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Autore: Stefano Baiocchi

Ancora chiuso il parco di via Pullino alla Garbatella. Quando riaprirà al pubblico?

Non c’è pace per il parco Caduti del Mare di via Giacinto Pullino, uno dei polmoni verdi della Garbatella, tornato all’antico degrado dopo l’impegno del Comitato di quartiere, che si era dato da fare con mezzi e risorse proprie per rilanciare l’area e renderla di nuovo fruibile ai residenti. Lo scorso febbraio, infatti, il restyling sembrava quasi ultimato, e si pensava di dedicare l’anfiteatro interno agli artisti romani.

L’imprevisto

Poi, l’imprevisto, a inizio marzo: una voragine nel terreno e conseguente smottamento che ha imposto la chiusura del parco per motivi di sicurezza. La voragine è stata richiusa, ma come sempre avviene in questi casi, la riapertura non è celere. E nel frattempo l’area verde si è riempita di spazzatura, bottiglie vuote e l’erba infestante è cresciuta rigogliosa, tanto che sarebbe urgente un’operazione di pulizia e sfalcio. Le panchine si sono ammalorate, e nelle aree per cani che sono comunque rimaste aperte e fruibili dall’entrata di via David Salinieri, si è creato un pertugio: una domenica sono state avvistate persone passarvi per fare ginnastica all’interno del parco, con tanto di musica.

Le reazioni dei residenti

I residenti della zona iniziano ad essere esacerbati da questa situazione, e fanno presente che, con l’arrivo del caldo a Roma, non tutti possiedono l’aria condizionata in casa. L’area verde rappresentava una e vera e propria boccata d’ossigeno per chi poteva sostarvi, oltre che un importante punto di socialità del quartiere. Si attende, così, l’intervento del Dipartimento ambiente, gestore del parco, affinché  venga finalmente ripulito e riaperto.

Di Stefano Baiocchi

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Nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche a Garbatella e Ostiense

In città sono oltre un centinaio gli impianti di ricarica per  le auto elettriche  e ultimamente nell’VIII Municipio ne sono comparsi altri. Alle “vecchie” colonnine presenti nel nostro territorio, infatti, se ne stanno aggiungendo delle nuove alla Garbatella in via Giacinto Pullino, Via Girolamo Benzoni e in via Macinghi Strozzi. 
La Società Enel X, che si occupa delle installazioni, recentemente ne ha collocate altre 190 nella Capitale; quando andranno a pieno regime è ancora un mistero; quasi tutte hanno la copertura di protezione sulla quale si annuncia la prossima entrata in funzione.
I nuovi impianti hanno destato la curiosità di molti cittadini, non del tutto consapevoli di quanto la nuova idea di trasporto ecosostenibile stia prendendo piede in Italia. Tra le persone che si fermavano ad osservare gli scavi in Via Pullino il concetto che andava per la maggiore era che si trattava dei soliti sprechi all’italiana, perché tra l’altro, dicevano, la macchina elettrica è cara e non ce l’ha nessuno. 
Effettivamente, per fare un esempio, una Opel Corsa interamente elettrica costa poco più di 30 mila euro, ce ne vogliono circa 34 mila per la Volkswagen ID.3 e almeno 40 mila per l’utilitaria della BMW. Si tratta di cifre non proprio alla portata di tutti. 
Il Municipio – fanno sapere da via Benedetto Croce – non è competente su questa materia, si tratta di accordi tra il Comune di Roma e i gestori. D’altro canto Virginia Raggi durante la presentazione del nuovo Enel X Store di Corso Francia aveva detto chiaramente di voler rafforzare la presenza in città di punti di ricarica elettrica incentivando l’utilizzo di veicoli a emissione zero. “Si tratta – aveva affermato la Sindaca – di un ulteriore tassello che rientra pienamente nel percorso che Roma Capitale ha avviato in tema di mobilità sostenibile, risparmio energetico e innovazione. L’elettrico sta diventando rapidamente una realtà e la sua promozione è al centro di politiche e programmi messi in campo in un quadro generale di transizione ecologica”.

In ogni caso l’assessora Paola Angelucci fa una proposta, che il gestore delle colonnine si occupi anche della manutenzione dei marciapiedi, in caso di ammaloramento.

Il testo del Governo approvato in Parlamento del Recovery Plan menziona anche auto elettriche e colonnine contemplando un investimento di 750 milioni di euro per la realizzazione di oltre 20 mila punti di ricarica. Un passaggio quasi obbligatorio poiché va garantita entro il 2030 la mobilità dei circa 6 milioni di veicoli elettrici previsti dagli ambiziosi obiettivi europei nella lotta contro l’inquinamento. Per questi veicoli si stima che saranno necessari oltre trentamila punti di ricarica.

Nel frattempo il gruppo ACEA è entrato ufficialmente nel business dei servizi di ricarica, annunciando l’installazione di oltre 150 punti sull’hinterland capitolino.

Di Stefano Baiocchi

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Ci vorranno ancora mesi per ripristinare Il ponte ciclo-pedonale Laurentina-Tre Fontane

È passato molto tempo e finalmente si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, anche se sarebbe meglio dire, un ponte da ripristinare. Ci riferiamo nello specifico all’incrocio tra la Laurentina e via delle Tre Fontane che – per i pedoni, chi andava a spasso con il proprio cane, per i runner o per i ciclisti – poteva essere oltrepassato esclusivamente dal ponte ciclopedonale che è stato abbattuto l’8 ottobre da un camion-gru troppo alto per passarci sotto. Quell’area abbandonata dalle lentezze imposte dalla burocrazia e dall’incuria è tuttora pericolosissima per ciclisti e pedoni, i quali provenendo dalla Laurentina non possono raggiungere via delle Tre Fontane, il Luneur o il Parco degli Eucalipti. L’alternativa, poco visibile e contestualmente poco nota, è un percorso non segnalato che parte in prossimità del distributore di benzina e che prosegue alla volta di via del Tintoretto, dopo un tragitto arzigogolato. Da via del Tintoretto un ponte protetto da un new jersey in cemento conduce verso l’area dei concessionari e quindi a ridosso del Parco degli Eucalipti.  L’associazione Salvaiciclisti che da quel giorno di ottobre si batte affinché la situazione possa tornare alla normalità il prima possibile, dopo pochi mesi dall’incidente, a febbraio, aveva chiesto formalmente in primo luogo una segnaletica orizzontale e verticale che consentisse ai ciclisti di individuare il percorso alternativo, ma a quanto pare non se ne era fatto nulla. 

Un’altra strada che dall’VIII Municipio conduce verso l’EUR è la Cristoforo Colombo, che tuttavia dall’incrocio con Viale Marconi non ha un marciapiedi, né tantomeno una pista ciclabile. 

Non vi sono quindi alternative, se non l’auto, perché anche ad un certo punto l’unica possibilità è quella di proseguire a piedi sul piano viabile della Colombo, sfidando auto, moto e camion che solitamente in quel tratto di strada vanno tutt’altro che adagio. Una chimera quindi, oltre ad un rischio per la propria vita.
La buona notizia è che è arrivato finalmente il nulla osta da parte del Genio Civile. Quella meno buona è che non sono stati rispettati i tempi previsti, tanto che nel novembre scorso l’Assessora Linda Meleo, durante la seduta congiunta delle commissioni capitoline Lavori Pubblici e Mobilità, aveva assicurato che entro metà aprile sarebbero dovuti partire i lavori. Il 5 febbraio tramite Facebook l’assessora aveva invece assicurato che gli interventi per l’istallazione del ponte sarebbero iniziati entro maggio. 
Il via libera del Genio consente comunque al Comune di Roma di varare un bando per la gara sul MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) della durata di 15-20 giorni. Dopodiché si procederà con le verifiche, l’aggiudicazione, il contratto e l’inizio dei lavori. I costi si aggirerebbero intorno ai 75.000 euro, 10.000 per il progetto e 65.000 per la struttura che sarà realizzata in legno lamellare. 

Il giorno del crollo, l’assessora ai Lavori Pubblici dell’VIII Municipio Paola Angelucci si era precipitata sul posto per un sopralluogo, perché “era ben chiara da subito la situazione di disagio che l’interruzione di quel collegamento così vitale avrebbe comportato al nostro territorio”. 
Intanto la carcassa del vecchio ponte è ancora lì in terra, circondata da erbacce, detriti e rifiuti vari.

Stefano Baiocchi

Il ponte ciclo-pedonale Laurentina-Tre Fontane

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Finalmente passeranno al Comune di Roma molte strade ed aree verdi del quartiere Roma 70

Le strade e le aree verdi del quartiere Roma70, fino ad oggi proprietà privata, torneranno nelle mani del Comune e dunque restituite alla loro dimensione pubblica. L’Assemblea Capitolina ha infatti approvato con 37 voti a favore la delibera presentata dai consiglieri del Partito Democratico Valeria Baglio e Giovanni Zannola, nella quale si sottolineava che la situazione andava avanti da diversi anni. L’Ente cooperativo Roma 70 che costruì gran parte del quartiere, infatti, si è sciolto da oltre 30 anni e ne deteneva ancora la proprietà. La vicenda risale al 2008, quando fu avanzata la richiesta dei cittadini del quartiere affinché avvenisse l’acquisizione da parte di Roma Capitale e si garantisse per queste infrastrutture la stessa manutenzione pubblica. Anche il Consiglio del Municipio Roma VIII aveva già approvato, nel corso degli anni, proposte di risoluzione e mozione che andavano in questo senso.

Si tratta di strade utilizzate ogni giorno da migliaia di persone, attraversate anche da diverse linee di mezzi pubblici, ma anche da autovetture di cittadini residenti e non, che transitano o si recano alle molteplici attività commerciali della zona, compreso il centro commerciale “I Granai”: Via Coppi, via del Calcio, Via Consolini, Via Guerra, Via dell’Automobilismo, Via Varsavia, parte di via Nuvolari, parte di via Ascari, parte di via Granai di Nerva, via Combi, Via Pozzo, Via Carnera, Largo Bacigalupo e Largo Don Gino Ceschelli.

Nonostante ciò, tutto era ancora in mano ai privati, perché all’epoca non furono fatti i collaudi da parte dei tecnici del Comune, operazione essenziale perché si possano prendere in carico. Ora questa distorsione verrà sanata, la consigliera Baglio scrive sulle sue pagine social che si tratta di un risultato ottenuto “grazie al lavoro di squadra, portato avanti con Francesco Ardu, consigliere portavoce M5S presidente della Commissione Patrimonio; Carlo Maria Chiossi, M5S presidente della Commissione Urbanistica, e Alessandra Agnello, presidente Commissione Lavori Pubblici. “Un bel risultato – conclude Baglio – la politica ha dato indirizzi chiari agli uffici lavorando come una squadra nell’interesse esclusivo della città. Ci auguriamo che questo atto possa essere apripista per altre situazioni simili. Grazie anche ad Umberto Sposato che ha portato avanti con noi questa delibera e ai consiglieri del PD Roma Municipio 8”. 

Stefano Baiocchi

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Casetta Verde si prende cura di piazza Giovanni da Verrazzano

L’ambiente vissuto come bene comune da proteggere e gestire. E’ l’idea alla base della nascita di Casetta Verde, esperimento permanente che ha preso vita da un invito di Casetta Rossa spa, spazio gestito da attivisti e attiviste impegnati a diffondere una cultura dell’autogoverno.
Dieci anni fa infatti, Casetta Rossa ha invitato il quartiere della Garbatella e la cittadinanza a riqualificare l’adiacente area verde, denominata “Parco Cavallo Pazzo”, e l’invito è stato accolto da un nutrito gruppo di persone, che frequenta da tempo sia il parco sia Casetta Rossa.
Tutti in qualche modo hanno sentito di voler contribuire a migliorare un luogo che appartiene in primo luogo alla cittadinanza, nel cuore del loro quartiere, dove anche i bambini trascorrono tempo libero. Da quel bel momento di partecipazione sono stati organizzati una serie di incontri, per cercare di capire insieme quali fossero i problemi e le risorse del parco, toccando diversi aspetti: dai conflitti sociali, alla qualità dei luoghi, al benessere e malessere quotidiano.
Ed ora l’ultimo progetto lanciato da Casetta Verde ha riguardato la piazza-giardino Giovanni da Verrazzano: sabato 6 marzo i cittadini sono stati invitati a partecipare alla prima #FOREST_AZIONE, questo l’hashtag lanciato sui social, del 2021. Una mattinata di condivisione, giardinaggio e convivialità. I partecipanti hanno anzitutto ripulito l’area dai rifiuti che si sono accumulati nel corso degli ultimi difficili mesi, caratterizzati dalla pandemia e, in conseguenza, dall’incuria. Hanno falciato l’erba ricresciuta dalla fine dell’inverno e, in sostanza, si sono presi cura delle piantine della piazza-giardino, impiantando nuovi alberi. Dopo la mattinata di lavoro, grazie ai cittadini che vi hanno preso parte, l’aspetto di piazza Giovanni da Verrazzano era totalmente cambiato.

Casetta Verde è parte integrante di Rete Mobilità Sostenibile che vede il coinvolgimento di 48 associazioni e comitati della società civile sul fronte della mobilità sostenibile (pedonale e ciclabile), del trasporto pubblico, della sicurezza stradale, dell’ambiente e degli spazi urbani.

Il progetto Casetta Verde è quindi un classico esempio di cittadinanza attiva, che coinvolge numerose persone del territorio. 

Lina ed Arianna, due animatrici del progetto, ci tengono a sottolineare quanto la loro azione sia stata apprezzata da cittadini della piazza: ”Con nostro stupore la mattina ci hanno rifocillati con cappuccino e cornetti, la cosa naturalmente ci ha gratificati segno che il nostro sforzo sarà in futuro salvaguardato dalle persone della zona”.
Non è escluso che in futuro Casetta Verde possa adottare altre aree verdi del quartiere abbandonate all’incuria.

Il prossimo appuntamento in Piazza Giovanni da Verrazzano è per il 10 di aprile.

Stefano Baiocchi

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DOPO L’APERTURA DELLA CASA DI VALE A PIAZZA NAVIGATORI, APRIRANNO QUELLE DI VIA LEONORI E CASALE GARIBALDI

Legge “Dopo di noi”: al via nuove case famiglia

di Stefano BAIOCCHI

Sin dall’anno 2004 è attivo, infatti, il progetto “Casa nostra” rivolto a 32 persone con disabilità in età adulta, tra i 25 e i 55 anni, suddivise in otto gruppi, che frequentano la struttura per sei settimane l’anno.

Nel tempo, si è rilevata l’esigenza comune di realizzare piccole residenze con una capienza massima di sei posti, al fine di poter proseguire il percorso di autonomia e di integrazione sociale dei partecipanti pur nelle vicinanze dei propri familiari, destinando a tale scopo risorse immobiliari di proprietà; già nell’anno 2009, è stata aperta nel territorio municipale la “Casa di Franco” per sei persone disabili, che precedentemente avevano frequentato “Casa Nostra” nel loro percorso di preparazione.

Sulla base di queste esperienze, altamente positive, altri due nuclei hanno messo a disposizione appartamenti di proprietà da destinare alla realizzazione di case famiglia, e già nel 2014 era stata avanzata al Campidoglio la richiesta per la realizzazione dei due progetti, che tuttavia, nonostante gli apprezzamenti, in questi anni non ha avuto riscontri. Finalmente, con il lavoro svolto dai Servizi Sociali di concerto con l’Assessora Alessandra Aluigi per superare i numerosi scogli della burocrazia, il 6 novembre scorso si è potuta inaugurare la “Casa di Vale” in Piazza dei Navigatori e destinarla a sei persone con handicap di livello medio.

Nello stesso mese, con l’aiuto dell’Associazione Asilo Savoia ed i fondi stanziati dalla Regione Lazio, hanno preso il via i progetti di residenzialità di “Via Leonori” e della “Cooperativa Garibaldi”, che saranno operativi già a partire dal mese di dicembre 2020. Nel prossimo futuro, infine, è prevista l’attivazione della “Casa di Lanfranco”, destinata a quattro persone disabili, che presentano una buona autonomia personale e sociale, e che sono già inserite in percorsi di inclusione lavorativa.


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“Risaneremo la Garbatella” In campo anche Poste Italiane

di Stefano Baiocchi

COL SUPERBONUS DEL 110 % PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLE ABITAZIONI

Un’occasione da non perdere per gli edifici ex Ater, che versano in uno stato di annoso degrado. Con l’intervento delle Poste Italiane e l’utilizzazione del superbonus del 110%, emanato dal Governo, si potrebbe realizzare un restyling completo dei vecchi lotti della Garbatella.
Non c’era il pubblico delle grandi occasioni a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria in corso, ma senza dubbio l’incontro sul cosiddetto Superbonus, organizzato al Millepiani Coworking di via Nicolò Odero tra il Municipio, Poste Italiane e alcuni amministratori di condominio, avrebbe attirato moltissimi cittadini di Garbatella.

Il Superbonus è un’agevolazione che porta al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 sino al 31 dicembre 2021 per interventi di ristrutturazione sulle abitazioni; parliamo di interventi che vanno dall’efficienza energetica all’istallazione di impianti fotovoltaici, alla messa in opera di impianti per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, ad interventi di carattere antisismico.
Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio, il mondo dell’edilizia sta tentando di rimettersi in piedi coinvolgendo architetti e arredatori, consulenti, imprese e, naturalmente, i contribuenti, non ultime le banche che devono prevedere alcuni prodotti da offrire ai cittadini per la cessione dei crediti.

Poste Italiane, come le banche, sarà in grado di offrire un servizio di “cessione del credito di imposta” con cui dare la possibilità a cittadini e imprese correntisti BancoPosta di ottenere i fondi necessari per i lavori.
Secondo il Presidente Amedeo Ciaccheri, il Decreto Rilancio “ha aperto materialmente a una possibilità inedita per cambiare il volto di Roma e dei nostri quartieri, anche in termini ambientali, su cui si deve fare ancora di più; un’occasione che però lascia ancora grande incertezza sulla possibilità di diventare concreta nei singoli condomini privati”. “Insieme a Poste italiane abbiamo voluto incontrare i rappresentanti delle associazioni degli amministratori di condominio per un’illustrazione chiara dei contenuti di questo strumento a supporto di chi in questo territorio vorrà avviare un percorso di rigenerazione energetica della propria abitazione”.
Per i cittadini e le imprese il servizio credito di Poste Italiane sarà disponibile a partire dal 19 ottobre 2020 attraverso il canale online e negli uffici postali abilitati.

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Misure anticovid nei ristoranti di zona: quasi tutti promossi

di Stefano Baiocchi

Tutti promossi!!!

Superata la prova, chi a pieni voti, chi abbondantemente sopra la sufficienza. I ristoranti e le pizzerie di Garbatella, dopo il lockdown della primavera, hanno tutti trasformato in parte i propri locali.

Ciò che si riscontra è la riduzione sensibile della capienza in modo da garantire un adeguato distanziamento fisico, alcuni gestori hanno persino posizionato dei pannelli in plexiglass in modo da isolare ancor di più i commensali. È il caso della Nuova Cantinetta di via Basilio Brollo, nota trattoria del quartiere di cucina romana a conduzione familiare, rimasta chiusa per tre mesi esatti dall’8 marzo all’8 giugno. “La ripartenza è stata dura, ma possiamo dire con orgoglio che moltissimi dei nostri clienti ci stavano aspettando”, dicono i proprietari. Ai costi della chiusura si sono aggiunti quelli legati all’emergenza sanitaria in corso: “Soltanto per i plexiglass abbiamo speso circa 3.000 euro, a cui si aggiungono i costi dei dosatori e delle colonnine per il gel e i saponi, la plastificazione dei menù e l’imbustamento delle posate”, concludono. Le spese sono ulteriormente lievitate poiché è stato necessario ridurre i posti a sedere, di un terzo quelli all’aperto e di circa la metà nella sala interna.

Chiunque entra è tenuto a scrivere su un foglio le proprie generalità e il numero di telefono, cosa comunque prevista dalla legge e che abbiamo riscontrato in ogni locale visitato. Stesse modalità al Ristoro degli Angeli, noto ristorante davanti al Palladium, dove anche qui troviamo una riduzione dei posti per i commensali, i plexiglass a fare da divisorio e una notevole attenzione da parte dei camerieri. Elisabetta, titolare del locale, ha imposto e fornito persino la mascherina FFP2 – considerata una delle migliori barriere contro il CoVid19 – ai propri dipendenti. Oltre ad una sanificazione costante nel locale, sui tavoli e su tutti gli oggetti ad uso di personale e clientela, è adoperata una bacchetta che emette una luce UV-C germicida e che può anche neutralizzare i cosiddetti superbug che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici.

Alla pizzeria o’ Masto di Via Passino è stata ridotta la capienza del 45% aumentando sensibilmente le distanze di sicurezza, ma senza l’installazione dei plexiglass; in ogni angolo del locale ci sono i gel igienizzanti, mentre i locali vengono sanificati con detersivi appositi. In quasi tutti i negozi del quartiere c’è molta attenzione, si entra contingentati e rigorosamente con la mascherina e spesso troviamo all’ingresso il gel lavamani. Da Eataly fino a poco tempo fa una guardia all’ingresso misurava con il termo scanner la temperatura ai clienti, ora questa pratica sembra misteriosamente scomparsa mentre ai Granai prima di entrare resta obbligatorio sottoporsi al controllo.

Al Carrefour di via Matteucci, dove prima erano presenti all’ingresso dei flaconi di gel, ora si fa evidentemente affidamento all’igiene della clientela, mentre al Conad Superstore di via Tito a San Paolo i vari dispenser per il gel continuano ad essere utilizzati dagli acquirenti.

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Dopo il lockdown ancora rifiuti per le strade

ANCHE GUANTI MONOUSO E MASCHERINE ABBANDONATE

di Stefano BAIOCCHI

Finito il lockdown e terminata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, si torna alle vecchie e brutte abitudini. Se nel periodo di chiusura la città è apparsa bella come non mai, silenziosa e a tratti bucolica, verrebbe da dire che non siamo affatto migliorati, come qualcuno un po’ troppo ottimisticamente aveva preventivato, visto che sulla Circonvallazione, in via Caffaro, in viale Giustiniano Imperatore e in numerose altre strade del Municipio è un fiorire di rifiuti ingombranti accatastati, cassonetti stracolmi e circondati da pattume sparso tutto intorno. Va sottolineato che si tratta spesso di azioni messe in atto dai cittadini incivili che si accompagnano a una difficoltà dell’Ama nella raccolta.


Di recente abbiamo visto cassonetti vuoti rovesciati in via Pellegrino Matteucci, segno evidente di un’azione maldestra da parte dell’operatore sui camion che raccoglie i rifiuti.


A tutto ciò purtroppo si è aggiunta una nuova moda, quella di gettare le mascherine chirurgiche (e i guanti monouso) dove capita. Basta guardarsi intorno, sui marciapiedi quanto nelle aiuole o nei giardinetti. Un comportamento non soltanto incivile, ma senza dubbio irresponsabile considerato che ogni mascherina, anche quella appartenuta ad una persona non infettata dal Covid 19, è latrice di ogni batterio esistente sul pianeta. Non sembra abbia sortito alcun effetto anche l’ordinanza firmata il 25 maggio scorso dalla Sindaca Virginia Raggi in cui annunciava sanzioni sino a 500 euro per chi abbandona i cosiddetti dispositivi di protezione individuale monouso.


Questi rifiuti, così come previsto dalle norme nazionali e regionali, devono essere conferiti nei contenitori della raccolta indifferenziata. “In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati in terra. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato” ha dichiarato la Sindaca. A proposito di guanti, un’altra brutta abitudine riscontrata è quella, una volta terminata la spesa, di lasciarli nei cestini dei carrelli nei supermercati, come se ci fosse una persona addetta alla loro costante pulizia, mentre invece rimangono un ingombrante orpello per i successivi clienti.

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degrado e abbandono alla stazione ostiense

FUORI USO DA ANNI SCALE MOBILI, TAPIS-ROULANT E ASCENSORI

di Stefano BAIOCCHI

“Impianto fermo per manutenzione, ci scusiamo per il momentaneo disagio”.

Recita così, il cartello appeso a ridosso di una scala mobile. Una delle tante, che aiutano i passeggeri – o perlomeno dovrebbero farlo — a spostarsi con comodità nei meandri della Stazione Ostiense. Si dice spesso che il terminal ferroviario di una città sia un po’ come un biglietto da visita. Lo stato di salute della Stazione Ostiense, anzi di Roma Ostiense, non è che raffiguri al meglio la Città Eterna; anzi, potremmo dire che rappresenta in parte lo stato di attuale degrado della Capitale.

Edificata in occasione della visita di Hitler a Mussolini nel 1938, e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre del 1940, il complesso della Stazione è andato incontro a diverse ristrutturazioni (la più evidente fu quella legata ai Mondiali del 1990) e ad alcuni interventi che però non ne hanno intaccata la struttura originaria. Le ultime novità hanno visto nel 2010 il definitivo trasferimento a Roma Termini da parte di Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, e nel 2012 l’arrivo – in quello che trent’anni fa doveva essere l’Air Terminal – di Eataly e poi di Ikea.

La scala mobile che da Via Pellegrino Matteucci e dal Piazzale 12 ottobre 1492 consente l’accesso in Stazione, è ferma da almeno due anni, per manutenzione dice naturalmente il cartello. Talvolta anche l’ascensore attiguo è fuori servizio, ciò comporta che per una persona con disabilità è letteralmente impossibile prendere il treno.

E succede talvolta che sia fuori servizio — oltre all’ascensore — anche la scala mobile che permette la salita verso Via Pellegrino Matteucci. Allora se si ha una valigia al seguito, cosa tutt’altro che improbabile quando si viaggia in treno, sono dolori. Gli ascensori che dal sotterraneo conducono ai marciapiedi dei binari sono tutti perfettamente funzionanti, mentre da diversi mesi, entrambe le scale mobili che consentono l’accesso ai binari 14 e 15 sono fuori servizio ed è necessario usare la scala a gradini o l’ascensore. Delle quattro scale mobili che invece collegano il sotterraneo al primo binario, ne funzionano soltanto due, una per la discesa e una per la salita.

Al 6 febbraio dei quattro tapis- roulant ne funzionava uno soltanto; il primo di destra, quello che conduce verso la fermata Piramide della metro linea B, è fuori uso da almeno due anni. Alcuni passeggeri ci hanno riferito che a memoria non ricordano l’ultima volta che l’hanno visto in funzione.

L’accesso alla metropolitana non sempre è sorvegliato, tanto che non è così infrequente notare quante persone accedano alla fermata, o si rechino alla Roma Lido, scavalcando il tornello. Il gabbiotto dell’Atac, nonostante che all’interno ci sia un monitor acceso, è deserto (ci siamo passati sei volte davanti nell’arco di otto ore) mentre delle due biglietterie automatiche ne funziona una soltanto. Su una di queste qualcuno ha lasciato un foglietto di carta appiccicato con lo scotch in cui con una biro è stato scritto “Fuori servizio, out of order”… Un inno alla sciatteria.

Di fianco, mette tristezza anche l’edicola dismessa nelle cui vetrine polverose emergono un paio di Playboy e alcune riviste della Lazio nella cui copertina spicca Vladimir Pektovič. L’unica sorveglianza che abbiamo notato è composta da un carabiniere e da un terzetto di militari dell’esercito, con dei fucili mitragliatori in evidenza, che sosta in prossimità della zona ristoro, all’imbocco del tunnel che porta alla metropolitana.

Una buona notizia è stata la pulitura completa dell’uscita di sicurezza che dalla metropolitana consente lo sbocco su Piazzale dei Partigiani, bonificata da sudiciume, bottiglie e siringhe. Dovrebbe essere però un’uscita di sicurezza, come recita l’insegna di colore rosso, e quindi essere utilizzata in caso di estrema necessità, tuttavia le porte spalancate ne suggeriscono un diverso impiego. A nostro avviso è migliorata sensibilmente anche la situazione generale della pulizia dei marciapiedi e delle aree interne della Stazione, mentre sono in fase di ultimazione i lavori sul Piazzale dei Partigiani dove sono state rimosse di recente le impalcature.

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Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

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La presidente è Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di Circonvallazione Ostiense

Al via l’Assoimprese Garbatella

di Stefano Baiocchi

Nasce l’Assoimprese di Garbatella.Il 27 novembre, infatti, dopo mesi di discussioni, confronti e proposte, è stata fondata  un’organizzazione che riunisce diversi settori dell’imprenditoria e che coinvolge commercianti, artigiani e imprese di servizi raggruppando quindi ristoratori e baristi, parrucchieri, ma anche gommisti, cartolai e meccanici e altre numerose realtà presenti sul territorio.

L’idea è nata dopo il progetto presentato dalla CNA al Palladium il 1° giugno scorso, che ha portato a novembre alla presentazione di un lavoro svolto di concerto con il Municipio Roma VIII e con il contributo la Camera di Commercio, lavoro culminato con un prontuario sui comportamenti virtuosi da adottare e di una cartina di Garbatella in cui sono contrassegnati i luoghi di maggior interesse.

Tra i vari punti dello Statuto dell’Associazione legata fortemente da una sinergia tra gli iscritti, troviamo il miglioramento delle condizioni di vita del territorio, la determinazione nell’organizzare iniziative di solidarietà e d’inclusione, l’unione delle varie anime del quartiere e il decoro dello stesso. A tale proposito, considerando la presenza di sporcizia sulle strade e sui marciapiedi, ogni aderente s’impegna a fondo nella pulizia dello spazio antistante alla propria bottega; in quest’ambito assume una particolare rilevanza anche il cosiddetto “Obiettivo cicche zero”, ovverosia la raccolta dei mozziconi di sigaretta in appositi posacenere collocati sui marciapiedi delle arterie principali, a disposizione dei fumatori più distratti. 

La prima prova in cui l’Associazione si sta cimentando in questi giorni, è l’installazione di luminarie per le festività, un modo per uniformare gli abbellimenti e le decorazioni del periodo natalizio nelle strade e nelle piazze. Questa iniziativa ha visto per il momento l’adesione di moltissimi esercenti, l’ambizione è raccoglierne 180.

Tra le molte iniziative legate al centenario, in cantiere c’è la creazione delle bandiere con il logo del centenario, l’idea di istituire dei parcheggi convenzionati nelle numerose autorimesse per chi verrà a visitare il quartiere durante i festeggiamenti e l’intenzione di installare sui marciapiedi dei pannelli espositivi con le foto delle famiglie o dei propri cari che hanno abitato la Garbatella, coinvolgendo quindi una larghissima fetta della cittadinanza. Su questo fronte c’è anche il desiderio di creare – in luoghi strategici – quattro pedane con stand informativi e un palcoscenico che ospiterà esibizioni di teatro, danza e concerti musicali. L’idea è anche quella di chiamare in causa – nei mesi di maggio e giugno – le scuole che sono alle prese con i saggi di fine anno.
Molto interessante è anche il progetto di una sfilata in costume, accompagnata da una banda musicale, per le strade del quartiere dove la moda sarà assoluta protagonista dal 1920 ai giorni nostri.

I dodici soci fondatori dell’Associazione Imprese Garbatella, che hanno eletto Presidente Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di circonvallazione Ostiense e già attiva nella CNA, si sono prefissati il raggiungimento di 200 soci, un traguardo ambizioso, ma non particolarmente arduo da raggiungere.

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“Ancora troppa mondezza per le strade. Si rischia l’emergenza sanitaria”

Gli operatori commerciali e i presidi delle scuole non abbassano la guardia

di Stefano Baiocchi

È ancora emergenza rifiuti. Gran parte delle strade dell’VIII Municipio sono nuovamente invase dalla mondezza, i cassonetti strabordano mentre topi e gabbiani – semmai avessero smesso di farlo – pascolano in scioltezza. Ad alzare il livello di guardia è l’Ordine dei Medici Romani che chiede (come molti cittadini del resto) di trovare una soluzione al più presto per il problema dei rifiuti di Roma, altrimenti “si rischia l’emergenza sanitaria; va assolutamente evitato che si creino cumuli d’immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici”.

Non ci piace fare della demagogia, né dell’inutile allarmismo. Ma chi paga le bollette della TA.RI. (indiscutibilmente salate, giacché la Tassa sui Rifiuti ha l’aliquota più alta d’Italia!), non vedendo migliorie, anzi appurando che la situazione peggiora ogni giorno, è sull’orlo di una crisi di nervi.

L’ultima novità arriva dai vertici di AMA, poiché è saltato l’ennesimo Consiglio di Amministrazione. Si tratta del sesto cambio della guardia da quando Virginia Raggi si è insediata sullo scranno più alto del Campidoglio.

L’avvicendamento ha portato alla nomina del milanese Stefano Antonio Zaghis, militante della prima ora M5s, già nello staff di Marcello De Vito, quest’ultimo rimasto coinvolto in una vicenda ancora da chiarire legata a presunte tangenti sullo Stadio dell’A.S. Roma.

I Sindacati sono preoccupatissimi, e parlano di AMA come di un’azienda sull’orlo del baratro. Le opposizioni, PD in testa, fanno sapere che “le dimissioni del C.d.A. di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare altro caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale”.

“La misura è colma (e lo sono soprattutto i cassonetti, N.d.R.) e c’è il sospetto grave che nell’amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati; è tempo di nominare un commissario per AMA che tolga i poteri a Roma Capitale ed eviti il disastro”.

Sul piede di guerra anche molti Presidi di Istituti e Scuole superiori romane: “Come segnalato  sia in zone centrali della città sia nelle periferie, la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all’interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno”, così in una nota l’Associazione nazionale presidi di Roma.

“Qualora non sia preso in attenta considerazione organizzativa l’appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni ASL di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti”.
Come se non bastasse, le ultime disposizioni da parte della Sindaca in materia di raccolta, disposizioni risalenti ad agosto, sono state quelle di proibire l’utilizzo dell’amato sacco nero, perché anche ciò che non è recuperabile deve essere sempre riconoscibile.

Come se fosse normale uscire da casa con un bustone trasparente contenente pannolini e/o assorbenti usati, escrementi e lettiere di animali (e via discorrendo, l’elenco sarebbe piuttosto lungo!) e dirigersi con nonchalance, o con ostentata indifferenza, all’apposito cassonetto dell’indifferenziata (che sarà sempre pulito e accogliente, sia chiaro!).

Messa così, possiamo anche immaginare che presso il suddetto cassonetto ci sia un verificatore riconoscibile, o in abiti borghesi ma con tanto di tesserino, pagato proprio per controllare l’effettiva idoneità della raccolta.

I cittadini dal canto loro sono sempre più sconcertati: assorbita in parte l’emergenza d’inizio estate, ma non gli effluvi che hanno caratterizzato l’aria per il resto della calda stagione, sono in rassegnata attesa.

Marco Albani, titolare del bar di Via Fincati, si chiede come mai il Municipio non abbia ancora fatto un esposto direttamente alla Procura della Repubblica. Da Via Benedetto Croce il Presidente Amedeo Ciaccheri assicura che proprio l’emergenza rifiuti è costantemente nell’agenda di tutti i Consiglieri e della Giunta e che di concerto con ASL e Polizia Locale di Roma Capitale si sta monitorando la situazione ogni giorno.

“Noi dobbiamo esigere che AMA rispetti il contratto di servizio, in caso d’inadempienze proseguiremo nuovamente con diffide o con denunce alle autorità competenti”.

“Il sistema rifiuti non può continuare a reggersi sul fragile equilibrio basato soprattutto sulla buona volontà delle Regioni vicine che continuano raccogliere l’immondizia seppur con prezzi esosi; cosa succederà quando entro fine anno chiuderà anche la discarica e l’impianto di Colleferro?”.

Nel frattempo La Procura di Roma indaga sulla mancata raccolta del pattume delle attività commerciali da parte della società appaltatrice Multiservizi.

Della vicenda se ne era occupata la trasmissione televisiva ”Le Iene” che ha evidenziato come la raccolta avvenga nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali e i negozi sono chiusi. Naturalmente ciò rende impossibile raccogliere la differenziata. Sembra che alcuni dipendenti striscino con il palmare aziendale un codice a barre presente all’esterno dell’utenza in modo da far risultare che la mondezza sia stata raccolta regolarmente.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo che si sta occupando della vicenda dovrà valutare se questo comportamento è ricorrente e metodico al punto da poter ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali, mentre il Comune ha dato mandato anche alla municipalizzata Ama affinché avvii un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.

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Buon appetito con un libro

L’iniziativa si ripete ogni venerdì sera a Casetta rossa

di Stefano Baiocchi

Mangiare e leggere. E’ questa l’alchimia delle cene del venerdì a Casetta rossa.Nel  noto spazio sociale autogestito di via Magnaghi, infatti, da agosto ad ogni tavolo, insieme alla gricia e alla carbonara, vengono serviti dei libri in omaggio.
Luciano Ummarino, uno degli attivisti dello Spazio Sociale di via Magnaghi, ci racconta che l’idea del libro come regalo è nata durante un’iniziativa con Paco Ignacio Taibo. Il suo racconto delle Brigate Culturali ha ispirato l’iniziativa di “fomento alla lettura”.
Non si tratta di un incentivo, o di un cadeau per attirare la clientela. Non ne hanno bisogno, giacché il ristorante è sempre pieno. Da quando la trattoria è in funzione, la filosofia è quella dello slow-food, ovverosia consumare e vivere il pasto soprattutto come un piacere, rifiutando la frenesia e naturalmente il cosiddetto cibo spazzatura. A Casetta Rossa non c’è fretta quando ci si siede, perché ci si può alzare anche dopo diverse ore, senza che nessuno ti porti forzatamente il conto e ti costringa a lasciare il tavolo ad altri commensali.

“I libri che regaliamo sono salvati dal macero e diventano un semplice ma prezioso dono che vi facciamo a fine cena; per ora abbiamo un accordo con la Casa Editrice Feltrinelli, ma sono moltissimi i cittadini che portano qui dei libri nuovi da regalare”.
“Promuovere la lettura significa sostenere cittadinanza attiva; chi legge tanto spalanca il cuore, apre i porti, non li chiude”.

Tra le innumerevoli attività che Casetta Rossa svolge nel quartiere, vale la pena ricordare quella del cosiddetto “Pasto Sospeso”. Insieme a Chef Rubio ed Erri De Luca, nel febbraio del 2017 è stata lanciata una campagna che riprende l’antica usanza napoletana del “Caffè Sospeso” e trasforma questa pratica di solidarietà e mutualismo nel dono di un vero e proprio pasto con l’obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita di tante persone in difficoltà. Il “Pasto Sospeso” consiste nella possibilità di offrire uno o più pasti, ognuno per il valore di 5 euro, con donazione diretta presso Casetta Rossa. 
Persone del quartiere, uomini e donne senza una casa e migranti hanno potuto mangiare grazie alla generosità di tanti cittadini. 

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra- che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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Scuola: si torna sui banchi tra i “mali” di sempre

ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI MENSE E ASSISTENZA AI DISABILI I PROBLEMI ANCORA IRRISOLTI

Di Stefano BAIOCCHI

Tutti pronti al suono della prima campanella. Come ogni anno, a metà settembre, apriranno i battenti delle scuole di ogni ordine e grado, ma l’apertura delle mense, l’assistenza ai disabili e l’adeguamento degli edifici rimangono ancora i problemi più urgenti sul tappeto. E così anche nel nostro Municipio, migliaia di studenti il 16 ricominceranno daccapo; lo stesso faranno gli insegnanti, il personale non docente e gli autisti di autobus, che saranno frastornati dall’incontenibile vociare o da autentici schiamazzi, soprattutto quando i mezzi pubblici saranno presi d’assalto all’uscita dalla scuola. Intanto lunedì 2 settembre i Nidi hanno già iniziato le attività didattiche, ma proprio nel pomeriggio di quel giorno, durante un violento nubifragio sulla Capitale, un fulmine ha colpito il “Bruco Verde” di via Cerbara, a Tormarancia, provocandone la chiusura in attesa dei lavori di messa in sicurezza.

Mentre da tre anni il Nido “La Filastrocca” di Via Tarso a San Paolo continua a restare chiuso per problemi strutturali. Si tratta di una situazione molto grave poiché parliamo del più grande asilo nido del Municipio, capace di ospitare fino a 89 bambini. Molte scuole dell’Ottavo continuano a presentare diverse mancanze strutturali e sono oggetto di lavori o di adeguamento alle normative antincendio. Problemi irrisolti anche sul fronte delle mense scolastiche e dell’assistenza ai bambini disabili, il che potrebbe comportare, in questi giorni, ulteriori disagi per il loro inserimento. I Sindacati sono sul piede di guerra tanto che hanno indetto, tra i lavoratori delle mense, due giornate di sciopero per il 16 e il 17 di settembre, che fanno seguito alla mobilitazione del 30 maggio scorso, quando i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia rimasero senza pasto.

Ciò che operatori e genitori contestano è il bando del Comune di Roma per la refezione scolastica, che metterebbe a rischio le garanzie occupazionali e la qualità del servizio destinato ai bambini. Infatti il prezzo medio a pasto proposto dalle aziende si aggira tra i 4,30 e i 4,40 euro. CGIL CISL e UIL spiegano che nella cifra è compreso il costo degli ammortamenti delle attrezzature, dei lavoratori e del cibo, tanto che secondo le stime dei sindacati “i bambini mangeranno con 1,80 euro circa a pasto“. Naturalmente a preoccuparsi sono soprattutto i genitori che s’interrogano sulla qualità e sulla genuinità di un vitto dal costo così basso. A proposito di genitori, l’anno appena trascorso ha visto alcuni di essi impegnarsi in diverse forme di protesta e in una raccolta di firme per la riparazione di una copiosa perdita d’acqua all’ingresso della Cesare Battisti.

Nel medesimo plesso, che ospita la Scuola dell’Infanzia Coccinella, genitori volontari si sono armati di vernice e pennelli per ridipingere le porte e le mostre e dare una rinfrescata generale ai muri delle aule. Gli stessi genitori si sono ingegnati per sistemare anche i giochi da giardino. Un annoso problema restano ancora i laboratori della Scuola Primaria, utilizzati soltanto sporadicamente per mancanza di organico, poiché il personale docente è prevalentemente impegnato nella didattica frontale ed è letteralmente impossibilitato a organizzare altre attività.

Sempre tra i genitori serpeggia il timore della mancata consegna della cosiddetta cedola libraria, che consente il ritiro gratuito dei libri di scuola presso i negozi convenzionati. In alcune scuole, lo scorso anno, le cedole sono state distribuite addirittura alla fine di ottobre, per cui diversi insegnanti sono stati costretti a ovviare con le fotocopie. Per quanto riguarda i “Buoni Libro” destinati agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, residenti nel territorio del Comune di Roma, fino al 30 novembre 2019 è possibile richiedere online i buoni per ottenere la gratuità totale o parziale dei libri di testo. La domanda, destinata a nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 10.632,94 euro, va inoltrata online sul portale di Roma Capitale.

Tutte le informazioni sul sito del Comune di Roma. Proprio in previsione dell’inizio dell’Anno scolastico 2019-20 la Commissione Lavori Pubblici dell’Ottavo Municipio si è adoperata per la riqualificazione di numerose aree prossime o adiacenti agli edifici scolastici. Si è, infatti, intervenuti per sistemare marciapiedi, attraversamenti pedonali e ripristinare la segnaletica stradale. La prima pausa per studenti e lavoratori della scuola ci sarà nel periodo natalizio, dal 23 dicembre al 6 gennaio, cui seguirà quella legata alle festività pasquali dal 9 al 14 aprile.

Nel frattempo la Garbatella si prepara ad accogliere la V edizione del “Meet Film Festival”, rassegna internazionale di cinema sulla scuola e sui giovani. Sarà un’occasione importante per visionare e contemplare i cortometraggi provenienti da varie aree del mondo e che saranno proiettati in diverse strade e piazze del quartiere. I temi spazieranno dal Cinema come settima arte per intrecciarsi con la scuola, la didattica e la formazione dei giovani e con il loro approccio alla società. La scuola è senz’altro impegno, dedizione e sacrificio, ma spesso è anche divertimento. Per fortuna.

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Disagi per la metro B

CHIUSURA SERALE ANTICIPATA ALLE 21 E PER ALCUNI WEEK END

Di Stefano BAIOCCHI

Tre mesi di difficoltà per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. Atac ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali.

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre — data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio sarà anticipata alle 21.00. Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi, che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato. In alcuni fine settimana, invece, l’intera tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché, oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema. Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27.

La navetta sostitutiva, in questi casi, sarà in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30. Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro B. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera.

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LAVORI SULLA LINEA B DELLA METROPOLITANA, DISAGI IN VISTA PER I CITTADINI DELL’VIII MUNICIPIO

Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali 

Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. 

ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali. 

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00. 

Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.

In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.

Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. 
Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.

Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera. 

Stefano Baiocchi

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LA PROTESTA PARTE DA VIA LUIGI FINCATI

Invasi dalla mondezza: cittadini sul piede di guerra

di Stefano BAIOCCHI

Cassonetti strapieni, immondizia maleodorante di ogni genere ammassata per strada. La Garbatella insorge davanti alla piaga rifiuti, che con l’arrivo del caldo estivo diventa una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. I cittadini sono stanchi di questa situazione di degrado e di totale abbandono. Marco Albani titolare del Lucky Star, lo storico bar di via Luigi Fincati, è uno dei tanti “esasperati” , che quotidianamente si batte per il decoro della strada dove esercita la sua professione. Organizza manifestazioni e proteste, arrivate fino in Campidoglio con l’intervento del capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni, il quale ha parlato, tra l’altro, di “quadro desolante alla Garbatella, uno dei centri più importanti della movida romana”. Davanti all’ esercizio commerciale di Albani, di fronte all’ingresso del Lotto 9, stazionano, infatti, quintali di rifiuti, che sono rimossi soltanto sporadicamente e che coprono interamente i cassonetti e gli spazi circostanti. Ogni giorno Marco (come tanti altri) è costretto a combattere anche contro l’inciviltà di alcuni. “È una battaglia che sembra persa, ma non mi arrendo, tutti i giorni pulisco il marciapiede davanti al bar e quotidianamente sono costretto anche a discutere con i cittadini, che gettano i rifiuti a casaccio, senza preoccuparsi minimamente della raccolta differenziata, né di dove collocare il sacchetto pieno di leccornie per topi e gabbiani”.

Sul piede di guerra anche il Municipio VIII a fianco dei cittadini. Martedì 18 giugno nella sede di via Benedetto Croce il Presidente Ciaccheri ha organizzato un’assemblea aperta in cui sono emerse diverse proposte, tra cui quella di parcellizzare l’Ama e rendere responsabili della raccolta direttamente i Municipi. Lo stesso Ciaccheri un anno fa fu autore di una clamorosa protesta quando scaricò qualche chilo di spazzatura di fronte alla sede della Municipalizzata, responsabile secondo lui di non eseguire adeguatamente la raccolta dei rifiuti sul territorio. L’assessora all’ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari rispose che avrebbe presentato una denuncia nei confronti dello stesso Ciaccheri per procurato allarme. Sappiamo com’è finita: l’assessora non è più al suo posto e il Municipio continua a soffrire di “monnezza”. Anche il Codacons sta facendo la sua parte: ha presentato un esposto nei confronti dell’Ama, il che ha costretto la neo-presidente dell’azienda, Luisa Melara, a convocare Marco Ramadori , responsabile dell’associazione consumatori, per discutere dei cassonetti stracolmi assumendosi impegni concreti per risolvere l’emergenza. Il Codacons, dal canto suo, ritirando la denuncia, si è però impegnato a ripresentarla se la situazione non dovesse migliorare. Ma il problema dello smaltimento dei rifiuti nella città di Roma risale ormai a diversi decenni fa. Era il 1978, o giù di lì, quando in televisione apparve Dusty, un simpaticissimo personaggio dei cartoni animati, simile a un canguro, che aveva lo scopo di sensibilizzare i bambini sulle tematiche legate all’ambiente. Quarant’anni fa, però, vivevamo ancora in una società che produceva meno immondizia, dove l’acqua minerale si vendeva in vetro (che era “a rendere”), dove però si bruciava tutto in un’enorme discarica, che produceva diossina e contagiava irrimediabilmente l’ambiente minando seriamente la salute dei cittadini. Nel marzo 2013 l’Italia è stata addirittura denunciata alla Corte di Giustizia Europea dalla Commissione per l’ambiente poiché parte dei rifiuti scaricati a Malagrotta non avrebbe subito il trattamento meccanico-biologico (TMB), imposto dai regolamenti comunitari per ridurre la consistenza volumetrica dei rifiuti consentendone un loro eventuale recupero. La discarica fu chiusa nell’ottobre del 2013 dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Mondezza alla Garbatella
Mondezza alla Garbatella

Con l’avvio della raccolta differenziata sono cominciati però i primi problemi: evidentemente il messaggio di Dusty non fu all’epoca interamente recepito. Moltissimi cittadini romani continuano a non impegnarsi nel separare i rifiuti di casa, molti altri si affidano a ditte a dir poco losche per lo smaltimento, ad esempio, dei calcinacci o di altri rifiuti solidi ingombranti. Altri ancora, quando devono gettare un televisore non funzionante o dei vecchi materassi, non si fanno scrupoli di nessun tipo. Gli esempi potrebbero essere infiniti e di varia natura. C’è anche chi, trovando il raccoglitore della plastica pieno, getta le bottiglie e i flaconi nei cassonetti dei rifiuti organici o viceversa. È chiaro quanto tutto ciò inceppi e complichi ulteriormente il meccanismo della raccolta. Probabilmente il vero problema è all’origine, cioè in quei fili che legano il Campidoglio e l’Ama. Dal 2016, ovverosia dall’insediamento della Sindaca Virginia Raggi, l’Azienda della nettenza urbana — per volere della stessa Prima cittadina — ha visto alternarsi ben cinque consigli di amministrazione. E poi, dulcis in fundo, alla mancata approvazione del Bilancio da parte di Roma Capitale, arrivò il siluramento che ha portato alle dimissioni della stessa Assessora Pinuccia Montanari, che caldeggiava le ragioni del precedente Cda in polemica con la Sindaca: l’Ama sostiene di vantare un credito per i servizi commerciali che il Comune si rifiuta di riconoscere. Il bilancio 2017 non è ancora approvato con le difficoltà di Ama che sono sempre più evidenti, anche perché nel frattempo sono andati a fuoco, si sospetta per dolo, due impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Mentre è di due settimane fa la notizia che è stato nominato un nuovo Cda con Luisa Melara presidente, affiancata dal commercialista Paolo Longoni e dal geologo Massimo Ranieri, la città è sommersa dalla mondezza. La raccolta differenziata è in sostanza ferma al 46,3%: nonostante le promesse all’insediamento del nuovo corso Cinque Stelle in Campidoglio. Intanto la Sindaca continua a minimizzare ciò che è sotto gli occhi di tutti, dove ratti, piccioni e gabbiani banchettano e l’olezzo dei cassonetti si diffonde ovunque. Le opposizioni accusano l’Ama di non avere un piano industriale, né di aver individuato nuove aree dove portare a termine i trattamenti preposti. Fatto gravissimo, sostiene la Consigliera del Partito Democratico Valeria Baglio, perché “con il caldo si rischia l’emergenza sanitaria, non basta dire che il nuovo management risolverà i problemi poiché si tratta dell’ennesimo cambio in corso d’opera e l’Ama è stata portata sull’orlo del collasso a causa delle scelte sciagurate su bilanci e piani industriali”. “La sindaca Raggi, l’assessore Lemmetti e il responsabile con delega alle partecipate dott. Giampaoletti — continua Baglio – sono i veri responsabili di quanto sta accadendo nella Capitale”.

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Festeggiata a Via nansen con Figli e condomini un’altra centenaria del Quartiere

Auguri nicoletta: e con questo fanno 100!

di stefano Baiocchi

Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.

A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.

Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.

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Tor Marancia: continua la battaglia dei cittadini per il centro culturale

Ancora incerto il destino dell’ex scuola Mafai

“Entro la fine del 2019, l’ex Liceo Artistico Mafai, in viale di Tor Marancia 103, sarà demolito e il progetto che sorgerà vedrà il coinvolgimento dei cittadini”. La nota è del dipartimento Infrastrutture del Comune di Roma, e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, perlomeno da quando sono venute meno — dopo che in piazza dei Navigatori sono stati edificati 150.000 metri cubi di costruzioni – le opere di urbanizzazione previste dalla legge per rendere sostenibile il nuovo insediamento e renderlo quindi meno impattante dal punto di vista ambientale.

Una vicenda che ha visto scendere in campo e indignarsi la cittadinanza del quartiere. Parliamo di un’area abbandonata dal 2012, interamente ricoperta da immondizia ed erbacce, che sorge tra viale di Tor Marancia e viale Carlo Tommaso Odescalchi: uno dei tanti aspetti di degrado e ammaloramento, che caratterizzano alcuni scorci della città eterna. L’area dove sorgeva il Liceo conta circa novemila metri cubi di costruzione, su tre ettari e mezzo di terreno. Tuttavia, se negli uffici del Campidoglio il tempo scorre e tutto sembra immobile, gli abitanti del quartiere hanno le idee chiare. Proprio in quest’area, infatti, i cittadini — attraverso l’Associazione Parco della Torre di Tormarancia e il Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente vorrebbero creare un luogo di opportunità per tutti, dove fare formazione, incontrarsi, organizzare mostre d’arte o un cineclub. Fare soprattutto, ma non solo, cultura. Anche se ultimamente non va troppo di moda.

la vecchia scuola abbandonata su viale tormarancia
la vecchia scuola abbandonata su viale di Tor Marancia

Un luogo individuato come centro polivalente dove ad esempio far nascere una biblioteca, giacché, nell’ottavo Municipio, tranne alcune piccole realtà presenti sul territorio, non esiste una vera biblioteca comunale (con annessi schedari, prestito e consultazione). Le idee quindi non mancano, perché oltre ad una biblioteca, vorrebbero realizzare anche una sala prove per compagnie teatrali o per gruppi musicali. I fondi per la demolizione della vecchia scuola e per la progettazione di un luogo di aggregazione ci sono soltanto in parte. Tuttavia — non manifestandosi un progetto concreto – non è stato ancora stanziato il finanziamento per la sua realizzazione. Anzi, la quota destinata a quell’area è scesa perché nel frattempo il Campidoglio ha dirottato i fondi sull’ordinario, come la sistemazione dei marciapiedi di alcune strade, la potatura degli alberi, la riqualificazione delle piste ciclabili, il recupero di un anonimo campo sportivo: l’ordinario appunto e non lo straordinario.

Nelle voci che vedono i fondi ripartiti per i vari interventi, si individuano in 700 mila euro i soldi stanziati per l’area di Tor Marancia: praticamente briciole, considerando che di euro ne servirebbero almeno 4 milioni e mezzo. Nel frattempo una petizione con oltre 500 firme consegnata al Comune il 17 dicembre del 2018, e alla quale non è stata data una risposta esaustiva, parlava chiaro: a Tormarancia i cittadini non hanno un luogo dove riunirsi, dove sviluppare progetti e integrazione e dove dare altre opportunità ai suoi concittadini.

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FIERA DI ROMA continua il braccio di Ferro tra la proprietà di inVestimenti spa, il campidoglio e il municipio Viii

Fiera di roma story: quale futuro per l’ex campionaria?

di stefano BAIOCCHI

Ci sono luoghi nella vita di cui si è soltanto sentito parlare, altri che appartengono alla memoria di tutti. L’ex Fiera di Roma, che Carlo Verdone riesce persino a citare in uno dei suoi primi film, a Roma e non soltanto nel nostro Municipio, la conoscono tutti. Inaugurata nel 1959, ha avuto il suo clou negli anni Settanta quando l’ingresso sulla Cristoforo Colombo era un qualcosa di avveniristico, con le bandiere di tante nazioni e una costruzione di tubi innocenti a mo’ di arco, illuminate a giorno da potentissimi fari alogeni e con all’interno un trenino, importato, si diceva, direttamente da Disneyland, che conduceva i visitatori più pigri tra gli spazi espositivi disposti su otto ettari di terreno.

Dal 2006 – a ridosso del territorio comunale di Fiumicino — sorge la Nuova Fiera di Roma, che vanta un vastissimo spazio espositivo, una stazione ferroviaria della FL1, uno svincolo autostradale sulla Roma Fiumicino e una serie di mega parcheggi, ma la cui proprietà, Investimenti Spa (società composta da Camera di Commercio, principale socio, Comune e Regione) vanta anche un debito consistente, contratto con un mutuo di 180 milioni con l’Unicredit. Torniamo a noi; cosa resta di quel luogo quasi misterioso ben protetto da alte mura che con le sue esposizioni campionarie piaceva e incuriosiva un po’ tutti?

Dopo essere diventato uno spazio di deposito per il Comune di Roma, fino a contenere quintali di sale che sotto la giunta Alemanno furono accumulati per l’emergenza neve, quelle alte mura hanno racchiuso di tutto: dagli uffici dei servizi elettorali con tonnellate di schede votate e/o annullate e pile di verbali, ai container di ogni ordine e grandezza per non parlare di scatoloni contenenti le divise dei vigili urbani. Da poco è stato ultimato lo sgombero di quei capannoni ed è stata posta sotto vigilanza tutta l’area, 7 ettari di cemento abbandonati, per impedire intrusioni, poiché in precedenza vi avevano trovato rifugio numerose persone.

Ai primi di aprile alcune persone provenienti da Casal de Merode e da via del Caravaggio hanno tentato di occupare l’area, ma hanno trovato le forze dell’ordine con numerosi blindati. Poi a ridosso del 25 aprile c’è stato un altro tentativo di effrazione che non ha avuto seguito. A Roma — com’è noto – è in atto una vera e propria emergenza abitativa, che alcune associazioni o semplici cittadini cercano di fronteggiare con occupazioni giacché spesso dal Campidoglio non arrivano risposte alla drammatica mancanza di alloggi.

Queste associazioni che si battono per il diritto alla casa premono — appoggiate anche da altri gruppi ambientalisti – affinché all’interno dell’area edificabile sulla Colombo si costruiscano nuovi alloggi popolari; mentre in precedenza si era puntato molto su un tipo di abitazioni residenziali più remunerative, anche per fare in modo che Investimenti rientrasse dei debiti. Una delibera della Giunta Raggi, grazie all’opera dell’ex assessore Paolo Berdini, aveva dato un taglio rilevante alle cubature: da una superficie edificabile di 67.500 metri quadrati, si era passati a circa 44.000.

Nel 2016 i proprietari hanno impugnato la delibera facendo ricorso al TAR, ma lo hanno perso. Ad oggi, tuttavia, ancora non è dato di sapere cosa sorgerà al posto dei vecchi padiglioni sulla cristoforo Colombo. Per adesso c’è ancora in ballo il cosiddetto Piano Casa al quale Investimenti spa avrebbe fatto ricorso per puntare a un 80% destinato ad abitazioni e a un 20% di servizi di quartiere. A tutto ciò il Presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri ha ripetutamente risposto di aprire un tavolo con il Comune, con lo scopo di migliorare la viabilità della zona e sostenere l’ipotesi di un tram, che colleghi San Paolo con Tormarancia. La sensazione più diffusa tra gli abitanti è che il tira e molla tra proprietari, Comune di Roma e Municipio sulla Fiera di Roma non troverà in tempi brevi una soluzione.

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Distribuito gratuitamente nei bar del quartiere

“La Buca” è il bimestrale di Tormarancio

di Stefano Baiocchi

Quando chiude un giornale, quando una testata che fa informazione abbassa la saracinesca, quando una Radio spegne per sempre il microfono, comunque la si pensi, è una brutta notizia. E di brutte notizie al riguardo, nella nostra città, ne abbiamo ascoltate molte. Invece, questa volta, abbiamo una buona novella perché a Tor Marancia è nato un nuovo giornale, La Buca.

Composto per ora da pochi fogli, disponibili sia nel cartaceo che nell’edizione digitale, ovverosia in formato Pdf, il giornale nasce per volontà dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia.
La Buca appunto, il luogo dov’era ubicata la vecchia borgata, quella che i nostri zii o le nostre nonne chiamavano Sciangai, perché dopo ogni pioggia o anche un breve temporale, tutta la zona si allagava e il paesaggio finiva per assumere le caratteristiche di un villaggio asiatico invaso dalle acque dopo un monsone.

La Buca non ha particolari velleità, né occulti scopi di lucro; si propone semplicemente di restituire agli abitanti nuovi spunti d’incontro e di discussione, con un’attenzione particolare alla Storia e alle vicende, che hanno contraddistinto la trasformazione del quartiere dalla nascita sino ai nostri giorni.
Il periodico, per ora distribuito gratuitamente in sole 400 copie in tutti i bar di Tor Marancia, ha una cadenza bimestrale e vive grazie al sostegno dell’Associazione.

Si tratta di un foglio aperto a tutti (nel senso che tutti i cittadini sono invitati a parteciparvi), ricco di spunti interessanti, che affronta con scrupolo tutte le vicende del territorio, dando il giusto spazio alla tutela dell’ambiente e alla dignità delle persone.
Per ulteriori informazioni  potete scrivere a parcodellatorre@gmail.com o cercare su Facebook la pagina Parco della Torre di Tormarancia: qui potete anche scaricare o richiedere  il pdf del primo numero.

Ai nostri colleghi de La Buca vanno i migliori auguri di buon lavoro dalla Redazione di Cara Garbatella.

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Uccise dagli occupanti tedeschi il 7 aprile del 1944

In ricordo delle dieci donne assassinate al Ponte di Ferro

di Stefano Baiocchi

Prima la deposizione di una corona al Ponte dell’Industria con le bandiere tricolori e i vessilli dell’Anpi, l’Associazione Partigiani, poi il ricordo al Ponte della Scienza con la banda della Polizia Locale di Roma Capitale, che ha messo il sigillo sulla mattinata con l’Inno di Mameli.
Così l’Ottavo Municipio ha commemorato l’eccidio perpetrato dai nazisti il 7 aprile del 1944, quando dieci donne furono barbaramente assassinate per rappresaglia contro l’assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione. Furono sorprese dai soldati tedeschi con pane e farina, fatte allineare lungo le transenne del cavalcavia in ferro e fucilate.
Una pagina terribile per la nostra città e per il quartiere Ostiense, caduta per troppo tempo nell’oblio, ma ritornata alla memoria dal 1997 dopo che – per volontà della partigiana dei Gap la Medaglia d’Oro Carla Capponi – l’amministrazione capitolina aveva apposto sul luogo un ceppo commemorativo.

in ricordo delle 10 donne

Sul Ponte della Scienza, inoltre,si sono esibite le studentesse del Liceo Pilo Albertelli in una toccante performance teatrale, nella quale hanno rievocato l’eccidio. Mentre per la prima volta, al fianco delle istituzioni presenti con l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, è intervenuta anche l’ambasciata tedesca rappresentata dal capo ufficio culturale Annette Walter. Al loro fianco anche Mario Spagnoli, segretario Anpi della sezione Don Pietro Pappagallo. Il Presidente Ciaccheri ha voluto rimarcare l’importanza della memoria tenuta viva grazie al contributo delle nuove generazioni, che con la loro presenza, le loro iniziative per ricordare la Resistenza e costruire un mondo migliore, hanno comunque bisogno del sostegno delle istituzioni e della società civile.

Presente tra il pubblico Gabriella Gullace, nipote di Teresa Gullace che fu uccisa dai militi nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi. La vicenda colpì moltissimo la cittadinanza tanto che Rossellini, nel suo capolavoro “Roma Città Aperta”, volle renderle omaggio con la figura della sora Pina interpretata da una magistrale Anna Magnani. La nipote Gabriella riferendosi alla vicenda di Torre Maura ha voluto porre l’accento sull’importanza della commemorazione perché “in questi giorni in cui c’è della gente che si permette di calpestare il pane era doveroso esserci, dove dieci donne sono state trucidate proprio per salvare il pane”.

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COL VENTO delle ultime settimane immondizia dappertutto

Strade e marciapiedi sempre più sporchi

di stefano BAIOCCHI

Scoramento. È il sentimento più diffuso tra gli abitanti del Municipio che ogni giorno sono costretti a degli autentici esercizi fisici per non incappare in cumuli d’immondizia e che di recente hanno dovuto ulteriormente alzare il livello di attenzione. Dall’Ostiense all’Eur, dall’Ardeatino alla Garbatella, il vento di questi giorni, che normalmente spazza l’aria non soltanto dal famigerato PM10 (particelle di particolato), ma che porta via umidità e altri effluvi nocivi rendendo tutto molto più nitido e salubre, stavolta non ha fatto altro che aggravare lo stato deprimente in cui versano marciapiedi e strade dei nostri quartieri. Non basta la raccolta della mondezza che funziona a singhiozzo (per usare un eufemismo), né la negligenza di molti cittadini poco inclini a separare organico da plastiche e vetro, né tantomeno gli abusivi, quelli che di notte ti scaricano davanti ai cassonetti cantine appena svuotate o stanze da letto intere.

Ebbene ora ci si è messo anche il grecale a disperdere ovunque detriti e materiali da discarica. Proprio il vento forte, oltre a danneggiare ancora una volta il patrimonio arboreo carente di manutenzione, ha parzialmente distrutto l’opera lignea a firma Luigi Gheno in Largo Angelo Fochetti all’incrocio tra la Circonvallazione Ostiense e via Cristoforo Colombo. L’opera fu costruita dallo scultore vicentino in occasione di Italia 90, i famigerati mondiali di calcio. È impressionante ciò che si vede anche in Piazzale 12 ottobre 1492 all’Ostiense, dove nelle adiacenze dei marciapiedi giacciono i materiali più disparati, di cui si ignora la provenienza e, soprattutto, non si comprende come siano potuti giungere fin lì. Parliamo di materassi, sedie da ufficio, stracci e vestiario. Se in città ormai siamo abituati a convivere con la sporcizia di qualsiasi tipo oltre a rami caduti e lasciati li da mesi, il colpo d’occhio peggiore si ha mentre si percorrono le consolari o le rampe che conducono al Raccordo Anulare e alle altre arterie cittadine, dove cumuli di rifiuti di ogni tipo fanno da contorno al bucolico panorama della periferia.

Cartacce, sacchi neri persi da chissà quale camion, contenitori di altri colori abbandonati dall’incivile di turno, bottiglie di plastica o di vetro. Il problema — che ogni giorno sembra aggravarsi – affligge Roma ormai da qualche anno e coinvolge tutti i quartieri della Capitale, da Ottavia a Ostia, dall’Aurelio al Prenestino e naturalmente anche il nostro Municipio. Nel frattempo da Ama fanno sapere che ammontano a circa 140 le tonnellate di rifiuti urbani consegnati dai cittadini nei municipi dispari di Roma nel corso del secondo appuntamento dell’anno con la campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”. In ventisei siti (si tratta di diciannove ecostazioni allestite per l’occasione e di sette centri di raccolta fissi) è stato possibile raccogliere i normali rifiuti ingombranti quali ad esempio mobilio, sedie o materassi, i cosiddetti Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche, computer, televisori ecc.) e altri materiali particolari quali vernici, solventi e olii esausti. L’iniziativa tornerà domenica 17 marzo e coinvolgerà questa volta i municipi pari, quindi anche l’Ottavo.

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