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Autore: Stefano Baiocchi

Prove di stabilità, raggi x per i pini della Cristoforo Colombo

Al via lunedì 16 gennaio una serie di interventi per la messa in sicurezza di duecento pini domestici lungo la Cristoforo Colombo nel tratto tra via Cilicia e l’incrocio con la Laurentina.
In particolare, saranno eseguite specifiche prove di trazione con lo scopo di  misurare la stabilità di ciascun albero. Si tratta di una serie di interventi complessi che saranno coordinati con la Polizia Locale di Roma Capitale e il Municipio VIII.

Lo svolgimento dei lavori

I lavori saranno eseguiti tra le 9:00 e le 16:30, quindi non in orario di punta. Si svolgeranno dal lunedì al venerdì per protrarsi fino alla fine di marzo. Sarà probabile disporre riduzioni della sede stradale, non si escludono quindi ripercussioni e rallentamenti. Per limitare quanto più possibile i disagi agli automobilisti è stato definito un accordo con la Polizia Locale per garantire una costante presenza degli agenti nel corso dell’intervento.
Sulla base dei risultati delle prove di trazione che saranno elaborati ogni venerdì, nel caso si rendessero necessarie potature o abbattimenti, questi saranno eseguiti nelle giornate di sabato e domenica.

Le dichiarazioni di Sabina Alfonsi e Amedeo Ciaccheri

Diamo il via ad un intervento programmato di grande complessità poiché normalmente le prove di trazione vengono eseguite a campione, mentre in questo caso interveniamo sulla messa in sicurezza dell’intero patrimonio arboreo di una arteria viaria nevralgica quale Via Cristoforo Colombo”, così Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.
L’intervento – prosegue Alfonsi – è stato concordato con Polizia Locale e Municipio VIII, che ringrazio per la collaborazione, al fine di ridurre al minimo i disagi per i cittadini garantendo la sicurezza per la circolazione”.La rigorosa osservanza delle procedure di indagine sulla stabilità dei pini è garantita dal supporto scientifico di agronomi di comprovata competenza e specifica esperienza“.

Per il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, si tratta di “un programma di prevenzione straordinaria mai eseguito con questa portata per la sicurezza urbana, per la preservazione del patrimonio arboreo e dello skyline di Roma e perché i pini della Cristoforo Colombo non rappresentino più un pericolo per il transito veicolare e per gli automobilisti, né un elemento di preoccupazione per la salute delle piante”.Saranno settimane con un disagio sulla circolazione, ma necessario per preservare e salvaguardare la pubblica incolumità e un bene paesaggistico simbolico per la nostra città

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All’orizzonte nuova chiusura del Ponte di Ferro

di Stefano Baiocchi

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città.

I lavori comporteranno quindi una nuova interdizione al transito dei veicoli, per cui c’è il rischio concreto di nuovi disagi per i cittadini dei due municipi. Saranno inevitabili le ripercussioni per la circolazione sulla via Ostiense, ma anche in viale Marconi dove potrebbe riversarsi gran parte del flusso veicolare. Una zona calda sarà senz’altro il Testaccio e in particolare l’area adiacente e circostante l’ex mattatoio.
L’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini ha reso noto che il proprio ufficio lavorerà di concerto con il Comune di Roma monitorando costantemente la situazione del cantiere.
“Faremo il possibile per alleviare i disagi per i cittadini del Municipio e per tutti coloro che ogni giorno si vedono costretti ad attraversare il Tevere non soltanto per motivi di lavoro” ha detto l’assessore appena uscita la notizia. “È chiaro che saremo in costante contatto con il SIMU [Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana, n.d.r.] ed eventualmente anche con la sala operativa della Polizia Locale di Roma Capitale”.

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad Anas il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Sarà importante – conclude Stampete –mantenere l’aspetto architettonico del ponte senza quindi eccessivi stravolgimenti, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La struttura, destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia, venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.

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Incidente sulla Circonvallazione Ostiense, muoiono due diciottenni

Ennesima tragedia sulle strade della capitale. A perdere la vita due ragazzi di appena 18 anni rimasti coinvolti in un terribile incidente avvenuto alla Garbatella sulla Circonvallazione Ostiense. Il sinistro, si è verificato alle 6:30 di sabato 17 dicembre, ha visto il coinvolgimento di un grosso camion frigo e di uno scooter Honda SH sul quale viaggiavano i due ragazzi. L’impatto tra i due mezzi è avvenuto al semaforo tra Piazza Eugenio Biffi e la chiesa di Santa Galla. Lo scooter procedeva sulla Circonvallazione in direzione della Cristoforo Colombo mentre il mezzo pesante era intento a passare l’intersezione semaforica.
Il conducente del camion, un cittadino romeno di 41 anni, dopo l’impatto si è fermato scendendo immediatamente dal mezzo. Altrettanto hanno fatto alcuni automobilisti in transito. Anche alcuni cittadini dei palazzi attigui alla zona dell’incidente sono scesi in strada per accertarsi della gravità del fatto e per cercare di prestare soccorso. Una volta scattato l’allarme si sono precipitati sul posto una pattuglia della Polizia Locale e due ambulanze.
Purtroppo la situazione si è presentata subito gravissima. Il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare la morte di uno dei due ragazzi, mentre l’altro giovane è stato trasportato a sirene spiegate al Policlinico di Tor Vergata.
Tuttavia, anche in questo caso, ogni intervento del personale sanitario si è rivelato inutile. Il conducente del camion è stato trasportato invece in ospedale per essere sottoposto all’alcol-test e agli esami tossicologici di rito.

Ancora non chiara la dinamica dell’incidente

Non è chiaro se uno dei due mezzi sia passato col rosso, né se entrambi i guidatori si siano resi conto del rispettivo arrivo. Al momento del sinistro la visibilità era buona. In ogni caso la dinamica esatta dell’incidente è tutt’ora al vaglio degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del Gruppo Tintoretto che hanno sentito anche alcuni testimoni.
I rilievi sono andati avanti per diverse ore, tanto che i caschi bianchi sono stati costretti a chiudere l’arteria, a deviare il traffico di zona e il percorso delle linee bus che vi transitano. Sono stati anche sequestrati i filmati di video-sorveglianza delle vicine stazioni di servizio.

L’incrocio dove è avvenuto il tragico incidente

Incidenti stradali, un bilancio spaventoso

È spaventoso il bilancio delle vittime (spesso giovanissime) di incidenti stradali nella capitale, ma anche sulle strade del nostro municipio. L’ultimo grave incidente c’è stato poco meno di due mesi fa quando il diciottenne Francesco Valdiserri ha perso la vita mentre camminava sul marciapiede della Cristoforo Colombo, investito da un’auto fuori controllo. Al volante una ragazza risultata poi positiva all’alcol-test e ad alcune sostanze stupefacenti.

Francesco all’uscita dal Socrate, foto pubblicata dalla mamma sul proprio profilo Twitter
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Nei lotti Ater riscaldamenti a singhiozzo

“La mattina in casa si gela”. Molte le lamentele degli inquilini costretti ad accendere le stufette elettriche

Di Stefano Baiocchi

L’inverno è ormai alle porte, le temperature si sono abbassate da qualche settimana e nei caseggiati dei lotti della Garbatella la questione riscaldamento è all’ordine del giorno. La crisi energetica, legata in massima parte alla guerra in Ucraina, ma anche a qualche speculazione, ha portato inevitabilmente ad un periodo di ristrettezze.

Nel frattempo, il 18 novembre scorso, sul sito dell’Ater è comparso un avviso con il calendario delle accensioni. Dal 21 al 28 novembre accensione dalle 18 alle 21; dal 29 novembre e fino al 7 dicembre i riscaldamenti saranno accesi dalle 17 alle 21.Dall’8 dicembre la forbice dovrebbe aumentare, tuttavia “Considerata l’attuale situazione – fa sapere l’Ater sempre sul proprio sito – gli orari potrebbero subire variazioni a seguito monitoraggi periodici eseguiti dall’Ufficio Riscaldamento, in considerazione del costo del gas e delle temperature”. Non c’è da stare tranquilli e tra gli abitanti serpeggia il malumore.

In via Roberto De Nobili al Lotto 30 le risposte degli inquilini sono pressoché unanimi: “va bene risparmiare, ma se la sera abbiamo poche ore di tepore, al mattino fa freddissimo.”

“La mattina da almeno una settimana siamo costretti ad accendere le stufette elettriche”, racconta una giovane donna, “non oso immaginare come faremo quando farà più freddo, ma la preoccupazione è la prossima bolletta della luce”.

Situazione analoga al Lotto 26 dove molti anziani sembrano ormai rassegnati. “Saranno più di vent’anni che al mattino non si accendono più i termosifoni, la sera il calore è di poche ore, è chiaro che più passano gli anni più aumenta il disagio”.
“In famiglia abbiamo optato per il riscaldamento autonomo”, ci dice Franco Rossi, un abitante del medesimo comprensorio. “Accendere le pompe di calore, considerando il caro bollette e gli aumenti dell’ultimo anno, ci costa moltissimo, ma abbiamo dei bambini piccoli”.
Al Lotto 28, la situazione non è migliore. “Al mattino fa freddo, la sera abbiamo poche ore di calore nei termosifoni. Non sono mai caldi e il calore emanato è appena sufficiente, fa notare la signora Francesca, mentre porta a spasso due deliziose cagnoline in piazza Giuseppe Sapeto.

Le avvisaglie si erano palesate già da prima dell’estate. Con l’incredibile balzo in alto delle bollette del gas (e della luce), molti cittadini avevano paventato una stretta sull’utilizzo del riscaldamento.
Ora la notizia non bella, come ha riportato Arera (Agenzia di Regolazione per Energia Reti e Ambienti) è che nella prossima bolletta del gas troveremo un ulteriore rincaro del 13.7%, dopo la frenata del mese di ottobre, quando le bollette erano scese del 12,9%.
L’aumento rispetto al mese scorso è principalmente dovuto a quanto accaduto sul mercato all’ingrosso del gas: in previsione della stagione fredda i prezzi della materia prima sono saliti a partire dalla metà di novembre. Il costo, nemmeno a dirlo, a carico dei consumatori.
La spesa per il gas per una famiglia media, che si calcola abbia consumi medi di 1.400 metri cubi in un anno, tra il primo dicembre 2021 e il 30 novembre 2022 è di circa 1.740 euro, il 63,7% in più rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente.

Il decreto ministeriale 383 del 6 ottobre 2022, cercando in qualche modo di tamponare le spese per le famiglie, aveva previsto di fare entrare in funzione gli impianti termici a Roma a partire del 21 novembre.
Il decreto, poi recepito dal sindaco Gualtieri, aveva annunciato un ulteriore restringimento di 15 giorni sul periodo di accensione, nonché la riduzione della temperatura di un grado centigrado.
Se i termosifoni nella capitale potranno restare in funzione fino al 31 marzo 2023, l’ordinanza prende in considerazione anche “l’ipotesi di previsioni metereologiche favorevoli”, che potrebbero portare a ulteriori modifiche come a un’anticipazione del periodo di spegnimento degli impianti, o anche a “stabilire – si legge nel decreto – riduzioni di temperatura ambientale massima consentita”.

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Ostiense, giornata di studi dedicata alla figura di Carlo Levi

Allo “sguardo in movimento” di Carlo Levi verrà dedicata una giornata di studio nell’ambito delle manifestazioni per il centoventesimo anniversario della sua nascita, avvenuta il 29 novembre 1902 a Torino.
L’incontro, a cura di Fondazione Carlo Levi e Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, approfondirà il rapporto con il cinema del grande pittore, scrittore, politico e intellettuale. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, dalle 10:00 presso la Fondazione AAMOD, nel complesso degli edifici della Centrale di Montemartini all’Ostiense. L’iniziativa ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali.

 

Carlo Levi, scrittore, pittore e autore di cinema

Carlo Levi, è stato tra i più significativi autori del novecento. Conosciuto soprattutto per il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, è stato pittore, autore di cinema e antifascista.  Nato nel 1902 in una famiglia ebraica della borghesia torinese, si diploma al liceo Alfieri. Ottenuta la laurea in medicina, rimarrà alla Clinica Medica dell’Università di Torino come assistente fino al 1928. Non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo. Nel 1931 si unirà al movimento antifascista di Giustizia e libertà, fondato tre anni prima da Carlo Rosselli.
Alla Biennale di Venezia del 1932, Levi presenterà le sue opere: L’uomo rosso (1929), Scena di frutta (1930) e Natura morta con melograni (1930). Nel marzo 1934 Levi è arrestato per sospetta attività antifascista. Nel maggio del 1935, su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre, subisce un secondo arresto e la condanna al confino nel paese lucano di Grassano. In un secondo momento è trasferito nel piccolo centro di Aliano, in provincia di Matera. Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli.
Nel 1936 il regime fascista gli concede la grazia sull’onda dell’entusiasmo collettivo per la conquista dell’Etiopia. Levi, quindi, si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica. Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d’Azione e a Firenze è tra i dirigenti de La Nazione del Popolo, organo del Comitato di Liberazione della Toscana. Proprio a Firenze trova rifugio presso l’abitazione di Eugenio Montale, dove rimane fino al 1944. È qui che conosce il poeta triestino Umberto Saba, che diventerà suo suocero.
Autore per il cinema, già dagli anni, Trenta Levi prolifera nella scrittura di soggetti e sceneggiature, alcuni dei quali insieme all’amico Mario Soldati e poi con il poeta Rocco Scotellaro. Con gli stessi scrittori, negli anni 1946-1953, lavora ai progetti che riguardano la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli e alla sceneggiatura de I fuochi di San Pancrazio.
Cristo si è fermato a Eboli sarà presentato nel 1979 fuori concorso al Festival del Cinema di Cannes cinque anni dopo la morte di Levi. Interpretato da Gian Maria Volonté, il soggetto del film si avvarrà dell’apporto, oltre che di Levi, di Tonino Guerra e di Francesco Rosi.

Lo scrittore Carlo Levi

Lo svolgimento della giornata di studio 

Le descrizioni della cultura tradizionale contadina del meridione di Levi, Rocco Scotellaro e dell’antropologo Ernesto De Martino sono stati alla base dell’ispirazione di molti cineasti.
Nel corso della giornata sarà approfondita la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976 riguardanti soprattutto la Lucania.
Tra le carte del Fondo Carlo Levi di Alassio è emersa anche una vicenda finora inesplorata che riguarda una sceneggiatura degli anni ’50 per Augusto Genina sulla vita di Amedeo Modigliani, mai approdata alla realizzazione del film.
Le più recenti ricerche condotte sulla complessiva opera di Levi con forte inclinazione interdisciplinare da storici dell’arte, della letteratura, del cinema, come da antropologi, inducono a ritenere che la riflessione sul cinema e sui suoi codici espressivi sia stata non marginale per Levi, così da spingere ad interrogarsi su quale ne sia stato in ogni epoca l’influsso reale sulla sua intera opera di letterato e artista, ma anche di saggista e osservatore politico.
Al termine della giornata di studio, a ingresso libero fino a esaurimento posti, con interventi di intellettuali e studiosi tra i quali Sebastiano Martelli, Elisa Donzelli, Luca Beltrami e Vincenzo Esposito, sarà proiettato il film documentario “Carlo Levi, lo sguardo in movimento” di Paolo Di Nicola.

 

La sede della fondazione AAMOD

La sede della Fondazione AAMOD è parte del suggestivo e unico complesso di edifici della Centrale Montemartini, in via Ostiense 106. Entrando nel complesso della Centrale, l’Archivio audiovisivo si trova nello stabile, a sinistra dell’ingresso al Museo. I locali della fondazione sono costituiti anche dalla Sala Zavattini, il cuore delle iniziative pubbliche dell’archivio, dove si svolgono rassegne cinematografiche, convegni, seminari, presentazioni.
Nella sala è situata anche la Biblioteca specializzata con tavoli per la consultazione.

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Al via l’iter per la ricostruzione del Ponte dell’Industria

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi, dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

I danni provocati dall’incendio

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono soltanto all’Ostiense, ma anche nella zona di San Paolo a Ponte Marconi e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Lavori sul ponte dopo il rogo del 2021

Gli interventi previsti

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad ANAS il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Un aspetto – conclude Stampete – importante sarà quello di mantenere l’aspetto architettonico senza quindi eccessivi stravolgimento, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La storia del ponte dell’industria

La struttura destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.
Sopravvissuto ai bombardamenti degli angloamericani del marzo 1944, fu teatro dell’ignobile eccidio di dieci donne italiane ad opera degli occupanti nazisti.

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Verrà recuperata l’ex caserma occupata al Porto Fluviale

 

Sono passati quasi vent’anni dall’occupazione della ex caserma dell’Ostiense. Dal Campidoglio doveva ormai arrivare una soluzione definitiva. Alla fine, grazie ai soldi del Pnnr, l’aula Giulio Cesare ha approvato il progetto di recupero e riqualificazione dell’imponente complesso occupato di via del Porto Fluviale.
Si tratta di un grande e interessante edificio risalente ai primi anni del novecento con differenti entrate, due lungo via del Porto Fluviale e una in via delle Conce.
Ristrutturato negli anni venti, sopravvissuto ai bombardamenti del marzo 1944, è stato impiegato in seguito per accogliere magazzini di armi e divenire quindi una caserma dell’Aeronautica militare. L’edificio è molto noto agli abitanti dell’Ostiense, ma è anche facilmente riconoscibile dai giovani che nel fine settimana affollano i locali del vecchio quartiere industriale, grazie anche all’affascinante murale realizzato dallo street-artist Blu nel 2013.

 

Il progetto di riqualificazione prevede residenze, un mercato e uno sportello antiviolenza

La delibera votata dalla maggioranza di centrosinistra prevede l’acquisizione gratuita, da parte del Comune di Roma, del complesso immobiliare – si tratta di una superficie coperta di 1.860 mq – denominato “ex direzione Magazzini del Commissariato”.
Al tempo stesso è prevista anche la valorizzazione e il recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato e tuttora occupato. Nel complesso convivono attualmente 56 nuclei famigliari, per cui l’iniziativa del Campidoglio è finalizzata a regolarizzarne definitivamente la posizione.
Il cortile interno, sovente utilizzato dalla Comunità di Sant’Egidio per la raccolta di abiti usati, diventerà una piazza aperta al quartiere, nella quale entrerà in funzione un mercato a chilometro zero in collaborazione con l’VIII Municipio. È previsto uno spazio per la mobilità sostenibile, legato ad una pista ciclabile che in futuro dovrebbe attraversare la zona, ma anche uno sportello antiviolenza.
Il programma di valorizzazione, denominato “Porto Fluviale RecHouse: recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato ed occupato”, oltre all’impegno dei funzionari dell’amministrazione capitolina, ha visto il coinvolgimento di personale della facoltà di architettura della Sapienza, del dipartimento di architettura di Roma Tre e della Luiss.

Un particolare del murale realizzato sull’edificio

La soddisfazione di Amedeo Ciaccheri e Valeria Baglio

Decisamente soddisfatto il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Si mette un tassello decisivo all’avanzamento del progetto di trasformazione che cambierà il volto dell’Ostiense e darà una risposta di dignità sull’emergenza abitativa”.
“Dopo anni di dibattito sull’utilizzo delle ex caserme nelle nostre città – prosegue Ciaccheri – Porto Fluviale traccia una strada con 11 milioni di investimento pubblico che serviranno a trasformare e a riqualificare la struttura e aprire servizi pubblici per il quartiere, aprendo le porte per una nuova piazza per l’Ostiense”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera comunale del PD Valeria Baglio: “Il provvedimento approvato è molto importante per il territorio dell’VIII Municipio sia dal punto di vista urbanistico, visto che verrà realizzato senza consumo di nuovo suolo, sia dal punto di vista sociale” . “Si potrà procedere a rigenerare il complesso immobiliare acquisito a titolo gratuito al patrimonio di Roma Capitale”. “Ciò permetterà una profonda riqualificazione dell’edificio con l’utilizzo di materiali biocompatibili ed elevati standard di efficienza energetica”.
“Nascerà così un polo di edilizia residenziale pubblica – conclude Baglio – che permetterà di dare una risposta all’emergenza abitativa al territorio”. “Verranno realizzati anche spazi di formazione, sale per le associazioni di quartiere e uno sportello antiviolenza”.

La contrarietà dell’opposizione di centrodestra

Di tutt’altro avviso il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Federico Rocca che sulle pagine di Roma Today fa sapere che come opposizione “Abbiamo presentato una serie di proposte per cercare di migliorare il progetto, ma non ne è passata nessuna”.  “Ad esempio avevamo suggerito l’inserimento di un’area ludica per i bambini, di uno spazio destinato ai cani ed anche a uno sportello per l’assistenza socio linguistica e culturale per gli immigrati”. “Noi non siamo contrari alla riqualificazione di quel complesso – prosegue Rocca – ma messo così il progetto sembra la legittimazione dell’occupazione”. “Chi occupa, non dovrebbe rientrare nelle graduatorie di Edilizia residenziale pubblica”.

 

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Incidente sulla Cristoforo Colombo, muore ragazzo di 18 anni

Morire a 18 anni in un incidente stradale mentre si cammina tranquilli sul marciapiede con un amico. È quanto accaduto sulla Cristoforo Colombo all’altezza di viale Giustiniano Imperatore giovedì 20 ottobre, era da poco passata la mezzanotte.
A travolgere mortalmente Francesco Valdiserri una Suzuki Swift guidata da una 24enne, risultata poi positiva all’alcoltest. La vettura stava procedendo in direzione dell’EUR percorrendo la corsia laterale della Colombo, quando ha improvvisamente sbandato finendo sul marciapiede, abbattendo prima un palo della segnaletica per poi finire la corsa contro il muro di un parcheggio. L’intervento dei soccorritori è stato immediato, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Illeso il suo amico, che sarà poi ascoltato come testimone. La guidatrice dell’utilitaria è stata trasportata al Sant’Eugenio per alcune ferite ed è stata arrestata per omicidio stradale e posta ai domiciliari. Secondo quanto si è appreso alla ragazza era già stata sospesa la patente per due anni per aver guidato in stato di alterazione.

 

Il cordoglio della cittadinanza e del mondo politico

Francesco, appassionato di sport e musica, già studente del Liceo Socrate, avrebbe compiuto 19 anni a novembre. Tifoso della Roma era figlio di Paola Di Caro e Luca Valdiserri, entrambi giornalisti del Corriere della Sera.
La mamma Paola è molto conosciuta perché sulle pagine del prestigioso giornale segue la politica nazionale.
È stata proprio la mamma su Twitter ad annunciare quanto accaduto al proprio figlio. “Il mio 18enne meraviglioso non c’è più. Il mio bambino che aveva a cominciato a correre nella vita. Un’auto nella notte lo ha investito e non tornerà. Nulla più tornerà. Nulla ha più senso. Nulla”. Parole strazianti, a cui hanno fatto seguito numerosissimi messaggi di cordoglio dal mondo della politica, dai colleghi e da tantissimi cittadini comuni. Anche la S.S. Lazio ha espresso la propria vicinanza alla famiglia.
Il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri sempre tramite Twitter ha voluto far sentire il proprio cordoglio alla famiglia del ragazzo. “L’intera comunità del nostro Municipio si stringe intorno a Paola Di Caro, a tutta la famiglia e ai compagni di scuola del Liceo Socrate per la tragica scomparsa di Francesco”.

Francesco all’uscita dal liceo Socrate, foto pubblicata dalla mamma sul proprio profilo Twitter

Numeri che fanno paura

Quella degli incidenti stradali nella capitale è una piaga che sembra non finire, al punto che anche il nostro municipio non ne è stato purtroppo esente, come nell’agosto del 2021 o il 7 febbraio di quest’anno.  Dall’inizio dell’anno le vittime della strada a Roma sono 82, di queste moltissimi sono i giovani, ma anche i pedoni. Tra le cause, oltre all’alta velocità, la distrazione e l’abuso di alcool e droghe. Il rischio è che a fine anno il bilancio dei decessi sulle strade dell’hinterland capitolino ricalchi quello del 2021 con 121 persone decedute.

 

I rilievi sul luogo dell’incidente

I rilievi sul luogo dell’incidente – da parte degli addetti all’infortunistica e degli agenti della Polizia Locale – sono andati avanti per gran parte della mattinata, tra la curiosità di molti automobilisti che percorrevano l’arteria e l’incredulità dei colleghi dei genitori del ragazzo che si sono recati sul posto. Ciò che è apparso evidente è che sull’asfalto non vi erano segni di frenata. Inoltre l’autovettura, prima di finire la sua corsa, oltre al palo della segnaletica ha abbattuto anche un grosso arbusto.
Già questa mattina presto qualcuno aveva lasciato un mazzo di girasoli sul marciapiedi.

Alla famiglia di Francesco la redazione di Cara Garbatella esprime le più sentite condoglianze.

Il luogo dell’incidente in cui ha perso la vita  Francesco

 

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Mercoledì 19 ottobre fiaccolata di solidarietà con le donne iraniane

In queste ultime settimane le organizzazioni umanitarie, assieme a mass-media e organizzazioni della cooperazione internazionale, stanno monitorando gli ultimi tragici avvenimenti in Iran. In diverse zone del Paese si moltiplicano manifestazioni di protesta e cortei contro il governo fideista dell’antico paese persiano. Episodi di forte dissenso, nonostante una feroce repressione, sono segnalati un po’ ovunque. L’ultima rivolta nel carcere di Evin, famigerata prigione simbolo della repressione politica messa in atto dalla teocrazia guidata da Ali Khamenei. Vi sono rinchiusi molti attivisti, intellettuali, studenti che si battono per la democrazia e per i diritti umani. E proprio in quel carcere – come confermato dalla Farnesina – è rinchiusa l’italiana Alessia Piperno, arrestata a Teheran senza motivi apparenti.
Le proteste in Iran sono iniziate dopo la morte di Mahsa Amini, la ventiduenne curda iraniana, avvenuta il 16 settembre, tre giorni dopo il suo arresto da parte della polizia morale per non aver indossato correttamente il velo islamico. Molte delle manifestazioni sono state organizzate dalla rete, con il regime iraniano che ha risposto bloccando anzitutto Instagram e WhatsApp. In tutto il resto del mondo le donne stanno rispondendo tagliandosi ciocche di capelli in segno di solidarietà, i video ormai sono visibili ovunque.

Norme non scritte, accettate come normalità

In Iran vigono norme anacronistiche, non scritte in nessuna legge, nemmeno in quella religiosa, che relegano la donna nel posto più basso della scala sociale. Molti uomini si rifiutano di sovvertire queste regole perché preferiscono mantenere lo status quo patriarcale che da secoli si perpetua nei loro Paesi.
È evidente che soltanto i giovani, salvo qualche eccezione, stanno combattendo contro l’oppressione delle donne.

L’iniziativa alla Garbatella a sostegno delle donne iraniane

Per dare un segnale, e sentirsi vicino alle donne iraniane, l’alleanza Europa Verde – Sinistra Italiana ha convocato una manifestazione con fiaccolata che unirà le piazze Damiano Sauli e Bartolomeo Romano. L’appuntamento è per mercoledì 19 ottobre alle ore 18:00 proprio davanti alla scuola Cesare Battisti.
Sarà una serata di riflessione e partecipazione alla quale interverrà anche una rappresentanza di donne iraniane, e sarà l’occasione per sentire dalla loro viva voce le condizioni in cui vivono nel loro Paese. La manifestazione vedrà la partecipazione di Luciana Castellina, scrittrice e più volte parlamentare, e di Ilaria Cucchi neo-senatrice della lista Verdi-SI. L’evento sarà coordinato da Susanna Crostella di Sinistra Italiana Roma.
È attesa la partecipazione delle donne di Possibile, del Forum Donne Articolo Uno, dei Verdi, dei 5 Stelle e del PD.
Sono stati invitati anche i rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’associazionismo, l’Unione degli Studenti, l’Unione dei Giovani di Sinistra, la Rete degli Studenti Medi e i movimenti femministi.

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A fuoco un camion AMA, caos all’Ostiense

Momenti di panico all’Ostiense per l’incendio di un camion dell’AMA in via Pellegrino Matteucci nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale.
Il tutto si è svolto in pochi attimi intorno alle 9:15 di giovedì 13 ottobre quando l’autista del camion si è accorto dell’accensione di una spia di emergenza. In quel momento il camion compattatore era intento nella raccolta della carta.
La pronta reazione del conducente, che è riuscito a bloccare il veicolo e a scendere dalla cabina, ha evitato il peggio. Le fiamme si sono sviluppate immediatamente tanto da distruggere il mezzo pesante. Contemporaneamente una vasta coltre di fumo ha invaso tutta la zona, costringendo i cittadini a chiudere le finestre, mentre alcuni esercenti si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche dei propri negozi. Molti abitanti dei palazzi che affacciano su via Matteucci, via Federico Nansen e via Giacomo Bove si sono riversati in strada preoccupati dal tremendo odore di diossina nell’aria.

Il denso fumo durante le fiamme

L’intervento non semplice dei Vigili del Fuoco

L’allarme è comunque scattato subito, tanto da far giungere sul posto in pochi minuti gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto, i Carabinieri oltre a naturalmente i Vigili del Fuoco. Il lavoro dei pompieri è andato avanti per tutta la mattinata poiché il portellone posteriore del camion era rimasto bloccato tanto da far risultare difficile lo spegnimento dell’incendio. È stato quindi necessario attendere un altro mezzo in dotazione agli stessi vigili del fuoco con il quale si è aperto, scardinandolo, il grosso vano posteriore.
Al tempo stesso, la Polizia Locale ha dovuto gestire l’emergenza traffico della zona.

Il mezzo AMA  distrutto dal rogo

Traffico congestionato e ripercussioni anche alla Garbatella

Anche se era da poco passata l’ora di punta, la circolazione è andata presto in tilt. Via Pellegrino Matteucci è stata chiusa per l’intero tratto tra via Ostiense e via Girolamo Benzoni, costringendo molti automobilisti a deviazioni e a inversioni di marcia. Forti risentimenti ci sono stati sulla via Ostiense con ritardi che hanno coinvolto anche il servizio dell’ATAC e nello specifico le linee bus 715 e 716. Ripercussioni per la circolazione anche alla Garbatella.

La chiusura al traffico di via Matteucci

Le ipotesi del rogo

Sulle cause dell’incendio al momento non si possono fare ipotesi di nessun tipo. Il rogo potrebbe essersi sviluppato anche da un mozzicone di sigaretta acceso gettato nei cassonetti o scaturito da un corto circuito nella macchina dei rifiuti. Si esclude, almeno per ora, l’atto vandalico o un sabotaggio, ma nessuna supposizione è comunque scartata a priori.
Sarà naturalmente un’inchiesta accurata a stabilirne le cause.

L’assessore Centorrino sul luogo dell’incendio

Sul luogo dell’incendio è giunto trafelato anche l’assessore municipale alle politiche ambientali e ai rifiuti Michele Centorrino. “Appena saputo dell’incidente sono giunto qui in via Matteucci per rendermi conto della situazione e per assicurarmi che non ci fossero feriti”. “Adesso si cercherà di capire cosa sia successo, ciò che è più importante è che l’autista del mezzo stia bene”. “Questi ha avuto la prontezza di bloccare il camion inserendo i cunei fermaruota”. “Il Municipio – conclude l’assessore – è qui di supporto, in contatto con AMA e con l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi per monitorare la situazione”. “Ora bisogna cercare di liberare il prima possibile la strada e ripulire tutto”.

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All’Ostiense al via il Maker Faire, evento dedicato all’innovazione tecnologica

Al via nell’area del Gazometro la decima edizione del Maker Faire, il più grande evento europeo dedicato all’innovazione tecnologica. La manifestazione, promossa dalla Camera di commercio di Roma, in collaborazione con ENI, sarà aperta al pubblico da venerdì 7 a domenica 9 ottobre tra le 10:00 e le 19:00.
In totale l’evento ospiterà circa 300 spazi espositivi, con idee e progetti innovativi. Nelle passate stagioni la manifestazione ha raccolto più di 100.000 presenze, la partecipazione di creatori e inventori di 40 nazioni, coinvolgendo in discussioni varie oltre 600 blogger e giornalisti rappresentando quindi una vetrina decisamente significativa.

Le novità dell’edizione 2022

Tra i temi affrontati, la robotica e l’intelligenza artificiale. Decine, anche quest’anno, i prototipi che saranno presentati al pubblico, con le relative applicazioni che vanno dal settore medico a quello industriale, dai trasporti ai beni culturali, fino all’agricoltura accurata e di precisione. Una delle novità dell’edizione 2022 riguarda la realtà virtuale, con una serie di appuntamenti dedicati alla visione di film e documentari girati con tecnologie innovative, mentre particolare attenzione sarà dedicata anche alle cosiddette energie rinnovabili e alla transizione energetica.
Eni sarà presente durante l’evento con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del percorso di decarbonizzazione. Gli stessi spazi avevano dato il via alla Roma industriale, fornendo energia a imprese e cittadini.

Il contributo dell’Università degli studi Roma Tre

L’Università degli Studi Roma Tre sarà presente con i Dipartimenti di Architettura, Ingegneria, Ingegneria Industriale Elettronica e Meccanica, Matematica e Fisica, Scienze, Scienze della Formazione  e Studi Umanistici.
Il Dipartimento di Scienze porterà con i proff. Marco Barbieri, Monica De Seta e Luciana Di Gaspare i risultati delle loro indagini sui alcuni dispositivi per le tecnologie quantistiche. Sarà mostrato fuori dai laboratori il materiale su cui sono state fatte ricerche, tra cui un piccolo computer a emettitori per laser di nuova concezione.
Non mancherà neanche una stanza chiamata Fabroom, si tratta di uno spazio in cui lo spettatore diventa attore, circondato da immagini proiettate. Protagonista sarà anche l’innovazione agroalimentare, incentrata su cibi hi-tech e nuove tecnologie. Si presenteranno attrezzature per la cottura solare, fino agli scontrini smart che forniscono in tempo reale il grado di maturazione dei prodotti.

Come raggiungere l’area dell’evento

L’area del Gazometro occupa una superficie di 12 ettari e ospita una serie di capannoni e di aree industriali. L’ingresso per il Maker Faire è situato all’Ostiense in via del Commercio 9/11. È raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

Dove acquistare i biglietti per il Maker Faire

I biglietti per l’evento, che hanno una validità giornaliera e consentono un solo ingresso, possono essere acquistati esclusivamente online sul sito https://www.boxol.it/MakerFaireRome/it

 

 

 

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Donna violentata alla Garbatella, sconcerto e paura nel quartiere

C’è ancora sconcerto alla Garbatella per lo stupro perpetrato nei confronti di una 44enne venerdì 30 settembre intorno alle 23:30 in via Alessandro Valignano. La strada collega via Padre Semeria con Piazza Marco da Tomba, proprio a qualche decina di metri dal Commissariato Colombo di via Percoto. Tutto si è svolto nel giro di una manciata di minuti. La donna aveva appena finito di cenare con delle amiche in un ristorante di via Guglielmo Massaia, quando si è allontanata per andare a prendere la propria autovettura.  È notte e sta piovendo. In strada non c’è praticamente nessuno, la signora apre la portiera dell’auto, è colpita sullo sterno da un uomo, afferrata per il collo e spinta sui sedili. La violenza sessuale è interrotta soltanto dalla reazione della donna – che sarebbe stata anche rapinata di alcune centinaia di euro – e dall’arrivo delle amiche.

Il Commissario di Polizia Cristoforo Colombo

Si indaga anche su altri episodi analoghi

Trasportata al San Giovanni in codice rosso, la vittima nonostante lo choc è riuscita a rispondere agli investigatori.
Gli inquirenti tengono naturalmente le bocche cucite, mentre sono al vaglio tutte le immagini delle videocamere della zona che potrebbero aver ripreso il volto dello stupratore.
Stando a quanto raccontato dalla vittima, e confermato dalle amiche, non è escluso che il bruto possa essere uno straniero anche se parlava italiano. Così come non è escluso che lo stupratore possa aver adocchiato la donna, una volta uscita dal ristorante, per seguirla sino alla macchina dove è avvenuta la violenza.
Gli investigatori oltre a dare un volto all’uomo, definito alto, magro e con indosso un giubbotto rosso, stanno cercando di ricostruirne il codice genetico utilizzando alcune tracce lasciate sulla macchina. Una delle ipotesi trapelate è che l’uomo possa aver colpito in altre zone della città e con le stesse identiche modalità.

 

Le donne del municipio scendono in piazza

Non si è fatta attendere la risposta delle donne dell’VIII Municipio che tramite il collettivo femminista Una volta per tutte hanno indetto una manifestazione in Piazza Eugenio Biffi.
Moltissimi gli abitanti del quartiere intervenuti per portare solidarietà alla vittima, per chiedere sicurezza, ma anche per ribadire la necessità di percorsi formativi ed educativi.  Una manifestazione riuscita, ben al di là delle previsioni, considerando il giorno feriale, l’orario e l’inesistente pubblicità data all’evento.
“Il 25% delle popolazione femminile – si legge in un comunicato dell’associazione – ha conosciuto una forma di violenza sessuale di qualunque tipo.”  “Sono e siamo milioni di donne in tutto il paese,  a Roma 3 nell’ultima settimana e molte altre sono rimaste nel silenzio”.
“Una crisi di civiltà che non risparmia nessuna e nessuno e che non possiamo imputare al buio o alla pioggia, perché chi stupra lo fa solo, in branco, negli androni dei palazzi, in auto, in casa e sul posto di lavoro”.
“Un fenomeno che dietro i numeri porta storie di vite sospese fra la rabbia e il dolore e che ci colpisce ancora di più quando succede nelle strade che frequentiamo tutti i giorni, come  venerdì scorso alla Garbatella”.
“Siamo tutte scosse e le siamo vicine, con la solidarietà che non ammette indifferenza e con la voglia di ascoltare le riflessioni che nella sorellanza ci sentiremo di condividere. Per rivendicare e dire che vogliamo vivere e animare spazi pubblici sicuri, per dire basta alle violenza, per non sentirci cittadine a metà sottrarremo terreno alla paura”.

La manifestazione in piazza Biffi


Cosa prevede il codice penale in caso di stupro

Sino al 1996 secondo il Codice Rocco, risalente al periodo fascista, la violenza sessuale ledeva la moralità pubblica. Con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996, si afferma il principio per cui lo stupro è un crimine contro la persona e non contro la morale pubblica. L’articolo 609 bis del codice penale stabilisce la pena base per lo stupro va da sei a dodici anni di reclusione.
Sulla pena possono influire alcune circostanze aggravanti, come ad esempio la rapina, che la rendono più severa, o attenuanti, che al contrario comportano uno sconto. Una circostanza aggravante è il caso della vittima sotto l’effetto di droga o alcol.
Un’altra aggravante è lo stupro di una o di un minorenne: in questo caso il codice stabilisce che la pena è aumentata di un terzo.

 

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Manifestazione elettorale di Fratelli d’Italia a piazza Biffi, nel cuore della Garbatella. Ma sull’Albergo rosso li accoglie uno striscione antifascista.

 

Una cinquantina di militanti, un paio di vessilli tricolore, qualche bandiera di partito e naturalmente i big della destra locale, romana e nazionale con in testa il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ad annunciare la prossima vittoria alle elezioni per la coalizione di centrodestra.
Così la mattinata di sabato 17 settembre in una Piazza Eugenio Biffi soleggiata e sonnacchiosa ha ospitato per circa due ore la manifestazione elettorale organizzata da Fratelli d’Italia.
Gli oratori si sono alternati su un piccolo palco sormontato da un grande sfondo recante il volto di Giorgia Meloni. La leader nazionale era però assente. Qualcuno ha malignato che avrebbe preferito non farsi vedere dopo l’infelice uscita dei giorni scorsi, quando lei stessa ha messo in relazione il suo linguaggio genuino con la Garbatella. In realtà era impegnata in un tour nel Mezzogiorno d’Italia.
La mattinata, dalle voci e dalle chat che si sono rincorse nei giorni precedenti, non si prospettava del tutto tranquilla. Era trapelata un po’ di preoccupazione anche tra i vertici del Municipio VIII. Nelle stanze di via Benedetto Croce era giunta voce che ci sarebbe stata una mobilitazione antifascista con tanto di presidio della piazza fin dalle prime ore della giornata.
La stessa voce era giunta evidentemente anche ai responsabili dell’ordine pubblico, tanto che la polizia si è presentata in forze: 5 blindati del Reparto Mobile, una Jeep, e qualche auto civetta. Alla fine si notavano più poliziotti che partecipanti alla manifestazione.

Lo striscione sull’Albergo rosso

Poco prima del via al comizio però alcuni giovani hanno issato uno striscione colorato sull’albergo rosso in cui si rimarcava il carattere ribelle e antifascista della Garbatella.
Alcuni ragazzi seduti a sorseggiare un caffè al bar, parlando dei partecipanti alla manifestazione di FdI, dicevano che non erano della Garbatella. “Chi li ha mai visti? È evidente che sia gente di fuori”. Altri si sono lasciati ad andare a qualche altra battuta al vetriolo: “C’è talmente poca gente che pensavamo si trattasse di una manifestazione del PD…”.

Lo striscione apparso sull’Albergo rosso

Gli interventi di Andrea De Priamo e Chiara Colosimo

Il consigliere comunale Andrea De Priamo, da almeno trent’anni attivo nella politica del quadrante sud di Roma ( Eur-Garbatella), intervenuto anche per presentare la sua candidatura al Senato, ha tenuto a evidenziare quanto la Destra italiana sia da sempre presente alla Garbatella, raccontando con una sorta di romanticismo il suo approccio e quello di Giorgia Meloni alla politica locale.
La consigliera regionale Chiara Colosimo ha invece parlato di Destra maggioritaria nel quartiere, suscitando un po’ di stupore anche da parte dei suoi stessi compagni di partito, un partito che si fonda essenzialmente sulla leadership di Giorgia Meloni e su basi ideologiche conservatrici e che – nonostante le rassicurazioni della stessa Meloni – appare tuttora più vicino all’Ungheria di Viktor Orbán che all’Unione Europea.
Alla fine tanti saluti (rigorosamente non romani) e la promessa di ritornare sul territorio da vincitori.

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Trasporto pubblico, venerdì 16 settembre 8 ore di sciopero

Sarà una giornata difficile quella di venerdì 16 settembre per chi si sposta con i mezzi pubblici. Uno sciopero proclamato da quasi tutte le organizzazioni sindacali di categoria metterà a serio rischio il funzionamento del trasporto pubblico nella capitale dalle 8:30 alle 16:30. Le ripercussioni negative per il traffico saranno decisamente elevate, anche perché non sono previste fasce di garanzia.
Per 8 ore saranno quindi a rischio le corse di autobus, tram, metropolitane, ma anche delle ferrovie regionali Termini Centocelle, Roma Civita Castellana Viterbo e Roma Lido. Coinvolto il personale di Roma per la mobilità, Atac, Cotral, Roma Tpl, ma anche gran parte dei lavoratori delle aziende Tpl del Lazio. Astensioni dal lavoro potranno aversi anche tra il personale addetto alle biglietterie e tra gli ausiliari del traffico.

 

I motivi dello sciopero

Le motivazioni della protesta sono a causa dei gravi eventi lesivi della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori. “Scioperiamo – spiegano le organizzazioni sindacali – di fronte a una situazione intollerabile su cui bisogna intervenire subito. A tutt’oggi non si è registrato alcun intervento a tutela del personale da parte dei datori di lavoro e neanche da parte del legislatore con specifici provvedimenti indirizzati a prevenire e scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici”.
“Servono provvedimenti immediati – chiedono infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro – in assenza dei quali continueremo con forza a rivendicare la tutela di lavoratori e lavoratrici del trasporto pubblico locale”.
Le aggressioni nei confronti del personale sono ormai all’ordine del giorno, l’ultima il 10 settembre scorso quando – secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA – a farne le spese è stata una macchinista della Roma Viterbo.

Le alternative per gli abitanti dell’VIII Municipio

Il personale di Trenitalia non sarà coinvolto nelle protesta, quindi i treni regionali, ovverosia i servizi ferroviari suburbani che collegano la capitale con le altre località del Lazio funzioneranno regolarmente. In caso di chiusura della linea B della metropolitana e nel caso il servizio dei taxi risulti poco fruibile, i cittadini dell’VIII municipio potranno in qualche modo ovviare utilizzando i treni regionali che dalla stazione Ostiense conducono verso altre zone della città. Da Ostiense sono agevolmente collegate la stazione Termini, le stazioni Tiburtina, Tuscolana, Nomentana, ma anche Trastevere, Monteverde, Balduina e Monte Mario. Nessun problema neanche per chi da Ostiense sarà diretto verso Fiumicino Aeroporto.

Sabato 17 settembre open day del trasporto pubblico

Sabato 17 settembre si viaggerà gratis sull’intera rete Atac: nessun biglietto per le tre linee della metropolitana, né per la Termini-Centocelle. Accesso libero anche per autobus, filobus e tram. L’open day promosso da Roma Capitale si inserisce all’interno delle iniziative organizzate per la Settimana Europea della Mobilità 2022 che si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2022.
“Sarà la prima delle molte iniziative, che presto comunicheremo alla cittadinanza, con le quali la capitale celebrerà la Settimana Europea della Mobilità,  con una serie di appuntamenti per promuovere l’uso del trasporto pubblico locale e diffondere la cultura della mobilità sostenibile”, questo il commento del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Coerenti con questi obiettivi – prosegue Gualtieri – continuiamo a lavorare senza sosta per realizzare una vera e propria rivoluzione della mobilità, riconnettendo i nostri quartieri e rendendo Roma una città più sostenibile e più vivibile, per contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità della vita di tutte e di tutti”.
Per gran parte della giornata di sabato, nelle principali stazioni e nei grandi capolinea della rete di superficie, il personale Atac sarà impegnato in una campagna informativa sul trasporto pubblico. Previsto anche il rilascio di depliant e di alcuni gadget.

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Intervista a Enzo Foschi vicesegretario regionale del Pd e candidato al collegio uninominale 2 per la Camera dei Deputati

Enzo Foschi, classe 1966, una vita spesa a sinistra, prima nel PCI ora nel Partito Democratico. È stato consigliere circoscrizionale alla Garbatella, nell’aula Giulio Cesare con Rutelli e Veltroni, quindi sette anni come consigliere Regionale alla Pisana. Ora è candidato per il collegio uninominale 2 (Pietralata, Tiburtino, Nuovo Salario, Monte Sacro) per la Camera dei Deputati.

Lei è una persona molto conosciuta a Roma per il suo ruolo nel PD, ma è conosciuta  soprattutto nel territorio dove ha fatto politica per una vita. Come mai la coalizione l’ha candidata in un altro collegio?

Siamo davanti a elezioni politiche, non si tratta di elezioni amministrative. In quanto vice segretario del Partito Democratico del Lazio ho una funzione politica generale, e quindi la scelta è stata politica. Vorrei anche ricordare che non c’è corrispondenza tra il territorio del nostro municipio e il collegio, perché Garbatella, Ostiense e San Paolo fanno parte del 1°. Tutta la parte di Tor Marancia, Montagnola, Roma 70, Ottavo Colle sono comprese nel 4° collegio. È improprio interpretare le elezioni politiche come se fossero elezioni comunali o municipali.

Non sempre però i candidati accettano di buon grado i collegi loro assegnati, la sua collega Patrizia Prestipino, ma soprattutto Monica Cirinnà, in un primo momento ha puntato i piedi in maniera decisa…

Io sono onorato di essere stato scelto, perché ho incontrato nel corso di tanti anni di attività politica persone  che senz’altro avrebbero meritato di essere candidati . Ciò mi riempie di responsabilità, ma al tempo stesso, a prescindere dall’esito elettorale, soltanto l’essere stato candidato rappresenta un riconoscimento e un onore.

Perché nel centrosinistra quando vola qualche straccio non si fa quadrato? A destra e negli altri partiti sembra tutto così rose e fiori…

Questa è la malattia del centrosinistra, non siamo capaci di fare quadrato nei momenti di bisogno, capendo che ci sono molte più istanze che ci tengono insieme di quelle che ci dividono. C’è un altro punto: il PD è l’unico partito vero che esiste. Quindi noi per approvare una lista alle politiche abbiamo dovuto riunire gli organismi regionali e nazionali. Dentro quegli organismi si è sviluppato un dibattito, un confronto, che spesso sui giornali si traduce come spaccature, liti, confusione, in realtà si tratta di dialettica democratica. In realtà dovremmo chiederci perché Berlusconi, Salvini e Meloni fanno le liste a casa propria. Perché gli altri partiti non hanno riunito nessun organismo democratico per decidere il percorso delle liste. Ciò mette al riparo questi partiti dalle polemiche pubbliche, ma in realtà è una restrizione della democrazia, sono “partiti persona”.

Anche in questa tornata elettorale il partito degli astensionisti sarà probabilmente quello che prenderà più voti. Il coinvolgimento di cittadini non professionisti della politica voluto da Grillo e Casaleggio è stato un mezzo fallimento, ma ha riportato molti di essi ad interessarsi nuovamente alla cosa pubblica.
Come può la politica tornare ad avere, non diciamo un ruolo totalizzante, ma una funzione che torni ad interessare i cittadini?

L’esperienza del Movimento 5 stelle è stato un grande fallimento. Noi romani in particolare ce ne siamo accorti di fronte al governo cittadino di Virginia Raggi. Dopodiché la domanda che bisogna porsi è perché molte persone, rifiutando la politica e i partiti tradizionali, hanno scelto il movimento di Beppe Grillo. Questo avviene perché spesso le classi dirigenti dei partiti tradizionali hanno perso la capacità di mantenere un rapporto stretto con il territorio, perdendo credibilità. Io considero il Movimento 5 stelle nella prima fase, cioè nel periodo antecedente Giuseppe Conte, il sintomo di una malattia di una democrazia che esclude e non include.

La riduzione del numero dei parlamentari non può creare una frattura ancora più grave con i cittadini? 

Senz’altro, perché se riduci il numero dei parlamentari devi rafforzare le autonomie locali. Noi siamo l’unica democrazia al mondo che ha ridotto i parlamentari e indebolito le autonomie locali. Ciò ha ridotto la rappresentanza e il radicamento delle istituzioni sul territorio. L’antipolitica è un serio danno per la democrazia.

 

Enzo Foschi, candidato alla Camera per il 2° collegio uninominale
Dica la verità, non le manca un po’ la politica che si faceva sul territorio? Gli incontri con gli abitanti del quartiere, le riunioni alla Villetta…

La politica ha un senso soltanto se vi è un rapporto con le persone, se è territoriale. È evidente che non si può ritornare a un modello che non esiste più; oggi esistono molti altri strumenti, quali ad esempio i social, l’idea che la politica si riduce ad un click è un’idea aberrante, che rifiuto totalmente. Tuttavia, nonostante sia consapevole dell’importanza dei social, continuo a pensare che guardare negli occhi le persone sia imprescindibile. È chiaro che ognuno di noi è figlio della propria storia. Io non ho mai rinnegato di provenire dal PCI di Garbatella e il modo in cui i comunisti facevano politica, quella storia, quell’approccio alla politica, la porto dentro con coerenza.

Secondo lei nel PD romano c’è una vera questione morale alla luce dei fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il capo di Gabinetto del sindaco Gualtieri? Oppure sono ascrivibili a contesti estremamente marginali?

Più che questione morale si tratta di una questione comportamentale e di coerenza. Io credo che il tema di fondo non è legato ai comportamenti dei singoli, quelli ci sono sempre stati. Il tema di fondo è che il PD ha difficoltà nel rappresentare la società reale, i cittadini che affrontano tutti i giorni i problemi della quotidianità. Il PD romano ha vissuto momenti difficili, soprattutto ai tempi di mafia capitale. Ma il PD romano di allora non è quello di oggi. È cambiato tutto il gruppo dirigente, c’è una nuova generazione. È chiaro che è difficile superare quello stereotipo, ma nel lavoro quotidiano con i cittadini abbiamo intrapreso un nuovo percorso.

La nostra città ha problemi atavici, molti di essi non risolvibili nell’immediato, ma piuttosto urgenti quali ad esempio la necessità di dotarla di un sistema di metropolitane a livello europeo.
Gualtieri, a parte qualche proclama di troppo, sembra che voglia risolvere la questione della spazzatura con il termovalorizzatore,  uno dei motivi che ha portato Giuseppe Conte a far cadere il Governo Draghi. Intanto i cinghiali scorrazzano, l’immondizia è ovunque e l’incuria domina ogni spazio verde…

Roma ha problemi enormi, uno di questi è che è una Capitale non amata dagli italiani. Roma non è come Parigi  per i francesi, non è come Londra  per gli inglesi o Berlino per i tedeschi. Lo dimostrano anche le difficoltà con cui lo Stato e il Parlamento, quando sono chiamati a sostegno della Capitale, non sempre forniscono il loro appoggio. È come se non fosse un patrimonio dell’Italia. Basti pensare che è nato un partito contro Roma, la Lega nord. Roma ha onori, ma soprattutto oneri soltanto per il fatto di essere capitale, ma risolvere alcuni di questi problemi che la affliggono necessita tempo e programmazione. È evidente che se chiudi la più grande discarica d’Europa come Malagrotta devi provare un modello alternativo. E’ impensabile che i rifiuti vengano esportati in tutto il mondo senza porsi il problema di come trasformare l’immondizia in ricchezza, diventando quindi autosufficienti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha la serietà per affrontare questo tipo di problemi, ma sarà in grado di affrontare anche altre sfide quali la candidatura di Roma all’Expo.

Virginia Raggi è stata eletta dopo che avete mandato a casa Marino e, caso unico in Italia, al secondo mandato è arrivata quarta. Non pensate che sia stato un grave errore far dimettere Marino? Anche perché era stato eletto dai romani, non esclusivamente dal PD…

È stato un grande errore mandare a casa Ignazio Marino, se noi non avessimo mandato via Marino, Virginia Raggi non avrebbe mai governato Roma. Fu un errore clamoroso quello di Renzi (allora era segretario del PD); un errore pagato giustamente nelle elezioni successive che furono una debacle per il PD. C’è da dire che gli autori e i responsabili di quella mossa hanno pagato in pieno,  visto che il congresso ha sconfitto Renzi che se ne è andato a costruire un’altra formazione politica.

Conosciamo bene la sua fede per i colori giallorossi.  Chi vincerà quest’anno il campionato di calcio?

Di certo non la Roma.

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Elezioni politiche 25 settembre, i candidati del Centrosinistra sul territorio dell’VIII municipio

Roberto Morassut e Paolo Ciani alla Camera, rispettivamente nei collegi uninominali 4 e 1. Andrea Catarci al Senato nel collegio Roma 3.

Manca poco più di un mese e conosceremo la composizione del nuovo Parlamento Italiano e chi deciderà le sorti del Paese. Tutti i partiti sono ormai ai blocchi di partenza per una campagna elettorale che si annuncia vivace e in cui non mancheranno certo i colpi di scena. Con il taglio dei parlamentari deciso nell’ultima legislatura i collegi elettorali sono diventati molto ampi. La nuova legge costituzionale, infatti, modificando gli articoli 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati si passerà a 400 membri per la Camera, mentre al Senato da 315 si arriverà a 200 senatori. Con la nuova legge di conseguenza aumenta sensibilmente l’ampiezza dei collegi.
Alcune novità interessano naturalmente anche il territorio dell’VIII Municipio che è stato suddiviso e ritagliato nei nuovi collegi elettorali. Per adesso sul fronte delle candidature le uniche certezze arrivano dal centrosinistra. Le altre coalizioni, per una scelta definitiva dei candidati, attenderanno il 21 agosto, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste.

 

Roberto Morassut fra Ardeatino, Tor Marancia e il Parco dell’Appia Antica

Roberto Morassut è candidato dal Partito Democratico nel collegio uninominale 4 per la Camera dei Deputati. Un collegio decisamente vasto che tocca i territori di Tor Marancia, Navigatori, Ardeatino, Grotta Perfetta, ma che si estende anche in gran parte dell’Appio Latino, del Tuscolano di Tor Fiscale sino a Ciampino. Una vita spesa nell’amministrazione capitolina, ma anche a Montecitorio. Esponente di punta delle giunte Rutelli e Veltroni, con il quale ricoprirà anche la carica di assessore all’urbanistica, Morassut è parlamentare dal 2008.  A Roma si è occupato soprattutto di ambiente e urbanistica, tanto che sono passate sotto il suo coordinamento moltissime opere di ristrutturazione e risistemazione di piazze, strade e complessi museali. Da assessore ha guidato l’approvazione in Consiglio comunale del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Nel governo presieduto da Giuseppe Conte ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dell’Ambiente.

Roberto Morassut, già sottosegretario nel governo Conte

“È un territorio a me caro in cui sono nato, cresciuto e nel quale vivo attualmente”, dichiara Morassut. “È un collegio che vede, in partenza, favorito il centrosinistra, vantaggio che si può ulteriormente consolidare chiamando a raccolta tutte le energie democratiche e progressiste del territorio”.
“Conto sul massimo impegno dei militanti della coalizione di centrosinistra e del Pd e degli elettori e cittadini che in quelle strade mi hanno visto crescere”. Dai prossimi giorni, anche attraverso il suo profilo sulla pagina Facebook inizierà la comunicazione dell’organizzazione del lavoro, dei luoghi e delle iniziative di una campagna elettorale che, fa sapere, “sarà intensa e rapida”.

Paolo Ciani al collegio 1 per la Camera dei Deputati

Il collegio 1 della Camera all’uninominale è composto dai municipi I e II e dalla Garbatella (con Ostiense e San Paolo). Paolo Ciani di Democrazia Solidale (Centrosinistra), esponente di primo piano della Comunità di Sant’Egidio, dovrebbe vedersela con la ministra uscente per le pari opportunità, Elena Bonetti. Laureato in Lettere e Filosofia, Ciani è esperto di dialogo interculturale, educazione alla pace e dialogo interreligioso. Bonetti, ex PD, ha seguito Matteo Renzi in Italia Viva. Nessun nome è trapelato fin ora da Centrodestra e Cinque Stelle.

 

L’ex Presidente Andrea Catarci candidato al Senato a Roma est

Andrea Catarci, già Presidente dell’VIII Municipio, è stato invece catapultato per la coalizione del Centrosinistra nel collegio uninominale Roma 3 al Senato, area che comprende i municipi III, IV, V e VI. Una sfida difficile, tanto che dovrà vedersela molto probabilmente con l’avvocata Giulia Bongiorno in quota Lega per Salvini Premier. Mentre anche qui non è ancora chiaro quali saranno i candidati del Movimento Cinque Stelle e del cosiddetto Terzo Polo, ovverosia la coalizione in cui coabitano Renzi e Calenda. Una sfida dura quella che l’assessore alla partecipazione e alla città dei 15 minuti di Roma Capitale dovrà affrontare, ma non per questo si tira indietro.

Andrea Catarci, ex presidente dell’VIII Municipio

Alle scorse elezioni comunali, nel V Municipio, al I turno Enrico Michetti del centrodestra staccò di oltre 5 punti Roberto Gualtieri. Nel VI Municipio Gualtieri venne più che doppiato, nona caso il VI Municipio, quello che comprende tra l’altro Tor Bella Monaca, è l’unico vinto dal centrodestra. “Grazie alla coalizione democratica tutta e a Sinistra Italiana/Verdi in particolare per la fiducia accordatami”, si legge nella sua pagina Facebook dell’assessore capitolino.
“Non partiamo certo con i favori del pronostico – prosegue Catarci – ma ce la metteremo tutta per dar voce ai quartieri, alle persone e alle organizzazioni sociali che li animano, per reddito, lavoro, conversione ecologica, diritti e libertà personali, per contendere palmo a palmo alle destre la città e il Paese”.

 

 

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Anziana trovata morta in un appartamento della Circonvallazione Ostiense

L’odore tremendo che si diffonde nel condominio, l’allarme dei vicini, l’arrivo della Polizia Locale. È questo lo scenario a cui hanno assistito nella mattinata di mercoledì 10 agosto gli abitanti di uno stabile al civico 228 della Circonvallazione Ostiense.
Il tutto nel corso di una mattinata apparentemente tranquilla, con poco traffico e pochi rumori nelle strade, tipico di questo periodo estivo. L’arrivo dei vigili del fuoco, che hanno forzato la porta al terzo piano, ha permesso così agli agenti del Gruppo Tintoretto di entrare nell’appartamento e scoprire la morte di una signora di 74 anni.
La signora era riversa sul letto, probabilmente il suo decesso risaliva a circa 10 giorni fa. Una morte come tante, legate alla solitudine di chi ha parenti lontani o non ce li ha più. Oppure di chi ha scarsa attitudine nei rapporti interpersonali, o di chi vive una vita semplicemente riservata.

 

Le ipotesi del decesso

Al momento non si esclude nessuna ipotesi, né il malore improvviso né il decesso per cause naturali, ma nemmeno quella della rapina finita male. Sul letto dove è stata trovato il corpo esanime della signora è stata rinvenuta anche una borsa il cui contenuto era riversato in parte sul pavimento. Forse la signora si è sentita male e ha cercato una medicina o un farmaco salvavita nella borsa, oppure qualcuno l’ha uccisa nel corso di una colluttazione legata ad una rapina.
Gli inquirenti stanno già passando al setaccio tutte le immagini di videocamere adibite alla sorveglianza della zona, mentre hanno ascoltato diversi inquilini dello stabile.

 

L’autopsia scioglierà ogni dubbio

Una volta ultimati i rilievi del caso, la salma della signora è stata portata all’istituto di medicina legale. Saranno naturalmente i medici, al termine dell’esame autoptico, ad accertare le cause del decesso e naturalmente ad indicare un giorno e un orario.

 

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Consegnati ai cittadini 13 ettari del Parco di Tor Marancia (Servizio video)

È stato inaugurato e finalmente aperto martedì 2 agosto, un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia.
Si tratta di 13 ettari di verde pubblico con ingresso in via di Grotta Perfetta.

La nuova area fruibile dai cittadini offre spazi giochi per bambini, fontanelle, alloggi per le bici, aree attrezzate con ombreggiature e panchine.

Nel nostro servizio video le interviste al Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, all’assessora all’ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi e ad Annalisa Cipriani responsabile per Italia Nostra delle attività Parco dell’Appia Antica.

 

È stato inaugurato e finalmente aperto martedì 2 agosto, un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia.
Si tratta di 13 ettari di verde pubblico con ingresso in via di Grotta Perfetta.

La nuova area fruibile dai cittadini offre spazi giochi per bambini, fontanelle, alloggi per le bici, aree attrezzate con ombreggiature e panchine.

Nel nostro servizio video le interviste al Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, all’assessora all’ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi e ad Annalisa Cipriani responsabile per Italia Nostra delle attività Parco dell’Appia Antica.

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Finalmente, dopo anni di attesa, apre l’ingresso su via di Grotta Perfetta del Parco di Tor Marancia

Manca ormai poco, gli ultimi dettagli, ulteriori sopralluoghi e poi ci siamo. Quella di martedì 2 agosto sarà senz’altro una bella festa per gli abitanti dell’VIII Municipio, perché dopo anni di tira e molla. aperture annunziate e mobilitazioni, il Parco di Tor Marancia avrà una nuova area fruibile. Un luogo ricco di biodiversità, con numerose specie animali e vegetali, per oltre 200 ettari di verde e che unisce diversi quartieri del territorio municipale.
Sarà avvenimento rilevante per la città, tanto che all’apertura dei cancelli in via di Grotta Perfetta ha assicurato la presenza anche il sindaco Roberto Gualtieri che ne aveva fatto un impegno già in campagna elettorale. La svolta era arrivata pochi mesi fa grazie a una delibera varata dal Comune che ha messo fine alla questione delle compensazioni dell’area A.F.A. 3.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

Il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, parla di un passo in avanti per il “sogno di Antonio Cederna per l’apertura del grande Parco della Tenuta di Tor Marancia”.
“In questi anni Municipio, cittadinanza, Regione Lazio, comitati e associazioni locali, con il ruolo fondamentale di Italia Nostra – aggiunge Ciaccheri – hanno combattuto per un risultato importante”.  “Ora è avviato un progetto che speriamo porti a vedere finalmente realizzato tutto quanto il programma del Parco di Tor Marancia, dalle rimanenti aree di prossimità, i casali da recuperare, le aree naturali”. “Si tratta di un passo decisivo – conclude Ciaccheri – per permettere a Roma di ospitare il più grande parco urbano d’Europa”.

Annalisa Cipriani, Italia Nostra: “C’è ancora molto da fare”

Annalisa Cipriani responsabile per Italia Nostra delle attività Parco dell’Appia Antica ci tiene a precisare che “Martedì si inaugura l’ingresso n° 3 con l’area di sosta attrezzata, come l’area n° 2 a viale Londra. Non si apre e non diventa pubblico l’intero parco”. “Bene quindi l’apertura, ma niente trionfalismi perché la strada è ancora lunga, come ha detto Amedeo Ciaccheri”. “È un percorso lungo quasi quarant’anni intrapreso, senza altri fini, da un comitato che non a caso porta il nome di Antonio Cederna”.
“Va ricordato – conclude Cipriani – che è stata la volontà dei cittadini, con i loro studi rigorosi, che ha fatto emergere il grave impatto ambientale che le cementificazioni avrebbero portato in quell’area”.

L’appuntamento per i cittadini

L’inaugurazione a cui è invitata tutta la cittadinanza è per martedì 2 agosto 2022 alle ore 9,30 presso l’ingresso di via di Grotta Perfetta.
La zona è raggiungibile anche con gli autobus 766 e 769 scendendo alla fermata Grotta Perfetta/Bargellini. Una valida alternativa è rappresentata anche dalla pista ciclabile che collega la Cristoforo Colombo con via di Grotta Perfetta.

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Videocittà arriva al Gazometro, 5 giorni di proiezioni audiovisive contemporanee

Al via negli spazi Eni dell’ex Gazometro Videocittà, festival dedicato alla visione e all’audiovisivo in programma dal 20 al 24 luglio. Si tratta di una piattaforma innovativa in grado di scoprire e far conoscere le realtà delle immagini in movimento e di promuovere l’eccellenza dell’audiovisivo. Ideata da Francesco Rutelli e diretta da Francesco Dobrovich, Videocittà offre uno sguardo che coinvolge un pubblico eterogeneo sulle diverse discipline delle immagini in movimento. Il tutto attraverso proiezioni, talk formativi e divulgativi, installazioni monumentali e arte visiva. Anche in questo appuntamento sono infatti previste moltissime installazioni interattive, proiezioni e le performance audiovisive. Il programma, che gravita nel tema della transizione energetica, prevede talk formativi, realtà virtuale, innovazione e tecnologia.

In quattro edizioni 450.000 visitatori

In sole quattro edizioni Videocittà ha prodotto centinaia di eventi, spettacoli, mostre, conferenze e proiezioni, con la presenza di ospiti nazionali e internazionali. Con una vasta diffusione nell’intero territorio, la manifestazione ha toccato alcune delle piazze più suggestive del centro storico, il Senato della Repubblica e la Farnesina. È stata presente in luoghi d’arte come gallerie, accademie straniere, ma anche in altri luoghi riconvertiti alla cultura. Basti pensare all’ex caserma di via Guido Reni e l’ex dogana di San Lorenzo.
Nel corso delle sue prime quattro stagioni Videocittà ha visto la partecipazione complessiva di circa 450 mila persone.
Gli eventi hanno coinvolto anche le massime cariche istituzionali quali il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.  Hanno visto anche la partecipazione di rappresentanti del Governo, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

Il Gazometro con l’istallazione Luna Somnium

Il Gazometro diventa protagonista dell’arte

Il più grande e conosciuto dei quattro presenti nell’area, ospita un’installazione monumentale, intitolata “Luna Somnium”, prodotta da Eni per Videocittà 2022 e realizzata da fuse. Si tratta una sfera del diametro di 20 metri che fluttua all’interno della struttura, visibile da gran parte della città. L’opera diventa protagonista di un percorso emozionale grazie a un lavoro di suoni e di giochi di luce. Il titolo dell’installazione si ispira all’opera “Somnium” di Giovanni Keplero, racconto fantascientifico di un viaggio sulla luna.

 

Come raggiungere l’area del Gazometro

L’ingresso per l’area industriale del Gazometro è situato in via del Commercio 9/11 ed è raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

 

Dove acquistare i biglietti d’ingresso

I biglietti per i vari eventi sono disponibili sulla piattaforma https://dice.fm/tickets

 

 

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Emergenza rifiuti, spaccatura nella maggioranza all’VIII Municipio

Una mattinata difficile per il governo dell’VIII Municipio sulla vicenda legata all’emergenza rifiuti. Due mozioni presentate sul sostegno al Sindaco Gualtieri per l’avvio di un termovalorizzatore hanno trovato l’opposizione di Sinistra Civica Ecologista, provocando una spaccatura in seno alla maggioranza. Trapela un certo imbarazzo dall’aula di Via Benedetto Croce, tanto che i consiglieri del Partito Democratico e di Sinistra Civica Ecologista non hanno rilasciato dichiarazioni. Altrettanto hanno fatto i consiglieri della Lista Gualtieri che hanno votato contro alla mozione della Lista Calenda e non si sono espressi su quella del PD.
La questione rifiuti è ormai diventata totalizzante non soltanto al Campidoglio, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del Presidente dell’VIII Municipio. Nella giornata di ieri, rivolgendosi al sindaco, Ciaccheri aveva invocato addirittura l’intervento dell’esercito per far fronte alla situazione emergenziale. Ma poco dopo era arrivato un secco diniego da parte del PD romano per bocca della capogruppo Valeria Baglio.
I consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto. Avevano presentato un ordine del giorno, poi bocciato, contro il termovalorizzatore, ma a favore del dissociatore molecolare.

Rifiuti abbandonati davanti ai cassonetti in via Pellegrino Matteucci

Simonetta Novi: “Gualtieri va sostenuto, Roma ha bisogno del termovalorizzatore”

La consigliera della Lista Calenda Simonetta Novi attacca: “Il “campo largo” del segretario Letta, se è mai esistito, da oggi non esiste più”.
“In VIII Municipio, la Lista Sinistra Civica Ecologista e Femminista , il M5S e Lista Civica Gualtieri hanno votato contro la mozione della Lista Calenda di sostegno al sindaco Gualtieri nella sua decisione di dotare Roma di un termovalorizzatore”.
“Solo il PD e la Lista Calenda dell’VIII Municipio hanno dimostrato, con l’approvazione delle due mozioni, di essere dalla parte del sindaco. Siamo quindi di fronte all’evidenza spaccatura sia della maggioranza che sostiene il sindaco e sia della maggioranza PD-Sinistra Civica-Civica Gualtieri che sostiene il minisindaco Ciaccheri”. “Il Presidente da una parte invoca sui giornali l’arrivo dell’esercito, dall’altra ritira il suo sostegno a un sindaco che ha il coraggio di fare ciò che troppi prima di lui hanno disatteso”. “Non si può lasciare il compito di trattare i rifiuti di Roma a Malagrotta o ai camion in viaggio verso il nord di Italia “. “Lista Calenda  – conclude Novi – rimane fedele al suo programma sostenendo Gualtieri nella sua decisione di fare di Roma una città più sana e più pulita”.

Maurizio Buonincontro: “No agli inceneritori, apriamo un confronto tecnico”

Il consigliere di FDI Maurizio Buonincontro chiede un confronto tecnico. “Noi abbiamo presentato un ordine del giorno che esprime la posizione di Fratelli d’Italia già manifestata dai nostri consiglieri capitolini e regionali”. “Siamo certamente favorevoli affinché Roma si doti di adeguati impianti industriali per il trattamento dei rifiuti, ma non ci convince assolutamente la soluzione del termovalorizzatore, che altro non è che un inceneritore”. “Esistono soluzioni meno impattanti, sia in termini di materiale finale da smaltire, sia in termini emissioni nocive”. “Chiediamo che si approfondisca il dibattito cittadino, aprendo i confronto a tecnici ed aziende del settore.” “Va verificata la possibilità di puntare su altri e più innovativi impianti quali quei di gassificazione e di elettrodissociazione molecolare al plasma”, conclude Buonincontro.

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Emergenza rifiuti, il Presidente Ciaccheri: “Intervenga l’esercito”

È sempre emergenza rifiuti, nonostante le rassicurazioni del Sindaco Gualtieri su una prossima via d’uscita, l’VIII Municipio alza la voce e lo fa tramite il Presidente Amedeo Ciaccheri.
“In questi minuti sto scrivendo al Sindaco facendo presente che la situazione dell’emergenza rifiuti in corso ha superato ogni limite”.
“Gli interventi in campo – si legge sull’Ansa – non garantiscono il minimo sufficiente per pulizia e salubrità della città. L’emergenza richiede un salto di qualità immediato nelle risposte”. “Le nostre comunità territoriali sono sottoposte a una situazione drammatica, oltre alla salute è a rischio anche la dignità”.
“Si mettano in campo mezzi straordinari, financo l’esercito,  – conclude Ciaccheri – per riportare la normalità a una città fiaccata da un momento climatico eccezionale che aggrava ancora di più l’impatto della mancata raccolta dei rifiuti sul territorio”. Parole forti, dettate dalla situazione all’VIII Municipio, che però non sono raccolte dagli esponenti politici del Centrosinistra capitolino.

La replica della capogruppo PD Valeria Baglio

Non è tardata ad arrivare una risposta secca, in una nota affidata all’agenzia LaPresse, da parte della capogruppo del Partito democratico Valeria Baglio e del presidente della Commissione capitolina Ambiente Giammarco Palmieri. “Roma ha avviato un percorso trasparente e determinato verso la chiusura del ciclo dei rifiuti. L’incendio che ha colpito il Tmb di Malagrotta è un evento senza precedenti, di dimensioni enormi. Sicuramente frutto della mano dell’uomo, come molti degli incendi di questi ultimi giorni. Sono ombre inquietanti che stanno creando allarme nella città e rallentando il lavoro avviato dalla Giunta per pulire la città, dopo anni di inefficienza. Non bisogna cadere nella trappola di chi tenta di creare divisione”.

“Per questo diciamo no alla richiesta di intervento dell’esercito. E’ una proposta irricevibile, perché Roma sta iniziando con le sue gambe e le sue forze ad imboccare il percorso della normalità nella gestione dei rifiuti che produce. Il ricorso a misure emergenziali e straordinarie rappresenterebbe nei fatti il riconoscimento che intralciare il lavoro dell’amministrazione ha i suoi effetti. Con l’apertura del Tmb di Guidonia, la possibilità di nuovi conferimenti ad Albano e con il potenziamento di personale e mezzi di Ama, Roma si avvia al superamento del momento emergenziale e alla normalizzazione con le sue forze”, continuano Baglio e Palmieri.

“Ma è soprattutto con la realizzazione dell’impiantistica che la Capitale farà un quel salto in avanti che in questi anni è mancato. L’attuale fragilità del sistema, ed il continuo susseguirsi di emergenze è il frutto delle mancate scelte degli ultimi anni. Quello che stiamo vivendo è colpa dello stallo che Roma vive da anni. Il nostro sostegno al Sindaco Gualtieri e all’assessora Alfonsi è pieno. Per la prima volta Roma ha un piano serio ed efficiente per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti. È necessario andare  avanti con piena responsabilità in questa direzione”, concludono i due esponenti della maggioranza.

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Roma 70, Ciaccheri incontra i cittadini: i rifiuti un’autentica emergenza

Proseguono gli incontri della giunta municipale con la cittadinanza del territorio, questa volta è toccato agli abitanti di Roma 70 e Ottavo Colle.
Presenti al mercato di Grottaperfetta con il Presidente Amedeo Ciaccheri anche gli assessori Michele Centorrino, Luca Gasperini e Maya Vetri.
Diverse le materie all’ordine del giorno, tra cui la sicurezza, lo stato delle strade e dell’illuminazione di alcune zone, ma ancora una volta l’argomento immondizia è risultato quello preponderante.
Un’emergenza costante, quella che stanno vivendo tutti i cittadini, che sta impegnando tutti gli assessorati del Municipio, Polizia Municipale compresa. Cumuli di rifiuti, cassonetti traboccanti e un olezzo insopportabile, stanno mettendo a dura prova la vita degli abitanti di diverse zone del territorio.
I cittadini hanno più volte espresso il loro disagio di fronte ad una situazione non più tollerabile, suggerendo anche alcune soluzioni.
Tra queste la sensibilizzazione della cittadinanza nell’operare una raccolta differenziata rigorosa, chiedendo però al tempo stesso, da parte degli organi preposti, controlli e sanzioni.

Centorrino: “Controlli a tappeto su tutto il territorio”

A tale proposito l’assessore all’ambiente Centorrino ha evidenziato quanto fatto negli ultimi giorni di concerto con il gruppo Tintoretto della Polizia Locale. Diverse le sanzioni emesse nei confronti di chi ha operato un cattivo conferimento.
“Il Municipio non ha il potere di rimuovere i rifiuti – fa sapere Centorrino – ma sta chiedendo quotidianamente l’intervento di AMA anche con dei camion speciali dove vi sono criticità”.
“Il controllo avviene a tappeto su tutto il territorio, tanto che negli ultimi 3 giorni sono state emesse 15 sanzioni”.
I quartieri con maggior criticità sono risultati Ostiense, Garbatella e San Paolo, “ma ci sono problemi in altre zone del municipio”, conclude Centorrino.

Un lavello da cucina abbandonato in Piazzale 12 ottobre 1492

L’intervento di Amedeo Ciaccheri

Il Presidente Ciaccheri ha rilanciato l’idea di un osservatorio municipale sui rifiuti, ovverosia di un tavolo permanente di controllo sul lavoro svolto da AMA coinvolgendo associazioni e comitati sul territorio.
“Una volta terminata l’emergenza, lavoreremo con entusiasmo senza dubbio sulle buone pratiche e sull’estensione del porta a porta”.
“Oggi – prosegue Ciaccheri – in primo luogo c’è l’emergenza che vivono i nostri quartieri”. “Il controllo del territorio con un tavolo formalizzato insieme ai dirigenti di AMA, in cui saranno coinvolti tutti i cittadini che ne vorranno fare parte, andrà di pari passo con gli accertamenti svolti dalla polizia locale”. “Il cattivo conferimento dei rifiuti rappresenta un danno per la comunità”, conclude Ciaccheri.

 

Come aderire all’Osservatorio Rifiuti Zero del Municipio

I cittadini e le associazioni interessati, a far parte dell’Osservatorio Rifiuti Zero del Municipio Roma VIII, potranno far pervenire, entro il 30 agosto 2022, la loro adesione, corredata da un curriculum associativo o personale e da una lettera di presentazione e motivazione della richiesta, inviando una e-mail all’indirizzo osservatoriorifiutizero.mun08@comune.roma.it.
Il medesimo indirizzo è valido anche per le segnalazioni sul mancato rispetto del contratto di servizio di AMA .

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Metro Garbatella: informazioni utili e collegamenti con altre stazioni

La stazione della Garbatella è una delle fermate storiche della linea B della metropolitana di Roma.
La prima tratta della metro, inaugurata nel 1955 dall’allora Presidente Luigi Einaudi, copriva originariamente il tragitto Termini-Laurentina, mentre soltanto nel 1990 sarebbe entrato in servizio il prolungamento fino a Rebibbia. La diramazione Bologna-Conca d’oro arriverà invece nel 2012 per poi essere prolungata sino alla fermata Jonio nel 2015.

La linea B è di vitale importanza per la capitale in quanto collega il quadrante sud della città con gran parte del settore nord est, incontrando le stazioni Tiburtina, Ostiense e Termini e attraversando una buona fetta del centro storico. Annualmente serve circa 35 milioni di cittadini con oltre 96 mila passeggeri giornalieri.

La stazione della Metro Garbatella è situata in via Giacinto Pullino, a ridosso della Circonvallazione Ostiense, alle spalle degli ex mercati generali;si tratta di una cosiddetta stazione di superficie, cioè che non si trova nel sottosuolo.
È utilizzata non soltanto dagli abitanti del quartiere, ma anche da numerosi studenti che si recano all’Università Roma Tre, facilmente raggiungibile a piedi grazie ad un camminamento di circa 300 metri, che si congiunge con la via Ostiense di fronte alla Centrale Montemartini.
Sino al 1990 la stazione si trovava in Piazza Gian Carlo Vallauri, poi i lavori di ammodernamento ne hanno suggerito lo spostamento in una zona più strategica.

Fermate limitrofe alla Metro Garbatella

La stazione della Garbatella si trova tra le fermate di San Paolo Basilica e di Piramide, la prima collegata con numerose linee bus collegate con il quadrante sud della città, la seconda fa parte di un complesso e fondamentale nodo di scambio dove si incontrano numerosi capolinea degli autobus (in piazzale Ostiense e in piazzale dei Partigiani), il collegamento con la Roma Lido e soprattutto l’accesso alla Stazione di Roma Ostiense da dove, oltre ai treni della cosiddetta Linea Tirrenica, transitano i convogli della FL1 Orte-Fiumicino Aeroporto, della FL3 Roma Viterbo e della FL5 Roma Civitavecchia.

Il collegamento tra Garbatella e la stazione Termini

La tratta Garbatella/Stazione Termini, inframezzata dalle fermate Piramide, Circo Massimo, Colosseo e Cavour è percorsa dai treni in circa 8 minuti.
Alla fermata di Termini, oltre naturalmente alla stazione e al collegamento con numerose linee bus in piazza dei Cinquecento, è presente l’interscambio con la linea A della metropolitana. Quest’ultima attraversa la città collegando il quadrante nord-ovest con il quadrante sud-est. Lungo la linea A vengono effettuate 290 corse al giorno da ogni capolinea. Si stima che trasporti quotidianamente più di 450.000 passeggeri.

Altri collegamenti con Metro Garbatella

All’uscita su via Pullino si trova la fermata degli autobus 679 e 670. Si tratta di due linee cosiddette circolari il cui capolinea si trova a via Salvatore Pincherle, in grado di collegare, in virtù di 56 fermate, i quartieri Marconi, San Paolo, Garbatella, Tor Marancia, Montagnola e Ardeatino. La linea 715, presente anch’essa su via Pullino, collega i quartieri San Paolo, Garbatella, Ostiense, San Saba con il centro storico. I rispettivi capolinea si trovano in via Tiberio Imperatore e in via del Teatro Marcello. A poca distanza, sulla Circonvallazione Ostiense, è presente la fermata del bus 716 che fa la spola tra il quartiere del Tintoretto e Piazza Venezia.

Gli orari di apertura della stazione Garbatella

L’orario di esercizio della Stazione della Garbatella è quello del servizio della linea, ovverosia tra le 5:30 e le 23:30, mentre il venerdì e il sabato l’orario di apertura si prolunga sino all’1:30. L’orario può naturalmente variare a causa di lavori o di interventi alla linea, oppure per cause di forza maggiore.

I parcheggi in prossimità della stazione Metro Garbatella

Nelle immediate vicinanze della stazione vi sono due zone adibite a parcheggio. La prima, nell’area prospiciente ad una delle due uscite, è in grado di ospitare settanta posti auto, più quelli adibiti ai posti per i disabili, nonché diversi stalli per le biciclette. L’ingresso è su via Giacinto Pullino.
La seconda, a ridosso del ponte Settimia Spizzichino con ingresso da via Girolamo Benzoni, ha caratteristiche simili ed ospita anch’essa una settantina di posti auto.
Poco distante, al di là del ponte, in prossimità della via Ostiense, vi sono altri parcheggi, alcuni dei quali con le strisce blu quindi a pagamento.

Come arrivare al bar dei Cesaroni?

Tra i molti turisti che si affacciano per la prima volta alla Garbatella ve ne sono alcuni che si cimentano nella ricerca del Bar dei Cesaroni, luogo diventato famoso a causa di una fiction popolare trasmessa per diversi anni in televisione.
Nella realtà il bar non è nient’altro che il Roma Club Garbatella situato in Piazza Giovanni da Triora.
Il set dei Cesaroni è facilmente raggiungibile a piedi: da Via Pullino si percorre Via Ignazio Persico, quindi Piazza Michele da Carbonara, un breve tratto di via Guglielmo Massaia e infine via Roberto de Nobili.

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Caffarella, nuovo sgombero per berta caceres

È stato nuovamente sgomberato il Laboratorio Ecologista Berta Caceres. Il blitz delle forze dell’ordine, operato da un reparto di Carabinieri del comando provinciale, è scattato all’alba del 5 luglio, poco prima delle 6:00. All’interno dell’immobile si trovavano 8 ragazzi, 6 donne e 2 uomini, tra cui un ragazzo francese e una ragazza di nazionalità albanese. Si tratta del secondo sgombero, deciso su delega della Procura della Repubblica di Roma, dopo quello del 24 marzo scorso. Nonostante i sigilli apposti, una nuova occupazione era arrivata il 7 maggio.

La Regione Lazio dopo l’acquisizione aveva intenzione di insediarvi il Corpo Forestale e la Protezione Civile, nonché gli uffici del parco regionale dell’Appia antica. Da qualche anno l’area è passata a Invimit – società con sede in via IV novembre che gestisce le casse del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze – con l’intenzione di venderlo all’asta partendo da una base di 3 milioni di euro. 

Gli occupanti di Berta Caceres sono decisi a resistere

In un comunicato affidato alla rete gli occupanti fanno sapere di non essere disposti a mollare. “Il 7 maggio abbiamo rioccupato via della Caffarella 13 e così abbiamo riaperto lo spazio a tutta la comunità”, si legge nella nota. “Da allora abbiamo organizzato decine di iniziative di ogni tipo, partecipando a mobilitazioni cittadine e nazionali e riportando la crisi ecologica al centro dell’attenzione metropolitana”.
“Attorno a noi – proseguono i militanti di Berta Caceres – tutto continua a dimostrare che abbiamo tristemente ragione: la crisi ecologica e sociale che viviamo è spaventosa”. “I danni all’agricoltura, le montagne prive di neve, i fiumi in secca e le temperature in drammatico aumento ci dimostrano quanto sia urgente riflettere e agire per salvare il pianeta dalla catastrofe climatica”.
“Liberando Villa Greco abbiamo anche riaperto il problema politico della gestione del patrimonio pubblico cittadino, di quale sia la visione di esso che ne hanno le istituzioni e di quale progettualità ci possa essere a riguardo”. “Stiamo tentando di salvare un pezzo del parco della Caffarella dall’ennesima speculazione da parte del capitale finanziario a scapito del bene pubblico”.
“Siamo entrati in via della Caffarella 13 il 6 marzo perché crediamo questo e continueremo a crederci senza mediazioni né compromessi”. “Noi continueremo a portare conflitto in questa città e ad attraversare con ancora più rabbia le mobilitazioni a livello nazionale e internazionale”.

Schermaglie al Municipio

“Come Lista Civica Calenda Sindaco, fa sapere dalla propria pagine di Facebook la consigliera Simonetta Novi, abbiamo sempre chiesto lo sgombero di Villa Greco. E abbiamo continuato a chiederlo con forza, nonostante l’incomprensibile bocciatura della nostra risoluzione da parte della maggioranza del Municipio”.
“Ripristinata la legalità – prosegue la consigliera Novi – la Giunta Zingaretti non può continuare ad ignorare che non si possono lasciare abbandonati i beni comuni”. “O la vendita all’asta viene finalizzata subito, vincolando l’utilizzo dei 3 milioni di euro alle attività di conservazione del Parco della Caffarella, oppure si riapra la villa e la si trasformi, ad esempio, in un luogo di accoglienza per i più fragili. Mai più cattedrali nel deserto a Roma”. Maya Vetri, assessora alle politiche culturali ci tiene a precisare che “in Giunta non abbiamo affrontato la questione perché l’immobile è di proprietà della Regione, non del Municipio”. “Lo sgombero, a cui siamo contrari, – conclude Vetri – è stato voluto dall’Invimit”.





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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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