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Autore: Stefano Baiocchi

Ancora off-limits la pista ciclabile sotto il Ponte dell’Industria. Forse a fine marzo la riapertura

Dovrebbe riaprire entro la fine del mese la pista ciclabile che lambisce il Tevere sotto il Ponte dell’Industria, chiusa dal 3 ottobre scorso a causa dell’incendio, che provocò per diversi mesi l’interruzione del ponte stesso.

Quel tratto di ciclabile è di particolare importanza per molti cittadini che usano le due ruote non soltanto per svago, ma anche per andare al lavoro. Il 27 febbraio scorso una manifestazione, indetta dall’associazione Salvacislistiroma, aveva riportato l’attenzione dell’opinione pubblica al problema.
Alessandra Grasso, attivista dell’associazione, racconta: “ci sono due new jersey di cemento che impediscono l’accesso alla banchina. Uno di questi si trova a ridosso del lungotevere di Pietra Papa, proprio dove nelle vicinanze era presente la città del Gusto; la rampa che dalla strada consentiva di scendere sulla sponda del fiume è sbarrata, mentre l’altro accesso chiuso si trova dopo il ponte, in direzione Testaccio”.

“Da 5 mesi un intero quadrante cittadino peraltro molto cementificato, – si legge in un comunicato dell’associazione – è stato privato di un luogo dove passeggiare, poter fare attività sportiva, pedalare per svago e per spostarsi da una parte all’altra della città, godendo della serenità del Tevere. Si è sottratta fruibilità del verde, si è sottratto un percorso di mobilità dolce alle cittadine ed ai cittadini. Ancora una volta si è palesata la discriminazione che l’Amministrazione Capitolina ha nei confronti di chi ha scelto una mobilità ecosostenibile, quali pedoni e ciclisti, e un diverso modo di vivere le bellezze della Città Eterna più vicino. Oramai è trascorso troppo tempo e chiediamo urgentemente la rimozione della carcassa di ponte presente sulla banchina del Tevere e  il ripristino della ciclopedonale presente”.

“In una città dove il tasso di mortalità sulle strade urbane è tra i più alti in Europa, – prosegue la nota – non è possibile che uno spazio dove le famiglie, i pedoni, i ciclisti sono al sicuro dalla violenza stradale resti chiuso per l’inefficienza e la mancanza di attenzione dell’Amministrazione Capitolina a una ampissima e vulnerabile fascia della cittadinanza romana, considerandola in tal modo come di serie b non meritevole della sua attenzione”.
L’associazione Salvaiciclisti ha quindi lanciato una petizione per la riapertura della pista ciclabile, raccolta di firme che è stata sottoscritta da oltre settecento persone nel giro di pochi giorni. Nel frattempo – fanno sapere – il prossimo 12 marzo torneranno a monitorare il fiume Tevere con una giornata di attività, discussioni aperta a tutti: si partirà da Largo Giuseppe Veratti per una “biciclettata” di 10km che arriverà all’Isola Tiberina.

Il tragitto sarà articolato in tre tappe per incontrare le associazioni che si occupano della tutela del Tevere: dagli Orti Urbani, passando per Agenda Tevere fino al Coordinamento Romano per l’Acqua Pubblica e all’associazione A Sud. Alla passeggiata in bici è stato invitato anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Ora dal Campidoglio trapela che entro un mese, per la pista ciclabile sotto il Ponte dell’Industria, potrebbero arrivare novità positive.

Di Stefano BAIOCCHI

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FIACCOLATA A PORTA SAN PAOLO, I CITTADINI RACCOLGONO L’APPELLO DEL MUNICIPIO

Presente anche il vescovo Don Dario Gervasi insieme a numerose associazioni di volontariato

Hanno risposto in molti all’appello lanciato dall’VIII Municipio per una fiaccolata per la pace a Porta San Paolo. Giovani, anziani, genitori con i propri figli, qualche scolaresca. L’ appuntamento era alle 19:00, ma già da un’ora c’erano persone con la bandiera arcobaleno della pace e dell’Unione Europea, quasi ad implorare un intervento deciso e unanime da parte di Bruxelles per il massimo sforzo diplomatico. 

Quello di Porta San Paolo è un luogo simbolo per la Resistenza e per tutta la città di Roma, oltre che per il nostro territorio, dove ciò che rimaneva dell’esercito italiano tentò nel settembre del 1943, insieme ai cittadini accorsi da ogni zona della città, di fermare l’invasore tedesco. 
La bandiera arcobaleno della pace proiettata sulla Piramide Cestia ha destato la curiosità degli automobilisti in transito per la via Ostiense, tanto che in molti, per sottolineare il proprio sostegno all’iniziativa, hanno applaudito dai finestrini mentre altri, incuriositi da tutte quelle persone con le fiaccole in mano, si sono addirittura fermati.

Dopo la barbarie della seconda guerra mondiale si pensava che almeno in Europa non ci sarebbero state più guerre. La memoria è andata subito alla furia e alla tragedia del conflitto nella ex Jugoslavia, a pochi chilometri dal nostro Paese, che ha lasciato lutti e disperazione. La stessa tragedia che sta colpendo il territorio dell’Ucraina e che sta portando centinaia di migliaia di profughi a lasciare quei luoghi per attraversare i confini in cerca di un aiuto.L’allarme e il grido dei cittadini è quello di trovare qualsiasi strada per arrestare il conflitto in corso e perché possano fermarsi i carri armati. Erano presenti rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio ed altre associazioni di volontariato, la CGIL rappresentata dalla segretaria di Roma e del Lazio Donatella Onofri. 
Amedeo Ciaccheri intervenuto in veste di Presidente del Municipio ha chiesto di “aprire un corridoio umanitario per far fronte alla drammatica emergenza che si sta aprendo in Europa”.
Toccante anche l’intervento del vescovo Don Gervasi, che ha rivolto l’appello ad ogni cittadino di “mettere in campo quello che può dare, cercando di essere uomini di pace perché ci sarà da fronteggiare una grande emergenza sul fronte dell’accoglienza visto che si parla di milioni di profughi. La pace unisce tutti, non ha bandiere, non ha muri”.

Di Stefano BAIOCCHI

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Lavori sulla metropolitana, da aprile disagi per i cittadini dell’VIII Municipio

Saranno quattro mesi difficili quelli che attendono gli utenti della metropolitana. Ad aprile partiranno i lavori di manutenzione della linea B e di conseguenza i cittadini dell’VIII Municipio ogni sera a partire dalle 21:00 dovranno trovare un’alternativa. 
Lo ha annunciato l’assessore alla mobilità del Comune di Roma Eugenio Patanè a margine dell’incontro che il PD romano – chiamato a rapporto dal Sindaco Gualtieri – ha tenuto in un casale nei pressi del Divino Amore. Lavori non più procrastinabili, che serviranno anche a realizzare il futuro nodo di scambio tra la fermata Colosseo e la stazione Fori Imperiali della linea C. Si tratterà, ha spiegato Patanè, di importanti interventi di manutenzione dell’armamento e delle cosiddette banchinette e riguarderanno anche i sistemi antincendio. 

In questo modo saranno spesi tutti i 425 milioni di euro che l’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio fece stanziare per la Capitale. In realtà di soldi ne servirebbero molti di più, perché le tre linee della metropolitana, escludendo quindi la Roma Lido, andrebbero rimodernate completamente. “Per questa operazione – ha detto Patanè – servirebbero almeno 1,2 miliardi di euro in più”. 

Il nostro territorio vanta ben quattro stazioni – Piramide, Garbatella, San Paolo e Marconi – che servono migliaia di cittadini che quotidianamente usano la linea blu per spostarsi. Dopo le 21:00 sarà un problema per moltissimi di loro anche se ATAC, molto probabilmente, disporrà corse con autobus sostitutivi che seguiranno in linea di massima il tracciato della ferrovia. Soprattutto con l’arrivo della bella stagione e, speriamo, con l’uscita dall’emergenza legata al Covid, è facile ipotizzare un aumento sensibile del traffico in città, soprattutto la sera. È quindi facile prevedere quanto i tempi per il rientro a casa, dopo una giornata di lavoro o di scuola, si allungheranno sensibilmente. A proposito di Covid c’è il rischio che a ridosso della chiusura anticipata della metropolitana i treni vengano presi d’assalto e, viaggiando al massimo della capienza, possano diventare un pericoloso veicolo di contagio.
Va inoltre considerato che molti utenti usano la linea B per raggiungere la Stazione di Roma Ostiense, importante nodo che vanta i collegamenti della FL1 Orte – Fiumicino Aeroporto, la FL3 Roma – Viterbo e la FL5 Roma – Civitavecchia, nonché il passaggio di altri treni regionali e Intercity. 

Di Stefano BAIOCCHI

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San Paolo, finalmente potati gli alberi di via Costantino

Il maltempo annunciato, qualche scroscio di pioggia e il forte vento avevano fatto temere un rinvio delle operazioni. Invece si è provveduto ugualmente. Dopo anni di richieste da parte dei cittadini e di alcune associazioni locali, il servizio giardini del Comune di Roma, di concerto con l’assessore all’Ambiente dell’VIII Municipio Michele Centorrino, lunedì 14 febbraio è finalmente intervenuto nella potatura degli alberi di platano in via Costantino. Si tratta di una strada lunga circa 800 metri che unisce viale Leonardo da Vinci con la Cristoforo Colombo, in cui lo stato delle alberature, circa 150 platani, aveva destato più di una preoccupazione. Interessata dagli interventi di taglio stagionale è stata anche piazza Adele Zoagli Mameli alla Garbatella.
Era un intervento atteso, che ha visto la Polizia Locale chiudere la strada e deviare il traffico per il tempo necessario alle operazioni.  Negli ultimi anni, infatti, si è più volte sfiorato l’incidente in occasione di forte maltempo. Alcuni rami pesanti sono finiti sulla sede stradale rischiando l’incolumità delle persone e delle auto. 

I platani sono alberi che normalmente raggiungono i 250 anni di vita e a Roma sono presenti sui marciapiedi di diverse zone, soprattutto sul Lungotevere. Hanno la capacità di raggiungere i 30 metri di altezza e di espandere i propri rami in maniera esponenziale e proporzionale all’altezza. Si tratta di un albero che predilige le aree soleggiate, sopportando contestualmente anche forti sbalzi di temperatura, ma anche alcuni elementi negativi della città quali lo smog e l’inquinamento anche delle acque o del terreno.
Durante l’autunno e l’inverno le foglie spesso provocano l’ostruzione delle caditoie e talvolta possono risultare, soprattutto se bagnate, pericolose per chi guida un mezzo a due ruote.
Prima dell’intervento, come racconta l’assessore Michele Centorrino a Cara Garbatella, si è provveduto, da parte del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma e da un agronomo forestale, ad un’analisi approfondita per ogni pianta, in modo da pianificare un’azione mirata :“Purtroppo, abbiamo verificato che alcuni alberi presentano il cosiddetto cancro colorato – si tratta di un fungo estremamente virulento in grado di uccidere un albero secolare nel giro di pochi anni – per cui sarà necessario qualche abbattimento; naturalmente le potature avranno come primo scopo la salvaguardia della pianta, ma in caso di abbattimento richiederemo l’impiantamento di nuove essenze arboree”.
Presente anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri: “Quello su via Costantino è un lavoro imponente, perché dopo anni si interviene con il Servizio Giardini per le potature su un viale centrale del territorio accompagnando programmazione e intervento con una supervisione agronomica ulteriore, perché la cura delle piante torni a essere centrale nella nostra città a tutela del patrimonio ambientale e dei cittadini”.
“Troppi anni sono passati da una programmazione continuativa – prosegue Ciaccheri – ma abbiamo raccolto l’invito di una rete di associazioni che in questi anni abbiamo ascoltato per la cura delle alberature urbane; su questo c’è un lungo lavoro da fare ma si possono assumere le prescrizioni europee per salvaguardare il volto della città e combattere l’inquinamento atmosferico”.
Un’azione ben recepita dagli abitanti della zona, mentre alcuni cittadini non hanno mancato di evidenziare lo stato di ammaloramento della pavimentazione stradale non soltanto di via Costantino, ma anche di altre numerose strade del quartiere. 

Di Stefano BAIOCCHI

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L’ospedale CTO eccellenza nell’ortopedia, cambieranno le caratteristiche del Pronto Soccorso.

Novità per il futuro dell’ospedale CTO Andrea Alesini. È cominciato un percorso che vedrà la trasformazione del presidio ospedaliero della Garbatella in un centro di eccellenza, probabilmente nel più importante polo specialistico nel campo dell’ortopedia del centro-sud. La direzione della ASL Roma 2 riconoscerà il CTO come IRCCS (Istituto Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Ortopedico-traumatologico, ciò significa che assumerà anche le caratteristiche di centro per la ricerca sulla scia dello Spallanzani o dell’ospedale Rizzoli di Bologna.

“Il CTO – si legge in una nota della Asl Roma 2 – ha sviluppato nel tempo competenze specialistiche che permettono l’erogazione di prestazioni con carattere di eccellenza, di qualità tecnica e sicurezza delle cure. Il presidio, infatti, accoglie al suo interno un dipartimento ultra-specialistico in campo della chirurgia ortopedica, sia a livello della colonna, ma soprattutto a livello degli arti, in particolare chirurgia dell’anca, del gomito, della mano e del piede, con tecniche mininvasive e di trapianto di tessuti biologici al fine di assicurare cure anche in pazienti con grave compromissione degli arti. Nello specifico è presente un Pronto Soccorso mono-specialistico ortopedico e dai volumi di attività si evince che la prevalenza degli accessi complessivi avviene nelle ore diurne (8/20). Dai dati relativi all’anno 2021 si rileva come l’80% degli accessi avviene in orario diurno, mentre in orario notturno (20/08) si registra una media di 10/12 accessi di pazienti con codici non di urgenza. In considerazione di tale evidenza, in analogia con l’istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, si propone il funzionamento del Pronto Soccorso Ortopedico del CTO per le ore diurne (8-20), mentre verrà ripristinato il Punto di Primo Intervento in H24, che garantirà la stabilizzazione del paziente in fase critica attivando, tramite Centrale Operativa del 118, il trasporto presso l’ospedale più idoneo. La scelta adottata è analoga tra le due realtà mono-specialistiche ortopediche leader in Italia”.

I cittadini del territorio possono quindi tirare un sospiro di sollievo poiché si evince che sarà mantenuto un posto di primo soccorso, per i casi più gravi saranno invece attivate tutte le procedure previste, quali il trasporto del paziente, dopo un primo intervento, nel nosocomio più vicino.
Valeria Baglio ed Enzo Foschi, rispettivamente responsabile della Sanità per il PD del Lazio e vicesegretario del PD regionale in una nota congiunta plaudono al cambiamento in vista. “Bene l’obiettivo della Asl Roma 2, confermato dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, di avviare il percorso per fare del CTO un centro di eccellenza della traumatologia Italiana. Bene anche la conferma del punto di primo intervento aperto 24 ore. Come ha dimostrato l’emergenza legata al Covid19, un sistema sanitario pubblico più forte e più efficiente è un baluardo centrale ed essenziale per combattere le nuove sfide della salute e le disuguaglianze della società”. 
“C’è bisogno di una nuova visione di sistema, dalla sanità del territorio alla nuova organizzazione della rete ospedaliera – prosegue la nota congiunta – e di assumere nuovo personale a partire dalle ragazze e dai ragazzi che in questi due anni hanno contribuito, lavorando nei cosiddetti hub-vaccinali insieme agli operatori sanitari, a contenere lo sviluppo della pandemia. L’emergenza deve presto lasciare il posto a un modello sanitario più confacente alle esigenze del nostro tempo. La scelta della ASL Roma 2 va in questa direzione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Bene la sfida intrapresa con l’avvio del percorso di riconoscimento come IRCCS Ortopedico-Traumatologico per il CTO per garantire eccellenza del presidio sanitario del nostro territorio. L’esempio dimostrato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Spallanzani ha evidenziato durante il periodo pandemico l’importanza strategica di istituiti di ricerca scientifica. La notizia che la ASL ha richiesto il riconoscimento di IRCCS per l’Ospedale Alesini porta il CTO ad aprire un nuovo percorso di eccellenza sanitaria di livello nazionale. Un’ottima notizia per il processo di rilancio dell’ospedale della Garbatella perché tutto questo avverrà garantendo l’accessibilità h24 per la città dei servizi di prossimità dell’ospedale in un percorso per integrare punto di primo intervento alla specializzazione ortopedica.” 


Di Stefano BAIOCCHI

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San Paolo, al via i lavori di messa in sicurezza della stazione Metro

Sono cominciati i lavori di risistemazione dell’area adiacente alla Stazione della Metro Basilica San Paolo, un sollievo per i cittadini della zona – soprattutto per quelli che ogni giorno utilizzano la metropolitana– che li avevano a lungo caldeggiati. Si tratta di uno degli interventi più votati dal bilancio partecipativo municipale del 2018. 


In particolare, nella galleria carrabile più vicina alla stazione, si procederà con il rifacimento del marciapiede che vedrà la rimozione dell’attuale manto d’asfalto, la sistemazione e il rialzo dei tre tombini, compresa la sostituzione dei chiusini, e la posa di un nuovo manto d’asfalto.

Sono poi previsti il ripristino dei cigli mancanti vicino l’ingresso del parcheggio dalla parte di via Gaspare Gozzi e la sostituzione delle pedate rotte delle scale d’ingresso alle gallerie pedonali vicino l’ingresso della metropolitana.

Si procederà quindi alla pulitura delle superfici in pietra e marmo con macchine ad idrosabbiatura e ad alta pressione; contestualmente, per contrastare gli atti vandalici, è prevista l’applicazione di una tinta protettiva olio e idrorepellente in modo da impedire scritte con spray o pennarelli. 

Le novità maggiori riguardano l’illuminazione e la videosorveglianza. Nelle aree limitrofe ai sottopassi, e a quelle d’accesso alla metropolitana, saranno installati 12 nuovi proiettori a led; mentre per integrare il sistema di videosorveglianza esistente saranno installate 11 videocamere di ultima generazione, che andranno a monitorare i sottopassaggi e le aree limitrofe, nonché le zone antistanti l’accesso alla metropolitana. Il termine dei lavori è previsto per il prossimo 18 febbraio.

Luca Gasperini, assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio, esprime la propria soddisfazione a Cara Garbatella: “L’intervento che si sta effettuando nei pressi della fermata metro San Paolo è stato molto voluto dalla cittadinanza. Credo sia fondamentale portare più decoro e sicurezza in un posto molto frequentato anche dai turisti che visitano quotidianamente la Basilica e lo sarà ancora di più anche in vista del prossimo Giubileo”.

Di Stefano BAIOCCHI

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Ostiense, incidente lungo la corsia preferenziale. Ventinovenne in gravi condizioni

Ennesimo incidente sulle strade della Capitale. A finire in ospedale in gravissime condizioni un ragazzo del Bangladesh di 29 anni, che in sella alla sua bicicletta stava effettuando alcune consegne. 
Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 7 febbraio sulla via Ostiense lungo la corsia preferenziale, nel tratto di strada compreso tra l’incrocio con via Pellegrino Matteucci e Piazzale Ostiense ed esattamente all’altezza del civico 61. 
Per cause ancora da accertare un pullman privato ha urtato la bicicletta guidata dal ventinovenne, che è stato soccorso immediatamente e trasportato in codice rosso in ospedale. Al momento – da quanto è trapelato – lo sfortunato si trova in prognosi riservata. 

Appena si è verificato l’urto ci sono stati momenti di sgomento e di paura, soprattutto da parte dei cittadini in attesa del tampone rapido sul marciapiedi davanti alla farmacia. Il ragazzo, privo di conoscenza, è apparso subito in condizioni critiche. 

Per far luce sulla dinamica del sinistro, e quindi per effettuare i rilievi, gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto sono stati costretti a chiudere per un paio d’ore il tratto di corsia preferenziale interessata e a deviare gli autobus dell’ATAC e i mezzi autorizzati che solitamente vi transitano. Inevitabili anche le ripercussioni per il traffico della zona. 

Soltanto nella giornata odierna sono stati cinque gli incidenti sul territorio dell’VIII Municipio che hanno richiesto l’intervento dei caschi bianchi. 

Di Stefano BAIOCCHI

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A Porta San Paolo l’assemblea cittadina contro fascismo, mafie e diseguaglianze

L’appuntamento era a Porta San Paolo a ridosso delle antiche mura. Un luogo simbolo per Roma, per il nostro Municipio e per la Resistenza, perché proprio lì il 10 settembre del 1943 venne combattuta la prima delle tante battaglie contro l’invasore tedesco. 
Sabato 5 febbraio, alla luce degli ultimi accadimenti a Roma e in altre città italiane, era necessario ritrovarsi. Così all’appello dell’ANPI, dell’ANED, dei partiti della Sinistra, dei Sindacati confederati, del Movimento 5 Stelle e di altre associazioni culturali e ecologiste, moltissimi cittadini si sono incontrati per riflettere, discutere e chiedere alle istituzioni e alla magistratura di intervenire nei confronti di tutti i rigurgiti legati al fascismo.
Al richiamo in piazza ha risposto qualche centinaia di cittadini, moltissime le teste canute – c’erano anche degli ex partigiani – ma anche molti giovanissimi alcuni dei quali reggevano con orgoglio i vessilli tricolori dell’ANPI; c’era persino qualche bandiera dell’ex Pci.
Una giornata anche di commemorazioni – è stato ricordato il partigiano Roberto Milani, scomparso pochi giorni fa ad Affori (Mi) – che è stata dedicata a Lorenzo Parrelli, il giovane studente diciottenne deceduto in fabbrica a Lanuzacco, in provincia di Udine, nell’ultimo giorno di stage nell’ambito del programma di alternanza scuola-lavoro. Una morte assurda che ha portato a protestare in piazza gli studenti romani, che il 23 gennaio scorso sono stati poi caricati dalla Polizia.
Il paragone è andato immediatamente all’assalto da parte di gruppi neofascisti alla sede della CGIL di Corso Italia, che non hanno trovato nessun agente delle forze dell’ordine, nessun blindato, sulla loro strada. 
“Gli stessi gruppi – è stato fatto notare – che il 7 gennaio scorso, in occasione della commemorazione dei morti di via Acca Larenzia, hanno dato vita all’ennesima manifestazione di carattere neofascista con tanto di saluti romani e il silenzio delle istituzioni”.

La diffusione del Covid-19 ha determinato una crisi sanitaria globale, che si è immediatamente trasferita sul piano economico-sociale provocando l’aumento della povertà e della disoccupazione. Non è un caso quindi che elementi riconducibili alle mafie e al fascismo abbiano trovato terreno fertile negli ultimi anni, senza sottovalutare una pericolosa saldatura tra questi elementi e i cosiddetti movimenti no-vax e no-green pass.

“L’antifascismo e la Costituzione rappresentano oggi più che mai i due fattori centrali di una risposta generale sia al riemergere dei movimenti fascisti ed eversivi, sia alla crisi di sistema che attraversa la società – hanno sottolineato i promotori –  In ragione di questa identità incompatibile con la Costituzione le organizzazioni fasciste devono essere sciolte d’urgenza dal governo; le loro occupazioni devono essere sgomberate, senza alcuna equiparazione con chi occupa per emergenza abitativa o per perdita del lavoro”.

L’Assemblea – a cui è intervenuto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri – ha chiesto infine un regolamento amministrativo che impedisca a chi non si riconosce nei valori della Resistenza e nei principi fondamentali della Costituzione di poter usufruire di spazi pubblici. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Emergenza freddo: raccolta di abiti e alimenti

Ancora qualche ora di tempo per una raccolta di abiti invernali, coperte e alimenti non deperibili da destinare ai senza fissa dimora. Il termine ultimo è il 3 febbraio. L’iniziativa è partita dall’organizzazione di volontariato Tutti Taxi per Amore ha il patrocinio del Comune di Roma e la collaborazione dell’VIII Municipio. Un viaggio al tempo della solidarietà – come recita il volantino – che coinvolge i tassisti di 12 città italiane. L’Associazione Tutti Taxi per Amore nasce a Roma nel 2015, dall’entusiasmo e la volontà di quattro tassisti che iniziano a dare vita ai primi progetti mirati all’inclusione sociale.
Ogni inverno si palesano le solite difficoltà per i senza fissa dimora, per i cosiddetti invisibili, che sovente non hanno un riparo dove passare la notte e sono quindi costretti a rifugi di fortuna o a coprirsi con stracci o cartoni. 
Le varie organizzazioni del nostro territorio sono spesso in prima linea in opere di solidarietà per i meno abbienti. Alla Comunità di Sant’Egidio si aggiungono diverse realtà quali ad esempio CSOA la Strada, Villetta Social LAB, Casetta Rossa o l’Associazione Cara Garbatella, ma gli sforzi dei volontari, benché notevoli, non riescono sempre a far fronte alle emergenze sociali. 
Partner dell’iniziativa la Cooperativa di tassisti Samarcanda, Taxicare Network, l’Associazione motociclisti Forze dell’Ordine Onlus, Autoricambi Pian due Torri e FAP Forniture Auto Parti. 

I centri raccolta sono la sede dell’VIII Municipio di via Benedetto Croce 50, il Centro Anziani Casale Ceribelli di via Pico della Mirandola 40, il Centro Anziani Parco Schuster in via Ostiense 182 g e il Centro Anziani Pullino di via Giacinto Pullino 95. C’è tempo fino al 3 febbraio e c’è anche la possibilità di ritiro a domicilio.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 346-8004680 e 338-7157566

Di Stefano BAIOCCHI

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CHIUDE I BATTENTI LA STORICA TINTORIA DI INES IN VIA ROSA GUARNIERI CARDUCCI

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, altre che fanno parte della nostra memoria e delle nostre vite. Quella della signora Ines andrebbe bene per entrambi i casi. 
Ines, classe 1928, è la titolare di una storica tintoria di via Rosa Guarnieri Carducci che dopo 56 anni di attività al servizio del quartiere ha deciso andare in pensione. 
Nata 94 anni fa a Meduna di Livenza, un paesino di poche anime della provincia di Treviso, attraversato dal fiume omonimo lungo oltre 100 km che sfocia nel golfo di Venezia. Nel dopoguerra Ines decise di scendere a Roma con le sorelle Elda e Regina “perché dalle mie parti, nel freddo nord-est, non era come adesso, non si viveva bene”
Erano in tanti i veneti che per sfuggire alla miseria, o semplicemente da un territorio tutt’altro che ricco e lontanissimo dallo sviluppo degli ultimi decenni, lasciarono la propria terra per andare altrove; molti raggiunsero le Americhe, altri si spostarono nelle grandi città: Milano, Torino, Bologna e naturalmente la Capitale.

La notizia della prossima pensione per Ines è stata inaspettata perché, nonostante l’età che avanza, – ci si perdoni la sottolineatura – lei e la sua tintoria da più di mezzo secolo hanno rappresentato quasi una figura leggendaria, un’istituzione di cui una comunità non potrà farne a meno facilmente. Perché quando si voleva avere un indumento perfetto o semplicemente rinfrescato si andava da lei. Qualsiasi capo di abbigliamento le si fosse consegnato, poteva trattarsi di una camicia, di un piumino o di una semplice vestaglia, questo tornava quasi d’incanto come nuovo o semplicemente immacolato. 
Quando si è sparsa la voce che la bottega avrebbe chiuso i battenti, anche in virtù di un cartello che invitava a “ritirare i capi entro il 31 gennaio per cessazione attività”, sono stati moltissimi i cittadini che si sono recati al negozio, come se si trattasse di una sorta di pellegrinaggio; sono andati per dirle semplicemente grazie per il lavoro svolto con competenza e onestà, per gli indumenti consegnati sempre puliti e profumati e con puntualità, come puntuale lo era il rumore divenuto familiare della serranda che al mattino presto veniva tirata su. 
Gli stessi ringraziamenti sono poi arrivati da tutto il Municipio che venerdì 28 gennaio ha consegnato non senza un po’ di commozione – per mano del Presidente Amedeo Ciacchieri e dell’assessora Alessandra Aluigi – una targa ricordo in cui si sottolineavano i 56 anni di attività. 

Alcuni abitanti giunti proprio per la consegna della targa e per le foto di rito, qualcuno a sua volta per consegnare dei doni, si sono dilungati in racconti, aneddoti e peculiarità. Tra queste la memoria incredibile di Ines che ricordava perfettamente a chi appartenesse ogni capo che le era stato affidato. Niente numeretti, né ricevute con i nomi, tutto perfettamente mnemonico. 
Non si è mai sposata, né ha avuto figli, ma tiene a precisare che ha moltissimi nipoti che l’aspettano in alto Italia.Ha mantenuto vive le sue radici e lo si sente anche dalla cadenza dialettale; nonostante tutti gli anni passati a Roma le è restato addosso il senso di appartenenza alla sua terra dove tornerà per riposarsi. Tuttavia non tornerà subito al paese natio, ma per almeno un mese si recherà in una sartoria di Via Chiabrera, dove i titolari hanno intenzione di avviare anche un servizio di stireria. “Andrò ad insegnare il mio metodo”, dice con orgoglio Ines. 

Di Stefano BAIOCCHI

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SUPERENALOTTO, VINTI 14.000 EURO IN UN BAR TABACCHI DI VIA GUGLIELMO MASSAIA

La Garbatella ancora baciata dalla fortuna. Martedì 25 gennaio al Mi Garba Caffè, bar tabacchi di via Guglielmo Massaia 34, sono stati vinti oltre 14.000 euro con un 5 al Superenalotto. 
Anche se non si tratta di una somma stratosferica, il vincitore, nemmeno a dirlo, è ignoto; nel quartiere si parla comunque di una coppia di mezza età abituali clienti del bar. 
Bocche cucite, naturalmente alla ricevitoria, dove il titolare ci conferma che il fortunato giocatore si è presentato per chiedere come riscuotere la somma vinta.
Quello che trapela è che si tratta di una semplice schedina, senza alcun sistema, probabilmente di una giocata da pochi euro. I numeri estratti martedì sono stati 4, 13, 16, 21, 23, 50, numero jolly 63, superstar 79. Il Jackpot è ora salito a quota 146,5 milioni di euro. 
Non è una vincita clamorosa, ma in un periodo oscuro dovuto alla pandemia e alla crisi economica è senz’altro di aiuto. 
Nulla di paragonabile a quanto accaduto il 29 settembre del 2021 dove in una tabaccheria di via Casati, sempre al Superenalotto, venne centrato con un sistema un 5S da cui scaturirono due vincite, una di 899.000 euro e l’altra di 35.00 euro per un totale di oltre 900.000 euro. 
Se l’importo del premio vinto è uguale o inferiore a 520 euro, il premio in denaro vinto può essere ritirato, in contanti o con assegno bancario non trasferibile, direttamente in una qualsiasi ricevitoria abilitata al gioco del Superenalotto. Nel caso l’importo del premio vinto risulti uguale o inferiore a 5200 euro il premio può essere ritirato, in contanti o a mezzo di bonifico bancario o con assegno bancario non trasferibile, nel punto vendita in cui è stata giocata la schedina vincente. 
Per vincite maggiori è invece opportuno rivolgersi direttamente alla SISAL. 

Di Stefano Baiocchi

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Per ricordare Enrico Mancini, Emma Di Porto e i Fratelli Cinelli deposte le pietre d’inciampo.

Chi non ha memoria non ha futuro. Lo hanno capito i numerosi cittadini, le associazioni del quartiere, l’Anpi e gli amministratori locali, che venerdì 21 hanno partecipato con emozione e orgoglio all’iniziativa Memorie d’Inciampo a Roma, promossa dall’associazione Arte in Memoria.

Il Municipio VIII ha pagato un tributo spaventoso alla Lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine – dove va subito la memoria dell’eccidio – si aggiungono le decine di deportati nei campi di sterminio, i bombardamenti dell’Ostiense del marzo del 1944 e gli scontri armati contro la Wermacht, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre alla Montagnola e a Porta San Paolo. 

Il primo appuntamento della mattinata si è svolto in via Percoto5, davanti al Terzo albergo, ultima dimora di Enrico Mancini, ricorda una targa di marmo del 1947. Antifascista e abile ebanista – come ha ricordato il pronipote Jacopo Smeriglio – aderente al Partito d’Azione dal 1942, con l’8 settembre entrò nella Resistenza. La sua attività terminò con l’arresto il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti dell’Ostiense e della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove aveva aperto una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli.

Condotto alla Pensione Oltremare, vicino alla stazione Termini, venne torturato dagli sgherri fascisti della banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino, altro luogo di detenzione e tortura gestito dai fascisti italiani.

Il 18 marzo fu rinchiuso a Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine, dove morì assassinato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli.

Estremamente toccante è stata anche la deposizione della pietra d’inciampo in Piazza Ricoldo da Montecroce, dove i nazisti il 9 maggio del 1944 prelevarono Emma Di Porto. Per la misera somma di 400 lire intascate da un delatore, fu arrestata mentre usciva di casa per andare a sfamare la sua gallina, unica fonte di sostentamento della famiglia.

La signora Di Porto, 45 anni, cittadina romana di religione ebraica, era nota nel quartiere per la sua generosità e la sua mitezza.  Era conosciuta nei lotti Icp anche perché era solita accompagnare le giovani puerpere al parto.  

Dopo l’arresto venne internata nel campo di smistamento di Fossoli vicino Modena, gestito dai fascisti di Salò, da dove fu fatta salire su un carro bestiame e spedita ad Auschwitz per essere assassinata il 30 giugno dello stesso anno. 
Il tragico destino toccato alla signora Di Porto è stato molto simile a quello di tanti altri cittadini romani di religione ebraica finiti nelle camere a gas di AuschwitzBirkenau, traditi e venduti da persone abominevoli. 

L’ultimo appuntamento della mattinata è stato quello in via Antonio Rubino, proprio davanti alla casa che aveva ospitato i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli, nati rispettivamente nel 1902 e nel 1899. Il ricordo dei Cinelli è toccato ad un emozionato Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella e memoria storica della Sinistra del quartiere.

Francesco era dipendente della Romana Gas e forse il meno impegnato politicamente, mentre Giuseppe era comunista e facchino ai Mercati Generali. Dopo l’8 settembre ebbe un ruolo di spessore nella Resistenza presso il comando della Settima Brigata Garibaldi di zona. Noto come sovversivo, molto prima dell’occupazione nazista, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Una scelta incauta, ma probabilmente dettata da cause di forza maggiore. Catturati la sera del 22 marzo furono torturati dalle SS di Kappler e Priebke nella prigione di via Tasso prima di essere assassinati alle Fosse Ardeatine.

A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. 
La posa in opera delle pietre d’inciampo dedicate ai fratelli Cinelli è stata richiesta dagli abitanti del Lotto dove vivevano, come ha sottolineato l’Assessora alla memoria Maya Vetri, che nel rammentare la figura dei due martiri ha sottolineato: “Ricordare è un atto etico e rendere pubblica una memoria privata apreuno spazio laico di riflessione. Le pietre d’inciampo sono proprio questo: un antidoto al revisionismo, uno stimolo attivo verso la ricerca storica, un’opera d’arte senza fine che punta alla diffusione territoriale della memoria. Un inciampo fisico e visivo che fa conoscere”. 

Tutto parte da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig -progetto cominciato nel 1992 a Colonia – che consiste nel depositare nel selciato stradale delle città europee, dove è stata forte la presenza della barbarie nazifascista, dei blocchi di pietra ricoperti da una piastra di ottone sulla faccia superiore con il nome e le date di nascita e morte delle vittime di deportazioni o di omicidio politico. La pietra, grande pressappoco quanto un sampietrino, circa 10 x 10 cm, viene posta davanti all’ultima dimora abitata dal condannato. L’espressione “inciampo” viene dunque usata non in senso letterale, ma visivo: vuole indurre il passante a notare le pietre di diverso materiale e farlo fermare a riflettere su quanto accaduto, per poi ricordarlo. A Roma l’associazione Arte in memoria dal 2010 ne ha già deposte più di 300.
Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare (Liliana Segre).

Di Stefano BAIOCCHI

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Al via il cantiere stradale di viale Leonardo da Vinci

Partono  a San Paolo i lavori di riqualificazione di viale Leonardo da Vinci. Il tratto di strada interessato dai lavori, circa 300 metri, è quello compreso tra via Valeriano e via Silvio D’Amico, un’area a ridosso dell’Università Roma Tre, suddivisa in una sede stradale centrale a doppio senso di marcia. Un intervento atteso da tempo perché, sia le carreggiate quanto i marciapiedi sono decisamente ammalorati; inoltre nella conformazione attuale la suddivisione degli spazi è confusa e casuale, cosicché le aree di pertinenza degli stalli della nettezza urbana, delle fermate dei mezzi pubblici e dei parcheggi si accavallano e si sovrappongono. Non ultimo, il problema legato alla sosta selvaggia di auto e motocicli: spesso i veicoli invadono anche le aree destinate a marciapiede, questi ultimi già di per sè stretti e spesso impraticabili. Lo sanno benissimo gli abitanti della zona, ma anche gli studenti e i dipendenti dell’Università. 
Se da un lato la presenza di diversi locali per la vendita di cibo e bevande anche d’asporto, esercita una forte attrazione sull’utenza, costituita prevalentemente da studenti universitari, dall’altro l’attività di ristorazione è esercitata in totale carenza di spazi esterni attrezzati. Non è raro notare persone che consumano il proprio pasto in mezzo alla strada.


Si provvederà quindi a creare marciapiedi più larghi e ad abbattere le barriere architettoniche dotando gli attraversamenti di scivoli. Prevista anche la posa in opera di percorsi tattili tipo Loges per l’accessibilità autonoma e sicura dei disabili visivi. 
Contestualmente sarà ridisegnata la mappa dei parcheggi auto, creando degli stalli appositi. 
Nello square centrale si parcheggerà a spina, mentre i marciapiedi limitrofi agli edifici saranno ampliati e riconfigurati al fine di realizzare aree destinate agli stalli dei cassonetti dei rifiuti, moli per le fermate dei mezzi pubblici nonché ampliamenti in prossimità degli attraversamenti per la messa in sicurezza dei pedoni. 

Novità anche sul fronte del verde. Dopo una ricognizione eseguita con l’Ufficio Riqualificazione Aree Verdi, si è preso in considerazione l’abbattimento di 13  Ligustri che versano in cattive condizioni, mentre sarà cura del Dipartimento Tutela Ambientale la messa a dimora lungo i marciapiedi di 27 nuovi alberi sempre dello stesso genere; previsti sullo square centrale altri arbusti del genere Sophorae. 
In cantiere, infine, anche la totale revisione degli impianti di illuminazione pubblica che attualmente sono in parte collocati sui marciapiedi ed in parte sui cordoli centrali della strada. A tale scopo è stato avviato un percorso di verifica con il Dipartimento SIMU e la Società ARETI, che ha determinato le unità da spostare ed il numero e la disposizione dei nuovi elementi di illuminazione.

L’Assessore Luca Gasperini, presente con il Presidente Amedeo Ciaccheri all’inaugurazione dei lavori, non nasconde la propria soddisfazione: “L’intervento che si sta effettuando su via Leonardo Da Vinci viene dal bilancio partecipato per la riqualificazione urbana risalente al 2018. Vogliamo risistemare una via molto importante del nostro territorio dove insiste anche l’Università di economia di Roma Tre

È importante rendere più vivibile questa strada riorganizzandola e migliorandola sotto tutti i punti di vista eliminando il caos che si crea a causa della sua attuale conformazione”.

Il costo complessivo degli interventi è di oltre un milione di euro.

Di Stefano BAIOCCHI

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Si continua a morire di freddo: la seconda vittima nel Municipio VIII

Solitudine, indigenza e l’ondata di freddo, che in questi giorni sta interessando gran parte delle regioni italiane e anche la Capitale, hanno mietuto un’altra vittima. 
Si tratta di un cittadino romeno di 52 anni trovato sotto il cavalcavia pedonale fra viale del Tintoretto e la via Laurentina. Dopo una telefonata al 118 da parte di un passante, sul posto sono giunti i carabinieri e un’ambulanza che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso per sospetta ipotermia. La salma dell’uomo – dopo i rilievi del caso – è stata trasferita all’istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata di Roma.
Una tragedia analoga si era verificata a dicembre quando a morire di freddo fu un cittadino romano di 78 anni, volto conosciuto alla Garbatella, trovato privo di vita nell’auto dove viveva da tempo nei pressi di piazza Biffi.

“Apprendo con grande tristezza la notizia della seconda vittima del gelo di questo inverno verificatasi nel territorio del Municipio VIII: trovo la situazione inaccettabile
”. È quanto dichiara a Cara Garbatella Matteo Bruno, consigliere del Movimento 5 Stelle.
Nei primi giorni di dicembre, in qualità di vicepresidente della Commissione Servizi Sociali, avevo segnalato il grave ritardo della nuova Amministrazione di Roma Capitale sul Piano Freddo e richiesto l’audizione dell’assessora competente”



Ho evidenziato subito – prosegue il consigliere Bruno – che i fondi stanziati dal Campidoglio (40 mila euro a Municipio) per l’apertura di centri d’accoglienza notturna, fossero insufficienti per far fronte a un’emergenza che ci vedrà impegnati fino ad aprile.”

Il Piano Freddo municipale prevede 20 posti letto gestiti dalla Cooperativa Ambiente Lavori. Non è pensabile far fronte alla rigidità delle temperature con soli 20 posti letto in un Municipio che conta 130 mila abitanti, pertanto, in commissione Servizi Sociali, dobbiamo individuare altre strutture, oltre all’Istituto Romano San Michele a Tor Marancia, per garantire ai numerosi senza fissa dimora un tetto sotto cui ripararsi”.

Alessandra Aluigi, assessora alle Politiche Sociali dell’VIII Municipio, risponde anche a nome della Giunta: “Siamo addolorati per un’altra morte di un senzatetto nella nostra città. Anche quest’anno abbiamo garantito l’apertura del Piano Freddo presso l’Istituto San Michele, che generosamente da anni fa rete con noi, le associazioni e la Sala Operativa SocialeSiamo fiduciosi che questa amministrazione capitolina, insieme ai Municipi, possa uscire da una pianificazione emergenziale, rendendo stabile il lavoro straordinario messo in piedi in pochi mesi dall’assessora Funari e da tutta la maggioranza, che, davanti al nulla lasciato dalla Giunta Raggi, ha dovuto ricostruire luoghi, progettualità e strategie”. 
È doveroso ricordare  – prosegue Aluigi – che nessun Piano Freddo è stato garantito dalla passata amministrazione, rendendo ancora più complessa l’attivazione in tempi rapidi delle doverose azioni a salvaguardia della vita dei più fragili; inoltre ci preme stimolare tutta la cittadinanza a segnalare qualsiasi situazione di bisogno al numero 800440022, alimentando una rete di sostegno cittadina”.

È fatto noto che anche nel nostro territorio esistano realtà solidali che si adoperano anche quotidianamente per garantire pasti caldi alle persone più indigenti, mentre un problema atavico della capitale è sempre stato quello di reperire posti letto al coperto, garantendo sicurezza e riparo soprattutto nei mesi più freddi dell’anno. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Addio a Mirko Riggi, Er Giaguaro della Garbatella, investito sulla Via Ostiense

La Garbatella piange Mirko Riggi, trentasei anni, morto tragicamente sulla via Ostiense nella notte tra il 27 e il 28 dicembre mentre tentava di attraversare la strada nei pressi della Stazione Lido nord. Una Fiat Panda diretta verso il centro – condotta da un uomo di 53 anni – lo ha centrato in pieno. Il conducente dell’auto si è immediatamente fermato per prestare i primi soccorsi; l’ambulanza del 118 giunta rapidamente sul luogo della sciagura ha trasportato Mirko all’ospedale Grassi, ma per lui non c’è stato nulla da fare. L’automobilista è stato condotto al Campus Biomedico per gli esami tossicologici e alcolemici previsti in caso di gravi incidenti.

Da poco Mirko aveva cambiato quartiere, si era trasferito a Casal Bernocchi, ma continuava a frequentare la Garbatella dove era nato e cresciuto. Frequentava assiduamente la comunità di Casetta Rossa dove aveva passato anche l’ultima giornata della sua vita, prima di prendere la Roma Lido che lo avrebbe condotto nel suo nuovo quartiere. Tra lo sgomento e la tristezza, moltissimi abitanti della Garbatella hanno voluto lasciare un ricordo nella pagina Facebook di Casetta Rossa, i cui attivisti hanno più volte evidenziato quanto lo Spazio Sociale di via Magnaghi sia stato per Mirko “una casa, un luogo sicuro e protetto”.
Aveva partecipato alla tombolata solidale vincendo un ambo come ha ricordato Luciano: “Le ultime parole che ricordo sono state “ambo, ambo, ambo”. Pensavo al solito refrain di Mirko, non ho creduto a quell’ambo. Invece l’aveva fatto. Dopo poco se ne è andato verso casa. Gli vorrei chiedere scusa di non averci creduto. Mi consola pensare che mi avrebbe risposto con quel sorriso speciale”.

Noto come Er Giaguaro, un passato da meccanico, era tifoso della Roma. 
Capelli rossi, sorriso beffardo, esuberante ma talvolta molto discreto, Mirko era conosciuto da tutti e tutti – come è stato più volte sottolineato – gli volevano bene. Non perdeva mai occasione di fare quattro chiacchiere, di scroccare le sigarette anche quando se ne stava fumando una, come raccontano alcuni ragazzi di Casetta Rossa. Qualsiasi persona nuova incontrasse era solito presentarsi e chiedere il nome e il segno zodiacale. Lo chiedeva più volte, ma alla fine per lui era anche un gioco, perché aveva una memoria di ferro da ricordare bene volti e nomi. Anche i pendolari della Roma Lido lo conoscevano, soprattutto chi da Porta San Paolo prendeva l’ultimo treno serale diretto verso il litorale. 
Per il momento non è stata fissata nessuna data per i funerali; in attesa dell’autopsia la salma del povero ragazzo resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria ancora per qualche giorno.
Ai familiari di Mirko Riggi le condoglianze della redazione di Cara Garbatella.

Di Stefano BAIOCCHI

FOTO: Concessa da Casetta Rossa

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L’VIII Municipio celebra con una targa i novant’anni della visita di Gandhi alla Garbatella

13 dicembre 1931- 13 dicembre 2021. Garbatella commemora il novantesimo della visita del Mahatma Gandhi agli alberghi suburbani, al Nido dei Bimbi e alla Maternità. La targa è stata scoperta lunedì 13 dicembre alla presenza dell’ambasciatrice indiana in Italia S.E.Neena Malhotra, del presidente dell’ VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e dell’assessora alla Memoria Maya Vetri.

Da sinistra il presidente del municipio Amedeo Ciaccheri, la signora Perugia, parente di Fortunata Perugia, la deportata a cui è stata dedicata la pietra d’inciampo a piazza Biffi e l’ambasciatrice indiana in Italia S.E. Neena Malhotra.

Di Stefano Baiocchi

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San Paolo, le musiche natalizie dal vivo con Babbo Natale

Un appuntamento per grandi e piccini al Parco Schuster

Torna al parco Schuster di via Ostiense 183 la rassegna Parco Schuster GIGS con un concerto dal vivo con musiche natalizie. 
Organizzata dall’associazione culturale Remuria già artefice della manifestazione Scalo Playground che ha animato l’estate scorsa nel quartiere di San Lorenzo, l’iniziativa di giovedì vanta il patrocinio dell’VIII Municipio, dell’università degli Studi di Roma Tre, di Romatreorchestra e il contributo di Roma Culture nonché la collaborazione con la Siae. 
L’appuntamento è per giovedì 16 dicembre alle ore 17:00, non ci sarà la possibilità di prenotare mentre l’ingresso sarà consentito esclusivamente con Green Pass sino ad esaurimento posti.
È prevista l’accensione dell’albero di Natale con Babbo Natale che raccoglierà le lettere dei bambini. Seguirà quindi un concerto che vedrà tra l’altro un medley di canzoni natalizie con composizioni di Joan Sebastian Bach di cui sarà proposto il “Concerto per due violini” e di Arcangelo Corelli del quale ascolteremo “Sonata a tre n. 9” e il “Concerto fatto per la notte di Natale”.
Sul palco saliranno con i loro violini Maria Teresa De Sanio e Valentina del Re mentre il violoncello sarà suonato da Angelo Maria Santisi. Il Parco Schuster è facilmente raggiungibile dalla stazione metro di San Paolo Basilica.

di Stefano BAIOCCHI

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Alla Garbatella il primo Smart Wall della Capitale

Inaugurata alla stazione della metropolitana l’opera fotografica vincitrice della sezione MyCity, primo mosaico in bioresina.

Un’operazione di riqualificazione urbana nel segno della sostenibilità. Da lunedì scorso i cittadini di Garbatella potranno ammirare un’opera fotografica di straordinario impatto, si tratta di un mosaico realizzato in bioresina e biopiastrelle dall’autore romano Jordi Alessandro Bello Tabi, classe 1994, vincitore al Myllennium Award 2021, sezione MyCity –Premio speciale Yourban2030. 

L’opera intitolata ‘The Endless Growth’ (La crescita infinita) è stata installata sul muro di 50 mq della fermata metro Garbatella; a impatto zero, rappresenta un’azione di riqualificazione urbana che inserisce un’innovazione tecnologica in uno dei luoghi più trafficati del quartiere. Un monumento innovativo che trasforma un luogo di passaggio in uno scenografico spazio di condivisione in grado di fornire a tutti un punto pratico e semplice di informazione con connessione Wi-Fi gratis e una serie di contenuti digitali, informazioni periodicamente aggiornate e servizi utili alla cittadinanza. 
The Endless Growth oltre ad aprire nuovi orizzonti di accessibilità e usabilità per la città è anche la prima opera in bioresina ad apparire a Roma; contestualmente porta con sé l’R Factor: ‘Reduce, Reuse, Recycle’, ovverosia il fattore intorno al quale si gioca il futuro, il fattore della sostenibilità e dell’economia circolare.

La bio-piastrella con cui si compone il mosaico, ideata da GraffitiForSmartCity di Salvatore Pepe, è al 100% biodegradabile ed è composta da materie prime interamente provenienti da fonti rinnovabili, nel rispetto totale dell’ambiente e senza utilizzo di petrolio e derivati.

L’opera – che ha il patrocinio di Atac che ha concesso lo spazio e dell’VIII Municipio – indaga la dualità tra crescita naturale e crescita industriale, artefatta. Un dualismo raccontato da due personificazioni. Da un lato il consumismo e la produzione industriale di materiali plastici e nocivi, che sottomette l’uomo. Dall’altra la natura. Entrambe come metafora di crescita inarrestabile.


Il Myllennium Award, primo premio in Italia dedicato agli under 30, con la sezione MyCITY, premia l’arte di strada e della rigenerazione urbana, tramite la collaborazione con l’organizzazione no-profit Yourban2030 introduce innovazione e tematiche legate all’agenda 2030. È patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Lazio e dal Ministero della Cultura. Vanta la medaglia di Bronzo del Senato, onorificenza conferita a iniziative che si distinguono per spirito sociale educativo e alta rappresentatività. 

YourUrban2030, fondata nel 2018, si ispira ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030; attraverso le sue attività ha come finalità quello di lanciare un messaggio sui temi caldi dell’ambiente usando il linguaggio artistico come strumento del suo racconto declinato nelle sue molteplici forme espressive: arte figurative, plastiche e scultoree, cinema, moda, musica, video-installazioni, street art. 
Dal 2018 ha promosso e realizzato il murales green più grande d’Europa, Hunting Pollution; nel 2020 ha unito 90 artisti di strada da tutto il mondo per la campagna Colo4Action, raccolta fondi per la lotta globale all’emergenza Covid. È stata capofila della cordata internazionale per il primo murales green a tema LGBT, mentre nel 2021 ha lanciato il primo murales mangia-smog dei Paesi Bassi ad Amsterdam. Ultimamente ha promosso la monumentale opera dell’artista sudamericano Carlos Atoche per la ricerca contro il tumore al seno e di recente la riqualificazione urbana dei palazzi di Tor Bella Monaca con Sotto la Superficie, omaggio alla biodiversità dei mari. 

Veronica De Angelis, fondatrice e presidente di YouUrban2030 spiega che “Come Yourban2030 proseguiamo la nostra missione di sviluppo di nuovi orizzonti attraverso la tecnologia e l’innovazione. In questo caso, non solo l’innovazione incontra, come sempre nei nostri interventi, ambiente e bellezza, riqualificazione, urbana e arte, ma si fa anche riflessione sull’uso del digitale che in questo caso si trasforma in un momento di incontro e socialità, unendo le persone ai piedi di una nuova opera per Roma, per avvicinarle e restituire al territorio in uno spazio che così si trasforma in un passaggio veloce e disattento a un luogo in cui fermarsi, assaporando una bellezza necessaria alla qualità della vita”.

Di Stefano BAIOCCHI

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Via Ostiense, anziana muore nel rogo del proprio appartamento

Tragedia questa mattina all’Ostiense quando intorno alle 10:00 un incendio è improvvisamente divampato in un appartamento del civico 162, proprio di fronte all’Università. 
I vigili del fuoco accorsi sul posto a sirene spiegate, dopo che una serie di telefonate al 115 e al numero unico di emergenza 112 avevano segnalavano del fumo uscire da una finestra, hanno rapidamente domato l’incendio. Purtroppo nel letto della propria camera è stato rivenuto, dalla figlia, il corpo parzialmente carbonizzato di una signora novantenne. 

Durante l’intervento dei Vigili del Fuoco una piccola folla, composta soprattutto da studenti universitari, si era radunata nelle vicinanze della palazzina con la vana speranza che non ci fossero vittime. 

Le cause dell’incendio, che oltre al comodino e al letto ha parzialmente danneggiato la stanza, sono al vaglio degli inquirenti che nel pomeriggio stavano ancora ricostruendo quanto avvenuto stamane. Mentre la salma della signora deceduta è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Per fortuna il rogo non ha compromesso l’edificio né gli appartamenti attigui. Il traffico sulla via Ostiense è rimasto a tratti bloccato con ripercussioni nella zona e deviazioni. 

di Stefano BAIOCCHI

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XVI Memorial Luisa Petrucci, al Tre Fontane di via Costantino

È finita 3 a 2 per l’Unione Tifosi Romanisti, che hanno sfidato al campo Tre Fontane i giornalisti tifosi giallorossi, la partita organizzata nel ricordo di Luisa Petrucci, storica tifosa della Roma. Nota in curva sud per l’ombrellino giallorosso che aveva sempre con sè in ogni occasione, Luisa Petrucci era conosciuta da tutti i tifosi soprattutto per la passione e la presenza costante sia nelle partite casalinghe sia in quelle in trasferta. 
La gara è stata dominata dall’UTR – in completo giallorosso – che ha agevolmente messo in cassaforte il risultato con un rotondo 3 a 0. Poi l’orgoglio dei giornalisti – in divisa completamente bianca – ma anche con una certa esperienza tecnica acquisita nelle passate edizioni del Memorial, ha consentito loro di accorciare sul 3-2, riaccendendo la gara prima del triplice fischio. 

La sedicesima edizione del Memorial,  che è stata anche una festa, terminata con pizza, mortadella e spumante per tutti, ha raccolto la presenza di molti cittadini romani finendo per attirare al campo di via Costantino altrettanti abitanti della Garbatella e numerosi esponenti della classe politica cittadina. Tra questi il vice segretario del PD regionale Enzo Foschi, il neo assessore Andrea Catarci, la consigliera capitolina Valeria Baglio e naturalmente il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. Una targa ricordo, non senza un pizzico di commozione, è stata consegnata ai nipoti di Luisa Petrucci da Antonio Calicchia vicepresidente dell’VIII Municipio.

Presenti a bordocampo l’attore Massimo Wertmüller, Roberto Baiocchi, presidente della Commissione Bilancio dell’IX Municipio e Ubaldo Righetti, storico difensore della Roma di Nils Liedholm con più di cento presenze tra campionato e coppe.

di Stefano Baiocchi

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Ponte dell’industria: la riapertura entro dieci giorni

L’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri e il plauso di Amedeo Ciaccheri

Il Ponte dell’Industria dovrebbe riaprire tra circa 10 giorni. La novità battuta dalle agenzie è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 3 dicembre quando l’esito delle indagini ha evidenziato che la struttura non ha subìto danni rilevanti tali da renderlo inagibile e quindi non percorribile dalle auto. 
Il rogo scoppiato nella notte tra il 2 e il  3 ottobre, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi. La buona notizia ha destato un certo stupore – considerati i tempi lunghissimi che si paventavano per la riapertura – non soltanto tra gli abitanti del Municipio, ma soprattutto tra tutti quei cittadini che giornalmente, prima dell’incendio, attraversavano il Tevere tra l’Ostiense e Marconi. Un passaggio quasi obbligato quello di via del Porto Fluviale, considerando che le alternative rimangono tutt’ora Ponte Testaccio e Ponte Marconi. “Entro 10 giorni – ha detto il Sindaco Gualtieri – prevediamo che il Ponte potrà essere restituito alla città. Un plauso va alle strutture del Comune che hanno fatto il massimo sforzo possibile per ridurre i tempi e riconsegnare ai cittadini un’opera strategica per la viabilità”.

“Il transito – precisa l’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini – avverrà alle stesse condizioni e nella stessa configurazione del ponte prima dell’incendio, con la sola esclusione del marciapiede danneggiato che non potrà essere utilizzato dai pedoni. Resterà naturalmente in vigore il divieto di transito ai veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Servono ancora alcuni giorni per eseguire dei lavori necessari ad evitare l’accesso al marciapiede danneggiato e le necessarie asfaltature della strada di raccordo con viale Marconi.  Ma il nostro intervento non si ferma qui- ha aggiunto l’amministratrice-. Abbiamo già avviato un tavolo di confronto con la Soprintendenza Speciale di Roma per far sì che il Ponte dell’Industria, sottoposto a tutela ed esempio di archeologia industriale, venga restaurato anche per adeguarlo alle vigenti norme sulle opere in ferro e, con accorgimenti che non vadano ad impattare sulla struttura ottocentesca”.

“Un’ottima notizia la stesura della relazione tecnica che attendevamo, dopo l’incendio del Ponte di Ferro, – — non nasconde l’entusiasmo il presidente dell’VIII Municipio Ciaccheri-che ci permette oggi di prevedere la riapertura al transito di questo tratto cruciale per il nostro territorio, finalmente ricucendo due quadranti cittadini che erano tagliati in due. Un lavoro di straordinaria delicatezza e attenzione, di cui voglio ringraziare l’Assessora Segnalini e il Gabinetto del Sindaco Gualtieri, per averci aggiornati costantemente sulle sorti del Ponte dell’Industria. Saranno garantite le attenzioni al ripristino di tutte le caratteristiche di questo simbolo di Roma. Ma già oggi, il fatto che i lavori possano avvenire avendo riaperto il ponte è un’ottima notizia per tutte le romane e i romani e per i nostri quartieri.

di Stefano Baiocchi

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Al campo Tre Fontane si gioca il XVI Memorial Luisa Petrucci, storica tifosa della Roma

Una mattinata di sport, passione, tifo e soprattutto di commemorazione quella che sabato 4 dicembre si vivrà al Tre Fontane di Via Costantino 5 di fronte alla ex Fiera di Roma di via Cristoforo Colombo per il sedicesimo Memorial Luisa Petrucci. 
L’occasione vedrà sfidarsi sul campo di calcio una selezione dell’Unione Tifosi Romanisti e una rappresentativa di giornalisti giallorossi. 

Storica tifosa romanista, Luisa Petrucci è ricordata non soltanto per l’ombrellino giallorosso che aveva sempre con sè in ogni occasione quando la sua amata squadra scendeva in campo, ma anche per la passione che trasmetteva ai tifosi più giovani sia nelle partite casalinghe sia in quelle in trasferta. Conosciuta da tutto il tifo popolare giallorosso – era cresciuta nel quartiere romano di San Lorenzo – il padre, noto come “Ramponcino”, era uno dei soci vitalizi del Club. 
Nel nome e nel ricordo di Luisa Petrucci, pochi mesi dopo la morte il quotidiano Il Romanista lanciò una raccolta fondi destinata all’acquisto di un’ambulanza per essere donata al S.O.S. (Settore Operativo per il Soccorso), una Onlus nata alla Garbatella.

L’appuntamento è alle 10.30 mentre l’inizio della partita è fissato per le 11.00 mentre sul sito dell’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport) sarà possibile assistere all’evento tramite una diretta streaming. 

Al termine dell’evento è prevista una colazione a base di pizza con la mortadella e uno spumante rigorosamente giallorosso, saranno presenti rappresentanti delle Istituzioni della Regione Lazio, del Comune di Roma e dell’VIII Municipio, mentre non è esclusa la presenza di qualche vecchia gloria della Roma. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Conferme e volti nuovi nella Giunta municipale

Di Stefano Baiocchi

È stata varata con alcune novità, non senza qualche polemica, la nuova giunta municipale presieduta da Amedeo Ciaccheri. Una squadra volta a continuare – come è stato più volte ribadito – il lavoro già iniziato dalla precedente consigliatura e che è stata premiata dai cittadini dell’VIII Municipio. Tre i volti conosciuti nel segno della continuità: Alessandra Aluigi alle politiche sociali, terza età e invecchiamento attivo, sanità, politiche abitative e Diritti LGBTQ+, Francesca Vetrugno alle politiche scolastiche, educative e giovanili e all’edilizia scolastica; Michele Centorrino all’Ambiente, gestione rifiuti e Tutela e promozione del Tevere e dell’Almone.Altrettante le novità: Maya Vetri, Antonio Calicchia e Luca Gasperini.

Fresca di elezione, Maya Vetri, militante di Casetta Rossa, prende le deleghe alle Politiche culturali, di genere, ai Beni comuni, alla Memoria ed alla Partecipazione.
Candidata alle ultime elezioni municipali nella lista Sinistra Civica Ecologista è risultata la consigliera con più preferenze (1086 voti) tra le fila della maggioranza.

Ha le idee molto chiare:” Vorrei innescare buone pratiche che mettano insieme le politiche culturali e i servizi per le cittadine e i cittadini, sostenere progetti creativi che offrano soluzioni significative a problemi reali, creare opportunità di incontro, scambio, conoscenza mettendo a valore la rete territoriale ed impegnandosi come amministrazione locale, nella ricerca di risorse economiche ed umane”. Sulla continuità legata alla precedente Giunta non ha dubbi: “Il nostro municipio è un terreno fertile che va curato e mantenuto, c’è un potenziale umano che fa ben sperare sulle possibilità di riuscita di un progetto culturale solido e diffuso. Penso agli orti urbani, luoghi naturali di socialità, apprendimento e scambio intergenerazionale, penso al contributo prezioso delle realtà sociali come la Festa per la Cultura, il Roma70 Live, il museo diffuso tra le case popolari di Tor Marancia, penso alla presenza di sinergie di qualità che scoccano dalle università, dai musei, dai racconti dei partigiani, dalle testimonianze fotografiche, dalle trasformazioni urbanistiche”.

Classe 1951, Antonio Calicchia si presenta con un curriculum di tutto rispetto: avvocato, ex dirigente comunale e successivamente segretario generale della Regione Lazio, nell’VIII Municipio andrà ad occuparsi di Bilancio, Commercio, Turismo e Grandi Eventi, ma sarà anche Vice Presidente. Direttore del dipartimento cultura e sport del Comune di Roma sotto l’amministrazione Rutelli, in Provincia è stato capo di Gabinetto con Enrico Gasbarra.

Il suo approdo a Via Benedetto Croce è frutto di un accordo tra la lista Civica di Amedeo Ciaccheri e il PD Romano. Lo stesso Presidente Ciaccheri non nasconde il proprio entusiasmo: “Calicchia, già apprezzato dirigente amministrativo, metterà la sua esperienza al servizio del territorio seguendo il Bilancio e le attività produttive e sarà anche il mio vice in giunta”.

Luca Gasperini, avvocato, forte di 450 preferenze ottenute nella lista del Partito Democratico, è invece il nuovo assessore ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica, e ai Trasporti e alla Mobilità.

In politica dal 2002, simpatizzante dell’Ulivo e poi iscritto al PD dalla fondazione, è nato e cresciuto all’Ottavo Colle; è consigliere municipale dal 2008 e conosce a fondo il territorio dell’VIII Municipio. Appena insediato si è messo in contatto con le associazioni e i vari comitati di quartiere con i quali ha avviato un confronto sugli interventi di maggior rilevanza da effettuare, interventi – ci tengono a far sapere dall’assessorato – che saranno ripartiti in maniera equa tra le diverse zone che costituiscono il vasto territorio del Municipio.

Proprio in questi giorni il neo-assessore ha avviato un programma di manutenzione degli otto edifici che ospitano i centri anziani, alcuni dei quali avranno bisogno di una risistemazione molto approfondita.
Tra gli interventi imminenti c’è la riqualificazione di viale Leonardo da Vinci, già in agenda da agosto, mentre giovedì 2 dicembre c’è stato un incontro con gli uffici tecnici del municipio per fare il punto della situazione.

Il dato più rilevante, ciò che più risalta in queste prime settimane di lavoro, secondo Luca Gasperini, “è un nuovo rapporto di collaborazione e di un diverso approccio da parte del Comune di Roma verso i vari municipi anche in virtù del cambio della guida al Campidoglio (che ha portato all’elezione del Sindaco Gualtieri)”.

Tra gli uscenti da Via Benedetto Croce spicca Leslie Capone, già numero due del Municipio che passa alla Regione Lazio. Ci tiene a ringraziare tutti i consiglieri di maggioranza quanto dell’opposizione, e tutte le associazioni e cittadini con i quali ha avuto modo di confrontarsi e di collaborare: “Sono stati tre anni intensi, con iniziative e progetti, un lavoro sempre al servizio di una comunità territoriale nella quale mi sono riconosciuto e continuerò a riconoscermi”. “Progetti approvati e risorse individuate per i mercati rionali di Ostiense, Montagnola, Navigatori, Grotta Perfetta e del Parco, che vedranno la loro realizzazione nei prossimi mesi. La promozione delle attività di artigianato, servizi e commercio di vicinato, il sostegno a nuove o già attive associazioni di imprese. E poi le notti bianche, Mercati animati, il centenario di Garbatella, e ancora  la splendida idea di Municipio solidale, che ha assistito tante e tante persone durante i mesi più duri della pandemia”. Ora diventerà capo staff del gruppo PD al Consiglio Regionale de La Pisana, ma tiene a precisare che “Non abbandono certo il mio territorio, che continuerò comunque a seguire e supportare seppure da una diversa posizione”.

Un’altra figura di rilievo che abbandona il Municipio è quella di Paola Angelucci risultata eletta in consiglio con 652 voti di preferenza con Sinistra Civica Ecologista: già assessora nella precedente Giunta guidata da Ciaccheri, non è stata riconfermata ai Lavori Pubblici. Ha lasciato l’VIII Municipio per approdare al IX, dove la Presidente Titti Di Salvo le ha consegnato le deleghe alla mobilità, ai lavori pubblici e alla scuola.

Nel frattempo non si sono ancora sopiti i malumori legati alla vicenda di Eleonora Talli al terzo mandato in Municipio, risultata prima degli eletti del Partito Democratico con 548 voti di preferenza, alla quale non è stato riconosciuta la carica di assessora né la presidenza del consiglio municipale, andata a Samuele Marcucci.
Il suo atto di accusa è rivolto proprio al Partito Democratico reo di non averla valorizzata  “perché gestito dalle correnti”. “Pago lo scotto di essere donna, di essere la prima più votata nel PD, di essere una persona cresciuta in una famiglia per metà democristiana, fanfaniana e cattolica, di essere una persona che ha saputo farsi strada semplicemente praticando una politica sul territorio, di essere una ragazza di trent’anni che vuole semplicemente il bene del suo territorio con fatti concreti, stando sul pezzo”.

“Nessuno – continua Talli – ha tutelato i quasi 600 elettori che non avranno nessuna rappresentanza, la stessa situazione è accaduta lo scorso anno; la costituzione della Giunta dell’VIII Municipio non è avvenuta alla luce del sole ed io, come prima degli eletti che aspiravo inizialmente ad un riconoscimento come la nomina di Assessora, ho appreso  sui social network che i giochi erano fatti”. “Purtroppo, contrariamente a quanto auspicato dal Sindaco Gualtieri, ci troviamo ancora una volta ad evidenziare la mancanza di quote rosa”.

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Ponte dell’Industria: la riapertura entro Natale

L’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri fa ben sperare i cittadini di Ostiense e Testaccio

Di Stefano Baiocchi e Enrico Recchi

Il Ponte dell’Industria dovrebbe riaprire tra circa 10 giorni. La novità battuta dalle agenzie è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 3 dicembre quando l’esito delle indagini ha evidenziato che la struttura non ha subìto danni rilevanti tali da renderlo inagibile e quindi non percorribile dalle auto.
Il rogo scoppiato nella notte tra il 2 e il  3 ottobre, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi. La buona notizia ha destato un certo stupore – considerati i tempi lunghissimi che si paventavano per la riapertura – non soltanto tra gli abitanti del Municipio, ma soprattutto tra tutti quei cittadini che giornalmente, prima dell’incendio, attraversavano il Tevere tra l’Ostiense e Marconi. Un passaggio quasi obbligato quello di via del Porto Fluviale, considerando che le alternative rimangono tutt’ora Ponte Testaccio e Ponte Marconi. “Entro 10 giorni – ha detto il Sindaco Gualtieri – prevediamo che il Ponte potrà essere restituito alla città. Un plauso va alle strutture del Comune che hanno fatto il massimo sforzo possibile per ridurre i tempi e riconsegnare ai cittadini un’opera strategica per la viabilità”.

“Il transito – precisa l’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini – avverrà alle stesse condizioni e nella stessa configurazione del ponte prima dell’incendio, con la sola esclusione del marciapiede danneggiato che non potrà essere utilizzato dai pedoni. Resterà naturalmente in vigore il divieto di transito ai veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Servono ancora alcuni giorni per eseguire dei lavori necessari ad evitare l’accesso al marciapiede danneggiato e le necessarie asfaltature della strada di raccordo con viale Marconi.  Ma il nostro intervento non si ferma qui- ha aggiunto l’amministratrice-. Abbiamo già avviato un tavolo di confronto con la Soprintendenza Speciale di Roma per far sì che il Ponte dell’Industria, sottoposto a tutela ed esempio di archeologia industriale, venga restaurato anche per adeguarlo alle vigenti norme sulle opere in ferro e, con accorgimenti che non vadano ad impattare sulla struttura ottocentesca”.

La storia

Nel 1856 il papa regnante Pio IX vedeva realizzato il primo troncone di ferrovia nello Stato Pontificio: la linea Roma-Frascati. Si passò poi a costruire la linea Roma-Civitavecchia che aveva la sua stazione romana presso il porto di Ripa Grande (oggi non esiste più ma era all’altezza di Porta Portese). Fino ad allora i pontefici non avevano visto di buon occhio la innovativa “strada ferrata” per paura che, oltre a favorire il trasporto delle merci, incoraggiasse anche quello di idee sovversive.

La prima corsa della Roma-Civitavecchia venne effettuata il 25 marzo 1859 in meno di tre ore e fu anche l’occasione per far arrivare al tavolo del Papa, noto buongustaio, un carico di pesce freschissimo.

Si creò poi la necessità di congiungere questa linea con la nuova stazione centrale che sarebbe sorta di lì a pochi anni, nel 1865, all’Esquilino e che sarebbe stata chiamata Stazione Termini. Quindi la linea per Civitavecchia doveva necessariamente attraversare il Tevere.

La struttura venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa fino a destinazione per il montaggio.

Possiamo considerare questa sorta di costruzione Lego ante litteram, uno dei primi prodotti della cooperazione europea con ben quattro nazioni coinvolte a vario titolo.

Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica Ostiense, è a tre luci con travate metalliche, la sua struttura ha arcate in ferro e ghisa che poggiano su piloni di ghisa riempiti di calcestruzzo. Le sue misure sono 131,20 m. di lunghezza e 7,25 m. di larghezza. Meraviglia tecnica per l’epoca fu il previsto sollevamento della parte centrale del ponte per permettere il passaggio di imbarcazioni con alta alberatura. La manovra di movimentazione della sezione mobile poteva essere compiuta da otto uomini nel tempo spettacolare di dodici minuti.

Le prove tecniche e di carico vennero effettuate in luglio e il 24 settembre 1863 il Papa Pio IX inaugurò ufficialmente il ponte alla presenza delle autorità cittadine e del corpo diplomatico internazionale. Ecco la testimonianza dello storico Raffaele De Cesare presente: “…Era un’impressione indimenticabile quella che si aveva al momento in cui il treno traversava lentamente il ponte sul Tevere. Il vedersi librati in aria sul fiume, e sopra un ponte che si apriva per far passare i navigli, impressionava talmente, che pochi da principio osavano affacciarsi agli sportelli…”

Grazie alle due linee per Frascati e Civitavecchia le gite in collina e al mare dei romani erano assicurate. Salvo però che per andare a Civitavecchia si doveva avere l’autorizzazione della Direzione Generale di Polizia e se si restava in stazione oltre le ventiquattro ore ci si doveva procurare la carta di soggiorno (sic!).

Nel 1910, essendo cambiato il tracciato della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, il percorso del treno fu deviato su un vicino nuovo ponte in muratura (quello che sovrasta via Ostiense) e il vecchio cambiò nome in Ponte dell’Industria a rimarcare l’impronta produttiva della zona voluta dall’amministrazione comunale di allora e dall’ingegnere Paolo Orlando a capo di alcuni comitati tra imprenditori e banche cittadine. In seguito, nei primi anni Venti del Novecento, il progetto di sviluppo industriale del quartiere Ostiense venne molto ridimensionato, anche se per decenni in quell’area a ridosso del Tevere funzionarono i maggiori impianti tecnologici e di servizi della città: dalle Officine del Gas alla centrale elettrica Montemartini, dai Magazzini generali al Mercato ortofrutticolo, alla Vetreria San Paolo, al Consorzio agrario, ai Molini Biondi, alla Mira Lanza e tante altre piccole e medie attività produttive. Il Ponte dell’Industria negli anni perse anche di importanza, venne trasformato in attraversamento viario per il passaggio degli automezzi con la costruzione di passerelle pedonali laterali. Si eliminò la parte centrale mobile e la struttura venne utilizzata per il passaggio del gasdotto.

Nonostante il “Ponte di ferro”, così lo chiamano i romani, non sia più utilizzato per lo scopo per il quale fu costruito, rimane pur sempre un importante asse di collegamento per il quadrante sud-ovest e  un simbolo per la città, essendo legato profondamente alla sua storia e alla memoria. Qui, infatti, come testimoniato da una epigrafe marmorea, avvenne l’ignobile eccidio delle dieci donne romane ad opera dei tedeschi nell’aprile del 1944.

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