Maltrattata e fraintesa, la storia è sempre più sotto l’attacco di chi è pronto a crearsi un passato di comodo pur di legittimare le proprie visioni del mondo, anche se la nostra Costituzione parla chiaro: è antifascista.
Perché, allora continuiamo ad assistere a tolleranze e a revisioni storiche? Come è possibile che ancora oggi in Italia sia concessa l’apertura di sedi di Partito, di case editrici e quant’altro emuli un passato di oblio e orrore?
Il volume, pubblicato da Forum Edizioni, è accompagnato da alcune immagini tratte da Lapidarium, una raccolta di fotografie di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche a ricordo delle tante vittime delle stragi italiane.
Vecchi e nuovi partigiani di Roma e provincia si sono dati appuntamento oggi al teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella per il 17° congresso dell’ Anpi, dopo l’assise nazionale tenuta a fine febbraio a Riccione.
La riunione si è aperta con la corposa relazione del Presidente dell’ Anpi di Roma Fabrizio De Santis, incentrata sulla storia della città democratica e antifascista; sui giorni drammatici della guerra in Ucraina, bombardata quotidianamente dalle forze armate di invasione russe, ribadendo la necessità di pace e disarmo. Erano presenti Andrea Catarci, assessore al decentramento del Comune di Roma, che ha portato anche il saluto del Sindaco Gualtieri e della maggioranza capitolina e Amedeo Ciaccheri presidente dell’VIII Municipio.
Nel primo pomeriggio i partecipanti saranno alla manifestazione contro la guerra in Ucraina a piazza San Giovanni.
L’appuntamento era a Porta San Paolo a ridosso delle antiche mura. Un luogo simbolo per Roma, per il nostro Municipio e per la Resistenza, perché proprio lì il 10 settembre del 1943 venne combattuta la prima delle tante battaglie contro l’invasore tedesco. Sabato 5 febbraio, alla luce degli ultimi accadimenti a Roma e in altre città italiane, era necessario ritrovarsi. Così all’appello dell’ANPI, dell’ANED, dei partiti della Sinistra, dei Sindacati confederati, del Movimento 5 Stelle e di altre associazioni culturali e ecologiste, moltissimi cittadini si sono incontrati per riflettere, discutere e chiedere alle istituzioni e alla magistratura di intervenire nei confronti di tutti i rigurgiti legati al fascismo. Al richiamo in piazza ha risposto qualche centinaia di cittadini, moltissime le teste canute – c’erano anche degli ex partigiani – ma anche molti giovanissimi alcuni dei quali reggevano con orgoglio i vessilli tricolori dell’ANPI; c’era persino qualche bandiera dell’ex Pci. Una giornata anche di commemorazioni – è stato ricordato il partigiano Roberto Milani, scomparso pochi giorni fa ad Affori (Mi) – che è stata dedicata a Lorenzo Parrelli, il giovane studente diciottenne deceduto in fabbrica a Lanuzacco, in provincia di Udine, nell’ultimo giorno di stage nell’ambito del programma di alternanza scuola-lavoro. Una morte assurda che ha portato a protestare in piazza gli studenti romani, che il 23 gennaio scorso sono stati poi caricati dalla Polizia. Il paragone è andato immediatamente all’assalto da parte di gruppi neofascisti alla sede della CGIL di Corso Italia, che non hanno trovato nessun agente delle forze dell’ordine, nessun blindato, sulla loro strada. “Gli stessi gruppi – è stato fatto notare – che il 7 gennaio scorso, in occasione della commemorazione dei morti di via Acca Larenzia, hanno dato vita all’ennesima manifestazione di carattere neofascista con tanto di saluti romani e il silenzio delle istituzioni”.
La diffusione del Covid-19 ha determinato una crisi sanitaria globale, che si è immediatamente trasferita sul piano economico-sociale provocando l’aumento della povertà e della disoccupazione. Non è un caso quindi che elementi riconducibili alle mafie e al fascismo abbiano trovato terreno fertile negli ultimi anni, senza sottovalutare una pericolosa saldatura tra questi elementi e i cosiddetti movimenti no-vax e no-green pass.
“L’antifascismo e la Costituzione rappresentano oggi più che mai i due fattori centrali di una risposta generale sia al riemergere dei movimenti fascisti ed eversivi, sia alla crisi di sistema che attraversa la società – hanno sottolineato i promotori – In ragione di questa identità incompatibile con la Costituzione le organizzazioni fasciste devono essere sciolte d’urgenza dal governo; le loro occupazioni devono essere sgomberate, senza alcuna equiparazione con chi occupa per emergenza abitativa o per perdita del lavoro”.
L’Assemblea – a cui è intervenuto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri – ha chiesto infine un regolamento amministrativo che impedisca a chi non si riconosce nei valori della Resistenza e nei principi fondamentali della Costituzione di poter usufruire di spazi pubblici.
Strano a dirsi, ma nel Municipio che comprende anche Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, non esisteva ancora una sezione dell’Anpi, l’associazione nazionale Partigiani. Ora ci si sta pensando e soprattutto si inizia a fare il tesseramento tra gli abitanti del quartiere, una delle zone dove più forte è stata la lotta antifascista e dove ancora ora vivono due partigiani, Mario Di Maio e Gastone Malaguti. Ci sono varie idee e proposte di locali dove aprire prossimamente la sede dell’Anpi in Municipio, le regole anti Covid e la pandemia hanno un po’ rallentato le cose, ma ora almeno gli attivisti dell’associazione iniziano a raccogliere i futuri iscritti, e si pensa già a qualche iniziativa in vista dell’anniversario delle Fosse Ardeatine e del 25 aprile. Per chi volesse fare la tessera Anpi, e iscriversi alla sezione di Garbatella Ostiense deve per ora contattare su Facebook l’Anpi provinciale. Nel frattempo questa è la tessera 2021.
“Se pure i bambini sono entrati nella Resistenza, allora il fascismo è proprio finito”. Lo disse il Commissario di polizia davanti a una sedicenne appena arrestata. Erano passati pochi giorni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 Marzo del’44 e Angelina, una giovane militante dei gap aveva organizzato una messa a Santa Maria Maggiore per uno dei tanti giovani uccisi. All’uscita della chiesa, insieme ad altri, aveva improvvisato un corteo. L’Ovra, la polizia politica segreta dell’Italia fascista, su indicazione di Kappler,comandante della Gestapo a Roma, intervenne bloccando il tentativo e arrestando i partecipanti.
La sedicenne era Angelina de Lipsis, staffetta partigiana addetta al trasporto di armi nella città. Raccontò che negli spostamenti utilizzava sempre la bicicletta da uomo, finché il Comando tedesco ne vietò l’uso in tutta la città avendone capito il ruolo importante per la lotta antifascista romana.
Nella foto Angelina De Lipsis con i partigiani Angelo Nazio e Sergio Lepri nel giorno della consegna delle Medaglie della Liberazione al Campidoglio
Angelina racconterà poi la sua storia di partigiana nel documentario del 2014 “Storie d’Aprile – Donne al Quadraro” di S. Miceli e K. Majenza del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Finita la guerra sposò Dario Spallone, fratello di Mario medico di Togliatti, anche lui impegnato nella Resistenza romana, dividendo con la famiglia Spallone l’impegno politico e quella per la salute dei cittadini. In particolare Angelina si dedicherà all’affermazione per la parità delle donne, a favore della sanità pubblica e per i diritti del malato, dei deboli e delle fasce svantaggiate.
Angelina ci ha lasciato ieri nella sua casa di Tormarancia. Verrà seppellita nel Cimitero Acattolico.
Di Daniele Ranieri
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