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PRESENTAZIONE in Villetta di “reload Glossario minimo di riGenerazione politica”

Smeriglio rilancia il vocabolario per una nuova cultura politica di sinistra

di Gianni RIVOLTA

Il rilancio di un ragionamento in libertà, la costruzione di una cultura politica autonoma intorno ad alcune parole chiave. L’obiettivo è quello di buttare nella mischia le parole non dette o quelle mal pronunciate: A come apprendimento, C come comune e conoscenza, E come ecologia ed europa, F come femminismo, G come generazioni, M come mutuo soccorso, S come social. E’ questa la sfida che Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Nicola Zingaretti, insieme ad altri 14 autori, ha voluto lanciare alla storica Villetta della Garbatella con la prima presentazione di Reload, Glossario minimo di rigenerazione politica (Bordeaux edizioni, 143 pagine, 12 euro).

“Siamo preoccupati del clima generale nel paese- ha detto Smeriglio-, della deriva razzista, nazionalista, omofoba e maschilista di questo governo. Zingaretti va sostenuto con un impianto politico e culturale di sinistra, lo sosterremo da esterni al Pd, un partito oggi molto povero nell’elaborazione. Ma certamente — ha concluso tra le mura di casa non saremo noi questa volta a frammentare il campo della sinistra, sarebbe drammatico. Lavoreremo per portare nella lista delle europee biografie democratiche e qualificate come quelle di Giuliano Pisapia, di Mimmo Lucano ex sindaco di Riace. E Reload potrà essere utile anche dopo le primarie per misurare lo stato di avanzamento del programma del nuovo centrosinistra”.

Attorno a Smeriglio, coordinatore nazionale di Piazza Grande, quattordici voci rileggono altrettante parole per tracciare il percorso verso il campo largo della Sinistra. Sono autori di generazioni e storie politiche molto diverse: da Amedeo Ciaccheri, il giovane presidente del Municipio VIII a Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione comunista, da Marta Bonafoni consigliera della Regione Lazio a Livia Turco, ex ministra e femminista storica, da Giulia Lorenzon, giovanissima consigliera di Labico, un paesino della provincia di Roma, a Enrico Parisio, creativo ed esperto di immagine del Coworking di Garbatella. Le parole che sono state declinate in Villetta sono quelle di Internet e dell’uso dei Social, di Europa, di Generazione, di Conoscenza, Scuola e Formazione, di Comunicazione e Immagine. Tutti uniti nell’impegno per provare a disegnare, parola per parola il tracciato di un progetto politico, che sfugga alla frammentazione a sinistra e all’inconsistenza politica, prima che rimangano solo le macerie e non ci sia più niente da mettere insieme di fronte alla deriva nazionalista e populista.

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COL VENTO delle ultime settimane immondizia dappertutto

Strade e marciapiedi sempre più sporchi

di stefano BAIOCCHI

Scoramento. È il sentimento più diffuso tra gli abitanti del Municipio che ogni giorno sono costretti a degli autentici esercizi fisici per non incappare in cumuli d’immondizia e che di recente hanno dovuto ulteriormente alzare il livello di attenzione. Dall’Ostiense all’Eur, dall’Ardeatino alla Garbatella, il vento di questi giorni, che normalmente spazza l’aria non soltanto dal famigerato PM10 (particelle di particolato), ma che porta via umidità e altri effluvi nocivi rendendo tutto molto più nitido e salubre, stavolta non ha fatto altro che aggravare lo stato deprimente in cui versano marciapiedi e strade dei nostri quartieri. Non basta la raccolta della mondezza che funziona a singhiozzo (per usare un eufemismo), né la negligenza di molti cittadini poco inclini a separare organico da plastiche e vetro, né tantomeno gli abusivi, quelli che di notte ti scaricano davanti ai cassonetti cantine appena svuotate o stanze da letto intere.

Ebbene ora ci si è messo anche il grecale a disperdere ovunque detriti e materiali da discarica. Proprio il vento forte, oltre a danneggiare ancora una volta il patrimonio arboreo carente di manutenzione, ha parzialmente distrutto l’opera lignea a firma Luigi Gheno in Largo Angelo Fochetti all’incrocio tra la Circonvallazione Ostiense e via Cristoforo Colombo. L’opera fu costruita dallo scultore vicentino in occasione di Italia 90, i famigerati mondiali di calcio. È impressionante ciò che si vede anche in Piazzale 12 ottobre 1492 all’Ostiense, dove nelle adiacenze dei marciapiedi giacciono i materiali più disparati, di cui si ignora la provenienza e, soprattutto, non si comprende come siano potuti giungere fin lì. Parliamo di materassi, sedie da ufficio, stracci e vestiario. Se in città ormai siamo abituati a convivere con la sporcizia di qualsiasi tipo oltre a rami caduti e lasciati li da mesi, il colpo d’occhio peggiore si ha mentre si percorrono le consolari o le rampe che conducono al Raccordo Anulare e alle altre arterie cittadine, dove cumuli di rifiuti di ogni tipo fanno da contorno al bucolico panorama della periferia.

Cartacce, sacchi neri persi da chissà quale camion, contenitori di altri colori abbandonati dall’incivile di turno, bottiglie di plastica o di vetro. Il problema — che ogni giorno sembra aggravarsi – affligge Roma ormai da qualche anno e coinvolge tutti i quartieri della Capitale, da Ottavia a Ostia, dall’Aurelio al Prenestino e naturalmente anche il nostro Municipio. Nel frattempo da Ama fanno sapere che ammontano a circa 140 le tonnellate di rifiuti urbani consegnati dai cittadini nei municipi dispari di Roma nel corso del secondo appuntamento dell’anno con la campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”. In ventisei siti (si tratta di diciannove ecostazioni allestite per l’occasione e di sette centri di raccolta fissi) è stato possibile raccogliere i normali rifiuti ingombranti quali ad esempio mobilio, sedie o materassi, i cosiddetti Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche, computer, televisori ecc.) e altri materiali particolari quali vernici, solventi e olii esausti. L’iniziativa tornerà domenica 17 marzo e coinvolgerà questa volta i municipi pari, quindi anche l’Ottavo.

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Grazie a Leroy Merlin aperta una nuova officina in Via ardeatina 930

Un laboratorio per il fai da te all’isola solidale

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Uscire da un carcere non sempre vuol dire libertà, si esce dalla galera sì, ma non dalla condanna. Reintegrarsi nella società diventa una sfida ancora più difficile rispetto a quella del sopravvivere in una cella. Ma, per fortuna, c’è chi sostiene che ricominciare una nuova vita è possibile: sono i ragazzi dell’Isola Solidale. Una struttura che da anni ospita fino a 40 detenuti o ex carcerati, chi si trova agli arresti domiciliari, chi ha scontato la pena ma non ha più riferimenti familiari o una condizione economica sufficiente.

Perché abbiamo deciso di andare a conoscerli proprio ora? Perché hanno una novità da raccontarci, che può tornare utile a tutto il territorio. Ma prima vi parliamo un po’ di loro. Ad accoglierci all’ingresso, in via Ardeatina 930 prima del Raccordo anulare, c’è Sergio, direttore del centro. Fin da subito mentre spiega le varie attività e ci presenta i ragazzi, che indaffarati fanno avanti e indietro, gli si legge nello sguardo quanto ami questo lavoro. Eppure, i problemi non mancano: “È molto difficile reintegrarli, a volte ce la facciamo, ultimamente siamo riusciti a far ottenere lavoro ad uno di loro. Altre volte invece, dopo che hanno scontato ed escono da qui, ricominciano a fare quello che facevano prima.” Sergio poi ci fa strada per tutto il centro, dall’orto alla falegnameria e, passando per il pollaio, ci presenta anche le due oche da guardia, che però non ci accolgono con molta ospitalità… allora decidiamo di lasciarle ai loro schiamazzi e continuare il giro.

Qui ognuno ha il suo compito da svolgere, chi fa il cuoco, chi il falegname, chi si occupa degli animali e, se hanno bisogno, si supportano tra loro. Non manca nulla e, quando giungiamo al campetto da calcio, Sergio esclama ridendo: “ci manca solo la piscina!” Poi aggiunge: “scherzo per carità, poi non mi lavora più nessuno qui.” E a proposito di lavoro: è proprio qui la novità di cui volevamo parlarvi. Il 14 febbraio è stato inaugurato l’Emporio Fai Da Noi, promosso da Leroy Merlin, si tratta di uno spazio che pian piano sta prendendo forma con attrezzature varie, macchinari, utensili.

« E’un luogo di condivisione di materiale, dove le persone o le famiglie in difficoltà che necessitano di effettuare lavori di piccola manutenzione, ristrutturazioni o lavori di pittura possono utilizzare gratuitamente gli utensili necessari. “Rivendiamo il materiale che ci passa Leroy Merlin a prezzo di costo, così da rispettare l’accordo”, ci spiega Sergio. In Italia ci sono già altri centri che hanno aderito a questa iniziativa, ma a Roma sono proprio loro, i ragazzi dell’Isola Solidale, i primi a promuoverla. Noi vi consigliamo di farci un giro, con cautela però, che le oche sono pericolose!

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Per il 75° anniversario dell’eccidio

TANTI STUDENTI AL CORTEO ALLE FOSSE ARDEATINE

C’erano dei grandi tulipani di carta in testa al corteo di studenti che venerdì ha sfilato da piazza Sant’Eurosia verso le Fosse Ardeatine. 

Sono passati 75 anni dall’eccidio avvenuto nelle cave che allora si trovavano alla periferia di Roma. 335 vittime, colpite alla testa e poi sepolte dalle esplosioni delle cave di pozzolana. Nessuno doveva accorgersi dello sterminio compiuto dai tedeschi che il giorno dopo è stato comunicato alla popolazione con un trafiletto sul giornale: “L’ordine è già stato eseguito”.

Tutto questo è stato studiato nelle ultime settimane  da alcune centinaia di studenti, che hanno partecipato al corteo, sfilato sotto il sole di primavera lungo via delle Sette Chiese fino alle Fosse Ardeatine, con loro i professori e parecchi abitanti del quartiere. Gli alunni provenivano sia dalle scuole medie del municipio che dai licei. 

Moltissimi portavano dei mazzi di fiori in mano che hanno posato sulle lapidi appena arrivati al Sacrario. Hanno preparato alcuni striscioni, uno recitava “Viviamo per ricordare, la memoria siamo noi”. E questa, per molti anziani nati in quegli anni, è la speranza principale, tramandare la memoria dei fatti ai più giovani, perché non accada mai più nulla di simile, per debellare definitivamente il virus dell’antisemitismo che ancora purtroppo circola, visto che poche settimane fa sono comparse su un muro di Garbatella scritte di insulto verso la memoria di Anna Frank.

Molte scuole hanno lavorato in vista del corteo, anche con testimonianze molto ravvicinate. Uno studente delle medie che era in piazza venerdì è un discendente di una delle vittime, Orlando Orlandi Posti, decorato con la medaglia d’argento al valor militare. A casa di Marco si parla spesso della storia del loro parente, di cui sono orgogliosi. Lo studente ha raccontato che in classe è stato letto il libro pubblicato alcuni anni fa che contiene le brevi lettere che l’antifascista Orlandi Posti scriveva alla madre e alla fidanzata dal carcere di Via Tasso, nascondendole nei colletti delle camicie. “I miei compagni hanno ascoltato con attenzione – ha raccontato Marco – perché con queste cose non si scherza”. 

Un altro lavoro molto interessante è stato fatto nella scuola media Moscati dalle classi terze, in generale hanno lavorato sulla storia delle Fosse Ardeatine leggendo molte testimonianze, ma la classe III F è andata oltre facendo una ricerca e scrivendo poesie dedicate alle vittime. 

Ad ogni studente è stato attribuito un numero, che corrispondeva ad una delle 335 vittime della strage nazifascista. E così ogni alunno ha cercato la storia e la vita di quella persona e a lui ha dedicato una poesia. 

Il sacello 62 ad esempio corrisponde a Emilio Portinari: “è stato arrestato perché antifascista, ha raccontato la studentessa, teneva nascosta in casa una radio dove sentiva trasmissioni clandestine, è ingiusto condannare a morte una persona che non ha fatto nulla di male”. In mano aveva un foglio rosso a forma di cuore su cui c’era scritto “sono passati tanti anni, il dolore non si spegnerà, resterai nel nostro cuore”.

di Anna Bredice

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Davanti ai negozi di San Paolo

Nuovi contenitori colorati per la differenziata

di Giorgio Guidoni

Le strade di San Paolo si sono colorate. Ma non per i disegni sulle saracinesche dei negozi, né per i coriandoli del Carnevale. Di fronte ai principali esercizi commerciali sono comparsi i nuovi secchi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Questi contenitori presentano un coperchio variamente colorato, a seconda del tipo di rifiuto da smaltire.

Colori che seguono una normativa recepita in tutta Italia. Così, da Tignes a Petralia Sottana, dalle Alpi giù per tutti gli Appennini, riconoscerete immediatamente dentro quale secchio gettare il vostro scarto. Ma quali colori sono usati per la nuova raccolta?

Cambiano leggermente rispetto a quelli già noti, ma andiamo ad analizzarli uno ad uno. C’è il grigio, colore neutro e anonimo per i rifiuti indifferenziati. Il verde, colore dei prati e della natura, per il vetro. Il giallo, allegro e fantasioso, per la plastica e il metallo. Il blu, dipinto di blu, felice di stare lassù, per la carta, cartone e cartoncino. Il marrone, colore della terra, per gli scarti alimentari e i rifiuti organici.

Questi nuovi contenitori utilizzeranno un processore elettronico che traccerà la quantità di materiali
smaltiti da ogni singola utenza. L’assalto tecnologico che ha rivoluzionato le nostre vite è giunto quindi anche alla “monnezza”.
Per l’esposizione dei contenitori, che dovranno essere rimossi appena svuotati, ci sarà anche un calendario specifico, con giorni e orari. Presto la nuova modalità coinvolgerà anche le utenze residenziali; ma ci sono forti dubbi sulla raccolta PAP (porta a porta), per via della difficoltà oggettiva a far rispettare i turni di raccolta, come già purtroppo sperimentato nei Municipi VI e X.

Le nostre strade torneranno pulite e profumate? I gabbiani torneranno a bazzicare i pescherecci in mare e non più le buste con i rifiuti incautamente lasciati in terra? È ancora troppo presto per dirlo. Un dato di fatto è che maggiore è il livello di raccolta differenziata maggiore è il risparmio dei cittadini, anche in termini di impatto ambientale. E sarà bello poter rivedere le piazzette e le stradine della Garbatella libere dai malandati cassonetti di vecchia generazione.

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c’è una domus romana tra la stazione ostiense e eataly. rendiamola visitabile ai cittadini

Cinque anni fa rivolsi un appello all’ VIII Municipio, a Eataly, alla Rete Ferroviaria Italiana ed alla Soprintendenza Archeologica
di Roma per rendere di nuovo fruibile l’accesso ai resti di un muraglione di una residenza romana con ben sette absidi, ritrovata durante gli scavi degli anni Novanta per la costruzione del sottopasso, che faceva accedere dalla Stazione Ostiense all’allora Terminal Ostiense.

Si tratta probabilmente solo di una piccola parte di una residenza denominata Horti Serviliani, come ha ipotizzato la dottoressa Barbara Roggio, che è stata la prima a cercare di ricomporre il puzzle di tutte le testimonianze esistenti. Secondo lei Ostiense e
Garbatella non erano solo territori fuori della città desolati e utilizzati solo per le sepolture.

Questi resti archeologici per motivi di igiene e sicurezza non sono più accessibili dalla parte dei sottopassaggi della stazione ferroviaria Ostiense che collegavano il binario 8 con il binario 15 ed il Terminal Ostiense, in quanto gli accessi sono stati completamente tombati.

La chiusura di quei sottopassi fu dettata dalla necessità di impedire, che continuassero ad essere solo degli immensi dormitori con evidenti criticità sanitarie. Occorre però ricordare che il contratto di compravendita del 2006 tra la Rete Ferroviaria Italiana e la Geal srl, attuale proprietaria del Terminal, prevedeva la riattivazione del sottopasso ed anche altre servitù di stazione.

Ora nessuno, neanche noi abbiamo interesse alla riapertura di tutto quel sottopassaggio, anche perché le criticità in termini di sicurezza e sanitarie, potrebbero ripresentarsi. Crediamo però che con buona volontà sarebbe ancora possibile l’accesso dal piano inferiore del fabbricato del Terminal, che ora ospita Eataly, all’ambiente sotterraneo dove sono conservati i reperti archeologici e le absidi per consentirne la visione e la visita.

Questo anzi sarebbe un ulteriore motivo di richiamo verso Eataly per romani e turisti italiani e non. Basta ricordare il grande effetto di immagine e l’appeal che ha avuto la presenza di reperti archeologici all’apertura della sede della Rinascente in via del Tritone. In noi, che come associazione abbiamo avuto la possibilità e l’onore nel 2001 di renderla per un solo giorno visitabile, è rimasto impresso il ricordo dell’iscrizione del Prefetto Settimio Mnasea, che amava come noi il posto dove viveva al punto che aveva contribuito, a proprie spese, al restauro ed abbellimento di un edificio nelle vicinanze.

Sensibilizziamo quindi chi di dovere a rendere di nuovo fruibili a tutti queste importanti testimonianze di come era il nostro territorio tanti secoli fa. Speriamo che questo nuovo appello trovi riscontro.
Fulvio De Pascale
per Associazione Insieme per Ostiense

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IL RAID AEREO ALLEATO DOVEVA COLPIRE LO SCALO FERROVIARIO E I GAZOMETRI

Marzo 1944. Quelle bombe sull’Ostiense e l’Albergo bianco

bombardamento-della-Garbatella
7 marzo 1944. le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo dell’ostiense a fianco, binari deragliati e vagoni distrutti dai bombardamenti

di Gianni RIVOLTA

Sono passati 75 anni e finalmente la verità sui bombardamenti che distrussero
lo scalo e parte del quartiere Ostiense e della Garbatella nel marzo del ‘44 è
venuta a galla.

I verbali delle missioni dei bombardieri americani pubblicati sul libro “Roma violata” di Gastone Mazzanti, che colpirono la ferrovia e le zone residenziali circostanti non lasciano dubbi. Nelle pagine del libro, che racconta tutti i bombardamenti subiti dalla Capitale, sono riportati i documenti originali dei servizi segreti americani, corredati dalla traduzione in italiano.

Sono descritti, con dovizia di particolari, i gruppi di bombardieri e la tipologia dei velivoli, finanche le basi di decollo, le bombe scaricate e i danni al suolo  fotografati dagli aerei. Inoltre la ricerca storica è corredata da una serie di
immagini aeree, nelle quali sono rappresentate tutte le fasi delle operazioni.

Furiose furono le rappresaglie dal cielo il 3 e il 7 marzo del ‘44. In particolare il 7 le bombe degli Alleati colpirono l’Albergo bianco di piazza Biffi lasciando sotto le macerie 50 morti, tra cui alcuni bambini del Nido. Il dolore di quel giorno
è rimasto nella memoria di chi ha avuto vittime tra i famigliari e i parenti, specialmente nella zona degli Alberghi suburbani ma, nel dettaglio, di quella pagina drammatica la comunità della Garbatella non seppe mai nulla di preciso.

Poche e imprecise furono nei giorni seguenti le annotazioni sui giornali di
cronaca dell’epoca. Gli articoli si dilungavano sui danni agli edifici e sulla celerità dei soccorsi, ma quasi nulla è stato scritto sui deceduti. Anche l’elenco dei morti, stilato all’epoca dal parroco di Santa Galla don Teocle Bianchi, scritto con una penna stilografica, contiene alcuni nomi poco leggibili e diverse cancellature,
ma rimane comunque l’unico documento attendibile, insieme al diario di
quei tragici giorni, conservato nell’archivio della parrocchia.

Ma veniamo ai documenti americani. Il verbale della missione USA datato 3 marzo 1944 resoconta con precisione sui gruppi del 42° Wing che agirono, quel giorno, sullo scalo  Ostiense. Gli aerei coinvolti erano del tipo B-26 Marauder
e i tre gruppi di fuoco furono il 17° Bomb Group, il 319° e il 320°.

Fu una operazione in grande stile con l’obiettivo di mettere in difficoltà i tedeschi, che già si preparavano a lasciare Roma e salire al nord. Furono impiegati 184 apparecchi, che sganciarono complessivamente 1.742 ordigni, una quantità
enorme.

Il 7 marzo fu un altro giorno tragico per l’Ostiense e la Garbatella. Un ricognitore inviato su Roma assicurò al 42° stormo americano che le condizioni del tempo erano positive. Dunque si poteva partire. Quel giorno furono coinvolti gli stessi
gruppi di bombardieri che avevano colpito gli stessi quartieri quattro giorni prima: il 17° Bomb Group, il 319° e il 320°.

Ecco nel dettaglio come andarono le operazioni.

Trentanove bimotori del 17° si alzarono dalla base alle 8,40 e si diressero in formazione verso l’isola di Zannone nell’arcipelago pontino, dove si incontrarono con i caccia Spitfire del 31° gruppo di copertura. Alle 11,04 erano sul cielo della Garbatella e 36 B-26 Marauder scaricarono da 2.600 metri 179 bombe da 500
libre. Alcuni di questi micidiali ordigni caddero a 300 metri circa ad ovest della stazione ferroviaria proprio sull’Albergo bianco di piazza Biffi, il lotto 41, causando una strage. Finito il lavoro rientrarono alla base di Villacidro alle 12,45.

Dalla base di Decimomannu  alle 9,08 decollarono 35 bimotori sulla stessa rotta e alle 11,29 erano sul bersaglio scaricando, dai vani bombe, 189 ordigni da 2.800 metri di quota. Gli aerei rientrarono alle 13,26. Furono colpiti i gazometri dell’Ostiense, da dove si sprigionò un vastissimo incendio, il cui fumo raggiunse
1.400 metri di altezza.

Dopo un’altra mezz’ora arrivarono i bombardieri del 319° con gli Spitfire del 52° gruppo statunitense. I 35 aerei, che volavano tra i 3.200 e i 3.700 metri, scaricarono al suolo 203 bombe da 500 libre e ritornarono alla base alle 14,30.
La maggior parte degli ordigni finì il lavoro di distruzione dei gazometri per poi prendere di mira i magazzini e i binari.

La ricognizione fotografica permise di accertare i danni dei tre attacchi: furono centrati gli edifici della stazione, i marciapiedi, i cavalcavia ferroviari, altre attrezzature e numerosi vagoni fermi sui binari. Furono colpiti il mattatoio, l’officina del gas con i gazometri e la centrale elettrica.

In conclusione sull’ Ostiense e sulla Garbatella nello spazio di 54 minuti si scatenò l’inferno. I 105 Marauder fecero cadere dal cielo 571 bombe da 500 libre per più di 142 tonnellate di esplosivo. Una quantità massiccia, che rase al suolo lo scalo ferroviario e parte della zona industriale, ma che causò la morte di tanti
civili, tra cui i 50 dell’Albergo bianco della Garbatella.

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CON IL CORTOMETRAGGIO YOUSEF È TRA I FINALISTI

Il
regista egiziano della Garbatella

Mohamed Hossameldin in corsa per il David

di Daniele RANIERI

E’
stato definito “il ragazzo della Garbatella che ha realizzato un sogno”.

Stiamo parlando di Mohamed Hossameldin giovane regista, che con il suo cortometraggio “Yousef” è tra i cinque finalisti al
premio David di Donatello 2019.

Hossameldin
è arrivato in Italia a 14 anni, da Alessandria d’Egitto, per raggiungere il
padre che a Garbatella gestisce una autorimessa. E ora, dopo vent’anni, parla
con uno spiccato accento romanesco.

A 27 anni si è iscritto alla Rome University of Fine Arts ( Rufa) laureandosi con 110 e lode. E l’anno successivo era già presente a Cannes nella sezione Short Film. “Yousef” è il suo settimo cortometraggio che, dopo essere passato alla Mostra Internazionale dell’Arte
Cinematografica di Venezia, ha rappresentato il nostro Paese al più importante festival
del settore, il Festival du Court Métrage de Clermont-Ferrand.

In 14 minuti “Yousef” racconta la storia di un cuoco di successo, figlio di immigrati, cresciuto in Italia. Dopo una lunghissima attesa riesce ad ottenere la cittadinanza italiana, pochi giorni dopo l’attentato di Macerata, dove da una macchina si spara per colpire a caso
delle persone solo per il fatto che hanno la pelle scura.

Le certezze di Yousef iniziano a vacillare, fino a condurlo ad una vera e propria crisi di identità. Quando si troverà di fronte ad una scelta che fino a poco prima sarebbe stata ovvia, non saprà più cosa fare. In una intervista al cinemagazine K16 Hossameldin parla del suo film:” Il film, come tutti i miei precedenti, nasce da una esigenza personale di raccontare il conflitto di identità che anche io ho vissuto e parte da articolo che avevo letto di un ragazzo italiano nero che raccontava di essere ad una festa di paese durante un concerto e di aver visto una bandiera italiana prendere fuoco. Lui, d’istinto, da italiano, corre verso la bandiera per
spegnere il fuoco.

Ma a metà strada si ferma, pensando a quale sarebbe potuta essere la reazione delle persone nel vedere un immigrato di colore con una bandiera dell’Italia infuocata in mano. Questo ha suscitato subito in me un’altra domanda: perché ha dato per scontato che
la gente lo avrebbe aggredito e accusato di aver bruciato la bandiera invece di
aiutarlo a spegnerla? E qui per me sta la novità. “

Il
prossimo 27 marzo il ragazzo della Garbatella, che ha realizzato il suo sogno
potrebbe ricevere un prestigioso premio cinematografico. E noi tifiamo per lui.

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COL NUOVO BANDO IN PERICOLO LA STORICA GESTIONE DELLA PISCINA DI VI A G . IMPERATORE

“La lazio nuoto non si tocca!”
sit in dei biancocelesti sotto il campidoglio


di Gianni RIVOLTA

continua la protesta della S.S. Lazio Nuoto contro la decisione del Comune di mettere a bando, a concessione scaduta, la gestione della piscina di via Giustiniano Imperatore.

Dopo l’incontro-scontro, organizzato dal Municipio nell’aula di via Benedetto Croce con l’assessore Daniele Frongia e il presidente della Commissione sport Angelo Diario, i biancocelesti sabato 28 hanno lanciato le loro grida fin sotto le finestre del Campidoglio.

Qualche centinaio di ragazzi, genitori, istruttori e vecchie glorie, infatti, si sono sgolati all’inverosimile dando fiato a trombe, fischietti e megafono.

Un bandierone della Lazio, striscioni biancocelesti e magliette stampate per l’occasione non lasciavano dubbi ai passanti curiosi, che affollavano, come ogni fine settimana, la storica piazza. “ I cittadini della Garbatella non rinunciano alla Lazio””L’offerta economica al rialzo, capacità di gestione al ribasso”” La S.S. Lazio Nuoto non si tocca”.

Queste le frasi che sintetizzano la protesta. Al megafono si sono alternati i dirigenti della società sportiva biancoceleste: “Auspichiamo delle modifiche concrete al bando di gara – ha detto Massimo Moroli, presidente della sezione Nuoto- innanzitutto perché su 11 parametri, descritti nel nuovo Regolamento degli  impianti sportivi di Roma Capitale, nel bando pubblico se ne tengono in considerazione solo 3 e poi perché assegnando 30 punti su 100 all’offerta economica si favoriscono le società più ricche a scapito di quelle storiche, come noi che abbiamo più esperienza tecnica e gestionale. Insomma si favorisce una impostazione privatistica e commerciale e poi che fine faranno i 45 operatori della piscina?”.

Ma ci sono state voci ancora più spinte nell’attesa che si consegnassero al protocollo del Comune di Roma le 1.400 firme raccolte dalla società sportiva contro la decisione del Campidoglio : “ Quando stasera andremo allo stadio per il derby di calcio Lazio-Roma abbiamo il coro pronto – Frongia vai a casa!” e ancora “ E’ una vergogna! A Roma ci sono decine di impianti con la concessione scaduta e il primo bando riguarda proprio noi che abbiamo 120 anni di storia nella pallanuoto e nei vari sport abbiamo vinto più di 250 titoli assoluti in Italia”.

In piazza c’era tutta la dirigenza della Polisportiva: dal presidente Antonio Buccioni al vice Federico Eichberg, ma anche tanti rappresentanti politici dell’opposizione tra cui la consigliera capitolina Valeria Baglio del Pd e i consiglieri regionali Eugenio Patanè e Marta Leonori. Non mancavano i rappresentanti dell’VIII Municipio da quelli della maggioranza di centrosinistra come Fabio Cantoni e Fabiana Bernabei a Simone Foglio di Forza Italia in rappresentanza  dell’opposizione.

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Screening della salute in Municipio VIII

L’ Assessorato alle Politiche sociali, assieme alla Asl Rm2, organizza la presentazione del progetto di promozione della salute e sugli screening citologici in Municipio VIII.

Martedi 12 Marzo 2019 dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50.

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Garbatella: dopo il restauro è ricomparsa la storica scritta del Fronte popolare

RIECCO “VOTA GARIBALDI”

Vota Garibaldi lista n.1 torna al suo posto. Questo pomeriggio, infatti, la storica scritta in vernice rossa delle elezioni del 18 aprile 1948 è ricomparsa sul muro del lotto 27 in via Basilio Brollo a pochi passi dagli Alberghi suburbani. Il restauro, a tempo di record, è stato realizzato dai tecnici della Soprintendenza capitolina, che hanno rimosso lo strato di vernice gialla coprente apposta qualche giorno fa per sbaglio da un operaio del gruppo decoro urbano del Campidoglio. Il caso era finito su tutti i giornali romani e nazionali e solo oggi si è rimarginata la ferita con la Garbatella.Quella scritta del Fronte democratico popolare, la coalizione dei partiti della sinistra storica : Pci, Psi e Partito d’Azione, che si contrapponevano all’epoca alla Democrazia Cristiana, rappresenta uno dei segni identitari della memoria e della storia democratica del quartiere. Alla inaugurazione del nuovo restauro, oltre al presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, erano presenti  il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e Clara  la figlia dell’operaio Alfonso Cini, che più di 70 anni fa realizzò quella scritta di propaganda : “ adesso  mio padre può dormire tranquillo- ha detto Clara visibilmente commossa- e anche io posso tirare un sospiro di sollievo”.

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Sconcerto tra i cittadini della Garbatella sul futuro del nosocomio

Ospedale Cto: rilancio, o inarrestabile declino?

di Sandra Girolami

Il vecchio ospedale ortopedico di via San Nemesio è divorato dall’osteoporosi? Sembra proprio di si,  visto il progressivo rosicchiamento dei posti letto e il declassamento del Pronto Soccorso. E’ incredibile, ma i circa 160 mila cittadini che abitano nell’VIII Municipio, pur avendo un nosocomio a due passi da casa, quando si rivolgono al pronto soccorso del Cto per emergenze diverse da ferite, fratture od ossa rotte vengono dirottati al San Giovanni, al San Camillo o al Sant’Eugenio. Inutile dire che, a volte, la vita della gente è legata a un filo e mezz’ora di tempo può anche essere fatale. Eppure un cartello ben visibile all’esterno indica proprio “Pronto Soccorso”, con tanto di rampa dedicata per accedervi. In realtà si tratta solo di un punto di primo intervento, tant’è vero che le ambulanze non ci arrivano più da diverso tempo. Manca tuttavia un’adeguata informazione ai cittadini, molti dei quali continuano a recarsi al Cto anche per problemi gravi non ortopedici, che richiedono un servizio di primo livello, senza naturalmente poter ricevere assistenza.

Ma questa non è la sola questione  che affligge la popolazione, angustiata nel vedere svuotato quel bellissimo impianto, che tutt’oggi ammiriamo e che ricorda la sperimentazione finlandese del sanatorio di Paimio, progettato dai coniugi Alvar  e Aino Aalto negli anni Trenta. La sua costruzione fu un’opera poderosa durata quattro anni e fu il primo nosocomio non strutturato in padiglioni separati, bensì composto da reparti tutti comunicanti  tra loro.  Nato come ospedale ortopedico e inaugurato nel giugno del 1957 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi,  il Cto si era arricchito negli anni di altre specialità: urologia, neurologia, oculistica, cardiologia, rianimazione, tutte di ottimo livello. Oggi non c’è più nulla di tutto questo. Per giunta le divisioni di ortopedia si sono ridotte da quattro a due, di cui una week: chiude il venerdì e riapre il lunedì successivo. I posti letto sono passati da circa 430 a 100 e la lista di attesa per un’operazione all’anca, quando va bene, supera i sei mesi; la rianimazione, che aveva dodici posti letto, ora ne ha 6 solo di post acuzie.

E non è finita qui: il reparto di Unità spinale per i medullolesi (fratture alla colonna vertebrale), fiore all’occhiello dell’Ospedale Traumatologico della Garbatella, quando aprì i battenti sotto la direzione del manager prematuramente scomparso Andrea Alesini aveva 38 posti letto, ora ne sono rimasti solo 16, esclusivamente per la riabilitazione. Ferma anche la Gamma Unit, l’apparecchio in grado di bombardare i tumori cerebrali. E’ funzionante, ma non utilizzata perchè le eliambulanze non vi atterrano più, l’elisuperfice costata quattrocento milioni nel 1992  e realizzata dalla Asl per il decollo e l’atterraggio degli elicotteri per i ricoveri di emergenza: un’area  di 35 metri quadrati per 50, con un gruppo elettrogeno in grado di garantire il suo funzionamento anche di notte in assenza di alimentazione di rete.

Intanto, dal dicembre 2013 il Cto ospita una Filiale del Centro Protesi di Vigorso di Budrio realizzata dall’Inail per rispondere alla domanda di prestazioni sanitarie protesiche e per garantire una maggiore diffusione del servizio sul territorio nazionale. Autorizzata dalla Regione Lazio, eroga prestazioni protesico-riabilitative in regime residenziale, semiresidenziale non ospedaliero e  ambulatoriale.  La Filiale, che  si avvale di personale altamente specializzato e di attrezzature e tecnologie all’avanguardia, realizza e fornisce protesi personalizzate, eroga il training riabilitativo per un migliore utilizzo dei presidi  insieme a trattamenti di rieducazione funzionale per infortunati sul lavoro nel periodo di inabilità temporanea assoluta. Dal settembre 2015 la struttura include il Punto di assistenza, che fornisce a infortunati sul lavoro e tecnopatici dispositivi e ausili personalizzati per la cura e l’igiene personale, la mobilità, la comunicazione e gli adattamenti della casa. 

Ma i cittadini continuano ad interrogarsi su quale sarà la fine della storia, che ne sarà dei reparti chiusi e del Pronto Soccorso. Oggi che, grazie alle politiche della Regione Lazio e alla lotta agli sprechi, il deficit  sanitario sembrerebbe  rientrato, la speranza è che si cominci di nuovo a ragionare sul futuro del Cto e che non sembri  una semplice utopia pensare a un  rilancio di questa storica struttura, che può tornare ad essere  un punto di riferimento vitale  per un grosso bacino di utenza, sia a livello locale  che per tutto il  Centro sud. Noi vogliamo avere l’ardire, quanto meno, di  sollecitare questa riflessione.

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Ancora vandali a via Valignano alla Garbatella

È da oggi a terra l’indicazione stradale per via Alessandro Valignano.  Palo divelto ed abbandonato nel terrapieno, targa marmorea distrutta a mostrare, questa volta, non più un luogo ma un senso di degrado e di incuria.

Forse un atto vandalico?

Ciò che è certo è che ancora una volta, alla distanza di pochi giorni, si assiste alla distruzione del bene e della memoria pubblica. In questo caso, di una certosina opera di toponomastica con valenza storica ed urbanistica (f.v.). 

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In via Basilio Brollo alla Garbatella

VERGOGNA ! CANCELLATA LA STORICA SCRITTA DEL 1948 “VOTA GARIBALDI”

Questa mattina una squadra dell’ufficio decoro del Comune di Roma, forse per sbaglio, ha cancellato la scritta “Vota Garibaldi lista n.1”, che da decenni stava sul muro del lotto 27 risalente alla campagna elettorale del 18 aprile 1948, vinta con largo margine dalla Democrazia cristiana. Si trattava della propaganda del Fronte popolare democratico che, all’epoca, comprendeva il Partito comunista, il Partito socialista, il Partito d’Azione, l’Unione donne italiane e altre sigle minori: unica testimonianza dell’epoca in tutta la città di Roma, meta di curiosi e appassionati di storia provenienti  da tutta Italia.

C’è sconcerto tra gli abitanti dei lotti popolari di via Guglielmo Massaia e degli alberghi suburbani tra piazza Biffi e piazza Michele da Carbonara: quella scritta era un patrimonio storico del quartiere, il segno dell’identità democratica della Garbatella.

Il suo restauro fu voluto fortemente nel luglio del 2004 dall’allora presidente del Municipio Massimiliano Smeriglio, ora vice presidente della Regione Lazio. Non si riesce a comprendere come sia possibile coprire con la vernice una scritta di quel genere, protetta da una pensilina antipioggia e descritta da una targa ricordo. Quando la notizia ha preso il largo la protesta è montata come uno tsunami sui social. Parole di condanna e di biasimo sono partite da Amedeo Ciaccheri: “ Questa mattina il nostro territorio sconta un insulto gravissimo alla sua memoria storica e all’identità democratica – commenta il presidente dell’VIII Municipio – .

Oggi il Campidoglio apre una ferita nel cuore della nostra comunità e dovrà risponderne politicamente per il danno e per l’urgenza del ripristino e del restauro immediato, che come Municipio stiamo richiedendo da subito”.

Anche Valeria Baglio, consigliera comunale del Pd, ha invitato il Comune a porre rimedio allo sbaglio, ripristinando la storica scritta.

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Festeggiato l’8 marzo al Centro anziani Ostiense

 

di Stefano Baiocchi

È stato un pomeriggio di festa quello dell’otto marzo al Centro Anziani Ostiense. Non poteva esserci migliore occasione, per inaugurare la piccola biblioteca, che la Giornata Internazionale della Donna per ricordare le tante protagoniste nel mondo attraverso i racconti e le recite di tre giovanissime studentesse dell’Istituto Macinghi Strozzi, sostenute dall’insegnante Federica Novelli.

Moltissima gente, superiore alle attese, perché non c’era soltanto il nutrito gruppo di anziani che solitamente frequenta il Centro, ma si sono visti anche tanti volti giovani.

Ester Semeraro, Giordana Garau e Nour Ferjani ci hanno deliziato e fatto riflettere con racconti e poesie di moltissime donne che hanno contribuito con la loro lotta e la loro dignità, al progresso e allo sviluppo della società in ogni angolo del mondo.

Così le loro narrazioni si sono intrecciate con le parole di Frida Kahlo, Alda Merini, Rosa Parks, Eva Gore-Booth, ma anche con quelle dell’attivista statunitense Rachel Corrie il cui coraggio finì in Palestina schiacciato da un bulldozer dell’esercito israeliano.

Non poteva mancare il ricordo della giornalista russa Anna Politkovskaja (L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede), dell’attivista curda Avesta Harun, della sociologa brasiliana Marielle Franco, uccisa per la sua lotta a fianco degli abitanti delle favelas di Rio De Janeiro, e infine della Partigiana Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare.

L’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri hanno infine portato il saluto delle istituzioni.  

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Anche a Roma 70 apre una scuola poplare

Comunicato diffuso dall’Associazione   Nessun Dorma 

Al via
una nuova scuola popolare nel territorio di Roma 70, aperta ai ragazzi e le
ragazze che frequentano le scuole medie del quartiere. Si tratta di uno spazio in cui gli studenti e le studentesse possano
scoprire l’importanza dell’istruzione e sviluppare un proprio metodo di studio
attraverso la creatività e il mutuo aiuto.
Un ambiente multifunzionale, che sia di riferimento per il quartiere, orientato
alla didattica nel quale saranno a disposizione strumenti e volontari per il
supporto allo studio e altre attività accessorie, costruendo senso di comunità
e solidarietà nei più giovani. Dopo la Scuola Popolare Sciangai e Scuolapop Piero Bruno si
allarga così la rete di solidarietà scolastica del Municipio.

Tutto questo è reso possibile grazie al contributo di importanti partner, a
partire dalla Fondazione Nazionale della Comunicazione, ente che ha valutato
positivamente il progetto rilasciando un contributo, che nel tempo permetterà
di avere un’attrezzatura all’avanguardia per la realizzazione di tutte le
attività previste,  al Dirigente
Scolastico e al corpo docenti dell’istituto comprensivo Carlo Alberto dalla
Chiesa, che ospiterà il progetto nella sede centrale e con cui si è avviato un
sano e importante dibattito sulle esigenze degli studenti e delle studentesse.
Infine grazie al Municipio Roma VIII e
all’Assessorato alla Scuola per supportare e patrocinare l’iniziativa.

A partire
da questa settimana la scuola popolare di Roma 70 sarà aperta dalle 14.00 alle
16.15 presso la Carlo Alberto sede centrale, per maggiori informazioni  potete scrivere alla pagina FB o alla mail ass.nessundorma@gmail.com

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Palladium, l’agenda di marzo

Capri Revolution

Dal cinema di Martone al Freud di Barlozzetti, dalla magia di Colours alla lirica di Prime Donne al Teatro di piazza Bartolomeo Romano, 8

 

a cura della redazione

 

Mercoledì 6 marzo alle ore 20,30:
Capri-Revolution”  (cinema)

Nuovo appuntamento nell’ambito della rassegna “Incontri col cinema” con la visione di Capri-Revolution (2018), ultimo film di Mario Martone presentato in concorso alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e in corsa con ben 13 candidature ai David di Donatello 2019. Martone, tra i più acclamati Maestri del nuovo cinema italiano (Noi credevamo, Il giovane favoloso), introdurrà la visione del film con Vito Zagarrio (Università Roma Tre) e Ippolita Di Majo, con cui ha scritto a quattro mani la sceneggiatura edita da La nave di Teseo (Capri-revolution, Collana Oceani, 2018, pp. 192, € 19,00). Sarà presente all’incontro anche Bruno Roberti, autore del recente volume A distanza ravvicinata. L’arte di Mario Martone (Pellegrini editore, 2018).

BIGLIETTI: 5€

Sabato 9 marzo alle ore 20,30:
Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus” (teatro)

Un racconto teatrale e un’indagine in scena, un vero e proprio giallo, che ha per protagonista Freud alla ricerca di se stesso e della psicanalisi, in un confronto con il fantasma del Padre.  È Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus”  prodotto da Il Collettivo Teatro Animazione. Sul palco un narratore, Guido Barlozzetti, che con Freud e attraverso le sue parole – dai testi delle opere alle lettere – accompagna lo spettatore a immergersi nel lungo e tormentato percorso dell’esploratore dell’inconscio, accompagnato in scena dalle immagini video curate da Massimo Achilli e le musiche originali di un artista sensibile e innovativo quale Enzo Pietropaoli.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Mercoledì 13 marzo alle ore 20,30:
Pane e cioccolata” (cinema)

Terzo appuntamento di “Ritorno in pellicola”, una rassegna a ingresso gratuito dedicata a grandi film della storia del cinema italiano proiettati in 35mm, co-organizzata dall’Università Roma Tre con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la rivista di critica cinematografica Quinlan.it. Il direttore della fotografia Luciano Tovoli introdurrà “Pane e cioccolata” di Franco Brusati (1973). Con Tovoli dialogheranno Vito Zagarrio (Università Roma Tre), Daniela Currò (Conservatore della Cineteca Nazionale) e Alessandro Aniballi (Quinlan.it).

INGRESSO GRATUITO

 

Giovedì 14 marzo alle ore 20,30:
Menzogna e sortilegio di una scrittura. I quattro romanzi di Elsa Morante” (recital teatrale)

Un intenso viaggio tra le opere di una delle maggiori scrittrici della letteratura italiana. Il Teatro Palladium ospita, nell’ambito della rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” curata da Giuseppe Leonelli, Menzogna e sortilegio di una scrittura, un recital teatrale dedicato a Elsa Morante, prima donna ad essere insignita del Premio Strega nel 1957 per il romanzo L’isola di Arturo. Un evento gratuito dove saranno protagonisti i quattro romanzi della scrittrice: Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia e Aracoeli.

INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 15 marzo alle ore 20,30:
Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini” (masterclass di fotografia)

Momento di formazione e approfondimento è la Masterclass di fotografia a cura di Patrizia Genovesi, Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini. Un appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo. attraverso le sue vicende personali, le sue opere e il sorprendente rapporto che lo lega alla musica di Johan Sebastian Bach.

BIGLIETTI: 10 €

 

Colours_Dimitri Scarlato
Dimitri Scarlato (pianoforte)

Sabato 16 marzo alle ore 20,30:
Colours. Un viaggio musicale che conduce all’immaginazione visiva” (musica)

È possibile interpretare i colori attraverso la musica? Secondo Colours Per la prima volta in Italia – in un’unica data – il pubblico parteciperà a un viaggio musicale che lo condurrà all’immaginazione visiva dei colori e alle emozioni che questi stimolano. Il progetto nasce dal compositore e direttore d’orchestra Dimitri Scarlato (pianoforte), accompagnato sul palco da Agnieszka Teodorowska (violoncello) e Yuriy Chubarenko (fisarmonica).

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Da giovedì 21 a domenica 24 marzo:
La scomparsa di Majorana” (teatro)

Un’indagine poliziesca, un thriller a orologeria, un sogno ad occhi aperti. È “La scomparsa di Majorana”, lo spettacolo in scena al Teatro Palladium con la regia di Fabrizio Catalano ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Fulcro della vicenda la presunta morte, avvenuta nel 1938, del giovane e promettente fisico siciliano Ettore Majorana. Sul palco: Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri e Giovanna Rossi

Lunedì 25 marzo: per la rassegna “Prime Donne” il soprano “Mariangela Sicilia” (musica)

Amore e disamore, impeto e passione: sono questi gli elementi che animano il canto appassionato di Mariangela Sicilia. Sarà lei a chiudere la rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, che ha già ospitato le voci di Svetlana Kasyan, Claudia Pavone e Valentina Varriale. 

 

Venerdì 29 marzo alle ore 20,30: “Trio di Parma. Un concerto per Mario Bortolotto” (musica) 

Sono il trio di musica da camera più importante in Italia, la loro musica è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Il Trio di Parma, composto da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino ed Enrico Bronzi al violoncello, è protagonista di un concerto dedicato al grande critico musicale Mario Bortolotto. Un omaggio dunque a uno tra i più importanti interpreti delle avanguardie musicali, con un repertorio da Schubert a Ravel.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
Prenotazioni via e-mail 
biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium
Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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PRIMARIE del partito democratico nel municipio

Quasi l’80% per Zingaretti segretario

di anna BREDICE

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Partito democratico con un risultato molto ampio anche nel nostro Municipio. Il 79,9% di chi si è recato ai gazebo ha scelto come segretario del Pd l’attuale governatore della Regione Lazio, un dato in linea con quello regionale, ma se questa è la media del Municipio, in alcune zone ci sono stati dei picchi ancora più alti: Zingaretti ha raccolto l’82,3% nel gazebo davanti al Teatro Palladium, un risultato simile anche a San Paolo, negli altri il dato oscilla tra il 78 e l’81%, per un totale di 5.986 voti. Il resto, poco meno del 20%, è stato suddiviso tra gli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il primo ha ottenuto l’8,4%, il secondo l’11,6%.

I gazebo erano complessivamente nove, disseminati in un’area molto vasta, per accogliere gli elettori senza costringerli a fare lunghi spostamenti. Ma se il viaggio da casa ai gazebo è stato breve, le file per votare sono state parecchio lunghe. Già dalla mattina dopo le otto, si sono viste molte persone in attesa, quasi ovunque, e così è stato fino alle 20 quando si sono chiusi i seggi ed è iniziato lo spoglio. Nel gazebo di Santa Galla, che ad ogni elezione viene montato davanti alla chiesa, si confondevano e si incrociavano le persone che uscivano dalla messa con quelle in coda per votare. Molti anziani con pazienza aspettavano il loro turno, in generale l’età dei votanti andava dai trenta-quaranta anni in avanti, pochi i sedicenni a cui era concesso il diritto di voto. A Tor Marancia dove si è votato non in un gazebo, ma nella sezione del partito a cui si accede scendendo alcuni scalini, una scrutatrice ha aiutato una donna molto anziana portandole la scheda e una cabina d’emergenza sul marciapiede. E’ stata una giornata di grande partecipazione democratica: un dato oggettivo è la partecipazione molto alta, che ha visto ad esempio 1.249 persone votare al gazebo della Montagnola, vicino al mercato, altri 1.100 alla sezione di Tor Marancia, 1.120 in via Erminio Spalla a Roma 70, per un totale nei nove gazebo allestiti di 7.488 votanti.

“C’era tanto popolo di centrosinistra che non vedevamo da tempo — ha dichiarato Flavio Conia, segretario del Pd del Municipio VIII, che ha seguito le operazioni di voto girando tra i gazebo — tanti e fiduciosi del peso che il loro voto può avere in questo momento, si è riunito l’elettorato conquistato in questi anni, più “renziano”, con quello perso e che si era allontanato”. Il riferimento di Conia è a quegli elettori delusi dei quali ha parlato anche il neo segretario del Pd nel primo discorso dopo la vittoria, nel quartier generale allestito nei pressi del Circo Massimo. E cioè gli scontenti che avevano votato Cinque stelle alle politiche e che ora, secondo i dem, sarebbero tornati a casa. Anche agli elettori grillini Zingaretti si era rivolto spesso durante la campagna per le primarie, per un progetto di partito inclusivo, che vede proprio nel Municipio VIII un esperimento che si è fatto concreto con la giunta di Ciaccheri. Sarà l’assemblea prevista il 17 marzo a ratificare l’elezione di Zingaretti segretario del Partito democratico, una carica che ricoprirà contemporaneamente a quella di Governatore della Regione Lazio.

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Il programma dei festeggiamenti nel quartiere

Sono 99 suonati. Buon compleanno!

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Riuscireste mai a spegnere 99 candeline? Ebbene la Garbatella sì, e il 18 febbraio è pronta a festeggiare. Mettetevi comodi e dimenticate il lavoro, cosa dovete preparare per cena, o qualunque idea vi salti in mente; perché vi stiamo per presentare una carovana di eventi per augurare il quasi centenario al nostro amato quartiere.

E perché non cominciare proprio da dove tutto ebbe inizio? Piazza Benedetto Brin, 18 febbraio 1920, è dove venne posta la prima pietra. Da lì, novantanove anni di storia, dai tempi del fascismo ad oggi,  in cui ogni abitante del quartiere ha scritto un pezzo della sua favola. Per ogni vicolo, ogni lotto, ciascuno di noi avrebbe mille vicende da raccontare. Quegli stessi vicoli che ci fanno entrare nel panico quando uno straniero ci chiede: “Scusa, per il bar dei Cesaroni?” e tu lo guardi impassibile, perché lo sai che per quei vialetti, solo se ci sei cresciuto non ti perdi e allora, incapace di spiegare, rispondi: “Boh, nun so de zona” con un dialetto che non ti crederebbe nessuno.

Ma torniamo a quella piazza, conosciuta come il “pincetto” di Roma” e al fitto carnet degli appuntamenti. Già da inizio febbraio, infatti, il comitato di quartiere e Retake Roma, appoggiati dal Municipio, sono partiti in quarta con una serie di iniziative, tra cui i lavori per riqualificare la scalinata e le mura che la costeggiano. Da sempre luogo d’incontro per i ragazzi e meta ambita per attori e registi, da qualche tempo si trovava in uno stato di abbandono. Insomma, grazie ai lavori di buon compleanno, magari per il centenario potremo festeggiare il nuovo look del pincetto.

E a proposito di bellezze del quartiere, vogliamo parlare di quanto è bella Garbatella quando è sera e la luna si specchia dentro al fontanone.. di Carlotta? La fontanella dove tutti i bambini fanno a gara per dissetarsi dopo la partitella a pallone. Dove incontri turisti stranieri a ogni ora, con la loro guida che, seppur parla straniero e non la capisci, sai già cosa sta spiegando e allora pensi: “Mo je starà a raccontà la storiella dell’ostessa garbata e bella, e quindi è nata Garbatella!”. Fontana storica sì, anch’essa però deturpata negli ultimi tempi. Ma per i 99 anni, grazie al Municipio e alla collaborazione con la Soprintendenza capitolina, Carlotta è tornata a splendere!

Se poi per i festeggiamenti volete entrare nel cuore del quartiere, proprio da piazza Brin, domenica 17 febbraio alle ore 10,30 l’associazione culturale conosciAmo Roma vi propone una visita guidata, gratuita, per girovagare tra i famosi vialetti dove si perdono frotte di romani e di stranieri. Durerà circa due ore: scoprirete i lotti più segreti, passeggiando circondati dai colori ocra e rosso degli edifici, passando per il Teatro Palladium, la scuola Cesare Battisti e tutti quegli angoli silenziosi di cui è impossibile non innamorarsi.
Sulla stessa piazza la mattina del 18 alle ore 10,00 secondo la migliore tradizione, ci sarà la celebrazione ufficiale del compleanno, davanti alle autorità locali, con le marce squillanti della banda dei Vigili urbani e gli Sgarbatelli Drum Circle. Per gli appassionati di storia, invece, potete ripercorrere le vicende dalle prime famiglie insediate nel quartiere durante gli anni Venti, tra foto sbiadite, poi a colori fino ai giorni nostri, con l’associazione Il Tempo Ritrovato, che vi aspetta il 18 febbraio alle 18,00 presso la biblioteca Moby Dick in via Egardo Ferrati 3.
E non poteva mancare all’appello lui, il centro di gravità permanente di tutti i ragazzini di ieri, oggi e domani, l’Oratorio San Filippo Neri. Sabato 23 alle ore 10,00, su quel campetto dove una volta si allenava un certo Agostino Di Bartolomei, si inaugura la coppa “Buon Compleanno Garbatella”, promossa dall’Astro con un torneo under 11 fra la Stella Azzurra e la Stella Gialla.

E mentre i giovani si svagano all’oratorio, le pantere grigie non hanno nulla da invidiare. Al centro anziani di via Pullino, il 18 febbraio alle ore 16,00, ci sarà la ventunesima edizione di “nonna Garbatella”. Lì, tra testimonianze e ricordi, sembra quasi di fare un tuffo nel passato. E tra una memoria e l’altra verrà premiata non solo nonna Garbatella, ma anche la torta più buona.

Che festa sarebbe però, senza la musica? Tranquilli, bande musicali, danze folk, organetti, tamburelli e la Filarmonica Popolare accompagneranno i vari eventi.
E a proposito di note, il 24 febbraio alle ore 15 ci sarà l’opportunità di assistere ad un amore resistente, un amore che non “more”. Stiamo parlando di quello della band Il Muro del Canto, che presenterà il suo quarto disco “L’amore mio non more”. Come location gli artisti hanno scelto piazza Damiano Sauli. Oltre alla nuova proposta musicale, ci saranno anche alcuni estratti dei lavori precedenti, ospiti e sorprese.
Insomma, la festa è appena iniziata e, con il via ai lavori di restyling da parte del Municipio, durerà fino al centenario. Tanti auguri a te Garbatella cara, che con la tua  bellezza di sempre tocchi le corde della nostra anima.

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Dal consiglio municipale

Al via verde scolastico e orti urbani.

di Gianni RIVOLTA

Manutenzione delle aree verdi scolastiche e approvazione del Regolamento comunale degli orti urbani . Con questi provvedimenti licenziati  dal consiglio di via Benedetto Croce, la Giunta di centro sinistra aggiunge due importanti risultati al carnet delle realizzazioni nel 2019. Ma vediamo nel dettaglio le questioni. All’inizio di febbraio il presidente Amedeo Ciaccheri, attraverso un comunicato stampa, aveva informato  i cittadini del recupero  all’interno del bilancio 2018  di duecento mila euro, che rischiavano di andare persi, per la manutenzione del verde all’interno di asili, scuole elementari  e  piccoli giardini municipali. L’appalto è già partito. Il primo intervento ha riguardato la potatura di ben 35 alberi , che attendevano una cura da oltre 10 anni nel giardino dell’Istituto comprensivo Settimia Spizzichino a via Aristide Leonori. Le mamme e  le operatrici  degli asili  finalmente tireranno un sospiro di sollievo. Sono in programma, infatti, altri importanti interventi al “Villaggio nel Bosco” di via Antonio Mannucci all’Ostiense, al “Bruco verde”di via Cerbara e nel plesso della “Alonzi” in via Alessandro Valignano a Garbatella.

Dopo un lungo percorso partecipativo con la rete degli orti urbani municipali, finalmente è andata in porto anche l’approvazione del Regolamento comunale: le linee guida che disciplinano la gestione dei giardini urbani e gli orti concessi in comodato d’uso alle associazioni. Si tratta di  realtà molto significative sul territorio, non solo come esperienze di recupero delle aree verdi degradate, ma come incubatori di socialità tra cittadini. Sono  iniziative avviate da diversi anni, a partire dalla prima di Lega Ambiente a via Rosa Raimondi Garibaldi, a quella degli Orti Urbani Tre Fontane di largo Virgilio Maroso, dell’Ortolino in via del Tintoretto, degli orti di via Guglielmotti alla Garbatella e quelli di Largo Veratti sulla sponda del Tevere a San Paolo.  La risoluzione, approvata all’unanimità, anche dai due rappresentanti dei 5 Stelle, con una sola astensione, ha ribadito il divieto all’uso  di fitofarmaci e concimi chimici nelle coltivazioni.

Ma sulla riapertura di via delle Sette Chiese, interrotta da più di due mesi per il crollo di alcuni massi da un costone di tufo all’altezza di via Sant’Adautto, non ci sono ancora buone  notizie: la strada di collegamento tra la Garbatella e  l’Ostiense, rimane chiusa nonostante le sollecitazioni del Municipio. La Sindaca Virginia Raggi, infatti, con una lettera al Presidente Ciaccheri ha messo le mani avanti sui tempi di riapertura della storica stradina. Secondo la missiva i lavori  prevedono la necessità di stabilizzare la parete e l’istallazione di una rete paramassi per garantire la sicurezza della circolazione. Ma una prima  stima dell’intervento da parte del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana supera i limiti per l’affidamento diretto dei lavori. Quindi il Comune di Roma, con buona pace dei cittadini,  si è preso  altri trenta giorni di tempo per studiare  la progettazione dell’intervento e il contenimento del preventivo.

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Scritte omofobe alla Garbatella

“Nel forno che vorrei: Froci, zingari e giudei”. Questa è la scritta che è apparsa stanotte a Garbatella per mano di qualche nostalgico. Proprio oggi che il Consiglio Municipale si riunirà per ricordare Rosetta Stame, figlia di uno dei partigiani trucidati alle Fosse ardeatine. Garbatella si trova di nuovo a combattere con i portatori di quell’odio. Un odio legato ad un clima che deve assolutamente cambiare. Gli abitanti del quartiere infatti non ci stanno: “Che schifo, sono vigliacchi, lo fanno quando nessuno li vede” oppure, “ Niente di comico.

Solo tanta tristezza e ignoranza”.La scritta, come ha dichiarato il consigliere municipale Flavio Conia, verrà presto cancellata.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Alla scuola media di via Macinghi Strozzi

Ventitrè pietre d’inciampo interrate nel giardino

di Lorena GUIDALDI

Sulle pietre colorate d’oro hanno scritto il nome, la data di nascita e di morte col pennarello nero. Ventitré pietre d’inciampo,  in ricordo dei migranti vittime  dei naufragi nel Mediterraneo, sono state interrate dagli studenti della scuola media di via Macinghi Strozzi in un angolo del cortile, che hanno voluto chiamare il Giardino dei Giusti, simbolo di ogni tragedia umana. In occasione delle celebrazioni del  Giorno della Memoria,  infatti, martedì 29 gennaio le lezioni nell’istituto della Garbatella  sono state sospese per due ore, aderendo  allo “sciopero alla rovescia”, partito dal Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e che via via si è allargato in tutta la città.

 “La conservazione della memoria passa sicuramente per la scuola – ha spiegato la professoressa Federica Novelli- Oltre all’ormai consueta piantumazione di un ulivo in ricordo dell’Olocausto, realizzata dalle classi Terze,  in questo giorno simbolico i ragazzi della 1°D hanno raccolto i sampietrini nelle strade del quartiere, li hanno dipinti  e hanno voluto lasciare questo segno indelebile in un angolo del giardino.”

A sottolineare come, in una scuola sempre più multietnica, la solidarietà e l’accoglienza siano la base per una convivenza rispettosa di tutti, qualche settimana fa  gli studenti della 2° F hanno realizzato una performance teatrale sui migranti al Teatro Palladium, in occasione del recente incontro tra il Municipio VIII con il sindaco Mimmo Lucano nell’ambito della manifestazione “Riace Premio Nobel per la Pace”.

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Al Pincetto di piazza Benedetto Brin

Degrado al lotto 5: crolla anche un fregio del “barocchetto romano”

di Stefano BAIOCCHI

Cento anni e sentirli tutti. La Garbatella sta mostrando interamente
l’età che porta, perlomeno in alcuni scorci, purtroppo nei più celebri.
Da diverso tempo, infatti, al Lotto 5 di piazza Benedetto Brin, le abitazioni
sono in uno stato di ingente degrado; i muri mostrano evidenti crepe legate
all’incuria e allo scorrere del tempo, i tetti sono fatiscenti mentre i
terrazzi sono soggetti a infiltrazioni. Non bastasse, anche le mura che circondano
il condominio cadono a pezzi. Ed è di pochi giorni fa un intervento del Comune,
per  impedire ulteriori crolli sulla
strada, in via Alberto Guglielmotti.

A ciò si aggiunge, da diversi mesi, la chiusura di via delle Sette Chiese a
causa di uno smottamento tra via Sant’Adautto e via Alessandro Cialdi, mentre
dal terremoto del 30 ottobre 2016 il ponte di via Giulio Rocco – proprio sotto il
Parco di piazza Brin – è totalmente chiuso al traffico e dovrà essere demolito
e ricostruito daccapo. Sulla stessa via delle Sette Chiese, nel tratto già
pedonale, un bel pezzo delle mura è stato puntellato per impedirne la caduta.
Insomma siamo in presenza di un deterioramento generalizzato, ma non sembra che
le opere di ristrutturazione arriveranno presto.

A complicare le cose sul Lotto 5, targato Innocenzo
Sabbatini, si accavallano diverse  competenze : i vincoli del Ministero dei Beni
Culturali e contestualmente la gestione ordinaria dell’Ater. In realtà, proprio
l’Azienda romana per l’edilizia residenziale è intervenuta installando delle
impalcature all’interno delle abitazioni, che hanno evidenziato i maggiori
problemi legati all’ammaloramento. Si tratta tuttavia di un provvedimento di
emergenza, in attesa di una vera e propria operazione risolutiva. Un altro
intervento tampone ha visto una ditta edile apporre delle vere e proprie pezze
lungo i muri di una palazzina: il risultato ottenuto non si discosta dal
mimetismo dei felini della savana africana.

E a proposito di felini, di recente, dopo pochi giorni di maltempo, si è
verificato anche il crollo e il conseguente sbriciolamento di un fregio
raffigurante una leonessa. Uno di quei particolari del “barocchetto romano”che lo
hanno reso famoso in tutta Roma e non solo.

In questo ginepraio di competenze ci sono i proprietari disperati,
che metterebbero mani al portafogli per la ristrutturazione, mentre gli
inquilini attendono un intervento radicale da parte dell’Ater.

Ciò che colpisce è che proprio il luogo dove fu posta la
prima pietra, nel febbraio 1920, il luogo della fondazione della Borgata
Giardino Concordia

( Garbatella) sia oggi in queste condizioni. Andrebbe invece
salvaguardato, posto sotto una teca e mostrato al mondo intero come uno degli
esempi più affascinanti dell’edilizia del primo Novecento. A questo proposito
il Municipio, per migliorare il decoro della piazza, ha avviato una serie di
interventi di pulizia con i gruppi locali di Retake ed ha in programma la
ristrutturazione della scalinata di accesso al Pincetto.

L’interrogativo che si pongono, non soltanto proprietari e
inquilini, ma anche i cittadini del quartiere, è cosa accadrà da qui ad un
anno, quando la Garbatella celebrerà il suo primo secolo di vita e vedrà
nuovamente accendersi i riflettori dei media e l’interesse dei tanti
appassionati di architettura (e non solo), che giungeranno a Roma per
l’occasione.

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