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Tag: Municipio VIII

Verificati i dati di Legambiente e Arpa sulle polveri sottili

Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense

Prati verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso. 

A farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre strade sono stati i  dati diffusi recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto  tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo,  segnalato come uno dei punti più inquinati della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”

Quali sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata, è stato di 13,2 microgrammi/mc  per media oraria, quando il limite massimo consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo. 

Non contenti però, siamo andati a verificare  i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni  dell’anno e  non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018,  seppure i valori sono stati abbastanza elevati, non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano. Gli unici superamenti dei valori  massimi  per le polveri sottili sono stati registrati nella Valle del Sacco in Ciociaria. 

Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.

di Ilaria Proietti Mercuri

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Uccise dagli occupanti tedeschi il 7 aprile del 1944

In ricordo delle dieci donne assassinate al Ponte di Ferro

di Stefano Baiocchi

Prima la deposizione di una corona al Ponte dell’Industria con le bandiere tricolori e i vessilli dell’Anpi, l’Associazione Partigiani, poi il ricordo al Ponte della Scienza con la banda della Polizia Locale di Roma Capitale, che ha messo il sigillo sulla mattinata con l’Inno di Mameli.
Così l’Ottavo Municipio ha commemorato l’eccidio perpetrato dai nazisti il 7 aprile del 1944, quando dieci donne furono barbaramente assassinate per rappresaglia contro l’assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione. Furono sorprese dai soldati tedeschi con pane e farina, fatte allineare lungo le transenne del cavalcavia in ferro e fucilate.
Una pagina terribile per la nostra città e per il quartiere Ostiense, caduta per troppo tempo nell’oblio, ma ritornata alla memoria dal 1997 dopo che – per volontà della partigiana dei Gap la Medaglia d’Oro Carla Capponi – l’amministrazione capitolina aveva apposto sul luogo un ceppo commemorativo.

in ricordo delle 10 donne

Sul Ponte della Scienza, inoltre,si sono esibite le studentesse del Liceo Pilo Albertelli in una toccante performance teatrale, nella quale hanno rievocato l’eccidio. Mentre per la prima volta, al fianco delle istituzioni presenti con l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, è intervenuta anche l’ambasciata tedesca rappresentata dal capo ufficio culturale Annette Walter. Al loro fianco anche Mario Spagnoli, segretario Anpi della sezione Don Pietro Pappagallo. Il Presidente Ciaccheri ha voluto rimarcare l’importanza della memoria tenuta viva grazie al contributo delle nuove generazioni, che con la loro presenza, le loro iniziative per ricordare la Resistenza e costruire un mondo migliore, hanno comunque bisogno del sostegno delle istituzioni e della società civile.

Presente tra il pubblico Gabriella Gullace, nipote di Teresa Gullace che fu uccisa dai militi nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi. La vicenda colpì moltissimo la cittadinanza tanto che Rossellini, nel suo capolavoro “Roma Città Aperta”, volle renderle omaggio con la figura della sora Pina interpretata da una magistrale Anna Magnani. La nipote Gabriella riferendosi alla vicenda di Torre Maura ha voluto porre l’accento sull’importanza della commemorazione perché “in questi giorni in cui c’è della gente che si permette di calpestare il pane era doveroso esserci, dove dieci donne sono state trucidate proprio per salvare il pane”.

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L’evoluzione del paesaggio nella Città Giardino

Come cambia il verde alla Garbatella

di Valter Cecilia

Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella.  Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità  delle case. La perdita di tutto questo patrimonio  verde, che è avvenuta negli ultimi anni,  è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti  che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono  tra  l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.

Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie  che sono state saggiamente  scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che  producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.

La natura e il verde fanno parte della bellezza della Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi, inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater, del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere  per  la nostra salute e per le generazioni future.

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E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

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E’ degli anni Trenta la prima chiesa parrocchiale della Garbatella

San Francesco Saverio

di Enrico Recchi

San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio degli anni Trenta, era limitata al  presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via delle Sette chiese. Costruita tra il 1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.

La posizione della chiesa nel quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali,  sullo sfondo a fare da quinta scenografica.  L’edificio razionalista, ultimato nel 1940, con i suoi  archi che conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma  chi era il santo a cui è stata intitolata la chiesa?

Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome di  Francesco Saverio, è stato un missionario gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506 da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di Gesù.

San Francesco Saverio alla Garbatella
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli

Su richiesta del re del Portogallo, Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e in Giappone nel 1549,  ma ammalatosi morì nell’isola cinese di Sancian  il 3 dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.

Fu fatto santo assieme a Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa, consacrata nel  1939, venne intitolata al missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte proprio ai missionari cattolici nel mondo.

La chiesa non è composta soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D. Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del cinema parrocchiale.

La facciata con tre entrate ha due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il quartiere.

L’interno, a croce latina, è composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono decorazioni di rilievo.

La piazza è davvero un esempio di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo: la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene ancor oggi).  Un raffronto con le attuali periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.

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San Paolo. Piantato un melograno per la “nonna” del Municipio

Spente 104 candeline! Tanti auguri Annita.

di Daniele Ranieri

Annita De Giacomi è la decana del Municipio VIII.  A gennaio ha compiuto 104 anni e una rappresentanza del Municipio con in testa il Presidente Amedeo Ciaccheri  gli ha fatto visita per farle gli auguri. In quella occasione la signora Annita che, pur godendo di ottima salute da un anno è costretta su una sedia a rotelle, aveva espresso un desiderio: poter vedere dalla  finestra di casa un albero.

Dopo un sopralluogo al giardinetto condominiale di via Leonardo da Vinci, dove abita la “nonna” del  Municipio, la Florovivaistica del Lazio ha provveduto ad offrire gratuitamente  due o tre tipi di alberature. La scelta è caduta su un melograno. L’ opzione non è casuale. E’ noto che il melograno è una pianta fortemente simbolica. Il colore rosso dei suoi frutti ha, infatti, sin dall’antichità, evocato la forza vitale, la salute. Insomma è un albero di buon augurio.

Infine il 30 marzo  il Municipio, nella persona del Vice presidente Leslie Capone, ha poi provveduto, con l’aiuto di qualche condomino,  a scavare la buca dove alloggiare l’alberello.

Annita De Giacomi con la famiglia
Annita De Giacomi con la famiglia

Alla fine della piccola cerimonia, alla presenza  della giovane Assessore alle Politiche Sociale Alessandra Aluigi e di alcuni amici e parenti,  la Signora Annita ha preannunciato un desiderio per il prossimo anno: accompagnare l’albero con una panchina. Tanti auguri Annita!

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I risultati locali delle elezioni politiche dopo la Liberazione

Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e Garbatella:  sconfitto per un pugno di voti il Fronte democratico

di Gianni Rivolta

Il clima  alla vigilia delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici già molto prima  del 18 aprile. La chiesa intervenne pesantemente nella competizione  con una serie di lettere pastorali indirizzate al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni conservatrici.

Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati, mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere, che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici,  cassette di munizioni, caricatori, tritolo e cartucce.

Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci, Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria. Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile 1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte.  I dati  delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti. Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una magra consolazione.

Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948

Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata, Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per un pelo la Dc con 13.542 voti contro i  12.990 del Fronte.

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In pericolo gli orti urbani su via del Tintoretto.Intervista al presidente Gianni Fattorini

S.O.S.“Ortolino”

di Daniele Ranieri

Uno dei più  grandi orti urbani  di Roma l’Ortolino rischia di chiudere o almeno di vedersi fortemente ridimensionato a causa del progetto comunale di costruirci nel bel mezzo una rotatoria stradale.

L’Ortolino è nato nel 2015, su quasi un ettaro di terreno che fino allora faceva parte di una area più vasta trasformata in una  immensa discarica di materiali edili. I costruttori delle aree vicine avevano individuato quell’area verde, ai confini di via del Tintoretto,  come luogo ideale per gettarci senza spesa mattoni e mattonelle, grandi blocchi di cemento e altro materiale di risulta.

Gli abitanti della zona stanchi di avere sotto casa questo panorama degradato,  decisero di rimboccarsi le maniche e di  liberare il terreno restituendolo alla sua originaria destinazione di verde pubblico. Riuscirono a spese loro e con grande fatica a bonificarlo completamente. A quel punto  ad alcuni venne l’idea di trasformarlo in un area destinata a orti urbani. Si costituirono in associazione e quindi con le carte in regola avanzarono la richiesta al Comune di avere in concessione parte del terreno. Nacque così l’Ortolino. Un area di 123 lotti di 50 metri quadrati ciascuno,  5 metri per  10, su cui oggi coltivano circa 200 famiglie, cioè oltre 600 persone.

La storia ce la racconta il Presidente dell’Associazione, ex ufficiale dell’esercito, Gianni Fattorini ,che coordina l’attività affiancato dai  sette componenti del direttivo dell’Associazione eletti dai soci.

“Ottenuta la concessione dal Comune, per prima cosa si è provveduto a far analizzare chimicamente il terreno  per capire se il lungo periodo in cui è stato adibito a scarico di materiali avesse lasciato tracce di inquinanti. Anche i primi prodotti coltivati vennero  sottoposti a severi  test. I risultati conclusero che era tutto perfettamente a posto. A quel punto sono iniziate le assegnazioni e la coltivazione di verdure e ortaggi  rigorosamente biologici. Nell’area è infatti proibito l’uso di fertilizzanti aggressivi e di pesticidi. Due anni fa è stato scavato persino un pozzo e una cisterna per irrigare gli orti, collegato poi a un impianto di distribuzione a goccia, per ottimizzare l’uso dell’acqua. Nel tempo l’Ortolino-prosegue il presidente- è diventato una comunità. Le persone si scambiano gli attrezzi e i consigli. Si aiutano quando ci sono oggetti pesanti da trasportare e svolgono insieme i lavori di sistemazione dei vialetti, dei terrazzamenti, di abbellimento delle  aree comuni. Entrando c’è un’area coperta con  dei tavoli e delle sedie.  E’  l’unico punto di ritrovo per i cittadini della zona a parte il vicino centro commerciale. E’ in programma anche  la costruzione di un campo da bocce e un percorso sportivo attrezzato. Poi, improvvisa, la doccia fredda. Dall’altra parte della strada, sui terreni che compongono il Parco del Tintoretto, iniziano ad apparire tecnici comunali che svolgono dei sondaggi. Si viene così a sapere che il Comune ha l’intenzione di costruire una bretella stradale di quattro corsie, che unisca via di Vigna Murata con via del Tintoretto, dividendo il Parco in due monconi. Ai lati della strada sono previste la collocazione di un Ipermercato Esselunga e forse di altre costruzioni ad uso residenziale. La terza rotatoria, inoltre, occuperà una buona parte degli attuali orti. Eppure fino a pochi giorni prima- conclude Fattorini- stavamo discutendo con il Comune delle migliorie da apportare agli orti e nessuno aveva accennato a costruzioni stradali imminenti.”

ortolino ottavo colle
Manifesti di protesta davanti all’Ortolino in via del Tintoretto
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L’INIZIATIVA DEL COMITATO DI QUARTIERE GROTTA PERFETTA

aree verdi

Altre due aree verdi da tutelare: in corso una petizione a Roma 70

Continua l’impegno del Comitato di quartiere Grotta Perfetta per strappare al degrado le aree verdi del territorio. Questa volta si tratta dell’ex Punto Verde Qualità 10/11, una porzione di circa cinque ettari fortemente degradata, situata alle spalle di Rinnovamento e tagliata in due da via Calderon della Barca. “La parte verso via dell’Annunziatella – spiega il Presidente del Cdq Mario Semeraro – era stata data in concessione ad una società, che vi costruì un edificio mai aperto al pubblico; doveva essere forse un asilo nido, ma fu edificato  in spregio delle norme paesaggistiche, per cui la concessione gli venne ritirata con un danno erariale notevole, in quanto la società affidataria aveva contratto un mutuo garantito dal Comune di Roma. La parte verso viale Londra, invece, confina proprio con il Parco di Tormarancio. Le firme che stiamo raccogliendo sottoscrivono una richiesta alla Regione Lazio affinché riconosca queste zone come aree protette  contigue  al Parco dell’Appia Antica, facendole ricadere  perciò sotto il suo controllo e la sua tutela. Oltre alla raccolta delle firme ci impegneremo anche per sollecitare l’adesione di volontari che in futuro adottino l’area”.

La zona è di grande valore storico e paesaggistico. Si sviluppa intorno a due corsi d’acqua appartenenti alla Marrana di Grotta Perfetta ( il fosso del Grottone è uno dei  suoi rami principali) in gran parte intubati per la realizzazione di diversi quartieri, il che ha  fortemente compromesso la  funzione idrogeologica.  La morfologia dell’area – si legge nel documento del Cdq – è caratterizzata dalla presenza di una profonda incisione valliva, delimitata da versanti a forte pendenza (Via Calderon della Barca), che si è impostata sui depositi vulcanici relativi all’attività esplosiva più antica del Vulcano dei Colli Albani. Dal punto di vista botanico, inoltre, la presenza di alberi da frutta, mele cotogne accanto ad alberi di fico e melograni, rivela un’antica conoscenza di impianto di villa agricola romana.

“L’area – aggiunge il presidente del Cdq – è la prosecuzione naturale del Parco dell’Appia Antica e, più specificamente del settore recentemente annesso, ovvero il Parco di Tormarancia.  E’ importante, dunque, la ricostruzione dell’unità territoriale e paesaggistica tra queste aree di alto valore culturale e ambientale, per ricomporre un sistema unitario che consenta la fruizione continua e controllata del territorio da parte e con la collaborazione dei cittadini ”(s.gir.)

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Dopo la manifestazione di protesta per le strade di Ottavocolle

Ancora incerto il destino del Parco  Tintoretto

C’è ancora tanta incertezza tra gli abitanti di Ottavocolle
sul destino del Parco del Tintoretto. Dopo la manifestazione di protesta, che
ha visto scendere in piazza più di mille tra cittadini e associati
dell’Ortolino, non si sono ancora diradate le nubi sulla fatidica superstrada
che taglierebbe in due il quartiere e danneggerebbe notevolmente il pozzo  di pertinenza degli orti urbani.

Per ora alcuni rappresentanti dell’opposizione
al Campidoglio hanno presentato la richiesta di convocazione urgente della
commissione urbanistica sul programma di Vigna Murata, ma ancora sembra non sia
stata avanzata una vera e propria proposta di delibera per la salvaguardia del
parco e degli orti. Anche la maggioranza 5 Stelle non è rimasta insensibile
dopo l’appello lanciato dai cittadini. I consiglieri pentastellati capitolini,
infatti,hanno presentato una mozione in cui si chiede alla Sindaca Raggi e
all’assessore competente di muoversi in tempi rapidi su più piani per trovare
una soluzione, che preveda la cancellazione della strada “garantendo però i
fabbisogni funzionali del programma urbanistico esecutivo e convenzionato di
Vigna Murata sottoscritto ormai 8 anni fa”.Ma sembra difficile poter salvare
capra e cavoli. Intanto tra le iniziative in cantiere è stata annunciata una
manifestazione in piazza del Campidoglio per sollecitare la soluzione del
problema (g.riv.).

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Anche il regista Pupi Avati tra gli ospiti della rassegna cinematografica di maggio

Pupi Avati
Il regista Pupi Avati ospite alla rassegna cinematografica riceverà il Premio alla carriera

Roma Tre Film Festival al teatro Palladium

di Francesca Vitalini

Il cinema approda alla Garbatella. Dal 6 al 12 maggio si svolgerà ,infatti,la quattordicesima edizione del Roma Tre Film Festival: un bel record per una rassegna che, nata come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, poi man mano si è evoluto, è cresciuto, si è creato un proprio spazio. È diventato “il festival di Roma Tre”, radicandosi nel Teatro Palladium.

Da manifestazione per gli studenti, si è trasformato in un evento aperto  a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, si è allargato a luogo di incontro di varie generazioni di cineasti, a momento di approfondimento con masterclass e tavole rotonde sul cinema e sui media, a centro di scambio di culture; una sorta di “casa del cinema” che consente non solo agli studenti di Roma Tre ma a tutti gli appassionati di confrontarsi con il mondo della produzione audiovisiva. Tra i primi ospiti confermati di questa nuova edizione: Pupi Avati, che riceverà il Premio alla carriera, il Maestro del montaggio Roberto Perpignani, Claudio Giovannesi regista del film “La paranza dei bambini”(la pellicola verrà proiettata), Giancarlo Stasi e Giuseppe Fontana registi di “Bentornato Presidente” con Claudio Bisio. La prima giornata della manifestazione, il 6 maggio, sarà dedicata al maestro Bernardo Bertolucci, scomparso nel novembre scorso.

Il Roma Tre Film Festival è nato nel 2005 da un’idea del docente e regista Vito Zagarrio, che così descrive la rassegna sui canali web ad essa dedicati: “Un evento di cinema, televisione, video e arti elettroniche che ha sempre sottolineato le sinergie col teatro, la musica, i mass media, ma anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura. Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità”.

Il Festival ha visto negli anni il coinvolgimento via via crescente di un sempre maggior numero di studenti e docenti provenienti da vari Atenei italiani e non solo. Questa rassegna si pone in maniera diversa rispetto a tutte le altre: richiamando le personalità creative nazionali ed internazionali, infatti, intende costituirsi come crocevia di giovani talenti e permettere l’incontro tra questi e le personalità già affermate nel settore. La sei giorni sarà ad ingresso libero.

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La terza edizione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

A spasso con l’Autore

Presentata la terza edizione del libro di Gianni Rivolta “Garbatella tra storia e leggenda”. L’iniziativa è stata promossa dalla libreria Europa del centro commerciale I Granai, da anni impegnata nella promozione della lettura, anche degli autori locali.

Oltre alle presentazioni in sede ed altre iniziative culturali, la libreria organizza, in collaborazione con il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando, a “Pranzo o a Cena con l’Autore” per favorire la conoscenza e il dialogo tra i lettori e gli scrittori.

Il nostro Direttore ha illustrato nel corso di una visita
guidata “Dalla Città Giardino agli Alberghi suburbani”, gli angoli  storici e più suggestivi del quartiere. Questa
terza edizione aggiornata del libro contiene anche un ricco itinerario
culturale ed enogastronomico con indirizzi e numeri di telefono. 

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Notizie brevi garbatella

Apre la nuova accademia di Belle arti

Apre la sede romana di NABA Nuova Accademia di Belle Arti, una proposta multidisciplinare che avvicina formazione e realtà culturale della città per far crescere nuovi talenti nella Capitale.

Il campus si trova nel cuore del Municipio Roma VIII, in via Ostiense, in una sede di circa 3.700 mq all’interno di due edifici storici di inizio Novecento, nella suggestiva area compresa tra l’archeologia industriale del Gazometro e del nuovo ponte dedicato a Settimia Spizzichino a Garbatella.

Una nuova opportunità per tutte le ragazze e i ragazzi dell’Italia centrale e meridionale offerta dal principale gruppo italiano nella private education in ambito moda, arte, design e media con oltre 8.000 studenti già formati nei loro corsi.

Presentata la Casa del Municipio

Venerdì 12 aprile  alle ore 18:30 presso il coworking “Millepiani”, via Niccolò Odero 13, si è tenuto un incontro di presentazione dell’Avviso Pubblico per la costituzione della Casa del Municipio.

Possono candidarsi ad essere parte di questo nuovo strumento di cui si dota la nostra amministrazione tutte le Associazioni, Onlus, Fondazioni, che operino nel Municipio VIII e che realizzino azioni negli ambiti del sociale a tutto tondo. 

Errata corrige

Nel numero di marzo di Cara Garbatella all’articolo di pag.5 “Viale L.da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.Approvato il progetto del Municipio” è stato erroneamente attribuito un occhiello sbagliato: “Una operazione da 18 milioni di euro”. E’ del tutto evidente che ripristinare la viabilità di una strada non comporti una spesa così rilevante, ma si tratta di un errore di impaginazione. Ce ne scusiamo con Fabrizio Fagiani autore dell’articolo.

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“Viale Londra diventa viale della lettura, almeno per un giorno”

Promosso ed organizzato unitamente alla “Libera Biblioteca PG Terzi”, con il patrocinio dell’VIII Municipio di Roma e il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta sabato 30 marzo si svolgerà dalle ore 11,00 alle 13,00 in viale Londra, nei pressi dell’ingresso Afa2 Parco di Tormarancia una iniziativa di promozione alla lettura  per grandi e piccini e una caccia al tesoro.

 Su viale Londra verranno posizionati i libri: libri “misti” (romanzi, gialli, saggi) e libri raggruppati per “tema” (per ragazzi, in lingue straniere, fumetti). Saranno fatte delle letture per grandi e piccoli.  Per dare stimolo alla manifestazione gli organizzatori hanno pensato di inserire una “caccia al tesoro” in questo caso una “caccia all’autore”. L’associazione “Libera Biblioteca PG Terzi” vi invita a partecipare ad un evento importante, divertente e che, con l’aiuto di tutti voi, può gettare le basi della creazione di un presidio permanente di lettura in una zona densamente abitata in cui non esistono biblioteche pubbliche. A questa bella iniziativa aderisce anche l’associazione culturale Cara Garbatella.

Chi vuole potrà prolungare l’incontro con un pranzo al sacco nel Parco.

Giancarlo Proietti

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NELLA SCUOLA elementare di Via alessandro ValiGnano

Ancora i soliti ignoti alla Alonzi: svaligiato il deposito della mensa

di Franceca VITALINI

I recenti fatti di cronaca che vedono protagonista l’elementare “Aurelio Alonzi” sono ben noti: quattro furti si sono succeduti in appena ventiquattro giorni. L’ultimo in ordine di tempo è stato messo a segno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio con un ricco bottino composto da derrate alimentari, sottratte dalla dispensa della mensa. Nelle incursioni precedenti, invece, sono stati presi di mira i distributori automatici di merendine e bevande, ora rimossi. Non è ovviamente l’unica scuola romana a subire, con una certa ciclicità, attacchi di questo tipo, ma la “generale” frequenza di razzie e vandalismi negli edifici scolastici del territorio capitolino non elimina quel senso di “particolare” frustrazione, spaesamento ed insicurezza che nasce quando ad essere colpito è il welfare locale, ossia quel servizio di prossimità vissuto quotidianamente dalle tante famiglie del quartiere come la scuola sotto casa. Un senso di spaesamento e fragilità che accomuna tutti i rappresentanti di tale microcosmo: dirigenza scolastica, insegnanti, personale interno alla struttura, genitori e bambini, sui quali si riversano, ahinoi, le principali conseguenze di distruzioni e trafugamenti di un ambiente che dovrebbe essere confortevole e sereno per il loro benessere.

Prontamente avvertiti le forze dell’ordine e gli uffici tecnici, ora l’Alonzi si trova a fare i conti dei danni subiti, come i costi per il reintegro della merce rubata, le riparazioni da sostenere nel più breve tempo possibile, gli interventi necessari per il miglioramento della sicurezza dell’istituto, la disinfestazione dei locali, che si sommano alle spese ordinarie e straordinarie della gestione di una struttura così complessa. “Operazioni non semplici perché la scuola è una pubblica amministrazione sui generis ed ogni volta c’è di mezzo una burocrazia molto articolata, composta come ricorda Patrizia Martinelli, responsabile del plesso – da tanti attori pubblici e privati, che dovrebbero dialogare tra loro per il benessere della stessa scuola con modalità rapide ed efficaci, cercando di evitare conflitti di competenza”. Un frazionamento di responsabilità e di intervento, frutto di un imperfetto decentramento amministrativo, che non facilita un obiettivo caro a tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda: il miglioramento della vita scolastica.

La rappresentanza dei genitori, dal proprio canto, scongiurando lungaggini ed immobilismi vorrebbe essere rassicurata, oltre che su un tempestivo intervento dell’amministrazione pubblica nei confronti dei bisogni strutturali di sicurezza del plesso, anche sulla definitiva sistemazione dell’impianto termico (con la sostituzione e il collaudo della caldaia prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), già messo a dura prova da un guasto tecnico, che aveva lasciato (unica scuola del Municipio VIII) le classi al freddo al ritorno delle vacanze natalizie con sospensione dell’attività didattica per alcuni giorni. La scuola di via Alessandro Valignano ospita attualmente 317 studenti delle elementari ed è situata in una zona densamente popolata, quella della Circonvallazione Ostiense. Vide la luce nel lontano 1935, verosimilmente come progetto di Angiolo Mazzoni, architetto futurista, sotto la proprietà dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST), come scuola annessa e integrata a un convitto per orfane di dipendenti delle Poste. Solo alla fine degli anni Settanta divenne un edificio scolastico pubblico.

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riceviamo da G. M. Arcidiacono e volentieri pubblichiamo

L’ultimo saluto al vetraio
della Garbatella e a un angelo del 118

Alberto Casagrande
Alberto Casagrande e Mirella Arcidiacono alla fontana di carlotta

Mentre La Garbatella festeggia i suoi 99 anni con tante belle iniziative è colpita dalla perdita di due carissime persone.

Il 17 febbraio se n’è andato Alberto Casagrande, il famoso vetraio di Circonvallazione ostiense. Con i suoi disegni e le  sue foto antiche è stato un grande collaboratore dell’associazione il Tempo  ritrovato. Alberto, tra l’altro, era compagno di scuola di Carlo Acciari, che  disegnava e dipingeva anche lui in modo completamente diverso, partecipava ogni anno ai presepi di Piazza del Popolo con la sua opera in vetro. Nato il 12 novembre del 1927, come dono ha lasciato a coloro che gli hanno dato l’estremo saluto un suo disegno, che rappresenta la fontana Carlotta. Ci piace pensare che  ora rincontrando Carlo, il suo compagno delle elementari, stiano insieme in  Paradiso a dipingere. L’ultimo saluto ad Alberto Casagrande è stato dato da Don  Franco Amatori, ex Parroco di Santa Galla, presso la chiesa di Nostra Signora di  Lourdes a Tormarancia.

Un altro grande lutto è quello che ha colpito piazza Caterina Sforza 6, con l’improvvisa morte di Antonio Carnevale, infermiere  sensibilissimo dell’ARES 118 e volontario fin da giovanissimo della Comunità di  Sant’ Egidio. Antonio era molto conosciuto per la sua bontà e disponibilità sia sul lavoro che nell’opera instancabile di volontariato. Lo ha ricordato nell’omelia il  sacerdote in una affollatissima chiesa di Santa Maria in Trastevere. Alle famiglie  Casagrande e Carnevali Ramaglia le più sentite condoglianze dalla Garbatella tutta

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I LAVORI sbloccati con fondi municipali

Riaperta la palestra della scuola media moscati

di anna BREDICE

Finalmente il 15 febbraio è stata riaperta la palestra della scuola media Moscati, in via Padre Semeria, alla Garbatella. E’ rimasta chiusa un anno a causa delle infiltrazioni dal tetto, con disagi notevoli per i ragazzi, i tantissimi studenti, circa seicento che frequentano l’istituto, i quali hanno dovuto svolgere l’ora di educazione fisica all’aperto, nel campo giochi attiguo donato dall’associazione intitolata all’artista Giaime Fiumanò.

Esattamente un anno fa le infiltrazioni avevano interdetto l’accesso alla grande palestra, e i ripetuti appelli al Comune di Roma per un intervento urgente non hanno trovato risposta immediata. E’ finito l’anno scolastico senza nessuna novità, e alla riapertura, a settembre, ancora la palestra era interdetta. E’ stato l’intervento della Giunta del Municipio, della Commissione scuola e dell’Ufficio tecnico a sbloccare l’impasse. “Non potevamo aspettare oltre – spiega l’assessore alla scuola del Municipio VIII Francesca Vitrugno – abbiamo autorizzato i lavori con i fondi a disposizione del Municipio, quelli chiesti al Comune, circa 400 mila euro per il rifacimento del tetto, non sono mai arrivati”.

Oltre ad essere una palestra molto grande e attrezzata per i 600 studenti, è da anni anche il luogo dove si svolgono il pomeriggio e la sera corsi di ballo, basket e pallavolo, rivolti agli adulti. Per gli studenti della Moscati da tempo sono previsti anche dei corsi pomeridiani di pallavolo, che durante la chiusura della palestra si sono svolti in quella del Liceo Socrate, a pochi metri dalla scuola media. Ma ora, per fortuna, i ragazzi possono frequentare la loro palestra senza dover uscire dall’Istituto.

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COL VENTO delle ultime settimane immondizia dappertutto

Strade e marciapiedi sempre più sporchi

di stefano BAIOCCHI

Scoramento. È il sentimento più diffuso tra gli abitanti del Municipio che ogni giorno sono costretti a degli autentici esercizi fisici per non incappare in cumuli d’immondizia e che di recente hanno dovuto ulteriormente alzare il livello di attenzione. Dall’Ostiense all’Eur, dall’Ardeatino alla Garbatella, il vento di questi giorni, che normalmente spazza l’aria non soltanto dal famigerato PM10 (particelle di particolato), ma che porta via umidità e altri effluvi nocivi rendendo tutto molto più nitido e salubre, stavolta non ha fatto altro che aggravare lo stato deprimente in cui versano marciapiedi e strade dei nostri quartieri. Non basta la raccolta della mondezza che funziona a singhiozzo (per usare un eufemismo), né la negligenza di molti cittadini poco inclini a separare organico da plastiche e vetro, né tantomeno gli abusivi, quelli che di notte ti scaricano davanti ai cassonetti cantine appena svuotate o stanze da letto intere.

Ebbene ora ci si è messo anche il grecale a disperdere ovunque detriti e materiali da discarica. Proprio il vento forte, oltre a danneggiare ancora una volta il patrimonio arboreo carente di manutenzione, ha parzialmente distrutto l’opera lignea a firma Luigi Gheno in Largo Angelo Fochetti all’incrocio tra la Circonvallazione Ostiense e via Cristoforo Colombo. L’opera fu costruita dallo scultore vicentino in occasione di Italia 90, i famigerati mondiali di calcio. È impressionante ciò che si vede anche in Piazzale 12 ottobre 1492 all’Ostiense, dove nelle adiacenze dei marciapiedi giacciono i materiali più disparati, di cui si ignora la provenienza e, soprattutto, non si comprende come siano potuti giungere fin lì. Parliamo di materassi, sedie da ufficio, stracci e vestiario. Se in città ormai siamo abituati a convivere con la sporcizia di qualsiasi tipo oltre a rami caduti e lasciati li da mesi, il colpo d’occhio peggiore si ha mentre si percorrono le consolari o le rampe che conducono al Raccordo Anulare e alle altre arterie cittadine, dove cumuli di rifiuti di ogni tipo fanno da contorno al bucolico panorama della periferia.

Cartacce, sacchi neri persi da chissà quale camion, contenitori di altri colori abbandonati dall’incivile di turno, bottiglie di plastica o di vetro. Il problema — che ogni giorno sembra aggravarsi – affligge Roma ormai da qualche anno e coinvolge tutti i quartieri della Capitale, da Ottavia a Ostia, dall’Aurelio al Prenestino e naturalmente anche il nostro Municipio. Nel frattempo da Ama fanno sapere che ammontano a circa 140 le tonnellate di rifiuti urbani consegnati dai cittadini nei municipi dispari di Roma nel corso del secondo appuntamento dell’anno con la campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”. In ventisei siti (si tratta di diciannove ecostazioni allestite per l’occasione e di sette centri di raccolta fissi) è stato possibile raccogliere i normali rifiuti ingombranti quali ad esempio mobilio, sedie o materassi, i cosiddetti Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche, computer, televisori ecc.) e altri materiali particolari quali vernici, solventi e olii esausti. L’iniziativa tornerà domenica 17 marzo e coinvolgerà questa volta i municipi pari, quindi anche l’Ottavo.

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Grazie a Leroy Merlin aperta una nuova officina in Via ardeatina 930

Un laboratorio per il fai da te all’isola solidale

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Uscire da un carcere non sempre vuol dire libertà, si esce dalla galera sì, ma non dalla condanna. Reintegrarsi nella società diventa una sfida ancora più difficile rispetto a quella del sopravvivere in una cella. Ma, per fortuna, c’è chi sostiene che ricominciare una nuova vita è possibile: sono i ragazzi dell’Isola Solidale. Una struttura che da anni ospita fino a 40 detenuti o ex carcerati, chi si trova agli arresti domiciliari, chi ha scontato la pena ma non ha più riferimenti familiari o una condizione economica sufficiente.

Perché abbiamo deciso di andare a conoscerli proprio ora? Perché hanno una novità da raccontarci, che può tornare utile a tutto il territorio. Ma prima vi parliamo un po’ di loro. Ad accoglierci all’ingresso, in via Ardeatina 930 prima del Raccordo anulare, c’è Sergio, direttore del centro. Fin da subito mentre spiega le varie attività e ci presenta i ragazzi, che indaffarati fanno avanti e indietro, gli si legge nello sguardo quanto ami questo lavoro. Eppure, i problemi non mancano: “È molto difficile reintegrarli, a volte ce la facciamo, ultimamente siamo riusciti a far ottenere lavoro ad uno di loro. Altre volte invece, dopo che hanno scontato ed escono da qui, ricominciano a fare quello che facevano prima.” Sergio poi ci fa strada per tutto il centro, dall’orto alla falegnameria e, passando per il pollaio, ci presenta anche le due oche da guardia, che però non ci accolgono con molta ospitalità… allora decidiamo di lasciarle ai loro schiamazzi e continuare il giro.

Qui ognuno ha il suo compito da svolgere, chi fa il cuoco, chi il falegname, chi si occupa degli animali e, se hanno bisogno, si supportano tra loro. Non manca nulla e, quando giungiamo al campetto da calcio, Sergio esclama ridendo: “ci manca solo la piscina!” Poi aggiunge: “scherzo per carità, poi non mi lavora più nessuno qui.” E a proposito di lavoro: è proprio qui la novità di cui volevamo parlarvi. Il 14 febbraio è stato inaugurato l’Emporio Fai Da Noi, promosso da Leroy Merlin, si tratta di uno spazio che pian piano sta prendendo forma con attrezzature varie, macchinari, utensili.

« E’un luogo di condivisione di materiale, dove le persone o le famiglie in difficoltà che necessitano di effettuare lavori di piccola manutenzione, ristrutturazioni o lavori di pittura possono utilizzare gratuitamente gli utensili necessari. “Rivendiamo il materiale che ci passa Leroy Merlin a prezzo di costo, così da rispettare l’accordo”, ci spiega Sergio. In Italia ci sono già altri centri che hanno aderito a questa iniziativa, ma a Roma sono proprio loro, i ragazzi dell’Isola Solidale, i primi a promuoverla. Noi vi consigliamo di farci un giro, con cautela però, che le oche sono pericolose!

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Sconcerto tra i cittadini della Garbatella sul futuro del nosocomio

Ospedale Cto: rilancio, o inarrestabile declino?

di Sandra Girolami

Il vecchio ospedale ortopedico di via San Nemesio è divorato dall’osteoporosi? Sembra proprio di si,  visto il progressivo rosicchiamento dei posti letto e il declassamento del Pronto Soccorso. E’ incredibile, ma i circa 160 mila cittadini che abitano nell’VIII Municipio, pur avendo un nosocomio a due passi da casa, quando si rivolgono al pronto soccorso del Cto per emergenze diverse da ferite, fratture od ossa rotte vengono dirottati al San Giovanni, al San Camillo o al Sant’Eugenio. Inutile dire che, a volte, la vita della gente è legata a un filo e mezz’ora di tempo può anche essere fatale. Eppure un cartello ben visibile all’esterno indica proprio “Pronto Soccorso”, con tanto di rampa dedicata per accedervi. In realtà si tratta solo di un punto di primo intervento, tant’è vero che le ambulanze non ci arrivano più da diverso tempo. Manca tuttavia un’adeguata informazione ai cittadini, molti dei quali continuano a recarsi al Cto anche per problemi gravi non ortopedici, che richiedono un servizio di primo livello, senza naturalmente poter ricevere assistenza.

Ma questa non è la sola questione  che affligge la popolazione, angustiata nel vedere svuotato quel bellissimo impianto, che tutt’oggi ammiriamo e che ricorda la sperimentazione finlandese del sanatorio di Paimio, progettato dai coniugi Alvar  e Aino Aalto negli anni Trenta. La sua costruzione fu un’opera poderosa durata quattro anni e fu il primo nosocomio non strutturato in padiglioni separati, bensì composto da reparti tutti comunicanti  tra loro.  Nato come ospedale ortopedico e inaugurato nel giugno del 1957 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi,  il Cto si era arricchito negli anni di altre specialità: urologia, neurologia, oculistica, cardiologia, rianimazione, tutte di ottimo livello. Oggi non c’è più nulla di tutto questo. Per giunta le divisioni di ortopedia si sono ridotte da quattro a due, di cui una week: chiude il venerdì e riapre il lunedì successivo. I posti letto sono passati da circa 430 a 100 e la lista di attesa per un’operazione all’anca, quando va bene, supera i sei mesi; la rianimazione, che aveva dodici posti letto, ora ne ha 6 solo di post acuzie.

E non è finita qui: il reparto di Unità spinale per i medullolesi (fratture alla colonna vertebrale), fiore all’occhiello dell’Ospedale Traumatologico della Garbatella, quando aprì i battenti sotto la direzione del manager prematuramente scomparso Andrea Alesini aveva 38 posti letto, ora ne sono rimasti solo 16, esclusivamente per la riabilitazione. Ferma anche la Gamma Unit, l’apparecchio in grado di bombardare i tumori cerebrali. E’ funzionante, ma non utilizzata perchè le eliambulanze non vi atterrano più, l’elisuperfice costata quattrocento milioni nel 1992  e realizzata dalla Asl per il decollo e l’atterraggio degli elicotteri per i ricoveri di emergenza: un’area  di 35 metri quadrati per 50, con un gruppo elettrogeno in grado di garantire il suo funzionamento anche di notte in assenza di alimentazione di rete.

Intanto, dal dicembre 2013 il Cto ospita una Filiale del Centro Protesi di Vigorso di Budrio realizzata dall’Inail per rispondere alla domanda di prestazioni sanitarie protesiche e per garantire una maggiore diffusione del servizio sul territorio nazionale. Autorizzata dalla Regione Lazio, eroga prestazioni protesico-riabilitative in regime residenziale, semiresidenziale non ospedaliero e  ambulatoriale.  La Filiale, che  si avvale di personale altamente specializzato e di attrezzature e tecnologie all’avanguardia, realizza e fornisce protesi personalizzate, eroga il training riabilitativo per un migliore utilizzo dei presidi  insieme a trattamenti di rieducazione funzionale per infortunati sul lavoro nel periodo di inabilità temporanea assoluta. Dal settembre 2015 la struttura include il Punto di assistenza, che fornisce a infortunati sul lavoro e tecnopatici dispositivi e ausili personalizzati per la cura e l’igiene personale, la mobilità, la comunicazione e gli adattamenti della casa. 

Ma i cittadini continuano ad interrogarsi su quale sarà la fine della storia, che ne sarà dei reparti chiusi e del Pronto Soccorso. Oggi che, grazie alle politiche della Regione Lazio e alla lotta agli sprechi, il deficit  sanitario sembrerebbe  rientrato, la speranza è che si cominci di nuovo a ragionare sul futuro del Cto e che non sembri  una semplice utopia pensare a un  rilancio di questa storica struttura, che può tornare ad essere  un punto di riferimento vitale  per un grosso bacino di utenza, sia a livello locale  che per tutto il  Centro sud. Noi vogliamo avere l’ardire, quanto meno, di  sollecitare questa riflessione.

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Ancora vandali a via Valignano alla Garbatella

È da oggi a terra l’indicazione stradale per via Alessandro Valignano.  Palo divelto ed abbandonato nel terrapieno, targa marmorea distrutta a mostrare, questa volta, non più un luogo ma un senso di degrado e di incuria.

Forse un atto vandalico?

Ciò che è certo è che ancora una volta, alla distanza di pochi giorni, si assiste alla distruzione del bene e della memoria pubblica. In questo caso, di una certosina opera di toponomastica con valenza storica ed urbanistica (f.v.). 

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Festeggiato l’8 marzo al Centro anziani Ostiense

 

di Stefano Baiocchi

È stato un pomeriggio di festa quello dell’otto marzo al Centro Anziani Ostiense. Non poteva esserci migliore occasione, per inaugurare la piccola biblioteca, che la Giornata Internazionale della Donna per ricordare le tante protagoniste nel mondo attraverso i racconti e le recite di tre giovanissime studentesse dell’Istituto Macinghi Strozzi, sostenute dall’insegnante Federica Novelli.

Moltissima gente, superiore alle attese, perché non c’era soltanto il nutrito gruppo di anziani che solitamente frequenta il Centro, ma si sono visti anche tanti volti giovani.

Ester Semeraro, Giordana Garau e Nour Ferjani ci hanno deliziato e fatto riflettere con racconti e poesie di moltissime donne che hanno contribuito con la loro lotta e la loro dignità, al progresso e allo sviluppo della società in ogni angolo del mondo.

Così le loro narrazioni si sono intrecciate con le parole di Frida Kahlo, Alda Merini, Rosa Parks, Eva Gore-Booth, ma anche con quelle dell’attivista statunitense Rachel Corrie il cui coraggio finì in Palestina schiacciato da un bulldozer dell’esercito israeliano.

Non poteva mancare il ricordo della giornalista russa Anna Politkovskaja (L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede), dell’attivista curda Avesta Harun, della sociologa brasiliana Marielle Franco, uccisa per la sua lotta a fianco degli abitanti delle favelas di Rio De Janeiro, e infine della Partigiana Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare.

L’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri hanno infine portato il saluto delle istituzioni.  

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Palladium, l’agenda di marzo

Capri Revolution

Dal cinema di Martone al Freud di Barlozzetti, dalla magia di Colours alla lirica di Prime Donne al Teatro di piazza Bartolomeo Romano, 8

 

a cura della redazione

 

Mercoledì 6 marzo alle ore 20,30:
Capri-Revolution”  (cinema)

Nuovo appuntamento nell’ambito della rassegna “Incontri col cinema” con la visione di Capri-Revolution (2018), ultimo film di Mario Martone presentato in concorso alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e in corsa con ben 13 candidature ai David di Donatello 2019. Martone, tra i più acclamati Maestri del nuovo cinema italiano (Noi credevamo, Il giovane favoloso), introdurrà la visione del film con Vito Zagarrio (Università Roma Tre) e Ippolita Di Majo, con cui ha scritto a quattro mani la sceneggiatura edita da La nave di Teseo (Capri-revolution, Collana Oceani, 2018, pp. 192, € 19,00). Sarà presente all’incontro anche Bruno Roberti, autore del recente volume A distanza ravvicinata. L’arte di Mario Martone (Pellegrini editore, 2018).

BIGLIETTI: 5€

Sabato 9 marzo alle ore 20,30:
Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus” (teatro)

Un racconto teatrale e un’indagine in scena, un vero e proprio giallo, che ha per protagonista Freud alla ricerca di se stesso e della psicanalisi, in un confronto con il fantasma del Padre.  È Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus”  prodotto da Il Collettivo Teatro Animazione. Sul palco un narratore, Guido Barlozzetti, che con Freud e attraverso le sue parole – dai testi delle opere alle lettere – accompagna lo spettatore a immergersi nel lungo e tormentato percorso dell’esploratore dell’inconscio, accompagnato in scena dalle immagini video curate da Massimo Achilli e le musiche originali di un artista sensibile e innovativo quale Enzo Pietropaoli.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Mercoledì 13 marzo alle ore 20,30:
Pane e cioccolata” (cinema)

Terzo appuntamento di “Ritorno in pellicola”, una rassegna a ingresso gratuito dedicata a grandi film della storia del cinema italiano proiettati in 35mm, co-organizzata dall’Università Roma Tre con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la rivista di critica cinematografica Quinlan.it. Il direttore della fotografia Luciano Tovoli introdurrà “Pane e cioccolata” di Franco Brusati (1973). Con Tovoli dialogheranno Vito Zagarrio (Università Roma Tre), Daniela Currò (Conservatore della Cineteca Nazionale) e Alessandro Aniballi (Quinlan.it).

INGRESSO GRATUITO

 

Giovedì 14 marzo alle ore 20,30:
Menzogna e sortilegio di una scrittura. I quattro romanzi di Elsa Morante” (recital teatrale)

Un intenso viaggio tra le opere di una delle maggiori scrittrici della letteratura italiana. Il Teatro Palladium ospita, nell’ambito della rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” curata da Giuseppe Leonelli, Menzogna e sortilegio di una scrittura, un recital teatrale dedicato a Elsa Morante, prima donna ad essere insignita del Premio Strega nel 1957 per il romanzo L’isola di Arturo. Un evento gratuito dove saranno protagonisti i quattro romanzi della scrittrice: Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia e Aracoeli.

INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 15 marzo alle ore 20,30:
Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini” (masterclass di fotografia)

Momento di formazione e approfondimento è la Masterclass di fotografia a cura di Patrizia Genovesi, Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini. Un appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo. attraverso le sue vicende personali, le sue opere e il sorprendente rapporto che lo lega alla musica di Johan Sebastian Bach.

BIGLIETTI: 10 €

 

Colours_Dimitri Scarlato
Dimitri Scarlato (pianoforte)

Sabato 16 marzo alle ore 20,30:
Colours. Un viaggio musicale che conduce all’immaginazione visiva” (musica)

È possibile interpretare i colori attraverso la musica? Secondo Colours Per la prima volta in Italia – in un’unica data – il pubblico parteciperà a un viaggio musicale che lo condurrà all’immaginazione visiva dei colori e alle emozioni che questi stimolano. Il progetto nasce dal compositore e direttore d’orchestra Dimitri Scarlato (pianoforte), accompagnato sul palco da Agnieszka Teodorowska (violoncello) e Yuriy Chubarenko (fisarmonica).

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Da giovedì 21 a domenica 24 marzo:
La scomparsa di Majorana” (teatro)

Un’indagine poliziesca, un thriller a orologeria, un sogno ad occhi aperti. È “La scomparsa di Majorana”, lo spettacolo in scena al Teatro Palladium con la regia di Fabrizio Catalano ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Fulcro della vicenda la presunta morte, avvenuta nel 1938, del giovane e promettente fisico siciliano Ettore Majorana. Sul palco: Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri e Giovanna Rossi

Lunedì 25 marzo: per la rassegna “Prime Donne” il soprano “Mariangela Sicilia” (musica)

Amore e disamore, impeto e passione: sono questi gli elementi che animano il canto appassionato di Mariangela Sicilia. Sarà lei a chiudere la rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, che ha già ospitato le voci di Svetlana Kasyan, Claudia Pavone e Valentina Varriale. 

 

Venerdì 29 marzo alle ore 20,30: “Trio di Parma. Un concerto per Mario Bortolotto” (musica) 

Sono il trio di musica da camera più importante in Italia, la loro musica è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Il Trio di Parma, composto da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino ed Enrico Bronzi al violoncello, è protagonista di un concerto dedicato al grande critico musicale Mario Bortolotto. Un omaggio dunque a uno tra i più importanti interpreti delle avanguardie musicali, con un repertorio da Schubert a Ravel.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
Prenotazioni via e-mail 
biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium
Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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PRIMARIE del partito democratico nel municipio

Quasi l’80% per Zingaretti segretario

di anna BREDICE

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Partito democratico con un risultato molto ampio anche nel nostro Municipio. Il 79,9% di chi si è recato ai gazebo ha scelto come segretario del Pd l’attuale governatore della Regione Lazio, un dato in linea con quello regionale, ma se questa è la media del Municipio, in alcune zone ci sono stati dei picchi ancora più alti: Zingaretti ha raccolto l’82,3% nel gazebo davanti al Teatro Palladium, un risultato simile anche a San Paolo, negli altri il dato oscilla tra il 78 e l’81%, per un totale di 5.986 voti. Il resto, poco meno del 20%, è stato suddiviso tra gli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il primo ha ottenuto l’8,4%, il secondo l’11,6%.

I gazebo erano complessivamente nove, disseminati in un’area molto vasta, per accogliere gli elettori senza costringerli a fare lunghi spostamenti. Ma se il viaggio da casa ai gazebo è stato breve, le file per votare sono state parecchio lunghe. Già dalla mattina dopo le otto, si sono viste molte persone in attesa, quasi ovunque, e così è stato fino alle 20 quando si sono chiusi i seggi ed è iniziato lo spoglio. Nel gazebo di Santa Galla, che ad ogni elezione viene montato davanti alla chiesa, si confondevano e si incrociavano le persone che uscivano dalla messa con quelle in coda per votare. Molti anziani con pazienza aspettavano il loro turno, in generale l’età dei votanti andava dai trenta-quaranta anni in avanti, pochi i sedicenni a cui era concesso il diritto di voto. A Tor Marancia dove si è votato non in un gazebo, ma nella sezione del partito a cui si accede scendendo alcuni scalini, una scrutatrice ha aiutato una donna molto anziana portandole la scheda e una cabina d’emergenza sul marciapiede. E’ stata una giornata di grande partecipazione democratica: un dato oggettivo è la partecipazione molto alta, che ha visto ad esempio 1.249 persone votare al gazebo della Montagnola, vicino al mercato, altri 1.100 alla sezione di Tor Marancia, 1.120 in via Erminio Spalla a Roma 70, per un totale nei nove gazebo allestiti di 7.488 votanti.

“C’era tanto popolo di centrosinistra che non vedevamo da tempo — ha dichiarato Flavio Conia, segretario del Pd del Municipio VIII, che ha seguito le operazioni di voto girando tra i gazebo — tanti e fiduciosi del peso che il loro voto può avere in questo momento, si è riunito l’elettorato conquistato in questi anni, più “renziano”, con quello perso e che si era allontanato”. Il riferimento di Conia è a quegli elettori delusi dei quali ha parlato anche il neo segretario del Pd nel primo discorso dopo la vittoria, nel quartier generale allestito nei pressi del Circo Massimo. E cioè gli scontenti che avevano votato Cinque stelle alle politiche e che ora, secondo i dem, sarebbero tornati a casa. Anche agli elettori grillini Zingaretti si era rivolto spesso durante la campagna per le primarie, per un progetto di partito inclusivo, che vede proprio nel Municipio VIII un esperimento che si è fatto concreto con la giunta di Ciaccheri. Sarà l’assemblea prevista il 17 marzo a ratificare l’elezione di Zingaretti segretario del Partito democratico, una carica che ricoprirà contemporaneamente a quella di Governatore della Regione Lazio.

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Festa della donna: gli eventi dei nostri quartieri

Cucina, corre a prendere i figli a scuola, stira, e magari è anche la manager di un’azienda. Le donne, sono le eroine dei nostri giorni, sanno far tutto e guai a chi prova a fermarle. Forse proprio questo loro essere così intraprendenti e determinate, dopo continue lotte verso l’acquisizione di diritti in ogni campo, dal lavoro alla politica, ha contribuito a dedicarle un giorno di festa. Ma cosa possiamo fare per evitarle la solita routine, almeno l’8 Marzo? Ecco qualche idea proposta dai nostri quartieri.

Scusateci ma, le mimose alla Garbatella sono finite. E siccome al giorno d’oggi, diciamocela tutta, il gentil sesso ci fa poco e niente con fiori e cioccolatini, Eataly ha da proporre alle nostre donne la settimana delle birre artigianali. Potrete passare una bella serata con le amiche, e tra i vari assaggi non perdetevi la birra alla mimosa!
https://www.eataly.net/it_it/negozi/roma/archivio-roma/festa-della-donna-eataly-roma/

Spostandoci in zona Marconi invece, al Teatro L’Aura (Vicolo di Pietra Papa 64), vi aspetta lo spettacolo teatrale “Conosci Napoli”, ideato da Rossella Serrato. Uno spettacolo divertente a suon di canzoni napoletane, oltre al divertimento assicurato, donne, non mancherà un buon apericena.
http://www.teatrolaura.org/

Se avete il coraggio di lanciarvi tra il caos di Ostiense, potete trovare L’Alchimista, in Via Bartolomeo Bossi 6. Un salottino privato immerso in un’atmosfera intima. Lì, dalle 21:30 dell’8 Marzo, verrà esposto il progetto “Io Lotto”, dove tramite l’incontro tra letteratura e filosofia si cercherà di spiegare cosa vuol dire essere donna, madre, moglie. Concetti che sembrano scontati, e invece per essere donna, appunto, si deve lottare. https://www.facebook.com/events/417631052142339/

A questo punto, tra fiumi di birra, spettacoli o serate intellettuali, sta a voi decidere dove andare. Noi di Caragarbatella intanto, auguriamo buon 8 Marzo a tutte le donne; quelle impaurite o coraggiose, che amano i tacchi alti o la tuta, con tanti bimbi o sole in giro per il mondo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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