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Tag: cultura

Anche il Liceo Socrate partecipa al #TeachPride

Ieri al Liceo Classico Socrate della Garbatella l’appuntamento che si sono dati i ragazzi di fronte la scuola, alla fine delle lezioni, non è stato il solito dei saluti di fine giornata. L’appuntamento stavolta, era una protesta. “Saremo lì intorno al Socrate con in mano la nostra Costituzione, a ribadire che il fascismo è stato sconfitto una volta e che quei valori nati dalla Resistenza vanno difesi e rafforzati ogni giorno di più”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, anche lui presente alla manifestazione.

Una catena umana di ragazzi, tutti con in mano la Costituzione, pronti a rispondere alla decisione del governo di sospendere la professoressa di Palermo. Rimossa dall’incarico per due settimane per non aver vigilato sui suoi studenti, che avevano paragonato il decreto sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali del ’38. “Una catena umana per respingere ogni attacco alla libertà di pensiero e di insegnamento.” Ha continuato Ciaccheri. “Tutti insieme, studentesse, studenti e docenti saremo uniti e legati intorno al liceo per difendere la Scuola libera e farlo rimanere un luogo democratico, dove l’antifascismo sia un valore portante e da divulgare oggi e negli anni a venire.”

Una manifestazione cui hanno preso parte molte scuole d’Italia, con l’idea che alla censura, si risponde urlando. Tanto che sui social è nato l’hastag #TeachPride, così da unire ogni tipo di forma di protesta. Tra alunni che hanno letto la Costituzione per i corridoi del proprio istituto, professori che sbandieravano cartelloni con la scritta “Io non sorveglio, sveglio”. E chi con il megafono fuori i cancelli degli edifici scolastici recitava gli articoli 21 e 33 della Costituzione: secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Teatrocinefestival: arte e innovazione nel cuore della movida di ostiense

Al Circolo degli Illuminati, in Via G. Libetta, l’11 Maggio vi aspetta la VI edizione di Ad Arte TeatroCineFestival, il comitato artistico che diffonde la musica, l’arte, il teatro, la danza. Ad attendervi una serata tra cinema, buon cibo, performance dal vivo e grande musica per raccogliere fondi e sostenere tutte quelle arti che non smettono mai di stupirci.

“Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia”, così diceva Oscar Wilde. E per uccidere le abitudini, l’arte ha bisogno di innovazione. Ed è proprio alle invenzioni infatti che Igor Mattei e Marina Biondi, ideatori del Festival, vogliono dedicare questa VI edizione.

Dunque, tenetevi pronti e allargate le cinture. Già allargate perché sarà una lunga serata, non solo all’insegna dell’arte, ma ci saranno anche ottime pietanze, dal brindisi fino al dolce. Tra dibattiti, cibo e spettacoli, l’obiettivo sarà quello di sostenere attraverso la raccolta fondi quella che sarà la futura VI edizione della manifestazione, appunto dedicata alle invenzioni. Ma anche dare visibilità alle tante iniziative sociali che promuovono una cultura di apertura, tutelando e valorizzando le ricchezze del nostro paese sotto ogni punto di vista artistico.

Di Ilaria Proietti Mercuri

PROGRAMMA:

h 19:00
Avrà inizio la serata con un brindisi inaugurale  e la chiacchierata con i partner culturali e istituzionali.

h 20:15
Proiezione Videoemotional. Di cosa si tratta? Un sorprendente racconto sulle battaglie culturali di Ad Arte nei cinque anni appena trascorsi.

h 21:00
Verranno proiettati i corti vincitori della scorsa edizione del Festival.

h 21:30
Visto che, come si dice, a stomaco pieno si ragiona meglio, non mancherà la cena con un Menù “ad arte”, servito a Buffet nel giardino del Circolo.

h 23:00
Ma non finisce qui, volete un motivo per restare? Tranquilli, non mancherà il dulcis in fundo. Vi aspetterà un bel dessert con tanto di concerto folk in sottofondo.

A seguire poi Dj set, un classico che non può mancare  alle serate del Circolo.

Ah, quasi dimenticavamo di dirvi, se volete partecipare dovete prima prenotare qui: https://ticketfor.it/evento.php?eid=58

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“Viale Londra diventa viale della lettura, almeno per un giorno”

Promosso ed organizzato unitamente alla “Libera Biblioteca PG Terzi”, con il patrocinio dell’VIII Municipio di Roma e il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta sabato 30 marzo si svolgerà dalle ore 11,00 alle 13,00 in viale Londra, nei pressi dell’ingresso Afa2 Parco di Tormarancia una iniziativa di promozione alla lettura  per grandi e piccini e una caccia al tesoro.

 Su viale Londra verranno posizionati i libri: libri “misti” (romanzi, gialli, saggi) e libri raggruppati per “tema” (per ragazzi, in lingue straniere, fumetti). Saranno fatte delle letture per grandi e piccoli.  Per dare stimolo alla manifestazione gli organizzatori hanno pensato di inserire una “caccia al tesoro” in questo caso una “caccia all’autore”. L’associazione “Libera Biblioteca PG Terzi” vi invita a partecipare ad un evento importante, divertente e che, con l’aiuto di tutti voi, può gettare le basi della creazione di un presidio permanente di lettura in una zona densamente abitata in cui non esistono biblioteche pubbliche. A questa bella iniziativa aderisce anche l’associazione culturale Cara Garbatella.

Chi vuole potrà prolungare l’incontro con un pranzo al sacco nel Parco.

Giancarlo Proietti

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PER I FESTEGGIAMENTI del 99° compleanno del Quartiere

In migliaia a Piazza Sauli col Muro del Canto

di Claudio D’AGUANNO

“C’è chi fa Sanremo e chi fa X Factor, noi facciamo la Garbatella”.

Con queste parole Alessandro Pieravanti, batterista e voce narrante del gruppo del Muro del Canto, ha aperto in piazza Sauli il concerto per la festa dei 99 anni del quartiere.

E’ domenica 24 sul calendario, febbraio pieno, eppure a scaldare la folla che trabocca tra il palco e la cancellata della Cesare Battisti c’è il miglior sole d’una straordinaria invernata romana.

E sono almeno cinquemila, ma anche di più, le persone di ogni età come di diversa memoria folk-rockettara, venute dai sette angoli della città a cantare, assieme a Daniele Coccia e gli altri, i versi dei loro lavori più conosciuti o a saltare sul posto seguendo le note nuove de “L’Amore Mio Non More”. Questo infatti il titolo dell’ultimo disco firmato dal gruppo romano che pare calzare a pennello come dedica, la più appropriata e tenera, al compleanno d’una borgata giardino battezzata Concordia nel 1920 ma cresciuta ribelle e forte col nome di Garbatella.

Prima delle canzoni sono state comunque le parole del presidente Amedeo Ciaccheri a ricordare la qualità sociale del “secolo breve” di queste parti, rivendicando la cultura dell’accoglienza, le virtù dell’antifascismo e del rifiuto del razzismo, cresciute nei lotti e coltivate di generazione in generazione.

Col saluto a Riace è poi partito il tour sonoro che in oltre due ore e mezza ha offerto il meglio della produzione artistica firmata Muro del Canto. Ouverture d’obbligo per Reggime er Gioco, prima traccia del nuovo disco, racconto d’una Roma zingara e smarrita dove però c’è sempre spazio per un’altra chance, per un’altra occasione di riscossa: “Reggime er gioco ancora / Come è stato tanti anni fa —invoca la voce del gruppo- Che a noi nun ce mettono in riga…”

Pasolini e Lando Fiorini, Gadda e Gabriella Ferri, Giuseppe Gioacchino Belli e Ennio Morricone, forse Remo Remotti o Victor Cavallo: non sono certo i riferimenti letterari alti, come pure i rimandi alla musica più di consumo, a fare difetto in pezzi come Novecento o come il recitato Roma Maledetta, come Cella 33 o L’Anima de li Mejo, irriverente e beffarda dichiarazione d’amore e sfida alla “commare secca” ovvero alla vita che della morte è complice e rivale.

La periferia e la fame che te fa “pija’ d’aceto”, l’infanzia e il carcere, il tradimento, gli amori, la morte ancora e soprattutto il tempo che scorre, sono i temi che, una canzone dietro l’altra, giocano con le sonorità più diverse, alternando nei respiri della fisarmonica o nei passaggi al piano come nel ritmo delle percussioni, l’aria d’Irlanda al western, il rock ruvido al vigore gitano. E di ogni cosa il dialetto romanesco, sempre curato e mai banale, lingua meticcia e ormai universale, è sintesi d’espressione e garanzia di qualità.

Garbatella, la sua gente e la fresca giovinezza dei suoi anni, non poteva trovare cantori più appropriati. E il coro generale che nel finale accompagna le note de La Vita è Una -ultimo pezzo reclamato nei bis finali- vale appunto come una dichiarazione d’affetto per i suoi figli ovvero di risposta, ferma e serena, urlata in faccia ai profeti delle passioni tristi o a chi nel rancore trascina i suoi giorni.

“Tu ridi sogni e questa vita te la bevi / tutta de un sorso senza manco ripijà fiato…

Quasi nun senti come passeno quest’anni… e te ricordi solo chi te vole bene / la vita è una c’hai ragione e nun conviene / campa’ cor sangue amaro pe ste quattro iene…”

E così, ridendo d’amore, con le luci del tramonto che spengono le candeline sulla torta, sale ancora l’ultimo grido d’uno straordinario compleanno: lunga vita a Garbatella!

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La scuola G. Montezemolo festeggia i suoi 30 anni

Scommettete che stamattina, tutti gli studenti della Giuseppe Montezemolo di Via del Tintoretto, non vedevano l’ora di andare a scuola? Niente interrogazioni, prof. che urlano, o compiti da copiare all’ultimo minuto prima che inizi la lezione. Proprio così, perché da oggi Giovedì 21 Febbraio, fino a Sabato 23, ci saranno tre giorni intensivi di festeggiamenti. Per cosa? Ve lo spieghiamo subito. Anzi, ce lo spiega il nostro Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che non poteva mancare all’appuntamento.

“Oggi è un giorno importante, perché celebriamo i primi trent’anni del plesso scolastico Tre Fontane. È un giorno importante perché festeggiamo una scuola che, come tutte, è concretamente un punto di riferimento per la vita di tante famiglie, come lo è per tutto il territorio e per la nostra comunità.”

I ragazzi saranno impegnati in tre giornate piene di attività:
Si parte già da stamattina alle ore 8:30 con il taglio del nastro e “l’inaugurazione simbolica della scuola”, alla presenza delle autorità civili, miitari e religiose. Saranno presenti il Dirigente scolastico, le coordinatrici sia della scuola Primaria che Secondaria, l’assessora alla scuola del VIII Municipio e altre figure istituzionali.
La giornata procederà con i giochi matematici, ossia un concorso nazionale a squadre che impegnerà gli alunni delle classi prima e seconda della scuola media inferiore.
Domani 22 Febbraio, sia le famiglie che gli alunni potranno assistere a rappresentazioni in lingue straniere, la mostra fotografica “L’evoluzione della scuola”, e ammirare un murales creato dagli alunni durante un progetto scolastico artistico.
La terza giornata infine, quella di Sabato, sarà svolta con gare sportive, il concerto dell’Orchestra d’Istituto e infine la premiazione per i piccoli atleti.

Insomma, buoni festeggiamenti Montezemolo, per la locandina dell’iniziativa: basta cliccare qui.

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MONTAGNOLA, PARTE LA GARA PUBBLICA PER RIAPRIRE LA LUDOTECA DI VIA DEI LINCEI

Uno spiraglio di luce per la ludoteca municipale di Tor Marancia chiusa da tempo, comincia ad intravedersi. Una buona notizia per i bimbi del territorio, che da dicembre 2016 si trovano senza Ludomagicabubù di Via dei Lincei.
La presentazione delle domande di partecipazione scadranno il 31 gennaio 2019.

La ludoteca era attiva dal 2005 e per 11 anni ha ospitato bimbi da 0 a 6 anni.
I motivi che hanno poi portato alla chiusura non sono mai stati molto chiari, forse per via dell’assenza di una documentazione sull’agilbilità strutturale.
L’unica cosa certa in questi mesi, è stata l’indignazione e le proteste dei genitori che fin da subito avevano chiesto la certificazione necessaria per riaprire la ludoteca. E la risposta a quelle proteste, finalmente è arrivata, meglio tardi che mai.(p.m.i)

Le info utili sull’avviso pubblico potete trovarle qui: Roma Capitale

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Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

È arrivata fino a Sanremo la musica degli Sgarbatelli

IL GRUPPO FOLK-POP DELL’ISTITUTO DAMIANO SAULI
di Lorena GUIDALDI

Sono già conosciuti in tutta Roma e non solo gli Sgarbatelli Drum Circle, il gruppo musicale della scuola media Macinghi Strozzi che quest’anno ha partecipato alla manifestazione Tamburi della
Pace in Campidoglio, alla Festa della Cultura e al Festival dello Street Food a Garbatella nonché alla Festa della Musica a piazza Santa Maria in Trastevere. “Il gruppo è nato nel 2016 – racconta
la professoressa Serena Della Monica, insegnante di educazione musicale – su un progetto che ho presentato contro la dispersione scolastica: un corso pomeridiano di musica folk–pop con uso di strumenti legati alla tradizione popolare del centro e sud Italia come organetti, fisarmoniche, tamburi a cornice, castagnetti che si fondono con i suoni più moderni delle chitarre acustiche, dei bassi elettrici e della batteria.” Il complesso musicale che nei primi tempi coinvolgeva una trentina di ragazzi, dopo due anni, a progetto concluso, ha raddoppiato i partecipanti e ha cominciato a uscire dall’ambito scolastico proponendosi con successo in diverse manifestazioni cittadine, fino ad arrivare al Global education festival a Sanremo classificandosi tra i finalisti e ricevendo la Menzione Speciale. L’entusiasmo dei ragazzi ha naturalmente contagiato le famiglie e gli altri docenti della scuola, che seguono assiduamente il gruppo con passione nelle trasferte. Il prossimo appuntamento per gli Sgarbatelli sarà a piazza Benedetto Brin in occasione del 99 esimo compleanno della Garbatella.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

la Garbatella piange Anna. Il funerale in piazza santa Maria in trastevere

di Giancarlo PROIETTI

Anna Federico, meglio conosciuta come la mamma di Stefano “Zoretto”, ci ha lasciati a 93 anni con l’arrivo del freddo autunnale.

Chi era Anna? Era una donna del popolo a cui non piaceva mettersi in mostra, era riservata e discreta, ma con un grande cuore. Nativa della Calabria ha raggiunto la capitale nel 1949.
Dopo aver abitato per molti anni a Tormarancia nel 1974, si era stabilita in un piccolo appartamento del lotto 28 alla Garbatella in piazza Sapeto dove, dopo la morte del marito, ha cresciuto con dignità i suoi tre figli Alberto, Andrea e Stefano, il più piccolo. Aderì fin da subito alla Comunità di Sant’Egidio, che allora aveva sede in uno scantinato tra i lotti. Con i fratelli della comunità ha portato per anni una parola di conforto a chi ne aveva bisogno, ma Anna partecipava con entusiasmo anche alla vita sociale e politica del quartiere, come attivista della Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella a via Passino. La vogliamo ricordare così minuta, graziosa, ma determinata e fiera di appartenere al popolo, che in quegli anni si sentiva protagonista del cambiamento della società.
Quel popolo commosso che abbiamo visto nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a dare l’ultimo saluto a questa grande donna della Garbatella. La funzione funebre è stata celebrata dal vescovo Ambrogio Sprefico.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

un gigantesco cormorano mangia smog al Porto fluviale

ANCORA STREET ART NEL MUNICIPIO
di Enrico RECCHI

Può un’opera d’arte combattere l’inquinamento?
Sembra proprio di sì!
È stato inaugurato a fine ottobre il grande murales di Federico Massa, in arte Iena Cruz, dipinto sul palazzo all’angolo di via del Porto Fluviale con via del Gazometro, che come caratteristica tecnica ha proprio quella di “mangiare l’inquinamento”. La vernice utilizzata si chiama Airlite, un preparato mangia smog ideato da una azienda bolognese, che grazie all’azione della luce è in grado di scomporre gli agenti inquinanti in molecole di sale e ridurne quindi l’effetto nocivo. Il titolo del murales è “Hunting Pollution” ovvero “A caccia di inquinamento”. Sul palazzo è raffigurato un gigantesco uccello blu su un piedistallo rosso, un inquietante cormorano, che stringe nel becco un pesce pronto per essere inghiottito. In alto un fiore stilizzato, lo stesso presente anche sul sito dell’artista milanese. I colori che fanno da sfondo al disegno sono alcune tonalità di verde, il blu, il bianco ed il beige. Ognuna delle finestre del palazzo, di proprietà della famiglia di costruttori romani De Angelis, ha sulle serrande un goccia dipinta come se dall’alto scendesse una pioggia regolare a rinfrescare l’animale e questo angolo di Roma.

La vera rivoluzione è proprio quella di utilizzare l’opera d’arte non solo come un qualcosa da ammirare o come denuncia sociale, ma in questo caso anche come strumento ecologico. Quel palazzo, situato in uno degli incroci più trafficati della zona, è diventato infatti una superficie in grado di respirare trattenendo lo smog e purificando l’aria, proprio come fosse un albero.
L’artista milanese, che da tempo vive e lavora negli Stati Uniti a New York, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori street artist. In soli ventuno giorni di lavoro ha realizzato l’opera di Street Art più grande d’Europa, un vero e proprio record per il quartiere Ostiense e per Roma tutta.
Più nel segno della tradizione invece l’opera muraria di piazza Caduti della Montagnola, dipinta sulla parte superiore sinistra dell’entrata della direzione dell’Ama. Il soggetto, la testa con elmetto di un ufficiale nazista delle SS che si difende dai dardi scagliati con l’arco da due angioletti in cielo, vuole rappresentare la difesa dei patrioti civili nella cosiddetta battaglia della Montagnola il 10 settembre del 1943, quando dopo l’annuncio dell’armistizio gli ex alleati tedeschi assalirono a cannonate un reparto italiano dei granatieri di stanza al Forte Ostiense.

Questi nuovi murales vanno ad aggiungersi agli altri già presenti a Garbatella e a Tormarancio, contribuendo ulteriormente al rilancio ed alla valorizzazione dei quartieri dell’VIII Municipio.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Garbatella amata da Mirkoeilcane

INTERVISTA AL CANTANTE ROMANO PREMIATO A SANREMO
di francesca Vitalini

Nato a Roma e cresciuto nel quartiere Garbatella, Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, classe ’86, inizia da bambino a suonare la chitarra. Come musicista compone colonne sonore, sigle e spot pubblicitari, testi e musiche per altri artisti, finché nel 2015 intraprende la carriera da solista e pubblica il suo primo ed omonimo lavoro “Mirkoeilcane”, che ottiene il plauso della critica. Nel 2018 esce il suo secondo album “Secondo me” e con il singolo “Stiamo tutti bene” partecipa al Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte: si classifica al secondo posto e vince il premio della Critica Mia Martini.
Nello stesso anno il brano ottiene altri importanti riconoscimenti: il premio Enzo Jannacci di Nuovolmaie alla migliore interpretazione Sezione Nuove Proposte, il premio PMI (music) alla musica
indipendente e quello Sergio Bardotti per il miglior testo. Ultimo in ordine di tempo il premio Tenco, dedicato alla canzone d’autore, come migliore canzone. Stai vivendo un 2018  importantissimo, come pensi di concluderlo?
Spero con una vacanza!
Ovviamente sto scherzando.
Sono impegnato con il tour, iniziato a maggio, la cui ultima tappa sarà a Roma il 20 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. Con il 2019 inizierà, poi, la preparazione di un nuovo album…
c’è da fare ancora! Qual è, secondo te, il successo del singolo “Stiamo tutti bene”, che racconta uno dei tanti viaggi della disperazione nel Mediterraneo, questa volta visto dagli occhi di un
bambino?
Credo sia lo stesso tema trattato, sempre in primo piano nelle agende politiche e dei media, un argomento che divide l’Italia, così come ha diviso la critica.
L’ho affrontato usando come punto di vista la storia di un bambino perché è fondamentale affidarsi all’esperienza diretta più che al sentito dire, che abitualmente genera incomprensione, paura, che a loro volta sono l’anticamera del razzismo.
Ma ecco, un artista può sollevare il tema, è poi responsabilità dei media dare la giusta informazione sulla migrazione e non generare false paure.
I tuoi testi sono impegnati e nello stesso tempo carichi di quell’ironia sarcastica del tutto romana. Cos’altro ti hanno insegnato Roma e la Garbatella?
Il sarcasmo è un modo di fare tipico dei romani, tra di noi ci capiamo, per altri è un atteggiamento inusuale, originale.
Garbatella, poi, mi ha insegnato la semplicità, la convivialità, l’immediatezza dei rapporti umani. Faccio parte dell’ultima generazione del citofono: ci si citofonava per giocare insieme
nel cortile, dove in sedici/diciassette stavamo per ore, finché non faceva buio. Questo tipo di vita, per un bambino, non è possibile in altri quartieri romani.
Ma è un tipo di vita che ti porti da grande, che ti forma nel relazionarti agli altri.
Attraverso tale sguardo sarcastico, come descriveresti la Garbatella. Ci diresti un suo aspetto negativo ed uno positivo?
A Garbatella c’è condivisione; si svolge un tipo di vita non individualistica e si rimane in contatto con la realtà. Di aspetti negativi ne vedo di meno ed hanno a che fare sia con il passato, quando, come borgata, si potevano incontrare delle situazioni di degrado sociale, sia con il presente: essere un quartiere centrale e ricercato lo porta a degli svantaggi, come il rischio di perdere l’ identità più popolare.
Ma è l’unico quartiere in cui vivrei a Roma per la sua dimensione calma, dilatata, a differenza dell’intera città, un ritmo che è utile per il mio lavoro.
Cosa pensi del cantautorato romano che sembra rifiorire in questi ultimi anni con tante proposte musicali diverse?
Sì, c’è molta varietà. Mi piace girare per i locali romani per ascoltare qualcosa di originale, a prescindere dal genere, ma spesso questa originalità è nascosta sotto cumuli di polvere, tranne rarissimi casi: pseudo direttori artistici che scelgono unicamente “musica per riempire i locali”, gli stessi locali organizzati più per chiacchierare che per apprezzare l’artista, impianti audio/
luci di serie c…ecco, in situazioni del genere puoi scrivere anche “La donna cannone”, ma nessuno la sentirebbe.
Non sono i tempi del Folkstudio, né quelli dell’underground romano con Fabi, Silvestri, Gazzè. C’è una proposta molto ampia, ma il cantautorato non è un’etichetta, non basta scrivere canzoni, bisogna creare un’emozione, ascoltare un brano con le gambe che tremano, creare condivisione. Questo è raggiungere l’eccellenza.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nel salone centrale di Mody Dick l’ultima edizione del Premio fantasia

Anche quest’anno il Premio Fantasia, organizzato dall’associazione Il Tempo Ritrovato di Mirella Arcidiacono, non ha lesinato riconoscimenti ai Garbatellani doc che si sono distinti nell’ultimo
anno. A fine novembre nel salone centrale degli ex Bagni pubblici, oggi hub culturale Moby Dick, alla presenza del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri si sono alternate le menzioni di merito e i premi in diversi campi di attività: dalle arti, ai servizi sociali, al volontariato, alla cultura.
Il premio 2018, che riproduce un dipinto del Maestro Carlo Acciari donato all’Associazione nel gennaio del 2009, si è arricchito di piccole sculture con il volto di Carlotta realizzate nello studio del professor Vincenzo Varone, titolare della cattedra di tecniche della scultura presso l’Accademia delle Belle Arti con la collaborazione dello studente Vittorio Serrenti. Le sculture sono nate per sensibilizzare il restauro della fontana simbolo del quartiere. Sempre lì nei prossimi giorni verrà posta anche una targa in memoria di Carlo Acciari.
Diverse le proposte avanzate dall’associazione. “ Chiediamo che sulla scalinata di Carlotta venga realizzato un murales, che rappresenti bambini di tutte le etnie che si tengono per mano – ha detto Mirella Arcidiacono – per mandare un messaggio di pace proprio il 20 novembre Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia. Vorremmo inoltre che per il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, venisse dedicato il piccolo giardino di via Giustiniano Imperatore a Donatella Colasanti tortutata nel massacro del Circeo”.
Ma ecco di seguito l’elenco dei premiati: il professor Vincenzo Varone dell’Accademia delle Belle Arti, l’ortopedico Fabio Rodia del Cto, l’Associazione Amici di Fruzzico, l’assistente sociale e
pittrice Anna Maceratesi, il giovane artista Francesco Romanelli, il maestro artigiano Nando Sciampi, Stefania Rossetti, il dottor Luca Marino del centro Marilab, lo studente dell’accademia
Belle Arti Vittorio Serrenti, il gruppo dei genitori della scuola materna La Coccinella e infine l’architetta Maria Paola Pagliari del Tavolo Archivio storico dell’VIII Municipio.
(I. P. M.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Concerti gratis Teatro Argentina

Si avvicinano i due concerti del nostro debutto al Teatro Argentina. Si trattata di  eventi realizzati in collaborazione con la European Foundation for Support of Culture e  ad ingresso libero e gratuito!

Tenuto conto del gran numero di richieste che stanno pervenendo, consigliamo di scrivere per far riservare dei posti ai seguenti indirizzi email  booking@eufsc.eu oppure a mazzoccantegiuliano@gmail.com, indicando i nominativi delle persone interessate a partecipare.

Lunedì 9 luglio ore 21, Teatro Argentina

evento ad ingresso libero e gratuito in collaborazione con European Foundation for Support of Culture

G. Verdi: dall’opera “Nabucco”,  Sinfonia
G. Verdi: dall’opera “I vespri siciliani”,  Mercé dilette amiche 
F. Cilea: dall’opera “Adriana Lecouvreur”,  Io son l’umile ancella 
G. Verdi: dall’opera “Otello”,  Ballabili
A. Shor:  Ode to Anna, Intro and Aria of the White Lady, Vocalise
V. Bellini: dall’opera “Norma”,  Sinfonia
V. Bellini: dall’opera “Norma”,  Casta Diva 
G. Verdi: dall’opera “La forza del destino”,  Sinfonia
A. Dvorak: dall’opera “Rusalka“,  Canzone alla luna 
G. Puccini: dall’opera “Gianni Schicchi”,  Oh mio babbino caro
G. Gimenez:  La Tarantula
Roma Tre Orchestra
Veronika Dzhioeva, soprano

Alexander Sladkovsky, direttore

Mercoledì 11 luglio ore 21, Teatro Argentina

evento ad ingresso libero e gratuito in collaborazione con European Foundation for Support of Culture

A. Shor:  Seascapes for Violin and Orchestra  
A. Shor:  Flight of a Falcon for Violin and Orchestra  
A. Shor:  Verdiana for Clarinet and Orchestra
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92
Roma Tre Orchestra
Shirley Brill, clarinetto
Haik Kazazyan, violino
Sergey Smbatyan, direttore

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Garbatella su la testa!

Un Natale di solidarietà e rigore morale, il nostro patrimonio più grande

di Paola Angelucci

“Il quartiere che mi piace più di tutti è la Garbatella…” ci dice Nanni Moretti nel suo film del 1993 Caro Diario ed eccola Garbatella nostra, piace sempre, piace a tutti.
Poco più di tre chilometri quadrati di territorio a metà tra il centro storico e l’agro romano, quasi cinquantamila persone e quasi cento anni di vita passati per le sue strade fatte di terra e polvere in principio, poi lastricate per far scorrere la modernità di automobili e tram ed ora nuovamente da rifare; tanti anni scivolati nelle sue case più uniche che rare, all’insegna dell’eclettismo, del barocchetto, del razionalismo e poi, via via, fino ai palazzi frutto più recente del mattone romano lievitato a dismisura negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ingombranti cugini degli storici lotti, che ormai cingono con affetto tutto il perimetro del quartiere. Tanta roba, tanta bellezza che fa innamorare sempre più il turista attento, gli studenti
e i tanti romani che scelgono Garbatella come meta delle loro passeggiate in città.


Eccola Garbatella bella, in questo periodo tutta sbrilluccicante per le luci del Natale che si affacciano festose dalle vetrine, da portoni e finestre, ammiccando provano ad attrarci, donne ed uomini sempre più distratti, così presi dai nostri problemi quotidiani: il lavoro che non c’è, le scuole dei figli, una persona cara da accudire, le preoccupazioni dei ragazzi per il loro futuro e così non alziamo più la testa, sembra non ci bastino più le nostre piazzette, stradine, giardini, tiriamo avanti talmente appesantiti dai nostri problemi che camminiamo chiusi nei paltò, nascondendo oltre ai nostri corpi, anche la natura di una comunità resistente, affossando il carattere socievole ed accogliente ereditato dai primi abitanti operai, ex braccianti in cerca di lavoro nella capitale e gli espulsi dal centro di Roma, sfollati a causa degli sventramenti subiti dalla città per le velleità del regime fascista.
Sembra quasi che la solidità di un quartiere come questo si stia facendo minare da un corso sbagliato delle cose, come se il democratico ponentino che leggero accarezza il rosso e l’ocra delle case di Garbatella, stia lasciando il passo ad un vento irritante che ci fa chiudere gli occhi per proteggerci, ma ci fa perdere di vista gli uni con gli altri. Certamente anche qui si respira un’ariaccia da un po’ di tempo, sarà per la puzza che dagli stracolmi cassonetti ci assale le narici salendo su fino agli ultimi piani, sarà perché i marciapiedi con sempre più alberi abbattuti ci fanno una tristezza infinita o perché dalle televisioni e dai giornali arrivano solo messaggi di odio sociale che, fomentando intolleranza e incomprensioni, ci spingono alla disgregazione. Sarà per tutto questo, ma il terreno su cui i nostri hanno fondato le radici della Garbatella è diventato scivoloso e, come le buche sui marciapiedi, pericoloso; allora bisogna essere forti, ricominciare ad essere ribelli di fronte all’incompetenza di chi ci fa vivere così, quasi senza dignità, resistendo alle generalizzazioni e affermando forte che la disumanità non abita qui!
Una finestra rotta e non riparata, così come teorizzato nei primi ani ’80 dai sociologi Wilson e Kelling, potrebbe generare fenomeni di emulazione dando inizio ad una spirale di degrado urbano e sociale, la finestra è solo una metafora che ci spinge a riflettere sul senso di comunità che sappiamo essere forte a Garbatella. il nostro fitto tessuto associativo e politico è linfa per il quartiere e aiuta a tenere accesa la scintilla dell’orgoglio di un territorio combattente, esigente e critico da sempre.
Ricominciamo dalla solidarietà, ormai praticamente estranea alla società contemporanea, ma che a Garbatella non è mai mancata e non ha mai lasciato spazio all’intolleranza e dove il controllo sociale, esercitato nelle piazze e nei lotti, ha permesso anche alle tante anime fragili e diverse di vivere accolti nella vita pulsante del quartiere: Pasquale, Evandro, il Marinaro solo per citarne alcuni che ci hanno lasciato, fino ai clochard, più efficienti del Comune di Roma, che hanno reso i giardini della Circonvallazione Ostiense un luogo curato e pulito, ecco tutti  loro e tanti altri hanno trovato uno spazio protetto nella comunità di quartiere, purtroppo impensabile in altre zone della capitale.
Questo è il nostro patrimonio più grande, fatto di aiuto reciproco, solidarietà e rigore morale, tessuto dai racconti delle storie personali, base della vicenda corale che fa crescere il loro valore collettivo e storico portando la Garbatella ad assumere un ruolo esemplare nella storia di Roma.
Non restiamo chiusi con le teste infilate nei baveri alzati dei nostri cappotti, rinfreschiamoci la gola con l’acqua della dolce Carlotta, riprendiamo a chiedere e a fare per la comunità resistendo all’imbarbarimento, al menefreghismo, all’intolleranza.
Garbatella su la testa!

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Santa Galla alla Circonvallazione una volta ai margini di Garbatella

Santa Galla alla Circonvallazione una volta ai margini di Garbatella
La chiesa ha ereditato il titolo da un’altra, antica, distrutta nelle demolizioni nel centro storico operate dal fascismo. Completata nel 1940, fu danneggiata dai bombardamenti del 1944

di Enrico Recchi

A me piace considerare la zona della Circonvallazione Ostiense parte integrante del nostro quartiere ed è per questo che, volendo raccontare la storia delle Chiese della Garbatella, parto dalla più periferica: Santa Galla. Galla era una patrizia romana del VI sec. dC, figlia di Quinto Aurelio Simmaco, oratore scrittore e senatore romano fatto uccidere da Teodorico re degli Ostrogoti. La nobile romana nella sua vedovanza divenne famosa e popolare per l’assistenza profusa ai poveri, per la sua gentilezza e disponibilità nell’aiutare i più bisognosi.
Alle pendici del Campidoglio, non lontano dalla attuale Via Petroselli, venne così costruita una Chiesa, probabilmente proprio laddove c’era la casa della santa donna. In questa chiesa era conservata un’immagine della Vergine che sarebbe apparsa alla figlia di Teodorico mentre aiutava i poveri. L’immagine e la devozione per la santa vennero in seguito trasferite in un’altra Chiesa, quella di Santa Maria in Campitelli.
Tutta la zona venne ampiamente devastata dagli sventramenti del ventennio fascista per la costruzione della Via del Mare e dei nuovi edifici della ex Anagrafe nello stile razionalista dell’epoca ed oramai si era persa completamente memoria del vecchio tempio Cristiano dedicato alla Nostra.
Così nel 1940 si decise di costruire una nuova Chiesa che venne intitolata a Santa Galla, proprio ai margini della Garbatella.
Quando nel 1940 la chiesa venne completata, i palazzi che oggi vediamo allineati lungo la Circonvallazione non erano stati ancora costruiti e davanti la chiesa si ergevano solamente gli “Alberghi” di piazza Biffi. A fianco del nuovo edifico religioso però esisteva un edificio costruito come ospizio per persone anziane, che venne gravemente danneggiato durante il conflitto.
La memoria, ormai persa, della patrizia romana Galla e del suo soccorso ad anziani e bisognosi, fece sì che per molto tempo fu in uso il modo di dire che indicava all’interlocutore, magari avanti con gli anni e maldestro, la necessità di trasferirsi proprio nell’Ospizio di Santa Galla. “Ahò, ma nun sei bono a gnente. Devi proprio d’annà a Santa Galla!”.
Ma andiamo con ordine. La chiesa venne costruita appunto nel 1940 con a fianco un edifico che fungeva da ricovero per persone anziane. A quell’epoca con l’Italia in guerra, di povertà, nonostante i proclami del regime, ce n’era davvero tanta. In zona c’erano gli orti di guerra, dove la gente coltivava qualche verdura di stagione per aiutare la magra dieta domestica e c’erano le marrane, laghetti d’acqua alimentati dal fiume Almone, dove i ragazzini andavano a sguazzare e parecchi poveri a catturare le rane da mangiare o da vendere.
La costruzione della chiesa rappresentò, quindi, per tutti i cittadini della parte bassa della Garbatella una novità positiva. Messe, comunioni, cresime e matrimoni (il primo venne officiato nel 1941) e funerali potevano essere celebrati “vicino casa” senza doversi servire necessariamente di SS. Eurosia e Isidoro (San Filippo Neri venne costruita solo nel dopoguerra) o di S. Francesco Saverio o della Basilica di S. Paolo.

La giovane chiesa dovette presto però affrontare direttamente gli eventi bellici con i bombardamenti che colpirono la zona della Stazione Ostiense, obiettivo militare per eccellenza, e le case della Garbatella stessa.
La Garbatella, ovviamente,non era un obbiettivo militare, ma allora come oggi non esistevano bombe intelligenti capaci di selezionare cosa colpire. In particolare i bombardamenti del 1944 e quello terribile del giorno 7 marzo causarono morti e devastazione.
Tra gli altri, venne bombardato  anche l’Albergo Bianco dove c’erano la maternità e l’asilo nido, procurando diversi morti e feriti. In quell’occasione il parroco di Santa Galla, don Teocle Bianchi, si prodigò instancabilmente nel portare aiuto ai feriti e alle famiglie colpite.
Per quanto riguarda gli aspetti architettonici c’è da dire che il progettista fu Tullio Rossi che si rifece ai canoni classici delle costruzioni dell’epoca assai semplici.
La facciata è a capanna con il campanile sulla sinistra. Il tutto rivestito di mattoni.
Davanti alla chiesa è presente una struttura a portico aperto.
All’interno due file di colonne circolari dipinte dividono le tre navate. In alto sono presenti delle finestre quadrangolari che danno luce all’ambiente.
Il soffitto a capriate lignee richiama idealmente la tradizione paleocristiana a cui apparteneva l’antico edificio ai piedi del Campidoglio.
Da quell’antica chiesa proviene il cippo marmoreo che funge da altare. Altro elemento di riguardo è una tela seicentesca con “La visione di Santa Galla”. Da ricordare anche un altro elemento distintivo della chiesa: il grande organo, dalle bellissime sonorità, restaurato dal maestro organaio italo-francese Formentelli, acquisito nel 1985.
Passata la guerra, con la nascita dei palazzi della Circonvallazione Ostiense la chiesa ed il suo oratorio diventarono i catalizzatori sociali di tante famiglie e ragazzi. Io per primo ho trascorso tanti pomeriggi sui campi di calcio dell’oratorio o nelle salette sotto la chiesa, magari a giocare a ping-pong, (la mia famiglia si trasferì da una casa alle spalle di San Filippo Neri, dove ero nato, alla Circonvallazione Ostiense nel 1961). Insomma diverse generazioni di “garbatellari di periferia”, come potremmo definire gli abitanti della zona, sono cresciute sotto le cure di don
Vincenzo prima e don Antonio poi. Sì perché c’è da ricordare che a cavallo degli anni 70/80 abitare alla Circonvallazione Ostiense era un elemento che distingueva dalla popolare ed allora malfamata Garbatella e ci si pavoneggiava nell’affermare di non essere della Garbatella ma della Circonvallazione. Oggi invece il raggio di appartenenza sociale, con la Garbatella sugli scudi della moda, della TV e dei quotidiani, fa includere anche la moderna arteria stradale nel quartiere che più amiamo.
Ma per alcuni “tignosi” la questione resta aperta: la Circonvallazione Ostiense fa parte della Garbatella?
Io che sono per un pacifico e operoso “volemose bene” (anche se con i suoi distinguo) indirizzo le mie scarse energie verso altri impegni e propendo senza indugio per una Garbatella allargata ed accogliente.

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Giovedì 21 dicembre

Ci avviciniamo al Natale con una settimana ricca di appuntamenti.
Ecco innanzitutto i serali, due tra i più interessanti forse – per motivi diametralmente opposti – della nostra intera programmazione autunnale

Mercoledì 20 dicembre ore 20.30 Teatro Palladium

Un incontro tra due grandi: G. F. Handel e J. S. Bach

G. F. Handel: Suite in re minore HWV 437; Suite in si bemolle maggiore HWV 434; Passacaglia in sol minore HWV 432
J. S. Bach: Concerto in re minore per pianoforte e orchestra BWV 1052; Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Roma Tre Orchestra
Scipione Sangiovanni, pianoforte

Ci avviciniamo al Natale con una settimana ricca di appuntamenti.
Ecco innanzitutto i serali, due tra i più interessanti forse – per motivi diametralmente opposti – della nostra intera programmazione autunnale

Mercoledì 20 dicembre ore 20.30 Teatro Palladium

Un incontro tra due grandi: G. F. Handel e J. S. Bach

G. F. Handel: Suite in re minore HWV 437; Suite in si bemolle maggiore HWV 434; Passacaglia in sol minore HWV 432
J. S. Bach: Concerto in re minore per pianoforte e orchestra BWV 1052; Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Roma Tre Orchestra
Scipione Sangiovanni, pianoforte

Scuola tedesca e scuola tedesca trasferita in Inghilterra per l’ultimo appuntamento sinfonico di R3O nel 2017: Handel e Bach sono tra le due (se non, le due) figure più importanti della musica a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Del primo ascolteremo due suite per tastiera e una interessante Passacaglia, del secondo quelli che sono probabilmente i suoi due più famosi concerti per pianoforte e orchestra (scritti, originariamente, per clavicembalo). La serata è costruita intorno a Scipione Sangiovanni, tra i migliori pianisti italiani della nuova generazione, grande conoscitore di questo repertorio. Insieme a lui, i musicisti di Roma Tre Orchestra.

Giovedì 21 dicembre ore 19 Teatro di Villa Torlonia

Il cinema-libro: Il Trono di Spade

Lettura di pagine dal romanzo di G. R. R. Martin accompagnata dall’esecuzione delle musiche di R. Djawadi tratte dalla colonna sonora dell’omonima serie tv.

Roma Tre Orchestra Ensemble
Leonardo Spinedi, violino e chitarra
David Simonacci, violino e pianoforte
Lorenzo Rundo, viola
Marco Simonacci, violoncello
Stefano Patti, voce recitanteFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ALLA GARBATELLA

Le associazioni “Il Tempo Ritrovato” e “Cara Garbatella”

In collaborazione con la Villetta

Presentano

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ALLA GARBATELLA

Rossana Di Lorenzo

si racconta, tra ricordi, aneddoti, e filmati

Giovedì 14 dicembre alla Villetta ore 17,30

Via F. Passino  26– Via Degli Armatori 3

A seguire apericena con specialità della cucina romana

Saranno presenti altri personaggi del quartiere che

hanno avuto esperienze cinematografiche

Per l’apericena si consiglia di prenotare
stampa@caragarbatella.it | C 331 6423680Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per quieto vivere, di Massimiliano Smeriglio

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

26esima edizione della Gara Podistica “Corriallagarbatella” 2017

Gentilissimo,

a nome di Walter Graziani,Presidente del Comitato Organizzatore
Corrigarbatella, abbiamo il piacere di invitarla alla conferenza
stampa per la presentazione della
26esima edizione della Gara Podistica
“Corriallagarbatella” 2017

che quest’anno si terrà alle ore 11,00 del 18 novembre 2017, presso lo
Spazio culturale-polifunzionale della biblioteca Moby Dick, realizzata
nell’edificio che ospitava gli ex bagni pubblici dei lotti popolari di
Garbatella.

Confidando di poter contare sulla sua partecipazione per contribuire a
promuovere una manifestazione che è entrata nel cuore degli atleti e
degli abitanti del Rione, inviamo cordiali saluti.

Patrizia Bottino

Ufficio Stampa Corriallagarbatella

scarica la locandina in pdfFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

 

Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

Dopo il grande successo del concerto inaugurale di lunedì scorso con la Nona sinfonia, entra nel vivo la nuova stagione 2017 – 2018.

Due bellissimi appuntamenti, il primo al Teatro Palladium, il secondo nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia, con il repertorio che ha dato il nome ad un intero genere musicale, ovvero quello sviluppato nella Vienna della fine del XIX secolo e che è detto “lo stile classico”.

in collaborazione con Associazione Annarosa Taddei

Lo stile classico

W. A. Mozart: Concerto per violino n. 5 in la maggiore maggiore K. 219
W. A. Mozart:  Exultate jubilate, mottetto in fa maggiore K. 165
F. J. Haydn: Cantata “Ariadne aux Naxos” H. 26b/2
F. Schubert: Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485
Reut Ventorero, mezzosoprano
Gabriele Campagna, violino
Roma Tre Orchestra

Tonino Battista, direttore

costo dei biglietti Palladium:
intero: € 12,50
ridotto possessori Bibliocard: € 8,50
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 7,50
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Giovedì 9 novembre ore 19 Teatro di Villa Torlonia

in collaborazione con Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca

Incontri e scontri: il quintetto con clarinetto

W. A. Mozart: Quintetto con clarinetto in la maggiore K 581
M. Reger: Quintetto con clarinetto in la maggiore op. 146
Gabriele Campagna, violino
Adriana Zarzuela, violino
Gonzalo Martín, viola
Friederike Seeßelberg, violoncello
Eva Kroll, clarinetto

costo dei biglietti Torlonia:
intero: € 10,00
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 5,00
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Consigliamo al pubblico interessato agli eventi di procedere con l’acquisto online  passando da questo link. Si può accedere in questo modo a tutte le nostre usuali riduzioni e si ha anche la possibilità di scegliere il posto in sala (solo al Palladium, non è possibile scegliere il posto nel Teatro di Villa Torlonia).

 * * *

Continuano domenica prossima i concerti gratuiti fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala.

Un programma con un altro insolito protagonista della musica da camera, questa volta l’oboe, nell’esecuzione di uno dei migliori giovani specialisti di questo strumento, Alberto Signorile, in un programma affascinante e che propone brani di raro ascolto.

Domenica 5 novembre ore 11.30 Museo Carlo Bilotti

L’oboe, protagonista della musica dal Settecento ai nostri giorni

C. Saint-Saens: Sonata per oboe e pianoforte op.166
J. N. Hummel: Introduzione, tema e variazioni op.102
C. Nielsen: Two Fantasy Pieces per oboe e pianoforte op. 2
Alberto Signorile, oboe
Giuseppe Barile, pianoforte

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte due

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 2 – La realtà del Piano Regolatore Sociale

Grazie a questi accordi, all’interno del “Centro per le Famiglie C. Battisti”, aperto per volontà del Municipio una decina di anni orsono, hanno lavorato a stretto contatto gruppi composti di personale appartenenti ai servizi sociali municipali e a quelli distrettuali. Sinergia dimostratasi vincente soprattutto per i casi legati alle richieste di adozioni e di affidamento familiare, a sostegno alla genitorialità e di tutela per i minori. Per i disabili, nell’ambito del “Dopo di Noi”, l’accordo tra Municipio e ASL, si è realizzato nel progetto della Casa Famiglia “Casa nostra“, destinata ad utenti disabili, per il quale, il Servizio Sociale municipale  ha avuto la collaborazione fattiva ed essenziale della ASL – Servizio Disabili Adulti. L’inserimento degli utenti nella struttura, infatti, avviene dopo esame dei singoli casi da parte di una equipe congiunta socio sanitaria, così come le periodiche riunioni settimanali e mensili di monitoraggio, valutazione ed efficacia del servizio. Un altro esempio di intesa è la collaborazione per il servizio di Dimissioni Protette, cioè la presa in carico congiunta da parte della ASL con l’area anziani del servizio sociale, per gli utenti in dimissione dopo un ricovero ospedaliero. Il servizio, del quale fruiscono più di un centinaio di utenti anziani l’anno, si è rivelato nel tempo una grande risorsa per l’utente e la sua famiglia al rientro nella propria abitazione. La collaborazione ha permesso l’istituzione, sin dal 2004, del Centro Diurno per malati medio-lievi di Alzheimer. Presso il Centro ha operato personale che ha fornito assistenza socio – sanitaria ad una quarantina di ospiti presenti.

L’opera di questo personale ha permesso agli anziani di poter più a lungo mantenere le sue capacità residue e sviluppare capacità sottaciute, tanto che al fine di poter meglio valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio, fin dal 2011, il Servizio Sociale ha intrapreso il monitoraggio sulla qualità della vita degli anziani inseriti nei Centri Diurni quantificando come la vita dell’anziano malato di Alzheimer possa essere positivamente influenzata dall’inserimento in un centro diurno così specifico. Un ulteriore aspetto è quello legato alla sinergia intercorsa tra Municipio e ASL con l’avvio del progetto “Un cuore nel territorio di Roma XI”, una serie di corsi abilitanti alla rianimazione cardio-polmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) culminato positivamente con la consegna di defibrillatori da parte della ASL ai CCSSAA municipali. Nell’ottica di un comune sentire, aldilà di progetti specifici, bisogna sottolineare la fondamentale importanza dei tavoli di confronto permanente stabiliti tra Municipio e Distretto, in particolare tramite l’uso di istituzioni ponte quali la Consulta per la Disabilità e la Consulta Socio Sanitaria, organi istituzionali del Municipio che rappresentano i cittadini del nostro territorio nel loro rapporto con le strutture sanitarie.

Le consulte, promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità socio-sanitarie quale presupposto necessario per il perseguimento del benessere di tutti globalmente inteso, garantiscono l’applicazione delle norme regionali e di quelle municipali, verificano l’integrazione tra i progetti programmi del Municipio e del Distretto Sanitario e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni, esprimono i bisogni socio sanitari della collettività e contribuiscono alla definizione dei piani di intervento formulando proposte al Consiglio Municipale e al Distretto Sanitario. La Consulta per la Disabilità in particolare è l’unica, nel contesto di Roma Capitale, ad aver inserito tra i propri scopi quello di risolvere i problemi legati a difficoltà di carattere mentale. Le Consulte, sono state istituzionalizzate con Deliberazioni del Consiglio Municipale (Deliberazione n.15 del 15/04/1999, D.D. n.939 del 26/05/2000 modificata con D.D. 1019 del 9/6/2009) e rinnovate ogni tre anni. Alle Consulte, hanno dato la propria adesione le Associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le Organizzazioni Sindacali e ne fanno parte, di diritto, i rappresentati istituzionali, cioè il Direttore del Distretto Sanitario dell’ASL del nostro territorio, il Presidente del Municipio VIII ed il coordinatore dei Centri Anziani, come previsto dal Regolamento istitutivo. In questo contesto ben si è adattata la collaborazione anche con Enti di rappresentanza dei cittadini, quali Cittadinanza Attiva e lo sportello dei Diritti del Malato, i Lyon’s, l’ANT, la C.R.I., associazioni e cooperative che sono state riconosciute come tramite tra le istituzioni e da entrambe riconosciute come interlocutori previlegiati.

Non ultimo il riconoscimento, risalente ad alcuni anni addietro, dell’area del parcheggio municipale di un servizio di posteggio per gli automezzi del Pronto Soccorso. Tramite la firma di alcuni protocolli di intesa è stata resa possibile la fruizione da parte dei cittadini del Municipio di alcuni servizi socio sanitari di prossimità. L’istituzione del P.U.A (Punto Unico di Accesso), infine, avvenuta nel giugno del 2009, in via sperimentale e a tutti gli effetti dal Gennaio 2010, come servizio al quale possono rivolgersi gli utenti del nostro Municipio. Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, è stato, deve e dovrà essere necessariamente accompagnato da una capacità di ascolto e di guida da parte di quei livelli politico-istituzionali, che nel nostro territorio, soprattutto in quest’ultimo anno, per varie vicessitudini, si sono mostrati terribilmente latitanti. Si deve solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali, in tutti i suoi componenti, il mantenimento dello standard dei servizi ad un livello qualitativamente elevato. Il ruolo della politica, quello cioè di governare gli eventi, si è dimostrato l’anello debole della catena, vuoi negli aspetti organizzativi come nella incapacità di reale progettazione o anche di semplice manutenzione dell’esistente. Il senso del mandato sociale, deve contribuire a favorire, sviluppare, diffondere la cultura dell’integrazione partendo da una comprensione della realtà sia ai livelli gestionali che politico-istituzionali, quei dati che letti in modo opportuno, forniscono quella chiave di lettura che favorisce lo sviluppo di nuove progettualità. La natura dell’integrazione è semplicemente uno strumento, seppur privilegiato, attraverso il quale tentare di aiutare le persone a trovare risposte ai loro bisogni.

Eraldo Saccinto

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il tema dell’integrazione tra sociale e sanitario può, allora, rappresentare una continua sfida tra il tentativo di aggregare servizi diversi e quello di aggregare tra loro amministrazioni il cui scopo istituzionale ha finalità diverse e farle lavorare assieme. D’altra parte, dato il carattere empirico col quale si intendeva stabilire come poter realizzare l’integrazione socio-sanitaria in uno specifico contesto territoriale, le esperienze territoriali, hanno fatto da battistrada verso la ricerca di adeguati supporti amministrativi che permettessero alle normative di adeguarsi ai crescenti bisogni degli utenti, infatti, a fronte di una separazione istituzionale tra gli ambiti sanitario e sociale, è venuta sempre più emergendo la richiesta di sviluppare una normativa adeguata all’integrazione socio-sanitaria, anche se, in questi primi passi questa è sembrata sbilanciata, nella quasi totalità, verso l’area sanitaria.

La Delibera della Giunta Regionale 433/07 ha previsto l’istituzione in ogni A.S.L. e nei singoli distretti di una funzione specifica per l’integrazione sociosanitaria, che nei distretti doveva coincidere con il coordinatore Socio sanitario, anche se la presenza di un referente specificamente dedicato all’integrazione sul versante degli enti locali registra un dato abbastanza elevato: nella grande maggioranza dei casi in cui le A.S.L. hanno avuto in materia un positivo raccordo con gli enti locali ciò è avvenuto trovando come interfaccia una figura professionale dedicata. L’analisi degli aspetti che oggi caratterizzano la realtà dell’integrazione socio-sanitaria nel nostro territorio, dal punto di vista sociodemografico, le municipalità di Roma Capitale rappresentano un campione più che significativo, visto che molti dei Municipi romani hanno un numero di residenti maggiore di capoluoghi di provincia e forse di regione di altre zone del nostro territorio nazionale, può svilupparsi seguendo diversi percorsi. Il tema può essere affrontato valutandone nel merito i contenuti pratici e gli effetti che producono sui beneficiari oppure verificandone l’adeguatezza dal punto di vista degli addetti ai lavori o ancora misurandone il livello di fruibilità da parte dei cittadini.

Queste e altre possibili piste di riflessione, tuttavia, non possono prescindere da una preliminare ricognizione della questione che consenta di mettere a fuoco i tratti essenziali con cui l’integrazione socio-sanitaria si propone nel nostro contesto. Si tratta, in particolare, di inquadrare quanto il tema coinvolge gli attori istituzionali che dovrebbero alimentarne lo sviluppo e quale attenzione viene ad esso dedicata, quali sono le forme con cui si realizza – quando si realizza – il coordinamento inter istituzionale, come si definisce la necessaria interconnessione tra gli atti di programmazione di area sanitaria e di area sociale; ed infine, quali sono le professionalità che interagiscono nello spazio dell’integrazione e quali i bisogni che le attività socio-sanitarie intercettano e gli utenti che ne fruiscono.

Dai dati che si desumono da ricerche effettuate in questo contesto, sembra dunque emergere un buon grado di consapevolezza istituzionale circa l’importanza dell’integrazione socio-sanitaria, presente sia nelle A.S.L. che negli enti locali. Si rileva anche che gli operatori dedicano al tema dell’integrazione una parte del loro impegno lavorativo, ma ciò non rappresenta un depotenziamento della loro funzione e si segnala anzi come un elemento da valutare positivamente, nella misura in cui in cui permette loro di svolgere un ruolo di raccordo tra i singoli servizi ed il momento del coordinamento interistituzionale. È importante inoltre sottolineare che questa buona consapevolezza istituzionale su un tema così rilevante non ha dovuto essere indotta o sostenuta da appositi input normativi, visto che la recente delibera regionale in materia si è in realtà proposta su uno scenario già sostanzialmente attrezzato e i territori che da questo punto di vista erano stati in passato inattivi sono comunque rimasti inadempienti. Una ulteriore verifica dei termini con cui l’integrazione socio-sanitaria si definisce nei rapporti interistituzionali può essere effettuata analizzando le modalità di costruzione degli strumenti di pianificazione delle attività in area sanitaria e in area sociale. Per assicurare una efficace integrazione socio-sanitaria, infatti, i Piani sanitari e i Piani sociali degli enti locali devono essere frutto di un processo di effettiva co-costruzione tale da assicurare una totale sovrapposizione delle due prospettive.

La realtà dei Municipi di Roma Capitale sembra allinearsi ai dati regionali, presentando percentuali significativamente alte sia nell’elaborazione congiunta che nella presenza in entrambi gli atti programmatori, sanitario e sociale. C’è da rilevare invece una flessione nella sostanziale identità della parte sull’integrazione nei diversi piani, questo dovuto anche alla scarsa capacità esecutiva dimostrata dai Municipi, in particolare durante l’ultimo anno, dovuta soprattutto dell’inanità politica che pervade le strutture istituzionali centrali e che di riflesso impatta su quelle periferiche, incapaci di agire in modo proprio alle sollecitazioni che pervengono dai territori. Globalmente dai dati emerge una presenza diffusa dei temi dell’integrazione negli atti programmatori degli enti locali, ma al tempo stesso appare abbastanza evidente che i processi di reale costruzione stentano a decollare. Questo può essere collegato alla difficoltà a livello comunale: è difficile pensare ad una programmazione quando a livello di Amministrazione Centrale l’idea che si ha è quella di un accentramento mentre nelle realtà locali si percorrono strade, tempistiche ed obiettivi diversi, guidati da quelle strutture sociali che ne devono definire i servizi proprio rispetto alle specificità territoriali che, tramite l’utilizzo delle buone prassi, indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere.

Eraldo Saccinto

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Corsi a la Villetta

Corsi a la Villetta

Sono iniziati i corsi a la Villetta di Garbatella, Via degli Armatori n. 3 – Via F. Passino n. 26, sono rivolti al quartiere con prezzi popolarissimi!

A cura della redazione

Coro Sgarbatello: il coro è nato nell’aprile del 2012 presso la Villetta a Garbatella. È aperto a tutti, senza alcun prerequisito, se non la voglia di cantare insieme. Il repertorio si basa prevalentemente su canti popolari, italiani e stranieri. La conduttrice è Nora Tigges, le iscrizioni sono sempre aperte e la prima lezione è gratuita. La lezione si tiene il mercoledì dalle 19.30 alle 21. Per info: villettaoste@gmail.com

Coro per bambini: un’esperienza corale che vuole permettere ad ogni bambino, attraverso la sua voce, di affinare l’ascolto musicale, ma anche di sentire se stesso, i suoi processi, il suo agire. È adatto a bambini dai 6 agli 11 anni ed è tenuto da Sandra Alos Moner. Per info ed adesioni: villettaoste@gmail.com;

Corso di pianoforte e solfeggio: il corso è aperto a tutti, adulti e bambini, principianti e non. Si tiene una volta a settimana, il mercoledì dalle 17 alle 19 dal maestro Nina Varimesova. Per info ed iscrizioni: ninacanettieri@gmail.com; Nina Varimesova: 347.6964936

Corso di violino: i corsi di violino e avviamento alla musica per bambini, ragazzi ed adulti hanno cadenza settimanale e possono essere sia collettivi, sia individuali. Sono di un’ora ed affidati al maestro Andrea Cacopardo. Dando impulso alla creatività e alla curiosità durante le lezioni, si alterneranno momenti dedicati alla ritmica, alla propedeutica musicale e alla pratica dello strumento. Il giorno fissato è il martedì dalle 17 alle 19, ma è possibile concordare giorno e orario della lezione con l’insegnante.

Info ed adesioni: andrea_cacopardo@libero.it; Andrea: 347.6278274

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