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Racconti di guerra alla Garbatella

Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo

di Oreste Ricci

Era una mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio, nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.

7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.

Cominciò il passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio; era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si sorreggevano l’un l’altro, erano uomini  insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola, facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al soldato  e in un tedesco scolastico gli ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in quell’epoca.

4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma

Molti morti si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si mettevano su una fascia nera da lutto.

Ci pensavamo noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due anche loro  e nessuno aveva intenzione di cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga, ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.

Mentre tutta la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii. Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.

Pian piano la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S. Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli ai tedeschi.

E ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.

Insieme agli altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma (la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!

Una volta, usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto oggigiorno).

Arrivò l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film “Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e li si esibivano i novelli “Tarzan”.

Questa era la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!

E arrivò il momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo l’EUR…  troppo pericoloso, c’era addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite con  le mazze sparivano spesso tra le fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così eliminato. Ancora ricordo una ragazza  che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!

Pian piano le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di Bartolomei!

Ho accettato tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni) non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne serbo un caro ricordo.

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Ante corsa 2019 Corriallagarbatella: la gara di Roma

Dopo il successo delle ultime 5 edizioni 2014 – 2018 anche quest’anno l’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella ha coordinato i lavori preparatori per la 28esima edizione della gara podistica Corriallagarbatella che, il prossimo 24 novembre 2019, animerà le strade del quartiere. Diventata ormai di diritto una “classica” nel panorama podistico romano, tutti ormai sono d’accordo nel convenire che correre per le strade del nostro quartiere provochi sensazioni forti poiché tra tutte le gare podistiche, questa possiede un valore aggiunto: i tragitti suggestivi e di rara bellezza.

Incoraggiati dalla entusiastica adesione avuta dai bambini di età fino a 10 anni, anche per questa edizione è stata confermata la gara di 650 metri a loro dedicata. Proprio per questo, è stato riproposto che ogni bambino partecipante possa presentare, all’atto dell’iscrizione, un proprio elaborato, un pensiero che esprima, con poche ma significative parole, cosa lo spinga a partecipare alla “Corsa della Garbatella”: “perché” o “per chi” affronterà questa prova. L’elaborato potrà consistere anche in un disegno, eventualmente, corredato dal pensiero. Una scelta fortemente voluta dal Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo CIACCHERI e dagli Assessori Claudio MAROTTA e Francesca VETRUGNO volenterosi di far vivere la Corsa per tutto l’anno, perché verranno premiati i migliori elaborati, dopo la valutazione di una apposita Commissione, in occasione dei festeggiamenti per il 100 esimo compleanno del quartiere del prossimo 2020.

Attraverso il contributo della CNA si inserisce la novità della 28 esima edizione della corsa 2019: gli atleti liberi professionisti, riportando nella scheda di iscrizione la propria PARTIVA IVA, partecipano alla 1^ Edizione di “Con la tua azienda per la tua Impresa” promossa dalla Confederazione delle piccole e medie imprese che provvederà a premiare il primo atleta uomo e la prima atleta donna.

La Gara podistica Corriallagarbatella, ritornata dopo anni di avvertita assenza, sta dimostrando anno dopo anno che il forte senso di appartenenza al quartiere consente di promuovere iniziative di coesione e di integrazione sociale. Nel corso degli anni si è acquisita competenza perché sono state condivise le abilità dei singoli e diventati esperti perché si è fatto tesoro della tradizione trasmessa dai componenti dello storico e glorioso gruppo sportivo Arcobaleno. Tuttavia, rimane la passione il filo conduttore delle iniziative e dell’organizzazione del maggior evento sportivo della Garbatella. Grazie alla collaborazione di tutti, l’organizzazione della Corriallagarbatella è un impegno che si esprime lungo tutto il corso dell’anno e che mira a creare un evento che vuole essere soprattutto “amato”, piuttosto che semplicemente “partecipato”.

Le vicende di una gara che ha finito per legare le diverse generazioni di un intero quartiere forniscono l’ottimismo per competere con la concomitante corsa di Linus e di Radio Deejay: una gara “evento” che pur potenziata dalla popolarità e dalla forza mediatica della radio; non potrà mai raggiungere l’originalità della Corriallagarbatella ai cui partecipanti verrà offerta, tra l’altro, una copia dell’edizione speciale a tiratura limitata del calendario della Garbatella 2020. Le fotografie di questa storica edizione sono arrivate dal concorso fotografico “100 anni di Garbatella con gli occhi del cuore e della storia” nato giocosamente nel corso dell’estate che ha coinvolto gli abitanti del quartiere ed ha messo a dura prova la “Giuria Tecnica”, incaricata di selezionare ed individuare le 12 fotografie in base alla loro originalità̀ e attinenza al tema.

L’obiettivo è che la Corriallagarbatella, diventi un appuntamento fisso per i suoi abitanti ma anche che cresca, per popolarità e attrattiva. A questo scopo, continueremo a lavorare per valorizzare il patrimonio di fascino e riconoscibilità che questo quartiere, ormai centenario continua ad offrire in uno scenario ineguagliabile, al fine di poter regalare agli amanti della corsa, e non solo, quello che meritano: una esperienza indimenticabile.

Walter GRAZIANI
Presidente Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella
e del Comitato Organizzatore Corriallagarbatella 2019

COMITATO ORGANIZZATORE CORRIALLAGARBATELLA 2019

GRAZIANI Walter, DEL VESCOVO Ernesto, BASILE Simona, BOGGI Augusto CAJUSI Enrico, CAPPELLO Antonella, CARRARINI Paolo, D’ARCADIA Franco, DI MEO Alessandro, FOGLIATI Sandro, GRECO Alessandro, HALARIS Anna, LIGAS Cristiana, MARTINELLI Patrizia, MINCHILLO Francesco, NUCCIARELLI Nadia, PERFETTO Nicola, RESTANTE Piero, SABATINI Claudio, SCOCCIA Walter, SCUDIERI Paola, STABILE Paola, TIBURZI Francesco, TONI Marco, VALLETTA Fabio, BOTTINO Patrizia e ZAINO Aldo.

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Ostiense: con 5mila metri quadri di innovazione nasce il terzo Talent Garden a Roma

L’innovazione e il cambiamento non sempre sono una minaccia, possono anche essere un’opportunità. E a dimostrarlo è proprio la nostra città. A via Ostiense 92 infatti nasce il Talent Garden Ostiense, un campus per la formazione e l’innovazione digitale, un modo per creare connessioni ed anche un investimento sull’ecosistema. Il ventiseiesimo in Europa ed il più grande d’Italia con ben 5mila metri quadri.

Circa mille ragazzi verranno formati all’interno del Talent Garden solo nei prossimi due anni. Start up, idee e grandi imprese daranno la possibilità ai giovani di dimostrare la loro creatività. Insomma, un nuovo modo di inventare il domani con quello che abbiamo oggi. Perché come ha dichiarato il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano durante l’inaugurazione “Se non ci sono le Start Up non ci sono le grandi corporate, se non ci le grandi corporate non ci sono le Start Up.” Presenti poi all’inaugurazione che si è svolta Lunedì 14 Ottobre il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Rettore dell’Università di Roma Tre Luca Pietromarchi, il Ministro dei Beni Culturali Luca Franceschini e la sindaca Virginia Raggi. 

L’area in cui è stato creato il campus era un ex complesso industriale nei pressi del Gazometro. Ma ora ci sono 5mila metri quadri di innovazione, tra cui una grande sala per gli eventi e networking. È il terzo a Roma ad essere costruito dopo quello a vicino a Metro Lepanto e quello a Cinecittà. Tutte strutture di cui ha fortemente bisogno il nostro paese, che spesso molto legato ad abitudini, costumi e tradizioni, si dimentica delle idee brillanti ed innovative. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ostiense: Ladro di bicicletta da 3mila euro

Non stiamo parlando del film di Vittorio De Sica “Ladri di biciclette”, ma del 58enne fermato ieri mattina da alcuni Carabinieri in borghese, dopo aver rubato una bicicletta elettrica da 3mila euro in Via della Stazione Ostiense.

La bici era legata ad un palo, e una volta forzato il blocco l’uomo è salito in sella per allontanarsi.
Alcuni poliziotti in borghese che erano lì però, hanno assistito a tutta la scena. Il 58enne è stato subito arrestato con l’accusa di furto aggravato, ora è in attesa del rito direttissimo.
I Carabinieri poi, hanno identificato la proprietaria del mezzo, 49enne romana cui è stata riconsegnata la bici.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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Scuola: si torna sui banchi tra i “mali” di sempre

ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI MENSE E ASSISTENZA AI DISABILI I PROBLEMI ANCORA IRRISOLTI

Di Stefano BAIOCCHI

Tutti pronti al suono della prima campanella. Come ogni anno, a metà settembre, apriranno i battenti delle scuole di ogni ordine e grado, ma l’apertura delle mense, l’assistenza ai disabili e l’adeguamento degli edifici rimangono ancora i problemi più urgenti sul tappeto. E così anche nel nostro Municipio, migliaia di studenti il 16 ricominceranno daccapo; lo stesso faranno gli insegnanti, il personale non docente e gli autisti di autobus, che saranno frastornati dall’incontenibile vociare o da autentici schiamazzi, soprattutto quando i mezzi pubblici saranno presi d’assalto all’uscita dalla scuola. Intanto lunedì 2 settembre i Nidi hanno già iniziato le attività didattiche, ma proprio nel pomeriggio di quel giorno, durante un violento nubifragio sulla Capitale, un fulmine ha colpito il “Bruco Verde” di via Cerbara, a Tormarancia, provocandone la chiusura in attesa dei lavori di messa in sicurezza.

Mentre da tre anni il Nido “La Filastrocca” di Via Tarso a San Paolo continua a restare chiuso per problemi strutturali. Si tratta di una situazione molto grave poiché parliamo del più grande asilo nido del Municipio, capace di ospitare fino a 89 bambini. Molte scuole dell’Ottavo continuano a presentare diverse mancanze strutturali e sono oggetto di lavori o di adeguamento alle normative antincendio. Problemi irrisolti anche sul fronte delle mense scolastiche e dell’assistenza ai bambini disabili, il che potrebbe comportare, in questi giorni, ulteriori disagi per il loro inserimento. I Sindacati sono sul piede di guerra tanto che hanno indetto, tra i lavoratori delle mense, due giornate di sciopero per il 16 e il 17 di settembre, che fanno seguito alla mobilitazione del 30 maggio scorso, quando i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia rimasero senza pasto.

Ciò che operatori e genitori contestano è il bando del Comune di Roma per la refezione scolastica, che metterebbe a rischio le garanzie occupazionali e la qualità del servizio destinato ai bambini. Infatti il prezzo medio a pasto proposto dalle aziende si aggira tra i 4,30 e i 4,40 euro. CGIL CISL e UIL spiegano che nella cifra è compreso il costo degli ammortamenti delle attrezzature, dei lavoratori e del cibo, tanto che secondo le stime dei sindacati “i bambini mangeranno con 1,80 euro circa a pasto“. Naturalmente a preoccuparsi sono soprattutto i genitori che s’interrogano sulla qualità e sulla genuinità di un vitto dal costo così basso. A proposito di genitori, l’anno appena trascorso ha visto alcuni di essi impegnarsi in diverse forme di protesta e in una raccolta di firme per la riparazione di una copiosa perdita d’acqua all’ingresso della Cesare Battisti.

Nel medesimo plesso, che ospita la Scuola dell’Infanzia Coccinella, genitori volontari si sono armati di vernice e pennelli per ridipingere le porte e le mostre e dare una rinfrescata generale ai muri delle aule. Gli stessi genitori si sono ingegnati per sistemare anche i giochi da giardino. Un annoso problema restano ancora i laboratori della Scuola Primaria, utilizzati soltanto sporadicamente per mancanza di organico, poiché il personale docente è prevalentemente impegnato nella didattica frontale ed è letteralmente impossibilitato a organizzare altre attività.

Sempre tra i genitori serpeggia il timore della mancata consegna della cosiddetta cedola libraria, che consente il ritiro gratuito dei libri di scuola presso i negozi convenzionati. In alcune scuole, lo scorso anno, le cedole sono state distribuite addirittura alla fine di ottobre, per cui diversi insegnanti sono stati costretti a ovviare con le fotocopie. Per quanto riguarda i “Buoni Libro” destinati agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, residenti nel territorio del Comune di Roma, fino al 30 novembre 2019 è possibile richiedere online i buoni per ottenere la gratuità totale o parziale dei libri di testo. La domanda, destinata a nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 10.632,94 euro, va inoltrata online sul portale di Roma Capitale.

Tutte le informazioni sul sito del Comune di Roma. Proprio in previsione dell’inizio dell’Anno scolastico 2019-20 la Commissione Lavori Pubblici dell’Ottavo Municipio si è adoperata per la riqualificazione di numerose aree prossime o adiacenti agli edifici scolastici. Si è, infatti, intervenuti per sistemare marciapiedi, attraversamenti pedonali e ripristinare la segnaletica stradale. La prima pausa per studenti e lavoratori della scuola ci sarà nel periodo natalizio, dal 23 dicembre al 6 gennaio, cui seguirà quella legata alle festività pasquali dal 9 al 14 aprile.

Nel frattempo la Garbatella si prepara ad accogliere la V edizione del “Meet Film Festival”, rassegna internazionale di cinema sulla scuola e sui giovani. Sarà un’occasione importante per visionare e contemplare i cortometraggi provenienti da varie aree del mondo e che saranno proiettati in diverse strade e piazze del quartiere. I temi spazieranno dal Cinema come settima arte per intrecciarsi con la scuola, la didattica e la formazione dei giovani e con il loro approccio alla società. La scuola è senz’altro impegno, dedizione e sacrificio, ma spesso è anche divertimento. Per fortuna.

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Ciaccheri:“Nessuno sconto alla Raggi”

AD OGGI PER IL MINISINDACO NON REPLICABILE A LIVELLO ROMANO L’ACCORDO NAZIONALE

di Anna BEDRICE

La Festa dell’Unità nel nostro municipio è arrivata proprio in un momento cruciale, nei giorni in cui è nato il nuovo governo di Giuseppe Conte con il Partito democratico e i Cinque stelle. Mai come ora gli elettori del Pd hanno avuto voglia di ascoltare e dire la loro, e di certo ognuno avrà avuto la propria opinione sulla nascita di questo nuova alleanza, una scelta che ha creato grandi discussioni e tormenti sia nell’elettorato del Pd che in quello del Movimento di Grillo.

Ma se i pareri sono stati diversi, se gli elettori hanno dibattuto molto a riguardo, una cosa invece è chiara: a livello locale, sia per la Capitale, che per il Municipio VIII, non è replicabile l’esperimento nazionale. Il Pd rimane all’opposizione in città e non ha intenzione di essere la scialuppa di salvataggio della giunta di Virginia Raggi. Lo hanno sostenuto nei giorni scorsi in varie occasioni sia esponenti dem del consiglio comunale di Roma che i politici di sinistra del nostro municipio, ad esempio il presidente Amedeo Ciaccheri, e il capogruppo del Pd in Municipio Claudio Mannarino.

Per Ciaccheri, il governo nazionale è l’occasione per capire se è possibile una svolta per il Paese, per Roma invece ad oggi “non è assolutamente il tempo degli accordi, troppo pesante, secondo Ciaccheri, l’eredità di tre anni di gestione amministrativa e politica della Giunta Raggi.” E’ della stessa opinione Claudio Mannarino, capogruppo Pd in Municipio: “Non ci sono i presupposti per costruire qualcosa insieme — ci spiega — la nostra è una posizione particolare, perché il Pd è opposizione in Comune e maggioranza in Municipio.

Abbiamo sempre cercato di instaurare un rapporto di dialogo con i Cinque stelle in Municipio, laddove ci sono state rivolte delle proposte interessanti le abbiamo sostenute, soprattutto su temi che hanno riguardato la cura, la pulizia, la potatura degli alberi, l’ambiente, abbiamo sempre cercato un dialogo per il comune interesse dei cittadini”. Ma la cosa per Mannarino finisce qui, visto che, aggiunge, “questa città paga l’assenza di un progetto”. Più chiaro ancora è Amedeo Ciaccheri, “prima va a casa la giunta del fallimento, e prima si potranno verificare le condizioni di disgelo e apertura al dialogo con un movimento “deraggizzato”, per costruire alleanze future.”

Perché di questo si può discutere, di una coalizione che riprenda il modello nazionale, un’alleanza nuova che si presenti alle prossime elezioni comunali, frutto di un progetto che possa guardare oltre questa esperienza, da chiudere al più presto: nessun aiuto ai Cinque stelle ora a Roma. Il nostro municipio è stata la fucina della nascita di un modello dal basso per una sinistra larga, è il progetto “Piazza Grande” creato da Nicola Zingaretti, il protagonista come segretario del Pd, della nascita del nuovo governo Conte. Sostenuto da sempre da Massimiliano Smeriglio, Zingaretti ha sempre difeso il dialogo con gli elettori dei Cinque stelle, per riportarli a votare il Partito democratico, perché convinto che il Movimento di Grillo nel tempo avrebbe subito gravi fratture, con una frammentazione dell’elettorato di destra e di sinistra.

“Ciò è accaduto nel nostro territorio — dice ancora il capogruppo dem Mannarino, da quando vinsero i Cinque stelle nell’VIII municipio con Paolo Pace, fino alla vittoria di Ciaccheri, c’è stato un travaso di voti di elettori grillini di destra verso Salvini e di quelli di sinistra verso il Partito democratico e Leu, una sinistra che si è presentata unita”. Se non è il tempo di alleanze, il programma del nuovo governo può dare occasione per aprire laboratori e canali di dialogo tra gli elettori dei cinque stelle e quelli del Pd, e magari la Festa dell’Unità nei giardini del San Filippo Neri ne è stata l’occasione.

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Disagi per la metro B

CHIUSURA SERALE ANTICIPATA ALLE 21 E PER ALCUNI WEEK END

Di Stefano BAIOCCHI

Tre mesi di difficoltà per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. Atac ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali.

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre — data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio sarà anticipata alle 21.00. Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi, che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato. In alcuni fine settimana, invece, l’intera tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché, oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema. Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27.

La navetta sostitutiva, in questi casi, sarà in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30. Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro B. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera.

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Rimossa la grande insegna di Habitat

DAL NOVEMBRE 1969 SVETTAVA SUL CENTRO DEL MOBILE DELLA CRISTOFORO COLOMBO

di Giorgio GUIDONI

“Panoramico, Luminoso, appartamento 100 mq, Colombo, altezza Habitat, Vendesi.” “Regalo Cucina, buono stato, trasporto e smontaggio a carico acquirente, situata in Circonvallazione Ostiense, altezza Habitat.” Quante volte ci siamo imbattuti in inserzioni di questo tipo?

Quanti appartamenti abbiamo comprato o affittato “altezza Habitat”? Quante volte, dopo aver chiesto indicazioni stradali, ci sentivamo rispondere “Prendi la Colombo, poi all’altezza del palazzo Habitat gira a destra?”. Qualsiasi sia la vostra risposta, dal 6 settembre 2019 la pagina si è voltata. La scritta Habitat è stata rimossa.

Quella scritta che campeggiava, si stagliava, troneggiava sin dal lontano novembre 1969, oggi non c’è più. Mezzo secolo fa i favolosi anni sessanta volgevano al termine regalandoci comunque importanti eventi: Woodstock, i Beatles di Abbey Road, i Pink Floyd di Ummagumma, l’uomo sulla luna per ben due volte, Giacinto Pannella detto Marco che iniziava uno sciopero della fame, la famiglia Grilli che apriva il Centro Mondiale del Mobile con un palazzo di otto piani caratterizzato dalla enorme scritta Habitat.

Questa scritta che ha caratterizzato l’immaginario dei romani e che li ha molto aiutati a definire con precisione un luogo che altrimenti non sapevi come spiegare, non esiste più. La famiglia Grilli, nel mercato del commercio mobili sin dal 1903, vuoi per un mercato fiacco, vuoi per una concorrenza feroce, vuoi per una lentezza a rispondere a nuovi modelli commerciali è stata costretta a mettere in liquidazione il palazzone di otto piani e a rimuovere la storica scritta.

E come faremo da oggi? Dare informazioni tipo “vicino al Ministero dell’Ambiente”, oppure “hai presente dove viene interrato il fiume Almone?”, ovvero “vicino alla Necropoli di Padre Semeria” sembrano poco pratiche, poco percorribili, poco utilizzabili dai pigri romani. Scenari imprevedibili si aprono.

Un nuovo imprenditore di mobili potrebbe rilevare il palazzo e chiamarlo “Garbamobili”? Oppure un albergatore intraprendente potrebbe rilevare la struttura e rinominarla “Garbalbergo”? Nessuno può dirlo. Certo è che continueremo a ricordare Habitat, come ricordiamo la Lampada Osram, la spina del Borgo, la Meta Sudans, Piazza Montanara, il Septizonio. Con un pizzico di nostalgia e malinconia.

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Ciak, si gira! Alla Garbatella

DAL 25 AL 27 SETTEMBRE LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA PER LA SCUOLA E I GIOVANI

di Ilaria PROIETTI MERCURI

I film nascono nella testa, finiscono su una carta, poi prendono vita grazie ad una pellicola e infine vengono proiettati alla Garbatella. Proprio così, alla Garbatella e non solo.

Tra cortometraggi, work-shop e dibattiti, studenti e registi si incontreranno dal 23 al 27 Settembre per la quinta edizione del Meet Film Festival. Un incontro internazionale di cinema per la scuola e i giovani. E diciamo la verità: quale arte meglio del cinema può colpire la coscienza e scuotere le emozioni?

Per questo la scuola media “G. Tuccimei” di Acilia, la scuola media “via Mar dei Caraibi” di Ostia e l’IIS “De Amicis-Cattaneo”, hanno deciso di lanciare i propri ragazzi in una sfida a colpi di Ciak, si gira! Di cosa tratta questa competizione? Dunque, il cinema è quella cosa dove tu stai seduto a guardare, mentre il regista ha già fatto tutto il suo lavoro. Questa volta, invece, i ruoli saranno invertiti: sarà il regista a sedere sulla poltrona pronto ad esaminare il tuo cortometraggio. È proprio quello che accadrà agli studenti che hanno aderito a questo progetto.

Nei primi due giorni di manifestazione, infatti, ci si tufferà nei lavori dei finalisti dei tre istituti, con accanto vari registi pronti a dare qualche dritta ai ragazzi. Vedremo chi vincerà questa gara, in cui la macchina da presa non ha solo il compito di registrare, ma soprattutto quello di far crescere i giovani.

Già, “perché – come ci tiene a sottolineare il Presidente del Festival Claudio Federico- la conoscenza del linguaggio audiovisivo è fondamentale per tutti. I ragazzi spesso sono immersi in questo mondo, ma non sempre lo dominano. A volte i messaggi gli sono catapultati addosso, ma non sono loro stessi i protagonisti.” E conclude: “L’idea di mettere in contatto il mondo del cinema con quello della scuola ha proprio questo obiettivo, sviluppare contenuti e materiali audiovisivi nel settore dell’educazione.”

E per far si che questo accada, tutto partirà da lunedì 23 Settembre dalle ore 9 alle ore 12 al Teatro Ostia Lido, con le proiezioni dei finalisti della scuola del litorale. Il 24 invece, sempre stesso orario, toccherà agli allievi delle scuole “Calderini-Tuccimei” di Acilia e “De Amici-Cattaneo” di Testaccio nelle rispettive sedi. Noi, tutto ciò che possiamo consigliarvi è di mettervi seduti e farvi illuminare dagli schermi colmi di fantasia di questi giovani studenti. Non importa cosa guarderete. Una cosa che hanno in comune tutti i film è la capacità di trasportarvi altrove. Fermi tutti però! Non fatevi trascinare troppo lontano, che il festival non finisce qui. Dal 25 settembre infatti, ci sposteremo alla Garbatella.

Eh… la Garbatella. Ma quante pellicole negli anni hanno visto questo quartiere come protagonista? Da “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, a Nanni Moretti con “Caro Diario”, fino a quando ci ritrovavamo pullman pieni di turisti pronti ad assalire il bar dei Cesaroni. Insomma, il quartiere dei lotti e dei giardini fiabeschi non si fa sfuggire l’evento e, dal 25 al 27 Settembre, inizieranno un susseguirsi di appuntamenti: il 25 dalle ore 9 alle 16 in IC Piazza Sauli tra proiezioni, dibattiti e Workshop di Cine Animazione.

Dalle 18 alle 22 ci si sposterà in Via Caffaro n.10 nel circolo cinematografico Zero in Condotta con la proiezione dei film finalisti. Infine dalle 21 alle 23 in Via F. Passino n.26 alla Villetta, dove si affronterà in particolar modo il tema dei bambini in guerra e l’immigrazione, fenomeni tanto globali quanto attuali. Il 26 si ripartirà nuovamente da IC Piazza Sauli dalle 9 alle 16, nel pomeriggio il Teatro Garbatella inaugurerà altre proiezioni dalle 17 alle 18:30 e la giornata si concluderà nuovamente nel circolo Zero in Condotta dalle 18 alle 22.

Il Festival, invece, terminerà il 27 Settembre con una giornata super impegnativa: dopo il terzo incontro in IC Piazza Sauli dalle 9 alle 13, l’associazione Millepiani Coworking in Via Nicolò Odero n.13 vi aspetta dalle 15 alle 17 per l’incontro tra studenti insegnanti e registi. La giornata finirà con la proiezione dei film in concorso dalle 15 alle 19:30 al Teatro Garbatella e con l’annuncio del vincitori in Villetta dalle 21 alle 23.

Insomma, c’è molto da vedere. E noi ci aspettiamo moltissimo da questi ragazzi, che attraverso il loro linguaggio, possono insegnarci una nuova visione della vita.

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LAVORI SULLA LINEA B DELLA METROPOLITANA, DISAGI IN VISTA PER I CITTADINI DELL’VIII MUNICIPIO

Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali 

Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. 

ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali. 

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00. 

Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.

In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.

Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. 
Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.

Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera. 

Stefano Baiocchi

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Centri Estivi 2019: inseriti 50 ragazzi dei servizi sociali

E’ tanto divertente quanto faticoso. Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini sì, ma per le famiglie?

Ogni anno pur di non lasciare i figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.

Ma da quest’anno, nel nostro Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII, grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre 50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali. Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del nostro territorio che si trovano in difficoltà.

Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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VIII Municipio e cittadini in corteo da Piramide alla Garbatella

Una marcia per la salute pubblica

di Daniele Ranieri

Un corteo colorato è sfilato  ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII Municipio  Amedeo Ciaccheri e da alcuni dei suoi Assessori . Una marcia per la dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a chiarire i motivi della protesta

Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense, ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.

Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati, che hanno inteso protestare per  l’insopportabile condizione in cui vivono  a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti” . Una situazione diventata ormai  la tragica condizione quotidiana. 

“D’estate a Roma  olezza solo la monnezza”  uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città, indossavano una mascherina  filtrante.

Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica”.

L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una posizione sul problema rifiuti. Già  un anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’ Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora  al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo. Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto minimizzare con le temperature attuali  i rischi per la salute pubblica.

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Emergenza rifiuti: marcia per la dignità e la salute pubblica

“La città è in difficoltà come mai prima di oggi. L’emergenza per la mancata raccolta dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti”, il minisindaco dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è di nuovo alle prese con il problema spazzatura. E come dargli torto?

Vie inondate da un odore nauseante proveniente dai cassonetti, spazzatura accumulata vicino ai secchioni, la differenziata che sembra ancora essere una meta irraggiungibile per la nostra città.
E allora, inizia il conto alla rovescia della “Marcia per la dignità e la salute pubblica”. Un evento invocato dal Municipio Roma VIII che partirà da piazzale Ostiense Martedì 9 Luglio alle ore 18:00. Da Piramide si passerà attraverso Via delle Conce, Pellegrino Matteucci e Via Benzoni, fino a giungere a metro Garbatella.

Più volte Ciaccheri assieme ad altri Presidenti hanno ribadito alla Sindaca Raggi di poter collaborare assieme, così da iniziare una serie di interventi e tamponare l’emergenza viste le condizioni dell’AMA ormai allo stremo. E non parliamo solo dei lavoratori in situazioni degradanti, ma a quanto pare, a causa di vari cassonetti incendiati, solo nel 2019 si è arrivati a ben 200mila euro di danni all’Azienda.

“Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi ribadiamo disponibilità a collaborare, ma non siamo più disponibili ad aspettare oltre. Ci mobilitiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica” ha concluso il minisindaco Ciaccheri.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Municipio VIII: Nuove piste ciclabili ma meno posti auto

Via al progetto per le nuove piste ciclabili nel Municipio VIII, e probabile via, anche alle conseguenti polemiche. Si discute infatti sui posti auto, che diminuirebbero per far posto agli interventi di riqualifica. Ma dove sorgeranno queste piste? E quanti parcheggi in meno sarebbero?

Sono tre i progetti che secondo l’amministrazione capitolina, già entro il 2019, potrebbero andare a bando.

Il primo riguarda una ciclabile su viale Giustiniano Imperatore: si tratterebbe di un collegamento tra Marconi e la Cristoforo Colombo. Pista che andrebbe poi a congiungersi con quella già presente che porta verso l’Eur da una parte, e a Circo Massimo dall’altra. 

Altro punto è quello su via Ostiense: nella parte che dalla Basilica di San Paolo arriva fino a Piramide. Tratto importante soprattutto per gli studenti fuori sede di Roma3, che avrebbero l’opportunità di usufruire della Roma-Lido proprio da Piramide. 

Ultimo, ma anche il più critico, è sulla Circonvallazione Ostiense: attraverso il Ponte Spizzichino, si collegherebbero la Cristoforo Colombo con l’Ostiense. Allacciamento interessante, ma già arrivano le preoccupazioni. Per cosa?

Si sa, ad un romano puoi dire tutto. Nel traffico della Capitale siamo abituati a sentirci dire insulti fino ai nostri trisavoli, e al massimo rispondiamo con battute ancora più creative. Ma se c’è una cosa che ad un romano non va toccato, è il parcheggio

Secondo lo studio dell’Agenzia per la Mobilità, con la ciclabile sulla Circonvallazione i parcheggi diminuirebbero del 30%. La zona è molto trafficata, lo sa bene chi la mattina deve parcheggiare sulla Circonvallazione per andare al lavoro. Perciò, polemiche e dibattiti sulla nuova pista, vi attendiamo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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UN AGGIORNAMENTO DELL’ASSESSORE LESLIE CAPONE

Mercati rionali: a che punto siamo?

di Francesca VITALIANI

Situazione di stallo per il Farmer’s Market della Garbatella. Nell’attesa di un bando che tarda ad arrivare, il mercato contadino a vendita diretta di via Passino attende per fine giugno la decisione del Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori, che allo scadere del contratto non hanno riconsegnato le chiavi. Il mercato, infatti, continua a svolgersi, mentre il Dipartimento dello Sviluppo Economico ha disposto che la polizia locale ne verifichi l’attività o meno. Inoltre, sulla struttura pende da tempo la necessità di realizzare alcuni interventi di adeguamento che, a quanto si apprende, potrebbero essere a carico del vincitore del nuovo bando e da portare a termine a mercato chiuso (un’eventualità che potrà essere accertata solo con la stesura del bando). Il Dipartimento, dialogando con il SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e con l’ufficio tecnico municipale, ha fatto dei sopralluoghi nella struttura per capire quali lavori effettivamente effettuare, la loro entità e se è necessario far cessare l’attività all’interno nel momento in cui si svolgeranno.

“Non sappiamo quando uscirà il bando — ci racconta Leslie Capone, assessore delle Attività produttive dell’VIII Municipio — ma la decisione del Tar sarà dirimente per tutti. Se il Tar concederà la sospensiva, è chiaro che per il momento l’attività potrà continuare, in caso contrario, sarà necessario capire quali interventi il Dipartimento dello Sviluppo Economico vorrà avanzare. Rimane sempre aperta la richiesta, reiterata più volte come Municipio, di consentire l’attività fino alla nuova assegnazione”. Significative novità, invece sul mercato “temporaneamente” collocato su via di Santa Galla da 17 anni. Il 18 giugno scorso, l’assemblea capitolina, all’unanimità, ha impegnato la Sindaca e la Giunta con una mozione nella quale si chiede : le verifiche urbanistiche e gli atti necessari ad identificare l’area più idonea e ad adeguarne la destinazione d’uso; il finanziamento di un opportuno progetto che risponda in tempi brevi e certi alle esigenze del territorio, la riqualificazione delle aree limitrofe nonché l’uso di materiali riciclati e riciclabili; la realizzazione del “Nuovo Mercato di Santa Galla”, volto a garantire un servizio di qualità ai cittadini del Municipio VIII di Roma Capitale e un luogo di lavoro idoneo e degno per gli operatori del commercio su area pubblica che lì esercitano la loro attività; il necessario sostegno alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera da parte degli uffici competenti. Bisognerà, quindi, metter mano ad un progetto complessivo che, d’altra parte, il Municipio VIII già ha nel cassetto.

“A maggio — racconta l’assessore Capone — abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per il mercato, trasmesso al presidente della Commissione commercio, Andrea Coia, e all’assessore allo Sviluppo economico, Cafarotti, per una valutazione della fattibilità del progetto e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Difficile dare una risposta sulle tempistiche, sebbene il Comune abbia espresso la sua volontà”. Infine sul fronte del nuovo plateatico di via R.R.Garibaldi che ospiterà anche i banchi di via Odescalchi: “Abbiamo consegnato le chiavi a tutti gli operatori del mercato, dando novanta giorni di tempo per l’allestimento ed immaginiamo che a settembre si possa inaugurare il “Mercato del Parco” promette l’assessore Capone. Contemporaneamente si stanno svolgendo alcune riunioni per preparare l’inaugurazione e superare le ultime problematicità: la morosità di qualche operatore, la costituzione dell’AGS per la gestione del futuro mercato. Si sta anche ragionando sull’eventuale copertura, che attualmente non è stata ancora predisposta. Per quanto riguarda, invece, l’area attualmente utilizzata dal mercato si sta lavorando per far sì che ridiventi parte integrante del parco.

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SAN PAOLO: DUE MESI DI MUSICA, SPORT, TEATRO E FORMAZIONE

Estate in festa al Parco Schuster

di Francesca VITALIANI

Il Parco Schuster nel quartiere San Paolo è, anche quest’anno, un ritrovo quotidiano estivo che accompagna romani e turisti durante tutto l’arco della giornata. Inaugurato il 21 giugno con il concerto della band romana Il Muro del Canto, accompagnata da Bestie Rare, lo spazio sarà aperto fino al 15 agosto con un ricco palinsesto di musica live. Nel cuore di Ostiense si alterneranno artisti del calibro di Emilio Stella (19 Luglio), Franco Micalizzi (17 Luglio), Greg and the Frigidaires (30 Giugno), Lillo e i Vagabondi (14 Luglio), Rino Gaetano Band (1 Agosto), Animals — Tributo Pink Floyd (29 Giugno), Bamboo (8 Agosto), Adriano Bono (28 Giugno), Spaghetti Unplugged (7 luglio), Colle der Fomento (5 luglio).

Inoltre, tornerà a Parco Schuster, come lo scorso anno, lo spazio swing con una lezione gratuita del maestro e Dj Emanuele Margiotta, che insegnerà ai novelli ballerini le combinazioni di passi più note. Si parte dal 23 giugno e a domeniche alterne verrà allestito un vero e proprio villaggio Swing, in cui accanto alla musica dal vivo ci saranno un mercatino di abiti e accessori anni ‘50, acconciature e contest in cui verranno premiati i ballerini più bravi.

Parco Schuster non è solo musica, ma offre anche uno spazio per lo sport. Si terranno, infatti, corsi gratuiti di Aikido, Thai Chi, Ci — Qong, yoga e un playground di basket aperto a tutti. Ci sarà spazio per la poesia, con la gara Poetry Slam, incontri pubblici su tematiche sociali emergenti con i ragazzi della Disillusione e tour guidati con l’associazione Roma slow tour, alla scoperta dei luoghi più suggestivi dei quartieri limitrofi al Parco. All’interno del festival ci sarà posto anche per tanti minifestival: “Tumulto creativo- artisti con il fuoco dentro”, che vedrà alternarsi professionisti negli ambiti dell’illustrazione, fumetti e calligrafia; per tre giorni sarà presente una preview del bar show 2019, che coinvolgerà i più famosi barman e barlady della città.

Novità di quest’anno è lo spazio formazione, che riguarda gli studenti delle Università di Roma Tre e dell’Università La Sapienza delle facoltà di DAMS, Scienze della Formazione e Comunicazione, per cui sono stati attivati tirocini professionalizzanti. Altra parte della formazione sarà gestita dalla nota realtà di zona San Paolo, Officine fotografiche, che organizzerà corsi di fotografia a vari livelli. Dall’esperienza del prima edizione del Festival Parco Schuster gli organizzatori hanno instaurato una collaborazione con Coripet Consorzio per il riciclo del PET e con Legambiente, muovendo quest’anno i primi passi di eco-progettazione per manifestazioni temporanee, che non impattino sull’ambiente.

Un investimento importante del Festival è lo spazio sociale. Quest’anno, infatti, Parco Schuster sarà il luogo in cui si svolgerà un centro estivo gratuito per i minori seguiti dal servizio sociale; l’individuazione di un paio di percorsi urbani su cui intervenire per abbattere gli ostacoli che non ne consentono la fruibilità alle persone con disabilità, insieme con l’associazione Roma Slow Tour. Inoltre, come lo scorso anno, la Cooperativa Parsec coordinerà interventi di unità di strada di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all’uso di sostanze, delle malattie sessualmente trasmissibili e in generale dei comportamenti a rischio. Infine il festival ospiterà lo spettacolo del Teatro Patologico, associazione diretta da Dario D’Ambrosi, da sempre impegnato a trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali.

La maggior parte degli eventi sono ad ingresso gratuito, per gli aggiornamenti al programma, consultate il nostro sito www.caragarbatella.it

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ALLA PRINCIPE DI PIEMONTE LA STORICA KERMESSE DI CONTROCHIAVE

Festa per la cultura 2019. Tre giorni di musica, arti e teatro

di Fabrizio FAGIANI

E’arrivata alla edizione numero 26 la “Festa per la cultura”, storica manifestazione organizzata dall’associazione Controchiave che anche quest’anno ha portato in molte piazze e strade dei quartieri e nel parco della scuola villaggio “Principe di Piemonte” tre giorni di musica, teatro, performance e arti con un programma molto ricco di iniziative pensato per adulti e bambini.
La festa nasce il primo sabato di giugno del 1994. Si chiamava “Festa per la musica”, dato che era essenzialmente dedicata agli spettacoli musicali.

Poi, tre anni dopo, modificò la sua denominazione diventando “Festa per la cultura” così da accogliere anche molte altre espressioni artistiche. E’ stata realizzata per molti anni nelle piazze della Garbatella poi, dal 2016, l’associazione Controchiave ha
avviato una intensa collaborazione con la scuola “Principe di Piemonte” dell’ Istituto Comprensivo “via Padre Semeria” e la Festa si è in gran parte realizzata negli ampi spazi tra i padiglioni di questa scuola.

E allora, dal 14 al 16 giugno, i quartieri San Paolo e Garbatella sono stati animati da tre giorni ricchi di musica, teatro, danza e arte, tutti gratuiti. Un bell’inizio del programma di manifestazioni previste per l’ ”Estate Romana” promossa dall’ Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale.

Quella di quest’anno è stata una Festa per la Cultura, che ha presentato anche diverse novità. La prima è quella rappresentata dal fatto che l’Istituto Comprensivo di via Padre Semeria è stato selezionato dalla Regione Lazio come “Polo regionale” per il potenziamento delle attività musicali e artistiche e l’associazione Controchiave ha curato la realizzazioni dei laboratori artistico-musicali di tutti gli istituti coinvolti nel progetto. Così sono stati proprio i gruppi degli studenti a dare il via alla Festa con un lungo e divertente spettacolo.

Poi, parte integrante della Festa è stato l’ “Agit Brass Festival”: dieci bande musicali italiane e straniere hanno portato la loro musica di strada nelle vie, nelle piazze e nei mercati rionali del municipio partendo dagli orti urbani Tre Fontane.
Ma le novità non sono finite. Perché oltre a musica, teatro, danza, letteratura, street art e fotografia anche il cinema è entrato nel programma della Festa, con una serie di incontri sulla settima arte e con la proiezione di un film per ogni giornata.

E infine come appendice della Festa, nell’ambito delle celebrazioni e delle iniziative promosse da Roma Capitale in memoria dei 170 anni della Repubblica Romana, nel Mausoleo Ossario Garibaldino Controchiave ripropone lo spettacolo teatrale con musica
dal vivo: “La Repubblica Romana — Quanno er popolo diventò sovrano”. «Questa festa» ha detto Guido Rossi, presidente dell’associazione, che insieme all’assessora municipale alla scuola Francesca Vetrugno ed alla preside dell’Istituto Serenella Presutti ha dato avvio alla festa, «rappresenta l’incontro tra la progettualità culturale della nostra associazione di promozione sociale e l’esigenza di musicisti, attori, danzatori ma anche operatori sociali e singoli cittadini di trovare spazi di confronto, momenti nei quali condividere progetti, luoghi nei quali far nascere storie di relazioni tra linguaggi artistici.

Insomma la Festa è stata e può continuare ad essere un incubatore culturale, legato al territorio di prossimità ma aperto a tutta la città».

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Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

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7 Aprile 1944 la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di  scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. 

“Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordigni secchi del caporale che preparava l’eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno. 

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Festeggiata a Via nansen con Figli e condomini un’altra centenaria del Quartiere

Auguri nicoletta: e con questo fanno 100!

di stefano Baiocchi

Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.

A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.

Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.

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IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

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un Video-Verità proiettato nella Famosa trasmissione di rai tre

Anche a “Chi l’ha visto” la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

La guerra è quella cosa dove ci sono persone armate da una parte, persone armate dall’altra, e ci si spara. Ma quello che è successo durante l’occupazione nazista a dieci donne di Ostiense, Portuense e Garbatella, non ha niente a che vedere con la pur odiosa guerra. Sparare a delle madri che rubano il pane per sfamare i loro figli, non è guerra, è atrocità. Una storia che tuttora mette i brividi: “Era il 1944 e a vederla sono gli occhi di un bambino: chi sono queste donne?

Settantacinque anni dopo si tenta ancora di dare un volto a queste persone”. Così, una delle conduttrici del programma “Chi l’ha visto” fa partire il servizio mandato in onda il 26 Aprile scorso. Grazie all’attenta ricerca dello scrittore Cesare De Simone, purtroppo morto nel 1999, e anche grazie ad un testimone, oggi conosciamo i nomi di quelle donne. Ma la ricerca dei loro volti, delle loro famiglie o di chiunque riconosca almeno una di loro, continua affinché non vengano dimenticate.

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. “Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l’eccidio.

Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno.

Un episodio che di certo non troverete sui libri di storia. Ma, ancora oggi, quello che allora era solo un bambino ricorda e racconta come fosse ieri. L’unico testimone della strage: Fulvio Carnevali, che con gli occhi lucidi, la calata romana e i capelli ormai bianchi, rivela di come anche lui la mattina di quel 7 Aprile attraversò il viadotto per dirigersi al forno. Una volta tornato a casa a mani vuote però, quando la madre gli chiese se avesse preso la farina, rispose: “A mà, a farina là nun se piava, c’ereno i tedeschi, e poi o sai che sotto ar ponte c’era ‘n mucchio de donne morte?”.

La risposta della madre, fredda e composta, Fulvio se la ricorda bene: “Fijo mio qui ammazzano tutti i giorni a gente”. Ecco, forse proprio a causa di tutte quelle morti, non ci si impressionava più e molte furono dimenticate. A certe pagine della storia però, non dovremmo mai togliere il segnalibro, bisognerebbe ricordarle, approfondirle, divulgarle sempre. Perché il silenzio e l’indifferenza, sono anch’essi un crimine.

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