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Nel giardino della scuola dei bimbi

In pericolo due lecci: verranno abbattuti

di Daniele RAINERI

Continua l’abbattimento degli alberi di alto fusto nel  giardino che circonda la scuola  dei Bimbi di piazza Nicola Longobardi.  Nel mese di marzo, infatti, verranno tagliati altri due grandi lecci giudicati in pessimo stato e quindi pericolosi. Gli interventi  fanno parte di un  piano programmato dai tecnici comunali  già tre anni fa, in seguito alla caduta di alcuni grossi rami, che fortunatamente non provocarono danni.   E’ da allora che si monitora la vegetazione, che abbellisce il Parco intorno alla villa cinquecentesca che ospita la scuola. 

 Purtroppo  non vanno avanti allo stesso ritmo le ripiantumazioni, ferme per mancanza di fondi. Era prevista la messa a dimora di diversi tipi di essenze e di alcuni alberi di giuda (Cercis siliquastrum). Ma finora nulla è stato fatto. E l’aspetto del bel giardino ne soffre.

In compenso le maestre hanno predisposto un orto didattico, la cui presenza, specie in primavera, è avvertibile dal profumo inebriante che emanano le piante aromatiche di rosmarino e salvia e dai colori della loro ricca fioritura.” Gli scolari – racconta la Direttrice- vi lavorano con grande entusiasmo piantando varie specie di ortaggi come zucchine, carote e legumi. I bambini apprendono così che la natura ha un suo ciclo, su cui gli esseri umani possono intervenire e dal quale traggono  buoni frutti”.  Peccato  che  i finanziamenti siano ancora bloccati e chissà quando verrà riconsegnato ai bambini e al quartiere il giardino che amano.


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Organizzato dal CdQ Grottaperfetta un incontro sulla prevenzione.

Incendio a via Learco Guerra: tredici famiglie ancora fuori casa

di Sandra GIROLAMI

Non si scherza col fuoco e, soprattutto,  è importante prevenire  per evitare  disastri com’è  accaduto  il  27 dicembre scorso in via Learco Guerra, a Roma 70. Quella tragica sera le fiamme hanno distrutto un appartamento e reso inagibili quelli dell’intera scala B. Sei persone finirono all’ospedale, di cui una in codice rosso per infarto causato da inalazione di ossido di carbonio, e tredici famiglie rimasero fuori casa . “E’ stato un vero miracolo che nessuno ci abbia lasciato la pelle – ha commentato Mario Semeraro presidente del Comitato di quartiere Grotta Perfetta – Per questo il 2 febbraio presso il teatro della Parrocchia Santa Maria Annunziata abbiamo organizzato una conferenza  sulla prevenzione e la sicurezza, cui hanno partecipato moltissimi cittadini insieme  alla squadra dei Vigili del Fuoco, gli angeli custodi che quella sera spensero l’incendio. Il nostro municipio è il secondo a Roma  per invecchiamento della popolazione. Occorrono politiche sociali, ma anche  una maggiore  cultura della solidarietà per combattere la solitudine ”.  E di solidarietà hanno parlato  anche Anna Ventrella volontaria e presidente del MoVI Lazio e  Massimo Mori, testimoni oculari scampati alle fiamme . “Dopo aver chiamato i vigili  del fuoco abbiamo provato ad azionare la manichetta dell’acqua della scala: niente da fare, non c’era pressione.  Allora  siamo scesi in strada al buio, in ciabatte insieme agli altri. I vicini guardavano dalle finestre, facevano fotografie, ma nessuno è sceso con qualche coperta o con dell’acqua da bere per i vigili del fuoco, che lottavano da ore per spegnere l’incendio. Mi ha molto addolorato questa mancanza di condivisione. Le istituzioni, invece ci sono state vicine: la sera siamo stati trasferiti in un residence al Flaminio, dove siamo rimasti  un mese ed ora siamo in affitto alla Garbatella”. Ma non tutti hanno trovato un sistemazione e  per  rientrare  in casa dovranno aspettare da sei mesi ad un anno”.   All’incontro erano presenti  l’Assessore all’Ambiente del Municipio  Centorrino e il Vicepresidente Capone, che hanno assicurato  l’appoggio del governo locale  per una campagna di educazione nelle scuole .

Come prevenire gli incendi, che in Italia mietono duemila morti l’anno, lo  hanno spiegato i Vigili della squadra  guidata dal Caporeparto Maurizio Efrati :”Gli accumulatori seriali, diffusi soprattutto tra gli anziani,  sono un vero pericolo:  scatoloni  accatastati pieni di  indumenti, carta, libri, a volte arrivano fino al soffitto. Nella zona ne sono stati individuati una cinquantina ed è importante segnalarli  ai servizi sociali”. Anche ciabatte,  stufette elettriche  o con la bombola non a norma CEE,  sono tutte  possibili  micce . Ricordarsi poi di chiudere  il gas la notte e quando si esce di casa,  sostituendo ogni cinque anni il tubo che collega  il rubinetto  ai  fornelli.  Da non trascurare  la manutenzione di  idranti, manichette ed  estintori nelle scale e nei garage. Attenzione, infine, a non parcheggiare le macchine in modo selvaggio per non ostacolare  i mezzi di soccorso. L’augurio è che non accada mai di doverlo fare, ma ,di fronte al fuoco,  chiudete la porta del locale in fiamme e chiamate subito la sala operativa allo  06/4672259.

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Il Centro anziani apre un caffè letterario

Non solo ballo al casale ceribelli

di Andrea ESPOSITO

Diverso dal solito. È l’impressione che dà a prima vista il centro anziani Casale Ceribelli, vicinissimo al mercato coperto della Montagnola. Location molto bella, edificio ristrutturato e posizionato in un’ampia area verde. Immancabile il campo di bocce, primo dettaglio ben visibile entrando al civico 36 di viale Pico della Mirandola. Sulla collinetta che ospita il centro è presente anche un parco giochi per bambini: generazioni a confronto.

La giornata è uggiosa, ma di certo il meteo non spaventa gli utenti, che ogni pomeriggio si riuniscono qui. Entrando nella sala principale, si percepisce subito un senso di calore e accoglienza. Ma soprattutto di vitalità. Vitalità che ritroviamo in pieno nel presidente del centro, Mimmo De Matteis, che orgoglioso ci racconta tutte le straordinarie attività proposte al Casale Ceribelli. “Siamo un po’ diversi dagli altri centri anziani”, comincia Mimmo, “tutti spesso si limitano al ballo o alle carte. Noi facciamo di più”. Non che queste due cose manchino, anzi. Lo sanno bene i quattro accaniti sfidanti, cui abbiamo interrotto per qualche minuto la partita di burraco con la nostra visita. “Di sabato c’è il ballo, fino alle sette e mezza!”, sottolinea una signora dal tavolo vicino. Ma qui dentro si fa molto di più. Lodevole l’iniziativa del Caffè Letterario, in cui ognuno sceglie di leggere un libro da raccontare poi ai propri compagni. Come l’anno scorso, tante le iniziative in collaborazione con il Comitato di Quartiere, a partire dalla festa di Carnevale, che vedrà coinvolti gli anziani del centro e i bambini delle scuole limitrofe. Insieme ad insegnanti e genitori,  nonni e nipoti sfileranno per il quartiere, concludendo il giro in maschera a piazzale Caduti della Montagnola. Qui, dovrebbero essere accolti anche dalla banda, che dal 19 febbraio si accaserà per le prove proprio presso il Casale Ceribelli.

Moderno, con tante iniziative e aperto al territorio per il bene di chi lo frequenta e dell’intera comunità: questo è lo spirito di un centro anziani funzionale non solo per i suoi ospiti, ma per tutto il quartiere.

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Una operazione da 18 milioni di euro

l’Università roma Tre compra dal Comune le aree e gli edifici delle sue sedi

di Fabrizio FAGIANI

Dopo un percorso lungo 26 anni e dopo quattro accordi di programma sottoscritti tra il 1993 e il 2004, l’Università Roma Tre ha acquistato dal Campidoglio tutte le aree e gli immobili su cui insistono le sue sedi. L’obbiettivo è portare a compimento lo sviluppo del proprio patrimonio edilizio dedicato alla didattica e alla ricerca, consolidando la presenza nei quartieri San Paolo, Ostiense e Marconi. Si è trattato di una spesa di 18 milioni di euro, che è parte di un ambizioso progetto di riqualificazione del quadrante sud-ovest di Roma.

Questi i beni compresi nell’operazione: l’ex Vasca navale in via Volterra, l’ex Depositeria comunale in largo Murialdo, l’ex scuola Silvio d’Amico in via Silvio D’Amico, l’ex Ente comunale di consumo in via Ostiense, l’ex istituto scolastico De Amicis e l’area contigua ex Alfa Romeo in via Valco San Paolo, l’area ex Omi e quella prospiciente ex Siba in via della Vasca Navale

“Grazie a questa totale acquisizione andranno avanti importanti progetti” ha dichiarato il direttore generale di Roma Tre Pasquale Basilicata durante la conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato anche il rettore Luca Pietromarchi e la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo in atto i due più grandi cantieri d’Europa – ha aggiunto – il primo sull’area del Valco San Paolo per il dipartimento di Ingegneria, con la costruzione di 14mila metri quadri di nuova edificazione tra laboratori, aule e spazi per gli studenti. L’altro è il nuovo rettorato su via Ostiense. E poi  abbiamo il progetto del Mattatoio che sarà importante anche per la città».

C’è stata anche una nota polemica determinata dalla considerazione del rettore  Pietromarchi: “Quello che  ci lascia l’amaro in bocca è che l’impegno per il miglioramento degli immobili e dei servizi, che l’ateneo ha messo in campo  in questi 26 anni, non sia stato riconosciuto. Male, ma va bene lo stesso. Adesso però non abbiamo più le risorse per lo stadio Berra o per la parte che ci manca del mattatoio. Su questo dovremo trovare un accordo non oneroso».

Il direttore Basilicata infine ha   aggiunto: “Per il futuro c’è l’auspicio che lo strumento dell’acquisizione non sia più la compravendita, considerando come in altre città italiane gli spazi delle università sono state messe a disposizione degli atenei a titolo gratuito. Un trattamento analogo avrebbe consentito a Roma Tre di destinare quelle ingenti risorse in servizi agli studenti, borse per i dottorati, investimenti sul patrimonio librario e anche in progetti di ricerca e sviluppo”.

La sua proposta è stata quella della costituzione di un tavolo di concertazione tra istituzioni, anche con la presenza di Corte dei Conti e Soprintendenza, per trovare altri strumenti da utilizzare per il trasferimento di beni da pubblico a pubblico.

Nel suo intervento la sindaca Raggi ha ricordato con emozione il giorno della sua laurea conseguita il 30 ottobre del 2003 proprio nell’aula della conferenza stampa e poi ha aggiunto: “Siamo riusciti a portare a termine un progetto imponente e penso che per il futuro vada benissimo la proposta del tavolo fra istituzioni. E’ un’ottima idea quella di far partecipare anche la Corte dei Conti”.

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Una storia da strappare all’oblio

Raffaella Chiatti: Infermiera partigiana

di claudio D’AGUANNO

Non sono molte le donne che hanno avuto degno riconoscimento per il ruolo svolto nella lotta di Liberazione. Nella disputa dei numeri, che rende a tutt’oggi incerta l’esatta consistenza dell’opposizione armata al regime fascista, la presenza femminile ha spesso subito il peso d’una minore considerazione ovvero d’una sua riduzione a ruoli marginali o subalterni.
Rileggere oggi le motivazioni delle onorificenze consegnate alle gappiste di via Rasella può pure riempire d’orgoglio, ma in tante frasi belle, per quanto zeppe della retorica resistenziale del tempo, è possibile rintracciare il difetto d’una memoria non sempre
all’altezza. E’ premiato come “virile” il contegno di Maria Teresa Regard detenuta a via Tasso e sempre “virile” è il coraggio con cui Lucia Ottobrini, Marisa Musu e Carla Capponi, si “battevano a fianco dei compagni di lotta”. Per compensazione si è finito invece per sminuire l’apporto delle tante, che scelsero di interpretare nelle forme più diverse la loro avversione al regime. “I riconoscimenti partigiani — ha recentemente ricordato Margherita Becchetti, ricercatrice del Centro studi Movimenti- sono tutti maturati nell’Italia del dopoguerra e risentono dell’influenza culturale di quella società maschilista e piena di pregiudizi che era l’Italia del ‘45 […] A richiederli peraltro furono soprattutto uomini cioè i mariti, i fratelli o figli, di tante donne che pur senza imbracciare un’arma scelsero bene da che parte stare.” Del resto poi, una volta distribuite le credenziali di patriota a militanti attive nella lotta antinazista, quasi sempre su di loro è calato il velo della dimenticanza, dell’oblio, della distrazione istituzionale.
Una storia esemplare in questo senso è quella di Raffaella Chiatti. Di professione infermiera, la Sora Lella del lotto 7 alla Garbatella ha già un’età avanzata quando le vicende della guerra la vedono coinvolta.
E’ nata nel 1904, quando il nome del quartiere giardino era solo un’indicazione toponomastica, e i suoi quarant’anni all’indomani dell’8 settembre fanno di lei la veterana di quel gruppo di giovani gappisti che agisce sul quadrante Ostiense. Il suo lavoro alla Croce Rossa la esenta dalle ferree regole del coprifuoco e lei si presta alla perfezione per il ruolo di staffetta. La sua casa poi, in quella Via Sant’Adautto dove abita e che è un piccolo borgo quasi separato dal quartiere, s’affaccia su via delle Sette Chiese, a ridosso del ponticello che collega a piazza Brin, offrendo un punto di osservazione prezioso sulla strada di accesso al quartiere. Raffaella così finisce per ricoprire un ruolo che va al di là della “postina partigiana” mettendo spesso a rischio la sua personale incolumità.
Documenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, datati settembre 1947, certificano la sua scelta di campo, ma in seguito a ricordarla sono solo le memorie sparse dei suoi compagni. Libero Natalini, in occasione di un incontro pubblico in Villetta, lo fa rievocando il rastrellamento operato il 13 marzo ’44 dalla banda Koch a Garbatella: “a casa del Cipolla, cioè Gastone Mazzoni, s’era riunito il gruppo operativo per programmare altri sabotaggi.. fu Lella a andare in giro di notte per avvisarci del rastrellamento e a darci l’opportunità di non essere presi…”.
Altre voci della VII Gap concordano: “Alla Romana Gas uscivano gli spezzoni che poi si riempivano di polvere nera balistite e s’usavano per far saltare le salmerie dei tedeschi all’Ostiense.. nel trasporto Lella ha svolto un ruolo molto prezioso..” Raffaella Chiatti è di fatto l’unica donna nel gruppo eppure la cosa in tempi recenti ha trovato spazio solo per merito degli interventi di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta, che nelle loro ricerche non mancano di citarla: “Alla Garbatella operava la cosiddetta settima zona Gap. Ricordiamo solo alcuni nomi: Mario Bernardi, Gastone Mazzoni, Giuseppe e Orlando Lombardi, Libero Natalini, Mario e Alberto Polimanti, Giovanni Maroni, Elio Brini, Silvio e Andrea Coltellacci, Fernando Proietti, Reval Romani, Angelo Gloriani, Raffaella Chiatti, Renato Peret, Paride Mobile, Marcello Vari, Maceo Moretti, Garibaldi Dodici, Lamberto Cristiani.” (così Cosmo Barbato su resistenzaitaliana.it).
In tanti anni, tra celebrazioni ufficiali e memorie mancate, a farla tornare al centro delle cronache sarà purtroppo un evento tragico. I giornali parlano di lei il 23 gennaio 1993. Il giorno prima, vittima di un’aggressione in casa per opera certamente d’un balordo che voleva rapinarla, la Sora Lella muore per soffocamento. Ha da poco compiuto 89 anni e nel racconto della triste vicenda riportato sui quotidiani sono pochi quelli che la ricordano per il suo passato militante. Molti abbondano sui particolari del crimine. Qualcuno con affetto insiste sul lavoro da infermiera, che faceva da ragazza e che, nonostante l’età, continuava in qualche modo ancora a esercitare.
Oggi, a venticinque anni dalla sua scomparsa, il nome di Raffaella Chiatti non è ripreso in nessuna delle diverse iscrizioni che in giro per Garbatella ricordano i componenti delle formazioni comuniste, socialiste o di Giustizia e Libertà che qui operarono.
La sua vicenda però merita certamente più d’una citazione occasionale e una “targa d’inciampo” a lei dedicata sarebbe un più che giusto omaggio.
Un ricordo degno per lei e la sua storia di popolana, semplice e determinata, che al momento opportuno fece, da donna, la scelta più giusta.

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Scuola Cesare Baronio la dedica nell’atrio non sarebbe alla moglie del generale americano Wayne Clark

Un alone di mistero sulla lapide a Mary Alice Clarke

Chi era veramente Mary Alice Clarke? È questa la domanda a cui non si riesce a dare risposta leggendo la lapide posta dell’atrio d’ingresso dell’Istituto Cesare Baronio in via delle Sette Chiese, al civico 109.

Entrando nel portico della prima scuola media della Garbatella, inaugurata nell’immediato dopoguerra, sulla sinistra, infatti, è murata una targa di marmo in memoria di Mary Alice Clarke con le date di nascita e di morte: 13 novembre 1894 e 21 ottobre 1942 e una frase tratta da una sua lettera al marito. Sotto questa insegna un documento dattiloscritto, dal titolo “Significato della lapide”, racconta la presunta storia del Generale Mark Wayne Clark (senza la “e” finale) soprannominato da Winston Churchill “L’aquila americana” e famoso per aver liberato Roma il 5 giugno del 1944. Secondo il dattiloscritto nell’ottobre del 1942, mentre era impegnato in una missione in Nord Africa, la sua giovane moglie morì dopo una dura malattia. La donna era a Roma perché desiderava ricongiungersi al marito in quel momento in Marocco.

Il Generale Clark, arrivato nella Capitale, avrebbe ritrovato i manoscritti della consorte e avrebbe lasciato in suo ricordo una certa somma per contribuire alla costruzione della nuova scuola. Accanto al documento, a sostegno di questa ipotesi, due foto del Generale danno l’idea che stia leggendo le carte scritte dalla moglie. Ma, mentre su Mark Clark ci sono molti riferimenti storici e biografici, di quella Mary Alice Clarke non si trovano notizie.

Della vita privata del famoso generale è possibile trovare molti dettagli sulla versione inglese di Wikipedia. Nasce a Madison Barracks nel 1896, nel 1924 sposa Maurine Doran (1892 – 1966) e muore nel 1984 a Charleston, nella Carolina del Sud. Dal loro matrimonio nasceranno due figli: William Doran Clark e Patricia Ann Oosting. Dopo il 1966, rimasto vedovo, il Generale sposerà una certa Mary Dean. Quindi rimane un mistero l’identità di questa Mary Alice Clarke.

Purtroppo non esistono documenti in merito neanche nell’archivio della chiesa di San Filippo Neri, le uniche informazioni sono quelle presenti nel portico.

Sul sito web della scuola media Cesare Baronio c’è la storia dettagliata della nascita dell’istituto, ma nessuna menzione dei due protagonisti di questa vicenda. Anche sui registri del cimitero Verano non vi è traccia di Mary Alice Clarke. Perché allora viene descritta come moglie del Generale, mentre in realtà egli risulta sposato con Maurine Doran?

Se qualche vecchio scolaro ricordasse dei particolari o qualche accenno raccontato da Padre Melani o Padre Guido negli anni passati, potrebbe aiutarci a svelare questo mistero.

Il Generale Mark Wayne Clark, comandante della 5ª Armata americana, durante il suo ingresso a Roma. Foto di Jacques Belin
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Via al bando pubblico per la piscina di viale Giustiniano Imperatore

Un fulmine a ciel sereno per la lazio nuoto

di Massimiliano GIOVANNOLI

E’ in forse la permanenza della Lazio Nuoto nella piscina di viale Giustiniano Imperatore a San Paolo. Il 16 gennaio, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di concessione per l’impianto sportivo e nei giorni seguenti l’Assessore allo Sport Daniele Frongia, a confermare le intenzioni della amministrazione comunale, ha dichiarato che verrà messo “ a bando il più alto numero di impianti in scadenza, scaduti o chiusi, dando ai cittadini la possibilità di usufruire di spazi sportivi adeguati e di livello. Questo è solo il primo bando previsto per il 2019, ne seguiranno a breve altri”.
Stiamo parlando di un provvedimento, che riguarda l’ impianto sportivo realizzato al pian terreno di viale Giustiniano Imperatore 199, uno stabile costruito qualche anno fa, per ospitare le famiglie allontanate da casa in seguito all’abbattimento di un edificio pericolante a poche decine di metri di distanza. Lì, nel 2010, è stata ricollocata la società sportiva Lazio Nuoto, ma la sua presenza nel territorio è molto più lunga. Risale infatti a più di 30 anni fa l’apertura della prima piscina comunale targata
Lazio in uno stabile attiguo.
Un rapporto che però attualmente – sostiene l’assessorato- è figlio di una concessione ” scaduta e senza richiesta di prolungamento”. Di diverso avviso è Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto.
Questa estate, a detta di alcuni organi di stampa, avrebbe avuto assicurazione dal presidente della commissione sport del Comune Angelo Dario che ci sarebbero voluti almeno un paio d’anni prima che la struttura venisse messa a bando. Infatti la Società stava già preparando il project financing, il reperimento di fondi a garanzia per la iscrizione al bando pubblico.
C’è preoccupazione e sconcerto tra gli utenti e gli atleti delle piscina di viale Giustiniano Imperatore “la società è cresciuta con noi ragazzi del quartiere- sottolineano molti di noi, nel corso degli anni, hanno contribuito a portare medaglie, tra cui molte olimpiche.
Non vorremmo che la S.S. Lazio Nuoto dovesse veramente lasciare la piscina comunale” .
Qui sono iscritti moltissimi romani che da anni praticano sport a prezzi popolari; infatti sono 1800 i soci ai quali “sarà comunque garantito, nelle more dell’esecuzione del bando – fa sapere l’assessore Frongia – il normale svolgimento delle attività”.
Questa per la Lazio Nuoto sarà la gara più faticosa: non ci si batte per coppe o medaglie, ma per ben sei corsie di venticinque metri.

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La scuola G. Montezemolo festeggia i suoi 30 anni

Scommettete che stamattina, tutti gli studenti della Giuseppe Montezemolo di Via del Tintoretto, non vedevano l’ora di andare a scuola? Niente interrogazioni, prof. che urlano, o compiti da copiare all’ultimo minuto prima che inizi la lezione. Proprio così, perché da oggi Giovedì 21 Febbraio, fino a Sabato 23, ci saranno tre giorni intensivi di festeggiamenti. Per cosa? Ve lo spieghiamo subito. Anzi, ce lo spiega il nostro Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che non poteva mancare all’appuntamento.

“Oggi è un giorno importante, perché celebriamo i primi trent’anni del plesso scolastico Tre Fontane. È un giorno importante perché festeggiamo una scuola che, come tutte, è concretamente un punto di riferimento per la vita di tante famiglie, come lo è per tutto il territorio e per la nostra comunità.”

I ragazzi saranno impegnati in tre giornate piene di attività:
Si parte già da stamattina alle ore 8:30 con il taglio del nastro e “l’inaugurazione simbolica della scuola”, alla presenza delle autorità civili, miitari e religiose. Saranno presenti il Dirigente scolastico, le coordinatrici sia della scuola Primaria che Secondaria, l’assessora alla scuola del VIII Municipio e altre figure istituzionali.
La giornata procederà con i giochi matematici, ossia un concorso nazionale a squadre che impegnerà gli alunni delle classi prima e seconda della scuola media inferiore.
Domani 22 Febbraio, sia le famiglie che gli alunni potranno assistere a rappresentazioni in lingue straniere, la mostra fotografica “L’evoluzione della scuola”, e ammirare un murales creato dagli alunni durante un progetto scolastico artistico.
La terza giornata infine, quella di Sabato, sarà svolta con gare sportive, il concerto dell’Orchestra d’Istituto e infine la premiazione per i piccoli atleti.

Insomma, buoni festeggiamenti Montezemolo, per la locandina dell’iniziativa: basta cliccare qui.

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Notizie brevi

Raccolte più di 400 firme per il centro culturale Tormarancia
Si terrà il 21 febbraio alle 18,00, presso la sala della Parrocchia
Nostra Signora di Lourdes, l’Assemblea del Comitato centro
popolare polivalente insieme all’Associazione parco della Torre
per illustrare i risultati dell’inchiesta on line e costituire un
gruppo di lavoro per la progettazione partecipata dell’ex scuola
Mafai, in vista del centro culturale del quartiere.

Buone Parole
Giovedì 21 febbraio ore 10,30, presso la Sala Consiliare “Piacentina
Lo Mastro” del Municipio Roma VIII, in via Benedetto
Croce 50, avrà luogo una lezione aperta su un uso non sessista
della lingua italiana.
L’incontro è promosso dalla Consulta Femminile del Municipio
Roma VIII in occasione della Giornata Internazionale della
Lingua madre.

Cisl Garbatella: nuovo sportello per gli anziani
E’ stato attivato, il lunedì pomeriggio, presso la federazione
Pensionati della Cisl, in viale Guglielmo Massaia 47, uno
sportello di ascolto rivolto ai cittadini anziani, e non solo, sulle
difficoltà e problematiche della vita di ogni giorno. L’iniziativa
è promossa dal Coordinamento Donne del Sindacato.

Montagnola: clarinetti e tromboni cercasi
La banda musicale della Montagnola, che nei giorni scorsi si è
esibita per la prima volta tra i banchi del mercato rionale di
via Pico della Mirandola, cerca dei musicisti. E’ richiesto il
possesso dello strumento e una minima competenza musicale.
Prevalentemente si cercano sax, clarinetti, trombe e tromboni,
ma anche strumenti a percussione ( cassa, rullanti e piatti).
Info 06.45506613.

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Programmazione di Moby Dick nel mese di febbraio

Mercoledì 20 ore 18,00
Quando scende in campo il razzismo con Damiano Tommasi
ex giocatore dell’A.S. Roma e autorevole rappresentante del
sindacato calciatori.

Venerdì 22 ore 18,00
Voglio fare l’attore. Vita e teatro di Roberto Herlitzka
con l’autore e Emanuele Tirelli autore teatrale.

Martedì 26 ore 18,00
La straniera di Claudia Durastanti.

Mercoledì 27 ore 18,00
Scrittura e critica letteraria in Italia oggi con Renzo Paris e
Filippo La Porta.

Giovedì 28 ore 18,00
Vicini scomodi di Roberto Matatia.

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Tor Marancia: pranzo solidale di Sant’Egidio al San Michele

E’ stata un’occasione di incontro in un’atmosfera quasi di festa, il pranzo solidale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio domenica scorsa. Nei locali dell’Istituto San Michele si sono ritrovati più di duecento persone, c’erano alcune decine di uomini e donne senza fissa dimora a cui è stato servito un piatto caldo. Ai tavoli erano seduti tutti insieme, volontari di Sant’Egidio e i senza fissa dimora. A turno i volontari hanno servito lasagne e carne, molti erano ragazzi, adolescenti accompagnati dai genitori per offrire un gesto di solidarietà e nello stesso tempo sentire nuove storie, come quella di una donna, che ogni mercoledì frequenta i locali dell’Istituto per dipingere quadri molto colorati appesi alle pareti della grande sala. 

Il pranzo è avvenuto in occasione della giornata dedicata a Modesta Valenti, una donna anziana che morì sola su una banchina della stazione Termini agli inizi degli anni ’80. Da allora la Comunità di Sant’Egidio ha iniziato la sua attività di aiuto e distribuzione di pasti caldi e coperte per i senza tetto. Via Modesta Valenti è diventata per il Comune di Roma una via virtuale per l’iscrizione anagrafica delle persone senza casa. 

Al pranzo solidale è arrivato per un saluto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che insieme alla Croce Rossa a gennaio ha inaugurato un centro di accoglienza notturno per i senza fissa dimora proprio nell’Ipab San Michele. Una ventina di posti letto, per dare un tetto a chi non ce l’ha, dopo che nel giro di pochi mesi due uomini sono morti di freddo e di stenti nella zona. A piazza Lotto il 3 gennaio, infatti, è stato ritrovato su una panchina il corpo senza vita di Stanislao, conosciuto e benvoluto da molti abitanti, a cui affidavano a volte lavoretti saltuari, e che i volontari di San’Egidio incontravano la sera quando distribuivano la cena itinerante. I pranzi solidali sono iniziative che si svolgono in diversi quartieri, e nel Municipio VIII verranno riproposti, sempre all’Istituto San Michele anche nei prossimi mesi.

Anna Bredice

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Per la rassegna “Incontri col cinema” del Teatro Palladium

“Sembra mio figlio”

Acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre)

a cura della redazione

Sabato 16 febbraio alle ore 20:30 il Teatro Palladium ospita per la rassegna “Incontri col cinema”  il lungometraggio “Sembra mio figlio” (2018), acclamato al Festival di Locarno della pluripremiata Costanza Quatriglio. La regista presenta il film in dialogo con Vito Zagarrio (Università Roma Tre). 

Il lavoro racconta la storia di Ismail, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia ritornando a casa e facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, gli Hazara.

Costanza Quatriglio è una delle registe più interessanti di quella che ormai si profila come una “nouvelle vague” italiana, tra i più brillanti esponenti di una generazione che ha ibridato il documentario con la finzione e viceversa, uno dei temi cruciali del cinema italiano degli anni duemila. Documentarista eccellente, autrice di due film di finzione, dirige oggi il Centro Sperimentale di Cinematografia, sezione di Palermo dedicata al documentario. Ha firmato i documentari Terramatta, Triangle, 87 ore.

La rassegna “Incontri col cinema” è uno dei tanti appuntamenti legati alla sezione Cinem@ del Teatro Palladium; la chiocciola del titolo vuole significare un “cinema espanso”, contaminato dal video, dalla televisione, dalle ibridazioni tra corto e lungo metraggio, documentario e fiction e comprende alcune sottosezioni che segnalano l’apertura del Teatro Palladium alle iniziative cittadine e nazionali e la sua disponibilità a porsi anche come “sala cinematografica” (seppur atipica) capace di proiettare anteprime od ospitare festival di rilevanza nazionale e internazionale. L’elegante “salotto universitario” del Palladium vuole proporsi come altra “casa del cinema”, luogo di incontro e di riflessione per il cinema romano e italiano.

BIGLIETTERIA PALLADIUM

Attivo, solo durante gli orari di apertura del botteghino (apre due ore prima dello spettacolo), il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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Cara Garbatella a Buongiorno regione

Il 30 gennaio alle ore 7,30  Giancarlo Proietti e Gianni Rivolta, rispettivamente direttore editoriale e responsabile, del mensile di cronaca locale Cara Garbatella sono stati ospiti della nota rubrica di informazione regionale. Durante l’intervista si è parlato della storia più che ventennale del giornale e delle iniziative in cantiere per il Centenario (1920-2020) della fondazione dello storico quartiere popolare.

La RedazioneFacebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Comune di roma: varato il regolamento degli Orti Urbani

di Daniele Ranieri

Ci sono voluti otto anni, ma sembra giunto a conclusione il lungo iter comunale che dà il via al regolamento degli Orti urbani e dei giardini condivisi. Ora, dopo l’approvazione in Giunta, manca solo quello dell’Assemblea.

L’interesse per una regolamentazione dei tanti orti urbani, apparsi spontaneamente e disordinatamente nel territorio romano, era già nato nel 2001, quando il Comune di Roma si era accorto che i terreni destinati a coltivazione erano aumentati in un solo anno del 16%. Una vera passione che i romani coltivano da tempo, sicuramente per il piacere di produrre in proprio i prodotti destinati alla loro tavola, ma  anche in qualche caso per bisogno. Anche l’VIII Municipio ha numerosi appezzamenti di terreno affidati in comodato d’uso o coltivati spontaneamente destinati a orto. E’ il caso degli orti urbani Tre Fontane,dell’Ortolino, quelli di via Guglielmotti, di via Rosa Raimondi Garibaldi a Garbatella, della Cooperativa Garibaldi all’istituto agrario e di Largo Veratti al Valco San Paolo. Per questo il Municipio ha voluto ascoltare i rappresentanti dei “coltivatori” degli orti municipali prima di esprimere un parere alla Giunta di Roma Capitale.

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Municipio VIII: tante le iniziative sulla giornata della Memoria

dalla Redazione

Nel Municipio Roma VIII –ha dichiarato il presidente Amedeo Ciaccheri- “riannodare i fili sparsi della memoria è un impegno diffuso e quotidiano” e per questo, in coerente continuità con una tradizione forte e diffusa, anche quest’anno i nostri quartieri sono stati protagonisti di decine di iniziative. In molti casi sono state le istituzioni a promuoverle ma, in altrettante circostanze, sono state singole associazioni o circoli territoriali di partiti di sinistra a dare vita a momenti di incontro particolarmente sentiti.

Qui di seguito riportiamo solo alcuni degli appuntamenti che per un’intera settimana, e anche più, hanno attraversato i nostri quartieri.

Martedì 15 gennaio Via Valeria Ruffina 66 a Tor Marancia

Al primo posto nell’agenda la pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini e su cui Cara Garbatella ha dato già ampio spazio. L’iniziativa, nata dal lavoro di ricerca di Eugenio Iafrate e di Claudio D’Aguanno “consulente per la memoria del Municipio Roma VIII”, è stata promossa dall’Associazione Parco della Torre e sostenuta dal Municipio con la presenza del presidente Ciaccheri.

 

Martedì 22 gennaio, ore 21.00 – Teatro Palladium

A TESTA ALTA. STORIA DI MORETTO

Spettacolo teatrale sulla vicenda di Pacifico Di Consiglio che non si arrese mai alla dittatura italiana e non chinò la testa davanti all’occupazione straniera.

Evento realizzato da Fondazione Museo della Shoah – Onlus.

 

Giovedì 24 gennaio, ore 17.00 – Sala consiliare Municipio Roma VIII

UN PONTE DI LIBRI

Mostra bibliografica e presentazione dell’opera di Jella Lepman, donna, ebrea, fuggita dalla persecuzione nazista rientrerà in Germania per occuparsi della “ri-educazione” delle donne e dei bambini tedeschi, e per offrire loro “cibo per la mente” affinché mai più potesse ripetersi quanto accaduto con il nazismo.

Evento realizzato da Lottavolegge e Biblioteche Di Roma.

 

24, 25, 26 gennaio – Nelle scuole del Municipio Roma VIII

La Memoria della Shoah raccontata alle studentesse e agli studenti delle nostre scuole attraverso la proiezione di film, letture di brani significativi, spettacoli teatrali, Cerimonia del sasso, laboratori di pittura di Pietre d’inciampo simboliche in un programma di iniziative diffuse per stimolare protagonismo giovanile e per non dimenticare. Con il patrocinio e la partecipazione diretta del Municipio.

 

Sabato 26 gennaio, ore 18.00 – Comunità di Base San Paolo

PORRAJMOS, LA MEMORIA DI TUTTI

Un’iniziativa per ricordare la “Devastazione” di Rom, Sinti e Caminanti, vittime anch’essi dello sterminio nazista. Parole, musiche, poesie, ricostruzioni storiche, analisi e prospettive per ricordare il sacrificio di oltre mezzo milione di Rom.

Evento realizzato da Associazione Cittadinanza e Minoranze.

 

Sabato 26 h.10.30 Millepiani Via Nicolò Odero 13

POLISPORTIVA G. CASTELLO, fondata nel 1967, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VIII e la collaborazione delle associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -, Cara Garbatella e Millepiani Coworking.

Mostra realizzata dal Comune di Scandicci CAMPIONI NELLA MEMORIA

Storie di atleti deportati nei campi di concentramento

L’idea di questa mostra è di Barbara Trevisan, docente di scienze motorie sportive a Scandicci: “Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni, seppure in modo indiretto, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande tragedia del ventesimo secolo, anche dal punto di vista sportivo, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza”.

 

Domenica 27 Basilica di San Paolo: Pedalando nella Memoria 2019

Appuntamento alle ore 9,15. Il percorso ha attraversato la città partendo da Parco Schuster, passando il ponte Settimia Spizzichino per fare una prima tappa a Tor Marancia Fosse Ardeatine. Di qui la strada in bici ha ripreso poi per Porta San Paolo, Portico d’Ottavia e via dei Zingari. Quindi verso San Giovanni e via Tasso per concludersi al Casale della Cacciarella in via di Casal Bruciato 11. Il punto d’arrivo è poco più avanti della Stazione Tiburtina dove, dal binario 1, partivano i convogli diretti ai campi di sterminio e dove, appunto, quella tragica mattina del 4 gennaio 1944, fu caricato Giovanni Tagliavini, “un indesiderabile residente a Shangai”, destinazione Mauthausen.

 

Domenica 27 gennaio. Un itinerario attraverso le tracce della memoria

Promossa dai circoli PD di Roma VIII tre tappe per ravvivare il ricordo e rinnovare l’impegno a non dimenticare. La mattinata è iniziata in Via Valeria Rufina con la visita alla pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini, proseguendo poi a Piazza Ricoldo da Montecroce nel ricordo di Enrica Zarfati, per concludersi al ponte dedicato a Settimia Spizzichino. Qui, alla presenza di Flavio Conia, di Enzo Foschi e delle istituzioni municipali (presenti tra gli altri, oltre al Presidente Amedeo Ciaccheri, gli assessori alle politiche sociali Alessandra Aluigi e alle attività produttive Leslie Capone), sono stati letti vari brani tratti da “Il diario di Anna Frank”, da interventi di Maria Zevi e Settimia Spizzichino nel convegno “Donne, fascismo e democrazia” del 26 gennaio 1995, e i numeri della deportazione  conservati nell’Archivio storico della Comunità ebraica: delle 1752 persone ne tornarono 118.

La commemorazione si è conclusa con la lettura della poesia “Il sole splende per tutti” di Jacques Prévert; e a sottolineare il titolo, mai così beffardo come oggi, è cominciato a piovere ( l.g.).

Lunedì 28 gennaio, ore 09-17 – Teatro Palladium

DALL’ALBA AL TRAMONTO

Lettura integrale e continuativa di “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Si alterneranno, nella maratona di lettura, bambini delle scuole elementari, allievi delle scuole medie inferiori e delle scuole medie superiori, studenti, docenti e personale dell’Ateneo, nonché autorità, personalità del mondo dello spettacolo e dell’arte, attivisti dei diritti umani.

Evento realizzato da Università Roma Tre e Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili.

 

Martedì 29 gennaio, ore 18.00 – Moby Dick biblioteca hub culturale

QUAL È LA VIA DEL VENTO

Presentazione libro con l’autrice Daniela Dawan insieme alla scrittrice Giulia Alberico. Daniela Dawan è nata a Tripoli dove ha vissuto la sua prima infanzia. È rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei Sei giorni. È vissuta a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti. Nel 2010 ha pubblicato con Marsilio “Non dite che col tempo si dimentica”, il suo primo romanzo. Nel 2018 esce “Qual è la via del vento” (E/O).

 

Ha collaborato Lorena Guidaldi

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Centinaia di ex studenti festeggiano i 50 anni dell’Aeronautico

Tante le iniziative all’istituto di via Morandini

di Gianni RIVOLTA

Auguri, il De Pinedo compie cinquant’anni. E’ passato già mezzo secolo da quando la prima scuola aeronautica statale d’Italia apriva i battenti grazie alla caparbietà dell’allora preside Giovanni Micci ( lo è stato per 28 anni consecutivi). Correva l’anno 1968, tempi di contestazione studentesca e giovanile. E in quell’istituto, che dopo varie sedi provvisorie finalmente si stabilì in via Morandini 30 nella zona di via Vigna Murata, nasceva una generazione di giovani piloti e di personale di terra, che avrebbero fatto la storia moderna dell’aeronautica civile e militare nel nostro paese.
Una comunità di studenti e insegnanti particolare, che in questi 50 anni hanno mantenuto un attaccamento e un legame con la loro scuola non comune. A testimoniarlo è stata la partecipazione straordinaria di ex studenti ed ex docenti alle innumerevoli iniziative organizzate a partire dal settembre scorso.
“Sì, sono venuti in tantissimi agli incontri “50 anni insieme”- ricorda Nicola Silvestri, insegnante di Educazione Fisica e animatore dell’anniversario- li abbiamo invitati per classi di età, a partire dai pionieri del ‘68 con lo studente n.1 Fulvio Dobrovich fino ai diplomati nel decennio 2009-2018”. Tanti gli eventi organizzati dal comitato dei festeggiamenti.
Ricordiamo solo i più significativi.
L’inaugurazione di due murales all’interno dell’edificio scolastico realizzati da Enzo Gambarini: il primo in bianco e nero rappresenta l’ammaraggio sul Tevere, avvenuto nel lontano 1925, a conclusione della prima impresa di Francesco De Pinedo con il macchinista Campanelli e il suo piccolo idrovolante “Gennariello”. Si trattava di un volo di 55 mila chilometri da Roma a Melbourne, poi Tokyo e ritorno a Roma: un giro e mezzo la circonferenza della Terra, organizzato nei minimi particolari. Un’impresa aeronautica per quell’epoca ai limiti del fantastico; il secondo murales è l’immagine di un pilota delle Frecce tricolori, l’ex studente Colonnello Stefano Centioni, che riprende gli altri componenti della Pattuglia acrobatica nazionale durante una figura di volo a rovescio.
Ad ottobre è stata la volta del faccia a faccia tra le settanta studentesse del De Pinedo con Fiorenza De Bernardi la prima donna pilota civile in Italia, che ha aperto la strada all’astronauta Samantha Cristoforetti e a novembre la donazione alla scuola del manifesto della “Trasvolata delle due Americhe”, compiuta nel 1927 da Francesco De Pinedo col suo “Santa Maria”, un idrovolante della Isotta Fraschini da 500 HP. La stampa dell’evento, autografata da Mussolini, donata dal nipote dell’eroico pilota che porta lo stesso nome, è stata collocata nell’atrio dell’Istituto.
Ma non è finita qui.
Per gennaio sono previste tantissime iniziative. Ecco il calendario degli open day: 12 gennaio incontro con i diplomati dal 2000 al 2009, giro con le 23 mountain bike della scuola e lancio del razzo modello De Pinedo; il 18 la comandante Micaela Scialanga incontra gli studenti delle quarte sul tema “La conduzione del mezzo aereo” ; il 25 un convegno con tutte le realtà del mondo aeronautico; per finire il 26 con gli ultimi diplomati tra il 2009 e il 2018.

Manifesto evocativo del volo delle due Americhe

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Finanziato il progetto per riqualificare l’area dell’es Pup di viale da Vinci

Urgente per i cittadini il ripristino della viabilità

di Fabrizio FAGIANI

Il tratto di viale Leonardo da Vinci, stravolto dal cantiere di un parcheggio sotterraneo mai realizzato, potrà essere finalmente riqualificato con un finanziamento derivante dagli oneri concessori della nuova convenzione urbanistica stipulata dal Comune per piazza dei Navigatori.
Si tratta di 17 milioni, che sono stati destinati a una serie di interventi di riqualificazione urbana individuati attraverso un processo partecipativo chiamato #Roma- Decide. Una procedura voluta dal Campidoglio, che ha suscitato forti critiche per la scarsa partecipazione (poco più di 2mila persone, circa l’1% del totale dei cittadini residenti) e per il fatto che la gran parte degli interventi selezionati saranno realizzati lontano dall’area di piazza dei Navigatori.
Tra gli interventi “vincitori” c’è anche il progetto di risistemazione dell’area dell’ex Pup (Piano urbano parcheggi) di viale Leonardo da Vinci. La vicenda di questa area sosta sotterranea inizia nel 2004. Subito dopo l’avvio del cantiere parte la protesta dei cittadini, che ritengono la realizzazione del profondo scavo pericoloso per la stabilità degli edifici circostanti e si organizzano nel Comitato “No Pup Indignati” per chiedere la revoca della concessione. La ditta costruttrice poi sospende i lavori per difficoltà incontrate nell’opera di scavo e tutta l’area rimane per molti anni in stato di abbandono.
Solo nel settembre 2017 è stata emanata la determinazion, che dispone la revoca della concessione e l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi. Interviene allora il municipio che, nel febbraio scorso, bonifica l’area e riporta in funzione la carreggiata
occupata dal cantiere.
Ma la nuova viabilità non ha riportato il viale nelle condizioni precedenti e ci sono seri problemi di sicurezza stradale. Sono numerosi gli incidenti che si verificano, soprattutto nell’incrocio con via Costantino. Tanto che la Polizia Municipale dell’VIII gruppo ha scritto una nota al Dipartimento capitolino alla Mobilità per chiedere il ripristino della viabilità originaria. La situazione di pericolo viene con tenace insistenza denunciata anche dal Comitato insieme per San Paolo e dal Comitato “No Pup Indignati”.
“Seguitiamo a chiedere quasi giornalmente il ripristino della viabilità a senso unico su entrambe le carreggiatedicono dal Comitato – purtroppo continuano a verificarsi incidenti e la decisione di mantenere il doppio senso in via sperimentale su un lato della via si è rivelata sbagliata. Noi lo avevamo fatto notare fin da subito. Anche il Municipio sta sollecitando la soluzione del problema ed ha presentato un progetto al Dipartimento Mobilità, che dovrebbe occuparsi di provvedere al ripristino dello stato ex ante, dato che la via è di competenza comunale.
Abbiamo scritto anche all’Assessora capitolina alla mobilità Linda Meleo allegando le foto degli incidenti e proveremo a contattare anche il direttore del Dipartimento, con la speranza che presto si riesca a risolvere questa situazione”.
Il Municipio VIII ha risposto alle richieste dei cittadini lanciando un ultimatum al Campidoglio: se non ci sarà un intervento immediato, il Municipio è pronto a intervenire direttamente in surroga del Comune inadempiente.

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MONTAGNOLA, PARTE LA GARA PUBBLICA PER RIAPRIRE LA LUDOTECA DI VIA DEI LINCEI

Uno spiraglio di luce per la ludoteca municipale di Tor Marancia chiusa da tempo, comincia ad intravedersi. Una buona notizia per i bimbi del territorio, che da dicembre 2016 si trovano senza Ludomagicabubù di Via dei Lincei.
La presentazione delle domande di partecipazione scadranno il 31 gennaio 2019.

La ludoteca era attiva dal 2005 e per 11 anni ha ospitato bimbi da 0 a 6 anni.
I motivi che hanno poi portato alla chiusura non sono mai stati molto chiari, forse per via dell’assenza di una documentazione sull’agilbilità strutturale.
L’unica cosa certa in questi mesi, è stata l’indignazione e le proteste dei genitori che fin da subito avevano chiesto la certificazione necessaria per riaprire la ludoteca. E la risposta a quelle proteste, finalmente è arrivata, meglio tardi che mai.(p.m.i)

Le info utili sull’avviso pubblico potete trovarle qui: Roma Capitale

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Rivivrà il campetto di Piero

di Massimiliano GIOVANNOLI

Tornerà nuovo di zecca il campo sportivo tra via di Grottaperfetta e via Granai di Nerva a Roma 70. Infatti, il progetto di recupero, avanzato dal comitato di quartiere, è tra i 18 vincitori su 80 del processo partecipativo on line #RomaDecide ( i 17 milioni di oneri concessori di piazza Navigatori).
L’opera di restyling è stata dunque finanziata e inserita nel bilancio dell’amministrazione capitolina per l’anno 2019.
La piccola area sportiva è rimasta inutilizzata per circa dieci anni, fino a quando, il Comitato di Quartiere ha deciso di ripulirla e riportarla all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.
Sta qui da sempre – dicono gli abitanti – dalla nascita del quartiere negli anni ’70-’80. E’uno dei pochi punti di aggregazione, forse l’unico per chi è più giovane. Era la piazza, il centro sportivo, il punto d’incontro, il posto dove tutti hanno giocato, hanno chiacchierato e per anni sono cresciuti”.
Ma il campo non ha avuto una vita facile. Inizialmente faceva parte di una proprietà privata e l’intenzione, al momento della edificazione del quartiere, era di espropriarlo per fornire una piccola area verde ad un comprensorio che, già nelle progettazioni
edilizie, mostrava un carattere esclusivamente residenziale. Il processo di espropriazione si è però rivelato troppo lungo e così
il campetto è stato occupato dai cittadini. Per vari anni è stato gestito da Piero, proprietario del bar di Roma 70, una conduzione
che ha coinciso con un periodo molto felice per l’ area sportiva, tanto da affidargli il nome con cui è ancora noto. Sempre aperto
a tutti, lo spazio era di fatto pubblico e usufruito dai ragazzi del quartiere, che soprattutto nelle stagioni estive organizzavano tornei di calcetto. Negli anni ha visto un lento degrado, ma il campo rimaneva comunque aperto e tutti continuavano ad usarlo.
La soddisfazione per questo primo importante risultato non impedirà comunque ai cittadini di Roma70 di continuare a vigilare
per verificare l’effettiva attuazione del progetto di recupero da parte delle istituzioni locali.

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caffè letterario al casale ceribelli

Parte la nuova iniziativa del Comitato di quartiere della Montagnola.
Dal 9 gennaio ha preso il via il “Caffè letterario”: una serie di incontri, presso il Centro Anziani del Casale Ceribelli, in cui la lettura di un libro, scelto tra una rosa di proposte nel corso del primo appuntamento, diventa lo spunto per riflettere e confrontarsi sul senso delle parole scritte.
Le organizzatrici, Rossana Pantano e Cristina Petrucci, supportate dal presidente del Comitato, Paolo Colombini, sono convinte sostenitrici della necessità di tornare a parlarsi, di tirare fuori le emozioni e soprattutto di ribadire l’importanza della lettura. nel corso degli incontri ogni partecipante potrà anche presentare un suo scritto e, alla fine del ciclo nel mese di maggio, l’opera che avrà ottenuto più consensi riceverà un premio simbolico all’interno di un evento patrocinato dal Municipio.
L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione di alcuni commercianti del quartiere, che hanno partecipato offrendo, appunto, caffè, pasticcini e tisane.

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A due anni dalla morte di Primo De Lazzari (1926-2016)

Garbatella ricorda il “Bocia”

 Una targa alla memoria e un albero da piantare per le future generazioni. Così  verrà ricordato Primo De Lazzari partigiano combattente delle Brigate Garibaldi, giornalista e saggista.
A due anni dalla scomparsa del “Bocia”, sabato 19 gennaio alle ore 11 in via Rosa Raimondi Garibaldi,42 a Garbatella, ci sarà la cerimonia di commemorazione alla presenza del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.
Chi era Primo De Lazzari? Non è facile ricordarlo in poche righe. Dopo la Liberazione si impegnò nella vita politica col Partito comunista e lavorò con Enrico Berlinguer nella direzione nazionale della Fgci.
Nel 1962 si trasferi a Roma e quando venne ad abitare a Garbatella si iscrisse alla sezione comunista della Villetta.
A Botteghe Oscure è nella sezione Esteri.
Diviene segretario nazionale dell’ Associazione culturale Italia-Polonia e poi della Associazione Italia Cecoslovacchia.  
E’ stato redattore capo della rivista culturale “Conoscersi” e uno dei giornalisti della rivista dell’Anpi “Patria indipendente”. Negli ultimi anni della sua lunga vita ricoprì tra l’altro la carica di Vicepresidente dell’Anpi di Roma e del Lazio e svolse un’opera proficua di diffusione dei valori della Resistenza nelle scuole romane. Ha pubblicato raccolte di poesie e diversi saggi sulla guerra di Liberazione e l’antifascismo in Italia.

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Abbattuti dieci pini su via Aristide Carpaccio nel parco di Tormarancio

“Bisognava proprio abbatterli – si chiedono gli abitanti dei palazzi ex Assicurazioni Generali di via Grottaperfetta, davanti al supermercato Pewek- quei pini li ho visti crescere, erano tutti sani ”. Già proprio così, in questi giorni all’interno del parco di Tormarancio su via Carpaccio le motoseghe hanno sterminato una decina di pini che si affacciavano sulla stradina, che collega via di Grottaperfetta a piazza del Caravaggio.
Sembra che l’abbattimento delle alte alberature abbia avuto il nulla osta del Parco dell’Appia antica nell’ambito della variante per l’apertura del terzo ingresso (Afa) all’area verde pubblica, dopo quelle di piazza Lante e di via Londra. Ma anche se nei documenti si assicura, che gli alberi saranno sostituiti con dei cipressi, gli abitanti non capiscono e protestano. Uno striscione giallo affisso nella notte proprio sulla recinzione del parco non lascia dubbi: “Sterminio di alberi. Vergogna”. (r.g)

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Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

L’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Mirella Arcidiacono

La Garbatella aveva rischiato quest’anno di non avere il suo presepe artigianale e meccanico, realizzato dal mastro artigiano Dante Pica, che raccoglie materiali d’epoca e ne cura  minuziosamente l’assemblaggio.

 Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

L’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Mirella Arcidiacono

La Garbatella aveva rischiato quest’anno di non avere il suo presepe artigianale e meccanico, realizzato dal mastro artigiano Dante Pica, che raccoglie materiali d’epoca e ne cura  minuziosamente l’assemblaggio.

Il presepe, completamente animato, è stato realizzato con statuette alte circa 15 cm, che si muovono grazie a dei motorini elettrici.

Dante Pica venne premiato con il Premio Fantasia di Garbatella 2010 per il presepe garbato, che è la gioia  di adulti e bambini. Nonno Dante, così meglio conosciuto dagli abitanti della zona, aveva rilasciato un’intervista lo scorso anno, che si può trovare su youtube, nella quale confessava proprio in quel filmato le tante difficoltà a continuare questa esperienza. Ormai arrivato all’età di 90 anni non se la sentiva di più si rimontare il presepe e stare lì tutti i giorni di guardia. Per lui era diventata una fatica, anche perché aveva avuto un problemino al cuore, era stato ricoverato ed i medici gli avevano consigliato di non affaticarsi.

L’insistenza della gente del quartiere, che ha fatto una raccolta di firme e l’appello del parroco Don Paolo, lo hanno convinto ad essere presente anche per questo Natale con il suo bellissimo presepe. Come sempre l’opera, perché di questo si tratta, sarà esposta nei locali della chiesa di Santa Galla, adiacenti al Teatro in Portico.

Pertanto dall’8 dicembre 2017, al 9 gennaio 2018, si potrà visitare il presepe tutti i giorni feriali dalle 15,30 alle 19,00, nei giorni festivi dalle 11.00 alle 12,30 e la sera di Natale dopo la messa. Non dimenticate di ringraziare ed augurare buon Natale al mastro artigiano Dante Pica.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le tre affollate giornate a fine settembre

Le tre affollate giornate a fine settembre alla Villetta Garbatella Jazz Festival n°13 nel ricordo di Pino Sallusti

Straordinario successo dell’ormai tradizionale manifestazione musicale, quest’anno dedicata alla memoria del suo scomparso direttore artistico. Nuovo direttore Pasquale Jannarella

di Giancarlo Proietti

La tredicesima edizione del Garbatella Jazz Festival ha avuto un successo straordinario. Gli organizzatori erano abituati da anni ad ospitare all’interno del giardino della Villetta centinaia di
appassionati di buona musica.

Le tre affollate giornate a fine settembre alla Villetta Garbatella Jazz Festival n°13 nel ricordo di Pino Sallusti

Straordinario successo dell’ormai tradizionale manifestazione musicale, quest’anno dedicata alla memoria del suo scomparso direttore artistico. Nuovo direttore Pasquale Jannarella

di Giancarlo Proietti

La tredicesima edizione del Garbatella Jazz Festival ha avuto un successo straordinario. Gli organizzatori erano abituati da anni ad ospitare all’interno del giardino della Villetta centinaia di
appassionati di buona musica.

Quest’anno la manifestazione ha raggiunto livelli di partecipazione che sono andati al di là di ogni aspettativa. Moltissime persone non sono riuscite ad entrare all’interno pur vasto della Villetta della Garbatella, il luogo storico che accoglie da sempre questa manifestazione, e si sono dovuti accontentare di ascoltare la musica da fuori o optare per soluzioni alternative: un giro nel quartiere, una pizza o un buon piatto di pasta in uno dei numerosi locali della zona.

Questo grande risultato è la risposta più bella che tante persone, l’associazione Cara Garbatella e gli amici della Villetta potevano dare per ricordare un amico, Pino Sallusti, un grande musicista, contrabbassista e bassista romano, da sette anni direttore artistico del Festival, improvvisamente scomparso ad aprile.

Quest’anno il Festival è stato dedicato a lui. In questi ultimi sette anni, da quando Pino aveva assunto la responsabilità organizzativa, il Festival ha acquistato uno spessore che ha varcato i confini cittadini, fino ad avere una rilevanza nazionale. Pino con gli organizzatori aveva istaurato uno stretto rapporto, cercando di dare il massimo, scegliendo ottima musica senza tralasciare le esigenze organizzative.

Pino aveva amato fin da subito gli amici di Cara Garbatella e il luogo dove si svolge la manifestazione: la Villetta. Si è subito integrato ella realtà delle associazioni organizzatrici del Festival, cogliendo l’importanza storico-politica di un posto come la Villetta. Proprio all’interno di questo storico edificio, nell’aprile di quest’anno, per volontà della sua amata compagna Serena, all’ombra di una vecchia mimosa, centinaia di persone hanno voluto salutare Pino l’ultima volta in una soleggiata mattina di primavera.

Più che un addio è stata una festa, dove sul palco della Villetta si sono alternati decine di musicisti per rendere omaggio a questo grande musicista.

Il Garbatella Jazz Festival 2017 si è svolto dal 21 al 23 settembre. Il nuovo direttore artistico, Pasquale Innarella, musicista e collega di Pino, ha voluto continuare con lo stesso stile con il quale si era distinta la vecchia direzione artistica. Pasquale ha chiamato a cimentarsi per questa edizione tanti amici musicisti che in questi anni avevano suonato e collaborato con Pino. Giovedì 21 ha aperto questa tredicesima edizione la Scuola Popolare di Musica di Testaccio, a seguire il quintetto Hot Club de Zazz che si sono inventati “i Trovatori”, i quali hanno presentato una rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune famose melodie del “Trovatore” di Giuseppe Verdi.

Venerdì 22, in apertura, il laboratorio jazz della Scuola Popolare di Musica di Testaccio; a seguire Pasquale Innarella Quartet, che ha presentato il suo nuovo lavoro, “Migrantes”. Pasquale, è un artista sempre sensibile alle tematiche sociali, da anni impegnato nella periferia romana dove coniuga l’impegno con la musica.

Sabato 23 la San Lorenzo Jazz Orchestra ha aperto la serata. È una formazione di undici elementi, figlia dei precedenti ensemble con 15 musicisti, tra i quali Pino Sallusti era l’elemento più importante. Ha concluso la tre giorni musicale “Pino Sallusti Septet, Legacy”, nella quale si sono esibiti Carlo Conti (sax baritono), Max Filosi (sax alto), Claudio Corvini (tromba), Marco Conti (sax tenore), Andrea Frascaroli (pianoforte), Stefano Cesare (contrabasso), Gianni Di Renzo (batteria).

Tre giorni di festa, misti a rabbia e malinconia per un amico che non c’e più. E proprio nell’ultima sera il momento emotivamente più toccante è stato quando dal palco uno degli organizzatori ha letto un piccolo ma toccante biglietto scritto da Serena alla presenza della figlia Valentina, il padre la sorella e il fratello di Pino.

Forti emozioni, le note jazz lasciano spazio solo ai ricordi… poi musica, musica, musica.

Pino avrebbe voluto così

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