Se pensate di sapere quanto
può infuriarsi un romano al volante in mezzo al traffico, è perché non avete
mai visto un romano al volante, in mezzo al traffico, dopo che gli hanno pure
chiuso la Cristoforo Colombo!
Insomma avete capito? “Torna a Roma laFormula E con la settima tappa del campionato 2018/2019”, si legge sul sito del Comune di Roma. Nessuno mette in dubbio che sia fantastico promuovere le energie alternative e incoraggiare l’utilizzo delle fonti elettriche, si ma noi? Come ci muoviamo nei giorni del campionato dei motori elettrici?
Allacciate le cinture, nervi saldi e
tenete a mente queste modifiche alla viabilità. Vi ricordiamo inoltre, che
se non volete ritrovarvi a sbuffare tra una strada chiusa e un vigile che vi
manda dalla parte opposta di casa vostra, le variazioni saranno inserite anche
sulle app quali Waze, GoogleMaps, Moovit, e altre.
Per l’allestimento del circuito,
dall’11 al 15 Aprile:
Chiusura dello svincolo del Gra sulla pontina direzione Eur, sia in carreggiata interna che esterna.
Chiusura di via Cristoforo Colombo tra Laurentina e Oceano Atlantico.
Le strade chiuse per la Formula E a Roma | Colombo chiusa | Svincolo raccordo chiuso | Bus deviati formula E Roma
Chiusura della svolta a sinistra da via Laurentina su viale Cristoforo Colombo in direzione viale Marconi e viadotto della Magliana.“
Durante la gara, che avverrà dalle
20:30 alle 5:30 del 15 Aprile, le strade dedite al circuito saranno:
Via Cristoforo Colombo
Via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi, e altezza viale Europa
Viale Asia
Via Stendhal
viale della Letteratura
via della Pittura
Viale dell’Industria
Via delle Tre Fontane
Viale dell’Agricoltura
Via Ciro il Grande
Viale Civiltà del Lavoro
via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi
Le fasi del disallestimento invece
inizieranno dal 15 Aprile per terminare il 21 Aprile. Se volete dettagli più
precisi, giorno dopo giorno, potete consultare il sito del Comune si Roma al
seguente link:
Era ancora buio quando questa notte una Lancia Y è sprofondata dal viadotto della Magliana, all’altezza di Parco Rosati, precipitando di sotto.
Il conducente è stato trasportato in codice rosso al San Camillo, per fortuna non ci sono stati altri feriti o vetture coinvolte.
Secondo alcune fonti la macchina sarebbe precipitata all’interno dello Sporting Club Eur, il quale però smentisce l’accaduto: “Abbiamo saputo dell’incidente, ma non è nel nostro centro sportivo che è finita la macchina”, ci ha risposto uno dei segretari. È ancora da accertare quindi a chi appartenga il terreno nel quale è piombata l’auto.
Il prossimo 16 aprile la scuola primaria “Aurelio Alonzi” parteciperà all’iniziativa nazionale: “Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite”, l’annuale giornata di volontariato, promossa da Legambiente, ideata per le scuole che intendono impegnarsi nella promozione di stili di vita sostenibili all’interno della propria comunità e del proprio territorio.Le scuole sostenibili favoriscono azioni di cittadinanza per rendere i ragazzi protagonisti della cura del proprio ambiente di vita dentro e fuori l’edificio scolastico.
Il programma della giornata sarà
così strutturato:
14,30-16,30: Nelle classi,
attività di sensibilizzazione ambientale a cura dei volontari di Legambiente
16,30-19,00: In giardino, lavori
di sistemazione, piccole potature, realizzazione di aiuole e cartellonistica,
mercatino del libro
18,30: Estrazione biglietti della
Lotteria e premiazione
“Scuola sostenibile- Nontiscordardimè è una campagna promossa da Legambiente cui la scuola Alonzi aderisce da un paio d’anni – racconta Patrizia Martinelli, responsabile del plesso -, aldilà dell’ovvio richiamo alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, l’iniziativa è volta alla promozione di momenti aggregativi in occasione dei quali i volontari del Circolo Legambiente Garbatella, i genitori e i docenti disponibili collaborano in sinergia per il benessere e la tutela della scuola. Quest’anno saranno effettuati lavori di piccola potatura, sistemazione e allestimento degli orti scolastici.La presente edizione sarà inoltre un momento di festa: è stata organizzata una lotteria, cui hanno aderito molti esercenti della zona in un vero e proprio tam tam entusiastico, e un mercatino del libro. Tutti i proventi saranno destinati all’acquisto di beni per la scuola, al fine di migliorare l’ambiente di apprendimento quotidiano dei bambini. Si ringraziano gli sponsor e i volontari che parteciperanno all’iniziativa.”
I biglietti della lotteria saranno venduti nel
cortile della scuola e i premi previsti consistono in buoni e servizi offerti
dai commercianti di Garbatella, che in molti hanno partecipato all’iniziativa.
Per il mercatino del libro (ad offerta libera) è stata richiesta la
partecipazione delle famiglie con la donazione di un libro adatto alla fascia
di età degli alunni della scuola primaria. L’intero ricavato del pomeriggio
sarà utilizzato esclusivamente per le necessità degli alunni della scuola
Alonzi.
Entra nel vivo con la presentazione delle
candidature la campagna elettorale per le europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime
dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano
Smeriglio nella lista del Pd. Cittadino
della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente
da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana, è stato per diversi anni presidente dell’XI
Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni
comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il
nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.
PRIMI SEGNALI DI
RIPRESA PER IL CTO:IL
RILANCIO NEI PROSSIMI DUE ANNI
di Sandra Girolami
Si diradano le prime nubi sull’ospedale
traumatologico della Garbatella. Qualcosa di concreto si sta muovendo, a partire
dall’audizione che si è svolta a fine
marzo alla Pisana nella Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Lazio. Già in quella sede il direttore
generale della Asl Rm2 e il direttore sanitario del Cto hanno annunciato un
piano di iniziative, che verranno intraprese nei prossimi due anni per
risollevare le sorti del vecchio nosocomio. La notizia è stata accolta
positivamente dal presidente dell’VIII Municipio, Amedeo
Ciaccheri, che si è dichiarato soddisfatto di questi primi segnali, a partire
dalla riacquisizione al patrimonio pubblico del polo ospedaliero.
“L’interlocuzione diretta del Municipio con l’assessore regionale Alessio D’Amato
e con l’azienda sanitaria ha dato i primi frutti – ha detto – Il progetto dell’ampliamento dell’unità spinale
e del reparto di terapia intensiva sono novità importanti, cui devono
corrispondere tempi rapidi ed un piano
di rilancio anche occupazionale”.
Cara Garbatella, nel numero scorso, aveva messo a
fuoco diversi problemi ed interrogativi,che da anni preoccupano la popolazione
e sui quali ha chiesto risposte alla
Direzione strategica della Asl Rm2, risposte che sono puntualmente arrivate a
partire dalla questione dei posti letto : ”Il rilancio della struttura come
polo d’eccellenza è uno degli obiettivi
che questa Azienda si è prefissata per rilanciare il Cto, che nel corso
dell’ultimo decennio era stato depotenziato fino a farlo diventare quasi una
struttura a valenza territoriale. La nuova organizzazione dei posti letto di
tutti gli ospedali dell’Azienda è per intensità di cura, quindi anche al Cto
esiste l’area di degenza ortopedica “long”, “week” e “day surgery”. Fra poco partiranno i lavori
al terzo piano per realizzare la nuova “week” ortopedica. In questo modo si
amplierà l’offerta di posti letto e si potranno separare i flussi di pazienti
che entreranno in urgenza da quelli che devono fare un intervento pianificato. Inoltre,
in questo periodo sono stati realizzati lavori di ristrutturazione, che hanno
consentito di attivare gli Ambulatori ortopedici e gli sportelli CUP dedicati,
il poliambulatorio ospedaliero con sala d’attesa, la riattivazione del blocco
operatorio al 2° piano e dell’attività di radiologia interventistica della
colonna”.Tra le opere in cantiere è
prevista anche l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica Nucleare e di
tutta la radiologia oltre alla riqualificazione degli ascensori, alla
realizzazione dei nuovi impianti di sollevamento e al ripristino della
cartellonistica.
Ma è il potenziamento dell’Unità Spinale uno degli interventi più attesi.
Forse non a tutti è chiaro cosa sia esattamente, quali problemi organizzativi
presenti ed anche quale impegno sia necessario da parte del personale, che deve
assistere i pazienti, per molti dei quali non ci sono speranze di guarigione e
che devono riadattare i loro gesti, le loro abitudini, tutta la loro vita ad
una condizione di mobilità limitata. “I posti letto – spiega la Direzione della Asl – passeranno
da 16 a 32 e quelli
della Terapia Intensiva da 6 a 12 così da permettere il trasferimento precoce
di pazienti tetraparaplegici all’Unità Spinale. Il raddoppio della rianimazione,
inoltre, consentirà di trasferire rapidamente i pazienti con lesione midollare,
per poterli trattare subito chirurgicamente e dal punto di vista riabilitativo,
per consentire il maggior recupero possibile”.
A proposito della Gamma Unit, dalla Direzione sanitaria fanno sapere
che era un’attrezzatura ormai desueta, fuori uso dal 2000, ed è stata rimossa
nel 2017 da un’apposita ditta specializzata. Mentre l’elisuperficie è solo temporaneamente chiusa al traffico
aereo, in quanto sono state avviate le procedure di affidamento della gestione,
manutenzione ed adeguamento alle norme di sicurezza.
E il Pronto Soccorso, su cui negli ultimi tempi aleggiano minacciose ipotesi
di chiusura? “Come previsto dalla Rete ospedaliera regionale e dall’Atto
aziendale – precisa la nota della Asl – è
in fase di realizzazione il Pronto soccorso specialistico ortopedico con
l’obiettivo di ripristinare la storica linea d’attività, ben conosciuta dai
cittadini romani, per la cura e la riabilitazione di episodi di traumatologia,
che ha fatto del Cto l’ospedale di riferimento per tutto il Lazio”.Ma i cittadini del territorio
continuano a credere che l’ospedale della Garbatella dovrebbe essere messo in
grado di soccorrere qualsiasi malato, senza per questo diventare un altro
policlinico, basterebbe istituire un dipartimento di emergenza con la presenza
di tutte le specializzazioni. E’ quanto chiedono le organizzazioni sindacali a
partire dai rappresentanti della Cgil,
Cisl e Uil, che da anni sollecitano investimenti sul nosocomio di via San Nemesio,
vista anche la carenza dei posti letto al S. Eugenio, dove lo stesso Pronto Soccorso è al collasso: per
fare una visita in codice giallo si fanno anche otto ore di attesa. Insomma per
molti il Cto deve tornare ad essere compatibile con i bisogni della
cittadinanza. Anche il sindacato autonomo Fials, tra i punti alla base dello stato di
agitazione del personale della Asl RM2, sottolinea l’urgenza del potenziamento
dell’Ospedale traumatologico, l’assunzione di personale infermieristico, socio
sanitario e amministrativo.
Servizio realizzato da Stefano Baiocchi sulla Cooperativa Sociale Garibaldi
E’ stata una giornata di festa e di riflessione quella che il primo aprile si è vissuta al Podere Lazio dove ormai da 15 anni la cooperativa sociale agricola Giuseppe Garibaldi porta avanti un progetto unico nel suo genere.
È stata una
giornata di festa quella che il 1° aprile si è vissuta al Podere Lazio, dove da
ormai 15 anni la Cooperativa Sociale Agricola Garibaldi porta avanti un
progetto unico nel suo genere.
Moltissima gente, genitori con i loro figli, volontari, cittadini incuriositi,
e soprattutto loro, i giovani ragazzi affetti da autismo grave e che sostengono
con impegno e passione un’autentica e moderna forma d’imprenditoria: la cura
della terra, la terra che cura, come recita lo slogan impresso sull’Ape Car che
trasporta i prodotti agricoli coltivati al Podere.
Il tutto è
avvenuto a ridosso della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile di ogni anno.
Si tratta di un giorno riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare
gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure atte a sensibilizzare le
persone sulla consapevolezza e sulla conoscenza dell’autismo.
Voluta dall’Assemblea
generale delle Nazioni Unite, la giornata è stata approvata il 1º novembre 2007
con la risoluzione 62/13 e adottata il 18 dicembre dello stesso anno; rientra
quindi in una delle giornate ONU ufficiali dedicate alla salute; il giorno
riunisce le singole organizzazioni dedicate all’autismo in tutto il mondo per
collaborare riguardo ricerca, diagnosi, trattamento e accettazione generale per
le persone portatrici di questa varianza neurologica.
All’Ottavo Municipio di Roma, un gruppo di famiglie con figli autistici ha
trovato uno scopo nella Cooperativa Garibaldi, tre ettari di terreno
all’interno della tenuta dell’Istituto Agrario di via di Vigna Murata. Grazie a
un programma condiviso con i servizi sanitari, con l’amministrazione e la scuola,
le famiglie hanno deciso di utilizzare la risorsa data dall’assistenza
domiciliare indiretta e di investirla nel progetto di cooperazione, dove
lavorano i loro 25 ragazzi e gli operatori, sviluppando una piccola impresa
agricola dove, oltre ad un orto e a una serra, funzionano a pieno regime un
agriturismo e una trattoria, e in più un mercatino in loco e ambulante, portato
in giro grazie all’Ape in dotazione alla cooperativa.
Sono anzi i
ragazzi stessi a preparare le pietanze che poi sono servite e consumate dai
clienti del ristorante, cui vengono rilasciati regolari scontrini fiscali, ci
tiene a sottolineare il presidente della cooperativa Maurizio Ferraro.
“Siamo partiti
dalla terra, che è il luogo di origine di ognuno di noi, e dove si possono
creare le cose più semplici, e che abbiamo scoperto può aiutare tanto i nostri
ragazzi”, ci ha spiegato il Presidente, che non senza un certo orgoglio, racconta
tutto quello che è stato realizzato in questi vent’anni, una bella realtà
imprenditoriale, ormai tramutata in opportunità, in servizi per le persone
cosiddette “normali”. Ed è l’articolo 3 della Costituzione italiana a
garantirlo, laddove sancisce che nessuna persona può essere discriminata, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione,
opinioni politiche, o di condizioni personali e sociali.
Una delle premesse
fondamentali del progetto è anche una delibera della Regione, datata 6 maggio
2016, “Servizi e interventi di assistenza alla persona nella Regione Lazio” con
cui si integra le Legge 112/2016, nota come “Legge del Dopo di Noi”, voluta
fortemente dal Governo di Centrosinistra, la Carta dei Diritti delle persone
con Autismo e la Carta dei Diritti delle persone con Disabilità.
L’incontro allla cooperativa Sociale Agricola giuseppe garibaldi
Non è mancata
la vicinanza e quindi il saluto da parte delle Istituzioni Municipali con la
presenza dell’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e del
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ha evidenziato quanto “il
percorso della Cooperativa Garibaldi (valido anche per la sua unicità) ha avuto
il merito di valorizzare un’esperienza fondamentale per il nostro territorio, suggerendo
alcuni principi che stentano tuttavia a prendere piede in città e che invece
fanno parte di un ragionamento legato a nuovo welfare, che punta sull’autonomia
e sull’emancipazione dove anche ragazze e ragazzi costruiscono dei percorsi
propri senza fare riferimento allo Stato assistenzialista”.
Quando chiude un giornale,
quando una testata che fa informazione abbassa la saracinesca, quando una Radio
spegne per sempre il microfono, comunque la si pensi, è una brutta notizia. E
di brutte notizie al riguardo, nella nostra città, ne abbiamo ascoltate molte.
Invece, questa volta, abbiamo una buona novella perché a Tor Marancia è nato un
nuovo giornale, La Buca.
Composto per ora da pochi fogli, disponibili sia nel cartaceo che nell’edizione digitale, ovverosia in formato Pdf, il giornale nasce per volontà dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia. La Buca appunto, il luogo dov’era ubicata la vecchia borgata, quella che i nostri zii o le nostre nonne chiamavano Sciangai, perché dopo ogni pioggia o anche un breve temporale, tutta la zona si allagava e il paesaggio finiva per assumere le caratteristiche di un villaggio asiatico invaso dalle acque dopo un monsone.
La Buca non ha particolari
velleità, né occulti scopi di lucro; si propone semplicemente di restituire
agli abitanti nuovi spunti d’incontro e di discussione, con un’attenzione particolare
alla Storia e alle vicende, che hanno contraddistinto la trasformazione del
quartiere dalla nascita sino ai nostri giorni.
Il periodico, per ora distribuito gratuitamente in sole 400 copie in tutti i
bar di Tor Marancia, ha una cadenza bimestrale e vive grazie al sostegno dell’Associazione.
Si tratta di un foglio aperto a tutti (nel senso che tutti i cittadini sono invitati a parteciparvi), ricco di spunti interessanti, che affronta con scrupolo tutte le vicende del territorio, dando il giusto spazio alla tutela dell’ambiente e alla dignità delle persone. Per ulteriori informazioni potete scrivere a parcodellatorre@gmail.com o cercare su Facebook la pagina Parco della Torre di Tormarancia: qui potete anche scaricare o richiedere il pdf del primo numero.
Ai nostri colleghi de La
Buca vanno i migliori auguri di buon lavoro dalla Redazione di Cara Garbatella.
Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense
Prati
verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra
di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra
lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere
fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso.
A
farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre
strade sono stati i dati diffusi
recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio
delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio
Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo, segnalato come uno dei punti più inquinati
della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci
spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una
fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i
cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”
Quali
sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più
inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle
verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una
sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso
per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata,
è stato di 13,2 microgrammi/mc per media oraria, quando il limite massimo
consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di
innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i
quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo.
Non
contenti però, siamo andati a verificare
i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione
ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate
tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni dell’anno e non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è
saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018, seppure i valori sono stati abbastanza elevati,
non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano.
Gli unici superamenti dei valori massimi
per le polveri sottili sono stati registrati
nella Valle del Sacco in Ciociaria.
Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.
In ricordo delle dieci
donne assassinate al Ponte di
Ferro
di
Stefano Baiocchi
Prima
la deposizione di una corona al Ponte dell’Industria con le bandiere tricolori
e i vessilli dell’Anpi, l’Associazione Partigiani, poi il ricordo al Ponte
della Scienza con la banda della Polizia Locale di Roma Capitale, che ha messo
il sigillo sulla mattinata con l’Inno di Mameli.
Così l’Ottavo Municipio ha commemorato l’eccidio perpetrato dai nazisti il 7
aprile del 1944, quando dieci donne furono barbaramente assassinate per rappresaglia contro
l’assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione. Furono
sorprese dai soldati tedeschi con pane e farina, fatte allineare lungo le
transenne del cavalcavia in ferro e fucilate.
Una pagina terribile per la nostra città e per il quartiere Ostiense, caduta
per troppo tempo nell’oblio, ma ritornata alla memoria dal 1997 dopo che – per
volontà della partigiana dei Gap la Medaglia d’Oro Carla Capponi – l’amministrazione
capitolina aveva apposto sul luogo un ceppo commemorativo.
Sul Ponte della Scienza, inoltre,si sono esibite le studentesse del Liceo Pilo Albertelli in una toccante performance teatrale, nella quale hanno rievocato l’eccidio. Mentre per la prima volta, al fianco delle istituzioni presenti con l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, è intervenuta anche l’ambasciata tedesca rappresentata dal capo ufficio culturale Annette Walter. Al loro fianco anche Mario Spagnoli, segretario Anpi della sezione Don Pietro Pappagallo. Il Presidente Ciaccheri ha voluto rimarcare l’importanza della memoria tenuta viva grazie al contributo delle nuove generazioni, che con la loro presenza, le loro iniziative per ricordare la Resistenza e costruire un mondo migliore, hanno comunque bisogno del sostegno delle istituzioni e della società civile.
Presente
tra il pubblico Gabriella Gullace, nipote di Teresa Gullace che fu uccisa dai
militi nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi. La
vicenda colpì moltissimo la cittadinanza tanto che Rossellini, nel suo
capolavoro “Roma Città Aperta”, volle renderle omaggio con la figura della sora
Pina interpretata da una magistrale Anna Magnani.
La nipote Gabriella riferendosi
alla vicenda di Torre Maura ha voluto porre l’accento sull’importanza della
commemorazione perché “in questi giorni in cui c’è della gente che si permette
di calpestare il pane era doveroso esserci, dove dieci donne sono state
trucidate proprio per salvare il pane”.
Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella. Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità delle case. La perdita di tutto questo patrimonio verde, che è avvenuta negli ultimi anni, è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono tra l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.
Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie che sono state saggiamente scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.
La natura e il verde fanno parte della bellezza della
Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per
migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per
contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che
dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì
dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi,
inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro
bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater,
del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere per la
nostra salute e per le generazioni future.
Pochi ne parlano, eppure, è la forma di disabilità più
frequente al mondo. Proprio così, solo nel 2018 in Italia l’autismo ha
riguardato un bambino su 59. E sapete una cosa? Non può essere curato, ma
capito, sì.
E a tentare di comprendere cosa passi nella mente dei bambini
affetti da questa malattia, ci ha pensato Andrea Pamparana; giornalista,
scrittore, sceneggiatore e documentarista.
Proprio stamattina, Sabato 6 Aprile presso la cooperativa
sociale Garibaldi, ha presentato il suo ultimo libro.
Con una minuziosa indagine, aiutato da neuropsichiatri,
assistenti sociali e pedagogisti, lo scrittore spiega cosa significhi essere
autistici: “Dal greco autos, ovvero se stesso. Una netta chiusura dei rapporti
comunicativi con il mondo esterno”. Difficoltà nel comunicare che poi, si
riflette su tutta la famiglia, la quale non solo si ritrova a dover far fronte
a tale malattia, ma come sostiene Pamparana, anche a doversela cavare senza
alcun aiuto, in quanto abbandonata dalle istituzioni. Dover dire ad un genitore
che il figlio è affetto da autismo non è facile, aggiungere poi che dovrà
cavarsela da solo perché in Italia non ci sono mezzi economici adeguati per le
terapie, è devastante.
Con questo libro, oltre a denunciare la stupidità della
burocrazia e il menefreghismo dello stato, il giornalista vuole anche dare una
risposta ai genitori dei ragazzi autistici, che attraverso varie testimonianze,
possono magari più facilmente trovare una risposta ai piccoli e grandi problemi
da affrontare nella vita quotidiana. Sperando nel frattempo, che si possa
trovare una cura a questa società così menefreghista.
Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che
racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line.
Fino ad oggi le notizie si potevano leggere
nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti in una agenzia di stampa territoriale on
line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per
l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160
mila abitanti, pari a una media città italiana.
Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara
Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli
articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati
da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola,
Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta
con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020).
Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono
delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati
stampa e presto ci sarà una fotogallery con
immagini antiche e moderne insieme agli eventi più interessanti.
Inoltre l’archivio
del periodico consente di sfogliare tutte
le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come
nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce,
per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti in fondo alla home page, si possono consultare
alcune rubriche: video sulla Garbatella,
locandine e presto sarà presente uno spazio dedicato ai
film girati nello storico Rione.(g.riv.).
San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della
Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio
degli anni Trenta, era limitata al
presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via
delle Sette chiese. Costruita tra il
1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto
dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme
all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.
La posizione della chiesa nel
quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola
elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro
dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio
ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali, sullo sfondo a fare da quinta
scenografica. L’edificio razionalista,
ultimato nel 1940, con i suoi archi che
conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza
e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma chi era il santo a cui è stata intitolata la
chiesa?
Francisco de Jasso
Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier,
comunemente noto con il nome di Francesco Saverio, è stato un missionario
gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506
da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua
casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in
Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio
di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di
Gesù.
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli
Su richiesta del re del Portogallo,
Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie
nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò
nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il
Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e
in Giappone nel 1549, ma ammalatosi morì
nell’isola cinese di Sancian il 3
dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua
reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.
Fu fatto santo assieme a
Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è
considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa,
consacrata nel 1939, venne intitolata al
missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte
proprio ai missionari cattolici nel mondo.
La chiesa non è composta
soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali
parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D.
Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del
cinema parrocchiale.
La facciata con tre entrate ha
due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e
decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima
sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il
quartiere.
L’interno, a croce latina, è
composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un
corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del
tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono
decorazioni di rilievo.
La piazza è davvero un esempio
di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo:
la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi
di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile
concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico
ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un
pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e
aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere
minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene
ancor oggi). Un raffronto con le attuali
periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.
A piedi o in bicicletta lungo il Sentiero del
Pellegrino
di Fabrizio Fagiani
E’ grazie alla partecipazione ad
un bando della Regione Lazio che i Municipi VIII e IX riportano d’attualità il
progetto del Sentiero del Pellegrino. Di un percorso ciclo-pedonale di
collegamento tra la Basilica di San
Paolo e il Santuario della Madonna del Divino Amore se ne parla dal Giubileo
del 2000, quando l’amministrazione comunale di allora decise di rispondere
positivamente alle richieste del Rettore del Santuario, che chiedeva da diversi
anni la realizzazione di un tragitto sicuro per i pellegrini, che
periodicamente percorrono di notte la via Ardeatina per raggiungere il Divino
Amore. Ma il Sentiero del Pellegrino è rimasto tra i progetti rimasti nel
cassetto e non realizzati. E così i
fedeli che tutti i sabato notte, da Pasqua ad ottobre, raggiungono in
pellegrinaggio il Santuario Mariano hanno continuato a percorrere il solito
tragitto sfidando le insidie delle automobili e dei marciapiedi poco sicuri.
«Insieme al Municipio IX abbiamo
colto l’occasione dell’avviso pubblico di Lazio Ciclabile che prevede il
finanziamento di percorsi ciclo-pedonali» ci ha detto Michele Centorrino,
assessore alla mobilità del Municipio VIII «e con l’assessora ai lavori
pubblici Patrizia Ricci abbiamo attivato i nostri tecnici per adeguare il
progetto del Sentiero del Pellegrino alle ultime normative».
La Regione Lazio, come è scritto nell’avviso pubblico, “intende
promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze
quotidiane che per le attività turistiche e ricreative per migliorare
l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità, tutelare il
patrimonio naturale ed ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità
in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i
beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica”.
Per questo la nuova versione del
progetto del Sentiero del Pellegrino non sarà destinata a un uso esclusivamente
religioso, ma sarà rivolta a tutti i cittadini che vorranno camminare in
sicurezza su un percorso storico e naturalistico di grande fascino.
Il Sentiero si snoda quindi per il novanta per cento sul territorio del
Municipio VIII e inizia dalla Basilica di San Paolo. Sarà lungo 15 chilometri e
percorrerà via delle Sette Chiese fino all’Appia Antica, passando per le
catacombe di Santa Domitilla, San Callisto e San Sebastiano. E’ un tratto di
strada che ripercorre in parte quello storico del Giubileo del 1350 e quello
utilizzato da San Filippo Neri nel 1522 per la visita delle sette chiese. Il
viottolo dopo i primi chilometri cittadini diventerà sterrato attraversando il
Parco dell’Appia Antica. L’ultimo tratto si svilupperà lungo sentieri
interpoderali
Pellegrinaggio alle Sette chiese
Il Municipio IX ha partecipato alla messa a punto
della nuova versione del progetto per la parte che riguarda l’ultimo tratto del
percorso da via di Torricola al Santuario.
«Lungo il percorso» specifica
l’assessore Centorrino «saranno piantati alberi per indicare con maggiore
precisione il tragitto del cammino e saranno realizzate delle aree di sosta attrezzate
con panchine, tavoli, fontanelle e
servizi igienici».
Insomma un progetto impegnativo
che, con una previsione di spesa di circa due milioni di euro, se approvato dalla Regione Lazio potrà
rispondere alle esigenze dei fedeli della Madonna del Divino Amore e
valorizzare una porzione significativa dei Municipi VIII e IX.
Annita De Giacomi è la decana del Municipio VIII. A gennaio ha compiuto 104 anni e una
rappresentanza del Municipio con in testa il Presidente Amedeo Ciaccheri gli ha fatto visita per farle gli auguri. In
quella occasione la signora Annita che, pur godendo di ottima salute da un anno
è costretta su una sedia a rotelle, aveva espresso un desiderio: poter vedere dalla finestra di casa un albero.
Dopo un sopralluogo al giardinetto condominiale di via
Leonardo da Vinci, dove abita la “nonna” del
Municipio, la Florovivaistica del Lazio ha provveduto ad offrire
gratuitamente due o tre tipi di
alberature. La scelta è caduta su un melograno. L’ opzione non è casuale. E’
noto che il melograno è una pianta fortemente simbolica. Il colore rosso dei
suoi frutti ha, infatti, sin dall’antichità, evocato la forza vitale, la
salute. Insomma è un albero di buon augurio.
Infine il 30 marzo il
Municipio, nella persona del Vice presidente Leslie Capone, ha poi provveduto, con
l’aiuto di qualche condomino, a scavare
la buca dove alloggiare l’alberello.
Annita De Giacomi con la famiglia
Alla fine della piccola cerimonia, alla presenza della giovane Assessore alle Politiche Sociale
Alessandra Aluigi e di alcuni amici e parenti,
la Signora Annita ha preannunciato un desiderio per il prossimo anno:
accompagnare l’albero con una panchina. Tanti auguri Annita!
“Mamma, hanno cancellato ‘nonno Alfonso’. Con il cuore in subbuglio, la
mattina del 19 marzo Mario ha percorso i pochi metri che separano il muro
con ‘Vota Garibaldi’ dalla casa della madre, al piano terra in uno dei lotti su
via Basilio Brollo. Doveva dirle ciò che un operaio del servizio decoro urbano
del Comune aveva appena cancellato lo slogan del nonno, “Vota Garibaldi, lista
n. 1”, una scritta storica, unica in tutta la città della campagna elettorale
del 1948, le prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana.
La mamma si chiama Clara Cini, figlia dell’autore di quel famoso graffito,
Alfonso Cini, operaio antifascista, decorato con una medaglia d’oro per aver
nascosto per lunghi mesi un partigiano nella casa di famiglia.
“E’ come se m’avessero scorticato er core”. Clara non potrebbe descrivere
meglio il suo stato d’animo. Quando l’operaio con quella vernice giallognola
era ormai arrivato a cancellare le ultime lettere Mario gli aveva urlato di fermarsi. Poi ha allertato tutti, a cominciare da
Massimiliano Smeriglio che nel 2004, come presidente del Municipio, aveva voluto
il restauro del graffito. In poco più di
mezz’ora la notizia ha fatto il giro della città. Ma anche gli abitanti sono
scesi per strada. In piccoli gruppi si sono avvicinati allibiti per guardare quel
muro vuoto. Dove c’era la scritta in vernice rossa era rimasta solo la
pensilina che la proteggeva e una targa posta dal Municipio anni fa, che ne
descriveva il contenuto: due dettagli che sarebbero bastati da soli a fermare
il pennello che ha cancellato tutto.
Da sinistra il Presidente del Municipio ciaccheri, la signora clara cini e Il vice Presidente della regione lazio Smeriglio
La mobilitazione è stata così rapida che il Comune non ha potuto far altro che promettere un restauro veloce. E dopo una sola settimana la scritta era di nuovo lì. “Non ho dormito per la felicità”, ci racconta Clara, che abbiamo incontrato nel tinello della sua casa, piena di figli e nipoti.
Cosa si ricorda e cosa le raccontava suo
padre di questa scritta?
“E’ come se su quel muro ci fosse un pezzo di mio papà. Io ero piccoletta
allora, avevo solo sei anni; quando da bambina passavamo lì davanti mi
raccontava che l’aveva scritta lui. Lo aveva aiutato mio fratello Oscar che
aveva 18 anni ed ora ne ha 89. Insieme ad un’altra persona gli teneva la scala,
quella pesante di legno. Sa, mio papà era abbastanza robusto. Lavorava all’Acea
come capomastro e si vede che aveva preso al lavoro la vernice, una buona
vernice che ha resistito tutti questi anni. Era l’imbrunire, di ritorno dal
lavoro, quando la scrisse”.
Cosa ha significato per lei e la sua
famiglia questa testimonianza, una sorta di eredità morale?
“Per me è un simbolo, siamo cresciuti con le idee di mio padre e di mia
madre, ho educato nello stesso modo i miei tre figli e anche i nipotini. Pensi
che mio nipote di quattro anni è salito sulla sedia l’altro giorno e ha cantato
‘Avanti popolo’. Quella scritta è un simbolo che non dava fastidio a nessuno.”
Perché, lei non crede alla storia
dell’errore?
“Come è possibile, mi chiedo? C’era la pensilina, la targa, come ha fatto a
sbagliarsi, e poi hanno lasciato delle scritte sui muri a pochi metri da qui e
questa invece l’hanno cancellata. Io non riesco a crederci”.
Che famiglia è stata la sua?
“Io sono nata qui, proprio in questa stanza che ora è una cucina; eravamo
nove figli, un fratello è morto a 19 anni. Da grandi siamo rimasti a
vivere tutti abbastanza vicini. Mio fratello ha fatto il segretario della
sezione del partito ad Ostiense. I miei genitori erano tutti e due militanti
comunisti, anzi mia madre lo era di più. Lei faceva attività politica con altre
donne, quando andava alla Villetta mi portava con lei ed Io rimanevo a giocare
nel cortile. Collaborava con il giornale “Noi donne” e con loro ha fatto molte
cose nel quartiere. Poi si è fermata perché ha iniziato a soffrire un po’ di
cuore. Papà invece lavorava dalla mattina alla sera, del resto doveva mantenere
nove figli. Quando tornava, andava a distribuire i volantini e organizzava il
tesseramento. Sono stati due genitori speciali”.
Ci credeva molto nel partito?
“Si, ha sempre votato Pci. Quando morì Togliatti mi portò ai funerali, io
ero piccola, i miei fratelli erano andati per conto loro. Mi ricordo che
facemmo una fila lunghissima”
Lei ha passato la sua vita a Garbatella?
“Sì, ci siamo sempre trovati bene, è il mio quartiere. Io sono nata nel 1942 e mi raccontavano che per festeggiare avevano preparato una grande fagiolata. Era l’unica cosa che si potevano permettere per una festa.”
Vota Garibaldi, lista n.1” fa parte anche delle cose da vedere per chi visita Garbatella
“Sì, certo. Quanta gente ho visto la domenica girare per i lotti,
vengono a fare le fotografie alla fontana Carlotta e si fermano anche
qui a guardare la scritta. Ma io mi vergogno un po’ a dire “è di mio
padre”.”
Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e
Garbatella: sconfitto per un pugno di voti il
Fronte democratico
di Gianni Rivolta
Il clima alla vigilia
delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici
già molto prima del 18 aprile. La chiesa
intervenne pesantemente nella competizione con una serie di lettere pastorali indirizzate
al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora
vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal
pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista
per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine
all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di
destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti
ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc
di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni
conservatrici.
Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati,
mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi
partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere,
che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note
delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una
svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato
squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle
settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in
cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare
l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte
sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici, cassette di munizioni, caricatori, tritolo e
cartucce.
Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di
caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era
costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci,
Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La
campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio
Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer
a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide
parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine
della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria.
Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo
dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile
1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte. I dati
delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare
quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono
l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei
ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti.
Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una
magra consolazione.
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune
borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata,
Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e
Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A
Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per
un pelo la Dc con 13.542 voti contro i 12.990 del Fronte.
Uno dei più grandi orti urbani di Roma l’Ortolino rischia di chiudere o almeno di vedersi fortemente ridimensionato a causa del progetto comunale di costruirci nel bel mezzo una rotatoria stradale.
L’Ortolino è nato nel 2015, su quasi un ettaro di terreno che fino allora faceva parte di una area più vasta trasformata in una immensa discarica di materiali edili. I costruttori delle aree vicine avevano individuato quell’area verde, ai confini di via del Tintoretto, come luogo ideale per gettarci senza spesa mattoni e mattonelle, grandi blocchi di cemento e altro materiale di risulta.
Gli abitanti della zona stanchi di avere sotto casa questo panorama degradato, decisero di rimboccarsi le maniche e di liberare il terreno restituendolo alla sua originaria destinazione di verde pubblico. Riuscirono a spese loro e con grande fatica a bonificarlo completamente. A quel punto ad alcuni venne l’idea di trasformarlo in un area destinata a orti urbani. Si costituirono in associazione e quindi con le carte in regola avanzarono la richiesta al Comune di avere in concessione parte del terreno. Nacque così l’Ortolino. Un area di 123 lotti di 50 metri quadrati ciascuno, 5 metri per 10, su cui oggi coltivano circa 200 famiglie, cioè oltre 600 persone.
La storia ce la racconta il Presidente dell’Associazione, ex ufficiale dell’esercito, Gianni Fattorini ,che coordina l’attività affiancato dai sette componenti del direttivo dell’Associazione eletti dai soci.
“Ottenuta la concessione dal Comune, per prima cosa si è provveduto a far analizzare chimicamente il terreno per capire se il lungo periodo in cui è stato adibito a scarico di materiali avesse lasciato tracce di inquinanti. Anche i primi prodotti coltivati vennero sottoposti a severi test. I risultati conclusero che era tutto perfettamente a posto. A quel punto sono iniziate le assegnazioni e la coltivazione di verdure e ortaggi rigorosamente biologici. Nell’area è infatti proibito l’uso di fertilizzanti aggressivi e di pesticidi. Due anni fa è stato scavato persino un pozzo e una cisterna per irrigare gli orti, collegato poi a un impianto di distribuzione a goccia, per ottimizzare l’uso dell’acqua. Nel tempo l’Ortolino-prosegue il presidente- è diventato una comunità. Le persone si scambiano gli attrezzi e i consigli. Si aiutano quando ci sono oggetti pesanti da trasportare e svolgono insieme i lavori di sistemazione dei vialetti, dei terrazzamenti, di abbellimento delle aree comuni. Entrando c’è un’area coperta con dei tavoli e delle sedie. E’ l’unico punto di ritrovo per i cittadini della zona a parte il vicino centro commerciale. E’ in programma anche la costruzione di un campo da bocce e un percorso sportivo attrezzato. Poi, improvvisa, la doccia fredda. Dall’altra parte della strada, sui terreni che compongono il Parco del Tintoretto, iniziano ad apparire tecnici comunali che svolgono dei sondaggi. Si viene così a sapere che il Comune ha l’intenzione di costruire una bretella stradale di quattro corsie, che unisca via di Vigna Murata con via del Tintoretto, dividendo il Parco in due monconi. Ai lati della strada sono previste la collocazione di un Ipermercato Esselunga e forse di altre costruzioni ad uso residenziale. La terza rotatoria, inoltre, occuperà una buona parte degli attuali orti. Eppure fino a pochi giorni prima- conclude Fattorini- stavamo discutendo con il Comune delle migliorie da apportare agli orti e nessuno aveva accennato a costruzioni stradali imminenti.”
Manifesti di protesta davanti all’Ortolino in via del Tintoretto
Divertente, istrionico, esuberante. E’ Andrea Rivera che sarà al Teatro Garbatella con il suo imperdibile “I quartieri di Roma e altre storie” dal 5 al 7 aprile.
Uno spettacolo di teatro-canzone giocato su calembour, satira, improvvisazione e interazione con il pubblico. Per un viaggio-omaggio a Roma e ai suoi personaggi di ieri e di oggi.
Insieme al comico romano, il musicista Matteo D’Incà, e ovviamente Pigna, la sua cagnolina, che lo accompagna da sempre in scena. Info e prenotazioni al Teatro Garbatella, in piazza Giovanni da Triora 15.
Altre due aree verdi da tutelare: in corso una petizione a Roma 70
Continua l’impegno del Comitato di quartiere Grotta Perfetta per strappare al degrado le aree verdi del territorio. Questa volta si tratta dell’ex Punto Verde Qualità 10/11, una porzione di circa cinque ettari fortemente degradata, situata alle spalle di Rinnovamento e tagliata in due da via Calderon della Barca. “La parte verso via dell’Annunziatella – spiega il Presidente del Cdq Mario Semeraro – era stata data in concessione ad una società, che vi costruì un edificio mai aperto al pubblico; doveva essere forse un asilo nido, ma fu edificato in spregio delle norme paesaggistiche, per cui la concessione gli venne ritirata con un danno erariale notevole, in quanto la società affidataria aveva contratto un mutuo garantito dal Comune di Roma. La parte verso viale Londra, invece, confina proprio con il Parco di Tormarancio. Le firme che stiamo raccogliendo sottoscrivono una richiesta alla Regione Lazio affinché riconosca queste zone come aree protette contigue al Parco dell’Appia Antica, facendole ricadere perciò sotto il suo controllo e la sua tutela. Oltre alla raccolta delle firme ci impegneremo anche per sollecitare l’adesione di volontari che in futuro adottino l’area”.
La zona è di grande valore storico e paesaggistico. Si sviluppa intorno a due corsi d’acqua appartenenti alla Marrana di Grotta Perfetta ( il fosso del Grottone è uno dei suoi rami principali) in gran parte intubati per la realizzazione di diversi quartieri, il che ha fortemente compromesso la funzione idrogeologica. La morfologia dell’area – si legge nel documento del Cdq – è caratterizzata dalla presenza di una profonda incisione valliva, delimitata da versanti a forte pendenza (Via Calderon della Barca), che si è impostata sui depositi vulcanici relativi all’attività esplosiva più antica del Vulcano dei Colli Albani. Dal punto di vista botanico, inoltre, la presenza di alberi da frutta, mele cotogne accanto ad alberi di fico e melograni, rivela un’antica conoscenza di impianto di villa agricola romana.
“L’area – aggiunge il presidente del Cdq – è la prosecuzione naturale del Parco dell’Appia Antica e, più specificamente del settore recentemente annesso, ovvero il Parco di Tormarancia. E’ importante, dunque, la ricostruzione dell’unità territoriale e paesaggistica tra queste aree di alto valore culturale e ambientale, per ricomporre un sistema unitario che consenta la fruizione continua e controllata del territorio da parte e con la collaborazione dei cittadini ”(s.gir.)
C’è ancora tanta incertezza tra gli abitanti di Ottavocolle
sul destino del Parco del Tintoretto. Dopo la manifestazione di protesta, che
ha visto scendere in piazza più di mille tra cittadini e associati
dell’Ortolino, non si sono ancora diradate le nubi sulla fatidica superstrada
che taglierebbe in due il quartiere e danneggerebbe notevolmente il pozzo di pertinenza degli orti urbani.
Per ora alcuni rappresentanti dell’opposizione
al Campidoglio hanno presentato la richiesta di convocazione urgente della
commissione urbanistica sul programma di Vigna Murata, ma ancora sembra non sia
stata avanzata una vera e propria proposta di delibera per la salvaguardia del
parco e degli orti. Anche la maggioranza 5 Stelle non è rimasta insensibile
dopo l’appello lanciato dai cittadini. I consiglieri pentastellati capitolini,
infatti,hanno presentato una mozione in cui si chiede alla Sindaca Raggi e
all’assessore competente di muoversi in tempi rapidi su più piani per trovare
una soluzione, che preveda la cancellazione della strada “garantendo però i
fabbisogni funzionali del programma urbanistico esecutivo e convenzionato di
Vigna Murata sottoscritto ormai 8 anni fa”.Ma sembra difficile poter salvare
capra e cavoli. Intanto tra le iniziative in cantiere è stata annunciata una
manifestazione in piazza del Campidoglio per sollecitare la soluzione del
problema (g.riv.).
Il regista Pupi Avati ospite alla rassegna cinematografica riceverà il Premio alla carriera
Roma Tre Film Festival al teatro Palladium
di Francesca Vitalini
Il cinema approda alla Garbatella. Dal 6 al 12 maggio si svolgerà ,infatti,la quattordicesima edizione del Roma Tre Film Festival: un bel record per una rassegna che, nata come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, poi man mano si è evoluto, è cresciuto, si è creato un proprio spazio. È diventato “il festival di Roma Tre”, radicandosi nel Teatro Palladium.
Da manifestazione per gli studenti, si è trasformato in un evento aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, si è allargato a luogo di incontro di varie generazioni di cineasti, a momento di approfondimento con masterclass e tavole rotonde sul cinema e sui media, a centro di scambio di culture; una sorta di “casa del cinema” che consente non solo agli studenti di Roma Tre ma a tutti gli appassionati di confrontarsi con il mondo della produzione audiovisiva. Tra i primi ospiti confermati di questa nuova edizione: Pupi Avati, che riceverà il Premio alla carriera, il Maestro del montaggio Roberto Perpignani, Claudio Giovannesi regista del film “La paranza dei bambini”(la pellicola verrà proiettata), Giancarlo Stasi e Giuseppe Fontana registi di “Bentornato Presidente” con Claudio Bisio. La prima giornata della manifestazione, il 6 maggio, sarà dedicata al maestro Bernardo Bertolucci, scomparso nel novembre scorso.
Il Roma Tre Film Festival è nato nel 2005 da un’idea del docente e regista Vito Zagarrio, che così descrive la rassegna sui canali web ad essa dedicati: “Un evento di cinema, televisione, video e arti elettroniche che ha sempre sottolineato le sinergie col teatro, la musica, i mass media, ma anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura. Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità”.
Il Festival ha visto negli anni il coinvolgimento via via crescente di un sempre maggior numero di studenti e docenti provenienti da vari Atenei italiani e non solo. Questa rassegna si pone in maniera diversa rispetto a tutte le altre: richiamando le personalità creative nazionali ed internazionali, infatti, intende costituirsi come crocevia di giovani talenti e permettere l’incontro tra questi e le personalità già affermate nel settore. La sei giorni sarà ad ingresso libero.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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