Si arricchisce sempre di più il programma di eventi per l’anno del centenario della Garbatella. L’ultimo arrivato è il festival culturale “Caffeina”, che si terrà a Garbatella tra il 17 e il 20 settembre 2020 a Piazza Benedetto Brin, dove ha avuto origine la borgata Giardino Concordia. Lo hanno annunciato qualche giorno fa il minisindaco dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, con l’assessore alla cultura Francesca Vetrugno insieme a Filippo Rossi direttore artistico del Festival viterbese.
“Dopo l’Emporio letterario di Pienza (Siena) Caffeina a Garbatella sarà Caffeina a Garbatella, non uno spin-off di altri eventi. Pensiamo a un’identità nuova, a una nuova storia con nuova visibilità. Credo che questo connubio potrà diventare un grande festival nazionale”, ha aggiunto Rossi.
“Qui a Garbatella- ha detto Ciaccheri- ci sentiamo eredi di una grande storia, ma per esserlo realmente è necessario essere eretici. Questo centenario è un’occasione per dare una diversa possibilità alla città di Roma e Caffeina è una delle iniziative più importanti che ospiteremo”. (g.r)
ROMA, 19 DIC – Un’icona del Natale e dell’ingegno
artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe
meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso
un’università.
Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.
L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.
Sono
pochi quelli della mia generazione che l’hanno visto correre “in diretta” e men
che meno quelli che aspettavano le sue fughe sul bordo d’una strada. Ancora
rare, sul finire degli anni ’50, le tivvù con le loro casalinghe Domeniche Sportive
in chiaroscuro. E sin troppo avaro, di quei tempi, il bilancio di casa per
permettersi trasferte da tifosi. Eppure se c’è un nome che rimanda indietro nel
tempo gli “under 70” come me è quello di Fausto Coppi. Non è il solo. Altri
eroi accompagnavano allora la fine dell’infanzia quando, tra i banchi di scuola
e i campetti arsi di periferia, le imprese delle nostre sfide quotidiane si
maritavano con il racconto delle gesta di qualche campione tramandate a voce alta
da adulti fomentati. E così, crescendo, toccavamo il pallone nelle infinite partite
di strada o d’oratorio, citando Ghiggia o Schiaffino o Selmosson mentre
lanciavamo cannonate a rete nel nome di Piedone Manfredini oppure tiravamo di
boxe parlando già di Cassius Clay che, all’epoca, il Muhammad Alì ancora non
c’era. Ma nelle corse in bicicletta, a dispetto dei tappi a corona, le lattine con
la faccia di Pambianco o Gimondi o Massignan, che mandavamo avanti a schicchere
nervose nei nostri giri d’Italia disegnati sull’asfalto, era tutto un inseguire
la gloria di quel Fausto Coppi quando ci capitava di spingere le leve della
bici in gare furiose all’ultima pedalata.
Dentro
casa del resto, dove in più famiglie si coabitava, la foto del mito era al di
sopra d’ogni discussione. Ce l’aveva messa il fratello di mia madre, lo zio
Pietro laziale e sempre un po’ fascista, ma stava bene anche a mio padre, ex
contadino e a modo suo comunista. Mio padre Armando, nato nella parte ciociara
di quella Terra di Lavoro che estendeva i propri mandamenti sul corso del Liri,
ci teneva a rivendicare l’amore per la sua Bianchi con cui aveva scorrazzato da
giovane per vie di campagna e che, diceva, l’aveva fedelmente aspettato al rientro
dalla prigionia d’Africa. Anche l’offesa bellica era un punto che lo legava al corridore
di Castellania e dunque, nonostante la politica, non c’era alcun derby biciclettaro
tra le mura domestiche e del resto solo una fede democristiana e pure un sacco
perbenista avrebbe mai fatto dire a qualcuno di casa o delle vicinanze che il
Bartali Gino era più forte e che pure Magni gli aveva già fatto mangiar la
polvere.
Tutto
questo lungo ricordo personale insomma è il primo effettaccio che mi fa l’avere
tra le mani un libro come Alfabeto Fausto Coppi edito per i tipi Ediciclo e da
poco rintracciabile sugli scaffali. L’hanno scritto correndo in coppia, come
s’usava al Trofeo Baracchi del secolo passato, Gino Cervi e Giovanni
Battistuzzi due ottime penne coadiuvate dalla matita picassiana del disegnatore
Riccardo Guasco e con la ragguardevole presenza, sulla ammiraglia della
squadra, d’una introduzione firmata Adriano Sofri capace di dare il proprio benefico
contributo di vitamine letterarie alla lunga corsa che fila per oltre trecento
pagine. Una nota in swing la mette anche un artista “casciavitt” di nome
Claudio Sanfilippo che con il suo Volo riprende in versi un articolo della Anna
Maria Ortese rapita dall’Airone celeste in una tappa di montagna. Non ci sono foto,
né in bianco e nero né a colori Agfa, che lo rincorrono sui tornanti delle Alpi
coi flash sparati in faccia alla fatica d’una tappa appena conclusa. Eppure gli
scatti di Breviglieri o Petrelli, la neve dello Stelvio con quel W FAUSTO a
caratteri cubitali o il duello con Robic sull’Alpe d’Huez oppure i 192
chilometri in solitaria alla Cuneo Pinerolo del ‘49 o la maglia iridata sul
podio di Lugano con la Giulia Occhini in Locatelli affianco, ci sono in questo
straordinario libro con un sacco di altre immagini. Ci sono infatti nelle
parole e nelle pagine, spesso “liberamente ispirate” a interviste e memorie
d’epoca, che i due autori rielaborano con grande capacità narrativa.
Questo
Alfabeto va dalla A di Airone alla Z di Zingaro passando per la F di Furto e la
Q di Quello là che è poi il modo con cui il piemontese schivo chiamava
l’esuberante rivale toscano quando non lo sopportava. Ed è un libro tutto da
leggere e godere. Un testo che percorre una felice epoca sportiva ma, assieme, racconto
di storia patria e di costume sociale, in grado di far capire e meglio d’altri
il clima non tutto epico di quell’Italia del dopoguerra, paese dai molti
contrasti e dalla doppia morale, dove ci stava che se eri adultero svelato e impenitente
rovina famiglie t’attendeva la scomunica pubblica e magari, ma solo per la
donna fedifraga, perfino la galera. In quell’Italia là appunto, ancora alla
vigilia del boom, lo scontro tra madonnari “ultrà della diccì” da un lato e
comunisti sfegatati per l’Urss dall’altro s’alimentava di match quotidiani passando
pure per lo sport delle due ruote dove era inevitabile che al cattolicissimo
Bartali portato in processione dalle parrocchie gli operai di Sesto o i
proletari delle zone rosse opponessero l’inquieto, fragile ma più forte, “Fostò”.
Ecco,
di tanti risvolti tratta questo dizionario illustrato chiamando perfino in
scena un inesauribile parterre di protagonisti:
Togliatti e De Gasperi con Pio XII, un giovanissimo Rivera e un Silvio Piola a
fine carriera, il fratello Serse e la mamma Angiolina, la Dama Bianca e la moglie
Bruna, Isa Barzizza e Rita Hayworth, il Biagio Cavanna col mago Pinella, banditi
come Sante Pollastri o il Bruno della “lìgera” e via scorrendo. E’ lungo più
d’un kolossal hollywoodiano l’elenco ma tra tanti un posto nei titoli di coda
lo prende anche un figlio della Garbatella di nome Marcello Spadolini. Il
racconto che lo cita si chiama Chiosco e nel titolo si riferisce al “baretto
della Sora Rosa” che sulla strada di Grottaferrata, di domenica 27 maggio 1945,
vede passare i pedalatori iscritti alla Coppa Salvioni. La corsa è aperta a
tutti e al via, “MotoVelodromo Appio ore 7 e 06” precisa svizzero il cronista
dell’epoca, si ritrovano in ventitrè tra professionisti accasati e irriducibili
indipendenti assieme ai puri dilettanti. C’è Bartali che corre su una Legnano
con la maglia della Ss Tempora Bettolle e c’è Coppi tesserato per la Sc Lazio
in sella alla Nulli, c’è la speranza di Torpignattara il dilettante Spartaco
Rosati prossimo protagonista al Gran Premio della Liberazione e c’è Elio Bertocchi
un prof in maglia giallorossa. Marcello Spadolini è il capofila degli
indipendenti, campione di tante corse minori, che con la maglia rossoverde della
MATER bici Pangrazi s’era già con onore sobbarcato in solitaria il Giro del ’40;
proprio quello vinto dal debuttante Coppi alla vigilia della disgraziatissima
entrata in guerra annunciata dal Benito mascellone al balcone di Piazza Venezia.
Oggi, con le macerie della sconfitta tutte sparse in giro, Marcello è sul
percorso che fila verso i Castelli e col campionissimo condivide i colori
laziali ma per lui l’asfalto bruciato spingendo sul 49×16 non è mica lo stesso.
E’ comunque lui, come da copione, a cercare di dare la scossa e a filare via sulla
salita di Grottaferrata in compagnia di Bertocchi. Ed è sempre lui a cercare di
spronare il giallorosso a giocarsela come un derby del cupolone. Nel racconto
di Cervi e Battistuzzi gli sforzi del nostro appaiono ormai inutili e già
risucchiati dall’azione di Coppi che sfrecciando davanti al Chiosco della Sora
Rosa, con tutti i Scaroccia padre e figli schierati a tifare, avrebbe poi battuto
tutti sul traguardo di Castelgandolfo. E “per una macchina” soprattutto Quello
là.
Spadolini
in quell’occasione finì quinto, pure dietro al Bertocchi, ma primo degli
indipendenti. La Coppa Salvioni di quel maggio del ’45 fu importante ed ebbe il
merito di sancire il rientro del campionissimo capace di smaltire con un
successo rinfrancante la ruggine d’una inattività prolungata. Nel libro il
campione del lotto 12, “l’uomo che fugge” come lo chiamavano all’epoca, corre
al fianco dell’Airone, “l’uomo solo al comando” non ancora “dio stordito dalla
sua forza”. E questo è pure un motivo in più per leggere e godere d’un Alfabeto
Fausto Coppi testo prezioso e forte dalla prima all’ultima pagina, dal primo
all’ultimo tornante.
[Il libro ALFABETO
FAUSTO COPPI scritto da Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi sarà presentato alla
Fiera della piccola editoria “Più libri più liberi” e, in anteprima romana a
Casetta Rossa, ne parleranno assieme agli autori il giornalista Rai Stefano
Rizzato e Claudio D’Aguanno. Appuntamento venerdì 6 dicembre ore 18 a Casetta
Rossa in Via G. B. Magnaghi 14]
Se volete osservare la Garbatella rapidamente, anzi “di
corsa”, non avete che da iscrivervi alla 28° Gara Podistica
“Corriallagarbatella 2019” di 10 Km. che quest’anno si svolgerà il 24 Novembre con
inizio alle ore 9,30.
Se 10 km non sono alla portata delle vostre gambe o del
vostro fiato non preoccupatevi la gara
prevede anche un percorso non competitivo di soli 5 chilometri e per la prima volta anche una gara “Corri
forte Cresci bene” di 650 metri dedicata ai bambini fino ai 10 anni di età.
Per sottolineare l’importanza della gara ha assicurato la
propria partecipazione Franca Fiacconi la prima donna, e a tutt’oggi l’unica
italiana, a vincere la leggendaria maratona di New York nel Novembre del 1998
con il fantastico tempo di 2 ore e 25’ e 17”, record italiano dell’epoca.
Corri alla Garbatella ha anche una testimonial di
eccezione Sara Vergetto, una bambina di
10 anni, affetta da artrite idiopatica giovanile, una malattia che si manifesta
con l’infiammazione delle articolazioni,
che gli si è manifestata già a un anno di vita. Sara però è una ragazza
coraggiosa e non si è abbattuta e combatte
la sua malattia a colpi di palestra, nuoto, pallacanestro con una tenace voglia
di vivere che contagia tutti coloro che la incontrano.
Franca e Sara rappresentano in pieno lo spirito della gara
che punta a pubblicizzare lo sport e a coinvolgere la maggior parte delle
persone al di là della loro condizione agonistica, comprese famiglie, bambini,
paratleti. Ai bambini che partecipano è stata richiesto di portare un breve
scritto, un disegno o un pensiero, i migliori elaborati verranno premiati il 18
Febbraio 2020 quando il nostro quartiere compirà i suoi primi 100 anni.
Le Associazioni che la organizzano sono tre. L’Associazione Culturale e Sportiva Rione
Garbatella , l’Associazione Sportiva dilettantistica Roma Road Runners e infine
la Marathon Club Roma che organizza gli eventi sportivi più importanti a Roma
tra cui la Maratona di Roma. A questi si aggiunge la ASD Giovani e Tenaci che
associa atleti affetti da malattie invalidanti.
Il percorso dei runners sui 10 km. si snoda all’interno del
nostro splendido quartiere. Inizia da
Viale Guglielmo Massaia e dopo vari giri per le strade del rione arriva al
Ponte Settimia Spizzichino , quindi imbocca
via Pullino – Via Luigi Fincati − Via Francesco Passino – Piazza Oderico
da Pordenone e infine torna a Viale
Guglielmo Massaia dove c’è il traguardo.
Naturalmente ci saranno anche i premi. A tutte le donne un oggetto di pelletteria e una piantina. Un
altro premio verrà dato ai primi cinque arrivati in qualsiasi gara. Al primo
bambino una Coppa offerta dalla famiglia Santilli in memoria del figlio Tommaso,
giovanissimo istruttore di nuoto, travolto da un pirata della strada proprio in
una strada della Garbatella. Per gli adulti, con partita Iva, c’è un premio
offerto dalla CNA, Confederazione Nazionale Artigiani, al primo atleta uomo e
alla prima donna all’arrivo.
Corri alla Garbatella ha il patrocinio del Municipio VIII.
Questa mattina se ne è andato per sempre Cosmo Barbato.
Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della
Villetta. Non ci sono parole per definire Cosmo, per lui parla la sua vita.
Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Nel 1949 la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella, dove Cosmo trascorse tutta la sua vita di militante comunista e giornalista. Prima come segretario di redazione di “Vie Nuove”, il settimanale fondato da Luigi Longo e più tardi alla fine degli anni Sessanta a Paese Sera.
E’ stato un grande maestro per tutti i giovani che
frequentavano la Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella, un uomo
d’altri tempi, ma sempre attivo nella vita sociale e politica. Si iscrisse al
partito da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946 e nel 1950 era tra
i compagni che difesero la Villetta dall’assalto missino. Dopo il congresso di
Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo
al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista.
A casa del suo
carissimo amico Umberto Pradella, maestro di violino e compositore in piazza
Oderico da Pordenone, conobbe Gabriella Tosi, un’insegnante di Matematica e
Fisica, e fu amore a prima vista. Gabriella fu la compagna della sua vita e,
quando qualche anno fa morì per un male incurabile, Cosmo e suo figlio Guido
ebbero una perdita incolmabile.
Cosmo aveva tanti interessi oltre alla scrittura, uno su tutti l’archeologia. Fino a che le sue ginocchia lo ressero, insieme a Gabriella, fu un grande viaggiatore, un visitatore entusiasta dei siti archeologici in Medio Oriente. Ma fu anche uno studioso di cose locali. Erano noti a tutti i servizi che Cosmo scriveva prima sulla Gazzetta dell’Undicesima e poi sul periodico Cara Garbatella, che per tanti anni sostenne con tutte le sue forze. Attraverso i suoi racconti e i suoi articoli abbiamo conosciuto i personaggi della Resistenza, uomini e donne della Garbatella, come i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Giuseppe Felici o Libero De Angelis.Il Quaderno della Resistenza Garbatella – Ostiense di Cosmo Barbato rimane un testo fondamentale, che ricostruisce le figure e la storia della guerra e dell’occupazione tedesca della città di Roma.
La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.
Nel salotto buono della Garbatella, l’hub culturale degli ex Bagni pubblici, il Municipio ha chiamato a raccolta tutte le associazioni del territorio sulla sfida del prossimo anniversario di febbraio 2020. Francesca Vetrugno, assessora alle politiche educative e delegata ai festeggiamenti del Centenario, ha illustrato la metodologia individuata per selezionare e calendarizzare tutte le iniziative: una serie di contenitori tematici nei quali catalogare i suggerimenti e i progetti che arriveranno dal territorio. Il 24 novembre sarà la data di scadenza per la presentazione dei programmi di lavoro e verrà aperto un sito web nel quale cittadini e amministrazione potranno interloquire.
Non è mancata la polemica.Il presidente Amedeo Ciaccheri ha criticato apertamente la Sindaca Raggi, che ha lasciato cadere l’opportunità di costituire una task force istituzionale sul Centenario della Garbatella. Quando, nel novembre scorso, fu istituita la cabina di regia con Regione Lazio, assessorato alla cultura di Roma Capitale, Università Roma Tre,Camera di Commercio di Roma, Ater e Municipio VIII e fu stilato un programma di intenti le aspettative erano altre. Non solo un programma di iniziative culturali che avrebbero animato tutto l’arco temporale fino al compimento dei cento anni, ma anche una serie di interventi strutturali e significativi per riqualificare il vecchio quartiere ex Iacp. Insomma un vero e proprio piano di recupero urbano. E invece ora il Municipio si trova da solo, con le sue forze, ad affrontare questo importante appuntamento che si profila di forte interesse mediatico. La Garbatella, infatti, da anni accende intorno a sè un interesse che va ben oltre i confini cittadini per suscitare suggestioni anche oltre confine.
Nel pomeriggio di oggi, è crollato un Pinus Pinea (pino
domestico), albero secolare all’interno della storica Villetta, abbattendosi sul
muro di recinzione, lato di via Francesco Passino, all’altezza del civico n. 26,
ingombrando la carreggiata che è stata liberata grazie all’intervento dei
Vigili del Fuoco.
Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone, in un
tratto di strada molto frequentato, che collega vie principali del quartiere a
scuole, teatri, parrocchie ed abitazioni. Sono stati, invece, danneggiati il
muro di recinzione, i contenitori per la raccolta dei rifiuti e delle auto
parcheggiate.
I film nascono nella testa, finiscono su una carta, poi prendono vita grazie ad una pellicola e infine vengono proiettati alla Garbatella. Proprio così, alla Garbatella e non solo.
Tra cortometraggi, work-shop e dibattiti, studenti e registi si sono incontrati dal 23 al 27 Settembre per la quinta edizione del Meet Film Festival. Un evento internazionale di cinema per la scuola e i giovani. E diciamo la verità: quale arte meglio del cinema può colpire la coscienza e scuotere le emozioni? A partecipare sono state la scuola media “G. Tuccimei” di Acilia, la scuola media “via Mar dei Caraibi” di Ostia e l’IIS “De Amicis-Cattaneo”.
Tutto ha avuto un grande successo, ma soprattutto, una meravigliosa morale. “La situazione attuale impedisce uno scambio culturale in tutto il mondo. Abbiamo eretto muri, muri che oggi ci impediscono di avere qui gli amici che con noi la pensano alla stessa maniera. Troviamo in questi film un senso comune, delle tematiche che viviamo tutti i giorni. Non ci sono tanto le differenze quanto le simililarità”. Con queste parole, il Presidente Claudio Federico ha concluso tra gli applausi il Meet Film Festival.
XIV edizione: aspettando i 100 anni del
nostro quartiere
3-4-5 Ottobre 2019
La Villetta – Via Francesco Passino n. 26, Via degli Armatori n. 3, Roma
dalle ore 20,30
Ingresso gratuito – Bar e cucina
Si avvicina il centenario di
Garbatella. Il 18 febbraio del 1920 veniva avviata la costruzione del quartiere
in piazza Benedetto Brin, nel bellissimo edificio che domina il cosiddetto
“Pincetto”. Dall’atto costitutivo sono trascorsi quasi cento anni, un
appuntamento importante che il Garbatella
Jazz Festival (GJF) 2019 vuole festeggiare invadendo di musica le strade e
le piazze del quartiere il 3, 4 e 5 ottobre. Epicentro della manifestazione è la sua location
storica, la Villetta (Via F. Passino
n. 26 – Via degli Armatori n. 3), che sarà vestita a festa, dopo il recente
restauro.
Qui si alterneranno due doppi
concerti, con un gruppo principale che si esibisce dalle 21.30 e un gruppo di
apertura che lo precede alle 20.30:
Giovedì 3, l’inaugurazione è affidata al CANTINA JAZZ QUINTET con Mino Curiano (voce e tromba), Roberto Bachi (pianoforte), Marco De Santis (chitarra), Umberto De Santis (contrabbasso), Roberto Scarabotti (batteria), mentre
alle 21.30 salirà sul palco del Festival il GO-DEX QUARTET, composto da Pasquale
Innarella (sax tenore), Paolo Cintio
(pianoforte), Leonardo De Rose
(contrabbasso), Giampiero Silvestri
(batteria) per un mood fresco e ricco di energia coinvolgente sia nelle ballad,
sia nei pezzi ritmici. Il quartetto, nato dall’idea di Innarella, rilegge in
chiave moderna, superando lo stereotipo del linguaggio dell’hard bop, le
musiche del grande tenore sassofonista afroamericano Dexter Gordon pur rispettandone
fortemente l’impronta.
Venerdì 4, un doppio concerto di artisti
nella quasi totalità nati nel quartiere. In apertura, il Benedetto Mercuri Quartetto,composto dagli appassionati di jazz: Benedetto
Mercuri (contrabbasso), Luca
D’Antonio (sax), Gianni Antonacci
(piano), Gigi Pedullà (batteria). A
seguire il TRIO JAZZ composto da Luca Pirozzi (basso), Ettore Carucci (pianoforte) e Lele Anastasi (batteria), che
propongono un progetto originale, dinamico e di grande musicalità, con un
repertorio ricco e intenso che spazia tra i classici jazz di Herbie Hancock,
Joe” Zawinul, Weather Report, e altri, riarrangiati in chiave funk.
Sabato 5, infine, conclusione con il DASA QUINTETTO di Roberto Aversano (sax), Alessandro
Ionescu (chitarra), Antonio
Ricciardi (piano, tastiere), Dario
Ambrosini (basso), Sauro Giovannetti
(batteria); alle 21.30 FLOORS, un
interessantissimo progetto formato da tre giovani musicisti della nuova scena
jazz italiana: Francesco Ponticelli (contrabasso,
elettronica) Francesco Diodati
(chitarra, elettronica)e Filippo Vignato
(trombone, efxs). Un trio collettivo, nato da una visione comune improntata
alla ricerca di un sound che sovrapponga il suono acustico e quelli elettronici
usati in tempo reale. Lo stesso nome del gruppo evoca una musica stratificata,
su diversi piani, con uno sguardo al minimalismo e alle poliritmie, senza
tralasciare momenti più melodici.
Altra musica con la STRADABANDA,
della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, con il suo repertorio
multiculturale e con la street band FANFAROMA
di Controchiave. La prima il 4 ottobre, la seconda il 5, dalle 17.00
attraverseranno strade e piazze del quartiere in un’esperienza musicale
collettiva, invitando tutti alla festa.
“Il Jazz, oltre ad essere
grande arte narrativa personale, – dice Pasquale
Innarella, direttore artistico del Festival e recentemente vincitore dell’European Jazz Award con la sua
RusticaXBand – è espressione sociale, dove tanti elementi si fondono, così come
avviene nella festa”.
Il quartiere Garbatella sarà inoltre omaggiato con letture dal palco
di testi che lo raccontano e con la proiezione di fotografie e video inediti e
d’epoca tratti dall’archivio dell’associazione culturale Cara Garbatella,
curato da Giancarlo Proietti.
La
rassegna, totalmente gratuita, è nata dalla collaborazione delle associazioni
culturali Cara Garbatella ed Altrevie, in sinergia con Villetta Social Lab e Polisportiva G. Castello. L’iniziativa
ha ottenuto il patrocinio del Municipio
Roma VIII.
“Abbiamo il piacere di patrocinare la XIV edizione di Garbatella
Jazz Festival, kermesse che è entrata nelle piacevoli ricorrenze che si
susseguono sul nostro territorio. Un primo appuntamento che guarda già a
Garbatella 100, dove le iniziative culturali e di partecipazione si
moltiplicheranno”. – dichiara Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio Roma
VIII.
“Mettiamo al sicuro la comunità scolastica del Municipio VIII e ampliamo cosi l’offerta pubblica e la qualità della scuola nel nostro territorio ; con un liceo classico e scientifico a Tor Marancia”. Così il presidente Ciaccheri comunica che per il Liceo Classico Socrate sono stati individuati nuovi spazi in Via Odescalchi per la scuola succursale.
Un lavoro che va avanti già da Ottobre 2018 e che ora, grazie alla collaborazione di più Enti, si è giunti ad una conclusione. Ossia; prima il passaggio patrimoniale da Roma Capitale alla Città Metropolitana e poi l’individuazione della nuova sede.
Il problema, o forse una fortuna, è che il Liceo Socrate ha da sempre ospitato moltissimi dei ragazzi residenti nei nostri quartieri e nelle zone circostanti. È fondamentale quindi garantire la continuità scolastica dei neo alunni e di coloro che si avvicinano all’ultimo anno.
Archiviata la sbornia elettorale delle Europee è tempo di bilanci. Anche noi di Cara Garbatella, vogliamo dare il nostro contributo, innanzitutto informando i cittadini sui risultati locali, quelli dell’VIII Municipio di Roma di cui ci occupiamo. Cominciamo con le vere novità. La Lega di Salvini, risultata la forza politica vincitrice di questa tornata elettorale a livello nazionale, nel nostro territorio ha fatto un balzo da gigante passando dal niente dei 730 voti nel 2014 (1,2%) al secondo posto con 11.101 suffragi del 2019 pari al 19,53%. Un dato inferiore al voto romano (25,8%), che tuttavia strappa al Movimento 5 Stelle il secondo posto in classifica e conferma la supremazia della Lega nell’area di Centro Destra. L’altra novità è la ripresa del Pd. Nei nostri quartieri( Garbatella, San Paolo, Ostiense,Tormarancio, Montagnola, Roma 70, Ottavocolle e Tor Carbone), infatti, il Partito democratico a guida Zingaretti si attesta al primo posto con 21.762 voti pari al 38,29%: un risultato inferiore al fantasmagorico 46% incassato cinque anni fa da Renzi, ma pur sempre superiore alla media romana (30,6%) e nettamente più alto del dato nazionale (22,7%). Un esito che, seppure certifica in termini assoluti una perdita di circa 6000 voti, è sicuramente incoraggiante per la nuova gestione del partito e della coalizione locale guidata da Amedeo Ciaccheri. A tutto ciò si aggiunga che il Municipio esprimeva come candidato autorevole Massimiliano Smeriglio, ex vice presidente della Regione Lazio, che è stato eletto sugli scranni di Strasburgo.
Per il Movimento 5 Stelle le cose non vanno niente bene. Il voto del 28 maggio conferma il trend negativo delle ultime scadenze elettorali. Infatti la forza politica di Di Maio nel nostro Municipio incassa il 15,32% (8.706 voti), niente a che vedere con il 21,98 del 2014 (pari a 13.814 voti). Ed ora vediamo le altre forze nel campo della Destra: se da una parte Fratelli d’Italia raggiunge un buon 8,21% con 4.664 voti, Forza Italia si dimezza scendendo al 4,82% (nel 2014 era l’11,79%). Complessivamente i partiti del Centro Destra, tranne la Lega, confermano nell’VIII Municipio, più o meno le percentuali romane. Per le altre formazioni politiche si è trattato di pura testimonianza perché sia La Sinistra che Europa verde e Europa Italia in comune della Bonino non hanno superato lo sbarramento del 4% a livello nazionale e sono rimaste fuori dal Parlamento europeo. Veniamo ai candidati locali. Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, ha ottenuto nel collegio Italia centrale ben 73.061 preferenze, risultando eletto al 4° posto dopo Simona Bonafè, Pietro Bartolo e David Sassoli. E’ interessante osservare che solo nel Lazio Smeriglio ha ottenuto 67.311 ( 46.256 nella Provincia di Roma e 30.000 a Roma città) a confermare il radicamento nel territorio dell’ex Vice presidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Zingaretti. Invece l’altro candidato locale Nando Bonessio della lista Europa Verde, pur conseguendo un buon risultato personale con 2120 preferenze (4° posto), non è stato eletto perché la lista, con il 2,14 % a livello nazionale, non ha superato la soglia di sbarramento del 4%.
Immagini musicali innovative e brani di repertorio si fondono in un percorso del tutto originale nel Concertacolo del cantautore e polistrumentista romano, Pino Marino, che andrà in scena venerdì 14 giugno alle 21,30 al Parco del Caravaggio (Viale delle Accademie). Con lui, sul palco, Alessandro D’Alessandro, organetto solista e coordinatore artistico dell’Orchestra Bottoni.
Una
forma di spettacolo liberata dall’ordine delle scalette e affidata al rigoroso
disordine del procedere a braccio. Fra le canzoni del suo repertorio, gli
aneddoti, i racconti, la sperimentazione di ciò che poi verrà portato nei
teatri e l’improvvisazione, prende forma di volta in volta e da luogo in luogo,
il non previsto.
Con
un’intesa attività concertistica e collaborazioni con numerosi musicisti
italiani e stranieri, Pino, dopo due anni di tour teatrale di uno zio Vanja di Checov
con la regia di Vinicio Marchioni, sta lavorando alla colonna sonora dell’adattamento
cinematografico dell’opera, divenuta un vero e proprio film su Checov e la sua
vitale contemporaneità con i nostri giorni. In lavorazione, nel mentre, c’è il
quinto disco a suo nome.
Lo spettacolo, ad ingresso libero, è parte del programma della manifestazione organizzata da “Sei Uno di Noi”, il nuovo blocco sociale che raggruppa centinaia di realtà molto differenti dalle parrocchie ai sindacati fino ai comitati per l’abitare e alle associazioni contro disuguaglianze, mafie e razzismo alle reti studentesche.
Giovedì 13 giugno alle 20,00 al teatro Palladium di piazza
Bartolomeo Romano andranno in scena commedia e canto popolare corale di grande
piacevolezza. Sarà anche l’occasione per la Garbatella di riabbracciare un suo
“figlio d’arte”, il maestro Fabrizio Barchi che, con i cori Femminile Eos e
Musicanova darà vita a due originali e godibili messe in scena: “A Roma se racconta che…” e “Roma che in…canta” (quest’ultima portata
anche all’Expo di Milano 2015 in rappresentanza della coralità regionale del
Lazio).
Si tratta di due spettacoli ambientati in una Roma di fine
‘800. Testi ironici e disincantati uniti a canti corali di elevata fattura
cantati a braccio, a battibecco, a dispetto, nella migliore tradizione popolare
romana.
Potranno essere riascoltati brani immortali come Sora Menica, Nina si voi dormite, Tanto
pe’ cantà’, Arrivederci Roma e
altre arie popolari originalmente riarmonizzate dallo stesso maestro Barchi e
da altri rinomati musicisti.
Il maestro Barchi, nato e cresciuto alla Garbatella, iniziò
proprio qui la sua carriera di direttore di coro con la Corale San Filippo le
cui prove e prime rappresentazioni si svolgevano alla Chiesoletta. Nel 1979,
dopo aver completato i suoi studi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di
Roma, ha condotto numerosi cori: oltre ai già nomininati Musicanova e Femminile Eos,
dirige il coro di voci bianche Primavera,
il coro Iride, quello del Liceo Scientifico Primo Levi di Roma e
quello del Liceo Enriques di Ostia,
con i quali ha vinto, nel corso degli anni, numerosi premi nazionali e
internazionali. E’ stato vicedirettore della Cappella Musicale Lateranense, nel
2006/2007 ha assunto la carica di direttore della corale della Basilica di San
Paolo fuori le mura ed è attualmente titolare della cattedra di conduzione di
coro presso il Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. Vanta
collaborazioni, come maestro del coro, negli allestimenti di opere liriche e
nella produzione di colonne sonore e brani musicali con i compositori Ennio
Morricone, Leo Brouwer, Marco Frisina ed i cantanti Mina, Andrea Bocelli e
Angelo Branduardi.
INFO E PRENOTAZIONI: Intero 10€ Ridotto per gli associati 8€ Gratuito per i bambini con età inferiore a 10 anni
I biglietti possono essere prenotati presso i seguenti contatti (indicare un nome e il numero di persone): biglietti.musicanova@gmail.com C 39.335.8721162 I posti sono assegnati in base all’ordine di prenotazione.
La scuola elementare Alonzi da anni ormai adotta treni storici ed è testimonial di un progetto denominato appunto “Adotta un treno storico”, parte integrante del catalogo dell’offerta formativa di Roma Capitale. Si tratta di un’attività composita e variegata promossa dal Polo museale ATAC, splendida realtà del Municipio VIII che merita ulteriore valorizzazione.
Il Polo ATAC (ingresso da via B. Bossi,
7 o dalla Ferrovia Roma-Lido) offre l’opportunità di “fare un salto”
nel passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, intorno e all’interno di
cinque vetture in esposizione perenne e gratuita.Ogni vettura diventa testimone della
linea di riferimento, Roma- Fiuggi, Roma- Ostia, Roma- Cinecittà, Roma- Civita
Castellana- Viterbo, Roma- Castelli Romani e racconta la storia dei passeggeri,
del trasporto, delle località, di usi, costumi e tradizioni in parte o del
tutto scomparsi.
Adottare una di queste vetture significa immergersi in una realtà altra, implica conoscenza, partecipazione, immaginazione. Adottare una di queste vetture significa visitare il Parco museale, apprendere un lessico specifico, sedersi su sedili di legno d’epoca, percepire odori, immergersi in un mondo a parte, lasciarsi andare a sensazioni ed evocare immagini di un contesto e di una società diversi.
Una vettura del Polo museale
I bambini che hanno partecipato finora
al progetto hanno vissuto fino in fondo tutto ciò: al Polo sono saliti sui
treni e sui tram, hanno ascoltato i racconti o gli aneddoti degli esperti e dei
responsabili dell’ufficio didattica, hanno coltivato l’orto bío, hanno
partecipato a eventi (ultimo in ordine di tempo, la premiazione del Concorso
nazionale di letteratura promosso dalla casa editrice Laura Capone), hanno
visitato il grande plastico Urbinati e gli altri tesori del sito, non ultima
l’ex biglietteria estiva della stazione convertita in museo; in alcuni casi
hanno partecipato ad alcune feste. “Il Polo ATAC – racconta la dirigente scolastica
Patrizia Martinelli – è una piazza, nell’antica accezione del Foro o
dell’agorà, un punto di incontro in cui promuovere conoscenza e competenza,
grazie alla disponibilità e alla tenacia degli operatori Caterina, Raffaele,
Roberto e a tutti coloro che, a vario titolo, collaborano ogni giorno alla
tutela e alla conservazione di questo bene, che ha un’alta valenza formativa”.
In questi giorni è uscito nelle edicole e nelle
librerie il terzo Quaderno di Moby Dick
edito dalla casa editrice Iacobelli ( 208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo
archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo :
“Tor Marancia, borgata di Roma.Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è
esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale
composta da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano
a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo,
Ostiense, Tormarancio, Montagnola.
Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale
su Tormarancio si legge:”Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva
costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una
porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in
direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San
Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una
vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le
catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale,
cave di tufo, una marrana e diversi fontanili. Solo nel 1930/31 furono
costruite ai confini della proprietà Santambrogio ( ex Mons.Nicolai) le casette
Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera
Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio
significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale
operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche
abusive e gli sfrattati. Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di
lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da
qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp,
oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art.
Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità. Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono,Eleonora Coderoni,Flavio Conia,Claudio D’Aguanno, Milena Farina,Simona Fiorentini,Piero Fumo,Pasquale Grella,Floriana Mariani,Giuliano Marotta,Maria Paola Pagliari,Giovanni Pietrangeli,Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.
Il piazzale della scuola elementare “Cesare Battisti” ha risuonato nella mattinata di oggi di musica. Una festa-concerto di fine anno con gli alunni delle scuole “Cesare Battisti” (classi 3B, 4B, 4D), Aurelio Alonzi (3F, 4E, 4H), “Alessandra Macinghi Strozzi” (Beat Band classi prime), “A. Raimondi” (classi VA e VB) e il gruppo musicale “Gli Sgarbatelli Drum Circle”, con la direzione artista del maestro Serena Della Monica.
Presenti all’iniziativa il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha sottolineato l’importanza della musica per veicolare valori di pace e rispetto reciproco e la dirigente scolastica Filomena Sannino, che ha presentato il progetto di educazione musicale. Numerosissimo il pubblico, composto da genitori ed abitanti del quartiere, che hanno sostenuto con emozione i giovani musicisti.
Sarà presentato il 6 giugno prossimo alle 18,00 alla
libreria Nuova Europa presso il Centro Commerciale i Granai, l’ultimo lavoro
editoriale di Andrea Catarci: “Generazione di rimessa, Amicizie e
resistenze negli anni ’80”. Edito da Derive e Approdi, questo libro è il
secondo di Catarci che arriva dopo “Resistere è anche un destino. Storie
familiari nel Novecento romano” pubblicato nel 2017 con Palombi Editore.
A dialogare con l’autore Amedeo Ciaccheri, presidente del
Municipio Roma VIII. Modera Marina
De Ghantuz Cubbe, giornalista di La Repubblica.
IL LIBRO – “Generazione
di rimessa” è un memoriale fluido e appassionato, che muove dal blocco della
centrale nucleare di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986. L’autore torna a
quelle giornate, ai rapporti e agli amici, ma anche agli anni trascorsi tra le
mura domestiche e al progressivo contatto con il mondo esterno. Si passa per i
primi lavori in cantieri e ristoranti fino alla scoperta dei sentimenti e
dell’amore, dall’intesa forte in bande giovanili e squadre di calcio
all’impatto deflagrante di eroina e acidi, dalla sfera privata all’impegno
politico, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci,
la storia minuta viene collocata dentro il contesto della Storia ufficiale del
Novecento, vista prima da un piccolo paese della provincia a nord di Roma e poi
dai quartieri della metropoli. Un quadro inedito degli adolescenti degli anni
Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario,
nel presente affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire
l’orgoglio di sentirsi quella che l’autore definisce una generazione di
rimessa, capace di slanci continui e reazioni coraggiose rispetto alla corrente
dominante.
L’AUTORE – Andrea Catarci è nato e vive a Roma. Ai percorsi educativi e lavorativi ha intrecciato l’impegno politico fin dagli anni del liceo, nelle mobilitazioni antimilitariste e contro il nucleare, per poi attraversare l’esperienza del movimento della Pantera, dei Centri sociali romani, di Rifondazione comunista, di Sinistra ecologia e libertà e delle esperienze civiche successive. Dal 2006 al 2016 è stato Presidente del Municipio VIII. Attualmente è vice Presidente di Polis, la Scuola universitaria per la formazione politica della Link Campus University.
Per i prossimi appuntamenti della libreria, che vedono tra
gli ospiti Nicola Zingaretti, Bruno Vespa, Gianrico Carofiglio, cliccare sul
link: http://www.librerianuovaeuropa.it/it/incontri
Sport e divertimento conquistano il quartiere di Montagnola. Lunedi 3 Giugno al parco Falcone e Borsellino, area che comprende ben 11.800 mq di prato, è stato inaugurato un nuovo terreno di gioco. Due aree con altalene, giochi a molla e pavimentazione antitrauma, un campo multisport per basket, calcio e pallavolo. Una pista bike, un’area pattinaggio e un percorso con panca per addominali, spalliera, parallele e trave di equilibrio. Divertimento per i più piccoli e sport per i più grandi.
“Il nostro
obiettivo è di aprire un playground per ogni Municipio”, ha dichiarato la
Sindaca Raggi durante l’inaugurazione. “Lavoriamo insieme Comune di Roma, Coni,
Municipi e cittadini. Una bella sinergia che ci permette di aprire parchi anche
nelle periferie.” Presenti all’evento accanto alla Sindaca: il presidente del
Coni Lazio e il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. In prima fila
al taglio del nastro poi, non potevano mancare i ragazzi di Special Olympics,
che subito dopo l’inaugurazione non hanno resistito a buttarsi nel campo da
basket improvvisando una partita a suon di canestri e risate.
Il progetto è stato finanziato grazie al fondo «Sport e periferie»,
stanziato dal governo e trasferito poi al Coni, con l’obiettivo appunto di
realizzare un playground per ogni municipio.
“Grazie a tutti per l’impegno” ha voluto ringraziare sui social il Presidente Ciaccheri. “Voglio sottolineare il ruolo dei comitati di quartiere e del centro anziani Montagnola che sono stati dei punti di riferimento straordinari. Vogliamo trasformare queste aree in spazi in cui lo sport si fa quotidianamente e con spirito pedagogico, con l’obiettivo della cura del territorio che dobbiamo avere tutti comunemente.”
Primo ciak il 3 giugno a Roma, nel quartiere Garbatella, per “I Migliori Anni”, il nuovo film di Gabriele Muccino che torna dietro la macchina da presa dopo il successo di “A Casa Tutti Bene” (oltre 1,4 milioni di spettatori, con un incasso di 9,18 milioni di euro). Protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Nel cast anche Nicoletta Romanoff e Emma Marrone. Sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella, “I Migliori Anni” è una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment. Prodotto da Marco Belardi, uscirà nelle sale il 13 febbraio 2020 distribuito da 01 Distribution. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.
Il film è la storia di quattro amici, Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo (Rossi Stuart), Riccardo (Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta.
Il set di un comizio elettorale è stato allestito a Piazza Sant’Eurosia.
Nella notte tra Sabato 1 Giugno e Domenica, il motorino del
Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è stato dato alle fiamme.
“Un incendio circoscritto”, ha detto, “che non lascia spazio
a fraintendimenti: si tratta di un gesto preciso e di intimidazione nei miei
confronti.” L’unico mezzo di trasporto del nostro Presidente era parcheggiato
nei pressi della sua casa.
Chi lo conosce lo sa, ad ogni evento, festa, o inaugurazione del Municipio, lo si vede arrivare in sella al suo scooter. Peccato. Ma sempre da parte di chi lo conosce, non manca la solidarietà, non solo della Sindaca Virginia Raggi. Appena postata la foto dell’accaduto sui social infatti, in pochi minuti sono arrivati molti messaggi a suo sostegno, tra cui, chi vuole lanciare la campagna “Uno scooter per Amedeo”.
Le forze dell’ordine sono intervenute per effettuare vari rilievi scientifici su quel poco di rottame rimasto sul marciapiede. Pezzi del motore a terra, sella e parafango quasi spariti. Solo il telaio e una parte della ruota anteriore sono rimasti, anch’essi però irrecuperabili. E nonostante le minacce, Ciaccheri non si mostra spaventato: “Non sarà certo questo ad intimorirmi, né a fermare le battaglie per il territorio, per la città e per la dignità delle persone nel Municipio che governo.”
Martedì 28 maggio le classi seconde, terze e la classe 5H
della scuola Alonzi hanno festeggiato il Maggio del libro con un’iniziativa in
parte ispirata al Concorso nazionale Il Sognalibro, promosso nell’ambito del
Premio Andersen.
I bambini hanno realizzato, nel corso del secondo
quadrimestre, dei segnalibri che dovevano rispondere al criterio della
verticalità e della colorazione vivace abbinate all’attinenza con il tema
“libro e lettura”, pensando eventualmente a un libro speciale in cui
avrebbero usato il ” sognalibro”.
Gli alunni si sono impegnati e hanno prodotto tantissime opere grafiche. Solo cinque creazioni artistiche, selezionate poi da una commissione creata ad hoc, potevano partecipare al Concorso nazionale ed entrare a far parte della Galleria 2019.
Il numero considerevole delle opere presentate e la loro
bellezza ha indotto la commissione a indire un concorso interno. Il 28 maggio
tutte le opere sono state esposte nella biblioteca scolastica alla presenza di
alunni, docenti, alcuni genitori e dell’esperto Roberto Minichiello, titolare
della libreria La Libroleria di via della Villa di Lucina, con cui la scuola è
gemellata e che, nelle due ore precedenti, aveva proposto alcune letture alle
classi coinvolte.
“L’evento – ha sottolineato Patrizia Martinelli, responsabile dell’Istituto – è stata la giusta occasione per una riflessione allegra e colorata sulla lettura e sul libro da parte di bambini e di adulti e ha costituito la continuazione ideale delle attività promosse negli anni scorsi”.
Nello stesso pomeriggio, si è svolta una mostra mercato nei locali della scuola, che ha coinvolto anche le classi prime dell’Istituto.
Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416). E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.
Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII
Municipio Nando Bonessio, 8° con 1099
preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione
“Possibile” di Pippo Civati con il 2,3%
a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.
Venerdì 24 -“Il gioco delle coppie” regia: Olivier Assayas
Il gioco delle coppie, il film diretto da Olivier Assayas per la prima volta alle prese con una commedia, racconta con sguardo leggero e ironico il mondo che cambia e il modo in cui riusciamo (o non riusciamo) a reagire a questi cambiamenti. con Francesco Castracane Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena ore 21.00 spettacoloContributo con tessera annuale €4. Il gioco delle coppie è un film di genere commedia del 2018, diretto da Olivier Assayas, con Guillaume Canet e Juliette Binoche. Uscita al cinema il 03 gennaio 2019. Durata 108 minuti. Distribuito da I Wonder Pictures.
Sabato 25 maggio ” Il Canto dei Popoli “ “Piccolo coro Gianni Bosio” “Non si ricordan piu’ di ritornare“ canzoni tradizionali dell’Italia migrante
CONCERTO DI SOLIDARIETA’Piccolo coro Gianni Bosio diretto da Piero Brega e Oretta OrengoI canti presentati in concerto sono pezzi di cuore, sono stelle della saggezza racchiusa nella canzone popolare, l’unica saggezza, a sentire Dylan, che sia oggi degna di fede. Animati dalla stessa fede Piero Brega e Oretta Orengo guidano il Piccolo coro Gianni Bosio che ogni settimana si incontra e insieme indagano il mistero in musica e testo della nostra tradizione cantata. La sintesi che la canzone impone costringe il racconto alla scarna sostanza e non c’è posto che per grandi sentimenti, per eventi sociali, politici. Racconti grandi o piccoli, storie personali ma di fatti ben definiti, scolpiti, liberati dall’inessenziale, una sovrastruttura che non regge al tempo. Canti antichi, canti ottocenteschi, novecenteschi. Un discanto può venire da lontano, un canto pastorale dalla notte dei tempi. Tutto cambia, la lingua, gli strumenti musicali. Non cambia il soggetto, la storia, il messaggio, la condizione umana. Scegliamo questa sera i canti della nostra emigrazione per squadernarli in un momento giusto per ricordarci di noi stessi.Raccolta fondi da destinare all’accoglienza dei migranti. Contributo € 5 Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@ gmail.com Ore 21 Via Caffaro 10
Per saperne di più
Evento speciale maggio
domenica 26 maggioore 10,00, visita guidata alla “Polledrara di Cecanibbio”,interessantissimo deposito fluviale pleistocenico alle porte di Roma .Chi vuole può restare con noi dopo la visita per pranzare insieme in una osteria nei pressi del sito. Il contributo per la visita è di 7 euro ed il costo del pranzo 30 euro. Il posto si raggiunge con mezzi propri ed è obbligatoria la prenotazione. Sono rimasti pochi posti disponibili per ogni altra informazione ,si pregano gli interessati di contattare Anna Maria Procacci.info e prenotazioni: am.procacci@alice.it
Giovedì 23 maggio le classi terze della scuola Alonzi celebreranno la conclusione del progetto “La scuola agli orti, gli orti a scuola” presso gli orti gestiti dal Circolo Legambiente Garbatella. Sarà una giornata di “lavoro” e di gioco all’aria aperta in spensieratezza, a conclusione delle attività di orticoltura che hanno impegnato i bambini durante l’anno scolastico.
Maggio del libro
Martedì 28 maggio dalle ore 14,30 alle ore 18,30, le classi seconde, terze
e la classe 5H della scuola Alonzi, nell’ambito delle iniziative del “Maggio
del libro”, leggeranno brani scelti dai volumi della biblioteca scolastica e,
nel pomeriggio, parteciperanno alla premiazione del Concorso Il Sognalibro
(Premio Andersen). Le classi hanno già partecipato alle selezioni nazionali.
Giovedì 30 è stato, inoltre, organizzato un concorso interno per valorizzare le
creazioni dei bambini nel contesto del “Maggio del libro”.
Inoltre, il 21 maggio è andato in scena uno spettacolo-concerto ispirato a
Gianni Schicchi di Puccini, presso il Teatro Mongiovino, frutto della sinergia
tra la classe 5D della scuola Battisti e le classi 3F-3G del plesso Alonzi. Le
divertenti vicende narrate e musicate da Puccini sono state attualizzate e
“interrotte” provocatoriamente dalle incursioni dei più piccoli che
hanno introdotto la narrazione scenica, hanno irrotto come guide turistiche e
hanno concluso con degli sketch. Lo spettacolo è stato promosso
dall’associazione “Incanto” in collaborazione con le scuole Cesare Battisti ed
Aurelio Alonzi.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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