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Autore: Redazione

L’INIZIATIVA DEL COMITATO DI QUARTIERE GROTTA PERFETTA

aree verdi

Altre due aree verdi da tutelare: in corso una petizione a Roma 70

Continua l’impegno del Comitato di quartiere Grotta Perfetta per strappare al degrado le aree verdi del territorio. Questa volta si tratta dell’ex Punto Verde Qualità 10/11, una porzione di circa cinque ettari fortemente degradata, situata alle spalle di Rinnovamento e tagliata in due da via Calderon della Barca. “La parte verso via dell’Annunziatella – spiega il Presidente del Cdq Mario Semeraro – era stata data in concessione ad una società, che vi costruì un edificio mai aperto al pubblico; doveva essere forse un asilo nido, ma fu edificato  in spregio delle norme paesaggistiche, per cui la concessione gli venne ritirata con un danno erariale notevole, in quanto la società affidataria aveva contratto un mutuo garantito dal Comune di Roma. La parte verso viale Londra, invece, confina proprio con il Parco di Tormarancio. Le firme che stiamo raccogliendo sottoscrivono una richiesta alla Regione Lazio affinché riconosca queste zone come aree protette  contigue  al Parco dell’Appia Antica, facendole ricadere  perciò sotto il suo controllo e la sua tutela. Oltre alla raccolta delle firme ci impegneremo anche per sollecitare l’adesione di volontari che in futuro adottino l’area”.

La zona è di grande valore storico e paesaggistico. Si sviluppa intorno a due corsi d’acqua appartenenti alla Marrana di Grotta Perfetta ( il fosso del Grottone è uno dei  suoi rami principali) in gran parte intubati per la realizzazione di diversi quartieri, il che ha  fortemente compromesso la  funzione idrogeologica.  La morfologia dell’area – si legge nel documento del Cdq – è caratterizzata dalla presenza di una profonda incisione valliva, delimitata da versanti a forte pendenza (Via Calderon della Barca), che si è impostata sui depositi vulcanici relativi all’attività esplosiva più antica del Vulcano dei Colli Albani. Dal punto di vista botanico, inoltre, la presenza di alberi da frutta, mele cotogne accanto ad alberi di fico e melograni, rivela un’antica conoscenza di impianto di villa agricola romana.

“L’area – aggiunge il presidente del Cdq – è la prosecuzione naturale del Parco dell’Appia Antica e, più specificamente del settore recentemente annesso, ovvero il Parco di Tormarancia.  E’ importante, dunque, la ricostruzione dell’unità territoriale e paesaggistica tra queste aree di alto valore culturale e ambientale, per ricomporre un sistema unitario che consenta la fruizione continua e controllata del territorio da parte e con la collaborazione dei cittadini ”(s.gir.)

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Dopo la manifestazione di protesta per le strade di Ottavocolle

Ancora incerto il destino del Parco  Tintoretto

C’è ancora tanta incertezza tra gli abitanti di Ottavocolle sul destino del Parco del Tintoretto. Dopo la manifestazione di protesta, che ha visto scendere in piazza più di mille tra cittadini e associati dell’Ortolino, non si sono ancora diradate le nubi sulla fatidica superstrada che taglierebbe in due il quartiere e danneggerebbe notevolmente il pozzo  di pertinenza degli orti urbani.

Per ora alcuni rappresentanti dell’opposizione al Campidoglio hanno presentato la richiesta di convocazione urgente della commissione urbanistica sul programma di Vigna Murata, ma ancora sembra non sia stata avanzata una vera e propria proposta di delibera per la salvaguardia del parco e degli orti. Anche la maggioranza 5 Stelle non è rimasta insensibile dopo l’appello lanciato dai cittadini. I consiglieri pentastellati capitolini, infatti,hanno presentato una mozione in cui si chiede alla Sindaca Raggi e all’assessore competente di muoversi in tempi rapidi su più piani per trovare una soluzione, che preveda la cancellazione della strada “garantendo però i fabbisogni funzionali del programma urbanistico esecutivo e convenzionato di Vigna Murata sottoscritto ormai 8 anni fa”.Ma sembra difficile poter salvare capra e cavoli. Intanto tra le iniziative in cantiere è stata annunciata una manifestazione in piazza del Campidoglio per sollecitare la soluzione del problema (g.riv.).

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Anche il regista Pupi Avati tra gli ospiti della rassegna cinematografica di maggio

Pupi Avati
Il regista Pupi Avati ospite alla rassegna cinematografica riceverà il Premio alla carriera

Roma Tre Film Festival al teatro Palladium

di Francesca Vitalini

Il cinema approda alla Garbatella. Dal 6 al 12 maggio si svolgerà ,infatti,la quattordicesima edizione del Roma Tre Film Festival: un bel record per una rassegna che, nata come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, poi man mano si è evoluto, è cresciuto, si è creato un proprio spazio. È diventato “il festival di Roma Tre”, radicandosi nel Teatro Palladium.

Da manifestazione per gli studenti, si è trasformato in un evento aperto  a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, si è allargato a luogo di incontro di varie generazioni di cineasti, a momento di approfondimento con masterclass e tavole rotonde sul cinema e sui media, a centro di scambio di culture; una sorta di “casa del cinema” che consente non solo agli studenti di Roma Tre ma a tutti gli appassionati di confrontarsi con il mondo della produzione audiovisiva. Tra i primi ospiti confermati di questa nuova edizione: Pupi Avati, che riceverà il Premio alla carriera, il Maestro del montaggio Roberto Perpignani, Claudio Giovannesi regista del film “La paranza dei bambini”(la pellicola verrà proiettata), Giancarlo Stasi e Giuseppe Fontana registi di “Bentornato Presidente” con Claudio Bisio. La prima giornata della manifestazione, il 6 maggio, sarà dedicata al maestro Bernardo Bertolucci, scomparso nel novembre scorso.

Il Roma Tre Film Festival è nato nel 2005 da un’idea del docente e regista Vito Zagarrio, che così descrive la rassegna sui canali web ad essa dedicati: “Un evento di cinema, televisione, video e arti elettroniche che ha sempre sottolineato le sinergie col teatro, la musica, i mass media, ma anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura. Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità”.

Il Festival ha visto negli anni il coinvolgimento via via crescente di un sempre maggior numero di studenti e docenti provenienti da vari Atenei italiani e non solo. Questa rassegna si pone in maniera diversa rispetto a tutte le altre: richiamando le personalità creative nazionali ed internazionali, infatti, intende costituirsi come crocevia di giovani talenti e permettere l’incontro tra questi e le personalità già affermate nel settore. La sei giorni sarà ad ingresso libero.

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La terza edizione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

A spasso con l’Autore

Presentata la terza edizione del libro di Gianni Rivolta “Garbatella tra storia e leggenda”. L’iniziativa è stata promossa dalla libreria Europa del centro commerciale I Granai, da anni impegnata nella promozione della lettura, anche degli autori locali.

Oltre alle presentazioni in sede ed altre iniziative culturali, la libreria organizza, in collaborazione con il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando, a “Pranzo o a Cena con l’Autore” per favorire la conoscenza e il dialogo tra i lettori e gli scrittori.

Il nostro Direttore ha illustrato nel corso di una visita
guidata “Dalla Città Giardino agli Alberghi suburbani”, gli angoli  storici e più suggestivi del quartiere. Questa
terza edizione aggiornata del libro contiene anche un ricco itinerario
culturale ed enogastronomico con indirizzi e numeri di telefono. 

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Notizie brevi garbatella

Apre la nuova accademia di Belle arti

Apre la sede romana di NABA Nuova Accademia di Belle Arti, una proposta multidisciplinare che avvicina formazione e realtà culturale della città per far crescere nuovi talenti nella Capitale.

Il campus si trova nel cuore del Municipio Roma VIII, in via Ostiense, in una sede di circa 3.700 mq all’interno di due edifici storici di inizio Novecento, nella suggestiva area compresa tra l’archeologia industriale del Gazometro e del nuovo ponte dedicato a Settimia Spizzichino a Garbatella.

Una nuova opportunità per tutte le ragazze e i ragazzi dell’Italia centrale e meridionale offerta dal principale gruppo italiano nella private education in ambito moda, arte, design e media con oltre 8.000 studenti già formati nei loro corsi.

Presentata la Casa del Municipio

Venerdì 12 aprile  alle ore 18:30 presso il coworking “Millepiani”, via Niccolò Odero 13, si è tenuto un incontro di presentazione dell’Avviso Pubblico per la costituzione della Casa del Municipio.

Possono candidarsi ad essere parte di questo nuovo strumento di cui si dota la nostra amministrazione tutte le Associazioni, Onlus, Fondazioni, che operino nel Municipio VIII e che realizzino azioni negli ambiti del sociale a tutto tondo. 

Errata corrige

Nel numero di marzo di Cara Garbatella all’articolo di pag.5 “Viale L.da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.Approvato il progetto del Municipio” è stato erroneamente attribuito un occhiello sbagliato: “Una operazione da 18 milioni di euro”. E’ del tutto evidente che ripristinare la viabilità di una strada non comporti una spesa così rilevante, ma si tratta di un errore di impaginazione. Ce ne scusiamo con Fabrizio Fagiani autore dell’articolo.

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Il cartellone di aprile del Teatro Palladium

autore della foto: Alessandro Paone

Questo mese in scena due rassegne al Teatro Palladium: “Il paese fertile” (dal 3 all’8 aprile), la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre per sperimentare le infinite varietà della parola “teatro”, e “Aprile in danza” (5, 9, 13 e 17 aprile), quarta edizione del festival che esplora le innumerevoli possibilità artistiche del corpo e dello spazio.

Questo mese in scena due rassegne al Teatro Palladium: “Il paese fertile” (dal 3 all’8 aprile), la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre per sperimentare le infinite varietà della parola “teatro”, e “Aprile in danza” (5, 9, 13 e 17 aprile), quarta edizione del festival che esplora le innumerevoli possibilità artistiche del corpo e dello spazio.

Inoltre, l’11 aprile ci sarà il concerto del Quintetto Bottesini dedicato a una delle più grandi compositrici dell’800, Jeanne-Louise Dumont Farrenc;  il 12 la proiezione di “Ride”, esordio alla regia di Valerio Mastandrea e ultimo appuntamento di “Incontri col cinema”; il 14 il Festival Dantesco; il 26 e 27 lo spettacolo “Supplici 2.0”, ispirato alla celebre tragedia di Eschilo.

3- 8 aprile RASSEGNA “IL PAESE FERTILE”

Protagonisti, alcuni dei migliori performer italiani, punti di riferimento nei loro rispettivi ambiti poetici: il Teatro Tascabile di Bergamo, Alessandra Cristiani, Marcello Sambati e Ascanio Celestini. Un festival che riunisce i più vari generi teatrali (narrazione, danza, poesia, teatro danza, teatro di strada, tecniche orientali e tecniche occidentali) su diversi tipi di palcoscenici: il foyer e la sala del Teatro Palladium; lo spazio intimo e di lavoro della sala Columbus dell’Università Roma Tre, le aule universitarie.

Sul palcoscenico del Teatro Palladium, si comincia mercoledì 3 aprile alle 21 con il Teatro Tascabile di Bergamo e i suoi “Fuochi D’Artificio”. Uno spettacolo-dimostrazione sull’arte dell’attore tra Oriente e Occidente con Alessia Baldassari, Tiziana Barbiero, Antonietta Fusco, Ruben Manenti, Alessandro Rigoletti e Caterina Scotti. Un riuscito esperimento di antropologia teatrale, nuova categoria espistemologica della cultura scenica contemporanea la cui principale caratteristica consiste nel privilegiare l’aspetto della “esecuzione” dello spettacolo (con particolare attenzione all’arte dell’attore) rispetto all’importanza assegnata al momento verbale e testuale.
BIGLIETTI: 10 €

Sabato 6 aprile alle 21 protagonista la danza di Alessandra Cristiani in “Opheleia. Ofelia aiuta Ofelia”. Quella di Cristiani, performer che ha approfondito la sua ricerca nel Butoh giapponese, è una performance che non ha la pretesa di ricostruire il personaggio shakespeariano, che non vuole essere una presa di posizione, ma piuttosto un cedere all’evidenza di una natura data universalmente, che si aggrappa alla percezione di sé come unica realtà con la quale dialogare. Ofelia è la creatura invisibile, circondata da occhi che non sono disposti a “vederla”.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Domenica 7 aprile alle 18 invece va in scena “Qualcosa da selvaggiamente sprecare” del poeta, attore e regista Marcello Sambati (drammaturgie e tessiture sonore) con Elena Rosa (ricerca coreografica e gestuale). In questo tempo di decomposizione e de-creazione dell’Essere, il verso di Paul Celan è una lama che ci è affidata per andare oltre, aprirci all’ascolto di altri esseri, creature umane vaganti e straziate, di animali e vegetali, polifonie di acque e vento, voci inimitabili che si donano, non salvate, disarticolate, informi, incompiute. Il teatro di Sambati, nella forma della rappresentazione, si fa politica del corpo che sopravvive, carne e anima del mondo.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Il paese fertile si conclude lunedì 8 aprile alle 21 con “Storie di persone”. Un racconto, una lettura, un incontro con Ascanio Celestini: autore, attore e regista romano considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. Celestini mette in scena un repertorio di racconti e testimonianze che ogni volta possono cambiare ma che sempre hanno una piccola missione: raccontare storie di persone qualunque prima che si trasformassero in una notizia di cronaca. Il racconto viene sviluppato da chi sta vivendo il dramma sulla propria pelle: come Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, altra protagonista dello spettacolo.
BIGLIETTI:  Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Il programma del festival si arricchisce anche della mostra fotografica I corpi del Butō. con fotografie di Alberto Canu, Emilio D’Itri e Samantha Marenzi. L’inaugurazione è prevista sabato 6 aprile alle ore 19, nel foyer del Teatro Palladium.

5-9-13-17 APRILE RASSEGNA “APRILE IN DANZA”, QUARTA EDIZIONE

Quattro appuntamenti all’insegna della grande danza e della ricerca artistica, che volgono lo sguardo verso l’esplorazione del corpo e dello spazio, nelle loro migliaia di sfaccettature espressive.

Venerdì 5 aprile alle ore 20,30:  Compagnia Körper – “Gli amabili resti” (danza)
Pièce per 5 performer e music designer di Loris De Luna e Sara Lupoli. Uno spettacolo che racconta la storia di una famiglia, con i suoi disequilibri e i suoi ritrovamenti, le sue feste e gli abbandoni, i suoi riti concertati e gli imprevisti che li spezzano. Un movimento continuo, un viaggio emotivo e corporeo in un paesaggio variabile in cui musica, letteratura, teatro, mitologia e danza si abbracciano per creare una tensione ritmica che trasforma progressivamente le relazioni tra i corpi e il rapporto con lo spazio.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Martedì 9 aprile alle ore 20,30: Spellbound Contemporary Ballet –  “Serata Spellbound” (danza)
Il palcoscenico del Palladium ospita una delle compagnie italiane più conosciute oltre confine per un gala in cui i danzatori, eccellenze dell’ultima generazione, propongono un programma misto con coreografie tutte a firma di Mauro Astolfi: Formami, Small Crime, Hunger and Grace, Man Made e infine l’inedito In the Offing.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Sabato 13 aprile alle ore 20,30: Anna Dego e Alessandro Mor – “Indoor” (danza)
Spettacolo liberamente ispirato all’opera di D.F. Wallace di e con Anna Dego e Alessandro Mor, “Indoor” è una partita giocata in due tra un tavolo, due sedie e un attaccapanni. Un uomo e una donna sono in procinto di uscire. Nei brevi istanti in cui si mettono il cappotto e si allacciano le scarpe, flussi di pensieri li attraversano: lo spazio inizia a trasformarsi, il tempo si dilata, il mondo reale sfuma in quello immaginario. L’uomo e la donna si fronteggiano, si spalleggiano, si accaniscono. Più simili a partner di danza che ad avversari, si rimbalzano le loro fragilità, i loro sogni, le loro paure.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Mercoledì 17 aprile alle ore 20,30: “Dispositivo #1” (danza)
Lo spettacolo è un’azione per gli allievi del secondo anno del progetto Da.Re Dance Research, un percorso triennale di perfezionamento formativo e ricerca nelle arti performative contemporanee che pongono al centro le questioni della presenza, del corpo, del movimento, della danza. I percorsi laboratoriali sono condotti da quattro protagonisti della danza contemporanea: Adriana Borriello, Michele Di Stefano, Daniele Ninarello e Silvia Rampelli, accomunati dal desiderio di trasmettere e condividere pratiche e riflessioni. La serata al Palladium, inoltre, rappresenta per gli allievi una delle prime occasioni di confronto con lo sguardo del pubblico.
BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

Giovedì 11 aprile alle ore 19,15: Quintetto Bottesini – “Musiche di compositrici di ieri e oggi” (musica)
Il loro nome si ispira al grande virtuoso del contrabbasso – nonché compositore e direttore d’orchestra – Giovanni Bottesini (1821-1889): il Quintetto Bottesini è protagonista di un concerto di musica da camera per quartetto d’archi e pianoforte dedicato a una delle più grandi compositrici dell’800: Jeanne-Louise Dumont Farrenc, professoressa di pianoforte al Conservatorio di Parigi e unica donna a detenere tale prestigiosa posizione in tutto il XIX secolo.
INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 12 aprile alle ore 20,30: “Ride” (cinema)
Ultimo appuntamento della stagione con la rassegna “Incontri col cinema”. Ospiti dell’incontro l’attore e regista Valerio Mastandrea, l’attrice Chiara Martegiani e il produttore Simone Isola. Insieme a Vito Zagarrio (Università Roma Tre) introducono la visione del film “Ride” (2018), esordio alla regia di Valerio Mastrandrea, presentato in anteprima lo scorso novembre al Torino Film Festival.
BIGLIETTI: 5 euro

Domenica 14 aprile alle ore 18,30: Festival Dantesco
Dopo 8 edizioni nazionali e 3 edizioni toscane, il Festival Dantesco, concorso per giovani interpreti della Commedia, approda al TeatroPalladium. Sostenuto dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e patrocinato dalla Società Dante Alighieri, il Festival vedrà le 9 esibizioni finaliste (Fermo, Assisi, Grosseto, Siena, Roma, Siracusa) contendersi gli ambiti premi. Presidenti di Giuria saranno Francesca Cantù e Giulio Ferroni.
BIGLIETTI: 8 euro

 

Venerdì 26 e sabato 27 aprile alle ore 20,30: “Supplici 2.0” (teatro)
Un folto gruppo di esuli giunge dalle lontane terre d’Africa sulle coste greche dopo aver attraversato il mare. Sono donne, ragazze, pronte ad affidare la loro vita alla compassione degli abitanti della regione pur di sfuggire alla violenza. Le loro speranze di essere accolte e protette si fondano su un elemento preciso: la parentela, remota ma certa, con gli argivi. Il dilemma che si presenta al re di Argo è dunque esemplare: mettere a rischio la prosperità e la sicurezza della propria gente in nome di una presunta prossimità con una folla composta, di fatto, da persone sconosciute? L’eco che questa materia drammatica e mitologica trova nel momento storico attuale non potrebbe essere più evidente.
Ingresso gratuito

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium
Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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Più di mille cittadini per le strade di Ottavocolle

Monta la protesta per salvare il Parco del Tintoretto

Di Gianni Rivolta

“ La strada si blocca l’Ortolino non si tocca” “ Il
quartiere è una comunità non si divide a metà” “Lotta dura per la verdura”. Con
questi slogan più di mille cittadini dietro uno striscione verde “ Salviamo il
parco del Tintoretto e l’Ortolino” hanno manifestato democraticamente per le
strade di Ottavocolle. La marcia di protesta contro la costruzione della
superstrada, che collegherebbe via di Vigna Murata con via del Tintoretto è
partita dalla parrocchia di San Vigilio per arrivare agli orti urbani
dell’Ortolino, danneggiati dalla costruzione di una rotatoria per facilitare la
circolazione.

Gli organizzatori della manifestazione e i politici
presenti: dal presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri al consigliere
capitolino di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, hanno preso l’impegno di
presentare la richiesta di una convocazione urgente del Consiglio comunale per
discutere una proposta di delibera che riveda la convenzione urbanistica già
firmata nel dicembre 2017. Un accordo che prevede la costruzione, oltre al
collegamento stradale di quattro corsie con tre rotatorie, di un centro
commerciale e un palazzo di quattordici piani. Insomma una colata di cemento
ritenuta del tutto inutile per il quartiere.

La giornata si è chiusa con la promessa di portare nelle
prossime settimane la protesta in piazza del Campidoglio. Hanno aderito i
Comitati di quartiere del IX Municipio, Legambiente Garbatella, Italia nostra,
l’Associazione Insieme per Ottavocolle, il gruppo municipale di Retake.    

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Altrevie Programma di Aprile 2019

Venerdì 5  – ” BLACKKKLANSMAN”
regia:  Spike Lee

Anni 70. Ron Stallworth, poliziotto afroamericano di Colorado Springs, deve indagare come infiltrato sui movimenti di protesta black. Ma Ron ha un’altra idea per il suo futuro: spacciarsi per bianco razzista e infiltrarsi nel Ku Klux Klan.
Con Francesco Castracane
Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21 spettacolo
Contributo con tessera annuale €4

Sabato 6 aprile “Il canto dei popoli”
” Vele Latine”  

un viaggio nel mediterraneo tra storie e aneddoti musicali attraverso il filo
conduttore delle danze moresche presenti, in modi e forme diverse, in tutta l’area del mare nostrum
con
nando citarella voce e tamburi a cornice
raffaele mallozzi organetti
cristina majnero clarinetti
daniele ercoli contrabbasso

Contributo € 10

Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@gmail.com
Ore 21.00 | Via Caffaro 10

Domenica 7 aprile
La musica sacra di J.S.Bach (1685–1750)
“La passione secondo Matteo”( parte 1)

La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johann Sebastian Bach. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero, inframezzata da corali e arie su libretto di Picander.

Prosegue il nostro viaggio musicale in compagniadi GIOVANNI LA TORRE.

ingresso gratuito        Ore 10.30 Via Caffaro 10

Venerdì 12 aprile  Insyriated ”   
      Regia di‎: ‎Philippe Van Leeuw

Mentre la guerra infuria in Siria, una madre di Damasco tenta di tenere unita e proteggere la propria famiglia mentre un cecchino si posiziona fuori dalla loro casa, costringendo i protagonisti ad una esistenza claustrofobica.

con Francesco Castracane

Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21.00 spettacolo

Contributo con tessera annuale € 4

Domenica 14 aprile
La musica sacra di J.S.Bach (1685–1750)
“La passione secondo Matteo”  (parte 2)

La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johann Sebastian Bach. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero, inframezzata da corali e arie su libretto di Picander.

Con “La Passione” si conclude  “guida all’ascolto”  il nostro viaggio musicale in compagnia di 

GIOVANNI LA TORRE
…….. arrivederci a ottobre 2019

ingresso gratuito        Ore 10,30 Via Caffaro 10

Venerdì 19  ” Maria by Callas ”
Regia di‎: Tom Volf

Violetta fragile, Gilda risoluta, Norma autoritaria, Alceste vibrante, Medea incandescente, Amina incantevole, Aida toccante, Lucia leggendaria, Ifigenia sontuosa, Imogene travolgente, Lady Macbeth unica, Tosca sbalorditiva, Maria Callas è stata tutte, è stata tutto e ben altro ancora. Fu da principio il mistero di una voce. Infinitamente plastica, alle volte cruda, sempre anarchica. Una voce che oggi è una referenza assoluta.

con Francesco Castracane

Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21 spettacolo

Contributo con tessera annuale €4

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Ottavocolle: marcia di protesta contro la costruzione del collegamento stradale

“Salviamo il parco Tintoretto”

di Daniele Ranieri

“Non vogliamo la strada” “ Salviamo il parco”. Con queste
parole d’ordine sabato 30 marzo alle ore
15,30
le Associazioni Ottavo Colle e Ortolino, con il sostegno del
Municipio Roma VIII, organizzeranno una marcia di protesta per contrastare la
costruzione di un breve tratto di strada, ma di ben quattro corsie, che
dovrebbe collegare via di Vigna Murata con Via del Tintoretto. Si tratta di una
superstrada che passerebbe dentro il Parco del Tintoretto, devastando un’area verde di 6,5 ettari con
l’abbattimento di 250 alberi. Come se non bastasse il collegamento stradale
raggiungerebbe  via del Tintoretto su cui
verrebbe costruita una rotonda, che taglierebbe una parte consistente degli
adiacenti orti urbani. Sarebbe uno scempio perpetrato in una delle pochissime
aree verdi ancora di proprietà comunale rimaste nella zona che
 è classificata, nel  Nuovo PRG,
come Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale

La marcia prenderà il via dalla Parrocchia San Virgilio (
Via Paolo Di Donno, 180) per concludersi proprio agli orti urbani gestiti
dall’Associazione “Ortolino”

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“Viale Londra diventa viale della lettura, almeno per un giorno”

Promosso ed organizzato unitamente alla “Libera Biblioteca PG Terzi”, con il patrocinio dell’VIII Municipio di Roma e il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta sabato 30 marzo si svolgerà dalle ore 11,00 alle 13,00 in viale Londra, nei pressi dell’ingresso Afa2 Parco di Tormarancia una iniziativa di promozione alla lettura  per grandi e piccini e una caccia al tesoro.

 Su viale Londra verranno posizionati i libri: libri “misti” (romanzi, gialli, saggi) e libri raggruppati per “tema” (per ragazzi, in lingue straniere, fumetti). Saranno fatte delle letture per grandi e piccoli.  Per dare stimolo alla manifestazione gli organizzatori hanno pensato di inserire una “caccia al tesoro” in questo caso una “caccia all’autore”. L’associazione “Libera Biblioteca PG Terzi” vi invita a partecipare ad un evento importante, divertente e che, con l’aiuto di tutti voi, può gettare le basi della creazione di un presidio permanente di lettura in una zona densamente abitata in cui non esistono biblioteche pubbliche. A questa bella iniziativa aderisce anche l’associazione culturale Cara Garbatella.

Chi vuole potrà prolungare l’incontro con un pranzo al sacco nel Parco.

Giancarlo Proietti

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Ostiense : sabato23 marzo. Il filmato prodotto dai ragazzi dell’Istituto Rossellini Cine-Tv

UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA

75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944 in cui,  dentro le Cave Ardeatine, iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando  contro 335 civili romani. Una delle più orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.

Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti  il filo con il passato fondativo della Repubblica Italiana”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo.  Il cuore della commemorazione è stato la proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve  video, realizzato in meno di due settimane dagli allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il  24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.

“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

“La memoria è importante.  Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside dell’Istituto Rossellini, la professoressa  Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni viventi alle nuove generazioni  è sempre meno possibile. E per mantenere viva la memoria  tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e del loro significato, da trasmettere  ad altri giovani e alla popolazione romana”.

Il video inizia  con le immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata da Anna Magnani, viene uccisa mentre  cerca di raggiungere suo marito che si allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi  le parole finali del componimento “Lapide ad ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335 assassinati, mentre  scorre un  conto alla rovescia che parte da 335 per arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo  la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.

Nei  pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e  di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.

di Daniele Ranieri

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TANTI GLI SPETTACOLI IN SCENA DOPO IL TOUR DI FRANCESCO DE GREGORI

Teatro Garbatella, il cartellone primaverile

di Francesca VITALINI

Un cartellone primaverile ben ghiotto quello che il Teatro Garbatella propone al suo pubblico, dopo l’inaugurazione con “Off the Record”, il super gettonato tour di Francesco De Gregori che, dopo venti date, finirà il 27 marzo.

Dal 5 al 7 aprile Andrea Rivera calcherà le scene con: “I quartieri di Roma ed altre storie” . Ironico ed unico nel suo genere, è uno dei più divertenti spettacoli di teatrocanzone dell’artista romano, incentrato sulla capitale e sulle sue mille sfaccettature: dalla storia all’attualità, tutto è spunto per stimolare un pensiero nel pubblico, seppur tra una risata e l’altra.

A metà aprile protagonista sarà il teatro di impegno sociale.

L’11 verrà presentato “L’Aquila nuova” di e con Massimo Sconci, dedicato al capoluogo d’Abruzzo che, come l’intera regione, da troppo tempo sta vivendo una condizione di durissima crisi, causata non solamente dal terremoto, ma anche dalle lungaggini legate alla ricostruzione, ben lontana dall’essere completa.

Sulla scena minimale, però, un cittadino aquilano qualunque, insieme al pubblico, in un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, cerca la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore, nuova, appunto. Il 13 e il 14 aprile andrà in scena “L’Aria” di Pierfrancesco Nacca e regia di Giulia Paoletti con Alessandro Calamunci Manitta, Andrea Colangelo, Pierfrancesco Nacca e Gabriele Sorrentino. Un lavoro, come si legge nel comunicato: “dedicato a tutte le vittime degli abusi di potere da parte dello Stato: Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Giuseppe Uva”. “L’Aria” è il pretesto per raccontare la storia di quattro detenuti (Nicola, Mario, Rosario e Carmine) rinchiusi in un istituto di  detenzione del nostro paese, storie di uomini, di abusi, di disagio e di sofferenza.

Il 17 aprile “La Fleur. Il Fiore proibito” di Riccardo Brunetti e Francesco Formaggi. In scena un mondo noir ambientato nella Roma dei nostri giorni.

Una serata esclusiva nella quale ci si immergerà nell’intricato mondo della famiglia Andolini, nota nella finzione scenica per la sua rilevante posizione nella nuova imprenditoria romana nel settore dell’intrattenimento, attraverso la magia del teatro immersivo.

Il mese di aprile si chiuderà il 27 e il 28 con “Principesse e sfumature” di e con Chiara Becchimanzi e voce off di Beatrice Burgo. Uno spettacolo psicoterapico che rappresenta uno sguardo piccante, acuto, femminile, esilarante sui cliché di genere e non solo. Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e.

Informazioni sugli orari e prenotazioni presso il Teatro Garbatella a piazza Giovanni da Triora n. 15, telefono 366 200 3502.

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PRESENTAZIONE in Villetta di “reload Glossario minimo di riGenerazione politica”

Smeriglio rilancia il vocabolario per una nuova cultura politica di sinistra

di Gianni RIVOLTA

Il rilancio di un ragionamento in libertà, la costruzione di una cultura politica autonoma intorno ad alcune parole chiave. L’obiettivo è quello di buttare nella mischia le parole non dette o quelle mal pronunciate: A come apprendimento, C come comune e conoscenza, E come ecologia ed europa, F come femminismo, G come generazioni, M come mutuo soccorso, S come social. E’ questa la sfida che Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Nicola Zingaretti, insieme ad altri 14 autori, ha voluto lanciare alla storica Villetta della Garbatella con la prima presentazione di Reload, Glossario minimo di rigenerazione politica (Bordeaux edizioni, 143 pagine, 12 euro).

“Siamo preoccupati del clima generale nel paese- ha detto Smeriglio-, della deriva razzista, nazionalista, omofoba e maschilista di questo governo. Zingaretti va sostenuto con un impianto politico e culturale di sinistra, lo sosterremo da esterni al Pd, un partito oggi molto povero nell’elaborazione. Ma certamente — ha concluso tra le mura di casa non saremo noi questa volta a frammentare il campo della sinistra, sarebbe drammatico. Lavoreremo per portare nella lista delle europee biografie democratiche e qualificate come quelle di Giuliano Pisapia, di Mimmo Lucano ex sindaco di Riace. E Reload potrà essere utile anche dopo le primarie per misurare lo stato di avanzamento del programma del nuovo centrosinistra”.

Attorno a Smeriglio, coordinatore nazionale di Piazza Grande, quattordici voci rileggono altrettante parole per tracciare il percorso verso il campo largo della Sinistra. Sono autori di generazioni e storie politiche molto diverse: da Amedeo Ciaccheri, il giovane presidente del Municipio VIII a Franco Giordano, ex segretario di Rifondazione comunista, da Marta Bonafoni consigliera della Regione Lazio a Livia Turco, ex ministra e femminista storica, da Giulia Lorenzon, giovanissima consigliera di Labico, un paesino della provincia di Roma, a Enrico Parisio, creativo ed esperto di immagine del Coworking di Garbatella. Le parole che sono state declinate in Villetta sono quelle di Internet e dell’uso dei Social, di Europa, di Generazione, di Conoscenza, Scuola e Formazione, di Comunicazione e Immagine. Tutti uniti nell’impegno per provare a disegnare, parola per parola il tracciato di un progetto politico, che sfugga alla frammentazione a sinistra e all’inconsistenza politica, prima che rimangano solo le macerie e non ci sia più niente da mettere insieme di fronte alla deriva nazionalista e populista.

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NELLA SCUOLA elementare di Via alessandro ValiGnano

Ancora i soliti ignoti alla Alonzi: svaligiato il deposito della mensa

di Franceca VITALINI

I recenti fatti di cronaca che vedono protagonista l’elementare “Aurelio Alonzi” sono ben noti: quattro furti si sono succeduti in appena ventiquattro giorni. L’ultimo in ordine di tempo è stato messo a segno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio con un ricco bottino composto da derrate alimentari, sottratte dalla dispensa della mensa. Nelle incursioni precedenti, invece, sono stati presi di mira i distributori automatici di merendine e bevande, ora rimossi. Non è ovviamente l’unica scuola romana a subire, con una certa ciclicità, attacchi di questo tipo, ma la “generale” frequenza di razzie e vandalismi negli edifici scolastici del territorio capitolino non elimina quel senso di “particolare” frustrazione, spaesamento ed insicurezza che nasce quando ad essere colpito è il welfare locale, ossia quel servizio di prossimità vissuto quotidianamente dalle tante famiglie del quartiere come la scuola sotto casa. Un senso di spaesamento e fragilità che accomuna tutti i rappresentanti di tale microcosmo: dirigenza scolastica, insegnanti, personale interno alla struttura, genitori e bambini, sui quali si riversano, ahinoi, le principali conseguenze di distruzioni e trafugamenti di un ambiente che dovrebbe essere confortevole e sereno per il loro benessere.

Prontamente avvertiti le forze dell’ordine e gli uffici tecnici, ora l’Alonzi si trova a fare i conti dei danni subiti, come i costi per il reintegro della merce rubata, le riparazioni da sostenere nel più breve tempo possibile, gli interventi necessari per il miglioramento della sicurezza dell’istituto, la disinfestazione dei locali, che si sommano alle spese ordinarie e straordinarie della gestione di una struttura così complessa. “Operazioni non semplici perché la scuola è una pubblica amministrazione sui generis ed ogni volta c’è di mezzo una burocrazia molto articolata, composta come ricorda Patrizia Martinelli, responsabile del plesso – da tanti attori pubblici e privati, che dovrebbero dialogare tra loro per il benessere della stessa scuola con modalità rapide ed efficaci, cercando di evitare conflitti di competenza”. Un frazionamento di responsabilità e di intervento, frutto di un imperfetto decentramento amministrativo, che non facilita un obiettivo caro a tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda: il miglioramento della vita scolastica.

La rappresentanza dei genitori, dal proprio canto, scongiurando lungaggini ed immobilismi vorrebbe essere rassicurata, oltre che su un tempestivo intervento dell’amministrazione pubblica nei confronti dei bisogni strutturali di sicurezza del plesso, anche sulla definitiva sistemazione dell’impianto termico (con la sostituzione e il collaudo della caldaia prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), già messo a dura prova da un guasto tecnico, che aveva lasciato (unica scuola del Municipio VIII) le classi al freddo al ritorno delle vacanze natalizie con sospensione dell’attività didattica per alcuni giorni. La scuola di via Alessandro Valignano ospita attualmente 317 studenti delle elementari ed è situata in una zona densamente popolata, quella della Circonvallazione Ostiense. Vide la luce nel lontano 1935, verosimilmente come progetto di Angiolo Mazzoni, architetto futurista, sotto la proprietà dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST), come scuola annessa e integrata a un convitto per orfane di dipendenti delle Poste. Solo alla fine degli anni Settanta divenne un edificio scolastico pubblico.

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riceviamo da G. M. Arcidiacono e volentieri pubblichiamo

L’ultimo saluto al vetraio
della Garbatella e a un angelo del 118

Alberto Casagrande
Alberto Casagrande e Mirella Arcidiacono alla fontana di carlotta

Mentre La Garbatella festeggia i suoi 99 anni con tante belle iniziative è colpita dalla perdita di due carissime persone.

Il 17 febbraio se n’è andato Alberto Casagrande, il famoso vetraio di Circonvallazione ostiense. Con i suoi disegni e le  sue foto antiche è stato un grande collaboratore dell’associazione il Tempo  ritrovato. Alberto, tra l’altro, era compagno di scuola di Carlo Acciari, che  disegnava e dipingeva anche lui in modo completamente diverso, partecipava ogni anno ai presepi di Piazza del Popolo con la sua opera in vetro. Nato il 12 novembre del 1927, come dono ha lasciato a coloro che gli hanno dato l’estremo saluto un suo disegno, che rappresenta la fontana Carlotta. Ci piace pensare che  ora rincontrando Carlo, il suo compagno delle elementari, stiano insieme in  Paradiso a dipingere. L’ultimo saluto ad Alberto Casagrande è stato dato da Don  Franco Amatori, ex Parroco di Santa Galla, presso la chiesa di Nostra Signora di  Lourdes a Tormarancia.

Un altro grande lutto è quello che ha colpito piazza Caterina Sforza 6, con l’improvvisa morte di Antonio Carnevale, infermiere  sensibilissimo dell’ARES 118 e volontario fin da giovanissimo della Comunità di  Sant’ Egidio. Antonio era molto conosciuto per la sua bontà e disponibilità sia sul lavoro che nell’opera instancabile di volontariato. Lo ha ricordato nell’omelia il  sacerdote in una affollatissima chiesa di Santa Maria in Trastevere. Alle famiglie  Casagrande e Carnevali Ramaglia le più sentite condoglianze dalla Garbatella tutta

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I LAVORI sbloccati con fondi municipali

Riaperta la palestra della scuola media moscati

di anna BREDICE

Finalmente il 15 febbraio è stata riaperta la palestra della scuola media Moscati, in via Padre Semeria, alla Garbatella. E’ rimasta chiusa un anno a causa delle infiltrazioni dal tetto, con disagi notevoli per i ragazzi, i tantissimi studenti, circa seicento che frequentano l’istituto, i quali hanno dovuto svolgere l’ora di educazione fisica all’aperto, nel campo giochi attiguo donato dall’associazione intitolata all’artista Giaime Fiumanò.

Esattamente un anno fa le infiltrazioni avevano interdetto l’accesso alla grande palestra, e i ripetuti appelli al Comune di Roma per un intervento urgente non hanno trovato risposta immediata. E’ finito l’anno scolastico senza nessuna novità, e alla riapertura, a settembre, ancora la palestra era interdetta. E’ stato l’intervento della Giunta del Municipio, della Commissione scuola e dell’Ufficio tecnico a sbloccare l’impasse. “Non potevamo aspettare oltre – spiega l’assessore alla scuola del Municipio VIII Francesca Vitrugno – abbiamo autorizzato i lavori con i fondi a disposizione del Municipio, quelli chiesti al Comune, circa 400 mila euro per il rifacimento del tetto, non sono mai arrivati”.

Oltre ad essere una palestra molto grande e attrezzata per i 600 studenti, è da anni anche il luogo dove si svolgono il pomeriggio e la sera corsi di ballo, basket e pallavolo, rivolti agli adulti. Per gli studenti della Moscati da tempo sono previsti anche dei corsi pomeridiani di pallavolo, che durante la chiusura della palestra si sono svolti in quella del Liceo Socrate, a pochi metri dalla scuola media. Ma ora, per fortuna, i ragazzi possono frequentare la loro palestra senza dover uscire dall’Istituto.

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Grazie a Leroy Merlin aperta una nuova officina in Via ardeatina 930

Un laboratorio per il fai da te all’isola solidale

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Uscire da un carcere non sempre vuol dire libertà, si esce dalla galera sì, ma non dalla condanna. Reintegrarsi nella società diventa una sfida ancora più difficile rispetto a quella del sopravvivere in una cella. Ma, per fortuna, c’è chi sostiene che ricominciare una nuova vita è possibile: sono i ragazzi dell’Isola Solidale. Una struttura che da anni ospita fino a 40 detenuti o ex carcerati, chi si trova agli arresti domiciliari, chi ha scontato la pena ma non ha più riferimenti familiari o una condizione economica sufficiente.

Perché abbiamo deciso di andare a conoscerli proprio ora? Perché hanno una novità da raccontarci, che può tornare utile a tutto il territorio. Ma prima vi parliamo un po’ di loro. Ad accoglierci all’ingresso, in via Ardeatina 930 prima del Raccordo anulare, c’è Sergio, direttore del centro. Fin da subito mentre spiega le varie attività e ci presenta i ragazzi, che indaffarati fanno avanti e indietro, gli si legge nello sguardo quanto ami questo lavoro. Eppure, i problemi non mancano: “È molto difficile reintegrarli, a volte ce la facciamo, ultimamente siamo riusciti a far ottenere lavoro ad uno di loro. Altre volte invece, dopo che hanno scontato ed escono da qui, ricominciano a fare quello che facevano prima.” Sergio poi ci fa strada per tutto il centro, dall’orto alla falegnameria e, passando per il pollaio, ci presenta anche le due oche da guardia, che però non ci accolgono con molta ospitalità… allora decidiamo di lasciarle ai loro schiamazzi e continuare il giro.

Qui ognuno ha il suo compito da svolgere, chi fa il cuoco, chi il falegname, chi si occupa degli animali e, se hanno bisogno, si supportano tra loro. Non manca nulla e, quando giungiamo al campetto da calcio, Sergio esclama ridendo: “ci manca solo la piscina!” Poi aggiunge: “scherzo per carità, poi non mi lavora più nessuno qui.” E a proposito di lavoro: è proprio qui la novità di cui volevamo parlarvi. Il 14 febbraio è stato inaugurato l’Emporio Fai Da Noi, promosso da Leroy Merlin, si tratta di uno spazio che pian piano sta prendendo forma con attrezzature varie, macchinari, utensili.

« E’un luogo di condivisione di materiale, dove le persone o le famiglie in difficoltà che necessitano di effettuare lavori di piccola manutenzione, ristrutturazioni o lavori di pittura possono utilizzare gratuitamente gli utensili necessari. “Rivendiamo il materiale che ci passa Leroy Merlin a prezzo di costo, così da rispettare l’accordo”, ci spiega Sergio. In Italia ci sono già altri centri che hanno aderito a questa iniziativa, ma a Roma sono proprio loro, i ragazzi dell’Isola Solidale, i primi a promuoverla. Noi vi consigliamo di farci un giro, con cautela però, che le oche sono pericolose!

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Viale L. da Vinci: ripristinata la viabilità originaria. Approvato il progetto del Municipio

Viale L. da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.
Approvato il progetto del Municipio

di fabrizio FAGIANI

Sul tratto del viale Leonardo da Vinci, compreso tra via Giovannipoli e la piazza omonima, si tornerà finalmente alla viabilità a senso unico su ogni carreggiata.

Era una delle più pressanti richieste fatte dai cittadini del quartiere dopo che tutta l’area, dove sarebbe dovuto essere realizzato un contestato parcheggio sotterraneo previsto dal Piano Urbano Parcheggi, era stata riconsegnata al Comune. Infatti la viabilità, messa in atto in seguito alla rimozione del cantiere del parcheggio mai costruito, si è dimostrata assolutamente inadeguata alle caratteristiche della circolazione automobilistica di quel tratto di viale.

E i cittadini, con il comitato di quartiere “Insieme per San Paolo” e il comitato “No PUP indignati”, hanno con tenacia segnalato al Campidoglio gli incidenti che si susseguivano, soprattutto nell’incrocio con via Costantino, a causa del doppio senso di marcia nella carreggiata sinistra. Segnalazioni raccolte anche dalla Polizia Municipale dell’Ottavo gruppo, che ha pure inviato una nota al Dipartimento Mobilità del Comune per sollecitare il ripristino della viabilità originaria.

Ma dal Campidoglio non arrivava nessuna risposta e allora si è attivato il Municipio VIII. «Appena insediati» ha detto Michele Centorrino, assessore municipale alla mobilità «abbiamo raccolto le necessità dei cittadini che da tempo chiedevano il ripristino della viabilità a senso unico su entrambi i lati, la messa in sicurezza delle scuole e l’aumento dei parcheggi».

Cosi, constatato il ritardo del Comune, il Municipio ha preso l’iniziativa di proporre la realizzazione della risistemazione del viale secondo un progetto messo a punto dai suoi uffici. «Il nostro progetto» ha annunciato con soddisfazione l’assessore Centorrino «è stato vagliato e perfezionato dall’agenzia della mobilità, in collaborazione con l’assessorato capitolino, è stato firmato e con esso anche la necessaria determinazione dirigenziale del traffico è stata emessa. Quindi aspettiamo solo che il Comune inizi i lavori».

E allora che cosa prevede questa tanto attesa risistemazione? Prima di tutto il ripristino della vecchia viabilità, con il senso unico su ognuna delle due carreggiate, che saranno ristrette rispetto a quelle originarie con l’istituzione dei parcheggi a spina di pesce su entrambi i lati. Con questa nuova sistemazione si impedirà il parcheggio tra gli alberi del giardino spartitraffico del viale, che sarà ristrutturato con un intervento successivo. Il restringimento delle carreggiate consentirà il transito di una sola autovettura e quindi si eviterà il fenomeno della irregolare sosta in doppia fila.

Poi è stata prestata massima attenzione alla sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità degli ingressi della scuola primaria Principe di Piemonte e della scuola dell’infanzia Leonardo da Vinci. Per un tratto del viale verrà per questo istituito un limite di velocità di 30 chilometri orari e saranno realizzate strisce a rilievo sulla carreggiata per provocare il rallentamento dei veicoli. Non sarà possibile realizzare attraversamenti pedonali rialzati, come previsto nel progetto del Municipio, perché il viale Leonardo da Vinci fa parte della viabilità principale.

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Per il 75° anniversario dell’eccidio

TANTI STUDENTI AL CORTEO ALLE FOSSE ARDEATINE

C’erano dei grandi tulipani di carta in testa al corteo di studenti che venerdì ha sfilato da piazza Sant’Eurosia verso le Fosse Ardeatine. 

Sono passati 75 anni dall’eccidio avvenuto nelle cave che allora si trovavano alla periferia di Roma. 335 vittime, colpite alla testa e poi sepolte dalle esplosioni delle cave di pozzolana. Nessuno doveva accorgersi dello sterminio compiuto dai tedeschi che il giorno dopo è stato comunicato alla popolazione con un trafiletto sul giornale: “L’ordine è già stato eseguito”.

Tutto questo è stato studiato nelle ultime settimane  da alcune centinaia di studenti, che hanno partecipato al corteo, sfilato sotto il sole di primavera lungo via delle Sette Chiese fino alle Fosse Ardeatine, con loro i professori e parecchi abitanti del quartiere. Gli alunni provenivano sia dalle scuole medie del municipio che dai licei. 

Moltissimi portavano dei mazzi di fiori in mano che hanno posato sulle lapidi appena arrivati al Sacrario. Hanno preparato alcuni striscioni, uno recitava “Viviamo per ricordare, la memoria siamo noi”. E questa, per molti anziani nati in quegli anni, è la speranza principale, tramandare la memoria dei fatti ai più giovani, perché non accada mai più nulla di simile, per debellare definitivamente il virus dell’antisemitismo che ancora purtroppo circola, visto che poche settimane fa sono comparse su un muro di Garbatella scritte di insulto verso la memoria di Anna Frank.

Molte scuole hanno lavorato in vista del corteo, anche con testimonianze molto ravvicinate. Uno studente delle medie che era in piazza venerdì è un discendente di una delle vittime, Orlando Orlandi Posti, decorato con la medaglia d’argento al valor militare. A casa di Marco si parla spesso della storia del loro parente, di cui sono orgogliosi. Lo studente ha raccontato che in classe è stato letto il libro pubblicato alcuni anni fa che contiene le brevi lettere che l’antifascista Orlandi Posti scriveva alla madre e alla fidanzata dal carcere di Via Tasso, nascondendole nei colletti delle camicie. “I miei compagni hanno ascoltato con attenzione – ha raccontato Marco – perché con queste cose non si scherza”. 

Un altro lavoro molto interessante è stato fatto nella scuola media Moscati dalle classi terze, in generale hanno lavorato sulla storia delle Fosse Ardeatine leggendo molte testimonianze, ma la classe III F è andata oltre facendo una ricerca e scrivendo poesie dedicate alle vittime. 

Ad ogni studente è stato attribuito un numero, che corrispondeva ad una delle 335 vittime della strage nazifascista. E così ogni alunno ha cercato la storia e la vita di quella persona e a lui ha dedicato una poesia. 

Il sacello 62 ad esempio corrisponde a Emilio Portinari: “è stato arrestato perché antifascista, ha raccontato la studentessa, teneva nascosta in casa una radio dove sentiva trasmissioni clandestine, è ingiusto condannare a morte una persona che non ha fatto nulla di male”. In mano aveva un foglio rosso a forma di cuore su cui c’era scritto “sono passati tanti anni, il dolore non si spegnerà, resterai nel nostro cuore”.

di Anna Bredice

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c’è una domus romana tra la stazione ostiense e eataly. rendiamola visitabile ai cittadini

Cinque anni fa rivolsi un appello all’ VIII Municipio, a Eataly, alla Rete Ferroviaria Italiana ed alla Soprintendenza Archeologica
di Roma per rendere di nuovo fruibile l’accesso ai resti di un muraglione di una residenza romana con ben sette absidi, ritrovata durante gli scavi degli anni Novanta per la costruzione del sottopasso, che faceva accedere dalla Stazione Ostiense all’allora Terminal Ostiense.

Si tratta probabilmente solo di una piccola parte di una residenza denominata Horti Serviliani, come ha ipotizzato la dottoressa Barbara Roggio, che è stata la prima a cercare di ricomporre il puzzle di tutte le testimonianze esistenti. Secondo lei Ostiense e
Garbatella non erano solo territori fuori della città desolati e utilizzati solo per le sepolture.

Questi resti archeologici per motivi di igiene e sicurezza non sono più accessibili dalla parte dei sottopassaggi della stazione ferroviaria Ostiense che collegavano il binario 8 con il binario 15 ed il Terminal Ostiense, in quanto gli accessi sono stati completamente tombati.

La chiusura di quei sottopassi fu dettata dalla necessità di impedire, che continuassero ad essere solo degli immensi dormitori con evidenti criticità sanitarie. Occorre però ricordare che il contratto di compravendita del 2006 tra la Rete Ferroviaria Italiana e la Geal srl, attuale proprietaria del Terminal, prevedeva la riattivazione del sottopasso ed anche altre servitù di stazione.

Ora nessuno, neanche noi abbiamo interesse alla riapertura di tutto quel sottopassaggio, anche perché le criticità in termini di sicurezza e sanitarie, potrebbero ripresentarsi. Crediamo però che con buona volontà sarebbe ancora possibile l’accesso dal piano inferiore del fabbricato del Terminal, che ora ospita Eataly, all’ambiente sotterraneo dove sono conservati i reperti archeologici e le absidi per consentirne la visione e la visita.

Questo anzi sarebbe un ulteriore motivo di richiamo verso Eataly per romani e turisti italiani e non. Basta ricordare il grande effetto di immagine e l’appeal che ha avuto la presenza di reperti archeologici all’apertura della sede della Rinascente in via del Tritone. In noi, che come associazione abbiamo avuto la possibilità e l’onore nel 2001 di renderla per un solo giorno visitabile, è rimasto impresso il ricordo dell’iscrizione del Prefetto Settimio Mnasea, che amava come noi il posto dove viveva al punto che aveva contribuito, a proprie spese, al restauro ed abbellimento di un edificio nelle vicinanze.

Sensibilizziamo quindi chi di dovere a rendere di nuovo fruibili a tutti queste importanti testimonianze di come era il nostro territorio tanti secoli fa. Speriamo che questo nuovo appello trovi riscontro.
Fulvio De Pascale
per Associazione Insieme per Ostiense

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IL RAID AEREO ALLEATO DOVEVA COLPIRE LO SCALO FERROVIARIO E I GAZOMETRI

Marzo 1944. Quelle bombe sull’Ostiense e l’Albergo bianco

bombardamento-della-Garbatella
7 marzo 1944. le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo dell’ostiense a fianco, binari deragliati e vagoni distrutti dai bombardamenti

di Gianni RIVOLTA

Sono passati 75 anni e finalmente la verità sui bombardamenti che distrussero
lo scalo e parte del quartiere Ostiense e della Garbatella nel marzo del ‘44 è
venuta a galla.

I verbali delle missioni dei bombardieri americani pubblicati sul libro “Roma violata” di Gastone Mazzanti, che colpirono la ferrovia e le zone residenziali circostanti non lasciano dubbi. Nelle pagine del libro, che racconta tutti i bombardamenti subiti dalla Capitale, sono riportati i documenti originali dei servizi segreti americani, corredati dalla traduzione in italiano.

Sono descritti, con dovizia di particolari, i gruppi di bombardieri e la tipologia dei velivoli, finanche le basi di decollo, le bombe scaricate e i danni al suolo  fotografati dagli aerei. Inoltre la ricerca storica è corredata da una serie di
immagini aeree, nelle quali sono rappresentate tutte le fasi delle operazioni.

Furiose furono le rappresaglie dal cielo il 3 e il 7 marzo del ‘44. In particolare il 7 le bombe degli Alleati colpirono l’Albergo bianco di piazza Biffi lasciando sotto le macerie 50 morti, tra cui alcuni bambini del Nido. Il dolore di quel giorno
è rimasto nella memoria di chi ha avuto vittime tra i famigliari e i parenti, specialmente nella zona degli Alberghi suburbani ma, nel dettaglio, di quella pagina drammatica la comunità della Garbatella non seppe mai nulla di preciso.

Poche e imprecise furono nei giorni seguenti le annotazioni sui giornali di
cronaca dell’epoca. Gli articoli si dilungavano sui danni agli edifici e sulla celerità dei soccorsi, ma quasi nulla è stato scritto sui deceduti. Anche l’elenco dei morti, stilato all’epoca dal parroco di Santa Galla don Teocle Bianchi, scritto con una penna stilografica, contiene alcuni nomi poco leggibili e diverse cancellature,
ma rimane comunque l’unico documento attendibile, insieme al diario di
quei tragici giorni, conservato nell’archivio della parrocchia.

Ma veniamo ai documenti americani. Il verbale della missione USA datato 3 marzo 1944 resoconta con precisione sui gruppi del 42° Wing che agirono, quel giorno, sullo scalo  Ostiense. Gli aerei coinvolti erano del tipo B-26 Marauder
e i tre gruppi di fuoco furono il 17° Bomb Group, il 319° e il 320°.

Fu una operazione in grande stile con l’obiettivo di mettere in difficoltà i tedeschi, che già si preparavano a lasciare Roma e salire al nord. Furono impiegati 184 apparecchi, che sganciarono complessivamente 1.742 ordigni, una quantità
enorme.

Il 7 marzo fu un altro giorno tragico per l’Ostiense e la Garbatella. Un ricognitore inviato su Roma assicurò al 42° stormo americano che le condizioni del tempo erano positive. Dunque si poteva partire. Quel giorno furono coinvolti gli stessi
gruppi di bombardieri che avevano colpito gli stessi quartieri quattro giorni prima: il 17° Bomb Group, il 319° e il 320°.

Ecco nel dettaglio come andarono le operazioni.

Trentanove bimotori del 17° si alzarono dalla base alle 8,40 e si diressero in formazione verso l’isola di Zannone nell’arcipelago pontino, dove si incontrarono con i caccia Spitfire del 31° gruppo di copertura. Alle 11,04 erano sul cielo della Garbatella e 36 B-26 Marauder scaricarono da 2.600 metri 179 bombe da 500
libre. Alcuni di questi micidiali ordigni caddero a 300 metri circa ad ovest della stazione ferroviaria proprio sull’Albergo bianco di piazza Biffi, il lotto 41, causando una strage. Finito il lavoro rientrarono alla base di Villacidro alle 12,45.

Dalla base di Decimomannu  alle 9,08 decollarono 35 bimotori sulla stessa rotta e alle 11,29 erano sul bersaglio scaricando, dai vani bombe, 189 ordigni da 2.800 metri di quota. Gli aerei rientrarono alle 13,26. Furono colpiti i gazometri dell’Ostiense, da dove si sprigionò un vastissimo incendio, il cui fumo raggiunse
1.400 metri di altezza.

Dopo un’altra mezz’ora arrivarono i bombardieri del 319° con gli Spitfire del 52° gruppo statunitense. I 35 aerei, che volavano tra i 3.200 e i 3.700 metri, scaricarono al suolo 203 bombe da 500 libre e ritornarono alla base alle 14,30.
La maggior parte degli ordigni finì il lavoro di distruzione dei gazometri per poi prendere di mira i magazzini e i binari.

La ricognizione fotografica permise di accertare i danni dei tre attacchi: furono centrati gli edifici della stazione, i marciapiedi, i cavalcavia ferroviari, altre attrezzature e numerosi vagoni fermi sui binari. Furono colpiti il mattatoio, l’officina del gas con i gazometri e la centrale elettrica.

In conclusione sull’ Ostiense e sulla Garbatella nello spazio di 54 minuti si scatenò l’inferno. I 105 Marauder fecero cadere dal cielo 571 bombe da 500 libre per più di 142 tonnellate di esplosivo. Una quantità massiccia, che rase al suolo lo scalo ferroviario e parte della zona industriale, ma che causò la morte di tanti
civili, tra cui i 50 dell’Albergo bianco della Garbatella.

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CON IL CORTOMETRAGGIO YOUSEF È TRA I FINALISTI

Il
regista egiziano della Garbatella

Mohamed Hossameldin in corsa per il David

di Daniele RANIERI

E’
stato definito “il ragazzo della Garbatella che ha realizzato un sogno”.

Stiamo parlando di Mohamed Hossameldin giovane regista, che con il suo cortometraggio “Yousef” è tra i cinque finalisti al
premio David di Donatello 2019.

Hossameldin
è arrivato in Italia a 14 anni, da Alessandria d’Egitto, per raggiungere il
padre che a Garbatella gestisce una autorimessa. E ora, dopo vent’anni, parla
con uno spiccato accento romanesco.

A 27 anni si è iscritto alla Rome University of Fine Arts ( Rufa) laureandosi con 110 e lode. E l’anno successivo era già presente a Cannes nella sezione Short Film. “Yousef” è il suo settimo cortometraggio che, dopo essere passato alla Mostra Internazionale dell’Arte
Cinematografica di Venezia, ha rappresentato il nostro Paese al più importante festival
del settore, il Festival du Court Métrage de Clermont-Ferrand.

In 14 minuti “Yousef” racconta la storia di un cuoco di successo, figlio di immigrati, cresciuto in Italia. Dopo una lunghissima attesa riesce ad ottenere la cittadinanza italiana, pochi giorni dopo l’attentato di Macerata, dove da una macchina si spara per colpire a caso
delle persone solo per il fatto che hanno la pelle scura.

Le certezze di Yousef iniziano a vacillare, fino a condurlo ad una vera e propria crisi di identità. Quando si troverà di fronte ad una scelta che fino a poco prima sarebbe stata ovvia, non saprà più cosa fare. In una intervista al cinemagazine K16 Hossameldin parla del suo film:” Il film, come tutti i miei precedenti, nasce da una esigenza personale di raccontare il conflitto di identità che anche io ho vissuto e parte da articolo che avevo letto di un ragazzo italiano nero che raccontava di essere ad una festa di paese durante un concerto e di aver visto una bandiera italiana prendere fuoco. Lui, d’istinto, da italiano, corre verso la bandiera per
spegnere il fuoco.

Ma a metà strada si ferma, pensando a quale sarebbe potuta essere la reazione delle persone nel vedere un immigrato di colore con una bandiera dell’Italia infuocata in mano. Questo ha suscitato subito in me un’altra domanda: perché ha dato per scontato che
la gente lo avrebbe aggredito e accusato di aver bruciato la bandiera invece di
aiutarlo a spegnerla? E qui per me sta la novità. “

Il
prossimo 27 marzo il ragazzo della Garbatella, che ha realizzato il suo sogno
potrebbe ricevere un prestigioso premio cinematografico. E noi tifiamo per lui.

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PER I FESTEGGIAMENTI del 99° compleanno del Quartiere

In migliaia a Piazza Sauli col Muro del Canto

di Claudio D’AGUANNO

“C’è chi fa Sanremo e chi fa X Factor, noi facciamo la Garbatella”.

Con queste parole Alessandro Pieravanti, batterista e voce narrante del gruppo del Muro del Canto, ha aperto in piazza Sauli il concerto per la festa dei 99 anni del quartiere.

E’ domenica 24 sul calendario, febbraio pieno, eppure a scaldare la folla che trabocca tra il palco e la cancellata della Cesare Battisti c’è il miglior sole d’una straordinaria invernata romana.

E sono almeno cinquemila, ma anche di più, le persone di ogni età come di diversa memoria folk-rockettara, venute dai sette angoli della città a cantare, assieme a Daniele Coccia e gli altri, i versi dei loro lavori più conosciuti o a saltare sul posto seguendo le note nuove de “L’Amore Mio Non More”. Questo infatti il titolo dell’ultimo disco firmato dal gruppo romano che pare calzare a pennello come dedica, la più appropriata e tenera, al compleanno d’una borgata giardino battezzata Concordia nel 1920 ma cresciuta ribelle e forte col nome di Garbatella.

Prima delle canzoni sono state comunque le parole del presidente Amedeo Ciaccheri a ricordare la qualità sociale del “secolo breve” di queste parti, rivendicando la cultura dell’accoglienza, le virtù dell’antifascismo e del rifiuto del razzismo, cresciute nei lotti e coltivate di generazione in generazione.

Col saluto a Riace è poi partito il tour sonoro che in oltre due ore e mezza ha offerto il meglio della produzione artistica firmata Muro del Canto. Ouverture d’obbligo per Reggime er Gioco, prima traccia del nuovo disco, racconto d’una Roma zingara e smarrita dove però c’è sempre spazio per un’altra chance, per un’altra occasione di riscossa: “Reggime er gioco ancora / Come è stato tanti anni fa —invoca la voce del gruppo- Che a noi nun ce mettono in riga…”

Pasolini e Lando Fiorini, Gadda e Gabriella Ferri, Giuseppe Gioacchino Belli e Ennio Morricone, forse Remo Remotti o Victor Cavallo: non sono certo i riferimenti letterari alti, come pure i rimandi alla musica più di consumo, a fare difetto in pezzi come Novecento o come il recitato Roma Maledetta, come Cella 33 o L’Anima de li Mejo, irriverente e beffarda dichiarazione d’amore e sfida alla “commare secca” ovvero alla vita che della morte è complice e rivale.

La periferia e la fame che te fa “pija’ d’aceto”, l’infanzia e il carcere, il tradimento, gli amori, la morte ancora e soprattutto il tempo che scorre, sono i temi che, una canzone dietro l’altra, giocano con le sonorità più diverse, alternando nei respiri della fisarmonica o nei passaggi al piano come nel ritmo delle percussioni, l’aria d’Irlanda al western, il rock ruvido al vigore gitano. E di ogni cosa il dialetto romanesco, sempre curato e mai banale, lingua meticcia e ormai universale, è sintesi d’espressione e garanzia di qualità.

Garbatella, la sua gente e la fresca giovinezza dei suoi anni, non poteva trovare cantori più appropriati. E il coro generale che nel finale accompagna le note de La Vita è Una -ultimo pezzo reclamato nei bis finali- vale appunto come una dichiarazione d’affetto per i suoi figli ovvero di risposta, ferma e serena, urlata in faccia ai profeti delle passioni tristi o a chi nel rancore trascina i suoi giorni.

“Tu ridi sogni e questa vita te la bevi / tutta de un sorso senza manco ripijà fiato…

Quasi nun senti come passeno quest’anni… e te ricordi solo chi te vole bene / la vita è una c’hai ragione e nun conviene / campa’ cor sangue amaro pe ste quattro iene…”

E così, ridendo d’amore, con le luci del tramonto che spengono le candeline sulla torta, sale ancora l’ultimo grido d’uno straordinario compleanno: lunga vita a Garbatella!

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COL NUOVO BANDO IN PERICOLO LA STORICA GESTIONE DELLA PISCINA DI VI A G . IMPERATORE

“La lazio nuoto non si tocca!”
sit in dei biancocelesti sotto il campidoglio


di Gianni RIVOLTA

continua la protesta della S.S. Lazio Nuoto contro la decisione del Comune di mettere a bando, a concessione scaduta, la gestione della piscina di via Giustiniano Imperatore.

Dopo l’incontro-scontro, organizzato dal Municipio nell’aula di via Benedetto Croce con l’assessore Daniele Frongia e il presidente della Commissione sport Angelo Diario, i biancocelesti sabato 28 hanno lanciato le loro grida fin sotto le finestre del Campidoglio.

Qualche centinaio di ragazzi, genitori, istruttori e vecchie glorie, infatti, si sono sgolati all’inverosimile dando fiato a trombe, fischietti e megafono.

Un bandierone della Lazio, striscioni biancocelesti e magliette stampate per l’occasione non lasciavano dubbi ai passanti curiosi, che affollavano, come ogni fine settimana, la storica piazza. “ I cittadini della Garbatella non rinunciano alla Lazio””L’offerta economica al rialzo, capacità di gestione al ribasso”” La S.S. Lazio Nuoto non si tocca”.

Queste le frasi che sintetizzano la protesta. Al megafono si sono alternati i dirigenti della società sportiva biancoceleste: “Auspichiamo delle modifiche concrete al bando di gara – ha detto Massimo Moroli, presidente della sezione Nuoto- innanzitutto perché su 11 parametri, descritti nel nuovo Regolamento degli  impianti sportivi di Roma Capitale, nel bando pubblico se ne tengono in considerazione solo 3 e poi perché assegnando 30 punti su 100 all’offerta economica si favoriscono le società più ricche a scapito di quelle storiche, come noi che abbiamo più esperienza tecnica e gestionale. Insomma si favorisce una impostazione privatistica e commerciale e poi che fine faranno i 45 operatori della piscina?”.

Ma ci sono state voci ancora più spinte nell’attesa che si consegnassero al protocollo del Comune di Roma le 1.400 firme raccolte dalla società sportiva contro la decisione del Campidoglio : “ Quando stasera andremo allo stadio per il derby di calcio Lazio-Roma abbiamo il coro pronto – Frongia vai a casa!” e ancora “ E’ una vergogna! A Roma ci sono decine di impianti con la concessione scaduta e il primo bando riguarda proprio noi che abbiamo 120 anni di storia nella pallanuoto e nei vari sport abbiamo vinto più di 250 titoli assoluti in Italia”.

In piazza c’era tutta la dirigenza della Polisportiva: dal presidente Antonio Buccioni al vice Federico Eichberg, ma anche tanti rappresentanti politici dell’opposizione tra cui la consigliera capitolina Valeria Baglio del Pd e i consiglieri regionali Eugenio Patanè e Marta Leonori. Non mancavano i rappresentanti dell’VIII Municipio da quelli della maggioranza di centrosinistra come Fabio Cantoni e Fabiana Bernabei a Simone Foglio di Forza Italia in rappresentanza  dell’opposizione.

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