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Autore: Redazione

12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

12ma edizione del premio Fantasia di Garbatella

Giunto alla 12ma edizione, il premio Fantasia di Garbatella, promosso dall’Associazione Il tempo ritrovato, ha concluso le molte manifestazioni del Buon compleanno Garbatella che si sono tenute presso il teatro In Portico alla Circonvallazione Ostiense. Qui, come cornice del premio, si è avuta la bella mostra fotografica di Francesco Piastra. Il premio Fantasia di Garbatella è dedicato al maestro Carlo Acciari: erano presenti la sorella, il fratello ed i figli del pittore che ha dipinto il quartiere per circa 60 anni e che ha donato all’Associazione un quadro, la cui riproduzione costituisce il premio.
Quel dono voleva promuovere la diffusione dell’arte tra le nuove generazioni. Questi i premiati 2013: Mirko Guastatore, ballerino; Francesca Cicchinelli, mezzosoprano e cuoca di Casetta rossa; Andrea Furbini, poeta romanesco; Francesco Giansanti, autore di molte canzoni romane; Claudio Fabi, autore, regista e attore di commedie romane; Roberto Bussaglia, cantante di canzoni romane; Anna Rossini, bidella della scuola d’infanzia “La coccinella”; Paolo Masini, genitore, membro della Commissione scuola del Comune; Marco Baldini, conduttore radiodjei; Franco Pasqualetti, giornalista di Leggo; Daniel Dell’Ariccia, conduttore di Undiciradoiweb; Francesco Giaquinto, presidente del Centro anziani di Via Pullino; Althea Cominiello, campionessa di pugilato; Corrado Croce, attore, erede di Checco Durante; Rita Cellucci, da 35 anni impiegata di Marilab.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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In Via Persico un impedimento pedonale

In Via Persico un impedimento pedonale

via-ignazio-persico-garbatellaHo pensato ad uno scherzo da parte del Municipio la prima volta che ho notato in Via Ignazio Persico, di fronte all’entrata del parco pubblico, uno scivolo pedonale, segnalato da ringhierine, tra il marciapiede e la carreggiata sulla quale, proprio in prossimità dello scivolo, c’è il parcheggio a spina, regolarmente delimitato da segnaletica orizzontale. Il sorriso si è subito spento quando ho pensato a quali difficoltà affrontano disabili in carrozzina, nonni con i passeggini, non vedenti e tutti coloro per i quali allontanarsi da quel punto per scendere dal marciapiede è un problema. Si invita l’ufficio competente del Municipio ad un sopralluogo per provvedere a rimuovere l’impedimento.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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Per i 90 anni di nonno Angelino

Per i 90 anni di nonno Angelino


Il 18 febbraio 1923 nasce a Roma, per l’esattezza a Porta Metronia, Angelo Bruni detto “Angelino” e, con i suoi, si trasferisce, quando era molto piccolo, nello storico quartiere della Garbatella. E’ curioso notare che il mio amato nonno compie 90 anni proprio il giorno in cui, tre anni prima, viene fondata la Garbatella! Forse da questo nasce il mio amore per questo quartiere che porto sempre nel mio cuore. Tornando a mio nonno, egli cresce in una famiglia numerosa in un piccolo appartamento nell’Albergo Rosso, ed inizia a lavorare molto giovane per aiutare i genitori ed i fratelli più piccoli. Nel suo cammino si troverà davanti gli anni duri della guerra che non risparmieranno neanche lui: nel fiore della sua gioventù viene chiamato alle armi, imbarcato e diretto verso l’Africa. nonno-angelinoMi racconta sempre il perché della sua paura per il mare, dovuta al fatto che la nave sulla quale viaggiava viene bombardata e affondata, e lui terrorizzato cerca di salire sulle strutture più su che può mentre la nave si inabissa.
Con i suoi racconti riesce a portarmi con lui in quei momenti, quando alfine cade in acqua, perde i sensi e viene salvato da un soldato americano, di cui conserva una foto, ingiallita dal tempo, dietro la quale c’è una nitida dedica a lui!
Operaio dell’ Ottica Meccanica (OMI), spesso mi racconta le battaglie e le occupazioni che lui e gli altri operai hanno affrontato per far valere i loro diritti.
E mi racconta l’incontro in fabbrica con mia nonna Nanda, dal quale sboccerà un amore fortissimo che li tiene legati ancora oggi dopo 65 anni di matrimonio.
Loro hanno trasmesso a mia madre i veri valori della famiglia che lei ha riversato su di me e mio fratello.
Grande sportivo, appassionato sia di boxe che di ciclismo (conosce alla perfezione la vita di Fausto Coppi), ama anche i grandi artisti nel campo della musica leggera, come Claudio Villa e, da buon romano, Alvaro Amici. Ottiene anche molti consensi nelle sale da ballo dove si diletta nei più svariati balli tra cui uno spettacolare tango argentino. Dotato di una spiccata romanità, oggi ha raggiunto un importante traguardo della sua vita: 90 anni! Sono orgogliosa di averlo vicino, così come i figli Roberto e Daniela, la nuora Fabiana, il genero Aleandro, e gli altri nipoti Alessandro, Noemi, Roberto e la piccola pronipote Aurora. Attraverso questa lettera ho cercato di descrivere una persona che mi ha insegnato qualcosa di veramente prezioso: l’amore incondizionato di un uomo per la sua famiglia! Spero che tenendomi per mano continui ad accompagnarmi nel cammino della vita, incoraggiandomi ad affrontare le mie paure, come faceva quando ero piccola, mentre imparavo a restare in equilibrio sulla bicicletta e lui mi sosteneva per non farmi cadere. Auguri nonno!

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

tua nipote Cristina

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A passeggio per la Garbatella: un’emozione da vivere

A passeggio per la Garbatella: un’emozione da vivere

Si è svolta il 21 marzo alla Garbatella, presso la Casa delle imprese in viale G. Massaia, la prima festa della Primavera organizzata dalla CNA di Roma, per promuovere e far conoscere ai cittadini romani le realtà faticosamente produttive della media e piccola impresa. nonché le realtà artigianali che con impegno e tenacia affrontano la dura realtà della crisi economica che attraversa ogni settore;
una festa all’insegna della fiducia e orientata alla qualità dei prodotti, forse non troppo noti ma che rappresentano piccole realtà di assoluta eccellenza nostrana. La festa ,che si è protratta anche nelle prime ore del pomeriggio, è stata decisamente partecipata: a voler dimostrare che la qualità sa sempre interessare i cittadini attenti alla autenticità e genuinità dei prodotti.
Per l’occasione è stato presentato da Erino Colombi, presidente della Cna di Roma, un itinerario da percorrere in un’ora e mezza nel quartiere, a cura di Gianni Rivolta: “Passeggiando per la Garbatella, un’emozione da vivere”. Ci muoveremo attraverso circa dodici punti che ritengo siano i più interessanti dal punto di vista storico e architettonico – ha detto Rivolta, giornalista, storico e curatore della cartina del percorso.
Chi vorrà percorrerlo conoscerà botteghe artigiane e itinerari gastronomici di grande interesse di un quartiere che da decenni affascina i romani e non solo. Di qui è passato Gandhi, qui hanno tratto fonte di ispirazione registi come Pasolini e Moretti, attori come Sordi e Montesano. Con questa cartina – ha concluso Rivolta – desidero accompagnare gli appassionati, i turisti, i semplici curiosi di un itinerario tra la storia.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

(O.O.)

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Un’autorimessa di qualità di Orietta Vidali

Un’autorimessa di qualità

di Orietta Vidali

Schiavi d’Abruzzo è un piccolo paese ai confini con il Molise da cui provengono, storicamente, moltissimi tassisti romani e tanti operatori professionali collegati alla gestione delle automobili. Per questo non ci sorprende l’origine di Antonio Tucci, titolare dell’Autorimessa Troiano II ubicata in Via Prospero Alpino 74, angolo Circonvallazione Ostiense, di fronte alla ex Manifattura Tabacchi. garage-troiano
L’autorimessa ha da sempre puntato sulla qualità dei servizi e sull’attenzione ai clienti che confermano l’affabilità e la disponibilità di Antonio e dei suoi collaboratori.
In un’area di 5.000 mq, con i suo 250 posti auto e aperto 24 ore su 24, in effetti, il garage Troiano permette non soltanto il parcheggio per qualsiasi tipo di veicolo, dalle auto ai camper, ma anche una serie di servizi che vanno da un accurato lavaggio a mano, al grafitaggio e al cambio d’olio. Nello sforzo di risolvere il più possibile i problemi ai suoi clienti l’autorimessa è dotata anche di un servizio di autofficina che fornisce il tagliando completo, piccole riparazioni, pasticche freni, revisioni e ricarica aria condizionata.
L’orientamento al cliente non si limita ai cittadini di Garbatella ma si estende alla rinnovata vitalità dei nuovi insediamenti economici che hanno riqualificato l’Air Terminal: la linea ferroviaria ‘Italo’ e la magnifica casa del gusto ‘Eataly’. Sconti particolari sono riservati ai possessori del biglietto del treno veloce che fa scalo alla Stazione Ostiense a cui è offerto, se richiesto, anche l’accompagnamento in stazione!
“Svolgiamo il nostro lavoro con cura e passione – ci dice Antonio Tucci – e questo, in un’attività di servizio, è molto apprezzato dai nostri clienti che registrano una differenza rispetto ad esperienze precedenti”.
Una visita al garage Troiano II può avvenire anche in maniera virtuale visitando il moderno sito internet http//garagetroiano2.altervista.org.

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Il corso d’acqua che scorre sotto la Circonvallazione Ostiense Per il risanamento del fiume Almone

Il corso d’acqua che scorre sotto la Circonvallazione Ostiense
Per il risanamento del fiume Almone

L’Associazione di volontariato “Comitato per il Parco della Caffarella” e l’Associazione culturale “Humus” hanno presentato i giorni scorsi uno splendido volumetto di 112 pagine intitolato “Il sacro Almone da fiume a discarica”, nel quale si riassume la storia del fiume Almone dal mito alla storia romana a quella medioevale a quella preindustriale fino a quella dei nostri giorni che lo vede ridotto a lurida fogna.
Il volume si inquadra in una campagna rivolta alla società Acea Ato2 e alla Regione Lazio perché si provveda finalmente al risanamento delle acque dell’Almone, il terzo affluente del Tevere.
Si chiede di reinserire l’Almone tra i fiumi soggetti a monitoraggio, sospeso dal 2004;
di provvedere a bonificare l’alveo del fiume da rifiuti solidi;
di chiudere al transito delle auto le aree soggette a discarica;
di perseguire i reati ambientali;
di far depurare dall’Acea Ato2 tutte le acque reflue dei Comuni dei Castelli romani, di Ciampino e dei quartieri Quarto miglio e Statuario;
di spostare le aree di autodemolizione dal perimetro del Parco dell’Appia Antica.
Come ricordano i nostri nonni, l’Almone, nel territorio della Garbatella, scorreva a cielo aperto lungo il percorso della attuale Circonvallazione Ostiense, proveniente appunto dalla Valle della Caffarella e sotto passando l’Appia Antica all’altezza del ristorante Quo Vadis. Nel nostro territorio, dove l’Almone spesso si impantanava, si veniva ad approvvigionarsi di rane, da portare nelle magre tavole o da vendere per rimediare qualche spicciolo.
Poi il fiume procedeva verso il Tevere, alimentando all’altezza dell’Ostiense la centrale termoelettrica Montemartini, oggi museo archeologico.
Infine, con la costruzione della Colombo e con l’estendersi della Garbatella lungo l’asse della Circonvallazione, il fiume “scomparve”, inghiottito da un condotto sotterraneo che giace a 17 metri sotto il piano stradale. L’Almone oggi si interra in un “incile” che si trova ai
margini del Parco Scott, dove arriva già inquinato dagli scarichi incontrollati che si riversano lungo il suo percorso dalla base dei Castelli romani e nel quale confluisce anche la grossa cloaca del Quarto Miglio.
In tali condizioni di inquinamento il fiume non poteva più affluire nel Tevere. Così è stato semplicemente deviato nel grande collettore di sinistra del Tevere, diretto al depuratore, il quale però, ricevendo una eccessiva massa d’acqua (acque del fiume e acque nere), non è in grado di svolgere agevolmente la sua funzione di depurazione.
Per informazioni sulla campagna di risanamento dell’Almone ci si può rivolgere al Comitato per il Parco della Caffarella tel/fax 067803513, www.caffarella.it

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(C.B.)

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Tra passione e cultura sportiva Agostino Di Bartolomei e il suo Manuale del calcio Il libro postumo, “L’ultima partita”, Ed.Fandango, tratta della “Vittoria e sconfitta” del popolare calciatore. L’attualità del messaggio a tutela dello sport più appassion

Tra passione e cultura sportiva
Agostino Di Bartolomei e il suo Manuale del calcio
Il libro postumo, “L’ultima partita”, Ed.Fandango, tratta della “Vittoria e sconfitta” del popolare calciatore. L’attualità del messaggio a tutela dello sport più appassionante

di Leopoldo Tondelli

Qual è la motivazione che spinge un campione di calcio all’apice della sua carriera a porre per iscritto su brogliacci di carta degli appunti riguardanti le regole della disciplina?
La voglia di prepararsi un futuro da post calciatore come allenatore? La semplice passione per un gioco che pratica da bambino?
agostino-di-bartolomei-cara-garbatellaLeggendo il libro postumo di Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma, Campione d’Italia 1982-83, patrocinato dal figlio Luca, scopriamo che diverse possono essere le risposte a questa domanda, non solo rapportate al calcio degli anni settanta-ottanta, ma soprattutto riferite al calcio dei nostri giorni. Il libro dimostra una sorprendente attualità nel rappresentare da parte dell’uomo-calciatore la sua visione volta a tutelare questo sport, che in questi due ultimi decenni si è modificato non solo nelle sue regole (il libro infatti tiene conto delle modifiche apportate negli ultimi anni al regolamento del gioco che è stato quindi aggiornato rispetto alla versione originaria) ma anche nella sua organizzazione e soprattutto nella partecipazione sempre più virtuale dei suoi tifosi.
Il lavoro infatti svela anche la formazione culturale dell’uomo Di Bartolomei (diplomato nel nostro Liceo scientifico Borromini e studente universitario iscritto alla facoltà di Scienze politiche alla Sapienza). Non a caso il libro contiene un capitolo dedicato all’origine del gioco del calcio, sottolineando l’importanza della storia dello sport nelle dinamiche sociali ed istituzionali di diverse epoche storiche, ma anche l’importanza umana (frequentante da adolescente l’Oratorio di San Filippo Neri del nostro quartiere, sotto la guida umana e spirituale di Padre Guido). Nell’Oratorio assimilò alcune regole di vita comportamentali che trasferì nel calcio professionistico e negli stadi: come quella di protestare con l’arbitro in modo sempre pacato, tenendo le braccia dietro la schiena, perché prima funzione del capitano è quella di essere un esempio positivo per i compagni di squadra e per i tifosi. agostino-di-bartolomei-cara-garbatella
Infatti il suo decalogo del calcio contiene suggerimenti non solo dal punto di vista tecnico, ma anche comportamentali, appunto come il rispetto nei confronti dell’arbitro e degli avversari nonché suggerimenti nella cura del proprio corpo. Il libro è sorprendentemente piacevole da leggere, malgrado contenga semplici regole e indicazioni tecniche. Alla fine del volume sono pubblicate interviste a Nils Liedholm, a Giampiero Boniperti e a Sandro Ciotti che svelano in modo definitivo lo scopo di trasmettere soprattutto al giovane lettore una adeguata educazione sportiva, da un campione che portava in quegli anni la fascia da capitano al braccio completamente bianca, con un messaggio culturale da trasmettere, che cioè la fascia è una istituzione sportiva, che deve essere bianca, in quanto neutra, come devono essere tutte le istituzioni.
Il libro completa, quindi, la storia umana di Di Bartolomei, illustrata dal film di 11 metri, diretto da
Francesco Del Grosso, presentato lo scorso anno al Festival di Roma, insieme ad un precedente libro di Giovanni Bianconi uscito in due edizioni, dal titolo “L’ultima partita”, Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei, edizioni Fandango, nel quale si ricordava la carriera di calciatore, le sue vittorie, le sconfitte ed il conseguente distacco da Roma, la sua città.
Egli, nel trasferirsi a Milano, trasmise ai milanesi una diversa immagine del romano, non sbruffone o superficiale, ma di ragazzo, sì introverso, ma affidabile, serio, che lo vide protagonista negli anni della “Milano da bere” fino all’arrivo di Berlusconi alla guida del Milan.
A proposito di cinema, il nostro Agostino è il giocatore della Roma più citato nei film della “commedia all’italiana” degli anni settanta-ottanta, così da consacrarlo, in quel periodo, come giocatore più amato e popolare della Roma, malgrado non avesse mai indossato la maglia della nazionale maggiore.

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Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella Tormarancia o Tormarancio?

Disquisizione sul “sesso” della torre medioevale dirimpettaia della Garbatella
Tormarancia o Tormarancio?

di Cosmo Barbato

tormaranciaCominciamo col demolire una credenza consolidata. La Tormarancia attuale non è quella “originale”, nel senso che è esistita un’altra Tormarancia, situata non tanto vicino alla nostra ma nella stessa tenuta, crollata o distrutta non sappiamo quando, forse nel XIV secolo, della quale però si sono ritrovate poderose tracce di fondazione all’interno del Parco di Tormarancia.
Il nome di Tormarancia si trasferì nel tempo all’attuale torre, la più importante tra quelle superstiti del circondario. Da quell’imprecisato momento in poi la nostra torre, indicata nella cartografia antica come Tor delle vigne, cominciò a chiamarsi Tormarancia: raccolse cioè il nome della distrutta consorella maggiore.tormarancia-anni-quaranta
Da questo punto in poi, quando parliamo di Tormarancia, ci riferiamo alla torre che svetta sulla collinetta che si affianca al bel Viale di Tormarancia. “Maschio o femmina”?
Si può disquisire del “sesso” di una torre? La toponomastica moderna si è già pronunciata: “femmina”, stando al nome del Viale.
La cartografia antica chiama la nostra torre, almeno fino al 1453, Tor delle vigne, pare per via della fertilità del territorio: vi sgorgano infatti tre sorgenti ed è attraversata dal Fosso di Tor Carbone, oggi in parte ricoperto (per anni le sue frequenti esondazioni allagavano Shangai, la misera borgata oggi scomparsa, che si era andata formando nella seconda metà degli anni Venti del secolo scorso).
In una carta del 1480 appare per la prima volta il nome di Tormarancia riferito alla Tor delle vigne e da quel momento in poi sempre così, “Tormarancia” e mai “Tormarancio” (fatta eccezione per un modo di dire popolaresco degli anni 30/40 del secolo scorso dei vecchi abitanti di Shangai: “Tor marancio” o addirittura “Tor m’arrangio”, con riferimento alla vita precaria che si conduceva nella borgata). Tormarancia è anche il toponimo che riporta il massimo studioso della Campagna romana, Giuseppe Tomassetti (1910/1926).
Dello stesso avviso è anche un altro ricercatore, Giovanni M. De Rossi, nel suo “Torri medioevali della campagna romana”(1981). “Lo stradario di Roma” di Benedetto Blasi (1922) cita Tormarancia. Lo stesso fa Sergio Delli nel suo monumentale “Le strade di Roma” (1989). Viene definita Tenuta di Tormarancia la porzione di territorio aggregato di recente al Parco dell’Appia Antica. E Tormarancia si chiamava la tenuta di 232 ettari alla quale, tanto la prima torre quanto la nostra, facevano la guardia. Ma perché quel “marancia”?
mappa-tormaranciaUna prima osservazione: “marancia”, come aggettivo del sostantivo femminile “torre”, non poteva che essere femminile anch’esso.
Si è appurato che in antico, cioè nel III secolo dopo Cristo, proprietaria del fondo fosse la famiglia senatoria dei Numisi, che ha lasciato nel territorio non poche importanti testimonianze archeologiche, oggi quasi tutte esposte ai Musei Vaticani. Si è immaginato che quella grande proprietà sia pervenuta successivamente a un ricco liberto di nome Amaranthus. Sicché dal suo nome la tenuta si chiamò inizialmente “praedium Amaranthianum”, cioè “Fondo di Amaranto”. Quando, nel 1200, fu eretta la prima torre così come anche la nostra (probabilmente dai potenti Conti di Tuscolo), nel tempo l’aggettivo “Amaranthianum” riferito al fondo si trasferì alla torre, passando ovviamente al femminile.
Le torri avevano una funzione giurisdizionale, cioè ribadivano il possesso su una proprietà (come mettere il cappello su una sedia). Ma avevano anche una funzione semaforica: nella
campagna romana, dopo l’incursione saracena giunta dal mare del IX secolo che colpì le basiliche di San Pietro e di San Paolo, poste fuori delle mura, si andò creando un sistema di torri di segnalazione con fuochi (di notte) e con fumi (di giorno) per allertare la città nel caso di un nuovo sbarco o di una delle frequenti scorrerie arabe lungo la costa. La nostra torre ha base quadrata di 6 metri per lato. E’ posta in cima a una collina a 800 metri dalla Via Ardeatina e a poco di più dall’Ostiense.
Alta 15 metri, poteva essere in grado di segnalare con le numerose altre torri dislocate lungo l’Ardeatina e l’Appia Antica. L’ipotesi della derivazione dal nome della tenuta (e quindi della torre) da quello del liberto Amaranthus è tutt’altro che provata, però finora sembra la più plausibile.
Scartata un’altra che farebbe riferimento al colore rossiccio (con qualche forzatura, amaranto) dei blocchetti di tufo con i quali è costruita la torre, come quasi tutti gli edifici medioevali coevi di Roma e della Campagna romana.
Lunga è la storia della nostra torre.
Nel tempo fu dei Bottoni, dei Leni, dei Tebaldi. Nel 1470 un Tebaldi vendette parte della tenuta all’ospedale di Santa Santorun (l’attuale San Giovanni) e 18 anni dopo un Leni vendette allo stesso ospedale un’altra parte della tenuta. In precedenza, sotto il papa Nicolò V (1447/1455), la torre dovette subire un restauro, a giudicare da una piccola lapide oggi scomparsa recante il monogramma del pontefice: PPNV, cioè Papa Nicolò V. I romani, interpretando sarcasticamente quella sigla, peraltro riportata in tutte le opere edificate o restaurate in quegli anni, la lessero come “Poco Pane Niente Vino”, alludendo al fiscalismo di quel pontefice.
Agli inizi dell’800 poi la grande proprietà fu acquistata da una facoltosa nobildonna, Marianna di Savoia contessa di Chablais, figlia di Vittorio Amedeo III re di Sardegna, che la utilizzò proficuamente come cava di pozzolana, come fertile tenuta agricola e, non ultimo, come campo di importanti scavi archeologici.
In conclusione, torniamo al “sesso” della nostra torre. Che sia esistito o no quel liberto Amaranthus, che avrebbe trasmesso il suo nome alla tenuta e alla torre, certo è che quel “marancia” è la contrazione dell’aggettivo “amaranziana” relativo al sostantivo “torre”: femminile il sostantivo, necessariamente femminile l’aggettivo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Il “Socrate” quando c’è! Progetto teatro a scuola
Andato in scena ad aprile “L’amore quando c’era” con la partecipazione della classe IV A del Liceo della Garbatella

Interessante progetto scolasticoteatrale è quello iniziato da un gruppo di studenti del “Socrate”,
il Liceo classico della Garbatella, promosso dell’attore Daniele Coscarella.
l'amore-quando-c'era-i-ragazzi-del-socrateI ragazzi si sono preparati e hanno messo in scena nel mese di aprile uno spettacolo tratto dal libello di Chiara Gamberale “L’amore quando c’era”. Grazie all’aiuto dei professori e alla disponibilità della scuola, è stato possibile per i giovani liceali partecipare ad un progetto artistico totalmente autofinanziato. Infatti, a causa dei noti tagli verso la pubblica istruzione, ormai da tempo le scuole italiane hanno poche possibilità di ricevere finanziamenti per laboratori come questo. La giovane e ormai nota scrittrice, ex alunna del liceo stesso, si è offerta di privilegiare l’Accademia dei Cento e la scuola romana del suo testo, da cui appunto prende ispirazione lo spettacolo.
La storia messa in scena narra dell’amore finito, come si può facilmente intuire dal titolo, di Amanda e Tommaso. Amanda, interpretata dall’attrice Eva Milella, è proprio un’insegnante delle scuole superiori. Gli studenti hanno avuto infatti il compito di rappresentare sul palcoscenico la classe della giovane donna. Nello specifico, i ragazzi si sono incontrati per molte settimane per esercitare la dizione, la coordinazione e ovviamente la recitazione. Il tutto è avvenuto grazie alla supervisione e ai preziosi consigli di Coscarella, protagonista stesso della rappresentazione nel ruolo di Tommaso. Ogni alunno ha avuto la possibilità di ottenere una parte all’interno dello
spettacolo, di partecipare alla parte tecnica, occupandosi della scenografia, delle luci o dell’editoria.
Complimenti quindi a chi ha ideato il progetto e soprattutto a questi giovani socratini, non soltanto dediti alla traduzione delle tragedie classiche ma anche interpreti della drammaturgia contemporanea!
Lo spettacolo si è tenuto all’Accento Teatro Roma dal 4 al 14 Aprile 2013.
Cast
Tommaso : Daniele Coscarella
Amanda : Eva Milella
I ragazzi della classe IV sezione A del Liceo Socrate (nella foto)
Regia : Pascal La Delfa
Scene : Alessandra Ricci, Elettra Marta Massimilla

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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Monsignor Nicolò Maria Nicolai: un precursore della Garbatella A cavallo tra ‘700 e ‘800, al servizio dello Stato Pontificio, fu grande esperto di innovative tecniche agrarie, amministratore finanziario, topografo, storico d’arte, archeologo. Qui da noi i

Monsignor Nicolò Maria Nicolai: un precursore della Garbatella
A cavallo tra ‘700 e ‘800, al servizio dello Stato Pontificio, fu grande esperto di innovative tecniche agrarie, amministratore finanziario, topografo, storico d’arte, archeologo. Qui da noi impiantò la sua splendida villa di campagna e la sua sperimentale “Tenuta dai 12 cancelli”.
Con la “Chiesoletta” di Sant’Eurosia ci ha lasciato un segno della sua intensa esistenza

di Enrico Recchi

Nicolò Maria Nicolai è per la maggior parte degli abitanti della Garbatella un nome sconosciuto o appena sentito nominare.
/tomba-monsignor-nicolaiQualcuno però conosce il casale che porta il suo nome e che, dall’alto della collinetta posta tra Via delle Sette Chiese, la Colombo e Via di Villa Belardi, al confine del nostro quartiere, ancora domina la zona dove oggi è l’Università San Pio V.
Ma nella storia del nostro quartiere monsignor Nicolai è stato un personaggio molto importante. Se ne è già parlato su “Cara Garbatella” in diversi articoli di Cosmo Barbato nei numeri passati, ma stavolta cerchiamo di andare un pochino più a fondo nella conoscenza di questo alto prelato della Curia romana e di spiegare come e perché la sua attività ha influito sul nostro quartiere.
Dunque, Nicola Maria Nicolai nasce a Roma nel 1756 e viene sin da giovanetto avviato alla carriera ecclesiastica. Siamo nella Roma di papa Clemente XIV Ganganelli, dominata dall’aristocrazia cattolica, dai cardinali e dalle loro beghe, con il Papa che deve affrontare il problema della soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, fortemente richiesta da alcuni sovrani europei, Ordine che sarebbe stato poi ricostituito solo nel 1814.
Appassionato di studi classici ma interessato anche alle scienze, il nostro era ben dotato di ingegno e perspicacia, in un mondo dove chi era ben introdotto e capace aveva la possibilità di conquistare posizioni nella società romana, soprattutto se vestiva l’abito talare. Nicolai ben presto ricevette riconoscimenti per il suo operato ed incarichi che ne testimoniano le capacità. Fu Commissario generale della Camera Apostolica, organo importante nell’amministrazione finanziaria dello Stato della Chiesa, per circa 50 anni. portale-nicolai
Ma è sotto Gregorio XVI (1831-1846) – il pontefice contro cui scaglia le sue frecciate poetiche G.G.Belli – che Nicolai si afferma nel clero romano e, senza però arrivare alla porpora cardinalizia, raggiunge la carica di Ministro dell’Agricoltura dello Stato Pontificio.
Ma questa non era la sola occupazione di Nicolai. Si interessava anche di archeologia ed infatti fu presidente della “Pontificia Accademia di Archeologia”, nonché presidente dell’Accademia dei Lincei, scrivendo un libro sulla Basilica di San Paolo che fu di grande aiuto per gli architetti che la riedificarono dopo il catastrofico incendio che la distrusse nel
luglio 1823.
Ma la sua vera passione erano le scienze agrarie ed i suoi diversi campi di applicazione, spaziando così dalla rielaborazione del Catasto dei terreni e dalla conseguente riforma tributaria allo studio delle tecniche di coltivazione. Si interessò tra l’altro dell’introduzione dell’eucalipto nelle zone paludose, dopo aver accertato la sua utilità nelle opere di bonifica,
precorrendo di molto la piantumazione di eucalipti effettuata sistematicamente nel ventennio fascista nelle aree della Pianura Pontina.
Coordinò anche la ristrutturazione del porto di Civitavecchia che era il porto principale dello Stato Pontificio.
Nel periodo in cui ricoprì la carica di Ministro dell’Agricoltura prese a cuore lo stato di abbandono in cui versava la campagna romana in quegli anni. La maggior parte delle proprietà terriere erano controllate da una inerte nobiltà. Intere tenute e vasti appezzamenti venivano lasciati incolti o affidati alla discutibile gestione di fattori, mentre i contadini, la manodopera, vivevano nella povertà assoluta, in condizioni igieniche miserevoli con conseguenze nefaste sul tasso di sopravvivenza infantile e sulle aspettative di vita in generale.
la-chiesoletta-di-sant-eurosiaTra i vari scritti di monsignor Nicolai, l’opera che ci interessa maggiormente è “Memorie, leggi e osservazioni sulle campagne e sull’annona di Roma” del 1803, perché in questo suo studio troviamo alcune annotazioni che riguardano anche la futura Garbatella e zone limitrofe e ci aiutano a capire come si presentasse all’epoca il territorio su cui poi sarebbe sorto il nostro quartiere. Propose anche la cosiddetta “Tassa di migliorazione”, una tassa cioè che veniva imposta a coloro che lasciavano i propri terreni incolti, mentre non gravava su chi li faceva coltivare industriosamente e proficuamente.
La stesura del Nuovo Catasto comportò un immane lavoro di rilevazione e di riporto di informazioni secondo criteri più esatti è più moderni, attraverso la rielaborazione di tutti i dati già fatti raccogliere sotto Papa Pio VI (1775-1799). Dall’opera riusciamo ad avere un quadro d’insieme delle campagne che circondavano Roma, delle varie proprietà, dello stato delle strade che conducevano a queste proprietà e, non ultimo, dei vari monumenti che si trovavano lungo il percorso. E il monsignore fece applicare con estrema attenzione i principi da lui propugnati nella sua splendida tenuta che si trovava appunto alla Garbatella, che naturalmente all’epoca non aveva questo nome, ma era indicata genericamente come Colli di San Paolo. Nicolai era fiero del suo “arboreto”, nel quale sperimentò molte specie fruttifere. casale-santambrogio
La proprietà sarebbe passata solo più tardi alla famiglia milanese dei Santambrogio, che avrebbero poi donato la “Chiesoletta”, l’attigua Vaccheria (poi trasformata in Oratorio) e alcuni terreni circostanti ai Padri Filippini. Quindi il già citato casale, con la tenuta che lo circondava, era la villa di campagna del Nicolai, che in città abitava nei pressi di Largo Argentina. Della proprietà Nicolai resta ben evidente una delle entrate alla tenuta, un magnifico portale posto su Via delle Sette Chiese all’altezza dell’Università San Pio V.
La sua passione per le scienze agrarie lo portò anche ad elaborare un calendario rustico, antesignano di quelli odierni di Barbanera e Frate Indovino, con l’indicazione di tutti i lavori che andavano svolti in campagna mese per mese secondo il susseguirsi delle stagioni. Come detto, proprio grazie ai libri scritti da Nicolai siamo a conoscenza di molti dettagli che riguardano quella che allora era la campagna intorno a Roma e che oggi fa pienamente parte della città.
Il nostro quartiere all’epoca chiaramente non esisteva e tutta l’area era raggiungibile solo grazie alla Via Ostiense. Quindi Nicolai, per questo settore, parte appunto da Porta San Paolo, dove inizia la Via Ostiense, mettendo subito in evidenza come la zona fosse infestata da aria malsana ed il terreno fosse spesso inondato dalle esondazioni del vicino Tevere.
Le vigne, la cui coltivazione era preponderante nella zona, beneficiavano però delle alluvioni del fiume, perché la terra, come dice Nicolai, veniva “ingrassata” dai depositi fluviali. Per fortuna quei terreni, che molto più tardi avrebbero costituito gli spazi su cui sarebbe stata edificata la Garbatella, erano in parte protetti dallo “sperone” tufaceo delle colline di San Paolo.
Alcuni toponimi ancora esistenti nel nostro quartiere (Via di Vigna Pozzi, Vigna Serafini) ci portano a pensare che i vigneti fossero largamente diffusi in un’area con scarsa presenza dell’uomo. Qualche casale qua e là si distingueva nel panorama, assieme ad alcune torri di avvistamento, residui medioevali, come la Tormarancia, chiamata appunto anche Torre delle Vigne. Quindi in un’area essenzialmente agricola spiccava la presenza di una piccola chiesa settecentesca, quella che sarebbe poi diventata la “Chiesoletta” dedicata ai Santi Isidoro ed Eurosia, il primo agricoltore e protettore dei contadini e la seconda protettrice contro tempeste, fulmini e grandinate, i massimi flagelli per l’agricoltura.
Nicolai dedicò particolari attenzioni alla chiesa di Sant’Eurosia (chissà perché Sant’ Isidoro viene spesso dimenticato), per risparmiare ai suoi contadini il lungo percorso fino alla Basilica di San Paolo per ascoltare la messa domenicale. La fornì di una campana (oggi è la più piccola della parrocchia di San Filippo Neri), pagò i successivi restauri affidati all’opera del suo amico, il grande architetto Giuseppe Valadier, che gli ammodernò anche il casale in cima alla collina.
La tenuta di Nicolai era particolarmente grande, o almeno così sembrava ai pochi abitanti della zona e agli agricoltori che vi lavoravano, da essere chiamata “Tenuta dei 12 cancelli”.
Usciti dalla Porta San Paolo, la prima tenuta censita dal Nicolai era quella dei “Prati di San Paolo”, confinante con l’omonima basilica ed il monastero, proprietà dei monaci benedettini. Larga parte della tenuta era lasciata a pascolo per il bestiame e a fieno, anche perché, avendo un livello inferiore in alcuni punti a quello del fiume, era soggetta alle frequenti “escrescenze della marrana detta del Ponticello di San Paolo” (forse il ponticello sull’Ostiense da dove inizia la Via Laurentina), e quindi non conveniva coltivarla. Gli allagamenti venivano chiamati “rigurgiti del terreno”, un modo assai colorito che rende bene l’idea della fuoriuscita dell’acqua di origine fluviale dalla terra. Le altre proprietà che si incontrano lungo la Via Ostiense appartenevano ai principi Borghese, al marchese Serlupi o erano di pertinenza di ordini ecclesiastici o di chiese. Sempre Nicolai ci racconta che erano presenti in zona cave di pozzolana, delle quali sono state ritrovate recentemente sicuri resti nei lavori di scavo nelle catacombe di Santa Tecla in Via Silvio D’Amico. Più avanti sull’Ostiense venivano incontrati terreni definiti “mezzagne”, cioè con molti sassi o tufi scoperti o poca terra, scarsamente utili allo sviluppo dei semi ed in genere, proprio per questo, destinati a pascolo. Ancora oltre, sulla Via Ostiense e sulle sue diramazioni, ritroviamo tenute con nomi che ci ricordano località a noi note: Tenuta del Grottone (Via Valle del Grottone zona “I Granai”), Tenuta delle Tre Fontane, Tenuta di Tor di Valle ed ancora più in là, sempre sulla Ostiense, la Tenuta di Mostacciano, la Tenuta di Vallerano ecc.
E mentre i valori dei terreni agricoli crescevano, sia per la trasformazione delle rendite agricole in rendite urbane sia per la speculazione, la Garbatella restava ancora terreno non individuato dagli speculatori, da quelli che nel futuro lontano sarebbero stati chiamati palazzinari.
A Nicolai il Comune di Roma ha dedicato una strada, non alla Garbatella però, ma nella periferia di San Basilio. Insigne il suo monumento funebre in stile neoclassico dello scultore Giuseppe Fabris: si trova in centro, nella bella chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, in Via dei Banchi Vecchi.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

 

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Adottiamo il Parco di Commodilla

Adottiamo il Parco di Commodilla

Cerchiamo volontari per adottare il parco delle Catacombe di Commodilla. Conosci il parco delle Catacombe di Commodilla che si trova tra Via Giovannipoli e Via delle Sette Chiese? Come avrai notato, ultimamente è sporco e abbandonato, ormai è divenuto terra di nessuno alla mercè di qualunque incivile ne voglia fare scempio. Fino a pochi mesi fa era un parco pulito e fruibile.
Bambini e cani avevano trovato una convivenza civile, ora invece è impraticabile tra cestini traboccanti di immondizia, vetri rotti e mille altri tipi di rifiuti.garbatella-parco-di-commodilla
Vogliamo riprenderci il parco per renderlo di nuovo pulito e sicuro.

Stiamo organizzando un gruppo di volontari. Abbiamo già preso contatto con il Comune e con Legambiente, che è disposta ad aiutarci, ma ci servono cittadini volenterosi che, come noi, credano nella cittadinanza attiva. Se vuoi aiutarci o avere maggiori informazioni contattaci tramite:

Utenza Facebook: Parco Comodillaparco-commodilla
Gruppo Facebook Salvare Comodilla
Indirizzo: e-mail salvarecomodilla@yahoo.it

Pubblichiamo volentieri la lettera di questi volenterosi cittadini. Ricordiamo che Cara Garbatella aveva già denunciato tempo fa lo stato di abbandono del Parco di Commodilla, segnalando tra l’altro il pericoloso debordo della ghiaia sulle zone pavimentate con lastre di pietra e l’otturamento delle caditoie dell’acqua piovana e di quelle delle due fontanelle presenti. Non ultimo, segnaliamo la presenza dei monconi di due palme distrutte dall’infestazione del punteruolo rosso. In un altro articolo segnalavamo anche la presenza nel Parco di una pianta rara, originaria dell’Australia, il Brachichiton discolor, detto anche “albero bottiglia”, un’essenza che si ricopre in estate di una immensa fioritura cremisi.

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Per la gioia dei bambini la “Collina dei conigli” Tempo fa, in uno spazio verde ai margini della Garbatella, a Via Tiberio Imperatore, qualcuno abbandonò una coppia delle simpatiche bestiole. S’è formata una nutrita colonia, diventata “un bene della colle

Per la gioia dei bambini la “Collina dei conigli”
Tempo fa, in uno spazio verde ai margini della Garbatella, a Via Tiberio Imperatore, qualcuno abbandonò una coppia delle simpatiche bestiole. S’è formata una nutrita colonia, diventata “un bene della collettività”

di Enrico Recchi

No, state tranquilli, non è il seguito del fortunato romanzo di Richard Adams del 1972 “La Collina dei conigli”. In zona di confine con il nostro quartiere c’è un piccolo spazio verde che è diventato il “Parco dei conigli”. Parliamo dell’area libera da costruzioni, in leggera pendenza, che si incontra in Via Tiberio Imperatore, subito dopo l’edificio della Scuola Media “Alessandro Severo”. L’area non è stata mai utilizzata se non come passaggio pedonale per chi abita nelle case della Cooperativa Ferrotranvieri che sorgono sulla Collina Volpi.
conigli-a-collina-volpiUn bel giorno, lo scorso anno, improvvisamente, qualcuno ha pensato di liberare (un termine chic, per dire che se ne è voluto disfare) una coppia di conigli da appartamento. Passare dalla condizione di animale domestico a quella di animale libero non deve essere stato facile per le piccole bestie, ma le attenzioni degli abitanti della zona e soprattutto dei bambini e l’evidente assenza di volpi e altri predatori ne hanno favorito l’ambientamento. L’area, che viene periodicamente ripulita dalle erbacce e dai rovi a cura del Comune e che è stata anche recintata, è diventata così un parco spontaneo all’aperto, dove i conigli hanno scavato le loro tane e hanno prolificato, nonostante qualche furtarello che comunque non ha influito seriamente sulla crescita del loro numero.
Se l’aumento del numero dei conigli non ha potuto seguire lo schema studiato dal pisano Fibonacci (il più noto studioso del fenomeno della riproduzione dei conigli secondo uno schema matematico, che visse tra il XII ed il XIII secolo), la loro presenza si è in ogni caso radicata e, possiamo dire, “istituzionalizzata”, se è vero che sono comparsi avvisi che indicano gli alimenti che i conigli possono mangiare e ciò che invece è deleterio per la loro salute, oltre ad ammonimenti a non appropriarsi delle bestiole che sono un bene della collettività.
Oramai la loro presenza, via via sempre più numerosa, è diventata una sorta di attrazione della zona. Specialmente il pomeriggio nelle giornate calde si vedono frotte di bambini che si avvicinano guardinghi e sospettosi (loro ancor più che le piccole bestiole avvezze alla presenza umana) con in mano una carotina o un cespo di lattuga, sotto l’occhio vigile di genitori o nonni, per riprendere contatto con una realtà, quella degli animali da cortile, oramai lontana dalla nostra attuale cultura.
Fino a poco tempo fa c’era in giro per Roma la figura della “gattara”, in genere una donna anziana che portava da mangiare alle colonie dei gatti randagi un tempo numerose nelle nostre strade (ma che fine hanno fatto i gatti randagi? Se ne vedono pochissimi). Oggi invece sono i conigli a ricevere le attenzioni amorevoli di animalisti grandi e piccoli. Un altro segno dei tempi che cambiano?

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

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Non siamo più XI

Non siamo più XI
Una delibera del Consiglio comunale ha ridisegnato la mappa dei municipi di Roma con una riduzione da 19 a 15. L’operazione prevede l’accorpamento dei territori o di parte dei territori di numerosi municipi. Il nostro municipio rimane integro, però cambia di numerazione: da XI diventa VIII. La decisione dell’assemblea capitolina è stata presa a maggioranza: 32 voti a favore, 4 contrari, 4 astenuti.

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Anche a casa nostra invasione di pappagalli Dopo i gabbiani , le cornacchie e gli storni mancava l’esotico. Tra le specie presenti, il più diffuso è un parrocchetto originario dell’Argentina. Non cinguettano, stridono. Contendono territorio e cibo ai nost

Anche a casa nostra invasione di pappagalli
Dopo i gabbiani , le cornacchie e gli storni mancava l’esotico. Tra le specie presenti, il più diffuso è un parrocchetto originario dell’Argentina. Non cinguettano, stridono. Contendono territorio e cibo ai nostri passerotti

Psittacula krameriNon bastavano i gabbiani e le cornacchie, ci voleva anche l’esotico. La Garbatella, come del resto Roma e più o meno tutte le città italiane, è invasa dai pappagalli.
Da noi ce ne sono in tutte le zone verdi, dal parco di Via Pullino, a quello di Via Magnaghi, a Piazza Brin, al parco di Commodilla e, ai margini del quartiere, nel grande parco Schott, nel parco Fao sulla Colombo, alla Caffarella. Non conoscendo i confini, si sono istallati anche nei parchi privati. Insomma, dovunque c’è verde. Non li spaventa nemmeno il traffico: hanno occupato perfino i rami dei platani della Circonvallazione. Anche se nascosti dal fogliame, se ne avverte la presenza dal loro verso, una specie di stridio che non ha niente a che vedere col cinguettio dei nostri passerotti. In più, ai passerotti, come a tutti gli altri uccelli di piccole dimensioni, contendono il territorio e naturalmente il cibo. Non hanno attecchito al parco davanti all’Oratorio di San Filippo Neri, probabilmente perché qui sono fortemente contrastati dalla numerosa colonia dei piccioni che vi si è istallata.
I pappagalli non sono uccelli migratori, come i merli, i pettirossi, gli storni. No, sono stanziali.
Originari dell’America meridionale, hanno trovato un ambiente a loro adatto nel nostro Paese, comprati da appassionati dell’esotico e poi sfuggiti dalle gabbie oppure liberati quando i compratori si erano stancati di accudirli (come succede d’estate, quando si va in vacanza, abbandonando il cane o il gatto di casa).
Tre sono le specie di pappagalli che sono venuti a stare da noi: il Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), il Parrocchetto monaco (Myiopsitta monacus) e l’Amazone dalla fronte blu (Amazona aestiva). Il più diffuso è il Parrocchetto dal collare, facile da riconoscere per il colore del piumaggio verde brillante e con il collare arancione e nero e le zampette grigie, proveniente originariamente dall’Argentina, ma che ormai ha conquistato il diritto di nidificare anche in Italia. Insomma non è più un clandestino. Sono, i nostri, tempi di globalizzazione e di emigrazione, per gli uomini ma, a quanto pare, anche per gli animali. Si pensi a tutte le razze di cani esotici, di pesci per gli acquari, di gatti, di tartarughe d’acqua ma pure di animali per la nostra alimentazione importati in Italia. Non sappiamo se la Lega intenda organizzare contro i pappagalli, questi uccelli “stranieri”, ronde di cacciatori, non riconoscendo loro lo ius soli, cioè il diritto di cittadinanza ai parrocchetti nati in Italia.
Piuttosto potrebbe condurre una guerra, questa sì santa, contro il “Punteruolo rosso”, il terribile coleottero arrivato qui dall’Estremo Oriente, che sta distruggendo tutte le palme dei nostri giardini.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

(C.B.)

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Primarie del centro sinistra per candidato a sindaco di Roma. Anche alla Garbatella “stavince” Ignazio Marino

Primarie del centro sinistra per candidato a sindaco di Roma.
Anche alla Garbatella “stavince” Ignazio Marino

Si è votato domenica 7 aprile nei quattro seggi alla Garbatella, allestiti dai volontari di Roma Bene Comune per scegliere tra i sei candidati del centro sinistra per le elezioni a sindaco del 26 e 27 maggio. Buona partecipazione popolare, con un risultato che non lascia dubbi.
Marino ha ottenuto il 71%, David Sassoli il 14,4%, Gemma Azuni 5,8%, Paolo Gentiloni il 4%, Patrizia Prestipino 2,8%, Mattia Di Tommaso 1,1%.

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XI: Catarci candidato unico di “Roma bene comune”

XI: Catarci candidato unico di “Roma bene comune”

La coalizione di centro sinistra “Roma bene comune” ha proposto come unico candidato alla presidenza dell’XI Municipio (ora VIII) il presidente uscente Andrea Catarci. Non c’è stata competizione con l’altra ex candidata alle primarie, la Presidente del Consiglio municipale Valeria Baglio, peraltro proveniente dalla stessa esperienza di governo, la quale ha preso atto dell’orientamento della coalizione.
A lei è stato espresso il ringraziamento per la sensibilità dimostrata, nell’interesse generale del territorio, della città e della coalizione.

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Catarci, la persona giusta alla guida del Municipio

Catarci, la persona giusta alla guida del Municipio
Il suo forte radicamento per continuare a risolvere i problemi del territorio.
La battaglia per realizzare il reale decentramento dei municipi dal Campidoglio

Basta fare due passi a piedi a San Paolo, alla Garbatella o alla Montagnola insieme ad Andrea Catarci per capire perché è la persona giusta per continuare a guidare il Municipio.
Se questa istituzione, la più vicina ai cittadini, può infatti essere considerata l’interfaccia della pubblica amministrazione, la migliore risposta sono le persone che conoscono il territorio, la sua storia, il tessuto sociale e produttivo dei quartieri. Anche perché se le ultime elezioni hanno mandato un messaggio chiaro alla politica è che non funzionano più alchimie, decisioni prese tra pochi, candidature calate dall’alto. Contano le persone.
andrea-catarci-protesta-porta-san-paoloAndrea Catarci è cresciuto politicamente in questa zona di Roma, è qui che ha iniziato a fare politica dopo gli anni dell’università, è qui che ha dato dimostrazione di essere una risorsa per il centro sinistra, di essere utile.
Capiamoci, le possibilità di dare risposte concrete alle esigenze e ai problemi dei cittadini è solo in minima parte di pertinenza dei municipi.
Colpa di un decentramento che a Roma, differentemente da altre capitali europee come Londra o Parigi, nessuno ha avuto la capacità e la volontà di portare a compimento. Lo dico per esperienza personale: spesso i presidenti di Municipio pagano responsabilità non loro, in particolare quando la capacità di ricezione in Campidoglio è bassa o nulla come negli ultimi 5 anni. Questo però non ha fermato Andrea Catarci nelle sue battaglie per il territorio.
Gli esempi sono tanti, l’ultima quella in difesa  del Cto che il commissario regionale Bondi aveva di fatto condannato a chiusura. Ma anche la questione dell’ex Fiera di Roma, partita questa ancora tutta da giocare, sulla quale bisognerà fare in modo che gli appetiti speculativi non abbiano la meglio sull’esigenza enorme, nel nostro Municipio come in tutta Roma, di spazi aggregativi e culturali.
Quella della lotta alla speculazione e agli sprechi è un vero cardine dell’idea comune che abbiamo di città, come nel caso dell’Appia Antica, patrimonio comune sfregiato dall’abusivismo edilizio o come nel caso del Valco San Paolo, con le piscine costruite per i Mondiali di nuoto del 2009 lasciate in stato di abbandono. Il contrario della nostra idea, che nel Municipio è ben visibile: come nel progetto degli orti urbani, che ha portato alla riqualificazione dell’area attigua alla Regione Lazio sulla Via Cristoforo Colombo o la creazione del centro di aggregazione giovanile Roma 70. Forme di partecipazione e condivisione nella metropoli, come la scelta di proseguire sulla strada del bilancio partecipato, che già avevamo avviato durante la mia presidenza.
Un Municipio che, nonostante resistenze e veti incrociati, è riuscito ad istituire i registri delle Unioni civili e del Testamento biologico, iniziative non solo simboliche, ma dall’impatto politico e culturale avanzato, in anni di regressione della città.
L’attuale Presidente dell’XI Municipio (oggi VIII) ha svolto anche, su temi di interesse comune, un ruolo di opposizione all’Amministrazione Alemanno. Uno per tutti, la privatizzazione di Acea, vera e propria battaglia campale che solo la compattezza di un fronte largo, esteso dai movimenti, fino a partiti e associazioni, ha consentito di vincere. E Andrea c’era, dall’inizio.
Ora abbiamo la possibilità di incidere, dando a Roma e ai municipi la migliore guida possibile, passando da un’opposizione dura all’amministrazione di Alemanno&co a una guida virtuosa della Capitale, imprimendo alla città una svolta che è rimasta a metà negli anni del centro sinistra.
Per portare avanti questo progetto ambizioso servono persone preparate e capaci, ecco perché non ho nessun dubbio su chi debba essere il Presidente del Municipio.

Massimiliano Smeriglio

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Cinque anni di impegno e passione della Giunta guidata da Andrea Catarci

Nostra intervista al candidato della coalizione “Italia bene comune” a Presidente dell’XI Municipio
Cinque anni di impegno e passione della Giunta guidata da Andrea Catarci

Presidente Catarci, siamo quasi al termine della consiliatura dell’XI (ora VIII) Municipio. Che cosa è successo in questi cinque anni?
andrea-catarci-fosse_ardeatineSono stati cinque anni condotti tra opposizione al centro destra capitolino e buon governo locale,  attuati con strumenti creativi e inconsueti per un’Amministrazione. Il lavoro sugli aspetti legati alla cura del territorio, sia in termini di servizi alla persona che di manutenzione urbana, è stato reso oltremodo complicato dalle politiche del Sindaco Alemanno, che ha negato le indispensabili risorse economiche ed ha mandato in sofferenza istituti scolastici, parchi, strade ed assistenza, come abbiamo ripetutamente denunciato.

Malgrado ciò siamo riusciti lo stesso a gestire con le cifre risibili a disposizione le maggiori criticità, nonché a mantenere quasi sempre standard decenti. In generale, nella resistenza ad Alemanno e nel continuo muro contro muro, l’impegno e la passione si sono rafforzati mese dopo mese, insieme al senso di responsabilità sociale verso la collettività. Allo stesso tempo, nei cinque anni che si avviano alla conclusione, numerose sono state le azioni in cui si è sostanziata un’altra idea di città, su molteplici ambiti: allargamento di diritti sociali e civili, tutela e valorizzazione del patrimonio, contrapposizione agli interessi dei Poteri Forti, creatività nell’elaborare risposte innovative, sostegno ai processi di partecipazione e progettazione dal basso. abuso-parco-dell-appia

E’ ora il tempo di passare dalla resistenza al progetto, su Roma e per Roma. E’ora di guardare al futuro, guardando la ripartenza nel dopo-Alemanno attraverso progetti di recupero, riqualificazione, valorizzazione sostenibile dell’ambiente urbano, sviluppo economico e occupazionale, allargamento dei diritti civili, memoria storica, cultura, sport, potenziamento del welfare locale, restituendo il senso di un cambiamento realizzabile in poco tempo. Perché Roma è in crisi conclamata, economica, sociale e culturale, ma ha dentro di sé le risorse per uscire presto dall’attuale declino. 

Presidente Catarci, quali sono stati i principali risultati raggiunti dalla sua Giunta municipale?
Parliamo di cose concrete: abbiamo tutelato l’Appia Antica e contrastato l’abusivismo edilizio e speculativo in aree di straordinaria valenza storica e paesaggistica;

presidente-catarci-parco-serafiniabbiamo garantito l’interesse pubblico nei processi di trasformazione dell’Air terminal e lo stesso si intende fare all’ex Deposito Atac e all’ex Fiera, perché non si deve delegare lo sviluppo del territorio ai gruppi imprenditoriali;

abbiamo riqualificato il territorio con la demolizione e la ricostruzione di edifici, come a Viale Giustiniano Imperatore, perché bisogna impedire il consumo di suolo e ripensare gli spazi integrando rinnovamento edilizio e qualità della vita;

abbiamo riconvertito luoghi degradati reperendo creativamente le risorse necessarie come per il giardino di Via Galba a San Paolo e utilizzando la Street Art come all’Ostiense; abbiamo adeguato le sedi per i servizi municipali, per migliorare l’accoglienza e la relazione con la popolazione;

abbiamo elaborato un progetto dal basso per l’area dell’ex Fiera con comitati, associazioni e singoli cittadini, perché consideriamo la partecipazione alle grandi scelte un’opzione strategica;

abbiamo istituito i Registri dei Testamenti Biologici e delle Unioni Civili per allargare nel nostro Municipio la sfera delle libertà personali e dei diritti; abbiamo realizzato tratti di piste ciclabili e promosso l’uso di mezzi alternativi all’auto, per incoraggiare una mobilità sostenibile;

abbiamo assunto direttamente la gestione di un’area verde, il Parco Cavallo Pazzo; abbiamo sperimentato forme innovative di comunicazione istituzionale, usando maxi-schermi per contrastare lo scempio di decine di migliaia di cartelloni e riguadagnare così decoro; abbiamo rinnovato la memoria storica, ogni anno alle Fosse Ardeatine, alla Montagnola e in altri luoghi-simbolo;

abbiamo dato nuovo vigore alla rete di realtà culturali e sportive con programmi gestiti collettivamente come Natale di Sport e Buon Compleanno Garbatella, investendo sull’associazionismo.

E ancora, abbiamo contribuito all’esito positivo della vertenza sulle case di Via Pincherle con il Comitato inquilini ed il sindacato Asia, perché consideriamo l’emergenza e il disagio abitativo ai primi posti della nostra agenda; abbiamo avviato un centro di prossimità per profughi Afghani, per
sostenere l’integrazione di richiedenti asilo; abbiamo dotato il Consultorio di una nuova sede, per riprendere il cammino sui temi dell’autodeterminazione femminile;

abbiamo adibito gli spazi inutilizzati di una scuola a Montagnola per le attività di portatori di handicap; abbiamo sviluppato progetti-pilota sul carcere, per il reinserimento di detenuti, ex detenuti e ‘colpevoli nati’; abbiamo difeso l’ospedale Cto insieme alle forze sindacali e alle categorie professionali, perché non ci arrendiamo a veder cancellato il diritto alla salute.

Qualcosa senz’altro mi sfugge. Però, pur nella soddisfazione di tante cose avviate e compiute nel
complicato contesto, la città sta messa male, così male che non si può essere soddisfatti.

Perché?
Perché Roma sta soffrendo troppo per la grave crisi economica ed occupazionale. Sconta la  mancanza di politiche di sviluppo e di sostegno al lavoro e all’impresa, sconta un’urbanistica servile e senza idee, l’assenza di un’adeguata opera di manutenzione, sconta servizi sociali che si stanno riducendo ad elemosine più che a prestazioni professionali. E, ancora, è peggiorata la mobilità, il senso civico, il decoro e la sicurezza cittadina, la cultura, lo sport. Persino il progetto di Roma Capitale, in mani dilettanti, non riesce nemmeno ad alzare lo sguardo all’area vasta del territorio circostante che contiene porti e aeroporti, né a comprendere l’ovvia necessità dei Comuni metropolitani e del dialogo con tutti i Comuni, pure il più piccolo. E’ evidente, poi, che non si può continuare a stare senza un bilancio approvato nei tempi dovuti, cioè nei primi mesi dell’anno, né è tollerabile che non si paghi chi lavora per l’Amministrazione, come purtroppo avviene. La soluzione di queste criticità sta nel porre fine alla fase di devastazione che porta il nome di Alemanno. Quando Roma viene così maltrattata chi la ama non può essere soddisfatto del suo operato.

Quali altre criticità si dovranno affrontare?
Oltre a quelle generali sopra richiamate, ci sono poi le grandi problematiche territoriali: si chiamano ex Fiera, Polo natatorio Valco San Paolo, ex deposito Atac, Piano di Piazza dei Navigatori, albergo-cantiere di Viale Giustiniano Imperatore, edificazione I60 a Grottaperfetta. C’è poi l’incompiuta Città dei Giovani al posto degli ex Mercati generali e soprattutto la mancata realizzazione del Parco di Tormarancia, atteso con impazienza; c’è, infine, la necessità di un riequilibrio del sistema della mobilità, sia nelle zone ad alto tasso di trasformazione come l’Ostiense che in quelle meno dinamiche.
Insomma, c’è un gran lavoro davanti …

Qual è oggi la situazione del Mercato coperto della Garbatella, che ha visto le prime iniziative nei giorni scorsi? Ci pare di capire, girando per il mercato all’aperto in Via di Santa Galla che, da parte di alcuni degli operatori, non ci sia proprio l’intenzione di rientrare a Via Passino …
I lavori in Via Passino sono in gran parte completati. Continuano però ad esserci, come segnalato a più riprese dal Municipio, evidenti carenze all’impianto elettrico, continua a mancare l’ascensore, così come i magazzini di stoccaggio merci. I due manufatti al centro della struttura sono ancora allo stato grezzo. Ma non è per questo che non si è riaperto.
La realtà è che alla Giunta Alemanno interessa poco o nulla delle sorti del Mercato e degli equilibri territoriali. E’ da quasi un anno che il Municipio sottolinea i restanti lavori di cui necessita la struttura, suggerendo di realizzare gli interventi, mentre si programma il rientro degli operatori, per sbrigarsi dopo tanti anni di attesa.
Ma non si è mosso nulla, neanche quando abbiamo approvato un atto ufficiale in Consiglio municipale per accelerare la riapertura ed uscire dall’impasse. E’ vero, poi, che gli operatori commerciali che sono attualmente nella sede impropria di Via di Santa Galla non vogliono lasciare quella zona. Oltre a stare lì da circa dieci anni ed aver consolidato una rete di clienti, sanno pure di stare in un pezzo di territorio in radicale riqualificazione, dove hanno già visto la luce importanti attività economiche come Eataly e Casa Italo, nuovi complessi residenziali come Parco Ostiense, imponenti infrastrutture come il Ponte sulla ferrovia che ha preso il nome di Settimia Spizzichino.
Nei prossimi anni arriveranno gli uffici di Roma Capitale  con 4.500 dipendenti e tutto il resto previsto nel progetto Campidoglio 2. Ovvio che, dal punto di vista della competitività, tale contesto aiuta.
L’atteggiamento degli operatori è comprensibile, tanto che il Municipio dal 2007 ha sollecitato le due Giunte comunali che si sono succedute a realizzare per loro un ulteriore mercato alla vicina Via Capitan Bavastro (indicando l’area destinata a servizi di quartiere che può essere finalizzata allo scopo). Ma l’atteggiamento del Sindaco e dell’assessore competente Bordoni è assolutamente incomprensibile: a parole hanno detto sì al mercato aggiuntivo, poi non lo hanno finanziato. Però hanno comunque destinato la struttura di Via Passino ad altri scopi, decidendo di collocarci il Farmer’s Market che stava a Testaccio. In questo ginepraio di azioni contraddittorie se ne sono fregati dei bisogni della cittadinanza, sintetizzabili nella riapertura di uno storico ritrovo commerciale e sociale nel cuore della Garbatella.
Così come se ne sono fregati dei bisogni degli operatori interessati, ai quali non viene prefigurato alcun futuro.

Per finire, che ne sarà dell’area dell’ex Fiera?
E’ una grande partita aperta e l’imponente corteo popolare di poche settimane fa ha fatto capire a tutti quanto il territorio non sia disposto ad restare spettatore passivo. Deve vincere l’utilità sociale, l’equilibrio territoriale e cittadino, la lungimiranza. Non la speculazione.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 

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il confinato

di Maria Jatosti

La vita italiana e l’antifascismo nel ventennio del regime mussoliniano, la liberazione, la conquista della democrazia, la passione politica, insieme allo sgretolamento dell’unità familiare e allo scontro generazionale nelle vicende di una famiglia piccolo-borghese durante gli anni trenta-cinquanta. Per aiutarci a conoscere la nostra storia, a capire come eravamo e soprattutto chi siamo oggi. Per indicarci come coltivare la speranza.

Dettagli prodotto
Copertina flessibile: 191 pagine
Editore: Stampa Alternativa (20 marzo 2013)
Collana: Eretica speciale
Lingua: Italiano
ISBN-10: 886222334X
ISBN-13: 978-8862223348

il confinato
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Psicopatologia sessuale di una prostituta cyborg, e altre storie

psicopatologia sessuale
Editore Edizioni della Vigna | Data di pubblicazione |23 Dicembre 2013 | Lingua Italiano | Formato Edizione in brossura | Pagine 286ISBN-10 8862761155 | ISBN-139788862761154

Autore Massimo Mongai (Roma, 3 novembre 1950 – Roma, 1º novembre 2016)

In questa antologia si dispiegano 19 storie brevi. Un discreto numero di queste
novelle hanno per protagonista il celeberrimo cuoco spaziale Rudy Turturro, già
personaggio-icona del romanzo, vincitore del mondadoriano Premio Urania,
“Memorie di un Cuoco d’Astronave”. Altre sono fuori dal “ciclo turturriano”.

Il più schiettamente “mongaico” dei temi affrontati è il dualismo cibo-eros, quel tantrico e inconscio intreccio di vizi da gourmet con piaceri e perversioni sessuali. Meno pruriginosi, ma ugualmente interessanti, sono gli spunti da “what
if?” presenti nei racconti ucronici.

Non mancano poi incursioni nel genere catastrofico, nel filone “invasioni aliene”, nel paradossale, nel “politico”, nell’umoristico puro, persino nelle riflessioni intimiste e filosofiche. Disponetevi
dunque alla fruizione di quest’antologia allentando la cintura e con un alka-seltzer a portata di mano: è un banchetto a diciannove portate, un’esperienza per gli stomaci più che rodati.

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Eventi 2013

dophotocross

il 18 dicembre alle ore 18.00 presso l’urban center di via Nicolò Odero 13, il municipio roma VIII presenta il calendario 2014 realizzato dall’associazione fotografica dophotocross di bruna marsili e venanzio cellitti.

Dophotocross è una libera associazione fotografica fondata nel 2009 da Venanzio Cellitti e Bruna Marsili. Il progetto che sta alla base delle opere nasce dall’idea di fotografare esclusivamente con la pellicola ed in particolare con la procedura del cross processing. La tecnica consiste nel fare foto usando pellicole per diapositive e svilupparle poi con una soluzione chimica per normali negative. L’uso non convenzionale dei bagni chimici genera come risultato finale immagini dai toni cromatici “starati” e suggestivi. I colori aumentano di contrasto e virano sui toni del giallo, del verde e del blu.

Per il calendario 2014 del Municipio Roma VIII è stato sperimentato il sistema dello sprocket holes, l’utilizzo di una pellicola 35 mm (piccolo formato) su una macchina fotografica da medio formato, in questo caso una Zenza Bronica (6×4.5) con il risultato di impressionare  con l’immagine anche la zona dei fori lungo la pellicola, che normalmente non viene considerata nella stampa. Le dimensioni del 35mm sono state quindi ampliate dando al risultato finale, oltre alla caratteristica tonalità del cross processing, un tocco dal sapore cinematografico.


wagner

Roma Tre Orchestra, una nota diversa

Il “mito Wagner” nell’Ottocento

 

L’incontro sarà dedicato al grande Richard Wagner e alla straordinaria influenza da lui esercitata sul mondo della musica e della cultura in genere di tutto il secondo Ottocento. Verranno eseguite alcune trascrizioni per pianoforte ad opera di Franz Liszt di celebri pagine del grande compositore di Lipsia, che era peraltro genero dello stesso Liszt.

Al pianoforte Andrea Baggioli, già in passato ospite delle stagioni di Roma Tre Orchestra. 

Lunedì 16 dicembre ore 17 Aula Magna Scuola Lettere, Filosofie, Lingue, via Ostiense 234

C. Rossaro: Sonata “Wagner”
R. Wagner: da “Tristano e Isotta”, Morte di Isotta, nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt
R. Wagner: da “Tannhäuser”, Ouverture, nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt
F. Liszt: Tarantella di bravura da “La muta di portici” di D. Auber

Andrea Baggioli, pianoforte

INGRESSO LIBERO

L’iniziativa rientra tra gli eventi del Laboratorio di linguaggio musicale 2013.


Passeggiate socratichePasseggiate Socratiche
A Roma, con i docenti del Liceo ‘Socrate’.
Fra storia, letteratura, arte, filosofia, scienza.

scarica il programma in pdf completo

Calendario per il periodo dicembre 2013-febbraio 2014

Domenica 15 dicembre ore 10.00. [in caso di pioggia, rinviata al 22/12]
Sull’Appia Antica, fra età di Cesare, Medioevo e ‘800: dal Mausoleo di Cecilia Metella al Circo di Massenzio (con visita al Mausoleo)
Con il prof. Gianfranco Mosconi. Appuntamento all’ingresso del Mausoleo di Cecilia Metella.

Domenica 12 gennaio ore 11.00.
Donne, muse, dee alla Centrale Montemartini: il femminile nell’arte classica e la donna nel mondo antico.
Con la prof.ssa Alessandra Balielo. Appuntamento all’ingresso del Museo.

Domenica 19 gennaio ore 10.00.
Lungo via delle Sette Chiese (I). Dal I sec. d.C. al 1944 d.C.Dal complesso di San Sebastiano sull’Appia alle Fosse Ardeatine
Con il prof. Gianfranco Mosconi. Appuntamento dinanzi alla basilica di San Sebastiano.

Domenica 26 gennaio ore 10.00.
Lungo via delle Sette Chiese (II). Fra ‘800 e ‘900. La città-giardino della Garbatella e Sant’Eurosia (con i suoi Canova)
Con la prof.ssa Paola Grossi. A p.zza Nicola Longobardi, davanti alla Casa dei Bimbi

Sabato 1 febbraio ore 16.00.
Lungo via delle Sette Chiese  (III). Dal 67 d.C. all’ ‘800. La Rupe di San Paolo e la Basilica di San Paolo fuori le mura.
Con la prof.ssa Paola Grossi. Appuntamento all’angolo fra via Ostiense e via delle Sette Chiese.

Da sapere:

  1. La partecipazione è gratuita (salvo eventuali biglietti d’ingresso) e aperta a tutti gli interessati, anche senza alcun rapporto con il Liceo. Chi vorrà potrà contribuire in forma del tutto libera al finanziamento dell’iniziativa.
  2. Per una migliore gestione, si richiede soltanto di prenotarsi con una mail, in cui sia indicato il numero di adesioni, da inviare entro le 20.00 del giorno precedente la visita, agianfrancomosconi@teletu.it, con oggetto: “Passeggiate socratiche”.
  3. In caso di annullamento (per maltempo, ad es.) si avvertirà per email (con anticipo di almeno due ore). 

beethoven

Venerdì 13 dicembre ore 17
Aula Magna Scuola Lettere, Filosofie, Lingue, via Ostiense 234

Ritratto d’autore: Ludwig van Beethoven. Progetto a cura di Piero Rattalino

in collaborazione con il Dipartimento di Alta Formazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Corso di perfezionamento in Musica da Camera, docente Carlo Fabiano

L. v. Beethoven: Trio per violino, violoncello e pianoforte in do minore op. 1 n. 3

Maria Teresa De Sanio, violino; Livia De Romanis, violoncello; Stella Ala Luce Pontoriero, pianoforte

INGRESSO LIBERO

 


lambretta

 L’AmbraSud E’ LA NUOVA CURVA DELLA ROMA ALLA GARBATELLA

250 posti in poltrona, schermo cinematografico, proiezione in alta definizione, audio spaziale nasce nel Teatro Ambra alla Garbatella AmbraSud, la curva dei tifosi della magica.
Dal 1 dicembre tutte le partite della Roma, grazie ad un contratto con SKY, verranno proiettate al Teatro Ambra alla Garbatella.
L’ingresso sarà gratuito e riservato a tutti i clienti de L’Ambretta, il locale contiguo con il Teatro dove si possono degustare aperitivi, coffee break e brunch dedicati alla Roma nei giorni delle partite al prezzo di euro 10.
Per informazioni e prenotazioni: prenotazioni@ambretta.org o al 338 1137099


laboratoridarte

da Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio
Università Roma Tre
18-22 novembre 2013

Dal 18 al 22 ottobre 2013, presso l’Università Roma Tre (orario 9,30/18.00) in via Ostiense, 161, avrà luogo un’esposizione di dipinti, installazioni, video-opere e testi dal titolo “La crisi/Le crisi”. La mostra, promossa dai Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio, presenta opere di persone con disabilità, coinvolgendo altre realtà, gruppi e associazioni presenti sul territorio che hanno lavorato sullo stesso tema durante gli ultimi due anni.

Attraverso diverse forme espressive le persone con disabilità comunicano in maniera efficace il loro pensiero e il loro sguardo sulla realtà. Ne emerge una lettura originale dell’attuale crisi economica ma anche un’analisi di tante altre situazioni di “crisi” – culturale, sociale, esistenziale – che gli autori descrivono senza indulgere al pessimismo .

Locandina completa in pdf


Locandina_RITRATTI

Sabato 16 novembre 2013 alle ore 17:00
presso la sede dell’Associazione ABC art
in viale Guglielmo Massaia 23b

sarà inaugurata una mostra di
pittura e scultura dal titolo “Ritratti”.
L’evento espositivo potrà essere visitato dal 16 al 24 novembre (compreso i festivi) dalle 17:00 alle 19:00.

Artisti selezionati: Pina Buonocore, Irene Casaccia, Anna
Kappler, Rebeca Lucas, Roberta Maola, Pamela Pagano, Barbara Partis, Teodoro Quarto, MauroRubini e con la speciale partecipazione di Enzo Romani e Antonio Finelli.

scarica il comunicato stampa in pdf

 


in-ricordo-di-carlo-lizzaniAlla Villetta della Garbatella il ricordo di Carlo Lizzani

Ad un mese dalla tragica morte di Carlo Lizzani, l’associazione culturale “Cara Garbatella” organizza martedì 5 novembre alle ore 18,00, nella storica sede della “Villetta”di via Passino 26, una celebrazione per ricordare la figura dell’ultimo regista del neorealismo italiano, un intellettuale, documentarista e scrittore, che fu anche un combattente della Resistenza romana nei Gap centrali.

All’iniziativa saranno presenti il figlio Francesco, il regista Giuliano Montaldo, il giornalista Enzo Natta, il prof.Marco Maria Gazzano, docente di Cinema all’Università Roma 3 e Franco Mariotti, del sindacato giornalisti cinematografici..

Al dibattito con gli ospiti seguirà una cena e la proiezione di “Achtung Banditi”, il primo  film di Carlo Lizzani prodotto nel 1951 grazie ad una sottoscrizione popolare.

scarica la locandina in pdf


illuminiamo_commodilla

Illuminiamo Commodilla
Una festa per ricordare alle Amministrazioni competenti che i beni comuni vanno tutelati.
Si alla cittadinanza attiva, ma no alla sostituzione dei ruoli

Si terrà Giovedì 31 ottobre la festa di Halloween “Illuminiamo Commodilla” organizzata dal Comitato Parco Giovannipoli  e Casetta Rossa con l’obiettivo di sollecitare le Amministrazioni verso le opere di manutenzione straordinaria di cui necessità il Parco, a partire dal ripristino dell’illuminazione venuta a mancare a seguito del furto di rame avvenuto a fine agosto 2013.

Partirà alle 17 da Casetta Rossa il corteo di bimbi in maschera che attraverserà il quartiere Garbatella, per poi arrivare al Parco Commodilla alle ore 18, dove verranno accese le zucche trasformate in lanterne e che simbolicamente sostituiranno l’illuminazione del Parco.


un'altra storia dal 22 nov al 1 dic 2013In Garbatella il Molise che non t’aspetti
Programma completo in pdf  [venerdì 22 novembre domenica 1 dicembre ] oppure forchecaudine.com

Una settimana di eventi disseminati in diversi luoghi della Capitale – ma concentrati nel quartiere Garbatella – per avvicinarsi alla più sconosciuta regione del Mezzogiorno. E’ la missione di “Molise, un’altra Storia”, girandola di iniziative che avranno luogo tra venerdì 22 novembre e domenica 1 dicembre.

Ricco il programma che comprende sette mostre distribuite in altrettanti siti (imperdibile quella sul disegnatore molisano Jacovitti), spettacoli con strumenti tradizionali (come le zampogne, le ultime sono prodotte proprio in Molise) esposizioni enogastronomiche ed artigianali (originale
l’incontro tra gli artigiani molisani – creatori di zampogne, campane, coltelli e oggetti in pietra e rame – con il movimento romano dei makers, cioè gli artigiani digitali globalizzati).

“Molise, un’altra Storia”, con un logo in caratteri oschi che ne rimarca la prevalenza culturale, include anche un seminario sul Molise rivolto agli studenti delle scuole “creative” (Accademia di belle arti, istituto Rossellini cine tv, Quasar, Magica e Rufa), appuntamenti sulla mobilità sostenibile (con associazioni di trekking, biciclette e treni) e sull’integrazione degli immigrati (a cura di Arci Solidarietà ed Opera Nomadi).

Attesa per lo sbarco di tante prelibatezze molisane presso il Mercato Garbatella di via Passino. Il periodo è quello del tartufo bianco, di cui il Molise è il maggior produttore europeo. Ma spazio anche ai celebri formaggi (tra cui la “stracciata”, prodotto a metà strada tra ricotta e mozzarella), al salume “ventricina”, alle patate lunghe di San Biase, alle mele limoncelle, allo straordinario vitigno autoctono Tintilia. Previsti laboratori del gusto e abbinamenti tra prodotto e territorio.


parlando_al_mare_LOCANDINA

Domenica 03 novembre 2013 alle ore 17:00

presso la sede dell’Associazione
ABC art, in viale Guglielmo Massaia 23b sarà inaugurata una mostra di pittura, scultura e mosaico dal titolo “Parlando al mare”.
L’evento espositivo potrà essere visitato dal 03 al 10 novembre (compreso i festivi) dalle 17 alle 19.

Scarica il comunicato stampa e le locandine di invito in pdf

 

 


atmosE se fosse possibile rintracciare l’origine psico-spirituale della sofferenza?
4 Incontri per scoprire l’Enneagramma

Comincierà presso l’Associazione Atmos-Artiterapeutiche, con la serata gratuita di Mercoledì 18 Settembre ore 18.30 in Roma via Ansaldo 6, una serie di interessanti incontri verso la scoperta di se stessi con lo strumento dell’enneagramma della personalitá, un’antica tradizione che Claudio Naranjo ha rielaborato e ampliato integrando discipline orientali e occidentali.
Acquisire consapevolezza e nuovi strumenti di miglioramento sia per chi già opera in relazione di Aiuto sia per chi sente il bisogno di ottenere nuove competenze per gestire relazioni personali e professionali.
Gli incontri saranno condotti da Maria Grazia Cecchini, psicoterapeuta, collaboratrice diretta di Claudio Naranjo; Gianluca Taddei, Counsellor e Musicoterapeuta; Sara Bagli Bellini, counsellor, musicoterapeuta, allieva di Claudio Naranjo.
I conduttori si alterneranno integrando Gestalt, musica, lavoro con il corpo e meditazione.
Il primo incontro sarà la proiezione di un film: l’analisi sul carattere e la trasformazione dei personaggi!
Prenotazioni telefoniche 06 5121 701 o via mail a info@atmos-artiterapeutiche.it fino ad esaurimento posti.


SCORCI E PAESAGGI IN BIANCO E NERO
Istanti del mondo scritti con la luce

Sarà aperta al pubblico da sabato 14 a domenica 22 settembre 2013 presso la galleria ABC art in viale Guglielmo Massaia 23b la mostra fotografica “Scorci e paesaggi in bianco e nero” curata da Mauro Rubini e visitabile, compresi i festivi, dalle 17:00 alle 19:00.
La mostra vede protagonisti otto artisti provenienti da vari campi lavorativi, ma tutti accumunati dalla passione per la fotografia: Davide Barbera, Elio Falletta, Giovanni Ingrassia, Massimiliano Iocco, Silvia la Pinta, Silvio Pagano, Marco Panella e Marco Rocchi.
“La voglia di imprigionare l’attimo, fermare il movimento, ridimensionare lo spazio: questo è ciò che rappresenta il bianco e nero per gli otto protagonisti della mostra.
È, infatti, il desiderio di sperimentare il magico incontro tra luce e ombra a animare gli artisti dell’obiettivo e, naturalmente, lo studio di tutti i fenomeni che ne derivano: riflessione, rifrazione, riverbero, messa a fuoco e molti altri.
In ogni scatto c’è la volontà di emozionare e emozionarsi, di sentirsi creatori di una realtà parallela, artefici di istanti che resteranno per sempre impressi nei nostri occhi, inquadratura dopo inquadratura, invece di seguire l’inesorabile scorrere del tempo.”
Alessandra Rinaldi

INFORMAZIONI GENERALI
Sede: Associazione Culturale ABC art
Viale Guglielmo Massaia 23b – 00154 – Roma
Quando: Dal 14 al 22 settembre 2013
Orario di apertura al pubblico: Da Lunedì alla Domenica dalle 17.00 alle 19.00
Contatti: Email associazione.abc.art@gmail.com
WEB www.abcartassociazione.it – Tel. 340 5434397 – Ingresso libero


MARTEDÍ 4 GIUGNO ALLA VILLETTA
Una epigrafe alla Villetta ricorderà i partigiani comunisti della Garbatella

Saranno ricordati su una grande lastra di marmo in Villetta tutti i partigiani comunisti della Garbatella e gli antifascisti della rete clandestina del Pci che tra arresti, delazioni, carcere e confino operarono sotto la dittatura fascista. L’iniziativa, che si terrà nella storica sede di via Passino 26 il 4 giugno alle ore 18, è dell’VIII Municipio (ex XI) e del suo presidente Andrea  Catarci.
Coordinamento Sel La Villetta

Roma, via F. Passino 26 – www.lavillettasel.it – T 065136557 – 3280580162

LA STORIA
Proprio nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1944, prima che gli Alleati entrassero a Roma, un gruppo di partigiani della Settima zona del Partito comunista diretta dal commissario politico Giovanni Valdarchi e dal suo vice Peppe Lombardi, fecero irruzione armi in pugno nella sede del Gruppo rionale fascista “Mario Sonzini” Ostiense-Garbatella e del gruppo fascista femminile.
Questa targa, oltre a ricordare i patrioti che ebbero un ruolo nella Settima brigata Garibaldi del partito comunista romano vuole rendere omaggio anche ai  “ribelli”, che alla Garbatella per tutti gli anni Trenta mantennero viva una  esigua, ma coraggiosa rete clandestina.
La loro azione, che spesso si limitò alla propaganda attraverso scritte murali e la distribuzione di volantini e dell’Unità , sfidò la ferocia della repressione fascista e del Tribunale speciale.
Alcuni di loro conobbero, infatti, la durezza del carcere, l’isolamento del confino e l’emigrazione per tornare a casa e tra gli affetti dei familiari solo dopo il 25 luglio del “43 con la caduta del Fascismo.
Alla commemorazione. oltre ai rappresentanti delle istituzioni e ai cittadini  democratici, hanno garantito la presenza i familiari dei patrioti antifascisti.

Gianni Rivolta


Festa-della-cultura-alla-Garbatella

Festa della Culturaconcerto a ballo dal repertorio di danze tradizionali francesi, occitane e bretoni.
VIENI A BALLARE CON NOIVENERDI 14 GIUGNO ORE 21 alla  VILLETTA   via passino 26   garbatella – anteprima della Festa della Cultura con ONYDANSE in concerto
Valzer  polka   mazurka  bourrè  circasso  scottish e chi piu’ ne ha ne metta …. Ingresso libero
ONYDANSE
Carlotta maura     ghironda
Francesco monti    violino
Maurizio sacconi   organetto
Marco monti          bombarda
Dario salvati          chitarra
Raffaele mallozzi   organetto
SCHEDA TECNICA

1 MIC PER VOCE – 5 MIC PER STRUMENTI ACUSTICI – INGRESSO LINEA PER CHITARRA – 2 DI BOX


abc-art-2013

“… passeggiando per Roma”
Un viaggio nella Capitale tra pittura e scultura 

scarica l’invito in pdf

Nello storico quartiere di Garbatella, in viale Guglielmo Massaia 23B, Domenica 21 aprile 2013 alle ore 17:00 sarà inaugurata una mostra di pittura e scultura dal titolo “…passeggiando per Roma”.
L’Associazione Culturale ABC art e Lo scrigno dell’arte, per la prima volta insieme, organizzano un evento volto a celebrare il compleanno di Roma che si festeggia il 21 aprile.
Location della manifestazione è la sede dell’Associazione Culturale ABC art, accogliente spazio espositivo alla Garbatella, all’interno del quale la mostra potrà essere visitata dal 21 al 28 aprile 2013 (compreso i festivi) dalle 17.00 alle 19.00.
La mostra collettiva vedrà esposti i lavori di cinque artisti che operano a Roma da molti anni e per questo hanno saputo cogliere gli scorci più belli della Capitale. Gli artisti che declineranno il proprio omaggio alla città di Roma attraverso i diversi ambiti della pittura e scultura, sono:
Massimiliano Ferragina, Pamela Pagano, Giampiero Pierini, Enzo Romani e Mauro Rubini.
Le associazioni promotrici, ponendosi all’interno di un quartiere di Roma vivace e frizzante come la Garbatella, si prefiggono lo scopo di promuovere l’arte, mettendo al centro il valore estetico ed emozionale, l’armonia e l’innovazione delle opere, creando contatti, dialogo e scambi reciproci tra diverse forme di espressione e facendo dell’arte qualcosa di “quotidiano”, per tutti e non riservato a pochi ed esclusivi fortunati fruitori.

INFORMAZIONI GENERALI
Sede: Associazione Culturale ABC art, Viale Guglielmo Massaia 23B – Roma
Quando: Dal 21 al 28 aprile 2013
Orario di apertura al pubblico: Da Lunedì a Sabato dalle 17.00 alle 19.00;
Domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15.00 alle 19.00
Contatti: Email associazione.abc.art@gmail.com
Tel. 340 5434397
Ingresso libero


DELITTO PASOLINI.
UNA MACCHIA NERA (DI PETROLIO?)
Incontro ideato da Ugo G. Caruso
Giovedì 18 aprile ore 21,00
Via Caffaro 10

Cosa accadde veramente la notte del 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia?
Chi ha gestito  da allora e per tanti anni Pino Pelosi?
Chi molto in alto organizzò l’agguato  mortale ma soprattutto depistò a livello giudiziario e orchestrò la campagna mediatica contro Pasolini per sfregiarne la memoria?
A chi faceva comodo che tacesse per sempre, l’intellettuale disorganico e scomodo che aveva lanciato  il suo “ j’accuse” sulle stragi contro i vertici politici ed istituzionali?
Che nesso c’è con le morti di Enrico Mattei e di Mauro De Mauro?
Cosa conteneva a riguardo “ Lampi sull’Eni”, l’appunto 21 mancante di “Petrolio”?
Chi sa e ancora tace su quel delitto insoluto?

A tutte queste domande risponderanno Carla Benedetti (docente di Letteratura italiana contemporanea) e Giovanni Giovannetti (giornalista), autori di Frocio e basta (Effigie) e Stefano Maccioni (avvocato), Valter Rizzo ( giornalista) e Simona Ruffini (criminologa), autori di Nessuna pietà per Pasolini  (Editori Riuniti), il libro che ha fatto riaprire l’inchiesta sul caso nell’incontro ideato e condotto da Ugo G. Caruso con l’ausilio di materiali audiovisuali, “ Delitto Pasolini. Una macchia nera (di petrolio?) nella storia italiana “ in programma giovedì 18 alle ore 21 presso l’Associazione culturale Altrevie.

Un appuntamento imperdibile per quanti sono ansiosi di vedere aggiunta una nuova tessera fondamentale ed ancora inedita dell’inquietante mosaico dei misteri d’Italia.


Lectio magistralis … con aperitivo
Domenica 14 aprile ore 11

RILEGGERE MARX
CON  LE LENTI DELLA FILOLOGIA  

Prof. Roberto FINESCHI
In memoria di Alessandro MAZZONE

a nuova edizione critica delle opere di Marx ed Engels – la Marx-Engels-Gesamtausgabe – getta nuova luce su due autori decisivi per la comprensione e la trasformazione del mondo contemporaneo. Alessandro Mazzone è stato fra i primi ad introdurre ed approfondire questi studi in Italia. A quasi un anno dalla sua scomparsa lo ricorda il suo allievo Roberto Fineschi con un intervento sull’attualità di Marx e del suo pensiero.
Al termine dell’incontro il pubblico potrà continuare ad intrattenersi con l’illustre ospite sorseggiando un aperitivo offerto dall’Associazione culturale Altrevie.
L’appuntamento, ad ingresso libero, è per domenica 14 aprile 2013 alle ore 11.00 presso il Centro Socio Culturale Garbatella, in Via Caffaro 10.


battistelli-il-conclave

Giovedì 14 marzo 2013 – Il Conclave
Ore 21.00 – Via Caffaro, 10

«Il nuovo pontefice sarà, come quelli che lo hanno preceduto da molti secoli a questa parte, un sovrano. Ovvero un capo politico dotato, oltre che del supremo ministero religioso, di un tesoro, di un esercito, di un territorio. Da qui – concluse Oliviero – intrighi, violenze, corruzione. Ecco la Chiesa, come oggi la vediamo».

Introduce:
Claudio Bocci, Altrevie

Ne parlano:
Luigi Irdi, giornalista
Luigi Sardiello, regista
Marcello Vigli, saggista
Ingresso libero
Intorno a uno dei più lunghi conclavi della storia della Chiesa, dal quale uscirà papa Benedetto XIV,  fazioni politiche e noti personaggi della Curia si scontrano con ogni mezzo, lecito e non. Riziero di  Pietracuta, giovane gentiluomo di provincia, viene chiamato a Roma dal fratello monsignore, per indagare su un’inquietante catena di delitti.
A complicare la situazione, prelati intriganti e insidiosi avventurieri, riunioni massoniche e amori
spericolati … Ma qual è la verità?
Toccherà a Riziero – sopravvissuto a tentativi di arresto, agguati e sanguinosi duelli – risolvere il mistero.

Per saperne di più >


abc

L’Associazione Culturale ABC nasce per promuovere eventi culturali (principalmente mostre di pittura e scultura) non a scopo di lucro, ma gratuiti: in questo modo si vuole permettere a giovani artisti emergenti di parteciparvi senza vincoli economici, ma come vuole la politica associativa, in nome della cultura e dell’arte.
Sabato 23 febbraio 2013 alle ore 17:00, abbiamo organizzato un evento espositivo dal titolo “MOSAICO”, una raccolta di opere diverse nelle tecniche e nei supporti, ma unite dalla forza che il segno e il colore trasmettono. La mostra terminerà il 28 febbraio.
scarica la brochure informativa in pdf
scarica la presentazione di abc art in pdf
comunicato stampa mosaico


varieta-per-varie-eta

Sabato 9 febbraio
Ore 21.00 – Via Caffaro 10

Varietà musicale con:

Franco Nove ……………………… musicista cantante e attore
Sina Sebastiani del Grillo …. cantante e attrice
Emanuela De Martino ……….. attrice

Scritto e diretto da Emanuela De Martino.
Lo spettacolo “Varietà per varie età” e’ un viaggio musicale tra le belle canzoni di Roma e Napoli, una dichiarazione d’amore a due città che si possono considerare la culla della tradizione canora italiana: le melodie sentimentali, le serenate romantiche, le canzoni umoristiche vengono proposte da Franco Nove (voce e chitarra) e Sina Sebastiani del Grillo (voce) con la sensibilità di artisti moderni ma comunque fedeli alla tradizione. Ma lo spettacolo non è solo musica: l’attrice Emanuela De Martino propone, insieme ai due artisti, un misto di parodie, prosa e scenette umoristiche con un ideale riferimento al teatro di rivista ed al varietà, in gran voga negli anni ’50.


eventi romaniL’Associazione Culturale Eventi Romani

organizza ogni 3a domenica del mese un

MERCATINO a Piazza Damiano Sauli

Artigianato, Bigiotteria, Collezionismo, Modernariato, Vintage,
Esposizione Mobili, Prodotti Tipici Regionali.

 Il nostro prossimo appuntamento sarà: 17 febbraio

info e prenotazioni: C 328 1858774 Marco


Scarica il programma completo del mese di gennaio 2012

  • Venerdì 11 gennaio
    Cineclub ZiC-Altrevie: H.O.T.
    Docu-film sul tragico commercio di organi metafora dello squilibrio tra Nord e Sud del mondo. Ore 20,15 con un cine-aperitivo, in Via Caffaro 10
  • Sabato 12
    Grandi Mostre: PAUL KLEE E L’ITALIA
    L’ispirazione della cultura italiana nelle opere del grande artista mitteleuropeo. Ore 15,30 visita guidata in compagnia di Fiorenza Mancuso. Info am.procacci@alice.it
  • Domenica 13
    MATINEE CLASSICA
    Primo di un ciclo di incontri di avvicinamento alla musica sinfonica, a cura di Giovanni La Torre. Info e pren.: altrevie@gmail.com. Ore 10,30 Via Caffaro 10

associazione-culturale-degli-artiLaboratorio di scrittura Teatrale
Presentato dall’Associazione Culturale Degli Arti
Tenuto da Gabriele Mazzucco

Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad indagare le diverse possibilità di scrittura di un testo teatrale

Temi

Il linguaggio narrativo, nascita di una storia, le fonti d’ispirazione possibili, l’urgenza dello scrivere, struttura del testo, vita ed evoluzione dei personaggi, il dialogo, il sottotesto, le differenti linee narrative.
Il corso si terrà presso la sede operativa dell’Associazione Degli Arti sita in via Adelaide Bono Cairoli – Garbatella – Roma.
Il corso avrà una durata complessiva di venti settimane a partire dal mese di Febbraio. Le classi saranno composte da un massimo di 10 persone e si potranno iscrivere anche dei principianti. Si lavorerà in sessioni di due ore una volta a settimana.
Il costo complessivo è di 300 euro (60 euro al mese) pagabili in rate mensili.
Non sono previsti recuperi salvo accordi in fase d’iscrizione.

COME PARTECIPARE ?

I candidati potranno far pervenire la loro richiesta con C.V. allegato, a questo indirizzo di posta elettronica: mamba10@tiscali.it, entro e non oltre il 27 Gennaio 2013.
Per ulteriori info 3490573178

articoli scritti su Gabriele Mazzucco in Cara Garbatella:


matineè-musicaliMatinée Musicali
Un viaggio nella Storia della Musica

Diviso in due cicli di tre incontri ciascuno
A cura di Giovanni La Torre
Gennaio-Marzo 2013 Ore 10,30 – Via Caffaro 10
A) Musica sinfonica e strumentale
1.  Barocco e classicismo (Vivaldi, Bach, Mozart e altri)
2.  Romanticismo (Beethoven, Schubert, Chopin e altri)
3.  Tardo Romanticismo e ‘900 (Mahler, Stravinsky, Gershwin e altri)

B) Melodramma
1. Dal ‘600 al primo romanticismo (Monteverdi, Mozart, Bellini, e altri)
2. Romanticismo (Verdi, Wagner e altri)
3. Verismo e Novecento (Mascagni, Puccini, Strauss e altri)
Calendario
13 gennaio 2013: Musica sinfonica e strumentale 1
27 gennaio 2013: Melodramma 1
Febbraio e marzo date da definire.
Ingresso libero
scarica locandina in pdf


quel-vecchio-liberale-del-comunista-karl-marxLectio magistralis … con aperitivo
Domenica 20 gennaio ore 11.00

Rinviato a breve comunicheremo la nuova data

Prof. Mario Alighiero Manacorda
Lectio su:
Quel vecchio liberale
del comunista Karl Marx

Marx comunista e liberale? Che ha a che fare il comunismo con il liberalismo? Non sono forse due ideologie contrapposte, nelle quali il mondo moderno si è diviso da oltre due secoli? Non abbiamo forse assistito per mezzo secolo allo scontro tra il mondo comunista del “socialismo reale”, e il “mondo libero”, che per giustizia distributiva io chiamo del “liberalismo reale”? E non c’è forse ancora oggi, nella cultura, reciproca intolleranza tra l’uno e l’altro?”
Al termine dell’incontro il pubblico potrà continuare ad intrattenersi con l’illustre ospite sorseggiando un aperitivo offerto dall’Associazione culturale Altrevie.
L’appuntamento, ad ingresso libero, è per domenica 20 gennaio 2013 alle ore 11.00 presso il Centro Socio Culturale Garbatella, in Via Caffaro 10
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“Sine Ira et Studio”: 1968-1988

“Sine Ira et Studio”: 1968-1988

20 anni di volantini e tatse-bao

2000 documenti raccolti da Padre Guido Chiaravalli davanti alle porte del Liceo Borromini, alla Garbatella. Una testimonianza specifica di quegli anni nel quartiere e similmente in Italia. Un lascito donato e che va messo in rete

Se avete una certa età e se siete della Garbatella dovreste aver già capito tutto. E in tal caso non dovremmo nemmeno spiegarvi cosa sia un tatsebao.
Padre Guido Chiaravalli è un sacerdote ultraottantenne, meneghino purosangue , che verso i suoi trent’anni, nel 1956, arrivò spinto dalle circostanze, dalla sede centrale dell’Ordine dei Sacerdoti di San Filippo Neri e forse dalla Provvidenza, alla Garbatella. E’ uomo di grande intelligenza, di grandissima umanità e di estremo attivismo. Le sue iniziative nei confronti dei parrocchiani della Parrocchia di San Filippo Neri, soprattutto i giovani dell’Oratorio, sono note. In realtà sono quasi leggendarie, anche se viene da dire che quasi tutto ciò che si racconta di buono su di lui è al di sotto della realtà.
Tuttavia non vogliamo fare una apoteosi dell’uomo, il quale oltretutto politicamente parlando era, diciamo così, un po’ conservatore: fermo al Concilio di Trento, piuttosto che al Vaticano Secondo. E però con una mentalità così aperta da insistere perché le ragazze fossero ammesse sia all’Oratorio che all’Istituto Cesare Baronio.
Adesso sembra una ovvietà, a metà degli anni Sessanta, più di 45 anni fa, era un gesto decisamente rivoluzionario.
Ma i rivoluzionari o i se-dichiaranti tali, soprattutto se comunisti o anche vagamente marxisti, a Padre Guido non stavano simpatici. Anche se ad ogni buon conto li conosceva da quando frequentavano l’Oratorio.
Facciamola corta: per 20 anni Padre Guido ha raccolto quasi tutti i volantini, tutti i ciclostilati distribuiti davanti alle porte dell’attiguo liceo statale Borromini e qualche tatse-bao staccato dalle porte del liceo e li ha conservati. L’uomo ama ricordare, ed ama ricordare agli altri quello che hanno fatto e detto. Nella ferma convinzione che gli autori di quei volantini fossero nel torto (non ce lo ha mai mandato a dire, anzi per anni ce lo ha sempre detto direttamente e più volte ed in molti modi) ha raccolto tutto con l’idea, più o meno, di conservarne memoria a vari scopi. Soprattutto per rinfacciarcelo quando avessimo cambiato idea, probabilmente.

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Ennio Flaiano diceva che si è incendiari a venti anni e pompieri a quaranta. Forse. Ma forse no. Di fatto Padre Guido ci ha fatto due favori. Il primo quello di raccogliere questo “fondo” di quasi 2000 pezzi. Avete letto bene: duemila.
E il secondo di darceli, o forse dovrei dire ridarceli.
Leggere 20 anni (e quegli anni!) di slogan, concetti, frasi, eventi è interessante, straniante, emozionante, irritante.
Siamo arrivati alla conclusione che è un fondo che non va disperso.
Le stesse cose venivano dette, scritte, ciclostilate contemporaneamente in altre cento e mille città e scuole in tutta Italia. Ma queste hanno alcune particolarità. Sono concentrate in quegli anni, in un luogo specifico, in un quartiere specifico, il nostro, la Garbatella. Eppure anche in questa ultra specificità, al tempo stesso sono comuni a quelle dette e scritte in altri specifici quartieri di tante città italiane. Quelle idee, quei sogni, quelle rabbie sono state comuni ad un paio di generazioni almeno.
E con quelle parole. Vanno conservate, ma non solo. Il modo migliore per conservare una idea secondo noi, allora come oggi, è renderle comuni. collettive. Ed oggi rendere comune una idea significa metterla in rete, metterla su Internet. E’ questo che vogliamo fare. Adesso pensiamo bene al modo poi vi terremo informati. Per ora serve una mano per scannerizzare 2000 pezzi e non metterci una vita, serve una mano ad organizzare il lavoro … Potrete intanto trovare parte del materiale ed un contatto con noi sulla pagina di Face Book intitolata a “Sine Ira et Studio”…
“Sine Ira Et Studio” è una frase di Tacito, all’inizio degli Annales e vuol dire “senza simpatia e senza antipatia” o “senza animosità e senza passione”. A dire che quel che lui voleva raccontare sarebbe stato onesto e veritiero.
E in questo senso la frase viene usata da secoli. In realtà è anche la frase che per due volte ci ha detto Padre Guido Chiaravalli, ex parroco della chiesa di San Filippo Neri, alla Garbatella, quando ci ha passato il materiale.
Non sapete cos’è un tatse-bao? Oh, beh, cercate su Google…

Massimo Mongai
Giancarlo Proietti

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2012

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Brevi e Lettere di dicembre 2012

Brevi

 

  • Via Galba: inaugurato il giardino attrezzato
  • Al Palladium contro la distrofia
  • Iniziative per i diritti dell’infanzia
  • Occupazione giovanile: Forum alla Villetta

  • Piazza Sauli reclama manutenzione
  • Non siamo  selvaggi, siamo ribelli!

Brevi

Via Galba: inaugurato il giardino attrezzato

Lunedì 12 novembre è stato inaugurato il giardino attrezzato di Via Galba. Catarci, presidente del Municipio, ha affermato che in realtà la struttura era pronta già da parecchi mesi, ma che “abbiamo dovuto attendere del tempo prima di inaugurarla poiché l’impresa che ha realizzato i lavori non ha ricevuto i compensi, e ora la ditta rischia di chiudere i battenti”.
Il giardino (con skate park, teleferica, campo polivalente, campi da ping pong) è stato realizzato dopo aver partecipato a un bando della Regione. “Non possiamo tollerare – ha aggiunto Catarci – che un’impresa che doveva essere pagata fin dal novembre dell’anno scorso rischi la chiusura per l’inaffidabilità dell’assessorato al Bilancio della Regione”.
All’inaugurazione era presente anche il direttore della Confederazione nazionale artigiani di Roma, Lorenzo Taviani, il quale in questi giorni ha lanciato l’allarme sulle numerose imprese ridotte sul lastrico dal mancato pagamento da parte degli Enti locali, principalmente Regione Lazio e Roma Capitale.

Brevi

al Palladium contro la distrofiaAl Palladium contro la distrofia

Il 7 dicembre, al teatro Palladium, si è svolto il tredicesimo appuntamento dello spettacolo di Natale degli ufficiali giudiziari della Corte di appello di Roma: una divertente commedia contro la distrofia di Duchenne e Beker. L’iniziativa si è svolta quest’anno a finanziare una borsa di dottorato in Fisiologia dello scompenso presso l’Università cattolica del Sacro Cuore. La commedia musicale “Messico e fragole” (autori Buontempi-Livrizzi-Buccella, musiche di Marco Silvi, interprete la compagnia “La favola di Ernesto” ) è ambientata nella casa borghese di un quartiere romano dove, dopo 10 anni trascorsi in Messico, torna il dottor Bonomo, medico volontario dell’associazione “Duchenne in the world”. Con l’occasione è stato consegnato il “Premio Claudio Bimbo” che, da 6 anni, viene assegnato a persona che si è contraddistinta nell’impegno conto la patologia.

Brevi

Iniziative per i diritti dell’infanzia

Alla vigilia della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, il 19 novembre si è svolta presso la Sala consiliare del Municipio XI l’iniziativa “Un ponte magico tra genitori-insegnanti-istituzioni”, promossa dall’associazione “Il tempo ritrovato” con la collaborazione dell’ “Opificio delle fate” di Via Giustiniano Imperatore 75. Hanno partecipato gli assessori municipali Beccari e Di Veroli, il consigliere provinciale Pecioli, il garante per i diritti regionali dell’infanzia Alvaro, la vicepresidente della consulta regionale femminile Germini, la psicologa Giannone e le maestre della scuola materna “La giostra”. Ha introdotto il dibattito Mirella Arcidiacono dando la parola alle bambine e ai bambini, evidenziando che la convenzione firmata nel 1991 dall’Italia sia poco adottata nelle scuole. Peciola, Beccari, Di Veroli e Alvaro si sono impegnati, ciascuno per le rispettive competenze, a salvaguardare e incrementare i diritti dei bambini. Prossimo appuntamento il 17 dicembre all’ “Opificio delle fate” per la presentazione del progetto G come Garbatella, G come Giocare, G come Genitori. I bambini sono invitati in quella occasione a consegnare personalmente le letterine di Natale. Info su www.garbatella.org

Brevi

 

il-mercato-del-lavoro-nella-provincia-di-romaOccupazione giovanile: Forum alla Villetta

Da qualche tempo si riunisce alla Villetta, con il coordinamento di Enzo D’arcangelo, un Forum di ragazzi universitari che esplorano ed analizzano il mondo del lavoro giovanile e le offerte del mercato. Il Forum ha organizzato, giovedì 13 dicembre, il primo incontro pubblico per discutere del mercato del lavoro nella provincia di Roma.
Invitiamo tutti  a prendere contatto col Forum, data l’importanza del tema, nonché a coinvolgere i ragazzi che conoscete e che sono interessati ai temi dell’occupazione: nel prosieguo potrebbero anche partecipare alla ricerca ed alle attività del Forum.
Al dibattito di giovedì hanno partecipato con i ragazzi del Forum: Enzo D’arcangelo, Gloria Orioni, Lorenzo Chiappetta, Lorenzo Tagliavanti, Massimo Smeriglio e Natale Di Schiena.

Lettere

Piazza Sauli reclama manutenzione

La manutenzione corrente delle strade del quartiere, si sa, lascia molto a desiderare: colpa della crisi, si risponde, mancano i soldi. Ma almeno la piazza centrale della Garbatella, Piazza Damiano Sauli, quella su cui affacciano la chiesa di San Francesco Saverio e il grande edificio delle scuole elementari, vogliamo tenerla in ordine, a dispetto di tutti i vandalismi che l’hanno nel tempo colpita?
La balaustra anteriore di travertino e mattoni (un elemento murario troppo fragile in verità) è in parte demolito; le fioriere anteriori anch’esse non esistono più; la pulizia della piazza è molto trascurata. Vi ricordate la campagna comunale delle “cento piazze”? Tra quelle cento rientrava anche Piazza Sauli. Poi, si sa, il tempo porta all’oblio. Peccato.

Saverio Ingrascì

Lettere

Non siamo selvaggi, siamo ribelli!

Apprendiamo con stupore della pubblicazione sul numero di novembre di Cara Garbatella di una lettera firmata da due lettori che accusa gli attivisti del CSOA La Strada di essere i responsabili dell’abbandono e del degrado del mercato coperto del nostro quartiere. La nostra storia parla chiaro: da due decenni siamo impegnati nella difesa dei beni comuni e nella tutela del patrimonio pubblico.
Negli ultimi anni il Centro sociale è stato tra i protagonisti nella vittoriosa campagna per l’acqua pubblica, è stato in prima fila nella lotta contro la svendita del deposito ATAC di San Paolo, è stato al fianco di tante e tanti cittadini a cui veniva negato il diritto all’abitare. Tutto questo pagando anche sulla pelle delle nostre compagne e compagni il duro prezzo della repressione, subendo arresti e decine di denunce.
Allo stesso modo abbiamo operato nella vicenda relativa al mercato coperto.
Credendo negli strumenti della partecipazione democratica, abbiamo preso parte dal principio al Contratto di quartiere che avrebbe dovuto ridisegnare il
futuro del mercato. Contratto che poi non è stato osservato dalle autorità capitoline, in virtù di promesse e progetti sempre disattesi. Da allora il CSOA soffre lo stato di degrado in cui versa la struttura. Proprio per questo, e in sintonia con il nostro passato, negli ultimi mesi abbiamo promosso una raccolta firme che intimasse alle istituzioni cittadine di restituire il mercato al quartiere, rispettando la vocazione commerciale della struttura. Inoltre, da vent’anni il CSOA è una struttura che promuove partecipazione, socialità e cultura verso i giovani di tutto il Municipio XI. E’ uno dei pochi luoghi che combatte il degrado sociale, offrendo a centinaia di giovani, che attraversano ogni settimana i nostri locali, spazi e strumenti per esprimere la propria creatività. Così a fianco del degrado del mercato, appaiono i murales – di cui siamo autori – che fioriscono in Via Passino e nei suoi dintorni. Murales divenuti ad oggi un simbolo di riconoscimento del nostro quartiere e della sua identità ribelle e partigiana!
Per concludere vogliamo informare i due mittenti della suddetta lettera che quel “covo di selvaggi” – che è in Via Passino 24 – è anche una doposcuola gratuito, una trattoria popolare, la redazione del giornale Core, sede di una ciclofficina ad accesso libero, luogo di diversi laboratori musicali e teatrali, uno spazio a disposizione della associazione di quartiere e ancora molto altro. Insomma, siamo uno dei beni comuni della comunità della Garbatella.

CSOA La Strada

I due lettori, Mariano Dentice e Giuseppina Villa, in una lettera pubblicata nel numero scorso avevano denunciato che le murature esterne del non ancora inaugurato mercato coperto, compreso le pregiate pareti a cortina, erano state deturpate con scritte e che inoltre era stata issata in cima all’edificio una bandiera rossa. I due lettori attribuivano questi fatti al Centro sociale La Strada.

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2012

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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