Garbatella Jazz festival 2015 Tanto entusiasmo tanto successo
Garbatella Jazz festival 2015
Tanto entusiasmo tanto successo
La rassegna giunta alla undicesima edizione fa registrare ancora una volta il tutto esaurito.
La tre giorni quest’anno a causa del mal tempo si è ridotta a due giorni di festa
di Gianluca Di Stefano
Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis.
E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno. Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.
Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis. E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno.
Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.


Questo è il preambolo col quale all’epoca della sua Inaugurazione il Sindaco Veltroni, presentò, i locali del CENTRO PER LE FAMIGLIE “C. Battisti” – Centro polifunzionale d’informazione, sostegno e consulenza alle famiglie con minori a Piazza Damiano Sauli, nel territorio del nostro Municipio.
Gianluca, eletto Consigliere dell’Assemblea Capitolina, tra l’altro con molti voti degli elettori del nostro quartiere, capogruppo di Sel, dopo due anni e mezzo circa di legislatura, ha voluto condividere questa esperienza, raccontando le trame politiche, gli scontri di potere, le difficoltà nell’affrontare il governo di una città complessa come Roma.
quartiere. Questa volta però non troveremo le serrande abbassate come è accaduto a tantissime attività artigianali della nostra città, ma sarà una giovane ragazza a proseguire il percorso iniziato dalla famiglia Gori tantissimi anni fa.
“Contro la sclerosi multipla sosteniamo la ricerca”: è l’appello del cuoco Alessandro Borghese, nuovo testimonial per la campagna “La Mela di AISM” che si terrà il 10 e 11 ottobre in 3000 piazze italiane. Oltre 4 milioni di mele verranno distribuite per sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla e per implementare i servizi sanitari e sociali per le persone con SM. Con la “Mela di AISM “ sarà possibile sostenere anche il Programma Giovani Oltre la SM ( www.aism.it) .
Marco Guidolotti, eccellente sassofonista, già premio Massimo Urbani nel 2010, attivissimo solista in Rai, Mediaset e Sky, rende omaggio alla grande musica di Gerry Mulligan e nello specifico al quartetto con Chet Baker. Anni d’oro per il Jazz della West Coast. Tosky Records® presenta la nuova release discografica “’s Wonderful” del Marco Guidolotti Quartet. Un album pieno di gioia e di swing, mescola brani inediti del sassofonista Guidolotti a celebri composizioni dell’immortale Gerry Mulligan. Guidolotti ha avuto importanti collaborazioni internazionali con WOODY ALLEN, BOB BROOKMEYER, DAVE LIEBMAN, RANDY CRAWFORD, DEE DEE BRIDGWATER, WAYNE MARSHALL. E’ docente di Sax e Clarinetto in alcune scuole di musica tra cui il Saint Louis College of Music di Roma. E’ stato premiato dai lettori di JAZZ tra i primi 5 sax-baritonisti italiani.
La musica di Duke Ellington a quarant’anni dalla sua scomparsa è più viva che mai. Compositore e pianista geniale, Ellington è stato un artista nel senso più ampio del termine, ma anche colui che ha indicato un modo di vivere e concepire la musica destinato a lasciare un segno indelebile per le generazioni future. I sei musicisti di “Ellingtonia” affrontano le partiture del “Duca” e del suo alter ego Billy Strayhorn con insieme rigore e estrema libertà. In alcuni pezzi si ascolta la ruvida sonorità dei tempi del “Cotton Club”, mentre in altri le partiture diventano uno spunto per un approccio assolutamente personale. La scrittura accorta e un uso sapiente delle tastiere danno al gruppo un suono quasi orchestrale, mentre è anche possibile apprezzare le elaborazioni della voce estremamente carismatica dell’Ellington narratore.
“Il quartetto è una realtà attiva già da diversi anni. Pasquale Innarella unisce nel suono dei suoi sassofoni improvvisazione radicale e senso melodico in una fusione stretta e vivace, animata da un equilibrio tutto personale tra questi due poli. La costruzione del quartetto segue un principio analogo. Innanzitutto la scelta di accostarsi ad uno strumento eccentrico come il vibrafono e, in particolare, allo stile fluido e sempre efficace di Francesco Lo Cascio, capace da una parte di far coesistere anche nella sua voce melodia e radicalità e quindi di interpretare e rispondere alle stesse istanze del leader, dall’altra di far questo con grande senso estetico e una spiccata attenzione alle dinamiche del quartetto. La ritmica formata da Pino Sallusti e Roberto Altamura crea ulteriori sponde per le intenzioni del sassofonista e per la ricerca tra le diverse spinte che ne animano scrittura e assolo.” Da Jazz Convention. Al Garbatella Jazz Festival il quartetto presenterà anche dei brani dell’ultimo lavoro discografico, “Migrantes”, che verrà inciso a ottobre.


Roma – Sarà aperta al pubblico da sabato 13 a sabato 20 giugno 2015, presso la
15 giugno 2015 ore 16.30

Un nuovo Circolo di scacchi sta venendo alla luce alla Garbatella. Grazie all’infaticabile opera del Maestro Alessandro Pompa ed alla collaborazione della Polisportiva G. Castello e dell’Associazione Cara Garbatella, tutti i martedì pomeriggio, presso la Villetta di Via Passino 26, dalle ore 17, si propone come libero punto di incontro di appassionati, esperti e di neofiti senza alcun scopo di lucro ma ispirati dalla consapevolezza di essere proposta e di proporsi ancora come modello per una autonoma e propositiva esperienza sociale.