L’album Panini dei calciatori, una volta gioco di strada dei ragazzi
L’album Panini dei calciatori, una volta gioco di strada dei ragazzi
Da più di cinquant’anni figurine che passione
di Enrico Recchi
Se è vero che tutti gli italiani almeno una volta hanno dato calci ad un pallone ed hanno giocato in qualche squadra (o almeno ci hanno provato), chi in un campo di erba chi nei “giardinetti” chi all’oratorio (alla Garbatella, quasi tutti, al San Filippo Neri), è altrettanto vero che tutti i ragazzini, dagli anni 60 del secolo scorso ad oggi, hanno fatto la collezione delle figurine dei calciatori.
Per fortuna ancora oggi si gioca con le figurine dei calciatori. Il primo album Panini “Grande Raccolta Figurine dei Calciatori” uscì nel 1961. Aveva in copertina il grande Niels Liedholm (allora mezz’ala del milan, poi anche allenatore della Roma con cui vinse lo scudetto nel 1983) ritratto in un colpo di testa.
Poi per molte altre edizioni, negli anni successivi, ebbe in copertina Carlo Parola, difensore centrale della Juventus, ripreso in una proverbiale rovesciata.
Così come il gioco delle lattine o altri giochi, anche questo era una modo per identificarsi con gli eroi dello sport, con quei grandi campioni del calcio che avevano a volte nomi difficili ed impronunciabili, se stranieri, a volte facce dure ed arcigne, altre visi come i nostri, semplici e bonari.
Si aspettava sempre con impazienza l’uscita dell’album Panini che coincideva con l’inizio della scuola (oggi avviene di solito tra la fine di novembre e i primi di dicembre) e poi si cominciava a rimediare qualche lira per comperare uno o due pacchetti, oppure si aspettava la domenica, giornata nella quale i nonni “sganciavano” qualcosina da spendere all’edicola. 
Per i ragazzini degli anni 60 comperare 5 pacchetti di figurine tutti assieme era un evento raro. Oggi invece si va in edicola e si compera direttamente una scatola da 100 pacchetti ed ecco là che è finito tutto il bello della ricerca, dello scambio, del gioco.
Sì, del gioco, perché una volta finiti i soldi a disposizione e quindi la possibilità di comperare figurine esistevano soltanto altri due modi per cercare di terminare l’album: o scambiarle con gli amici (ce l’ho, ce l’ho, m’amanca…) oppure cercare di vincere le figurine giocandole nei vari giochi esistenti. Anche perché spesso, per poter ottenere con uno scambio una figurina “rara”, bisognava offrirne molte. Quindi tutti i ragazzini collezionisti cercavano di avere a disposizione una buona scorta di figurine per poter tentare un venditore con un numero consistente. “Se vuoi Boranga (introvabile portiere di riserva della Fiorentina nel 1966) me ne devi dare 30…”. Si scendeva quindi sotto casa con le tasche dei calzoncini belle gonfie perché dentro c’erano i doppioni pronti per essere contrattati con gli amici della combriccola.
I giochi erano diversi. C’era il semplice e classico pari e dispari, da fare uno contro uno, decidendo prima la posta in palio: 1, 2, o 3 figurine.
C’era poi il “battimano”: un giocatore metteva una figurina sul marciapiede e l’altro metteva la sua accanto alla prima e, battendo la mano sul bordo, doveva cercare di far saltare la sua figurina facendola finire sopra la prima in modo da coprirla. Anche qui tante varianti e tante tecniche nel posizionamento del palmo. La mano non andava tenuta “piatta”, così si sarebbe mossa poca aria e ci si sarebbe fatti molto male (una forte manata a terra). Bisognava invece tenerla a coppa, con il pollice un po’ retratto in modo da aumentare la massa d’aria e meglio direzionarla. Questo gioco si poteva fare solo per strada: a casa era
assolutamente vietato sui pavimenti, figuriamoci sui tavolini. I colpi delle mani risuonavano assieme alle grida di giubilo di chi vinceva.
Stessa cosa si poteva fare con la bocca anziché con la mano. Ovvero ci si sdraiava a terra e con la testa poggiata sul marciapiede si soffiava per cercare di far sollevare la propria figurina con cui coprire quella dell’avversario.
La tecnica si realizzava in quello che non era propriamente un soffio, ma (azzardo una definizione) “una fuoruscita del proprio respiro con uno sbuffo”. Non era un’operazione facile e solo i più esperti ci riuscivano, perché se si soffiava troppo forte la figurina volava via, invece doveva sollevarsi quel tanto che bastava per sovrapporsi all’altra.
Per facilitare il volo ad effetto della figurina si provvedeva ad arcuarne i lembi in modo che quasi “dondolasse” a terra e quindi più docilmente raggiungesse l’obiettivo.
C’era poi il “muretto”, cioè le figurine a caduta. Questo gioco si poteva fare anche in più persone. Si cercava un muretto alto un metro o poco più e poi da quell’altezza si lasciavano cadere le figurine a terra, una alla volta una per ogni contendente, alternando nel gioco i vari partecipanti. A terra, mano a mano si formava un tappeto di figurine ed il primo che riusciva a fare cadere la sua coprendone un’altra già a terra (ma era sufficiente che toccasse) prendeva tutto il bottino.
Infine le figurine non erano autoadesive ma si attaccavano sull’album con la colla. Dotazione importante era infatti la “Coccoina”, la mitica colla all’odore di mandorla nel suo barattolino d’alluminio con il porta pennellino centrale.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2013


dell’illuminazione venuta a mancare a seguito del furto di rame avvenuto a fine agosto. Alle 17 da Casetta Rossa è partito il corteo di bimbi in maschera che ha attraversato il quartiere per arrivare al Parco Commodilla alle 18, dove sono state accese le zucche trasformate in lanterne e che simbolicamente hanno sostituito l’illuminazione del Parco.

da Gianni Alemanno è stata più volte sollecitata dall’Associazione Insieme per Ostiense con proposte concrete e suggerimenti, tesi a risolvere le varie problematiche del piazzale, sia sotto il profilo della viabilità e dei parcheggi, sia della sicurezza e del futuro dei previsti insediamenti degli uffici comunali. Alla fine nessuno ha fornito risposte e i vari interlocutori hanno lasciato del tutto insoluti i problemi scaricando le responsabilità su altri dipartimenti della stessa Amministrazione o sulla Polizia municipale o sul municipio. Ora ci si augura che con la nuova Amministrazione comunale guidata da Ignazio Marino possano essere affrontate e risolte nei giusti tempi le criticità: avevamo proposto l’estensione della sosta tariffata al piazzale e il posizionamento di dissuasori per evitare la sosta selvaggia in punti


dal Servizio psico-pedagogico in costante sinergia con la ASL Rm/C e con le istituzioni scolastiche al fine di coordinare e ottimizzare le risorse e di promuovere interventi in linea con le peculiarità e le effettive necessità di assistenza. Il servizio scolastico viene svolto dal personale AEC (Assistente Educativo Culturale), appartenente perlopiù ad organismi esterni accreditati ed in minima parte da personale interno all’Amministrazione.




Torna il jazz alla Villetta con un assaggio di quello che sarà il Garbatella Jazz Festival 2013, la cui nona edizione si svolgerà nella tradizionale location di Via Passino a fine settembre. L’appuntamento per l’assaggio è il 5 luglio, alla Villetta, dalle 20,30 (ingresso libero, bar e cucina).
Si trattava di un gioco sociale, quindi da fare in gruppo. Di poco costo i mezzi necessari al gioco: un tappo in lattina di bibita e un marciapiede e poi la fantasia, ingrediente sempre insostituibile. Con un gessetto, ma bastava anche un sasso chiaro, si disegnava la pista a terra. Due linee parallele a distanza di circa 15 centimetri si sviluppavano sul marciapiede, con curve, magari un ponte fatto con una tavoletta di legno, rettilinei, salite, se possibile, ed infine il traguardo. In genere il più bravo a disegnare riceveva l’incarico di fare il percorso.
Il 24 maggio si è svolto all’Oratorio San Filippo Neri il consueto torneo di calcio, riservato quest’anno ai nati nel 2005-2006, “Memorial Agostino Di Bartolomei” cui hanno partecipato quattro squadre: il Tre Fontane, il G. Castello, l’Oratorio San Filippo Neri e il Garbatella. Il torneo si è disputato a girone all’italiana con partite di due tempi di 10 minuti,
A questo libretto ne seguirono altri con il risultato di diffondere la pratica in tutta Europa ed anche nelle Americhe. Pio XII sancì la devozione del popolo cristiano e di Roma in particolare, come richiesta di protezione a Maria da parte dei suoi fedeli e devoti. Qui da noi nel 1946 la Parrocchia di San Francesco Saverio, con Don Giuseppe Generali in particolare, volle istituire la recita del Rosario nei lotti della Garbatella, alla presenza della statua della ” Madonna Pellegrina” anche come ringraziamento per la fine della guerra.
Il 15 giugno si è svolta alla Garbatella la ventesima edizione della Festa per la Cultura. Anche quest’anno grande successo di pubblico. L’iniziativa, fin dalla sua prima edizione, è organizzata e prodotta dall’Associazione culturale Controchiave. La festa nasce a Roma il primo sabato di giugno del 1994 col nome di “Festa della musica”. 
Hai visto la guerra, hai sentito le bombe. Eri sicuramente con i partigiani della Settima Zona del Partito comunista che il 3 giugno del ’44 fecero irruzione nel tuo giardino per occupare quella che era diventata la sede del Gruppo rionale fascista “Mario Sonzini”. Sei stato fiero del fatto che quel luogo, casa tua, divenisse il centro di aggregazione di chi svolgeva il lavoro politico tra la popolazione, reclutando i giovani nel Corpo dei Volontari per la Libertà che avrebbero imbracciato le armi in aiuto dei partigiani del nord. Non ti erano mai piaciuti quei tipi in camicia nera, non potevi dimenticare i volti degli ebrei portati via dal tuo quartiere, le lacrime della famiglia Cinelli che piangeva i suoi figli, martiri delle Fosse Ardeatine. Per questo ti sei commosso quando la sezione del partito venne poi intitolata al più piccolo dei due, Giuseppe, operaio ai mercati generali e comandante partigiano responsabile di zona.
All’iniziativa del Municipio e del suo presidente Andrea Catarci hanno risposto in tanti. Tra i cittadini non potevano mancare i figli e i nipoti di quegli antifascisti che, nella notte tra il 3 e il 4 giugno, prima che le colonne alleate arrivassero in città, con le armi in pugno diedero l’assalto alla sede del Fascio della Garbatella in Via Passino 26. Da quel giorno la Villetta è stata la casa dei comunisti del quartiere ed ancora oggi rappresenta un luogo d’incontro e di riflessione della Sinistra romana.
l’uso ed evitate di cantare tutto quello che non è stato composto per il canto”. Alla Parrocchia di Santa Galla queste regole sono seguite con estremo rigore e per poterle applicare nella maniera più ampia possibile ci si è dotati della presenza di tre cori per poter conciliare al meglio le tante presenze che animano solitamente le funzioni sacre.
Partiamo subito da una premessa, 

