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Autore: Redazione

“Bloom Again”, un murale all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio

Una donna che si china ad allacciare la scarpa ad un bambino. Un gesto semplice, riconoscibile, quello di un adulto (la comunità) che si prende cura di un bambino che sta per iniziare un nuovo cammino; intorno tanti colori e impronte di mani. Questo è il dipinto che venerdì pomeriggio è stato svelato sul muro di cinta dello storico Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio – Margherita di Savoia, in viale Carlo Tommaso Odescalchi. 

L’evento d’arte corale si è svolto in occasione della nona giornata europea delle Fondazioni e prende il nome di Non sono un Murales – Segni di Comunità.

Un evento necessario per attivare le comunità e per prendersi cura del territorio, in particolare dei giovani e dei soggetti più fragili, sviluppando percorsi di partecipazione e di solidarietà. Il murale in viale Odescalchi è nato dalla collaborazione tra l’ASP Sant’Alessio, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS e l’organizzazione no profit Con i Bambini. 

Il tutto è iniziato l’anno scorso quando abbiamo partecipato a un bando dell’organizzazione no profit Con i Bambinicon il progetto Bloom Again, ossia fiorire di nuovo”, ci racconta l’avvocato Antonio Organtini, direttore generale dell’istituto Sant’Alessio, “Un rifiorire necessario per dare un’opportunità ai bimbi cechi o ipovedenti di avere un ulteriore aiuto nello svolgere le attività scolastiche a casa. Quasi sempre l’intervento di assistenza si limita al mattino durante l’orario di scuola, ma spesso il pomeriggio il bambino si trova sprovvisto di quelli che sono gli ausili per svolgere i compiti e approfondire le conoscenze”. Continua Organtini: “Attraverso una forma d’arte come il murale si è reso comprensibile il tema del progetto, un progetto nazionale che si tiene in 120 città. Il disegno è uguale per tutti, ma noi abbiamo provocatoriamente voluto circondare le sagome, della donna e del bambino, con tanti colori diversi e sopra imprimere con la vernice le impronte delle mani di bambini e adulti, come segno tangibile di sensorialità, di tatto, nel significato di prestare attenzione”. Conclude “Per il Sant’Alessio, che insiste in quartiere come Tor Marancia, dove tanti murales sono stati già fatti, mettere un’immagine di un bimbo contornato da colori e da mani che toccano i colori, vuol dire dare un segno alla cittadinanza quello che i colori non vanno visti ma vanno vissuti”.

Il murale è stato realizzato dallo street artist Riccardo Miracapillo insieme alle famiglie e ai bambini del progetto Bloom Again – Tutti i sensi hanno un colore. L’artista ha definito così la sua opera: “Un piccolo gesto d’amore quotidiano che vuole parlare all’intimo con leggerezza, per suscitare un’emozione nel cuore di chi guarda”. Il progetto è nato per garantire un percorso scolastico ed extra-scolastico realmente inclusivo e di contrasto alla solitudine e alla povertà educativa di minori ciechi, ipovedenti e con disabilità plurime, affinché si sviluppino tutte le forme di autonomia personale possibili.

Di Giuliano Marotta

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Niente primarie per il Centro-sinistra in VIII Municipio: Amedeo Ciaccheri unico candidato

Dopo diversi giorni di batti e ribatti e di polemiche a livello cittadino e regionale, finalmente il dado è tratto: Amedeo Ciaccheri sarà il candidato unico dello schieramento di centrosinistra alle prossime elezioni municipali.Quindi l’attuale Presidente dell’VIII non dovrà passare per la selezione delle primarie previste per il 20 giugno. La scelta è stata ribadita in un comunicato congiunto del Pd locale e di Liberare Roma, l’area di sinistra che fa riferimento all’euro deputato Massimiliano Smeriglio e che ha la sua roccaforte alla Garbatella.  ” L’incontro è stato molto positivo ed utile a rafforzare il legame della coalizione progressista che guida l’VIII Municipio da appena tre anni. Dopo la vittoriosa campagna del 2018, le forze civiche e politiche del territorio vogliono continuare sul percorso di trasformazione e cambiamento intrapreso in questi anni. Il Presidente Ciaccheri in tale occasione ha avuto modo di ringraziare e ribadire al PD l’assoluta centralità di questa forza all’interno del governo del Municipio…….Le parti coinvolte hanno condiviso la necessità di rafforzare questo percorso di cambiamento, valorizzando il ruolo del Partito Democratico nel percorso verso le prossime elezioni municipali- cita il documento comune-.Nei prossimi mesi una grande sfida attende la coalizione di centrosinistra. Vincere le elezioni a Roma e cambiare volto a questa città. In tal senso-prosegue la nota- la convergenza di intenti tra Ciaccheri e i vertici del PD territoriale è stata ribadita e rafforzata. Pertanto, convinti della necessità di rilanciare l’asse che dal Municipio può dare una grande spinta per tutta Roma, Ciaccheri e i vertici del PD territoriale hanno concluso di proseguire con l’attuale squadra di governo per traguardare alle elezioni del prossimo ottobre la ricandidatura del Presidente stesso. 

Il succo del breve documento, tradotto dal politichese, sembra essere: squadra che vince e che governa bene non si cambia. 

Non è ancora sciolto, invece, il nodo nel II Municipio di Roma (Parioli, Flaminio, Salario, Trieste, Nomentano).Dove se ad ore non fosse riconfermata la ricandidatura della presidente uscente Francesca Del Bello, si procederebbe alle primarie. E’ di oggi  la candidatura per l’area politica di Liberare Roma  dell’ex consigliera comunale Imma Battaglia alle primarie nel centro sinistra per il candidato Sindaco di Roma. La storica leader delle battaglie Lgbt si aggiunge all’ex ministro Roberto Gualtieri, a Cristina Grancio ex movimento 5 stelle, Stefano Fassina dell’associazione politica “Patria e Costituzione”, Giovanni Caudo, attuale presidente del III Municipio, Tobia Zevi presidente dell’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas, Paolo Ciani Consigliere della Regione Lazio eletto nella lista di Democrazia Solidale.

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Tor Marancia: una roccia in ricordo di Quinto Gambi

Mercoledì pomeriggio si è svolta la messa in posa del ceppo marmoreo in memoria di Quinto Gambi, figura storica di Tor Marancia, la cui vita abbiamo approfondito in questo articolo,  venuto a mancare nel 2016. Una cerimonia intima, nel cortile alle spalle dell’ex Bar di Checchina in via Rufina, a pochi passi dal murales a lui dedicato. Tra i partecipanti, oltre ad alcuni abitanti del quartiere, le due sorelle Gambi, il figlio Gabriele e il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

In un quartiere come Tor Marancia, che si appresta ad essere contaminato da cambiamenti urbanistici, con l’insediamento di un nuovo centro abitato nell’area dell’ex Fiera di Roma, la costruzione di un Centro Culturale e di nuovo grande palazzo a piazza dei Navigatori, che porteranno inevitabilmente anche ad un cambiamento sociale,  iniziative come questa sono importanti per mantenere viva la memoria di un quartiere popolare e per ricordare un figlio della vecchia Sciangai, che dal grande schermo cinematografico ha portato alto il nome di Tor Marancia.

Di Giuliano Marotta

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La Juventus nuoto si aggiudica la piscina ex Lazio

Intervista a Massimo Moroli presidente biancazzurro sull’esito della gara

di Ilaria Proietti Mercuri

Saranno stati i tanti anni nel mondo dello sport ad averlo reso così testardo, e Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto, dopo aver perso il bando per la piscina di Via Giustiniano Imperatore non ci sta. Dopo 33 anni di gestione biancazzurra i giochi passano nelle mani della Juventus Nuoto. Ma la voglia di ribaltare la situazione non manca: “In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Pochi giorni dopo l’esito della gara, siamo andati a trovarlo.

Come è diventato presidente della Lazio? E da dove è nata questa grande passione?

 “Mio zio materno era stato Presidente della Lazio nel 1939. E quindi nella nostra famiglia c’è sempre stato un particolare affiatamento con i colori biancazzurri. Sono quelle passioni che ti vengono da bambino e poi pensi che mai possano cambiare. Per me questa società è come una religione, se nasci cattolico quando mai diventi mussulmano? Ci nasci, ci credi, ti ci affezioni, diventa un’abitudine di vita. Quando poi ho iniziato a nuotare sapevo che la Lazio già all’epoca era una squadra forte, e quindi ne sono entrato a far parte. E da lì prima come nuotatore, poi pallanuotista, ho anche giocato in Nazionale. Ma a 21 anni, mentre ci preparavamo per le Olimpiadi del 1954 ho avuto un incidente alla spalla, ed è finita la mia carriera. Però mi è rimasta dentro tanta passione, che non ero riuscito ad esprimere a pieno come atleta. Così ho iniziato ad insegnare nuoto, poi formai una squadra di pallanuoto che successivamente si fuse con la Lazio, entrai nel consiglio direttivo, poi diventai vicepresidente. Quando purtroppo ci lasciò Renzo Nostini nel 2005 subentrai io.”

 Perché dopo 33 anni di gestione, la Lazio Nuoto è stata  messa a bando?

 “Ecco questa è una cosa strana. Quando la nostra concessione stava per scadere parlai con il Presidente della commissione Sport del Comune di Roma per presentare un project financing. Improvvisamente come se niente fosse a due mesi dalla fine della concessione è stato sparato dagli uffici questo bando. Premetto che in giro ci sono un centinaio di impianti dove la concessione è scaduta da anni, sono abbandonati, senza controlli e nessuno fa niente. Quello che c’è stato verso di noi io lo ritengo un vero e proprio accanimento.”

 Lei già qualche mese fa aveva dichiarato: “così come è impostata la gara, non vincerà il migliore”, perché?

 “Perché in questo bando non esiste meritocrazia. Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio che ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, campioni olimpici e paraolimpici. La nostra scuola nuoto è un modello per tutti. Infatti sul piano tecnico abbiamo avuto un punteggio maggiore rispetto a loro. Ma la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Ed io avrei potuto offrire anche più di loro, ma con tutti i costi che ci sono da coprire, soprattutto nell’attività agonistica, avremmo dovuto smettere di fare quello che facciamo, non saremmo più stati la Lazio Nuoto. E il Comune accettando la loro offerta, è vero guadagna di più, ma ammazza questi imprenditori di impianti sportivi che destinano tutti i soldi al valore sociale.”

 Il quartiere come ha preso questa situazione?

 “Quando hanno saputo del rischio che andasse via la Lazio Nuoto c’è stata un’insurrezione,  una petizione alla Sindaca Raggi con 1600 firme. Poi una protesta in Campidoglio dove hanno partecipato centinaia di persone. Ti dirò di più, quando è uscito il bando le migliori società italiane mi hanno chiamato chiedendomi se noi avevamo intenzione di partecipare. Alla nostra risposta affermativa allora mi hanno garantito che loro non avrebbero partecipato. Questo per dirti che c’è anche un certo rispetto tra società. E quindi alla fine ci siamo ritrovati a concorrere noi, la Juventus nuoto gestita da Maximo arl, ed una terza concorrente. Ma la Maximo è una società fantasma, che vincendo su una società storica come la nostra, ha dimostrato la stranezza di questo bando.”

 A proposito della nuova Società, che rapporti avete con il Presidente della Maximo Luca Lanzetti?

 “Ci siamo incontrati e riconosco che dopo la sua vittoria si è comportato bene nei nostri confronti. E’ stato disponibile a farci concludere la stagione sportiva e soprattutto ci ha rassicurati che il personale rimarrà lo stesso. Però ammetto, ci sono rimasto male che la sua società sia venuta a colpire proprio noi.”

E ora? Avete intenzione di fare ricorso o lasciare tutto in mano alla nuova società?

 “Noi facciamo ricorso, certamente! Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione. In più le conclusioni di questo bando sono completamente contrarie all’interesse pubblico. Quindi noi ci batteremo fino alla fine.”

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Garbatella. Nel giardino davanti a San Filippo Neri Invasione di blatte al tramonto


Decine e decine di scarafaggi hanno trovato la loro abituale dimora nel parco di fronte all’oratorio di San Filippo Neri. Hanno certamente dimostrato il loro gusto estetico nella scelta dell’area urbana, ma la loro presenza rende ancora più manifesta lincuria, in cui versa il parchetto dedicato a Monsignor Nobels con erba alta, giochi dimezzati  per lusura e  i vandalismi. Ci si chiede come i bambini potranno usare quell’area  così degradata con le tante, tantissime blatte nere che  la invadono già dal tramonto. Una risposta  non la vediamo, ma si spera nel subitaneo intervento del Municipio Roma VIII e dellAma

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Box: De Carolis torna sul ring. Ad ospitarlo l’anfiteatro Parco della Pace alla Pisana

Classe 1984, già due volte campione del Mondo WBA dei pesi supermedi, Giovanni De Carolis torna sul ring il 21 giugno all’anfiteatro Parco della Pace pronto a difendere la cintura WBC International.

Questo sport continua a regalargli emozioni, e lui, continua a regalarle ai suoi fan, a chi lo segue ovunque, a chi si allena in quella palestra casereccia nel quartiere Montagnola. La Team Box Roma XI, dove è cresciuto lui e tanti altri ragazzi, una palestra d’altri tempi: essenziale, un ring dei sacchi e degli spogliatoi sgangherati. Entrando lì si respira aria di casa, tutti si conoscono, e quando Giovanni combatte, tra il pubblico si riconosce sempre la curva Team Box. Con le urla riescono a  mettere k.o. gli altri tifosi al primo minuto del primo round. 

C’è aria di casa ma anche di rispetto e umiltà. E chi conosce Giovanni lo sa, quando entra con il borsone a tracolla, la tuta e il passo svelto dello sportivo, non c’è una volta che non ti sorride: chiunque tu sia. Umile come pochi campioni sanno essere. Tanto che quando lo vedi per la prima volta viene da chiederti, ma è davvero lui? 

Stavolta, il campione della Team Box scortato dai suoi fan e dagli allenatori Italo Mattioli e Luigi Ascani, dovrà difendere la sua cintura WBC contro il 39 enne armeno Khoren Gevor. L’incontro era programmato al Parco Archeologico di Ostia Antica, ma “la responsabile del parco non vuole eventi sportivi”, ci ha spiegato Italo. E così, l’appuntamento rimane per il 21 giugno ma nell’anfiteatro del Parco della Pace, alla Pisana. 

E noi non possiamo che augurarti un grosso in bocca al lupo campione. Daje! Come direbbero alla Team Box.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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