Skip to main content

Autore: Redazione

Teatro Garbatella, la programmazione di maggio

Fitto il cartellone di maggio del Teatro di Piazza Giovanni da Triora n. 15.

Il 2 e il 3 maggio va in scena una fiaba per grandi e piccoli: “La Fiaba d’Inverno” di Silvia Faccini (che ne cura anche la regia) e Fulvio Pannese, una storia per chi sa che tra amore e destino, tra luce e oscurità, i miracoli possono accadere. “Alcuni di noi sono destinati a qualcosa di più grande”. Questo il messaggio che Jim, messaggero della Gilda, recapita a Peter Lake, ladro dalla nascita nella New York del 1904. Restio a credere alle parole del Messaggero e intento allo stesso tempo a sfuggire al temibile Muntro, Peter inizia un viaggio che gli farà incontrare Amore, Sofferenza, Sacrificio e Redenzione.

Una fiaba che trasporta l’invincibilità dell’Amore sulle ali del tempo e che offre ai sognatori una nuova visione delle stelle.

“Oggi sposo” è il monologo di Matteo Cirillo sull’amore che andrà in scena al Teatro Garbatella il 4 maggio. Un testo brillante ed ironico sull’amore perfetto che esiste solo nella sua forma imperfetta, scritto ed interpretato da Matteo Cirillo con la regia di Duilio Paciello, spettacolo vincitore della V° edizione del Premio Traiano come “Miglior attore” e “Miglior Spettacolo”. Un ragazzo si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Lo sposo ricorda il loro primo incontro, il loro primo bacio e ricorda quel giorno in cui si è innamorato per tutta la vita. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarla. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e surreali, lo sposo racconta le diverse fasi del loro rapporto: la conoscenza, l’idillio, la convivenza e la “separazione“. Si dice che l’amore è eterno finché dura, ma finché dura che cosa? La vita o l’amore?.

Il 9 e il 10 maggio andrà in scena “Il Cadavre Esquis” di Camilla Ribechi con Cesare Cesarini e Camilla Ribechi. Surrealismo, amore, guerra e disagio mentale sono i temi di questo spettacolo, che ha come protagonista Leonora Carrington, pittrice surrealista inglese, che ebbe da giovanissima, tra il 1937 e il 1940, un’intensa relazione con il famoso pittore Max Ernst, surrealista anche lui, relazione che finisce in tragedia. In Francia, dove la coppia si ritira, Max viene arrestato più volte dalla polizia francese e dalla Gestapo ma, sul punto di essere deportato in un campo di concentramento, riesce a fuggire dall’Europa grazie all’aiuto di Peggy Gugghenheim, che sposerà. Leonora fugge verso la Spagna dove ha una crisi psicologica e viene internata più volte. Verrà salvata dall’Ambasciatore Messicano a Lisbona e fuggirà con lui nelle Americhe, precisamente in Messico, dove vivrà amata e rispettata da tutti fino all’età di 94 anni. Parallelamente al racconto della vita degli artisti citati, al racconto della vita degli artisti citati lo spettacolo prevede la partecipazione attiva del pubblico con la proposizione di alcune attività con tecniche surrealiste tra cui il collage e il ritratto automatico.

Il 17 maggio sul palcoscenico del Teatro Garbatella approda, dopo i tantissimi successi di critica e di pubblico in tutta Italia, “EDIPO REBUS miti oracoli e pasticci”. Uno spettacolo affascinante nel ribaltamento ironico di uno dei grandi classici della letteratura occidentale.La galleria di personaggi interpretati da Corinna Lo Castro svela retroscena insospettabili della storia di Edipo, che finisce con l’essere scomposta, contraddetta, carnevalizzata.La Pizia, vecchia sacerdotessa di Delfi, che formula le sue profezie a caso. L’estetista del re Laio, padre di Edipo, che spettegola sulla corte di Tebe, la regina Giocasta, cocainomane con una vita dissoluta per volere degli dei, la Sfinge che si dichiara vera madre e amante di Edipo ed infine Tiresia, falso veggente cieco che cerca invano un ordine nel caos.Dietro al ‘giallo’ di Sofocle sembra profilarsi un pasticciaccio comico, che lascia sul campo una verità caleidoscopica e labirintica.

Una verità, come dice il Tiresia interpretato in voce e video da Roberto Herlitzka, che forse “esiste solo nei limiti in cui la lasciamo in pace”. Lo spettacolo teatrale ha la traduzione, l’adattamento e la regia di Paolo Pasquini.

“Giovanna sotto il Sego del Tempo” andrà in scena il 23 e 24 Maggio. Lo  spettacolo  vuole  proporre  un  ritratto  non  convenzionale  di  una  regina  che  non  regnò mai,  Giovanna  la  Pazza, la storia interiore di una donna, fragile e al contempo fortissima. Una donna straordinariamente moderna, nel carattere così come nelle scelte che opera. Ossessiva,  bulimica,  innamorata.  Tradita.  Lucida  e  allo  stesso  tempo  incapace  di controllare le sue pulsioni. Forse  per  scelta  incapace.  Una  donna  capace  di attraversare  per  8  mesi  la  Spagna  con  il feretro del marito. Neanche 46 anni di internamento l’hanno spezzata, o chissà forse sì. Una donna autodistruttiva, forse per scelta. La scrittura è di Adriano Marenco, la regia di Alessandra Caputo, l’interpretazione di Patrizia Bernardini e musiche di Valentino Rodolfo Puccio.

Il 25 maggio “Principesse senza corona”. Un folle e divertente percorso teatrale, ”psicoanalitico”, vissuto da una donna che vive nella realtà, ma che si moltiplica in tante donne diverse.
di e con: Barbara Gallo e con la voce di Mimmo Mignemi

“La guerra delle tre melarance” andrà in scena il 30 e 31 Maggio. Due serate attraverso cui viene mostrato l’orrore della guerra e dell’illusione umana attraverso le lenti del colore e della musica. Con Chiara Bascialla, Stefano Di Maio, Stefano Gentile, Massimiliano Labanca, Jean Poussière. Due opere di riferimento, diverse citazioni, molta scrittura musicale. Questo è lo scheletro di base de “La guerra delle tre melarance”, che, a partire da una prima cornice fiabesca, che prende corpo dalla rielaborazione ad hoc di alcune scene tratte da “L’amore delle tre melarance” di Carlo Gozzi, segue l’avventura di un giovane  principe  che,  abbandonando  l’innocente  e  spensierato  regno  della  fiaba  sgargiante  e impetuosa, entra in contatto con la realtà cinica della macchinazione umana. Dapprima  conoscerà  il  mondo  politico,  la  depravazione  mentale  e  teorica  con  cui  esso  studia l’evento bellico e di cui “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano costituisce la fonte vitale per coglierne il grottesco e lo spietato.  Il viaggio continua sul campo di battaglia, dove il giovane oscilla tra voci, volti e, soprattutto, una sinfonia  drammatica  che  lo  conduce  dall’esaltazione  per  una  vittoria  solamente  apparente  al sempre più oscuro vortice dell’agonia della guerra, dove non esiste nient’altro che la sconfitta.

Teatro Garbatella – Piazza Giovanni da Triora 15 – 00145 Roma

Tel: 366 200 3502, Biglietteria on line: https://oooh.events/

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per fare l’albero ci vuole il parcheggio

Chi l’ha detto che gli alberi possono crescere solo nei prati? Nel parcheggio di Eataly nasce un vero e proprio “Frutteto di quartiere” con 35 diversi ceppi. 

Arrivare da Eataly, entrare nell’area di sosta e al posto delle macchine trovarsi davanti un frutteto metropolitano, è questa l’ultima iniziativa dell’azienda ai confini tra Garbatella e Ostiense. L’idea è stata promossa dall’associazione Zappata Romana, che da anni, coinvolge i cittadini tramite iniziative ambientali rendondo i quartieri romani più ospitali e colorati. Stavolta sotto a chi tocca? A Eataly. Proprio nel grande parcheggio di fronte all’entrata infatti, sono stati piantati ben 35 gli alberi, dal melo cotogno, al pioppo cipressino fino al sambuco, tutti inseriti in strutture di legno. Accanto ad ogni pianta potrete trovare le informazioni relative alle diverse varietà. Ma non solo, si può anche leggere a chi è stato donato l’albero. I soggetti assegnatari sono tanti, tra cui le scuole Aurelio Alonzi, Macigni Strozzi o Cesare Battisti, i parchi Colombo, Casa del Parco o della Garbatella, l’Associazione Orti urbani di Tor Carbone e così via, e ad ognuno di loro spetta custodire e salvaguardare il proprio arbusto.“Gli alberi rimarranno lì fino ad autunno” ci dicono dall’associazione, “poi saranno donati alle rispettive scuole e comitati. Quelli donati, saranno rimpiazzati da altri nuovi, che saranno a loro volta donati.”

Oltre a piantare alberi però, si pianta anche speranza; ossia quella di difendere il clima, la natura e molte specie animali, tra cui le nostre amiche produttrici di miele. E meno male! Perché come diceva un certo Albert Einstein, “Se le api scomparissero dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” E visto che i membri di Zappata Romana ci tengono a salvaguardare la specie umana, non è la prima iniziativa che lanciano a favore delle api. Già con il progetto “Bee the Future” infatti, l’associazione aveva praticato una riforestazione di 100 ettari con diversi fiori. Insomma, stessa filosofia, ma diversi progetti. 

Dunque, se dovesse venirvi in mente di fare un giro da Eataly, oltre a strafogarvi di cibo, potete fare un salto al nuovo “Frutteto di quartiere”. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La candidatura di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd alle Europee

“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”

di Gianni Rivolta

Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti  ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.

Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.

 “Non dobbiamo  essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.

C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che  è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.

Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo  per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.

Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.

Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.

Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione  le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Formula E: deviazioni e strade chiuse

Se pensate di sapere quanto
può infuriarsi un romano al volante in mezzo al traffico, è perché non avete
mai visto un romano al volante, in mezzo al traffico, dopo che gli hanno pure
chiuso la Cristoforo Colombo! 

Insomma avete capito? “Torna a Roma la Formula E con la settima tappa del campionato 2018/2019”, si legge sul sito del Comune di Roma. Nessuno mette in dubbio che sia fantastico promuovere le energie alternative e incoraggiare l’utilizzo delle fonti elettriche, si ma noi? Come ci muoviamo nei giorni del campionato dei motori elettrici?

Allacciate le cinture, nervi saldi e
tenete a mente queste modifiche alla viabilità. Vi ricordiamo inoltre, che
se non volete ritrovarvi a sbuffare tra una strada chiusa e un vigile che vi
manda dalla parte opposta di casa vostra, le variazioni saranno inserite anche
sulle app quali Waze, GoogleMaps, Moovit, e altre. 

Per l’allestimento del circuito,
dall’11 al 15 Aprile:

  • Chiusura dello svincolo del Gra sulla pontina direzione Eur, sia in carreggiata interna che esterna.
  • Chiusura di via Cristoforo Colombo tra Laurentina e Oceano Atlantico.
  • Le strade chiuse per la Formula E a Roma | Colombo chiusa | Svincolo raccordo chiuso | Bus deviati formula E Roma
  • Chiusura della svolta a sinistra da via Laurentina su viale Cristoforo Colombo in direzione viale Marconi e viadotto della Magliana.“

Durante la gara, che avverrà dalle
20:30 alle 5:30 del 15 Aprile, le strade dedite al circuito saranno:

  • Via Cristoforo Colombo
  • Via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi, e altezza viale Europa
  • Viale Asia
  • Via Stendhal
  • viale della Letteratura
  • via della Pittura
  • Viale dell’Industria
  • Via delle Tre Fontane
  • Viale dell’Agricoltura
  • Via Ciro il Grande
  • Viale Civiltà del Lavoro
  • via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi

Le fasi del disallestimento invece
inizieranno dal 15 Aprile per terminare il 21 Aprile. Se volete dettagli più
precisi, giorno dopo giorno, potete consultare il sito del Comune si Roma al
seguente link:

https://romamobilita.it/sites/default/files/Formula_E_A3.pdf

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Viadotto della Magliana: auto sfonda il guard rail e cade

Era ancora buio quando questa notte una Lancia Y è sprofondata dal viadotto della Magliana, all’altezza di Parco Rosati, precipitando di sotto.

Il conducente è stato trasportato in codice rosso al San Camillo, per fortuna non ci sono stati altri feriti o vetture coinvolte.

Secondo alcune fonti la macchina sarebbe precipitata all’interno dello Sporting Club Eur, il quale però smentisce l’accaduto: “Abbiamo saputo dell’incidente, ma non è nel nostro centro sportivo che è finita la macchina”, ci ha risposto uno dei segretari.
È ancora da accertare quindi a chi appartenga il terreno nel quale è piombata l’auto.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La scuola Alonzi partecipa all’iniziativa di Legambiente “Nontiscordardimè”

Di Francesca Vitalini

Il prossimo 16 aprile la scuola primaria “Aurelio Alonzi” parteciperà all’iniziativa nazionale: “Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite”, l’annuale giornata di volontariato, promossa da Legambiente, ideata per le scuole che intendono impegnarsi nella promozione di stili di vita sostenibili all’interno della propria comunità e del proprio territorio.Le scuole sostenibili favoriscono azioni di cittadinanza per rendere i ragazzi protagonisti della cura del proprio ambiente di vita dentro e fuori l’edificio scolastico.

Il programma della giornata sarà così strutturato:

14,30-16,30: Nelle classi, attività di sensibilizzazione ambientale a cura dei volontari di Legambiente

16,30-19,00: In giardino, lavori di sistemazione, piccole potature, realizzazione di aiuole e cartellonistica, mercatino del libro

18,30: Estrazione biglietti della Lotteria e premiazione

“Scuola sostenibile- Nontiscordardimè è una campagna promossa da Legambiente cui la scuola Alonzi aderisce da un paio d’anni – racconta Patrizia Martinelli, responsabile del plesso -, aldilà dell’ovvio richiamo alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, l’iniziativa è volta alla promozione di momenti aggregativi in occasione dei quali i volontari del Circolo Legambiente Garbatella, i genitori e i docenti disponibili collaborano in sinergia per il benessere e la tutela della scuola. Quest’anno saranno effettuati lavori di piccola potatura, sistemazione e allestimento degli orti scolastici.La presente edizione sarà inoltre un momento di festa: è stata organizzata una lotteria, cui hanno aderito molti esercenti della zona in un vero e proprio tam tam entusiastico, e un mercatino del libro. Tutti i proventi saranno destinati all’acquisto di beni per la scuola, al fine di migliorare l’ambiente di apprendimento quotidiano dei bambini. Si ringraziano gli sponsor e i volontari che parteciperanno all’iniziativa.”

I biglietti della lotteria saranno venduti nel cortile della scuola e i premi previsti consistono in buoni e servizi offerti dai commercianti di Garbatella, che in molti hanno partecipato all’iniziativa. Per il mercatino del libro (ad offerta libera) è stata richiesta la partecipazione delle famiglie con la donazione di un libro adatto alla fascia di età degli alunni della scuola primaria. L’intero ricavato del pomeriggio sarà utilizzato esclusivamente per le necessità degli alunni della scuola Alonzi.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Massimiliano Smeriglio scende in campo per le Europee

Entra nel vivo con la presentazione delle candidature la campagna elettorale per le  europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd.  Cittadino della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana,  è stato per diversi anni presidente dell’XI Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.  

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La direzione della Asl Rm2 illustra il piano

PRIMI SEGNALI  DI  RIPRESA PER IL CTO:IL RILANCIO NEI PROSSIMI DUE ANNI

di Sandra Girolami

Si diradano le prime nubi sull’ospedale traumatologico della Garbatella. Qualcosa di concreto si sta muovendo, a partire dall’audizione che si è svolta a fine  marzo alla Pisana nella Commissione Sanità del Consiglio  Regionale del  Lazio. Già in quella sede il direttore generale della Asl Rm2 e il direttore sanitario del Cto hanno annunciato un piano di iniziative, che verranno intraprese nei prossimi due anni per risollevare le sorti del vecchio nosocomio. La notizia è stata accolta positivamente   dal presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, che si è dichiarato soddisfatto di questi primi segnali, a partire dalla riacquisizione al patrimonio pubblico del polo ospedaliero. “L’interlocuzione diretta del Municipio con l’assessore regionale Alessio D’Amato e con l’azienda sanitaria ha dato i primi frutti – ha detto –  Il progetto dell’ampliamento dell’unità spinale e del reparto di terapia intensiva sono novità importanti, cui devono corrispondere  tempi rapidi ed un piano di rilancio anche occupazionale”.

Cara Garbatella, nel numero scorso, aveva messo a fuoco diversi problemi ed interrogativi,che da anni preoccupano la popolazione e  sui quali ha chiesto risposte alla Direzione strategica della Asl Rm2, risposte che sono puntualmente arrivate a partire dalla questione dei posti letto : ”Il rilancio della struttura come polo d’eccellenza  è uno degli obiettivi che questa Azienda si è prefissata per rilanciare il Cto, che nel corso dell’ultimo decennio era stato depotenziato fino a farlo diventare quasi una struttura a valenza territoriale. La nuova organizzazione dei posti letto di tutti gli ospedali dell’Azienda è per intensità di cura, quindi anche al Cto esiste l’area di degenza ortopedica “long”, “week” e  “day surgery”. Fra poco partiranno i lavori al terzo piano per realizzare la nuova “week” ortopedica. In questo modo si amplierà l’offerta di posti letto e si potranno separare i flussi di pazienti che entreranno in urgenza da quelli che devono fare un intervento pianificato. Inoltre, in questo periodo sono stati realizzati lavori di ristrutturazione, che hanno consentito di attivare gli Ambulatori ortopedici e gli sportelli CUP dedicati, il poliambulatorio ospedaliero con sala d’attesa, la riattivazione del blocco operatorio al 2° piano e dell’attività di radiologia interventistica della colonna”.Tra le opere in cantiere è prevista anche l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica Nucleare e di tutta la radiologia oltre alla riqualificazione degli ascensori, alla realizzazione dei nuovi impianti di sollevamento e al ripristino della cartellonistica.

Ma è il potenziamento dell’Unità Spinale uno degli interventi più attesi. Forse non a tutti è chiaro cosa sia esattamente, quali problemi organizzativi presenti ed anche quale impegno sia necessario da parte del personale, che deve assistere i pazienti, per molti dei quali non ci sono speranze di guarigione e che devono riadattare i loro gesti, le loro abitudini, tutta la loro vita ad una condizione di mobilità limitata. “I posti letto  – spiega la Direzione della Asl – passeranno da 16 a 32 e quelli della Terapia Intensiva da 6 a 12 così da permettere il trasferimento precoce di pazienti tetraparaplegici all’Unità Spinale. Il raddoppio della rianimazione, inoltre, consentirà di trasferire rapidamente i pazienti con lesione midollare, per poterli trattare subito chirurgicamente e dal punto di vista riabilitativo, per consentire il maggior recupero possibile”.

A proposito della Gamma Unit, dalla Direzione sanitaria fanno sapere che era un’attrezzatura ormai desueta, fuori uso dal 2000, ed è stata rimossa nel 2017 da un’apposita ditta specializzata. Mentre l’elisuperficie  è solo temporaneamente chiusa al traffico aereo, in quanto sono state avviate le procedure di affidamento della gestione, manutenzione ed adeguamento alle norme di sicurezza.

Ospedale CTO Roma Garbatella

E il Pronto Soccorso, su cui negli ultimi tempi aleggiano minacciose ipotesi di chiusura? “Come previsto dalla Rete ospedaliera regionale e dall’Atto aziendale  – precisa la nota della Asl – è in fase di realizzazione il Pronto soccorso specialistico ortopedico con l’obiettivo di ripristinare la storica linea d’attività, ben conosciuta dai cittadini romani, per la cura e la riabilitazione di episodi di traumatologia, che ha fatto del Cto l’ospedale di riferimento per tutto il Lazio”.Ma i cittadini del territorio continuano a credere che l’ospedale della Garbatella dovrebbe essere messo in grado di soccorrere qualsiasi malato, senza per questo diventare un altro policlinico, basterebbe istituire un dipartimento di emergenza con la presenza di tutte le specializzazioni. E’ quanto chiedono le organizzazioni sindacali a partire  dai rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil, che da anni sollecitano investimenti sul nosocomio di via San Nemesio, vista anche la carenza dei posti letto al S. Eugenio, dove  lo stesso Pronto Soccorso è al collasso: per fare una visita in codice giallo si fanno anche otto ore di attesa. Insomma per molti il Cto deve tornare ad essere compatibile con i bisogni della cittadinanza. Anche il sindacato autonomo Fials,  tra i punti alla base dello stato di agitazione del personale della Asl RM2, sottolinea l’urgenza del potenziamento dell’Ospedale traumatologico, l’assunzione di personale infermieristico, socio sanitario e amministrativo.   

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’esperienza innovativa dei ragazzi autistici alla cooperativa agricola Garibaldi

“La cura della terra,
la terra che cura”

di Stefano
Baiocchi

È stata una
giornata di festa quella che il 1° aprile si è vissuta al Podere Lazio, dove da
ormai 15 anni la Cooperativa Sociale Agricola Garibaldi porta avanti un
progetto unico nel suo genere.
Moltissima gente, genitori con i loro figli, volontari, cittadini incuriositi,
e soprattutto loro, i giovani ragazzi affetti da autismo grave e che sostengono
con impegno e passione un’autentica e moderna forma d’imprenditoria: la cura
della terra, la terra che cura, come recita lo slogan impresso sull’Ape Car che
trasporta i prodotti agricoli coltivati al Podere.

Il tutto è
avvenuto a ridosso della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile di ogni anno.
Si tratta di un giorno riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare
gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure atte a sensibilizzare le
persone sulla consapevolezza e sulla conoscenza dell’autismo.
Voluta dall’Assemblea
generale delle Nazioni Unite, la giornata è stata approvata il 1º novembre 2007
con la risoluzione 62/13 e adottata il 18 dicembre dello stesso anno; rientra
quindi in una delle giornate ONU ufficiali dedicate alla salute; il giorno
riunisce le singole organizzazioni dedicate all’autismo in tutto il mondo per
collaborare riguardo ricerca, diagnosi, trattamento e accettazione generale per
le persone portatrici di questa varianza neurologica.
All’Ottavo Municipio di Roma, un gruppo di famiglie con figli autistici ha
trovato uno scopo nella Cooperativa Garibaldi, tre ettari di terreno
all’interno della tenuta dell’Istituto Agrario di via di Vigna Murata. Grazie a
un programma condiviso con i servizi sanitari, con l’amministrazione e la scuola,
le famiglie hanno deciso di utilizzare la risorsa data dall’assistenza
domiciliare indiretta e di investirla nel progetto di cooperazione, dove
lavorano i loro 25 ragazzi e gli operatori, sviluppando una piccola impresa
agricola dove, oltre ad un orto e a una serra, funzionano a pieno regime un
agriturismo e una trattoria, e in più un mercatino in loco e ambulante, portato
in giro grazie all’Ape in dotazione alla cooperativa.

Sono anzi i
ragazzi stessi a preparare le pietanze che poi sono servite e consumate dai
clienti del ristorante, cui vengono rilasciati regolari scontrini fiscali, ci
tiene a sottolineare il presidente della cooperativa Maurizio Ferraro.

“Siamo partiti
dalla terra, che è il luogo di origine di ognuno di noi, e dove si possono
creare le cose più semplici, e che abbiamo scoperto può aiutare tanto i nostri
ragazzi”, ci ha spiegato il Presidente, che non senza un certo orgoglio, racconta
tutto quello che è stato realizzato in questi vent’anni, una bella realtà
imprenditoriale, ormai tramutata in opportunità, in servizi per le persone
cosiddette “normali”. Ed è l’articolo 3 della Costituzione italiana a
garantirlo, laddove sancisce che nessuna persona può essere discriminata, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione,
opinioni politiche, o di condizioni personali e sociali.

Una delle premesse
fondamentali del progetto è anche una delibera della Regione, datata 6 maggio
2016, “Servizi e interventi di assistenza alla persona nella Regione Lazio” con
cui si integra le Legge 112/2016, nota come “Legge del Dopo di Noi”, voluta
fortemente dal Governo di Centrosinistra, la Carta dei Diritti delle persone
con Autismo e la Carta dei Diritti delle persone con Disabilità.

L’incontro allla cooperativa Sociale Agricola giuseppe garibaldi
L’incontro allla cooperativa Sociale Agricola giuseppe garibaldi

Non è mancata
la vicinanza e quindi il saluto da parte delle Istituzioni Municipali con la
presenza dell’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e del
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ha evidenziato quanto “il
percorso della Cooperativa Garibaldi (valido anche per la sua unicità) ha avuto
il merito di valorizzare un’esperienza fondamentale per il nostro territorio, suggerendo
alcuni principi che stentano tuttavia a prendere piede in città e che invece
fanno parte di un ragionamento legato a nuovo welfare, che punta sull’autonomia
e sull’emancipazione dove anche ragazze e ragazzi costruiscono dei percorsi
propri senza fare riferimento allo Stato assistenzialista”.  

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Verificati i dati di Legambiente e Arpa sulle polveri sottili

Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense

Prati verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso. 

A farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre strade sono stati i  dati diffusi recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto  tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo,  segnalato come uno dei punti più inquinati della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”

Quali sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata, è stato di 13,2 microgrammi/mc  per media oraria, quando il limite massimo consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo. 

Non contenti però, siamo andati a verificare  i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni  dell’anno e  non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018,  seppure i valori sono stati abbastanza elevati, non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano. Gli unici superamenti dei valori  massimi  per le polveri sottili sono stati registrati nella Valle del Sacco in Ciociaria. 

Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.

di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’evoluzione del paesaggio nella Città Giardino

Come cambia il verde alla Garbatella

di Valter Cecilia

Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella.  Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità  delle case. La perdita di tutto questo patrimonio  verde, che è avvenuta negli ultimi anni,  è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti  che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono  tra  l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.

Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie  che sono state saggiamente  scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che  producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.

La natura e il verde fanno parte della bellezza della
Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per
migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per
contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che
dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì
dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi,
inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro
bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater,
del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere  per  la
nostra salute e per le generazioni future.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Alla cooperativa Garibaldi ospite il giornalista Andrea Pamparana per la presentazione del libro “Cronista del disagio autistico”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Pochi ne parlano, eppure, è la forma di disabilità più frequente al mondo. Proprio così, solo nel 2018 in Italia l’autismo ha riguardato un bambino su 59. E sapete una cosa? Non può essere curato, ma capito, sì. 

E a tentare di comprendere cosa passi nella mente dei bambini affetti da questa malattia, ci ha pensato Andrea Pamparana; giornalista, scrittore, sceneggiatore e documentarista.

Proprio stamattina, Sabato 6 Aprile presso la cooperativa sociale Garibaldi, ha presentato il suo ultimo libro. 

Con una minuziosa indagine, aiutato da neuropsichiatri, assistenti sociali e pedagogisti, lo scrittore spiega cosa significhi essere autistici: “Dal greco autos, ovvero se stesso. Una netta chiusura dei rapporti comunicativi con il mondo esterno”. Difficoltà nel comunicare che poi, si riflette su tutta la famiglia, la quale non solo si ritrova a dover far fronte a tale malattia, ma come sostiene Pamparana, anche a doversela cavare senza alcun aiuto, in quanto abbandonata dalle istituzioni. Dover dire ad un genitore che il figlio è affetto da autismo non è facile, aggiungere poi che dovrà cavarsela da solo perché in Italia non ci sono mezzi economici adeguati per le terapie, è devastante. 

Con questo libro, oltre a denunciare la stupidità della burocrazia e il menefreghismo dello stato, il giornalista vuole anche dare una risposta ai genitori dei ragazzi autistici, che attraverso varie testimonianze, possono magari più facilmente trovare una risposta ai piccoli e grandi problemi da affrontare nella vita quotidiana. Sperando nel frattempo, che si possa trovare una cura a questa società così menefreghista. 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

E’ degli anni Trenta la prima chiesa parrocchiale della Garbatella

San Francesco Saverio

di Enrico Recchi

San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio degli anni Trenta, era limitata al  presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via delle Sette chiese. Costruita tra il 1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.

La posizione della chiesa nel quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali,  sullo sfondo a fare da quinta scenografica.  L’edificio razionalista, ultimato nel 1940, con i suoi  archi che conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma  chi era il santo a cui è stata intitolata la chiesa?

Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome di  Francesco Saverio, è stato un missionario gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506 da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di Gesù.

San Francesco Saverio alla Garbatella
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli

Su richiesta del re del Portogallo, Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e in Giappone nel 1549,  ma ammalatosi morì nell’isola cinese di Sancian  il 3 dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.

Fu fatto santo assieme a Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa, consacrata nel  1939, venne intitolata al missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte proprio ai missionari cattolici nel mondo.

La chiesa non è composta soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D. Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del cinema parrocchiale.

La facciata con tre entrate ha due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il quartiere.

L’interno, a croce latina, è composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono decorazioni di rilievo.

La piazza è davvero un esempio di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo: la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene ancor oggi).  Un raffronto con le attuali periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dalla Basilica di San Paolo al Santuario del Divino amore in sicurezza

A piedi o in bicicletta lungo il Sentiero del Pellegrino

di Fabrizio Fagiani

E’ grazie alla partecipazione ad un bando della Regione Lazio che i Municipi VIII e IX riportano d’attualità il progetto del Sentiero del Pellegrino. Di un percorso ciclo-pedonale di collegamento tra  la Basilica di San Paolo e il Santuario della Madonna del Divino Amore se ne parla dal Giubileo del 2000, quando l’amministrazione comunale di allora decise di rispondere positivamente alle richieste del Rettore del Santuario, che chiedeva da diversi anni la realizzazione di un tragitto sicuro per i pellegrini, che periodicamente percorrono di notte la via Ardeatina per raggiungere il Divino Amore. Ma il Sentiero del Pellegrino è rimasto tra i progetti rimasti nel cassetto e non realizzati.  E così i fedeli che tutti i sabato notte, da Pasqua ad ottobre, raggiungono in pellegrinaggio il Santuario Mariano hanno continuato a percorrere il solito tragitto sfidando le insidie delle automobili e dei marciapiedi poco sicuri.

«Insieme al Municipio IX abbiamo colto l’occasione dell’avviso pubblico di Lazio Ciclabile che prevede il finanziamento di percorsi ciclo-pedonali» ci ha detto Michele Centorrino, assessore alla mobilità del Municipio VIII «e con l’assessora ai lavori pubblici Patrizia Ricci abbiamo attivato i nostri tecnici per adeguare il progetto del Sentiero del Pellegrino alle ultime normative».

La Regione Lazio, come è scritto nell’avviso pubblico, “intende promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane che per le attività turistiche e ricreative per migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità, tutelare il patrimonio naturale ed ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica”.

Per questo la nuova versione del progetto del Sentiero del Pellegrino non sarà destinata a un uso esclusivamente religioso, ma sarà rivolta a tutti i cittadini che vorranno camminare in sicurezza su un percorso storico e naturalistico di grande fascino.

Il Sentiero si snoda quindi  per il novanta per cento sul territorio del Municipio VIII e inizia dalla Basilica di San Paolo. Sarà lungo 15 chilometri e percorrerà via delle Sette Chiese fino all’Appia Antica, passando per le catacombe di Santa Domitilla, San Callisto e San Sebastiano. E’ un tratto di strada che ripercorre in parte quello storico del Giubileo del 1350 e quello utilizzato da San Filippo Neri nel 1522 per la visita delle sette chiese. Il viottolo dopo i primi chilometri cittadini diventerà sterrato attraversando il Parco dell’Appia Antica. L’ultimo tratto si svilupperà lungo sentieri interpoderali

sentiero del pellegrino
Pellegrinaggio alle Sette chiese

Il  Municipio IX ha partecipato alla messa a punto della nuova versione del progetto per la parte che riguarda l’ultimo tratto del percorso da via di Torricola al Santuario.

«Lungo il percorso» specifica l’assessore Centorrino «saranno piantati alberi per indicare con maggiore precisione il tragitto del cammino e saranno realizzate delle aree di sosta attrezzate con panchine, tavoli,  fontanelle e servizi igienici».

Insomma un progetto impegnativo che, con una previsione di spesa di circa due milioni di euro,  se approvato dalla Regione Lazio potrà rispondere alle esigenze dei fedeli della Madonna del Divino Amore e valorizzare una porzione significativa dei Municipi VIII e  IX.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

San Paolo. Piantato un melograno per la “nonna” del Municipio

Spente 104 candeline! Tanti auguri Annita.

di Daniele Ranieri

Annita De Giacomi è la decana del Municipio VIII.  A gennaio ha compiuto 104 anni e una rappresentanza del Municipio con in testa il Presidente Amedeo Ciaccheri  gli ha fatto visita per farle gli auguri. In quella occasione la signora Annita che, pur godendo di ottima salute da un anno è costretta su una sedia a rotelle, aveva espresso un desiderio: poter vedere dalla  finestra di casa un albero.

Dopo un sopralluogo al giardinetto condominiale di via Leonardo da Vinci, dove abita la “nonna” del  Municipio, la Florovivaistica del Lazio ha provveduto ad offrire gratuitamente  due o tre tipi di alberature. La scelta è caduta su un melograno. L’ opzione non è casuale. E’ noto che il melograno è una pianta fortemente simbolica. Il colore rosso dei suoi frutti ha, infatti, sin dall’antichità, evocato la forza vitale, la salute. Insomma è un albero di buon augurio.

Infine il 30 marzo  il Municipio, nella persona del Vice presidente Leslie Capone, ha poi provveduto, con l’aiuto di qualche condomino,  a scavare la buca dove alloggiare l’alberello.

Annita De Giacomi con la famiglia
Annita De Giacomi con la famiglia

Alla fine della piccola cerimonia, alla presenza  della giovane Assessore alle Politiche Sociale Alessandra Aluigi e di alcuni amici e parenti,  la Signora Annita ha preannunciato un desiderio per il prossimo anno: accompagnare l’albero con una panchina. Tanti auguri Annita!

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Parla Clara, la figlia di Alfonso Cini l’autore di “Vota Garibaldi”

“Quella scritta l’ha fatta mio padre nel 1948”

di Anna Bredice

“Mamma, hanno cancellato ‘nonno Alfonso’. Con il cuore in subbuglio, la

mattina del 19 marzo Mario ha percorso i pochi metri che separano il muro con ‘Vota Garibaldi’ dalla casa della madre, al piano terra in uno dei lotti su via Basilio Brollo. Doveva dirle ciò che un operaio del servizio decoro urbano del Comune aveva appena cancellato lo slogan del nonno, “Vota Garibaldi, lista n. 1”, una scritta storica, unica in tutta la città della campagna elettorale del 1948, le prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana.

La mamma si chiama Clara Cini, figlia dell’autore di quel famoso graffito, Alfonso Cini, operaio antifascista, decorato con una medaglia d’oro per aver nascosto per lunghi mesi un partigiano nella casa di famiglia.

“E’ come se m’avessero scorticato er core”. Clara non potrebbe descrivere meglio il suo stato d’animo. Quando l’operaio con quella vernice giallognola era ormai arrivato a cancellare le ultime lettere Mario gli aveva urlato di fermarsi. Poi ha allertato tutti, a cominciare da Massimiliano Smeriglio che nel 2004, come presidente del Municipio, aveva voluto il restauro del graffito. In  poco più di mezz’ora la notizia ha fatto il giro della città. Ma anche gli abitanti sono scesi per strada. In piccoli gruppi si sono avvicinati allibiti per guardare quel muro vuoto. Dove c’era la scritta in vernice rossa era rimasta solo la pensilina che la proteggeva e una targa posta dal Municipio anni fa, che ne descriveva il contenuto: due dettagli che sarebbero bastati da soli a fermare il pennello che ha cancellato tutto.

Da sinistra il Presidente del Municipio ciaccheri, la signora clara cini
e Il vice Presidente della regione lazio Smeriglio

La mobilitazione è stata così rapida che il Comune non ha potuto far altro che promettere un restauro veloce. E dopo una sola settimana la scritta era di nuovo lì. “Non ho dormito per la felicità”, ci racconta Clara, che abbiamo incontrato nel tinello della sua casa, piena di figli e nipoti.

Cosa si ricorda e cosa le raccontava suo padre di questa scritta?

“E’ come se su quel muro ci fosse un pezzo di mio papà. Io ero piccoletta allora, avevo solo sei anni; quando da bambina passavamo lì davanti mi raccontava che l’aveva scritta lui. Lo aveva aiutato mio fratello Oscar che aveva 18 anni ed ora ne ha 89. Insieme ad un’altra persona gli teneva la scala, quella pesante di legno. Sa, mio papà era abbastanza robusto. Lavorava all’Acea come capomastro e si vede che aveva preso al lavoro la vernice, una buona vernice che ha resistito tutti questi anni. Era l’imbrunire, di ritorno dal lavoro, quando la scrisse”.

Cosa ha significato per lei e la sua famiglia questa testimonianza, una sorta di eredità morale?

“Per me è un simbolo, siamo cresciuti con le idee di mio padre e di mia madre, ho educato nello stesso modo i miei tre figli e anche i nipotini. Pensi che mio nipote di quattro anni è salito sulla sedia l’altro giorno e ha cantato ‘Avanti popolo’. Quella scritta è un simbolo che non dava fastidio a nessuno.”

Perché, lei non crede alla storia dell’errore?

“Come è possibile, mi chiedo? C’era la pensilina, la targa, come ha fatto a sbagliarsi, e poi hanno lasciato delle scritte sui muri a pochi metri da qui e questa invece l’hanno cancellata. Io non riesco a crederci”.

Che famiglia è stata la sua?

“Io sono nata qui, proprio in questa stanza che ora è una cucina; eravamo nove figli, un fratello è morto a 19 anni. Da grandi  siamo rimasti a vivere tutti abbastanza vicini. Mio fratello ha fatto il segretario della sezione del partito ad Ostiense. I miei genitori erano tutti e due militanti comunisti, anzi mia madre lo era di più. Lei faceva attività politica con altre donne, quando andava alla Villetta mi portava con lei ed Io rimanevo a giocare nel cortile. Collaborava con il giornale “Noi donne” e con loro ha fatto molte cose nel quartiere. Poi si è fermata perché ha iniziato a soffrire un po’ di cuore. Papà invece lavorava dalla mattina alla sera, del resto doveva mantenere nove figli. Quando tornava, andava a distribuire i volantini e organizzava il tesseramento. Sono stati due genitori speciali”.

Ci credeva molto nel partito?

“Si, ha sempre votato Pci. Quando morì Togliatti mi portò ai funerali, io ero piccola, i miei fratelli erano andati per conto loro. Mi ricordo che facemmo una fila lunghissima”

Lei ha passato la sua vita a Garbatella?

“Sì, ci siamo sempre trovati bene, è il mio quartiere. Io sono nata nel 1942 e mi raccontavano che per festeggiare avevano preparato una grande fagiolata. Era l’unica cosa che si potevano permettere per una festa.”

Vota Garibaldi, lista n.1” fa parte anche delle cose da vedere per chi visita Garbatella “Sì, certo. Quanta gente ho visto la domenica girare  per i lotti, vengono a fare le fotografie alla fontana Carlotta e si fermano anche qui a guardare la scritta. Ma io mi vergogno un po’ a dire “è di mio padre”.”

L’autore della storica scritta
Alfonso Cini


Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I risultati locali delle elezioni politiche dopo la Liberazione

Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e Garbatella:  sconfitto per un pugno di voti il Fronte democratico

di Gianni Rivolta

Il clima  alla vigilia delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici già molto prima  del 18 aprile. La chiesa intervenne pesantemente nella competizione  con una serie di lettere pastorali indirizzate al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni conservatrici.

Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati, mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere, che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici,  cassette di munizioni, caricatori, tritolo e cartucce.

Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci, Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria. Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile 1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte.  I dati  delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti. Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una magra consolazione.

Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948

Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata, Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per un pelo la Dc con 13.542 voti contro i  12.990 del Fronte.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In pericolo gli orti urbani su via del Tintoretto.Intervista al presidente Gianni Fattorini

S.O.S.“Ortolino”

di Daniele Ranieri

Uno dei più  grandi orti urbani  di Roma l’Ortolino rischia di chiudere o almeno di vedersi fortemente ridimensionato a causa del progetto comunale di costruirci nel bel mezzo una rotatoria stradale.

L’Ortolino è nato nel 2015, su quasi un ettaro di terreno che fino allora faceva parte di una area più vasta trasformata in una  immensa discarica di materiali edili. I costruttori delle aree vicine avevano individuato quell’area verde, ai confini di via del Tintoretto,  come luogo ideale per gettarci senza spesa mattoni e mattonelle, grandi blocchi di cemento e altro materiale di risulta.

Gli abitanti della zona stanchi di avere sotto casa questo panorama degradato,  decisero di rimboccarsi le maniche e di  liberare il terreno restituendolo alla sua originaria destinazione di verde pubblico. Riuscirono a spese loro e con grande fatica a bonificarlo completamente. A quel punto  ad alcuni venne l’idea di trasformarlo in un area destinata a orti urbani. Si costituirono in associazione e quindi con le carte in regola avanzarono la richiesta al Comune di avere in concessione parte del terreno. Nacque così l’Ortolino. Un area di 123 lotti di 50 metri quadrati ciascuno,  5 metri per  10, su cui oggi coltivano circa 200 famiglie, cioè oltre 600 persone.

La storia ce la racconta il Presidente dell’Associazione, ex ufficiale dell’esercito, Gianni Fattorini ,che coordina l’attività affiancato dai  sette componenti del direttivo dell’Associazione eletti dai soci.

“Ottenuta la concessione dal Comune, per prima cosa si è provveduto a far analizzare chimicamente il terreno  per capire se il lungo periodo in cui è stato adibito a scarico di materiali avesse lasciato tracce di inquinanti. Anche i primi prodotti coltivati vennero  sottoposti a severi  test. I risultati conclusero che era tutto perfettamente a posto. A quel punto sono iniziate le assegnazioni e la coltivazione di verdure e ortaggi  rigorosamente biologici. Nell’area è infatti proibito l’uso di fertilizzanti aggressivi e di pesticidi. Due anni fa è stato scavato persino un pozzo e una cisterna per irrigare gli orti, collegato poi a un impianto di distribuzione a goccia, per ottimizzare l’uso dell’acqua. Nel tempo l’Ortolino-prosegue il presidente- è diventato una comunità. Le persone si scambiano gli attrezzi e i consigli. Si aiutano quando ci sono oggetti pesanti da trasportare e svolgono insieme i lavori di sistemazione dei vialetti, dei terrazzamenti, di abbellimento delle  aree comuni. Entrando c’è un’area coperta con  dei tavoli e delle sedie.  E’  l’unico punto di ritrovo per i cittadini della zona a parte il vicino centro commerciale. E’ in programma anche  la costruzione di un campo da bocce e un percorso sportivo attrezzato. Poi, improvvisa, la doccia fredda. Dall’altra parte della strada, sui terreni che compongono il Parco del Tintoretto, iniziano ad apparire tecnici comunali che svolgono dei sondaggi. Si viene così a sapere che il Comune ha l’intenzione di costruire una bretella stradale di quattro corsie, che unisca via di Vigna Murata con via del Tintoretto, dividendo il Parco in due monconi. Ai lati della strada sono previste la collocazione di un Ipermercato Esselunga e forse di altre costruzioni ad uso residenziale. La terza rotatoria, inoltre, occuperà una buona parte degli attuali orti. Eppure fino a pochi giorni prima- conclude Fattorini- stavamo discutendo con il Comune delle migliorie da apportare agli orti e nessuno aveva accennato a costruzioni stradali imminenti.”

ortolino ottavo colle
Manifesti di protesta davanti all’Ortolino in via del Tintoretto
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Andrea Rivera al Teatro Garbatella

di Francesca Vitalini

Divertente, istrionico, esuberante. E’ Andrea Rivera che sarà al Teatro Garbatella con il suo imperdibile “I quartieri di Roma e altre storie” dal 5 al 7 aprile.

Uno spettacolo di teatro-canzone giocato su calembour, satira, improvvisazione e interazione con il pubblico. Per un viaggio-omaggio a Roma e ai suoi personaggi di ieri e di oggi.

Insieme al comico romano, il musicista Matteo D’Incà, e ovviamente Pigna, la sua cagnolina, che lo accompagna da sempre in scena. Info e prenotazioni al Teatro Garbatella, in piazza Giovanni da Triora 15. 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI