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SU VIA DELLE SETTE CHIESE E PIAZZA SANT’EUROSIA LA TRADIZIONALE KERMESSE DEL CIBO DA STRADA

Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food

di Ilaria Proietti Mercuri

Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.

C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.

Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.

Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.

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il primo appuntamento dei taVoli di partecipazione

Il Municipio incontra i cittadini a piazza Eugenio Biffi

Si è conclusa con l’incontro del 15 maggio in viale Giustiniano Imperatore a San Paolo la campagna di partecipazione promossa dal governo locale per informare i cittadini. La serie di incontri è iniziata il 2 maggio a piazza Eugenio Biffi, dove il presidente Ciaccheri e gli assessori davanti a un centinaio di persone hanno fatto un sommario report delle buone pratiche e degli interventi messi in campo nei primi sei mesi di governo.

Prima dell’incontro è stato distribuita una scheda con il calendario degli appuntamenti: “ il Municipio è la nostra casa comune della quale prenderci cura — recita il foglio municipale – questo è il nostro impegno e come sempre siamo convinti che la migliore amministrazione si faccia per strada per e con i cittadini. Per questo nel mese di maggio abbiamo promosso otto assemblee pubbliche nei nostri quartieri con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e per condividere quanto è stato fatto fino ad oggi e quello che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi”.Tra gli interventi a piazza Biffi: Roberto Ceselli degli orti urbani Garbatella, Anna Maria Baiocco di Legambiente, Simonetta Greco dell’associazione Itaca, Giorgio Tribuzio del centro anziani di via Pullino e altri rappresentanti dei Comitati di quartiere, del centro sociale la Strada e semplici cittadini (g.riv.).

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lanciato a moby dick il prog etto d i un nuoVo we l Fa re

Parte l’OttoInsieme: l’albo della solidarietà dell’VIII Municipio

di Gianni Rivolta

Con il progetto OttoInsieme il governo locale lancia un vero e proprio Albo della solidarietà, che coinvolga nel sostegno alla marginalità sociale e alla povertà, non solo le associazioni ma anche i privati cittadini. Insomma si tratta di un esperimento che superi i tradizionali interventi messi in campo fino ad ora dai Servizi sociali per costruire un nuovo modello di Welfare. La proposta è stata avanzata a fine aprile nell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella. Presenti, oltre al minisindaco Amedeo Ciaccheri, anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e la consigliera Sonia Spila.

“Sulla scia di quanto già fatto a Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, a Napoli dal Sindaco De Magistris e nella nostra città nel Municipio I dalla Presidente Alfonsi,- ha dichiarato il presidente Ciaccheri- abbiamo messo in rete le istituzioni e le realtà di base per realizzare un progetto di accoglienza diffusa rivolto a tutte e tutti. Nel nostro municipio ci sono tante persone che mi chiedono: come posso dare una mano, come posso partecipare? Ecco la risposta, l’OttoInsieme — continua Ciaccheri è un albo municipale della solidarietà , a cui ci può iscrivere, per una città accogliente.

Uno strumento per mettere insieme tutte le energie, le risorse e le disponibilità di realtà formali e informali, ma anche di singole persone del nostro territorio, per realizzare una rete di mutuo aiuto e scambio, volta anche all’accoglienza in casa con il progetto Welcome Home, insieme al C.I.R. e a Refugees Welcome”. Ma il progetto non si limiterà a mettere a disposizione la propria casa ai rifugiati. Verrà predisposto sul web un portale interattivo diviso in varie sezioni per rispondere ai bisogni più diversi: ospitalità e affitto; lavoro e formazione (rivolto a piccoli imprenditori e artigiani); salute e cura di sé ( medici di base e medicina solidale); insegnamento della lingua italiana; supporto legale gratuito, sport e attività ricreative nel tempo libero, ma anche semplicemente fornitura di pasti o messa a disposizione di tempo da dedicare a chi ha bisogno.

Anche Sabrina Alfonsi- presidente del I° Municipio- ha voluto dare il suo contributo: “ sono possibili altri progetti di accoglienza rispetto a quelli calati di forza nelle periferie già degradate, che hanno sollevato così tante proteste nei residenti. Per esempio aprire le case nel Centro Storico. Delle 90 famiglie che hanno già risposto alla nostra chiamata di aiuto il 50% ha ospitato in casa e sono rimaste soddisfatte”.

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sul campo tre Fontane di Via costantino il triangolare di calcio in memoria del capitano della roma

Il liceo Socrate vince la coppa ago 2019

Troppo forte il Socrate.
Con due vittorie nette il classico della Garbatella si è confermato vincitore della Coppa Ago edizione 2019, il triangolare delle scuole dell’ VIII Municipio.

I ragazzi della professoressa Silvia Acerbi, infatti, sul campo Tre Fontane di via Costantino, nella mattinata del 7 maggio, hanno avuto ragione nella prima partita sul Caravaggio per 2-0 (reti di Sarikaya e Vecchi) e poi sull’ostico Armellini di San Paolo con un tondo 4-2 (2 reti di Mancini, Vecchi e Ranucci).

Nel secondo incontro l’Armellini aveva battuto per 2-0 l’artistico Caravaggio (reti di Moi e Tomasetti). Così per il terzo anno il Socrate si è garantito l’opportunità di tenersi in bacheca la prestigiosa coppa, che Agostino Bartolomei, l’indimenticabile capitano della Roma del secondo scudetto, aveva vinto nel lontano1972 nel Torneo Roma Junior club con la sua scuola: il liceo scientifico Borromini di piazza Oderico da Pordenone.

Il vecchio trofeo era stato abbandonato ed è stato ritrovato da Massimo Pelliccia, l’attuale organizzatore del triangolare, che ha pensato di farlo rivivere tra i giovani calciatori delle scuole del Municipio.
Flavio Moi del tecnico Armellini si è aggiudicato il premio per il miglior calciatore e Giulio Parigi del Caravaggio per il fair play.(g.r)

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Gli amici di Fruzzico alla Garbatella

Di Ilaria Proietti Mercuri

La Onlus Amici di Fruzzico torna alla Garbatella. Dopo il presepe di Natale a piazza Albini, stavolta, sempre nella stessa piazza, i ragazzi si sono imbattuti nella costruzione di una fioriera molto particolare.

Perché? Beh, se vi capita di passare, noterete che ogni pianta è differente l’una dall’altra, e questo proprio per risaltare l’importanza della diversità.

Insomma, in un mondo dove ormai di preferisce alzare muri e chiudere porti, alla Garbatella c’è chi invece sceglie di rompere la monotonia arricchendo il quartiere attraverso l’unicità di ognuno di noi.

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Teatro Garbatella, la programmazione di maggio

Fitto il
cartellone di maggio del Teatro di Piazza Giovanni da Triora n. 15.

Il 2 e il 3 maggio va in scena una fiaba per grandi e piccoli: “La
Fiaba d’Inverno”
di Silvia Faccini (che ne cura anche la regia) e Fulvio
Pannese, una storia per chi sa che tra amore e destino, tra luce e oscurità, i
miracoli possono accadere. “Alcuni di noi sono destinati a qualcosa di più
grande”. Questo il messaggio che Jim, messaggero della Gilda, recapita a Peter
Lake, ladro dalla nascita nella New York del 1904. Restio a credere alle parole
del Messaggero e intento allo stesso tempo a sfuggire al temibile Muntro, Peter
inizia un viaggio che gli farà incontrare Amore, Sofferenza, Sacrificio e
Redenzione.

Una
fiaba che trasporta l’invincibilità dell’Amore sulle ali del tempo e che offre
ai sognatori una nuova visione delle stelle.

“Oggi sposo” è il monologo di Matteo Cirillo
sull’amore che andrà in scena al Teatro Garbatella il 4 maggio.
Un testo brillante ed ironico
sull’amore perfetto che esiste solo nella sua forma imperfetta, scritto ed
interpretato da Matteo Cirillo con la regia di Duilio Paciello, spettacolo
vincitore della V° edizione del Premio Traiano come “Miglior attore” e “Miglior
Spettacolo”. Un ragazzo
si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Lo sposo ricorda il loro primo
incontro, il loro primo bacio e ricorda quel giorno in cui si è innamorato per
tutta la vita. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma
potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarla. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e surreali,
lo sposo racconta le diverse fasi del loro rapporto: la conoscenza, l’idillio,
la convivenza e la “separazione“. Si dice
che l’amore è eterno finché dura, ma finché dura che cosa? La vita o l’amore?.

Il 9
e il 10 maggio
andrà in scena “Il
Cadavre Esquis
” di Camilla Ribechi con Cesare Cesarini e Camilla Ribechi.
Surrealismo, amore, guerra e disagio mentale sono i temi di questo spettacolo,
che ha come protagonista Leonora Carrington, pittrice surrealista inglese, che
ebbe da giovanissima, tra il 1937 e il 1940, un’intensa relazione con il famoso
pittore Max Ernst, surrealista anche lui, relazione che finisce in tragedia. In
Francia, dove la coppia si ritira, Max viene arrestato più volte dalla polizia
francese e dalla Gestapo ma, sul punto di essere deportato in un campo di
concentramento, riesce a fuggire dall’Europa grazie all’aiuto di Peggy
Gugghenheim, che sposerà. Leonora fugge verso la Spagna dove ha una crisi
psicologica e viene internata più volte. Verrà salvata dall’Ambasciatore
Messicano a Lisbona e fuggirà con lui nelle Americhe, precisamente in Messico,
dove vivrà amata e rispettata da tutti fino all’età di 94 anni. Parallelamente
al racconto della vita degli artisti citati, al racconto della vita degli
artisti citati lo spettacolo prevede la partecipazione attiva del pubblico con
la proposizione di alcune attività con tecniche surrealiste tra cui il collage
e il ritratto automatico.

Il 17 maggio sul palcoscenico del Teatro
Garbatella approda, dopo i tantissimi successi di critica e di pubblico in
tutta Italia, “EDIPO REBUS miti oracoli
e pasticci”.
Uno spettacolo affascinante nel ribaltamento ironico di uno
dei grandi classici della letteratura occidentale.La galleria di personaggi interpretati da Corinna Lo Castro svela
retroscena insospettabili della storia di Edipo, che finisce con l’essere
scomposta, contraddetta, carnevalizzata.La Pizia, vecchia sacerdotessa di Delfi, che formula le sue profezie a
caso. L’estetista del re Laio, padre di Edipo, che spettegola sulla corte di
Tebe, la regina Giocasta, cocainomane con una vita dissoluta per volere degli
dei, la Sfinge che si dichiara vera madre e amante di Edipo ed infine Tiresia,
falso veggente cieco che cerca invano un ordine nel caos.Dietro al ‘giallo’ di Sofocle sembra profilarsi un pasticciaccio
comico, che lascia sul campo una verità caleidoscopica e labirintica.

Una
verità, come dice il Tiresia interpretato in voce e video da Roberto Herlitzka,
che forse “esiste solo nei limiti in cui la lasciamo in pace”. Lo
spettacolo teatrale ha la traduzione, l’adattamento e la regia di Paolo
Pasquini.

“Giovanna sotto il Sego del Tempo” andrà in
scena il 23 e 24 Maggio.
Lo 
spettacolo  vuole  proporre 
un  ritratto  non 
convenzionale  di  una 
regina  che  non 
regnò mai,  Giovanna  la 
Pazza, la storia interiore di una donna, fragile e al contempo
fortissima. Una
donna straordinariamente moderna, nel carattere così come nelle scelte che
opera. Ossessiva,  bulimica, 
innamorata.  Tradita.  Lucida 
e  allo  stesso 
tempo  incapace  di controllare
le sue pulsioni. Forse  per  scelta 
incapace.  Una  donna 
capace  di attraversare  per 
8  mesi  la 
Spagna  con  il feretro
del marito. Neanche 46 anni di internamento l’hanno spezzata, o chissà forse
sì. Una
donna autodistruttiva, forse per scelta. La scrittura è di Adriano Marenco, la
regia di Alessandra Caputo, l’interpretazione di Patrizia Bernardini e musiche
di Valentino Rodolfo Puccio.

Il 25 maggio “Principesse senza corona”. Un folle e divertente percorso teatrale, ”psicoanalitico”, vissuto
da una donna che vive nella realtà, ma che si moltiplica in tante donne diverse.
di e con: Barbara Gallo e con la voce di Mimmo Mignemi

“La guerra delle tre melarance” andrà in scena il 30 e 31 Maggio. Due serate attraverso cui viene mostrato l’orrore della guerra e dell’illusione umana attraverso le lenti del colore e della musica. Con Chiara Bascialla, Stefano Di Maio, Stefano Gentile, Massimiliano Labanca, Jean Poussière. Due opere di riferimento, diverse citazioni, molta scrittura musicale. Questo è lo scheletro di base de “La guerra delle tre melarance”, che, a partire da una prima cornice fiabesca, che prende corpo dalla rielaborazione ad hoc di alcune scene tratte da “L’amore delle tre melarance” di Carlo Gozzi, segue l’avventura di un giovane  principe  che,  abbandonando  l’innocente  e  spensierato  regno  della  fiaba  sgargiante  e impetuosa, entra in contatto con la realtà cinica della macchinazione umana. Dapprima  conoscerà  il  mondo  politico,  la  depravazione  mentale  e  teorica  con  cui  esso  studia l’evento bellico e di cui “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano costituisce la fonte vitale per coglierne il grottesco e lo spietato.  Il viaggio continua sul campo di battaglia, dove il giovane oscilla tra voci, volti e, soprattutto, una sinfonia  drammatica  che  lo  conduce  dall’esaltazione  per  una  vittoria  solamente  apparente  al sempre più oscuro vortice dell’agonia della guerra, dove non esiste nient’altro che la sconfitta.

Teatro Garbatella – Piazza Giovanni da Triora 15 – 00145 Roma

Tel: 366 200 3502, Biglietteria on line: https://oooh.events/

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Per fare l’albero ci vuole il parcheggio

Chi l’ha detto che gli alberi possono crescere solo nei prati? Nel parcheggio di Eataly nasce un vero e proprio “Frutteto di quartiere” con 35 diversi ceppi. 

Arrivare da Eataly, entrare nell’area di sosta e al posto delle macchine trovarsi davanti un frutteto metropolitano, è questa l’ultima iniziativa dell’azienda ai confini tra Garbatella e Ostiense. L’idea è stata promossa dall’associazione Zappata Romana, che da anni, coinvolge i cittadini tramite iniziative ambientali rendondo i quartieri romani più ospitali e colorati. Stavolta sotto a chi tocca? A Eataly. Proprio nel grande parcheggio di fronte all’entrata infatti, sono stati piantati ben 35 gli alberi, dal melo cotogno, al pioppo cipressino fino al sambuco, tutti inseriti in strutture di legno. Accanto ad ogni pianta potrete trovare le informazioni relative alle diverse varietà. Ma non solo, si può anche leggere a chi è stato donato l’albero. I soggetti assegnatari sono tanti, tra cui le scuole Aurelio Alonzi, Macigni Strozzi o Cesare Battisti, i parchi Colombo, Casa del Parco o della Garbatella, l’Associazione Orti urbani di Tor Carbone e così via, e ad ognuno di loro spetta custodire e salvaguardare il proprio arbusto.“Gli alberi rimarranno lì fino ad autunno” ci dicono dall’associazione, “poi saranno donati alle rispettive scuole e comitati. Quelli donati, saranno rimpiazzati da altri nuovi, che saranno a loro volta donati.”

Oltre a piantare alberi però, si pianta anche speranza; ossia quella di difendere il clima, la natura e molte specie animali, tra cui le nostre amiche produttrici di miele. E meno male! Perché come diceva un certo Albert Einstein, “Se le api scomparissero dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” E visto che i membri di Zappata Romana ci tengono a salvaguardare la specie umana, non è la prima iniziativa che lanciano a favore delle api. Già con il progetto “Bee the Future” infatti, l’associazione aveva praticato una riforestazione di 100 ettari con diversi fiori. Insomma, stessa filosofia, ma diversi progetti. 

Dunque, se dovesse venirvi in mente di fare un giro da Eataly, oltre a strafogarvi di cibo, potete fare un salto al nuovo “Frutteto di quartiere”. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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La candidatura di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd alle Europee

“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”

di Gianni Rivolta

Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti  ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.

Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.

 “Non dobbiamo  essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.

C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che  è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.

Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo  per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.

Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.

Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.

Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione  le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.

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La scuola Alonzi partecipa all’iniziativa di Legambiente “Nontiscordardimè”

Di Francesca Vitalini

Il prossimo 16 aprile la scuola primaria “Aurelio Alonzi” parteciperà all’iniziativa nazionale: “Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite”, l’annuale giornata di volontariato, promossa da Legambiente, ideata per le scuole che intendono impegnarsi nella promozione di stili di vita sostenibili all’interno della propria comunità e del proprio territorio.Le scuole sostenibili favoriscono azioni di cittadinanza per rendere i ragazzi protagonisti della cura del proprio ambiente di vita dentro e fuori l’edificio scolastico.

Il programma della giornata sarà
così strutturato:

14,30-16,30: Nelle classi,
attività di sensibilizzazione ambientale a cura dei volontari di Legambiente

16,30-19,00: In giardino, lavori
di sistemazione, piccole potature, realizzazione di aiuole e cartellonistica,
mercatino del libro

18,30: Estrazione biglietti della
Lotteria e premiazione

“Scuola sostenibile- Nontiscordardimè è una campagna promossa da Legambiente cui la scuola Alonzi aderisce da un paio d’anni – racconta Patrizia Martinelli, responsabile del plesso -, aldilà dell’ovvio richiamo alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, l’iniziativa è volta alla promozione di momenti aggregativi in occasione dei quali i volontari del Circolo Legambiente Garbatella, i genitori e i docenti disponibili collaborano in sinergia per il benessere e la tutela della scuola. Quest’anno saranno effettuati lavori di piccola potatura, sistemazione e allestimento degli orti scolastici.La presente edizione sarà inoltre un momento di festa: è stata organizzata una lotteria, cui hanno aderito molti esercenti della zona in un vero e proprio tam tam entusiastico, e un mercatino del libro. Tutti i proventi saranno destinati all’acquisto di beni per la scuola, al fine di migliorare l’ambiente di apprendimento quotidiano dei bambini. Si ringraziano gli sponsor e i volontari che parteciperanno all’iniziativa.”

I biglietti della lotteria saranno venduti nel
cortile della scuola e i premi previsti consistono in buoni e servizi offerti
dai commercianti di Garbatella, che in molti hanno partecipato all’iniziativa.
Per il mercatino del libro (ad offerta libera) è stata richiesta la
partecipazione delle famiglie con la donazione di un libro adatto alla fascia
di età degli alunni della scuola primaria. L’intero ricavato del pomeriggio
sarà utilizzato esclusivamente per le necessità degli alunni della scuola
Alonzi.

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Massimiliano Smeriglio scende in campo per le Europee

Entra nel vivo con la presentazione delle candidature la campagna elettorale per le  europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd.  Cittadino della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana,  è stato per diversi anni presidente dell’XI Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.  

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La direzione della Asl Rm2 illustra il piano

PRIMI SEGNALI  DI  RIPRESA PER IL CTO:IL RILANCIO NEI PROSSIMI DUE ANNI

di Sandra Girolami

Si diradano le prime nubi sull’ospedale traumatologico della Garbatella. Qualcosa di concreto si sta muovendo, a partire dall’audizione che si è svolta a fine  marzo alla Pisana nella Commissione Sanità del Consiglio  Regionale del  Lazio. Già in quella sede il direttore generale della Asl Rm2 e il direttore sanitario del Cto hanno annunciato un piano di iniziative, che verranno intraprese nei prossimi due anni per risollevare le sorti del vecchio nosocomio. La notizia è stata accolta positivamente   dal presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, che si è dichiarato soddisfatto di questi primi segnali, a partire dalla riacquisizione al patrimonio pubblico del polo ospedaliero. “L’interlocuzione diretta del Municipio con l’assessore regionale Alessio D’Amato e con l’azienda sanitaria ha dato i primi frutti – ha detto –  Il progetto dell’ampliamento dell’unità spinale e del reparto di terapia intensiva sono novità importanti, cui devono corrispondere  tempi rapidi ed un piano di rilancio anche occupazionale”.

Cara Garbatella, nel numero scorso, aveva messo a fuoco diversi problemi ed interrogativi,che da anni preoccupano la popolazione e  sui quali ha chiesto risposte alla Direzione strategica della Asl Rm2, risposte che sono puntualmente arrivate a partire dalla questione dei posti letto : ”Il rilancio della struttura come polo d’eccellenza  è uno degli obiettivi che questa Azienda si è prefissata per rilanciare il Cto, che nel corso dell’ultimo decennio era stato depotenziato fino a farlo diventare quasi una struttura a valenza territoriale. La nuova organizzazione dei posti letto di tutti gli ospedali dell’Azienda è per intensità di cura, quindi anche al Cto esiste l’area di degenza ortopedica “long”, “week” e  “day surgery”. Fra poco partiranno i lavori al terzo piano per realizzare la nuova “week” ortopedica. In questo modo si amplierà l’offerta di posti letto e si potranno separare i flussi di pazienti che entreranno in urgenza da quelli che devono fare un intervento pianificato. Inoltre, in questo periodo sono stati realizzati lavori di ristrutturazione, che hanno consentito di attivare gli Ambulatori ortopedici e gli sportelli CUP dedicati, il poliambulatorio ospedaliero con sala d’attesa, la riattivazione del blocco operatorio al 2° piano e dell’attività di radiologia interventistica della colonna”.Tra le opere in cantiere è prevista anche l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica Nucleare e di tutta la radiologia oltre alla riqualificazione degli ascensori, alla realizzazione dei nuovi impianti di sollevamento e al ripristino della cartellonistica.

Ma è il potenziamento dell’Unità Spinale uno degli interventi più attesi. Forse non a tutti è chiaro cosa sia esattamente, quali problemi organizzativi presenti ed anche quale impegno sia necessario da parte del personale, che deve assistere i pazienti, per molti dei quali non ci sono speranze di guarigione e che devono riadattare i loro gesti, le loro abitudini, tutta la loro vita ad una condizione di mobilità limitata. “I posti letto  – spiega la Direzione della Asl – passeranno da 16 a 32 e quelli della Terapia Intensiva da 6 a 12 così da permettere il trasferimento precoce di pazienti tetraparaplegici all’Unità Spinale. Il raddoppio della rianimazione, inoltre, consentirà di trasferire rapidamente i pazienti con lesione midollare, per poterli trattare subito chirurgicamente e dal punto di vista riabilitativo, per consentire il maggior recupero possibile”.

A proposito della Gamma Unit, dalla Direzione sanitaria fanno sapere che era un’attrezzatura ormai desueta, fuori uso dal 2000, ed è stata rimossa nel 2017 da un’apposita ditta specializzata. Mentre l’elisuperficie  è solo temporaneamente chiusa al traffico aereo, in quanto sono state avviate le procedure di affidamento della gestione, manutenzione ed adeguamento alle norme di sicurezza.

Ospedale CTO Roma Garbatella

E il Pronto Soccorso, su cui negli ultimi tempi aleggiano minacciose ipotesi di chiusura? “Come previsto dalla Rete ospedaliera regionale e dall’Atto aziendale  – precisa la nota della Asl – è in fase di realizzazione il Pronto soccorso specialistico ortopedico con l’obiettivo di ripristinare la storica linea d’attività, ben conosciuta dai cittadini romani, per la cura e la riabilitazione di episodi di traumatologia, che ha fatto del Cto l’ospedale di riferimento per tutto il Lazio”.Ma i cittadini del territorio continuano a credere che l’ospedale della Garbatella dovrebbe essere messo in grado di soccorrere qualsiasi malato, senza per questo diventare un altro policlinico, basterebbe istituire un dipartimento di emergenza con la presenza di tutte le specializzazioni. E’ quanto chiedono le organizzazioni sindacali a partire  dai rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil, che da anni sollecitano investimenti sul nosocomio di via San Nemesio, vista anche la carenza dei posti letto al S. Eugenio, dove  lo stesso Pronto Soccorso è al collasso: per fare una visita in codice giallo si fanno anche otto ore di attesa. Insomma per molti il Cto deve tornare ad essere compatibile con i bisogni della cittadinanza. Anche il sindacato autonomo Fials,  tra i punti alla base dello stato di agitazione del personale della Asl RM2, sottolinea l’urgenza del potenziamento dell’Ospedale traumatologico, l’assunzione di personale infermieristico, socio sanitario e amministrativo.   

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L’evoluzione del paesaggio nella Città Giardino

Come cambia il verde alla Garbatella

di Valter Cecilia

Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella.  Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità  delle case. La perdita di tutto questo patrimonio  verde, che è avvenuta negli ultimi anni,  è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti  che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono  tra  l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.

Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie  che sono state saggiamente  scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che  producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.

La natura e il verde fanno parte della bellezza della Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi, inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater, del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere  per  la nostra salute e per le generazioni future.

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E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

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E’ degli anni Trenta la prima chiesa parrocchiale della Garbatella

San Francesco Saverio

di Enrico Recchi

San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio degli anni Trenta, era limitata al  presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via delle Sette chiese. Costruita tra il 1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.

La posizione della chiesa nel quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali,  sullo sfondo a fare da quinta scenografica.  L’edificio razionalista, ultimato nel 1940, con i suoi  archi che conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma  chi era il santo a cui è stata intitolata la chiesa?

Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome di  Francesco Saverio, è stato un missionario gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506 da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di Gesù.

San Francesco Saverio alla Garbatella
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli

Su richiesta del re del Portogallo, Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e in Giappone nel 1549,  ma ammalatosi morì nell’isola cinese di Sancian  il 3 dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.

Fu fatto santo assieme a Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa, consacrata nel  1939, venne intitolata al missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte proprio ai missionari cattolici nel mondo.

La chiesa non è composta soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D. Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del cinema parrocchiale.

La facciata con tre entrate ha due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il quartiere.

L’interno, a croce latina, è composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono decorazioni di rilievo.

La piazza è davvero un esempio di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo: la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene ancor oggi).  Un raffronto con le attuali periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.

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I risultati locali delle elezioni politiche dopo la Liberazione

Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e Garbatella:  sconfitto per un pugno di voti il Fronte democratico

di Gianni Rivolta

Il clima  alla vigilia delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici già molto prima  del 18 aprile. La chiesa intervenne pesantemente nella competizione  con una serie di lettere pastorali indirizzate al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni conservatrici.

Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati, mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere, che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici,  cassette di munizioni, caricatori, tritolo e cartucce.

Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci, Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria. Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile 1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte.  I dati  delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti. Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una magra consolazione.

Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948

Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata, Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per un pelo la Dc con 13.542 voti contro i  12.990 del Fronte.

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Andrea Rivera al Teatro Garbatella

di Francesca Vitalini

Divertente, istrionico, esuberante. E’ Andrea Rivera che sarà al Teatro Garbatella con il suo imperdibile “I quartieri di Roma e altre storie” dal 5 al 7 aprile.

Uno spettacolo di teatro-canzone giocato su calembour, satira, improvvisazione e interazione con il pubblico. Per un viaggio-omaggio a Roma e ai suoi personaggi di ieri e di oggi.

Insieme al comico romano, il musicista Matteo D’Incà, e ovviamente Pigna, la sua cagnolina, che lo accompagna da sempre in scena. Info e prenotazioni al Teatro Garbatella, in piazza Giovanni da Triora 15. 

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Anche il regista Pupi Avati tra gli ospiti della rassegna cinematografica di maggio

Pupi Avati
Il regista Pupi Avati ospite alla rassegna cinematografica riceverà il Premio alla carriera

Roma Tre Film Festival al teatro Palladium

di Francesca Vitalini

Il cinema approda alla Garbatella. Dal 6 al 12 maggio si svolgerà ,infatti,la quattordicesima edizione del Roma Tre Film Festival: un bel record per una rassegna che, nata come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, poi man mano si è evoluto, è cresciuto, si è creato un proprio spazio. È diventato “il festival di Roma Tre”, radicandosi nel Teatro Palladium.

Da manifestazione per gli studenti, si è trasformato in un evento aperto  a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, si è allargato a luogo di incontro di varie generazioni di cineasti, a momento di approfondimento con masterclass e tavole rotonde sul cinema e sui media, a centro di scambio di culture; una sorta di “casa del cinema” che consente non solo agli studenti di Roma Tre ma a tutti gli appassionati di confrontarsi con il mondo della produzione audiovisiva. Tra i primi ospiti confermati di questa nuova edizione: Pupi Avati, che riceverà il Premio alla carriera, il Maestro del montaggio Roberto Perpignani, Claudio Giovannesi regista del film “La paranza dei bambini”(la pellicola verrà proiettata), Giancarlo Stasi e Giuseppe Fontana registi di “Bentornato Presidente” con Claudio Bisio. La prima giornata della manifestazione, il 6 maggio, sarà dedicata al maestro Bernardo Bertolucci, scomparso nel novembre scorso.

Il Roma Tre Film Festival è nato nel 2005 da un’idea del docente e regista Vito Zagarrio, che così descrive la rassegna sui canali web ad essa dedicati: “Un evento di cinema, televisione, video e arti elettroniche che ha sempre sottolineato le sinergie col teatro, la musica, i mass media, ma anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura. Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità”.

Il Festival ha visto negli anni il coinvolgimento via via crescente di un sempre maggior numero di studenti e docenti provenienti da vari Atenei italiani e non solo. Questa rassegna si pone in maniera diversa rispetto a tutte le altre: richiamando le personalità creative nazionali ed internazionali, infatti, intende costituirsi come crocevia di giovani talenti e permettere l’incontro tra questi e le personalità già affermate nel settore. La sei giorni sarà ad ingresso libero.

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La terza edizione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

A spasso con l’Autore

Presentata la terza edizione del libro di Gianni Rivolta “Garbatella tra storia e leggenda”. L’iniziativa è stata promossa dalla libreria Europa del centro commerciale I Granai, da anni impegnata nella promozione della lettura, anche degli autori locali.

Oltre alle presentazioni in sede ed altre iniziative culturali, la libreria organizza, in collaborazione con il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando, a “Pranzo o a Cena con l’Autore” per favorire la conoscenza e il dialogo tra i lettori e gli scrittori.

Il nostro Direttore ha illustrato nel corso di una visita
guidata “Dalla Città Giardino agli Alberghi suburbani”, gli angoli  storici e più suggestivi del quartiere. Questa
terza edizione aggiornata del libro contiene anche un ricco itinerario
culturale ed enogastronomico con indirizzi e numeri di telefono. 

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Notizie brevi garbatella

Apre la nuova accademia di Belle arti

Apre la sede romana di NABA Nuova Accademia di Belle Arti, una proposta multidisciplinare che avvicina formazione e realtà culturale della città per far crescere nuovi talenti nella Capitale.

Il campus si trova nel cuore del Municipio Roma VIII, in via Ostiense, in una sede di circa 3.700 mq all’interno di due edifici storici di inizio Novecento, nella suggestiva area compresa tra l’archeologia industriale del Gazometro e del nuovo ponte dedicato a Settimia Spizzichino a Garbatella.

Una nuova opportunità per tutte le ragazze e i ragazzi dell’Italia centrale e meridionale offerta dal principale gruppo italiano nella private education in ambito moda, arte, design e media con oltre 8.000 studenti già formati nei loro corsi.

Presentata la Casa del Municipio

Venerdì 12 aprile  alle ore 18:30 presso il coworking “Millepiani”, via Niccolò Odero 13, si è tenuto un incontro di presentazione dell’Avviso Pubblico per la costituzione della Casa del Municipio.

Possono candidarsi ad essere parte di questo nuovo strumento di cui si dota la nostra amministrazione tutte le Associazioni, Onlus, Fondazioni, che operino nel Municipio VIII e che realizzino azioni negli ambiti del sociale a tutto tondo. 

Errata corrige

Nel numero di marzo di Cara Garbatella all’articolo di pag.5 “Viale L.da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.Approvato il progetto del Municipio” è stato erroneamente attribuito un occhiello sbagliato: “Una operazione da 18 milioni di euro”. E’ del tutto evidente che ripristinare la viabilità di una strada non comporti una spesa così rilevante, ma si tratta di un errore di impaginazione. Ce ne scusiamo con Fabrizio Fagiani autore dell’articolo.

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Il cartellone di aprile del Teatro Palladium

autore della foto: Alessandro Paone

Questo mese in scena due rassegne al Teatro Palladium: “Il paese fertile” (dal 3 all’8 aprile), la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre per sperimentare le infinite varietà della parola “teatro”, e “Aprile in danza” (5, 9, 13 e 17 aprile), quarta edizione del festival che esplora le innumerevoli possibilità artistiche del corpo e dello spazio.

Questo mese in scena due rassegne al Teatro Palladium: “Il paese fertile” (dal 3 all’8 aprile), la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre per sperimentare le infinite varietà della parola “teatro”, e “Aprile in danza” (5, 9, 13 e 17 aprile), quarta edizione del festival che esplora le innumerevoli possibilità artistiche del corpo e dello spazio.

Inoltre, l’11 aprile ci sarà il concerto del Quintetto Bottesini dedicato a una delle più grandi compositrici dell’800, Jeanne-Louise Dumont Farrenc;  il 12 la proiezione di “Ride”, esordio alla regia di Valerio Mastandrea e ultimo appuntamento di “Incontri col cinema”; il 14 il Festival Dantesco; il 26 e 27 lo spettacolo “Supplici 2.0”, ispirato alla celebre tragedia di Eschilo.

3- 8 aprile RASSEGNA “IL PAESE FERTILE”

Protagonisti, alcuni dei migliori performer italiani, punti di riferimento nei loro rispettivi ambiti poetici: il Teatro Tascabile di Bergamo, Alessandra Cristiani, Marcello Sambati e Ascanio Celestini. Un festival che riunisce i più vari generi teatrali (narrazione, danza, poesia, teatro danza, teatro di strada, tecniche orientali e tecniche occidentali) su diversi tipi di palcoscenici: il foyer e la sala del Teatro Palladium; lo spazio intimo e di lavoro della sala Columbus dell’Università Roma Tre, le aule universitarie.

Sul palcoscenico del Teatro Palladium, si comincia mercoledì 3 aprile alle 21 con il Teatro Tascabile di Bergamo e i suoi “Fuochi D’Artificio”. Uno spettacolo-dimostrazione sull’arte dell’attore tra Oriente e Occidente con Alessia Baldassari, Tiziana Barbiero, Antonietta Fusco, Ruben Manenti, Alessandro Rigoletti e Caterina Scotti. Un riuscito esperimento di antropologia teatrale, nuova categoria espistemologica della cultura scenica contemporanea la cui principale caratteristica consiste nel privilegiare l’aspetto della “esecuzione” dello spettacolo (con particolare attenzione all’arte dell’attore) rispetto all’importanza assegnata al momento verbale e testuale.
BIGLIETTI: 10 €

Sabato 6 aprile alle 21 protagonista la danza di Alessandra Cristiani in “Opheleia. Ofelia aiuta Ofelia”. Quella di Cristiani, performer che ha approfondito la sua ricerca nel Butoh giapponese, è una performance che non ha la pretesa di ricostruire il personaggio shakespeariano, che non vuole essere una presa di posizione, ma piuttosto un cedere all’evidenza di una natura data universalmente, che si aggrappa alla percezione di sé come unica realtà con la quale dialogare. Ofelia è la creatura invisibile, circondata da occhi che non sono disposti a “vederla”.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Domenica 7 aprile alle 18 invece va in scena “Qualcosa da selvaggiamente sprecare” del poeta, attore e regista Marcello Sambati (drammaturgie e tessiture sonore) con Elena Rosa (ricerca coreografica e gestuale). In questo tempo di decomposizione e de-creazione dell’Essere, il verso di Paul Celan è una lama che ci è affidata per andare oltre, aprirci all’ascolto di altri esseri, creature umane vaganti e straziate, di animali e vegetali, polifonie di acque e vento, voci inimitabili che si donano, non salvate, disarticolate, informi, incompiute. Il teatro di Sambati, nella forma della rappresentazione, si fa politica del corpo che sopravvive, carne e anima del mondo.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Il paese fertile si conclude lunedì 8 aprile alle 21 con “Storie di persone”. Un racconto, una lettura, un incontro con Ascanio Celestini: autore, attore e regista romano considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. Celestini mette in scena un repertorio di racconti e testimonianze che ogni volta possono cambiare ma che sempre hanno una piccola missione: raccontare storie di persone qualunque prima che si trasformassero in una notizia di cronaca. Il racconto viene sviluppato da chi sta vivendo il dramma sulla propria pelle: come Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, altra protagonista dello spettacolo.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Il programma del festival si arricchisce anche della mostra fotografica I corpi del Butō. con fotografie di Alberto Canu, Emilio D’Itri e Samantha Marenzi. L’inaugurazione è prevista sabato 6 aprile alle ore 19, nel foyer del Teatro Palladium.

5-9-13-17 APRILE RASSEGNA “APRILE IN DANZA”, QUARTA EDIZIONE

Quattro appuntamenti all’insegna della grande danza e della ricerca artistica, che volgono lo sguardo verso l’esplorazione del corpo e dello spazio, nelle loro migliaia di sfaccettature espressive.

Venerdì 5 aprile alle ore 20,30:  Compagnia Körper – “Gli amabili resti” (danza)
Pièce per 5 performer e music designer di Loris De Luna e Sara Lupoli. Uno spettacolo che racconta la storia di una famiglia, con i suoi disequilibri e i suoi ritrovamenti, le sue feste e gli abbandoni, i suoi riti concertati e gli imprevisti che li spezzano. Un movimento continuo, un viaggio emotivo e corporeo in un paesaggio variabile in cui musica, letteratura, teatro, mitologia e danza si abbracciano per creare una tensione ritmica che trasforma progressivamente le relazioni tra i corpi e il rapporto con lo spazio.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Martedì 9 aprile alle ore 20,30: Spellbound Contemporary Ballet –  “Serata Spellbound” (danza)
Il palcoscenico del Palladium ospita una delle compagnie italiane più conosciute oltre confine per un gala in cui i danzatori, eccellenze dell’ultima generazione, propongono un programma misto con coreografie tutte a firma di Mauro Astolfi: Formami, Small Crime, Hunger and Grace, Man Made e infine l’inedito In the Offing.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Sabato 13 aprile alle ore 20,30: Anna Dego e Alessandro Mor – “Indoor” (danza)
Spettacolo liberamente ispirato all’opera di D.F. Wallace di e con Anna Dego e Alessandro Mor, “Indoor” è una partita giocata in due tra un tavolo, due sedie e un attaccapanni. Un uomo e una donna sono in procinto di uscire. Nei brevi istanti in cui si mettono il cappotto e si allacciano le scarpe, flussi di pensieri li attraversano: lo spazio inizia a trasformarsi, il tempo si dilata, il mondo reale sfuma in quello immaginario. L’uomo e la donna si fronteggiano, si spalleggiano, si accaniscono. Più simili a partner di danza che ad avversari, si rimbalzano le loro fragilità, i loro sogni, le loro paure.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Mercoledì 17 aprile alle ore 20,30: “Dispositivo #1” (danza)
Lo spettacolo è un’azione per gli allievi del secondo anno del progetto Da.Re Dance Research, un percorso triennale di perfezionamento formativo e ricerca nelle arti performative contemporanee che pongono al centro le questioni della presenza, del corpo, del movimento, della danza. I percorsi laboratoriali sono condotti da quattro protagonisti della danza contemporanea: Adriana Borriello, Michele Di Stefano, Daniele Ninarello e Silvia Rampelli, accomunati dal desiderio di trasmettere e condividere pratiche e riflessioni. La serata al Palladium, inoltre, rappresenta per gli allievi una delle prime occasioni di confronto con lo sguardo del pubblico.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Giovedì 11 aprile alle ore 19,15: Quintetto Bottesini – “Musiche di compositrici di ieri e oggi” (musica)
Il loro nome si ispira al grande virtuoso del contrabbasso – nonché compositore e direttore d’orchestra – Giovanni Bottesini (1821-1889): il Quintetto Bottesini è protagonista di un concerto di musica da camera per quartetto d’archi e pianoforte dedicato a una delle più grandi compositrici dell’800: Jeanne-Louise Dumont Farrenc, professoressa di pianoforte al Conservatorio di Parigi e unica donna a detenere tale prestigiosa posizione in tutto il XIX secolo.
INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 12 aprile alle ore 20,30: “Ride” (cinema)
Ultimo appuntamento della stagione con la rassegna “Incontri col cinema”. Ospiti dell’incontro l’attore e regista Valerio Mastandrea, l’attrice Chiara Martegiani e il produttore Simone Isola. Insieme a Vito Zagarrio (Università Roma Tre) introducono la visione del film “Ride” (2018), esordio alla regia di Valerio Mastrandrea, presentato in anteprima lo scorso novembre al Torino Film Festival.
BIGLIETTI: 5 euro

Domenica 14 aprile alle ore 18,30: Festival Dantesco
Dopo 8 edizioni nazionali e 3 edizioni toscane, il Festival Dantesco, concorso per giovani interpreti della Commedia, approda al TeatroPalladium. Sostenuto dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e patrocinato dalla Società Dante Alighieri, il Festival vedrà le 9 esibizioni finaliste (Fermo, Assisi, Grosseto, Siena, Roma, Siracusa) contendersi gli ambiti premi. Presidenti di Giuria saranno Francesca Cantù e Giulio Ferroni.
BIGLIETTI: 8 euro

 

Venerdì 26 e sabato 27 aprile alle ore 20,30: “Supplici 2.0” (teatro)
Un folto gruppo di esuli giunge dalle lontane terre d’Africa sulle coste greche dopo aver attraversato il mare. Sono donne, ragazze, pronte ad affidare la loro vita alla compassione degli abitanti della regione pur di sfuggire alla violenza. Le loro speranze di essere accolte e protette si fondano su un elemento preciso: la parentela, remota ma certa, con gli argivi. Il dilemma che si presenta al re di Argo è dunque esemplare: mettere a rischio la prosperità e la sicurezza della propria gente in nome di una presunta prossimità con una folla composta, di fatto, da persone sconosciute? L’eco che questa materia drammatica e mitologica trova nel momento storico attuale non potrebbe essere più evidente.
Ingresso gratuito

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium
Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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Ostiense : sabato23 marzo. Il filmato prodotto dai ragazzi dell’Istituto Rossellini Cine-Tv

UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA

75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944
in cui,  dentro le Cave Ardeatine,
iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando
 contro 335 civili romani. Una delle più
orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.

Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti  il filo con il passato fondativo della
Repubblica Italiana
”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore
alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta
nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo.  Il cuore della commemorazione è stato la
proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai
ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve  video, realizzato in meno di due settimane dagli
allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla
mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il  24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.

“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

“La memoria è importante. 
Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside
dell’Istituto Rossellini, la professoressa 
Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni
viventi alle nuove generazioni  è sempre
meno possibile. E per mantenere viva la memoria 
tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno
le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua
Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e
del loro significato, da trasmettere  ad
altri giovani e alla popolazione romana”.

Il video inizia  con le
immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata
da Anna Magnani, viene uccisa mentre  cerca di raggiungere suo marito che si
allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con
raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la
tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi  le parole finali del componimento “Lapide ad
ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335
assassinati, mentre  scorre un  conto alla rovescia che parte da 335 per
arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo  la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.

Nei  pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e  di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.

di Daniele Ranieri

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TANTI GLI SPETTACOLI IN SCENA DOPO IL TOUR DI FRANCESCO DE GREGORI

Teatro Garbatella, il cartellone primaverile

di Francesca VITALINI

Un cartellone primaverile ben ghiotto quello che il Teatro Garbatella propone al suo pubblico, dopo l’inaugurazione con “Off the Record”, il super gettonato tour di Francesco De Gregori che, dopo venti date, finirà il 27 marzo.

Dal 5 al 7 aprile Andrea Rivera calcherà le scene con: “I quartieri di Roma ed altre storie” . Ironico ed unico nel suo genere, è uno dei più divertenti spettacoli di teatrocanzone dell’artista romano, incentrato sulla capitale e sulle sue mille sfaccettature: dalla storia all’attualità, tutto è spunto per stimolare un pensiero nel pubblico, seppur tra una risata e l’altra.

A metà aprile protagonista sarà il teatro di impegno sociale.

L’11 verrà presentato “L’Aquila nuova” di e con Massimo Sconci, dedicato al capoluogo d’Abruzzo che, come l’intera regione, da troppo tempo sta vivendo una condizione di durissima crisi, causata non solamente dal terremoto, ma anche dalle lungaggini legate alla ricostruzione, ben lontana dall’essere completa.

Sulla scena minimale, però, un cittadino aquilano qualunque, insieme al pubblico, in un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, cerca la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore, nuova, appunto. Il 13 e il 14 aprile andrà in scena “L’Aria” di Pierfrancesco Nacca e regia di Giulia Paoletti con Alessandro Calamunci Manitta, Andrea Colangelo, Pierfrancesco Nacca e Gabriele Sorrentino. Un lavoro, come si legge nel comunicato: “dedicato a tutte le vittime degli abusi di potere da parte dello Stato: Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Giuseppe Uva”. “L’Aria” è il pretesto per raccontare la storia di quattro detenuti (Nicola, Mario, Rosario e Carmine) rinchiusi in un istituto di  detenzione del nostro paese, storie di uomini, di abusi, di disagio e di sofferenza.

Il 17 aprile “La Fleur. Il Fiore proibito” di Riccardo Brunetti e Francesco Formaggi. In scena un mondo noir ambientato nella Roma dei nostri giorni.

Una serata esclusiva nella quale ci si immergerà nell’intricato mondo della famiglia Andolini, nota nella finzione scenica per la sua rilevante posizione nella nuova imprenditoria romana nel settore dell’intrattenimento, attraverso la magia del teatro immersivo.

Il mese di aprile si chiuderà il 27 e il 28 con “Principesse e sfumature” di e con Chiara Becchimanzi e voce off di Beatrice Burgo. Uno spettacolo psicoterapico che rappresenta uno sguardo piccante, acuto, femminile, esilarante sui cliché di genere e non solo. Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e.

Informazioni sugli orari e prenotazioni presso il Teatro Garbatella a piazza Giovanni da Triora n. 15, telefono 366 200 3502.

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PRESENTAZIONE in Villetta di “reload Glossario minimo di riGenerazione politica”

Smeriglio rilancia il vocabolario per una nuova cultura politica di sinistra

di Gianni RIVOLTA

Il rilancio di un ragionamento in libertà, la costruzione di una cultura politica autonoma intorno ad alcune parole chiave. L’obiettivo è quello di buttare nella mischia le parole non dette o quelle mal pronunciate: A come apprendimento, C come comune e conoscenza, E come ecologia ed europa, F come femminismo, G come generazioni, M come mutuo soccorso, S come social. E’ questa la sfida che Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Nicola Zingaretti, insieme ad altri 14 autori, ha voluto lanciare alla storica Villetta della Garbatella con la prima presentazione di Reload, Glossario minimo di rigenerazione politica (Bordeaux edizioni, 143 pagine, 12 euro).

“Siamo preoccupati del clima generale nel paese- ha detto Smeriglio-, della deriva razzista, nazionalista, omofoba e maschilista di questo governo. Zingaretti va sostenuto con un impianto politico e culturale di sinistra, lo sosterremo da esterni al Pd, un partito oggi molto povero nell’elaborazione. Ma certamente — ha concluso tra le mura di casa non saremo noi questa volta a frammentare il campo della sinistra, sarebbe drammatico. Lavoreremo per portare nella lista delle europee biografie democratiche e qualificate come quelle di Giuliano Pisapia, di Mimmo Lucano ex sindaco di Riace. E Reload potrà essere utile anche dopo le primarie per misurare lo stato di avanzamento del programma del nuovo centrosinistra”.

Attorno a Smeriglio, coordinatore nazionale di Piazza Grande, quattordici voci rileggono altrettante parole per tracciare il percorso verso il campo largo della Sinistra. Sono autori di generazioni e storie politiche molto diverse: da Amedeo Ciaccheri, il giovane presidente del Municipio VIII a Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione comunista, da Marta Bonafoni consigliera della Regione Lazio a Livia Turco, ex ministra e femminista storica, da Giulia Lorenzon, giovanissima consigliera di Labico, un paesino della provincia di Roma, a Enrico Parisio, creativo ed esperto di immagine del Coworking di Garbatella. Le parole che sono state declinate in Villetta sono quelle di Internet e dell’uso dei Social, di Europa, di Generazione, di Conoscenza, Scuola e Formazione, di Comunicazione e Immagine. Tutti uniti nell’impegno per provare a disegnare, parola per parola il tracciato di un progetto politico, che sfugga alla frammentazione a sinistra e all’inconsistenza politica, prima che rimangano solo le macerie e non ci sia più niente da mettere insieme di fronte alla deriva nazionalista e populista.

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NELLA SCUOLA elementare di Via alessandro ValiGnano

Ancora i soliti ignoti alla Alonzi: svaligiato il deposito della mensa

di Franceca VITALINI

I recenti fatti di cronaca che vedono protagonista l’elementare “Aurelio Alonzi” sono ben noti: quattro furti si sono succeduti in appena ventiquattro giorni. L’ultimo in ordine di tempo è stato messo a segno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio con un ricco bottino composto da derrate alimentari, sottratte dalla dispensa della mensa. Nelle incursioni precedenti, invece, sono stati presi di mira i distributori automatici di merendine e bevande, ora rimossi. Non è ovviamente l’unica scuola romana a subire, con una certa ciclicità, attacchi di questo tipo, ma la “generale” frequenza di razzie e vandalismi negli edifici scolastici del territorio capitolino non elimina quel senso di “particolare” frustrazione, spaesamento ed insicurezza che nasce quando ad essere colpito è il welfare locale, ossia quel servizio di prossimità vissuto quotidianamente dalle tante famiglie del quartiere come la scuola sotto casa. Un senso di spaesamento e fragilità che accomuna tutti i rappresentanti di tale microcosmo: dirigenza scolastica, insegnanti, personale interno alla struttura, genitori e bambini, sui quali si riversano, ahinoi, le principali conseguenze di distruzioni e trafugamenti di un ambiente che dovrebbe essere confortevole e sereno per il loro benessere.

Prontamente avvertiti le forze dell’ordine e gli uffici tecnici, ora l’Alonzi si trova a fare i conti dei danni subiti, come i costi per il reintegro della merce rubata, le riparazioni da sostenere nel più breve tempo possibile, gli interventi necessari per il miglioramento della sicurezza dell’istituto, la disinfestazione dei locali, che si sommano alle spese ordinarie e straordinarie della gestione di una struttura così complessa. “Operazioni non semplici perché la scuola è una pubblica amministrazione sui generis ed ogni volta c’è di mezzo una burocrazia molto articolata, composta come ricorda Patrizia Martinelli, responsabile del plesso – da tanti attori pubblici e privati, che dovrebbero dialogare tra loro per il benessere della stessa scuola con modalità rapide ed efficaci, cercando di evitare conflitti di competenza”. Un frazionamento di responsabilità e di intervento, frutto di un imperfetto decentramento amministrativo, che non facilita un obiettivo caro a tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda: il miglioramento della vita scolastica.

La rappresentanza dei genitori, dal proprio canto, scongiurando lungaggini ed immobilismi vorrebbe essere rassicurata, oltre che su un tempestivo intervento dell’amministrazione pubblica nei confronti dei bisogni strutturali di sicurezza del plesso, anche sulla definitiva sistemazione dell’impianto termico (con la sostituzione e il collaudo della caldaia prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), già messo a dura prova da un guasto tecnico, che aveva lasciato (unica scuola del Municipio VIII) le classi al freddo al ritorno delle vacanze natalizie con sospensione dell’attività didattica per alcuni giorni. La scuola di via Alessandro Valignano ospita attualmente 317 studenti delle elementari ed è situata in una zona densamente popolata, quella della Circonvallazione Ostiense. Vide la luce nel lontano 1935, verosimilmente come progetto di Angiolo Mazzoni, architetto futurista, sotto la proprietà dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST), come scuola annessa e integrata a un convitto per orfane di dipendenti delle Poste. Solo alla fine degli anni Settanta divenne un edificio scolastico pubblico.

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riceviamo da G. M. Arcidiacono e volentieri pubblichiamo

L’ultimo saluto al vetraio
della Garbatella e a un angelo del 118

Alberto Casagrande
Alberto Casagrande e Mirella Arcidiacono alla fontana di carlotta

Mentre La Garbatella festeggia i suoi 99 anni con tante belle iniziative è colpita dalla perdita di due carissime persone.

Il 17 febbraio se n’è andato Alberto Casagrande, il famoso vetraio di Circonvallazione ostiense. Con i suoi disegni e le  sue foto antiche è stato un grande collaboratore dell’associazione il Tempo  ritrovato. Alberto, tra l’altro, era compagno di scuola di Carlo Acciari, che  disegnava e dipingeva anche lui in modo completamente diverso, partecipava ogni anno ai presepi di Piazza del Popolo con la sua opera in vetro. Nato il 12 novembre del 1927, come dono ha lasciato a coloro che gli hanno dato l’estremo saluto un suo disegno, che rappresenta la fontana Carlotta. Ci piace pensare che  ora rincontrando Carlo, il suo compagno delle elementari, stiano insieme in  Paradiso a dipingere. L’ultimo saluto ad Alberto Casagrande è stato dato da Don  Franco Amatori, ex Parroco di Santa Galla, presso la chiesa di Nostra Signora di  Lourdes a Tormarancia.

Un altro grande lutto è quello che ha colpito piazza Caterina Sforza 6, con l’improvvisa morte di Antonio Carnevale, infermiere  sensibilissimo dell’ARES 118 e volontario fin da giovanissimo della Comunità di  Sant’ Egidio. Antonio era molto conosciuto per la sua bontà e disponibilità sia sul lavoro che nell’opera instancabile di volontariato. Lo ha ricordato nell’omelia il  sacerdote in una affollatissima chiesa di Santa Maria in Trastevere. Alle famiglie  Casagrande e Carnevali Ramaglia le più sentite condoglianze dalla Garbatella tutta

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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