Skip to main content

Tag: Bellezze del territorio

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

Nel nostro territorio costruite solo case non destinate ad abitazioni popolari
Il mattone alimenta ancora falsi miti e leggende: un recente utile studio della CGIL

di Eraldo Saccinto

Un recente studio redatto della CGIL ci racconta l’epopea della casa, un lavoro utilissimo per la semplice ragione che il mattone alimenta miti e leggende, fra le quali la convinzione, assai diffusa, che l’investimento immobiliare valga a qualsiasi livello, anche come impegno istituzionale.

E’ perciò vieppiù meritorio questo lavoro che riesce a produrre un elaborato nel quale si evidenziano i percorsi di ricerca e riflessione sul valore del diritto alla casa, sia nella nostra storia che nella nostra cultura, sul significato della sua funzione sociale e sul valore aggiunto che il corretto uso di questo strumento procura alla comunità. Un diritto che nei fatti viene impropriamente rovesciato e affrontato primariamente come difesa della proprietà, grande o piccola che sia, come si evince anche dall’ultima delibera di Roma Capitale che, pur di difendere questo stato di fatto, propone, si potrebbe dire come al solito, una soluzione emergenziale ma non strutturale, ricadendo nell’incapacità, mostrata soprattutto dai governi delle grandi città, e quello attuale di Roma non se ne discosta affatto, di imbastire una seria “politica della casa”.

Ci si trincera dietro le norme di salvaguardia di coloro che sono in graduatoria per la concessione di un alloggio popolare, senza rendersi conto che nella stragrande maggioranza dei casi queste liste sono composte da quelli che occupano, i quali, stanchi di un’attesa decennale e costretti magari a fare i conti con proprietari senza scrupoli, non possono fare a meno di ricorrere a questo estremo espediente. Il rimedio sembrerebbe quello di aumentare il numero degli alloggi disponibili ma finora c’è stata scarsa disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale ad affrontare con la dovuta serietà le richieste di indicare le disponibilità alloggiative, segnalando caserme, stabili sottratti alla criminalità e alloggi sfitti, neppure alla luce delle risorse stanziate dalla Regione Lazio.

Dimostrando così la mancanza di una reale volontà di applicare soluzioni definitive, nonostante il roboante annuncio della Sindaca di aver scovato migliaia di appartamenti da poter riutilizzare per dare una prima risposta alla fame di case che affligge Roma e che a ben guardare, si dimostra essere solo uno specchietto per le allodole: la riproposizione della lista già stilata a suo tempo dal Commissario prefettizio Tronca.

Per il nostro Municipio i dati che espone la CGIL non si scostano troppo da quelli del Comune, benché, nei Piani Regolatori, la predominante per il nostro territorio sia sempre stata quella di una vocazione ad edilizia residenziale pubblica. Durante gli anni del boom economico, l’ATER ex-IACP l’ha fatta da padrone, costruendo a più non posso, per soddisfare le richieste di case da destinare agli operari e agli impiegati del polo manifatturiero Ostiense, dopodiché però non si è fatto altro, per cui le giuste risposte che furono allora date alle esigenze di una classe lavoratrice bisognosa di affitti calmierati, se da una parte hanno stabilizzato la situazione dall’altra hanno saturato il mercato affittuario a basso costo. Allo stato attuale, infatti, aldilà del riuso delle rare abitazioni che potrebbero essere immesse sul mercato a causa di azioni legali, l’unica via praticabile è quella privata, i cui prezzi però sono proibitivi. La CGIL ci fa notare che si è molto costruito sul nostro territorio negli ultimi quarant’anni. E’ stata edificata l’area di Roma ’70, e tutta la fascia che investe Via di Grotta Perfetta, la zona a valle della Montagnola con direttrice verso Via Ballarin, l’area di via del Tintoretto, è stato costruito (e abbandonato) un albergo a Via Galba, un maxiedificio a Piazza dei Navigatori, la zona di Via del
Caravaggio, alcune costruzioni tra Via Palos e Via Capitan Bavastro, sta per essere consegnata l’area ex I-60 con tutte le perplessità ancora in essere che ne hanno contraddistinto la costruzione.

Non uno di questi edifici è però stato destinato ad edilizia residenziale pubblica, sono stati tutti indistintamente destinati a finalità di carattere privato se non speculativo, non un solo mattone destinato a chi è meno abbiente o per quelli che, pur dotati di un reddito fisso da lavoro dipendente, non possono reperire un’abitazione ai prezzi di mercato.

“E’ doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione”, è ripetuto in diverse sentenze della Consulta ma, come conclude il documento del Sindacato, per avere una casa pubblica, a Roma, si è da anni alla guerra.

 Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

“Resistere è anche un destino” il libro di Andrea Catarci

Intervista con l’autore

di Giancarlo Proietti

Andrea Catarci, per la maggior parte dei lettori di Cara Garbatella non ha bisogno di molte presentazioni, ha 48 anni e vive nel quartiere San Paolo – Garbatella, in quel Municipio Roma VIII di cui è stato Presidente per 10 anni, dal 2006 al 2016, alla guida di coalizioni di centro sinistra. Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza, si è poi avvicinato al mondo della formazione professionale e della ricerca. Dopo aver scritto e pubblicato un gran numero di articoli, saggi, rapporti e documenti, per la prima volta si cimenta con un racconto di ampio respiro, scegliendo di indagare le storie e le memorie delle famiglie di origine ed in particolare le figure dei nonni.

– Quali storie che ti hanno raccontato della loro vita, ti hanno particolarmente colpito?

RicordiLe figure dei miei nonni, Vincenzo ed Armando, più che da parole ascoltate in presa diretta -sono morti quando avevo 10 anni e poco più – prendono forma nei racconti di familiari ed amici,riportati in una carovana di sere. Sono circondate da un alone di suggestione e di fascino, talvolta al limite dell’agiografia e della santità. In realtà sono storie di lavoro duro dentro cave, cantieri e Mercati Generali, vissute a torso nudo e sopra cavalli, storie di antifascismo e resiste2<Nessuno(a)>nza, di occupazioni di terre e scontri di piazza, di reclusioni e libertà riconquistate sul campo, di insofferenza per ingiustizie e discipline ottuse, di dimensioni private fatte di delusioni, rabbia, amori, sogni, emozioni e drammi.

C’è Vincenzo che apre una sua cava per necessità, perché malgrado l’abilità indiscussa come scalpellino e ‘spaccatore’ non sarebbe più chiamato da nessuno a lavorare, a seguito del rifiuto a sottoscrivere la tessera del partito fascista. C’è Armando che gira Roma in lungo ed in largo mostrandone le bellezze ineguagliabili ai turisti, in un’occupazione che è un tutt’uno col suo legame per la città. Ci sono le mischie consumate in strada, la passione politica e la militanza comunista, un Motom ed una apparizione fugace a fianco di Silvana Pampanini, le vicende di amici di comunità larghe e solide, di figlie e figli che scendono bambine al ghetto a portare cibo e che scoppiano nel palcoscenico  inusuale di una chiesa. C’è il Novecento nelle loro vite comuni ed insieme esemplari, che hanno fatto la storia senza lasciare traccia nei libri, in punta di piedi e col
clamore relegato al focolare domestico.

– Perché la scelta di due uomini e non di una nonna e di un nonno?

Perché in “Resistere è anche un destino” c’è molta verità storica e di loro non avrei potuto delineare ritratti veritieri, seppur agiografici. Le mie nonne sono morte nei primi anni Settanta, troppo presto per lasciare segni diretti su testa e orecchie di un bambino. Nelle chiacchiere sul passato sono generalmente liquidate con riferimenti alla concretezza ed alla perfezione: sono quelle che in silenzio fanno funzionare tutto, che magari usano le maniere forti nell’educazione dei figli ma che difficilmente sbagliano un colpo. Troppo poco per farsene un’idea e costruirci una memoria intorno.

– Tre aggettivi dell’uno e tre dell’altro… Vincenzo è forte, risoluto ed altruista, Armando è scaltro, intelligente ed ha istinto organizzativo, tutti e due sono caldi e passionali.
– Cos’hai dell’uno e dell’altro Per andare sul sicuro direi che tutti e due mi hanno trasmesso l’ambizione a migliorare il condominio ed il mondo, la passione, la voglia di resistere e combattere sempre, semplicemente perché è giusto farlo.

– Perché l’esigenza di raccontare le loro storie?

Per senso di appartenenza, ricerca delle radici, riconoscenza, amore, in poche parole è un libro che nasce dal cuore.

Il resto lo ha fatto la paura che quel patrimonio di voci e racconti esclusivamente orali potesse andar perduto del tutto e, infine, la malattia e la morte recente di mio padre Ezio, una delle mie fonti principali. Avevo già cominciato a scrivere ed annotare episodi, pur non avendo chiaro come finalizzare il tutto. Dopo averne parlato con lui e con mia madre, in quei giorni ho deciso che doveva diventare un racconto organico. Così è stato, grazie all’editore Francesco Palombi, che ci ha creduto insieme a Marcello Ciccaglioni, ai consigli ed alle parole preziose di Erri de Luca e Massimiliano Smeriglio, ai ricordi ulteriori dei parenti che lo hanno arricchito strada facendo.

– La frase sul destino: sei attivista, combattivo e impegnato da sempre.

Quanto è merito loro?

Tanto,siamo fatti di radici oltre che di aspirazioni ed ali, siamo come Enea che carica sulle spalle il vecchio padre Anchise mentre trascina per mano il figlio Ascanio. Poi, in realtà, la sensazione è di non essere mai abbastanza combattivi ed impegnati, non quanto servirebbe, ma per demerito nostro, non certo dei cromosomi migliori che ci sono arrivati. Però quella del titolo è una frase bella e vera: resistere e combattere sono anche un destino, oltre che una scelta da rinnovare ogni giorno.
– Roma fa da sfondo alle storie. Qual è la Roma del tuo libro…

E’ la Roma del Novecento, sanguigna e popolare ed insieme incline all’obbedienza, metà rivoluzionaria e metà clerico-fascista. Ed è la Roma di sempre, la città che ha nella contraddizione la sua cifra, che è destinata a rinascere in eterno sulle macerie di saccheggi millenari, quella che nessun barbaro di nessuna età è riuscito e riuscirà a far sparire
definitivamente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Novembre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I Quaderni di Moby Dick

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio, Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival, Premio Fantasia novembre ecc..)

I Quaderni di Moby Dick: presto il secondo fascicolo
Dopo il successo del primo numero continua il lavoro editoriale del Tavolo archivio storico

di Gianni Rivolta

I Quaderni di Moby Dick , il progetto editoriale del Tavolo per l’archivio storico del territorio, navigano ormai in mare aperto.
Dopo il primo numero sui Bagni pubblici di Garbatella e l’architetto Innocenzo Sabbatini, che ha avuto un buon riscontro di pubblico sia nelle presentazioni dirette nel quartiere (Moby Dick 4 luglio , Casetta rossa 19 luglio, Villetta 5 settembre, Jazz Festival , Premio Fantasia novembre ecc..) sia nelle librerie locali e in alcune edicole di zona (piazza Bartolomeo Romano, via Adelaide Cairoli ed altre) è in allestimento il secondo fascicolo. Non era una scommessa scontata, anche perché, il progetto dei Quaderni è completamente autogestito e quindi non ha sponsor o finanziatori dietro le quinte. I finanziatori della pubblicazione sono i lettori che hanno accolto con entusiasmo il primo lavoro editoriale e speriamo che la copiosa vendita del prossimo numero ci consenta di continuare questa iniziativa culturale.

Il riscontro di vendite del primo Quaderno ci permette per il momento di affrontare il secondo impegno che interesserà il quartiere di San Paolo. Quella di alternare nello studio le porzioni storiche del territorio dell’VIII Municipio (Garbatella. San Paolo, Tormarancio,Ostiense) era un obiettivo condiviso dalla redazione, sempre più qualificata e numerosa. Il Tavolo, infatti, dopo un anno di lavoro, ha visto la partecipazione di nuovi appassionati redattori e di alcune associazioni del territorio.
La particolarità dei Quaderni, che rappresentano l’aspetto vivo e dinamico dell’Archivio storico territoriale, è quello di approfondire argomenti poco studiati e poco conosciuti per presentarli al vasto pubblico in modo divulgativo e non accademico. Sarà cosi anche per il secondo numero dal titolo: “I Colli di San Paolo”, che sarà corredato da immagini inedite o rare.

In questo numero del QMD2, che uscirà entro i primi mesi del 2018 si parlerà di: L’area dell’Ostiense: dalla Garbatella di Giovannoni alla coda della cometa di Piacentini (Sergio Rappino),Il vecchio deposito del Littorio (Paolo Berdini), La Borgata di Grottaperfetta (Francesca Romana Stabile), Prima della Garbatella, le proprietà dei Torlonia lungo la via Ostiense (Flavio Conia), La collina degli anarchici e Augusto Volpi (Gianni Rivolta), Esperienze educative sulla rupe di San Paolo: la Principe di Piemonte (Paola Pagliari e Piero Fumo), Il Risorgimento a San Paolo: La Repubblica romana (1849) e Vigna Matteini 1867(Claudio D’Aguanno), La stazione di Radio Marina San Paolo (Floriana Mariani), La città fortificata di Giovannipoli (Elisabetta Rossi), La collina di San Nemesio : il Cto e le case dell’Inail ( Paola Pagliari e Piero Fumo), Breve storia delle linee tramviarie di San Paolo e della Garbatella (Mirella Arcidiacono), Che bello andare in tram! (memorie e interviste di Mirella Arcidiacono) ed altri articoli in via di definizione.

 Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – dicembre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ALLA GARBATELLA

Le associazioni “Il Tempo Ritrovato” e “Cara Garbatella”

In collaborazione con la Villetta

Presentano

I PROTAGONISTI DEL CINEMA ALLA GARBATELLA

Rossana Di Lorenzo

si racconta, tra ricordi, aneddoti, e filmati

Giovedì 14 dicembre alla Villetta ore 17,30

Via F. Passino  26– Via Degli Armatori 3

A seguire apericena con specialità della cucina romana

Saranno presenti altri personaggi del quartiere che

hanno avuto esperienze cinematografiche

Per l’apericena si consiglia di prenotare
stampa@caragarbatella.it | C 331 6423680

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

su gentile concessione di https://roma.diariodelweb.it

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

Roma: una giornata nell’agriturismo gestito da ragazzi autistici

In pochi sanno che nel cuore di Roma c’è un enorme parco verde dove sorge un agriturismo. Nessuno immagina che questa azienda sia condotta da ragazzi autistici

lunedì 27 novembre 2017

Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi Cooperativa sociale integrata e agricola Giuseppe Garibaldi (Confagricoltura)

ROMA – A ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, tra i palazzoni e il traffico romano, si estendono i 4 ettari che ospitano la cooperativa sociale agricola integrata Garibaldi. Nata nel 2010, la cooperativa inizia a operare quattro anni dopo: a lanciare l’idea di un’azienda agrituristica fatta da ragazzi con autismo è stato Maurizio Ferraro, papà di una delle ragazze che animano questo progetto. «Qui si possono gustare i prodotti coltivati, ma ora puntiamo a realizzare un piccolo sogno».

L’agriturismo e la trattoria – Appena si arriva nella cooperativa Garibaldi si respira un’aria nuova: trovare un’isola verde fatta di orti, giardini e serre in pieno centro è una delle tante sorprese che la Capitale regala anche a chi in questa città ci vive da sempre. Mani sporche di vernice, scarpe infangate della terra dei campi, arbusti appena impiantati da spostare: qui ognuno svolge un’attività. Le urla che ogni tanto vengono lanciate ti ricordano che ad animare questa cooperativa sociale sono ragazzi con autismo e pensi che se non fossero qui di certo si sarebbero annoiati sulle spalle dei familiari che molte volte non hanno le competenze adeguate. «Nostra figlia – raccontano i genitori di Veronica – ha iniziato a frequentare l’istituto agrario qui a fianco a settembre e vediamo che viene nella cooperativa con molto piacere. Uscendo alle 13, per noi anche gestire il pranzo poteva rappresentare un problema. Vediamo che qui, invece, mangia tutto; le ragazze poi la coinvolgono nelle attività a cui partecipa con entusiasmo».

L’idea della coop – In una vera e propria oasi di pace, dunque, si possono acquistare o gustare direttamente nel ristorante della struttura, i prodotti che vengono coltivati dalle ragazze e dai ragazzi che danno vita all’agriturismo. Maurizio, il presidente della cooperativa, portava sua figlia nell’adiacente istituto tecnico agrario Garibaldi che ha una lunga storia. Aperta nel lontano 1872 a Valmontone, la Scuola Podere si trasferì tre anni dopo sul Gianicolo per sistemarsi definitivamente nel 1907 nell’attuale sede, all’interno della Tenuta di S. Alessio. Tra il 1923 e il 1928, poi venne edificato il fabbricato per la Scuola Convitto nella Regia Scuola Pratica di Agricoltura di Roma e nel 1933 la Scuola pervenne all’attuale ordinamento di Istituto Tecnico Agrario.

Il progetto «Ti p’orto l’orto» – «La cura della terra, la terra che cura», è la filosofia nel motto ideato da Maurizio. Ma la realtà della Cooperativa Garibaldi ora vuole affrontare una nuova sfida: «Vogliamo portare i prodotti del nostro orto in giro per la città coi nostri ragazzi – ci racconta Maurizio che spiega l’idea «Ti p’orto l’orto con l’APE» – L’obiettivo è quello di allestire un banco ambulante dotato di cella frigo attraverso un progetto in collaborazione con Confagricoltura, l’Istituto Superiore di Sanità e la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università la Sapienza». Il progetto, dunque, è una specie di contaminazione nella città: «Vogliamo far conoscere l’autismo e aumentare la consapevolezza attraverso quest’Ape da allestire: tra l’altro APE è l’acronimo di Autistic Public Economy». Per realizzare questa nuova impresa, però, serve l’aiuto di tutti: «Si può votare per sostenere e far finanziare il nostro progetto: noi vogliamo stare sul mercato, e questo perché il commercio è una delle cose più semplici e utili alla comunicazione che è uno dei deficit principali dell’autismo».

Per sostenere il progetto – «Ti p’orto l’orto con l’APE» basta cliccare qui e seguire le indicazioni. Ci vogliono 10 minuti, ma ne vale la pena.

https://roma.diariodelweb.it/roma/articolo/?nid=20171127_467234

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Centro Sociale Anziani

Centro Sociale Anziani “Ostiense Ex Mercati Generali”. Via Francesco Negri, 6 – Roma

 

APPUNTAMENTO AL CINEMA

 

L’ULTIMA LEZIONE: Un mistero italiano che deve restare segreto!?

Giallo biografico del 2001 sulla scomparsa di un  professore di Economia Politica:

Il 15 Aprile 1987, il professore a riposo Federico Caffè, scompare all’alba dalla sua casa romana di Monte Mario senza lasciare tracce

.

Ma, chi era Federico Caffè?

PRESENTA L’EVENTO
MARIO POLIMANTI
INTRODUCE AL FILM IL REGISTA
FABIO ROSI

Appuntamento alle ore 16,45
di lunedì 04 – 12 – 2017
c. anziani “Ostiense ex mercati generali”
via Francesco Negri 6-Roma

Inizio evento ore 17,00 precise

A fine proiezione sarà possibile commentare il film dialogando con il regista

Ingresso libero

L’ultima lezione, diretto da Fabio Rosi  vincitore del Globo d’oro alla miglior opera prima, è un film originale per come mette in scena una ‘detection etica’ interessando lo spettatore non al mistero, ma ad un discorso di valori.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

ti porto l orto con l ape che gira

Ti porto l’orto con l ape che gira

Il Progetto “Ti P’orto l’orto con l’A.P.E. che gira” nasce dall’esigenza di portare a compimento il ciclo produttivo della Cooperativa Sociale G. Garibaldi, attivando un punto vendita ambulante. Nello specifico, i giovani adulti con autismo severo della Cooperativa incontreranno al “mercato” la città p’ortando i frutti del proprio orto con un banco ambulante degli ortaggi, che diventa un moltiplicatore di opportunità di incontro e quindi potenziale strumento abilitativo.

Per votare basta semplicemente andare sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it/ iscriversi nel portale, inserendo la propria mail e poi scegliere il progetto TI PORTO L’ORTO CON L’A.P.E. CHE GIRA.

Grazie

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per quieto vivere, di Massimiliano Smeriglio

Sinossi

Dopo Suk ovest, che si inseriva perfettamente nel solco di Romanzo criminale, l’autore torna a raccontare una città che conosce fin troppo bene nelle sue pieghe più profonde.
Un romanzo che, intrecciando presente e passato, indaga le ragioni profonde dell’individualismo contemporaneo con una storia fatta di personaggi tormentati in cui tutti sono soli e nessuno è in pace.
4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote della donna, un uomo superficiale e indo- lente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei parenti di coloro che considera i responsabili del suicidio. Sotto al suo sguardo morboso, si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spac- ciatore spregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un uomo indifferente all’imminente morte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità di- sgregata, troppo spesso incapace di compassione, e quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore, arido, c’è posto solo per il rancore.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

26esima edizione della Gara Podistica “Corriallagarbatella” 2017

Gentilissimo,

a nome di Walter Graziani,Presidente del Comitato Organizzatore
Corrigarbatella, abbiamo il piacere di invitarla alla conferenza
stampa per la presentazione della
26esima edizione della Gara Podistica
“Corriallagarbatella” 2017

che quest’anno si terrà alle ore 11,00 del 18 novembre 2017, presso lo
Spazio culturale-polifunzionale della biblioteca Moby Dick, realizzata
nell’edificio che ospitava gli ex bagni pubblici dei lotti popolari di
Garbatella.

Confidando di poter contare sulla sua partecipazione per contribuire a
promuovere una manifestazione che è entrata nel cuore degli atleti e
degli abitanti del Rione, inviamo cordiali saluti.

Patrizia Bottino

Ufficio Stampa Corriallagarbatella

scarica la locandina in pdf

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

 

Lunedì 6 novembre ore 20.30 Teatro Palladium

Dopo il grande successo del concerto inaugurale di lunedì scorso con la Nona sinfonia, entra nel vivo la nuova stagione 2017 – 2018.

Due bellissimi appuntamenti, il primo al Teatro Palladium, il secondo nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia, con il repertorio che ha dato il nome ad un intero genere musicale, ovvero quello sviluppato nella Vienna della fine del XIX secolo e che è detto “lo stile classico”.

in collaborazione con Associazione Annarosa Taddei

Lo stile classico

W. A. Mozart: Concerto per violino n. 5 in la maggiore maggiore K. 219
W. A. Mozart:  Exultate jubilate, mottetto in fa maggiore K. 165
F. J. Haydn: Cantata “Ariadne aux Naxos” H. 26b/2
F. Schubert: Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485
Reut Ventorero, mezzosoprano
Gabriele Campagna, violino
Roma Tre Orchestra

Tonino Battista, direttore

costo dei biglietti Palladium:
intero: € 12,50
ridotto possessori Bibliocard: € 8,50
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 7,50
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Giovedì 9 novembre ore 19 Teatro di Villa Torlonia

in collaborazione con Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca

Incontri e scontri: il quintetto con clarinetto

W. A. Mozart: Quintetto con clarinetto in la maggiore K 581
M. Reger: Quintetto con clarinetto in la maggiore op. 146
Gabriele Campagna, violino
Adriana Zarzuela, violino
Gonzalo Martín, viola
Friederike Seeßelberg, violoncello
Eva Kroll, clarinetto

costo dei biglietti Torlonia:
intero: € 10,00
ridotto over 65 / under 35 / personale docente e non docente Roma Tre: € 5,00
ridotto soci R3O e studenti Roma Tre: € 2,50

Consigliamo al pubblico interessato agli eventi di procedere con l’acquisto online  passando da questo link. Si può accedere in questo modo a tutte le nostre usuali riduzioni e si ha anche la possibilità di scegliere il posto in sala (solo al Palladium, non è possibile scegliere il posto nel Teatro di Villa Torlonia).

 * * *

Continuano domenica prossima i concerti gratuiti fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala.

Un programma con un altro insolito protagonista della musica da camera, questa volta l’oboe, nell’esecuzione di uno dei migliori giovani specialisti di questo strumento, Alberto Signorile, in un programma affascinante e che propone brani di raro ascolto.

Domenica 5 novembre ore 11.30 Museo Carlo Bilotti

L’oboe, protagonista della musica dal Settecento ai nostri giorni

C. Saint-Saens: Sonata per oboe e pianoforte op.166
J. N. Hummel: Introduzione, tema e variazioni op.102
C. Nielsen: Two Fantasy Pieces per oboe e pianoforte op. 2
Alberto Signorile, oboe
Giuseppe Barile, pianoforte
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria – parte due

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 2 – La realtà del Piano Regolatore Sociale

Grazie a questi accordi, all’interno del “Centro per le Famiglie C. Battisti”, aperto per volontà del Municipio una decina di anni orsono, hanno lavorato a stretto contatto gruppi composti di personale appartenenti ai servizi sociali municipali e a quelli distrettuali. Sinergia dimostratasi vincente soprattutto per i casi legati alle richieste di adozioni e di affidamento familiare, a sostegno alla genitorialità e di tutela per i minori. Per i disabili, nell’ambito del “Dopo di Noi”, l’accordo tra Municipio e ASL, si è realizzato nel progetto della Casa Famiglia “Casa nostra“, destinata ad utenti disabili, per il quale, il Servizio Sociale municipale  ha avuto la collaborazione fattiva ed essenziale della ASL – Servizio Disabili Adulti. L’inserimento degli utenti nella struttura, infatti, avviene dopo esame dei singoli casi da parte di una equipe congiunta socio sanitaria, così come le periodiche riunioni settimanali e mensili di monitoraggio, valutazione ed efficacia del servizio. Un altro esempio di intesa è la collaborazione per il servizio di Dimissioni Protette, cioè la presa in carico congiunta da parte della ASL con l’area anziani del servizio sociale, per gli utenti in dimissione dopo un ricovero ospedaliero. Il servizio, del quale fruiscono più di un centinaio di utenti anziani l’anno, si è rivelato nel tempo una grande risorsa per l’utente e la sua famiglia al rientro nella propria abitazione. La collaborazione ha permesso l’istituzione, sin dal 2004, del Centro Diurno per malati medio-lievi di Alzheimer. Presso il Centro ha operato personale che ha fornito assistenza socio – sanitaria ad una quarantina di ospiti presenti.

L’opera di questo personale ha permesso agli anziani di poter più a lungo mantenere le sue capacità residue e sviluppare capacità sottaciute, tanto che al fine di poter meglio valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio, fin dal 2011, il Servizio Sociale ha intrapreso il monitoraggio sulla qualità della vita degli anziani inseriti nei Centri Diurni quantificando come la vita dell’anziano malato di Alzheimer possa essere positivamente influenzata dall’inserimento in un centro diurno così specifico. Un ulteriore aspetto è quello legato alla sinergia intercorsa tra Municipio e ASL con l’avvio del progetto “Un cuore nel territorio di Roma XI”, una serie di corsi abilitanti alla rianimazione cardio-polmonare e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) culminato positivamente con la consegna di defibrillatori da parte della ASL ai CCSSAA municipali. Nell’ottica di un comune sentire, aldilà di progetti specifici, bisogna sottolineare la fondamentale importanza dei tavoli di confronto permanente stabiliti tra Municipio e Distretto, in particolare tramite l’uso di istituzioni ponte quali la Consulta per la Disabilità e la Consulta Socio Sanitaria, organi istituzionali del Municipio che rappresentano i cittadini del nostro territorio nel loro rapporto con le strutture sanitarie.

Le consulte, promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità socio-sanitarie quale presupposto necessario per il perseguimento del benessere di tutti globalmente inteso, garantiscono l’applicazione delle norme regionali e di quelle municipali, verificano l’integrazione tra i progetti programmi del Municipio e del Distretto Sanitario e attraverso la partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni, esprimono i bisogni socio sanitari della collettività e contribuiscono alla definizione dei piani di intervento formulando proposte al Consiglio Municipale e al Distretto Sanitario. La Consulta per la Disabilità in particolare è l’unica, nel contesto di Roma Capitale, ad aver inserito tra i propri scopi quello di risolvere i problemi legati a difficoltà di carattere mentale. Le Consulte, sono state istituzionalizzate con Deliberazioni del Consiglio Municipale (Deliberazione n.15 del 15/04/1999, D.D. n.939 del 26/05/2000 modificata con D.D. 1019 del 9/6/2009) e rinnovate ogni tre anni. Alle Consulte, hanno dato la propria adesione le Associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le Organizzazioni Sindacali e ne fanno parte, di diritto, i rappresentati istituzionali, cioè il Direttore del Distretto Sanitario dell’ASL del nostro territorio, il Presidente del Municipio VIII ed il coordinatore dei Centri Anziani, come previsto dal Regolamento istitutivo. In questo contesto ben si è adattata la collaborazione anche con Enti di rappresentanza dei cittadini, quali Cittadinanza Attiva e lo sportello dei Diritti del Malato, i Lyon’s, l’ANT, la C.R.I., associazioni e cooperative che sono state riconosciute come tramite tra le istituzioni e da entrambe riconosciute come interlocutori previlegiati.

Non ultimo il riconoscimento, risalente ad alcuni anni addietro, dell’area del parcheggio municipale di un servizio di posteggio per gli automezzi del Pronto Soccorso. Tramite la firma di alcuni protocolli di intesa è stata resa possibile la fruizione da parte dei cittadini del Municipio di alcuni servizi socio sanitari di prossimità. L’istituzione del P.U.A (Punto Unico di Accesso), infine, avvenuta nel giugno del 2009, in via sperimentale e a tutti gli effetti dal Gennaio 2010, come servizio al quale possono rivolgersi gli utenti del nostro Municipio. Tanto più il livello istituzionale dell’integrazione sarà in grado di realizzarsi quanto più funzionerà il meccanismo di ricezione e trasmissione delle istanze sociali da parte di chi opera nel territorio. Questo lavoro, è stato, deve e dovrà essere necessariamente accompagnato da una capacità di ascolto e di guida da parte di quei livelli politico-istituzionali, che nel nostro territorio, soprattutto in quest’ultimo anno, per varie vicessitudini, si sono mostrati terribilmente latitanti. Si deve solamente alla professionalità dei Servizi Sociali municipali, in tutti i suoi componenti, il mantenimento dello standard dei servizi ad un livello qualitativamente elevato. Il ruolo della politica, quello cioè di governare gli eventi, si è dimostrato l’anello debole della catena, vuoi negli aspetti organizzativi come nella incapacità di reale progettazione o anche di semplice manutenzione dell’esistente. Il senso del mandato sociale, deve contribuire a favorire, sviluppare, diffondere la cultura dell’integrazione partendo da una comprensione della realtà sia ai livelli gestionali che politico-istituzionali, quei dati che letti in modo opportuno, forniscono quella chiave di lettura che favorisce lo sviluppo di nuove progettualità. La natura dell’integrazione è semplicemente uno strumento, seppur privilegiato, attraverso il quale tentare di aiutare le persone a trovare risposte ai loro bisogni.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il Municipio VIII e le politiche di integrazione socio sanitaria

Parte 1 – Gli aspetti della progettazione

L’integrazione socio sanitaria è un tema che, nel panorama delle politiche sociali, riveste da sempre un significato di importanza rilevantissima data l’attualità dei temi trattati. D’altro canto, che non se ne possano considerarsi trattate tutte le sue sfaccettature è testimoniato dal fatto che continuano ad interessarsene sia la legislazione, quella regionale in particolare, sia la riflessione concettuale, attraverso pubblicazioni e convegni mentre dal punto di vista operativo, si tentano di analizzare i problemi in cui ancora si imbattono gli operatori nel lavoro quotidiano. In questo contesto, una difficoltà che sembra emergere in maniera particolare, è quella di coniugare teoria e prassi, tanto da far pensare che l’integrazione socio-sanitaria sia, come diceva un atto normativo della regione Lazio alla fine degli anni ’90, una utopia che ostinatamente si persegue senza successo.

Il tema dell’integrazione tra sociale e sanitario può, allora, rappresentare una continua sfida tra il tentativo di aggregare servizi diversi e quello di aggregare tra loro amministrazioni il cui scopo istituzionale ha finalità diverse e farle lavorare assieme. D’altra parte, dato il carattere empirico col quale si intendeva stabilire come poter realizzare l’integrazione socio-sanitaria in uno specifico contesto territoriale, le esperienze territoriali, hanno fatto da battistrada verso la ricerca di adeguati supporti amministrativi che permettessero alle normative di adeguarsi ai crescenti bisogni degli utenti, infatti, a fronte di una separazione istituzionale tra gli ambiti sanitario e sociale, è venuta sempre più emergendo la richiesta di sviluppare una normativa adeguata all’integrazione socio-sanitaria, anche se, in questi primi passi questa è sembrata sbilanciata, nella quasi totalità, verso l’area sanitaria.

La Delibera della Giunta Regionale 433/07 ha previsto l’istituzione in ogni A.S.L. e nei singoli distretti di una funzione specifica per l’integrazione sociosanitaria, che nei distretti doveva coincidere con il coordinatore Socio sanitario, anche se la presenza di un referente specificamente dedicato all’integrazione sul versante degli enti locali registra un dato abbastanza elevato: nella grande maggioranza dei casi in cui le A.S.L. hanno avuto in materia un positivo raccordo con gli enti locali ciò è avvenuto trovando come interfaccia una figura professionale dedicata. L’analisi degli aspetti che oggi caratterizzano la realtà dell’integrazione socio-sanitaria nel nostro territorio, dal punto di vista sociodemografico, le municipalità di Roma Capitale rappresentano un campione più che significativo, visto che molti dei Municipi romani hanno un numero di residenti maggiore di capoluoghi di provincia e forse di regione di altre zone del nostro territorio nazionale, può svilupparsi seguendo diversi percorsi. Il tema può essere affrontato valutandone nel merito i contenuti pratici e gli effetti che producono sui beneficiari oppure verificandone l’adeguatezza dal punto di vista degli addetti ai lavori o ancora misurandone il livello di fruibilità da parte dei cittadini.

Queste e altre possibili piste di riflessione, tuttavia, non possono prescindere da una preliminare ricognizione della questione che consenta di mettere a fuoco i tratti essenziali con cui l’integrazione socio-sanitaria si propone nel nostro contesto. Si tratta, in particolare, di inquadrare quanto il tema coinvolge gli attori istituzionali che dovrebbero alimentarne lo sviluppo e quale attenzione viene ad esso dedicata, quali sono le forme con cui si realizza – quando si realizza – il coordinamento inter istituzionale, come si definisce la necessaria interconnessione tra gli atti di programmazione di area sanitaria e di area sociale; ed infine, quali sono le professionalità che interagiscono nello spazio dell’integrazione e quali i bisogni che le attività socio-sanitarie intercettano e gli utenti che ne fruiscono.

Dai dati che si desumono da ricerche effettuate in questo contesto, sembra dunque emergere un buon grado di consapevolezza istituzionale circa l’importanza dell’integrazione socio-sanitaria, presente sia nelle A.S.L. che negli enti locali. Si rileva anche che gli operatori dedicano al tema dell’integrazione una parte del loro impegno lavorativo, ma ciò non rappresenta un depotenziamento della loro funzione e si segnala anzi come un elemento da valutare positivamente, nella misura in cui in cui permette loro di svolgere un ruolo di raccordo tra i singoli servizi ed il momento del coordinamento interistituzionale. È importante inoltre sottolineare che questa buona consapevolezza istituzionale su un tema così rilevante non ha dovuto essere indotta o sostenuta da appositi input normativi, visto che la recente delibera regionale in materia si è in realtà proposta su uno scenario già sostanzialmente attrezzato e i territori che da questo punto di vista erano stati in passato inattivi sono comunque rimasti inadempienti. Una ulteriore verifica dei termini con cui l’integrazione socio-sanitaria si definisce nei rapporti interistituzionali può essere effettuata analizzando le modalità di costruzione degli strumenti di pianificazione delle attività in area sanitaria e in area sociale. Per assicurare una efficace integrazione socio-sanitaria, infatti, i Piani sanitari e i Piani sociali degli enti locali devono essere frutto di un processo di effettiva co-costruzione tale da assicurare una totale sovrapposizione delle due prospettive.

La realtà dei Municipi di Roma Capitale sembra allinearsi ai dati regionali, presentando percentuali significativamente alte sia nell’elaborazione congiunta che nella presenza in entrambi gli atti programmatori, sanitario e sociale. C’è da rilevare invece una flessione nella sostanziale identità della parte sull’integrazione nei diversi piani, questo dovuto anche alla scarsa capacità esecutiva dimostrata dai Municipi, in particolare durante l’ultimo anno, dovuta soprattutto dell’inanità politica che pervade le strutture istituzionali centrali e che di riflesso impatta su quelle periferiche, incapaci di agire in modo proprio alle sollecitazioni che pervengono dai territori. Globalmente dai dati emerge una presenza diffusa dei temi dell’integrazione negli atti programmatori degli enti locali, ma al tempo stesso appare abbastanza evidente che i processi di reale costruzione stentano a decollare. Questo può essere collegato alla difficoltà a livello comunale: è difficile pensare ad una programmazione quando a livello di Amministrazione Centrale l’idea che si ha è quella di un accentramento mentre nelle realtà locali si percorrono strade, tempistiche ed obiettivi diversi, guidati da quelle strutture sociali che ne devono definire i servizi proprio rispetto alle specificità territoriali che, tramite l’utilizzo delle buone prassi, indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere.

Eraldo Saccinto

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

200 anni della Chiesoletta

200 anni alla Chiesoletta

In occasione dei 200 anni della costruzione della Chiesa dei Santi Isidoro ed Eurosia (1818-2018) sabato 28 ottobre 2017 verrà inaugurata la mostra perpetua sulla “storia della Chiesoletta” dopo la Santa Messa di ringraziamento delle ore 18,30 presso la parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia. Le foto più o meno inedite sono tutte dedicate alla vita attorno alla amata Chiesoletta.

Dedicata ai Ss. Isidoro e Eurosia, la chiesa fu costruita nel 1818 da mons. Nicola Maria Nicolai per i contadini della sua tenuta di campagna. Al Valadier è attribuito il pronao d’ingresso e nel portico si possono ammirare tre bozzetti a rilievo in gesso, ritenuti opera di Antonio Canova.

P. Generoso Calenzio l’acquistò con l’annessa casa nel giugno 1889, e la generosità di Papa Pio XI aiutò i Padri dell’Oratorio Romano a ritornarne in possesso, nel 1924, con l’invito di iniziare con la Parrocchia di San Paolo fuori le Mura la collaborazione nella cura delle anime. Il nuovo quartiere si stava infatti sviluppando ed il problema dell’assistenza religiosa si faceva urgente.

“Quest’anno, alla Garbatella, Gesù bambino è nato in una stalla” scriveva il Messaggero nel 1924. Il giovane padre Luigi Botton, trasferitosi là dalla Vallicella, aveva infatti trasformato in cappella una “vaccheria” messa a disposizione dalla famiglia Santambrogio e vi aveva celebrato la Messa di mezzanotte, essendo ormai la Chiesoletta incapace di accogliere tutta la gente.

Grazie al lavoro pastorale svolto dal padre Alessandro Daelli (detto Padre Balena),  padre Alfredo Melani e fratel Enrico Curti i tempi divennero maturi per iniziare, senza sosta, la presenza della Congregazione dell’Oratorio nel quartiere Garbatella. Altri padri diedero il proprio contributo nel mantenere la Chiesoletta il centro della vita del quartiere: padre Giordano, padre Guido, padre Armando, etc….  Intere generazioni sono cresciute sotto lo sguardo della Vergine Maria Regina degli Angeli posta sotto il portico ed a Lei invocando la materna protezione. Inoltre formuliamo l’augurio, che è una speranza, che qualche giovane sappia offrire al Signore ed alla Chiesa la propria vita, continuando come sacerdote o fratello, l’opera alla Garbatella.

Fratel Francesco Dipasquale C.O.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Corsi a la Villetta

Corsi a la Villetta

Sono iniziati i corsi a la Villetta di Garbatella, Via degli Armatori n. 3 – Via F. Passino n. 26, sono rivolti al quartiere con prezzi popolarissimi!

A cura della redazione

Coro Sgarbatello: il coro è nato nell’aprile del 2012 presso la Villetta a Garbatella. È aperto a tutti, senza alcun prerequisito, se non la voglia di cantare insieme. Il repertorio si basa prevalentemente su canti popolari, italiani e stranieri. La conduttrice è Nora Tigges, le iscrizioni sono sempre aperte e la prima lezione è gratuita. La lezione si tiene il mercoledì dalle 19.30 alle 21. Per info: villettaoste@gmail.com

Coro per bambini: un’esperienza corale che vuole permettere ad ogni bambino, attraverso la sua voce, di affinare l’ascolto musicale, ma anche di sentire se stesso, i suoi processi, il suo agire. È adatto a bambini dai 6 agli 11 anni ed è tenuto da Sandra Alos Moner. Per info ed adesioni: villettaoste@gmail.com;

Corso di pianoforte e solfeggio: il corso è aperto a tutti, adulti e bambini, principianti e non. Si tiene una volta a settimana, il mercoledì dalle 17 alle 19 dal maestro Nina Varimesova. Per info ed iscrizioni: ninacanettieri@gmail.com; Nina Varimesova: 347.6964936

Corso di violino: i corsi di violino e avviamento alla musica per bambini, ragazzi ed adulti hanno cadenza settimanale e possono essere sia collettivi, sia individuali. Sono di un’ora ed affidati al maestro Andrea Cacopardo. Dando impulso alla creatività e alla curiosità durante le lezioni, si alterneranno momenti dedicati alla ritmica, alla propedeutica musicale e alla pratica dello strumento. Il giorno fissato è il martedì dalle 17 alle 19, ma è possibile concordare giorno e orario della lezione con l’insegnante.

Info ed adesioni: andrea_cacopardo@libero.it; Andrea: 347.6278274

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I Concerti del Mosaico: prende il via una nuova iniziativa di grande musica al Teatro di Villa Torlonia

I Concerti del Mosaico: prende il via una nuova iniziativa di grande musica al Teatro di Villa Torlonia

Mosaico Musica – Rete Associativa Italiana nasce nel 2016 per mettere insieme alcune delle migliori esperienze nell’ambito della produzione cameristica e sinfonica provenienti da diverse zone del nostro Paese. Attualmente ne fanno parte soggetti di antica tradizione e altri più recenti, come Società della Musica e del Teatro Primo Riccitelli, Roma Tre Orchestra, Centro Ricerche Musicali CRM, Federazione Cemat Centri Musicali Attrezzati, Cooperativa COOP ART Accademia degli Sfaccendati, Emilia Romagna Festival, Comitato Progetto Musica, Musica Bene Comune, Associazione Ba Ch, I Filarmonici di Verona Onlus, Camerata Ducale di Vercelli, Ass. Il Coretto, Ass.Giovanni Padovano, Società Beethoven Acam. Presidente dell’Associazione è Valerio Vicari, direttore artistico di Roma Tre Orchestra. Scopo del Mosaico è quello di promuovere progetti musicali coordinati tra le diverse regioni italiane che promuovano l’eccellenza giovanile e la diffusione della cultura musicale, anche mediante la realizzazione di stagioni concertistiche coordinate.

Da questo autunno inizierà quindi una rassegna cameristica presso il Teatro di Villa Torlonia che si chiamerà proprio “I Concerti del Mosaico”, grazie all’ospitalità offerta dall’Associazione Teatro di Roma, che Roma Capitale ha reso responsabile di questo spazio. Gli eventi saranno proposti dai diversi soggetti che fanno parte del Mosaico: Roma Tre Orchestra quindi, ma non solo.

Si inizia questo venerdì: ecco il programma.

Venerdì 13 ottobre ore 19 – in collaborazione con Associazione Giovanni Padovano
Teatro di Villa Torlonia, via Lazzaro Spallanzani 1a
Ritratto d’autore: Richard Strauss 

Enoch Arden, melologo di R. Strauss su testo di A. Tennyson per voce recitante e pianoforte

Andrea Savoia, voce recitante
Piero Rotolo, pianoforte

Genere musicale inusuale ma di grande fascino, il melologo consiste nella combinazione precisa di
un monologo su partitura musicale. Si sviluppò in pieno Ottocento e parve subito un’abile scappatoia dal melodramma imperante nell’epoca. Ebbe un successo immediato anche grazie all’apporto di Mendelssohn, Schumann, Bizet, Liszt, Strauss.
“Enoch Arden”, basato sul celebre poemetto di Alfred Tennyson, narra la struggente storia di un marinaio che ritorna al suo focolare dopo anni di assenza. Non poche saranno le sorprese che troverà in famiglia, in un susseguirsi di tensioni emotive e intenso lirismo che fa di quest’originale opera di Richard Strauss uno spettacolo coinvolgente ed indimenticabile. La trama del melologo è stata, in tempi più recenti, riproposta con successo in chiave cinematografica dal film americano “Cast away” (che infatti sembra costruito sulla falsariga di questo testo), anche se il suo finale drammatico si discosta dal rifacimento più moderno.
I temi sono attualissimi perché trattano delle condizioni universali dell’uomo: la volontà di sopravvivenza, la solitudine, la ricerca di uno scopo nella vita, l’amicizia e l’amore, il senso dello scorrere del tempo. Il testo, frutto della poetica romantica è capace di commuovere profondamente grazie anche alla musica che, struggente e puntuale, ne sottolinea i momenti più toccanti avvolgendo la narrazione in una atmosfera unica.

costo dei biglietti:
intero: € 10,00
ridotto (over 65 e under 35): € 5,00

I biglietti si potranno acquistare al botteghino del Teatro la sera stessa dell’evento. Trattandosi di uno spettacolo non prodotto da Roma Tre Orchestra – ma solamente promosso, per vicinanza culturale, visto che si tratta comunque di un evento di Mosaico Musica -, non è possibile applicare la riduzione a 2,50 per i soci di Roma Tre Orchestra (né analoga ulteriore riduzione agli studenti iscritti all’Università).

 * * *

Continuano domenica prossima i concerti gratuiti fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala

Domenica 15 ottobre ore 11.30 Museo Napoleonico
Ritratto d’autore: Giuseppe Verdi

Fantasia su motivi celebri da “La Traviata” a cura di Donato Lovreglio
Inizio atto III e aria La vita è inferno all’infelice, da “La forza del destino”
Fantasia su motivi celebri da “Un Ballo in Maschera” a cura di Donato Lovreglio
Ah sì ben mio…Di quella pira da “Il Trovatore”
Fantasia su motivi celebri da “Rigoletto” a cura di Luigi Bassi

Valentina Pennisi, clarinetto
Diego Procoli, pianoforte

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Derattizzazione e disinfestazione alla scuola dell’infanzia Girasole Colorato: una totale disorganizzazione

Derattizzazione e disinfestazione alla scuola dell’infanzia Girasole Colorato: una totale disorganizzazione

di Paola Angelucci

Sì sa, a Roma la cultura è di casa, tanto che anche ai topi piace molto andare a scuola! In particolare nel nostro territorio e nel nostro quartiere, Garbatella, a pochi giorni dall’episodio della Casa dei Bimbi, rimasta chiusa una settimana per eseguire tardivamente le disinfestazioni che si sarebbero dovute fare prima dell’apertura dell’anno scolastico, ecco che un analogo fatto molto sgradevole si ripropone alla scuola dell’infanzia Girasole Colorato di via A. Valignano.

I fatti sono questi: le famiglie si sono ritrovate l’avviso di chiusura della struttura solo il pomeriggio precedente le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, nonostante la richiesta al dipartimento comunale competente fosse stata inoltrata dalla funzionaria educativa già a luglio per avere gli interventi prima della riapertura della scuola.

Di prassi il Municipio, avvisato in tempo dal Comune, comunica con il dovuto anticipo ai vari plessi scolastici il calendario delle derattizzazioni, permettendo, salvo casi di emergenza, alle famiglie ed al personale di organizzarsi, ma purtroppo questo non è stato fatto, lasciando tutti nella difficile situazione di trovarsi la scuola chiusa il giorno seguente e non sapere dove sistemare i propri bambini e bambine. Sembra un problema da niente,  ma non tutti hanno nonni a portata di mano o la possibilità di stare a casa dal lavoro senza preavviso!

La stessa sorte è toccata anche ad altre scuole del territorio per esempio il nido L’isola di Peter Pan in via della Villa di Lucina, al Gelsomino in via Giustiniano Imperatore.

La reiterata disorganizzazione del Comune che sta dimostrando di non essere in grado di gestire gli interventi, aggravata dal fatto che nel nostro Municipio VIII manca da aprile una guida politica che tuteli i diritti della cittadinanza e che la giunta comunale che ne ha assunto i poteri non è quotidianamente presente per curarsene,  dimostra quanto la disattenzione e la superficialità arrechino danni e disagi a chi tutti i giorni vive, studia e lavora in questo territorio.

Ciliegina sulla torta, il Girasole Colorato condivide la struttura scolastica con la scuola primaria Alonzi: giardino, sala mensa e cucina in comune. Ebbene, poiché per regolamento nazionale la scuola dell’obbligo deve essere avvisata almeno cinque giorni prima per poter sospendere le attività didattiche, la stessa è rimasta, giustamente, aperta e la derattizzazione è stata eseguita solo parzialmente nelle aule dell’infanzia, senza criterio alcuno, senza utilità, con i bambini della primaria dentro l’edificio, è proprio il caso di dire: “tanto disagio per nulla”! E, se si dovesse realizzare una derattizzazione e disinfestazione lì dove non è stata fatta, quindi anche nelle zone comuni, per rendere efficace il tutto, la scuola dell’infanzia verrà di nuovo chiusa, creando ulteriore disagio alle bambine, ai bambini e alle famiglie?

E pensare che basta solo un po’ di attenzione ed amore per il territorio: quando la politica per il territorio non c’è i topi continuano a ballare e le scuole a chiudere, questa volta inutilmente.

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Servizi e strategie locali in ambito di welfare

Servizi e strategie locali in ambito di Welfare

In preparazione il Piano regolatore sociale del Municipio VIII del triennio 2017-2019

Di Eraldo Saccinto

È in dirittura di arrivo la stesura del piano di zona municipale. L’ufficio di piano del nostro Municipio, così come quello di tutti quelli di Roma Capitale è impegnato da alcuni mesi nella sua realizzazione. Il percorso, attivato a livello cittadino, ha già visto la realizzazione di alcuni incontri di ascolto, a cui hanno partecipato cittadini, associazioni ed organizzazioni sindacali. Nel nostro Municipio, politicamente latitante da circa un anno, con una Giunta che comunque non è stata mai in grado di esprimere un proprio indirizzo a causa dei noti accadimenti, c’è da dire che il lavoro svolto dal nostro Ufficio di Piano è stato veramente superlativo.

È stato essenziale, non solo per organizzare i tavoli di lavoro, ma soprattutto nella fase organizzativa in cui bisognava prevedere specifici incontri con le organizzazioni territoriali. Un lavoro di una rilevante complessità ma svolto in modo impeccabile. Il Piano Regolatore Sociale, d’altronde, proprio per le sue peculiarità qualitative, offre l’occasione adatta per ampliare, consolidare e rivedere i processi di consultazione e concertazione a supporto delle scelte strategiche nel settore dei servizi e del welfare sociale, che rappresentano proprio la realtà e la storia del territorio, per rispondere in modo globale ed organico alle esigenze dei cittadini. Motivo per cui il percorso del piano regolatore sociale, deve essere aperto e condiviso, basato su una relazione di giusto equilibrio tra decisori politici e decisori amministrativi, tra livelli istituzionali e organizzazioni del consesso civile.

Essere riusciti a gestire correttamente questi processi ha significato, da un lato, recepire una indicazione di legge, dall’altra strutturare una chiara e impegnativa ricerca di consenso all’azione attraverso l’interlocuzione con gli attori del sociale. La consultazione e la concertazione sono stati, in quest’ottica, passaggi indispensabili per costruire un welfare delle responsabilità fondato sull’esercizio ed il dovere della solidarietà sociale.

Nella costruzione del piano regolatore sociale, entrano in gioco alcune dinamiche che devono essere riconosciute da chi governa le politiche sociali del Municipio: quella di percepire i cambiamenti socio-culturali territoriali e l’impatto che questi hanno sulla vita delle persone, affinché queste possano diventare progettualità operative per la redazione del nuovo piano municipale.

Di contro, le direttive imposte dall’amministrazione centrale sono invece state imperniate soprattutto sui Livelli Essenziali delle Prestazioni e dei Servizi nell’ottica di una omogeneità in tutto il territorio romano, in netto contrasto con tutti i precedenti piani sociali, e quelli redatti dal nostro Municipio sono sempre stati all’avanguardia, i quali hanno mostrato che ciò che deve caratterizzarne la proposta deve essere lo spirito e il senso del territorio, che il suo obiettivo prioritario è quello della comprensione, promozione e costruzione di una comunità solidale, capace di creare situazioni e luoghi di inclusione, condivisione, dialogo e solidarietà ma nella loro specificità territoriale, che siano in grado di superare la dimensione puramente assistenziale, muovendosi in un quadro di progettazione personalizzata.

Non significa soltanto l’offerta di servizi e strumenti alla cittadinanza, significa anche impegnarsi per rispondere in modo concreto e puntuale ai diritti delle persone. Deve essere innanzi tutto strumento che permetta il riconoscimento e la risposta al diritto di una vita pienamente vissuta e realizzata nella costruzione di occasioni e progetti tesi a rispondere alle esigenze territoriali, una vera e propria sinergia senza la quale non è possibile comprendere fino in fondo l’anima di questo piano territoriale. Significa utilizzare appieno le capacità operative delle porte sociali, veri e propri avamposti aperti sul territorio a disposizione dei cittadini, incrementare i protocolli di intesa con associazioni e le cooperative e sviluppare la loro capacità di integrazione ed interazione con gli uffici municipali, coinvolgere le associazioni che operano nel sociale e le strutture operative di volontariato nel campo educativo e scolastico.

La storia del nostro Municipio è fatta di incontri e di una proficua interazione nel rispetto dei diversi ruoli e delle funzioni sociali. La stesura di questo nuovo piano deve pertanto essere basata sullo stato dei servizi proprio delle specificità territoriali con l’utilizzo delle buone prassi che indichino le traiettorie progettuali verso cui tendere. Non si può ridurre il piano sociale municipale ad un elenco di cose che non vanno, così come rappresentato dai rappresentanti dell’Amministrazione Centrale durante i tavoli di lavoro, accampando difficoltà economiche, di mancanza di risorse personali e strutturali dovute alla cattiva gestione di precedenti amministrazioni. Da sempre questa è la realtà quotidiana in cui il nostro Municipio si muove, ma non possiamo ignorare o sottovalutare che di fronte a nuove e drammatiche situazioni sociali come la crisi abitativa, i senza fissa dimora, gli immigrati, i disoccupati, non si può essere lasciati soli e senza adeguati strumenti politici di intervento perché i drammi delle famiglie, delle persone, delle donne e dei bambini, sono quelli che disgregano la struttura sociale di un territorio.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Domenica 8 ottobre ore 11.30 al Museo Napoleonico

Domenica 8 ottobre
ore 11.30 al Museo Napoleonico

continuano gli appuntamenti nei musei di Roma Capitale

Domenica 8 ottobre ore 11.30 – Museo Napoleonico
concerto gratuito fino ad esaurimento posti, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura
visto il grande afflusso di pubblico agli eventi, consigliamo di arrivare almeno con 30 minuti di anticipo per potersi assicurare un posto in sala
Armonie antiche in tempi moderni

J. Dowland: Lachrymae pavana per clavicembalo
J. Dowland: If my complaints could passions move arrangiamento per viola e clavicembalo
J. Dowland: Flow my tears arrangiamento per viola e clavicembalo
B. Britten: Lachrymae per viola e pianoforte
J. J. Froberger: Lamento sopra la dolorosa perdita della Real Maestà di Ferdinando IV Rè de Romani per clavicembalo
P. Seabourne: Pietà per viola e pianoforte*

*Prima esecuzione italiana

Henrietta Hill – viola e viola barocca
Alessandro Viale – pianoforte e clavicembalo

Dalla musica scritta ai tempi di Elisabetta I regina d’Inghilterra a quella d’oggi, con la Pietà di Peter Seabourne in prima esecuzione assoluta in Italia. Un viaggio che ha il suo focus nella vita musicale inglese passata e presente, condotto dalla violista Henrietta Hill e da Alessandro Viale, che pur italiano di nascita, vive e lavora da anni a Londra. Un concerto affascinante, infine, anche per la presenza della viola come inusuale arco solista e dall’uso alternato in uno stesso programma di clavicembalo e pianoforte.

Un caro saluto e a presto.

Roberto Pujia, presidente
Valerio Vicari, direttore artistico

www.r3o.org Hai una domanda?
Scrivici pure a  orchestra@uniroma3.it oppure rispondi a questa email, che poi è la stessa cosa.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

IL PROGRAMMA DI CASETTA ROSSA DI OTTOBRE

IL PROGRAMMA DI CASETTA ROSSA DI OTTOBRE

A cura della redazione

Casetta Rossa è uno degli esperimenti urbani di recupero di spazi e luoghi pubblici meglio riusciti negli ultimi anni. Attivo dal 2001, si trova all’interno del parco “Cavallo Pazzo”, nel cuore della Garbatella, in Via G.B. Magnaghi 14. Immersa nel verde e negli alberi, è divenuta nel tempo uno dei punti di ritrovo più frequentati dalla popolazione del quartiere. Vive e promuove l’aggregazione attorno a temi di rilevanza sociale, culturale, ambientale e ricreativa. Ottima anche la cucina che si può sperimentare con  prodotti biologici e a km0.

Di seguito, la programmazione culturale del mese di ottobre:

Casetta rossa Casetta rossa

Venerdì 6  ore 18.30: incontro con ‘Lercio’

Gli autori di Lercio presentano “Lercio. Lo sporco che fa notizia. Il libro”

Partecipano: Eddie Settembrini & Alfonso Biondi (Lercio), Alessandro Gilioli (L’Espresso). Modera Giordano Giusti (Sky e Radio Sonica).


Domenica 8 ore 17.30: Abili al Karate. Galà di karate a sostegno della disabilità

La Wado KAi Karate Do Shin Gi Tai Italia organizza il Galà di Karate Integrato, dibattito, video proiezioni e cena popolare; il ricavato sarà devoluto totalmente a sostegno delle attività sportive rivolte agli atleti con disabilità.

Per info e prenotazioni: M° Maurizio Paradisi 3664681026, M° Marco De Astis 3338534037

Evento fb –>Abili al Karate


Martedì 10 ore 18-19 Conversazione in lingue

Alla Casetta di Babele si incontrano persone che vogliono migliorare le proprie conoscenze linguistiche e fare conversazione con madrelingue in francese, inglese e spagnolo.

Casetta rossa

Giovedì 12 ore 18.00 Presentazione libro

Presentazione del libro “Il cinismo dei media. Desiderio, destino e religione dalla pubblicità alle serie tv”.

Sarà presente l’autore Alessandro Alfieri. Ne parliamo con: Salvatore Patriarca – filosofo e giornalista

Gianluca Valle – filosofo

SINOSSI

Nella cultura di massa degli ultimi decenni, la categoria di “cinismo”, nella sua complessità dialettica messa in luce da Peter Sloterdijk nel 1983, ha assunto un valore essenziale per comprendere le più recenti tecniche di fascinazione del linguaggio pubblicitario. La messa in discussione del tradizionale valore attribuito alla Storia, il sacrifico dell’Utopia e la conseguente subordinazione della dimensione morale al mercato, sono caratteri propri della postmodernità, e si riscontrano nelle strategie di marketing dei brand multinazionali più noti. Alessandro Alfieri analizza e interpreta videoclip musicali, spot pubblicitari, le tendenze dell’arte contemporanea, il cinema degli ultimi anni per evidenziare i mutamenti avvenuti nell’immaginario contemporaneo e le modalità attraverso le quali tale immaginario ha messo in relazione il cinismo al “desiderio” e al “destino”; in un percorso teorico che attraversa la storia delle religioni, la sociologia dei media, l’antropologia filosofica e l’estetica, l’autore ricostruisce la contrapposizione dialettica di cinismo regressivo e kinismo progressista, la relazione concettuale che il cinismo intrattiene con la “realtà” e il “realismo”, per arrivare ad alcuni episodi della popular culture contemporanea, ovvero le Serie Tv (da Breaking Bad a Boris, dal Dr. House a The Knick), che meglio di altri testi mettono in evidenza le opportunità di emancipazione e comprensione del cinismo che caratterizza l’attuale orizzonte culturale.


VENERDI 13 18.30-22.30 “BanDita” Spettacolo di teatro d’ombre di e con Silvio Gioia

Come raccontare storie con le ombre? Quanti personaggi “indossa” la nostra ombra?
Un’occasione per giocare con “l’inseparabile amica” ombra e vedere uno spettacolo di quest’ arte che dopo millenni continua a suscitare grande fascino.
Vi invitiamo a venire muniti della vostra ombra. Tra uno spettacolo è l’altro si potranno sperimentare pose e personaggi creati con essa da immortalare nella memoria degli occhi… o del telefono.

Orario spettacoli: 18.30, 19.30, 22.00

Di seguito, video promo:
https://youtu.be/YdYWAUJUxt0

www.silviombre.com


MARTEDI 17 ore 18.00 gruppo di lettura “Cavallo pazzo legge”

Cavallo pazzo legge è un gruppo di lettura che nasce a Garbatella dai rami adornati di Casetta Rossa nel Parco Cavallo Pazzo. Il gruppo si incontra il primo e terzo martedì di ogni mese, dalle 18.00 alle 19.30 circa. Gli incontri si sviluppano tra letture collettive, confronti e critiche su letture comuni o tematiche attraversate da diversi testi in collegamento.

Le attività del gruppo si intrecciano spesso e volentieri con molte altre iniziative di Casetta Rossa, degli altri gruppi di volontar@ e di tutto il territorio del nostro municipio: la lettura collettiva di brani scelti ad hoc sono fonte di ispirazione per molte attività, come per le passeggiate a piedi e in bicicletta alla scoperta del nostra città, soprattutto per quanto riguarda la storia e i personaggi che la hanno vissuta e che vogliamo ricordare o sono anche il modo con il quale vogliamo dire al mondo da che parte vogliamo stare.


SABATO 21 ore 18:30 presentazione libro

Book Media Events invita alla presentazione di “Le parole ritrovate” il romanzo perduto dei ragazzi del ’77 di Igor Patruno. Edizioni Ponte Sisto. Con Dacia MarainiStefano Gallerani e Fabrizio Ottaviani

La riscoperta del gusto di raccontare storie. Dopo un decennio, quello degli anni Settanta, dominato dalla poesia, ma anche dalla violenza, tra i ragazzi del movimento del ’77 torna l’interesse per il romanzo e più in generale per la scrittura. Nel 1980 il quotidiano Lotta Continua, interpretando questa esigenza, pubblica, per la prima volta nella storia del giornale, una rubrica settimanale di interviste ad alcuni importanti scrittori italiani. Le interviste, ideate e realizzate da Igor Patruno, con la collaborazione di Massimo Barone e Antonio Veneziani, affrontano il tema del tornare a “raccontare storie”, del rapporto tra personaggio e scrittore, del senso dello scrivere e riflettono sul bisogno di una generazione di narrare sé stessa e le vicende che l’avevano vista protagonista.
Bisognerà aspettare ancora molto prima che gli eventi degli anni Settanta entrino nella narrativa italiana, tuttavia le interviste esprimono con forza il dilemma tra l’esigenza urgente di raccontarsi e quella di raccontare storie esemplari.
Il libro propone integralmente la raccolta di interviste preceduta da un lungo racconto dell’autore sulla loro genesi, sull’atmosfera degli anni di fine decennio, sugli incontri e i discorsi attraverso i quali è stato costruito il plot narrativo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Gianni Rivolta, presentazione libro SPETTRI ROSSI

Gianni Rivolta, presentazione libro SPETTRI ROSSI

Martedì 17 ottobre alle ore 18:00 presso l’hub culturale di Moby Dick (via Edgardo Ferrati, 3) presentazione di
SPETTRI ROSSI” romanzo di Gianni Rivolta.

Interverranno

Massimiliano Smeriglio
Simona Lunadei
Francesco Lizzani


 Gianni Rivolta
giornalista free-lance e scrittore di numerose
ricerche storiche a livello locale
nel quadrante sud di Roma.
Negli ultimi anni ha pubblicato:
Garbatella mia (2003),
I Ribelli (2006) e per la casa editrice Iacobelli
Garbatella tra storia e leggenda (2010),
Le ragazze del ‘58 (2011),
Dalla Villetta ai gazometri (2012),
La Tenuta delle Tre Fontane dal medioevo agli
orti urbani (2015).

Un noir fanta-politico tra realtà e finzione, sullo sfondo del quartiere Garbatella a Roma, che ripercorre, in modo insolito e avvolto da misteri, la Storia del nostro paese.

Enrico è cresciuto in un’umile famiglia operaia del nord e come tanti giovani, alla fine degli anni Sessanta, viene travolto dalla ribellione studentesca che parte dall’Università Statale di Milano.
L’improvvisa morte del padre, vecchio comunista ex partigiano e la scoperta di una strana fotografia tra i suoi ricordi, irromperanno violentemente nella sua vita che, fino a quel giorno, era trascorsa serenamente tra l’Università, la politica, la fidanzata e il tavolo da biliardo. Un vortice di accadimenti oscuri e minacciosi lo inducono a cambiare aria. Una splendida Roma primaverile accoglie Enrico, ostinatamente determinato a sciogliere l’enigma che lo tormenta. Come sfondo una Garbatella esoterica, che nasconde tra i suoi muri e le casette liberty la misteriosa chiave di volta di un conflitto. Da qui si scatenerà la resa dei conti finale degli “Spettri rossi”, un vento rivoluzionario e distruttivo che da nord a sud colpirà senza distinzione i simulacri dell’industrialismo.
Gianni Rivolta, dopo diversi saggi sulla storia locale del quartiere Ostiense-Garbatella, si misura con il suo primo racconto, un noir fanta-politico tra realtà e finzione, nel quale ripercorre anche momenti salienti delle sue origini, della sua esistenza e della Storia del nostro paese.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Teatro Palladium, inizia la stagione 2017-2018

Teatro Palladium, inizia la stagione 2017-2018

A cura della redazione

Un teatro dai diversi colori, come quelli del suo design, e dalle poliedriche proposte culturali: prende avvio oggi, 3 ottobre la stagione 2017/2018 del Teatro Palladium, con un nome celebre dello spettacolo di tradizione orale, Mimmo Cuticchio, che in A singolar tenzone! Duelli tra musiche e parole sul paladino Orlando percorrerà, insieme al figlio Giacomo, un viaggio sulle gesta del valoroso paladino, in un tempo senza tempo, a tratti semplice e armonioso, a tratti spericolato e acrobatico.

Il gioiello degli anni Venti, di proprietà dell’Università degli Studi Roma Tre e gestito dalla neonata Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, istituita dallo stesso ateneo romano, ospiterà anche quest’anno un cartellone multiforme e ricco di eventi, che riflette la volontà di fare di questo spazio non solo la sede di spettacoli di qualità nel campo del teatro, della musica, del cinema e della danza, ma anche un laboratorio di ricerca e un luogo di dibattito artistico e letterario, in cui tradizione e sperimentazione convivano al servizio della formazione culturale. Il programma, risultato del lavoro dei docenti di Roma Tre che fanno parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione, presieduto da Giuseppe Leonelli, si articola in sei sezioni: Teatro d’autore, Voci dal mondo, Musica universitaria, Cinem@, Contemporanea, Laboratori in scena.

Il programma completo è consultabile qui: http://teatropalladium.uniroma3.it/

A cura della redazione

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Riapre la Casa dei Bimbi dopo l’emergenza topi

Riapre la Casa dei Bimbi dopo l’emergenza topi

Di Paola Angelucci

Martedì 3 ottobre il cancello della Casa dei Bimbi, la storica scuola per l’infanzia di Garbatella, riaprirà dopo una lunga settimana di chiusura forzata a causa della copiosa presenza di topi negli ambienti frequentati dai bambini; per ora due interventi di derattizzazione, il minimo necessario in queste situazioni per assicurare igiene e vivibilità degli ambienti infestati, sono il risultato a cui sono arrivati faticosamente le famiglie della scuola, molto arrabbiate per la sgradita interruzione della didattica a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Casa dei bimbi, Garbatella

Lettere, raccolta firme, telefonate continue al Municipio, coinvolgimento della stampa, fino ad arrivare ad organizzare una vera e propria manifestazione di protesta sotto il dipartimento servizi educativi e scolastici del Comune di Roma in via Capitan Bavastro n. 94. Protesta efficace, perché una delegazione è salita nelle stanze dell’assessorato portando le dovute istanze ed ottenendo le derattizzazioni, ed intelligente, perché ha coinvolto anche le bambine ed i bambini della Casa dei Bimbi con musica, filastrocche, canti e mascherine a tema, rendendo così comprensibile anche ai piccoli utenti le richieste dei loro genitori.

Protesta casa dei bimbi

Ma tutto ciò è solo la punta dell’iceberg di un problema di dimensioni ben più ampie: la mancanza assoluta di programmazione e di manutenzione ordinaria del verde scolastico di questa scuola, che ha la peculiarità di insistere su un isolato formato da un grande unico parco che lega alla scuola anche il nido comunale Il villaggio nel bosco ed il giardino pubblico Cavallo Pazzo. E’ chiaro, quindi,  che un complesso così particolare sotto il profilo storico ed ambientale abbia bisogno di essere curato e controllato con costanza e programmazione, senza che venga chiuso dopo poche settimane di scuola. In fin dei conti, sarebbe stato possibile derattizzare e bonificare gli spazi verdi e gli ambienti interni durante la chiusura estiva, che comporta ben due mesi e mezzo di sospensione dell’attività didattica.

Le famiglie sostengono che nessuno del governo cittadino a cinque stelle abbia detto una parola, né che si sia recato sul posto per constatare il disagio arrecato, ma si può presumere che l’assenza di una guida politica del territorio (ricordiamo, infatti, che da aprile l’ex presidente a 5 Stelle, Pace, poi passato con nonchalance a Fratelli d’Italia, si è dimesso e la sindaca, con tutta la sua giunta, anziché nominare un commissario straordinario full time che si prendesse cura dei tanti problemi dell’VIII municipio, se ne è tenuta l’amministrazione) porti ad una mancanza di cura del territorio stesso.

Certamente i topi non sono una novità romana, purtroppo, ma in questo caso sono la cartina di tornasole di una male gestione dell’ordinaria manutenzione. I bambini ritorneranno nelle loro aule, ma a tutte e tutti resterà l’amarezza e l’indignazione per tanta disaffezione per il nostro territorio e per il nostro amato quartiere.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Moby Dick, programmazione di ottobre

Moby Dick, programmazione di ottobre

Moby Dick Biblioteca e Hub culturale sta conferendo nuova vita all’edificio degli ex Bagni Pubblici di Garbatella da neanche un anno. L’intervento della Regione Lazio che, in collaborazione con Laziodisu e l’università Roma Tre, ha ristrutturato lo spazio, sta fornendo nuove opportunità di riuso e rigenerazione. Tant’è che un fitto programma di attività culturali, eventi ed iniziative eterogenei animano l’area centrale della struttura.

Ottobre sarà inaugurato con la prima presentazione romana del volume “Odino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l’Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975)” di Vincenzo Santoro, ed. Squilibri, in collaborazione con la Cineteca Sarda di Cagliari. Appuntamento è Il 3/10, alle ore 18.00. Oltre all’autore, parteciperanno Antonello Zanda e Maurizio Caminito. Introduce Gioacchino De Chirico.

Il volume racconta una straordinaria avventura: dal 1973 al 1975 Eugenio Barba e l’Odin Teatret dalla Danimarca si trasferiscono, a più riprese e per lunghi periodi, in Sardegna e nel Salento, con l’intento di portare il teatro in “luoghi senza teatro”, a contatto con popolazioni che abitualmente non ne fruivano. Nel corso di queste permanenze, l’Odin definisce, come modalità di relazione con gli abitanti dei paesi salentini e sardi, in prevalenza contadini e pastori, il cosiddetto “baratto culturale” per cui al dono della loro arte i locali rispondevano con una canzone tradizionale, un ballo o una festa. Un’esperienza destinata a lasciare un segno profondo nei territori interessati, oltre che a incidere non poco sulla stessa traiettoria dell’Odin, tra le più importanti espressioni del teatro internazionale, come più volte riconosciuto dallo stesso Barba. Il librosi apre con la prefazione di Eugenio Barba e include le fotografie di Tony D’Urso, scritti di Antonio D’Ostuni e Antonello Zanda. In allegato un DVD che contiene il documentario di Ludovica Ripa Di Meana, In cerca di teatro, girato alla fine della residenza salentina del 1974 e il film di finzione di Torgeir WethalVestita di bianco, girato sempre nel corso dell’esperienza salentina dell’Odin.

Il 4/10 alle ore 18.00 riprendono gli incontri di Anticorpi, una iniziativa degli Editori Laterza e di la Repubblica insieme al centro Moby Dick, hub culturale della Regione Lazio, per discutere di Roma in modo serio e documentato, analizzando i problemi e mettendo in rilievo le proposte e le tante attività che pure caratterizzano positivamente la città.
Ogni primo mercoledì del mese si affronta un tema essenziale della vita cittadina, nel primo di ottobre si parlerà del tema dell’immigrazione. Ad aprire l’incontro sarà Sabrina Prati, demografa ISTAT. Seguirà l’intervento di Gianni Ruffini, direttore generale Amnesty International Italia. Vladimiro Polchi, giornalista la Repubblica, avrà il compito di incalzare i due ospiti partendo da fatti di cronaca.

Il 5/10 alle ore 18.00 sarà presentato il volume Borges non è mai esistito di Francesca Forletta, ed. L’Erudita e Giulio Perrone Editore. Interviene con l’autrice Elena Vozzi. Introduce e coordina Gioacchino De Chirico. Simbolo evidente e naturale della perplessità, il labirinto per Borges era un edificio creato col solo scopo di confondere gli uomini. Sotto il nume tutelare dello scrittore argentino, in una tiepida primavera ha inizio il rapporto fra Anna e Lucio. È il legame proibito per eccellenza: lui il professore di letteratura sudamericana, lei la diligente studentessa. La loro storia ha lo stesso andamento sincopato di chi vaga alla ricerca dell’uscita dal labirinto: momenti di sospensione si alternano a stati di agitazione interiore, nell’incapacità di trovare una soluzione.

Il 13/10, infine, si svolgerà Fin che ci trema il cuore, un reading dalle opere di Cesare Pavese, per riscoprire lo scrittore attraverso le sue parole. Letture di Mara Sabia (attrice) ed Emilio Fabio Torsello (giornalista). Organizzato dal circolo letterario La setta dei Poeti estinti e dall’hub culturale.

Lo spazio è aperto dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 21.00 e la domenica dalle 10.00 alle 14.00. Per essere aggiornati, cliccate sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/MobyDickhubculturale/ della redazione

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Difendiamo Carlotta, la fontana simbolo del quartiere Garbatella

Difendiamo Carlotta, la fontana simbolo del quartiere Garbatella  

È finalmente tornata l’acqua alla fontana Carlotta, che è rimasta all’asciutto per una quindicina di giorni a causa di un guasto tecnico. A differenza di quanto si era creduto, l’acqua è mancata non per una presunta politica di risparmio idrico, ma a causa di un tubo mal funzionate, vecchio di 90 anni.

Carlotta è uno dei simboli di Garbatella. E non potrebbe essere altrimenti. Fu veramente una visione  magica quella  del progettista  che creò l’effetto scenografico della cordonata che si trova tra il lotto 28 e 31, che furono realizzati tra il 1924 ed il 1925 su progetto dell’architetto Innocenzo Sabbatini. Al creatore di mezza Garbatella è stato dedicato il primo quaderno della Biblioteca Moby Dick dal tavolo dell’archivio storico del Municipio VIII.

La fontana fu posizionata per addolcire l’incrocio dei due muri che costeggiano le discese verso Via Roberto de Nobili. Qui, d’angolo,  venne posizionata una formella di terracotta con volto di donna dal colore ambrato e con  lunghi capelli ondulati. Quel volto fu subito battezzato col nome di Carlotta. Riproduceva le fattezze della leggendaria garbata ostessa che avrebbe donato il suo nome alla denominazione del quartiere Garbatella? In realtà, le sue forme sono completamente diverse da quelle del volto in rilievo che fa mostra di sé sul vicino palazzo del lotto 27, che guarda su piazza Geremia Bonomelli, definito da una scritta svolazzante dove si legge precisamente “La Garbatella”.

Il nome della fontana, dunque, è avvolto nel mistero, sebbene il pittore della Garbatella Carlo Acciari, maestro nel mondo, che la dipinse per più di sessant’anni, raccontò una sua versione. Era arrivato nel quartiere da bambino con la sua famiglia a causa degli smembramenti della zona di Santa Croce in Gerusalemme. Il nome sarebbe nato per gioco: si divertiva con altri bambini vicino alla fontana, tra loro una ragazzina di nome Carlotta, con un viso paffutello, che tanto ricordava le fattezze del rilievo. E da lì la connessione.

La sospensione dell’erogazione dell’acqua, avvenuta per quindici giorni e senza avvisi che ne indicassero i motivi, ha portato ad una grande protesta nel quartiere: l’Associazione Il Tempo Ritrovato di Fatagarbatella, ad esempio, ha invitato adulti e bambini a fotografare e disegnare Carlotta, come hanno fatto, ad esempio, le classi materne di “Coccinella” e “Girasole Colorato.

Ma sebbene Carlotta sia ora in funzione, è necessario continuare a proteggerla poiché “è sottoposta ad un rapido processo di usura, dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici, alla sua collocazione sul piano stradale, nonché agli atti vandalici di cui è stata più volte vittima”, come indicato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma. L’associazione, quindi, ha promosso, in occasione della festa dei nonni, lunedì 2 ottobre, alle 17.30, una iniziativa comune presso la fontana per continuare a proteggere Carlotta, invitando il nuovo rettore di Romatre, Luca Pietromarchi, a conoscere Carlotta ed a restaurarla come promesso dal precedente rettore, Mario Panizza.

 di G. M. Arcidiacono

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Ottobre 2017

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI