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Ritratto d’autore: a Gershwin tale

Nel mese di maggio la Centrale Montemartini diventa protagonista dei fine settimana con un nuovo ciclo di aperture serali straordinarie del sabato al costo simbolico di 1 euro. Dal prossimo 6 maggio fino all’ultimo week-end del mese le collaborazioni con importanti istituzioni culturali della città offriranno l’opportunità di assistere a spettacoli d’intrattenimento negli spazi suggestivi dell’ex centrale termoelettrica di Via Ostiense.

Nel mese di maggio la Centrale Montemartini diventa protagonista dei fine settimana con un nuovo ciclo di aperture serali straordinarie del sabato al costo simbolico di 1 euro. Dal prossimo 6 maggio fino all’ultimo week-end del mese le collaborazioni con importanti istituzioni culturali della città offriranno l’opportunità di assistere a spettacoli d’intrattenimento negli spazi suggestivi dell’ex centrale termoelettrica di Via Ostiense.

Sarà Roma Tre Orchestra a inaugurare questo calendario di appuntamenti con un programma musicale in cui si alterneranno sul palco alcune delle migliori individualità della formazione orchestrale romana. Dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.00) il pubblico potrà ammirare le bellezze archeologiche esposte nelle ampie sale del museo e lasciarsi sedurre dalle note dei due concerti in programma intitolati Ritratto d’autore: a Gershwin tale e Cinema spectacular: le grandi colonne sonore per quintetto di ottoni.

  • Ritratto d’autore: a Gershwin tale

SALA MACCHINE  – ore 20.30 e ore 22.00 (durata 30’)

Il primo concerto sarà interamente dedicato a una delle figure più interessanti della musica mondiale della prima metà del XX secolo e uno dei più importanti compositori statunitensi di tutti i tempi: George Gershwin. Aiuteranno a comprendere meglio la sua natura di autore poliedrico (classico, jazz, blues) la voce di Gianluca Ferri e il pianoforte suonato da David Simonacci i quali eseguiranno la Rhapsody in blue, il brano più celebre di Gershwin proposto nella versione per pianoforte solo, ed una selezione delle sue più famose canzoni, con un focus sull’opera Porgy and Bess.

  • Cinema spectacular: le grandi colonne sonore per quintetto di ottoni

SALA DEL TRENO DI PIO IX – ore 21.15 e ore 22.45 (durata 30’)

Nel secondo concerto i visitatori conosceranno la vibrante magia degli ottoni grazie all’esecuzione di una selezione di celebri brani composti per il cinema da John Williams, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Nino Rota. Il quintetto di strumentisti della Roma Tre Orchestra Ensemble composto da  Matteo Maisano, Massimiliano Campoli (trombe), Gianmarco Lombardozzi (trombone), Andrea Antonelli (corno) e Simone Lanzi (bassotuba) dimostreranno come questi strumenti siano, da sempre, alla base della storia della musica universale grazie alla loro adattabilità ad ogni tipo di evento (cerimonie religiose e laiche, feste, battaglie), al potente suono che emettono e alla conseguente capacità di catturare l’attenzione di qualunque uditore.

Le iniziative sono promosse da Roma Capitale , Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturalicon l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura .

Scarica il  programma in pdf

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Roma tre orchestra – Domenica 23 aprile ore 18.00

La sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore di Beethoven è intitolata “Eroica” perché questo è il sentimento che la ispira: porta con sé il fermento della Rivoluzione Francese, gli ideali di libertà rappresentati dal primo Napoleone. E proprio al grande Còrso avrebbe dovuto essere dedicata, prima che la delusione dovuta all’incoronazione imperiale convincesse Beethoven che l’ “eroe” non era ai suoi occhi degno di ricevere in dedica un simile capolavoro. Tutto è maestoso in questa composizione: le dimensioni (mai fino ad allora un compositore aveva osato una sinfonia della durata di circa 50’), l’organico, che prevede tre corni, la scelta di inserire una solenne marcia funebre come tempo lento, la scrittura armonica di incredibile audacia, di straordinaria modernità, capace di scuotere lo spettatore per l’asprezza di taluni accordi dissonanti. L’Eroica è uno di quei grandi capolavori da conoscere, ascoltare e riascoltare, perché nel cuore di ciascuno di noi porti la grandezza di un Autore, di un momento storico, di un Eroe.

La sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore di Beethoven è intitolata “Eroica” perché questo è il sentimento che la ispira: porta con sé il fermento della Rivoluzione Francese, gli ideali di libertà rappresentati dal primo Napoleone. E proprio al grande Còrso avrebbe dovuto essere dedicata, prima che la delusione dovuta all’incoronazione imperiale convincesse Beethoven che l’ “eroe” non era ai suoi occhi degno di ricevere in dedica un simile capolavoro. Tutto è maestoso in questa composizione: le dimensioni (mai fino ad allora un compositore aveva osato una sinfonia della durata di circa 50’), l’organico, che prevede tre corni, la scelta di inserire una solenne marcia funebre come tempo lento, la scrittura armonica di incredibile audacia, di straordinaria modernità, capace di scuotere lo spettatore per l’asprezza di taluni accordi dissonanti. L’Eroica è uno di quei grandi capolavori da conoscere, ascoltare e riascoltare, perché nel cuore di ciascuno di noi porti la grandezza di un Autore, di un momento storico, di un Eroe.

Domenica 23 aprile ore 18.00 
Aula Magna Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue, via Ostiense 234,  Roma

F. Mendelssohn: Ouverture “Le Ebridi” op. 26
L. v. Beethoven: Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”

Roma Tre Orchestra
direttore: Luigi Piovano

Prezzo dei biglietti stagione 2016 / 2017:

intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50

I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio,  oppure online cliccando sul presente link  grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it

Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni previste (inclusa la riduzione soci).

Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00

L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito,  accedendo direttamente da questo link , oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a  orchestra@uniroma3.it .
Un caro saluto e arrivederci a presto!

Prima di questo appuntamento in Aula Magna, sempre nella giornata di domenica 23, continuano gli appuntamenti ad ingresso libero e gratuito di animazione musicale nei Musei di Roma in collaborazione con Zètema.

Domenica 23 aprile ore 11.30
MUSEO CARLO BILOTTI, Viale Fiorello La Guardia, 6

Incontri e scontri: un mini piano-festival, parte seconda

Gabriele Strata – Axel Trolese, pianoforte

D. Shostakovich: Preludio e Fuga in re minore n. 24 op. 87
F. Chopin: Fantasia op. 49
C. Debussy: Estampes
M. De Falla: Fantasia Bética
W. A. Mozart: Sonata per pianoforte a quattro mani in re maggiore K 381

Mini-festival con giovani stelle del pianoforte italiano: una carrellata di celebri autori e celebri brani per presentare alcuni dei prossimi protagonisti del panorama pianistico nazionale e non solo!

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Il mio ricordo di Pino Sallusti

Il mio ricordo di Pino Sallusti

di Roberto Attanasio | 5 aprile 2017

Il 4 aprile Pino Sallusti ci ha lasciati improvvisamente, lasciando un vuoto incredibile nei nostri cuori.
Un malore nella notte, ci ha portato via Pino a causa di un attacco cardiaco fulminante.
Pino Sallusti, ho avuto modo di poterlo conoscere per la prima volta durante il concerto dei Cherry Five al Film di genova nel 2015, una persona adorabile e pacata, un musicista eccezionale, venuto dal jazz, e catapultato nel mondo del rock progressivo, che con grande umiltà e professionalità ha regalato momenti bellissimi furante lo show.
Con lui abbiamo parlato molto di musica, raccontandogli la mia passione per il prog e lui per il jazz, la volta successiva a Roma nel 2016, ci siamo soffermati a indicare i dischi più belli della nostra vita, lui era sbalordito dalla mia passione per i Goblin, io invece ero completamente in estasi quando vedevo le sue dita pizzicare le corde del suo basso.
Sono stati momenti bellissimi che non dimenticherò mai, lui sarà sempre vicino a me, basta mettere il disco nel giradischi e le sue note avvolgono la mia stanza.
Pino a 10 anni iniziò a suonare la chitarra, ma amava suonare le corde basse e decise di farsi regalare un basso elettrico, e in compagnia di amici nelle cantine si divertivano a suonare i brani dei Led Zeppelin, Pink Floyd, Elp.
A 15 anni ebbe la sua svolta nella vita musicale incontrando Eddi Palermo, un chitarrista appassionato di Jazz, che cambio definitivamente i gusti musicali di Pino, che a 17 anni cominciò a suonare il contrabbasso da autodidatta sposando per sempre la musica jazz, fino ad arrivare a registrare degli album con grandi musicisti americani quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz e italiani, come Massimo Urbani.
Carlo Bordini amico di sempre, lo cantatta e gli parla del progetto “Cherry Five”, proponendogli di entrare nella band e di registrare un disco. Pino rimane subito perplesso dal progetto in quanto il basso lo suona poco e poi il prog non è il suo genere, ma accetta con grande professionalità la sfida, dopo aver visionato alcuni video e sentito alcuni demo dei brani dell’album.
Un album fantastico “Il Pozzo Dei Giganti”, dove le corde del basso di Pino, rende dolce ed armonioso ogni brano regalando all’ascoltatore momenti di solennità.
Ciao Pino e grazie per la tua musica, la tua anima Cherry Five adesso riposerà in pace…
E il tuo palcoscenico sarà un limpido cielo azzurro.

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Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi

Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi

di Andrea Zanchi

Come di consueto, mi ritrovo la mattina presto a percorrere l’autostrada Roma – Fiumicino. Vedo lampeggiare il telefonino. Sono le 8.00. Non sono abituato a parlare al telefono mentre guido ed in genere evito di rispondere. È Gianni Di Renzo.

Non si può mancare di rispondere all’amico, grande batterista, che non sentivo da diverso tempo. Ne sono veramente felice ma, nell’istante in cui avvicino il cellulare all’orecchio, un brivido mi corre dietro la schiena, come un avvertimento…..

Purtroppo la notizia che mai avrei voluto sentire esce dalla voce rauca di Gianni: Pino Sallusti durante la notte è deceduto.

Quando si perdono delle persone così care, così importanti, il rischio è quello di commemorarle con una enfasi smielata a volte fastidiosa, ma Pino Sallusti era una persona così ‘bella’ che le opinioni non possono che essere unanimi.

Personalmente mi piace ricordarlo nel bellissimo periodo trascorso assieme con il che mi ha dato la possibilità di entrare dalla finestra nel mondo della musica Jazz.  Non a caso, utilizzo il termine dalla finestra perché il mio percorso musicale cominciò più tardi rispetto ad altri musicisti,  ma con Pino Sallusti al contrabbasso e Gianni Di Renzo ci lanciammo in questa avventura con grande entusiasmo.

Erano gli anni ‘70 e a Roma un piccolo Jazz Club, il Billie Holiday, dava l’opportunità a tutti i musicisti ‘emergenti’ di poter avere la platea a disposizione .

Fu il nostro esordio e l’adrenalina era alle stelle. Verso la fine del concerto, mi ricordo ancora l’espressione di Gianni Di Renzo che preoccupato ed eccitato nello stesso momento, mi fece capire che era appena entrato niente di meno che . Ci chiese di suonare assieme.

Guardai Pino e Gianni come per domandare se saremmo stati in grado di poter reggere una performance cosi ‘ambiziosa’. Pino aveva sempre l’abitudine con il suo classico  intercalare ‘a za…  che dici de no?’ .  E’ certo, come si poteva dire di no a Massimo Urbani anche se le mani mi cominciarono a sudare senza nemmeno aver toccato un tasto del pianoforte…..

Pino aveva questo aspetto ‘serafico’, ‘sornione’. In qualsiasi circostanza non ti trasmetteva quell’ansia dell’incertezza che a volte accade durante l’improvvisazione di un brano. Pino era sempre lì, solido come una roccia, ti faceva sempre capire dove riprendere il filo conduttore.

Aveva una capacità mnemonica incredibile. Durante le prove, durante le pause, era capace di cantare gli assoli di alcuni brani  non solamente dei contrabbassisti ma anche quelli di  altri strumenti. Come me, era un ‘autodidatta’ ma con una grande musicalità che gli ha consentito di suonare a livelli di tutto rispetto.

Se il Trio ebbe  la possibilità di mettersi in evidenza all’epoca, lo si deve sicuramente a Pino Sallusti e Gianni Di Renzo che condivisero assieme a me una mentalità carpita dall’idea originale di Bill Evans a cui eravamo tutti e tre legati. L’obiettivo comune era quello di creare una ‘musica d’insieme’.

Come spesso accade nella vita e quindi anche nella musica, le nostre strade si divisero per altre avventure, altre collaborazioni. Per me la ‘coppia’, è il caso di dirlo, di Pino Sallusti e Gianni Di Renzo è sempre stata un punto di riferimento e lo è stata anche  per molti musicisti .

È vero, le regole della vita sono queste, e il taglio del cordone ombelicale  vale per tutti, ma quando accade è dura da sopportare. È un gioco che non vorremmo smettere mai, ma poi, una telefonata ti ricorda la fragilità del gioco.

Di Pino non posso che confermare quello che è apparso sui social dal momento in cui è circolata la notizia della sua scomparsa. Una bella persona prima di tutto e un grande musicista. Nell’ultimo periodo  aveva anche gestito l’appuntamento del  Jazz  alla Garbatella (noto quartiere di Roma) e come era sua prassi, dava spazio ai giovani e a quelle formazioni meno conosciute.  Un atteggiamento che gli faceva certamente onore.

Grazie Pino per le emozioni che ci hai regalato ….

‘we will meet again’

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Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival

Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival

di Alessandro Sgritta

Pubblicato il 04/04/2017 alle 17:40:14 su http://www.musicalnews.com

Ci ha lasciati la scorsa notte Pino Sallusti, bassista e contrabbassista romano che aveva suonato con grandi musicisti americani e negli ultimi tempi con i Cherry Five e Pasquale Innarella, era il direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Ci ha lasciati improvvisamente la notte scorsa Pino Sallusti (nella foto), bassista e contrabbassista romano che aveva suonato con grandi musicisti americani e negli ultimi tempi con i Cherry Five e Pasquale Innarella, era il direttore artistico del Garbatella Jazz Festival. I funerali laici saranno celebrati il 5 aprile alla Villetta di Roma alle ore 13.

Pino Sallusti aveva iniziato a suonare il contrabbasso da autodidatta a 17 anni, grazie all’incontro con un chitarrista appassionato di jazz, Eddie Palermo, arrivando a registrare cd con grandi musicisti americani, quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz, ed italiani come lo scomparso Massimo Urbani.

Negli ultimi tempi era impegnato in numerosi progetti quali un quartetto, Open Space Quartet, incentrato sulla suite per il flauto e trio jazz composta da Claude Bolling, tante collaborazioni nel jazz, come il sodalizio con il Pasquale Innarella Quartet, i Worldream con Walter Maioli e Paolo Innarella e l’esperienza nel rock progressive con i Cherry Five (di cui nella prima formazione facevano parte tre componenti dei futuri Goblin). Nel 2015 Tony Tartarini e Carlo Bordini hanno riformato questo gruppo con Ludovico Piccinini (chitarra), Gianluca De Rossi (tastiere) e Pino Sallusti (basso) per la registrazione di un nuovo album, “Il pozzo dei giganti”, pubblicato dalla Black Widow e contenente tre lunghi brani ispirati alla Divina Commedia.

Da sette edizioni ricopriva il ruolo di direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Lo scorso 14 gennaio aveva suonato a Le Rane di Testaccio con Ludovico Piccinini alla chitarra elettrica e Carlo Bordini alla batteria nel trio Cherry (formazione ridotta dei Cherry Five), il cui suono era ispirato alla musica di Jaco Pastorius con Hiram Bullock o con John McLaughlin, spaziando nel repertorio classico degli standards jazz (da “Afro Blue” a “Cherokee”, da “Moment’s Notice” a “Naima”).

Il funerale laico sarà celebrato Mercoledì 5 Aprile 2017, alla Villetta in Via Francesco Passino n. 26 (Roma), dalle ore 13 alle 15 con interventi musicali di alcuni suoi amici musicisti e alla presenza di Serena, la moglie, di Valentina, la figlia, di Franco, il papà, di Roberto e Sabina, i fratelli.

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Riferimenti Web

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Funerale laico Pino Sallusti

Funerale laico Pino Sallusti

Roma, 04/04/2017 – Ci ha lasciati improvvisamente la notte scorsa Pino Sallusti, contrabbassista romano. Il funerale laico sarà celebrato domani, 5 Aprile 2017, alla Villetta, Via Francesco Passino n. 26, dalle ore 13.00 con interventi musicali di alcuni suoi amici musicisti e alla presenza di Serena, la moglie, di Valentina, la figlia, di Franco, il papà, di Roberto e Sabina, i fratelli.
Pino aveva iniziato a suonare il contrabbasso da autodidatta, grazie all’incontro con un chitarrista appassionato di jazz, Eddie Palermo, arrivando a registrare cd con grandi musicisti americani, quali Mike Mainieri, George Garzone, Eddie Henderson, Gary Bartz, ed italiani come Massimo Urbinati.
Negli ultimi tempi era impegnato in numerosi progetti quali un quartetto, Open Space Quartet, incentrato sulla suite per il flauto e trio jazz composta da Claude Bolling, tante collaborazioni nel jazz, come il sodalizio con il Pasquale Innarella Quartet, e l’esperienza nel rock progressive con i Cherry Five.
Da sette edizioni ricopriva il ruolo di direttore artistico del Garbatella Jazz Festival.

Contatti
Francesca Vitalini – 3393390878
stampa@caragarbatella.it

Addio a Pino Sallusti, bassista dei Cherry Five e direttore del Garbatella Jazz Festival
Pino Sallusti nel ricordo di Andrea Zanchi
Il mio ricordo di Pino Sallusti

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FAMOSA

Dal12 al 14 maggio
15 lune
presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio

Finalista concorso letterario PER VOCE SOLA 2010
Edito da Nerosubianco edizioni

Con il patrocinio di MIT – Movimento Identità Transessuale

Rocco Fiorella è un ragazzino di quindici anni cresciuto nella provincia ciociara più sperduta. Nato nella convinzione di essere una ragazza mancata a causa di un “errore genitale”, ha un unico grande sogno: diventare famosa.

Le sue giornate trascorrono faticosamente tra gli insulti dei paesani, le botte del padre che non accetta un figlio “invertito” e “ritardato”, le crisi isteriche di una madre posseduta dal demonio, l’ostilità di insegnanti e compagni di scuola, il lavoro al supermercato.

Il suo principale rifugio, la televisione e quei programmi che ti danno la possibilità di “diventare qualcuno”.

Ed è per questo che ogni giorno, contro tutto e tutti, chiuso nella solitudine della sua stanza, prova e riprova incessantemente balletti da lui stesso coreografati, interpreta canzoni pop, ricerca parrucche “divine” e scarpe “zeppate” per essere sempre al meglio, in attesa della grande occasione, che prima o poi, ne è convinto, arriverà.

Proprio quando per il ragazzino non sembrano più esserci speranze di fuggire dal paese “merdoso”, ecco l’annuncio in televisione: a Cinecittà, aperte le selezioni di cantanti, attori e ballerini. Rocco non ha dubbi: è questa l’occasione che stava aspettando da anni.

Da questo momento inizia la sua avventura, il suo viaggio carico di speranza  che lo porterà a Roma  dove sarà costretto a scontarsi con una realtà ancora più ostile e spietata in cui il suo essere “diverso” scatenerà, suo malgrado, un’ escalation di violenza.

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri
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INFORMAZIONI

SOSTIENI 18b

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Lo Spazio 18b è stato interamente progettato e costruito senza fondi pubblici di nessun genere nella convinzione che un modello di gestione sano, che sappia coniugare esigenze commerciali ed artistiche, sia una buona base da cui partire.

Per questo è stato istituito un crowdfunding permanente:

  1. I più concreti possono consultare la lista desideri SPAZIO 18b! su amazon e scegliere con cosa sostenerci.
  2. Altrimenti si possono donare somme a partire da 20€ direttamente sul conto corrente de l’Associazione culturale La Compagnia dei Masnadieri.

Per chi diventerà sostenitore dello Spazio 18b in uno di questi modi riserveremo alcuni vantaggi:

  • Per donazioni da €20 a €50: tessera annuale gratuita.
  • Per donazioni da €51 a €150: tessera annuale gratuita, due aperitivi di benvenuto e due spettacoli omaggio.
  • Per donazioni da €151 a €250: tessera annuale gratuita, quattro aperitivi di benvenuto e quattro spettacoli omaggio, il 10% di sconto su un laboratorio a scelta tra quelli da noi organizzati.
  • Per donazioni oltre €251: tessera annuale gratuita, abbonamento alla nostra stagione con aperitivo di benvenuto incluso, 10% di sconto sui laboratori da noi organizzati, 10% di sconto sulla quota di affitto della nostra sala.

Per info www.spazio18b.com

 ufficio stampa Spazio 18b
francesca melucci
3474961673
francesca.melucci@gmail.com | ufficiostampa@compagniadeimasnadieri.org

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

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di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
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18b/FORMAZIONE

18b/FORMAZIONE

professionisti

Per l’anno 2017 inaugureremo la scuola di formazione teatrale permanente per futuri professionisti del settore. La scuola punterà a fornire ai giovani aspiranti professionisti tutti gli strumenti necessari per fare della propria passione un mestiere: espressività, tecnica corporea e vocale, elementi di regia e drammaturgia.
Già da giugno sarà attivo il corso estivo propedeutico per la preparazione agli esami d’ammissione nelle Scuole e Accademie d’Arte Drammatica riconosciute.
Per i professionisti che vogliono migliorare alcuni aspetti della loro preparazione, rinfrescare alcune tecniche sono previsti stage intensivi come il laboratorio LA LIBERTA’ DEL TEATRO DI FRONTIERA Un’indagine giocosa sul Teatro Traslucido di Josè Sanchis Sinisterra.

amatori

Il teatro può essere una via straordinaria per aprirsi, combattere le timidezze, regalarsi benessere. Nei corsi per amatori rivolti ad adulti, ragazzi e bambini andremo alla scoperta delle tecniche d’espressione e di comunicazione teatrale per arricchire le conoscenze sul teatro e i suoi linguaggi, per sviluppare la creatività e l’immaginazione, per divertirsi e imparare attraverso il gioco e l’espressività corporea. Previsto in apertura IL TEATRO SPIEGATO AI GRANDI, laboratorio rivolto a tutti gli amatori sopra i 18 anni per rendere chiari quei materiali utili a chi si approccia alla recitazione per affrontare l’interpretazione di un personaggio e quindi di un testo teatrale, attraverso la costruzione di strumenti di lavoro e di indagine della relazione comunicativa nello specifico del teatro.

dietro le quinte

Uno spettacolo in scena è il prodotto finale del lavoro di molte figure professionali non direttamente collegate al processo artistico ma senza il cui apporto la magia del teatro non diventerebbe reale.
Per questo l’offerta formativa dello SPAZIO 18b include anche corsi intensivi nei fine settimana di promozione culturale, comunicazione e marketing applicati al teatro, ufficio stampa. Il primo modulo il 20 e 21 maggio  sulla promozione e l’audience development.

 

Per info sui costi e sulle iscrizioni scrivi su info@spazio18b.com o clicca su www.spazio18b.com

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
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Dal 5 al 7 maggio
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Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
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Dal12 al 14 maggio
15 lune

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supervisione alla regia Rocco Mortelliti
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UNDERWOOD

Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico

Un vero e proprio ‘one-woman show’, una commedia multi-linguistica che unisce i canonici linguaggi teatrali ai linguaggi del varietà e dell’avanspettacolo: lo spettacolo prosegue la linea di un teatro comico e brillante, iniziata due anni orsono da Cecilia D’Amico con il suo Vaga show, replicato più volte con successo e presentato nell’edizione 2015 del Fringe Festival di Torino.

Alice è una trentenne che si ritrova da un giorno all’altro senza la sua guida, il suo unico punto di riferimento in un mondo dall’avvenire totalmente incerto: la sua psicologa, colpita da malattia improvvisa. A questo punto, Alice è costretta a costruirsi da sola la propria stabilità e per farlo deve passare attraverso il cosiddetto “sottobosco della vita” incontrando i personaggi più strambi: da dietologhe in folli centri dimagranti, a un cuoco esasperato dalle diete vegane, a un furbo pranoterapeuta che fa da contraltare a un dentista solitario, fino a ciclisti ossessivi, italiani felicemente trapiantati all’estero, skipper senza patente nautica, dipendenti degli aeroporti, “burini ripuliti” e un’umanità sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che vede nelle ferie l’unica via di fuga possibile.

Riuscirà Alice a lasciarsi alle spalle il “sottobosco della vita” trovando così la propria felicità? O scoprirà che proprio nel “sottobosco” bisogna saper trovare quella felicità?

Per circa un’ora si accavallano storie di persone tutt’altro che vincenti agli occhi della “società dell’apparenza” in cui viviamo. Storie comuni, di tutti i giorni, che attraverso l’umorismo e l’ironia ci rivelano il loro animo, e soprattutto la loro solitudine, mettendo in mostra vizi e manie della società contemporanea. Personaggi diversissimi tra loro, tutti interpretati da Cecilia D’Amico, il cui virtuosismo comico, mai volgare, si basa soprattutto sulla capacità di scolpire a tutto tondo ogni singolo personaggio.

Nel costruire lo spettacolo, l’attrice si è avvalsa della collaborazione della scenografa Laura Giusti, che ha realizzato una serie di elementi semplici, originali e capaci di adattarsi al mutare dei personaggi e delle situazioni rappresentate.

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
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Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

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di e con Alessandra Mortelliti
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musiche Paola Ghigo
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PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”

20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo

Azione scenica per un solo attore.
L’attore diventa, di volta in volta, personaggi diversi del dramma:
Amleto, Laerte, Polonio, Claudio, il becchino…
scegliendo tra il pubblico i suoi interlocutori: Laerte, Ofelia, Rinaldo, Gertrude…

Polonio: “A quale scopo ?”
Rinaldo: “Certo lo vorrei sapere, mio Signore!”

Lo scopo è quello di accorciare le distanze tra un testo “sacro” del teatro e la nostra vita, immergendolo nel quotidiano della convivialità.
Un attore da solo cosa può fare dell’Amleto di Shakespeare ? Solo i monologhi ?!
Ci siamo divertiti, invece, a trasformare alcuni dialoghi in monologhi, in cui il personaggio, pur rivolgendosi ad una persona, pare che non ascolti l’interlocutore, e di fatto, sembrano monologhi…come tutti sperimentiamo nella quotidianità quando siamo noi a trattare il nostro amico come “due orecchie” per i nostri soliloqui e viceversa.

Per rendere più accessibile il testo sono stati fatti adattamenti e qualche piccola attualizzazione.

PERSONAGGI

AMLETO: figlio del defunto Re Amleto e di Gertrude
LAERTE: figlio di Polonio
OFELIA: figlia di Polonio
POLONIO: consigliere di corte
RINALDO: servo di Polonio
GERTRUDE: madre di Amleto, Regina di Danimarca, vedova del Re defunto e ora moglie di Claudio
CLAUDIO: fratello del defunto Re Amleto, ora Re di Danimarca

PROGRAMMA

24 e 25 marzo 2017
VIAGGIO CON DANTE
Letture da La Divina Commedia di Dante
con Daniela Barra e
batteria e percussioni Matteo Santi
18b/FORMAZIONE
20 e 21 aprile
PAZZO ad ARTE … Frammenti di vita che ci “ri-guardano”
liberamente tratto da alcune scene dell’Amleto di W. Shakespeare
di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo
con Giuseppe Pestillo
SOSTIENI 18b
Dal 5 al 7 maggio
UNDERWOOD
Storie dal sottobosco della vita

di e con Cecilia D’Amico
INFORMAZIONI
Dal12 al 14 maggio
15 lune

presenta
FAMOSA
di e con Alessandra Mortelliti
supervisione alla regia Rocco Mortelliti
musiche Paola Ghigo
organizzazione Annalisa Gariglio
spazio18b
La Compagnia dei Masnadieri
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Salpano i Quaderni di Moby Dick

Comunicato stampa

Salpano i Quaderni di Moby Dick

”Lo Stabilimento dei Bagni pubblici alla Garbatella – Innocenzo Sabbatini l’architetto visionario” è questo il titolo del primo numero dei Quaderni, che  verrà presentato il 18 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca – hub culturale  di via Edgardo Ferrati, 3

L’idea della pubblicazione dei Quaderni di Moby Dick nasce all’interno del Tavolo per l’archivio storico e il centro di documentazione sul territorio, un organismo di ricerca e di studio composto da architetti, studiosi, giornalisti, storici e cittadini di varie associazioni, che opera all’interno degli ex Bagni pubblici fin dai giorni della sua occupazione-liberazione.

I Quaderni, con cadenza quadrimestrale, vogliono essere un elemento dinamico e vivo del progetto più generale dell’archivio storico, mettendo in relazione la Garbatella, come gli altri territori dell’VIII Municipio (Ostiense, San Paolo, Tormarancia, Montagnola), con le esperienze romane e italiane: la Città Giardino Aniene a Montesacro, il Villaggio Crespi sull’Adda, le sperimentazioni milanesi del villaggio – giardino Campo dei Fiori, Baravalle, Breda, Tiepolo e “Milanino”dell’Unione Cooperativa, il quartiere giardino Littorio a Palermo, il rione Carelli a Posillipo.

Insomma la narrazione della Garbatella vuole uscire dagli steccati del localismo per parlare alla città, ma anche all’Europa in relazione agli esperimenti di Letchworth a Londra, Hellerau a Dresda, Gartenstadt a Norimberga e via dicendo.

Garbatella, infatti, è un nome che di per sé va oltre i confini della città di Roma, esattamente come il Quartiere Latino o Belleville di Parigi, Mitte o Kreuzberg di Berlino, Higbury o Islington di Londra e non ultimo il Bronx di New York.

Fin dalla sua nascita nel febbraio del 1920 la Borgata Giardino Concordia, edificata sui colli di San Paolo ai piedi dell’omonima Basilica romana per ospitare gli operai della zona industriale dell’Ostiense, ha evocato le esperienze delle Città Giardino europee.

Ma a differenza di quest’ ultime, la Garbatella a Roma rappresenta uno degli esempi più originali di sperimentazione urbanistica, un vero e proprio laboratorio di tipologie e stili architettonici.  Un percorso di edificazioni che si sviluppa lungo dieci anni, fino al 1930, rispondendo alle emergenze che si presentarono in città in seguito allo sblocco degli affitti, agli sventramenti del centro storico voluti dal Fascismo e all’abbattimento delle baracche abusive.

Tantè che si passa dalle amene casette economiche con orto di piazza B. Brin, a quelle rapide di via Adautto, dal quartiere degli sfrattati alle spalle dei Bagni pubblici, ai villini a riscatto di Plinio Marconi intorno a piazza Carlo Randaccio, per finire con gli imponenti Alberghi suburbani intorno a piazza Michele da Carbonara e  la sperimentazione delle casette modello del lotto 24 su via delle Sette Chiese.

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Eroina Un primo argine contro la morte

Eroina Un primo argine contro la morte

QUANTI siano i tossicomani nel quartiere è impossibile dirlo e determinarlo. A sentire i genitori e i farmacisti che vendono siringhe ed acqua distillata, sarebbero molti di più di quanto si pensi.
Alla Circonvallazione Ostiense (la parte nuova che avvolge da una parte i lotti delle case popolari) il fenomeno e senz’altro in aumento. In questa situazione, dopo la morte di tre ragazzi per overdose, un gruppo di genitori, di cittadini e di tossicodipendenti hanno dato vita ad un comitato di intervento. L’Assemble al Teatro Mongiovino 300 persone nei primi giorni dell’ottobre scorso è stata l’assemble costituente, il primo momento autenticamente di massa, di confronto ma anche di denuncia sul problema della droga del nostro quartiere. In quell’occasione il dramma individuale dei genitori è diventato pubblico e collettivo, un problema sociale sul quale si sono interrogati i partiti e si è impostata una vertenza per l’apertura di un Centro Sanitario e di un Centro Sociale per i giovani.
Oggi il centro Sanitario è aperto, è una realtà, e l’ex condotta medica dell’Appia Antica aperta ai tossicodipendenti della zona dalle 8 alle 20 ogni giorno, con una equipe medica e  paramedica che ha voglia ed entusiasmo di lavorare. In queste prime settimane sono 65 già i ragazzi che si rivolgono al Centro, la metà hanno stabilito il piano terapeutico in prevalenza a base di metadone ma in qualche caso anche di morfina. C’è soddisfazione e speranza ma è solo il primo passo occorre forse un approccio di analisi più preciso sul fenomeno droga nel quartiere, occorre modificare e precisare a livello regionale e comunale titubanze e limiti degli strumenti legislativi. Il Comitato e impegnato ora con la Circoscrizione che ha già assicurato con atti concreti il suo impegno per l’apertura del Centro sociale Polivalente per i giovani. Su questo obiettivo devono impegnarsi i giovani in primo luogo ma anche tutti i cittadini coscienti per questo il Comitato si sta preparando alla diffusione di massa di un opuscolo di informazione sulla droga nel territorio in collaborazione il Consiglio di zona sindacale unitario e col Distretto scolastico.

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Servizi curati da Gianni Rivolta
Collaborazione di M. Gizzi, A. Diemoz, A. Santini
Centro Anziani, Comitato sulle tossicodipendenze.
Sez. SUNIA, Gruppo di Giovani del quartieri

Domenica 1 febbraio 1981

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Giovani La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

Giovani

La luna e i falò: Come la noia finisce al rogo

PER PARLARE meglio ci siamo incontrati in “fraschetta” da Marisa. Ci siamo? C’è qualcuno del ’68, ancora militante (pezzo molto raro) e molti altri “cani sciolti”.
Roberto vuolare parlare: “Sono un “disoccupato tranquillo”, abito al lotto 27, ora faccio l’imbianchino e cerco lavoro fisso. Noi ci vediamo la sera in piazza Sant’Eurosia davanti all’Oratorio a giocare a pallone. Ma con quelli dell’oratorio non abbiamo rapporti.
Gianni – Perchè?
Roberto – Perchè non c’è ne frega niente.
Gianni – Se non giocate a pallone che fate?
Roberto – Se ci va andiamo in birreria o a Trastevere  nei locali macrobiotici, perchè è alternativo no?
Gianni – Perchè non rimanete nel quartiere?
Roberto – Senti. io la Garbatella l’amo, la conosco tutta perchè ci ho giocato, ma qui non ci sono locali, punti di ritrovo per stare “aggregati”.
Gianni – E la politica?
Roberto – L’ho fatta quando stavo a scuola ma ormai non ci credo più, credo solo ai movimenti fatti di gente autentica, come mio padre e mia madre, spontanei.
Pino – La mia zona è tra il Dollaro e il King (sono due bar della circonvallazione Ostiense). Stavo al Collettivo di medicina ed ora sto ancora  … a medicina.
Gianni – Voi che cosa fate?
Pino – D’inverno stiamo al bar o a casa di qualcuno a giocare a scacchi, d’estate dove capita.
Gianni – In discoteca ci vai?
Pino – No, perchè non mi va di codificare un rapporto con il corpo, comunque la sera si va fuori di Garbatella.
Simona – Ho 17 anni, non sono molto soddisffatta di quello che si fa oltre lo studio, si finisce sempre d’andare a casa di qualcuno a sentire i dischi, a fare una passeggiata. E poi il nostro gruppo è costruito per forza, vorrei conoscere gente nuova.
Ciupi (è straniero, abita all’Ardeatino) – Figuratevi che può essere l’Ardeatino, tutti condomini e cooperative, è ancora meno socializzante di Garbatella. La sera non si può nemmeno andare nei bar perchè c’è un brutto giro di fasci ed eroina.
Roberto G. – Beh … io non voglio essere definito un ex, io stavo al Pci. Anche se ora non ci sto più ritengo che la politica è importante, in particolare i movimenti di massa, ma altrettanto importante è conoscere le persone. tra di noi che stiamo al fuoco la sera ci sono rapporti veri. Io di solito vado a letto verso le 5 le 6 di mattina e poi mi faccio sbattere giù verso le 12.
Gianni – Che è questa storia del fuoco?
Roberto G. – Beh … “er foco” è na calamita, lo facciamo verso le 11 fino alle 3 le 4 di notte, in piazzetta davanti al Bar Lunin e poi si fanno le patate, ieri sera abbiamo fatto il pesce. La gente si ferma e parla, qualche volta si ferma anche la polizia o la gente più strana.

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Domenica 1 febbraio 1981

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Anziani. Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

Anziani

Dal nuovo centro partono le proposte per uscire dal ghetto

CORIANDOLI, festoni colorati, addobbi di cartapesca in un grande locale ex circolo ENAL, sotto il mercato coperto alla Garbatella, ma questa volta non c’è l’aria di festa di qualche settimana fa, quando il Centro anziani della XI Circoscrizione è stato inaugurato. Anzi, questa  volta l’ariaè molto fredda per mancanza di riscaldamento e qualche vetro rotto e non c’è nemmeno il chiassoso affollamento della volta precedente.
Mappa di Paolo SamarelliA riunirsi sono una decina di “anziani” che fanno parte di una commissione per il rilevamento dei problemi più urgenti nella assistenza agli anziani e per la programmazione delle attività. Le questioni in discussione nella commissione, sono molte, innanzitutto il completo risanamento del locale (vetri, riscaldamento, bagni) in modo da iniziare al più presto le attività del centro che comunque verrà trasferito nella sua sede definitiva al Casale Garbatella in via Pullino per lasciare la sede attuale al comitato sulle tossicodipendenze. Numerosissime le proposte: iniaiztive culturali ed artistiche, ginnastica, hobbies e piccolo artigianato, feste danzanti oltre a consulenze pensionistiche in collaborazione con le associazioni sindacali.
Quindi obiettivi a medio termine come il potenziamento dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, già in atto da qualche tempo, ma insufficiente per i 24.000 anziani della Circoscrizione, e l’apertura di altri centri come quello della Garbatella negli altri quartieri vicini.
Importanti sono le proposte a più lunga scadenza, quali l’apertura in zone di reparti ospedalieri diurni per l’assistenza specifica agli anziani e di una casa di cura per i malati di lunga degenza in modo che la vicinanza con le abitazioni dei famigliari eviti il frequente abbandono dell’anziano da parte dei parenti.
Ma il problema più pressante rimane quello del centro, della sua attività, che – ripetono gli anziani – non deve rimanere staccato dal quartiere quasi a configurare una nuova forma di ghettizzazione, ma stimolare l’incontro tra gli anziani e gli altri cittadini.
Anche la Circoscrizione si sta muovendo dal canto suo in questa direzione con un censimento degli anziani e delle loro occupazioni precedenti e dei loro hobbies al fine di sfruttare socialmente  le capacità di persone che l’età non certo reso inutili. Il progetto è quello di impiegare gli anziani per vigilare e guidare i visitatori di mesei zonali, nelle biblioteche circoscrizionali, nei giardini pubblici e davanti alle scuole.
Un tentativo di ricondurre l’anziano ad un ruolo attivo nella vita sociale facendolo finalmente uscire da un mondo di isolamento ed emarginazione.

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Domenica 1 febbraio 1981

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Casette, casermoni, “alberghi” 50 anni di storia da risanare

Casette, casermoni, “alberghi”
50 anni di storia da risanare

LA GARBATELLA nasce nel 1920 su disegno di Giovannani e Piacentini. L’insediamento prendeva 700 vani, 10 anni dopo sarebbero stati 9000. La prima Borgata Giardino Garbatella, ossia il quartiere delle case popolari si inserisce all’interno delle proposte degli utopisti inglesi e tedeshi (esposizione della Casa Ideale e del Villaggio, Londra, 1922).
Il fenomeno delle “case rapide” (tipi edilizi essenziali con ampi spazi comuni e servizi collettivi) che rispecchiano l’esigenza della celerità di esecuzione e della massima economia. Di questo tipo sono i lotti 6 e 7 del 1924 e poi tutto il quartiere per sfrattati (1925/26) e quello per sbaraccati (1926/30). Al 1930 la Garbatella assume così un ruolo non più specialistico e finalizzato all’area di lavoro circostante, ma viene legata al nuovo uso delle fasce periferiche urbane, programmate per accogliere gli abitanti del centro storico e gli immigrati.
Gli Alberghi Suburbani del ’29 costituiscono l’elemento tipologico più originale. Nell’Albergo rosso trovano posto la chiesa e le scuole elementari, mentre nell’Albergo bianco è situata la maternità. Solo dopo il ’35 vengono trasformati in alloggi unicellulari secondo l’attuale destinazione. Con gli alberghi alla popolazione si offre solo una soluzione transitoria, un dormitorio. Quali sono i problemi della residenza oggi a Garbatella? Il principale rimane ancora quello di un Piano di risanamento dell’intero quartiere. I finanziamenti del 1 biennio della legge 457 (circa 650 milioni) sono stati impiegati per il rifacimento degli impianti idrici, già completato in cinque lotti, nelle case che ancora avevano l’acqua a cassone. Sono all’esame delle Regione, per l’approvazione, le ripartizioni dei finanziamenti del II biennio della 457 (900 milioni) che lo IACP vorrebbe impiegare per opere dirisanamento. Tra i problemi urgenti, oltre a quello dei riscatti (lo IACP vorrebbe la vendita di 7185 alloggi popolari nella regione, alla quale il SUNIA si oppone fermamente) è la soluzione da dare agli abitanti degli scantinati, circa 130 famiglie. Il Sunia ha fatto un censimento che presentato alla Commissione Casa della CI Circoscrizione.

SOMMARIO
< Case popolari Borgata Giardino >  
lotto 1 – 2 – 3 – 4 -5 ……………………………………………………………………………………………
anno 1920
   
< Case rapide >  
lotti 6 – 7 ………………………………………………………………………………………………………….
anno 1924
lotto 10 ……………………………………………………………………………………………………………
anno 1925 / 31
   
< Case rapide. Quartiere per sfrattati >  
lotti 14 – 15 – 16 – 20 – 25 – 26 …………………………………………………………………………….
anno 1925 / 26
   
< Alberghi suburbani >  
lotti 41 – 42 – 43 – 44 ………………………………………………………………………………………….
anno 1929
lotti 52 – 53 – 54 – 55  villini a riscatto ………………………………………………………………….
anno 1927
lotto 24 in occasione del XII congresso internazionale delle abitazioni e dei Piani Regolatori ……
anno 1929
lotto 27 ……………………………………………………………………………………………………………….
 anno 1932
   
< Servizio Asilo Infantile, Bagni Pubblici, Scuola a piazza Damiano Sauli >
 
Teatro piazza Bartolomeo Romano …………………………………………………………………………….
anno 1927 / 29
   
< Interventi di ricucitura: La Piazza >  
lotto 19 ………………………………………………………………………………………………………………
anno 1940
lotto 9 ………………………………………………………………………………………………………………..
anno 1950

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Domenica 1 febbraio 1981

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Strade, verde, recupero urbanistico. Non più paese ma neanche metropoli

Strade, verde, recupero urbanistico
Non più “paese” ma neanche “metropoli”

SE CHIEDI a un giovane della Garbatella dove abiti il più delle volte ti risponderà “vicino all’EUR”, all'”Ostiense”.
“C’è una tendenza diffusa al rifiuto, un processo di non identificazione dei giovanissimi con il quartiere, la volontà di rompere con la tradizione storica”.
E l’inizio di una chiacchierata-intervista con Aldo Santini, un nome conosciuto nella sinistra del quartiere. Aldo e un gruppo di compagni stanno lavorando da più di un anno ad una ricerca storica ed archeologica sulla Garbatella.

“La Garbatella – prosegue Aldo – è un quartiere nato prima del fascismo nel 1920, urbanisticamente si rifà agli utopisti inglesi e tedeschi, alle città giardino”.
“Il fascismo ha poi snaturato questo progetto. Generalmente  invece per scarsa informazione e conoscenza lo si pensa come un prodotto del fascismo e ci si chiede erroneamente come Mussolini avesse potuto far costruire un quartiere simile, delle casette così belle, tutte diverse, con i giardinetti interni, abituati come si è alle costruzioni classiche del ventennio”.
Come la trovi oggi la Garbatella, rispetto alle sue origini? Ti sembra “omologata” nella metropoli?
Questo quartiere mantiene le sue peculiarità, un suo patrimonio generazionale, mantiene un tessuto di compagni che oggi la cultura moderna ha disaggregato. Una generazione che si rifà all’origine operaia del quartiere, alla coscienza di classe dei primi tipografi, ferrovieri e artigiani, dei lavoratori dei Mercati Generali e dell’Officina del Gas, i primi assegnatari dei lotti 1-2-3-4-5 che stanno sulla collinetta sopra San Paolo.
“Su questo terreno fertile si sono innestati gli abitanti degli “alberghi” (grandi costruzioni unicellulari dove venivano relegati e controllati gli elementi scomodi al regime fascista, i politici), che per loro condizione di emarginazione sono stati preziosi elementi di coesione politica”.
Il secondo biennio della Legge 457 (Piano decennale per l’edilizia pubblica e residenziale) stanzia altri 900 milioni per la Garbatella, una cifra inadeguata. Se utopisticamente questi 900 milioni fossero miliardi quali sarebbero le proposte da re?
“Esistono – risponde Santini – vari problemi e di vario ordine:

Un quartiere chiuso
La Garbatella è un quartiere chiuso tra la Cristoforo Colombo e l’Ostiense, le vie che lo mettono in contatto con il centro della città (via P. Matteucci, vi Benzoni) sono strette, lo strozzano. La costruzione del cavalcavia che unisce in via Ostiense con la Circonvallazione Ostiense significherebbe maggiore facilità di scorrimento e di scambi con il centro, inoltre sgraverebbe la zona dei Mercati Generali da una quantità enorme di traffico.

Un nuovo habitat
Ragionando sull’utopia si potrebbe pensare  ad una ridistribuzione delle superifici rispetto alle funzionalità e alle nuove modifiche dei nuovi nuclei familiari. Una vera e propria riqualificazione dell’abitazione.

Acqua e fogne
Sopperire al vecchio sistema fognario a “cappuccino” che è ormai inadeguato, infatti quando piove di continuo i cortili dei lotti si allagano pericolosamente, sopperire alla mancanza dell’acqua diretta (lavori che sono stati finanziati con il primo biennio della Legge 457).

Spazi verdi
La particolare struttura e conformazione dei lotti che hanno i giardini interni fa si che la Garbatella non abbia mai avuto un parco vero e prorprio ma appezzamenti rimediati e sottodimensionati. A questo scopo e per lo sport di quartiere andrebbero utilizzate le aree di via Pullino e quelle a via Guglielmotti (sulle quali sorgevano i vecchi lotti 1 e 4 da anni smantellati).

Centri sociali
Vanno inoltre riconsiderati e riconsegnati alla cittadinanza per scopi culturali, di aggregazione (Centro Sociale) le vecchie strutture pubbliche oggi usate in modo privatistico, un esempio per tutti sono i vecchi bagni pubblici oggi occupati dal Mobilificio Proietti.
– Insomma ai giovani il nome della Garbatella – a me pare – va un pò stretto, forse perchè ha la fama di quartiere malfamato?
Non credo – conclude Aldo – perlomeno gli abitanti che provengono dagli sventramenti del Centro storico, di piazza Montanara, da via della Consolazione non sono i sottoproletari dei quartieri ghetto, non si tratta quindi della malavita stracciata della periferia, ma di quella della tradizione romana, il ladro gentiluomo, certo oggi notevolmente modificata dal mercato dell’eroina.
E’ un quartiere il nostro dove c’è sempre stata solidarietà, dove artigiani, operai, anarchici e socialisti hanno formato una miscela unica. L’obiettivo del nostro lavoro di ricerca in questo quadro è la rivalutazione del quartiere, l’individuazione di strutture per mettere in contatto i vecchi e i giovani, i giovani che oggi vivono da vecchi.

 

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Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella fra ieri e domani

Paese Sera / Cronaca di Roma – domenica 1 febbraio 1981

Garbatella fra ieri e domani

Spazio autogestito dagli organismi democratici di base
QUANDO SI parla della Garbatella il più delle volte si parla delle sue case popolari, della loro storia e delle lotte dei suoi abitanti.

Oggi, in questa pagina, vogliamo far parlare alcune tra le espressioni più vere di democrazia e di partecipazione, le forme più “fresche” di aggregazione giovanile, alcuni gruppi organizzati (Centro anziani, Comitato sulle tossicodipendenze, sez. Sunia), ma anche gruppi occasionali di giovani.

La Garbatella  negli anni ’70 è stata segnata largamente ed in profondità dai movimenti popolari risultando un grosso centro di aggregazione giovanile (Comitato di quartiere di Via Pullino, sezioni di partiti e gruppi di sinistra). Come in tutta la città, dopo il ’76, il riflusso taglia le gambe alle espressioni organizzate ed autonome del “movimento”.

Nonostante ciò, dalla sua storia ed originalità, la Garbatella trova le risorse per il fiorire di nuovi organismi di base e per l’affermazione di grandi momenti partecipativi la lotta degli abitanti contro gli aumenti delle affitti IACP (legge 513), l’assemblea popolare sulla droga al Teatro Mongiovino e quella per l’apertura del Centro anziani circoscrizionale.

Perchè oggi questa pagina? Perchè, la presenza di un vasto tessuto democratico ma anche di una aomizzazione degli organismi di base, essa rimbalzi nelle case, nelle sedi di partito, tra i giovani, a provocare un interrogativo: questo quartiere, negli anni ’80 mantiene la sua originalità o è irrimediabilmente omologato nella metropoli? I problemi di oggi. Il risanamento del patrimonio edilizio pubblico, l’acquisizione di nuovi spazi sociali, la ridefinizione di un quartiere, devono essere oggetto di una vertenzialità diffusa, di massa. Tutto ciò per impedire che, in assenza di un processo che cancelli i risultati positivi di questi anni. Che si cancellano con la vernice grigia le scritte colorate sui muri e nelle piazze.

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Domenica 1 febbraio 1981

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Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Garbatella Jazz Festival (GJF) 2016 – Programma

Giovedì 29 Settembre
H. 20.30

MOOD 5
Lamberto Armenia – alto sax
Gian Domenico Murdolo – sax soprano e baritono
Stefano Diotallevi – piano
Giuliano Stacchetti – basso elettrico e contrabbasso
Vladimiro Nigro – batteria e percussioni

H. 21.30

PLAY VERDI
Nicola Puglielli – chitarra
Andrea Pace – sax tenore
Piero Simoncini – contrabbasso
Massimo D’Agostino – batteria


Venerdì 30 Settembre

H. 20.30

DOO BEE DUO
Giada Pietrini – voce
Carlos Fanelli – chitarra

H. 21.30

MORE THAN CLASSIC DUO
Alessandro Bonanno – piano
Flavio Bonanno – tastiere


Sabato 1 Ottobre

H. 20.30

TAMIA QUARTET

Alberto Ruggeri – sax tenore
Tommaso Castellani – piano
Benedetto Mercuri – contrabbasso
Roberto Ghersi – batteria

H. 21.30

OPEN SPACE QUARTET
Claude Bolling: Suite nr. 2 per flauto e trio jazz

Iolanda Zignani – flauti
Cinzia Gizzi – piano
Pino Sallusti – contrabbasso
Carlo Bordini – batteria


CARA GARBATELLA
È un’associazione culturale nata nel 1998 ed ha sede in Via F. Passino n. 26. Si occupa di promuovere, di valorizzare e di recuperare il patrimonio storico-culturale, umano, artistico, architettonico e paesaggistico del quartiere Garbatella, del territorio dell’VIII Municipio del Comune di Roma e dell’intera città di Roma. A tal riguardo, l’associazione pubblica gratuitamente da dodici anni il bimestrale “Cara Garbatella” ed ha editato le seguenti pubblicazioni: “Il quaderno della Resistenza. Garbatella – Ostiense” di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta; “I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella. Dal biennio rosso alla liberazione” di Gianni Rivolta.
Inoltre, promuove il “Garbatella Jazz Festival”, giunto alla dodicesima edizione.

Info
Tel. 3280580162
331 9496348 (per prenotazioni per la cena)
www.caragarbatella.it

Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878

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Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica

Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica

di Enrico Recchi

Come anticipato nel precedente numero di “Cara Garbatella”, un’altra categoria di personaggi presente nella toponomastica del nostro quartiere è quella dei missionari, alcuni dei quali sono poi assurti anche al livello di Santi. Quindi parliamo di un gruppo nutrito e molto particolare.
Anche al giorno d’oggi fare il missionario, generalmente in quello che viene definitoTerzo Mondo, non è facile. Partire per portare le idee della propria religione, quella che sia, in terre inospitali, lontane, dove ci sono malattie endemiche gravi, dove spesso ci sono regimi politici definibili quantomeno “difficili”, comporta un impegno che anche nel terzo millennio solo chi ha dentro di sè una forte passione e convinzione alimentate dalla fede può svolgere. Figuriamoci cosa poteva voler dire essere missionari nei secoli scorsi, come lo sono stati i personaggi cui sono intitolate molte vie della Garbatella.
Significava essere convinti e testardi nelle proprie idee, affrontare difficoltà quotidiane da quella della lingua e quindi della comunicazione fino, a quelle che potevano diventare addirittura mortali. Insomma un’altra bella categoria di “capocce dure” che ben figura ed onora il nostro quartiere e ben si allinea a quello che è ancora il carattere del “garbatellaro” tipo.
Partiamo da Roberto de’ Nobili, che dà il nome alla via un tempo percorsa dai tram che lasciavano il capolinea di Via Giacomo Rho. Di famiglia nobile toscana, nipote di San Roberto Bellarmino, era entrato presto nell’ordine dei Gesuiti, lo stesso di Papa Francesco. Mandato nel sud dell’India nel 1605, decise che per cercare di avvicinare la popolazione locale al Vangelo si dovesse essere più simili e quindi più vicini ai modi di vivere del posto. Quindi, abolito l’abito nero che impressionava negativamente, si vestì come un sadhu, ovvero come un monaco induista e successivamente come un brahmino, un sacerdote locale di alto livello, per poter entrare in contatto anche con i ceti più elevati. Sempre per essere ben accettato si radeva la testa lasciando solo un piccolo ciuffo di capelli proprio come facevano i sacerdoti locali. Allo stesso tempo imparò il sanscrito e il tamil (la lingua del sud dell’India) comunicando così direttamente senza intermediari.
Dovette coniare anche parole nuove nella lingua tamil, parole che ancora non esistevano ma che gli erano necessarie per predicare. Morì quasi cieco in India nel 1656.
Altro personaggio eccezionale è Guglielmo Massaia, il frate cappuccino, l’ordine francescano di San Pio da Pietrelcina, che dà il nome alla via forse più lunga della Garbatella dopo la Circonvallazione Ostiense. Di famiglia astigiana, diventò frate molto giovane e partì nel 1846 con l’obiettivo di raggiungere la popolazione dei Galla nel nord dell’Etiopia.
Arrivò a destinazione con un faticosissimo ed avventuroso viaggio svolto con il rigore francescano “elemosinando di porta in porta”, dapprima risalendo il Nilo per poi passare attraverso il deserto. Trascorse 35 anni in quel paese. Non avendo a disposizione i mezzi classici dell’educazione (libri), scrisse personalmente i manuali scolastici e compose la grammatica della lingua oromo.
Scrisse anche il primo catechismo in lingua galla e fondò diverse missioni dove venivano prestate anche cure mediche tanto da prendere il soprannome locale di “Padre del Fantatà” (Signore del vaiolo). Fondò la missione di Finfinnì e su quello stesso posto venne poi fondata la città che divenne nel 1889 la capitale dell’Etipioa ovvero Addis Abeba (Nuovo Fiore).
Ma non è facile scegliere di quale personaggio parlare quando si tratta di persone come i missionari ed i santi delle vie della Garbatella. Qui si tratta di persone che come minimo hanno raggiunto le loro destinazioni attraversando un deserto o una landa ghiacciata, hanno passato periodi di detenzione per aver professato le loro idee, hanno fondato città ed ospedali, hanno assistito migliaia di poveri e malati. Un novero quindi di personaggi da ammirare.
L’ultima di cui parliamo è una donna: Francesca Saverio Cabrini.
Si, avete letto bene, il secondo nome è Saverio al maschile e non Saveria come indicato nelle targhe stradali (la via è piccola ed abbastanza nascosta, vicino al Teatro Ambra), perché questa donna, diventata Santa nel 1946, scelse come secondo nome Saverio in onore di San Francesco Saverio missionario in Estremo oriente. Nata nel 1850 e diventata suora nel 1874, all’età di 49 anni partiva per l’America per fornire assistenza ai numerosi emigranti italiani che attraversavano l’oceano in cerca di fortuna.
Per primo aprì un collegio femminile in Minnesota, che diventò subito un modello di educazione al quale si iscrissero ragazze di famiglie cattoliche e non. Seguirono molti altri centri simili in tutta l’America. Fondò la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, prima compagnia femminile ad affrontare l’impegno missionario, generalmente prerogativa maschile. Assieme alle opere di assistenza caritative le missionarie offrivano agli emigranti corsi di lingua, assistenza burocratica e legale, corrispondenza con le famiglie. Presa la cittadinanza americana è diventata nel 1946 Santa ed in questo modo è stata anche la prima donna del nuovo continente ad avere questo riconoscimento.
Non a caso fino al 2008 nella città di New York è esistito un ospedale che portava il nome di questa donna fantastica. Poi per ragioni economiche lo stato di New York non ha più dato sovvenzioni all’ospedale che è stato chiuso. Ma ancora oggi c’è un altro ospedale che si chiama “Santa Cabrini” a Montreal in Canada.
Scrivendo queste poche righe mi vengono facilmente alla mente i problemi che oggi stiamo vivendo in Italia.
Flussi di migranti da gestire, ospedali che vengono chiusi per ragioni economiche, persone che aiutano il prossimo senza distinzione. Storie di attualità di uomini e donne nel nostro paese…nel nostro quartiere.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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Libreria e non solo… per i nostri bambini

Libreria e non solo… per i nostri bambini

di Laura Iacoangeli

“Toc Toc, posso entrare?” chiese la bambina. “Sei la benvenuta!
Senza bussare…la porta è sempre aperta per i più piccoli!”
Alla fine dello scorso anno si è inaugurata alla Garbatella, in Via Tamburini, la libreria per bambini “Eco di fata”, libreria e non solo…giochi, laboratori, letture, corsi di fumetto, scrittura creativa, baby sitting, burattini, danze, uno spazio concepito e costruito a misura di bambino per leggere, organizzare una festa o semplicemente e soprattutto stare insieme! Ogni mese un ricco calendario di eventi.
La libreria è anche attenta alle neo mamme, infatti ha aderito all’iniziativa promossa dell’UNICEF “Punto Baby Pit Stop”, una sosta sicura per allattare al seno, un luogo caldo e accogliente per un gesto semplice e naturale.
Francesca, Roberta e Francesca con amore e fantasia gestiscono questo nuovo luogo di aggregazione e partecipazione nel nostro quartiere. “La nostra ispirazione è ciò che siamo. Noi oggi, più che mai, siamo il nostro Sogno” dice Shakespeare: è il motivo condiviso che ha spinto le tre donne ad aprire la libreria.
E’ ancora “…una libreria che sia una reciproca esperienza”.
Concludono per descrivere cosa hanno sognato, voluto, cercato e finalmente creato. A contraddistinguerla sono gli arredi ad altezza di bambino, arrotondati, colorati, modulari, vivaci e adattabili alle varie attività!
Libri, consigli e quant’altro a disposizione dei più piccoli, per la gioia dei più grandi. Dove i bambini continuano e gli adulti tornano a sognare…e allora quella porta è aperta a tutti i sognatori, anche genitori, zii e nonni!

Indirizzo: Via Michelangelo Tamburini 10
Pagina web: www.ecodifata.it
FB: eco di fata

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La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria

La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino

Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria

di Claudio D’Aguanno

I palazzoni sullo sfondo, lato San Quintino, sono quelli cantati da De Gregori. La leva calcistica dei due licei, il Socrate e il Caravaggio, che qui si affrontano nello scontro diretto, non è quella del lontano 68, eppure gli sguardi dei ragazzi che rincorrono il pallone sono quelli giusti per una giornata come questa. Oggi è l’8 aprile di Agostino Di Bartolomei, capitano giallorosso cresciuto da queste parti, che di anni ne avrebbe compiuti 61 e il coro che sulle tribune canta “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore” è tutto per lui. Sul rettangolo disegnato tra Via Agresti e Via Giangiacomo, dove passa il confine tra Tor Marancia e Piazza Lante, va appunto in scena la prima Coppa Ago e l’ex Nistri ritrova in un attimo quella partecipazione e quella passione dispersa nel tempo.
Per Paolo Moccia e altre “pantere grigie” presenti in tribuna la commozione è un sentimento denso di ricordi e tutto schierato con il calcio d’una volta: “In questo posto – attacca deciso – ho giocato partite epiche. Stavo in porta con la Nova Rapida e assieme a me c’erano Sergio er nonnetto, Guglielmann e Bayslach, poi i fratelli Canale e tanti altri del posto. Un sacco di bella gente, per carità, manco uno normale ma nessuno sbagliato!
Al contrario d’adesso, sia qui che sul campo Tormarancio oggi ridotto a triste parcheggio, allora qui ci giocava tutto il quartiere. E venivano pure da Garbatella, da Montagnola e San Paolo. Questo per me rimane sempre il campo OMI, dove c’erano tornei e campionati all’ultimo respiro, dove t’ho visto passare di tutto e anche giovani campioni come Bettega, D’Amico, Menichelli, Prati, Spinosi e dove t’ho pure fatto da sparring per un giovanissimo Pablito Rossi. Andò così: c’era il torneo Nistri per formazioni Primavera e alla Juve era saltata la partita per cui chiesero se eravamo disposti a fa’ da sacco, cioè da squadra allenatrice. Fu così che Rossi di gol me ne fece, solo lui, sette.
Comunque a parte tutto questo è il campo dove Agostino è nato calcisticamente e dove mi fa un certo effetto rivedere ragazzi delle scuole di zona in campo per lui”.

La coppa ritrovata

Coppa Ago si chiama questa prima volta d’una manifestazione messa su dalla immaginazione organizzativa di Massimo Pelliccia e di Claudio Marotta, assessore alla cultura del Municipio Roma VIII, e realizzata col concorso di docenti e personale delle due scuole. A farla nascere la bizzarria del caso e la forza di quell’ingranaggio collettivo che si chiama memoria. “Da un po’- racconta Pelliccia – avevo notato buttata in un angolo al Liceo Caravaggio una coppa malridotta e trattata come vaso da fiori. La forma mi ricordava qualcosa e la targa, tutta sbiadita, lasciava leggere ancora VII edizione Roma Junior Club 1972. Ricordavo i racconti su Agostino pubblicati su Fuori i Secondi e c’ho messo poco a legare il tutto all’edizione vinta dal Borromini con lui come capitano. Al liceo che stava in piazza Oderico da Pordenone questa coppa so che era esposta in bacheca ma nei cambi di sede, prima a Tor Marancia e poi inglobato al Socrate, era finita nel dimenticatoio. Comunque c’è voluto poco a riavviare la macchina del tempo ed è nata questa nuova avventura calcistica nel nome di Ago.” Per Claudio Marotta il risultato più grosso è stato nel vedere tutta l’energia che il nome di Agostino è stato capace di mettere in moto. “Da chi lavora nelle segreterie fino ai prof e alle direzioni delle due scuole c’è stata gara di proposte. Inizialmente si pensava di fare una giornata che portasse alla consegna della coppa alla famiglia Di Bartolomei ma è stato il figlio Luca a insistere che rimanesse patrimonio dei ragazzi delle scuole. Di qui è venuto fuori il torneo con l’idea che il trofeo dovesse andare, per un anno, all’istituto vincitore con l’impegno a rimetterlo in palio l’anno successivo. Il diritto di esordio è stato dato al Caravaggio e al Socrate ma d’ora in poi si lavorerà per ampliare, con le altre scuole del Municipio, il numero dei partecipanti. La Coppa Ago sarà un appuntamento importante dove memoria del territorio, diritto allo sport, impegno agonistico e rispetto, sapranno ogni volta rinnovarsi e fondersi nel nome di Agostino”.

La partita e tutto il resto

Il saluto emozionato di Paola Angelucci e il fischio dell’arbitro libera il tifo sulle tribune. “Avanti Caravaggio” incita uno striscione mentre un altro risponde “Ago eterno”.
I cori e i fumogeni accompagnano le azioni di gioco di ragazzi che sanno come fare onore alle maglie messe a disposizione dall’As Roma.
Il primo tempo è di chiara marca caravaggesca anche se è il Socrate con un lampo improvviso, traversa colpita con secco tiro da venti metri, a sfiorare il vantaggio. Nella ripresa cambia il ritmo della musica e il dominio del liceo della Garbatella si concretizza nel punto segnato da Landini che in diagonale infila il portiere avversario capitalizzando l’assist di Martino. La risposta dei rossi di Tor Marancia non si fa però attendere e almeno in tre occasioni si falliva il più giusto dei pareggi. Alla fine premi e le targhe erano soprattutto un pretesto per ragionare ancora sulla giornata e per fissare nuove scadenze d’incontro. Da Massimiliano Smeriglio e Andrea Catarci la coppa rimessa a lucido passava poi a Luca Di Bartolomei che, sotto gli occhi di Bruno Mazzone centrocampista reduce della vittoria del ’72, la consegnava al portiere del Socrate. “E’ con grande affetto ed emozione – ha sottolineato Luca – che passo questo ricordo di Agostino. Lo faccio invitando tutti a dedicare un po’ di giusta memoria non tanto a lui che è stato campione quanto a coloro che con lui hanno condiviso quegli anni e quelle soddisfazioni, che sono persone normali e che magari lavorano per rendere i nostri quartieri posti buoni dove vivere bene. E lo faccio, ancora, dicendo che è la prima ma l’ultima volta.
Il prossimo anno io verrò ma siederò in tribuna e qui a premiare ci dovranno essere Bruno o Maurizio, Carmine o Gigi, insomma qualcuno che giocava con lui”.

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016

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