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Autore: Redazione

“Gamer Girl”, il secondo romanzo di Valerie Notari

Una ragazza trasgender alla conquista dell’universo virtuale di League of Legends

di Sandra Girolami

È in tutte le librerie dal 10 ottobre “Gamer girl”, il secondo romanzo di Valerie Notari edito da Mondadori. Scrittrice transgender, ha un grande amore per la Garbatella dove è nata e vissuta e da cui si è allontanata solo negli anni dell’università trascorsi a Milano per la laurea e  a York in Inghilterra per un master in scienze politiche internazionali. Nel 2021 ha pubblicato, sempre con Mondadori, il suo primo romanzo intitolato “Cosplay girl”.  Valerie Notari è, infatti, molto conosciuta nel mondo cosplay italiano per aver rappresentato nel 2014 il nostro Paese all’EuroCosplay e per aver fatto parte due anni dopo del team italiano al World Cosplay Summit di Nagoya.

Esuberante e creativa, ama la scrittura per la quale ha un vero talento naturale, ma è anche appassionata di giochi di ruolo e videogame, soprattutto di League of Legends, che ha ispirato la storia raccontata in questo suo secondo lavoro. È molto impegnata sui social per far conoscere i temi a lei più cari, in particolare i diritti LGBTQIA+.

Alla presentazione di “Gamer Girl”, che avrà luogo lunedì 23 ottobre alle 18,00 presso Industrie Fluviali (via del Porto Fluviale 35), insieme all’autrice interverrà Vladimir Luxuria. Abbiamo incontrato Valerie per una breve intervista ed ecco le sue risposte.

Come è nata l’idea di questo libro e a chi è rivolto principalmente?

 L’idea è nata un paio di anni fa, poco dopo la pubblicazione di Cosplay Girl. All’epoca la trama era molto diversa, ma è rimasta la volontà (e la necessità) di raccontare il mondo del gaming da un punto di vista femminile, con tutto ciò che ne consegue. Il romanzo è rivolto principalmente alla comunità nerd, a chi ama i videogiochi e la cultura pop, ma anche a chi avesse la curiosità di saperne di più. La storia è perfettamente comprensibile anche per chi fosse del tutto a digiuno di gaming.

Ha avuto un significato particolare per la tua vita?

Dire che me l’ha cambiata radicalmente non sarebbe un’esagerazione. Quando ho iniziato a scriverlo non sapevo di essere una ragazza trans e immedesimarmi in Giulia per raccontarne la storia è stato uno dei fattori decisivi nel mio viaggio di autocoscienza. Più mi immergevo nella ricerca e nella scrittura, più alcuni aspetti della mia vita divenivano evidenti. Non è stato facile, ma è come se i miei stessi personaggi mi avessero aiutata in questo percorso, fin quando non mi sono rifugiata tra le Alpi Francesi per concludere la prima stesura e lì ho preso la decisione di fare la transizione.

Chi ti è stato vicino in questo momento? Il tuo quartiere, Garbatella che vivi e conosci da sempre, ti è stata amica?

In quel periodo, solo poche persone lo sapevano. Le mie amiche, i miei amici, la ragazza con cui mi stavo frequentando. Senza di loro non so come avrei fatto. E dopo il coming out, ho avuto l’appoggio anche della mia famiglia e sì, del mio quartiere, dove raramente ho avuto motivo di non sentirmi tranquilla nell’esprimere me stessa.

La prima scena del libro si svolge in un gaming bar, tra “vetrine traboccanti di action figures e librerie colme di manga e manuali di giochi di ruolo”, la protagonista ha una vera passione per i videogames, anche se i suoi genitori, esattamente come molti adulti, temono che possano distoglierla dallo studio e dalla realtà. Cosa ne pensi?

Lo stigma verso i videogames deriva da una narrazione errata e dettata da non poca ignoranza, portata avanti per anni dai media mainstream: stampa, televisione, radio. Al contrario di quello che purtroppo ogni tanto ancora si legge, i videogiochi non rendono violente le persone, non le alienano dalla realtà, in effetti non fanno male a nessuno. Che non significa che non esista il fenomeno della “dipendenza da gaming”, ma come esiste la dipendenza da molte altre cose, e parliamo di numeri comunque molto ridotti. E per molte persone, inclusa me, possono rappresentare un importante supporto in momenti di difficoltà. Come per Giulia in Gamer Girl, giocare mi ha aiutata in alcuni dei periodi più bui della mia vita. Pensate anche solo banalmente al lockdown: senza la mia Play Station credo sarei davvero impazzita.

Che cosa ti aspetti venga fuori dalla diffusione di questo libro?

Spero di riuscire innanzitutto a emozionare chi lo leggerà. Per me la scrittura, le storie, sono soprattutto questo. Con Cosplay Girl, ho ricevuto tanti messaggi di persone che si erano riconosciute nelle vicende di Alice, nel suo percorso, addirittura c’è stato chi mi ha confessato di aver trovato il coraggio di fare coming out grazie al romanzo. Ecco, spero che anche Giulia possa essere un conforto per altre persone queer che attraversano momenti complicati e magari dare loro una mano, attraverso il potere delle parole.

Che cosa hai in mente di scrivere in futuro?

Vorrei tanto scrivere fantasy e fantascienza. Ho in cantiere un paio di idee, adoro lavorare a storie realistiche, ma la forza metaforica della letteratura fantastica è eccezionale e qualcosa con cui mi piacerebbe misurarmi. Sicuramente, voglio continuare a raccontare storie femminili e queer. Perché credo ce ne sia un grande bisogno, dopo anni di stereotipi dannosi, oggi finalmente l’arte si sta liberando. Spero di continuare a far parte di questo meraviglioso movimento.

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Cambi di casacca in Municipio: Matteo Bruno e Caterina Benetti passano a Forza Italia

Di Iacopo Smeriglio

Forza Italia fa campagna acquisti tra le fila dell’opposizione nell’aula del Consiglio Municipale di via Benedetto Croce. A cambiare casacca, in questi giorni, sono stati Matteo Bruno, eletto in quota Movimento 5 Stelle, e Caterina Benetti, della Lista Calenda. Nonostante le diverse provenienze, infatti, hanno ufficializzato in una conferenza stampa congiunta il passaggio tra le fila di Forza Italia. A quanto si apprende, sarà poi Caterina Benetti a svolgere il ruolo di capogruppo.

Non cambieranno di molto gli equilibri dell’assemblea municipale, poiché entrambi già sedevano tra gli scranni dell’opposizione. È, tuttavia, un segnale politico importante: la destra si rafforza accaparrandosi due giovani consiglieri e dimostrando di saper ancora avvicinare nuove leve. In questa direzione sono andate le parole di Matteo Bruno, in una nota a margine della conferenza stampa, che ha visto la partecipazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi Segretario Nazionale del partito che un tempo fu di Silvio Berlusconi.

“Forza Italia in questo processo di rinnovamento si conferma una forza attrattiva per giovani e amministratori locali. La nostra stella polare sarà Antonio Tajani, leader serio, preparato, capace e competente.”

Ringraziamenti ai dirigenti di Forza Italia sono arrivati anche da Caterina Benetti, che si è detta felice di collaborare a questa nuova esperienza al fianco, tra gli altri, del Commissario romano e Senatore Maurizio Gasparri.

Tra i ringraziamenti, tuttavia, non poteva mancare una menzione speciale da parte di entrambi nei confronti di Simone Foglio, vecchia conoscenza del Municipio VIII e che, presente alla conferenza stampa al fianco di Tajani, sicuramente ha messo più di uno zampino nella riuscita di questa operazione politica.

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A San Paolo un murale per il popolo cubano

Di Iacopo Smeriglio

Un nuovo murale colora le strade di San Paolo. Il telo blu è stato sollevato in Via Leonardo Da Vinci, per l’inaugurazione che ha svelato, nel tardo pomeriggio del 26 luglio romano, un grande murale che celebra la solidarietà internazionale e l’amicizia tra il popolo italiano e quello cubano. L’opera, portata a termine con il patrocinio del Municipio VIII, è stata realizzata dall’artista Elsa Valente e dalle sue collaboratrici e promossa dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

La cerimonia di inaugurazione

Una cerimonia molto partecipata, che ha visto riunirsi diverse decine di persone intorno all’opera: abitanti del territorio, solidali con il popolo cubano e cittadini venuti da tutta Roma. Ad intervenire, l’Ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Granda Averhoff, che in un discorso molto sentito ha ricordato con orgoglio il legame profondo di amicizia e solidarietà che lega il popolo italiano ed il popolo dell’isola caraibica. Impossibile non pensare, infatti, alle decine di medici inviati in Italia nei momenti peggiori della pandemia da Corona Virus. La discussione ha visto partecipare anche il Presidente del consiglio municipale Samuele Marcucci, la rappresentante del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Patrizia Petriaggi ed il Presidente della stessa associazione Marco Papacci.

Il 26 luglio: non una data come le altre

Nelle parole dell’Ambasciatrice, come in quelle degli altri relatori dell’inaugurazione, il riferimento alla scelta della data è stato più volte commosso e pieno d’orgoglio: inaugurare il murale il 26 luglio non è stato un caso. Il 26 luglio 1953 è il giorno in cui il seme della Rivoluciòn  venne piantato, quando un manipolo di ragazzi, guidati da Fidél Castro, assaltarono il cuartel Moncada. Quel primo attacco militare fallì, ma fu il primo passo del lungo cammino che solo pochi anni dopo, nel gennaio del 1959, si concluse con la fuga del dittatore filoamericano Batista e la vittoria dei “barbudos”. Il movimento che fu motore e cuore del processo rivoluzionario prese il nome proprio dall’attacco alla Moncada: M-26-7, Movimiento 26 de Julio.

L’opera di Elsa Valente

L’opera di Elsa Valente rappresenta un muro di mattoni, in cui si apre uno spiraglio nel centro, grazie alla forza della spinta delle persone che sorreggono il globo terrestre che finalmente si ricongiunge con Cuba. Una rappresentazione artistica, colorata e dinamica, che pone l’accento sulla solidarietà internazionale e su una delle più grandi ingiustizie che soffocano quel popolo: il bloqueo, il duro embargo economico che dal 1962, per settanta anni, gli Stati Uniti hanno imposto e continuano ad imporre nei confronti della Repubblica di Cuba. Una misura che più di ogni altra, per colpire un governo, produce consapevolmente effetti diretti ai danni della popolazione civile. Proprio a questo fa riferimento la grande scritta in rosso che in alto a sinistra dice chiaramente NO AL BLOCCO USA CONTRO CUBA.

A distanza di pochi mesi dall’inaugurazione dell’opera, realizzata lungo Via Ostiense, dedicata al popolo palestinese ed alla giornalista Shireen Abu Akleh, la presenza di questo nuovo murale nel territorio del Municipio VIII è la dimostrazione, ancora una volta, di come l’arte possa alimentare e nutrire rapporti di fratellanza e solidarietà tra la città di Roma e i popoli del mondo.

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È’ morta Clara Cini, il sorriso della rivoluzione

Ci ha lasciato per sempre Clara Cini, figlia dell’autore di quel famoso graffito, “Vota Garibaldi lista n.1” che si trova in Via Basilio Brollo. Il padre di Clara, Alfonso Cini, era operaio antifascista, decorato con una medaglia d’oro per aver nascosto per lunghi mesi un partigiano nella casa di famiglia.

Clara nasce alla Garbatella, abita al lotto 27 insieme ad altri nove fratelli, uno dei quali, Oscar ha fatto il segretario della sezione del partito ad Ostiense. I genitori erano tutti e due militanti comunisti.

La madre faceva attività politica alla Villetta, collaborava con il giornale “Noi donne” e con loro ha fatto molte cose nel quartiere. Il papà invece lavorava dalla mattina alla sera, del resto doveva mantenere nove figli. Quando tornava a casa, andava a distribuire i volantini e organizzava il tesseramento.

Per Clara sono stati due genitori speciali.

Clara ci piace ricordarla con l’affettuosa testimonianza dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio

A noi cresciuti tra terra fango e cemento la vita l’hanno salvata degli angeli, quasi sempre donne, quasi sempre mamme. Clara era uno di questi esseri speciali, inviati sul pianeta terra per diffondere gentilezza e sorrisi. Li dove l’esistenza era più dura. Erede di una antica famiglia comunista e antifascista di Garbatella, ha vigilato per tutta la vita, dalla sua finestra di via Brollo, la scritta che, a dispetto del tempo e della storia, continua a resistere e a ricordarci chi siamo, da dove veniamo.

“Vota Garibaldi lista n. 1” fu un’impresa di famiglia, il padre, Alfonso Cini con il pennello, i fratelli di Clara a sostenere la scala. Lei orgogliosa e fedele a una storia di riscatto e liberazione ha passato il testimone a figli e nipoti.  So quanto fosse fiera per quello che sono diventato, e finché ha potuto ha sostenuto tutte le nostre imprese, ogni campagna elettorale. Da bambini ci ha nutriti, accolti, amati.

Figli di tante madri, in un intreccio difficile da spiegare di affetti orizzontali, significativi. È stata L’ultima delle mohicane ad andare, un gruppone di donne con il quale condividevamo il nostro lotto e il destino, noi a suon di pallonate, loro in quel mondo segreto di chiacchiere e solidarietà fatto di sole donne. La sua tenerezza e ingenuità erano disarmanti come l’amore infinito per i figli e i nipoti.

Noi oggi siamo più soli, davanti non c’è più alcuna guida, solo un patrimonio immenso di affettività, ricordi, identità e saggezza popolare. Lo proteggeremo dall’usura del tempo, lo porteremo nel cuore, lo continueremo a testimoniare nelle nostre vite. Siamo figli di un popolo che camminava con la schiena dritta. Come Clara. Proveremo a fare altrettanto. A Massimiliano e Sheila L’abbraccio più grande. Per mio fratello Mario non bastano le parole, io so cosa significa per lui, per questo lo strazio per la perdita è ancora più insopportabile.

Che la terra sia lieve. Buon viaggio Clara.

I funerali si terranno venerdì alle 9,30 a San Filippo Neri

Massimiliano Smeriglio

 

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La Poetanza al parco Commodilla

Di Anna Di Cesare

Lunedì 26 giugno il parco di Commodilla si è animato di musica e poesia. Il gruppo della Poetanza ha dato lettura di alcuni testi di Maurizio Mazzucco, Loretta Liberati, Luciana Raggi, Margherita Parelli, Laura Pezzola, Maria Spinelli. “Il nostro obiettivo è di diffondere la cultura come possiamo” ha detto Antonietta Tiberia, poetessa romana e organizzatrice dell’evento. “Giacché l’iniziativa ha riscontrato un buon successo, la consideriamo un’esperienza da replicare.”

Il gruppo della Poetanza è nato due anni fa durante il lockdown per unire le voci di alcuni poeti, dando vita a un’opera collettiva che ha preso il nome di “Gabbianò”, edito da Progetto Cultura con prefazione di Dante Maffia. Si tratta di un esperimento poetico a distanza: 33 poeti hanno composto un poemetto collettivo scrivendo ognuno delle terzine in rima dantesca sul tema dell’isolamento, in quel particolare periodo di confinamento in casa.

Il risultato ha visto alternarsi rime e versi di poeti diversi, ben amalgamati e senza firma per sottolineare il carattere corale dell’opera. Durante l’incontro al parco Commodilla c’è stato spazio anche per la musica e l’arte: Pietro Bottali è intervenuto suonando l’ocarina e il pittore Vincenzo Patrizi ha esposto i suoi quadri…

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COPPA AGO 2023: le squadre, il tifo sugli spalti, il sole che batte sul campo di pallone

di Claudio D’AGUANNO

“Dopo il lungo sonno imposto dalla pandemia. Dopo le giuste cautele che hanno impedito alle nostre scuole di ritrovarsi sul terreno di gioco, eccoci finalmente a rivivere la Coppa Ago”. Le parole che escono dal microfono sono quelle di Massimo Pelliccia, inventore di questo torneo dedicato al capitano dei nostri anni giovani, e la sua voce tradisce l’emozione per questa edizione che riparte rimettendo in moto quell’ingranaggio collettivo che si chiama memoria. “Questa coppa –sottolinea ancora- nasce per amore di quel mito, del tutto fuori gli schemi, che era Agostino Di Bartolomei. E nasce come risposta all’oblio, al tempo che passa e, soprattutto, alla ritualità delle ricorrenze. Quando lavoravo al liceo Caravaggio l’avevo notata ridotta in un angolo come vaso da fiori. Sulla targhetta, tutta sbiadita, si leggeva VII edizione Roma Junior Club 1972.

Ricordavo i racconti su Agostino pubblicati su Fuori i Secondi e c’ho messo poco a legare il tutto alla coppa vinta dal Liceo Borromini. L’idea di una mini competizione è venuta così e ha coinvolto nel tempo i ragazzi delle scuole, i docenti, diversi ex protagonisti di quella stagione e il municipio di Roma VIII. Tra tutti, se posso, una nota speciale è per Luca Di Bartolomei che nella prima edizione ci spronò a considerare questo trofeo come patrimonio delle scuole della zona e a rinnovarne ogni anno la sua contesa. Poi–conclude Pelliccia- per quanto riguarda la giornata d’oggi segnalazione di merito per il presidente Amedeo Ciaccheri e soprattutto per la prof. Adele Bottiglieri, giovane dirigente scolastica del Caravaggio, che ha fortemente voluto la ripresa del torneo.”

murales Di Bartolomei

Questa del 2023 è la sua quinta edizione ed è arricchita dalla presenza di Ubaldo Righetti, centrale difensivo della Roma di Liedholm, e da quella di Federica Cicchinelli, responsabile del Roma Club Fornaci “Agostino Di Bartolomei”. A salutare la presentazione delle squadre c’è  un tifo da curva sud con tanto di fumogeni e cori del Socrate. Ed è proprio il liceo di Garbatella opposto agli artisti del Caravaggio a dare il calcio d’inizio alla competizione. Per i bianchi capitanati da Sofia Bosman–quest’anno ogni squadra schiera in campo una ragazza- non è un match scontato e gli avversari guidati dal numero sette Bernacchi reggono bene il primo tempo. Nel frazione successiva è però il talento di Tommaso Du Bessè a dare la scossa e a facilitare la strada per il successo. Perentorio il 4 a 0 finale a favore del Socrate con doppietta dello stesso Du Bessè e reti degli ottimi Esposito e Santini.

Più equilibrato il secondo incontro in cartellone tra gli orange dell’Armellini e i ragazzi in maglia granata di viale Odescalchi. La vittoria per 2 a 0 da parte dei tecnici di San Paolo porta la firma di Pistillo e Deleoe rende così decisiva l’ultima partita in programma.

Tra Socrate e Armellini è una vera finale a viso aperto e tutte e due i contendenti l’affrontano determinati a evitare il ricorso ai rigori. Rilevante il punteggio di 4 a 1 per i liceali con reti del solito DuBessè, a segno due volte,più Colizza e Pasquini a completare la festa. Di Valerio Cinelli il gol della bandiera per l’istituto di largo Placido Riccardi. Al fischio finale medaglie e riconoscimenti per tutti. DuBessè è segnalato come miglior giocatore mentre il premio Fair Play va a Lorenzo Serafini portiere del liceo Caravaggio. E’ quindi Ubaldo Righetti a consegnare la coppa a Sofia Bosman che la solleva alta tra gli olè della torcida del liceo Socrate.

TORNEO ROM JUNIOR CLUB: nel suo albo d’oro l’XI°Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini

Il Torneo nasce a metà degli anni ’60 da un’idea di Gilberto Viti grande e rimpianto dirigente della As Roma. La tessera Junior Club permetteva tra l’altro di avere accesso allo stadio a prezzi ridotti e con il torneo dedicato alle scuole superiori della capitale crebbero ancor più le simpatie giallorosse nelle fasce giovanili. Per i lupi quelli erano “tempi cupi”, rare soddisfazioni venivano dalla Coppa Italia, ma del resto chi se la passava peggio era la Lazio che proprio negli anni sessanta aveva cominciato a fare l’altalena con la serie B. L’invenzione del Roma Junior Club fu dunque un’operazione di notevole intelligenza propagandistica legata alle buone pratiche di sport. La prima edizione venne vinta nel ’66 dall’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, seguito nelle edizioni successive da Bernini, Marconi e Galilei.

A poco a poco le scuole partecipanti crebbero fino a superare il centinaio. Della nostra zona c’era l’XI Liceo Scientifico con sede centrale in Via Segre e succursale in Piazza Oderico da Pordenone. Fu quest’ultima a iscriversi col nome di XI° Pordenone all’edizione del ’71. La selezione allora era durissima. Trentasei gironi poi un turno d’eliminazione diretta poi una fase di quattro gironi da quattro squadre con le sole vincenti ammesse alle semifinali e quindi la finalissima al Flaminio. Quell’anno l’avventura, con Agostino già capitano spesso sostituito nel ruolo da Carmine Tortorella, si fermò ai quarti ma fu l’anno successivo che avvenne l’impresa. L’XI°, ora Liceo Scientifico Borromini, nell’aprile del ’72 arriverà fino in fondo alla VII edizione vincendo contro il Meucci ai rigori dopo che i tempi regolari s’erano conclusi sull’1 a 1.

Questa la formazione immortalata dalla foto che ritrae Agostino con la coppa in mano: Bove, Canapi, Andreini, Vacca, Gasbarra, Pellegrini, Molinari, Mazzone, Santilli, Di Bartolomei, Tempra (al 71’ Piccirilli) Allenatore Mezzanotte. Per la cronaca Agostino autore del momentaneo vantaggio al 10’ del primo tempo non scriverà, in quell’occasione, il suo nome tra i realizzatori dagli 11 metri a causa degli errori decisivi dei ragazzi del Meucci.

Il torneo Roma Junior Club dopo l’edizione del ’72 vedrà poi altre annate felici. Per due anni, ’76 e ’77, a vincerlo sarà l’ITIS Severi di Tor Marancia. Mentre in una formula rinnovata in anni recenti, 1999 e 2000, sarà l’Armellini di San Paolo ad aggiudicarselo.

I nomi e le squadre

La Coppa Ago si inserisce in una lunga tradizione piena di memoria e, per rispetto di quei valori cari al capitano giallorosso, tutti i protagonisti di questa edizione meritano di essere ricordati.

LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO: Lorenzo Serafini, Leonardo Gentile, Flavio Di Prospero, Estiven Somma, Andrea Ricci, Francesco Ruvolo, Lorenzo Bernacchi, Nicole Pini, Tiziano Bianchi, Davide Amodio, Leonardo Arena, Simone Alessandri, Luca Acciaresi, Nicolò Iannarelli, Alessio Stoppaccioli, Lorenzo Genovese, Franco Garbaglia, Matteo Floris, Michele Lorusso, Valerio De Angelis, Riccardo Congiu, Flavio Mancini, Tiziano Michisanti.

LICEO CLASSICO E SCIENTIFICO SOCRATE: Leonardo Carfagna, Tommaso DuBessé, Giovanni Zoccoli, Marco Marinotti, Sofia Bosman, Alessio Santini, Francesco Battista, Vincenzo Esposito, Tommaso Erba, Sandro Colizza, Luca Pasquini, Andrea Bonito, Simone Salvioni, Angelo Marini, Marco Genghi, Daniele Mancini, Giulio Imparato, Alessio Veloccia.

ITIS ARMELLINI: Maurizio Clemente, Alessio Amoroso, Matteo Canducci, Alessio Boattini, Mirko Marcaccio, Valerio Cinelli, Gabriele De Filippo, Alessandro Pistillo, Manuel Deleo, Paolo Carboni, Luca Boattini, Daniele Albano, Silvia Rita, Marco Sabatini, Christian Penna, Francesco Lambiase, Claudio Guaraldi.

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Ricordare la Liberazione di Roma: il 4 giugno 2023 le commemorazioni a Porta San Paolo.

Di Iacopo Smeriglio

Le commemorazioni

Il 4 giugno 2023 saranno 79 anni dalla Liberazione di Roma dal nazifascismo, quando le truppe Alleate guidate dal generale statunitense Mark Wayne Clark entrarono in città con i tedeschi in ritirata verso il Nord.

È a Porta San Paolo, luogo dove ebbe inizio la Resistenza partigiana in Italia all’occupazione nazifascista, che il Comitato provinciale dell’ANPI di Roma ha convocato per le 17:00 di domenica 4 giugno un appuntamento per rendere omaggio ai Caduti partigiani.

L’appello è quello di ribadire, di fronte alle lapidi che ricordano la lotta contro l’invasore tedesco e contro il regime fascista, l’impegno attuale e quotidiano per la difesa dell’Italia libera e democratica, repubblicana.

I mesi dell’occupazione

Era il 4 giugno 1944 e, con una goffa ritirata, finivano i nove lunghissimi mesi di occupazione che costrinsero la popolazione romana alla fame e alla sofferenza della guerra e della tirannide militare del comando nazista, coadiuvato e supportato dagli alleati fascisti. Ferite profonde hanno segnato il volto della città: quelle quotidiane, come la fame e i bombardamenti, e quelle insanabili, dalla deportazione degli ebrei Ghetto, che costò la vita ad oltre mille romane e romani nei campi di sterminio, all’Eccidio delle Fosse Ardeatine e gli orrori delle carceri di Via Tasso. Roma, però, non subì supina la violenza dell’oppressore. È al grande sentimento diffuso di Resistenza popolare che dobbiamo guardare per cercare le radici dello spirito antifascista della città. Adesione, solidarietà e azione che hanno garantito a Roma la Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti compiuti da centinaia di giovani romane e romani in armi.

L’occupazione di Roma fu anche Resistenza partigiana attiva e instancabile.

Il Rome War Cemetery

Alla commemorazione dei Caduti partigiani seguirà un breve corteo fino al Rome War Cemetery di Via Zabaglia, luogo in cui riposano i soldati dell’esercito britannico caduti per la Liberazione di Roma. Un pensiero verrà rivolto anche ad Henry Schindler, soldato inglese che partecipò allo sbarco di Anzio e che dedicò la sua lunga vita, dopo la fine della guerra e fino a pochi mesi fa, al recupero della memoria e delle storie dei militari alleati caduti in battaglia oltreoceano, ricongiungendoli alle famiglie in patria.

La festa in Piazza Testaccio

Le commemorazioni termineranno in Piazza Testaccio dove, alla presenza di rappresentanze delle istituzioni comunali e municipali, una grande festa animerà il quartiere tra musica, letture e teatro all’aperto. L’evento terminerà intorno alle ore 20:30.

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Festival della lingua italiana a Garbatella

Di Anna Bredice

Stupore: sulla Treccani questo termine viene definito come “meraviglia, sconcerto, sorpresa”. Ed è probabile che sarà accolta con meraviglia e sorpresa l’iniziativa che si svolgerà il 28 e il 29 maggio in piazza Damiano Sauli, organizzata dalla Treccani, con il patrocinio del Comune di Roma e la collaborazione tra gli altri del Municipio VIII e dell’Università Roma tre. Una iniziativa il cui titolo è proprio “Stupore, le parole valgono”. È il festival della lingua italiana della Treccani, ma ci sarà molto altro.

A Garbatella, quel titolo – le parole valgono – evocano un’altra frase iconica del cinema di Nanni Moretti: “le parole sono importanti”. E a 30 anni dalla prima di Caro Diario, verrà proiettato in piazza Sauli il film di Nanni Moretti che immortalò la Garbatella. Ma non c’è solo questo, nei due giorni si alterneranno molte iniziative interessanti: sabato mattino i saluti e l’apertura dell’evento con lo storico Massimo Bray e il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, si prosegue con due dibattiti: “Stupore e meraviglia nell’arte povera” e “Bellezza e stupore”.

Nel pomeriggio un dibattito sui 100 anni di Italo Calvino, si parlerà poi di traduzione da Swift a Joyce e la sera, sempre nella piazza, un concerto di sinfonie di Mozart. Il giorno dopo si parlerà dello stupore nel teatro di Shakespeare, e poi dei 100 di Don Lorenzo Milani, il prete della scuola di Barbiana, lo stupore nella musica di Lucio Battisti e poi per finire Caro Diario. In caso di pioggia gli eventi si terranno presso la biblioteca Moby Dick.

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Presentato all’Arcipelago “Sulla riva sinistra del Tevere”, racconti di Fabio Giardinetti

Di Anna Di Cesare

“Una città rimane un organismo vivente, anche quando invecchia male […] Una Roma affaticata, difficile, scura, abitata da violenza occasionale”: con queste parole Massimiliano Smeriglio introduce il libro “Sulla riva sinistra del Tevere” dell’esordiente Fabio Giardinetti. La presentazione si è tenuta ieri 18 maggio all’interno della biblioteca “Arcipelago”, nel quartiere Montagnola. Il luogo non è casuale: con la sua storia e la sua identità, questo sembra il quartiere ideale per presentare un libro che affonda così tanto nella realtà che l’ha prodotto.

Le dichiarazioni dell’autore

Già il titolo, oltre che a un’area geografica di Roma, fa riferimento anche a un’appartenenza politica e sociale: riva sinistra “come sinonimo di riva popolare, proletaria e impiegatizia, in contrapposizione alla riva destra, che tradizionalmente è quella dove sono concentrati i poteri della città” – spiega l’autore Fabio Giardinetti, che approda alla scrittura dopo una lunga esperienza di militanza politica e volontariato. “Il mio intento” – ha spiegato alla presentazione– “è quello di inserire la mia individualità all’interno di un particolare contesto comunitario e geografico.” Insomma un’identificazione quasi completa con i luoghi in cui vive e che ama.

 

Il libro è una raccolta di quindici racconti pubblicati lo scorso marzo dalla casa editrice l’Inedito. L’ambientazione ridotta però non deve far pensare a vicende scontate. Le storie afferiscono ai contesti più disparati e toccano i generi più diversi – dal noir realistico al fiabesco, al distopico.

Tanto che “questi racconti sono come una finestra aperta”, come li ha definiti Francesca Micacchi, conduttrice dell’evento. La crudezza della realtà emerge attraverso una scrittura leggera e personale, che si stempera “sempre in un inaspettato lieto fine, anche laddove sembra meno evidente, quasi fosse la ricerca di una sicurezza” – ha affermato l’autore.

Il legame con l’attualità della cronaca è costante. Vicende da giornale raccontate da una prospettiva personale e poetica. L’autore intende proporre una visione degli eventi diversa da quella “ufficiale”, offerta quotidianamente dalla stampa e dalla televisione. Perché, come lamenta il protagonista del racconto “La mia prima nota”, le narrazioni mediatiche rischiano di appiattire la percezione individuale del mondo che ci circonda.

“Viviamo in una società piena di incognite date dai social, senza riuscire a decodificare le fonti – per cui o è tutto vero o tutto falso” – ha riflettuto Massimiliano Smeriglio durante la presentazione. “È evidente che in un contesto del genere un qualsiasi stimolo di riflessione permette di fare un lavoro di resistenza, lavorare sulla complessità in un mondo di esemplificazioni continue tra bianco e nero, dove tutto si riduce a un mi piace o non mi piace.”

 

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“Libera… mente”, evento su arte e architettura

Di Anna Di Cesare

“Libera… mente”: questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà in via Giuseppe Candeo 18 alla Circonvallazione Ostiense dal 5 al 7 maggio, uno spazio dedicato all’arte e all’architettura.

Il programma ha inizio venerdì 5 maggio alle ore 17 con l’inaugurazione di una mostra permanente fino al 12. Il 6 e il 7 maggio alle ore 17, invece, sono rispettivamente in programma due discussioni: la prima su arte e mente, la seconda su arte e architettura, con gli interventi di ospiti eminenti nel campo filosofico e artistico.

L’evento, curato dall’architetto Amelia Mutti, ha lo scopo di promuovere uno spazio multidisciplinare in via Candeo 18, con la speranza che diventi un punto di riferimento per il quartiere.

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Consegnate a Cara Garbatella le chiavi della Memoria

L’affidamento delle simboliche chiavi della Memoria all’associazione Cara Garbatella è il riconoscimento di anni di lavoro e di ricerca con l’obiettivo di tenere viva sul territorio il ricordo di chi ha costruito la democrazia nella nostra città e nel Paese.

La consegna delle chiavi nelle mani del vicepresidente dell’associazione culturale Giancarlo Proietti è avvenuta ieri nell’ambito dei festeggiamenti della festa della Liberazione in piazza Damiano Sauli. Il biglietto che le accompagnava non lasciava dubbi: “A Cara Garbatella che dal 1996 è punto di riferimento per l’informazione e la narrazione delle attività culturali, politiche e sociali del quartiere Garbatella”.

La premiazione è stata condivisa anche con la scrittrice Maria Jatosti e con Stefania Zuccari presidente del comitato “Madri per Roma città aperta” e madre di Renato Biagetti, il giovane ingegnere di 26 anni ucciso a coltellate il 27 agosto 2006 dai fascisti a Focene.

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Visite guidate alle catacombe di Commodilla

 

Di Anna Di Cesare

Il 15 aprile, nonostante il maltempo, è stata aperta al pubblico la catacomba di Commodilla, un vero tesoro di arte e storia nel cuore della Garbatella. Situato nell’omonimo parco tra via Giovannipoli e via delle Sette Chiese, il sito si apre tra il quartiere Ostiense e quello Ardeatino, altro snodo importante per le prime comunità cristiane con catacombe meravigliose come quelle di Santa Domitilla e San Callisto.

I lavori di restauro sono stati finanziati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e si sono protratti dal 2018 al 2022, permettendo l’apertura al pubblico delle gallerie più antiche e della cosiddetta “basilichetta”, area circolare destinata alla celebrazione della messa e realizzata nel VI secolo durante il pontificato di Giovanni I.

Le prossime visite guidate sono in programma per sabato 20 maggio e 17 giugno dalle ore 10:00 alle ore 13:00, con turni della durata di 45 minuti ognuno; costo del biglietto di otto euro e prenotazione obbligatoria presso l’indirizzo email dell’assessorato alla cultura del municipio VIII.

Le tombe dei martiri Felice e Adautto

Un luogo destinato alla sepoltura che si colora di vita: paradossale. Ma è ciò che accade durante la visita dell’antico cimitero, grazie alle spiegazioni della guida. La catacomba prende nome dalla matrona romana Commodilla, probabilmente la ricca possidente che mise a disposizione di una comunità cristiana il terreno su cui sorge l’area cimiteriale.

Nato come cimitero privato nella cavità di un’antica cava di arenaria, il nucleo originario si ampliò fino a ospitare centinaia di sepolture collettive a partire dal IV-V secolo.  e anche tombe note e venerate come quelle dei martiri Felice e Adautto, un giovane dal nome sconosciuto. “Adautto”, infatti, è un soprannome che vuol dire “aggiunto” perché – narra la leggenda – assistendo al martirio del vecchio presbitero Felice, si commosse a tal punto che uscì dalla folla chiedendo di essere aggiunto al supplizio.

Grazie alla presenza di queste tombe sacre, in età tardo antica il sito ha attirato pellegrini dai quattro angoli dell’Europa cristiana, come testimoniano le iscrizioni sui muri lasciate dagli antichi visitatori. La varietà di lingue attestate è sorprendente: il latino, il greco, il runico – antica lingua d’oltremanica – oltre a una frase in volgare italiano che intima il silenzio durante la celebrazione, e che potrebbe risultare la prima attestazione scritta della nostra lingua.

L’affresco di Turtura

Le sepolture sono in buono stato di conservazione, alcune mantengono addirittura la muratura originaria. Lo stesso non si può dire degli affreschi e dei mosaici, i quali hanno subito sia il deterioramento del tempo sia il danneggiamento da parte degli uomini, soprattutto a partire dal diciassettesimo secolo, quando il sito fu riscoperto ed esplorato.

Gli archeologi hanno dovuto ricostruire pezzo pezzo le raffigurazioni, come è accaduto nel caso dell’affresco di Turtura, una vedova romana ritratta per volontà del figlio ai piedi dei santi Felice e Adautto e della Vergine in trono col bambino.

Le immagini dei due santi figurano in un altro affresco, che rappresenta la scena della cosiddetta “traditio clavium” in cui San Pietro è raffigurato nell’atto tipico di ricevere le chiavi del paradiso da Dio, e che conserva anche l’unica raffigurazione integra della matrona Merita, una figura centrale nella vita di questa comunità cristiana ma di cui non rimane pressappoco nulla.

L’immagine di Felice e Adautto campeggia anche al centro della cosiddetta “basilichetta”, un’area ampia che non può non restare impressa nella memoria del visitatore per la ricchezza delle raffigurazioni. Costruita durante il pontificato di Giovanni I per omaggiare le due tombe meta di pellegrinaggio, la “basilichetta” ospitava in passato una cappella destinata alla celebrazione della messa, e conserva tuttora un affresco raffigurante Cristo in trono.

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Presentazione del libro “Europa sovrana. La rivincita dei nazionalismi”

Domani in Villetta in via degli Armatori 3, nella storica casa del popolo della Sinistra del quartiere Garbatella, alle ore 12 si parlerà di “Europa sovrana. La rivincita dei nazionalismi” il libro di Angela Mauro con la prefazione della conduttrice e giornalista Lucia Annunziata.

Ne parleranno con gli autori il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio e Luca Casarini, esponente di Mediterranea Saving Humans l’organizzazione che ha messo in mare l’unica nave soccorso civile battente bandiera italiana.

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Dal Municipio VIII fino a Odessa: gli aiuti umanitari e la rappresentanza istituzionale

dalla Redazione
di Iacopo Smeriglio

La mattina del 29 marzo sono partiti per raggiungere il Veneto e da lì, insieme ad altri 150 volontari, si sono messi in cammino a bordo di 32 tra pullmini e macchine per raggiungere il confine ucraino: sono dodici i volontari che da Roma hanno raggiunto le zone del conflitto per portare aiuti umanitari e solidarietà. Tra loro c’è anche Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII e portavoce di Sinistra Civica Ecologista, che in prima persona ha voluto partecipare alla quinta carovana di solidarietà per la Pace organizzata dalla rete #StopTheWarNow.

Gli aiuti umanitari

A bordo dei furgoncini c’era cibo, beni primari legati all’igiene personale, ma soprattutto c’erano venti generatori di corrente da consegnare all’Ospedale pediatrico di Odessa e in altri luoghi significativi per il sostegno alla popolazione civile colpita dalla guerra.

Amedeo Ciaccheri

“La carovana della pace #StopTheWarNow inizia il rientro in Italia” dichiara Ciaccheri in una nota. “Sono state consegnate 20 tonnellate di aiuti umanitari. Ho partecipato convintamente alla carovana e ho sostenuto il suo percorso a supporto delle attività di solidarietà internazionale promosse dall’Ong Arcs e da una rete di associazioni, tra cui l’ArciSolidarietà e Mediterranea SavingHumans”.

Il lungo corteo di mezzi ha raggiunto anche i comuni di Mykolaïv e Kherson, dove ancora in queste settimane si attesta la linea degli scontri tra le forze armate russe e quelle ucraine.

“Una delegazione della quinta carovana di StopTheWarNow è arrivata anche qui. Siamo in pochi – riferisce, in una nota da Kherson, Cofano, rappresentante della Comunità Papa Giovanni XXIII e coordinatore della carovana – perché la situazione è davvero molto critica. A circa 700 metri dall’altra parte del fiume ci sono ancora le truppe russe”.

 

La diplomazia dal basso

Molti gli incontri e le relazioni strette in questi giorni sul campo, in continuità con l’impegno già dimostrato dalle istituzioni locali, le associazioni e i movimenti nel promuovere la Pace e la solidarietà attiva nei confronti della popolazione civile. Un esempio è stato la visita ai lavoratori del porto di Odessa.

“Nel corso di quest’anno – aggiunge Amedeo Ciaccheri – il nostro Municipio ha lanciato una campagna denominata ‘Energie per la Pace’, una importante raccolta fondi per sostenere la popolazione civile in Ucraina”.

Amedeo Ciaccheri con Erri De Luca

Grazie al lavoro della Rete #StopTheWarNow la carovana ha consegnato una prima raccolta di aiuti direttamente nei luoghi del conflitto. “Un’occasione importante per portare un segno tangibile della solidarietà della nostra città e delle reti pacifiste che credono nella diplomazia dal basso. Continuerà anche la campagna di raccolta fondi per sostenere l’acquisto di generatori elettrici da portare in Ucraina” conclude Ciaccheri.

Al passaggio della carovana a Bologna, si è unito alla missione anche lo scrittore e poeta Erri de Luca, che più volte già dall’inizio del conflitto si è recato in territorio ucraino per portare aiuti e solidarietà alla popolazione civile.

Tra le oltre 180 associazioni e movimenti presenti, da segnalare anche la partecipazione di una delegazione della CGIL che a Odessa ha avuto modo di incontrare la Federazione dei Sindacati Ucraini (FPU), cui ha consegnato direttamente 5 generatori da 25 KW per fornire energia elettrica e riscaldamento a 5 centri di assistenza gestiti dal sindacato dove sono alloggiati circa 3000 sfollati interni.

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Il 23 marzo la memoria si fa per le strade: Roma ricorda le Fosse Ardeatine

Di Iacopo Smeriglio

Da Piazza Sant’Eurosia, nel cuore della Garbatella, a piedi in corteo fino a Piazza Bompiani, sull’altra sponda della Via Cristoforo Colombo. E poi giù sulla Via Ardeatina, fino al Sacrario dove riposano i 335 martiri dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Questo il percorso che, dopo tre anni di stop, vedrà tornare per le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia le cittadine e i cittadini riuniti in un momento di partecipazione e di comunità: il Corteo per la Pace e per la Memoria partirà alle 9:30 di giovedì 23 marzo.

Le scuole, le associazioni e le istituzioni locali

Ci saranno gli studenti e le studentesse dei licei e delle scuole medie del territorio. Cammineranno al fianco dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (ANFIM), che settimanalmente continua ad accompagnare classi di alunni da tutta Italia in visita al Mausoleo. Poi, ci saranno le istituzioni locali e le associazioni del territorio.

Il corteo, infatti, è stato promosso dal Municipio VIII che ha indetto, al fianco delle associazioni della Memoria e delle realtà territoriali, un’assemblea pubblica, presieduta dall’Assessora alla Memoria Maya Vetri, che ha dato il via ai lavori.

I martiri della Garbatella e le origini del corteo

I cittadini di Garbatella partecipano alla Memoria delle Fosse Ardeatine fin da quando i parenti dei martiri del territorio, il 24 marzo, ogni anno passeggiavano, fiaccole alla mano, per il quartiere ex Iacp, rendendo omaggio ai caduti sotto le case in cui avevano vissuto: al Lotto 32 in Via Rubino, dove abitavano i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, partigiani comunisti, e al Lotto 43 in Via Percoto, dove abitava Enrico Mancini, partigiano del Partito d’Azione.

A Giuseppe Cinelli, subito dopo la liberazione di Roma, fu intitolata la Sezione dei comunisti della Garbatella, La Villetta di Via degli Armatori. A Enrico Mancini una targa venne posta nel 1947 dai suoi compagni del Partito d’Azione e oggi il suo volto, ritratto nell’opera di Francesco Pogliaghi, rappresenta e ricorda i 335 in Piazza Bartolomeo Romano.

Lo scorso anno tre pietre d’inciampo sono state apposte grazie all’attivazione del Municipio VIII, dei familiari e della popolazione del quartiere.

Un commento di Join The Resistance

“Il corteo è un momento fondamentale per la città. Necessario e complementare rispetto alle fondamentali commemorazioni ufficiali, che avranno luogo il 24 marzo alla presenza del Presidente della Repubblica. Alle Fosse Ardeatine i nazisti, grazie al supporto dei fascisti, fucilarono centinaia di uomini di ogni classe e religione. Tra quei nomi leggiamo decine di ebrei, di comunisti, ma anche carabinieri. Giovani e anziani.”

“In quelle cave sulla Via Ardeatina si compì un’atroce rappresaglia che fu seme di libertà e di giustizia per la nuova Repubblica che di lì a poco sarebbe nata, grazie al sacrificio di tanti e tante. La ferita, però, affondò trasversalmente la città ed è importante che la promessa di tenere accesa la fiamma della Memoria venga rinnovata nelle strade, a partire dai quartieri e dalle scuole” ci dice una delle ragazze di Join The Resistance, collettivo che da qualche anno lavora nel territorio sui temi della Memoria e che in questi giorni ha prodotto materiali informativi da diffondere nelle scuole.

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Il compleanno di Garbatella tra piazza Brin e il mercato del Parco

Di Anna Di Cesare

Garbatella compie 103 anni. Per gli abitanti del quartiere è un’occasione per celebrare il fascino e la storia di questo speciale quartiere popolare. Oggi 18 febbraio, giorno della fondazione, è stato inaugurato il programma che si snoderà fino al 24 del mese alternando mostre, esibizioni musicali, iniziative per bambini ed eventi di stampo culturale come l’apertura straordinaria delle catacombe di Commodilla.

 La mostra di pittura “Stanotte ho sognato Garbatella”

Questa mattina il Mercato del Parco di via Rosa Guarnieri Carducci si è animato di numerose bancarelle di artigianato e gruppi di volontari operanti nel territorio come quelli dell’associazione Gabbianella. Negli spazi del mercato rionale sono stati esposti, inoltre, i disegni di Chiara Anaclio dedicati al nostro quartiere. La mostra, intitolata “Stanotte ho sognato Garbatella”, propone una rievocazione poetica di scorci e scene caratteristiche, accompagnate da frasi dialettali e poesie in romanesco che suggeriscono un “immaginario legato ad amori, speranze e ricordi.”

Compleanno Garbatella
                                                                                 Piazza Brin, disegno di Chiara Anaclio a destra Acquerellisti in Piazza Brin

Non manca la cucina tradizionale. “Abbiamo preparato un menù chiamato Carlotta, in onore della fontana simbolo del quartiere” ha spiegato Andrea, proprietario del ristorante “Sette portate” e organizzatore delle attività al Mercato del Parco. “Il menù celebra la tradizione culinaria locale proponendo piatti come amatriciana, carbonara, saltimbocca e carciofi alla romana.”

La tradizionale celebrazione con la banda nella piazza della fondazione della Borgata Giardino

In piazza Benedetto Brin, il compleanno di Garbatella è stato festeggiato, come ogni anno, tra le note della banda della polizia locale, che dalle 10:00 alle 10:30 ha eseguito brani anche molto celebri come “La leggenda del Piave” e “Arrivederci Roma”. Nel frattempo alcuni membri dell’Associazione Romana degli Acquerellisti hanno immortalato sotto gli occhi dei passanti scorci del panorama urbano. L’assessore alla cultura Maya Vetri e il presidente del municipio Amedeo Ciaccheri hanno reso omaggio all’anniversario deponendo un mazzo di rose accanto alla targa nel lotto 5 che ricorda la posa della prima pietra.

Le dichiarazioni del presidente Ciaccheri

“Voglio condividere con voi la gioia di ritrovarci qui insieme nel giorno dell’anniversario della fondazione di Garbatella” ha dichiarato il presidente. “Questa è un’occasione per rendere vive le strade, gli angoli e le storie di questo quartiere che è stato ed è ancora un modello di comunità proiettato verso le sfide che il mondo propone.”

                                                                                      La prima pietra della Garbatella a destra la banda della polizia locale in piazza Brin

Il presidente ha continuato facendo riferimento all’attuale guerra in Ucraina e al recente terremoto che ha colpito la Turchia. “Cito questi eventi di portata internazionale perché Garbatella è proprio questo: un esempio di solidarietà, una comunità di donne e uomini che hanno sempre accolto tutti come ospiti graditi, mai come stranieri.”

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Il Caso Cospito arriva in Municipio: una mozione per richiamare l’art.27 della Costituzione

Di Iacopo Smeriglio

Il Consiglio del Municipio Roma VIII prende parola sul caso di Alfredo Cospito e lo fa con una mozione che richiama i diritti fondamentali dell’uomo. La speranza espressa è quella di tutelare la vita del detenuto, le cui condizioni di salute stanno rapidamente deteriorando.

Oggi tutti sappiamo chi è Alfredo Cospito: un nome diventato familiare ai più, rimbalzando dalle scritte sui muri fino ai telegiornali. Un anarchico, detenuto da più di dieci anni nelle carceri italiane, entrato in sciopero della fame quando il Tribunale ha disposto per lui l’applicazione del art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, comunemente conosciuto come carcere duro. Uno strumento di detenzione particolarmente coercitivo, concepito negli anni della guerra alla mafia stragista come strumento eccezionale, mirato a contrastare la capacità dei boss di comunicare con l’esterno delle strutture carcerarie e che oggi riguarda più di settecento persone private della libertà personale. Alcuni di questi, come Cospito, estranei ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Con una mozione presentata a prima firma del consigliere Enrico Zulli (SCE), dai gruppi della maggioranza Sinistra Civica Ecologista, Partito Democratico e Lista Civica Gualtieri, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha espresso l’importanza di tutelare la salute del detenuto che ha fatto istanza di revoca del regime di 41 bis. La mozione ha richiamato l’importanza fondamentale di applicare l’art.27 della Costituzione italiana, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere sempre alla rieducazione del condannato.

Le parole della maggioranza

La mozione dell’8 febbraio 2023 è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha abbandonato l’aula, eccezion fatta per la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, che ha stimolato il dibattito ed espresso la sua contrarietà nei confronti dell’atto, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri e l’indipendenza di quello giudiziario.

“La politica deve fare un passo indietro ed attendere le decisioni del sistema giudiziario” ha detto Novi nel corso della discussione dell’atto. Ha aggiunto che questo deve essere fatto anche nella speranza di evitare strumentalizzazioni politiche.

Intervenendo nella discussione in Aula, il consigliere del PD Flavio Conia ha portato l’attenzione sull’importanza della tutela da parte dello Stato dei diritti delle persone private dalla libertà personale, senza tuttavia voler mettere in dubbio il corso delle vicende processuali. Ha, poi, rivendicato l’importanza dell’atto dei parlamentari del Partito Democratico Serracchiani e Orlando, che nelle scorse settimane hanno visitato il detenuto per verificarne le condizioni di salute.

“La vicenda di Alfredo Cospito” dice il consigliere Lorenzo Giardinetti, della Lista Sinistra Civica Ecologista, in una nota “ci interroga su un piano ben più profondo della già complessa questione sull’istituto del 41-bis, che è quello della salute della Democrazia. Uno Stato è in salute quando esercita l’autorevolezza e non l’autorità, ma soprattutto quando si dimostra migliore di chi condanna”.

 

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

 Il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, commentando la mozione, ha dichiarato: “anche il nostro Municipio, come altre amministrazioni in Italia, esprime con un atto istituzionale la propria posizione sul caso Cospito. Siamo dentro una spirale drammatica di fronte al rischio della morte di un uomo”. Ha concluso auspicando una necessaria riflessione generale sulla situazione carceraria in Italia e auspicando un intervento simile anche da parte del Consiglio comunale.

 La nota di Umanità Nova

Nel frattempo, sui muri della Garbatella, come da sempre accade, possiamo leggere le pagine di Umanità Nova, storico settimanale anarchico, fondato nel 1920 da Errico Malatesta e aderente alla F.A.I. ovvero la Federazione Anarchica Italiana, di lunga tradizione e che, vale la pena ricordarlo in questi tempi confusi, ha molto poco a che vedere, invece, con la Fai (Federazione anarchica informale) di cui Cospito è accusato di essere uno degli elementi apicali.

Più volte, negli anni, la Commissione di Corrispondenza della F.A.I. ha preso le distanze dagli attentati attribuiti o rivendicati dagli anarchici informali, dichiarando la presenza attiva degli anarchici federati nei movimenti sociali e nel sindacalismo di base. La solidarietà ad Alfredo Cospito, però, è arrivata fin dai primi giorni dello sciopero della fame.

In una nota del 22 novembre denunciano come, ai loro occhi, “di fatto nei confronti del movimento anarchico viene applicato quel “diritto penale del nemico” sulla base del quale si viene giudicati non tanto per le azioni commesse ma quanto per le proprie idee”.

Le pene, d’altronde, vengono applicate in un contesto carcerario, come quello italiano, che in passato è stato sanzionato perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e in cui, più volte, le modalità applicative del 41 bis sono state sottoposte a giudizio della Corte costituzionale.

“Sospendere il 41-bis”, si legge in un corsivo pubblicato sull’ultimo numero di gennaio di Umanità Nova, che prende in prestito le parole del dottore Angelica Milia, medico di fiducia di Cospito.

“Ministro di giustizia e presidente del Consiglio dei ministri sono responsabili della vita dell’ostaggio nelle loro mani” continua, appunto, Umanità Nova. “Dimostrino che hanno conservato un briciolo di umanità, e non reagiscano come cani rabbiosi quando sentono parlare di anarchia”

Fonti:

 

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A Santa Galla e al centro anziani di Via Pullino il ricordo di Nea Setta

Garbatella si prepara ogni anno a festeggiare il suo compleanno, come una vecchia signora che ha superato i Cento anni. Tra bande musicali, mostre di pittura, visite guidate alle sue bellezze architettoniche c’è anche un tempo per ricordare le persone che hanno lasciato un segno tra la gente di questo quartiere popolare, un po’ speciale. E speciale lo era sicuramente Nea Setta, scomparsa da pochi giorni a 90 anni, dopo una vita passata nella parrocchia di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense, come presidente dell’Azione cattolica, instancabile organizzatrice il venerdì del pranzo per i più bisognosi e fondatrice, nel lontano 1985, del gruppo romano del Movimento italiano casalinghe.

“Domani pomeriggio alle 16,30, in occasione del tradizionale incontro di “Nonna Garbatella” al centro Anziani di Via Pullino, ricorderemo Nea- ci tiene a sottolineare Mirella Arcidiacono, dell’Associazione Il Tempo Ritrovato- insieme alle figlie e all’assessora municipale alla cultura e alla memoria Maya Vetri, perché è stata una donna straordinaria di questo quartiere”.

Anche nella chiesa di Santa Galla, domani alle 11, 00 il parroco don Paolo Aiello celebrerà una messa in suo ricordo.

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In libreria arriva Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960: foto e racconti per ricostruire una storia corale

Di Iacopo Smeriglio

Ci vuole dedizione per raccogliere i fili sparpagliati di una storia lunga e corale come quella di un quartiere. Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960 è un libro che prova a fare esattamente questo: grazie alle parole e alle foto, attraverso un lavoro di cucitura e ricostruzione storica e familiare, il giornalista e fotografo Antonio Tiso ha curato un lavoro che restituisce uno sguardo attento e particolare sulla storia della Garbatella.

La collana Come eravamo è un esperimento ideato dall’editore Typimedia e già sviluppato per altri quartieri storici e popolari di Roma, da Montesacro a San Lorenzo, passando per Monteverde, Trastevere.Oggi raggiunge il nostro.

Chi è l’autore?

Antonio Tiso è nato a Verona. Forse proprio nella sua estraneità al territorio è la forza del libro di cui è stato curatore: si è messo in ascolto ed ha cercato di scavare oltre la narrazione superficiale, incontrando gli abitanti del quartiere, cercando foto e storie nei cassetti delle vecchie case popolari.

Il libro ha l’ambizione di comporre un’immagine eterogenea e complessa delle vicende che dal 1835 hanno imperversato in questa lingua di terra, che segue la strada delle Sette Chiese e discende fino alla Basilica di San Paolo fuori le mura, prima della nascita del quartiere e fino al boom economico del secondo dopoguerra.

Il 1835, infatti, come dice e riporta Tiso, è l’anno a cui risale la prima attestazione storicamente attendibile dell’esistenza di una via Garbatella da queste parti della città.

Le foto di famiglia e i racconti degli abitanti

La particolarità del libro sta nell’aver dato spazio e voce a racconti ed esperienze di vita e di famiglia di molte persone, attraverso contributi scritti e fotografici, anche riportati in prima persona, inseriti in un racconto profondamente corale. La forza rappresentativa di opere che hanno l’ambizione di raccogliere, con mano esterna, i fili di una comunità, risiede tutta nella delicatezza con cui questo quadro è stato composto. Ora bisognerà vedere come reagirà la comunità viva che custodisce queste storie.

La presentazione il 24 febbraio a Millepiani Coworking

Anche se si trova nelle librerie e nelle edicole già da qualche tempo, l’opera, acquistabile in realtà anche online, sarà presentata per la prima volta alla Garbatella venerdì 24 febbraio al Coworking Millepiani, in Via Nicolò Odero 13, con la presenza del curatore del lavoro, Antonio Tiso, e con gli interventi di vari abitanti del quartiere che hanno contribuito alla sua realizzazione.

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A Garbatella la chiusura della campagna elettorale per Alessio D’Amato

Si scaldano i motori in vista della chiusura della campagna elettorale per le regionali del Lazio. I tre candidati che si giocano la poltrona di Presidente il 12 e il 13 febbraio e cioè Francesco Rocca per il centrodestra, Alessio D’Amato centrosinistra e Donatella Bianchi del Movimento 5 Stelle fanno scelte diverse. L’ex assessore alla Sanità, forse consigliato dal coordinatore del comitato elettorale e vicesegretario regionale dei Dem Enzo Foschi, si gioca le ultime carte nella roccaforte della sinistra alla Garbatella.

Tutti i big, infatti, in rappresentanza delle liste che sostengono D’Amato, come il presidente uscente Nicola Zingaretti, il segretario Pd del Lazio  Bruno Astorre, Carlo Calenda per Azione, Angelo Bonelli e Massimiliano Smeriglio per l’Alleanza Verdi Sinistra, si sono dati appuntamento venerdi 10 febbraio alle ore 17,00 a piazza Damiano Sauli, nel cuore del quartiere Ater. “E’ una piazza che contiene 2-3 mila persone- dicono gli organizzatori- e siamo sicuri che la riempiremo”.

Movimento 5 Stelle e Centrodestra

Diversa la scelta dei 5 Stelle che preferiscono chiudere la campagna elettorale per Donatella Bianchi in periferia e precisamente al Cinema Aquila al Pigneto. La coalizione di centrodestra per Francesco Rocca, invece, si dà appuntamento nel più centrale Auditorium della Conciliazione, dove saranno presenti nientedimeno che Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

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Intitolato a Francesco Valdiserri il campo di calcio della Polisportiva Castello

Di Anna Bredice

Tanti ragazzi con la maglia di colore azzurro della Polisportiva Castello accovacciati e raccolti intorno a Paola, Luca e Daria, i genitori e la sorella di Francesco Valdiserri.

A lui, da ora in poi, sarà intitolato l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo, lui che è stato travolto e ucciso il 20 ottobre scorso, mentre camminava sul marciapiede a due passi dai quei campi di calcio.

Fu investito da una ragazza alla guida di una macchina che andava a forte velocità sulla grande arteria stradale, dove purtroppo ad ogni incrocio si contano le croci e i fiori che ricordano le vittime della strada. Dal giorno della morte di Francesco, i genitori e la sorella Daria hanno vissuto il loro dolore pensando anche a cosa fare per evitare altre tragedie, iniziando una battaglia per l’educazione e la sicurezza stradale.

La cerimonia alla presenza del Sindaco Gualtieri

Per questo alla cerimonia davanti alla Polisportiva, dove ora si leggerà il nome di Francesco, c’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e Ferdinando Bonessio, presidente della commissione Sport dell’Assemblea dell’Aula Giulio Cesare, c’erano tanti amministratori capitolini e locali, ma anche tante persone che lo conoscevano: Francesco, infatti, frequentava  assiduamente i nostri quartieri, aveva studiato al liceo Socrate della Garbatella.

Il sindaco di Roma ha dichiarato di sentire la responsabilità di dover fare il massimo possibile per contrastare lo stillicidio di morti. Ha annunciato che verranno realizzati centinaia di attraversamenti luminosi, oltre che organizzare come in altre città d’Europa zone dove la velocità non potrà superare i 30 kilometri orari. Intervenire per rendere sicure le strade è una necessità visto che dall’inizio dell’anno si contano già 17 morti sulle strade della Capitale.

Le parole dei genitori di Francesco

Toccanti le parole dei genitori di Francesco, morto a pochi metri dallo striscione che da ora in poi riporta il suo nome. “Questo dovrebbe essere un posto orribile – ha detto il padre Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera come la madre Paola – un luogo che si dovrebbe evitare facendo giri immensi per non passarci, eppure, qualche giorno dopo il funerale – racconta ancora il padre – mi è arrivato un messaggio dalla Polisportiva che voleva intitolare l’impianto a Francesco, sono venuto a conoscerli, in quel momento c’erano dei ragazzi che giocavano e ho capito che c’era ancora tanto da fare”.

Quel riferimento alle voci dei ragazzi, al gioco, allo sport lo ha fatto anche la madre di Francesco, Paola Di Caro, emozionata nel ricordo di Francesco: “penso che in questo momento sia contento di noi qui”.

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“Mancano le strisce pedonali” su via di Grottaperfetta all’ingresso del Parco di Tor Marancia

Di Anna Di Cesar

L’interrogazione di Matteo Bruno

Ritorna a farsi sentire in consiglio municipale dell’VIII il consigliere Matteo Bruno. Nei giorni scorsi, infatti, l’esponente locale dei 5 Stelle ha presentato due interrogazioni all’assessore all’Ambiente circa la mancanza di segnaletica all’altezza dell’ingresso Afa3 del Parco di Tormarancia e l’irrigazione dell’area.“In questi mesi stiamo assistendo a un grande pericolo per pedoni e automobilisti nell’attraversamento di via di Grotta Perfetta e via Vittore Carpaccio per accedere al Parco” dichiara il Consigliere. “Inoltre” prosegue,“non è stato previsto un sistema idrico di irrigazione dei nuovi alberi.”

 

Il Parco di Tor Marancia

Con un’estensione di 200 ettari e una grande varietà di flora e fauna, il parco di Tor Marancia rappresenta uno dei polmoni verdi più preziosi di Roma Sud. Tanto più prezioso perché inserito in un quartiere popoloso e urbanizzato come l’Ardeatino.

Due anni fa il Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta ha intrapreso un progetto di riqualificazione dell’area verde, che prevedeva la piantumazione di nuovi alberi nella zona dell’ingresso Afa2 ( Via Londra), una delle sei sezioni in cui è stata ripartita la superficie del parco.

 

La risposta di Centorrino

L’assessore alle politiche ambientali Michele Centorrino assicura che l’irrigazione è presente in tutta l’area, in modalità differente a seconda delle zone, e con sistemi di distribuzione e bidoni per la raccolta e il riutilizzo dell’acqua delle fontane. E che il problema dell’assenza di segnaletica è stato preso in seria considerazione.

 

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Amarcord di Lotta Continua al Csoa La Strada

Lotta Continua “Niente da dimenticare” con questo titolo ieri Guido Viale, storico leader del gruppo della sinistra extraparlamentare negli anni Settanta, ha presentato al Centro Sociale la Strada di via Passino, l’ultimo suo lavoro editoriale.Insieme all’autore hanno dialogato lo scrittore Erri De Luca e il famoso fotografo Tano D’Amico, che hanno intrattenuto un folto pubblico composto da vecchi militanti di Lotta Continua e di curiosi.

E’ stato necessario un collegamento streaming con l’altro centro sociale di Casetta Rossa per garantire a tutti la partecipazione all’incontro.

Una storia locale: Piero Bruno

È bene ricordare che l’organizzazione politica Lotta Continua negli anni Settanta era molto attiva nel quartiere Garbatella, dove aveva la sua sede in via Passino, a pochi passi dalla Villetta.I suoi militanti, insieme agli altri gruppi extraparlamentari, promossero, tra le tante iniziative politiche di quegli anni nelle scuole, nelle fabbriche e nei quartieri popolari, le autoriduzioni delle bollette elettriche e telefoniche, i “mercatini rossi” e la lotta al carovita.

Oggi la scuola popolare del CSOA La Strada è intitolata a Piero Bruno, giovane militante dell’organizzazione, abitante della Garbatella e studente dell’Itis Armellini a San Paolo.

Piero fu ucciso, a 18 anni dai carabinieri il 22 novembre 1975, durante una manifestazione per il riconoscimento della Repubblica Popolare dell’Angola.

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Inaugurato il Civico Giusto sul muro della chiesa di San Benedetto all’Ostiense

Di Anna Bredice

“Entra Attilio, abbiamo avuto l’ordine di farvi entrare”: È bastata questa frase pronunciata da Don Giovanni Gregorini per salvare tre famiglie di ebrei scappati dal Portico di Ottavia la mattina del 16 ottobre 1943. Don Gregorini, parroco della chiesa di San Benedetto al Gazometro, aprì le porte e diede rifugio a uomini, donne e bambini ed è per questo che oggi sul muro della chiesa, ricostruita dopo il bombardamento del 1944, è stato inaugurato il Civico Giusto.

Si tratta di una piccola targa di bronzo con impresso un qr code, che se inquadrato con un telefono racconta attraverso un documentario la storia dell’edificio e del Giusto che lo abitò. È il primo, insieme a quello in via de’ Nobili installato sempre questa mattina, ad essere realizzato nei quartieri Ostiense e Garbatella, grazie anche al contributo del Municipio VIII.

Presenti all’inaugurazione, oltre ad alcuni testimoni che conobbero Don Gregorini, anche gli studenti del liceo artistico Rossellini e del liceo Socrate che hanno collaborato al documentario che contiene immagini d’epoca e alcune testimonianze. In questo caso il racconto è quello di Costanza Fatucci: nel 1943 era una bambina e viveva insieme ai genitori e ad altri 5 fratelli in via Portico di Ottavia 13.

Nel palazzo viveva anche la famiglia Di Veroli, padre, madre e cinque figli. Uno zio di Costanza, che conosceva molte parrocchie, riuscì la mattina del 16 ottobre 1943 a far scappare le due famiglie mandandole presso Don Gregorini. Lui accolse tutti, si aggiunse poi un’altra famiglia.

Li nascose in uno spazio sotto la sacrestia e lì rimasero per alcuni mesi fino a quando il bombardamento del marzo 1944 costrinse gli ebrei a scappare. La famiglia Fatucci trovò un altro rifugio, Attilio di Veroli e suo figlio Michele vennero arrestati dai nazifascisti, traditi da un delatore e vennero uccisi alle Fosse Ardeatine. Michele aveva solo 14 anni e fu la vittima più giovane dell’eccidio perpetrato dai nazisti.

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