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Tag: Municipio VIII

Garbatella su la testa!

Un Natale di solidarietà e rigore morale, il nostro patrimonio più grande

di Paola Angelucci

“Il quartiere che mi piace più di tutti è la Garbatella…” ci dice Nanni Moretti nel suo film del 1993 Caro Diario ed eccola Garbatella nostra, piace sempre, piace a tutti.
Poco più di tre chilometri quadrati di territorio a metà tra il centro storico e l’agro romano, quasi cinquantamila persone e quasi cento anni di vita passati per le sue strade fatte di terra e polvere in principio, poi lastricate per far scorrere la modernità di automobili e tram ed ora nuovamente da rifare; tanti anni scivolati nelle sue case più uniche che rare, all’insegna dell’eclettismo, del barocchetto, del razionalismo e poi, via via, fino ai palazzi frutto più recente del mattone romano lievitato a dismisura negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, ingombranti cugini degli storici lotti, che ormai cingono con affetto tutto il perimetro del quartiere. Tanta roba, tanta bellezza che fa innamorare sempre più il turista attento, gli studenti
e i tanti romani che scelgono Garbatella come meta delle loro passeggiate in città.


Eccola Garbatella bella, in questo periodo tutta sbrilluccicante per le luci del Natale che si affacciano festose dalle vetrine, da portoni e finestre, ammiccando provano ad attrarci, donne ed uomini sempre più distratti, così presi dai nostri problemi quotidiani: il lavoro che non c’è, le scuole dei figli, una persona cara da accudire, le preoccupazioni dei ragazzi per il loro futuro e così non alziamo più la testa, sembra non ci bastino più le nostre piazzette, stradine, giardini, tiriamo avanti talmente appesantiti dai nostri problemi che camminiamo chiusi nei paltò, nascondendo oltre ai nostri corpi, anche la natura di una comunità resistente, affossando il carattere socievole ed accogliente ereditato dai primi abitanti operai, ex braccianti in cerca di lavoro nella capitale e gli espulsi dal centro di Roma, sfollati a causa degli sventramenti subiti dalla città per le velleità del regime fascista.
Sembra quasi che la solidità di un quartiere come questo si stia facendo minare da un corso sbagliato delle cose, come se il democratico ponentino che leggero accarezza il rosso e l’ocra delle case di Garbatella, stia lasciando il passo ad un vento irritante che ci fa chiudere gli occhi per proteggerci, ma ci fa perdere di vista gli uni con gli altri. Certamente anche qui si respira un’ariaccia da un po’ di tempo, sarà per la puzza che dagli stracolmi cassonetti ci assale le narici salendo su fino agli ultimi piani, sarà perché i marciapiedi con sempre più alberi abbattuti ci fanno una tristezza infinita o perché dalle televisioni e dai giornali arrivano solo messaggi di odio sociale che, fomentando intolleranza e incomprensioni, ci spingono alla disgregazione. Sarà per tutto questo, ma il terreno su cui i nostri hanno fondato le radici della Garbatella è diventato scivoloso e, come le buche sui marciapiedi, pericoloso; allora bisogna essere forti, ricominciare ad essere ribelli di fronte all’incompetenza di chi ci fa vivere così, quasi senza dignità, resistendo alle generalizzazioni e affermando forte che la disumanità non abita qui!
Una finestra rotta e non riparata, così come teorizzato nei primi ani ’80 dai sociologi Wilson e Kelling, potrebbe generare fenomeni di emulazione dando inizio ad una spirale di degrado urbano e sociale, la finestra è solo una metafora che ci spinge a riflettere sul senso di comunità che sappiamo essere forte a Garbatella. il nostro fitto tessuto associativo e politico è linfa per il quartiere e aiuta a tenere accesa la scintilla dell’orgoglio di un territorio combattente, esigente e critico da sempre.
Ricominciamo dalla solidarietà, ormai praticamente estranea alla società contemporanea, ma che a Garbatella non è mai mancata e non ha mai lasciato spazio all’intolleranza e dove il controllo sociale, esercitato nelle piazze e nei lotti, ha permesso anche alle tante anime fragili e diverse di vivere accolti nella vita pulsante del quartiere: Pasquale, Evandro, il Marinaro solo per citarne alcuni che ci hanno lasciato, fino ai clochard, più efficienti del Comune di Roma, che hanno reso i giardini della Circonvallazione Ostiense un luogo curato e pulito, ecco tutti  loro e tanti altri hanno trovato uno spazio protetto nella comunità di quartiere, purtroppo impensabile in altre zone della capitale.
Questo è il nostro patrimonio più grande, fatto di aiuto reciproco, solidarietà e rigore morale, tessuto dai racconti delle storie personali, base della vicenda corale che fa crescere il loro valore collettivo e storico portando la Garbatella ad assumere un ruolo esemplare nella storia di Roma.
Non restiamo chiusi con le teste infilate nei baveri alzati dei nostri cappotti, rinfreschiamoci la gola con l’acqua della dolce Carlotta, riprendiamo a chiedere e a fare per la comunità resistendo all’imbarbarimento, al menefreghismo, all’intolleranza.
Garbatella su la testa!

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Santa Galla alla Circonvallazione una volta ai margini di Garbatella

Santa Galla alla Circonvallazione una volta ai margini di Garbatella
La chiesa ha ereditato il titolo da un’altra, antica, distrutta nelle demolizioni nel centro storico operate dal fascismo. Completata nel 1940, fu danneggiata dai bombardamenti del 1944

di Enrico Recchi

A me piace considerare la zona della Circonvallazione Ostiense parte integrante del nostro quartiere ed è per questo che, volendo raccontare la storia delle Chiese della Garbatella, parto dalla più periferica: Santa Galla. Galla era una patrizia romana del VI sec. dC, figlia di Quinto Aurelio Simmaco, oratore scrittore e senatore romano fatto uccidere da Teodorico re degli Ostrogoti. La nobile romana nella sua vedovanza divenne famosa e popolare per l’assistenza profusa ai poveri, per la sua gentilezza e disponibilità nell’aiutare i più bisognosi.
Alle pendici del Campidoglio, non lontano dalla attuale Via Petroselli, venne così costruita una Chiesa, probabilmente proprio laddove c’era la casa della santa donna. In questa chiesa era conservata un’immagine della Vergine che sarebbe apparsa alla figlia di Teodorico mentre aiutava i poveri. L’immagine e la devozione per la santa vennero in seguito trasferite in un’altra Chiesa, quella di Santa Maria in Campitelli.
Tutta la zona venne ampiamente devastata dagli sventramenti del ventennio fascista per la costruzione della Via del Mare e dei nuovi edifici della ex Anagrafe nello stile razionalista dell’epoca ed oramai si era persa completamente memoria del vecchio tempio Cristiano dedicato alla Nostra.
Così nel 1940 si decise di costruire una nuova Chiesa che venne intitolata a Santa Galla, proprio ai margini della Garbatella.
Quando nel 1940 la chiesa venne completata, i palazzi che oggi vediamo allineati lungo la Circonvallazione non erano stati ancora costruiti e davanti la chiesa si ergevano solamente gli “Alberghi” di piazza Biffi. A fianco del nuovo edifico religioso però esisteva un edificio costruito come ospizio per persone anziane, che venne gravemente danneggiato durante il conflitto.
La memoria, ormai persa, della patrizia romana Galla e del suo soccorso ad anziani e bisognosi, fece sì che per molto tempo fu in uso il modo di dire che indicava all’interlocutore, magari avanti con gli anni e maldestro, la necessità di trasferirsi proprio nell’Ospizio di Santa Galla. “Ahò, ma nun sei bono a gnente. Devi proprio d’annà a Santa Galla!”.
Ma andiamo con ordine. La chiesa venne costruita appunto nel 1940 con a fianco un edifico che fungeva da ricovero per persone anziane. A quell’epoca con l’Italia in guerra, di povertà, nonostante i proclami del regime, ce n’era davvero tanta. In zona c’erano gli orti di guerra, dove la gente coltivava qualche verdura di stagione per aiutare la magra dieta domestica e c’erano le marrane, laghetti d’acqua alimentati dal fiume Almone, dove i ragazzini andavano a sguazzare e parecchi poveri a catturare le rane da mangiare o da vendere.
La costruzione della chiesa rappresentò, quindi, per tutti i cittadini della parte bassa della Garbatella una novità positiva. Messe, comunioni, cresime e matrimoni (il primo venne officiato nel 1941) e funerali potevano essere celebrati “vicino casa” senza doversi servire necessariamente di SS. Eurosia e Isidoro (San Filippo Neri venne costruita solo nel dopoguerra) o di S. Francesco Saverio o della Basilica di S. Paolo.

La giovane chiesa dovette presto però affrontare direttamente gli eventi bellici con i bombardamenti che colpirono la zona della Stazione Ostiense, obiettivo militare per eccellenza, e le case della Garbatella stessa.
La Garbatella, ovviamente,non era un obbiettivo militare, ma allora come oggi non esistevano bombe intelligenti capaci di selezionare cosa colpire. In particolare i bombardamenti del 1944 e quello terribile del giorno 7 marzo causarono morti e devastazione.
Tra gli altri, venne bombardato  anche l’Albergo Bianco dove c’erano la maternità e l’asilo nido, procurando diversi morti e feriti. In quell’occasione il parroco di Santa Galla, don Teocle Bianchi, si prodigò instancabilmente nel portare aiuto ai feriti e alle famiglie colpite.
Per quanto riguarda gli aspetti architettonici c’è da dire che il progettista fu Tullio Rossi che si rifece ai canoni classici delle costruzioni dell’epoca assai semplici.
La facciata è a capanna con il campanile sulla sinistra. Il tutto rivestito di mattoni.
Davanti alla chiesa è presente una struttura a portico aperto.
All’interno due file di colonne circolari dipinte dividono le tre navate. In alto sono presenti delle finestre quadrangolari che danno luce all’ambiente.
Il soffitto a capriate lignee richiama idealmente la tradizione paleocristiana a cui apparteneva l’antico edificio ai piedi del Campidoglio.
Da quell’antica chiesa proviene il cippo marmoreo che funge da altare. Altro elemento di riguardo è una tela seicentesca con “La visione di Santa Galla”. Da ricordare anche un altro elemento distintivo della chiesa: il grande organo, dalle bellissime sonorità, restaurato dal maestro organaio italo-francese Formentelli, acquisito nel 1985.
Passata la guerra, con la nascita dei palazzi della Circonvallazione Ostiense la chiesa ed il suo oratorio diventarono i catalizzatori sociali di tante famiglie e ragazzi. Io per primo ho trascorso tanti pomeriggi sui campi di calcio dell’oratorio o nelle salette sotto la chiesa, magari a giocare a ping-pong, (la mia famiglia si trasferì da una casa alle spalle di San Filippo Neri, dove ero nato, alla Circonvallazione Ostiense nel 1961). Insomma diverse generazioni di “garbatellari di periferia”, come potremmo definire gli abitanti della zona, sono cresciute sotto le cure di don
Vincenzo prima e don Antonio poi. Sì perché c’è da ricordare che a cavallo degli anni 70/80 abitare alla Circonvallazione Ostiense era un elemento che distingueva dalla popolare ed allora malfamata Garbatella e ci si pavoneggiava nell’affermare di non essere della Garbatella ma della Circonvallazione. Oggi invece il raggio di appartenenza sociale, con la Garbatella sugli scudi della moda, della TV e dei quotidiani, fa includere anche la moderna arteria stradale nel quartiere che più amiamo.
Ma per alcuni “tignosi” la questione resta aperta: la Circonvallazione Ostiense fa parte della Garbatella?
Io che sono per un pacifico e operoso “volemose bene” (anche se con i suoi distinguo) indirizzo le mie scarse energie verso altri impegni e propendo senza indugio per una Garbatella allargata ed accogliente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII

Maria Novella Rota, eletta Coordinatrice dei Centri Anziani del Municipio VIII
di Eraldo Saccinto

Il 9 novembre, presso la Sala Consiliare del Municipio RM VIII, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Laura Baldassarre, dei dirigenti municipali e dei Presidenti eVice Presidenti dei Centri Anziani Municipali, si sono svolte le elezioni per la carica di Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri del Municipio VIII.
I candidati alla carica di Coordinatore sono stati: Maria Novella Rota, ex Presidente del CSA San Michele, Enrico Lupardini, già Presidente del decaduto Consiglio Municipale e Bruno Cipullo membro del CSA Vasca Navale, mentre alla carica di Vice Coordinatore sono stati: Elena Inguaggiato ex Presidente del CSA Parco Schuester e Bruno Cipullo.
Il coordinamento dura in carica tre anni e gli eletti a livello municipale fanno parte di diritto di quello cittadino. La carica di Coordinatore, impone che non ci sia la possibilità di un doppio incarico, per cui se si è Presidente di un Centro Anziani, non si può essere contemporaneamente Coordinatore o Vice Coordinatore Municipale. Le finalità con le quali sono stati istituiti, sono quelle relative alla promozione di iniziative unitarie, scambi di esperienze tra centri e sviluppo ed integrazione delle attività, come prevede il regolamento dei Centri Anziani di Roma Capitale, che è oggetto di una revisione in sede di commissione Politiche Sociali di Roma Capitale. Sotto la guida del Responsabile dei Servizi Sociali del Municipio la Dott.ssa Sara Di Loreto si è proceduto alla presentazione dei candidati, i quali sono stati inviatati ad esporre il loro programma.
Al termine delle esposizioni, si è provveduto a consegnare ad ognuno dei votanti le due schede per l’attribuzione dei voti, quella per Coordinatore e quella per Vice-Coordinatore. Al termine si è svolto lo spoglio delle schede dal quale è emerso il seguente risultato, sono stati eletti: Coordinatore dei CCSSAA del Municipio RM VIII: Maria Novella Rota e  Vice Coordinatore : Elena Inguaggiato.
“Oggi siamo stati testimoni di una bella prova di democrazia – ha commentato al fine seduta l’Assessore Baldassarre-. L’insediamento del Coordinatore e Vice-Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio, rafforza le iniziative comuni e lo scambio di esperienze tra i Centri, con l’obiettivo di sviluppare ed integrare tra loro le attività.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Garbatella: nascita di un quartiere nelle fonti storico – archivistiche

Un percorso tra proprietari terrieri, vita comune e storia locale

“Fo rispettosa domanda alla S.V. voglia accordarmi un tavolino per vendere limoni e bibite in via Ostiense prossimità via della Garbatella fuori Porta San Paolo.
Tanto vorrò sperare alla sua grande umanità di volermi dare questo permesso che per me è unico mezzo di alimentazione per la mia famiglia” così scrive Belloggi Filomena nel 1915 al Comune di Roma, chiedendo l’autorizzazione alla vendita su strada.

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Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

Riparata dagli “Amici di Fruzzico” la panchina davanti la fontana di Carlotta

di Mirella Arcidiacono

L’associazione di volontariato onlus “Amici di Fruzzico”, è intervenuta per restaurare la panchina che si trova nel luogo simbolo dello storico quartiere, a Piazza Ricoldo da Montecroce,  proprio dove gorgoglia la fontana di Carlotta.
Alcuni vandali l’avevano devastata, così i volontari dell’associazione si erano adoperati per comprare delle nuove stecche ed avevano iniziato il rifacimento.
La pioggia però ha interrotto il lavoro degli Amici di Fruzzico, che vengono ad operare nel nostro quartiere dalla Toscana, solo nei fine settimana.
Prima che venisse terminato il restauro, il lavoro iniziato è stato distrutto più volte da atti di vandalismo e così, i volontari, quando sono tornati, hanno ricominciato da capo la sostituzione delle stecche per ben due volte.
Si ringraziano il Presidente dell’Associazione Massimo Tiezzi e gli altri volontari che sono intervenuti, restituendo agli abitanti della zona la possibilità di fruire di un angolo tranquillo per socializzare, scambiare quattro chiacchiere o godersi le splendide giornate di sole ed ora, non resta che attendere il restauro della fontana di Carlotta e dell’adiacente scalinata, progettate dall’architetto Innocenzo Sabbatini al quale è stato dedicato il primo quaderno dell’Hub culturale Moby Dick, da parte dell’Università Roma Tre, che per questo, nello scorso anno, si è impegnata, tramite il proprio Rettore.

di Mirella Arcidiacono

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

L’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Mirella Arcidiacono

La Garbatella aveva rischiato quest’anno di non avere il suo presepe artigianale e meccanico, realizzato dal mastro artigiano Dante Pica, che raccoglie materiali d’epoca e ne cura  minuziosamente l’assemblaggio.

 Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

L’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Mirella Arcidiacono

La Garbatella aveva rischiato quest’anno di non avere il suo presepe artigianale e meccanico, realizzato dal mastro artigiano Dante Pica, che raccoglie materiali d’epoca e ne cura  minuziosamente l’assemblaggio.

Il presepe, completamente animato, è stato realizzato con statuette alte circa 15 cm, che si muovono grazie a dei motorini elettrici.

Dante Pica venne premiato con il Premio Fantasia di Garbatella 2010 per il presepe garbato, che è la gioia  di adulti e bambini. Nonno Dante, così meglio conosciuto dagli abitanti della zona, aveva rilasciato un’intervista lo scorso anno, che si può trovare su youtube, nella quale confessava proprio in quel filmato le tante difficoltà a continuare questa esperienza. Ormai arrivato all’età di 90 anni non se la sentiva di più si rimontare il presepe e stare lì tutti i giorni di guardia. Per lui era diventata una fatica, anche perché aveva avuto un problemino al cuore, era stato ricoverato ed i medici gli avevano consigliato di non affaticarsi.

L’insistenza della gente del quartiere, che ha fatto una raccolta di firme e l’appello del parroco Don Paolo, lo hanno convinto ad essere presente anche per questo Natale con il suo bellissimo presepe. Come sempre l’opera, perché di questo si tratta, sarà esposta nei locali della chiesa di Santa Galla, adiacenti al Teatro in Portico.

Pertanto dall’8 dicembre 2017, al 9 gennaio 2018, si potrà visitare il presepe tutti i giorni feriali dalle 15,30 alle 19,00, nei giorni festivi dalle 11.00 alle 12,30 e la sera di Natale dopo la messa. Non dimenticate di ringraziare ed augurare buon Natale al mastro artigiano Dante Pica.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Premio Fantasia

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

Premio Fantasia ventiseiesima edizione: quest’anno nell’hub culturale di Moby Dick

di Clementina Averardi

E’giunto alla XXVI edizione il Premio Fantasia di Garbatella, ideato da Mirella, Adalberto, Romolo Arcidiacono e realizzato dall’associazione culturale Il Tempo Ritrovato.

La manifestazione annuale è in onore alla memoria del Maestro Carlo Acciari e del Maestro Enzo Ventre, che hanno dipinto e scritto canzoni per lo storico quartiere popolare.

Nel passato sono stati diversi i personaggi in vari settori delle arti e delle professioni che hanno ottenuto il riconoscimento garbatellano. Si sono avvicendate persone affermate ed emergenti nel cinema, dal regista Ferzan Optek all’attore Franco Nero, da Fabrizio Amici a Paolo Pagano, da Tosca a Valerio Mastandrea per arrivare a Tiziana Foschi e a Pino Insegno. In questi anni sono stati premiati anche i campioni della solidarietà, da Padre Guido a Cristiano Bartolomei della Brigata Garbatella della Protezione civile.

PremioFantasiaTanti premiati ci sono stati anche nel mondo della cultura e del giornalismo come il rettore dell’Università Roma Tre, Guido Fabiani, e la professoressa di Scienze Politiche, Ginevra Conti Odorisi, da Maria Egizia Franceschetti del “Corriere della Sera” a Francesca Vitalini di Cara Garbatella.

Ricordiamo i primissimi premiati, proprio per la storia del territorio: Enzo Staiola, ilragazzino di “Ladri di biciclette”, Carlo Acciari, Augusto Venturini, Bruno Filippini, Massimo Mongai, Riccardo Mancini, Elisabetta di Renzo, Vera Natalini, Alberto Mariotti e, alla memori, Padre Melani e Iole Zedde.

Anche quest’anno i prescelti sono stati 10 e sono stati insigniti del Premio Fantasia 2017 negli Ex Bagni Pubblici, l’hub culturale di Moby Dick nel cuore della Garbatella, dove hanno presenziato tra gli altri l’ex assessore alla cultura dell’VIII Municipio Claudio Marotta e l’attore Marco Roffi, che ha letto le motivazioni.

Ecco la lista dei premiati:

1 – Moira Monetti, una mamma della Garbatella che lavora come assistente di poltrona dalla igienista e dalla dentista del centro di Marilab Caffaro, con lei è stato realizzato il progetto della Fatina dei dentini. Un incontro con i bambini e i loro genitori che hanno visto in un filmato di cartoni animati come lavare i dentini e mantenere l’igiene orale.

2 -Marco Stazi ha raccontato in musica una storia importante per il territorio, racchiusa in un anello indossato da un suo amico. La storia di un amore spezzato nel bombardamento del marzo del 1944 alla Maternità dell’Albergo bianco. Marco incuriosito chiese al suo amico se quell’anello che portava aveva un particolare motivo e lui rispose” Si me lo ha dato mia madre, era di sua sorella Antonietta, lo aveva regalato al suo fidanzato che ce lo ha restituito come ricordo. Antonietta morì all’albergo della maternità nel bombardamento del 7 marzo del 1944. Ne è uscito un bel video che è stato trasmesso durante la premiazione.

3 – Carla Tamburo e Bruno Malu, sono moglie e marito, cantano e suonano in vari luoghi, il loro appuntamento fisso è nel Centro anziani di San Paolo. Hanno partecipato al teatro Ambra nel 2015 al progetto di solidarietà metropolitana per le malattie rare “Gente allegra Dio l’aiuta” e hanno inciso due canzoni che cantano la Garbatella: “Carlotta . Una voce di Roma e Sognando Garbatella”.

4 -Fulvio Vento, ha lavorato nel cinema al montaggio e qualche volta anche al doppiaggio. Ha conosciuto Maurizio Arena e non solo, ha un suo modo romano e molto verace di raccontare il mondo del cinema e dei suoi personaggi. Fulvio, nato al lotto 12, ha 86 anni ed è una testimonianza preziosa per la storia del territorio.

Era un ragazzino di appena 12 anni quando quel 7 aprile del 1944 si trovò sul Ponte di ferro al Porto Fluviale e vide sul greto del Tevere i corpi freddati dai tedeschi delle donne che per fame avevano tentato di assaltare il forno Tesei per accaparrarsi farina e pane.

5 – Luciano Roffi, è un attore di cinema e teatro, un bravissimo doppiatore e con la sua bellissima voce ha registrato favole e passeggiate culturali. In particolare con lui è stato realizzato un video proprio dentro Moby Dick; dove si racconta la storia di quello che erano i bagni pubblici.

6 – Patty Perticari, é una magica e dolce donna dotata di una grande creatività. Infatti ha donato all’associazione Il Tempo ritrovato una torta scultura che rappresenta la fontana
Carlotta e l’effige della Garbatella. L’opera e’ stata esposta presso la scuola “La coccinella” per la gioia dei bambini.

7 – Lidia De Carolis, è la coordinatrice delle scuole materne “La coccinella” e “Il Girasole colorato”, grazie a lei e alle maestre si sono potute realizzare negli anni molte iniziative a favore dell’infanzia. L’ultima in ordine di data è stata  quella di Garbabalena, amica di Moby Dick, 230 disegni di balene realizzati dai bambini ed esposti sulla scalinata della fontana Carlotta.

8 – Gabriele Fortuna, il giovane diplomato al Dams ha vinto il concorso della Regione Lazio “Torno subito”, che gli ha dato la possibilità di promuovere il progetto di gemellare la Garbatella a Cuba. Dal gemellaggio è nata una sceneggiatura che ora dovrà essere realizzata in un filmato.

9 – Elisabetta Rossi, redattrice dei Quaderni di Moby Dick, il periodico del Tavolo archivio storico del territorio, in un viaggio a Osimo, paese natale di Innocenzo Sabbatini, ha riportato tante testimonianze fotografiche dell’opera eclettica dell’architetto marchigiano. Con un gruppo di persone, inoltre, ha dato vita all’associazione Conosciamo l’Eur e si adopera on varie iniziative per la riapertura del Museo della Civiltà.

10 Concetta Fusco, è la vicepresidente nazionale del Movimento Italiano Casalinghe (Moica), che opera da ben 35 anni sul territorio della Garbatella a favore del mondo delle casalinghe e non solo e della tutela del territorio. In particolare l’associazione si batte per assicurare alle casalinghe una pensione. Molto attenta all’annosa problematica delle violenze domestiche, organizza convegni e incontri culturali a tema.

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Cuba dietro l’angolo

Cuba dietro l’angolo

Garbatella oltre i suoi confini gemellata all’Havana

di Gabriele Fortuna

Garbatella è un microcosmo di  idee che nascono e si sviluppano, un hub culturale e sociale a cielo aperto, dove le persone si incontrano e raccontano. E proprio da un incontro tra chi scrive, un giovane studente di cinema, apprendista story-teller, e una garbatellana doc, una fata con la bacchetta dalla punta a forma di stella, si è realizzato un gemellaggio tra la coriacea Garbatella e l’esotica Cuba.

Cuba dietro l’angolo

Garbatella oltre i suoi confini gemellata all’Havana

di Gabriele Fortuna

Garbatella è un microcosmo di  idee che nascono e si sviluppano, un hub culturale e sociale a cielo aperto, dove le persone si incontrano e raccontano. E proprio da un incontro tra chi scrive, un giovane studente di cinema, apprendista story-teller, e una garbatellana doc, una fata con la bacchetta dalla punta a forma di stella, si è realizzato un gemellaggio tra la coriacea Garbatella e l’esotica Cuba.

Le basi per il ponte su Cuba sono state costruite a partire dall’ottobre 2016, quando sono risultato tra i vincitori del bando regionale Torno subito cinema, un’opportunità fornita ai giovani per formarsi all’estero nel settore lavorativo di interesse, reimpiegando poi le competenze acquisite nella Regione Lazio.

Cuba

Una volta scelto di apprendere il mestiere della sceneggiatura presso la EICTV, ovvero l’EscuelaInternacional de Cine y Tv di Cuba, una delle più importanti scuole di cinematografia in America Latina, fondata dallo scrittore Gabriel Garcia Marquez e il Líder Màximo Fidel Castro, sul modello del Centro Sperimentale di Cinema di Roma, ho redatto un progetto dal titolo “Il viaggio della memoria: Garbatella-Cuba A/R, alla scoperta delle radici della Resistenza e della Rivoluzione che liberarono i popoli dalla dittatura”, teso alla ricerca di un filo rosso che collegasse le due fasi storiche e potesse essere raccontato da parole e da immagini.

Un filo allungatomi da Giancarlo Leone, operatore di Laziodisu, ente per il diritto agli studi universitari nel Lazio che finanzia Torno Subito e si occupa dell’erogazione dei contributi cui i govani in partenza attingono  per sostentarsi e della stipula delle convenzioni che attestano la partecipazione al bando. Un filo che mi ha legato a Mirella Arcidiacono, meglio nota come Fata Garbatella, un’istituzione del quartiere omonimo, di cui tramanda la storia, salvaguardandola dall’accanirsi del tempo.

Trascorso il tempo a Cuba (dove sono stato peraltro spettatore della morte di Fidel Castro, accolta dai cubani con mestizia e preoccupazione per il futuro prossimo), sono tornato a Roma e, come un novello Dante accompagnato da Virgilio, ho percorso insieme alla fata le vie della ‘Garbata ostessa’, vedendo fontane con il volto di donna cui si abbeverano grandi e piccoli, orologi le cui lancette non girano più, case, spazi che nacquero per un uso e si sono trasformati in altro… Ma, soprattutto, ho conosciuto persone di varie età ed estrazione che mi hanno raccontato cosa significhi essere un abitante della Garbatella.

Persone come il giornalista e scrittore Gianni Rivolta, che mi ha parlato dei moti di Resistenza del quartiere durante la Seconda Guerra Mondiale; Rossana Di Lorenzo, attrice di film al fianco di Alberto Sordi o Anthony Quinn, sorella di Maurizio Di Lorenzo, Sora Garbatella ma, soprattutto madre e, per me, una seconda nonna; Giancarlo Proietti, che mi ha raccontato della Villetta, edificio della sinistra nelle cui stanze sono transitati Enrico Berlinguer e Pier Paolo Pasolini; Gianna Muriani, Lady Garbatella, cresciuta all’Albergo Bianco, uno dei palazzi bombardati il 7 marzo 1944; Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e scrittore che ha dato vita a Valerio, il protagonista del noir “Garbatella combat zone”; infine, Fulvio Carnevali, ex doppiatore, un concentrato di simpatia ed energia, il cui padre pose la prima pietra del quartiere fondato nel lontano 1920 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. E proprio grazie a Fulvio e alle sue narrazioni attorno a una tavola imbandita nella casa di Mago Laureotto (Francesco Ottaviani), sita presso il palazzo che ospitava la Maternità, ho ascoltato la storia delle donne del ponte, un episodio avvenuto il 7 aprile 194, avente per protagoniste dieci donne assassinate dalle milizie nazi-fasciste, che mi ha dato lo spunto per scrivere un soggetto che attende di essere tramutato in cortometraggio.

Una storia che parte da Cuba per finire alla Garbatella. Una storia al femminile con al centro due donne legate da un tragico avvenimento che farà emergere un passato celato nei meandri della loro mente. Passato e presente, verità e finzione,si mescolano grazie alla conoscenza e alla creatività, tanto da permettermi di vincere il Premio Fantasia 2017, dedicato a promuovere chi fa dell’arte il proprio mestiere.

Una fantasia che può tutto, anche unire due luoghi distanti migliaia di chilometri.

 Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

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Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

E’ perciò vieppiù meritorio questo lavoro che riesce a produrre un elaborato nel quale si evidenziano i percorsi di ricerca e riflessione sul valore del diritto alla casa, sia nella nostra storia che nella nostra cultura, sul significato della sua funzione sociale e sul valore aggiunto che il corretto uso di questo strumento procura alla comunità. Un diritto che nei fatti viene impropriamente rovesciato e affrontato primariamente come difesa della proprietà, grande o piccola che sia, come si evince anche dall’ultima delibera di Roma Capitale che, pur di difendere questo stato di fatto, propone, si potrebbe dire come al solito, una soluzione emergenziale ma non strutturale, ricadendo nell’incapacità, mostrata soprattutto dai governi delle grandi città, e quello attuale di Roma non se ne discosta affatto, di imbastire una seria “politica della casa”.

Ci si trincera dietro le norme di salvaguardia di coloro che sono in graduatoria per la concessione di un alloggio popolare, senza rendersi conto che nella stragrande maggioranza dei casi queste liste sono composte da quelli che occupano, i quali, stanchi di un’attesa decennale e costretti magari a fare i conti con proprietari senza scrupoli, non possono fare a meno di ricorrere a questo estremo espediente. Il rimedio sembrerebbe quello di aumentare il numero degli alloggi disponibili ma finora c’è stata scarsa disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale ad affrontare con la dovuta serietà le richieste di indicare le disponibilità alloggiative, segnalando caserme, stabili sottratti alla criminalità e alloggi sfitti, neppure alla luce delle risorse stanziate dalla Regione Lazio.

Dimostrando così la mancanza di una reale volontà di applicare soluzioni definitive, nonostante il roboante annuncio della Sindaca di aver scovato migliaia di appartamenti da poter riutilizzare per dare una prima risposta alla fame di case che affligge Roma e che a ben guardare, si dimostra essere solo uno specchietto per le allodole: la riproposizione della lista già stilata a suo tempo dal Commissario prefettizio Tronca.

Per il nostro Municipio i dati che espone la CGIL non si scostano troppo da quelli del Comune, benché, nei Piani Regolatori, la predominante per il nostro territorio sia sempre stata quella di una vocazione ad edilizia residenziale pubblica. Durante gli anni del boom economico, l’ATER ex-IACP l’ha fatta da padrone, costruendo a più non posso, per soddisfare le richieste di case da destinare agli operari e agli impiegati del polo manifatturiero Ostiense, dopodiché però non si è fatto altro, per cui le giuste risposte che furono allora date alle esigenze di una classe lavoratrice bisognosa di affitti calmierati, se da una parte hanno stabilizzato la situazione dall’altra hanno saturato il mercato affittuario a basso costo. Allo stato attuale, infatti, aldilà del riuso delle rare abitazioni che potrebbero essere immesse sul mercato a causa di azioni legali, l’unica via praticabile è quella privata, i cui prezzi però sono proibitivi. La CGIL ci fa notare che si è molto costruito sul nostro territorio negli ultimi quarant’anni. E’ stata edificata l’area di Roma ’70, e tutta la fascia che investe Via di Grotta Perfetta, la zona a valle della Montagnola con direttrice verso Via Ballarin, l’area di via del Tintoretto, è stato costruito (e abbandonato) un albergo a Via Galba, un maxiedificio a Piazza dei Navigatori, la zona di Via del
Caravaggio, alcune costruzioni tra Via Palos e Via Capitan Bavastro, sta per essere consegnata l’area ex I-60 con tutte le perplessità ancora in essere che ne hanno contraddistinto la costruzione.

Non uno di questi edifici è però stato destinato ad edilizia residenziale pubblica, sono stati tutti indistintamente destinati a finalità di carattere privato se non speculativo, non un solo mattone destinato a chi è meno abbiente o per quelli che, pur dotati di un reddito fisso da lavoro dipendente, non possono reperire un’abitazione ai prezzi di mercato.

“E’ doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione”, è ripetuto in diverse sentenze della Consulta ma, come conclude il documento del Sindacato, per avere una casa pubblica, a Roma, si è da anni alla guerra.

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Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà

Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà
Le domande si presentano presso la sede municipale di Via Benedetto Croce 50. Per informazioni telefonare al numero 0669611451

Dal primo dicembre è possibile presentare domanda di accesso al nuovo reddito di inclusione (REI) che, con decorrenza dal primo gennaio 2018, sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione.

Al via il Reddito di inclusione per il contrasto alla povertà
Le domande si presentano presso la sede municipale di Via Benedetto Croce 50. Per informazioni telefonare al numero 0669611451

Dal primo dicembre è possibile presentare domanda di accesso al nuovo reddito di inclusione (REI) che, con decorrenza dal primo gennaio 2018, sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e anche l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione. Anche presso il nostro Municipio, è quindi possibile fare la richiesta per il REI cioè il Reddito di Inclusione, la misura che il governo, attraverso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha messo in campo per contrastare la povertà e l’esclusione sociale. L’obiettivo del REI è dare sostegno innanzi tutto a famiglie con figli minori o disabili, a donne in stato di gravidanza e ai disoccupati di età superiore ai 55 anni. L’erogazione del sussidio è legata sia alle condizioni economiche che all’adesione, da parte di chi chiede il contributo, a un progetto personalizzato di inclusione nel mondo del lavoro.

La cifra mensile viene erogata avendo determinato la condizione economica del richiedente. In particolare per la valutazione sono essenziali i valori dell’ISEE e ISRE familiari, che non devono essere superiori rispettivamente ai 6000 e ai 3000 euro. Questi dati, assieme ai requisiti di patrimonio mobiliare e immobiliare posseduti, saranno il montante per poter quantificare se si rientra nell’ambito dei perimetri economici per accedere al Reddito d’Inclusione e, nel caso di risposta positiva, per determinarne l’ammontare.

Il richiedente o un suo familiare, munito di un’attestazione dell’ISEE in corso di validità, si reca presso il Municipio di appartenenza, dove compila e presenta il modulo predisposto dall’Inps, col quale si dichiara il possesso dei requisiti  necessari per l’accesso al programma. L’ufficio municipale per il REI, raccoglie la domanda e verifica i requisiti di cittadinanza, residenza e situazione familiare.

Detto ufficio, inoltre, in rete con i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, i privati attivi nel contrasto alla povertà e gli enti no profit, è responsabile della stesura del progetto personalizzato, essenziale per la conclusione positiva della richiesta di REI. Il progetto pur essendo personale, riguarda l’intero nucleo famigliare e prevede specifici impegni da parte del richiedente, i cui bisogni sono individuati dagli operatori municipali sulla base di una valutazione delle condizioni personali e sociali, della situazione economica, di quella lavorativa. La stesura della profilatura e la conseguente relazione si basano sullo studio delle possibilità di occupazione, sull’educazione, sull’istruzione, sulla formazione, sulla condizione abitativa, sulle reti familiari e di prossimità del soggetto. Una volta preparata la documentazione necessaria, gli uffici municipali la inviano all’Inps, che verifica il possesso dei requisiti e eroga il beneficio inviando a Poste Italiane la disposizione di accredito. Poste Italiane emette la Carta REI e tramite lettera invita il beneficiario a recarsi presso un ufficio postale abilitato al servizio per il ritiro. Il valore dell’ISEE e la composizione del nucleo familiare, determinano la prestazione economica che viene ricompresa tra i 187,5 e i 485,41 euro mensili, somme che variano anche in relazione al fatto che la famiglia non sia già beneficiaria di ulteriori prestazioni assistenziali. Per poter rispondere in modo adeguato alle richieste della cittadinanza, in previsione di un aumento significativo dei richiedenti rispetto al precedente programma di Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), che ha avuto, almeno nel nostro territorio, un certo riscontro, il Municipio ha istituito un ufficio ad hoc, per cui la domanda di contributo, deve essere presentata presso l’Ufficio REI al primo piano di Via Benedetto Croce 50, stanza 22, ogni martedì mattina dalle 8.30 alle 12.30 e ogni giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Per informazioni sul REI ci si può rivolgere al numero telefonico 0669611451. (E.S.)

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I Quaderni di Moby Dick

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio, Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival, Premio Fantasia novembre ecc..)

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio , Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival , Premio Fantasia novembre ecc..) sia nelle librerie locali e in alcune edicole di zona (piazza Bartolomeo Romano, via Adelaide Cairoli ed altre) è in allestimento il secondo fascicolo. Non era una scommessa scontata, anche perché, il progetto dei Quaderni è completamente autogestito e quindi non ha sponsor o finanziatori dietro le quinte. I finanziatori della pubblicazione sono i lettori che hanno accolto con entusiasmo il primo lavoro editoriale e speriamo che la copiosa vendita del prossimo numero ci consenta di continuare questa iniziativa culturale.

Il riscontro di vendite del primo Quaderno ci permette per il momento di affrontare il secondo impegno che interesserà il quartiere di San Paolo. Quella di alternare nello studio le porzioni storiche del territorio dell’VIII Municipio (Garbatella. San Paolo, Tormarancio,Ostiense) era un obiettivo condiviso dalla redazione, sempre più qualificata e numerosa. Il Tavolo, infatti, dopo un anno di lavoro, ha visto la partecipazione di nuovi appassionati redattori e di alcune associazioni del territorio.
La particolarità dei Quaderni, che rappresentano l’aspetto vivo e dinamico dell’Archivio storico territoriale, è quello di approfondire argomenti poco studiati e poco conosciuti per presentarli al vasto pubblico in modo divulgativo e non accademico. Sarà cosi anche per il secondo numero dal titolo: “I Colli di San Paolo”, che sarà corredato da immagini inedite o rare.

In questo numero del QMD2, che uscirà entro i primi mesi del 2018 si parlerà di: L’area dell’Ostiense: dalla Garbatella di Giovannoni alla coda della cometa di Piacentini (Sergio Rappino),Il vecchio deposito del Littorio (Paolo Berdini), La Borgata di Grottaperfetta (Francesca Romana Stabile), Prima della Garbatella, le proprietà dei Torlonia lungo la via Ostiense (Flavio Conia), La collina degli anarchici e Augusto Volpi (Gianni Rivolta), Esperienze educative sulla rupe di San Paolo: la Principe di Piemonte (Paola Pagliari e Piero Fumo), Il Risorgimento a San Paolo: La Repubblica romana (1849) e Vigna Matteini 1867(Claudio D’Aguanno), La stazione di Radio Marina San Paolo (Floriana Mariani), La città fortificata di Giovannipoli (Elisabetta Rossi), La collina di San Nemesio : il Cto e le case dell’Inail ( Paola Pagliari e Piero Fumo), Breve storia delle linee tramviarie di San Paolo e della Garbatella (Mirella Arcidiacono), Che bello andare in tram! (memorie e interviste di Mirella Arcidiacono) ed altri articoli in via di definizione.

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Giovedì 21 dicembre

Ci avviciniamo al Natale con una settimana ricca di appuntamenti.
Ecco innanzitutto i serali, due tra i più interessanti forse – per motivi diametralmente opposti – della nostra intera programmazione autunnale

Mercoledì 20 dicembre ore 20.30 Teatro Palladium

Un incontro tra due grandi: G. F. Handel e J. S. Bach

G. F. Handel: Suite in re minore HWV 437; Suite in si bemolle maggiore HWV 434; Passacaglia in sol minore HWV 432
J. S. Bach: Concerto in re minore per pianoforte e orchestra BWV 1052; Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Roma Tre Orchestra
Scipione Sangiovanni, pianoforte

Ci avviciniamo al Natale con una settimana ricca di appuntamenti.
Ecco innanzitutto i serali, due tra i più interessanti forse – per motivi diametralmente opposti – della nostra intera programmazione autunnale

Mercoledì 20 dicembre ore 20.30 Teatro Palladium

Un incontro tra due grandi: G. F. Handel e J. S. Bach

G. F. Handel: Suite in re minore HWV 437; Suite in si bemolle maggiore HWV 434; Passacaglia in sol minore HWV 432
J. S. Bach: Concerto in re minore per pianoforte e orchestra BWV 1052; Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Roma Tre Orchestra
Scipione Sangiovanni, pianoforte

Scuola tedesca e scuola tedesca trasferita in Inghilterra per l’ultimo appuntamento sinfonico di R3O nel 2017: Handel e Bach sono tra le due (se non, le due) figure più importanti della musica a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Del primo ascolteremo due suite per tastiera e una interessante Passacaglia, del secondo quelli che sono probabilmente i suoi due più famosi concerti per pianoforte e orchestra (scritti, originariamente, per clavicembalo). La serata è costruita intorno a Scipione Sangiovanni, tra i migliori pianisti italiani della nuova generazione, grande conoscitore di questo repertorio. Insieme a lui, i musicisti di Roma Tre Orchestra.

Giovedì 21 dicembre ore 19 Teatro di Villa Torlonia

Il cinema-libro: Il Trono di Spade

Lettura di pagine dal romanzo di G. R. R. Martin accompagnata dall’esecuzione delle musiche di R. Djawadi tratte dalla colonna sonora dell’omonima serie tv.

Roma Tre Orchestra Ensemble
Leonardo Spinedi, violino e chitarra
David Simonacci, violino e pianoforte
Lorenzo Rundo, viola
Marco Simonacci, violoncello
Stefano Patti, voce recitante

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Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

su gentile concessione di https://roma.diariodelweb.it

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

L’agriturismo e la trattoria – Appena si arriva nella cooperativa Garibaldi si respira un’aria nuova: trovare un’isola verde fatta di orti, giardini e serre in pieno centro è una delle tante sorprese che la Capitale regala anche a chi in questa città ci vive da sempre. Mani sporche di vernice, scarpe infangate della terra dei campi, arbusti appena impiantati da spostare: qui ognuno svolge un’attività. Le urla che ogni tanto vengono lanciate ti ricordano che ad animare questa cooperativa sociale sono ragazzi con autismo e pensi che se non fossero qui di certo si sarebbero annoiati sulle spalle dei familiari che molte volte non hanno le competenze adeguate. «Nostra figlia – raccontano i genitori di Veronica – ha iniziato a frequentare l’istituto agrario qui a fianco a settembre e vediamo che viene nella cooperativa con molto piacere. Uscendo alle 13, per noi anche gestire il pranzo poteva rappresentare un problema. Vediamo che qui, invece, mangia tutto; le ragazze poi la coinvolgono nelle attività a cui partecipa con entusiasmo».

L’idea della coop – In una vera e propria oasi di pace, dunque, si possono acquistare o gustare direttamente nel ristorante della struttura, i prodotti che vengono coltivati dalle ragazze e dai ragazzi che danno vita all’agriturismo. Maurizio, il presidente della cooperativa, portava sua figlia nell’adiacente istituto tecnico agrario Garibaldi che ha una lunga storia. Aperta nel lontano 1872 a Valmontone, la Scuola Podere si trasferì tre anni dopo sul Gianicolo per sistemarsi definitivamente nel 1907 nell’attuale sede, all’interno della Tenuta di S. Alessio. Tra il 1923 e il 1928, poi venne edificato il fabbricato per la Scuola Convitto nella Regia Scuola Pratica di Agricoltura di Roma e nel 1933 la Scuola pervenne all’attuale ordinamento di Istituto Tecnico Agrario.

Il progetto «Ti p’orto l’orto» – «La cura della terra, la terra che cura», è la filosofia nel motto ideato da Maurizio. Ma la realtà della Cooperativa Garibaldi ora vuole affrontare una nuova sfida: «Vogliamo portare i prodotti del nostro orto in giro per la città coi nostri ragazzi – ci racconta Maurizio che spiega l’idea «Ti p’orto l’orto con l’APE» – L’obiettivo è quello di allestire un banco ambulante dotato di cella frigo attraverso un progetto in collaborazione con Confagricoltura, l’Istituto Superiore di Sanità e la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università la Sapienza». Il progetto, dunque, è una specie di contaminazione nella città: «Vogliamo far conoscere l’autismo e aumentare la consapevolezza attraverso quest’Ape da allestire: tra l’altro APE è l’acronimo di Autistic Public Economy». Per realizzare questa nuova impresa, però, serve l’aiuto di tutti: «Si può votare per sostenere e far finanziare il nostro progetto: noi vogliamo stare sul mercato, e questo perché il commercio è una delle cose più semplici e utili alla comunicazione che è uno dei deficit principali dell’autismo».

Per sostenere il progetto – «Ti p’orto l’orto con l’APE» basta cliccare qui e seguire le indicazioni. Ci vogliono 10 minuti, ma ne vale la pena.

https://roma.diariodelweb.it/roma/articolo/?nid=20171127_467234

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Centro Sociale Anziani

Centro Sociale Anziani “Ostiense Ex Mercati Generali”. Via Francesco Negri, 6 – Roma

 

APPUNTAMENTO AL CINEMA

 

L’ULTIMA LEZIONE: Un mistero italiano che deve restare segreto!?

Giallo biografico del 2001 sulla scomparsa di un  professore di Economia Politica:

Il 15 Aprile 1987, il professore a riposo Federico Caffè, scompare all’alba dalla sua casa romana di Monte Mario senza lasciare tracce

.

Ma, chi era Federico Caffè?

PRESENTA L’EVENTO
MARIO POLIMANTI
INTRODUCE AL FILM IL REGISTA
FABIO ROSI

Appuntamento alle ore 16,45
di lunedì 04 – 12 – 2017
c. anziani “Ostiense ex mercati generali”
via Francesco Negri 6-Roma

Inizio evento ore 17,00 precise

A fine proiezione sarà possibile commentare il film dialogando con il regista

Ingresso libero

L’ultima lezione, diretto da Fabio Rosi  vincitore del Globo d’oro alla miglior opera prima, è un film originale per come mette in scena una ‘detection etica’ interessando lo spettatore non al mistero, ma ad un discorso di valori.

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ti porto l orto con l ape che gira

Ti porto l’orto con l ape che gira

Il Progetto “Ti P’orto l’orto con l’A.P.E. che gira” nasce dall’esigenza di portare a compimento il ciclo produttivo della Cooperativa Sociale G. Garibaldi, attivando un punto vendita ambulante. Nello specifico, i giovani adulti con autismo severo della Cooperativa incontreranno al “mercato” la città p’ortando i frutti del proprio orto con un banco ambulante degli ortaggi, che diventa un moltiplicatore di opportunità di incontro e quindi potenziale strumento abilitativo.

Per votare basta semplicemente andare sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it/ iscriversi nel portale, inserendo la propria mail e poi scegliere il progetto TI PORTO L’ORTO CON L’A.P.E. CHE GIRA.

Grazie

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Per quieto vivere, di Massimiliano Smeriglio

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.

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26esima edizione della Gara Podistica “Corriallagarbatella” 2017

Gentilissimo,

a nome di Walter Graziani,Presidente del Comitato Organizzatore
Corrigarbatella, abbiamo il piacere di invitarla alla conferenza
stampa per la presentazione della
26esima edizione della Gara Podistica
“Corriallagarbatella” 2017

che quest’anno si terrà alle ore 11,00 del 18 novembre 2017, presso lo
Spazio culturale-polifunzionale della biblioteca Moby Dick, realizzata
nell’edificio che ospitava gli ex bagni pubblici dei lotti popolari di
Garbatella.

Confidando di poter contare sulla sua partecipazione per contribuire a
promuovere una manifestazione che è entrata nel cuore degli atleti e
degli abitanti del Rione, inviamo cordiali saluti.

Patrizia Bottino

Ufficio Stampa Corriallagarbatella

scarica la locandina in pdf

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Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

 

Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

Dopo il grande successo del concerto inaugurale di lunedì scorso con la Nona sinfonia, entra nel vivo la nuova stagione 2017 – 2018.

Due bellissimi appuntamenti, il primo al Teatro Palladium, il secondo nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia, con il repertorio che ha dato il nome ad un intero genere musicale, ovvero quello sviluppato nella Vienna della fine del XIX secolo e che è detto “lo stile classico”.

in collaborazione con Associazione Annarosa Taddei

Lo stile classico

W. A. Mozart: Concerto per violino n. 5 in la maggiore maggiore K. 219
W. A. Mozart:  Exultate jubilate, mottetto in fa maggiore K. 165
F. J. Haydn: Cantata “Ariadne aux Naxos” H. 26b/2
F. Schubert: Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485
Reut Ventorero, mezzosoprano
Gabriele Campagna, violino
Roma Tre Orchestra

Tonino Battista, direttore

costo dei biglietti Palladium:
intero: € 12,50
ridotto possessori Bibliocard: € 8,50
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 7,50
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Giovedì 9 novembre ore 19 Teatro di Villa Torlonia

in collaborazione con Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca

Incontri e scontri: il quintetto con clarinetto

W. A. Mozart: Quintetto con clarinetto in la maggiore K 581
M. Reger: Quintetto con clarinetto in la maggiore op. 146
Gabriele Campagna, violino
Adriana Zarzuela, violino
Gonzalo Martín, viola
Friederike Seeßelberg, violoncello
Eva Kroll, clarinetto

costo dei biglietti Torlonia:
intero: € 10,00
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 5,00
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Consigliamo al pubblico interessato agli eventi di procedere con l’acquisto online  passando da questo link. Si può accedere in questo modo a tutte le nostre usuali riduzioni e si ha anche la possibilità di scegliere il posto in sala (solo al Palladium, non è possibile scegliere il posto nel Teatro di Villa Torlonia).

 * * *

Continuano domenica prossima i concerti gratuiti fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala.

Un programma con un altro insolito protagonista della musica da camera, questa volta l’oboe, nell’esecuzione di uno dei migliori giovani specialisti di questo strumento, Alberto Signorile, in un programma affascinante e che propone brani di raro ascolto.

Domenica 5 novembre ore 11.30 Museo Carlo Bilotti

L’oboe, protagonista della musica dal Settecento ai nostri giorni

C. Saint-Saens: Sonata per oboe e pianoforte op.166
J. N. Hummel: Introduzione, tema e variazioni op.102
C. Nielsen: Two Fantasy Pieces per oboe e pianoforte op. 2
Alberto Signorile, oboe
Giuseppe Barile, pianoforte
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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte 3

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 3 – Il P.U.A. – Punto Unico di Accesso

Il P.U.A., offre orientamento, consulenza e presa in carico sulle varie tematiche socio sanitarie. Presso il P.U.A. operano, contemporaneamente e in sinergia, assistenti sociali del municipio e infermieri dei vari servizi ASL. Il P.U.A. è la porta di ingresso al complesso sistema dei servizi sociali e sanitari municipali. E’ il punto di riferimento per la persona fragile e per i suoi familiari, servizio rivolto in particolare a coloro che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale e sanitaria.

Da qui l’importanza di un servizio che si prenda cura della persona nella complessità e globalità dei suoi bisogni, che metta in rete e valorizzi le risorse della collettività e che si adoperi per promuovere la costruzione di percorsi assistenziali integrati, semplificando l’accesso al sistema dei servizi socio-sanitari.

I fondi recentemente stanziati dalla Regione Lazio per il potenziamento dei P.U.A. rappresentano il primo concreto segnale per il rafforzamento di tale struttura. Partendo della professionalità e disponibilità degli operatori, assistenti sociali e infermieri, e proseguendo la strada volta a superare le criticità dei servizi, individuando le priorità di intervento, abbandonando percorsi tortuosi e intraprendendone di nuovi, integrati e semplificati. Avendo come obiettivo comune l’interesse del cittadino portatore di un bisogno colto nella sua interezza e complessità.

Il protocollo d’intesa, firmato tra la ASL/RM2 Distretto 11 ed il Municipio con l’obiettivo di rafforzare il processo di integrazione sociale e sanitario nel territorio, ha previsto la fornitura di risorse umane, strumentali, di supporto e di materiale di consumo per la valorizzazione ed il potenziamento delle attività che il P.U.A. ha dimostrato di poter eseguire sin dal momento della sua istituzione. In particolare l’obiettivo del protocollo è stato quello di avvicinare l’offerta dei servizi socio sanitari ai bisogni dei cittadini promuovendo la costruzione di percorsi integrati in risposta ai bisogni complessi, anche tramite l’apertura di nuovi punti di accoglienza di servizi del Distretto 11 negli spazi municipali. Un aspetto del tema integrazione su cui certamente occorre soffermarsi è quello relativo alle aree di intervento nelle quali le attività socio sanitarie trovano realizzazione.

A tal fine il P.U.A. ha condotto una ricognizione sul tipo di bisogno a cui esso tendenzialmente risponde, sulla incidenza che le varie tipologie di utenza hanno nelle diverse dimensioni del processo: accesso integrato, unità valutative e progetti e sull’orientamento delle esperienze concrete che si possono convertire in buone prassi. Osservando i dati è possibile rilevare che i bisogni a cui le attività socio sanitarie rispondono sono prevalentemente collocati nelle aree di intervento anziani, disabili, minori e famiglie. Tuttavia, le prime due appaiono presenti in modo costantemente consistente mentre l’area minori e famiglie sembra essere posta al centro dei processi di integrazione soprattutto nell’ambito della dimensione progettuale e delle buone prassi – circostanza, questa, che in parte trova spiegazione nella esistenza di risorse finanziarie dedicate derivanti dalla L. 285/97.

Le altre aree di intervento risultano infine relativamente presenti in tutte le dimensioni del percorso dell’integrazione sociosanitaria, sebbene con oscillazioni anche significative, per esempio quelle relative alla salute mentale. È infine interessante evidenziare la diversa rilevanza degli interventi/servizi dedicati alla totalità dei bisogni della popolazione nelle varie dimensioni del percorso nell’accesso.

Quello che si nota, in questi ultimi anni, probabilmente a causa della crisi, è il progressivo impoverimento del sistema di garanzie e di protezione sociale che fa sì che il riconoscimento dei diritti fondamentali per il cittadino sia vincolato a criteri sempre più rigidi di accesso ai servizi. Il decentramento amministrativo e il conseguente trasferimento di nuove competenze ai Municipi ha determinato una più complessa articolazione dei servizi, ivi compresi i Servizi Sociali stretti tra la necessità di contenimento della spesa e la necessità di semplificare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione con lo scopo di ridurre il carico burocratico. Nonostante ciò, il percorso di integrazione socio sanitario intrapreso dal Municipio VIII, si è mosso nel solco dell’innovazione e dell’attuazione delle buone prassi pur attraverso incertezze e contraddizioni, seguendo strade non sempre coincidenti con quelle delineate dalle normative ma funzionali per l’utenza. La dimensione politica del lavoro sociale, infatti, mette i professionisti in collegamento diretto con le istanze ed i bisogni della società ed è strettamente connessa con il livello istituzionale dell’integrazione.

Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, non può essere legato solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali ma va salvaguardato attraverso gli opportuni strumenti della politica, governando, cioè, gli eventi. Sta di fatto che se non si supera il problema di questa mancanza di capacità è difficile perfino pensare di poter maneggiare la cosa pubblica anche quando la rivendicazione di un diritto è l’interesse preminente. Il problema è capire se la politica, centrale e territoriale, sia pronta a recepire queste istanze, viste le enormi difficoltà operative dimostrate. La strada dell’integrazione, con queste prospettiva, sembra ancora lunga.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte due

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 2 – La realtà del Piano Regolatore Sociale

Grazie a questi accordi, all’interno del “Centro per le Famiglie C. Battisti”, aperto per volontà del Municipio una decina di anni orsono, hanno lavorato a stretto contatto gruppi composti di personale appartenenti ai servizi sociali municipali e a quelli distrettuali. Sinergia dimostratasi vincente soprattutto per i casi legati alle richieste di adozioni e di affidamento familiare, a sostegno alla genitorialità e di tutela per i minori. Per i disabili, nell’ambito del “Dopo di Noi”, l’accordo tra Municipio e ASL, si è realizzato nel progetto della Casa Famiglia “Casa nostra“, destinata ad utenti disabili, per il quale, il Servizio Sociale municipale  ha avuto la collaborazione fattiva ed essenziale della ASL – Servizio Disabili Adulti. L’inserimento degli utenti nella struttura, infatti, avviene dopo esame dei singoli casi da parte di una equipe congiunta socio sanitaria, così come le periodiche riunioni settimanali e mensili di monitoraggio, valutazione ed efficacia del servizio. Un altro esempio di intesa è la collaborazione per il servizio di Dimissioni Protette, cioè la presa in carico congiunta da parte della ASL con l’area anziani del servizio sociale, per gli utenti in dimissione dopo un ricovero ospedaliero. Il servizio, del quale fruiscono più di un centinaio di utenti anziani l’anno, si è rivelato nel tempo una grande risorsa per l’utente e la sua famiglia al rientro nella propria abitazione. La collaborazione ha permesso l’istituzione, sin dal 2004, del Centro Diurno per malati medio-lievi di Alzheimer. Presso il Centro ha operato personale che ha fornito assistenza socio – sanitaria ad una quarantina di ospiti presenti.

L’opera di questo personale ha permesso agli anziani di poter più a lungo mantenere le sue capacità residue e sviluppare capacità sottaciute, tanto che al fine di poter meglio valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio, fin dal 2011, il Servizio Sociale ha intrapreso il monitoraggio sulla qualità della vita degli anziani inseriti nei Centri Diurni quantificando come la vita dell’anziano malato di Alzheimer possa essere positivamente influenzata dall’inserimento in un centro diurno così specifico. Un ulteriore aspetto è quello legato alla sinergia intercorsa tra Municipio e ASL con l’avvio del progetto “Un cuore nel territorio di Roma XI”, una serie di corsi abilitanti alla rianimazione cardio-polmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) culminato positivamente con la consegna di defibrillatori da parte della ASL ai CCSSAA municipali. Nell’ottica di un comune sentire, aldilà di progetti specifici, bisogna sottolineare la fondamentale importanza dei tavoli di confronto permanente stabiliti tra Municipio e Distretto, in particolare tramite l’uso di istituzioni ponte quali la Consulta per la Disabilità e la Consulta Socio Sanitaria, organi istituzionali del Municipio che rappresentano i cittadini del nostro territorio nel loro rapporto con le strutture sanitarie.

Le consulte, promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità socio-sanitarie quale presupposto necessario per il perseguimento del benessere di tutti globalmente inteso, garantiscono l’applicazione delle norme regionali e di quelle municipali, verificano l’integrazione tra i progetti programmi del Municipio e del Distretto Sanitario e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni, esprimono i bisogni socio sanitari della collettività e contribuiscono alla definizione dei piani di intervento formulando proposte al Consiglio Municipale e al Distretto Sanitario. La Consulta per la Disabilità in particolare è l’unica, nel contesto di Roma Capitale, ad aver inserito tra i propri scopi quello di risolvere i problemi legati a difficoltà di carattere mentale. Le Consulte, sono state istituzionalizzate con Deliberazioni del Consiglio Municipale (Deliberazione n.15 del 15/04/1999, D.D. n.939 del 26/05/2000 modificata con D.D. 1019 del 9/6/2009) e rinnovate ogni tre anni. Alle Consulte, hanno dato la propria adesione le Associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le Organizzazioni Sindacali e ne fanno parte, di diritto, i rappresentati istituzionali, cioè il Direttore del Distretto Sanitario dell’ASL del nostro territorio, il Presidente del Municipio VIII ed il coordinatore dei Centri Anziani, come previsto dal Regolamento istitutivo. In questo contesto ben si è adattata la collaborazione anche con Enti di rappresentanza dei cittadini, quali Cittadinanza Attiva e lo sportello dei Diritti del Malato, i Lyon’s, l’ANT, la C.R.I., associazioni e cooperative che sono state riconosciute come tramite tra le istituzioni e da entrambe riconosciute come interlocutori previlegiati.

Non ultimo il riconoscimento, risalente ad alcuni anni addietro, dell’area del parcheggio municipale di un servizio di posteggio per gli automezzi del Pronto Soccorso. Tramite la firma di alcuni protocolli di intesa è stata resa possibile la fruizione da parte dei cittadini del Municipio di alcuni servizi socio sanitari di prossimità. L’istituzione del P.U.A (Punto Unico di Accesso), infine, avvenuta nel giugno del 2009, in via sperimentale e a tutti gli effetti dal Gennaio 2010, come servizio al quale possono rivolgersi gli utenti del nostro Municipio. Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, è stato, deve e dovrà essere necessariamente accompagnato da una capacità di ascolto e di guida da parte di quei livelli politico-istituzionali, che nel nostro territorio, soprattutto in quest’ultimo anno, per varie vicessitudini, si sono mostrati terribilmente latitanti. Si deve solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali, in tutti i suoi componenti, il mantenimento dello standard dei servizi ad un livello qualitativamente elevato. Il ruolo della politica, quello cioè di governare gli eventi, si è dimostrato l’anello debole della catena, vuoi negli aspetti organizzativi come nella incapacità di reale progettazione o anche di semplice manutenzione dell’esistente. Il senso del mandato sociale, deve contribuire a favorire, sviluppare, diffondere la cultura dell’integrazione partendo da una comprensione della realtà sia ai livelli gestionali che politico-istituzionali, quei dati che letti in modo opportuno, forniscono quella chiave di lettura che favorisce lo sviluppo di nuove progettualità. La natura dell’integrazione è semplicemente uno strumento, seppur privilegiato, attraverso il quale tentare di aiutare le persone a trovare risposte ai loro bisogni.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il tema dell’integrazione tra sociale e sanitario può, allora, rappresentare una continua sfida tra il tentativo di aggregare servizi diversi e quello di aggregare tra loro amministrazioni il cui scopo istituzionale ha finalità diverse e farle lavorare assieme. D’altra parte, dato il carattere empirico col quale si intendeva stabilire come poter realizzare l’integrazione socio-sanitaria in uno specifico contesto territoriale, le esperienze territoriali, hanno fatto da battistrada verso la ricerca di adeguati supporti amministrativi che permettessero alle normative di adeguarsi ai crescenti bisogni degli utenti, infatti, a fronte di una separazione istituzionale tra gli ambiti sanitario e sociale, è venuta sempre più emergendo la richiesta di sviluppare una normativa adeguata all’integrazione socio-sanitaria, anche se, in questi primi passi questa è sembrata sbilanciata, nella quasi totalità, verso l’area sanitaria.

La Delibera della Giunta Regionale 433/07 ha previsto l’istituzione in ogni A.S.L. e nei singoli distretti di una funzione specifica per l’integrazione sociosanitaria, che nei distretti doveva coincidere con il coordinatore Socio sanitario, anche se la presenza di un referente specificamente dedicato all’integrazione sul versante degli enti locali registra un dato abbastanza elevato: nella grande maggioranza dei casi in cui le A.S.L. hanno avuto in materia un positivo raccordo con gli enti locali ciò è avvenuto trovando come interfaccia una figura professionale dedicata. L’analisi degli aspetti che oggi caratterizzano la realtà dell’integrazione socio-sanitaria nel nostro territorio, dal punto di vista sociodemografico, le municipalità di Roma Capitale rappresentano un campione più che significativo, visto che molti dei Municipi romani hanno un numero di residenti maggiore di capoluoghi di provincia e forse di regione di altre zone del nostro territorio nazionale, può svilupparsi seguendo diversi percorsi. Il tema può essere affrontato valutandone nel merito i contenuti pratici e gli effetti che producono sui beneficiari oppure verificandone l’adeguatezza dal punto di vista degli addetti ai lavori o ancora misurandone il livello di fruibilità da parte dei cittadini.

Queste e altre possibili piste di riflessione, tuttavia, non possono prescindere da una preliminare ricognizione della questione che consenta di mettere a fuoco i tratti essenziali con cui l’integrazione socio-sanitaria si propone nel nostro contesto. Si tratta, in particolare, di inquadrare quanto il tema coinvolge gli attori istituzionali che dovrebbero alimentarne lo sviluppo e quale attenzione viene ad esso dedicata, quali sono le forme con cui si realizza – quando si realizza – il coordinamento inter istituzionale, come si definisce la necessaria interconnessione tra gli atti di programmazione di area sanitaria e di area sociale; ed infine, quali sono le professionalità che interagiscono nello spazio dell’integrazione e quali i bisogni che le attività socio-sanitarie intercettano e gli utenti che ne fruiscono.

Dai dati che si desumono da ricerche effettuate in questo contesto, sembra dunque emergere un buon grado di consapevolezza istituzionale circa l’importanza dell’integrazione socio-sanitaria, presente sia nelle A.S.L. che negli enti locali. Si rileva anche che gli operatori dedicano al tema dell’integrazione una parte del loro impegno lavorativo, ma ciò non rappresenta un depotenziamento della loro funzione e si segnala anzi come un elemento da valutare positivamente, nella misura in cui in cui permette loro di svolgere un ruolo di raccordo tra i singoli servizi ed il momento del coordinamento interistituzionale. È importante inoltre sottolineare che questa buona consapevolezza istituzionale su un tema così rilevante non ha dovuto essere indotta o sostenuta da appositi input normativi, visto che la recente delibera regionale in materia si è in realtà proposta su uno scenario già sostanzialmente attrezzato e i territori che da questo punto di vista erano stati in passato inattivi sono comunque rimasti inadempienti. Una ulteriore verifica dei termini con cui l’integrazione socio-sanitaria si definisce nei rapporti interistituzionali può essere effettuata analizzando le modalità di costruzione degli strumenti di pianificazione delle attività in area sanitaria e in area sociale. Per assicurare una efficace integrazione socio-sanitaria, infatti, i Piani sanitari e i Piani sociali degli enti locali devono essere frutto di un processo di effettiva co-costruzione tale da assicurare una totale sovrapposizione delle due prospettive.

La realtà dei Municipi di Roma Capitale sembra allinearsi ai dati regionali, presentando percentuali significativamente alte sia nell’elaborazione congiunta che nella presenza in entrambi gli atti programmatori, sanitario e sociale. C’è da rilevare invece una flessione nella sostanziale identità della parte sull’integrazione nei diversi piani, questo dovuto anche alla scarsa capacità esecutiva dimostrata dai Municipi, in particolare durante l’ultimo anno, dovuta soprattutto dell’inanità politica che pervade le strutture istituzionali centrali e che di riflesso impatta su quelle periferiche, incapaci di agire in modo proprio alle sollecitazioni che pervengono dai territori. Globalmente dai dati emerge una presenza diffusa dei temi dell’integrazione negli atti programmatori degli enti locali, ma al tempo stesso appare abbastanza evidente che i processi di reale costruzione stentano a decollare. Questo può essere collegato alla difficoltà a livello comunale: è difficile pensare ad una programmazione quando a livello di Amministrazione Centrale l’idea che si ha è quella di un accentramento mentre nelle realtà locali si percorrono strade, tempistiche ed obiettivi diversi, guidati da quelle strutture sociali che ne devono definire i servizi proprio rispetto alle specificità territoriali che, tramite l’utilizzo delle buone prassi, indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Lunedì 30 ottobre ore 20.30 Teatro Palladium

Lunedì 30 ottobre ore 20.30 Teatro Palladium

CONCERTO INAUGURALE DELLA STAGIONE 2017 – 2018 DI ROMA TRE ORCHESTRA

La Nona di Beethoven

F. Mendelssohn – Bartholdy: Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in sol minore op. 25
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125

Lunedì 30 ottobre ore 20.30 Teatro Palladium

CONCERTO INAUGURALE DELLA STAGIONE 2017 – 2018 DI ROMA TRE ORCHESTRA

La Nona di Beethoven

F. Mendelssohn – Bartholdy: Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in sol minore op. 25
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125

Ivan Donchev, pianoforte

Marcella Orsatti Talamanca, soprano
Francesca Ascioti, contralto
Romolo Tisano, tenore
Sergio Foresti, basso

Roma Tre Orchestra
Hideaki Hirai, direttore

costo dei biglietti:
intero: € 12,50
ridotto possessori Bibliocard: € 8,50
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 7,50
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

La vendita online  dei biglietti per questo concerto  è già aperta . Vista l’importanza del repertorio, consigliamo a chi è interessato di procedere con l’acquisto online  passando da questo link . Si può accedere in questo modo a tutte le nostre usuali riduzioni e si ha  anche la possibilità di scegliere il posto in sala.

La sala si sta velocemente riempiendo! Non perdete l’occasione di ascoltare al Teatro Palladium questo incredibile capolavoro del repertorio di tutti i tempi, preceduto peraltro dalla performance di uno dei più affascinanti concerti del repertorio romantico nell’interpretazione di Ivan Donchev.

 * * *

Continuano domenica prossima i concerti gratuiti fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala.

Un programma con un altro insolito protagonista della musica da camera, il fagotto, nell’esecuzione di uno dei migliori giovani specialisti di questo strumento, Paolo Lamagna.

Domenica 29 ottobre, Museo Carlo Bilotti, ore 11.30

Ritratto d’autore: Gaetano Donizetti

H. Dutilleux: Sarabande et cortegé per fagotto e pianoforte
Fantasia su motivi celebri da “Lucrezia Borgia” a cura di Antonio Torriani
Fantasia su motivi celebri da “Don Pasquale” a cura di Giuseppe Templini
Fantasia su motivi celebri da “L’elisir d’Amore” a cura di Giuseppe Templini

Paolo Lamagna, fagotto
Luca Oddo, pianoforte

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200 anni della Chiesoletta

200 anni alla Chiesoletta

In occasione dei 200 anni della costruzione della Chiesa dei Santi Isidoro ed Eurosia (1818-2018) sabato 28 ottobre 2017 verrà inaugurata la mostra perpetua sulla “storia della Chiesoletta” dopo la Santa Messa di ringraziamento delle ore 18,30 presso la parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia. Le foto più o meno inedite sono tutte dedicate alla vita attorno alla amata Chiesoletta.

Dedicata ai Ss. Isidoro e Eurosia, la chiesa fu costruita nel 1818 da mons. Nicola Maria Nicolai per i contadini della sua tenuta di campagna. Al Valadier è attribuito il pronao d’ingresso e nel portico si possono ammirare tre bozzetti a rilievo in gesso, ritenuti opera di Antonio Canova.

P. Generoso Calenzio l’acquistò con l’annessa casa nel giugno 1889, e la generosità di Papa Pio XI aiutò i Padri dell’Oratorio Romano a ritornarne in possesso, nel 1924, con l’invito di iniziare con la Parrocchia di San Paolo fuori le Mura la collaborazione nella cura delle anime. Il nuovo quartiere si stava infatti sviluppando ed il problema dell’assistenza religiosa si faceva urgente.

“Quest’anno, alla Garbatella, Gesù bambino è nato in una stalla” scriveva il Messaggero nel 1924. Il giovane padre Luigi Botton, trasferitosi là dalla Vallicella, aveva infatti trasformato in cappella una “vaccheria” messa a disposizione dalla famiglia Santambrogio e vi aveva celebrato la Messa di mezzanotte, essendo ormai la Chiesoletta incapace di accogliere tutta la gente.

Grazie al lavoro pastorale svolto dal padre Alessandro Daelli (detto Padre Balena),  padre Alfredo Melani e fratel Enrico Curti i tempi divennero maturi per iniziare, senza sosta, la presenza della Congregazione dell’Oratorio nel quartiere Garbatella. Altri padri diedero il proprio contributo nel mantenere la Chiesoletta il centro della vita del quartiere: padre Giordano, padre Guido, padre Armando, etc….  Intere generazioni sono cresciute sotto lo sguardo della Vergine Maria Regina degli Angeli posta sotto il portico ed a Lei invocando la materna protezione. Inoltre formuliamo l’augurio, che è una speranza, che qualche giovane sappia offrire al Signore ed alla Chiesa la propria vita, continuando come sacerdote o fratello, l’opera alla Garbatella.

Fratel Francesco Dipasquale C.O.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

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Lunedì 30 ottobre, alle 20.30 al Teatro Palladium

Lunedì 30 ottobre, alle 20.30 al Teatro Palladium,
inizia ufficialmente la stagione 2017 – 2018
con la Nona di Beethoven!

Mercoledì 25 ottobre, alle ore 10.00, presso la sala conferenze del Centro Studi Italo-Francese di Roma Tre, Piazza di Campitelli 3, presentiamo, insieme al nuovo Rettore dell’Università prof. Luca Pietromarchi, la prima parte della nuova stagione. Una ricca serie di appuntamenti, con una presenza di eventi sinfonici particolarmente rilevante. Si esordisce con la Nona di Beethoven e proseguiamo il nostro viaggio con la Quinta sinfonia di Schubert, passando per i concerti di Bach e di Mozart per tornare, a febbraio, di nuovo a Beethoven, con l’Ottava sinfonia sotto la guida del nostro direttore musicale Luigi Piovano, e prima un “concerto di concerti”, con musiche dal barocco ad oggi, da Benedetto Marcello a Matteo D’Amico. Non mancate! Seguirà un coffee break.

La Nona di Beethoven non necessita di presentazioni. Basti solo dire che i cd che abbiamo in casa, di qualunque genere musicale essi siano, sono stati creati con la durata standard di 75′ circa proprio perché potesse entrarci un’esecuzione integrale di questa sinfonia.
Non è un brano che si è aggiunto alla storia della musica: la Nona ha fatto la storia della musica.
E per non farci mancare niente, prima della Nona, anche il primo concerto per pianoforte di Mendelssohn con Ivan Donchev solista.
Una sera da non perdere, insomma.

La vendita online dei biglietti per questo concerto è già aperta. Vista l’importanza del repertorio, consigliamo a chi è interessato di procedere con l’acquisto online passando da questo link. Si può accedere in questo modo a tutte le nostre usuali riduzioni e si ha anche la possibilità di scegliere il posto in sala.

Lunedì 30 ottobre ore 20.30 Teatro Palladium

La Nona di Beethoven

F. Mendelssohn – Bartholdy: Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in sol minore op. 25
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125

Ivan Donchev, pianoforte

Marcella Orsatti Talamanca, soprano
Francesca Ascioti, contralto
Romolo Tisano, tenore
Sergio Foresti, basso

Roma Tre Orchestra
Hideaki Hirai, direttore   costo dei biglietti:
intero: € 12,50
ridotto possessori Bibliocard: € 8,50
ridotto over 65 / under 35 / dipendenti Roma Tre: € 7,50
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

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