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Autore: Redazione

Anche il Liceo Socrate partecipa al #TeachPride

Ieri al Liceo Classico Socrate della Garbatella l’appuntamento che si sono dati i ragazzi di fronte la scuola, alla fine delle lezioni, non è stato il solito dei saluti di fine giornata. L’appuntamento stavolta, era una protesta. “Saremo lì intorno al Socrate con in mano la nostra Costituzione, a ribadire che il fascismo è stato sconfitto una volta e che quei valori nati dalla Resistenza vanno difesi e rafforzati ogni giorno di più”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, anche lui presente alla manifestazione.

Una catena umana di ragazzi, tutti con in mano la Costituzione, pronti a rispondere alla decisione del governo di sospendere la professoressa di Palermo. Rimossa dall’incarico per due settimane per non aver vigilato sui suoi studenti, che avevano paragonato il decreto sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali del ’38. “Una catena umana per respingere ogni attacco alla libertà di pensiero e di insegnamento.” Ha continuato Ciaccheri. “Tutti insieme, studentesse, studenti e docenti saremo uniti e legati intorno al liceo per difendere la Scuola libera e farlo rimanere un luogo democratico, dove l’antifascismo sia un valore portante e da divulgare oggi e negli anni a venire.”

Una manifestazione cui hanno preso parte molte scuole d’Italia, con l’idea che alla censura, si risponde urlando. Tanto che sui social è nato l’hastag #TeachPride, così da unire ogni tipo di forma di protesta. Tra alunni che hanno letto la Costituzione per i corridoi del proprio istituto, professori che sbandieravano cartelloni con la scritta “Io non sorveglio, sveglio”. E chi con il megafono fuori i cancelli degli edifici scolastici recitava gli articoli 21 e 33 della Costituzione: secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Propaganda antiabortista sui muri dell’ex Fiera di Roma, Raggi la faccia rimuovere immediatamente

 “Lei si candida a nascere”: recita così uno dei manifesti appesi di fronte all’Ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. In questo modo, i fanatici pro-life contro la legge 194 sull’aborto, approfittano delle elezioni europee del 26 maggio per farsi sentire. E dall’VIII Municipio non si fa attendere la risposta del Presidente. “È urgente la rimozione di questa aberrante pubblicità e che vengano definitivamente diffidate formalmente dal Campidoglio  le associazioni promotrici di queste campagne pro-odio: a Roma non sono benvenute.” Dichiara Amedeo Ciaccheri, invitando la Sindaca Raggi ad eliminare immediatamente la pubblicità. 

Insomma, passando sulla Colombo, sembra di essere tornati negli anni ’70 con questa propaganda antiabortista. A volte ritornano, direbbe un grande regista. Ma soprattutto, ancora una volta, il corpo della donna viene strumentalizzato come mezzo di propaganda. E in un mondo che sembra fabbricato per gli uomini, speriamo che la nostra Sindaca, da donna, si faccia sentire. Perché essere mamma non è un dovere, ma un diritto, una facoltà.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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7 Aprile 1944 la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di  scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. 

“Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordigni secchi del caporale che preparava l’eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno. 

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Anche Ferdinando Bonessio per Europa Verde è candidato alle elezioni Europee del 26 maggio

Sul numero di Maggio di Cara Garbatella (il mensile cartaceo) abbiamo scritto che Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, era l’unico nostro concittadino candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

Non è così e ce ne scusiamo con l’interessato. Infatti nella lista Europa Verde, una coalizione tra i Verdi e Possibile di Pippo Civati, si candida tra gli altri Ferdinando Bonessio (meglio conosciuto come Nando). Ferdinando Bonessio, 61 anni, insegnante di educazione fisica nella scuola media inferiore, cittadino della Garbatella, è un nome conosciuto della politica locale per il suo impegno in difesa dell’ambiente, per l’inclusione sociale e il sostegno alla diversità, per la mobilità green e le fonti di energia rinnovabili, per l’adozione dei processi dell’economia circolare.

E’ stato in passato consigliere circoscrizionale nell’XI (oggi Municipio VIII) e tra il maggio 2006 e l’aprile del 2008 consigliere nell’assemblea capitolina in forza al gruppo verde.

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VOTATA ALL’UNANIMITÀ una mozione dall’assemblea capitolina

Farmer’s Market: scongiurata la chiusura

di Francesca VITALINI

Il Farmer’s Market Garbatella non chiuderà, almeno non nell’immediato. È stata infatti approvata il 7 maggio dall’assemblea capitolina, all’unanimità, una mozione proposta dalla consigliera comunale Valeria Baglio (PD) per scongiurarne la chiusura. Un impegno preso e comunicato dalla stessa consigliera una manciata di giorni prima, durante la conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, a sostegno della struttura e degli agricoltori a filiera corta. Un’opzione che ha fatto registrare anche la disponibilità della consigliera comunale Alessandra Agnello (M5S), presente all’incontro, che ha sostenuto l’atto. Maggioranza ed opposizione si sono ritrovati d’accordo su diverse questioni, che innanzitutto impegnano Giunta e Sindaca a pubblicare nel minor tempo possibile l’avviso pubblico per il nuovo bando di gestione del mercato. Un punto questo sul quale si sono battuti gli operatori e le migliaia di clienti, che hanno sottoscritto, numerosissimi, una petizione a sostegno di un’attività così apprezzata dagli abitanti del quartiere e di tutta la città.

Era, infatti, scaduta il 16 aprile la convenzione stipulata a seguito del bando del maggio 2013, che apriva le porte del mercato agricolo a vendita diretta al soggetto vincitore, la Cooperativa Metro Service. “Un aspetto che avrebbe rischiato — come ha sostenuto Vittorio Campisano, portavoce dei banchisti — l’allontanamento dei commercianti dal complesso in meno di un mese. Un danno per le 26 aziende del mercato e per gli oltre 200 lavoratori”, che si tradurrebbe in un vero dramma per i produttori che arrivano da Accumuli ed Amatrice, le zone colpite dal sisma nel 2016. Meno certezza, invece, c’è sul secondo aspetto problematico legato al mercato: la chiusura prevista a causa dei lavori di adeguamento del sistema antincendio e di ristrutturazione, che lascia in sospeso la questione. Un problema già sollevato dal 2014 dalla stessa Cooperativa, che chiedeva vanamente all’amministrazione comunale i documenti della messa a norma del mercato. La mozione votata in Aula Giulio Cesare, infatti, non punta solo a far realizzare il nuovo bando nel minor tempo possibile, ma intende “permettere la prosecuzione delle attività attualmente presenti all’interno del mercato nelle more dell’aggiudicazione del bando e fino ad inizio dei lavori, ove necessario, valutando un’eventuale proroga da parte del dipartimento competente”. Nel terzo punto, inoltre, si chiede “al Municipio VIII di individuare, di concerto con l’assessorato capitolino sviluppo economico, turismo e lavoro, opportune aree scoperte limitrofe dove collocare temporaneamente gli operatori in attesa della conclusione dei lavori”. In passato si erano prospettati interventi dal lunedì al venerdì che lasciassero spazio alle attività del mercato del fine settimana. Ma questa possibilità non sembra essere stata presa in considerazione dall’Amministrazione.

Naturalmente l’uscita, seppur temporanea, degli operatori, non incontra l’approvazione del Municipio VIII, come dichiarato dal suo presidente Amedeo Ciaccheri durante l’assemblea aperta del 4 maggio scorso: “La disponibilità del Municipio a discutere sui programmi di commercio a km 0 sul territorio è totale, l’abbiamo già dimostrata all’assessore Cafarotti. Ma l’ultima volta che questo mercato ha chiuso, 15 anni fa, ed è stato proposto ai commercianti di trasferirsi in attesa della fine dei lavori, la triste conclusione è stata che i commercianti sono rimasti definitivamente nell’area provvisoria adiacente alla chiesa di Santa Calla. Il tema non è quali aree possiamo trovare per fare un investimento su nuove iniziative del commercio a km 0, ma capire con quali fondi, visto che questa è una struttura comunale, non di competenza municipale”. Il minisindaco Ciaccheri ha inoltre annunciato un ‘punto d’ascolto della sua Giunta’ all’interno del mercato Farmer’s Market Garbatella da riproporre settimanalmente per mantenere alta l’attenzione su un mercato da potenziare.

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nel collegio lazio,umbria, toscana e marche saranno eletti 15 eurodeputati

Elezioni europee del 26 maggio. Otto le liste in lizza nell’ Italia centrale.

di anna BREDICE

Quasi dieci milioni di elettori nella circoscrizione di Centro Italia riceveranno il 26 maggio ai seggi una scheda di colore rosso. Quel giorno si andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, un voto molto atteso, che riguarderà circa 400 milioni di europei e che in Italia ha visto una campagna elettorale piuttosto particolare, con le due forze politiche alleate nel governo nazionale, ma rivali in Europa. Si torna a scegliere gli eurodeputati da mandare a Strasburgo dopo cinque anni, un tempo che ha visto molti stravolgimenti nella politica italiana: a cominciare dal risultato estremamente positivo, che allora ottenne il Partito democratico di Renzi che arrivò al 40%, un record degli ultimi decenni che oggi sembra irraggiungibile. Nell’VIII municipio, tradizionalmente di sinistra, il partito ora guidato da Nicola Zingaretti ebbe addirittura il 46%.

Ma oggi la Lega, che fino a cinque anni fa aveva un bacino di voti concentrato soprattutto nelle regioni del Nord, ora allarga i suoi consensi anche al centro e al sud. L’anno scorso in occasione delle elezioni politiche nazionali il partito di Salvini ha ottenuto nel collegio Ardeatino, che comprende anche Garbatella, Ostiense e Montagnola, l’8% dei voti mentre alle europee del 2014 sempre nella stessa zona contava un insignificante 1%. Il Movimento cinque stelle nel nostro municipio è rimasto dalle elezioni del 2014 fino alle politiche del 2018 sempre oltre il 20%. Il voto di fine maggio è importante a livello nazionale, ma anche per il nostro municipio, per sondare le opinioni, cioè il favore oppure la delusione, dopo un anno di governo del centro sinistra. Infatti, quello che avverrà tra poco è il primo test importante da quando si è votato per le politiche nel 2018. Per il nostro territorio è avvenuto qualcosa di più in realtà, perché dopo tre mesi dalle politiche si tornò ai seggi per rinnovare proprio il Municipio, commissariato da circa un anno: in controtendenza rispetto a ciò che politicamente era emerso a Roma, ovvero una vittoria dei Cinque stelle, qui vinceva Amedeo Ciaccheri con oltre il 54% dei voti. Molti attendono quindi con una certa curiosità quale sarà il risultato la sera del 26 maggio. Gli elettori dell’VIII Municipio sono oltre 116 mila, le liste dei candidati sono state presentate per una circoscrizione molto, ma molto ampia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio.

Otto le liste presentate, i seggi in palio per tutta l’Italia sono 73, nella circoscrizione Centro sono in totale 15. Bisogna scegliere tra i candidati delle seguenti liste: Pd-Siamo Europei, La Sinistra, Movimento cinque stelle, Forza Italia-Berlusconi Presidente, Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia, Europa-In Comune Europa Verde. I segretari di partito che hanno deciso di essere capolista sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, quest’ultimo ha lasciato però il primo posto nel Centro Italia ad Antonio Tajani. Il Pd ha ricandidato alcuni eurodeputati, ma ha lasciato spazio anche ad esponenti della società civile e a politici legati molto al territorio, come Massimiliano Smeriglio, indipendente di sinistra che arriva proprio dalla Garbatella. A sinistra del Pd si è verificata ancora una divisione tra un’area che si è alleata con il Partito democratico ( Articolo 1 di Bersani ) e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni che ha dato invece vita ad un’altra lista con Rifondazione Comunista e L’altra Europa di Tsipras. Il Movimento cinque stelle ha scelto per ogni circoscrizione una capolista donna. Per Più Europa è il debutto alle elezioni europee, infine c’è EuropaVerde (unione dei Verdi e di Possibile). Si possono dare fino a tre preferenze, ma chi vota due o più nomi deve scegliere comunque un uomo e una donna.

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massimiliano smeriglio si presenta

“Sono nato a Roma. Sposato e papà di tre figli, Iacopo, Sara e Niccolò. Sono una persona di sinistra, e ho attraversato questi anni complicati provando sempre a tenere fissa la barra della radicalità dei valori e della concretezza nel rapporto fattivo con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Lo sguardo sul mondo e i piedi ben piantati a terra, nella città di Roma e nel mio quartiere, la Garbatella. La politica c’è sempre stata. In famiglia e poi a scuola e all’università, dove ho conseguito la laurea in Lettere con indirizzo Storia Moderna. Dopo anni di militanza giovanile e studentesca nel 2001 sono stato eletto Presidente del Municipio XI (attuale VIII) e nel 2006 Deputato della Repubblica. Negli ultimi undici anni mi sono cimentato insieme a Nicola Zingaretti in sfide quotidiane di buona politica e buona amministrazione, vicina ai bisogni delle persone. Ho accettato il suo invito a correre come eurodeputato per presidiare da Bruxelles quanto di buono realizzato in questi anni proprio grazie ad un utilizzo virtuoso dei fondi comunitari, per rappresentare nel Parlamento Europeo le posizioni di una sinistra matura, consapevole, utile alla vita delle persone.”

Il nostro concittadino in corsa per Strasburgo

La Garbatella si avvia a festeggiare i suoi primi 100 anni e per la prima volta un suo concittadino si candida al Parlamento Europeo. Che coincidenza. Prova nostalgia nel lasciare il suo impegno politico locale e cosa porterà della sua esperienza in quella assemblea?

Che bel accostamento! Vista così mi riempie di emozione. Certo i 100 anni sono un appuntamento importante e una grande festa per l’intera comunità e la mia candidatura certamente parte da questo territorio e intende tenere viva un’esperienza di governo, radicale nei contenuti e larga nella sua forma partecipativa, che qui e poi in Provincia di Roma e in Regione abbiamo realizzato in questi anni. Con questo spirito dunque vivo il momento come un passaggio e una opportunità che parte dal locale per arrivare a Bruxelles. Non intendo abbandonare il mio territorio, tutt’altro. Credo alla potenza delle comunità locali e alla coscienza di luogo. Il ruolo delle città nei prossimi anni sarà decisivo per ridisegnare politiche e resistenze ed intendo portare questo bagaglio ad un livello più alto: penso alla difesa dei prodotti a km zero, alla promozione di un piano straordinario di investimento per le nostre realtà territoriali e per le periferie, all’introduzione di uno strumento universale di indennità di disoccupazione, una soglia di salario minino europeo, la parità di remunerazione fra uomo e donna, il contrasto al dumping salariale. Queste sono alcune delle priorità per cui mi batterò da europarlamentare. Ancora una volta la Sinistra si presenta divisa alle elezioni. Lei, invece, è candidato come indipendente nella lista del Partito Democratico, ma la sua storia politica non viene da questo partito e dalle forze politiche che lo hanno costituito.

Quali sono i motivi della sua scelta? La proposta di candidatura mi è arrivata direttamente da Nicola Zingaretti ed io ho deciso di accettare perché l’onda nera che attraversa il continente mi fa paura. E voglio battermi per affermare un’altra idea di Europa. Da togliere dalle mani delle élite tecnocratiche. Una Europa da democratizzare, capace di praticare giustizia sociale, inclusiva, accogliente, fondata sul rispetto e la libera circolazione delle persone. Cosciente della insufficienza delle mie forze scelgo di unirmi al campo democratico e l’ho fatto rassegnando subito le mie dimissioni da Vicepresidente della Regione, perché il mio contributo ad una Europa diversa lo voglio giocare senza paracadute e a viso aperto. Nel 2014 nel suo collegio Italia Centrale il Pd raccolse il 46% e la Lega il 2%. Sono passati solo 5 anni, ma oggi la situazione è completamente stravolta. In che misura pensa sia possibile recuperare, in così breve tempo, questo divario? Il vento dei populismi e dei nazionalismi sta attraversando tutta l’Europa non solo il nostro paese, ma ciò non toglie che il campo del centro sinistra, proprio in questi anni, ha fatto scelte sbagliate, che hanno diviso più che aggregare. La consapevolezza che nessuno detiene una ricetta miracolosa, dovrebbe suggerire che occorre rimboccarsi le maniche e lavorare in continuo rapporto e relazione con il mondo, la società, il paese reale. La Regione Lazio in questo è stata un esempio. Nel 2018, mentre tutte le forze di centro sinistra, non solo il Pd, registravano sconfitte epocali a livello nazionale, noi vincevamo proprio con uno schema capace di allargare le alleanze e restare legati al territorio e ai bisogni dei cittadini. Io penso che solo concependo uno spazio plurale nel quale si confrontano opzioni diverse e si sviluppa cultura politica sia possibile recuperare quel divario.

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NELLA CHIESA di san Filippo neri, a cinQue anni dalla scomparsa

La Garbatella ricorda il suo Padre Guido

di Giancarlo PROIETTI

Una folla commossa, domenica 28 aprile, ha riempito la parrocchia di San Filippo Neri, per ricordare a cinque anni dalla sua scomparsa Padre Guido, un sacerdote molto amato dalla gente di Garbatella. Era arrivato a Roma nel lontano 1957, quando aveva trent’anni. Proveniva da Milano, da una famiglia benestante. La sua presenza è stata importante in un quartiere a rischio soprattutto alla fine degli anni Cinquanta, dove per molte famiglie era difficile mettere insieme il pranzo con la cena. All’interno dell’Oratorio ha proseguito il grande lavoro, avviato anni prima, da Padre Alfredo Melani, altro indimenticabile sacerdote che molto ha dato al nostro territorio.

Padre Guido o “Er prete”, così chiamato da intere generazioni, è stato un uomo molto colto, ha spiegato il Vangelo ai ragazzi con un modo tutto suo: poche parole tanto esempio. Ha insegnato ad amare la natura, a guardare le stelle, a viaggiare, a distinguere il libeccio dalla tramontana, a riconoscere minerali e piante, tutto questo nel cortile della scuola Cesare Baronio, nel campo polveroso dell’Oratorio, nei viaggi all’Isola d’Elba, sulla spiaggia di Tor Vajanica. Luoghi che i ragazzi ricordano come un pezzetto di paradiso terrestre. In una intervista di qualche anno fa ci disse: “Tante volte lo stare a vedere per cinque ore nel pomeriggio giocare a pallone o stare la mattina per ore e ore al mare mi faceva venire il dubbio se era giusto vivere così il mio compito di sacerdote. Poi, e sempre di più con il passare degli anni, in incontri casuali con ex ragazzi ho spesso visto illuminarsi i loro volti ed esprimere la convinzione che nell’oratorio e nella scuola avevano imparato a vivere.” Famose le sue frasi “Vai fuori dall’Oratorio”, “Raccogli 100 pezzi di carta”, “Ho detto che non piove”, “Al pareggio” che, anche se dette con cadenza milanese sono entrate a far parte del lessico della Garbatella.

Padre Guido ha voluto molto bene alla sua gente, lo ha fatto senza doppi interessi, per vocazione e fede, ma anche perché era così. La gente di Garbatella lo ha contraccambiato, non poteva essere altrimenti.

1972 padre guido accompagna la terza media dell’istituo
cesare baronio in gita all’isola d’elba
1972 Padre Guido accompagna la terza media dell’istituo
cesare baronio in gita all’isola d’elba
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GROTTAPERFETTA: l’oasi naturalistica tra lo sVincolo delle tre Fontane e l’ediFicazione dell’i 60 è completamente abbandonata

Degrado e cani in libertà nel parco delle Rane

di daniele RANIERI

Chi fosse attratto dall’escursionismo urbano o amasse l’avventura all’aria aperta, sappia che nell’’VIII Municipio ha modo di soddisfare queste passioni. Gli basterà passeggiare all’interno del Parco delle Tre Fontane o Parco delle Rane, come viene comunemente chiamato.

Si tratta di un’area di diversi ettari che versa in uno stato di quasi completo abbandono. Una superficie che si estende alle spalle dell’abbazia delle Tre Fontane e risalendo l’antico Fosso omonimo giunge fino ai cantieri dell’I-60, tra Via Ballarin da un lato e Via Giuseppe Berto dall’altro. Un area storica e di pregio anche naturalistico. All’interno del Parco, in condizioni se possibile peggiori, si trova il Giardino dedicato a Gabriele Baldini, scrittore e marito di Natalia Ginzburg, morto nel 1969, la cui memoria è dimenticata tanto quanto il giardino.

La sola nota positiva è rappresentata dall’opera di “civilizzazione” svolta dall’ Associazione Orti urbani Tre Fontane, composta da quasi 250 cittadini, che ha preso in concessione quasi due ettari adiacenti al Parco trasformandoli in un’area coltivata. Sono gli unici che, insieme al gruppo locale Retake, svolgono periodiche iniziative di pulizia e sistemazione panchine. In un lato del Parco vi sono i resti dei ricoveri di fortuna di senza fissa dimora, che periodicamente vengono sgomberati, ma solo per essere rioccupati poco tempo dopo. Un anno fa, tra l’erba alta, avvenne un brutto fatto di cronaca.

Un ragazzo vi trovò i resti carbonizzati di una donna. Era Maria Cristina Olivi, una lavoratrice di una lavanderia alla Garbatella uccisa, forse, da un balordo.Sembra impossibile che in una zona, collocata a poche centinaia di metri dall’Eur, possa esistere uno spazio ridotto in questo stato. Utile solo ai proprietari di cani che finalmente possono lasciare liberi di correre i loro animali, senza nessun controllo, se non sporadico, da parte dei vigili. Lo spazio verde non è stato sempre in questo stato. I costruttori erano stati obbligati a dare un assetto al Parco. Vi avevano costruito dei sentieri, installato delle panchine e piccole aree giochi dedicate ai bambini. Salvo i sentieri in cemento, ora il resto è cancellato o pericolante.

L’unico intervento manutentivo, lo sfalcio del prato, viene svolto poche volte l’anno . Ma non è sufficiente. Chi passeggia nel Parco, anche di giorno, si espone a due rischi. Il primo è conseguente alla mancanza di cura degli alberi, molti sono secchi e cadenti, e l’altro l’incontro, non sempre piacevole, con i cani lasciati liberi. Sarebbe necessario, almeno nell’immediato, provvedere all’eliminazione di questi pericoli con interventi manutentivi sulla parte arborea e la creazione di un’area appositamente delimitata destinata ai nostri amici cani, come avviene in altre zone verdi cittadine. Poi attendiamo che il Comune avvii l’iniziativa di una completa riprogettazione di questa area così importante per i cittadini romani.

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ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

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IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

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un Video-Verità proiettato nella Famosa trasmissione di rai tre

Anche a “Chi l’ha visto” la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

La guerra è quella cosa dove ci sono persone armate da una parte, persone armate dall’altra, e ci si spara. Ma quello che è successo durante l’occupazione nazista a dieci donne di Ostiense, Portuense e Garbatella, non ha niente a che vedere con la pur odiosa guerra. Sparare a delle madri che rubano il pane per sfamare i loro figli, non è guerra, è atrocità. Una storia che tuttora mette i brividi: “Era il 1944 e a vederla sono gli occhi di un bambino: chi sono queste donne?

Settantacinque anni dopo si tenta ancora di dare un volto a queste persone”. Così, una delle conduttrici del programma “Chi l’ha visto” fa partire il servizio mandato in onda il 26 Aprile scorso. Grazie all’attenta ricerca dello scrittore Cesare De Simone, purtroppo morto nel 1999, e anche grazie ad un testimone, oggi conosciamo i nomi di quelle donne. Ma la ricerca dei loro volti, delle loro famiglie o di chiunque riconosca almeno una di loro, continua affinché non vengano dimenticate.

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. “Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l’eccidio.

Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno.

Un episodio che di certo non troverete sui libri di storia. Ma, ancora oggi, quello che allora era solo un bambino ricorda e racconta come fosse ieri. L’unico testimone della strage: Fulvio Carnevali, che con gli occhi lucidi, la calata romana e i capelli ormai bianchi, rivela di come anche lui la mattina di quel 7 Aprile attraversò il viadotto per dirigersi al forno. Una volta tornato a casa a mani vuote però, quando la madre gli chiese se avesse preso la farina, rispose: “A mà, a farina là nun se piava, c’ereno i tedeschi, e poi o sai che sotto ar ponte c’era ‘n mucchio de donne morte?”.

La risposta della madre, fredda e composta, Fulvio se la ricorda bene: “Fijo mio qui ammazzano tutti i giorni a gente”. Ecco, forse proprio a causa di tutte quelle morti, non ci si impressionava più e molte furono dimenticate. A certe pagine della storia però, non dovremmo mai togliere il segnalibro, bisognerebbe ricordarle, approfondirle, divulgarle sempre. Perché il silenzio e l’indifferenza, sono anch’essi un crimine.

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SU VIA DELLE SETTE CHIESE E PIAZZA SANT’EUROSIA LA TRADIZIONALE KERMESSE DEL CIBO DA STRADA

Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food

di Ilaria Proietti Mercuri

Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.

C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.

Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.

Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.

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il primo appuntamento dei taVoli di partecipazione

Il Municipio incontra i cittadini a piazza Eugenio Biffi

Si è conclusa con l’incontro del 15 maggio in viale Giustiniano Imperatore a San Paolo la campagna di partecipazione promossa dal governo locale per informare i cittadini. La serie di incontri è iniziata il 2 maggio a piazza Eugenio Biffi, dove il presidente Ciaccheri e gli assessori davanti a un centinaio di persone hanno fatto un sommario report delle buone pratiche e degli interventi messi in campo nei primi sei mesi di governo.

Prima dell’incontro è stato distribuita una scheda con il calendario degli appuntamenti: “ il Municipio è la nostra casa comune della quale prenderci cura — recita il foglio municipale – questo è il nostro impegno e come sempre siamo convinti che la migliore amministrazione si faccia per strada per e con i cittadini. Per questo nel mese di maggio abbiamo promosso otto assemblee pubbliche nei nostri quartieri con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e per condividere quanto è stato fatto fino ad oggi e quello che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi”.Tra gli interventi a piazza Biffi: Roberto Ceselli degli orti urbani Garbatella, Anna Maria Baiocco di Legambiente, Simonetta Greco dell’associazione Itaca, Giorgio Tribuzio del centro anziani di via Pullino e altri rappresentanti dei Comitati di quartiere, del centro sociale la Strada e semplici cittadini (g.riv.).

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Al via la seconda edizione dell’expo del sociale

E’tutto pronto per la seconda edizione dell’Essspo del Sociale targato VIII Municipio, che ha chiamato a raccolta Associazioni, Cooperative e Comitati. Sabato 18 maggio, dalle 10,00 alle 18:00, in Via Benedetto Croce 5, nel parcheggio interno, vi aspettano spettacoli, proiezioni e rappresentazioni dei ragazzi seguiti da vari servizi sociali.

Un’idea sposata fin da subito da oltre 40 enti. Cosa hanno in comune queste organizzazioni?
Appunto, proprio le tre S dell’”Essspò”, o meglio: sociale, sostenibile e solidale. Ogni fondazione esporrà e offrirà il proprio materiale, dietro un contributo volontario, pubblicizzando così le varie attività di cui si occupa. Molti degli oggetti che troverete sono prodotti realizzati con materiali di riuso dai partecipanti. Una parte del ricavato della vendita, poi, sarà destinato alle stesse Case Famiglia o Onlus che hanno deciso di aderire.

Obiettivo di questa giornata, toccare con mano l’attività di tanti professionisti che ogni giorno sono accanto a chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di sostegno. Professionisti che hanno fatto del proprio mestiere un continuo aiutare gli altri. Dunque, una giornata di unione dove sarà possibile conoscere il mondo, che c’è dietro la vita di un ragazzo disabile o gli ostacoli e le fragilità che si trovano ad affrontare gli anziani delle case famiglia. Tutte difficoltà che ai loro occhi possono sembrare grandi, ma una volta condivise, si affrontano con il sorriso.

Oltre alle associazioni saranno presenti anche tutte quelle onlus che operano nel sociale all’interno nell’VIII Municipio, rappresentando il cuore pulsante del nostro territorio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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50° anniversario dell’istituto aeronautico Francesco De Pinedo

Si sono ritrovati tutti, ex insegnanti ed ex alunni sul campetto della scuola per festeggiare il 50° anniversario dell’istituto aeronautico Francesco De Pinedo. Questo scatto storico conclude un vastissimo programma di festeggiamenti che si è protratto dagli ultimi mesi del 2018 fino ad oggi e ha visto la partecipazione appassionata di centinaia di ex studenti. Prossimo obiettivo una raccolta fondi per il ripristino del vecchio aereo Viscount, posizionato da tanti anni nel cortile dell’istituto.

De Pinedo 50
Una foto storica per i 50 anni dell’Aeronautico
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lanciato a moby dick il prog etto d i un nuoVo we l Fa re

Parte l’OttoInsieme: l’albo della solidarietà dell’VIII Municipio

di Gianni Rivolta

Con il progetto OttoInsieme il governo locale lancia un vero e proprio Albo della solidarietà, che coinvolga nel sostegno alla marginalità sociale e alla povertà, non solo le associazioni ma anche i privati cittadini. Insomma si tratta di un esperimento che superi i tradizionali interventi messi in campo fino ad ora dai Servizi sociali per costruire un nuovo modello di Welfare. La proposta è stata avanzata a fine aprile nell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella. Presenti, oltre al minisindaco Amedeo Ciaccheri, anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e la consigliera Sonia Spila.

“Sulla scia di quanto già fatto a Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, a Napoli dal Sindaco De Magistris e nella nostra città nel Municipio I dalla Presidente Alfonsi,- ha dichiarato il presidente Ciaccheri- abbiamo messo in rete le istituzioni e le realtà di base per realizzare un progetto di accoglienza diffusa rivolto a tutte e tutti. Nel nostro municipio ci sono tante persone che mi chiedono: come posso dare una mano, come posso partecipare? Ecco la risposta, l’OttoInsieme — continua Ciaccheri è un albo municipale della solidarietà , a cui ci può iscrivere, per una città accogliente.

Uno strumento per mettere insieme tutte le energie, le risorse e le disponibilità di realtà formali e informali, ma anche di singole persone del nostro territorio, per realizzare una rete di mutuo aiuto e scambio, volta anche all’accoglienza in casa con il progetto Welcome Home, insieme al C.I.R. e a Refugees Welcome”. Ma il progetto non si limiterà a mettere a disposizione la propria casa ai rifugiati. Verrà predisposto sul web un portale interattivo diviso in varie sezioni per rispondere ai bisogni più diversi: ospitalità e affitto; lavoro e formazione (rivolto a piccoli imprenditori e artigiani); salute e cura di sé ( medici di base e medicina solidale); insegnamento della lingua italiana; supporto legale gratuito, sport e attività ricreative nel tempo libero, ma anche semplicemente fornitura di pasti o messa a disposizione di tempo da dedicare a chi ha bisogno.

Anche Sabrina Alfonsi- presidente del I° Municipio- ha voluto dare il suo contributo: “ sono possibili altri progetti di accoglienza rispetto a quelli calati di forza nelle periferie già degradate, che hanno sollevato così tante proteste nei residenti. Per esempio aprire le case nel Centro Storico. Delle 90 famiglie che hanno già risposto alla nostra chiamata di aiuto il 50% ha ospitato in casa e sono rimaste soddisfatte”.

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sul campo tre Fontane di Via costantino il triangolare di calcio in memoria del capitano della roma

Il liceo Socrate vince la coppa ago 2019

Troppo forte il Socrate.
Con due vittorie nette il classico della Garbatella si è confermato vincitore della Coppa Ago edizione 2019, il triangolare delle scuole dell’ VIII Municipio.

I ragazzi della professoressa Silvia Acerbi, infatti, sul campo Tre Fontane di via Costantino, nella mattinata del 7 maggio, hanno avuto ragione nella prima partita sul Caravaggio per 2-0 (reti di Sarikaya e Vecchi) e poi sull’ostico Armellini di San Paolo con un tondo 4-2 (2 reti di Mancini, Vecchi e Ranucci).

Nel secondo incontro l’Armellini aveva battuto per 2-0 l’artistico Caravaggio (reti di Moi e Tomasetti). Così per il terzo anno il Socrate si è garantito l’opportunità di tenersi in bacheca la prestigiosa coppa, che Agostino Bartolomei, l’indimenticabile capitano della Roma del secondo scudetto, aveva vinto nel lontano1972 nel Torneo Roma Junior club con la sua scuola: il liceo scientifico Borromini di piazza Oderico da Pordenone.

Il vecchio trofeo era stato abbandonato ed è stato ritrovato da Massimo Pelliccia, l’attuale organizzatore del triangolare, che ha pensato di farlo rivivere tra i giovani calciatori delle scuole del Municipio.
Flavio Moi del tecnico Armellini si è aggiudicato il premio per il miglior calciatore e Giulio Parigi del Caravaggio per il fair play.(g.r)

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Montagnola a via di Poggio Ameno

Al rogo sei automobili nella notte

Di Gianni Rivolta

Era notte fonda, verso le quattro, quando alcuni residenti di via Poggio Ameno alla Montagnola, sentendo una intensa puzza di bruciato, hanno prontamente dato l’allarme ai Vigili del Fuoco. Ad andare in fiamme erano ben sei automobili, tra cui alcune Smart, parcheggiate in strada all’altezza del civico 42. Nella zona circostante il rogo, ancora questa mattina, c’è stupore tra i residenti. “qui è una zona tranquilla- dice un bottegaio- non è mai successo niente di simile”.Ma le cose non sono proprio così. Anche lo scorso anno sono andate a fuoco alcune automobili parcheggiate in prossimità dei giardinetti di piazzale Ardigò. Opera di un piromane o si tratta di una causa accidentale?

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si tratta di una causa accidentale?

La notte tra il 2 e il 3 maggio sono state date alle fiamme sei automobili, tra cui alcune smart, parcheggiate in strada all’altezza del civico 42 di via di Poggio Ameno alla Montagnola. A dare l’allarme alcuni residenti della zona, sentendo una intensa puzza di bruciato, hanno prontamente dato l’allarme ai Vigili del Fuoco. ancora oggi sono misteriose le cause: opera di un piromane o si tratta di una causa accidentale?

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Teatrocinefestival: arte e innovazione nel cuore della movida di ostiense

Al Circolo degli Illuminati, in Via G. Libetta, l’11 Maggio vi aspetta la VI edizione di Ad Arte TeatroCineFestival, il comitato artistico che diffonde la musica, l’arte, il teatro, la danza. Ad attendervi una serata tra cinema, buon cibo, performance dal vivo e grande musica per raccogliere fondi e sostenere tutte quelle arti che non smettono mai di stupirci.

“Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia”, così diceva Oscar Wilde. E per uccidere le abitudini, l’arte ha bisogno di innovazione. Ed è proprio alle invenzioni infatti che Igor Mattei e Marina Biondi, ideatori del Festival, vogliono dedicare questa VI edizione.

Dunque, tenetevi pronti e allargate le cinture. Già allargate perché sarà una lunga serata, non solo all’insegna dell’arte, ma ci saranno anche ottime pietanze, dal brindisi fino al dolce. Tra dibattiti, cibo e spettacoli, l’obiettivo sarà quello di sostenere attraverso la raccolta fondi quella che sarà la futura VI edizione della manifestazione, appunto dedicata alle invenzioni. Ma anche dare visibilità alle tante iniziative sociali che promuovono una cultura di apertura, tutelando e valorizzando le ricchezze del nostro paese sotto ogni punto di vista artistico.

Di Ilaria Proietti Mercuri

PROGRAMMA:

h 19:00
Avrà inizio la serata con un brindisi inaugurale  e la chiacchierata con i partner culturali e istituzionali.

h 20:15
Proiezione Videoemotional. Di cosa si tratta? Un sorprendente racconto sulle battaglie culturali di Ad Arte nei cinque anni appena trascorsi.

h 21:00
Verranno proiettati i corti vincitori della scorsa edizione del Festival.

h 21:30
Visto che, come si dice, a stomaco pieno si ragiona meglio, non mancherà la cena con un Menù “ad arte”, servito a Buffet nel giardino del Circolo.

h 23:00
Ma non finisce qui, volete un motivo per restare? Tranquilli, non mancherà il dulcis in fundo. Vi aspetterà un bel dessert con tanto di concerto folk in sottofondo.

A seguire poi Dj set, un classico che non può mancare  alle serate del Circolo.

Ah, quasi dimenticavamo di dirvi, se volete partecipare dovete prima prenotare qui: https://ticketfor.it/evento.php?eid=58

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Gli amici di Fruzzico alla Garbatella

Di Ilaria Proietti Mercuri

La Onlus Amici di Fruzzico torna alla Garbatella. Dopo il presepe di Natale a piazza Albini, stavolta, sempre nella stessa piazza, i ragazzi si sono imbattuti nella costruzione di una fioriera molto particolare.

Perché? Beh, se vi capita di passare, noterete che ogni pianta è differente l’una dall’altra, e questo proprio per risaltare l’importanza della diversità.

Insomma, in un mondo dove ormai di preferisce alzare muri e chiudere porti, alla Garbatella c’è chi invece sceglie di rompere la monotonia arricchendo il quartiere attraverso l’unicità di ognuno di noi.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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