Nello scorso mese di luglio sono stati identificati con certezza i resti di un altro dei Martiri delle Fosse Ardeatine. Grazie al lavoro di studiosi e tecnici, con l’ausilio di moderni mezzi scientifici dell’Arma dei Carabinieri, i resti anonimi di una delle 335 vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944 hanno ora un nome certo.
Un ulteriore risultato, dopo quello del riconoscimento di Marian Reicher nella scorsa primavera.
Il personaggio di questa triste vicenda è l’ebreo tedesco di Magdeburgo Heinz Eric Tuchman. Grazie alla comparazione del DNA tratto dai resti di chi è stato vigliaccamente assassinato con quello del nipote Jeremy, che vive a Londra, si è finalmente risolto a distanza di 76 anni un altro enigma legato al barbaro eccidio.
Particolare soddisfazione è stata espressa dal Comandante dei RIS di Roma, Colonello Schiavone, che ha spiegato come il risultato è stato raggiunto partendo dal profilo del cromosoma Y , quello paterno, delle ossa conservate nel Mausoleo, confrontato con un campione della saliva del nipote. Dalla valutazione antropometrica dei resti senza nome conservati alle Fosse Ardeatine già si sapeva che si trattava di un uomo tra i 35 e i 55 anni, alto circa 1 metro e 70. Questi dati messi assieme all’esame del DNA hanno quindi consentito di dare un nome anche ai resti di Heinz Eric Tuchman.
I murales sono pericolosi, non perchè imbrattano le città, ma perchè smuovono le coscienze. L’ultimo è quello in Via Efeso nel quartiere San Paolo dell’artista Laika, autrice di altre opere di street art come quella dedicata a Giulio Regeni, Patrick Zaky o Daniele De Rossi. Stavolta il soggetto della sua opera è Soumaila Sacko e la sua storia, che riguarda un po’ tutti noi.
La storia
Pace, libertà, giustizia: sono questi i temi invocati spesso da Laika nelle sue opere. E anche stavolta, sullo sfondo del Murale si legge Justice. Giustizia per Soumalia Sacko, bracciante sindacalista ucciso a 29 anni nei pressi della tendopoli dove viveva con altri 400 braccianti in condizioni disumane. Quella notte Sacko, dopo l’ennesimo incendio della baraccopoli, aveva deciso di andare a cercare materiali non infiammabili per evitare altri incidenti che mettessero a repentaglio la sua vita e quella dei suoi compagni. Ma durante la ricerca in una vecchia fabbrica delle campagne calabresi, venne raggiunto da quattro colpi di fucile. L’assassino sembrerebbe dalle indagini essere stato proprio uno dei soci della fabbrica.
A pochi giorni dall’omicidio tutta la tendopoli iniziò a mobilitarsi protestando in solidarietà di Sacko, ma anche per dire stop alle condizioni in cui sono costretti a vivere da sempre. Una protesta che in quei mesi si allargò in tutta Italia. Risultato? Solo negli ultimi 7 anni, sono quasi 2000 i braccianti che hanno perso la vita nelle tendopoli.
L’opera
Smuovere le coscienze dunque non è semplice. Ma d’altronde l’arte serve anche a questo no? Laika ha voluto raccontarci la storia di Sacko rappresentandolo con il braccio sinistro in alto mentre tiene in mano un pomodoro da cui cola sul suo braccio del sangue. Quello stesso sangue dei braccianti che spesso ci rimettono la vita per un profitto di cui beneficia sempre e solo il mondo capitalista.
Confermato da Controchiave il tradizionale sito della scuola Principe di Piemonte
Dopo un po’ di tentennamenti e tanta caparbietà l’associazione Controchiave annuncia che la Festa per la Cultura si farà anche quest’anno seppur in forma light. Intanto sono state scelte le date: saranno sabato 18 e domenica 19 luglio. Il luogo è quello che accoglie il tradizionale appuntamento ormai da qualche anno, la mitica Scuola Principe di Piemonte. Lì lo spazio c’è ed è tanto. Ma non di meno bisognerà applicare le regole del distanziamento sociale sia per l’ascolto dei concerti che per le file agli stand di Ristoro. E prima ancora bisognerà stabilire regole di accesso per non creare assembramenti. Ed è a questo che la nutrita schiera di soci di controchiave sta alacremente lavorando, coadiuvata dai volontari che come ogni anno collaborano nell’organizzazione. La cosa importante è che la #Festaperlacultura si farà… L’estate non potrebbe cominciare senza!
Il giorno 25 giugno 2020 un gruppo di rappresentanti dei residenti di piazza dei Navigatori ha incontrato il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, per esporre le criticità che i cittadini stanno vivendo. Le problematiche in oggetto sono ben sintetizzate nella lettera che segue, consegnata al Presidente, firmata da circa 70 residenti che volentieri pubblichiamo:
Roma, 25 giugno 2020
I sottoscritti residenti in Piazza Navigatori e aree circostanti, impossibilitati ad intervenire di persona all’incontro odierno tra i cittadini ed il Presidente del Municipio Roma VIII, incaricano i partecipanti di rappresentare la propria forte preoccupazione relativamente alla grave situazione che si verifica costantemente nella Piazza durante le ore notturne, caratterizzata purtroppo da prostituzione, schiamazzi, risse, danneggiamenti, intrusioni in aree di proprietà privata e, a volte, vere e proprie minacce ai danni dei cittadini che si trovano a rientrare a casa nelle stesse ore. Una situazione che, come se non bastasse, crea dei problemi anche al mattino, quando famiglie e bambini si trovano molto spesso a dover schivare i residui del consumo di rapporti sessuali (preservativi usati), alcol (bottiglie rotte) e droghe (pipette per crack/cocaina) nonché nell’ovvia impossibilità di utilizzare le panchine e le aree utilizzate come servizi igienici a cielo aperto.
I residenti esprimono inoltre preoccupazione relativamente alla salute e all’umanità delle condizioni di vita delle persone senza tetto che pernottano nella stessa Piazza anche nei mesi più freddi, privi di servizi igienici e di qualsiasi struttura che garantisca la dignità e la sicurezza a cui anche loro hanno diritto.
Chiedono al Presidente un intervento immediato che consenta di ripristinare non soltanto la quiete, pulizia e sicurezza dei luoghi, ma anche l’incolumità dei residenti, così come delle persone senza tetto e delle stesse sex worker.”
Passeggiare in un prato, respirare il verde, sedersi sotto un albero e leggere un buon libro. Chi di noi non ama assaporare questi momenti? Si ma poi, torniamo alla realtà ed ecco il traffico, le strade intasate, e quelle poche aree verdi che abbiamo non facciamo nulla per tenerle al meglio. Ma proprio per questo, partirà nei prossimi giorni il progetto sperimentale “Patto per la salvaguardia del verde”. Di cosa si tratta, vediamolo insieme.
Il progetto
Obiettivo del progetto è quello di mettere a disposizione dei volontari che si occupano delle aree verdi nel nostro territorio diversi mezzi per la cura di parchi e giardini: da trattori, a decespugliatori, passando per motoseghe e altri macchinari. Insomma, un patto di collaborazione tra i cittadini e Amministrazione locale con il fine di salvaguardare un patrimonio che troppo spesso viene dimenticato.
Associazioni, comitati di quartiere e cittadini che hanno preso in adozione aree verdi possono richiedere, con 2 settimane di preavviso, gli strumenti messi a disposizione grazie all’iniziativa.
Gli attrezzi sono:
1 trattorino
1 taglia erba a motore
2 decespugliatori
2 pota siepi
2 tronca rami
2 motoseghe
Il progetto è stato annunciato proprio oggi, attendiamo quindi nei prossimi giorni altre informazioni dal Municipio per consentire la richiesta dei mezzi.
Finito il lockdown e terminata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, si torna alle vecchie e brutte abitudini. Se nel periodo di chiusura la città è apparsa bella come non mai, silenziosa e a tratti bucolica, verrebbe da dire che non siamo affatto migliorati, come qualcuno un po’ troppo ottimisticamente aveva preventivato, visto che sulla Circonvallazione, in via Caffaro, in viale Giustiniano Imperatore e in numerose altre strade del Municipio è un fiorire di rifiuti ingombranti accatastati, cassonetti stracolmi e circondati da pattume sparso tutto intorno. Va sottolineato che si tratta spesso di azioni messe in atto dai cittadini incivili che si accompagnano a una difficoltà dell’Ama nella raccolta.
Di recente abbiamo visto cassonetti vuoti rovesciati in via Pellegrino Matteucci, segno evidente di un’azione maldestra da parte dell’operatore sui camion che raccoglie i rifiuti.
A tutto ciò purtroppo si è aggiunta una nuova moda, quella di gettare le mascherine chirurgiche (e i guanti monouso) dove capita. Basta guardarsi intorno, sui marciapiedi quanto nelle aiuole o nei giardinetti. Un comportamento non soltanto incivile, ma senza dubbio irresponsabile considerato che ogni mascherina, anche quella appartenuta ad una persona non infettata dal Covid 19, è latrice di ogni batterio esistente sul pianeta. Non sembra abbia sortito alcun effetto anche l’ordinanza firmata il 25 maggio scorso dalla Sindaca Virginia Raggi in cui annunciava sanzioni sino a 500 euro per chi abbandona i cosiddetti dispositivi di protezione individuale monouso.
Questi rifiuti, così come previsto dalle norme nazionali e regionali, devono essere conferiti nei contenitori della raccolta indifferenziata. “In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati in terra. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato” ha dichiarato la Sindaca. A proposito di guanti, un’altra brutta abitudine riscontrata è quella, una volta terminata la spesa, di lasciarli nei cestini dei carrelli nei supermercati, come se ci fosse una persona addetta alla loro costante pulizia, mentre invece rimangono un ingombrante orpello per i successivi clienti.
ACCOLTO IL RICORSO CONTRO L’ESITO DEL BANDO COMUNALE PER LA PISCINA DI VIA GIUSTINIANO IMPERATORE
di Ilaria Proietti Mercuri
“In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine”. Così aveva risposto Massimo Moroli, presidente della S.S Lazio Nuoto, quando mesi fa andammo a chiedergli cosa ne pensasse del bando di assegnazione deciso da Roma Capitale, che aveva visto strappargli via la piscina di Viale Giustiniano Imperatore alla Garbatella. E già da quella sua risposta, ci aspettavamo che avrebbe fatto di tutto pur di non lasciarsi sfuggire l’impianto, che da ben oltre trent’anni porta la bandiera biancoazzurra. Come è andata a finire? Aveva ragione lui, e il Tar lo ha confermato.
Ma facciamo un piccolo passo indietro. Nel 2019, la vasca della Lazio Nuoto venne messa a gara dal Comune di Roma poichè era scaduta la concessione. Il Presidente Moroli così non perse tempo e si ritrovò a partecipare al nuovo bando contendendosi con altre società la piscina. Tra queste, la Juventus Nuoto, che si sarebbe poi aggiudicata l’impianto.
Una vittoria meritata? “Per come era impostata la gara, non avrebbe mai vinto il migliore.” Ha sempre sostenuto Moroli. Il perché, a suo avviso, era chiaro agli occhi di tutti. “Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, vanta campioni olimpici e paraolimpici.
La nostra scuola nuoto è un modello per tutti.” Infatti, sul piano tecnico la Lazio Nuoto aveva avuto un punteggio maggiore rispetto alla Juventus Nuoto. Ma alla fine dei conti, la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Così, convinto di aver perso il bando solamente perché la Juventus avesse offerto più soldi al Comune, Moroli decise di voler ribaltare la situazione a colpi di battaglie legali.
Poi finalmente, qualche giorno fa, è stato pubblicato il dispositivo della sentenza che ha dato ragione alla Lazio. Ora si attende la pubblicazione delle motivazioni, ma finora è comunque un gran traguardo. Un traguardo che però ha più il sapore di un nuovo inizio. Già perché ripartire dopo due anni di lotte e una pandemia in atto non è così semplice. “Ne usciamo con le ossa rotte, i costi, il ricorso al TAR, ma piano piano ci rimetteremo in sesto” rassicura il Presidente della Lazio Nuoto.
E quindi ora, cosa dobbiamo aspettarci? Be’ lo scenario più probabile è uno. Secondo l’avvocato Daniele Sterrantino, legale che ha condotto la battaglia vinta al Tribunale amministrativo regionale, si procederà all’esclusione dell’attuale aggiudicataria e la Lazio vedrà assegnarsi la concessione. Ma non si escludono altre ipotesi. Comunque vada, noi facciamo un grande in bocca al lupo alla Lazio Nuoto, che da decenni ci insegna i valori del sociale, dello sport, e con quest’ultima battaglia, anche della competizione.
Il cinema non può risolvere i nostri problemi. Ma per una buona ora e mezza è capace di farceli dimenticare. E mai come nel periodo che tutti abbiamo trascorso reclusi in casa ci siamo accorti della potenza di quest’arte. Chi di noi non si è finalmente goduto quella saga che da anni voleva vedere ma non ha mai trovato il tempo? Chi non si è ritrovato a piangere per qualche scena di un film di cui nemmeno sapeva l’esistenza? Ammettiamolo: lo schermo è stato un pò la luce del nostro cupo lockdown. Ma ora che la quarantena è finita, ci dimenticheremo dei film?
La risposta ha un nome ben preciso: Cinem Up. Stiamo parlando del progetto lanciato da Maya Vetri e l’Ass. Ex Allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’idea di proiettare film, cortometraggi, mostre fotografiche all’interno dei condomìni.
Cinem Up dal 25 al 27 Settembre offre, a chiunque volesse partecipare, tre serate in un condomìnio di Roma all’insegna di questo nuovo modo di vivere il cinema. Senza dimenticarsi dei più piccoli, saranno anche offerti laboratori creativi e cortometraggi di animazione. Insomma, un mix di cultura e socialità ispirato al mondo del cinema.
Cinem Up – Come nasce l’idea
“Già nel 2016 avevo organizzato un evento simile in un cortile” racconta Maya, l’ideatrice di Cinem Up. “Una rassegna di tre giorni dedicata ad Ettore Scola. Mi è sempre piaciuta l’idea del cinema sui tetti, perchè sono dei luoghi dove le persone non vanno mai. Con queste iniziative invece si scopre assieme uno spazio poco vissuto e si ha la possibilità di conoscere meglio anche quelle persone che siamo abituati ad incrociare tra un pianerottolo e l’altro.” Aggiunge poi, che l’idea di valorizzare gli spazi comuni è cresciuta ancora di più in questi ultimi mesi, durante il periodo di isolamento, dove inaspettatamente ci siamo ritrovati a condividere cori con il vicinato, sorrisi da una finestra all’altra, ma anche urla e momenti difficili. E perchè non continuare a condividere le emozioni? Per sostenere economicamente il progetto, basta cliccare qui.
Cinem Up – Come partecipare
Quindi, come fare per partecipare assieme al vostro condominio? L’amministratore dovrà inviare entro il 20 Luglio una mail a cinemup2020@gmail.com con la descrizione degli spazi della palazzina. È importante comunicare l’ampiezza, gli elementi di sicurezza, se c’è possibilità di mantenere il distanziamento fisico, la disponibilità della rete elettrica. Dopo di che, gli organizzatori si incontreranno con i condòmini per scegliere i film all’interno della lista dell’archivio del CSC. E a noi, non resta che dire a tutti coloro che parteciperanno, buona visione.
l SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 22 giugno 2020. Attraverso le mappe si vuole descrivere l’incidenza cumulativa dell’epidemia a Roma e nel Lazio.
I dati parlano di 3110 casi nella capitale con un tasso di incidenza di quasi 11 ogni 10mila abitanti. Di questi, 136 casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 72 casi ad oggi (con un tasso di incidenza di circa 16 casi casi ogni 10mila abitanti), 29 a Tormarancia, 16 a Grotta Perfetta, a Navigatori (5) e a Valco San Paolo (7).
Nel resto della capitale, i Municipi che stanno registrando il maggiore numero di casi sono il settimo (331 e un tasso del 10.76), il quinto (299 con un tasso del 12.07) e il sesto (271 e un tasso del 10.47).
Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 15 giugno 2020.
I dati parlano di 3063 casi nella capitale con un tasso di incidenza di più di 10 casi e mezzo ogni 10mila abitanti. Di questi, 130 casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 67 casi (con un tasso di incidenza di circa 15 casi ogni 10mila abitanti), 29 a Tormarancia, 16 a Grotta Perfetta, del tutto invariata rimane la situazione a Navigatori (5) e a Valco San Paolo(7).
Nel resto della capitale, i Municipi con maggiore casi sono il settimo (329 e un tasso del 10.69), il quinto (298 con un tasso del 12.03) e il sesto (270 e un tasso del 10.43).
“In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Così ci disse in un’intervista qualche mese fa il presidente della S.S. Lazio Nuoto Massimo Moroli. Come è finita? Dopo due anni dall’esito del bando che aveva visto vincitori la Juventus Nuoto, la Lazio vince il ricorso al Tar.
Più di trent’anni di anni di gestione biancazzurra e tanta voglia di ribaltare la situazione. Non appena perso il Bando indetto dal Comune infatti, la Lazio Nuoto aveva subito deciso di fare ricorso al TAR. “Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione”. Per questi motivi Moroli non si era voluto fare da parte. E alla fine, il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione alla Lazio Nuoto. Le motivazioni devono essere ancora depositate ma il segnale a Roma Capitale arriva forte e chiaro e riapre la partita sul modello di promozione sportiva che merita la nostra città.
Il bando
E dunque, per quanto riguarda il bando ora ci sono due strade possibili. La prima, l’assegnazione alla Lazio in quanto seconda nella graduatoria di aggiudicazione. Oppure, l’annullamento della procedura e un nuovo bando. Staremo a vedere come andrà a finire. Per ora, siamo felici per la Lazio Nuoto, che da anni è un orgoglio del nostro territorio. Insomma, 120 anni di storia, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, non è da poco.
Commemorazione dei cittadini e del Municipio ai piedi della sua casa al lotto 28 di via Giovanni da Capistrano
Con la deposizione di un mazzo di fiori un piccolo gruppo di cittadini ieri ha ricordato la figura del patriota socialista Libero De Angelis.Era l’alba della Liberazione di Roma, il 4 giugno del 1944, gli Alleati entravano nella Capitale dalla via Appia, provenienti dai Castelli romani e i tedeschi in fuga con ogni mezzo risalivano le consolari a nord della città. Quella mattina i tedeschi caricarono gli ultimi prigionieri politici di via Tasso sui camion, destinazione Germania o forse i campi di prigionia del nord Italia.Ma uno di questi autocarri non giunse a destinazione. Al 14 chilometro della via Cassia, in località La Storta, il mezzo fu fermato e i prigionieri furono fatti scendere e trasportati in un boschetto nelle vicinanze, dove furono fucilati. Erano 14 persone. Tra loro c’erano Libero De Angelis, 22 anni, meccanico della Garbatella e il più famoso Bruno Buozzi, socialista, uno dei rifondatori della Cgil.
La Storta: il cippo che ricorda l’eccidio compiuto dai nazifascisti in fuga da Roma il 4 giugno del ’44
Anche Libero De Angelis , militava nell’organizzazione clandestina socialista, quelle che divennero le formazioni Matteotti e si sa che entrò a far parte dell’OSS ( Office of Strategic Service), il servizio segreto che agiva per conto degli americani. Nel 1945 alla famiglia De Angelis, infatti, fu fatto pervenire un certificato di apprezzamento dell’OSS per i servizi resi all’esercito degli Stati Uniti d’America nella lotta per la liberazione d’Italia.
Alla cerimonia, organizzata da Mirella Arcidiacono, erano presenti Ernesto Nassi consulente alla Memoria dell’VIII municipio, Giulio Natalini con un gruppo di socialisti del quartiere e Adelio Canali, che ha rilasciato una viva testimonianza di quel 4 giugno 1944 alla Garbatella. In rappresentanza dell’VIII Municipio l’Assessora alla Memoria Michela Cicculli.
Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 28 maggio 2020.
A due settimane di distanza dall’ultima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (14 maggio), i dati parlano di +8 casi (98 il 14 maggio, 106 oggi) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di circa 8 malati, dato che aumenta, ogni 10mila abitanti.
Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, 2885 (+215), notiamo che continuano a rimanere invariati sia il primato del Municipio VII della capitale, con il numero maggiore di casi (313) sia quello del II Municipio con l’incidenza maggiore (12,5 casi ogni 10mila abitanti).
A Garbatella sono presenti 46 (+4) casi, 27 (+2) a Tormarancia, del tutto invariata rimane la situazione a Navigatori, che rimane a 5 casi, e a Valco San Paolo con 7, con un’incidenza massima nel Municipio che diventa oggi quella di Garbatella, con 10 casi e mezzo ogni 10mila abitanti.
Per quanto riguarda Grotta Perfetta, alla data del 28 maggio si attesta a 15 casi (+2) con un tasso di incidenza che passa da 8.39 a 9.68.
L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova anche il mondo del lavoro. Se hai un negozio, devi sbrigarti a riaprire. Ma conviene davvero lavorare con tutte le prescrizioni igienico-sanitarie imposte dalle autorità? Ce lo spiegano Federico, Leonardo e Stefano, che lavorano al ristorante MyPasta a Roma, in zona San Paolo.
Tutti noi, durante questi ultimi tre mesi in quarantena, siamo stati costretti a trovarci faccia a faccia con lei: la nostra folta chioma incolta. E così, attrezzati di forbici, rasoi, pettini e spazzole abbiamo tentato di rimediare con tagli che lasciano un pò a desiderare. Da lunedì però, cari capelloni, l’incubo delle acconciature finirà e potremo tornare tutti dal parrucchiere. Ma, siamo sicuri proprio tutti?
Il Virus, oltre a dei capelli orribili, ha portato anche un’ondata di tante altre situazioni a dir poco disastranti. Tra cui, senza dubbio, la crisi economica. Per molte famiglie infatti, quello che prima era un semplice taglio di capelli, oggi può essere uno sforzo troppo grande a cui dover rinunciare.
Eppure, c’è chi ci ha pensato a tutto questo. Sono i ragazzi del MC Store Barber shop in Via Attilio Ambrosini92/94, che hanno deciso di dedicare il loro giorno di riposo settimanale a tutti quei cittadini del nostro Municipio con un reddito basso, regalando un taglio di capelli o una bella sistemata alla barba. Loro sono Matteo, Edoardo, Simone, Daniele, Andrea e Mirko.
“Ci siamo lanciati in questo progetto per aiutare tutte quelle persone che hanno perso il lavoro a causa del Covid o erano in difficoltà già da prima ed hanno una situazione difficile a casa. Vogliamo sostenere tutti coloro che nel nostro Municipio hanno bisogno in questo momento”.
Un taglio al Covid: come richiederlo?
Il servizio verrà attivato entro pochi giorni all’interno del Municipio Solidale. La piattaforma online di informazioni e servizi che durante questo periodo di emergenza si è allargata sempre di più.
I cittadini che potranno usufruire del servizio Un Taglio al Covid dovranno avere un reddito annuo entro i 15.000 euro. Il Comune poi valuterà anche la soglia del disagio sociale prima di accettare la richiesta.
Un taglio al Covid: tutte le precauzioni anti-coronavirus
Ma attenzione, scatta la solidarietà a patto che si rispettino tutte le regole anti-coronavirus. Ma i ragazzi sono già pronti anche a questo. “Ci siamo muniti di tutto quello di cui c’è bisogno per ripartire. La sterilizzazione degli strumenti, l’attrezzatura monouso che avevamo già da prima, disinfettanti, e ovviamente la sanificazione del negozio”.
Infine ci tengono a spiegare: “Noi possiamo aiutare con il servizio estetico che è il nostro campo. Ma potremmo fare tutti qualcosa per il collettivo. Basterebbe che ognuno di noi, magari nel giorno libero, riuscisse a dare quel poco che basta per fare del bene a chi ne ha più bisogno. Con questa nostra iniziativa ci piacerebbe essere un faro per tutti quanti. Non solo per il quartiere, ci azzardiamo a dire per la città? Per il mondo? Forse chiediamo troppo, ma vogliamo essere un esempio”.
Mascherine si, mascherine no, ma quindi sono obbligatorie? E dove ne troviamo così tante? Nei giorni in cui il paese sta piano piano ripartendo, tra i tanti dubbi una sola cosa è certa: la mascherina serve. Si ma dove trovarla?
Mascherine per tutti
Innanzitutto, visto che dobbiamo proprio metterla, perché non farlo come si deve? Colorata, con i fiori, i super eroi, i cartoni animati, le note musicali, ce ne sono per tutti i gusti. E a crearle è una vera e propria esperta del mestiere. Antonella De Tomassi infatti, Presidente e insegnante dell’associazione Io Creo, si è ritrovata a cucire mascherine senza sosta. Tutte diverse e che finiscono per colorare i visi di bambini, genitori e ragazzi.
“In questo momento di infinita tristezza, per quello che stiamo vivendo, la creatività mi aiuta a vedere ancora di più il mondo a colori. Creare qualcosa che possa essere motivo di un sorriso è estremamente importante” ci racconta Antonella. “E visto che dare spazio alla fantasia è fondamentale, ci sono milioni di fantasie nelle nostre mascherine. Partendo da quelle floreali per arrivare alle magnifiche Batik. Cartoni e super eroi per i bambini e monocromatiche per i papà in giacca e cravatta”.
Come ordinare le mascherine
Le mascherine sono fatte su misura, ci spiega Antonella. Per acquistarle basta contattarla tramite msg whatsapp al 3355337889. Poi scegliete la stoffa che più vi piace ed al resto ci pensa lei. Ci tiene poi a precisare: “Le mie mascherine non sono un presidio medico-chirurgico, ma sono in tripla stoffa di cotone 100% ed hanno una tasca per inserire il filtro che ho disponibile”.
L’associazione “Io Creo”
Oggi la vediamo indaffarata sommersa dalle mascherine. Ma Antonella ha iniziato a giocare con l’uncinetto già all’età di 6 anni e non si è più separata da lui. Ha lavorato in varie aziende, partecipato a stage, fiere, pubblicato diversi articoli e riviste sulle sue creazioni. Fino a quando nel 2017 decide di aprire l’associazione Io Creo, che si trova in Via Gaspare Gozzi nel quartiere San Paolo.
Antonella ha deciso di aprire questa attività non solo per dare sfogo a tanta creatività ma soprattutto per trasmettere la sua passione agli altri. Grazie all’Associazione infatti, Antonella e le altre insegnanti portano avanti i loro corsi ognuna attraverso il proprio talento. Cucito creativo, sartoriale, tessitura di perline, pittura, fiori in porcellana. Si possono trovare corsi di ogni tipo e per tutte le età. Persino i più piccoli infatti possono esplorare la creatività con dei mini capolavori.
Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 14 maggio 2020.
A circa un mese di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di +29 casi (69 il 17 aprile, 98 alla data di ieri) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di circa 7 malati e mezzo ogni 10mila abitanti.
Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, ieri 2.670, un mese fa ca (17 aprile, ricordiamo) 1.732, notiamo che continuano a rimanere invariati sia il primato del Municipio VII della capitale, con il numero maggiore di casi (299) sia quello del II Municipio con l’incidenza maggiore (11,76 casi ogni 10mila abitanti).
A Garbatella sono presenti 42 (+9) casi, 25 (+9) a Tormarancia, del tutto invariato a Navigatori, che rimane a 5 casi, mentre a Valco San Paolo si arriva a 7 casi (+3), con un’incidenza massima nel Municipio che è quella della zona Navigatori.
New entry per Cara Garbatella i dati di Grotta Perfetta, che alla data del 14 maggio, si attesta a 13 casi con un tasso di incidenza di 8.39.
L’Associazione sportiva Roma e la sua fondazione Roma Cares hanno lanciato ad aprile il progetto ASSIEME, volto ad esprimere vicinanza e sostegno nei confronti dei tifosi in questo periodo di emergenza. Così questa mattina, rappresentanti del progetto erano nel cuore giallorosso di Garbatella, in piazza Damiano Sauli a pochi passi dal Roma club, per distribuire ai presenti guanti, mascherine e gel per le mani da utilizzare durante la fase 2.
Nei prossimi giorni l’AS Roma comunicherà sui propri canali le altre iniziative, che rientrano nell’ambito della campagna ASSIEME per continuare a sostenere i suoi tifosi durante l’epidemia da Covid-19.
Il SERESMI,Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 27 aprile 2020.
A dieci giorni di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di 79 casi (+10) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di cica sei malati ogni 10mila abitanti (un tasso di 6.03, in percentuale lo 0,06%). Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, oggi 2.202, dieci giorni fa 1.511, notiamo che il Municipio con il numero maggiore di casi (228) nella città è il VII, mentre l’incidenza maggiore si rileva nel secondo.
A Garbatella sono presenti 38 (+5) casi, 20 (+4) a Tormarancia, mentre sono rimasti invariati o semi invariati i dati di Navigatori, che rimane a 5, e di San Paolo, 5 (+1), con un’incidenza massima nel Municipio, proprio quella della zona Navigatori (9.68, ossia circa 9 casi su 10mila abitanti).
La pittrice ha il suo atelier davanti la fontana di Carlotta
L’identità passa anche attraverso i suoi luoghi: essi definiscono gli spazi del vivere civile, connotano le relazioni, la storia e le storie. I luoghi antropologici rendono peculiari, inoltre, la cultura e l’arte: “Garbatella ha una dimensione umana, storica e paesaggistica che è un piacere da vivere e da riportare su tela. Il suo essere un paese nella città, la sua tranquillità di vita e la sua serenità sociale, che tanto mi ricordano la Svizzera, sono diventati i soggetti della mia pittura” ci racconta Sandra Gianesini che da tre anni ha un atelier a piazza Ricoldo da Montecroce, di fronte alla fontana Carlotta.
Sandra Gianesini nasce in Svizzera nel 1978, dove riceve sin da bambina una solida educazione all’arte attraverso gli insegnamenti di suo padre, anche lui pittore. Nel 2000 si trasferisce a Roma, dove perfeziona le tecniche di pittura ad olio, acquerello e pastello, a studio e, soprattutto, “en plein air”. Collabora, inoltre, con diversi artisti italiani e stranieri. Le sue opere sono esposte in Svizzera, presso la “Galerie Avenue du Général Guisan 19”, a Sierre, dove è ospitata una mostra permanente e alla MAG (Montreux Art Gallery), e in gallerie d’arte in Italia.
In occasione del centenario del quartiere, ha lavorato ad una serie di dipinti e disegni che ritraggono diversi scorci della Garbatella. Un’anteprima è stata mostrata al pubblico in un’esposizione ad ottobre durante la Rome Art Week e a gennaio in una mostra personale in concomitanza dell’apertura dei festeggiamenti.
“Nonostante i suoi 100 anni, Garbatella è un quartiere dinamico e giovane – continua l’artista – per questo mi piace dare un tocco di colore ai lavori che la ritraggono, ma nello stesso tempo parlare di Garbatella evoca un’atmosfera sognante e ‘magica’per tale motivo uso anche la tecnica della luminescenza, attraverso la quale mescolo la polvere di marmo con dei pigmenti luminescenti che assorbono la luce del giorno, sia naturale sia artificiale, e la restituiscono di sera quando si spengono le lampade. L’effetto finale è quello di trovarsi una sera d’estate per i vicoli e i lotti del quartiere, sotto le stelle”.
A fine estate 2020 è prevista presso l’atelier della pittrice una mostra con tutti i lavori realizzati per il centenario.
Nonostante il caos sulle varie riaperture, c’è una luce per quanto riguarda l’agricoltura. In settimana infatti è stata firmata dalla Regione Lazio l’ordinanza che permette spostamenti a chi ha un proprio orto o allevamento di animali da cortile. C’è però una distinzione tra orti familiari e urbani o collettivi. Dunque, attenzione alle regole. Quali sono? Andiamo a vederle.
Gli orti familiari
Tutti ad aspettare che in quest’emergenza qualcosa si muova. Librerie? Prima si poi no. Negozi per bambini? Si ma a tanti negozianti non conviene. Ora è la volta degli agricoltori hobbisti. Questa volta però, la nuova ordinanza sembra essere stata apprezzata da tutti. Sia dalla Regione che dagli appassionati della coltivazione. È dunque possibile recarsi al proprio orto? Si, se si seguono le regole.
Le regole da seguire
Lo spostamento è previsto limitatamente agli interventi necessari alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali da cortile allevati.
Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto non più di una volta al giorno.
Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto.
Gli orti urbani o collettivi
Per quanto riguarda gli orti urbani o collettivi il Comune ha emanato una disposizione con alcune regole, un pò più restrittive, da dover seguire. Vediamole insieme.
Le regole da seguire
Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto per non più di tre volte a settimana.
Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto.
Mantenere una distanza di 50 mq dalle altre persone.
È vietato l’accesso alle aree di socializzazione dell’Orto.
È vietato l’accesso ai coltivatori non autorizzati e al pubblico.
Come raggiungere l’orto
Altro quesito è come posso recarmi al terreno? Ogni orto urbano o collettivo è affidato ad un’associazione. Dunque il Presidente del circolo in questione dovrà inviare all’Ufficio Orti Urbani e alla Direzione Tecnica del Municipio di competenza territoriale la lista del coltivatori da Lui autorizzati. I controlli da parte della Polizia potrebbero essere effettuati anche all’ingresso dei vari terreni. Dunque, gli orticoltori dovranno portare con sé, oltre alla dichiarazione sostitutiva, anche la tessera associativa.
È di circa tre mesi fa la rimozione dei chioschi del vecchio mercato di viale Carlo Tommaso Odescalchi, trasferito nel nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci, che insieme all’ex mercato di Garbatella è stato inaugurato il 1° dicembre 2019. Tor Marancia ha così salutato il suo storico mercato rionale, che serviva gli abitanti fin dagli anni Sessanta.
L’appalto per i lavori e la bonifica dell’area in cui sorgeva il mercato se lo è aggiudicato la ditta G. INTECH INNOVATIONS & TECHNOLOGIES S.R.L., per un importo di circa 68 mila euro; ancora oggi, però, parte dei detriti della demolizione non sono stati rimossi e si è resa necessaria la perimetrazione della distesa di macerie e l’area è diventata ben presto una discarica di rifiuti privati e di materiali di risulta.
Interpellato sulla questione l’assessore municipale Leslie Capone afferma: “La sospensione della raccolta e smaltimento dei materiali dell’ex mercato di viale Odescalchi è dovuta alle conseguenze dell’epidemia sia per il centro adibito alla raccolta, sia per l’impresa incaricata dagli operatori. Stiamo valutando se possibile l’intervento di AMA”. “Dopo lo sgombero dei materiali”, prosegue Capone “è già stata espletata la gara per i lavori di riqualificazione della strada”.
Lo storico mercato di Tor Marancia, non è nuovo a tentativi di riqualificazione e manutenzione, anche in seguito a richieste degli operatori, che avevano visto negli ultimi vent’anni una diminuzione della clientela.
Nel 2007 l’amministrazione comunale, programmò ed appaltò la realizzazione, con il metodo del project finance, di un nuovo mercato coperto che riunisse i mercati rionali di Odescalchi e Navigatori, nell’area tra via di Santa Petronilla e via Marco e Marcelliano. L’operazione però è naufragata poiché la ditta appaltatrice adduceva esosi costi di realizzazione. Del nuovo mercato non se ne fece più nulla, nonostante le sollecitazioni del Municipio, che nel 2011 ne richiedeva nuovamente la realizzazione.
Con la delibera del 5 marzo 2015 il Municipio rinunciava all’unificazione dei due mercati e decise il trasferimento del mercato di via Odescalchi nel nuovo mercato di via Rosa Guarnieri Carducci e la ristrutturazione del mercato di Navigatori nella sua attuale collocazione.
In seguito nell’ottobre 2018 il Consiglio Municipale chiese con decisione unanime di inserire la ristrutturazione del mercato di Navigatori all’interno del Piano di riassetto di Piazza dei Navigatori, legato alla costruzione dei palazzi sull’omonima piazza, finanziando le opere necessarie con i fondi proventi dagli oneri di urbanizzazione.
Oggi gli abitanti di Tor Marancia non hanno più un mercato rionale, il più vicino resta quello di Piazza dei Navigatori, che proprio in questi giorni ha ricominciato a servire dopo la messa a norma prevista dalle ordinanze sul contenimento del Covid-19.
A seguito dello spostamento del mercato, viale Odescalchi ha visto andare via anche lo storico Bar di Gigi, trasferitosi a via dei Lincei. Attualmente, quindi, una delle vie centrali del quartiere che un tempo era animata da attività e circolazione di persone, appare ai nostri occhi desolata e vuota, pur ospitando molte serrande abbassate dei locali Ater che potrebbero restituire agli abitanti alcuni servizi utili e ridare vita alla strada. Su questo ultimo aspetto l’assessore Capone dichiara: “Abbiamo sollecitato l’Azienda a risolvere eventuali problemi amministrativi e a procedere a un bando per la loro assegnazione”.
Nella vecchia Sciangai per una situazione che volge verso una risoluzione sono tante quelle attendono il loro destino: la costruzione del terzo palazzo di Piazza dei Navigatori, il futuro dell’ex Fiera di Roma e dell’ex scuola Mafai in viale di Tor Marancia 103. Rispetto a quest’ultima questione il Comune sta lentamente pianificando la demolizione e bonifica dell’area dove verrà poi costruito il Centro Culturale, unico risarcimento che il quartiere è riuscito a strappare a fronte delle speculazioni edilizie di Piazza dei Navigatori. È invece evidente che la speranza di un mercato coperto per gli abitanti di Tor Marancia non ci sarà.
Il prossimo Martedì, come programmato dal Municipio VIII, l’AMA procederà alla sanificazione e al lavaggio delle strade. Otto autobotti riverseranno in totale 80mila litri di acqua e detergente nei punti nevralgici del territorio municipale. In particolare, la pulizia si concentrerà dove insistono le attività essenziali individuate dai recenti Decreti del Presidente del Consiglio in merito all’emergenza Covid 19.
In dettaglio:
• Strade consolari
• Strade direttrici
• Strade con presenza di Stazioni FS, Stazioni Metro e Fermate
Autobus
• Strade con presenza di mercati, supermercati e ipermercati
• Strade con presenza di farmacie
• Strade con presenza di ospedali
Al seguente link l’aggiornamento dei luoghi dove verranno realizzati gli interventi:
La modalità sarà quella della irrorazione “a pioggia”, e non con getto, perché garantisce la minor sollevazione di polveri e micro depositi.
Il servizio sarà aggiuntivo rispetto allo sforzo già in atto per il lavaggio meccanizzato e lo spazzamento stradale, che si sta portando avanti con notevoli difficoltà per via degli scarsi mezzi a disposizione e del personale ridotto. Negli ultimi giorni sono state pulite: via Ostiense, via Barbana, via Pellegrino Matteucci, via Costantino, piazza Zoagli Mameli, via dei Georgofili, via Mantegna, via Belloni, via dei Conciatori. La pulizia delle strade è affiancata anche dalla sanificazione dei cassonetti, internamente ed esternamente, su tutto il territorio municipale.
Tra i 335 martiri del furore nazista, tre cittadini della Garbatella: i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli ed Enrico Mancini
Il 24 marzo di settantasei anni fa, a poche centinaia di metri dai confini del nostro quartiere, si consumava una delle pagine più tragiche della Resistenza romana: una strage nazista ordinata come rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella, in cui il giorno prima avevano perso la vita 33 soldati tedeschi.
335 persone di vari ceti sociali, di tutte le età e anche un sacerdote venivano trucidate e gettate in una fossa comune, che altro non era che una vecchia cava di pozzolana vicino all’antica Via Ardeatina. Poi il crollo delle volte della cava, causato dall’esplosione di più cariche di dinamite, davano una ignobile sepoltura a quei corpi ammassati in quella fossa.
Nel libro “La terrazza sulla Garbatella” Adelio Canali, allora poco più che un ragazzo, ci racconta in maniera minuziosa il ricordo di quella sciagurata giornata: “Verso le 16 di quel pomeriggio un improvviso boato ci fece sobbalzare. Ormai eravamo abituati ai bombardamenti aerei, ma guardando in alto non si vedevano velivoli, tanto meno se ne udiva il consueto, sinistro rombo. Neanche il tempo di riprenderci che un secondo e terzo boato, molto più forte ci fecero voltare di scatto. Nei giorni successivi cominciarono a trapelare le prime notizie dell’eccidio e sui tentativi dei tedeschi di chiudere l’ingresso delle cave, prima col lavoro di giovani rastrellati, poi col brillamento di tre cariche di tritolo”. Tra le vittime, c’erano tre abitanti della Garbatella, colpevoli di aver avuto come valore della loro esistenza l’antifascismo e l’amore per la libertà: i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli ed Enrico Mancini.
Francesco e Giuseppe Cinelli, a destra Enrico Mancini
Quest’ultimo, dopo aver frequentato le elementari, aveva prematuramente lasciato lo studio per lavorare. Da apprendista falegname aveva mostrato grandi capacità fino a diventare un ricercato ebanista. Alla fine degli anni Venti il rifiuto di indossare la camicia nera gli costò l’incendio del suo laboratorio. Gli venne assegnata una casa di due stanze in Via Percoto, al Lotto 43 il terzo albergo davanti alla questura. Nel 1942 aderì al Partito d’azione e dall’8 settembre del 1943 prestò un’intensa attività in vari campi d’azione del fronte clandestino, in particolare in quello dei collegamenti tra Roma e l’esterno, all’interno del gruppo “Giustizia e Libertà”. Fu arrestato il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove svolgeva una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli. Fu portato alla Pensione Oltremare vicino alla stazione Termini dove fu torturato dalla banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino: due tristi luoghi di sofferenza gestiti da fascisti italiani.
Il 18 marzo fu rinchiuso nel terzo braccio di Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il pomeriggio del 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri detenuti, verso quell’ultimo e tremendo viaggio. Morì trucidato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli. A lui, durante i festeggiamenti del Centenario, è stato dedicato un gigantesco murales sulla parete del lotto 9 che affaccia su piazza Bartolomeo Romano.
I Fratelli Cinelli abitavano originariamente al quartiere Salario, ma presto dovettero vendere casa a causa delle continue molestie e pressioni da parte dei fascisti. Agli inizi degli anni Trenta fu assegnata alla madre Ludovina una casa popolare alla Garbatella, in Via Antonio Rubino, presso piazza Sant’Eurosia.
Francesco era dipendente della Romana Gas. In quella realtà lavorativa molti operai erano coinvolti nella lotta per la liberazione di Roma.
Nelle officine della Romana Gas si costruivano quelli che venivano chiamati i “chiodi a tre punte”, destinati a squarciare i pneumatici degli automezzi delle truppe d’occupazione. Si fabbricavano ordigni rudimentali, tra l’altro anche quello usato nell’attentato di Via Rasella. Giuseppe Cinelli all’inizio seguì le orme del padre, che era un artigiano calzolaio. Dopo il trasferimento alla Garbatella cessò quest’attività, perché non gli venne concessa la licenza, in quanto era già conosciuto come un noto sovversivo. Riuscì ad entrare come facchino ai Mercati Generali: anche questa struttura lavorativa era piena di compagni antifascisti. Da prima socialista poi comunista Giuseppe ebbe un ruolo importante nella resistenza, presso il comando della Settima Brigata Garibaldi: era Ispettore organizzativo del II battaglione. Giuseppe, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Purtroppo questa scelta gli fu fatale. Catturati la sera del 22 marzo vengono torturati nella prigione delle S.S. in via Tasso e portati il 24 marzo nel devastante inferno delle Fosse Ardeatine.
A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. A distanza di settantasei anni e gli inevitabili cambiamenti di nome delle strutture politiche all’interno della Villetta è rimasta l’intitolazione a Giuseppe Cinelli, fortemente voluta dai frequentatori della Villetta. Tutto questo per non dimenticare
Roma è un riassunto di storia dell’arte. Da dove cominciare a visitarla è impossibile da capire. Se però volete qualche consiglio su cosa vedere vicino Garbatella, ecco qualche consiglio.
Cosa vedere vicino Garbatella – I murales di Tor Marancia
Benvenuti nel quartiere popolare della Street Art. Siamo a Tor Marancia, quartiere a pochi passi dalla Garbatella. Vi basterà attraversare la Cristoforo Colombo per imbattervi in straordinari murales realizzati da 22 artisti internazionali.
Se pensate che sia stato facile per la Streeet Art sbarcare qui vi sbagliate di grosso. Immaginate le anziane signore di Viale Tor Marancia quando hanno iniziato a vedersi imbrattare i loro muri. <<A regazzì che stai a fa?>>. Non ci è voluto molto poi però per rendersi conto che da lì a poco sarebbe diventato il quartiere più colorato di Roma.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Basilica di San Paolo
Passeggiate nel grande parco Schuster, in Via Ostiense. Fermatevi in un chioschetto, buttatevi sul grande prato o sedetevi su qualche panchina. Insomma fate un po’ voi tanto, da qualunque prospettiva sarete, potrete ammirare la Basilica di San Paolo fuori le Mura. 130 metri, larga 65 e alta 29 rappresenta la seconda delle quattro basiliche papali di Roma per grandezza. Però, considerando che vederla solo da fuori non rende l’idea, vi consigliamo di prenotare una visita all’interno della grande chiesa.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Piramide Cestia
Dall’alto di questa piramide più di 20 secoli di storia ci guardano. Un monumento che, direte voi, cosa ci sta a fare vicino a Garbatella? La storia di questa piramide alta ben 36 metri è semplice. Tra il 18 e il 21 a.C. l’imperatore Gaio Cestio dichiarò di volere la sua tomba proprio come quella degli antichi Egizi. Si poteva dire di no ad un imperatore? Dubito. Così nacque la famosa Piramide Cestia. Molto semplice da raggiungere in quanto si trova proprio davanti la fermata Piramide della metro B. Vale veramente la pena vederla. Anche perché l’alternativa sarebbe un volo fino al Cairo, bello ma poco conveniente.
Cosa vedere vicino Garbatella – Il Gazometro
Difficile trovare una struttura curiosa come il Gazometro. Tubi d’acciaio incastrati l’uni agli altri che vanno a creare un enorme cilindro alto più di novanta metri. Per arrivarci bisogna recarsi nel quartiere Ostiense, in Via del Commercio. Oggi rappresenta uno dei simboli di Roma nonostante non sia più in funzione. Il Gazometro infatti serviva per immagazzinare il gas da utilizzare poi in usi domestici e illuminazione.
Cosa vedere vicino Garbatella – Terme di Caracalla
Vi siete mai chiesti come vivevano gli antichi romani? Be’ qui è il modo migliore per scoprirlo. Duemila anni di storia da ammirare. Le Terme di Caracalla, situate sulla via Appia, sono uno dei più grandi esempi della Roma imperiale. E’ ancora possibile vedere quelli che una volta erano gli spogliatoi, le sale da bagno, le palestre, le piscine. Insomma un vero e proprio tuffo nella storia.
Qualche spunto su cosa vedere vicino Garbatella ve lo abbiamo dato. Ora, serve altro per convincervi ad andare? Ovviamente, prima, fate un salto anche alla Garbatella. (Vedi Cosa vedere alla Garbatella)
Di Ilaria Proietti Mercuri
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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