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Autore: Giuliano Marotta

Tor Marancia incontra Medellìn

Appuntamento sabato 10 luglio al Parco della Torre

Che cosa accomuna due realtà geograficamente così lontane e all’apparenza così dissimili tra loro?
Un punto di contatto potrebbe essere rappresentato dagli stereotipi per cui sono conosciuti questi luoghi: Tor Marancia è una vecchia borgata della città di Roma con un passato difficile e San Javier un quartiere della Comuna 13 di Medellín, in Colombia, conosciuto solo per il legame con il narcotraffico e col cartello di Pablo Escobar.

Luoghi sicuramente con diverse difficoltà, ma vissuti anche da tante persone che si rimboccano le maniche per far migliorare le cose e per far conoscere la cultura e la storia del posto, troppo spesso trascurata o volutamente nascosta. Ed è proprio la voglia di cambiamento e di riscatto ad accomunare in maniera più salda questi territori, che si sono incontrati grazie a Simona, una ragazza di Tor Marancia dell’associazione Parco della Torre, che qualche mese fa è volata proprio a Medellín. Simona ha partecipato ad un progetto con l’associazione locale Sembrando Paz y Esperanza, esperienza che descrive così: “Da sempre ho sentito il bisogno di aiutare gli altri, non perché́ io sia una persona altruista, anzi, tutt’altro. È l’atto più egoistico del mondo. Io per sentirmi bene ho bisogno di un sorriso. Ho bisogno di quel senso di gratitudine che mi provoca solo l’empatia. Quindi ho iniziato a pensare che forse dovevo superare i confini, che fare un’esperienza di volontariato all’estero poteva essere quella spinta che mi serviva. Ho cercato tanto tra tante realtà̀ quella che poteva fare al caso mio perché́, come vi ho detto all’inizio, fare del bene è un atto egoistico. E Alla fine ho trovato loro, o forse loro hanno trovato me, questo non ve lo so dire” prosegue Simona “Quando ho detto ad amici e parenti che sarei partita sola per la Colombia tutti mi hanno detto che ero matta perché Medellín è pericolosa, e La Comuna 13 ancora di più; invece ho conosciuto delle persone fantastiche che quotidianamente assistono i bambini e le bambine locali tenendoli lontani dalla strada e insegnando loro che un altro futuro è possibile” conclude Simona: “La squadra di calcio dei bambini della Sembrando Paz y Esperanza, non riesce mai a finire un campionato perché è quasi impossibile spostarsi da un quartiere all’altro senza un mezzo di trasporto, per cui tutte le partite in trasferta vengono perse a tavolino. Allora ho agevolato una campagna di raccolta fondi per acquistare un pulmino per questi bambini e sabato 10 luglio a Tor Marancia abbiamo organizzato un evento sul tema”.

Nell’ultimo anno la situazione della Colombia è peggiorata sia a causa della diffusione del covid, sia per la riforma fiscale del presidente Iván Duque, volta a impoverire la fascia di popolazione con redditi medio bassi, scatenando proteste e violenti scontri con la polizia. Si registrano centinaia di morti e un migliaio di arresti. Un clima di repressione, in cui il governo colombiano è accusato di violare i diritti umani attraverso l’uso brutale delle forze armate. Anche di questi argomenti si parlerà nell’evento di sabato 10 luglio al Parco della Torre; il resto del programma si comporrà di diversi momenti che partono dal pomeriggio: torneo di calcetto e dj set con Borghetta Stile, trekking tour alla Tenuta di Tor Marancia e una visita guidata ai murales a cura dei residenti dell’associazione TormarArte. Tutte le informazioni sono reperibili sulla pagina Facebook dell’associazione Parco della Torre.

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“Dalle tenebre alla luce” alla Garbatella una mostra su Dante

E quindi uscimmo a riveder le stelle”, recitano gli ultimi versi delle cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri. Una frase di speranza, che oggi ha ancora più risonanza alle nostre orecchie, a seguito di questo periodo sindemico ancora non del tutto debellato. Dante Alighieri, un uomo che suscita sempre fascino e mistero, capace di esprimere con la forza delle parole visioni che hanno ispirato tutta la storia delle arti fino ad oggi. E che continuiamo a ricordarlo nell’anniversario del settecentenario dalla sua morte. Anche nel cuore della Garbatella, in via Nicolò da Pistoia 18, nello Spazio Espositivo Cosarte, alcuni pittori hanno voluto omaggiare il sommo poeta in una mostra collettiva, dal titolo Dalle tenebre alla luce.

La mostra su Dante, patrocinata dal Municipio Roma VIII, vede la partecipazione di undici artisti, ciascuno con due opere sul tema. Colori caldi e freddi, astrattismo e immagini familiari, si alternano su tavole che rievocano le atmosfere dantesche; ogni artista ha voluto cimentarsi con tecniche e stili differenti, evocando nello spettatore curiosità e, come scrisse Dante, il conseguimento di “virtute e canoscenza”.

Le opere raffigurate sono di Simona Gloriani “Al di là della sponda” e di Gabriella Trincati “…Amor che muove il Sol”

Un’importante giornata anche per Cosarte, che riapre le porte al pubblico dopo più di un anno di inattività. La galleria, nata nel 2017 da una grande passione e dalla voglia di offrire uno spazio creativo nel quartiere della Garbatella, si dedica all’arte e a tutto ciò che ha un legame con la creatività e con la cultura. Nello spazio si svolgono, oltre a mostre ed eventi artistici e culturali, anche dei laboratori di pittura per bambini e adulti tenuti da maestri d’arte.

Il vernissage è previsto per il giorno 25 giugno, con ingresso libero dalle 11:00 alle 20:00. Per l’occasione alcune opere saranno esposte lungo il marciapiede, per allietare i passanti e donare vivacità alla strada; sarà inoltre possibile conoscere gli artisti e parlare direttamente con loro; tra questi: Paola Abbondi, Alessandra Chiappetta, Giovanni Croce, Roberto Fantini, Claudio Gagliardini, Simona Gloriani, Eleonora Manzo, Paola Guia Muccioli, Walter Necci, Francesca Siniscalchi, Gabriella Tirincanti. 

La mostra si concluderà il giorno 2 luglio, ma è solo una delle numerose iniziative culturali che vi aspettano grazie al ricco programma della galleria Cosarte.

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Semifinale Playoff: Eurobasket Roma fuori a testa alta

Si è conclusa a gara 4 la semifinale dei playoff di Serie A2. La Bertram Tortona batte per 3 serie a 1 l’Atlante Eurobasket Roma e si aggiudica la finale contro Reale Mutua Torino, per un inatteso derby piemontese valido per la promozione in Serie A.

Eurobasket Roma, nella stagione più importante della sua storia, esce a testa alta, nonostante l’assenza per infortunio di uno dei suoi migliori giocatori, Roberto Gallinat e la rosa più corta rispetto agli avversari. La squadra ha infatti saputo imporsi e battere meritatamente nei quarti di finale Unieuro Forlì per 3-1, e non ha regalato nulla alla Bertram, in una equilibratissima semifinale in cui spesso si è ritrovata a dover rimontare un risultato sfavorevole e mostrando grinta e carattere nonostante un giovane roster.

In gara quattro Tortona ha vinto 69-70, in una partita che ha visto il capovolgersi di risultati: ogni volta che una squadra metteva a segno un buon parziale, l’altra era sempre pronta a rispondergli recuperando. I protagonisti per Tortona sono il solito Jamarr Sanders e Bruno Mascolo, oggi migliore in campo, mentre per Eurobasket si sono distinti Lorenzo Bucarelli e capitan Eugenio Fanti. Decisivi sono stati i minuti finali; complice la stanchezza e il caldo, i giocatori di entrambe le formazioni perdono lucidità e sbagliano canestri facili, regalando anche uno spettacolo poco degno dei playoff agli spettatori accorsi al Palasport Ponte Grande di Ferentino. 

Foto Ufficio stampa Eurobasket Roma

Decisivo l’errore in difesa di Cicchetti per Eurobasket: un inutile fallo sul tentativo da tre punti di Tavernelli, ad una manciata di secondi al termine, sul risultato di 69-67 per i padroni di casa. Dalla lunetta al giocatore di Tortona non trema la mano e con freddezza segna tutti e tre i tiri liberi a disposizione per il sorpasso conclusivo. Sull’ultima azione Eurobasket non trova il canestro del sorpasso ed esce, seppur con orgoglio, da questi playoff.

Nel dopo partita il coach di Eurobasket Roma, Damiano Pilot, visibilmente commosso e con poca voce, commenta così l’incontro: “Mi è difficile fare un’analisi lucida della partita, con i miei ragazzi che per l’ennesima volta hanno provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. E’ stata una costante per l’intera stagione, per la quale sono orgoglioso di loro e di tutti i membri della società, che ad ogni livello hanno contribuito ad una stagione semplicemente emozionante”.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Bertram Tortona 69-70

Parziali 19-22, 43-36, 59-52, 10-18.

Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 5, Cepic 6, Fanti 8, Viglianisi 8, Cicchetti 8, Bischetti n.e, Magro 8, Staffieri, Antonaci n.e., Romeo 5, Bucarelli 21
All. Pilot
Bertram Tortona: Cannon 11, Gazzotti 1, Ambrosin 1, Sackey n.e, Tavernelli 12, D’Ercole 3, Fabi 8, Mascolo 17, Severini 5, Sanders 12, Morgillo
All. Ramondino

Riepilogo semifinale playoff:

GARA 1: Bertram Tortona – Eurobasket Roma 67-66

GARA 2: Bertram Tortona – Eurobasket Roma 80-85

GARA 3: Eurobasket Roma – Bertram Tortona 78-80

GARA 4: Eurobasket Roma – Bertram Tortona 69-70

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Semifinale gara 2: la grinta di Eurobasket Roma rimette in parità la serie

Ho finito le parole per un gruppo che ogni volta trova risorse immense per sopperire a qualsiasi problema che si trova davanti. Tutto il carattere si è visto nella rimonta, per poi dimostrarsi eccezionale nel corso dell’intero supplementare”. Non possiamo che essere d’accordo con le parole espresse a fine gara 2 dal coach Damiano Pilot di Eurobasket Roma, che si porta a casa una vittoria al PalaOltrePo’ di Voghera contro Tortona e rimette in parità la serie.

Una partita avvincente degna di una semifinale playoff, Eurobasket Roma entra in campo determinata e impone subito il suo gioco fatto di tattiche semplici ma ben eseguite, che non lasciano punti di riferimento agli avversari. Tortona, tardiva nelle chiusure difensive, subisce gli attacchi in area di Gabriele Romeo e Lorenzo Bucarelli che chiudono il primo quarto 20-24.

Nel secondo tempo i padroni di casa iniziano a far circolar meglio la palla: un tiro in fade-away di Jamarr Senders e una tripla di Giulio Gazzotti scaldano il pubblico sugli spalti e rimettono in partita la squadra di Marco Ramondino, che si spegne però davanti all’agonismo sotto canestro di Daniele Magro e Alexander Cicchetti, i quali non concedono rimbalzi agli avversari. 

Il secondo quarto termina 42-45 per gli ospiti.

Foto di Raffaele Vaccari

Gli ultimi due quarti

Il terzo atto è un susseguirsi di possessi palla in cui nessuna delle due squadre riesce a prevalere, all’intesa tra Bucarelli e Jamal Olasewere, rispondono Senders e Jalen Cannon più reattivi mentalmente in questa frazione, tant’è che il terzo quarto finisce 58-57 per la Bertram.

Nell’ultimo atto la partita si fa molto fisica ma senza nervosismi, i tiri liberi iniziano a essere decisivi per il punteggio. Il primo break arriva con un gioco da tre punti di Luca Severini che porta a +6 Tortona. La squadra di casa riesce a gestire il risultato fino a 56 secondi dalla fine quando sotto di quattro punti Eurobasket fa emergere ancora una volta la sua personalità, chiudendo in parità il tempo regolamentare sul 71-71 e aggiudicandosi cinque minuti di extra time; anche se una svista arbitrale non ha concesso la vittoria a Eurobasket, infatti, il canestro del pareggio di Kenneth Viglianisi, a pochi secondi dalla fine, è stato giudicato da due punti quando in realtà ne valeva tre.

Nel supplementare iniziano a calare un po’ le energie e comincia a tremare la mano, specialmente ai padroni di casa che dalla lunetta dei liberi non riescono a fare punteggio. Eurobasket Roma con grinta e fiducia nei propri mezzi ribalta il risultato e una tripla di Lorenzo Bucarelli chiude l’incontro sull’80-85 in favore di Atlante Eurobasket Roma. 

Abbiamo assistito ad una partita esaltante in cui è impossibile individuare un migliore in campo, tutta la squadra romana è protagonista della vittoria; adesso si dovrà attendere giovedì alle ore 20:00 per gara 3, purtroppo Eurobasket dovrà giocare lontano dalle mura amiche a Ferentino. 

Ora che il pubblico può tornare ad assistere alle partite, il campo di via dell’Arcadia non è più adeguato, poiché il regolamento delle Serie A2 prevede una struttura che possa contenere almeno duemila persone; così si ripropone il problema dell’impiantistica nella capitale d’Italia. Il Pala Tiziano è abbandonato all’incuria mentre il PalaEur è troppo oneroso per giocare, costringendo Eurobasket Roma a traslocare al Palasport Ponte Grande di Ferentino (Fr) già teatro delle partite interne nella stagione 2018/2019.

Da segnalare nell’altra semifinale del tabellone argento Reale Mutua Torino si impone 2-0 contro Tezenis Verona.

Tabellino

Bertram Derthona – Atlante Eurobasket Roma 80-85 .

Parziali (20-24, 42-45, 58-57, 71-71).

Bertram Derthona: Cannon 16, Gazzotti 2, Tavernelli 13, D’Ercole 11, Fabi 11, Mascolo 2, Severini 7, Sanders 18.

Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 21, Cepic, Fanti 9, Viglianisi 13, Cicchetti 5, Magro 8, Staffieri 3, Romeo 7, Bucarelli 19.

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Semifinale playoff: Eurobasket Roma si smarrisce nei minuti finali. Tortona vince gara 1 per 67-66

Dopo aver liquidato Forlì nei quarti di finale playoff Serie A2, Eurobasket Roma affronta al PalaOltrePo’ di Voghera la Bertram Tortona, finalmente con la presenza di un pubblico tra gli spalti.

E’ stato un inizio di partita scoppiettante. Stimolate dall’entusiasmo di questa storica semifinale, le squadre si affrontano con determinazione nei primi minuti di gioco, trascurando però la difesa che, per entrambe le squadre, commette vari errori e concede una serie cospicua di  tiri a canestro. Bisogna attendere la metà del primo quarto per vedere del gioco strutturato.

Tortona, che nei quarti di finale ha eliminato Ravenna, accoglie l’invito di Eurobasket a tirare dalla distanza; la squadra capitolina, infatti, si chiude bene in difesa con una zona pari e lascia consapevolmente i tiri dai 6,75 agli avversari. Una scelta che si rivela azzeccata, poiché i piemontesi ne segnano solo 1/6. L’arma vincente di Eurobasket però è Daniele Magro: il numero 15 fa valere i suoi 208 cm sotto canestro e nessun giocatore di Tortona riesce a contenerlo. Magro strappa rimbalzi e segna facili canestri da sotto il tabellone; solamente quando è in panchina a prendere fiato i padroni di casa riescono a recuperare con i canestri di Gazzotti e Sanders. Il primo quarto si chiude a 17-18 per gli ospiti, con la macilenta statistica di marcature solo nei primi sette minuti di gioco.  

Foto Ufficio stampa Eurobasket Roma

Nel secondo quarto, la squadra di coach Ramondino attacca con più precisione, l’ala Jalen Cannon raddrizza la mira e inizia a segnare con regolarità; la sua tripla a metà del quarto porta in vantaggio 31-29 Tortona e costringe coach Pilot a chiamare il timeout per affidare nuovamente la squadra a Magro per non lasciarli scappare. 

Si va all’intervallo sul 35-33 per i padroni di casa

All’inizio del terzo quarto è ancora il lungo di Eurobasket a far valere la sua forza sotto le plance, firmando una doppia in punti e rimbalzi, sostenuto anche dagli assist di Lorenzo Bucarelli, eletto recentemente miglior giovane del campionato, e dal pungente Olasewere. Alle loro azioni rispondo Mascolo e Cannon, che si dimostrano più reattivi nelle ripartenze e nella gestione delle azioni. Il terzo periodo finisce con una tripla disarmonica di Romeo sulla sirena che ristabilisce la parità sul 46-46. 

Al rientro in campo è il capitano di Eurobasket Eugenio Fanti a dettare i tempi di gioco; il playmaker alto 184 cm si dimostra anche un ottimo rimbalzista di fronte ai ben più piazzati centri tortonesi. I romani si arroccano in difesa e concedono i soliti tiri dalla distanza, che Tortona non riesce a sfruttare. Così prima una tripla Janko Cepic (ex Tortona), poi Olasewere e Romeo portano la squadra su un parziale di +7 a tre minuti dalla fine. Una gara che sembra concludersi al meglio per Eurobasket ma, complici degli errori offensivi e una gestione frettolosa della palla, ecco che Tortona, spinta anche dal tifo del pubblico, si rimette in gara, ripartendo velocemente in contropiede fino al canestro vittorioso del 67-66 di Riccardo Tavernelli.

Lodevole la prova dei romani, che rimpiangono gli ultimi minuti finali, complice anche la mancanza di concentrazione e qualche scelta impari arbitrale sui falli. Complimenti a Tortona per averci creduto fino alla fine e a Jalen Canon, mvp della partita, con 16 punti a referto.

Le due squadre ora devono recuperare presto le energie, gara 2 è già in programma lunedì alle ore 20:45, sempre al PalaOltrePo’ di Voghera.

Tabellino

Bertram Tortona – Atlante Eurobasket Roma 67-66

Parziali (17-18, 35-33, 46-46, 67-66)

Bertram Tortona: Cannon 16, Gazzotti 3, Ambrosin 2, Tavernelli 5, D’Ercole, Fabi 7, Mascolo 19, Severini 4, Sanders 11. 

Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 15, Cepic 6, Fanti 6, Viglianisi 3, Cicchetti 2, Magro 15, Romeo 8, Bucarelli 11.

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Eurobasket Roma Travolgente! Vince e approda in semifinale

A settembre scorso nessuno avrebbe scommesso un solo copeco sull’Atlante Eurobasket Roma ai playoff di serie A2, figuriamoci sull’approdo in semifinale! Invece la squadra romana ha dimostrato di essere all’altezza del posto che occupa, battendo 3-1 ai quarti di finale la strafavorita Unieuro Forlì, di cui l’ultima per 72-65.

In conferenza stampa, a fine partita, coach Damiano Pilot descrive bene il momento che la società romana sta vivendo: “È una felicità fuori da ogni logica, è qualcosa di incredibile, questo è un gruppo che non ha limiti. La cosa che più mi stupisce è che a volte prendiamo delle legnate incredibili all’interno di una partita, che manderebbero al tappeto chiunque, ma noi siamo bravi e continuiamo a reagire. Tra l’altro con un gruppo che veniva tacciato di poca esperienza e di non essere pronto per questi palcoscenici. Non posso che fare i complimenti a tutti”.

foto di Marika Torcivia

Per tre quarti di gara 4 Forlì è stata avanti, con Eurobasket costretta a rincorrere. L’impatto è prudente: le difese ben messe in campo hanno la meglio sugli attacchi, si registrano infatti pochi canestri. Per Forlì il migliore è il numero 33, Davide Bruttini, mentre per Eurobasket il protagonista della partita è il numero 16, Valerio Staffieri, che con una serie di triple non lascia scappare i forlivesi. 

Si va all’intervallo sul 29-31 per gli ospiti

Negli ultimi due quarti, si avverte tensione in campo e anche del nervosismo da entrambe le parti, sale la pressione di Forlì che tenta di gestire la partita, ma con scarsi risultati. Complici i tanti errori sulle linee di passaggio, i numerosi falli e l’ingresso anzitempo del bonus in favore di Eurobasket, arriva a cinque minuti dalla fine il definitivo sorpasso e la qualifica per la semifinale playoff, con Olasewere, Bucarelli, Romeo, Magro, capitan Fanti, Viglianisi e il chirurgico Staffieri (migliore in campo) che chiudono l’incontro per 72-65.

La delusione di Unieuro Forlì è evidente “siamo rammaricati, dovevamo fare meglio. Abbiamo difeso molto bene ma dell’attacco non posso dire altrettanto. Mi sento sette metri di cenere sopra la testa”; queste le parole del coach Sandro Dell’Agnello, le ultime in riferimento al fatto di aver trovato solo il 19% dei tiri da tre, mentre la squadra, trovando l’area intasata di Eurobasket, avrebbe dovuto far meglio dalla distanza.

Ora bisogna attendere l’1 giugno, gara 5 tra Bertram Tortona e OraSi Ravenna, per sapere chi sarà il prossimo avversario in semifinale di Eurobasket Roma, partita che sarà poi disputata sabato 5 giugno.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Unieuro Forlì 72-65.

Parziali (12-17, 17-14, 17-18, 26-16).

Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 13, Cepic 2, Fanti 3, Viglianisi 4, Cicchetti 4, Magro 4, Staffieri 12, Romeo 15, Bucarelli 15.

Unieuro Forlì: Giachetti 13, Campori, Natali, Radic 2, Bolpin 3, Landi 11, Rodriguez 10, Bruttini 18, Roderick 8.

Riepilogo quarti di finale Playoff

GARA 1 Forlì – Eurobasket Roma 81-84

GARA 2 Forlì – Eurobasket Roma 85-62

GARA 3 Eurobasket Roma – Forlì 76-72

GARA 4 Eurobasket Roma – Forlì  72-65

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Playoff Gara 3: esordio casalingo vincente per l’Eurobasket

Corre, sgomita e non si perde d’animo l’Atlante Eurobasket Roma batte Unieuro Forlì e si aggiudica la possibilità di giocarsi il primo match point dei quarti di finale playoff sabato 29 maggio al PalAvenali.

Gli uomini di Damiano Pilot scendono in campo ordinati, chiudono bene in difesa e affondano in contropiede. Un quarto altalenante dove non emerge una squadra, ma è chiaro che la sconfitta in gara due è stata da lezione per i capitolini; lo si evince quando Kenneth Viglianisi e Gabriele Romeo infilano una serie di canestri dalla linea dei tre punti e quando fioccano assist per Daniele Magro che mette a segno 6 punti consecutivi, subissando il talento croato Ivica Radic. Si chiude il primo quarto sul 26-25 per i padroni di casa, il punteggio più alto nei primi tempi di questo quarto di finale.

Nella seconda frazione sono i romani a dettare i tempi di gioco, la coppia Bucarelli – Olasewere è ispirata, i due si scambiano passaggi e strappano rimbalzi. La squadra di capitan Giachetti oggi appare disorientata e non riesce a penetrare tra le maglie avversarie, schierate con una difesa a zona pari che non concede spazi.

È il momento migliore per i padroni di casa che arrivano all’intervallo sul 45-37.

Sandro Dell’Agnello, il coach di Forlì, negli spogliatoi striglia i suoi uomini che rientrano in campo con un altro piglio. Yancarlos Rodiguez, finora in ombra, con una tripla e una serie di tiri dalla media, dà fiducia alla squadra e la riporta in soli tre minuti in parità di punteggio. L’Eurobasket sembra aver smarrito le certezze dei primi due quarti, complice un po’ di stanchezza ma anche una difesa più aggressiva di Forlì, che non risparmia falli, concedendo per ben tre volte consecutive a Olasewere i liberi che ne segna 5 su 6. Il finale del terzo quarto termina sul 57-61 per gli ospiti.

Foto di Marika Torcivia

Nell’ultima frazione di gioco, Forlì sembra la candidata alla vittoria dell’incontro, ma ancora una volta è l’Eurobasket ha trovare energie inaspettate, dimostrando che la difesa è il suo punto di forza: Alexander Cicchetti, Gabriele Romeo, Lorenzo Bucarelli, Daniele Macro e Janko Cepic, trascinati dall’entusiasmo del pubblico, raddoppiano su ogni palla e costruiscono alla perfezioni schemi elementari che valorizzano il gioco corale, ribaltando il risultato in loro favore fino alla vittoria per 76-72.

Al termine del match, abbiamo raccolto in conferenza stampa, le parole dei due allenatori, Sandro Dell’Agnello per Forlì: “Abbiamo giocato un tempo a testa e per noi questo non è sufficiente, inoltre abbiamo subito 45 punti in due tempi, una modalità di gioco che non ci appartiene; dobbiamo far meglio nel prossimo incontro altrimenti ce ne torniamo a casa; sono sicuro che già dalla palla a due di sabato, ci presenteremo con un’altra faccia. Faccio i complimenti all’ Eurobasket ma noi abbiamo tutte le possibilità per passare questi quarti”.

Queste, invece, le parole del coach dell’ Eurobasket Damiano Pilot: “Dopo gara 2 eravamo amareggiati ma pronti a rispondere con una prova d’orgoglio. Abbiamo eseguito il piano partita alla perfezione, anche adattandoci a quello che la difesa di Forlì ci permette; la dedizione dei ragazzi è stata premiata con un successo che, per il formato dei playoff, ci regala un match point fra 48 ore in casa”.

Il prossimo appuntamento è sabato 29 maggio, alle ore 18:00 al PalAvenali. L’Eurobasket Roma giungerà all’incontro senza pressioni mentali e con la possibilità di chiudere la serie, ma non sarà facile, Forlì scenderà in campo con il coltello tra i denti. Ci aspetta una gara 4 da non perdere!

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Unieuro Forlì 76-72

Parziali (26-25, 45-37, 57-61, 76,72)Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 15, Cepic 3, Fanti, Viglianisi 11, Cicchetti 2, Magro 15, Staffieri 6, Antonaci n.e., Romeo 15, Bucarelli 9.
Unieuro Forlì: Giachetti, Campori, Natali 10, Radic 10, Bolpin 7, Landi 12, Rodriguez 18, Bruttini 9, Roderick 6.

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Tutto da rifare. Forlì si riscatta e batte l’Eurobasket Roma 85-62 in Gara 2

Tutto da rifare. Forlì si riscatta e batte l’ Eurobasket Roma 85-62 in Gara 2.

Appuntamento giovedì 27 maggio al PalAvenali di via dell’Arcadia

Neanche il tempo di assaporare la vittoria in gara 1 di Atlante Eurobasket Roma che già si alza la palla a due all’Arena di Forlì, per il secondo incontro dei quarti dei playoff di Serie A2 del campionato di pallacanestro italiano.

Unieuro Forlì entra in campo ancora frastornata dal finale dell’ultima partita in cui il numero 7 di Eurobasket, Kenneth Viglianisi, ha segnato un canestro incredibile da centrocampo all’ultimo secondo. Infatti, nei primi cinque minuti del primo quarto, sono gli uomini di coach Pilot a disputare la partita, con protagonista Daniele Magro, che segna e raccoglie rimbalzi portando fino ad un parziale di +7 la sua squadra. 

Il coach di Forlì Sandro Dell’Agnello chiama il time out e risistema la squadra; al rientro è tutta un’altra musica in cui l’unica a ballare è Forlì, lanciata soprattutto dagli assoli del suo numero 24, Yancarlos Rodriguez, che lascia Eurobasket spettatore di uno show inaspettato. 

Eurobasket, orfana di uno dei suoi migliori Roberto Gallinat, infortunatosi in gara 1, non riesce a contenere gli attacchi dei bianchi rossi e in fase offensiva è poco reattiva e sbaglia troppe linee di passaggio che consentono facili contropiedi ai padroni di casa. 

Foto di Daniele Combi

Si va all’intervallo sul 48 a 31

Si va all’intervallo sul 48 a 31, registrando due statistiche incresciose per Eurobasket: 13 palle perse e 0/5 al tiro da tre.

Si rientra in campo ma non cambia molto; la partita si fa frammentata a causa dei numerosi falli da entrambe le parti, se ne contano 17 in un solo tempo. Olasewere è tra i più nervosi, tant’è che si fa cacciare per cinque falli (tra cui un tecnico), dopo appena tre minuti dall’inizio del terzo quarto. 

La squadra romana, nonostante il momento difficile, non lesina energie e cerca di avvicinarsi. Dall’altra parte, però, Rodriguez è inarrestabile e nell’ultimo tempo pianta i chiodi con una serie di triple, che determinano la fine della partita per 85-62. 

Un incontro superbo quello di Unieuro Forlì che dà fiducia alla squadra, con un’ottima lettura delle spaziature nella retroguardia. Tra queste spicca la prova di Aristide Landi (ex Virtus Roma). Atlante Eurobasket oggi si è presentata poco reattiva; troppi passaggi imprecisi in fase di costruzione dell’azione offensiva e sono risultati decisivi anche i numerosi errori dai 6,75 m (solo 2 a segno su 24 tiri complessivi), una percentuale negativa, che coach Damiano Pilot dovrà rivedere in attesa delle prossime gare. 

La squadra romana non deve scoraggiarsi, ma ritrovare ben presto entusiasmo poiché giovedì pomeriggio si torna in campo, questa volta a Roma al PalAvenali di via dell’Arcadia, dove Eurobasket quest’anno ha vinto 10 su 15 partite, tra cui quella con Verona, squadra tra le favorite ad andare in serie A.

Tabellino

Unieuro Forlì 2.015 – Atlante Eurobasket Roma: 85-62 

Parziali (30-19, 48-31, 63-46, 85-62).

Unieuro Forlì 2.015: Rodriguez 35, Radic 19, Bolpin 10, Giachetti 6, Landi 5, Roderick 4, Natali 3, Bruttini 3.

Atlante Eurobasket Roma: Romeo 14, Magro 11, Bucarelli 10, Olasewere 9, Cicchetti 5, Cepic 5, Fanti 4, Staffieri 2, Viglianisi 2.

Gli altri appuntamenti

Giovedì 27 maggio – PalAvenali (Roma), ore 18:00

Sabato 29 maggio – PalAvenali (Roma), ore 18:00

(eventuale) Martedì 1 giugno – Unieuro Arena (Forlì), ore 20:00

Per seguire tutte le partite: https://lnppass.legapallacanestro.com

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Playoff Gara 1: sulla sirena vola Eurobasket Roma!

Finale da cardiopalma all’Unieuro Arena di Forlì; una tripla da centrocampo di Viglianisi all’ultimo secondo regala la vittoria alla squadra romana, che si aggiudica così gara 1 nei quarti di playoff serie A2 del campionato di pallacanestro italiano.

L’Atlante Eurobasket, con sede in via dell’Arcadia, raggiunto lo storico traguardo dei playoff dopo un’eccellente stagione, arriva a Forlì non da agnello sacrificale, ma con caparbietà, sapendo rispondere colpo su colpo agli attacchi dei bianco rossi.

Nei primi due quarti c’è un sostanziale equilibrio, con fiammate di gioco da entrambi le parti; la squadra romana di Damiano Pilot fa valere le sue qualità in transizione, aggiudicandosi molti ribalzi offensivi con Daniele Magro e con un’ottima fase difensiva, riuscendo a contenere gli attacchi di Ivaca Radic, il centro croato di 208 cm, appena acquistato da Cantù. Forlì entra in campo poco reattiva e rimane a galla solamente grazie alle triple di Riccardo Bolpin.

Si va all’intervallo sul 39 a 41 per gli ospiti

Al rientro dagli spogliatoi Unieuro Forlì ripara agli errori dei primi due quarti: sistema la difesa e si affida al suo capitano Jacopo Giachetti, che con incursioni e tiri dalla media chiude il terzo quarto 63-58. 

La partita sembra volgere in favore dei padroni di casa, che però non hanno fatto i conti con l’ala di Eurobasket, il numero 1, Jamal Olasewere, infila 11 punti, in pochi minuti e rimette la partita in parità sul 69-69. 

Giravolte di sostituzioni, una a seguito di un brutto infortunio al ginocchio di Roberto Gallinat, a tre minuti dalla fine, unica nota dolente della serata per Eurobasket.

Sono gli ultimi secondi a fare storia. Entrambe le squadre sono in bonus falli, il cronometro si ferma a dieci secondi dalla fine sul punteggio di 80-79 per i padroni di casa. Rodrigreuz in lunetta per Forlì potrebbe chiuderla, ma segna un solo tiro libero, 81-79. Ribaltamento di campo, palla a Bucarelli per Eurobasket che non sbaglia e rimette in parità la partita 81-81. 

Foto di Massimo Nazzaro

Sulla rimessa, la pressione alta dei romani induce Bolpin all’errore; pesta la linea laterale e regala una rimessa ad Eurobasket. Un secondo e cinque decimi alla fine, già si pensa al tempo supplementare; fallo laterale a centrocampo, palla a Kenneth Viglianisi che inventa un tiro vincente sulla sirena e consegna ad Eurobasket gara 1, col punteggio di 81-84. Un’esplosione di gioia inaspettata che dimostra che nel basket nulla è scontato; Forlì ha gestito male alcune azioni nel finale, affrettando la conclusione a canestro invece di far scorrere i minuti e cercare dei tiri facili; complimenti all’Eurobasket che ha dimostrato carattere e ancora una volta che la difesa è il suo punto di forza.

Si ritorna in campo già lunedì per gara 2, ore 20:00 sempre all’Arena di Forlì.

Per seguire le partite collegatevi al sito: https://lnppass.legapallacanestro.com

Tabellino

Unieuro Forlì – Atlante Eurobasket Roma 81-84 

Parziali (20-19, 19-22, 24-17, 18-26) 

Unieuro Forlì: Terrence Roderick 18, Jacopo Giachetti 18, Riccardo Bolpin 13, Ivica Radic 10, Aristide Landi 8, Yancarlos Rodriguez 5, Davide Bruttini 5, Nicola Natali 2, Luca Campori 2. 

Atlante Eurobasket Roma: Jamal Olasewere 21, Lorenzo Bucarelli 15, Kenneth Viglianisi 11, Roberto Gallinat 8, Gabriele Romeo 7, Alexander Cicchetti 6, Janko Cepic 6, Daniele Magro 4, Valerio Staffieri 3, Eugenio Fanti 3. 

Gli altri appuntamenti

Giovedì 27 maggio – PalAvenali (Roma), ore 18:00

(eventuale) Sabato 29 maggio – PalAvenali (Roma), ore 18:00

(eventuale) Martedì 1 giugno – Unieuro Arena (Forlì), ore 20:00

Tutte le serie playoff (quarti di finale, semifinali e finali) saranno al meglio delle cinque gare (format casa-casa-fuori-fuori-casa).

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Viale Odescalchi : uno spazio verde nell’area dell’ex mercato rionale

Dopo i numerosi lavori di riqualificazione stradale cui abbiamo assistito nell’ultimo anno, dai marciapiedi alle caditoie, alla rimozione delle vecchie ceppaie e piantumazione di nuove alberature, finalmente una delle principali vie di Tor Marancia ritroverà la quiete.

Sono in conclusione, infatti, i lavori sul quadrante centrale di viale Carlo Tommaso Odescalchi dove sorgeva, in area impropria, il vecchio mercato rionale, trasferitosi al nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci e inaugurato il 1° dicembre 2019.

“Questa è un’opera dovuta e attesa dal quartiere e si va a inserire in una serie di lavori che stanno coinvolgendo Tor Marancia – ci spiega Paola Angelucci l’assessora municipale ai lavori pubblici – quell’area era diventata fatiscente, uno spartitraffico privo di senso in una strada importante, con diversi punti d’interesse. I lavori prevedono la bonifica dell’area e la creazione di uno spazio verde sano e ordinato. Inoltre verrà sistemata la viabilità, eseguendo un taglio nello spartitraffico tra via Annio Felice e viale Odescalchi, che consentirà di svoltare in entrambe le direzioni, decongestionando il traffico, nelle ore di punta, all’incrocio con via Rufina, dove sono presenti diversi plessi scolastici. Con la presenza dell’istituto dei ciechi Sant’Alessio e il centro anziani del San Michele – conclude l’assessora – abbiamo ritenuto opportuno dare priorità anche alla sistemazione dei marciapiedi, all’abbattimento delle barriere architettoniche e di sistemare i percorsi tattili a terra per i non vedenti, opere quest’ultime, eseguite con i fondi derivati dagli oneri di concessione di piazza dei Navigatori e l’albergo bianco di via Giustiniano Imperatore”.

L’appalto per i lavori è stato vinto dalla ditta G. Intech Innovations & Technologies S.R.L. al costo di circa 68 mila euro e termineranno nelle prossime settimane.

Una miglioria che senz’altro restituisce dignità al quartiere e ad una strada che ha visto in poco tempo andar via il mercato rionale e lo storico bar di Gigi, pur contando già nel solo quadrante Odescalchi/Santa Petronilla, ventinove serrande abbassate di locali pubblici; luoghi che potrebbero essere sfruttati per creare lavoro, punti di aggregazione e servizi utili, soprattutto per la fascia di popolazione colpita maggiormente dalla sindemia.

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Liquami nel campo degli All Reds rugby all’ex cinodromo della Vasca Navale

Lo sversamento deriverebbe da una inadeguata condotta fognaria di un canile attiguo

Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, sarebbe orgoglioso di sapere che dopo 2500 anni la rete fognaria, costruita durante il suo regno, è ancora in funzione nel centro storico della Città Eterna. Un gioiello d’ingegneria, denominato Cloaca Massima, costruito per le esigenze di una città in espansione e con un crescente aumento demografico. Non sarebbe invece fiero di come negli ultimi decenni il sistema di drenaggio urbano è diventato inadeguato ed inadatto a soddisfare le esigenze di una metropoli e di come le amministrazioni pubbliche che si sono succedute hanno trascurato il problema probabilmente perché, come affermò l’ex sindaco Gianni Alemanno, questi tipi di lavori non danno visibilità politica essendo svolti per la maggior parte sottoterra. 

La mancanza di manutenzione genera danni e i problemi vengono a galla, proprio come succede da diverse settimane nel campo degli All Reds rugby all’interno dell’Acrobax, l’ex cinodromo, in via della Vasca Navale.  Una condotta, infatti, ha iniziato a perdere e di conseguenza a sversare ettolitri di acque reflue nocive nel quadrilatero di gioco, dove numerosi bambini e adulti si ritrovano quotidianamente a praticare sport. Le denunce che gli attivisti di Acrobax hanno riportato al Comune sono rimaste inascoltate, tant’è che lunedì mattina si sono ritrovati a protestare davanti al dipartimento ambiente sito in circonvallazione Ostiense. 

A oggi il Comune di Roma non ci ha degnato di risposte, progetti né tantomeno tempistiche. La responsabilità come al solito si è fermata negli uffici comunali tra la parte tecnica che non ne vuole sapere e quella politica che non è in grado” ci racconta Cristiana dell’Acrobax “I liquami provengono dal vicino canile che non possiede un sistema fognario adeguato e sta inquinando il circondario. Questo si traduce in un abbandono, che coinvolge anche il canile di Marconi, un posto dove il benessere degli animali ospitati non è garantito, con strutture inadeguate e fatiscenti e personale sottostimato” conclude “in questo periodo pandemico, l’Acrobax ha contribuito con la Rete Roma Sud a sopperire ad alcune mancanze delle Istituzioni, costituendo l’Emporio Solidale una rete di aiuto alle persone in difficoltà a cui hanno aderito centinaia di famiglie; ora vogliamo che almeno sul fronte del benessere ambientale e animale le Istituzioni facciano la loro parte”.

Il dipartimento ambiente, nella persona dell’ingegner Rossi, ha accolto la protesta e allertato la segreteria apicale del dipartimento. Nel frattempo alcuni tecnici hanno eseguito un sopralluogo all’interno dell’ex cinodromo per procedere a una prima valutazione del danno e quantificare il lavoro da svolgere; confermando che lo sversamento di liquami non conformi al suolo proviene dall’adiacente canile comunale. Gli occupanti di Acrobax dichiarano “Sappiamo che si tratta di un percorso ancora lungo che continueremo a presidiare fino alla definitiva risoluzione, per il benessere sanitario e ambientale dello spazio, che ospita tra le tante attività, anche quelle della squadra di rugby degli All Reds con tutte le categorie dalle giovanili alla seniores, sia per il benessere animale dei cani presenti all’interno del canile. Il Comune di Roma è chiamato quindi a fare la propria parte“.

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Ritorna “Garbatella Images” con il tema “Visioni”

Scende la notte tra i lotti della Garbatella, un ululato squarcia il silenzio delle tenebre, la luce della Luna proietta sulle facciate dei palazzi un’ombra terrificante, la paura sovrasta ogni pensiero. La salvezza è una corsa sulla scalinata di Carlotta per mettersi al riparo, con le persiane che si chiudono frettolosamente, i chiavistelli alle porte, i respiri affannati. È notte di plenilunio e il licantropo è tornato tra i vicoli per dissetarsi e affilare gli artigli. 

Si racconta che un personaggio, mezzo uomo e mezzo lupo, alla fine deli anni ’30 del secolo scorso, si aggirava per la Garbatella a spaventare le persone; un uomo la cui identità è rimasta un mistero e che Simone D’Angelo, con il suo lavoro Lykanthropia, ha voluto ricordare, rivisitando la vicenda in chiave noir nelle sue fotografie, esposte alla galleria 1OB Photography insieme a quelle di altri cinque artisti e artiste che attraverso i loro lavori hanno narrato la Garbatella. 

Linda Pezzano, con Femina Mobililior Ventis ha sviluppato una ricerca visiva dell’universo femminile che abita la Garbatella; Federica Leone con Lotto21 si è autoisolata per poter dimostrare che il confine geografico non è il confine mentale e che quest’ultimo ti permette di evadere andando a esplorare e fotografare dettagli di un mondo sottovalutato che ci circonda quotidianamente. Lugi Cecconi con Concordia attraverso dei collage rievoca atmosfere marinare, ritornando alle origini della Garbatella, nata per ospitare i lavoratori del porto fluviale. Luca Brunetti con Wayfarer, attraverso un sofisticato linguaggio fotografico, ci cala in un’atmosfera onirica, astratta, rimodulando la realtà per poterla comprendere intimamente. Mary Baldo con Boom lavora sulla memoria rifotografando dei vecchi scatti di album di famiglie degli abitanti del quartiere del periodo del boom economico italiano. 

Una mostra che coinvolge oltre alla Galleria 1OB anche i lotti 24, 29, 30 e 55 della Garbatella. Passeggiando tra i cortili di questi lotti è infatti possibile imbattersi in alcuni teli, stesi come lenzuola sui fili, con impresse delle fotografie con i ricordi di alcune famiglie del luogo o delle stampe con opere concettuali degli artisti.

 “Garbatella Images è un progetto che nasce tanti anni fa da un incontro occasionale che ho avuto nei pressi di un cassonetto, dove erano state gettate a terra delle fotografie in bianco e nero e un album di famiglia” ci racconta Francesco Zizola, direttore artistico della Galleria. “In quel momento ho provato dolore nel vedere questa memoria buttata, ma è nata in me anche l’idea che non si dovessero sprecare le occasioni di raccontare la storia del quartiere attraverso le immagini fotografiche; perché viaggia in parallelo con la storia dello sviluppo popolare della fotografia. Per cui –continua Zizola– ho inventato questo progetto  che, recuperando le foto di famiglia, mettesse in comunicazione il quartiere con la città e viceversa”. “Questo è un quartiere che declina la forma dell’urbe al futuro, perché, pur avendo compiuto 101 anni,  sempre di più mostra una contemporaneità nelle idee di come si può e si dovrebbe vivere una città; è l’anti quartiere funzionale, è l’anti quartiere alienato, è un luogo che permette ancora una relazione tra uomo e natura, l’uomo è al centro come la natura della progettazione tra gli spazi sociali, tra gli spazi condivisi in una sorta di equilibrio unico”. Conclude Zizola “Garbatella Images è proprio questo, una relazione continua tra tessuto sociale del quartiere e la sua memoria, la sua identità, un’interazione portata avanti nelle varie edizioni che si sono susseguite”.

Questa edizione è legata al bando del Comune di Roma Contemporaneamente; doveva iniziare nel 2020, ma a causa della pandemia è slittata nell’anno in corso. Il progetto si svilupperà su base triennale ed il tema di quest’anno è Visioni, mentre i prossimi capitoli saranno: nel 2022 Corpo e nel 2023 Spazio

Il progetto, curato da Francesco Zizola, Sara Alberani, Francesco Rombaldi e Mattia Ammirati, sarà visitabile fino al 20 aprile alla Galleria in via S. Lorenzo da Brindisi 10b; inoltre sabato 17 aprile, previa prenotazione, sarà possibile partecipare alla visita guida nei lotti Iacp, con il giornalista Claudio D’Aguanno e la professoressa Francesca Romana Stabile.

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Al via la riqualificazione del Parco del Forte Ardeatino

Sebbene non ci siano ancora progetti che si occupano direttamente del Forte Ardeatino, nei prossimi giorni dovrebbero iniziare i lavori di riqualificazione del Parco annesso all’ex struttura militare, con un investimento di circa 250mila euro. L’area verde del Forte Ardeatino è di circa 5,5 ettari e la ristrutturazione prevede la creazione di due aree ludiche, il rifacimento dei viali, la sistemazione di tutte le recinzioni ed interventi sulla potatura e messa in sicurezza delle alberature. Altre richieste di migliorie giungono dal Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta, che richiede al Dipartimento Ambiente del Comune di integrare alcune modifiche al progetto, come ad esempio la messa in sicurezza, tramite adeguata illuminazione, del percorso tra il centro commerciale “I Granai” e la scuola “Europa”. 

 Il progetto si è reso possibile in quanto risultato tra i vincitori del concorso #RomaDecide del 2018. Un concorso pilota, tramite il quale gli abitanti del Municipio hanno scelto come utilizzare gli oneri di concessione della costruzione, da parte di società private, dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’Albergo bianco in viale Giustiano Imperatore, più noto come “bidet”. Un’annosa questione, che si protrae dagli anni ’90, che prevedeva inizialmente la sola realizzazione di opere pubbliche nei quadranti interessati dalla cementificazione, ma che in realtà non furono mai costruite, a differenza dei palazzi dei privati. La giunta Raggi, nella primavera del 2018, piuttosto che revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di accordarsi con i costruttori inadempienti, chiedendo appunto che venissero erogati questi oneri di 17 milioni. Fu data loro, inoltre, la possibilità di costruire un ulteriore edificio a Piazza dei Navigatori, addirittura più grande di quello già esistente. 

Tra i progetti vincitori del concorso #RomaDecide, in zona Grotta Perfetta si trova anche Il Campetto di Piero, che ha come obiettivo la ristrutturazione di un campo già esistente, con la creazione di un’area polivalente per lo sport. I lavori, in questo caso, sono quasi giunti al termine e ben presto l’opera sarà fruibile al pubblico. Questo è un primo passo verso la rinascita di quest’area, l’augurio è quello che venga programmato anche un intervento di recupero sul Forte, un luogo dal valore culturale e sociale straordinario, che andrebbe restituito alla città.

Breve storia del Forte Ardeatino

All’indomani della breccia di Porta Pia (1870) e della proclamazione di Roma capitale del Regno d’Italia (1871), fu promulgata la legge delle Guarentige, un provvedimento nato per regolare i rapporti tra Stato e Chiesa, ma che non soddisfaceva le esigenze del Papato, il quale non considerava il potere spirituale disgiunto da quello temporale. 

I rapporti tra Stato e Chiesa peggiorarono quando nel 1874 papa Pio IX ribadì esplicitamente, con la formula del non expedit, che i cittadini non dovevano partecipare alla vita politica in quanto il Papato non riconosceva lo Stato. 

Le nuove cariche governative dovettero correre ai ripari e prevenire un possibile attacco esterno in aiuto alla Santa Sede. Il 12 agosto 1877, Vittorio Emanuele II di Savoia firmò il Regio decreto numero 4077 in cui “si dichiara di utilità pubblica la costruzione di opere in difesa di Roma”. Nell’arco di pochi anni fuori le mura aureliane fu disposto ad anello un campo trincerato composto da 15 forti e 4 batterie tutte equidistanti tra loro e in piena campagna romana. 

Nel Municipio Roma VIII sono presenti tre di queste opere: Batteria Appia Pignatelli, Forte Appia Antica e Forte Ardeatino o Ardeatina. Quest’ultimo è l’unico che non sorge sulla via consolare da dove prende il nome poiché, per motivi di equidistanza dai forti limitrofi, fu collocato in via di Grotta Perfetta. La costruzione del Forte Ardeatino terminò nel 1882. All’epoca via di Grotta Perfetta era un piccolo tracciato, all’interno della Tenuta di Sant’Alessio; tutt’intorno disegnavano il paesaggio campi coltivati, vigneti, fungaie, una pineta e qualche casale agrario, tra cui Casale Baffoni

I forti furono costruiti prendendo a modello uno stile marziale detto “prussiano,” ideato dall’ingegnere austriaco Andreas Tunkler von Treuimfeld. Il progetto prevedeva la costruzione di una pianta a forma trapezoidale con terrapieno addossato alle mura a sovrastare l’intero complesso, un ponte levatoio con un fossato asciutto e un fronte esterno “a saliente”, ossia con gli angoli della cortina sporgenti. Con l’evoluzione delle armi, delle strategie di guerra e dell’espansione dell’Urbe, questi forti si rilevarono presto inutili, tant’è che col tempo vennero usati come caserme e magazzini. 

 Il Forte Ardeatino negli anni ‘20 del XX secolo ebbe appunto queste funzioni, ospitava una caserma e il magazzino militare della direzione commissariato e sanità. 

La storia di quegli anni è ben descritta nel libro autobiografico di Franco Moscogiuri “Il bambino del Forte”: il protagonista, figlio del magazziniere, crebbe tra i militari in quel fortino fino a quando i tedeschi durante l’occupazione di Roma fecero sfollare tutta la sua famiglia.

E poi quando ormai gli Alleati erano alle porte di Roma decisero di farlo saltare.

Una forte esplosione riecheggiò per anni nella pineta di via di Grotta Perfetta, era la fine della primavera del 1944, i nazifascisti scappavano da Roma facendo razzie durante la loro fuga. Sistemarono la dinamite sul portale d’ingresso e lungo il muro esterno del Forte Ardeatino, poi la deflagrazione e una coltre di polvere inghiottì il Forte, causandone l’impraticabilità ed il conseguente abbondono. Negli anni successivi qualche locale rimasto accessibile divenne dimora di senza tetto e luogo di traffici illegali; resta celebre la retata dell’ottobre del 1959, quando alcuni poliziotti, travestiti da cacciatori, irruppero nel Forte per porre fine ad una bisca clandestina.

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Punti di accesso Internet al Parco Orti Urbani Garbatella: la proposta di Super8

Tra le fortune che si hanno nel vivere in una città come Roma c’è senz’altro quella di essere circondati da giardini, parchi, riserve naturali ed orti urbani, infatti Roma è tra le prime capitali d’Europa per estensione di aree verdi. In questo periodo pandemico stiamo imparando quanto queste aree siano vitali nella quotidianità, per trovare ristoro nella natura, far giocare i bambini o passeggiare con gli amici a quattro zampe, e stiamo imparando a frequentarli molto più di prima. Con questa premessa i consiglieri municipali di Super8 hanno recentemente presentato la proposta di installare un hotspot gratuito a servizio dell’area del Parco e degli orti urbani di Garbatella ed in aree verdi all’interno del Municipio.

È una proposta che nasce con l’osservazione sul campo e ascoltando le esigenze degli abitanti del territorio che vivono quotidianamente il parco” ci racconta Luigi Di Paola consigliere municipale di Super8 “Immaginiamo quanti studenti sono in didattica a distanza o impiegati in telelavoro, che si ritrovano giornate intere in ambienti domestici angusti, affollati o con una precaria rete di connessione internet domestica o del proprio smartphone e che quindi abbiano la necessità di uscire”.

Sul territorio capitolino sono già presenti diversi servizi gratuiti a disposizione del pubblico; un progetto pilota fu WiFimetropolitano, nato come una rete gratuita a cui connettersi per poter navigare all’interno di edifici pubblici come biblioteche, istituzioni, centri sportivi e ricreativi. Dal 2010 WiFimetropolitano ha installato circa 700 hotspot in 90 comuni italiani. Di più recente attuazione è invece Digit RomaWiFi, un portale dedicato a chi vive la città in movimento e quindi disponibile in taxi, parcheggi, ztl, nei pressi delle fermate autobus e fruibile anche in luoghi come uffici pubblici, farmacie, sedi istituzionali e scuole, dove il servizio gratuito è utilizzabile per quattro ore al giorno. All’interno del Municipio Roma VIII è disponibile in diversi punti, tra cui molti comprensori scolastici. Infine c’è il progetto Free LazioWiFi, parte integrante di Free ItaliaWiFi, rete federata nazionale che permette di navigare per un’ora al giorno e per un massimo di 300 MB, per cui si prevedono possibili estensioni future anche a reti dedicate ai servizi di pubblica utilità.

Da qui l’idea dei consiglieri, riportata ancora da Di Paola: “Internet rappresenta un’infrastruttura fondamentale per lo studio e il lavoro; il Parco degli Orti Urbani è un baricentro per tanti abitanti del quartiere e dei dipendenti del palazzo della Regione Lazio che è proprio lì a due passi”. Conclude: “Abbiamo chiesto al Comune di Roma di estendere sia la rete Digit RomaWiFi sia di intervenire presso la Regione Lazio per estendere anche il progetto Free LazioWiFi, al Parco degli Orti urbani ma anche in altri giardini pubblici del Municipio che presentano condizioni analoghe e che ne faranno richiesta”.

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77 anni dalle Fosse Ardeatine in ricordo di Enrico Mancini

Diverse sono state le iniziative per ricordare il 77° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e tra queste la commemorazione che si è svolta a piazza Bartolomeo Romano, con l’inaugurazione della targa dedicata ad Enrico Mancini affissa sotto il murale che lo raffigura. Enrico Mancini, abitante della Garbatella, falegname ebanista, negli anni venti si rifiutò di aderire al partito fascista, scelta che gli costò l’incendio del laboratorio e del negozio di mobili ma che, sebbene lui dovesse provvedere a moglie e sei figli, non riuscì a piegare la sua volontá.

Nel 1942 Mancini aderì al Partito d’Azione, coordinandone l’attività clandestina tra Testaccio, Ostiense e Garbatella e con l’8 settembre entrò fattivamente nella Resistenza. La sua preziosa attività di collegamento con i servizi di informazione alleati terminò con l’arresto e la tortura finché, richiuso a Regina Coeli, venne prelevato il 24 marzo 1944 per essere portato e ucciso alle Fosse Ardeatine. In questo anniversario la famiglia del partigiano, insieme a  molti cittadini del quartiere, ha voluto rendergli omaggio.

Altre commemorazioni si sono svolte anche a Largo Bompiani, dove l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio ha partecipato a quella organizzata da Liberare Roma e ha ricordato la recente scomparsa di suo zio Riccardo, ultimo figlio di Enrico Mancini, di cui abbiamo parlato in questo articolo (link). 

Nel primo pomeriggio anche la Rete Roma Sud, insieme ad alcuni studenti medi, hanno voluto ricordare le terribili vicende di quel 24 marzo 1944; tra gli interventi degli studenti è emersa una critica ai programmi scolastici, che in troppi casi trascurano o dimenticano l’insegnamento della storia contemporanea e della Resistenza.

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Cantieri San Paolo: la street art contamina il territorio

Un campo da basket trasformato nella tela di un pittore. Forme geometriche astratte e dai colori sgargianti si alternano donando equilibrio e senso di vitalità dove prima c’era il cemento. Le pareti di una scuola divenute pagine di un libro nato per narrare alcune importanti storie del cinema italiano. Un’invasione di arte e creatività ha, infatti, pervaso l’area urbana lungo via della Vasca Navale. Tutto ciò si è potuto concretizzare grazie al progetto “Cantieri San Paolo”, realizzato dal Municipio Roma VIII con i fondi stanziati dalla Regione Lazio, attraverso il bando Lazio Street Art e concretizzato con il supporto dell’associazione Dominio Pubblico, con la collaborazione degli All Reds Basket, gli attivisti dell’Acrobax, gli studenti dell’istituto Cine-tv Rossellini e tanti volontari e artisti.

“Cantieri San Paolo” si compone di due progetti principali: One Take Project, guidato da Paolo Colasanti, in arte Gojo, che vede la realizzazione di tre opere murali sulle facciate dell’Istituto statale Cine-tv Roberto Rossellini ad opera degli artisti Leonardo Crudi ed Elia ‘900, opera che avviene proprio a ottanta anni dall’uscita de “La nave bianca”, primo lungometraggio del regista al quale la scuola è dedicata. 

Il secondo progetto, Tiber Courtyards, ha visto il restauro di due campi da basket: quello all’interno della parrocchia San Leonardo Murialdo e quello all’esterno del centro sociale Acrobax. Entrambe le pavimentazioni sono opera dell’artistaGreg Jager e a cura di Michele Trimarchi e si ispirano all’identità storica e naturalistica del Tevere. Opere che non sono state fatte solo per essere ammirate, ma per essere piacevolmente vittime di palleggi, terzi tempi, corse e scatti da parte degli avventori dei campi ristrutturati con questa iniziativa. 

Oltre al restauro a livello estetico i campi sono stati rimessi a nuovo con l‘utilizzo di materiali specifici per esterno, migliorando così la fruibilità, anche i tabelloni con i canestri sono stati cambiati” -ci racconta Luca degli All Reds Basket-. “Il campo all’aperto dell’Acrobax è un luogo di ritrovo per molti giovani di Roma sud e funge anche da punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi a questo a sport; oltre a sistemare il campo abbiamo ripulito anche l’area e sistemato le panchine e le ringhiere circostanti, non vediamo l’ora che termini la zona rossa per poter inaugurare il nuovo campo”- conclude Luca: “Portiamo avanti anche un processo di sensibilizzazione sul bene comune, questo spazio è accessibile a tutti e quindi è importante che ogni persona se ne prenda cura affinché tutti ne possano godere al meglio, questo è possibile coinvolgendo le persone, soprattutto giovani, nei progetti rendendole partecipi e consapevoli del lavoro e della fatica che occorre per realizzarli”.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerose comunità del Municipio VIII e va a valorizzare un quadrante, vicino le sponde del Tevere, carente di attività e proposte culturali. Opere straordinarie che, per la loro forte capacità comunicativa, possono diventare stimolo per nuove energie artistiche, ma anche e soprattutto per una cittadinanza attiva e importanti luoghi di aggregazione e socialità.

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Stop all’isola ecologica di via Malfante

Possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti del quartiere Ardeatino, è arrivata la conferma che l’isola ecologica di via Antonio Malfante non sarà costruita. 

La delibera comunale a firma dell’assessora ai rifiuti e al risanamento ambientale Katia Ziantoni aveva individuato quindici aree, una per ogni municipio della città di Roma, per la realizzazione di strutture logistiche di AMA SpA di supporto al servizio di gestione dei rifiuti urbani ad integrazione e parziale revoca della deliberazione del Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca del 15 giugno 2016.

Nella seduta pubblica del 22 dicembre 2020, infatti, i membri del Municipio Roma VIII di maggioranza ed opposizione, ad eccezione dei due consiglieri della Lega che si sono astenuti, hanno votato contro l’ipotesi di localizzazione del centro di raccolta AMA presso via Malfante, e messo in evidenza le istanze che vengono dagli abitanti del territorio. Le ragioni della contrarietà sono evidenti: l’area di via Malfante, anche se si presenta come un ampio spazio verde con un canneto, è in realtà al centro di un quadrante molto urbanizzato, vicino a strade trafficate, a ridosso di abitazioni, luoghi di culto, attività commerciali e con un ambulatorio sanitario adiacente. Inoltre ci troviamo alle spalle di Piazza dei Navigatori, dove è già prevista nei prossimi anni la costruzione di un nuovo edificio di tredici piani, che aumenterà notevolmente il numero degli abitanti del quartiere ed il traffico cittadino.

Foto di Elisabetta Pisani

Nel Municipio, come prevede la norma, dovrebbero essere presenti due isole ecologiche, una ogni settantamila abitanti. Inizialmente proponemmo al Comune di rigenerare due aree di AMA attualmente sottoutilizzate, quella di via di Campo Boario e quella di Montagnola – ci spiega l’assessore municipale all’ambiente Michele Centorrino – la prima area è stata bocciata dal Comune poiché sarà utilizzata per altre esigenze dell’azienda della nettezza urbana, mentre su quella di Montagnola non abbiamo ricevuto ancora una risposta ufficiale sulla fattibilità”.  “Abbiamo richiesto un tavolo tecnico con il Comune e gli enti preposti per individuare aree idonee all’interno del Municipio –conclude Centorrino-, non si esclude anche l’apertura di un processo partecipativo con gli abitanti per valutare appieno tutte le esigenze e le perplessità”.

Sarebbe opportuno che l’area di via Antonio Malfante, scampato il pericolo dell’isola ecologica, fosse restituita agli abitanti, con la creazione di un parco pubblico comprensivo di uno spazio ludico per i più piccoli. Proposta che da oltre dieci anni viene portata avanti dalla cittadinanza e dalle giunte che si sono succedute in Municipio, ma che non ha mai visto la luce. Inoltre andrebbe restaurata l’opera di bronzo de il “Cavallino” di Alfiero Nena, che dal 2002 spicca all’incrocio tra via Malfante e via Leon Pancaldo, alla quale nel 2014 è stata troncata la coda, mai più ripristinata.

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Le donne e gli slogan femministi tra le carte d’archivio

Allo spazio Memo di piazza Bartolomeo Romano una mostra in occasione dell’8 marzo

Una donna in bianco e nero, tra le labbra una sigaretta, un lampo nei suoi occhi, vivo, pronto a sfidare il cambiamento, sul suo ventre un grande fiore in cui risalta nel centro la frase “A casa non ci torno”, una presa di coscienza immortalata in un attimo in cui la didascalia risulta anche superflua. Ci sono fotografie che suggeriscono pensieri, rievocano ricordi, suscitano sentimenti anche scomodi, ma che entrano a far parte di noi e raccontano una rottura, un passaggio. Alcuni di questi scatti insieme a documenti d’archivio sono visibili in un percorso espositivo, inaugurato l’8 marzo, dedicato alle lotte delle donne presso l’archivio Flamigni di piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella. 

La mostra nasce dalla volontà di esporre parte delle carte del fondo di Emilia Lotti, una dei nostri soci fondatori, moglie di Sergio Flamigni, con una lunga esperienza all’interno dell’UDI Nazionale e della Commissione Parità della Presidenza del Consiglio. Per tutta la sua vita Emilia si è occupata di temi relativi alle donne, ma anche della Legge Basaglia e della Legge 194” ci spiega Ilaria Moroni, direttrice dell’archivio, “Ci sembrava importante mettere in evidenza come la storia delle donne è stata la storia politica e sociale del nostro Paese; lo abbiamo fatto attraverso pannelli con foto e slogan, documentazione consultabile, vecchi giornali e riviste come Noi Donne. Inoltre è possibile visionare del materiale video; ci sono anche fotografie di archivi con i quali spesso collaboriamo ossia: Aamod, fondazione Gramsci, archivio storico della CIGL nazionale, Istituto Luce e per l’occasione abbiamo coinvolto alcune realtà sul quartiere tra cui Cara Garbatella, che ci ha donato una foto molto bella, che mostra l’impegno delle donne per la pace nel mondo”.

Dal primo febbraio l’archivio Flamigni si è trasferito da Oriolo Romano a piazza Bartolomeo Romano, in uno spazio di proprietà Ater, che ha preso il nome di “Memo, Spazio di Storia e Memorie” e raccoglie documenti della storia dell’Italia repubblicana, in particolare riguardanti il terrorismo, le stragi, la criminalità organizzata e la violenza politica. Il percorso espositivo è custode delle testimonianze delle lotte delle generazioni passate e arricchisce l’epoca in cui viviamo, dove lo scambio di ricordi ed esperienze tra generazioni sembra complicarsi e dove immagini e informazioni sono spesso servite come piatti pronti da supermercato, scarse di nutrimento e con provenienze incerte. 

Tra i collaboratori della mostra vi è anche l’assessorato alle politiche di genere dell’VIII Municipio, diretto da Michela Cicculli, la quale commenta così l’iniziativa: “Il regalo che riceviamo oggi dall’archivio Flamigni ci restituisce la forza del movimento delle donne e l’intensità del dibattito fino ai giorni nostri. Ci sono foto preziose sul nostro territorio messe a disposizione dalla comunità tra cui Cara Garbatella, che ringrazio a nome di tutte le giovani donne che oggi hanno voglia di conoscere  il recente passato. Ringrazio infine Ilaria Moroni e tutto il team dell’archivio, dandogli nuovamente il benvenuto nel nostro territorio”.

La mostra documentale e fotografica sarà visitabile per tutto il mese di marzo, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:30, con ingresso gratuito su appuntamento ed accesso da piazza Bartolomeo Romano 6.

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Nasce il Centro di Preparazione al riutilizzo (Servizio video)

Ci troviamo in un’epoca che impone al mondo intero scelte radicalmente diverse da quelle compiute in passato, dirette verso un nuovo modello di economia che rispetti l’ambiente, orientate ad una società che non produca rifiuti ma che da essi né tragga delle risorse.

È da questo principio che nasce, su iniziativa del Municipio Roma VIII e dell’Osservatorio sui Rifiuti Zero, il Centro di Preparazione al Riutilizzo, un laboratorio attrezzato dove si possono consegnare gli oggetti domestici, perlopiù apparecchiature elettriche, per tentare di ripararli o per favorire il riuso di alcune componenti allo scopo di ricrearne altri. Il centro è situato tra i banchi del mercato del Parco in via Rosa Guarnieri Carducci e osserverà gli stessi orari di apertura del mercato, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14.

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Violato l’ingresso della Torre Marancia

Nella serata di domenica la Torre di Tor Marancia ha subito un atto vandalico. Qualcuno, forse spinto dalla noia, dalla curiosità o semplice stupidità ha forzato l’ingresso del parco ed è entrato all’interno della torre medievale. Alcuni abitanti del quartiere hanno avvisato la polizia municipale che è riuscita ad intervenire, però, solamente per constatare l’accaduto e per interdire l’accesso al Parco. Apparentemente la struttura all’interno non ha subito danni, il pertugio causato dalla forzatura è già stato richiuso e il giardino riaperto al pubblico.

La Torre di base quadrata e alta sedici metri,  presenta un interno scarno, con una scala a chiocciola di ferro, che porta al tetto, e nel mezzo due piani con delle passerelle a croce, che portano alle finestre. La Torre che oggi è nota come Marancia risale al XIV secolo; il suo vero nome è Torre di San Tommaso, nome che rimanda alla storia dei frati trinitari di San Tommaso in Formis al Celio, che ne possedevano il terreno. Il nome con cui si conosce oggi gli è stato assegnato in seguito alla scomparsa della vera Torre Marancia, che era situata nei pressi delle Fosse Ardeatine. Nata come torrione semaforico, era utilizzata per allertare l’Urbe in caso di avvistamenti di predoni. Nei secoli ha subito vari risanamenti e cambi nella destinazione d’uso. L’ultimo restauro è avvenuto con la giunta Rutelli, alla fine degli anni ‘90, con il progetto “Una terrazza per la città”, grazie al quale la Torre è stata resa visitabile e al suo interno venivano svolte attività culturali. Negli anni a venire sia il parco che il monumento hanno attraversato periodi di abbandono e, a seguito di atti vandalici e di un incendio, l’amministrazione dell’epoca decise, nell’autunno del 2009, di murarne l’ingresso.

Dall’estate del 2018 l’associazione Parco della Torre di Tormarancia pone l’attenzione sia sul parco che sul manufatto medievale, cercando insieme alla commissione cultura municipale di proporre soluzioni d’impiego per la Torre: tra le varie quella di collegare la stessa con la Tenuta omonima e creare un bike sharing e un info point sull’Appia Antica.Queste ipotesi furono riprese anche a luglio 2019, quando la Sovrintendenza ai beni culturali, insieme all’ufficio tecnico del Municipio, fece un sopralluogo all’interno della struttura per visionarne le condizioni e capire di quali interventi di restauro avesse bisogno; anche il perimetro esterno negli ultimi due anni ha subito gli atti di qualcuno, che non comprendendo il valore storico del bene, ha imbrattato il muro con scritte, lo ha danneggiato e ne ha incendiato purtroppo parte di un lato. 

Il Municipio Roma VIII, che ha solo la responsabilità di guardiania, a dicembre 2020 ha votato l’atto “Salvaguardia e valorizzazione della Torre di Tor Marancia”, richiamando all’attenzione dell’amministrazione comunale la necessità di una presa in carico della gestione della torre e di restituire agli abitanti il monumento simbolo del quartiere ed il parco circostante.

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Salone Calano: parrucchieri da 50 anni in via Vettor Fausto

Celato tra i lotti della Garbatella, in via Vettor Fausto 4, si trova lo storico salone Calano, uno dei negozi di parrucchiere più longevo della Garbatella, che a febbraio ha celebrato le nozze d’oro.

Fu nel 1971 che il signor Enzo Calano, rilevò il locale che già dagli anni ’30 era adibito a barbiere. Iniziò a svolgere la professione per necessità nel suo paese di origine in provincia di Cosenza, poi col tempo si perfezionò, anche grazie agli studi per corrispondenza, finché non decise di trasferirsi a Roma e rilevare l’attività in via Vettor Fausto.

Il signor Enzo si innamora subito della Garbatella e della vitalità della strada, che collega via Ansaldo con il mercato coperto di via Passino, conosciuta come la “vietta dei negozi”. I parrucchieri, all’epoca, si contavano in tutto il quartiere sulla punta delle dita; la moglie di Enzo in una lettera scrive a riguardo: “Siamo pochi qui in questa bella Garbatella”.

Oggi la strada ci appare silenziosa e con molte serrande abbassate, ma il salone Calano resiste ed è gestito da Catia, figlia del signor Enzo. “Siamo arrivati alla Garbatella con un pulmino stracolmo di roba con reti e materassi; per noi era un mondo tutto da scoprire, Roma ci metteva anche un po’ di timore, il quartiere era molto popolare e le persone molto più espansive rispetto a quelle cui eravamo abituate nel paesino calabrese” ci racconta Catia “Inizialmente il locale era separato in due parti con un doppio ingresso, una per gli uomini e una per le donne, poi nel 1991 decidemmo di ristrutturare e creare un unico ambiente” prosegue “Gli uomini non presero bene questo cambiamento, infatti molti non tornarono più, però col tempo la clientela si è affezionata e tramite il passaparola siamo riusciti ad andare avanti. Con mio padre abbiamo tagliato i capelli ad intere generazioni, abbiamo attraversato mode e costumi, dai capelloni degli anni ’70, alle acconciature da sposa, fino alle colorazioni di cui sono specializzata”.

Oggi Catia non è più quella ragazzina che entrò in punta di piedi alla Garbatella, oggi è diventata una donna conosciuta nel quartiere, di cui il padre sarebbe sicuramente orgoglioso. La passione con cui porta avanti il suo lavoro potrebbe essere secondo Catia uno stimolo per le nuove leve, e perciò ci rivela: “Desidero tra qualche anno poter insegnare ai giovani che si approcciano a questo mestiere e trasmettergli quello che ho imparato; il lavoro è cambiato rispetto a cinquanta anni fa, non è semplice ci sono molte cose a cui stare attenti, dalla burocrazia, alla sicurezza, alle esigenze dei clienti sempre maggiori; bisogna essere sempre all’avanguardia ma anche con un occhio alla tradizione”.

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Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia. Incontro con l’autrice.

Fino a pochi anni fa i tatuaggi erano simbolo di uno stile di vita anticonvenzionale e non erano di uso comune, oggi al contrario è piuttosto raro incontrare una persona non tatuata.

Un’arte quella della decorazione tegumentaria già nota ai primitivi e che nel corso dei secoli si è trasformata, fino a diventare oggi un prodotto di consumo di massa.

Per saperne di più sulla storia tatuaggio siamo andati nel quartiere di San Paolo, nello studio di Bloody Anvil, a conoscere Cecilia De Laurentiis, storica dell’arte e tatuatrice, che ha pubblicato il suo primo libro “Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia” edito da Momo Edizioni.

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Pullino Solidale, apre un nuovo centro anti-freddo alla Garbatella

Giovedì 11 febbraio è entrato in funzione, nei locali che ospitavano il centro anziani di via Pullino chiuso per l’emergenza Covid, un nuovo centro anti-freddo per i senza fissa dimora, uno spazio che si va a sommare a quelli già aperti nell’Ipab San Michele di Tor Marancia e quello della Comunità di Base di San Paolo.

Il centro, che ospita 13 persone, è nato dall’iniziativa del Municipio Roma VIII, ed è gestito dalla Croce Rossa con il supporto dei volontari della Comunità di Base, della Caritas, di Sant’Egidio e della rete di Municipio Solidale.

Cara Garbatella ha raggiunto sul posto l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi per parlarci del progetto di Pullino Solidale.

 

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Grotta Perfetta: intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza.

Il giorno 13 febbraio, è stato intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza che si trova presso il Casale Rosa, in via di Grotta Perfetta 601. Il Centro è aperto al pubblico dal 2018 ed è gestito dalla cooperativa sociale BeFree, con il supporto della Regione Lazio. Garantisce servizi gratuiti di tutela per le donne vittime di violenza, che comprendono assistenza telefonica h24 (al numero 0696678236), assistenza psicologica e legale, supporto per i figli ed orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa. Solamente nel 2020 oltre 200 donne si sono rivolte al centro per chiedere aiuto. 

Alla cerimonia erano presenti, oltre alle operatrici di BeFree, il comitato di zona, le istituzioni municipali e comunali e l’onorevole Grazia Labate, vicepresidente della fondazione Nilde Iotti. “Sono emozionata perché questo è il primo centro antiviolenza in Italia dedicato a Nilde Iotti, un bel regalo proprio per il centenario della sua nascita – ci racconta l’onorevole Labate – una partigiana, madre costituente in un mondo di padri costituenti, e prima donna presidentessa della Camera dei deputatiHo curato anche un libro: Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia, in cui all’interno ci sono tutte le norme a favore delle donne dal 1946 ad oggi”.

Abbiamo raccolto anche la testimonianza di Michela Cicculli, assessora alle politiche di genere, che ci spiega qual è il ruolo del Municipio in questi progetti: “Il Municipio come istituzione territoriale può far sì che questi presidi possano dialogare agevolmente con il territorio, dai comitati alle scuole, per creare una rete di supporto e contrasto alla violenza, per rendere il servizio efficace e non isolato, che permette alle donne di costruire dei percorsi di autonomia e di uscita dalla violenza duraturi nel tempo”.

Ancora oggi, purtroppo, sono troppi i casi in cui un uomo, quasi sempre un marito o compagno, si arroga il diritto di privare una donna della propria libertà, della propria autonomia, esercitando violenza fisica e/o psicologica, arrivando spesso anche a privarle della loro vita. È per questo motivo che i Centri antiviolenza sono dei servizi essenziali per sostenere il percorso delle donne che riescono a chiedere aiuto e degli avamposti per supportare la lotta contro la violenza di genere perché, come diceva Nilde Iotti il giorno del suo insediamento alla Camera nel 1979: “Vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione”. Una lotta che ancora oggi è lontana dall’essere vinta, e va perciò combattuta con tutti i mezzi possibili.

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Ai futuribili valori della Resistenza (Servizio video)

Si sono completati i lavori di restauro del monumento “Ai futuribili valori della Resistenza” a Largo Benedetto Bompiani in zona Ardeatino. I lavori, sotto la direzione tecnica della sovrintendenza capitolina ai beni culturali, hanno riportato l’opera nella sua versione originaria. Il monumento dell’artista Giulio Tamburrini, che dal 1977 è al centro della piazza, è stato oggetto negli anni di furti ed atti vandalici.

Il restauro ha riportato alla luce anche la ruota di rame, una delle componenti centrali dell’opera, che era stata tolta precauzionalmente dopo un tentativo di furto oltre dieci anni fa. Il Municipio si impegnerà ad installare un circuito di video-sorveglianza e ad intensificare l’illuminazione onde evitare ulteriori atti vandalici e per valorizzare il monumento. Nel video un intervento di Flavio Conia presidente della commissione cultura del Municipio Roma VIII.

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