Nel nuovo spazio Ater, di fronte a Moby Dick, si trasferiscono i fondi storici di Sergio Flamigni
Questa mattina in piazza Bartolomeo Romano, 6 è stato inaugurato “Memo-Spazio di Storia e Memorie”, la nuova “casa” dell’Archivio Flamigni, che si trasferisce da Oriolo Romano, in provincia di Viterbo nel cuore della Garbatella, proprio davanti agli ex Bagni pubblici. Questo spazio voluto fortemente dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, raccoglie documenti nazionali, legati alla storia dell’Italia Repubblicana, e si concentra in particolare sullo studio del terrorismo, stragi, eversione politica, mafia e criminalità organizzata. Presenti alla manifestazione oltre a Zingaretti, il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, Agnese Moro figlia del noto statista ucciso dalle brigate rosse nel 1978 e lo stesso Sergio Flamigni, già membro delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro e sulla P2, autore di moltissimi saggi sugli anni di piombo.
Nel suo intervento Ciaccheri ha sottolineato: “ Assieme alla vicepresidente dell’Archivio Flamigni, Ilaria Moroni e al comitato scientifico di questa istituzione parte una nuova storia, che con Moby Dick e il Teatro Palladium, disegna una nuova piazza dedicata alla cultura e alla formazione. Un centro culturale disseminato che parla a tutta la città”
E’ morto questa mattina all’ospedale di Latina Gianfranco Compagno,70 anni redattore del “Giornale del Lazio”, testata locale diffusa nella zona di Aprilia, Pomezia, Anzio, Ardea, Cisterna.Era stato ricoverato per Covid e non ce l’ha fatta lasciando un grande vuoto nel mondo dei pubblicisti e dei giornalisti free lance del Basso Lazio. Gianfranco era diventato un amico della Garbatella, da quando in occasione del Centenario del quartiere aveva scritto diversi articoli e collaborato a interviste e a video. Così lo ricorda Mirella Arcidiacono: ” era l’uomo dai mille cravattini magici, in lui rivedevo Vittorio Orefice, il famoso commentatore politico della Tv. Eravamo diventati amici. Abbiamo fatto tante passeggiate insieme alla Garbatella e a Tormarancio, filmato e raccontato diversi personaggi come Adelio Canali, Rina Perugia, Libero De Angelis e altri. Sarebbe stato uno dei segnalati al Premio Fantasia di quest’anno, ma questo maledetto virus l’ha portato via per sempre. Un Compagno di nome e di fatto, mi scriveva dall’ospedale e mi diceva trovami altre interviste di persone grandi di età, la storia la devono raccontare loro, gli avevo risposto – Gianfrà, guarisci presto, ho una centenaria a marzo! Sei contento?”
Quattordici nuove linee provvisorie di autobus attraversano la nostra città; questo il servizio sulla mobilità deliberato dalla Regione Lazio e gestito da ASTRAL SpA., pensato in questo periodo pandemico per smaltire il flusso dei passeggeri della rete metropolitana anche perché è ripresa la presenza scolastica nei liceali.
Si tratta di linee celeri, che prevedono un percorso circolare con poche fermate intermedie e si identificano con la lettera S. Questi bus non hanno un capolinea centrale ma, dopo la fermata, riprendono immediatamente il servizio, ripartendo verso il capolinea esterno. Il servizio è effettuato in due fasce orarie: mattutina 7/10 e pomeridiana 16/19, il sabato 7/10.
Le linee che interessano il nostro Municipio sono la linea S05, che da via di Santa Galla giunge a Termini, con fermate su Circonvallazione Ostiense e a San Giovanni in Laterano; l’altra linea è a S09, che da metro Laurentina porta sempre a Termini, facendo fermate intermedie a Colombo/Rufino, Colombo/Circonvallazione Ostiense e a San Giovanni in Laterano.
La società Roma Servizi per la Mobilità afferma che complessivamente Atac e Astral produrranno circa 2.200 corse in più al giorno e non esclude che, se il servizio sarà funzionale, le linee resteranno in servizio anche una volta superata la pandemia.
La classe III E della scuola elementare “Aurelio Alonzi”, guidata dal maestro Giovanni Castagno, ha organizzato la mattina del 30 gennaio 2021 una passeggiata in visita ai luoghi-simbolo del nostro quartiere, come conclusione di un progetto scolastico dedicato alla Giornata della Memoria.
Una ventina di bambini e i loro genitori si sono dati appuntamento davanti l’ingresso dell’edificio scolastico per poi attraversare a piedi le strade e le piazze di Garbatella, ricordando con la loro viva voce ciò che è successo settantasei anni fa: piazza Michele da Carbonara, con la sua targa commemorativa “Ai Partigiani del Partito d’Azione e delle brigate Giustizia e Libertà di Garbatella”; piazza Eugenio Biffi, dove è stata recentemente posizionata la pietra d’inciampo in memoria di Fortunata Perugia, della quale i bambini hanno potuto ascoltarne la storia grazie al racconto della nipote Rina; cavalcavia “Settimia Spizzichino”, dove la classe ha deposto dei poster, dopo aver intonato “Gam Gam”, una delle più famose canzoni della tradizione ebraica.I lavori realizzati dai bambini, che hanno attratto e coinvolto i passanti, hanno voluto raccontare proprio la storia di Settimia Spizzichino, unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma, e il suo lungo viaggio fino ad Auschwitz. I cartelloni sono stati trasportati dalla classe attraverso quei luoghi, i luoghi della memoria, che vivono tutti i giorni e che sono finestre di fatti storici che appartengono a tutti, ovunque.
È uscito pochi giorni fa il nuovo singolo di Gaboh: Tor Marancia Meccanica, una dichiarazione d’amore del cantautore al quartiere dove è nato e cresciuto.
Gaboh, all’anagrafe Gabriele Hintermann, classe 1985, realizza una canzone introspettiva, intima, con aspetti che ricordano il filone dell’indie pop italiano.
Il videoclip realizzato e montato da Paolo Motta e Giacomo Valentini, è stato girato tra i murales di Tor Marancia; il quartiere appare come un mondo solitario e distaccato dal resto, sensazione evocata anche attraverso la musica e il testo in cui si rivivono vecchie atmosfere di quartiere e si rievocano personaggi come il cantatore di stornelli detto Er Padella o Piero il giornalaio.
Abbiamo contattato Gaboh telefonicamente e ci ha raccontato un po’ della sua vita e del suo lavoro: “Fin da giovanissimo ho esplorato il mondo della musica e dei suoi generi, ho iniziato a 14 anni con un gruppo punk insieme agli amici, qualche anno dopo mi sono iscritto al conservatorio dove ho intrapreso lo studio della musica classica e l’apprendimento del violoncello, della chitarra e del contrabbasso, poi ho fondato diversi gruppi Gabriele Hintermann e il Circo Baumann, con i quali ho realizzato il mio primo disco folk Fra le stelle EP e con i quali ci siamo ritrovati a spalleggiare nei concerti i Modena City Ramblers davanti a migliaia di persone. Poco dopo ho fondato i Gabriele Hintermann e gli Sciamani con cui ho realizzato il disco La prima veramente e infine oggi oltre a portare avanti una carriera solista con lo pseudonimo Gaboh suono anche con la band Gli Errichetta Underground giunta al decimo anno di carriera”.
Continua Gabriele: “La canzone Tor Marancia Meccanica è un singolo che apre un progetto cantautoriale che sto portando avanti. Questa prima canzone l’ho composta in un giorno di pioggia invernale; in una prima stesura avevo scritto un pezzo di 6 minuti con molte più parole e storie di personaggi, poi ho preferito limare e accorciare la canzone per renderla più ascoltabile anche grazie all’aiuto del mio amico Paolo Motta che ha collaborato all’arrangiamento. Non è da escludere che le storie cancellate dalla prima stesura possano diventare spunti per nuove canzoni”.
La canzone prodotta da PM Productions è scaricabile su tutti i digital stores.
Intervista alla psicologa Silvia De Napoli, coofondatrice del servizio sociale sulle dipendenze per le famiglie del quartiere Garbatella
Era il 25 gennaio 2015, quando nella parrocchia S. Filippo Neri, alla fine della messa, fu inaugurato il Progetto Rossano. Un programma di intervento sociale nato per volontà di Nerina Marchione ( madre di tre figli di cui uno morto per overdose) e della psicologa e psicoterapeuta Silvia De Napoli.
Quel giorno si partì con l’idea di dare conforto e una giusta informazione a tutte le famiglie del quartiere Garbatella, che avessero in casa problemi di dipendenza da sostanze e simili.
Il progetto con gli anni è cresciuto, le richieste diventavano tante e sempre più specifiche. Così anche i volontari aumentavano: fino ad arrivare a due psicoterapeuti, un mediatore familiare, uno psicologo specializzato in DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento), un tutor DSA, uno studio legale civile e penale. Il Progetto Rossano insomma, si è trasformato da un’idea ad una vera a propria Associazione di Promozione Sociale.
Sono passati 6 anni dall’inizio di questo percorso. Si aspettava tutte queste richieste da parte delle famiglie del quartiere?
E’ iniziata come un “vediamo che succede”, da ciò che mi diceva Nerina, la Presidente che è del quartiere, questo servizio poteva essere utile, mi sono fidata di lei, della sua esperienza e ho aspettato, inizialmente tutti i sabati noi due tenevamo il centro ascolto aperto!
Quando ragazzi o famiglie si avvicinano a voi, cosa cercano? Cosa si aspettano?
Inizialmente le richieste erano vaghe, arrivavano con dei “problemi”, infatti dal primo contatto per dare una risposta centrata impegnava più riflessioni, oramai ci conoscono in tanti e quando arrivano sono più precisi in ciò che stanno cercando: un intervento psicologico, piuttosto che un consulto legale, supporto scolastico ecc.
Cosa si aspettano? Questo andrebbe chiesto a loro, ritengo che qualsiasi cosa si aspettano la trovano, visto che ogni socio tende a restare tra i tesserati di anno in anno, mi fa pensare che sono soddisfatti.
Quest’ultimo anno è stato molto particolare. Come vi siete organizzati per continuare ad aiutare le famiglie nonostante il Covid?
Il servizio che è stato interrotto è il sostegno scolastico/aiuto compiti, tutti gli altri sono restati attivi online, infatti ho proposto l’associazione e i nostri servizi per il municipio solidale come supporto telefonico durante il lockdown 2020. Ad oggi il servizio è attivo per le coppie e l’individuo, purtroppo i gruppi tematici e di sostegno sono stati interrotti e/o dirottati sulle piattaforme online.
Accorgersi che un proprio caro ha bisogno di aiuto non sempre è facile. Ci sono dei comportamenti che possono aiutare i familiari a capire?
Formule valide per tutti non ci sono, ma sicuramente dobbiamo cercare di non banalizzare elementi che si discostano dal comportamento consueto del proprio caro. Ritengo di poter suggerire di fare un consulto in più e mai uno in meno, soprattutto in un municipio come il nostro dove la rete sociale è forte, e ci sono tante possibilità di ricevere informazioni e supporto, chiedere a chi potrebbe essere più informato, più esperto, non costa nulla anzi ci ripaga nell’affrontare qualsiasi difficoltà insieme e mai da soli! Noi come associazione combattiamo la solitudine, da soli si perde insieme si vince sempre.
Cosa si sente di dire a quei genitori che hanno capito i disagi dei figli e si trovano a vivere queste situazioni?
Prima di tutto, se il genitore ritiene che il proprio figlio ha un qualsiasi disagio, è suo dovere informarsi e chiedere aiuto anche per come affrontare la problematica. Ma è necessario anche stare in guardia rispetto al comune errore che, rivolgendosi all’esterno della famiglia, delegano la presa in carico del figlio. Il disagio dei giovani ha radici molto spesso negli adulti purtroppo, la famiglia, per questo i genitori dovrebbero essere parte attiva nella risoluzione del problema. Il potersi mettere in discussione non solo permette ai genitori di avvicinarsi al mondo dei figli ma dona un grande insegnamento: tutti possono sbagliare ma è il modo in cui si ripara all’errore che fa la differenza. Sembra banale ma in una società come questa che premia solo i numeri 1, chi ha più follower, chi accumula solo successi, è fondamentale mostrare le fragilità per poter insegnare ad integrarle in un funzionamento adeguato.
Sono iniziati i lavori di restauro del monumento Ai futuribili valori della Resistenza a Largo Benedetto Bompiani in zona Ardeatino.
I lavori, sotto la direzione tecnica della sovrintendenza capitolina ai beni culturali, sono stati affidati allo Studio di Restauro Angelucci Sas di Lanuti Stefano & C., per un costo di circa 38.000 Euro.
L’opera di Giulio Tamburrini, che dal 1977 è al centro della piazza, è stata oggetto negli anni di furti ed atti vandalici. Il restauro riporterà il monumento alla sua forma originaria, verrà inoltre ricostruita anche la ruota di rame, una delle componenti del monumento trafugata oltre dieci anni fa. Si prevede la fine del restauro per il 31 gennaio 2021, salvo condizioni meteo avverse. Non è ancora stata decisa la data dell’inaugurazione, ma sarà nostra premura comunicarla una volta stabilita.
Il Comune di Roma ha pubblicato il bando internazionale per la progettazione dell’edificio che ospiterà il Centro Culturale di Tor Marancia. La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata al 15 marzo 2021; in questa prima fase una Commissione selezionerà 5 progetti che poi saranno valutati successivamente, per la scelta del progetto vincitore.
La struttura sarà gestita dell’Ente pubblico del Teatro dell’Opera di Roma e ospiterà le scuole di danza e coro. Una parte della struttura sarà invece dedicata ad un polo civico. In una nota del Comune di Roma si legge: “Roma Capitale intende realizzare il nuovo centro culturale Tor Marancia, quale edificio volto alla produzione e promozione culturale, che ospiterà da una parte il polo formativo del Teatro dell’Opera, con la scuola di danza, canto corale e di formazione orchestrale e dall’altra un community hub, centro aperto alla cittadinanza per attività formative e di sviluppo sociale”.
Foto da Google Maps
La struttura sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che ad oggi è uno scheletro abbandonato. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, i fondi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione derivanti dalla costruzione da parte privati dei palazzi edificati a piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco (ai più noto come Bidet, a causa della sua forma) di San Paolo. La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine. Non si esclude, però, l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio.
Per gli abitanti di Tor Marancia attualmente la priorità resta la demolizione dello scheletro dell’ex scuola e la bonifica dell’area, una spesa già in bilancio di circa 400 mila euro. Ci si augura, inoltre, che la struttura che sorgerà sia sostenibile ecologicamente e che si collochi armonicamente all’ambiente circostante. Per i cittadini resta comunque una conquista la riqualificazione di uno spazio che per anni è stato abbandonato, seppur non può risarcirli dello scempio perpetrato dai costruttori a piazza dei Navigatori.
Continua questa l’attività di sostegno ai bisognosi organizzata dalla Villetta Social Lab. L’iniziativa, all’interno del più vasto programma di Municipio Solidale, prevede la raccolta di generi alimentari di prima necessità nei giorni di martedì e giovedì mattina, il mercoledì di pomeriggio Per ora i volontari della Villetta si sono presi in carico 6 famiglie, ma contano di allargare il numero nelle prossime settimane.
Quando
mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 giovedì dalle 10.30 alle 12.30
Dove
presso la Villetta via degli Armatori, 3 via Francesco Passino, 26
In libreria l’ultimo lavoro editoriale di Adelio Canali
Con l’Aquilone sulla Garbatella Adelio Canali, profondo conoscitore del quartiere Icp, conclude la trilogia delle sue opere scritte. Dopo la “Terrazza sulla Garbatella”(2008) e “Serve gente!”(2011), l’autore ripropone sullo stesso sfondo, quello del quartiere che l’ha visto nascere e crescere, l’intreccio della storia minuta e quotidiana con quella con la S maiuscola, la Storia del nostro paese dagli anni Venti e Trenta fino al dopoguerra.
Se il suo primo libro ha una caratteristica più autobiografica, dove Adelio racconta la sua vita, quella di suo nonno Pacifico e del padre Libero Marcello, patriota di Giustizia e Libertà; in quest’ultimo lavoro editoriale l’autore compie un racconto più corale, quello della sua crescita tra le strade e i lotti popolari insieme ai suoi inseparabili amici di adolescenza e gioventù: Giorgio Cecilia e Maurizio Arena.
Emerge tra le pagine un rapporto di amicizia profondo e genuino iniziato tra le mura del lotto 44, il quarto Albergo, vissuto senza esitazioni ed interruzioni, anche quando le strade dei protagonisti di questo sodalizio sembravano dividersi. Adelio, infatti, diventerà il giovane segretario della Democrazia Cristiana locale, Giorgio è uno dei fratelli Cecilia (Renzo, Mario, Giorgio) che condivideranno da protagonisti tanta parte della storia del Partito comunista del quartiere in quella che è stata la Villetta di via Passino 22, mentre lo scanzonato Maurizio Arena è stato sicuramente il personaggio più popolare della “Garbatella cinematografara”, attore di tanti film come: “Poveri ma belli” (1957), “Poveri milionari” (1958), Il principe fusto (1960), “Storia de fratelli e de cortelli” (1973).
Il libro corredato da bellissime fotografie (alcune inedite) e documenti giornalistici di pregio contribuisce, con un ulteriore tassello, alla ricostruzione della memoria di un quartiere, quello della Garbatella, che quest’anno, pur infausto per la nota pandemia di coronavirus, festeggia il suo Centenario. In attesa di una presentazione pubblica del libro, quando la situazione sanitaria lo permetterà, consigliamo vivamente la lettura a tutti gli appassionati della Garbatella. (Adelio Canali, Aquilone sulla Garbatella Iacobelli editore, 2020 euro 18,00).
Le parole di Mirella Arcidiacono per l’amico fisarmonicista
Il Covid 19 si è portato via un altro amico della Garbatella Paolo Pagano, fisarmonicista e presidente dell’associazione Garbatella story. “Con la scomparsa di Paolo, che era nato a piazza Caterina Sforza- afferma Mirella Arcidiacono dell’Associazione Il Tempo ritrovato- perdiamo uno dei garbatellani doc. E’ lui il ragazzino con la fisarmonica nel vecchio filmato dell’Istituto Luce, girato nell’aula magna della Cesare Battisti. Tra le nostre due associazioni c’era uno stretto rapporto: avevamo in progetto di insegnare la fisarmonica ai bambini e tante altre iniziative per il Centenario, ma purtroppo la pandemia ha vanificato tutto.” I funerali si sono svolti mercoledì 23 dicembre alle ore 14 presso la chiesa di San Filippo Neri.
Alla manifestazione in via Benedetto Croce era presente anche il cantautore Daniele Silvestri
Oggi, 22 dicembre 2020, a via Benedetto Croce presso la sede del Municipio VIII si è svolta una semplice ma commovente cerimonia, quella della consegna dei pacchi dono, preparati dai bambini delle scuole del territorio, ai loro coetanei meno fortunati. Questo è stato l’ultimo atto di un’iniziativa ideata e promossa dall’assessora alla cultura e alla scuola Francesca Vetrugno e dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.
“L’idea era di gettare il seme della solidarietà e di farlo germogliare anche nei più piccoli. Ed è così che sono stati raccolti oltre 4 mila pacchi – ha dichiarato l’assessora – tra i bambini non solo delle scuole primarie, ma anche tra quelli dei nidi, della scuola dell’infanzia e anche tra i ragazzi e le ragazze delle medie. Infatti, come ha scritto una professoressa, non è detto che gli adolescenti sappiano solo rompere le scatole, a volte le decorano, le riempiono, e le sanno donare con un sorriso”.
All’iniziativa era presente “in veste di padre” e come testimonial anche il cantautore Daniele Silvestri, che abita alla Garbatella. “L’aria che si respira in questo Municipio è sicuramente diversa. Riuscire a trovare anche nelle difficoltà l’energia e la voglia per fare qualcosa per gli altri, dà senso alle nostre vite, ci avvicina, e, soprattutto in questo periodo di pandemia, ci rende il sorriso e un po’ di ottimismo. E i bambini in questo periodo stanno reagendo meglio degli adulti, anzi forse stanno insegnando loro qualcosa a noi. L’augurio è che possano crescere meglio proprio perché sono passati attraverso queste esperienze” I pacchi decorati e personalizzati con una letterina e con l’indicazione dell’età del ricevente, verranno distribuiti non solo con la rete di Municipio Solidale, ma anche attraverso organizzazioni come la Comunità di Sant’Egidio e la Caritas. Infine Giuseppe Di Cicco della Caritas ha ringraziato tutti a nome degli ospiti delle Case Famiglia che riceveranno questi doni e ha invitato i presenti a visitare i piccoli della “Casa di Christian” e “Casa dell’Immacolata”.
I luoghi più tipici di Garbatella, rivisitati in chiave minimal, da oggi potranno essere sempre con noi, grazie al progetto grafico ideato da Francesco Nardi e dalla società Cosavederearoma.com.
La Fontana Carlotta, l’orologio dell’Albergo rosso, Piazza Brin, il Palladium, ed ancora spostandoci più in là, il ponte Settimia Spizzichino e il Gazometro, sono diventati soggetti di illustrazioni, quadri, poster, t-shirt, taccuini, segnalibri, spillette, shopper, adesivi, calendari e agende.
Un modo per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del quartiere nell’anno del suo centenario.
“Esponevo al San Paolo District i miei lavori – racconta Francesco Nardi – e sono stato contattato lì dagli assessori Vetrugno e Capone, che mi hanno chiesto di preparare delle grafiche su Garbatella in vista del centenario ed io, che conoscevo il quartiere grazie ai racconti del mio papà Pietro, che è nato e cresciuto qui, ho accolto subito la proposta”.
Il progetto rientra all’interno delle attività di Cosavederearoma.com, un portale, ma non solo, che si rivolge ai turisti che arrivano per la prima volta a Roma e cercano informazioni sulle principali attrazioni della città, ma anche a coloro che tornano a Roma e vogliono trovare il vero cuore pulsante, quello meno noto e conosciuto che si vive nelle periferie e nelle zone decentrate, altrettanto storico e grandioso, e a tutti i cittadini romani per continuare a scoprirlo, soprattutto negli aspetti meno noti.
“Il portale Cosavederearoma.com – ci racconta Francesco Nardi – vuole invitare la collettività ad approfondire la conoscenza del territorio di Roma e a scoprire fino in fondo la ricchissima eredità culturale che abbiamo, non solo in termini di archeologia e architettura, ma anche per quanto riguarda le storie, i proverbi, gli usi e i costumi e le interviste alle persone che vivono e lavorano la nostra città”.
Il progetto prevede, inoltre, visite nella città associate a contest fotografici, cacce al tesoro per i più piccoli che verranno fatte anche virtualmente attraverso un’app che sarà inaugurata a febbraio.
Tutte le attività, quindi, ruotano intorno alla sensibilizzazione al patrimonio artistico e culturale della città, permettendo a residenti, turisti e passanti di apprendere nozioni spesso sconosciute, con il desiderio di rendere questo un mezzo di diffusione della storia e delle tradizioni cittadine.
Ciao a tutti e tutte, mandiamo un breve report dell’Assemblea di lunedì relativa al mercato di via Passino. Tra i destinatari abbiamo aggiunto chi era presente e ha lasciato la propria mail e le realtà e persone di zona che hanno dimostrato interesse sulla questione ma che non sono riuscite ad essere presenti fisicamente. Rispetto ai prossimi passi è ancora tutto da scrivere e ci piacerebbe farlo assieme. Prendiamoci il tempo di riflettere su come portare avanti questo percorso, elaboriamo proposte, ampliamo la partecipazione e in caso risentiamoci per l’anno nuovo.
Un Saluto Csoa La Strada
Lunedì 14 dicembre assieme a diversi/e abitanti del quartiere ci siamo riuniti a Via Passino per discutere dell’ex Mercato coperto che versa in stato di abbandono ormai da un anno. Un primo incontro per cominciare a confrontarsi su desideri, idee e proposte sul futuro dell’immobile convinti che al netto delle varie considerazioni burocratiche che oggi ne comportano la chiusura, sia possibile sfruttare questa fase per costruire una vera e propria campagna di ascolto del quartiere.
Abbiamo avuto modo di conoscerci e riconoscerci tra persone e realtà che sono interessate a costruire assieme una rigenerazione dal basso dello stabile e assieme abbiamo messo un primo tassello, che non ha intenzione di essere esaustivo nelle proposte, ma che da subito ha cominciato a delineare ipotesi di lavoro future:
– Un luogo dove al commercio si affianchino progetti fondati su principi di sostenibilità ambientale, economia circolare, tutela del lavoro e della piccola produzione locale. In tal senso si è parlato di lotta allo sfruttamento e al caporalato, di contrasto agli sprechi alimentari, di agricoltura sostenibile e di alimentazione sana. È stata inoltre avanzata la proposta di realizzare una fattoria idroponica e progetti di sensibilizzazione sul tema dell’apicoltura.
– La realizzazione di un centro di educazione permanente rivolto particolarmente agli adulti. Una sorta di “mercato delle idee” con una programmazione fluida, in costante aggiornamento in modo che quel luogo funzioni sull’urgenza di trovare le persone e non viceversa per fare in modo che sia casa per tutte quelle persone e realtà in cerca di uno spazio.
– Un polo per la sostenibilità in grado di autoprodurre l’energia di cui ha bisogno e di redistribuire quella in eccesso alle abitazioni circostanti, dotato di progetti per la mobilità sostenibile come una ciclofficina, una velostazione e progetti di bikesharing.
– Un hub della solidarietà in grado di trarre vantaggio dal contatto diretto con i produttori sia in termini di riutilizzo dell’invenduto sia rispetto all’acquisto di forniture che garantiscano a chiunque un’alimentazione sana e una vita degna. Sempre rispetto a questioni sociali si ragionava anche su progetti relativi all’economia carceraria. – Un luogo di cultura, di scambio e di incontro costante, con mostre artistiche permanenti e costantemente aperto.
La Onlus Le Nove Muse propone un’originale iniziativa dal titolo “Tracce. Gli alberi ricordano”. Dal 18 al 20 dicembre, dalle ore 09:00 alle 17:00, all’interno del Giardino Maurizio Arena, in Piazza Benedetto Brin, il visitatore, dotato di un’audioguida, farà un viaggio nel tempo accompagnato dalle voci di tre donne le cui vite si sono fatalmente intrecciate il 7 aprile 1944 al Ponte dell’Industria, crocevia tra i quartieri Ostiense e Portuense. La visita durerà 60 minuti. L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative anti Covid. L’accesso avverrà su turni e sarà consentito a gruppi di massimo dieci persone. Sarà fruibile anche dai non udenti che potranno avere a disposizione un interprete LIS su appuntamento. L’evento è gratuito, ma è necessaria la prenotazione sul sito Eventbrite, lenovemuseonlus.eventbrite.it. Per informazioni visitate la pagina Facebook/Lenovemuseonlus o contattare Gabriele Fortuna al +39 393 367 5182,
Roma Tre Orchestra propone una rassegna musicale di alta qualità. Nuove leve del concertismo italiano e alcuni importanti nomi del panorama musicale si esibiscono in una serie di eventi trasmessi interamente ed esclusivamente online dalla pagina Facebook di Roma Tre Orchestra. Giovedì 17 dicembre alle ore 21:30, Enrico Bronzi, al violoncello e direzione, Cristina Papini al violino e Matteo Rocchi alla viola, presenteranno un programma basato su musiche di R.Strauss e F. Schubert.
Mercoledì 23 dicembre alle ore 21:30, Adriano Leonardo Scapicchi – Francesco Bravi, pianoforte, eseguiranno musiche di M. Ravel e I. Stravinskij.
Martedì 29 dicembre alle ore 21:30, Emanuele Stracchi, al pianoforte, suona musiche di J.S. Bach, L. V. Beethoven e B. Bartók. Il programma competo e dettagliato è anche disponibile su https://www.romarama.it/manifestazione/la-grande-musica-7061
Quest’anno, forse più degli anni scorsi, l’VIII Municipio ha partecipato all’addobbo di più punti del nostro territorio con luminarie e alberi di Natale. Gli alberi (in realtà dei coni) si possono vedere a Piazza Caduti della Montagnola, a Largo delle Sette Chiese, in Piazza del Gazometro e alla Circonvallazione Ostiense confluenza con C. Colombo.
L’iniziativa è stata molto gradita dai cittadini.
Gli alberi illuminati sono simboli positivi e apprezzati da tutti e in questo caso sembrano marcare il territorio ad indicare la via per entrare in un approdo sicuro come fari, con la loro luce di speranza, nel mare tempestoso e cupo di questi tempi.
Ci ha lasciato all’età di 77 anni Ugo Cannata, un nome che per i giovani della Garbatella degli anni Settanta significa molto. Avremmo dovuto incontrarlo per un’intervista la primavera scorsa, poi le note vicende della pandemia ci hanno costretto a rinviare l’appuntamento. Ugo era un calciatore della A.S. Garbatella terza categoria e per anni il mitico allenatore dei Giovanissimi della Libertas Garbatella, una squadra che in quegli anni nell’ambiente capitolino ha fatto parlare molto di sé per gli ottimi risultati ottenuti. Appartenere alla Libertas Garbatella per quei giovani del quartiere era un vanto.
A.S. Garbatella III Categoria dilettanti. In piedi da sinistra Il presidente Catalogna, Vicari, Cannata, Gargiulo, S. Natalini, Grossi, Ferraro massaggiatore, Guidi allenatore. Da sinistra in ginocchio: Domanico, A. Carnevali, Angelini, G Carnevali, Diacci, Bellassai.
Oltre ai successi sportivi il lavoro fatto da lui e da tutto lo staff della squadra, forse non volendo, ha acquisito anche uno scopo sociale togliendo dalla strada decine di ragazzi. A Ugo avrebbe sicuramente fatto piacere rievocare la vittoria, come allenatore, del torneo “Marco Valerio” nel 1971 battendo la Libertas Campidoglio ai calci di rigore. Finale alla quale ha assistito un ultra tifoso della Garbatella Maurizio Arena, insieme all’attrice Marisa Solinas, diretta in tantissimi film da grandi registi tra i quali Monicelli, Bertolucci, Sordi e Verdone.
L’unico neo che aveva Ugo, per i suoi ragazzi, era la sua fede calcistica… era un grande tifoso Granata e allenare la Garbatella stonava un po’.
I funerali si svolgeranno domani 11 dicembre alle ore 15.00 presso la ParrocchiaSan Francesco Saverio.
Finale Coppa “Marco Valeri” Da sinistra in piedi: Rossi, Leonardi, Cuzzoli, Stanzione, Zeppilli, l’allenatore Cannata, Rosati, Cafolla, Proietti, Massimi, Innocenzi, Santilli, Maurizio Arena, F. Mazza, Settefaccende, Carelli, Corzani, M.Mazza, Ferraro. In ginocchio da sinistra Innocenzi Ercoli, Marisa Solinas, Mellaro, Corzani, Carlo Fiori, Foschi, Claudio Fiori, Palmieri.
Organizzate da Opera in Roma, una delle associazioni vincitrici del bando comunale
Finalmente partono i progetti per la celebrazione del Centenario della nascita del quartiere Garbatella. Il Bando comunale, aggiudicato a fine ottobre, si concretizza nonostante le difficoltà dovute alle restrizioni dei vari Dpcm per il Covid.
L’Associazione Opera In Roma, uno dei sei aggiudicatari, propone un dicembre ricco di iniziative.
Il programma ha un titolo eloquente: Garbatella 2020 – Un giardino chiamato Garbatella.
Si parte il 13 dicembre, alleore 11:30 con una Caccia al tesoro alla scoperta dei luoghi e curiosità della Garbatella, per bambini fino agli 8 anni.La caccia al tesoro sarà itinerante per le vie del quartiere e sarà gratuita. Per le iscrizioni: segreteria@operainroma.com
Il programma prosegue con una mostra fotografica: Un obbiettivo sulla Garbatella da un’idea di Sergio Battista – Pubblicazione online: 15 dicembre 2020, ore 19:00.
La mostra sarà pubblicata online sul sito www.operainroma.com e sui canali Social.
Sempre online e sui canali social, il 18 dicembre alle ore 19:00 il programma continua con lo spettacolo musicale “Se sta scala potesse parlà”, scritto e diretto da Erika Provinzano, con Clelia Liguori (voce recitante e canto), Erika Provinzano (voce recitante e canto), Luigi Montagna (chitarra) e Valerio De Negri (clarinetto).
Il 22 dicembre alle ore 19:00 avrà luogo lo Spettacolo teatrale “Storie in soffitta” e storia del Teatro Mongiovino alla Garbatella, basato su un tema classico del teatro per ragazzi: il gioco che nasce dalla semplicità dell’oggetto animato e dalle relazioni tra i soggetti che lo conducono.
Anche questo evento sarà pubblicato online sul sito www.operainroma.com e sui canali Social.
Il 27 dicembre 2020 alle ore 19:00 ci sarà lo spettacolo online “Garbatella, o cara”, 100 anni di racconti ed aneddoti, di Anna Maria Achilli. Con Anna Maria Achilli e Massimo Wertmüller. Ascolteremo la storia di una particolare comunità, democratica e solidale che durante la seconda guerra mondiale fu rione partigiano, narrata tra Cinema, Poesia, Architettura e aneddoti popolari.
Chiude la rassegna il Concerto di musica romana “I Sonatori del borgo” 30 dicembre 2020, ore 19:00
Un concerto di musica romana con violino (Valerio Conti), chitarra (Paolo Rainaldi) e voce (Clelia Liguori). Il concerto sarà pubblicato online sul sito www.operainroma.com e sui canali Social.–––
Dal 10 al 16 dicembre nella sede dell’Anagrafe del Municipio VIII di via Benedetto Croce saranno sospesi per motivi tecnici i servizi di erogazione dei certificati. Cosa vuol dire? Niente richieste di carte d’identità, certificati di residenza, Stato di famiglia o altri documenti anagrafici. Si potranno solo ritirare le carte d’identità già predisposte, autentificare la firma o effettuare la dichiarazione sostitutive di atto notorio, richiedere estratti e copia integrale degli atti di stato civile.
La sfida al Coronavirus in questo Natale così particolare rischia di rendere ancora più fragili le condizioni di chi vive in solitudine e in povertà, tra questi sicuramente molti anziani. A loro si rivolge la Comunità di Sant’Egidio: il 25 dicembre i ragazzi della scuola della pace porteranno regali agli ospiti delle Rsa del territorio con una frase, un pensiero scritto da ogni bambino. Tra i più graditi ci sono sciarpe, cappelli di lana, carte da gioco. “Questi doni – spiega Francesca Relandini – contribuiranno a trasformare questo Natale diverso in qualcosa che potranno ricordare conpiacere”. Salterà purtroppo per motivi di sicurezza il tradizionale pranzo del 25 per i senza fissa dimora al San Michele.Tuttavia la Comunità di Sant’Egidio si sta attrezzando per portare i pasti a domicilio oltre alle cento famiglie, che vengono aiutate abitualmente.
Ripartirà in maniera più capillare anche l’attività di Municipio Solidale con consegna di pacchi di prima necessità ai bisognosi del territorio. “Questa iniziativa, inaugurata in fase di lockdown — spiega Alessandra Aluigi, assessora alle Politiche Sociali del Municipio Roma VIII – ci ha permesso di raggiungere finora 700 nuclei, dei quali solo una piccolissima parte era già seguita dai servizi sociali. Molte di esse sono in difficoltà a causa della precarietà di vita dovuta alla perdita di lavoro”.
A questa iniziativa, se ne affiancheranno altre due, in collaborazione rispettivamente con gli assessorati alle Attività produttive e alle Politiche Educative e Culturali: la distribuzione di buoni sconto messi a disposizione dalla Coop e di pacchi realizzati dai bambini delle scuole. Il numero per accedere ai servizi di Municipio Solidale è 06-40060606.
Natale COVID-19 a Garbatella
Anche la parrocchia di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense si sta organizzando per una raccolta di viveri e vestiario. L’iniziativa avrà luogo il 20 dicembre quando i ragazzi porteranno i doni direttamente in parrocchia. “Ma in questi mesi, fa sapere don Paolo, tante persone per fortuna si sono mobilitate anche da sole e hanno portato qui generi alimentari o li lasciano direttamente al supermercato di via Traversi, in un lato appositamente dedicato a chi ne ha necessità”.
A San Filippo Neri, in piazza Sant’Eurosia, sono stati raccolti giocattoli per i bimbi delle case famiglia della zona dalla onlus Progetto Rossano. “Siamo rimasti molto soddisfatti — dice Silvia De Napoli, vicepresidente dell’associazione — perché Garbatella ha risposto in maniera molto generosa. Inoltre manterremo attivo per tutto il periodo delle festività un servizio di supporto psicologico telefonico. Il numero a cui rivolgersi in caso di bisogno è il 349 2628760”.
La parrocchia Nostra Signora di Lourdes, infine, a Tor Marancia, organizza il 20 dicembre una vendita di panettoni il cui ricavato andrà alla Fondazione Emanuela Panetti, una realtà di volontariato che opera all’interno dell’Ospedale Bambin Gesù. Nello stesso giorno sarà presente “Medicina solidale”, il gruppo parrocchiale che accoglierà famiglie con bambini ai quali distribuiranno pacchi alimentari.
All’interno della Parrocchia ricordiamo la presenza della Caritas, vero punto di riferimento del quartiere. Continua, infine, l’opera di sostegno della comunità evangelica battista di via Pullino alle famiglie in difficoltà.
“Un piccolo miracolo di vivibilità ” così l’ ha definita Stefano Boeri, l’ architetto milanese progettista del famoso Bosco verticale nel capoluogo lombardo, in una recente intervista a Formigli nella trasmissione tv Piazza Pulita. Un tributo non di poco conto considerata l’autorevolezza del personaggio.
Non è la prima volta che l’architetto Boeri apprezza la Garbatella, lo fece qualche tempo fa in occasione di un reportage su Rai news 24. Lo incontrai proprio in quell’occasione in Villetta, la storica casa della Sinistra nel quartiere iacp, Sembrava incantato dai rossi e dagli ocra delle casette, meravigliato dalla sua socialità, dai cortili e dalle sue voci, stupito dell’energia sprigionata dai luoghi di incontro giovanili : l’hub culturale Moby Dick, la Villetta, i centri sociali di Casetta rossa e la Strada. Quella di Boeri non è che l’ultimo attestato di stima di intellettuali, artisti, registi e attori nei confronti del nostro quartiere. Diversi lo hanno scelto come luogo di residenza e altri, come lo scrittore Erri De Luca, si sentono a casa e ci vengono sempre volentieri.
E’ d’obbligo quindi, proprio nell’anno del Centenario della sua fondazione, chiederci perché la Garbatella sia così amata non solo dai suoi abitanti, ma anche dagli “stranieri”. Abbiamo più volte affermato che il suo appeal e la sua fama abbiano valicato i confini di Roma e dell’Italia. Infatti, non è raro incontrare tra le stradine e le piazzette del quartiere frotte di turisti con guida o studiosi provenienti dai più lontani paesi europei. Io credo che la magia sprigionata da questo luogo dipenda dalla sua Storia, dalla sua originale conformazione urbanistica e dalla sua socialità. La voglio ricapitolare per titoli: nasce come città giardino per gli operai della zona industriale dell’Ostiense, si sviluppa come borgata degli sbaraccati e sfrattati del centro storico a causa degli sventramenti operati dal piccone di Mussolini, diventa un quartiere popolare nel dopoguerra, che grazie ai grandi partiti di massa partecipa con dignità e autorevolezza alla vita sociale e democratica della città, conservandone la proprietà pubblica attraverso l’Istituto case popolari di Roma. Già questo non è poco, ma non basta a spiegarlo.
Foto di Francesco Proietti Mercuri
Quando si frantuma la polarità tra produzione e residenza con lo spostamento dell’asse industriale dall’Ostiense verso la zona est della città, la Garbatella potrebbe essere travolta da processi di omologazione, di anonimato urbano. Come altri quartieri popolari semi-centrali potrebbe subire fenomeni di gentrificazione, come Trastevere e Testaccio, o subire quelli di emarginazione subendo forti flussi di immigrazione. Questo non succede perché la proprietà pubblica e poi l’alienazione delle case agli ex assegnatari Iacp permette un graduale ricambio generazionale tutto interno alle stesse classi sociali, con pochi inserimenti esterni , arginando o assorbendo la pressione sui confini del nucleo storico. Buone agenzie educative, come i licei Socrate e Borromini, fanno la loro parte consentendo la crescita di una nuova generazione di cittadini consapevoli e lo sviluppo di una rete diffusa di associazioni culturali e sportive.
Con la crisi dei partiti di massa è proprio questa nuova generazione ad entrare in campo e a dare nuova linfa alla vita democratica del territorio. Ne contamina le istituzioni di prossimità, il Municipio, e impedisce processi degenerativi e speculativi all’interno del territorio storico. Promuove la cura dei beni comuni e della sua comunità difendendone la composizione sociale. Uno dei passaggi cruciali è certamente l’entrata in campo, agli inizi degli anni Novanta, della Terza Università che occupa numerosi edifici ex industriali e destina il Palladium ad aula speciale dell’ateneo. Il cerchio si chiude con l’apertura negli ex bagni pubblici del centro culturale Moby Dick, grazie all’intervento positivo della Regione Lazio e dello Iacp. Piazza Bartolomeo Romano diventa un vero e proprio campus universitario, dove nei gioielli fine anni Venti dell’architetto visionario Innocenzo Sabbatini si muove una moltitudine di giovani neo architetti, artisti, musicisti. Insomma diventa il “campo dei miracoli”, dove si respira l’orgoglio e un forte spirito di appartenenza e di identità, senza cadere nel mero e deteriore provincialismo.
Se escludi uno, escludi tutti. Così recita lo slogan della campagna per il tesseramento 2020 di Emergency, l’organizzazione fondata da Gino Strada nel 1994 per curare le vittime della guerra e della povertà, che da quest’estate ha attivato anche su Roma una rete di volontari per consegnare pacchi contententi beni di prima necessità alle famiglie impoverite dalla crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19. Il progetto, chiamato “Nessuno Escluso”, si avvale della collaborazione delle istituzioni e di associazioni partner e a Novembre ha raggiunto la quota di duemila pacchi mensili, di cui trecentosessanta solo nell’Ottavo Municipio.
Ogni settimana i volontari di Emergency preparano le scatole e le riempiono di generi alimentari, prodotti di igiene personale e per la casa, per poi donarli ai nuclei familiari individuati dai servizi sociali. Nel nostro municipio, la consegna viene effettuata da un gruppo di associazioni di cui fanno parte Casetta Rossa, CSOA La Strada, Nessun Dorma, La Villetta, Scuola Libera Tutti e la Brigata Garbatella della Protezione Civile, tutto nel massimo rispetto delle norme di sicurezza per evitare il contagio. I volontari vengono formati da Emergency seguendo i protocolli sviluppati dal Field Operations Department dell’organizzazione, lo stesso che ha curato la gestione dell’ospedale da campo di Bergamo durante il primo lockdown, grazie all’esperienza maturata in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola del 2015.
Il progetto è stato prolungato ufficialmente fino al 31 Gennaio 2021.
Sarà dedicata a Donatella Colasanti l’area verde di via Villa di Lucina a San Paolo
di Ilaria Proietti Mercuri
La memoria è quello strumento che, almeno in teoria, dovrebbe aiutare a non commettere più gli stessi errori. E proprio con questo spirito, il Municipio VIII dedicherà l’area verde della Villa di Lucina in zona San Paolo a Donatella Colasanti, la giovane donna scampata alla strage dei Circeo.
La sua storia, come il suo volto scosso e pieno di sangue, finirono su tutti i giornali quando la sera del 30 Settembre 1975, venne ritrovata ancora viva nel bagagliaio di un’auto, accanto al corpo della sua amica Rosaria Lopez morta invece qualche ora prima. A soli 17 anni infatti Rosaria, venne stuprata e quasi uccisa di botte, dopo essere stata adescata con la scusa di una festa in una villa al Circeo da tre rampolli di alcune agiate famiglie romane. Come si salvò? Perchè ebbe la lucidità di fingersi morta, raccontò poi nei mesi successivi.
Così, dopo il parco alla Montagnola intitolato a Maria Rosaria Lopez, si intitolerà un parco anche alla ragazza che scampò al massacro, ma che venne segnata per tutta la vita.
Ricordare però, non è mai abbastanza. Così anche il quartiere Montagnola non si è tirato indietro. A Via Mario Muschio infatti, una panchina è stata dipinta di rosso e abbellita con un ritratto di Alda Merini e delle due ragazze della strage del Circeo, in memoria di tutte le donne vittime di violenza.
Un progetto, quello della panchina, che era stato avviato anni fa anche alla Garbatella, accanto alla fontana di Carlotta, storico simbolo che porta il nome di una donna. Ma con gli anni la panchina scomparve. Per questo, alcune associazioni del quartiere, tra cui Il Tempo Ritrovato di Mirella Arcidiacono, chiedono alla Regione Lazio e al municipio VIII di posizionarne una in Piazza Ricoldo Da Montecroce.
Nei primi mesi del 1922 lo spaccio aprì su piazza Benedetto Brin ai civici 4,5 e 7.Nel consiglio di amministrazione Cleobulo Rossi, Biagio Gay, Giovanni Garrasi, Emilio Storti e Gregorio Pietruccini
di Gianni Rivolta
Era il dicembre del 1921.Fuori porta San Paolo, tra via della Garbatella e piazza Brin si davano gli ultimi ritocchi di calce e vernice alle linde villette della Borgata Giardino Concordia, così l’aveva voluta chiamare Re “Pippetto” per dare un segnale di pace sociale quel 18 febbraio del 1920. La regina madre Margherita, accompagnata dall’impettito ingegner Paolo Orlando, era già venuta in visita al traforo della rupe per il tracciato della ferrovia Roma-Ostia e al borgo di casette in costruzione: quarantaquattro villette decorose per gli operai della zona industriale e del porto fluviale. I pionieri di quella nuova frontiera, circa duecento famiglie, avevano preso possesso degli appartamenti e sognavano un futuro migliore per i loro figli. Tra loro molti artigiani e qualche tecnico dipendente o collaboratore dell’Icp (1). Anche Paolo Orlando presidente dell’Ente per lo Sviluppo marittimo e industriale di Roma ( che aveva venduto il terreno all’Icp) aveva chiesto di riservare ai suoi impiegati un certo numero di abitazioni (2). Per loro casa e lavoro, dopo anni di crisi economica e disoccupazione, scioperi e cortei di tranvieri, elettrici,metallurgici, gassisti e tipografi, erano finalmente una realtà. Quello che fu chiamato il “biennio rosso” , tra il 1919 e il ’20, era ai titoli di coda. Ammainate le bandiere rosse dai cancelli delle fabbriche il segretario della Cgil Bruno Buozzi aveva spento quella massiccia spallata rivoluzionaria e riportata la lotta dei metallurgici nel tranquillo alveo salariale. Il 10 novembre 1921 ci furono le ultime scintille di resistenza ai fascisti. A San Lorenzo, a Testaccio, Trastevere e al Trionfale gli arditi del popolo di Argo Secondari e Cencio Baldazzi si erano presi a rivoltellate con i neri di Farinacci e Balbo, giunti a Roma baldanzosi per il loro primo congresso nazionale. Questo era il clima in città. Il fuoco covava sotto la cenere in attesa del divampare dell’incendio.
Nella nuova Borgata Garbatella, disegnata come le città giardino inglesi, i capifamiglia al tramonto dopo il lavoro,si incontravano in piazza Brin per discutere del più e del meno e delle condizioni di lavoro in officina. Nonostante l’aria salubre e qualche bicchiere di buon vino la vita non era facile; nei primi cinque lotti dell’Istituto case popolari si viveva isolati tra orti, vigne e casolari sparsi fuori le Mura. Al di là dello stradone dell’Ostiense la viabilità era limitata alla stretta via delle Sette Chiese, unico collegamento a sud con le tenute agricole dell’agro, a viottoli di campagna come quello della Moletta, via della Garbatella, via delle Statue. Il centro città si raggiungeva solo col tram dal piazzale della Basilica di San Paolo, mancavano rivendite di generi alimentari e verdure e negozi in genere. Così un gruppo di abitanti, in maggioranza artigiani e tecnici, decise di darsi da fare e costituire la “Cooperativa approvvigionamenti e consumi Quartiere Garbatella” aderente alla Lega Nazionale delle cooperative (3)con lo scopo di acquistare, conservare e vendere generi di prima necessità “senza scopi di lucro, cooperando all’economia domestica, al risparmio e alla previdenza”. Un’idea mutualistica in linea con tutto il progetto della città giardino, ispirate dai socialisti utopisti. In barba alle volontà del Re e di Paolo Orlando la Cooperativa non prende il nome “Concordia” come la borgata, ma il più popolare “Garbatella” (come era chiamata la località sui Colli di San Paolo e l’omonima via).La prima sede legale fu quella di via Guglielmotti 31 ( l’abitazione di un socio) per poi trasferirsi a piazza Benedetto Brin 4-5-7, dove fisicamente insisteva lo spaccio e i magazzini. Nel consiglio di amministrazione e nel collegio sindacale compaiono cognomi di note famiglie della prima borgata : Biagio Gay,Giovanni Garrasi, Gregorio Pietruccini,Costantino Mariotti, Emilio Storti, Natale Del Grande, Angelo Melchiorre, Luigi D’Ascenzo, Enrico De Nicola,Andrea Gasparri e per ultimo Cleobulo Rossi, sicuramente la personalità più significativa tra i soci fondatori. Socialista della tendenza rivoluzionaria nel dicembre del 1904 il Rossi era stato eletto segretario nazionale della federazione dei gassisti e degli addetti alla illuminazione pubblica e nel 1907 successe a Ernesto Verzi alla guida della Fiom, la federazione degli operai metallurgici, aderente alla Cgil. Insomma una personalità di livello nazionale, anche se nella fase discendente della sua carriera politica e sindacale.
E poi scoppiò l’incendio. La cooperativa di consumo Garbatella di piazza Brin subì, come tante altre strutture mutualistiche, la violenza delle squadracce fasciste: “L’esperienza della cooperativa (……) venne a finire nel 1921,intervennero i camion pieni di squadristi che bastonarono i gestori e li portarono a Via Magnana poli – sostiene Luciano Rossi, nipote di Cleobulo ( in una intervista a Monica Sinatra, autrice del libro La Garbatella a Roma 1920-1940 ndr)- ….E gli diedero anche l’olio di ricino…diedero fuoco a tutti i materiali della cooperativa, distrussero le cart…”.Probabilmente l’intervistato a distanza di decenni, non collocava precisamente l’accaduto, in quanto la cooperativa fu fondata proprio in quei giorni, il 13 dicembre del 1921. Il fatto certamente doveva essere avvenuto in un tempo successivo, presumibilmente dopo la Marcia su Roma ( 28 ottobre 1922), quando venne devastato dai fascisti anche il circolo socialista di via del Gazometro all’Ostiense. Quelle gloriose saracinesche chiusero definitivamente negli anni Trenta per lasciare il passo su piazza Benedetto Brin , alla pizzicheria dei Magnani, all’osteria Scafetti e a un piccolo negozietto di vini e olii, la bottiglieria di D’Antoni. Ma questa è tutta un’altra storia.
Ne abbiamo notizia, infatti, nel 1927 in occasione della pubblicazione del bilancio d’esercizio sul Foglio degli annunci legali della Provincia di Roma e sul Bollettino dell’Opera Nazionale per la protezione della Maternità e l’Infanzia dello stesso anno, dove la Cooperativa Garbatella aderisce con una sottoscrizione di 1.000 lire.In questi ultimi atti il Consiglio di amministrazione è ridotto ai minimi termini.Ne fanno parte Biagio Gay, socio fondatore, Amerigo Bianchini abitante a piazza Brin e come Sindaci revisori Cesare Marotta e G. Caradei. Di questo piccolo, ma significativo esperimento mutualistico non rimane che qualche flebile ricordo.Enrico Casadei, uno dei pionieri della borgata nata sui Colli di San Paolo, insieme ai Del Grande, ai Siccardi, ai Baronci, Sabatini, Giorgi e altri ancora negli anni Ottanta conservava come una reliquia una piccola medaglietta dorata con la scritta: Cooperativa approvvigionamenti e consumo Garbatella.
Foto di piazza Brin d’epoca, ( Centenario pag 44 in alto),foto del ponticello che collegava via di S.Emerita con via S.Adautto, foto della cena sociale ( Garbatella tra storia e leggenda seconda edizione pag 60).
Note
(1) I fratelli Del Grande, infatti, erano falegnami e avevano a via Guglielmotti 4 il laboratorio dove facevano la manutenzione per l’Icp di porte e finestre,Costantino Mariotti era vetraio e Biagio Gay un geometra che lavorava per l’istituto case popolari.Tra i primi abitanti Enrico Casadei che possedeva la medaglietta dorata della Cooperativa,Giorgi, Baronci, Pietro Siccardi, impiegato al Consorzio del porto fluviale ( di origine ligure abitava al lotto 2 all’angolo con piazza Pantero Pantera)
(2) In una lettera del 23 giugno 1921 è proprio Paolo Orlando ad avanzare la richiesta al presidente delle case popolari: “Parecchi appartamenti del Borgo Concordia sono ultimati ed io mi permetto ricorrere nuovamente a Lei affinchè si compiaccia destinare ai noti funzionari dell’Ente ( Smir n.d.r.) gli appartamenti già da loro scelti in conformità del suggerimento da lei dato.Mi permetto pure ricordarLe che, omesso nel contratto di vendita del terreno la condizione di un diritto di prelazione di nostri funzionari sulle costruende costruzioni di Borgo Concordia, mi affrettai subito dopo la stipula di detto contratto ad ottenere da Lei il verbale impegno per il giustamente richiesto favore ai funzionari dell’Ente”.
(3) Nel 1921 la Lega contava 3.600 cooperative di consumo e 2.700 cooperative di produzione e lavoro.
Nel 1904 fu eletto segretario nazionale dei gassisti e nel 1907 successe a Ernesto Verzi alla guida della Fiom
di Gianni Rivolta
Cleobulo Rossi nacque a Roma il 27 giugno del 1871, il padre Giuseppe e la madre Annunziata D’Armini lo vollero chiamare come uno dei sette Sapienti dell’antica Grecia. Dopo aver frequentato le scuole elementari divenne elettrotecnico e si coniugò con Maria Buti, dalla quale ebbe quattro figli. Nelle note della Questura è schedato come socialista rivoluzionario. Iscritto fin dagli ultimi anni dell’Ottocento al Partito socialista italiano, nel 1904 è eletto segretario della federazione nazionale dei gassisti e degli addetti alla illuminazione pubblica e membro della Commissione esecutiva della Camera del lavoro di Roma (con 2814 voti), dove fu riconfermato nel luglio del 1907 ( con 1442 voti). In quegli anni il suo nome era legato a Enrico Leone principale teorico, assieme a Arturo Labriola, del sindacalismo rivoluzionario italiano, quando ancora rappresentava l’ala intransigente interna al Psi. Nella componente capitolina dell’azione diretta Cleobulo Rossi militava con figure del calibro di Paolo Orano, Alceste De Ambris, Michele Bianchi, Romolo Sabbatini, Paolo Mantica.
Cena dei soci della cooperativa, piazza Brin 1925
Pranzo di Natale nel locale sociale di piazza Brin, 1925
Ma la sua notorietà si deve soprattutto agli anni in cui con Ernesto Verzi tenne la segreteria della Fiom (1901-1907),che nel 1908 lasciò a Bruno Buozzi.Quando la sede della Fiom fu spostata a Milano,Cleobulo Rossi si trasferì per motivi sindacali nel capoluogo lombardo. Collaborò all’Avanti!,al Metallurgico e al Sindacato operaio; nel 1906, dopo aver diretto lo sciopero dei tranvieri romani, fu eletto membro del Comitato Nazionale della neonata Confederazione Generale del Lavoro, dove fu riconfermato nel 1910. Diede le dimissioni dalla segreteria della Fiom nel luglio del 1909 a causa dell’opposizione organizzata di alcune sezioni, che dissentivano dagli orientamenti del Comitato centrale sia nell’impostazione delle lotte che nella gestione amministrativa e finanziaria della federazione. E da qui cominciò la sua parabola discendente. Nel 1910, lasciate le cariche sindacali è costretto ad impiegarsi come tecnico elettricista presso alcune officine al nord. Ritorna dopo alcuni mesi a Roma, la Polizia politica nel 1914 lo dà a Durazzo, in Albania, dove, abbandonata moglie e figli, sarebbe fuggito con un’ amante per aprire un negozio di liquoreria o forse uno stabilimento di saponi e acque gasate (!).Nel 1915 è di nuovo a Roma dove prende alloggio prima in via Bodoni e poi in via Giovanni Branca a Testaccio. Nel dicembre del 1921 è tra i fondatori della Cooperativa approvvigionamenti e consumo Garbatella con sede in piazza Benedetto Brin, di cui divenne Presidente con nomina del consiglio di amministrazione. Nel marzo del 1926 si iscrive al Partito nazionale fascista e tre anni dopo è cancellato dall’elenco dei sovversivi. Muore a Roma il 9 gennaio 1932 all’età di 61 anni.