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Autore: Redazione

Una statua di Ercole ritrovata nel parco Scott

Di Anna Bredice

Un ritrovamento inaspettato nell’area del Parco Scott. Scavando per un intervento di bonifica del condotto fognario, è stata trovata una statua di marmo a grandezza naturale che, per la presenza della clava e della pelle di leone a copertura del capo, si può identificare con un personaggio vestito da Ercole.

Le fotografie scattate al momento del ritrovamento ritraggono la statua adagiata a terra in buone condizioni e per gli archeologi si tratta di un reperto di un certo rilievo. A dare la notizia è stato il Parco Archeologico dell’Appia Antica, l’area infatti si trova a ridosso dell’antica via romana, a pochi metri dal sepolcro di Priscilla.

Una zona di grande interesse archeologico, ma il ritrovamento è stato inaspettato e una autentica sorpresa per l’archeologa che sta seguendo il cantiere. I lavori a cura del Gruppo Acea sono in corso da tempo perché la conduttura fognaria costruita all’inizio del Novecento è collassata in più parti.

Una funzionaria del Parco Archeologico ha spiegato che la statua potrebbe essere stata collocata in quel punto inavvertitamente durante i lavori di costruzione delle tubature, quindi non si tratterebbe del luogo originario, ma tutto questo sarà oggetto degli studi da parte degli archeologi. Ora il reperto è stato spostato in uno dei depositi del Parco Archeologico dove verrà pulito e si procederà con lo studio più accurato per capire datazione e origine.

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Orti urbani Garbatella in festa

Di Elisa Fiorentino

Festa…quando

Dalla caccia al tesoro delle erbe odorose, alla scoperta di quelle spontanee, da una breve storia dell’assegnazione degli orti ad un aperjazz con gli Accordi Storti Urbani. Insomma si inizierà sabato 28 alle ore 10 e si andrà avanti per tutta la mattinata nell’area di via Rosa Raimondi Garibaldi,14.

Con un assaggio di primavera anticipata i soci e i cittadini, dunque con la firma della convenzione con il Comune di Roma, festeggeranno l’affidamento dell’area.

La storia

Il progetto degli orti urbani Garbatella ha inizio 13 anni fa, grazie all’iniziativa del circolo di Legambiente locale, impegnato a realizzare un parco nell’area verde di via Rosa Raimondi Garibaldi, di fianco al palazzo sede della Regione Lazio.

I primi 15 orti furono inaugurati nel 2010. Questa iniziativa non solo ha aiutato a creare socialità tra gli ortisti e le loro famiglie, ma il luogo è diventato un punto di aggregazione per i cittadini, dove si svolgono corsi di formazione  ambientale.

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Casetta Rossa presenta: “Memorie di un’allieva di Federico Caffè”

Di Veronica Gagliano

La neo-scrittrice Floriana Mariani sarà ospite questo mercoledì a Casetta Rossa nel quartiere della Garbatella, in occasione della presentazione del suo primo libro.

Attraverso la narrazione della propria storia personale, sociale e accademica l’autrice ha voluto riportare, lungo le pagine del suo scritto, definito dalla stessa: “un testamento morale”, alcuni spaccati di vita vissuta. “Nonostante lo scetticismo iniziale nello scrivere questo saggio mi sono resa conto che le nuove generazioni devono sapere quello che è successo nel passato per difendere e apprezzare ciò che oggi abbiamo nel presente”, dichiara la signora Mariani.

Un Vademecum dei ricordi che prende forma nella descrizione e nel racconto non solo di eventi ma anche di personaggi che hanno caratterizzato gli anni sessanta. In particolare, l’economista e Professore Federico Caffè, scomparso improvvisamente il 15 aprile del 1987 e di cui non vi è più stata ritrovata traccia. Una personalità di riferimento, “faro”, nella vita della scrittrice e di chi insieme a lei ha vissuto la propria formazione universitaria nel sessantotto, periodo di importanti lotte politiche, economiche e di genere.

L’incontro previsto il 25 gennaio alle 18:00 del pomeriggio, verrà introdotto e presentato da Luigi Di Paola. Seguirà un confronto tra l’autrice, Floriana Mariani e Giovanna Mirella Arciadiacono, Presidentessa dell’Associazione Il Tempo Ritorvato. Il libro è consigliato e destinato a chi è curioso di scoprire e approfondire “i vecchi tempi”, dove tutto era più difficile ma anche possibile. 

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Elezioni regionali del Lazio. In campo Sinistra – Verdi e Azione di Carlo Calenda

Un week end denso di iniziative elettorali quello appena trascorso sul territorio dell’VIII municipio.

Venerdì, nel tardo pomeriggio, i candidati della lista Verdi e Sinistra, Claudio Marotta, Paola Angelucci e Maya Vetri hanno inaugurato il loro comitato elettorale in Villetta, nella roccaforte della Sinistra garbatellana.

Tutti e tre giocavano in casa. Ad attendere i candidati al Consiglio regionale del Lazio, nelle elezioni del 12 e 13 febbraio, tanti cittadini e alcuni amministratori locali. In prima fila il minisindaco Amedeo Ciaccheri e la consigliera comunale di Sinistra civica Michela Cicculli.

Carlo Calenda alla Coop.Garibaldi

Sabato mattina invece sono entrati in campo quelli della Lista Azione-Calenda Sindaco con la presentazione del capolista, under 30, Federico Petitti in tandem con l’attivissima Simonetta Novi, capogruppo nel consiglio municipale.L’incontro si è svolto nel tendone della Cooperativa Garibaldi alla presenza del leader nazionale di Azione Carlo Calenda:  “Oggi i nostri Pronto Soccorso sono al collasso- ha ribadito Calenda- ci vogliono 2 anni per fare una mammografia,8 mesi per una visita oncologica e 13 per effettuare una Tac.

Noi ci vogliamo occupare di questo e dimostrare che non è una cosa impossibile. Per questo candidiamo giovani competenti e sosteniamo Alessio D’Amato, che si è dimostrato molto bravo a gestire la campagna di vaccinazione durante la pandemia”.

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Settimana della Memoria: concerto ad Altrevie

Di Anna Di Cesare

Durante la settimana della Memoria, un’iniziativa per non dimenticare. “Un volo leggero… per rispondere con la vita”: questo è il titolo del concerto in programma per domenica 29 gennaio, alle ore 18:00, nel piccolo teatro Altrevie in via Caffaro 10 alla Garbatella.

Evelina Meghnagi e gli altri componenti dell’Ashira Ensemble eseguiranno brani in yiddish, giudeo-spagnolo, arabo ed ebraico per far rivivere la tradizione ebraica di comunità europee poco conosciute e scomparse a seguito dell’olocausto, la pagina più triste della storia.

I suoni verranno accompagnati da brevi traduzioni, un racconto e una poesia. L’iniziativa è promossa da Altrevie, associazione culturale con l’obiettivo di favorire il superamento delle barriere tra popoli attraverso l’avvicinamento ad altre culture.

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I microrganismi conquistano la tavola all’Ex Deposito Atac: l’Università Roma Tre dà il via a Città studio.

Di Iacopo Smeriglio

Approda nel cuore del Municipio VIII nell’ex Deposito Atac San Paolo in via Alessandro Severo 48, oggi sede del Farmer’s Market, “La vita invisibile degli alimenti fermentati”: una mattinata di scienza e cucina. Di questo e di tanto altro parlerà la professoressa Livia Leoni, docente di biotecnologie dei microrganismi all’Università Roma Tre, sabato 14 gennaio alle ore 10:30, affiancata dalle dimostrazioni pratiche dello Chef Fabio Toso, insegnante di Arti Culinarie ed Executive Chef, oltre che Segretario Regionale della Federazione Italiana Cuochi del Lazio.

Con tanti microbi conviviamo da sempre: yogurt, formaggi, birra, vino e perfino il pane dimostrano che da secoli abbiamo addomesticato, anche inconsapevolmente, i batteri, lieviti e microscopiche forme di vita che riempiono la nostra tavola. Insomma, non tutti i microrganismi vengono per nuocere. Anzi, un uso consapevole di specifiche tecniche di conservazione può aiutarci a trarne maggiori benefici.

Questo è il primo di una lunga serie di incontri: Città studio sta solo cominciando 

“Tra le iniziative per festeggiare il trentennale dell’Università degli Studi Roma Tre – dice in una nota il Rettore Massimiliano Fiorucci- abbiamo voluto organizzare delle lezioni aperte alla cittadinanza da parte dei 13 Dipartimenti dell’Ateneo su temi molto diversi: dalla letteratura alla biodiversità, dall’architettura all’economia, dalla linguistica alla parità di genere, dalla filosofia all’educazione, dal cibo all’astronomia”.

Città studio è il nome dell’iniziativa, che porterà il sapere accademico, patrimonio vitale per il futuro, fuori dalle aule universitarie per raggiungere la cittadinanza nelle strade e nei luoghi di aggregazione circostanti.

L’ateneo ha cambiato profondamente il volto dei quartieri intorno all’Ostiense. Basti pensare alle strutture rigenerate ed alle facoltà diffuse tra le principali arterie di San Paolo e di Viale Marconi, fino all’Ex Mattatoio di Testaccio e al Teatro Palladium o all’Hub Culturale Moby Dick alla Garbatella, dimostrando attenzione per il territorio e sensibilità per le necessità dei quartieri di cui diventa giorno dopo giorno cuore pulsante.

“Abbiamo pensato di realizzare questa iniziativa denominata “Città studio” in luoghi della città diversi dalle tradizionali aule universitarie in collaborazione con i Municipi I e VIII- continua il Rettore. Voglio ringraziare i Presidenti dei Municipi, Amedeo Ciaccheri e Lorenza Bonaccorsi che hanno accolto con entusiasmo la proposta e con i quali vi è da sempre un rapporto di proficua collaborazione. La nostra è un’Università globale e locale, diffusa sul territorio cittadino, una Università della città, per la città e che lavora con la città”.

Gli incontri, dunque, sono appena iniziati e proseguiranno anche nelle prossime settimane. Il 21 gennaio, per esempio, sarà la volta di “Cha – La Cina nel Tè: cultura, salute e benessere”, che si svolgerà presso Largo Enea Bortolotti, con la partecipazione della professoressa  Rosa Lombardi, docente di lingua e letteratura cinese dell’Università degli Studi Roma Tre; GeJun esperto degustatore di tè, Alice Viganò maestra di tè Eastern Leaves e Stefania Sobrero medico e presidente Associazione internazionale medicina energetica e quantistica.

Al link Città studio. Le lezioni di Roma Tre per tutti – Università Roma Tre (uniroma3.it) è possibile consultare l’intero calendario di eventi.

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Tenta una rapina al Forno di via Taigi armato di una pinza da elettricista

“E’ una rapina datemi i soldi”. Con queste parole un giovane sui trent’anni ha minacciato i dipendenti dello storico forno Marè di via Anna Maria Taigi alla Garbatella. Ma l’improvvido ladruncolo, armato di una semplice pinza da elettricista, dopo una breve colluttazione con i presenti si è dato alle gambe.

Non ci è voluto molto agli agenti di polizia del commissariato Colombo, grazie alle descrizioni dei dipendenti, ad intercettarlo e arrestarlo. “Abbiamo subìto una rapina ad opera di un tipo simile due mesi fa – ci confidano al forno- ma questa volta gli è andata male”.

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Un piccolo dettaglio potrebbe collegare lo stupro della Garbatella all’accoltellamento dell’ultimo dell’anno alla Stazione Termini

Potrebbero essere dei comuni guanti di lattice a svelare chi è stato l’autore del violento tentativo di stupro avvenuto qualche mese fa in via Valignano alla Garbatella. Quell’uomo, che indossava un giubbetto rosso, infatti, mentre tentava di bloccare la sua vittima avrebbe lasciato un frammento di guanto incastrato nella portiera dell’automobile.

Sarà l’esame del Dna del giovane clochard polacco Chomiak, arrestato a Milano per l’accoltellamento del 31 dicembre di una ragazza israeliana alla stazione Termini, ad avvicinare gli inquirenti alla verità, e se l’autore dei due fatti di cronaca nera, che hanno fatto tanto scalpore nell’opinione pubblica romana in questi ultimi mesi, sia la stessa persona.

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Una corona di fiori in ricordo di Giuseppe Felici, eroe della Resistenza e figlio della Garbatella.

Di Iacopo Smeriglio

È la mattina dell’Epifania e decine di persone si sono raccolte alla Garbatella, in Via Massaia, al numero 65, dove si aprono i Lotti degli impiegati delle Poste. Una corona di fiori rossi apposta all’ingresso del cortile segna il nome di Giuseppe Felici: partigiano e giovanissimo figlio del quartiere che proprio il 6  gennaio 2023 avrebbe compiuto cento anni.

  “I testimoni stanno scomparendo e per questo segniamo i luoghi muti per far inciampare chi vive oggi nelle storie del passato – ha detto il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. I luoghi prendono in carico il testimone delle voci dirette. Ma confido nello spirito di libertà, anche inatteso, che fa nascere storie di eroismo come quelle di Giuseppe Felici. Di queste storie nel nostro quartiere o a Leonessa, nel nostro Paese, ce ne sono tante. Confidiamo in questo spirito di libertà che ci distingue, anche tra i giovanissimi”.

Chi era Giuseppe Felici

Aveva vent’anni quando le truppe naziste marciarono su Roma il 9 settembre 1943. Combatté la Battaglia di Porta San Paolo e si unì alla rete centrale dei GAP romani guidata da Carlo Salinari. Le grandi doti organizzative e militari lo portarono a coordinare la Resistenza in Sabina. Braccato dai fascisti e dai nazisti si spostò a Leonessa e nei monti circostanti, dove operavano alcune tra le più grandi bande partigiane del centro Italia, come la D’Ercole-Stalin. Il padre di Giuseppe, Angelo Felici, venne arrestato e deportato in Germania. Morirà per gli stenti e le sofferenze patite.

Giuseppe Felici proseguì la sua attività di guerriglia tra i monti della Sabina fino alla primavera del 1944, quando cadde prigioniero di una pattuglia tedesca nei pressi di Rieti e poi fucilato il 9 aprile.

“Fioriscono in lui le virtù più nobili del popolo italiano”. Dice la motivazione con cui, nel dopoguerra, venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La testimonianza del sindaco di Leonessa

Alla commemorazione era presente anche il Sindaco di Leonessa, Gianluca Gizzi, che ha ricordato l’altissimo prezzo di sangue che pagò il piccolo paese nella primavera del 1944. “Cinquantuno furono i civili assassinati per rappresaglia dai nazifascisti in quel periodo, a testimonianza dell’intensa attività partigiana e antifascista che caratterizzò i monti della zona. Un tributo che vale la libertà di tutti noi e che – ha detto il Sindaco- ci impone di difendere i valori di umanità racchiusi nella Carta costituzionale”.

L’assessora alla Memoria del Municipio VIII Maya Vetri ha rinnovato l’impegno delle istituzioni locali nella trasmissione della memoria della Resistenza come esercizio di democrazia.

Questa cerimonia, a cui hanno con passione partecipato l’ANPI e l’ANED, organizzata in collaborazione con Cara Garbatella, è la prima di un percorso lungo che porterà all’apposizione di una targa in memoria di Giuseppe Felici e di due pietre d’inciampo, per lui e per il padre, nel corso del prossimo anno.

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Per ricordare le donne di Garbatella. Domani una passeggiata tra i cortili dei lotti Ater

di Anna Di Cesare

Garbatella al femminile. Domani 30 dicembre, dalle ore 10:00 alle 13:00, si svolgerà una passeggiata tra i cortili e le vie di Garbatella, un’occasione per riscoprire la storia del nostro quartiere.

La partecipazione è gratuita. L’iniziativa, nell’ambito del progetto “Memorie di cortile: le donne di Garbatella si raccontano”, pone in primo piano figure femminili del quartiere, ormai dimenticate. Appuntamento in piazza Benedetto Brin.

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Benedetto il nuovo campo della “Chiesoletta”

Continua nella “Chiesoletta” della Garbatella, il sogno di Padre Guido Chiaravalli. Dopo una lunga attesa, per consentire i lavori di rifacimento del campo di calcio, i ragazzi dell’oratorio San Filippo Neri finalmente hanno ricominciato a correre in lungo e in largo sul rettangolo di gioco, tra dribbling e tiri in porta.

L’entusiasmo è sempre quello di una volta, l’esultanza per un gol, per una magia lungo la fascia esterna, per una punizione che si insacca sotto la traversa. Insomma l’oratorio, dove sono cresciute generazioni di giovani garbatellani, tra cui i più famosi Agostino Di Bartolomei e Odoacre Chierico, riprende la vita di sempre tra testimonianza cristiana e sport per tutti.

La benedizione del campetto si è svolta questa mattina alla presenza di Don Alfredo Tedesco, direttore del Servizio per la Pastorale giovanile della Diocesi di Roma e di padre Matteo, in presenza di una folta rappresentanza di parrocchiani di ogni età.

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Alla scoperta delle Tre Fontane

Una visita guidata organizzata dalle associazioni 7più1 Ottavo colle e Sperimentiamo arte, musica e teatro

Di Grazia Labate

Un fine settimana, dedicato alla cultura, quello del 17 e 18 dicembre, che si svolge a seguito del progetto” Musei diffusi, percorsi di partecipazione per la valorizzazione dei territori” nei Municipi VII, VIII e XI, con la collaborazione del Touring Club Italiano.

È una nuova iniziativa per far conoscere Roma, attraverso la passione e l’impegno dei suoi cittadini. Il Comune di Roma, in particolare l’Assessorato alle Politiche del Personale, al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio per la Città dei 15 minuti, ha infatti invitato i Municipi della città ad attivare progetti sul proprio territorio con il coinvolgimento dei cittadini e delle diverse associazioni culturali esistenti.

Riscoprire storia, arte, cultura

Sono nate molte iniziative, a partire da quelle organizzate nel Municipio VIII anche con la collaborazione del Touring Club Italiano e del suo Club di Territorio di Roma. Lo scopo del progetto è accendere i riflettori su frammenti di storia per portare all’attenzione dei cittadini residenti e non, storia, arte, cultura, spesso nascoste o ignorate, da coloro che – per età o provenienza – non hanno ancora maturato piena conoscenza del territorio e delle sue eccellenze.

Conoscere e valorizzare le bellezze dei territori

Obiettivo è quindi far scoprire, conoscere e valorizzare le bellezze dei territori, legando la presenza del patrimonio artistico al ruolo attivo della cittadinanza, chiamata a partecipare alla valorizzazione dei territori stessi. La città viene vista dunque come un museo aperto, godibile da tutti gli interessati e tutti gli eventi sono gratuiti.

Così in ottavo municipio le associazioni 7più1 Ottavo colle e Sperimentiamo, arte musica, teatro presentano l’evento per sabato 17 e domenica 18: Arte, Musica e Parole all’abbazia delle Tre Fontane.

I cittadini verranno guidati da Grazia Labate, curatrice dell’evento, assieme a Loredana Ripepi, Amelia Mutti, Massimo Simonini, Stefano Tagliati, e da Gianni Rivolta, giornalista e scrittore, nel mondo nascosto nella natura di eucalipti, dell’abbazia delle Tre Fontane, alla scoperta della Tenuta e del meraviglioso complesso abbaziale a ritroso dal Medioevo ai giorni nostri.

 

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DOMANI A ROMA TRE “OPEN DAY SCUOLE SUPERIORI MUNICIPIO ROMA VIII”

Tredici istituti superiori incontreranno studenti di terza media per fornire indicazioni su indirizzo scolastico da scegliere

Tredici istituti superiori del territorio incontrano gli studenti di terza media. Domani, sabato 17 dicembre a partire dalle ore 10,30 fino alle ore 13, presso la sala del Rettorato Roma Tre in via Ostiense 133, si terrà l’iniziativa “Open Day Scuole Superiori Municipio Roma VIII” organizzata in collaborazione con l’Università Roma Tre, con l’obiettivo di fornire indicazioni e orientare i ragazzi alla scelta dell’indirizzo scolastico da prendere.

Ogni istituto scolastico superiore avrà una postazione in cui professori e studenti illustreranno tutte le informazioni necessarie sulla scuola.

Le dichiarazioni del presidente Ciaccheri

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – commenta il presidente del Municipio, Amedeo Ciaccheri – che abbiamo voluto organizzare per consentire ai ragazzi del territorio di poter incontrare insieme nello stesso giorno tutti gli istituti superiori del nostro municipio e capire quale potrà essere la scelta scolastica migliore per il proprio futuro”.

“Alle ore 11 – conclude il presidente – presso l’Aula Magna del Rettorato di Roma Tre, si terrà inoltre un dibattito tra i dirigenti scolastici degli istituti superiori  e il Rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci dal titolo ‘Scuola, Università e Lavoro” per consentire ai ragazzi la costruzione più consapevole possibile di un percorso che parta dalla scuola superiore, continuando per l’Università, fino ad arrivare allo scopo finale di entrare nel mondo del lavoro”.

 

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Al via “Sport in piazza”

Di Veronica Gagliano

L’Ottavo Municipio in collaborazione con il Coni Lazio, Decathlon Roma Ostiense e le Associazioni sportive locali hanno organizzato la terza edizione di “SPORT IN PIAZZA”: un programma pianificato, di circa sei incontri nel periodo che va dal 16 al 29 dicembre.

Negli ultimi anni lo sport è stato riconosciuto, nelle sue funzioni, veicolo utile all’inclusione delle minoranze, soggetti o gruppi a rischio emarginazione sociale. Definita come strumento di prevenzione alla devianza e per la corretta formazione della persona, l’attività sportiva, in alcuni contesti “svantaggiati” si è dimostrata necessaria come leva per lo sviluppo, non solo individuale ma anche collettivo.

 Il progetto ” SPORT IN PIAZZA”, è un’iniziativa che vuole coinvolgere simultaneamente alcune realtà del settore sportivo e tutti i cittadini del Municipio e non solo, interessati all’attività motoria e le sue multi-funzionalità, così da sensibilizzarli alla conoscenza delle diverse discipline nel territorio.

IL PROGRAMMA COMPLETO

Il primo incontro si terrà domani, venerdì 16 dicembre dalle 14:00 alle 18:00, nella palestra di via Salvatore Di Giacomo – 13 alla Montagnola, in cui sarà previsto un torneo scolastico di pallavolo e di minibasket, a cura di Asd Sport Lab. Successivamente, sabato 17 dicembre dalle 9:00 alle 13:00, presso il Palamunicipio in Viale Giustiniano Imperatore – 323 a San Paolo, in collaborazione con il Coni, L’Asd Yubikai e Kiu Shin Riu, si terranno alcune lezioni di Judo e Karate.

Seguiranno, nella stessa giornata dalle 9:00 alle 16:00 nella palestra Playground in Via Salvatore Di Giacomo, esibizioni e prove pratiche di alcune discipline, organizzate da: KK Eur Volley, Sport Lab, Capitolina Scherma Khi Shin Riu e Virtus Trigoria. In ultimo, nelle giornate del 27,28 e 29 dicembre, riservata ai bambini dai 5 ai 10 anni d’età, nell’area parcheggio pubblico di Via Mario Rigamonti 100, l’Associazione- Cultura- Lifra predisporrà per l’evento una serie di attività, giochi e animazione di gruppo. 

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CONTINUA L’OCCUPAZIONE DEL LICEO SOCRATE

Di Zenobia

 

Lo striscione rosso “Socrate occupato” campeggia ancora sotto la pioggia battente all’ingresso della sede di via Padre Reginaldo Giuliani nei pressi della Circonvallazione Ostiense. La mobilitazione studentesca continua tra le sedi di Tor Marancia e Garbatella. Siamo solo al terzo giorno.

Ma le acque erano agitate già da qualche tempo quando, a causa delle forti piogge della scorsa settimana, sabato 3 dicembre le aule dell’istituto centrale si sono allagate ed un blackout, nella sede succursale di via Odescalchi,ha lasciato gli studenti al buio per più di un’ora. Così, martedì 13, dopo una settimana di incontri pomeridiani, in centinaia hanno rivendicato il diritto a riunirsi in assemblea straordinaria.

L’assemblea, promossa dall’intera comunità studentesca, si è svolta nella palestra della sede centrale, dove studiano i ragazzi e le ragazze del triennio. Per questo, le classi dei primi due anni,  hanno deciso di non entrare nella loro sede di Via Odescalchi e di dirigersi in corteo lungo le strade di Tor Marancia e poi attraversare la Cristoforo Colombo. Così hanno discusso un documento di mobilitazione molto articolato e hanno votato per l’occupazione dell’istituto centrale.

La dichiarazione di una studentessa

“Ogni giorno” – ci dice Gaia, una delle rappresentanti degli studenti – “la comunità studentesca partecipa alla mobilitazione, prendendo nelle proprie mani la gestione della scuola, che è il nostro luogo di vita e di crescita: l’assemblea decide tutto, dai turni per il servizio d’ordine e le pulizie, fino ai corsi che mattina e pomeriggio tengono vivo il dibattito intorno a temi di attualità e approfondimento, che solitamente non tocchiamo nell’orario curricolare. Le attività sono organizzate e gestite dagli studenti. In questo modo siamo protagonisti, mettiamo in pratica un modello di scuola più vicino alle necessità della nostra generazione”.

Le rivendicazioni degli occupanti

Nel documento gli studenti presentano una critica strutturale al modello di società in cui viviamo e alle politiche attuate da questo e dai Governi precedenti. Chiedono l’incremento della spesa dei fondi del PNRR a favore della messa in sicurezza degli istituti, per l’edilizia scolastica. Parlano  dell’alternanza scuola-lavoro, rifiutando il modello di istruzione legato al mondo del lavoro e dello sfruttamento, ricordando i tre ragazzi che solo lo scorso anno hanno perso la vita nel corso di stage non pagati in orario scolastico. Parlano di caro vita, di povertà e della guerra, del diritto allo studio. Hanno parole dure verso il Governo ed il nuovo Ministro dell’Istruzione Valditara. Non fanno sconti neanche al Ministro dell’Interno Piantedosi, che ricordano bene per aver duramente represso le mobilitazioni studentesche dello scorso anno a Roma.

La mobilitazione ha anche obiettivi concreti: chiedono un tavolo permanente con l’Ufficio Scolastico Regionale e la Città Metropolitana per gli interventi di edilizia scolastica;  una Commissione che si occupi della questione di genere, delle discriminazioni, al fine di monitorare e promuovere il dibattito; chiedono che venga garantito il supporto psicologico all’interno della comunità scolastica. Vorrebbero che la Biblioteca della scuola rimanesse aperta anche il pomeriggio.

La nota del Preside Firmani

Il dirigente scolastico, Prof. Carlo Firmani, ha prodotto una nota pubblica in cui dichiara di aver denunciato l’accaduto alle autorità competenti, rinnovando l’importanza del valore del servizio pubblico come punto di riferimento dell’azione degli studenti e sottolineando la ritualità inefficace delle occupazioni studentesche.

La decisione di tenere aperta la sede succursale, dove i primi e i secondi anni svolgono le lezioni, ha però dovuto scontrarsi con la realtà di un’adesione diffusa alla mobilitazione. In centinaia hanno preso parte all’occupazione, fin dal primo momento. “Per tre mattine – ci raccontano alcuni studenti di Via Odescalchi- , i ragazzi della sede succursale hanno lasciato vuote le aule partecipando in massa all’occupazione. Non sarà possibile dividerli tra buoni e cattivi”, dicono in un comunicato. Vogliono esserci e vogliono vivere la scuola come luogo di aggregazione e partecipazione, anche i più piccoli. Il clima è dinamico e ci sono tante facce giovani e giovanissime.

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“LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE”

Di Elisa Fiorentino

Il 16,17 e 23 dicembre scende in campo contro la mafia e per la pulizia del verde di quartiere il comitato Parchi Colombo, diretto dal giovane presidente Manolo Palazzotti.

Film contro la mafia a Montagnola

Si tratta di una minirassegna cinematografica: “I cento passi”, “The untouchable” e “Sicilian ghost store” verranno proiettati in via Barbana, 57 nei locali sequestrati nel 2005 alla mafia e oggi gestiti da sei associazioni di quartiere.

Inizio della proiezione ore 20.30, ingresso gratuito.

Curiamo insieme il parco

L’iniziativa abitualmente si svolge ogni ultimo sabato del mese.

A causa delle feste natalizie, invece, si farà il 17 al parco Falcone e Borsellino, dove dalle ore 15 si pianteranno alberi e si raccoglierà l’immondizia, insieme ai ragazzi del “Muni-8-musica”.

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Aperta a Montagnola una casa destinata al “Dopo di noi”

Di Veronica Gagliano

Lo scorso venerdì pomeriggio è stata inaugurata, nell’Ottavo Municipio di Roma, una casa adibita a giovani ragazzi e ragazze con disabilità. Un progetto realizzato grazie all’attiva collaborazione fra l’ASL Rm 2, la Regione Lazio, Il Municipio VIII, l’ASP Asilo Savoia.

La struttura, situata in Via Leonori, è stata realizzata a favore di tutti i soggetti fragili legati a una o più condizioni d’invalidità, così da permettere la piena applicazione della legge nazionale 112/2016. Una normativa pensata per tutte quelle famiglie con a carico figli il cui futuro, “Dopo di Noi”, potrebbe essere difficile e incerto.

“È stato un grande lavoro di squadra. L’emozione di questa nuova avventura restituisce la soddisfazione di aver fatto un passo in più nel costruire una città dove nessuno rimanga indietro” – spiega il Presidente del Municipio VIII, Amedeo Chiacchieri, il quale insieme all’Assessora al Sociale di Roma Capitale, Barbara Funari, all’Assessora municipale al Sociale, Alessandra Aluigi e al Presidente di ASP, Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni, ha presenziato all’evento d’apertura.

Oltre alla predisposizione di uno spazio fisico, per gli utenti, è stato organizzato un piano d’accompagnamento, educazione all’autonomia e vari interventi di residenzialità. La gestione è stata affidata a tre gruppi, composti ognuno da quattro persone, attivi a turnazioni alterne. “ L’impegno è stato costante – commenta Alessandra Aluigi ci ha portato a raggiungere risultati importanti in continuità con la storia di questo Municipio, che dal 2004 con l’apertura della prima casa famiglia municipale, non ha mai smesso di lavorare per rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie”.

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APERTO ALLA MONTAGNOLA UN APPARTAMENTO PER IL ‘DOPO DI NOI’

Inaugurato alla Montagnola una nuova casa per il “Dopo di Noi”, destinato a giovani con disabilità con la finalità di prepararli ad una vita indipendente dalle famiglie di origine.

“L’appartamento – spiega il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – è stato completamente ristrutturato e apre le porte a un percorso che risponde alla finalità della Legge sul ‘Dopo di Noi’, che prevede anche l’attivazione di interventi di ‘Durante Noi’ di preparazione dei ragazzi e delle famiglie all’accompagnamento alla vita autonoma. È stato un grande lavoro di squadra. L’emozione di questa nuova avventura restituisce la soddisfazione di aver fatto un passo in più nel costruire una città dove nessuno rimanga indietro”.

“L’impegno è stato costante – commenta Alessandra Aluigi, assessora al Sociale – e ci ha portato a raggiungere risultati importanti in continuità con la storia di questo Municipio che dal 2004 con l’apertura della prima casa famiglia non ha mai smesso di lavorare per rispondere ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie”.

All’interno della casa si alterneranno periodicamente tre gruppi di quattro giovani. Il progetto è stato realizzato dal Municipio VIII in collaborazione con il Comune di Roma e con ASP, Asilo Savoia.

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Il cantautore Simone Avincola racconta la sua Garbatella

Di Ilaria Proietti Mercuri

Il successo è difficile da definire. A volte arriva, a volte no, ma se dovesse partire dalla Garbatella per arrivare fino a un tour in tutta Italia, come quello del cantautore Simone Avincola, beh allora è non solo un successo, ma una vittoria per tutti i garbatellani.

Proprio così, nato e cresciuto alla Garbatella, Simone Avincola, anno 1987, ha iniziato a conquistare il pubblico al Festival di Sanremo 2021 con il brano “Goal!”. E solo pochi giorni fa, ha terminato il suo tour in giro per l’Italia. Ha iniziato in un piccolo locale intimo di Amelia in provincia di Terni. Per poi proseguire a Piacenza in una serata divisa con Alessandro Gori, comico, scrittore ed autore del programma Una pezza di Lundini, con il quale il cantautore ha scritto una canzone tratta proprio da un suo monologo.

Non poteva poi mancare di certo la serata nella sua amata Roma. “La tappa romana è stata emozionante, intanto per il locale l’Asino che vola, dove non suonavo da molto tempo e sono miei amici. Ma soprattutto ero felice di aver raggiunto il sold out! Il locale era strapieno e la gente non riusciva più ad entrare – racconta con voce ancora entusiasta Avincola – Il giorno dopo ho terminato il mio tour con Milano, nella zona Navigli, anche se faceva molto freddo è stata una gran bella serata per concludere il tutto”.

Una passione, quella della musica, che per Simone Avincola è cresciuta assieme a quella per il suo quartiere, la Garbatella. Lui infatti ha cantato e scritto fin da piccolino. E non appena imparò i suoi primi accordi di chitarra, scese immediatamente giù nel cortile del Lotto 30, dove abitava, per far sentire a tutti i suoi amici quelle prime note. Dopo l’asilo a “La scuola dei Bimbi” e le elementari alla “Cesare Battisti”, ne ha fatta di gavetta, suonando in moltissimi club della capitale prima del successo.

Ispirato un po’ dalla vita di tutti i giorni e un po’ dai suoi artisti preferiti, tra cui Luca Carboni, Vasco Rossi, Antonello Venditti, ha costruito il suo stile. Ma il vero e proprio successo è arrivato con il suo singolo “Goal!”. Forse perché, proprio in quel testo, in cui racchiude sconfitte, rivincite, ma soprattutto speranza, ci ritroviamo un po’ tutti noi. Il messaggio di Avincola è chiaro: seguire le proprie passioni e crederci fino alla fine, inaspettatamente potremmo ritrovarci ad entrare in campo al novantesimo minuto e capovolgere il risultato della nostra vita con un semplice “Goal!”.

E a proposito di vittorie, per questo 2023, il cantautore romano è già in fase di preparazione per i prossimi prodotti musicali: “Sarà un album da una parte sulla scia di Turisti, quello uscito in concomitanza con Sanremo, quindi stile Indi-Pop. Dall’altra vorrei iniziare a sperimentare qualcosa di diverso. Ripetere sempre le stesse cose non mi piace, preferisco evolvermi, fare passi avanti o anche indietro, ma non fossilizzarmi. L’idea di essere coerenti mi mette ansia.” Così con la semplicità e la naturalezza che lo contraddistingue, è già di nuovo all’opera, arrangiando e preparando nuovi testi senza aspettarsi niente in particolare. “Io quando scrivo lo faccio per una mia esigenza personale. Se qualcosa mi cattura l’immaginazione, allora in quel momento butto giù idee. Poi successivamente penso se è il caso o meno di pubblicare quello che scrivo.” E noi siamo tutti in attesa dei prossimi testi, arrangiamenti, idee e concerti.
Ma prima di terminare la nostra chiacchierata c’è un’ultima domanda che abbiamo voluto fare al cantautore nato e cresciuto tra i Lotti: ma è vero che ora vive al Pigneto? “Ebbene sì, da circa tre anni. Ma i miei genitori abitano sempre alla Garbatella. E io ogni volta che posso faccio due passi e vengo, perché è stata davvero una fortuna nascere lì. Anzi, tutti i miei amici, ogni volta che li porto, rimangono incantati. Non sembra di essere a Roma. E quello che mi auguro è che la Garbatella non si trasformi in un quartiere radical chich. È così bello il suo fascino popolare e quasi decadente, che sembra morire ma non muore mai.”

 

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Addio “suore Cappellone”

Se ne vanno dopo più di novant’anni di servizio alla Garbatella le Figlie della Carità

riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di Mirella Arcidiacono.

Il loro cammino per le strade della Garbatella è durato più di novant’anni. Le suore Figlie della Carità il 26 novembre scorso si sono accomiatate al centro anziani di via Pullino, alla presenza del parroco di San Francesco Saverio.

Suor Rita mi ha lasciato un messaggio: “Bella la fata, la grande signora. Sì, andiamo per altre vie, ma il tempo di essere state in mezzo alle case della Garbatella ed essere state amate non si estinguerà, rimarrete sempre nei nostri cuori e nella preghiera affettuosa”

Le Figlie della Carità, conosciute come le suore cappellone, per via del loro caratteristico copricapo bianco a tre punte, nascono a Parigi e si istallano alla Garbatella a fine anni venti, quando il quartiere è in alcuni punti ancora in costruzione. Approdano in via Ignazio Persico davanti all’Albergo bianco, al lotto 41, dove c’era la Maternità ed Infanzia, tra i proletari degli alberghi suburbani provenienti dalle baracche e dagli sventramenti del centro storico. In seguito si trasferiscono alla famosa Casa dei bimbi, la scuola materna di piazza Longobardi, un luogo stupendo con un bel parco ed una lunga storia da raccontare. Tante le testimonianze sul loro operato.

Elisabetta Di Renzo, una donna che dedicò tutta la sua vita all’emancipazione femminile, mi raccontava che lì alla “scoletta”, così a Garbatella chiamavano la Casa dei Bimbi, in tempo di guerra le insegnarono a cucire, a ricamare e lì mangiavano e pregavano. Roberto Ettori, “il ragazzo spazzola” dei Bagni pubblici di via Edgardo Ferrati, mi disse che le cappellone avevano sfamato tanta gente  e mi colpì questa frase  “quanno la fame se tajava a fette”. Poi nonostante tolsero il famoso cappello, come scriveva il giornalista Cosmo Barbato, per i garbatellani rimasero sempre “le cappellone”.  Certo non sta a me raccontare la storia di quello che hanno fatto in tutti questi anni. Quando venne bombardata la Maternità, il 7 marzo 1944, me lo disse Vanda Amici: ”A Mirè ero appena andata via dopo aver preso da mangiare e mi salvai per puro miracolo!”

Le Figlie della Carità vennero trasferite in un appartamento al pianterreno del lotto 60, dove abitava Elisabetta di Renzo, con la quale andavamo a trovarle a Natale. In quel periodo, nei primi anni Duemila, c’erano Suor Alena, suor Giovanna, suor Felicina e l’insegnante Luciana. Quando entravo là dentro tornavo un po’ bambina, risentivo proprio il clima della Garbatella semplice ed affettuosa. A volte veniva anche Giulia mia figlia e giocavamo con loro, con i bambini e con le suore. Per l’anniversario del centenario della Garbatella sono contenta che il premio Fantasia sia stato riconosciuto a Luciana ed a Suor Rita.

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“Un Tavolo della Sorellanza” proposto dall’associazione Il Tempo Ritrovato

“Un tavolo della sorellanza” per combattere la violenza sulle donne, proprio nel quartiere Garbatella, che recentemente è stato luogo di stupro di una giovane donna. Questo l’obiettivo e il messaggio dell’iniziativa che si è tenuta ieri pomeriggio all’hub culturale Moby Dick di via Edgardo Ferrati negli ex Bagni pubblici, organizzata dall’associazione Il Tempo ritrovato di Mirella Arcidiacono.

Nei vari interventi sono stati approfondite situazioni e modalità attraverso le quali si esprime la violenza sulle donne e le iniziative che sono state messe in campo sul territorio per contrastare questo flagello, che vede nel crescente numero dei femminicidi la punta di un iceberg.

In un video sono passate le immagini del processo del massacro del Circeo (settembre 1975) e dell’intervista di Enzo Biagi a Donatella Colasanti, la superstite di quel terribile fatto di violenza che scosse le coscienze di tutti gli italiani e che vide la morte della giovane Rosaria Lopez.

All’incontro hanno partecipato Valchiria Vittori, presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio VIII e Paola Angelucci, assessora ai Lavori pubblici e alla scuola del IX Municipio di Roma. Numerose le associazioni presenti all’iniziativa.

 

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L’ASSEMBLEA CAPITOLINA INTITOLA A FRANCESCO VALDISERRI L’IMPIANTO COMUNALE DELLA POLISPORTIVA G. CASTELLO SULLA COLOMBO.

Lo storico impianto sportivo comunale della Polisportiva G. Castello sulla via Cristoforo Colombo sarà intitolato alla memoria di Francesco Valdiserri, il giovane studente del liceo Socrate, di 18 anni, investito da un’auto nella notte del 20 ottobre scorso, proprio a poche decine di metri dal campo di calcio. lo ha deciso oggi l’assemblea capitolina.

“Un luogo di aggregazione importante per la comunità locale e della città – ha dichiarato Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio- si appresta quindi a portare il nome di un giovane innocente che ha perso la vita in maniera tragica, a commemorazione e testimonianza di tutte le vittime della strada.”

La Polisportiva G. Castello rappresenta il luogo migliore per portare il nome di Francesco anche e soprattutto per l’alto impegno sociale e sportivo che quotidianamente mette in campo. Ringrazio infine le consigliere e i consiglieri comunali che hanno sostenuto questa vicenda e la Polisportiva Castello per aver immaginato e promosso un gesto così importante”.

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La politica Generativa, dai quartieri per cambiare la città. Assemblea pubblica in Villetta

Il gruppo di Sinistra Civica Ecologista dell’VIII Municipio chiama i cittadini ad un confronto sulle cose fatte fino ad ora, dentro e fuori dalle istituzioni locali, e sui programmi futuri. Lo farà domenica 20 novembre dalle ore 9,30 nella storica sede della Villetta in via degli Armatori 3 alla Garbatella.

“Sarà un primo momento di confronto – ci dicono gli organizzatori – per creare un modello di comunità condiviso che possa rispondere alle esigenze reali della cittadinanza”.

Assicurata la colazione e l’animazione per i bambini. Interverranno Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio e i consiglieri comunali di Sinistra Civica e Ecologista. Evento facebook

 

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“La scienza sotto casa” al Millepiani Coworking

Di Veronica Gagliano

Parlare di scienza non è mai stato semplice, nonostante questa sia una materia presente in moltissime delle nostre attività quotidiane. Ancora più difficile è porsi domande sulle materie scientifiche, tentando di formulare risposte utili e possibilmente esaustive. Ascoltiamo con interesse esperti e contradditori, domandandoci quanto i nostri comportamenti possano influenzare i cambiamenti ambientali, il nostro corpo e la nostra salute.

A queste domande ha cercato di rispondere il progetto di divulgazione scientifica,” La scienza Sotto Casa. Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere”, predisposto dal Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi di Roma Tre in collaborazione con il Municipio VIII.

 

Gli interventi degli esperti

Lo scorso 11 novembre, nel pomeriggio, presso il Millepiani Coworking, si è tenuto l’incontro sul “ Ghiaccio bollente: i cambiamenti climatici visti dai luoghi più freddi del nostro pianeta”. Una tematica “scottante”, d’interesse mondiale che non esula nessuno dalle responsabilità morali nei confronti della crisi ambientale. “Lo scopo di questi incontri è quello di rendere alcune tematiche da incomprensibili a comprensibili. L’esigenza di fondo è quella di offrire un’alfabetizzazione di base destando curosità in tutti”, afferma l’Assessora alle Politiche Culturali Maja Vetri, durante l’introduzione all’incontro.

Il nostro pianeta è principalmente formato per il 70% d’acqua e il 30% di terra, i ghiacciai e i manti nevosi occupano il 40% dello spazio terrestre rappresentando per noi esseri umani, grandi serbatoi d’acqua, risorsa inestimabile da preservare, fronteggiando il riscaldamento globale con tutti i mezzi e le conoscenze a disposizione. “In queste ore, a Sharm el-Sheikh si sta tenendo l’evento internazionale – summit Cop 27- sul clima e noi per l’occasione vogliamo onorare questa condizione parlando di temi di primo ordine che condizioneranno non solo le nostre vite ma anche quelle delle generazioni future”, dichiara la Docente del Dipartimento di Scienze dell’Università, Roma Tre, Sveva Corrado.

Nonostante il decorrere degli eventi sia inarrestabile, la fotografia è l’unico strumento che abbiamo per “catturare” il tempo. Il fotografo di paesaggi Fabiano Ventura rapito nel corso della sua formazione dai problemi ambientali, 15 anni fa ha deciso di iniziare a ritrarre i cambiamenti climatici dell’antropocene come testimonianza diretta mettendo a confronto, dopo una lunga ricerca, alcuni scatti del passato con i dati scientifici e la fotografia attuale. “Volevo che i lavori smuovessero l’opinione pubblica – dichiara il fotografo- solitamente quando parliamo di cambiamento climatico, pensiamo sempre solo all’aria nonostante questo sia stato uno degli anni peggiori per i ghiacciai, pensiamo al crollo emblematico, la tragedia della Marmolada”.

Questa è stata l’estate più calda degli ultimi 500 anni in Europa e la maggior parte dei ghiacciai sulle nostre Alpi sono in disequilibrio, una situazione critica che potrà vedere la loro scomparsa sulle vette delle Dolomiti entro il 2030 “ Non riducendo la Co2 entro il 2100 assisteremo ad una reale assenza di ghiaccio, l’aumento della Co2 è aumentato alla fine della Seconda guerra mondiale e la conseguenza è l’aumento inevitabile del livello dei mari, questa è una certezza”, dichiara Massimo Frezzotti, docente di Cambiamenti Climatici Dell’Università Roma Tre.

La dichiarazione di Mario Tozzi

Emergono, quesiti su come sia possibile controllare la crisi climatica e quale contributo possa  apportare il singolo all’interno del contesto sociale “il consumo di carne, l’alimentazione ha un impatto importante nel decorso ambientale”, afferma il noto geologo Mario Tozzi.

La responsabilità di ognuno di noi è grande e sicuramente il potere di scelta è fondamentale per la salvaguardia del pianeta. Possiamo scegliere come viaggiare, quale linea alimentare seguire, come muoversi durante la propria attività quotidiana e grazie alla sensibilizzazione si può contribuire ad un futuro sostenibile e diverso.

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A spasso tra le Meraviglie dell’Ottavo

Di Veronica Gagliano

Trasmettere alla comunità, ai cittadini, il bisogno della conoscenza e del riconoscersi nel territorio in cui si abita, attraversandone le strade, percependone la storia e il legame indissolubile con la poesia, le opere e i monumenti. E’questo l’obiettivo di A spasso tre le meraviglie dell’Ottavo, un’iniziativa all’insegna della conoscenza territoriale, prevista dal 12 novembre al 18 dicembre 20, vincitrice dell’avviso pubblico, COOLtura e sport- esercizi per il mondo che verrà e finanziato con i fondi cultura dell’Ottavo Municipio di Roma.

 Le dichiarazioni di Laura Pollina

«Non ci aspettavamo questo successo, – ha dichiarato Laura Pollina, presidentessa dell’associazione Ars in Urbe – in meno di quarantotto ore avevamo già moltissime prenotazioni, alla fine si sono formati undici gruppi da circa 35 persone».

Inizialmente poteva sembrare un’idea ostica, quasi utopica, eppure – prosegue: «nonostante le pochissime sponsorizzazioni, solo attraverso l’uso della piattaforma di facebook siamo riusciti a coinvolgere moltissime persone, la nostra è stata una comunicazione chiara ed efficace».

Il programma completo delle visite guidate

Sarà possibile svolgere gratuitamente, durante i weekend dei mesi di novembre e dicembre, dodici visite guidate nel territorio, esplorando le diverse bellezze di Roma. Il primo incontro, si terrà in via Appia Antica, aprendo le porte ad una serie appassionata e importantissima di nozioni storiche, artistiche e letterarie, le quali tracceranno l’importanza del cambiamento urbano senza tralasciare l’aspetto, quasi, “romantico” della storicità degli eventi.

Si svolgeranno alcune visite in spazi vissuti e condivisi dagli stessi cittadini, come: la street art di Tor Marancia, il primo miglio dell’Appia Antica, il Tevere a San Paolo, il quartiere Ostiense, il Giardino in via Cesarea, in cui è previso un incontro multidisciplinare d’aggregazione e conoscenza. Seguiranno, la passeggiata naturalistica-geologica lungo la via Appia Antica tra il III e il IV miglio, Le Fosse Ardeatine, la scoperta tra storia e architettura della Garbatella, la visita all’Abbazia  delle Tre Fontane, la battaglia di porta San Paolo e, infine, una passeggiata nei luoghi più significativi e caratterizzanti del quartiere San Paolo.

Collaboreranno nell’organizzazione e nel contenuto di queste passeggiate varie realtà del settore, come: L’Associazione culturale Walden, nEpica (VII Legio Gemina), CvltvsDeorvm e Agape San Paolo insieme ad altre figure professionali, che con il loro bagaglio culturale sapranno trattare gli argomenti d’interesse.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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