpreti del Ragtime. Si formarono presto numerose bande jazz, che si esibivano soprattutto in occasione di matrimoni e di funerali degli afroamericani.
Il jazz era, naturalmente, una musica dal carattere popolare; anzi, di più: la sua peculiarità è stata sempre quella di rendere in musica i suoni della vita vera. Negli
anni ’20 e ’30 le orchestre che si esibivano nei locali erano composte soltanto da bianchi, al fine di facilitare la diffusione del jazz negli USA, ancora lordi di pregiudizi razziali. George e Ira Gershwin sono fra i musicisti più ricordati di queste orchestre “bianche”, che introdussero strumenti a fiato, archi, violini e contrabbassi.
Ma anche alcuni italoamericani furono tra i grandi del jazz delle origini: Nick La Rocca, con la sua Original Dixieland Jazz Band, compose il primo disco nel 1917; Eddie Lang, il cui vero nome era Salvatore Massaro, creò negli anni ’20 le progressioni armoniche sulla chitarra, fino ad allora usata in maniera insufficiente.
Quando ci si chiede come mai una musica di natura popolare quale è il jazz sia oggi divenuta una musica di èlite, la risposta è da ricercare nell’operazione fatta dalle case discografiche americane negli anni ’50: alla musica da incidere venne tolta una nota, portandola così da quattro a tre note, per renderla maggiormente orecchiabile e quindi di facile commercio. Di conseguenza, il jazz, che non può essere reso con meno di quattro note, perse via via l’orecchiabilità immediata.
Il Garbatella Jazz Festival ha dimostrato che al carattere popolare del jazz basta poco per riemergere. E non può essere altrimenti, poiché nel jazz è più che mai insita una delle principali peculiarità della musica e dell’arte in genere: la sublimazione delle emozioni, del dolore e della gioia, della lotta per la vita, partendo dall’anelito di libertà.
Le tre serate del Garbatella Jazz Festival sono state aperte dal trio delle Satin Dolls, a cui hanno fatto seguito: venerdì 23, Red Pellini che ha riproposto, con il suo gruppo, i migliori brani dixieland della storia del jazz. Tra i massimi cultori e divulgatori del genere, Fabiano “Red” Pellini gira il mondo come leader delle più famose orchestre che si muovono al ritmo dell’ “A Train”.
Sabato 24 è stata la volta di Antonella Aprea. Accompagnata dal quintetto di Max Davola, la voce più originale e più “nera” del recente jazz italiano (ospite nell’ultimo album di Renzo Arbore), ha fatto rivivere le atmosfere uniche degli anni ruggenti delle grandi signore del jazz.Domenica 25 ha chiuso la rassegna il Luca Velotti Quartet, con uno spettacolo dal titolo suggestivo “Some Like it hot in Rome” (A qualcuno piace caldo, a Roma). Il repertorio classico del jazz (Doctor Jazz, Skylark, Besame mucho) è stato interpretato da uno dei sassofonisti più affermati in circolazione e da tempo musicista prescelto negli album e nei live di Paolo Conte.
Il Festival ha inoltre goduto di graditissime sorprese: c’è stata la visita di Lino Patruno, il quale, accolto con calore da tutto il pubblico presente, è intervenuto per manifestare il suo apprezzamento al Festival e per ribadire i valori del jazz. Un’altra sorpresa è stata nella visita della coppia comica Lillo e Greg che, con una sia pur breve esibizione, hanno deliziato il pubblico con la loro verve straordinaria. Garbatella Jazz Festival, un grande successo! E’ un appuntamento che tornerà …

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Prodi al 74,66 % e Bertinotti al 18,37

Primarie: tantissimi a votare nell’XI Municipio

Prodi al 74,66 % e Bertinotti al 18,37

Una partecipazione plebiscitaria nell’XI Municipio e alla Garbatella in particolare; un’affluenza ai seggi – molti di fortuna – che nessuno aveva previsto così massiccia; la prova di una passione democratica e della volontà di determinare una svolta politica: questo è stato il risultato delle primarie del Centrosinistra del 16 ottobre. Nel Municipio 17.523 votanti che spesso si sono sobbarcati file talvolta di ore nei 15 seggi, ciascuno dei quali accorpava gli elettori di molte sezioni elettorali. Faceva davvero impressione vedere il “serpentone” di cittadini che si snodava nel giardino della Villetta di Via Passino …..

Primarie: tantissimi a votare nell’XI Municipio

Prodi al 74,66 % e Bertinotti al 18,37

Una partecipazione plebiscitaria nell’XI Municipio e alla Garbatella in particolare; un’affluenza ai seggi – molti di fortuna – che nessuno aveva previsto così massiccia; la prova di una passione democratica e della volontà di determinare una svolta politica: questo è stato il risultato delle primarie del Centrosinistra del 16 ottobre. Nel Municipio 17.523 votanti che spesso si sono sobbarcati file talvolta di ore nei 15 seggi, ciascuno dei quali accorpava gli elettori di molte sezioni elettorali.
Faceva davvero impressione vedere il “serpentone” di cittadini che si snodava nel giardino della Villetta di Via Passino o fino al centro della piazza di Largo Giovanni Ansaldo o davanti ai fragili gazebo e in tutti gli altri luoghi di votazione: gente paziente, allegra, famiglie con bambini al seguito e spesso anche col cane, anziani a cui si cercava di rendere meno pesante l’attesa offrendo una sedia, disabili cui veniva dato la precedenza.
Tantissimi gli elettori che non si sono limitati a offrire l’euro che era stato richiesto per compensare le spese, ma hanno sottoscritto generosamente per sostenere la campagna dell’Unione.
E vediamo le preferenze espresse.
Prodi raccoglie 13.046 voti pari al 74,66 %, poco più della media nazionale; segue Bertinotti con 3.209 voti, un buon 18,37 %, forse inferiore alle attese locali e al notevole sforzo propagandistico profuso ma che comunque premia Rifondazione comunista di 3,67 punti in più della media nazionale; seguono distanziati Di
Pietro col 2,37 % e il verde Pecoraro Scanio col 2,24; trascurabili i consensi raccolti da Mastella 1,17 %, da Scalfarotto 0,80 e dalla Panzino 0,38. Più in particolare, nelle tre sezioni elettorali della Garbatella centrale (la Villetta di Via Passino, Largo Giovanni Ansaldo e il Centro anziani di Via Pullino) i votanti sono stati 4.182. In testa Prodi con 2.931 voti (70,09 %), a seguire Bertinotti con 968 voti (23,15 %), Pecoraro Scanio 106 (2,53 %), Di Pietro 80 (1,91 %), Mastella 32 (0,77 %), Scalfarotto 21 (0,5 %) e Panzino 17 (0,41 %). Le cifre valgono più di qualsiasi commento. Qui da noi, come in tutto il Paese, esse testimoniano lo spirito di riscatto che le persone hanno voluto clamorosamente manifestare di fronte all’involuzione politica che ha caratterizzato tutta la legislatura, che si avvia a concludersi col varo di gravi provvedimenti legislativi e costituzionali di pesante impronta autoritaria.

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Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Salvare una memoria storica della Garbatella

Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Un altro restauro da anni inutilmente atteso: il portale dell’Università San Pio V a Via delle Sette Chiese

di Cosmo Barbato

La Garbatella, nell’ambito di una città così ricca di testimonianze illustri, serba alcuni simboli suoi propri: il più umile e popolare è la fontana di Carlotta. Ma ce ne sono parecchi altri, in particolare due su cui vogliamo fermare l’attenzione: il ponticello medioevale di Piazza Biffi e l’antico portale della ex tenuta Nicolai di Via della Sette Chiese lungo il recinto della libera Università “San Pio V”.
Al ponticello abbiamo dedicato più di un articolo e abbiamo lanciato più di un allarme: si sta sbriciolando. …..

Salvare una memoria storica della GarbatellaPonticello Piazza Biffi

Ponticello di Piazza Biffi Sos: si sta sbriciolando!

Un altro restauro da anni inutilmente atteso: il portale dell’Università San Pio V a Via delle Sette Chiese

di Cosmo Barbato

 

La Garbatella, nell’ambito di una città così ricca di testimonianze illustri, serba alcuni simboli suoi propri: il più umile e popolare è la fontana di Carlotta. Ma ce ne sono parecchi altri, in particolare due su cui vogliamo fermare l’attenzione: il ponticello medioevale di Piazza Biffi e l’antico portale della ex tenuta Nicolai di Via della Sette Chiese lungo il recinto della libera Università “San Pio V”.
Al ponticello abbiamo dedicato più di un articolo e abbiamo lanciato più di un allarme: si sta sbriciolando Come è noto, venne alla luce nel corso dello scavo per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Si tratta di un manufatto povero, costruito in epoca remota non esattamente definibile. Serviva per attraversare a piedi asciutti un piccolo corso d’acqua (proveniente dalla zona del palazzo della Regione) poco prima della sua confluenza nell’Almone, mitico fiume sacro per i romani antichi, affluente di sinistra del Tevere, che ancora scorre, però interrato, sotto la Circonvallazione Ostiense.
Il suo rinvenimento a sette metri sotto il livello della piazza bloccò per più di un anno i lavori del parcheggio. Testimoniava della esistenza ormai solo sotterranea dell’Almone.
Era intatto e poteva essere recuperato. Imbracato su una intelaiatura d’acciaio, giustamente si pensò di innalzarlo come un monumento nella rinnovata bellissima Piazza Biffi. Ponticello Piazza Biffi
Quando, alla fine dell’anno scorso, alla presenza del sindaco con una grande festa fu inaugurata la piazza rinnovata, il ponticello divenne subito l’attrattiva principale. Era chiaro però che occorreva consolidarne le murature fatiscenti e che bisognava creargli una barriera di protezione. Lo scrivemmo subito e per altre tre volte, attraverso interventi di lettori, rinnovammo l’allarme: il ponticello si sta disgregando e per giunta, non protetto, subisce l’insulto del gioco innocente dei bambini. Ogni giorno che passa salta una pietra, si sgretola un mattone. Quel ponticello è entrato come un simbolo nelle memorie storiche della Garbatella. Per recuperarlo sono stati spesi parecchi soldi e i residenti hanno patito mesi e mesi di disagi. Si può accettare che lentamente vada distrutto? Non interessa tutto ciò alla Soprintendenza comunale? Che cosa fa il Municipio? E veniamo al portale di Via delle Sette Chiese. Era uno dei dodici accessi alla immensa tenuta di mons. Nicolò Maria Nicolai, un colto prelato della Curia romana vissuto tra la fine del ‘700 e il secolo successivo.
La sua proprietà occupava buona parte della Garbatella. E’ probabile che su quel portale, l’unico superstite dei dodici, sia intervenuto il Valadier, che aveva operato anche sul casale del Nicolai e sulla “chiesoletta” di Sant’Eurosia. Oggi quel portale si è venuto a trovare sulla recinzione della libera Università “San Pio V”, derelitto e assediato da piante infestanti. Ce ne eravamo occupati già nell’ottobre di tre anni fa. Successivamente, con compiacimento, avevamo riportato notizia dell’intenzione della “San Pio V” di procedere al suo recupero e restauro. Non è successo niente. E’ possibile che una istituzione culturale importante, che ha anche ricevuto sovvenzioni statali, non senta la necessità di salvare, per sé e per la collettività, un’architettura di valore che si trova lungo il muro di cinta della sua casa?

 

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I vigili e gli inutili divieti di sosta


I vigili e gli inutili divieti di sosta

Dai vigili dell’XI Gruppo mi è stata notificata una contravvenzione elevata in Via degli Armatori per divieto di sosta. Quel divieto, è bene ricordarlo, fu istituito quando era in funzione l’attiguo mercato coperto, chiuso da tre anni. I vigili, invece di elevare contravvenzioni per violazioni di norme che non hanno più ragione di essere, farebbero meglio a segnalare l’opportunità di aggiornare la segnaletica stradale, evitando di applicare punizioni che sanno tanto di burocrazia. Sono ben altre le violazioni che nessuno sanziona. Ne cito solo una: la sosta pericolosissima all’incrocio tra Via Filippo Tolli e Via Macinghi Strozzi, dove non ho mai visto intervenire un vigile.

Alessandra A.


I vigili e gli inutili divieti di sosta

Dai vigili dell’XI Gruppo mi è stata notificata una contravvenzione elevata in Via degli Armatori per divieto di sosta. Quel divieto, è bene ricordarlo, fu istituito quando era in funzione l’attiguo mercato coperto, chiuso da tre anni. I vigili, invece di elevare contravvenzioni per violazioni di norme che non hanno più ragione di essere, farebbero meglio a segnalare l’opportunità di aggiornare la segnaletica stradale, evitando di applicare punizioni che sanno tanto di burocrazia. Sono ben altre le violazioni che nessuno sanziona. Ne cito solo una: la sosta pericolosissima all’incrocio tra Via Filippo Tolli e Via Macinghi Strozzi, dove non ho mai visto intervenire un vigile.

Alessandra A.Carlotta

 


I restauri delle palazzine dei postelegrafonici

 

Abito nel complesso ex Postelegrafonici compreso tra Piazza O. da Pordenone, Via Massaia, Via di Villa Belardi e Via Spinola. I condòmini, a costo di sacrifici, hanno restaurato nel tempo le belle palazzine del lotto, rinnovandone anche le tinteggiature con colori ecologici: tutte le palazzine meno una, a causa del disimpegno di uno dei residenti, secondo il quale sarebbe inutile porre mano ai lavori, “tanto nell’edificio c’è qualcuno che risporcherebbe”. Come dire che non
vale la pena lavarsi, tanto poi ci si risporca. Da notare i nostri sforzi negli anni per difendere le palazzine ritinteggiate dagli scarabocchi dai maniaci graffitari.

Lettera firmata

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Luglio 2005

 

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Parco di Via Persico: c’è puzza di cani


Parco di Via Persico: c’è puzza di cani

Una lettera di Antonella B. denunciava, nel numero scorso, la scarsa agibilità del Parco di Via Ignazio Persico. Col sopraggiungere del caldo si è aggiunto un altro grave inconveniente: i cattivi odori che provengono dalla zona del Parco riservata ai cani. Ci sono ore della giornata in cui è impossibile accostarsi al recinto loro riservato.
Occorrerebbe un intervento di bonifica, in attesa che i padroni dei nostri amici a quattro zampe si decidano a munirsi di guanto e sacchetto per raccogliere le deiezioni dei loro animali.

Barbara Disopra


Parco di Via Persico: c’è puzza di cani

Una lettera di Antonella B. denunciava, nel numero scorso, la scarsa agibilità del Parco di Via Ignazio Persico. Col sopraggiungere del caldo si è aggiunto un altro grave inconveniente: i cattivi odori che provengono dalla zona del Parco riservata ai cani. Ci sono ore della giornata in cui è impossibile accostarsi al recinto loro riservato.
Occorrerebbe un intervento di bonifica, in attesa che i padroni dei nostri amici a quattro zampe si decidano a munirsi di guanto e sacchetto per raccogliere le deiezioni dei loro animali.

Barbara Disopra

 


Giardinetti o WC per cani?

Si è creduto di risolvere il problema dei cani riservando loro una zona delimitata all’interno dei parchi pubblici, come in quelli di Via Ignazio Persico e di Via Pullino. Non si è tenuto conto però che quelle aree, con l’accumularsi dei rifiuti canini, a un certo punto diventano fortemente puzzolenti, al punto che i cattivi odori invadono anche le zone circostanti, dove giocano i bambini.

Lea Romaldini

 


Scuola dei bimbi: la ghiaia in strada

Davanti al cancello della Scuola dei bimbi di Piazza Longobardi la ghiaia del giardino deborda all’esterno sul marciapiede e sulla strada, rendendo il fondo sdrucciolevole e andando a intasare la fogna. Non si può alzare una soglia per contenerla? Non si può raccoglierla e ributtarla all’interno del giardino? Lo possono fare i bidelli o occorre far intervenire l’AMA?
E’ un lavoro di 5 minuti!

Samanta Ripanti

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Luglio 2005

 

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“Il tempo del sole” secondo padre Guido

Qualche considerazione sull’estate

“Il tempo del sole” secondo padre Guido

Il rincorrersi delle stagioni ha sempre ispirato pensieri e opere di scrittori, di poeti, di musicisti, di pittori. A padre Guido Chiaravalle, il popolare religioso, decano dei Filippini della Garbatella, ha ispirato, il 21 marzo scorso, un messaggio “ai giovani e agli adulti che frequentano l’Oratorio, la Scuola e la Chiesa di San Filippo Neri”: un messaggio spirituale, ovviamente alla sua maniera. Si tratta di una “tetralogia” che parte dalla primavera, “Il tempo dei profumi”, e prosegue con l’estate, “Il tempo del sole”, con l’autunno, “Il tempo dei raccolti”, e si conclude ovviamente con l’inverno, “Il tempo della semina”. Da quelle osservazioni che padre Guido ha voluto rendere pubbliche stralciamo e ospitiamo, non autorizzati, per il numero estivo di “Cara Garbatella”, il capitolo “Il tempo del sole”, certi di rendergli un omaggio. (C.B.) …..

Qualche considerazione sull’estate

“Il tempo del sole” secondo padre Guido

Il rincorrersi delle stagioni ha sempre ispirato pensieri e opere di scrittori, di poeti, di musicisti, di pittori. A padre Guido Chiaravalle, il popolare religioso, decano dei Filippini della Garbatella, ha ispirato, il 21 marzo scorso, un messaggio “ai giovani e agli adulti che frequentano l’Oratorio, la Scuola e la Chiesa di San Filippo Neri”: un messaggio spirituale, ovviamente alla sua maniera. Si tratta di una “tetralogia” che parte dalla primavera, “Il tempo dei profumi”, e prosegue con l’estate, “Il tempo del sole”, con l’autunno, “Il tempo dei raccolti”, e si conclude ovviamente con l’inverno, “Il tempo della semina”. Da quelle osservazioni che padre Guido ha voluto rendere pubbliche stralciamo e ospitiamo, non autorizzati, per il numero estivo di “Cara Garbatella”, il capitolo “Il tempo del sole”, certi di rendergli un omaggio. (C.B.)

“…Sogno l’estate tutto l’anno…e poi arriva…eccola qua…azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…”. Il 21 di giugno il sole è sorto alle 5,35 ed è tramontato alle ore 20: è il giorno più lungo dell’anno, che inizia l’estate. Questo momento importante della vita del Pianeta Terra non penetra a fondo nel mondo cittadino, in cui le stagioni, nelle case e negli ambienti di lavoro, sono attenuate da luci artificiali, dai termosifoni e dai condizionatori. Perso il contatto diretto con le stelle, col fuoco, col mondo delle rocce delle piante degli animali, anche la ricchezza del ritmo delle stagioni tende ad appiattirsi e, con questo, a sfumare nella loro spiritualità.
Come è vera spiritualmente, oltre che fisicamente, l’estate!

  • con le ore limpide e fresche del mattino;
  • con l’ombra degli alberi nel duro calore meridiano;
  • con l’acqua fresca del pozzo che ha conservato la pioggia invernale;
  • con i colori del tramonto;
  • con le serate sotto la luna e le stelle.

In città non è così ma Adriano Celentano, con la sua canzone, ha saputo cogliere uno spunto di spiritualità nel lungo pomeriggio cittadino. Le ore di luce, che si prolungano ben al di là dell’orario di lavoro, permettono di contemplare, nel tardo pomeriggio, i grandi palazzi esposti a ponente, illuminati dalla luce radente del sole che declina, che si stagliano contro lo sfondo azzurro del cielo. Se si vuole sostare a contemplare, ci offrono il senso della vita dell’uomo, tesa a costruire la sua casa, illuminata però da qualcosa di ben più grande.
Un tramonto estivo sulla trafficata Colombo può contenere una risposta all’invito biblico “…levate il vostro sguardo in alto…”, di cui, nella complicata vita cittadina, abbiamo necessità.

 

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Inaugurato alla Garbatella il Servizio per il Soccorso

Inaugurato alla Garbatella il Servizio per il Soccorso

Il 20 giugno, alla presenza di personalità politiche e religiose, è stato inaugurato il Servizio Operativo per il Soccorso (SOS). La struttura ha sede nel cuore della Garbatella storica, in Via Vettor Fausto 7. Il Servizio rappresenta un modo nuovo di proporre la Sanità nel territorio del nostro rione. Lo scopo è di ottenere nel più breve tempo possibile un soccorso avanzato, tale che raggiunga il paziente nel luogo in cui si sia sentito male o si sia infortunato, per avviarlo, dopo che sia stato stabilizzato, verso l’ospedale più adatto alla patologia riscontrata. Una risposta, quindi, modulata in base al grado di urgenza e di emergenza medica, …..

Inaugurato alla Garbatella il Servizio per il Soccorso

Il 20 giugno, alla presenza di personalità politiche e religiose, è stato inaugurato il Servizio Operativo per il Soccorso (SOS). La struttura ha sede nel cuore della Garbatella storica, in Via Vettor Fausto 7. Il Servizio rappresenta un modo nuovo di proporre la Sanità nel territorio del nostro rione. Lo scopo è di ottenere nel più breve tempo possibile un soccorso avanzato, tale che raggiunga il paziente nel luogo in cui si sia sentito male o si sia infortunato, per avviarlo, dopo che sia stato stabilizzato, verso l’ospedale più adatto alla patologia riscontrata. Una risposta, quindi, modulata in base al grado di urgenza e di emergenza medica, alla presunta gravità, al numero di persone coinvolte e alla localizzazione dell’evento, scegliendo l’intervento più adeguato alla richiesta di soccorso.
Perché un soccorso sia realmente efficace è necessario che le professionalità e la tecnologia necessaria per il sostegno delle funzioni vitali, nei casi particolarmente gravi, arrivino sulla scena dell’emergenza in tempi molto brevi. Per questo il SOS presente in zona realizza un drastico abbattimento dei tempi sia per il soccorso primario che per quello secondario protetto. E’ sufficiente comporre il numero 065131476 per mettersi in contatto con la Centrale Operativa che coordina il soccorso sanitario dal luogo dell’emergenza fino al ricovero in ospedale. Il SOS dispone di un’autoambulanza completamente attrezzata. Il suo intervento è regolato da un medico rianimatore ed è attivo 24 ore su 24.
Il Servizio era già attivo in via sperimentale dall’autunno dello scorso anno. Ciò che è richiesto all’utente è un rimborso spese di natura del tutto simbolica ma che permette al SOS di poter rimanere attivo. L’Associazione che lo gestisce, senza scopo di lucro, ha intrapreso la sua attività grazie alla generosità di alcuni commercianti di zona che hanno sovvenzionato l’acquisto e la strutturazione dell’ambulanza e che hanno messo a disposizione i fondi per le prime necessità. I volontari dell’Associazione, medici e tecnici altamente specializzati, tra i quali alcuni cardiologi, tutti con anni di esperienza nel settore dell’emergenza sanitaria, prestano gratuitamente la loro opera ed hanno già effettuato i primi interventi di un certo rilievo partecipando attivamente alle fasi operative legate ai funerali di S.S.Giovanni Paolo II. Nei prossimi giorni è previsto il riconoscimento formale della struttura da parte della Protezione Civile che abiliterà il SOS come un centro di primo intervento per la prevenzione dei rischi, da quelli del territorio a quello sismico e sanitario, per la gestione delle emergenze e per l’organizzazione dei grandi eventi. (E.S.)

 

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Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

Nella sede dell’Associazione Cara Garbatella in Via Passino 26

Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

di Francesco Vitalini

Isuggestivi scatti fotografici in bianco e nero di Fabio Andriotto hanno raccontato ad un pubblico entusiasta la realtà mesoamericana còlta nei tardi anni ’90. Le fotografie sono state presentate in una mostra che è stata allestita nei locali della Villetta, in Via Passino 26, a cura della Associazione Cara Garbatella, nell’ambito delle iniziative di appoggio alla Festa per la cultura e per la musica, la manifestazione che tradizionalmente si tiene al quartiere Garbatella ogni primo sabato di giugno.
Il progetto di Fabio Andriotto ha còlto nell’intimo l’obiettivo che ogni anno la Festa si propone, ossia l’apertura delle …..

Nella sede dell’Associazione Cara Garbatella in Via Passino 26

Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

di Francesco Vitalini

Fabio Andriotto

Isuggestivi scatti fotografici in bianco e nero di Fabio Andriotto hanno raccontato ad un pubblico entusiasta la realtà mesoamericana còlta nei tardi anni ’90. Le fotografie sono state presentate in una mostra che è stata allestita nei locali della Villetta, in Via Passino 26, a cura della Associazione Cara Garbatella, nell’ambito delle iniziative di appoggio alla Festa per la cultura e per la musica, la manifestazione che tradizionalmente si tiene al quartiere Garbatella ogni primo sabato di giugno.
Il progetto di Fabio Andriotto ha còlto nell’intimo l’obiettivo che ogni anno la Festa si propone, ossia l’apertura delle strade e delle piazze del quartiere alla creatività di giovani artisti indipendenti, che con le loro opere testimoniano la voglia di presentarsi ad un pubblico sempre più vasto nella cornice degli spazi cittadini.
Il 3 e il 4 giugno Fabio Andriotto ha così esposto delle fotografie realizzate durante un viaggio compiuto con alcuni amici nell’America Centrale nel 1997. Il percorso, iniziato in Guatemala e terminato nella regione messicana del Chiapas, è stato scandito dalla necessità di raccontare con la macchina fotografica la realtà presente. Ecco, così, che dai 40-45 rullini utilizzati il nostro fotografo ha scelto per il suo pubblico una dozzina di scatti nei quali si alternano volti, scene quotidiane e realtà contrastanti della vita mesoamericana.
“Ho sentito la necessità di raccontare quei posti meravigliosi, nei quali sembra di vivere un’altra realtà che non è, però, dolce come si crede, a causa del passato che si trascinano e delle odierne vessazioni delle multinazionali”, confessa Fabio, che aggiunge “Ho cercato di documentare quello che vedevo con queste fotografie, ma solo alcune sono state esposte, in base a criteri estetici”. Fabio Andriotto
Prima di essere presentata alla Festa per la cultura la mostra era stata esposta alla galleria ” Uno più Uno”, sul Lungotevere dei Fiorentini, e agli spazi privati dei locali “Di fronte a” in Via della Croce e “The Beefeather” in Via Girolamo. Benzoni.
“E’ stata una grande soddisfazione”, racconta Fabio Andriotto, “perché sempre ho avuto unanimità di reazioni dalle diverse persone che hanno visto le foto: grandi apprezzamenti per gli scatti e grande interesse per la realtà ritratta.
Qualcuno ha paragonato le foto alle opere di Bresson, della Modotti…io non oso neanche pensare a un simile confronto, ma quei fotografi sono i miei maestri e la mia fonte d’ispirazione”.
La Festa per la cultura, che anche quest’anno ha presentato nelle varie piazze del quartiere progetti artisticamente eterogenei, ha offerto al nostro fotografo un pubblico ampio e sensibile al confronto con la creatività individuale. Le iniziative culturali hanno attratto le tantissime persone riversatesi nelle strade, pronte ad accogliere i progetti artistici maturati dalla sinergia tra associazioni, municipi e artisti autonomi.
Ma, oltre alla mostra allestita durante la festa, Fabio ha altri progetti in cantiere? “A giugno presenterò un lavoro al Museo Bruno Manfridi di Marino. Saranno delle immagini più elaborate, più costruite perché ho legato la fotografia alla pittura…Poi, non so, probabilmente un’esposizione alla lift-gallery, la minigalleria ricavata in un ascensore di un condominio di Via Tola che oggi ha ottenuto fama internazionale”.
E’ quel che auguriamo a Fabio.

 

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La scuola Alonzi è viva Evviva la scuola Alonzi!

La scuola Alonzi è viva Evviva la scuola Alonzi!

La scuola Alonzi in Via Valignano, 45° circolo didattico, ospita più di quattrocento bambini dai tre ai dieci anni. Circa cento frequentano la scuola per l’infanzia e trecento l’elementare. La Alonzi sta nel cuore di tutto il quartiere per la grande mobilitazione, nel 2003, dei genitori, del personale docente e non docente, dei bambini stessi e della cittadinanza tutta, contro lo sfratto esecutivo imposto dal proprietario dello stabile, l’Istituto Postelegrafonici, una lotta che ha portato all’acquisizione della scuola da parte del Comune di Roma, che ha garantito così a tanti bambini il diritto alla loro scuola. …..

La scuola Alonzi è viva Evviva la scuola Alonzi!

La scuola Alonzi in Via Valignano, 45° circolo didattico, ospita più di quattrocento bambini dai tre ai dieci anni. Circa cento frequentano la scuola per l’infanzia e trecento l’elementare. La Alonzi sta nel cuore di tutto il quartiere per la grande mobilitazione, nel 2003, dei genitori, del personale docente e non docente, dei bambini stessi e della cittadinanza tutta, contro lo sfratto esecutivo imposto dal proprietario dello stabile, l’Istituto Postelegrafonici, una lotta che ha portato all’acquisizione della scuola da parte del Comune di Roma, che ha garantito così a tanti bambini il diritto alla loro scuola.
Oggi quella scuola è più che mai viva. Lo testimoniano le tantissime attività didattiche ed alternative, sempre di grande valore pedagogico, che vi si svolgono in orario scolastico. Il lavoro che alunni e insegnanti svolgono quotidianamente a scuola produce infatti risultati sorprendenti, che molto spesso però rimangono confinati nelle aule scolastiche, mentre meriterebbero maggior eco nel quartiere perché tutti sappiano ciò che gli insegnanti fanno già da molto tempo: un lavoro svolto con passione e dedizione, per favorire la creatività e la fantasia dei bambini, per promuovere in loro capacità di analisi e senso critico.
Sono tanti i progetti approvati nel Piano dell’Offerta Formativa. Ne citiamo solo alcuni tra i più significativi:

  • Biblioteca amica. L’insegnante propone la lettura, la produzione di elaborati scritti, attività nella biblioteca scolastica e in quella comunale ed incontri con scrittori.
  • Laboratorio di ceramica. Consistenel manipolare la materia grezza, darle forma e colore; i bambini possonocuocere i loro prodotti nel fornoper la ceramica. Molti dei manufatti saranno poi esposti alla mostra-mercato di fine anno che si tiene neilocali della scuola il 10 giugno.
  • “Sapere i sapori”. E’ un percorsoalimentare finalizzato all’educazione,con degustazione finale.
  • Progetto psicoscenico. La sua finalità consiste nello svolgimento di unpercorso teatrale che approda ad unospettacolo realizzato alla fine dell’anno scolastico; è finanziato interamente dalla scuola e prevede un’insegnanteesterna altamente qualificata(senza escludere la stretta collaborazione con i docenti interni). Mettendo in scena una rappresentazioneteatrale, i bambini imparano a relazionarsi sempre meglio tra loro, a muovere il proprio corpo in  libertà rispettando anche gli altri compagni e l’ambiente circostante e, cosa fondamentale,a riconoscere e gestire la propria emotività. Inoltre comporta anche un’attività artistica manuale in quanto gli alunni costruiscono le scene con materiali di recupero e curano la realizzazione dei loro costumi.
  • “La storia siamo noi”. Uno splendido percorso didattico sullo studio del quartiere di appartenenza Garbatella-Ostiense: i bambini escono a piedi dalla scuola, scoprono il territorio dove vivono anche attraverso il recupero della memoria collettiva, intervistano i nonni, esplorano i luoghi già appartenuti ai loro genitori. E’un percorso di grande valore etico che aiuta a costruire nei bambini la coscienza di sé. Da segnalare l’iniziativa “Il Giramondo” patrocinata dal Municipio Roma XI e gestita dalla Ludoteca municipale di cui hanno usufruito i bambini della III C, estratta a sorte fra tanti aspiranti alla partecipazione al progetto: giochi e storie da tutto il mondo per promuovere l’intercultura. I bambini hanno vissuto veri momenti di gioia costruttiva!

 Complimenti ad alunni, maestre e maestri della scuola Alonzi! E buone vacanze.

 

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Referendum del 12 giugno: alla Garbatella la percentuale più alta di tutta Italia

Referendum del 12 giugno: alla Garbatella la percentuale più alta di tutta Italia

12 e 13 giugno, referendum sulla procreazione assistita: è stata provvisoriamente perduta una grande battaglia di civiltà cui la Garbatella aveva profuso un generoso impegno fin dalla raccolta delle firme, oltre 2500, e poi nella campagna elettorale. Questa, in particolare, aveva coinvolto decine e decine di persone, soprattutto donne, più sensibili nei confronti del problema. La campagna aveva avuto il suo punto di tensione più alto quando alla Villetta, la storica …..

Referendum del 12 giugno: alla Garbatella la percentuale più alta di tutta Italia

12 e 13 giugno, referendum sulla procreazione assistita: è stata provvisoriamente perduta una grande battaglia di civiltà cui la Garbatella aveva profuso un generoso impegno fin dalla raccolta delle firme, oltre 2500, e poi nella campagna elettorale. Questa, in particolare, aveva coinvolto decine e decine di persone, soprattutto donne, più sensibili nei confronti del problema. La campagna aveva avuto il suo punto di tensione più alto quando alla Villetta, la storica sezione dei DS, era venuto a porgere il suo contributo il segretario diessino Piero Fassino nel corso di un affollatissimo comizio. Quel corale impegno ha ottenuto un riconoscimento sia pure soltanto morale. La Garbatella, a fronte dell’assenteismo nazionale che ha fatto fallire il referendum, ha segnato la più alta percentuale di affluenza ai seggi registrata in Italia: la sua forza trainante è stata tale da garantire il primato all’intero Municipio con ben il 41,87% con quote altissime per i sì che hanno toccato per il primo quesito il 92,87%, per il secondo il 93,90%, per il terzo il 93,13% e per il quarto l’81,04. Perduta la battaglia referendaria, restano i guasti e i problemi che la pessima legge imposta dalla maggioranza creano a decine di migliaia di coppie, nel contempo ostacolando pericolosamente la ricerca. Malgrado la battuta d’arresto, l’impegno per modificare la legge continua. Siamo certi che col tempo quella battaglia di civiltà sconfiggerà l’oscurantismo.

 

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