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Tag: porta San Paolo

Porta San Paolo: l’ultimo baluardo

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Da Porta Ostiensis a Porta San Paolo

Come la Porta Appia, l’odierna Porta San Paolo è la meglio conservata della cinta aureliana. Da qui partiva la via Ostiense, che conduceva al porto di Ostia, da cui prendeva il nome, per poi essere cristianizzata in “Porta San Paolo” dovuto alla vicinanza della basilica dedicata all’Apostolo delle Genti.

Nella sua maestosità è possibile distinguere diverse fasi costruttive:

  • Prima fase: la porta presentava due ingressi, inquadrati da torri a pianta semicircolare
  • Seconda fase: nel periodo di Massenzio (306-312) vennero aggiunti due muri a tenaglia, con la controporta, anch’essa dotata di due fornici in travertino e vennero foderate le torri.
  • Terza fase: con l’imperatore Onorio (395-423), come nelle altre porte delle mura, i fornici di ingresso e della controporta vennero ridotti da due ad uno e le torri rialzate.

È qui che, durante la Guerra Greco-Gotica (535-553), il re ostrogoto Totila nell’autunno del 549, dopo aver posto sotto assedio Roma per la terza volta, riuscì a conquistarla grazie a un nuovo tradimento dei guardiani, che aprirono i battenti di Porta San Paolo al suo esercito.

Già dal V secolo e almeno fino al XV, come abbiamo già visto per Porta San Sebastiano, le porte aureliane erano concesse in appalto o vendute a privati per la riscossione del pedaggio per il relativo transito di merci e persone.

Granatieri a Porta San Paolo, foto tratta da “Trent’anni di vita italiana” di Pietro Caprioli

La Battaglia di Porta San Paolo

La sera del 9 settembre 1943, mentre le truppe tedesche marciavano sulla via Ostiense pronte ad occupare la Capitale, la 21ª Divisione fanteria “Granatieri di Sardegna” si spostò verso il centro, ingaggiando duri combattimenti alle Tre Fontane), attorno alla Collina dell’Esposizione (attuale quartiere EUR), al Forte Ostiense ed infine asserragliandosi a Porta San Paolo, che divenne un baluardo difensivo della Resistenza, protetta da barricate e carcasse di veicoli.

In aiuto dei granatieri accorsero numerosi civili armati alla meglio, i reparti della legione territoriale Carabinieri di Roma, il Reggimento Lancieri di Montebello, il I squadrone del Reggimento Genova Cavalleria, alcuni reparti della divisione Sassari, lo squadrone guidato dal tenente Maurizio Giglio e i paracadutisti del X Reggimento Arditi.

La Battaglia di Porta San Paolo ebbe inizio il 10 Settembre. A fianco dei granatieri trovò la morte Maurizio Cecati, diciassettenne, forse il primo caduto nella lotta di Liberazione.

Ai combattimenti partecipò il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini che si pose a capo di uno dei primi gruppi combattenti della Resistenza, anche utilizzando come munizioni delle pietre.

L’eroica difesa durò fino alle ore 17:00: l’accordo della resa di Roma era già stato firmato alle ore 16:00 dal generale Giorgio Carlo Calvi di Bergolo, mentre i combattimenti ancora infuriavano.

Museo via Ostiense

Il Museo della Via Ostiense

Realizzato nel 1954, il Museo della Via Ostiense conserva materiali provenienti dal territorio compreso tra Roma e Ostia. Vanno segnalati tre arcosoli, dipinti provenienti da una tomba del III secolo ritrovata presso la Basilica di San Paolo, numerosi calchi di iscrizioni e cippi funerari. Nella torre orientale vi sono resti di affreschi databili tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, decorazioni di una cappella della comunità bizantina. Ad oggi, purtroppo è chiuso al pubblico.

Per approfondire

  • Coarelli F., Guida Archeologica di Roma
  • Piscitelli E., Storia della resistenza romana
  • Roatta M., Memoria sulla difesa di Roma, relazione all’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Esercito, Brindisi, 18 gennaio 1944
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Vicoli scomparsi: l’odonomastica nella campagna del Municipio VIII

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Nello scorso articolo, abbiamo parlato di vie e piazzali spariti o che hanno cambiato nome, ma non sono i soli ad essere scomparsi durate i cambiamenti urbanistici dei quartieri del Municipio Roma VIII.

Vicolo Ampliato

Era situato a Tor Marancia, corrispondeva al tratto di strada attualmente denominato via di Santa Petronilla, una zona che fino agli anni Cinquanta era tutta un’area campestre. Il vicolo era affiancato da una via omonima, ed entrambi furono soppressi nel 1955, più o meno quando si conclusero le edificazioni delle attuali case popolari.

Il nome derivava non dalla sua dimensione, ma dalla vicinanza e dalle memorie epigrafiche del Cubicolo di Ampliato nelle Catacombe di Domitilla.

Vicolo Tamariceto

Iniziava da fuori Porta San Paolo (anche se in alcuni documenti è posto fra la Garbatella e il Fosso di Grotta Perfetta) e prendeva nome da una zona ricca di tamerici, piante spontanee mediterranee e coltivate per ornamento.

Tamariceto – Tamarix

Vicolo della Caffarella

Aveva principio da Porta San Sebastiano e si snodava costeggiando la tenuta della famiglia Caffarelli, da cui il toponimo.

Dinastia di cui si hanno notizie fin dal 1186, anche se la loro ascesa si ebbe nel XVI secolo quando ottennero il titolo di duchi. Il loro patrimonio terriero era tale da possedere tenute e casali che si estendevano da Roma ad Ardea, lungo le vie Appia e Ardeatina, all’interno dell’agro romano.

Vicolo della Caffarelletta

Andava dal vicolo della Caffarella e si inoltrava nella campagna verso una piccola tenuta dipendente dalla Tenuta della Caffarella.

Per approfondire

  • Carpaneto Giorgio, I vicoli di Roma

La foto in evidenza ritrae il vicolo della Caffarella nel 1930 ed è tratta dal sito Roma Ieri Oggi.

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Al via le celebrazioni per la giornata dell’otto settembre, Mattarella a Porta San Paolo

Al via le celebrazioni legate alla giornata dell’otto settembre che anche quest’anno, in cui ricorre l’81° anniversario della Difesa di Roma dalla barbarie nazista, saranno ricche di appuntamenti e che si svolgeranno come sempre a Porta San Paolo, luogo sacro per la Resistenza e per l’Italia.
Si comincia al mattino con la cerimonia a cui parteciperà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al “Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943”, successivamente è prevista un’altra cerimonia in piazza di Porta San Paolo.

Il Presidente Mattarella rende omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine

Le misure di sicurezza previste

Diverse le misure di sicurezza, previsti divieti di sosta, con rimozione, già dalla sera di sabato, su  viale della Piramide Cestia, tra piazzale Albania e piazzale di Porta San Paolo, ma soltanto direzione della Piramide.
Divieti di sosta anche in largo Manlio Gelsomini, in piazzale Ostiense in via del Campo Boario.  Nel corso delle celebrazioni non si escludono deviazioni, oltre che per il traffico, anche per le linee di bus che transitano nella zona.

Le iniziative nel territorio dell’VIII Municipio

Nel pomeriggio, invece, è in programma una pedalata nei luoghi della Resistenza dell’VIII Municipio. L’iniziativa è organizzata dalla Associazione Sportiva Dilettantistica Le Bici. L’appuntamento è alle 16:00 in Piazzale Caduti della Montagnola per raggiungere Piazzale Ostiense. Il percorso di circa 10 km è adatto anche ai bambini e toccherà diversi luoghi della memoria. Per iscriversi e per ulteriori informazioni basta mandare una mail a lebicidiroma@gmail.com. Domenica sera a partire dalle 20:00, sempre a Porta San Paolo, ci sarà lo spettacolo “Poeti e Poesie di Pace” nella scenografia ideata dall’architetto Cesare Esposito.
Infine, alle ore 21:00, sulla facciata della Piramide Cestia, in programma la proiezione del film documentario “Lussu”, film realizzato nel 2021 dal regista Fabio Segatori che sarà presente alla serata.
La pellicola racconta le vicende di Emilio Lussu eroe di guerra con 4 medaglie al valor militare e in seguito pacifista dopo aver assistito al massacro della Grande Guerra. La sua partecipazione al conflitto sarà raccontata nel suo libro di memorie Un anno sull’altopiano, tradotto in tutto il mondo.

La storia di Emilio Lussu

Dopo aver fondato il Partito Sardo d’Azione è eletto parlamentare diventando uno strenuo oppositore al fascismo che lo arresta e lo spedisce al confino, a Lipari.
Da qui scappa su una barca col suo amico Carlo Rosselli col quale fonda, a Parigi, la prima organizzazione antifascista: “Giustizia e Libertà”.
Partecipa quindi alla Guerra Civile Spagnola sul fronte antifranchista. Ricercato e braccato dall’OVRA anche oltralpe, Emilio Lussu vive tra Parigi, la Svizzera, il Portogallo e Marsiglia. Rientra in Italia dopo l’8 settembre, dove è ministro nei governi Parri e De Gasperi.
Il film è anche la storia di un grande amore: quello con Joyce Salvadori, compagna di una vita, anche lei partigiana, scrittrice e attivista per i diritti delle donne.

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Porta San Sebastiano: la più grande delle Mura Aureliane (parte II)

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Continuiamo la storia della Porta Appia, riprendendo dall’epoca medievale.

Tasse e gabelle

Tutte le porte delle Mura Aureliane, almeno fino al XV secolo, venivano concesse in appalto o vendute a privati cittadini per la riscossione del pedaggio per il relativo transito: negli “Statuti delle gabelle di Roma” di Sigismondo Malatesta (1888) è riportato un bando del 1467 che specifica le modalità di vendita all’asta delle porte cittadine per un periodo di un anno; in un altro documento datato 1474 veniamo a sapere che il prezzo d’appalto per le porte Latina e Appia insieme era pari a “fiorini 39, sollidi 31, den. 4 per sextaria” (cioè ogni sei mesi). Le quantità di gride, editti e minacce che venivano emessi contro gli abusi dei riscossori dimostra quanto questi arrotondassero i loro guadagni provenienti dal transito in modo illecito.

Porta trionfale

Sotto il suo fornice, la nostra porta ha visto passare due ingressi trionfali. Il 5 aprile 1536, in occasione della visita dell’imperatore Carlo V, Antonio da Sangallo trasformò la porta in un vero e proprio arco di trionfo, ornandola di statue, colonne e fregi e l’avvenimento è ricordato in un’iscrizione sopra l’arco che, con un’adulazione un po’ eccessiva, paragona Carlo V a Scipione l’Africano: “CARLO V ROM. IMP. AUG. III. AFRICANO”. Qualche anno più tardi, il 4 dicembre 1571, Porta San Sebastiano fu di nuovo ricoperta di apparati scenografici per il corteo trionfale in onore di Marcantonio Colonna, il vincitore della Battaglia di Lepanto.

Casa di Ettore Muti (Archivio Fotografico Vasari)

La casa del gerarca

Pensando di meritare un alloggio degno della sua levatura ed incarico, Ettore Muti, il segretario del Partito Nazionale Fascista, decise di venire a vivere proprio all’interno della porta. Tra il 1941 e il 1943 la sistemazione di Porta San Sebastiano ad uso abitativo venne affidata all’architetto Luigi Moretti (tra i suoi altri edifici ricordiamo la Casa della Gioventù Italiana del Littorio a Trastevere, che oggi ospita la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté). Dopo l’8 settembre 1943, la casa di Muti venne saccheggiata.

Il Museo delle Mura

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la porta viene riaperta al pubblico dal Comune che diede anche inizio alla stesura di un progetto per la realizzazione di un Museo delle Mura. Nel corso degli anni, però, e attraverso alterne vicende una parte dei locali fu adibita ad alloggio di servizio per il custode e la sua famiglia.
Il resto degli ambienti nel 1960 fu ceduto in uso al Ministero della Pubblica Istruzione perché vi installasse un Ufficio speciale dell’Appia Antica e poi un Museo della via Appia, ma il previsto Ufficio non entrò mai in funzione.
Il Comune tornò in possesso del monumento nel 1970; l’anno dopo la Ripartizione Antichità e Belle Arti vi allestì un piccolo Museo delle Mura: le aperture al pubblico erano limitate alla domenica e dopo qualche anno, purtroppo, si tornò di nuovo alla chiusura totale. Si deve attendere il 1984 per vedere la definitiva riapertura e sistemazione interna della porta, in occasione della mostra “Roma sotterranea”.
Nel 1989 è stato ufficialmente istituito il Museo delle Mura di Roma con Deliberazione del Consiglio Comunale, secondo la Legge Regionale del 1975.
Per visitare il Museo delle Mura consulta il sito istituzionale

Per approfondire

  • Filippo Coarelli, Guida Archeologica di Roma
  • Mauro Quercioli, Le mura e le porte di Roma
  • Corrado Augias, I segreti di Roma

Clicca qui per leggere la prima parte della storia di Porta di San Sebastiano.
Il dettaglio della stampa è di Francesco Tramezzino “Entrata di Marcantonio Colonna a Roma” (1571)

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Porta San Sebastiano: la più grande delle Mura Aureliane (parte I)

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

Tra le porte che si aprono nei 19 km circa che costituivano la cinta muraria fatta innalzare dall’imperatore Aureliano (270-275) per difendere Roma, la meglio conservata e la più grande è la Porta Appia, denominata poi nella metà del XV secolo “Porta San Sebastiano”.

Una stratigrafia muraria

Prendetevi del tempo e tornate (o andate per la prima volta) a guardate la porta con attenzione e potrete notare ben cinque fasi costruttive:

  1. La porta di Aureliano, due fornici gemelli si aprivano tra due torri (come le altre più importati della cinta). Sopra di essi, un secondo piano con finestre ad arco.
  2. Con il primo rifacimento, le torri vengono ampliate, inglobando quelle precedenti, assumendo una pianta a forma di cavallo e con un rialzamento di un piano. Come controporta, venne utilizzato il preesistente arco, detto “di Druso”.
  3. L’imperatore Onorio (401-402) aggiunge basamenti quadrati rivestiti di marmo.
  4. Successivamente, ci sono alcune sistemazioni interne.
  5. Infine le torri e il corpo intermedio vengono rialzati di un ulteriore piano.

San Michele il guerriero

Entrando nella porta e volgendo lo sguardo sullo stipite di sinistra, noterete un angelo che infilza un drago con una lancia affiancato da quest’epigrafe in latino:

«Nell’anno del Signore 1327, indizione XI, mese di settembre, penultimo giorno, nella festa di San Michele, entrò in città gente straniera e fu sconfitta dal popolo romano proprio qui. Giacomo de’ Ponziani, capo del rione.»

L’evento qui ricordato è la vittoriosa battaglia sostenuta dai Romani guidato da Giacomo Ponziani (la famiglia di Ceccolella, ossia Santa Francesca Romana) il 29 settembre (festa di San Michele) del 1327 contro il re di Napoli Roberto d’Angiò.

Ma le storie che ha in serbo la Porta Appia non sono ancora finite…

Clicca qui per leggere la seconda parte della storia di Porta di San Sebastiano.

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Celebrazioni in Municipio VIII per la Festa della Liberazione

Anche quest’anno il Municipio VIII partecipa attivamente alle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione con grande partecipazione dei cittadini e delle cittadine.

La giornata è organizzata dall’ANPI provinciale e inizierà alle 8:30 con l’omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Subito dopo, alle 10:00, partirà da Largo Bompiani un corteo che arriverà a Porta San Paolo.

 

Le adesioni

Il concentramento è previsto a Largo Bompiani e vedrà alla testa le associazioni partigiane e della memoria antifascista ( Aned – Anppia – Anei – Anvrg – Aicvas – Fiap – Anpc – Anfim – Circolo G.Bosio – Prog.Memoria) che apriranno la manifestazione con i loro striscioni, bandiere, medaglieri e labari. Parteciperanno tante associazioni tra cui Libera, Acli, Arci, Casa delle Donne, Famiglie arcobaleno, Mediterranea, Emergency, e anche i sindacati Cgil-Cisl-Uil. Non mancheranno gli studenti con le lore organizzazioni e i partiti politici.

 

Il percorso

Per chi vuole unirsi al corteo, ecco il percorso completo :  via delle Sette Chiese, via di Santa Petronilla, via Rufina, viale di Tor Marancia, piazza Rufino, via Colombo, via Genocchi, piazza Oderico da Pordenone, via Guglielmo Massaia, piazza Bonomelli, viale Massaia, piazza Michele da Carbonara, viale Massaia, piazza Biffi, circonvallazione Ostiense, Ponte Settimia Spizzichino, via Ostiense e arriverà verso le 11 a Porta San Paolo.  Arrivati a Largo delle Sette chiese, una parte del corteo, con l’organizzazione Rete Antifascista Roma Sud, devierà verso Parco Shuster  con lo slogan “ieripartigian* oggi antifascist*” ; nel parco è previsto un pic nic dalle 13:00  e spettacoli per grandi e piccini a partire dalle 16:00

Gli artisti sul palco di Porta San Paolo

Sul palco di Porta San Paolo si alterneranno  “giovani, donne e uomini del mondo del lavoro, dello studio, del volontariato, in un collegamento ideale e forte con le partigiane e i partigiani, e con le associazioni della Resistenza”. Ci sarà tanta musica con Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, la BandaJorona, il Coro “Inni e Canti di Lotta” di Giovanna Marini diretto da Sandra Cotronei, Sara Modigliani e Massimo Lella. E anche letture a cura di Andrea Berbetti, Ivan Costantini, Alessia Gabbarrini, Ilaria Patamia, Giovanni Rossi, Teatrullo Antifascista ( Francesco Mariani, Mauro Zannella, Andrea Zijno). “Lo spettacolo per la Resistenza e la Libertà” è ideato dall’architetto Cesare Esposito. “E’ uno spettacolo serale di luci, film storici sulla Resistenza e sulla Liberazione.- spiega Esposito – Canti, poesie nella scena della notte dei tempi della piramide, schermo di pace”. In particolare verrà proiettato il film ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani.

Pomeriggio alla Villetta

In contemporanea, le celebrazioni di Garbatella offrono un ricco calendario di interventi e musica alla Villetta Social Lab – Via degli armatori, 3  dove chi vuole può anche prenotarsi per il pranzo delle ore 13. Il pomeriggio, organizzato dalla scrittrice e regista Maria Jatosti, accoglierà dalle ore 17,00 le esibizioni musicali di “AcousticLane“, Piero Brega, Oretta Orengo, e letture a cura di Antonio Amendola, Tiziana Colusso, Giovanni Fontana, Vittorio Viviani, F.Paolo Memmo e altri, oltre ad interventi della stessa scrittrice e regista Maria Jatosti. Parteciperà sul palco anche Massimo Wertmuller.

Sempre nel pomeriggio, alle 16 a Largo delle Sette Chiese, si svolgerà una cerimonia con rappresentati del Municipio VIII con la deposizione di una corona d’alloro e la presenza delle staffette partigiane presso il monumento dell’architetto Esposito dedicato alle Fosse Ardeatine.

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25 aprile: corteo per le strade dell’Ottavo Municipio (Servizio video)

È festa d’aprile! Per ricordare l’insurrezione vittoriosa delle formazioni partigiane e la definitiva Liberazione d’Italia dal nazifascismo, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per il 78° anniversario del 25 aprile 1945.

La giornata è iniziata con un omaggio istituzionale al mausoleo delle Fosse Ardeatine ed è proseguita a largo Bompiani dove è partito il corteo che ha visto l’ANPI sfilare in prima fila.

Il corteo ha attraversato i quartieri di Tor Marancia, Garbatella e Ostiense, fino a giungere a Porta San Paolo, tra i tanti partecipanti anche il segretario generale della CGIL Maurizio Landini.

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8 settembre 1943 a Porta San Paolo col presidente Sergio Mattarella e la sindaca Raggi

Commemorati cittadini e militari che si opposero all’occupazione tedesca della città

A Porta San Paolo, nella ricorrenza dell’8 settembre, il ricordo e l’omaggio ai caduti nella Lotta di Liberazione dal nazifascismo.Presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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