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UN PROGETTO DELLA CNA PER MIGLIORARE LA GARBATELLA

In campo i commercianti per il Centenario

di Anna BREDICE

La data è il 18 febbraio.

Quel giorno Garbatella compirà i suoi primi cento anni da quando re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin, allora aperta campagna sui colli di San Paolo. Ma è certo che sarà dal primo gennaio del 2020 che inizieranno i festeggiamenti e le iniziative per celebrare il primo secolo di vita di un quartiere molto vivo, importante sotto il profilo architettonico e storico e che in questi anni è diventato uno dei cuori pulsanti di Roma. Sono tanti i protagonisti che stanno pensando alle celebrazioni, a cominciare dal Municipio VIII, e poi il comitato dei residenti riuniti sotto la sigla Garbatella 2020, ognuno per la propria parte, e non da ora, ma è chiaro che dall’estate in poi, avvicinandosi la fine dell’anno, tutte le idee, i progetti arriveranno ad una definizione e conclusione con una lista di eventi sicuramente lunga.

Tra questi, la CNA, la Confederazione delle piccole imprese e degli artigiani, ha voluto essere al centro di diverse proposte, che insieme alla Camera di Commercio serviranno ad organizzare l’anno prossimo molte iniziative, ponendosi però come obiettivo principale quello di ridare lustro e importanza alle numerose piccole botteghe artigiane, alle attività e idee imprenditoriali di persone che vivono e lavorano a Garbatella. Nonostante la crisi abbia colpito duramente il settore, hanno voglia di darsi da fare oltre la porta del loro negozio. Qualche giorno fa, infatti, nella sede della Cna in via Massaia si è svolta una riunione con alcuni commercianti del quartiere, che da tempo si occupano anche di organizzare iniziative lungo la strada in cui si trovano.

Tutti erano d’accordo su un principio: se si investe nel tenere puliti i marciapiedi, nella potatura degli alberi, nella pulizia dei giardini, ad esempio quello lunghissimo che divide le due carreggiate lungo la Circonvallazione Ostiense, si guadagna in sicurezza, in vivibilità, in tranquillità e voglia di partecipare alla vita del quartiere. Tutto questo va di pari passo con il recupero e la riqualificazione di edifici storici, piazze e luoghi più significativi del quartiere, che è uno degli obiettivi al centro del comitato per i 100 anni di Garbatella. E’ un peccato, lamentavano i commercianti, vedere per tanto tempo le serrande chiuse, perché molti negozi hanno abbassato le saracinesche a causa della crisi, eppure, assicurano, ci sarebbero persone pronte ad investire in nuove attività. E così , insieme ai responsabili della Cna, sono fioccate tante idee, come ad esempio far diventare una parte di via Caffaro, strada ad alta densità commerciale, una sorta di street art “legale”, come se ne vedono ad esempio anche in altre zone del municipio. Diventerebbero luoghi destinati ad accogliere e ad attrarre un flusso sempre più intenso di turisti, e non solo, tra i lotti storici e sui set dei famosi Cesaroni.

Altra idea a cui si sta lavorando è quella di mappe da distribuire o affiggere alle stazioni della metropolitana del territorio, ma anche a Termini e ad Ostiense, dove poter trovare le informazioni sui luoghi artistici, storici e culturali più importanti del quartiere, i principali punti di ristoro, alberghi, biblioteche e librerie: la convinzione è che il centenario porterà un maggior numero di visitatori alla Garbatella. Di incontri se ne sono tenuti molti in questi mesi, altrettanto sta facendo il Municipio, sempre con Cna, Camera di Commercio e Regione Lazio, incontrando le realtà più importanti presenti nel rione: l’Università, il liceo Socrate, l’Ater. Insieme è stato costituito un comitato, Garbatella100, e si arriverà entro la fine dell’anno a definire il programma delle iniziative. Il logo c’è già, risultato di un bando per il miglior simbolo del centenario. Per gli abitanti è certamente importante ciò che si progetterà, ma soprattutto oltre quella data, per rendere il quartiere ancora più vivibile di quanto lo sia ora e iniziare dal 2020 il conto alla rovescia verso il secondo secolo.

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UN AGGIORNAMENTO DELL’ASSESSORE LESLIE CAPONE

Mercati rionali: a che punto siamo?

di Francesca VITALIANI

Situazione di stallo per il Farmer’s Market della Garbatella. Nell’attesa di un bando che tarda ad arrivare, il mercato contadino a vendita diretta di via Passino attende per fine giugno la decisione del Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori, che allo scadere del contratto non hanno riconsegnato le chiavi. Il mercato, infatti, continua a svolgersi, mentre il Dipartimento dello Sviluppo Economico ha disposto che la polizia locale ne verifichi l’attività o meno. Inoltre, sulla struttura pende da tempo la necessità di realizzare alcuni interventi di adeguamento che, a quanto si apprende, potrebbero essere a carico del vincitore del nuovo bando e da portare a termine a mercato chiuso (un’eventualità che potrà essere accertata solo con la stesura del bando). Il Dipartimento, dialogando con il SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e con l’ufficio tecnico municipale, ha fatto dei sopralluoghi nella struttura per capire quali lavori effettivamente effettuare, la loro entità e se è necessario far cessare l’attività all’interno nel momento in cui si svolgeranno.

“Non sappiamo quando uscirà il bando — ci racconta Leslie Capone, assessore delle Attività produttive dell’VIII Municipio — ma la decisione del Tar sarà dirimente per tutti. Se il Tar concederà la sospensiva, è chiaro che per il momento l’attività potrà continuare, in caso contrario, sarà necessario capire quali interventi il Dipartimento dello Sviluppo Economico vorrà avanzare. Rimane sempre aperta la richiesta, reiterata più volte come Municipio, di consentire l’attività fino alla nuova assegnazione”. Significative novità, invece sul mercato “temporaneamente” collocato su via di Santa Galla da 17 anni. Il 18 giugno scorso, l’assemblea capitolina, all’unanimità, ha impegnato la Sindaca e la Giunta con una mozione nella quale si chiede : le verifiche urbanistiche e gli atti necessari ad identificare l’area più idonea e ad adeguarne la destinazione d’uso; il finanziamento di un opportuno progetto che risponda in tempi brevi e certi alle esigenze del territorio, la riqualificazione delle aree limitrofe nonché l’uso di materiali riciclati e riciclabili; la realizzazione del “Nuovo Mercato di Santa Galla”, volto a garantire un servizio di qualità ai cittadini del Municipio VIII di Roma Capitale e un luogo di lavoro idoneo e degno per gli operatori del commercio su area pubblica che lì esercitano la loro attività; il necessario sostegno alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera da parte degli uffici competenti. Bisognerà, quindi, metter mano ad un progetto complessivo che, d’altra parte, il Municipio VIII già ha nel cassetto.

“A maggio — racconta l’assessore Capone — abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per il mercato, trasmesso al presidente della Commissione commercio, Andrea Coia, e all’assessore allo Sviluppo economico, Cafarotti, per una valutazione della fattibilità del progetto e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Difficile dare una risposta sulle tempistiche, sebbene il Comune abbia espresso la sua volontà”. Infine sul fronte del nuovo plateatico di via R.R.Garibaldi che ospiterà anche i banchi di via Odescalchi: “Abbiamo consegnato le chiavi a tutti gli operatori del mercato, dando novanta giorni di tempo per l’allestimento ed immaginiamo che a settembre si possa inaugurare il “Mercato del Parco” promette l’assessore Capone. Contemporaneamente si stanno svolgendo alcune riunioni per preparare l’inaugurazione e superare le ultime problematicità: la morosità di qualche operatore, la costituzione dell’AGS per la gestione del futuro mercato. Si sta anche ragionando sull’eventuale copertura, che attualmente non è stata ancora predisposta. Per quanto riguarda, invece, l’area attualmente utilizzata dal mercato si sta lavorando per far sì che ridiventi parte integrante del parco.

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MATERIALI E TECNICHE COSTRUTTIVE DELLE VECCHIE ABITAZIONI DEI LOTTI EX IACP

Come sono fatte le case della Garbatella

di Valter CECILIA

Povere ma belle e soprattutto ben fatte: le case della Garbatella, nonostante i loro 90 anni ed oltre e la pochissima manutenzione, reggono bene il passare del tempo. Quello che vorrei descrivere in questo articolo è come sono state costruite le prime lottizzazioni edificate tra il 1921 e il 1930 e con quali materiali. Siamo in anni in cui non c’erano macchinari e tutto si faceva con la forza della braccia.

Veduta del lotto di via Magnaghi

Il trasporto si effettuava principalmente con carri trainati dai cavalli. Molti quartieri come Esquilino o Prati erano stati costruiti con grandi viali ed edifici di 5/6 piani, mentre per questo quartiere la pianificazione va in senso contrario e ci si ispira al piccolo borgo (borgata-giardino) con tecniche e materiali tradizionali della regione. Le abitazioni sono quindi costruite principalmente con il tufo, i mattoni, calce e pozzolana come legante e legno per i tetti; unica eccezione sono le travi di ferro usate per i solai. La progettazione dei siti dove costruire strade, piazze e case, veniva fatta considerando l’orografia dei luoghi per ridurre al minimo gli sbancamenti.

Particolare del lotto 8 a via Fincati

Si scelsero le colline perché considerate più salubri e lontane dal Tevere e l’Almone e meno infestate da zanzare, in quei tempi portatrici di malaria. Le piazze vennero collocate su zone pianeggianti e sui crinali delle colline, con le strade a scendere verso il basso in modo che anche le canalizzazione fognaria avesse pendenze, che seguivano quelle naturali del terreno. Le fondamenta delle case erano scavate a mano e scendevano a 2 o 3 metri di profondità fino ad arrivare ad un terreno compatto e stabile. La larghezza di queste trincee era di 80 cm per le case a 2 piani e fino a 1 metro e 20 per edifici a 3/4 piani. Lo scavo veniva poi riempito di pezzi di tufo di scarto, chiamato pezzame, perché di piccola dimensione o non idonei alla muratura di elevazione. Questa tecnica è chiamata “fondamenta a sacco”. Fatte le fondamenta, si procedeva alla muratura di elevazione perimetrale e dei muri maestri, in blocchi di tufo; a intervalli di 1 metro veniva posto un piano di 2 file di mattoni. Anche gli angoli e le riquadrature delle porte e finestre venivano fatti con mattoni per dare più stabilità alla struttura.

La caratteristica palazzina a piazza Masdea

Sopra le finestre e le porte venivano usati mattoni per formare un architrave, posizionati in verticale obliquo dalle due parti con una chiave di volta a chiudere. I blocchi di tufo erano scelti dal muratore ed eventualmente lavorati per un perfetto incastro e in modo da dare alla parte interna ed esterna una struttura più lineare e piatta possibile. Le parti interne venivano riempite con i pezzi di scarto più piccoli e con la calce. Tale tecnica è chiamata opera incerta. La maestria e l’occhio del muratore erano fondamentali per una buona riuscita dell’opera. Questi elementi (tufo e mattoni) in molti edifici sono posati in maniera oltre che strutturale anche ornamentale, tecnica chiamata “faccia vista”, una delle caratteristiche di questo quartiere. Il piano terra, che fino a pochi anni prima era poggiato direttamente al livello del terreno, veniva rialzato per evitare fenomeni di umidità. Si costruivano delle volte a sesto ribassato in mattoni, che si possono vedere ancora nelle cantine, perché avevano costi più bassi rispetto ai solai in travi di ferro e laterizi, che venivano usati per i piani intermedi. Per alleggerire il carico sui travi in ferro, venivano costruiti dei muri in mattoni in piano larghi 16 cm, che erano anche dei tramezzi tra le stanze, chiamati muri di spina: di fatto si tratta di muri maestri più piccoli. Il tetto veniva costruito con travature in legno e, dove occorreva, con capriate e ricoperto con tavolato su cui poggiavano le tegole.

Piazza Santa Eurosia lotto 24, sullo sfondo la cupola di San Francesco Saverio

Nella parte sottostante il tetto veniva fatta un controsoffitto in legno e rete metallica, poi intonacato, chiamato camera a canne. Per gli intonaci veniva usata calce e pozzolana, con sopra uno strato di calce per rendere liscia e bianca la parete, chiamata colletta, fatta con grassello di calce e polvere di marmo. Gli intonaci esterni sono sempre in pozzolana, ma senza lo strato di grassello e pitturati con tinte a base di calce; come colore si usavano gli ossidi o i pigmenti naturali. Gran parte delle case hanno degli stucchi e delle cornici alle finestre o delle parti in finta pietra fatte in calce con aggiunta di gesso: delle autentiche perle di maestria difficilmente replicabili. Impianti elettrici e idraulici erano realizzati in esterno ai muri, tubi in piombo e fili elettrici a treccia rivestiti in tessuto con gli isolatori in ceramica erano, dunque, a vista e servivano solo per illuminazione. In bagno oltre al water e a un lavamani non era prevista doccia o acqua calda.

Non c’erano riscaldamento o gas e le cucine erano alimentate a carbone, con le canne fumarie che vediamo ancora oggi fuoriuscire dai tetti, costruite in modo da diventare un elemento decorativo, ma funzionale. Il cemento era quasi inesistente, fatta eccezione per scalini e pavimenti che erano in graniglia, un impasto di cemento bianco e frammenti di pietra. Dal punto di vista costruttivo, tecnico, economico ed estetico, in considerazione di quei tempi, il rapporto qualitàprezzo era ottimale e i risultati con il passare del tempo lo dimostrano. I materiali usati erano i più economici e quelli principali, come tufo e pozzolana, venivano estratti nelle cave delle vicinanze, alla Montagnola e sulla via Ardeatina, ma non è escluso che in parte siano stati reperiti direttamente sul posto. Preservare queste case è un dovere perché esse costituiscono un esempio virtuoso di come si possano fare bene ed al contempo belle e economiche.

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I cori del maestro Fabrizio Barchi al Palladium

Giovedì 13 giugno alle 20,00 al teatro Palladium di piazza Bartolomeo Romano andranno in scena commedia e canto popolare corale di grande piacevolezza. Sarà anche l’occasione per la Garbatella di riabbracciare un suo “figlio d’arte”, il maestro Fabrizio Barchi che, con i cori Femminile Eos e Musicanova darà vita a due originali e godibili messe in scena: “A Roma se racconta che…” e “Roma che in…canta” (quest’ultima portata anche all’Expo di Milano 2015 in rappresentanza della coralità regionale del Lazio).

Si tratta di due spettacoli ambientati in una Roma di fine ‘800. Testi ironici e disincantati uniti a canti corali di elevata fattura cantati a braccio, a battibecco, a dispetto, nella migliore tradizione popolare romana.

Potranno essere riascoltati brani immortali come Sora Menica, Nina si voi dormite, Tanto pe’ cantà’, Arrivederci Roma e altre arie popolari originalmente riarmonizzate dallo stesso maestro Barchi e da altri rinomati musicisti.

Chi volesse un piccolo assaggio può trovare qui un breve trailer dello spettacolo A Roma se racconta che… https://www.youtube.com/watch?v=EVVDQ_iVjeQ

Il maestro Barchi, nato e cresciuto alla Garbatella, iniziò proprio qui la sua carriera di direttore di coro con la Corale San Filippo le cui prove e prime rappresentazioni si svolgevano alla Chiesoletta. Nel 1979, dopo aver completato i suoi studi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, ha condotto numerosi cori: oltre ai già nomininati Musicanova e Femminile Eos, dirige il coro di voci bianche Primavera, il coro Iride, quello del Liceo Scientifico Primo Levi di Roma e quello del Liceo Enriques di Ostia, con i quali ha vinto, nel corso degli anni, numerosi premi nazionali e internazionali. E’ stato vicedirettore della Cappella Musicale Lateranense, nel 2006/2007 ha assunto la carica di direttore della corale della Basilica di San Paolo fuori le mura ed è attualmente titolare della cattedra di conduzione di coro presso il Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. Vanta collaborazioni, come maestro del coro, negli allestimenti di opere liriche e nella produzione di colonne sonore e brani musicali con i compositori Ennio Morricone, Leo Brouwer, Marco Frisina ed i cantanti Mina, Andrea Bocelli e Angelo Branduardi.

INFO E PRENOTAZIONI:
Intero 10€
Ridotto per gli associati 8€
Gratuito per i bambini con età inferiore a 10 anni

I biglietti possono essere prenotati presso i seguenti contatti (indicare un nome e il numero di persone):
biglietti.musicanova@gmail.com
C 39.335.8721162
I posti sono assegnati in base all’ordine di prenotazione.

 di Fabrizio Mastrantonio

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SAN PAOLO: DUE MESI DI MUSICA, SPORT, TEATRO E FORMAZIONE

Estate in festa al Parco Schuster

di Francesca VITALIANI

Il Parco Schuster nel quartiere San Paolo è, anche quest’anno, un ritrovo quotidiano estivo che accompagna romani e turisti durante tutto l’arco della giornata. Inaugurato il 21 giugno con il concerto della band romana Il Muro del Canto, accompagnata da Bestie Rare, lo spazio sarà aperto fino al 15 agosto con un ricco palinsesto di musica live. Nel cuore di Ostiense si alterneranno artisti del calibro di Emilio Stella (19 Luglio), Franco Micalizzi (17 Luglio), Greg and the Frigidaires (30 Giugno), Lillo e i Vagabondi (14 Luglio), Rino Gaetano Band (1 Agosto), Animals — Tributo Pink Floyd (29 Giugno), Bamboo (8 Agosto), Adriano Bono (28 Giugno), Spaghetti Unplugged (7 luglio), Colle der Fomento (5 luglio).

Inoltre, tornerà a Parco Schuster, come lo scorso anno, lo spazio swing con una lezione gratuita del maestro e Dj Emanuele Margiotta, che insegnerà ai novelli ballerini le combinazioni di passi più note. Si parte dal 23 giugno e a domeniche alterne verrà allestito un vero e proprio villaggio Swing, in cui accanto alla musica dal vivo ci saranno un mercatino di abiti e accessori anni ‘50, acconciature e contest in cui verranno premiati i ballerini più bravi.

Parco Schuster non è solo musica, ma offre anche uno spazio per lo sport. Si terranno, infatti, corsi gratuiti di Aikido, Thai Chi, Ci — Qong, yoga e un playground di basket aperto a tutti. Ci sarà spazio per la poesia, con la gara Poetry Slam, incontri pubblici su tematiche sociali emergenti con i ragazzi della Disillusione e tour guidati con l’associazione Roma slow tour, alla scoperta dei luoghi più suggestivi dei quartieri limitrofi al Parco. All’interno del festival ci sarà posto anche per tanti minifestival: “Tumulto creativo- artisti con il fuoco dentro”, che vedrà alternarsi professionisti negli ambiti dell’illustrazione, fumetti e calligrafia; per tre giorni sarà presente una preview del bar show 2019, che coinvolgerà i più famosi barman e barlady della città.

Novità di quest’anno è lo spazio formazione, che riguarda gli studenti delle Università di Roma Tre e dell’Università La Sapienza delle facoltà di DAMS, Scienze della Formazione e Comunicazione, per cui sono stati attivati tirocini professionalizzanti. Altra parte della formazione sarà gestita dalla nota realtà di zona San Paolo, Officine fotografiche, che organizzerà corsi di fotografia a vari livelli. Dall’esperienza del prima edizione del Festival Parco Schuster gli organizzatori hanno instaurato una collaborazione con Coripet Consorzio per il riciclo del PET e con Legambiente, muovendo quest’anno i primi passi di eco-progettazione per manifestazioni temporanee, che non impattino sull’ambiente.

Un investimento importante del Festival è lo spazio sociale. Quest’anno, infatti, Parco Schuster sarà il luogo in cui si svolgerà un centro estivo gratuito per i minori seguiti dal servizio sociale; l’individuazione di un paio di percorsi urbani su cui intervenire per abbattere gli ostacoli che non ne consentono la fruibilità alle persone con disabilità, insieme con l’associazione Roma Slow Tour. Inoltre, come lo scorso anno, la Cooperativa Parsec coordinerà interventi di unità di strada di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all’uso di sostanze, delle malattie sessualmente trasmissibili e in generale dei comportamenti a rischio. Infine il festival ospiterà lo spettacolo del Teatro Patologico, associazione diretta da Dario D’Ambrosi, da sempre impegnato a trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali.

La maggior parte degli eventi sono ad ingresso gratuito, per gli aggiornamenti al programma, consultate il nostro sito www.caragarbatella.it

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ALLA PRINCIPE DI PIEMONTE LA STORICA KERMESSE DI CONTROCHIAVE

Festa per la cultura 2019. Tre giorni di musica, arti e teatro

di Fabrizio FAGIANI

E’arrivata alla edizione numero 26 la “Festa per la cultura”, storica manifestazione organizzata dall’associazione Controchiave che anche quest’anno ha portato in molte piazze e strade dei quartieri e nel parco della scuola villaggio “Principe di Piemonte” tre giorni di musica, teatro, performance e arti con un programma molto ricco di iniziative pensato per adulti e bambini.
La festa nasce il primo sabato di giugno del 1994. Si chiamava “Festa per la musica”, dato che era essenzialmente dedicata agli spettacoli musicali.

Poi, tre anni dopo, modificò la sua denominazione diventando “Festa per la cultura” così da accogliere anche molte altre espressioni artistiche. E’ stata realizzata per molti anni nelle piazze della Garbatella poi, dal 2016, l’associazione Controchiave ha
avviato una intensa collaborazione con la scuola “Principe di Piemonte” dell’ Istituto Comprensivo “via Padre Semeria” e la Festa si è in gran parte realizzata negli ampi spazi tra i padiglioni di questa scuola.

E allora, dal 14 al 16 giugno, i quartieri San Paolo e Garbatella sono stati animati da tre giorni ricchi di musica, teatro, danza e arte, tutti gratuiti. Un bell’inizio del programma di manifestazioni previste per l’ ”Estate Romana” promossa dall’ Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale.

Quella di quest’anno è stata una Festa per la Cultura, che ha presentato anche diverse novità. La prima è quella rappresentata dal fatto che l’Istituto Comprensivo di via Padre Semeria è stato selezionato dalla Regione Lazio come “Polo regionale” per il potenziamento delle attività musicali e artistiche e l’associazione Controchiave ha curato la realizzazioni dei laboratori artistico-musicali di tutti gli istituti coinvolti nel progetto. Così sono stati proprio i gruppi degli studenti a dare il via alla Festa con un lungo e divertente spettacolo.

Poi, parte integrante della Festa è stato l’ “Agit Brass Festival”: dieci bande musicali italiane e straniere hanno portato la loro musica di strada nelle vie, nelle piazze e nei mercati rionali del municipio partendo dagli orti urbani Tre Fontane.
Ma le novità non sono finite. Perché oltre a musica, teatro, danza, letteratura, street art e fotografia anche il cinema è entrato nel programma della Festa, con una serie di incontri sulla settima arte e con la proiezione di un film per ogni giornata.

E infine come appendice della Festa, nell’ambito delle celebrazioni e delle iniziative promosse da Roma Capitale in memoria dei 170 anni della Repubblica Romana, nel Mausoleo Ossario Garibaldino Controchiave ripropone lo spettacolo teatrale con musica
dal vivo: “La Repubblica Romana — Quanno er popolo diventò sovrano”. «Questa festa» ha detto Guido Rossi, presidente dell’associazione, che insieme all’assessora municipale alla scuola Francesca Vetrugno ed alla preside dell’Istituto Serenella Presutti ha dato avvio alla festa, «rappresenta l’incontro tra la progettualità culturale della nostra associazione di promozione sociale e l’esigenza di musicisti, attori, danzatori ma anche operatori sociali e singoli cittadini di trovare spazi di confronto, momenti nei quali condividere progetti, luoghi nei quali far nascere storie di relazioni tra linguaggi artistici.

Insomma la Festa è stata e può continuare ad essere un incubatore culturale, legato al territorio di prossimità ma aperto a tutta la città».

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La scuola Alonzi adotta treni storici

La scuola elementare Alonzi da anni ormai adotta treni storici ed è testimonial di un progetto denominato appunto “Adotta un treno storico”, parte integrante del catalogo dell’offerta formativa di Roma Capitale. Si tratta di un’attività composita e variegata promossa dal Polo museale ATAC, splendida realtà del Municipio VIII che merita ulteriore valorizzazione.

Il Polo ATAC (ingresso da via B. Bossi, 7 o dalla Ferrovia Roma-Lido) offre l’opportunità di “fare un salto” nel passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, intorno e all’interno di cinque vetture in esposizione perenne e gratuita.Ogni vettura diventa testimone della linea di riferimento, Roma- Fiuggi, Roma- Ostia, Roma- Cinecittà, Roma- Civita Castellana- Viterbo, Roma- Castelli Romani e racconta la storia dei passeggeri, del trasporto, delle località, di usi, costumi e tradizioni in parte o del tutto scomparsi.

Adottare una di queste vetture significa immergersi in una realtà altra, implica conoscenza, partecipazione, immaginazione. Adottare una di queste vetture significa visitare il Parco museale, apprendere un lessico specifico, sedersi su sedili di legno d’epoca, percepire odori, immergersi in un mondo a parte, lasciarsi andare a sensazioni ed evocare immagini di un contesto e di una società diversi.

Una vettura del Polo museale

I bambini che hanno partecipato finora al progetto hanno vissuto fino in fondo tutto ciò: al Polo sono saliti sui treni e sui tram, hanno ascoltato i racconti o gli aneddoti degli esperti e dei responsabili dell’ufficio didattica, hanno coltivato l’orto bío, hanno partecipato a eventi (ultimo in ordine di tempo, la premiazione del Concorso nazionale di letteratura promosso dalla casa editrice Laura Capone), hanno visitato il grande plastico Urbinati e gli altri tesori del sito, non ultima l’ex biglietteria estiva della stazione convertita in museo; in alcuni casi hanno partecipato ad alcune feste. “Il Polo ATAC – racconta la dirigente scolastica Patrizia Martinelli – è una piazza, nell’antica accezione del Foro o dell’agorà, un punto di incontro in cui promuovere conoscenza e competenza, grazie alla disponibilità e alla tenacia degli operatori Caterina, Raffaele, Roberto e a tutti coloro che, a vario titolo, collaborano ogni giorno alla tutela e alla conservazione di questo bene, che ha un’alta valenza formativa”.

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Dopo Garbatella e San Paolo ecco il terzo Quaderno di Moby Dick

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

In questi giorni è uscito nelle edicole e nelle librerie  il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli ( 208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo : “Tor Marancia, borgata di Roma.Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composta da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:”Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili. Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio ( ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati. Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art.

Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità. Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono,Eleonora Coderoni,Flavio Conia,Claudio D’Aguanno, Milena Farina,Simona Fiorentini,Piero Fumo,Pasquale Grella,Floriana Mariani,Giuliano Marotta,Maria Paola Pagliari,Giovanni Pietrangeli,Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

di Gianni Rivolta

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A suon di musica

Il piazzale della scuola elementare “Cesare Battisti” ha risuonato nella mattinata di oggi di musica. Una festa-concerto di fine anno con gli alunni delle scuole “Cesare Battisti” (classi 3B, 4B, 4D), Aurelio Alonzi (3F, 4E, 4H), “Alessandra Macinghi Strozzi” (Beat Band classi prime), “A. Raimondi” (classi VA e VB) e il gruppo musicale “Gli Sgarbatelli Drum Circle”, con la direzione artista del maestro Serena Della Monica.

Presenti all’iniziativa il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha sottolineato l’importanza della musica per veicolare valori di pace e rispetto reciproco e la dirigente scolastica Filomena Sannino, che ha presentato il progetto di educazione musicale. Numerosissimo il pubblico, composto da genitori ed abitanti del quartiere, che hanno sostenuto con emozione i giovani musicisti.

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Primo Ciak del nuovo film di Muccino, scelta la garbatella

Primo ciak il 3 giugno a Roma, nel quartiere Garbatella, per “I Migliori Anni”, il nuovo film di Gabriele Muccino che torna dietro la macchina da presa dopo il successo di “A Casa Tutti Bene” (oltre 1,4 milioni di spettatori, con un incasso di 9,18 milioni di euro). Protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Nel cast anche Nicoletta Romanoff e Emma Marrone. Sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella, “I Migliori Anni” è una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment. Prodotto da Marco Belardi, uscirà nelle sale il 13 febbraio 2020 distribuito da 01 Distribution. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.

Il film è la storia di quattro amici, Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo (Rossi Stuart), Riccardo (Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta.

Il set di un comizio elettorale è stato allestito a Piazza Sant’Eurosia.

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MAGGIO DEL LIBRO alla scuola alonzi

Martedì 28 maggio le classi seconde, terze e la classe 5H della scuola Alonzi hanno festeggiato il Maggio del libro con un’iniziativa in parte ispirata al Concorso nazionale Il Sognalibro, promosso nell’ambito del Premio Andersen.

I bambini hanno realizzato, nel corso del secondo quadrimestre, dei segnalibri che dovevano rispondere al criterio della verticalità e della colorazione vivace abbinate all’attinenza con il tema “libro e lettura”, pensando eventualmente a un libro speciale in cui avrebbero usato il ” sognalibro”.

Gli alunni si sono impegnati e hanno prodotto tantissime opere grafiche. Solo cinque creazioni artistiche, selezionate poi da una commissione creata ad hoc, potevano partecipare al Concorso nazionale ed entrare a far parte della Galleria 2019.

Il numero considerevole delle opere presentate e la loro bellezza ha indotto la commissione a indire un concorso interno. Il 28 maggio tutte le opere sono state esposte nella biblioteca scolastica alla presenza di alunni, docenti, alcuni genitori e dell’esperto Roberto Minichiello, titolare della libreria La Libroleria di via della Villa di Lucina, con cui la scuola è gemellata e che, nelle due ore precedenti, aveva proposto alcune letture alle classi coinvolte.

“L’evento – ha sottolineato Patrizia Martinelli, responsabile dell’Istituto – è stata la giusta occasione per una riflessione allegra e colorata sulla lettura e sul libro da parte di bambini e di adulti e ha costituito la continuazione ideale delle attività promosse negli anni scorsi”.

Nello stesso pomeriggio, si è svolta una mostra mercato nei locali della scuola, che ha coinvolto anche le classi prime dell’Istituto.

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Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

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Altrevie Programma di MAGGIO 2019

ilgiocodellecoppie
Venerdì 24 -“Il gioco delle coppie”
regia: Olivier Assayas
Il gioco delle coppie, il film diretto da Olivier Assayas per la prima volta alle prese con una commedia,
racconta con sguardo leggero e ironico il mondo
che cambia e il modo in cui riusciamo (o non
riusciamo) a reagire a questi cambiamenti.
con Francesco Castracane
Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena
ore 21.00 spettacoloContributo con tessera annuale €4. Il gioco delle coppie è un film di genere commedia del 2018, diretto da Olivier Assayas, con Guillaume Canet e Juliette Binoche. Uscita al cinema il 03 gennaio 2019. Durata 108 minuti. Distribuito da I
Wonder Pictures.


DATA USCITA: 03 gennaio 2019
GENERE: Commedia
ANNO: 2018
REGIA: Olivier Assayas
ATTORI: Guillaume Canet, Juliette Binoche, Olivia Ross, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Pascal Greggory, Christa Theret, Laurent Poitrenaux, Sigrid Bouaziz, Nicolas Bouchaud
PAESE: Francia
DURATA: 108 Min
DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures
Sabato 25 maggio ” Il Canto dei Popoli “
“Piccolo coro Gianni Bosio”
Non si ricordan piu’ di ritornare
canzoni tradizionali dell’Italia migrante
CONCERTO DI SOLIDARIETA’Piccolo coro Gianni Bosio diretto da Piero Brega e Oretta OrengoI canti presentati in concerto sono pezzi di cuore, sono
stelle della saggezza racchiusa nella canzone popolare, l’unica saggezza, a sentire Dylan, che sia
oggi degna di fede. Animati dalla stessa fede
Piero Brega e Oretta Orengo guidano il Piccolo
coro Gianni Bosio che ogni settimana si incontra e insieme indagano il mistero in musica e testo
della nostra tradizione cantata.
La sintesi che la canzone impone costringe il

racconto alla scarna sostanza e non c’è posto che per grandi sentimenti, per eventi sociali, politici.
Racconti grandi o piccoli, storie personali ma di

fatti ben definiti, scolpiti, liberati dall’inessenziale, una sovrastruttura che non regge al tempo.
Canti antichi, canti ottocenteschi, novecenteschi.

Un discanto può venire da lontano, un canto pastorale dalla notte dei tempi.
Tutto cambia, la lingua, gli strumenti musicali.

Non cambia il soggetto, la storia, il messaggio, la condizione umana.
Scegliamo questa sera i canti della nostra

emigrazione per squadernarli in un momento
giusto per ricordarci di noi stessi.Raccolta fondi
da destinare all’accoglienza dei migranti.
Contributo € 5
Prenotazione consigliata: 
paolo.faiella.58@ gmail.com
Ore 21 Via Caffaro 10

Per saperne di più
 Evento speciale maggio
domenica 26 maggioore 10,00, visita guidata alla
“Polledrara di Cecanibbio”,interessantissimo
deposito fluviale pleistocenico alle porte di Roma
.Chi vuole può restare con noi dopo la visita per
pranzare insieme in una osteria nei pressi del sito.
Il contributo per la visita è di 7 euro ed il costo del
pranzo 30 euro.
Il posto si raggiunge con mezzi propri ed è
obbligatoria la prenotazione.
Sono rimasti pochi posti disponibili per ogni altra
informazione ,si pregano gli interessati di contattare Anna Maria Procacci.info e prenotazioni:
am.procacci@alice.it

Per saperne di più
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Le buone pratiche all’Alonzi

Festa agli Orti Garbatella

Giovedì 23 maggio le classi terze della scuola Alonzi celebreranno la conclusione del progetto “La scuola agli orti, gli orti a scuola” presso gli orti gestiti dal Circolo Legambiente Garbatella. Sarà una giornata di “lavoro” e di gioco all’aria aperta in spensieratezza, a conclusione delle attività di orticoltura che hanno impegnato i bambini durante l’anno scolastico.

Maggio del libro

Martedì 28 maggio dalle ore 14,30 alle ore 18,30, le classi seconde, terze e la classe 5H della scuola Alonzi, nell’ambito delle iniziative del “Maggio del libro”, leggeranno brani scelti dai volumi della biblioteca scolastica e, nel pomeriggio, parteciperanno alla premiazione del Concorso Il Sognalibro (Premio Andersen). Le classi hanno già partecipato alle selezioni nazionali. Giovedì 30 è stato, inoltre, organizzato un concorso interno per valorizzare le creazioni dei bambini nel contesto del “Maggio del libro”.

Inoltre, il 21 maggio è andato in scena uno spettacolo-concerto ispirato a Gianni Schicchi di Puccini, presso il Teatro Mongiovino, frutto della sinergia tra la classe 5D della scuola Battisti e le classi 3F-3G del plesso Alonzi. Le divertenti vicende narrate e musicate da Puccini sono state attualizzate e “interrotte” provocatoriamente dalle incursioni dei più piccoli che hanno introdotto la narrazione scenica, hanno irrotto come guide turistiche e hanno concluso con degli sketch. Lo spettacolo è stato promosso dall’associazione “Incanto” in collaborazione con le scuole Cesare Battisti ed Aurelio Alonzi.

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Anche il Liceo Socrate partecipa al #TeachPride

Ieri al Liceo Classico Socrate della Garbatella l’appuntamento che si sono dati i ragazzi di fronte la scuola, alla fine delle lezioni, non è stato il solito dei saluti di fine giornata. L’appuntamento stavolta, era una protesta. “Saremo lì intorno al Socrate con in mano la nostra Costituzione, a ribadire che il fascismo è stato sconfitto una volta e che quei valori nati dalla Resistenza vanno difesi e rafforzati ogni giorno di più”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, anche lui presente alla manifestazione.

Una catena umana di ragazzi, tutti con in mano la Costituzione, pronti a rispondere alla decisione del governo di sospendere la professoressa di Palermo. Rimossa dall’incarico per due settimane per non aver vigilato sui suoi studenti, che avevano paragonato il decreto sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali del ’38. “Una catena umana per respingere ogni attacco alla libertà di pensiero e di insegnamento.” Ha continuato Ciaccheri. “Tutti insieme, studentesse, studenti e docenti saremo uniti e legati intorno al liceo per difendere la Scuola libera e farlo rimanere un luogo democratico, dove l’antifascismo sia un valore portante e da divulgare oggi e negli anni a venire.”

Una manifestazione cui hanno preso parte molte scuole d’Italia, con l’idea che alla censura, si risponde urlando. Tanto che sui social è nato l’hastag #TeachPride, così da unire ogni tipo di forma di protesta. Tra alunni che hanno letto la Costituzione per i corridoi del proprio istituto, professori che sbandieravano cartelloni con la scritta “Io non sorveglio, sveglio”. E chi con il megafono fuori i cancelli degli edifici scolastici recitava gli articoli 21 e 33 della Costituzione: secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Propaganda antiabortista sui muri dell’ex Fiera di Roma, Raggi la faccia rimuovere immediatamente

 “Lei si candida a nascere”: recita così uno dei manifesti appesi di fronte all’Ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. In questo modo, i fanatici pro-life contro la legge 194 sull’aborto, approfittano delle elezioni europee del 26 maggio per farsi sentire. E dall’VIII Municipio non si fa attendere la risposta del Presidente. “È urgente la rimozione di questa aberrante pubblicità e che vengano definitivamente diffidate formalmente dal Campidoglio  le associazioni promotrici di queste campagne pro-odio: a Roma non sono benvenute.” Dichiara Amedeo Ciaccheri, invitando la Sindaca Raggi ad eliminare immediatamente la pubblicità. 

Insomma, passando sulla Colombo, sembra di essere tornati negli anni ’70 con questa propaganda antiabortista. A volte ritornano, direbbe un grande regista. Ma soprattutto, ancora una volta, il corpo della donna viene strumentalizzato come mezzo di propaganda. E in un mondo che sembra fabbricato per gli uomini, speriamo che la nostra Sindaca, da donna, si faccia sentire. Perché essere mamma non è un dovere, ma un diritto, una facoltà.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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7 Aprile 1944 la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di  scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. 

“Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordigni secchi del caporale che preparava l’eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno. 

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Anche Ferdinando Bonessio per Europa Verde è candidato alle elezioni Europee del 26 maggio

Sul numero di Maggio di Cara Garbatella (il mensile cartaceo) abbiamo scritto che Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, era l’unico nostro concittadino candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

Non è così e ce ne scusiamo con l’interessato. Infatti nella lista Europa Verde, una coalizione tra i Verdi e Possibile di Pippo Civati, si candida tra gli altri Ferdinando Bonessio (meglio conosciuto come Nando). Ferdinando Bonessio, 61 anni, insegnante di educazione fisica nella scuola media inferiore, cittadino della Garbatella, è un nome conosciuto della politica locale per il suo impegno in difesa dell’ambiente, per l’inclusione sociale e il sostegno alla diversità, per la mobilità green e le fonti di energia rinnovabili, per l’adozione dei processi dell’economia circolare.

E’ stato in passato consigliere circoscrizionale nell’XI (oggi Municipio VIII) e tra il maggio 2006 e l’aprile del 2008 consigliere nell’assemblea capitolina in forza al gruppo verde.

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VOTATA ALL’UNANIMITÀ una mozione dall’assemblea capitolina

Farmer’s Market: scongiurata la chiusura

di Francesca VITALINI

Il Farmer’s Market Garbatella non chiuderà, almeno non nell’immediato. È stata infatti approvata il 7 maggio dall’assemblea capitolina, all’unanimità, una mozione proposta dalla consigliera comunale Valeria Baglio (PD) per scongiurarne la chiusura. Un impegno preso e comunicato dalla stessa consigliera una manciata di giorni prima, durante la conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, a sostegno della struttura e degli agricoltori a filiera corta. Un’opzione che ha fatto registrare anche la disponibilità della consigliera comunale Alessandra Agnello (M5S), presente all’incontro, che ha sostenuto l’atto. Maggioranza ed opposizione si sono ritrovati d’accordo su diverse questioni, che innanzitutto impegnano Giunta e Sindaca a pubblicare nel minor tempo possibile l’avviso pubblico per il nuovo bando di gestione del mercato. Un punto questo sul quale si sono battuti gli operatori e le migliaia di clienti, che hanno sottoscritto, numerosissimi, una petizione a sostegno di un’attività così apprezzata dagli abitanti del quartiere e di tutta la città.

Era, infatti, scaduta il 16 aprile la convenzione stipulata a seguito del bando del maggio 2013, che apriva le porte del mercato agricolo a vendita diretta al soggetto vincitore, la Cooperativa Metro Service. “Un aspetto che avrebbe rischiato — come ha sostenuto Vittorio Campisano, portavoce dei banchisti — l’allontanamento dei commercianti dal complesso in meno di un mese. Un danno per le 26 aziende del mercato e per gli oltre 200 lavoratori”, che si tradurrebbe in un vero dramma per i produttori che arrivano da Accumuli ed Amatrice, le zone colpite dal sisma nel 2016. Meno certezza, invece, c’è sul secondo aspetto problematico legato al mercato: la chiusura prevista a causa dei lavori di adeguamento del sistema antincendio e di ristrutturazione, che lascia in sospeso la questione. Un problema già sollevato dal 2014 dalla stessa Cooperativa, che chiedeva vanamente all’amministrazione comunale i documenti della messa a norma del mercato. La mozione votata in Aula Giulio Cesare, infatti, non punta solo a far realizzare il nuovo bando nel minor tempo possibile, ma intende “permettere la prosecuzione delle attività attualmente presenti all’interno del mercato nelle more dell’aggiudicazione del bando e fino ad inizio dei lavori, ove necessario, valutando un’eventuale proroga da parte del dipartimento competente”. Nel terzo punto, inoltre, si chiede “al Municipio VIII di individuare, di concerto con l’assessorato capitolino sviluppo economico, turismo e lavoro, opportune aree scoperte limitrofe dove collocare temporaneamente gli operatori in attesa della conclusione dei lavori”. In passato si erano prospettati interventi dal lunedì al venerdì che lasciassero spazio alle attività del mercato del fine settimana. Ma questa possibilità non sembra essere stata presa in considerazione dall’Amministrazione.

Naturalmente l’uscita, seppur temporanea, degli operatori, non incontra l’approvazione del Municipio VIII, come dichiarato dal suo presidente Amedeo Ciaccheri durante l’assemblea aperta del 4 maggio scorso: “La disponibilità del Municipio a discutere sui programmi di commercio a km 0 sul territorio è totale, l’abbiamo già dimostrata all’assessore Cafarotti. Ma l’ultima volta che questo mercato ha chiuso, 15 anni fa, ed è stato proposto ai commercianti di trasferirsi in attesa della fine dei lavori, la triste conclusione è stata che i commercianti sono rimasti definitivamente nell’area provvisoria adiacente alla chiesa di Santa Calla. Il tema non è quali aree possiamo trovare per fare un investimento su nuove iniziative del commercio a km 0, ma capire con quali fondi, visto che questa è una struttura comunale, non di competenza municipale”. Il minisindaco Ciaccheri ha inoltre annunciato un ‘punto d’ascolto della sua Giunta’ all’interno del mercato Farmer’s Market Garbatella da riproporre settimanalmente per mantenere alta l’attenzione su un mercato da potenziare.

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nel collegio lazio,umbria, toscana e marche saranno eletti 15 eurodeputati

Elezioni europee del 26 maggio. Otto le liste in lizza nell’ Italia centrale.

di anna BREDICE

Quasi dieci milioni di elettori nella circoscrizione di Centro Italia riceveranno il 26 maggio ai seggi una scheda di colore rosso. Quel giorno si andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, un voto molto atteso, che riguarderà circa 400 milioni di europei e che in Italia ha visto una campagna elettorale piuttosto particolare, con le due forze politiche alleate nel governo nazionale, ma rivali in Europa. Si torna a scegliere gli eurodeputati da mandare a Strasburgo dopo cinque anni, un tempo che ha visto molti stravolgimenti nella politica italiana: a cominciare dal risultato estremamente positivo, che allora ottenne il Partito democratico di Renzi che arrivò al 40%, un record degli ultimi decenni che oggi sembra irraggiungibile. Nell’VIII municipio, tradizionalmente di sinistra, il partito ora guidato da Nicola Zingaretti ebbe addirittura il 46%.

Ma oggi la Lega, che fino a cinque anni fa aveva un bacino di voti concentrato soprattutto nelle regioni del Nord, ora allarga i suoi consensi anche al centro e al sud. L’anno scorso in occasione delle elezioni politiche nazionali il partito di Salvini ha ottenuto nel collegio Ardeatino, che comprende anche Garbatella, Ostiense e Montagnola, l’8% dei voti mentre alle europee del 2014 sempre nella stessa zona contava un insignificante 1%. Il Movimento cinque stelle nel nostro municipio è rimasto dalle elezioni del 2014 fino alle politiche del 2018 sempre oltre il 20%. Il voto di fine maggio è importante a livello nazionale, ma anche per il nostro municipio, per sondare le opinioni, cioè il favore oppure la delusione, dopo un anno di governo del centro sinistra. Infatti, quello che avverrà tra poco è il primo test importante da quando si è votato per le politiche nel 2018. Per il nostro territorio è avvenuto qualcosa di più in realtà, perché dopo tre mesi dalle politiche si tornò ai seggi per rinnovare proprio il Municipio, commissariato da circa un anno: in controtendenza rispetto a ciò che politicamente era emerso a Roma, ovvero una vittoria dei Cinque stelle, qui vinceva Amedeo Ciaccheri con oltre il 54% dei voti. Molti attendono quindi con una certa curiosità quale sarà il risultato la sera del 26 maggio. Gli elettori dell’VIII Municipio sono oltre 116 mila, le liste dei candidati sono state presentate per una circoscrizione molto, ma molto ampia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio.

Otto le liste presentate, i seggi in palio per tutta l’Italia sono 73, nella circoscrizione Centro sono in totale 15. Bisogna scegliere tra i candidati delle seguenti liste: Pd-Siamo Europei, La Sinistra, Movimento cinque stelle, Forza Italia-Berlusconi Presidente, Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia, Europa-In Comune Europa Verde. I segretari di partito che hanno deciso di essere capolista sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, quest’ultimo ha lasciato però il primo posto nel Centro Italia ad Antonio Tajani. Il Pd ha ricandidato alcuni eurodeputati, ma ha lasciato spazio anche ad esponenti della società civile e a politici legati molto al territorio, come Massimiliano Smeriglio, indipendente di sinistra che arriva proprio dalla Garbatella. A sinistra del Pd si è verificata ancora una divisione tra un’area che si è alleata con il Partito democratico ( Articolo 1 di Bersani ) e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni che ha dato invece vita ad un’altra lista con Rifondazione Comunista e L’altra Europa di Tsipras. Il Movimento cinque stelle ha scelto per ogni circoscrizione una capolista donna. Per Più Europa è il debutto alle elezioni europee, infine c’è EuropaVerde (unione dei Verdi e di Possibile). Si possono dare fino a tre preferenze, ma chi vota due o più nomi deve scegliere comunque un uomo e una donna.

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massimiliano smeriglio si presenta

“Sono nato a Roma. Sposato e papà di tre figli, Iacopo, Sara e Niccolò. Sono una persona di sinistra, e ho attraversato questi anni complicati provando sempre a tenere fissa la barra della radicalità dei valori e della concretezza nel rapporto fattivo con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Lo sguardo sul mondo e i piedi ben piantati a terra, nella città di Roma e nel mio quartiere, la Garbatella. La politica c’è sempre stata. In famiglia e poi a scuola e all’università, dove ho conseguito la laurea in Lettere con indirizzo Storia Moderna. Dopo anni di militanza giovanile e studentesca nel 2001 sono stato eletto Presidente del Municipio XI (attuale VIII) e nel 2006 Deputato della Repubblica. Negli ultimi undici anni mi sono cimentato insieme a Nicola Zingaretti in sfide quotidiane di buona politica e buona amministrazione, vicina ai bisogni delle persone. Ho accettato il suo invito a correre come eurodeputato per presidiare da Bruxelles quanto di buono realizzato in questi anni proprio grazie ad un utilizzo virtuoso dei fondi comunitari, per rappresentare nel Parlamento Europeo le posizioni di una sinistra matura, consapevole, utile alla vita delle persone.”

Il nostro concittadino in corsa per Strasburgo

La Garbatella si avvia a festeggiare i suoi primi 100 anni e per la prima volta un suo concittadino si candida al Parlamento Europeo. Che coincidenza. Prova nostalgia nel lasciare il suo impegno politico locale e cosa porterà della sua esperienza in quella assemblea?

Che bel accostamento! Vista così mi riempie di emozione. Certo i 100 anni sono un appuntamento importante e una grande festa per l’intera comunità e la mia candidatura certamente parte da questo territorio e intende tenere viva un’esperienza di governo, radicale nei contenuti e larga nella sua forma partecipativa, che qui e poi in Provincia di Roma e in Regione abbiamo realizzato in questi anni. Con questo spirito dunque vivo il momento come un passaggio e una opportunità che parte dal locale per arrivare a Bruxelles. Non intendo abbandonare il mio territorio, tutt’altro. Credo alla potenza delle comunità locali e alla coscienza di luogo. Il ruolo delle città nei prossimi anni sarà decisivo per ridisegnare politiche e resistenze ed intendo portare questo bagaglio ad un livello più alto: penso alla difesa dei prodotti a km zero, alla promozione di un piano straordinario di investimento per le nostre realtà territoriali e per le periferie, all’introduzione di uno strumento universale di indennità di disoccupazione, una soglia di salario minino europeo, la parità di remunerazione fra uomo e donna, il contrasto al dumping salariale. Queste sono alcune delle priorità per cui mi batterò da europarlamentare. Ancora una volta la Sinistra si presenta divisa alle elezioni. Lei, invece, è candidato come indipendente nella lista del Partito Democratico, ma la sua storia politica non viene da questo partito e dalle forze politiche che lo hanno costituito.

Quali sono i motivi della sua scelta? La proposta di candidatura mi è arrivata direttamente da Nicola Zingaretti ed io ho deciso di accettare perché l’onda nera che attraversa il continente mi fa paura. E voglio battermi per affermare un’altra idea di Europa. Da togliere dalle mani delle élite tecnocratiche. Una Europa da democratizzare, capace di praticare giustizia sociale, inclusiva, accogliente, fondata sul rispetto e la libera circolazione delle persone. Cosciente della insufficienza delle mie forze scelgo di unirmi al campo democratico e l’ho fatto rassegnando subito le mie dimissioni da Vicepresidente della Regione, perché il mio contributo ad una Europa diversa lo voglio giocare senza paracadute e a viso aperto. Nel 2014 nel suo collegio Italia Centrale il Pd raccolse il 46% e la Lega il 2%. Sono passati solo 5 anni, ma oggi la situazione è completamente stravolta. In che misura pensa sia possibile recuperare, in così breve tempo, questo divario? Il vento dei populismi e dei nazionalismi sta attraversando tutta l’Europa non solo il nostro paese, ma ciò non toglie che il campo del centro sinistra, proprio in questi anni, ha fatto scelte sbagliate, che hanno diviso più che aggregare. La consapevolezza che nessuno detiene una ricetta miracolosa, dovrebbe suggerire che occorre rimboccarsi le maniche e lavorare in continuo rapporto e relazione con il mondo, la società, il paese reale. La Regione Lazio in questo è stata un esempio. Nel 2018, mentre tutte le forze di centro sinistra, non solo il Pd, registravano sconfitte epocali a livello nazionale, noi vincevamo proprio con uno schema capace di allargare le alleanze e restare legati al territorio e ai bisogni dei cittadini. Io penso che solo concependo uno spazio plurale nel quale si confrontano opzioni diverse e si sviluppa cultura politica sia possibile recuperare quel divario.

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NELLA CHIESA di san Filippo neri, a cinQue anni dalla scomparsa

La Garbatella ricorda il suo Padre Guido

di Giancarlo PROIETTI

Una folla commossa, domenica 28 aprile, ha riempito la parrocchia di San Filippo Neri, per ricordare a cinque anni dalla sua scomparsa Padre Guido, un sacerdote molto amato dalla gente di Garbatella. Era arrivato a Roma nel lontano 1957, quando aveva trent’anni. Proveniva da Milano, da una famiglia benestante. La sua presenza è stata importante in un quartiere a rischio soprattutto alla fine degli anni Cinquanta, dove per molte famiglie era difficile mettere insieme il pranzo con la cena. All’interno dell’Oratorio ha proseguito il grande lavoro, avviato anni prima, da Padre Alfredo Melani, altro indimenticabile sacerdote che molto ha dato al nostro territorio.

Padre Guido o “Er prete”, così chiamato da intere generazioni, è stato un uomo molto colto, ha spiegato il Vangelo ai ragazzi con un modo tutto suo: poche parole tanto esempio. Ha insegnato ad amare la natura, a guardare le stelle, a viaggiare, a distinguere il libeccio dalla tramontana, a riconoscere minerali e piante, tutto questo nel cortile della scuola Cesare Baronio, nel campo polveroso dell’Oratorio, nei viaggi all’Isola d’Elba, sulla spiaggia di Tor Vajanica. Luoghi che i ragazzi ricordano come un pezzetto di paradiso terrestre. In una intervista di qualche anno fa ci disse: “Tante volte lo stare a vedere per cinque ore nel pomeriggio giocare a pallone o stare la mattina per ore e ore al mare mi faceva venire il dubbio se era giusto vivere così il mio compito di sacerdote. Poi, e sempre di più con il passare degli anni, in incontri casuali con ex ragazzi ho spesso visto illuminarsi i loro volti ed esprimere la convinzione che nell’oratorio e nella scuola avevano imparato a vivere.” Famose le sue frasi “Vai fuori dall’Oratorio”, “Raccogli 100 pezzi di carta”, “Ho detto che non piove”, “Al pareggio” che, anche se dette con cadenza milanese sono entrate a far parte del lessico della Garbatella.

Padre Guido ha voluto molto bene alla sua gente, lo ha fatto senza doppi interessi, per vocazione e fede, ma anche perché era così. La gente di Garbatella lo ha contraccambiato, non poteva essere altrimenti.

1972 padre guido accompagna la terza media dell’istituo
cesare baronio in gita all’isola d’elba
1972 Padre Guido accompagna la terza media dell’istituo
cesare baronio in gita all’isola d’elba
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Festeggiata a Via nansen con Figli e condomini un’altra centenaria del Quartiere

Auguri nicoletta: e con questo fanno 100!

di stefano Baiocchi

Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.

A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.

Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.

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IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

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un Video-Verità proiettato nella Famosa trasmissione di rai tre

Anche a “Chi l’ha visto” la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

La guerra è quella cosa dove ci sono persone armate da una parte, persone armate dall’altra, e ci si spara. Ma quello che è successo durante l’occupazione nazista a dieci donne di Ostiense, Portuense e Garbatella, non ha niente a che vedere con la pur odiosa guerra. Sparare a delle madri che rubano il pane per sfamare i loro figli, non è guerra, è atrocità. Una storia che tuttora mette i brividi: “Era il 1944 e a vederla sono gli occhi di un bambino: chi sono queste donne?

Settantacinque anni dopo si tenta ancora di dare un volto a queste persone”. Così, una delle conduttrici del programma “Chi l’ha visto” fa partire il servizio mandato in onda il 26 Aprile scorso. Grazie all’attenta ricerca dello scrittore Cesare De Simone, purtroppo morto nel 1999, e anche grazie ad un testimone, oggi conosciamo i nomi di quelle donne. Ma la ricerca dei loro volti, delle loro famiglie o di chiunque riconosca almeno una di loro, continua affinché non vengano dimenticate.

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. “Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l’eccidio.

Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno.

Un episodio che di certo non troverete sui libri di storia. Ma, ancora oggi, quello che allora era solo un bambino ricorda e racconta come fosse ieri. L’unico testimone della strage: Fulvio Carnevali, che con gli occhi lucidi, la calata romana e i capelli ormai bianchi, rivela di come anche lui la mattina di quel 7 Aprile attraversò il viadotto per dirigersi al forno. Una volta tornato a casa a mani vuote però, quando la madre gli chiese se avesse preso la farina, rispose: “A mà, a farina là nun se piava, c’ereno i tedeschi, e poi o sai che sotto ar ponte c’era ‘n mucchio de donne morte?”.

La risposta della madre, fredda e composta, Fulvio se la ricorda bene: “Fijo mio qui ammazzano tutti i giorni a gente”. Ecco, forse proprio a causa di tutte quelle morti, non ci si impressionava più e molte furono dimenticate. A certe pagine della storia però, non dovremmo mai togliere il segnalibro, bisognerebbe ricordarle, approfondirle, divulgarle sempre. Perché il silenzio e l’indifferenza, sono anch’essi un crimine.

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