Il Municipio Roma VIII, con l’intento di promuovere la conoscenza delle disposizioni sul testamento biologico, ha attivato uno sportello per offrire un’informazione consapevole sulle norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento.
In base alla legge n. 219 del 22 dicembre 2017, entrata in vigore il 31 dicembre 2018, ogni persona maggiorenne può lasciare indicazioni circa la volontà o meno di accettare, in caso di malattia che rende impossibile l’autodeterminazione, accertamenti diagnostici, interventi terapeutici, poiché nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.
Il box informativo è situato al primo piano all’interno dell’edificio del Municipio, in via Benedetto Croce 50. Ci si potrà presentare senza appuntamento già questo mercoledì 10 luglio dalle ore 15:30 alle 17:00.
Le parole dell’Assessora alle politiche sociali Aluigi
“Il nostro Municipio è stato sempre attento ai temi legati ai diritti delle persone, per cui tramite una direttiva di Giunta abbiamo colto l’opportunità per predisporre l’avviamento di questo nuovo servizio – ci racconta Alessandra Aluigi, l’Assessora municipale alle Politiche Sociali – Il biotestamento è un argomento medico, sanitario e legale, non poteva essere rilegato solamente all’associazionismo, ai volontari o ai burocrati; bisogna infondere consapevolezza e sicurezza nelle scelte, l’Istituzione per questo deve essere presente e avvalersi anche di professionisti, infatti, il servizio è svolto in collaborazione con il Distretto 8 e la Casa della Salute della Asl Roma 2 – conclude Aluigi – Le persone allo sportello oltre a chiedere informazioni, troveranno materiale esplicativo e modulistica. Oggi è un primo appuntamento, da settembre stabiliremo un giorno fisso al mese”.
Un festival incentrato sul linguaggio fotografico in primis, cinematografico, documentaristico e su quello poetico, in grado di narrare, sensibilizzare e accrescere consapevolezza e conoscenza sui temi ambientali, relativamente alla cura e la storia del proprio territorio e più in generale del nostro Pianeta.
Il programma di Terra!
Mostre fotografiche, visite guidate, laboratori, proiezioni, dibattiti e tante altre attività gratuite e pensate per tutte le fasce d’età. I bambini dal giovedì alla domenica potranno partecipare ai laboratori di fotografia e poesia, il sabato mattina si terrà un workshop dedicato ai ragazzi, in collaborazione con la Cooperativa Diversamente. A chiudere, domenica si svolgerà un laboratorio artistico di fotografia e paesaggio naturalistico accompagnati dall’Associazione Parco della Torre di Tormarancia.
Sul grande schermo si alterneranno proiezioni prodotte e distribuite da ZaLab, da citare: I villani di Daniele De Michele, in arte Don Pasta, Il pianeta in mare di Andrea Segre, Mother lode di Matteo Tortone, Mingong di Davide Crudetti e infine l’ultima opera di Andrea Segre Po. Prima della proiezione, ad aprire ogni serata ci saranno delle presentazioni editoriali e multimediali.
Il 10 settembre si terrà una serata speciale con la proiezione del film di Andrew Levitas con Johnny Depp Il caso Minamata.
La serata finale
La serata finale sarà interamente dedicata al quartiere Montagnola e in particolare alla cittadinanza attiva per la difesa dell’ambiente: a condurla sarà il Comitato Parchi Colombo, impegnato da anni nella riqualificazione delle aree verdi del territorio. Ad arricchire l’ultimo appuntamento la proiezione delle foto realizzate durante i laboratori artistici.
È stata infatti confermata l’accusa principale, ossia quella di non aver fornito, alla data di scadenza del 7 luglio, prova del pagamento del compenso, di circa trenta mila euro, all’ex tesserato Damian Hollis, il cestista americano di cittadinanza ungherese, che ha militato nella squadra romana nella stagione sportiva 2018/19.
Pronto il nuovo ricorso
Convinta della propria posizione, la società annuncia che ricorrerà alla sentenza ricevuta dalla Corte Federale di Appello. Già dalla prossima settimana si conoscerà l’esito.
Intanto cresce l’indignazione tra gli appassionati di basket e tra i tifosi, per un processo considerato troppo severo nei confronti della società di via dell’Arcadia.
Giocare è il modo più immediato per avvicinare le generazioni. Nell’ultimo numero di Cara Garbatella abbiamo lanciato il concorso “Indovina la foto”: si chiedeva di scoprire il nome della via nella quale era ritratto un bambino che accarezzava un cane. Il concorso ha sollevato grande curiosità e partecipazione tra i nostri lettori, c’è stata una divertente premiazione dei vincitori alla Villetta, e soprattutto abbiamo apprezzato la capacità di giocare, di partecipare e di riportare a galla quei ricordi profondi legati al nostro quartiere. Abbiamo poi ricevuto una segnalazione di Annalisa, la nipote del bambino della foto, che ci ha consentito di contattarlo. Siamo così andati ad intervistare Massimo Cardarelli, che all’epoca in cui la foto fu scattata aveva quattro anni, e ancora oggi residente al “quarto” del lotto 11.
ex osteria di Venceslavo
Così, all’epoca, erano note agli abitanti le cinque palazzine: primo, secondo, terzo, quarto e quinto, a partire da Largo delle Sette Chiese. Massimo, oltre ad essere una persona simpatica con cui non ci si annoia mai, è una formidabile memoria storica del quartiere, dove ha vissuto per tanti anni.
Il Lotto 11 è molto particolare rispetto alle costruzioni tipiche della Garbatella. I villini infatti nascono tra il 1928 e il 1930 come progetto autonomo di case private destinate originariamente ad alloggi di riposo per i monaci Cistercensi dell’Abbazia delle Tre Fontane. Nello specifico ci riferiamo alle cinque palazzine allineate sulla attuale via Alessandra Macinghi Strozzi, che al tempo del fascismo si chiamava via della Madre Italiana, nome che sarà mutato dopo il 1945 in via Dei Cistercensi, per poi arrivare alla denominazione attuale a partire dai primi anni Cinquanta. La particolarità risiede nel fatto che a differenza degli altri lotti, questo non ha una corte interna, anche se presenta elementi architettonici rilevanti, le loggette con colonna nella prima e nella quinta palazzina, e una struttura che comunque si rifà al classico barocchetto della zona.
Piazza Montanara
L’ICP acquisterà il complesso alla fine degli anni trenta, apportando modifiche alla seconda e quarta palazzina, così da dividere in due gli appartamenti di piano, e raddoppiare il numero di alloggi. Il progetto sarà curato dall’architetto Alberto Calza Bini il quale, per garantire aria e luce ai bagni dei nuovi appartamenti, aprirà degli oblò sulle pareti esterne. L’operazione comporterà tuttavia problemi di stabilità alle palazzine che saranno risolti con successive iniezioni di cemento. Il Lotto 11 era un lotto di confine: le sue case erano le ultime a sud della Garbatella, di fronte alle quali si apriva l’aperta campagna con ampi orti, peraltro parzialmente visibili nella foto del concorso. Dobbiamo ringraziare Massimo per il suo grande contributo nel ricordare i personaggi di una umanità ormai scomparsa dalla memoria collettiva, che però resta vivida negli abitanti storici del quartiere. Gli orti erano gestiti da due contadini, Oreste e Regina, che abitavano in un casale situato proprio di fronte al “quarto”.
Maurizio Cardarelli, la mamma Clara e la zia Luigia
Nei primi anni Cinquanta gli orti e gli annessi scomparvero per far posto a quello che sarebbe diventato il Centro Traumatologico Ortopedico (da decenni intitolato ad Andrea Alesini, amministratore prematuramente scomparso) e alle palazzine, che attualmente ancora fronteggiano il lotto 11, pensate come alloggi per i dipendenti dell’Ospedale. Ma torniamo all’orizzonte temporale dell’immediato dopoguerra, negli anni che vanno dal 1945 al 1950.
La classe seconda elementare delle Suore Ancelle
Muovendoci verso Largo delle Sette Chiese, l’attuale via di villa in Lucina non esisteva: in quel luogo c’era una collinetta dietro la quale si trovava l’Osteria di Venceslao rinomata per il vino e per le coppiette di cavallo, una specialità oggi praticamente introvabile. Quella che sarà via di Villa in Lucina era invece una zona molto frequentata dalle coppiette di innamorati, un luogo sicuro per appartarsi e amoreggiare, come nella famosa canzone “com’è bello fa’ l’amore quanno è sera, core a core co’ una pupa che è sincera, e le stelle che ce guardeno lassù, nun so’ belle come l’occhi che c’hai tu…” tanto che gli abitanti del luogo l’avevano soprannominata nientemeno che “via dei culi scoperti”, appellativo che scommettiamo farà tornare i brividi sulla pelle a chi ricorda personalmente quelle passeggiate romantiche. Dicevamo dell’osteria di Venceslao che si trovava nell’attuale Via di Vigna Pozzi in un palazzetto che esiste ancora al civico 4-6 (vedi figura 1),
Sdraiati sull’erba a prendere il sole, a fare due chiacchiere in compagnia, a tirare due calci al pallone, in uno dei tanti parchi romani che, specialmente nei weekend, sono presi d’assalto da molte persone. Un’occasione per trascorrere piacevoli giornate all’aperto, ma anche per scoprire la storia di questi parchi, come la Tenuta di Tor Marancia: duecento ettari di campagna romana che dal 2002 sono sotto tutela ambientale e facenti parte del Parco Regionale dell’Appia Antica.
Un’area incontaminata che costeggia diversi quartieri del Municipio Roma VIII, divisa in ambiti funzionali di attuazione (più noti con la sigla AFA), con diversi ingressi accessibili e punti informativi, come quello di viale Londra, che è stato inaugurato nel giugno del 2018 nell’area denominata AFA 2. Ed è qui che fino al 27 giugno, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, il punto informativo sarà gestito dai volontari del comitato di quartiere di Grotta Perfetta. Sarà possibile ricevere informazioni e dépliant sulle tante attività organizzate dall’Ente Parco Regionale Appia Antica, sia all’interno della Tenuta che nel più vasto territorio del Parco. Sarà possibile conoscere il comitato, firmare le petizioni e informarsi sulle iniziative organizzate dal CdQ, come quella in programma domenica 16 maggio: una passeggiata guidata tra natura, archeologia e storia, dal Forte Ardeatino al Forte Appia. Il tutto indossando sempre la mascherina, con la speranza che non resti il segno bianco dell’abbronzatura sul viso.
L’ambiente vissuto come bene comune da proteggere e gestire. E’ l’idea alla base della nascita di Casetta Verde, esperimento permanente che ha preso vita da un invito di Casetta Rossa spa, spazio gestito da attivisti e attiviste impegnati a diffondere una cultura dell’autogoverno. Dieci anni fa infatti, Casetta Rossa ha invitato il quartiere della Garbatella e la cittadinanza a riqualificare l’adiacente area verde, denominata “Parco Cavallo Pazzo”, e l’invito è stato accolto da un nutrito gruppo di persone, che frequenta da tempo sia il parco sia Casetta Rossa. Tutti in qualche modo hanno sentito di voler contribuire a migliorare un luogo che appartiene in primo luogo alla cittadinanza, nel cuore del loro quartiere, dove anche i bambini trascorrono tempo libero. Da quel bel momento di partecipazione sono stati organizzati una serie di incontri, per cercare di capire insieme quali fossero i problemi e le risorse del parco, toccando diversi aspetti: dai conflitti sociali, alla qualità dei luoghi, al benessere e malessere quotidiano. Ed ora l’ultimo progetto lanciato da Casetta Verde ha riguardato la piazza-giardino Giovanni da Verrazzano: sabato 6 marzo i cittadini sono stati invitati a partecipare alla prima #FOREST_AZIONE, questo l’hashtag lanciato sui social, del 2021. Una mattinata di condivisione, giardinaggio e convivialità. I partecipanti hanno anzitutto ripulito l’area dai rifiuti che si sono accumulati nel corso degli ultimi difficili mesi, caratterizzati dalla pandemia e, in conseguenza, dall’incuria. Hanno falciato l’erba ricresciuta dalla fine dell’inverno e, in sostanza, si sono presi cura delle piantine della piazza-giardino, impiantando nuovi alberi. Dopo la mattinata di lavoro, grazie ai cittadini che vi hanno preso parte, l’aspetto di piazza Giovanni da Verrazzano era totalmente cambiato.
Casetta Verde è parte integrante di Rete Mobilità Sostenibile che vede il coinvolgimento di 48 associazioni e comitati della società civile sul fronte della mobilità sostenibile (pedonale e ciclabile), del trasporto pubblico, della sicurezza stradale, dell’ambiente e degli spazi urbani.
Il progetto Casetta Verde è quindi un classico esempio di cittadinanza attiva, che coinvolge numerose persone del territorio.
Lina ed Arianna, due animatrici del progetto, ci tengono a sottolineare quanto la loro azione sia stata apprezzata da cittadini della piazza: ”Con nostro stupore la mattina ci hanno rifocillati con cappuccino e cornetti, la cosa naturalmente ci ha gratificati segno che il nostro sforzo sarà in futuro salvaguardato dalle persone della zona”. Non è escluso che in futuro Casetta Verde possa adottare altre aree verdi del quartiere abbandonate all’incuria.
Il prossimo appuntamento in Piazza Giovanni da Verrazzano è per il 10 di aprile.
Il Municipio Roma VIII rende noto che sarà possibile firmare la proposta di legge d’iniziativa popolare: “Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti“.
L’iniziativa, annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, è stata promossa da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, comune dell’alta Versilia noto per il tragico episodio dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna del 12 agosto 1944, dove vennero brutalmente uccisi 560 civili tra cui 130 bambini.
Da Stazzema la proposta di legge si è diffusa in tutto il Paese, in risposta anche ad episodi recenti. Nel capoluogo ligure tre consiglieri di centrodestra votano facendo il saluto romano e a Napoli, un dipendente comunale festeggia il pensionamento con una torta col volto di Mussolini.
“Un’iniziativa popolare importante che raccoglierà sicuramente molte adesioni nel nostro Municipio, soprattutto in un territorio come il nostro dove il valore dell’antifascismo è sempre stato importante e dove si è fatta anche la storia della Resistenza” – questo il commento di Nino Ruffa, segretario dell’ANPI della sezione Martiri delle Fosse Ardeatine, che prosegue: “proposte come queste sono giuste e contribuiscono a non dimenticare le nefandezze perpetrate dai fascisti e soprattutto servono ad azzittire chi ancora oggi tenta di derubricare come folklore o goliardia fatti e gesti che infangano la memoria del nostro paese e calpestano la Costituzione nata dalla Resistenza”.
Serviranno almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento; per sottoscriverla si può firmare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Municipio di via Benedetto Croce 50, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il martedì e il giovedì anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30.
Qualche mese fa Cara Garbatella segnalò la pericolosità di alcuni enormi pioppi nel cosidetto “parco delle rane”, l’area verde che confina da un lato con la lottizzazione dell’I 60 e dall’altro con gli orti urbani Tre Fontane. Questo parco campagna molto frequentato da runners e cittadini ha una importante dote di alberi, che mancavano di manutenzione da anni. Dopo qualche tempo dalla nostra segnalazione alcuni pioppi secchi sono stati capitozzati, ma non si capisce perché ne hanno lasciati altri nelle stesse condizioni di pericolosità.
Uno di questi investito dalla bufera di qualche giorno fa è caduto e ha portato con sé due robinie ancora verdi. Per fortuna che questa tromba d’aria si è abbattuta sui palazzi di via Giuseppe Berto e dintorni alle 5 della notte, quando il parco era completamente vuoto. Ma se fosse successo di giorno? L’area è stata prudentemente transennata ma vogliamo segnalare al Municipio VIII e all’ufficio giardini del Comune di Roma che ci sono ancora alberi secchi di grande dimensione. Con la speranza che qualcuno provveda in tempi rapidi.
Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 13 Ottobre 2020. Attraverso le mappe si vuole descrivere l’incidenza cumulativa dell’epidemia a Roma e nel Lazio.
I dati parlano di 9787 casi totali nella capitale con un tasso di incidenza di poco più di 34 casi ogni 10mila abitanti. Di questi, 364casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 155 casi ad oggi (con un tasso di incidenza di circa 32.25 casi ogni 10mila abitanti), 97 a Tormarancia, 33 a Grotta Perfetta, 12 a Navigatori, 13 a Valco San Paolo, 12 ad Ostiense.
Nel resto della capitale, i Municipi che stanno registrando il maggiore numero di casi sono il settimo (1002 casi e un tasso del 32.57), il quinto (946 con un tasso del 85.19) e il sesto (846 e un tasso del 32.68).
Un campo da calcetto e di basket nel parco della Torre. Ecco le richieste dell’associazione
Torna Tor Marancia in Festa, alla sua seconda edizione, evento organizzato dall’associazione Parco della Torre il 17 ottobre.
C’eravamo lasciati, nella prima edizione, con il progetto di sostituire lo scheletro dell’ex scuola Mafai in viale di Tor Marancia 103 con un centro culturale per il quartiere. Risultato che, almeno sulla carta, sembrerebbe in procinto di realizzazione, nonostante la bonifica e la demolizione dello scheletro non siano state ancora compiute come da programma.
Tema centrale di questa seconda edizione è lo sport, argomento di rilievo in questo periodo di emergenza sanitaria, dove abbiamo riscoperto l’importanza degli spazi pubblici e dei luoghi comuni e comunitari. I parchi e le aree verdi, principalmente, sono diventati determinanti per la cura del corpo, della mente e la realizzazione di pratiche sportive. Oltre ai noti benefici psicofisici dell’attività all’aria aperta, la valorizzazione dei parchi è un’ottima soluzione per fare sport in compagnia nel rispetto dei protocolli di sicurezza. I distanziamenti previsti non consentono di poter avere la stessa affluenza all’interno delle strutture al coperto, molti studenti sono penalizzati dal seguire regolarmente l’insegnamento dell’educazione motoria nelle palestre delle scuole e con la crisi economica pungente, molte persone rinunciano ad un abbonamento in palestra o ad un corso di sport.
Da questa riflessione è nata dagli organizzatori l’idea di raccogliere fondi per recuperare la pista al centro del Parco della Torre e renderla un campo sportivo con almeno due porte da calcetto e un playground per il basket. Al centro dell’evento ci sarà alle ore 18:00 un dibattito sull’argomento in cui saranno coinvolte alcune società sportive di zona, realtà di sport popolare e alcuni rappresentanti delle istituzioni locali.
Durante l’evento ci saranno anche momenti di gioco e iniziative culturali: alle 14:30 un torneo di calcetto per i bambini/e, alle 16:30 la presentazione del libro “Senza Parole” di Erica Silvestri edito da Momo Edizioni e alle 15:00 una passeggiata storica all’interno della Tenuta di Tor Marancia, che terminerà con un’esibizione della cantautrice e poetessa Giulia Ananìa; autrice per grandi nomi della musica italiana e profondamente legata alla poesia delle strade di Roma, che per l’occasione reciterà in anteprima alcune poesie inedite, tratte dal libro di prossima uscita “L’Amore è un Accollo” edito da Red Star Press. Per prenotazioni e informazioni sulla passeggiata chiama il numero 3408051020 o scrivi un’email a parcodellatorre@gmail.com
La giornata sarà inoltre scandita dal djset della Borghetta Stile Crew, dalle pennellate dell’artistaEmanuele Olivesche dipingerà un murale sul viale d’ingresso del Parco e dalla mostra fotografica collettiva “Itinerari Metropolitani. Tormarancia“, a cura di Daniela Silvestri e Massimiliano Tempesta, docenti WSP Photography.
L’evento si svolgerà al Parco della Torre in viale di Tor Marancia 29; sulla pagina Facebook “Parco della Torre di Tormarancia” tutti i dettagli dell’iniziativa, che ci auguriamo diventi un appuntamento fisso per il quartiere e punto di convergenza delle realtà territoriali che potranno così partecipare attivamente alla realizzazione.
Farsi investire dalle bellezze delle nostre città, oggi, è sempre più difficile. Smog, traffico, sporcizia e parchi abbandonati hanno preso il sopravvento. Eppure, c’è ancora chi sceglie di investire nei nostri patrimoni. È il caso del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta, che con il progetto per la riqualificazione dell’area archeologia tra Via Carnera e Via Grottaperfetta, si è aggiudicato il premio Roma Best Practices Award 2020 nella categoria Roma Cresce Bene.
Il premio
Il premio Roma Best Practices Award nasce nel 2017 per valorizzare le idee che sostengono il miglioramento delle nostre città. Sono molte le persone che si offrono di prendersi cura del proprio quartiere, e il premio ha proprio l’obiettivo di dare un contributo a chi, con rispetto e amore, crede nel territorio.
Il progetto del Cdq Grotta Perfetta
Cosa ha offerto dunque il Cdq Grotta Perfetta al suo territorio? Un progetto diviso in quattro punti che verrà attuato nel grande parco in via di Grottaperfetta.
Ripulire gli arbusti e la vegetazione spontanea, così da renderla visibile anche dai marciapiedi.
Apporre cartellonistica lungo la recinzione perimetrale.
Ripristinare la copertura del Mausoleo romano situato nei pressi della Chiesa SS.Annunziata. Una vera e propria piccola area archeologica che è sempre stata trascurata negli anni.
Organizzare visite guidate con le scuole del quartiere, così che i bambini e ragazzi possano apprezzare i tesori del nostro passato creando i presupposti per l’amore e l’interesse per la storia del nostro territorio.
E’ stato siglato l’accordo ufficiale in Campidoglio per l’affidamento della gestione del Centro Culturale di Tor Marancia al Teatro dell’Opera di Roma, che ne farà la sede del suo centro di formazione, destinando una piccola parte alle attività civiche.
La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine; non si esclude però l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio.
La struttura che si andrà a comporre si svilupperà su circa 2.800 metri quadrati, di cui 1.700mq per le scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera, 500mq per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 600mq di spazi condivisi, che includeranno anche il teatro.
La struttura in oggetto sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che a oggi è uno scheletro abbandonato in un quartiere non privo di difficoltà come la mancanza di luoghi d’aggregazione, di luoghi dove poter organizzare eventi pubblici e culturali, un quartiere con alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, con una gestione pressoché inesistente da parte dell’Ater delle case popolari, con una questione abitativa emergenziale e con molti scheletri di palazzi e strutture abbandonate (come l’ex Fiera di Roma).
Foto di Ivan Selloni
La demolizione e la bonifica dell’area dove sorgerà la struttura sono previsteentro la fine dell’anno e la progettazione dell’edificio sarà affidata ad un concorso internazionale che partirà a settembre. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, e i soldi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione della costruzione di privati dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco “bidet” di San Paolo.
Per capire dove nasce questa storia bisogna andare indietro a circa venti anni fa. Inizialmente gli oneri di urbanizzazione erano vincolati alla costruzione di opere pubbliche tra cui un grande sottopassaggio veicolare sulla via Cristoforo Colombo, oltre a strade e altri servizi utili a tutto il quadrante interessato dalla cementificazione. I costruttori però innalzarono i palazzi senza rispettare gli accordi presi, per cui le istituzioni interdirono l’utilizzo di queste strutture. Per circa un decennio, infatti, a Piazza dei Navigatori un palazzone di cemento e vetro rimase semi-abbandonato.
La giunta Raggi nella primavera del 2018, poco prima delle elezioni municipali, invece di revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di condonare i costruttori inadempienti e di patteggiare una cifra di circa 17 milioni di euro, dando via alla concessione a costruire un ulteriore palazzo a Piazza dei Navigatori, più grande di quello già esistente.
In seguito il Comune scelse di investire questi soldi su tutto il Municipio, e non sul quadrante interessato dalla cementificazione, promuovendo, per la prima volta nella storia della città, un concorso chiamato #RomaDecide, in cui tutti i cittadini dell’ottavo Municipio, su una piattaforma online, potevano presentare progetti e in seguito votarli. Alla fine quelli che hanno ottenuto il numero maggiore di voti sono stati finanziati. Un concorso rivelatosi fallimentare, con una partecipazione inferiore al 2% degli abitanti del Municipio e che ha messo gli uni contro gli altri gli abitanti dei quartieri. Il centro culturale popolare polivalente di Tor Marancia è rientrato, con qualche difficoltà, tra i progetti finanziati.
In molti cittadini, tra cui i promotori del progetto riunitosi nel comitato di scopo “Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia”, prevale scettiscismo e delusione. Infatti dopo i cinque incontri pubblici del processo partecipativo svoltosi nell’autunno 2019, era emersa la contrarietà della divisione degli spazi all’interno della struttura, che vanno enormemente a vantaggio del Teatro dell’Opera. Inoltre non si vede un reale beneficio per gli abitanti del quartiere che avranno di certo difficoltà ad accedere agli esosi corsi delle scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera.
La realizzazione del Centro Culturale a Tor Marancia sarà sicuramente una vittoria dei cittadini del quartiere che l’hanno proposto, votato e hanno fatto pressione per ottenere almeno un’occasione per il territorio. Ciononostante questa vicenda, come tante altre a Roma, fa emergere ancora una volta come i grandi costruttori, anche a fronte d’inadempienze a scapito della cittadinanza, siano gli unici ad uscirne pienamente soddisfatti. Hanno ottenuto lo sborso di solo 17 milioni di euro a fronte di accordi inziali più sfavorevoli, con un potenziale di rendita dagli incassi delle vendite molto vantaggiosi e soprattutto hanno ottenuto il permesso di costruire un terzo palazzo a Piazza dei Navigatori.
C’è questa moda che va avanti da anni; rubare gli stemmi delle auto per poi rivenderli. È una faccenda fastidiosa con cui purtroppo, spesso, ci si ritrova a che fare. Stavolta però, nella notte del 3 Novembre a San Paolo, in Largo Leonardo da Vinci il ladruncolo è stato preso in flagrante.
Il 23enne romano, visto dagli agenti di Polizia del Commissariato Colombo proprio mentre tentava di staccare uno degli stemmi di un’auto parcheggiata, è stato fermato. Prima di essere arrestato ha tentato ripetutamente di colpire gli agenti e scappare. Una volta bloccato però, il ragazzo è stato portato in caserma, ed ora dovrà rispondere di furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Egitto, Libia, Tunisia, Arabia Saudita, Siria. Sono solo
alcuni di quei paesi, popoli, storie di uomini che sono state coinvolte 8 anni
fa dalla Primavera araba. Le proteste a Tripoli, gli scontri nella Piazza
centrale del Cairo, fino alla guerra in Siria.
Sono passati 8 anni, ma ora? Cosa sappiamo di loro?
Ci sono nuovi sovranismi, ma anche nuove realtà di resistenza che cercano di delineare nuove traiettorie. E per poter capire meglio cosa ci circonda, conoscere e guardare al futuro con più consapevolezza non possiamo di certo essere indifferenti. Il nostro Municipio infatti, con orgoglio, ospiterà il 5 e 6 ottobre al Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano) “YOU CAN NOT BE FREE ALONE”. Una conferenza internazionale su confederalismo democratico, municipalismo e democrazia globale.
“Dal locale al globale” scrive il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri. Proprio per voler sottolineare l’intento della conferenza, che partendo da una critica del presente, cerchi di arrivare ad analizzare il paradigma del Confederalismo Democratico. Una discussione dunque, la quale attraverso il confronto possa sfociare in costruzioni di nuove vie possibili, perché il nostro unico dovere non è solo riscrivere la storia, ma anche tentare di trovarle soluzioni per il futuro.
Tutto diventa più semplice quando si svela il trucco. E proprio i carabinieri della stazione San Paolo, hanno svelato come sparivano i soldi delle offerte di una delle quattro Basiliche papali di Roma.
Un laccio delle scarpe, un nastro biadesivo collegato alla fine, ed il gioco è fatto. In questo modo, una coppia di senzadimora rubava le offerte dei fedeli. Lui romano di 52 anni, lei romena di 24. Però, come dice il commissario Zenigat nel famoso cartone di Lupin: “La vita è fatta di alti e bassi ma la giustizia prevale sempre.” E anche in questo caso, purtroppo per i ladri, ha prevalso. Quando sono intervenuti i militari infatti, su segnalazione della Gendarmeria Vaticana, i due sono stati colti sul fatto mentre rubavano i soldi dalla cassetta.
Durante la perquisizione sono stati trovati 25 euro e 20 dollari nelle tasche dei ladri. Mentre i soldi sono stati riconsegnati ad uno dei membri della Basilica, i due sono stati trasferiti in caserma, dove ora li attende il rito direttissimo che ci sara’ lunedi mattina.
E’stata una settimana densa di incontri, dibattiti, musica, teatro e cinema nella storica Villetta di via Passino 26. Nella roccaforte della Sinistra nostrana, tra foto amarcord di Pier Paolo Pasolini, Enrico Berlinguer e Giuseppe Di Vittorio, dopo il successo dello scorso anno, si è svolta Visionaria Fest, il festival della razza umana dal 24 al 29 di giugno.
Non si poteva pretendere niente di meglio per il popolo del vecchio quartiere Iacp, che si avvia al compimento del 100 anno di età. Nell’accogliente giardino e tra le pareti che trasudano politica e storia resistente si sono alternati giornalisti, scrittori, amministratori e politici locali e cittadini.
Tanti i momenti di confronto “Tutta mia la città” (lunedì 24 alle ore 19,15) con Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio a colloquio con Giuseppe Cerasa, giornalista de La Repubblica;”La città delle donne.Roma femminile plurale”con Sabrina Alfonsi, Paola Angelucci , Imma Battaglia e Valeria Baglio (martedì 25 ore 18,00); “Europa cambiare tutto” con Pietro Bartolo europarlamentare e Andrea Catarci ( mercoledì 26 ore 19.00); ”Sinistra.
Giochi senza frontiere” con Massimiliano Smeriglio e Andrea Orlando, introduce Claudio Marotta ( venerdì 28 ore 19,00); “Regione visionaria: diritti vs disuguaglianze” con Marta Bonafoni e Natale Di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio (sabato 29 ore 19,00).
Nella notte tra Sabato 1 Giugno e Domenica, il motorino del
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è stato dato alle fiamme.
“Un incendio circoscritto”, ha detto, “che non lascia spazio
a fraintendimenti: si tratta di un gesto preciso e di intimidazione nei miei
confronti.” L’unico mezzo di trasporto del nostro Presidente era parcheggiato
nei pressi della sua casa.
Chi lo conosce lo sa, ad ogni evento, festa, o inaugurazione del Municipio, lo si vede arrivare in sella al suo scooter. Peccato. Ma sempre da parte di chi lo conosce, non manca la solidarietà, non solo della Sindaca Virginia Raggi. Appena postata la foto dell’accaduto sui social infatti, in pochi minuti sono arrivati molti messaggi a suo sostegno, tra cui, chi vuole lanciare la campagna “Uno scooter per Amedeo”.
Le forze dell’ordine sono intervenute per effettuare vari rilievi scientifici su quel poco di rottame rimasto sul marciapiede. Pezzi del motore a terra, sella e parafango quasi spariti. Solo il telaio e una parte della ruota anteriore sono rimasti, anch’essi però irrecuperabili. E nonostante le minacce, Ciaccheri non si mostra spaventato: “Non sarà certo questo ad intimorirmi, né a fermare le battaglie per il territorio, per la città e per la dignità delle persone nel Municipio che governo.”
Al via
una nuova scuola popolare nel territorio di Roma 70, aperta ai ragazzi e le
ragazze che frequentano le scuole medie del quartiere. Si tratta di uno spazio in cui gli studenti e le studentesse possano
scoprire l’importanza dell’istruzione e sviluppare un proprio metodo di studio
attraverso la creatività e il mutuo aiuto.
Un ambiente multifunzionale, che sia di riferimento per il quartiere, orientato
alla didattica nel quale saranno a disposizione strumenti e volontari per il
supporto allo studio e altre attività accessorie, costruendo senso di comunità
e solidarietà nei più giovani. Dopo la Scuola Popolare Sciangai e Scuolapop Piero Bruno si
allarga così la rete di solidarietà scolastica del Municipio.
Tutto questo è reso possibile grazie al contributo di importanti partner, a
partire dalla Fondazione Nazionale della Comunicazione, ente che ha valutato
positivamente il progetto rilasciando un contributo, che nel tempo permetterà
di avere un’attrezzatura all’avanguardia per la realizzazione di tutte le
attività previste, al Dirigente
Scolastico e al corpo docenti dell’istituto comprensivo Carlo Alberto dalla
Chiesa, che ospiterà il progetto nella sede centrale e con cui si è avviato un
sano e importante dibattito sulle esigenze degli studenti e delle studentesse.
Infine grazie al Municipio Roma VIII e
all’Assessorato alla Scuola per supportare e patrocinare l’iniziativa.
A partire
da questa settimana la scuola popolare di Roma 70 sarà aperta dalle 14.00 alle
16.15 presso la Carlo Alberto sede centrale, per maggiori informazioni potete scrivere alla pagina FB o alla mail ass.nessundorma@gmail.com
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