Skip to main content

A viale Massaia un murales per Victor Cavallo

Un murales a viale Guglielmo Massaia è l’omaggio del quartiere all’attore e al poeta Victor Cavallo. L’opera “Sinfonia a Victor Cavallo, tra le strade di Garbatella” è realizzata dall’artista romano Leonardo Crudi sul muro di un palazzo dell’Ater, dove abitava Vittorio Vitolo. Nei prossimi giorni e in particolare il 29 novembre, attraverso i social network e nei cortili dei lotti popolari sono in programma diverse iniziative dell’associazione FluO Events e Garbatella Localz Only, promotrici del progetto. Victor Cavallo, il Bukowski della Garbatella, morto nel gennaio del 2000, è stato tra gli anni ’60 e ’70 un attore di teatro underground, e caratterista in tante pellicole per il cinema.”Ecchime” è la raccolta di poesie che lo ha reso famoso al grande pubblico e nella quale reinventa il dialetto romanesco delle periferie.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A San Paolo il primo murales a tema Lgbt dedicato a La Karl Du Pignè

L’artista è un ricettacolo di emozioni che possono finire ovunque: su una tela, una scultura, un muro. Ma tutte hanno in comune qualcosa, riescono ad emozionare. L’opera “Outside In”, il Murales dell’artista JDL Judith De Leeuw, è una di queste. Dove potrete ammirarlo? In Via Tessalonica nel quartiere San Paolo.

Un’opera che commuove perchè dedicata ad una figura storica, venuta a mancare nel Settembre 2018 e che si è sempre battuta per i diritti civili nel nostro Paese e nel mondo, Andrea Berardicurti. Conosciuta come La Karl Du Pigné, una delle drag queen più amate della capitale e d’Italia, che chiameremo al femminile perchè è così che avrebbe voluto.

Chi era La Karl du Pignè

Determinata nella vita, affettuosa con i ragazzi, sfrontata con chi la criticava. Quando qualcuno le urlava “A bella!” Si girava rispondendo “A ciecato!”. Una vita passata tra lo spettacolo i travestimenti il trucco, ma soprattutto tra le lotte per il cambiamento. 

Andrea Berardicurti. La Karl du Pignè: perchè veniva dal Pigneto, ma detto in francese era più chic. Segretaria e responsabile dell’ufficio stampa del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, attivista per i diritti civili, drag queen, selezionatrice all’ingresso della serata cult Muccassassina. Su tutti i carri d’apertura dei Gay Pride c’era lei. Impersonificava il coraggio e la determinazione. Insegnava ai ragazzi a mostrarsi senza timore. Perchè a volte, mettersi un pò di cipria, due tacchi e una parrucca, può fare paura. Ma se si lotta contro l’ipocrisia queste paura possono essere schiacciate via, come ha insegnato “zia Karl”, così la chiamavano i suoi amici. 

Le parole del Presidente Ciaccheri 

“È emozionante per me inaugurare  l’opera Outside In”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. Ringraziando poi il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, l’Associazione Yourban2030, l’Olandiamo – Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia, l’ITIS Armellini. 

La Karl è stata un punto di riferimento che ha valicato i confini del nostro Municipio, ma qua in questo luogo si sono per anni condensate le esperienze di attivismo e di lotta che hanno fatto del Mario Mieli uno dei cuori pulsanti di un’altra città possibile.” Continua Ciaccheri.

Riuscire a realizzare quest’opera mettendo in sinergia l’esperienza del Mieli, il ruolo fondamentale all’interno della nostra comunità dei luoghi della formazione e della cultura, come l’Istituto Armellini, e infine la professionalità e soprattutto la capacità di praticare innovazione unita al rispetto dell’ambiente di Yourban 2030, è una connessione che abbiamo curato come Municipio con attenzione e con assoluta ostinazione e siamo felici di essere arrivati ad un risultato straordinario come quello che da oggi tutta la città potrà ammirare in via Tessalonica.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Quinto Gambi: da Shangai a Cinecittà

Il 14 novembre ricorre il terzo anniversario dalla morte di Quinto Gambi, personaggio popolare e famoso a Tor Marancia, ma anche sul piccolo e grande schermo.

Mi ricordo quando lo vidi per la prima volta, un’estate torrida di oltre vent’anni fa all’ingresso del bar di Checchina in via Rufina. Alto, in testa un cappello nero da cui usciva un codino brizzolato, una giacca jeans rattoppata e un paio d’occhiali da sole appoggiati sul naso, un portamento che spiccava tra tutti i presenti. Trafelato gli passai accanto e mi disse “Ma ndo vai corendo?” risposi: “Sto andà a prende du gelati” e lui: “Guarda che se squaglieno dopo che l’hai presi mica ora, quindi non core!”. Mi feci una risata e me ne andai. Poco dopo scoprii chi era e ogni volta che lo incrociavo un saluto o un cenno di capo ce lo scambiavamo sempre. 

Quinto Gambi era nato tra le baracche di Shangai nel 1939, soprannominato “er Patata”, nomignolo ereditato dal nonno che vendeva le patate su un carretto. La famiglia era di fede comunista, la sorella Palmira (in onore di Togliatti) mi raccontò del padre Italo, che fu riconosciuto partigiano per il suo impegno nella Resistenza romana tra le file del P.C.I. e di quando lei ancora bambina, nel ventennio fascista, distribuiva giornali clandestini tra gli abitanti della borgata e di come la madre non riusciva a mettere insieme il pranzo con la cena.

Quinto Gambi in posa davanti al murale della De Merode Crew in via Valeria Rufina, foto di Rita Restifo, 2013

Dopo la guerra la famiglia Gambi riuscì ad aprirsi un banco di pesce al mercato di Trionfale e Quinto da “er Patata” passò ad essere soprannominato “er Pesciarolo”. La fortuna di Quinto fu l’incontro con Tomas Milian nella famosa discoteca Piper di via Tagliamento, a metà degli anni ’60. Un incontro che cambiò la vita di entrambi. Tomas Milian stava sbocciando nell’ambiente del cinema, aveva già interpretato una decina di ruoli, mentre Quinto d’indole spericolata iniziava a farsi strada come stuntman. Alla fine degli anni ‘60 i due girarono gli ultimi ritagli di film western italiani, con i registi: Sollima, Questi, Petroni, Fago, addirittura andarono in Sud America per girare il film “The Last Movie” di Dennis Hopper con Peter Fonda. Negli anni ’70 prima con il regista Umberto Lenzi e soprattutto con Bruno Corbucci nascono i personaggi der Monnezza e del commissario Giraldi. Il poliziesco all’italiana fu giudicato sempre un genere mediocre dalla critica, ma non al botteghino. Tomas s’ispirava e imparava l’arte del trucido da Quinto, mentre Quinto ne divenne la controfigura ufficiale oltre a ritagliarsi qualche ruolo minore nei film. 

Divennero talmente uguali, sia nell’aspetto sia nei gesti che a volte si divertivano a confondere le persone. La sorella Palmira mi raccontò : “Una volta Quinto aveva addirittura dato le chiavi di casa nostra a Tomas e lui non riuscendo ad entrare, fece talmente rumore che gli andò ad aprire nostra madre, che quando lo vide esclamò: ah Quinto ma che te sei scordato come se entra?! Perfino nostra madre non notò la differenza!”. L’amicizia tra Quinto e Tomas si andò lentamente ad affievolire in parallelo al fenomeno del commissario Giraldi, ma l’affetto li unì fino all’ultimo giorno. Coincidenza volle che morirono entrambi nel 2017 a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.

Dal 2013 a via Valeria Rufina, davanti all’ex bar di Checchina, un murale realizzato dalla De Merode Crew, lo ricorda vestito da cowboy insieme alla sua inseparabile cagna Kira e sembra dire: “Io so Quinto, ma non so secondo a nessuno!” 

Foto tratta dal libro “Uomini, terra e mare” (Punctum editore) con le immagini di Marco Delogu.

Di seguito un elenco di alcuni film in cui ha recitato Quinto Gambi: 

  • La Resa dei conti (Sergio Sollima 1966);
  • Se sei vivo spara (Giulio Questi 1967);
  • Corri uomo corri (Sergio Sollima 1968);
  • Tepepa (Giulio Petroni 1969);
  • O’ Cangaceiro (Giovanni Fago 1969); 
  • Veruschka poesia di una donna (Franco Rubartelli 1971, doppiato da Oreste Lionello);
  • The last Movie (Dennis Hopper 1971);
  • Milano Calibro 9 (Fernando Di Leo 1972);
  • Ancora una volta prima di lasciarci (Giuliano Biagetti 1973, doppiato in inglese);
  • Ci risiamo, vero Provvidenza? (Alberto De Martino 1973);
  • Roma a mano armata (Umberto Lenzi 1976);
  • Il trucido e lo sbirro (Umberto Lenzi 1976);
  • Squadra antiscippo (Bruno Corbucci 1976);
  • Poliziotti violenti (Michele Massimo Tarantini 1976);
  • Come cani arrabbiati (Mario Imperoli 1976);
  • Squadra antifurto (Bruno Corbucci 1976);
  • Remo e Romolo – storia di due figli di una lupa (Mario Castellacci, Pier Francesco Pingitore 1976);
  • Squadra antitruffa (Bruno Corbucci 1977)
  • La Gabbia – due puntate per la tv (Carlo Tuzii 1977);
  • La banda del Gobbo (Umberto Lenzi 1977);
  • Delitto a Porta Romana (Bruno Corbucci 1980);
  • Il diavolo e l’acqua santa (Bruno Corbucci 1983);
  • Troppo forte (Carlo Verdone 1986) Oscar Gentilone;
  • Bastardi (Federico Del Zoppo, Andres Alce Meldonado 2008).
  • Roma nuda (Giuseppe Ferrara 2011, film mai pubblicato).

di Giuliano Marotta

Sulla sinistra Quinto Gambi e Tomas Milian sul set del film “Squadra antifurto” 1976.
A destra sul set di “Troppo Forte” di Carlo Verdone, in basso a sx Quinto Gambi nel ruolo del coatto Gentilone 1986.
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Coronavirus: Nuova ordinanza della Regione Lazio, cosa cambia?

Ci si prepara a giorni ancora più restrittivi per il Lazio. Il 13 Novembre infatti Zingaretti ha firmato la nuova ordinanza che rimarrà in vigore fino al 30 Novembre.

Il grande cambiamento è nei giorni festivi e prefestivi. Già da questo weekend infatti saranno chiuse le grandi strutture di vendita, mercati e centri commerciali. Inoltre rimarranno chiusi anche i mercatini degli hobbisti e i mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo e similari.

Potranno rimanere aperte solo le attività dirette alla vendita di generi alimentari, assieme alle farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole.

Le regole per chi rimane aperto

Le attività commerciali escluse dalle chiusure previste sono comunque tenute a garantire alcune regole:

  • Sorveglianza per verificare il rispetto delle distanze interpersonali e il divieto di assembramento.
  • Modalità di contingentamento/scaglionamento degli ingressi, allo scopo di assicurare i limiti numerici di presenza di clienti e addetti.
  • Le misure di sicurezza e prevenzione individuate nell’allegato 9 del citato DPCM del 3 novembre 2020 “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dell’8 ottobre 2020”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Maria Jatosti una vita tutta d’un fiato

Maria Jatosti classe 1929, scrittrice, poetessa e pasionaria della Garbatella, nel periodo della seconda guerra mondiale si trasferì con la sua famiglia nel primo lotto delle palazzine INCIS a piazza Oderico da Pordenone, il limite estremo della Garbatella, quando ancora non c’era la via Cristoforo Colombo, ma solo campi, sterpaglie e la borgata Tor Marancia.

… c’avevamo i tedeschi in casa ed erano diventati nostri nemici …

In questo video Maria Jatosti, recente ospite al festival Visionaria 2020 in Villetta, ci narra parte della sua intensa vita: la storia del padre comunista fondatore della cellula di Avezzano, arrestato e confinato durante il ventennio fascista a Cutro con tutta la famiglia; la storia della sua militanza nel Pci  tra la Villetta e la provincia di Roma, durante le elezioni politiche del 1948 col Fronte democratico popolare; il suo lavoro a fianco di Giuseppe Di Vittorio, segretario della Cgil e addirittura dell’incontro col grande poeta  Pablo Neruda. Ma nelle sue parole riemergono anche le nebbie “di vita agra” della sua avventura d’amore a Milano con lo scrittore Luciano Bianciardi e tanti altri racconti e aneddoti vissuti tutti d’un fiato.

Giuliano Marotta

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il ricordo di Rosario Mocciaro

Presidente del centro anziani del parco Schuster a San Paolo

Oggi, all’età di 81 anni è venuto a mancare il professor Rosario Mocciaro, presidente del centro anziani del parco Shuster a San Paolo.Tutti i cittadini, i democratici del territorio hanno potuto apprezzare per tanti anni l’instancabile impegno civile di Rosario Mocciaro a fianco dei più bisognosi e degli anziani dell’VIII Municipio.

Membro della comunità cristiana di base di San Paolo, Rosario fu a fianco dell’ex abate Giovanni Franzoni, fin dalla fine degli anni Sessanta e per tutti gli anni Settanta nella battaglia per i diritti civili. Docente universitario dell’età evolutiva all’università La Sapienza di Roma è eletto nel 1985 come indipendente  di sinistra nel consiglio circoscrizionale dell’Undicesima Circoscrizione, riconfermato consigliere nel 1989 e nel 1993 nella lista dei Verdi, ricopre la carica di Presidente della commissione servizi sociali, sanitari e educativi. Nel 1997 diventa presidente del Municipio XI con una maggioranza di sinistra e nel 2015 sotto la presidenza di Andrea Catarci viene eletto coordinatore dei centri anziani del Municipio.

Dalla redazione

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

VIII Municipio sede del Terzo gruppo volanti di Roma

Far convergere le strutture di polizia con i municipi è possibile? Questo è l’obiettivo che si è prefissato il Capo della Polizia Gabrielli. E per ora,  le cose non stanno andando male. Proprio oggi infatti il Commissariato Tor Carbone, nell’VIII Municipio, è divenuto sede del Terzo gruppo volanti di Roma.

Una notizia importante per il nostro territorio” scrive il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, soprattutto “in un momento storico di drammatica crisi economica e sociale, va ricercata e pianificata una sinergia tra le istituzioni cittadine, per dare sostegno e vicinanza a chi si trova in una situazione di fragilità sociale.”
Un piano che era già stato annunciato lo scorso Dicembre, quando nel quartiere Tor Cervara era stata inaugurata la seconda sezione della Squadra Volanti.

Perché riorganizzare i Distretti?

In caso di bisogno, l’immediata presenza delle forse dell’ordine è fondamentale. Proprio per questo è nata l’idea di allargare la presenza delle pattuglie sul territorio. Far uscire tutte le volanti da uno stesso territorio, ha spiegato Gabrielli, comporta a volte anche un’ora di viaggio. Con questa logica si è scelto di avvicinarsi a più obiettivi possibili.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Approvato lo spostamento dei confini tra il VII e l’VIII Municipio

Dalle Mura aureliane all’autostrada Roma-Napoli, passando per Grottaferrata, Via Appia, il comune di Ciampino e la Caffarella, di cosa stiamo parlando? Dei confini del VII Municipio che  presto, forse,  si allargheranno verso il Municipio VIII.

La proposta del nuovo confine

Il 22 ottobre la Commissione Statuto di Roma Capitale ha approvato lo spostamento dei confini fra il VII e l’VIII Municipio in Caffarella.” Scrivono sul sito del Parco della Caffarella. Proposta che presto quindi andrà in Consiglio Comunale per la ratifica.

Perché spostare il confine?

Il confine attuale tra il VII e l’VIII Municipio è rappresentato da una fogna. Dunque, obiettivo di spostare il confine? È proprio quello di avere il fiume Almone, invece di una fogna, a dividere a metà i due Municipi.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Parte il primo progetto “Dopo di Noi”

“Oggi per Massimo, Maria, Gabriele, Roberta e Maria Grazia e per le loro famiglie è un giorno importante. Oggi per tutto il nostro territorio è un giorno importante.” Esordisce così l’Assessora Alessandra Aluigi sui social, per annunciare l’apertura del primo progetto residenziale di Dopo di Noi a Roma, in Piazza Dei Navigatori.

Un progetto che è partito nel lontano 2004, con l’obiettivo di far sperimentare periodi di autonomia ai ragazzi e ragazze con disabilità. Oggi, grazie ad una legge straordinaria che all’ora ancora non esisteva si sono potute aprire le porte a questo progetto. “Quello di oggi è un risultato importante, ottenuto in anni di lavoro e con la determinazione di persone che fino ad oggi si sono passate il testimone di questa scommessa. Inoltre quello di oggi non è un punto di arrivo, è solo un inizio” conclude l’Assessora Aluigi.

Insomma, un giorno di festa che però, come sostiene il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’emergenza sanitaria non ci permette di festeggiare. Ma ci tiene comunque a sottolineare: “Sono tante le persone da ringraziare per essere arrivati qua, ad aprire insieme le porte di questo cancello. Ognuna di queste che siano familiari, operatori sociali, amministratori e dipendenti municipali ha fatto un passo per arrivare a questa porta. Nello spirito di una legge straordinaria per cui una cara amica ha combattuto a lungo, oggi tiriamo una linea e apriamo un’altra storia. Ringrazio l‘Assessora Alessandra Aluigi per l’impegno, la passione, la tenacia, con cui abbiamo raggiunto un risultato che raccontiamo con orgoglio. Nelle prossime settimane altre due esperienze simili e differenti apriranno progetti di autonomia grazie al Dopo di Noi ancora qua, in Ottavo Municipio. Per una città che sa riconoscere i diritti, che può diventare migliore, che include e non esclude, abbiamo aperto una porta e adesso di nuovo a lavoro perché questa non sia una goccia nel mare, ma un’idea di futuro per la Roma che vogliamo costruire.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Garbatella: chiude la scuola? La lezione si fa al parco

Si moltiplica il numero dei positivi. Ma per quanto se ne parli poco, aumentano anche i  bambini e ragazzi costretti a rimanere in casa seguendo le lezioni lontani dai propri compagni. Didattica a distanza, DAD come la chiama il governo. Succede che basta un ragazzo positivo, per mettere tutta la classe in quarantena. E allora perché alla scuola Alonzi, alla Garbatella, addirittura tutte le classi sono state costrette a chiudersi in casa?

Ritardi nella sanificazione. Questo è uno dei tanti problemi che si accumulano nell’emergenza. Qualche giorno fa infatti in tre classi della scuola Alonzi erano stati trovati alcuni casi di bambini positivi. Ma prima che le tre classi fossero state messe in quarantena, non sono stati sanificati i bagni nei tempi previsti. Così per precauzione, tutti a casa. Qui arriva l’idea del maestro Giovanni della IV E, sostituire la DAD con una lezione al parco Garbatella. Così tra il verde e l’aria aperta, tutti in cerchio al campetto da basket, i bambini hanno scoperto un nuovo modo di imparare.

Purtroppo, non andare a scuola, per quanto all’inizio poteva sembrare una vacanza un po’ più lunga, oggi sta diventando un problema enorme. I bambini si trovano a vivere in silenzio, isolati, questo periodo storico, elaborandola a modo loro quello che è a tutti gli effetti un trauma. Cambiano gli stili di vita, si respira ansia e incertezza nelle famiglie, viene meno la conoscenza e anche la creatività.
Insomma, la pandemia durerà ancora un po’, adattare l’istruzione all’emergenza non è di certo semplice. Ma con un po’ di fantasia, come ci ha dimostrato il maestro Giovanni, si può sempre guardare oltre.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Garbatella ricorda Gigi Proietti

Negli anni Ottanta il mattatore romano guidò un laboratorio al teatro in Portico presso la chiesa di Santa Galla

Se ne è andato un grande romano. Con la sua comicità irriverente e mai volgare, lieve e sarcastica, Gigi Proietti ci ha lasciati velocemente il 2 Novembre 2020, giorno nel quale avrebbe compiuto 80 anni.

La sua presenza è stata importante anche nel nostro territorio.All’inizio degli anni ’80, infatti, il compianto artista romano ha guidato un laboratorio teatrale nell’attuale teatro “in Portico”, nei locali di Santa Galla.

Il laboratorio ha dato i natali alla compagnia de I Picari, distintasi particolarmente nel panorama teatro-cabarettistico romano degli anni ’90, sperimentando nuove forme di comicità passando attraverso il varietà e il teatro di tradizione, nonché a Rodolfo Laganà. L’esperienza chiuse alla fine degli anni Novanta, dopo contrasti con la gestione parrocchiale.

Altro aspetto che unisce il brillante Gigi Proietti al nostro territorio: tra i tanti ed amati personaggi da lui impersonati, ha interpretato nel programma radiofonico della Rai “Gran Varietà” il mago della Garbatella, che con i suoi riti cialtroneschi gabbava poveri creduloni.

Addio, Gigi. Tutti noi piangiamo un grande mattatore.

Di Francesca Vitalini

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Finalmente un bando pubblico per il Centenario del quartiere

di Giorgio Guidoni

L’ATTO AMMINISTRATIVO EMANATO IL 4 SETTEMBRE DAL CAMPIDOGLIO

Meglio tardi che mai. Infatti, a distanza di sei mesi dalla fatidica data del 18 febbraio 2020, anniversario della fondazione della Garbatella, il Comune di Roma ha pubblicato un bando per la realizzazione di progetti dedicati alla celebrazione del centenario della nascita del quartiere. La Giunta Capitolina vorrebbe contribuire a finanziare “iniziative che valorizzino ed esaltino la varietà e la complessità del tessuto sociale della Garbatella ricercando un equilibrio tra il suo passato e la sua contemporaneità e che coinvolgano il pubblico in una esperienza di scoperta e riscoperta del quartiere in occasione della celebrazione del centenario della sua nascita anche raccontandone e condividendone la memoria e la storia.”

La cifra stanziata è di quarantamila euro ed ogni progetto selezionato sarà finanziato per un massimo di ottomila, con un sostegno pari all’85% del totale. L’iniziativa sembra interessante, la scadenza di presentazione è stata il 30 settembre scorso per iniziative che dovranno tenersi tra il 24 ottobre e il 31 dicembre di questo anno. Non la pensa così Amedeo Ciaccheri, il minisindaco del Municipio VIII, che, con un tempismo da manuale, fece uscire un comunicato il giorno 3 settembre (data della Determina Dirigenziale in Comune), in cui si scagliava contro la sindaca di Roma, Virginia Raggi, giunta all’ultimo anno del suo mandato. Ciaccheri afferma che “in Comune si svegliano a scoppio ritardato e fanno uscire un bando per attività culturali dedicate al centenario con un semestre di ritardo.” E continua segnalando correttamente che “nei mesi passati, il Municipio, nella totale assenza del Comune, ha organizzato celebrazioni che hanno coinvolto il quartiere, le scuole, la rete delle imprese locali, il quotidiano la Repubblica con la sua guida dedicata al quartiere, l’Ater di Roma, la Regione Lazio, l’Università degli studi Roma Tre, artisti, poeti, attori, studiosi.” Ciaccheri rincara la dose, elencando tutte le problematiche aperte nel quartiere di competenza del Comune, rimaste a tutt’oggi senza una risposta: la chiusura del mercato coperto di via Passino da parte dell’assessorato competente, le cabine elettriche Acea che deturpano da anni piazza Bartolomeo Romano, la situazione di degrado dei parchi pubblici in carico al Dipartimento Ambiente..

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Aggiudicato il bando pubblico per il Centenario di Garbatella

Dopo le verifiche di rito delle ben 19 proposte arrivate, il Comune di Roma ha aggiudicato a sei concorrenti il contributo per la realizzazione di progetti inerenti alla celebrazione del centenario della nascita del quartiere Garbatella. La copertura finanziaria totale è pari a 40 mila euro, i progetti sono sostenuti per un massimo di 8 mila euro e fino all’85% della spesa preventivata. Le società che si sono aggiudicate i finanziamenti sono, in ordine di graduatoria: Le Nove Muse Onlus, Opera in Roma Srls, Roma Tre Orchestra, Fluo Events, Percorsi di Crescita, La Torre dell’Emozione. Il capitolato di gara prevedeva che i progetti dovevano essere realizzati entro la fine del 2020, ma bisogna fare i conti con le restrizioni imposte dall’ultimo DPCM in materia di COVID per capire se tutte le attività proposte potranno avere corso. Alcuni progetti, infatti, erano basati su attività dal vivo che hanno quindi bisogno di una verifica di fattibilità. E visti i numeri dei contagiati in crescita di questi ultimi giorni c’è anche il rischio che tutte le attività vengano rimandate a tempi migliori.

Di Giorgio Guidoni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Topi di appartamento a via Giovannipoli

Sorpresi dalla Polizia mentre si calavano dalla grondaia

La pronta segnalazione al 113 di “Furto in atto” ha permesso agli agenti di Polizia dell’VIII Distretto Tor Carbone di raggiungere tempestivamente via Giovannipoli, luogo in cui si stava consumando il reato, e di perlustrare la palazzina alla ricerca dei malintenzionati. E proprio dal lato anteriore dell’edificio gli agenti della volante  hanno notato due uomini che si calavano dalla grondaia. Al tentativo di bloccarli i due ladri hanno aggredito i poliziotti con un grosso cacciavite, e mentre uno dei due guadagnava la fuga, i poliziotti catturavano H. M. ventiquattrenne romano con parecchi precedenti penali. Il ladro è stato trovato in possesso di 100 euro in contanti, di 34,50 euro in monete spicce, di un grosso cacciavite lungo 40 cm e di un paio di guanti. La proprietaria ha dichiarato nella denuncia che la valuta era stata prelevata da un salvadanaio. Le indagini sono poi proseguite alla ricerca del fuggitivo che ancora non è stato assicurato alla giustizia. La polizia sta inoltre verificando che altri piccoli furti avvenuti nella zona non siano riconducibili alla stessa coppia di ladruncoli. H.M. dopo gli accertamenti di rito, è stato arrestato, dovrà rispondere di rapina dinanzi all’autorità giudiziaria. Il magro bottino è stato restituito alla proprietaria, mentre il resto del materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.  

Di Giorgio Guidoni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Tra luci e ombre la scuola è ripartita

di Francesca Vitaliani

MANCANO ANCORA I BANCHI MONOUSO E MOLTI INSEGNANTI

La scuola è ormai aperta da un mese, ma non mancano i problemi e le criticità in tempi di pandemia. Su tutti l’insufficienza dei banchi monoposto, promessi dal Ministro della Pubblica istruzione per garantire il distanziamento tra gli studenti ed evitare il contagio. Nelle scuole di ogni ordine e grado di Garbatella questo, insieme alla mancanza dei professori, sembra essere l’oggetto del desiderio.
“Alla Moscati siamo molto contenti dell’attività preparatoria e dell’impegno degli insegnanti, ma non sono ancora arrivati i nuovi banchi per garantire il distanziamento— ci racconta Marcella Chichi, rappresentante di classe della terza O — . Per questo motivo, i ragazzi sono disposti uno sul lato lungo, l’altro su quello corto dei vecchi banchi, una modalità che noi genitori non riteniamo efficace, efficiente, neanche dal punto di vista ergonomico”. Inoltre, nella media di via Padre Semeria preoccupa l’apertura delle finestre delle aule per consentire il ricambio d’aria, ulteriore norma di sicurezza per contrastare il contagio da Covid: “Capiamo quanto sia importante far arieggiare gli ambienti nella normalità e in questa particolare fase — dice Marcella Chichi – ma pensiamo che con l’arrivo del freddo con la brutta stagione sia importante proteggere i ragazzi anche da raffreddori e mal di gola”.

Inoltre la tardiva nomina degli insegnanti sta creando non pochi disagi “non è più possibile dividere i ragazzi in altre classi per garantire la sicurezza e il distanziamento — continua la rappresentante dei genitori -, quindi, gli studenti vengono rimandati a casa prima della fine delle lezioni o entrano alla seconda ora con gravi disagi per le famiglie ”.
Stesso copione alla scuola elementare Alonzi di via Valignano dove mancano alcuni degli strumenti di base per un lavoro scolastico ottimale e per mantenere il necessario distanziamento. Pare che dovrebbero arrivare 300 banchi monouso per tutto l’Istituto comprensivo di piazza Damiano Sauli, nettamente insufficienti per le esigenze dei vari plessi scolastici. Anche in mensa, oltre che in alcune aule, non è stato garantito, dall’apertura della scuola, il distanziamento statico e dinamico.

Al classico Socrate, gli Uffici del Commissario Domenico Arcuri, sollecitati dal liceo romano, non hanno risposto con tempistiche certe alla richiesta dei banchi monoposto, tant’è che in attesa, l’istituto di via Padre Reginaldo Giuliani si è dotato, come ci racconta Maria Antonietta Pedacchio, rappresentante dei genitori in consiglio d’istituto, “di sedie con ribaltine in faggio perché i banchi, molto vecchi, non si sarebbero potuti segare come hanno fatto in altre scuole”.
E questo non è stato il solo acquisto del liceo di Garbatella: “si è provveduto a comprare supporti multimediali in entrambe le sedi e a riparare quelli esistenti grazie ad un programma operativo nazionale finanziato dai fondi strutturali europei.
Si è provveduto ad acquistare la segnaletica di sicurezza, i termometri, le visiere, gli igienizzanti, i presidi medico chirurgici per l’igiene degli ambienti.

Sono state riparate le finestre per garantire il ricambio d’aria, è stato rinnovato e potenziato l’abbonamento per la piattaforma per la didattica e le attività online, nonostante sia l’unico liceo romano a garantire una didattica completamente in presenza, ed è stato attivato il contratto più potente possibile con la compagnia telefonica alla quale siamo abbonati” -ha spiegato Pedacchio.
Dunque, la scuola è aperta da un mese con grande gioia ed entusiasmo dei ragazzi, ma c’è ancora molto da fare.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Il Lazio alla prova del Covid”

dalla Redazione

AL CAFFÈ LETTERARIO DI VIA OSTIENSE INCONTRO ORGANIZZATO DAL PARTITO DEMOCRATICO DELL’VIII MUNICIPIO

Tamponi, mascherine, distanziamento sociale fanno ormai parte della quotidianità. Il Coronavirus e l’emergenza sanitaria ancora in corso ha profondamente cambiato le nostre vite. Come sta rispondendo la Regione Lazio e il Municipio VIII nella fase di convivenza con il virus? A queste domande ha provato a dare risposte il Pd locale in un incontro organizzato al Caffè letterario di via Ostiense, proprio nel giorno in cui è stata emanata da Nicola Zingaretti l’ordinanza che obbliga ad indossare la mascherina anche all’aperto. La nostra è una sfida enorme- ha dichiarato Alessandra Aluigi assessora alle Politiche sociali-.

I cittadini si rivolgono a noi come ente di prossimità sul territorio anche se non abbiamo poteri amministrativi e l’autonomia per rispondere direttamente. La sfida oggi dall’ospedale si è trasferita sul territorio per il contenimento del contagio. Finora abbiamo fatto l’impossibile, come nel caso del cluster di piazza Pecile, dove abbiamo rappresentato il raccordo tra i cittadini e il distretto sanitario locale. Durante il confinamento abbiamo distribuito centinaia di pacchi alimentari e garantito il supporto psicologico ai bisognosi, mettendo in rete una straordinaria ricchezza del volontariato e le nostre associazioni. Seppure- ha continuato la giovane amministratrice locale- da Roma non abbiamo avuto direttive chiare. Un esempio su tutti quello sui centri anziani che ancora non sappiamo quando e come potranno riaprire, lasciando una consistente fetta di popolazione a casa nella solitudine”.

Diverse le domande degli operatori sanitari del Cto e dei cittadini coordinati da Flavio Conia, consigliere municipale del Partito democratico e dalla consigliera comunale Valeria Baglio. Ma l’intervento più atteso è stato quello dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato “tra qualche giorno inizierà nelle scuole la sperimentazione dei test salivari, validati dallo Spallanzani, per i bambini sotto i 13 anni; mentre per i ragazzi più grandi continua l’indagine a tappeto con quelli antigenici rapidi con il prelievo naso-faringeo; sul fronte della cura registriamo progressi dell’Università Tor Vergata sugli anticorpi monoclonali per i malati di Covid 19 e lo Spallanzani sta lavorando alacremente per l’immunizzazione vaccinale per i sani”. E poi una serie di dati confortanti snocciolati dall’amministratore regionale, da mesi sul fronte dell’emergenza sanitaria: “ abbiamo acquistato 2 milioni e 400 mila dosi di vaccino antiinfluenzale, 1 milione di test antigenici rapidi con risposta in 30 minuti, abbiamo 2.500 nuovi operatori sanitari e ci prefiggiamo di aprire ulteriori 1.000 posti di Residenze sanitarie assistenziali per gli anziani in provincia e in città recuperando anche edifici pubblici non utilizzati. In tutto ciò il Servizio Sanitario Nazionale ha continuato a funzionare, pensate che durante il lockdown sono stati effettuati 44 trapianti d’organo”. Anche sul fronte del Cto tante le novità annunciate: è stato aperto il nuovo centro dialisi, introdotti nuovi macchinari di robotica ortopedica che consentono interventi all’anca e al ginocchio più precisi e si raddoppieranno i posti dell’Unità spinale da 16 a 32.

Nella foto: Al centro Alessandra Aluigi a dx l’assessore alla Sanità regionale Alessio D’Amato, seduti ai lati Flavio Conia e Valeria Baglio

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Aperto un nuovo drive in al San Michele di via Odescalchi

Covid-19

Aumentano i contagi e aumentano le persone in coda ai drive in sparsi in tutta la città. Le attese purtroppo, in alcuni casi, sono ancora molto lunghe addirittura 5 o 6 ore di fila prima di essere sottoposti al tampone. La Asl Roma 2, di nostra competenza territoriale,da qualche giorno ha aperto un nuovo drive in in via Odescalchi 67/a nell’area dell’ex Ipab San Michele a Tormarancio.Il servizio è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle ore 9 alle 19, l’ingresso chiude alle ore 18 e verranno effettuati tutti quelli che al momento saranno all’interno, fino ad un totale di 300 tamponi giornalieri. Questo nuovo punto di screening si aggiunge a quello attivo presso l’IRCCS del Santa Lucia con ingresso in via Ardeatina 354, nel quale le attività si svolgono dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 13,30 all’interno del parcheggio di superficie. Gli utenti devono essere in possesso della prescrizione de materializzata del medico di base e del codice fiscale.
Si effettuano tamponi antigenici ai bambini da 0 ai 6 anni anche presso il centro prelievi dell’Ospedale Sant’Eugenio con ingresso in via Rhodesia, 25.Per accedere al servizio bisogna essere stati prenotati dal pediatra.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Rimpasto in Municipio: Paola Angelucci entra in Giunta

di Anna Bredice

LA NEO ASSESSORA ASSUME LE DELEGHE SUI LAVORI PUBBLICI E LA LOTTA ALL’ABUSIVISMO

Torna in giunta municipale Paola Angelucci, con lo stesso incarico che aveva ricoperto alcuni anni fa con l’ex presidente Andrea Catarci: assessora ai lavori pubblici, a cui si uniscono questa volta le deleghe alla lotta all’abusivismo e alla cura del territorio, che per l’amministratrice è uno degli obiettivi più importanti da realizzare.
Ciò significa, racconta in una conversazione con Cara Garbatella, “andare a intercettare i bisogni delle persone, intervenire su alcune necessità prima che diventino delle criticità, essere quindi un’amministrazione attenta e questo si può fare solo se si riesce a stare dentro al reticolo dei rapporti nelle comunità”. Per spiegare meglio fa un esempio: “vuol dire riuscire a collocare una panchina, là dove si sa che si riuniscono alcuni anziani, oppure riparare una fontanella perché da lì si sa che passano studenti e ragazzi”. Un modo di lavorare che la neo assessora sintetizza così: “per me i lavori pubblici non sono solo le buche da riparare, ma anche rendere migliore la vita delle persone”.

E Paola Angelucci il territorio e la sua comunità li conosce molto bene: nata e cresciuta a Garbatella, si è fatta promotrice anni fa della lotta per salvare la scuola Alonzi di via Valignano e cura ancora uno sportello di ascolto sulle politiche abitative. C’è poi la sua attività politica che svolge da quando era giovanissima, sempre a sinistra. Quando è nato il Pd decise di non aderire al nuovo partito, costituendo invece il movimento di Sinistra democratica, di cui è stata tra le fondatrici a livello locale. E’ entrata in consiglio municipale per la prima volta nel 2006. Una lunga esperienza che l’ha portata a ricoprire già nel 2013 l’incarico di assessora ai lavori pubblici. Ci torna ora con una giunta presieduta da Amedeo Ciaccheri e composta da persone conosciute e stimate, ma con una città cambiata e non in meglio: “il senso di vuoto e di abbandono sono cresciuti insieme alla crisi economica e sociale e il tutto è aggravato dalla pandemia”. Non sono infatti mesi facili per negozi e attività economiche, tanto più con il timore per la risalita dei contagi. “Per questo è così importante che il municipio sia sempre più vicino ai bisogni delle persone. E’ il primo passo per il benessere sociale”, spiega Paola Angelucci, che sostituisce Patrizia Ricci entrata a far parte del comitato scientifico di Liberare Roma.
La delega all’Urbanistica, invece, è rimasta nelle mani di Amedeo Ciaccheri legata alle questioni delle opere rimaste incompiute oppure da smantellare: dal destino dei palazzi a Piazza dei Navigatori, all’ex Fiera di Roma fino ai Mercati generali di via Ostiense. Ma il municipio può far ben poco, le scelte, la “partita grossa”, dice Paola Angelucci, è nelle mani del Campidoglio, “noi possiamo rappresentare il volano per le esigenze dei cittadini, possiamo proporci nell’ascolto, come abbiamo fatto incontrando la cittadinanza, ma quello, aggiunge riferendosi ai mercati generali, è un ‘vuoto urbano’ che non può essere abbandonato in quel modo, diventa un luogo di degrado, così come l’abbandono in cui si trova l’ ex Fiera. Per Piazza dei Navigatori, spiega ancora Angelucci, abbiamo ottenuto gli oneri concessori che abbiamo utilizzato per istituire il bilancio partecipativo rivolto ai cittadini della zona e poi per altri lavori di riqualificazione alla Montagnola, in via di Tor Marancia e Casal de Merode. Rimane l’amarezza per il fatto che si tratta di fondi ottenuti in cambio di opere così invasive, a poca distanza dal Parco archeologico più grande del mondo”.

Paola Angelucci ricoprirà questo incarico per i mesi che mancano alle nuove elezioni amministrative di Roma. Tra le questioni generali e politiche c’è anche quella del rapporto tra Campidoglio e municipi, un decentramento che la neo assessora giudica imperfetto. “Si potrebbe gestire meglio il municipio con un bilancio autonomo e poteri più ampi”, spiega, facendo l’esempio della pulizia delle strade. “Noi abbiamo competenza sulla pulizia delle caditoie, ma poi è l’Ama che deve raccogliere l’immondizia e le foglie che intasano i pozzi e gli scarichi e se non lo fa le caditoie sono presto nuovamente ostruite. Noi possiamo solamente sollecitare e accompagnare”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Risaneremo la Garbatella” In campo anche Poste Italiane

di Stefano Baiocchi

COL SUPERBONUS DEL 110 % PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLE ABITAZIONI

Un’occasione da non perdere per gli edifici ex Ater, che versano in uno stato di annoso degrado. Con l’intervento delle Poste Italiane e l’utilizzazione del superbonus del 110%, emanato dal Governo, si potrebbe realizzare un restyling completo dei vecchi lotti della Garbatella.
Non c’era il pubblico delle grandi occasioni a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria in corso, ma senza dubbio l’incontro sul cosiddetto Superbonus, organizzato al Millepiani Coworking di via Nicolò Odero tra il Municipio, Poste Italiane e alcuni amministratori di condominio, avrebbe attirato moltissimi cittadini di Garbatella.

Il Superbonus è un’agevolazione che porta al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 sino al 31 dicembre 2021 per interventi di ristrutturazione sulle abitazioni; parliamo di interventi che vanno dall’efficienza energetica all’istallazione di impianti fotovoltaici, alla messa in opera di impianti per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, ad interventi di carattere antisismico.
Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio, il mondo dell’edilizia sta tentando di rimettersi in piedi coinvolgendo architetti e arredatori, consulenti, imprese e, naturalmente, i contribuenti, non ultime le banche che devono prevedere alcuni prodotti da offrire ai cittadini per la cessione dei crediti.

Poste Italiane, come le banche, sarà in grado di offrire un servizio di “cessione del credito di imposta” con cui dare la possibilità a cittadini e imprese correntisti BancoPosta di ottenere i fondi necessari per i lavori.
Secondo il Presidente Amedeo Ciaccheri, il Decreto Rilancio “ha aperto materialmente a una possibilità inedita per cambiare il volto di Roma e dei nostri quartieri, anche in termini ambientali, su cui si deve fare ancora di più; un’occasione che però lascia ancora grande incertezza sulla possibilità di diventare concreta nei singoli condomini privati”. “Insieme a Poste italiane abbiamo voluto incontrare i rappresentanti delle associazioni degli amministratori di condominio per un’illustrazione chiara dei contenuti di questo strumento a supporto di chi in questo territorio vorrà avviare un percorso di rigenerazione energetica della propria abitazione”.
Per i cittadini e le imprese il servizio credito di Poste Italiane sarà disponibile a partire dal 19 ottobre 2020 attraverso il canale online e negli uffici postali abilitati.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Toponomastica coloniale

di Claudio D’Aguanno

UNA RICERCA SUI NOMI DELLE STRADE DEDICATE AI MISSIONARI

Un popolo di Santi e missionari, di naviganti e uomini di mare, di capitani coraggiosi e di virtuosi della fede. E anche, ahinoi, di colonizzatori e inquisitori in tonaca e crocefisso nonché di “portatori di civiltà” a mano armata. Questo infatti il quadro dei rimandi storici che viene fuori da un’attenta lettura della toponomastica della Garbatella la cui prima sistemazione risale ai primi anni del regime fascista.

Come informa un documento firmato dal Regio Commissario Filippo Cremonesi – Cav di Gr Cr la raffica di consonanti dei suoi titoli in sigla- datato 30 luglio 1925 la riqualificazione delle strade del Suburbio Ostiense zona Garbatella divideva “l’aprico quartiere” in due porzioni con la linea di separazione segnata dall’asse piazza Sauli — via Giovan Battista Magnaghi. Al di qua della linea, verso l’Ostiense, si celebravano gli armatori, gli scrittori di cose navali, gli ingegneri nautici. Al di là della stessa, nel versante che saliva lungo via delle Sette Chiese in direzione dell’Appia, si santificava invece il ricordo “dei Missionari italiani i quali —recita il testo regio- contribuirono a diffondere insieme al Vangelo la civiltà mentre i più moderni di essi contribuirono all’incremento della nostra cultura e del sentimento patriottico sia nelle Colonie che all’Estero”. Ed è su questa “bella sintesi” di Vangelo e “moderna” civiltà, di sentimento patriottico e cultura coloniale, che alcuni nomi si staccano dagli altri. Le dediche, riportate nelle targhe, sono scarne e ormai opache per il secolo trascorso ma inevitabilmente, una volta scosse dalla sensibilità dei tempi correnti, appaiono più che bisognose di una sana rimessa in discussione.

Il primo nome è Giovanni da Capistrano. Uomo del XV secolo, definito “missionario e Nunzio”, gode d’una viuzza che da Viale Guglielmo Massaia sbuca davanti la fontana Carlotta. Il colpo d’occhio sulla scalinata disegnata da Innocenzo Sabbatini è particolare ma con la bellezza del posto stride il curriculum vitae di quel figlio d’un barone tedesco fattosi frate e poi diventato inquisitore e quindi santo per “zelo a combattere l’eresia, perseguitare gli ebrei e debellare fraticelli e hussiti”. Facendo un salto di secoli arriviamo all’epoca delle esplorazioni geografiche e delle missioni apostoliche in terra d’Africa dove sempre labile è il confine tra spinte alla conoscenza e mire espansionistiche. “Esplorare prima di combattere” ammoniva Manfredo Camperio, eroe risorgimentale protagonista delle cinque giornate di Milano, fervido sostenitore del diritto italiano a piantare “la bandiera, pacifica e civilizzatrice, così nei mari lontani come nelle terre tutt’ora inesplorate, ove aprire nuovi mercati ai commerci”. Le parole sono del 1887 e si trovano nel suo libro di memorie “Da Assab a Dogali. Guerre Abissine”. E, per tanto merito, una via col suo nome, all’altezza di Santa Galla, sbuca proprio sulla Circonvallazione Ostiense, riva opposta alla sagoma dell’Albergo rosso.
E’ qui che del resto si incontrano alcuni nomi che hanno incrociato sul loro percorso i territori della primissima espansione coloniale italiana. Importante appare la figura del Cardinal Guglielmo Massaia, frate cappuccino presente per oltre quarant’anni nel corno d’Africa, attivo nella diffusione del vaccino contro il vaiolo e degno promotore di opere di bene presso i Galla eppure portavoce di Cavour, e dei suoi successori, nel negoziare con i re locali, principi abissini e signori del Tigrè, la possibile penetrazione commerciale del tricolore sabaudo da quelle parti. Più marcata invece, al confronto, quella di Padre Michele da Carbonara, primo prefetto apostolico in Eritrea e protagonista di un lavoro intenso speso alla riorganizzazione dell’attività missionaria al fine di integrarla con l’esercizio dell’autorità coloniale.

Un nome però che sfugge ad ogni possibile doppia interpretazione è piuttosto quello di Giuseppe Sapeto. La piazza a lui dedicata s’apre tra i lotti 28 e 32 e chiude la spina di quel “quartiere dei sbaraccati” disegnato dall’estro di Giovan Battista Trotta, tra Sant’Eurosia e la scalinata di Carlotta. E’ una piazza piena di luce e storia, anche cinematografica, che però stride con le vicende di cui fu protagonista il personaggio. Missionario dell’Ordine di San Lazzaro, il Sapeto, intorno alla metà del XIX secolo seppe ben conciliare la sua attività di evangelizzatore con quella di esploratore svolgendo missioni anche per conto di Napoleone III. Dopo diverse escursioni nelle regioni dei Mensa, dei Bogos e degli Habab, al ritorno in patria fece poi la sua scelta di vita, abbandonando la Propaganda Fide per dedicarsi alla causa della nostra penetrazione coloniale nel Continente Nero. E’ ricordato per aver dato all’Italia il suo primo porto africano, quello della baia di Assab, che nel 1869 fece acquistare a Raffaele Rubattino, proprietario della famosa Compagnia di Navigazione di Genova, che poi nel marzo 1882 il Governo italiano riscatterà per impiantare qui la sua prima testa di ponte “imperiale” sul Mar Rosso.

Il quadro della toponomastica coloniale si completa “in gloria”, almeno per quanto riguarda Garbatella, con il nome di Padre Reginaldo Giuliani. La sua biografia è un inno al protagonismo cattolico di forte impronta fascista: ardito nel primo conflitto mondiale, sacerdote e predicatore antisocialista, è con d’Annunzio a Fiume alla testa degli squadristi cattolici delle Fiamme Bianche. Arcitifoso di Mussolini, cappellano delle Camicie Nere e sostenitore fomentato dei Fasci italiani di combattimento, il Giuliani a 48 anni si arruola volontario nella guerra d’Etiopia, partendo nell’aprile 1935 quale centurione prete del Primo Gruppo Battaglioni Camicie Nere d’Eritrea sotto il comando del generale Filippo Diamanti. Troverà, da “sacerdote crociato” la morte nel gennaio del 1936 nella battaglia di Passo Uarieu entrando così, di diritto, “nel pantheon dei caduti della rivoluzione fascista”. Il regime fascista del resto non mancherà mai di considerarlo nella propria propaganda e spendendolo poi non tanto come martire cristiano quanto come “perfetto milite fascista, obbediente, spartano, fideisticamente convinto della bontà e del successo della causa nazionale”. La figura di un Padre Giuliani tanto ben marcata finirà dunque per accompagnare tutte le nefande avventure del Fascismo più turpe: dai massacri nella guerra coloniale alla collaborazione col golpe di Franco in Spagna, dalla guerra al fianco di Hitler alla repressione antipartigiana guidata dai repubblichini di Salò.

Oggi via Padre Reginaldo Giuliani, offuscato il dovere della memoria, è solo un taglio d’asfalto che riga il quartiere tra gli Alberghi e la Colombo. Pur tuttavia è l’indirizzo di un liceo come il Socrate, istituto di salde tradizioni democratiche e antifasciste, scuola del tutto inserita nel clima di accoglienza e tolleranza di un quartiere come Garbatella. E a 75 anni dalla Liberazione una assegnazione del genere è, prima che un anacronismo incredibile, un insulto al buon senso e alla storia di questa parte della città.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’EDIFICIO RURALE APPARTENEVA ALLA TENUTA DEI 12 CANCELLI DI MONSIGNOR NICOLAI. ACCATASTATO GIÀ NEL 1818.

di Giorgio Guidoni

Quell’antica Villetta

La Villetta è probabilmente il luogo più iconico della Garbatella. Situata sulla salita di via Francesco Passino, al civico 26, poco prima della piazza Damiano Sauli, si staglia silenziosa e distintiva rispetto all’architettura tipica dei palazzi vicini. Osservandola in silenzio, il suo esterno con i quattro piccoli bastioni laterali, trasmette un certo timore reverenziale: tutte le sue mura trasudano storia.

Da quando è nata la Garbatella, la Villetta è sempre stata il baricentro di attività e di storie che hanno caratterizzato la vita del quartiere. Già nel 1931 fu sede del fascio femminile ( visitato dal Duce il 6 gennaio che si era recato anche alla scuola elementare Michele Bianchi oggi Cesare Battisti) e dal 1940 del gruppo rionale fascista Ostiense-Garbatella . Conquistata armi in pugno della notte tra il 3 e 4 giugno del 1944 da patrioti e partigiani, accolse la sezione del Partito Comunista, e fu intitolata a Giuseppe Cinelli, martire delle Fosse Ardeatine. Divenne nei decenni successivi un centro politico e culturale di riferimento della zona. Politici di statura nazionale, come Enrico Berlinguer, Giuseppe Di Vittorio facevano qui tappa per un comizio elettorale o un raduno di rilievo; grandi artisti e intellettuali, come Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini, presenziavano per un dibattito culturale o una rappresentazione teatrale. Ancora oggi la Villetta è un riferimento per gli abitanti della zona con le sue proposte culturali, festival musicali, acquisti solidali, corsi di musica, coro, corsi di scacchi. La Villetta è una realtà importante che dà vita e lustro alla Garbatella. Ma da quanto tempo esiste questa costruzione? Sicuramente La Villetta è preesistente al quartiere Garbatella. La sua architettura particolare, che nulla ha a che vedere con il tipico barocchetto, ricorda una casa ben più antica, forse un casolare di origine medievale. Anche dalla piantina aerea si nota che non è allineata con la via Passino come lo sono le altre case dei lotti di fronte.

Da una recente visualizzazione dal sito google maps si può apprezzare il suo particolare posizionamento. (vedi figura 1)
Siamo andati a investigare all’archivio di Stato e, tra mappe e registri catastali, abbiamo potuto ricostruire le sue origini. La mappa di riferimento è quella del Catasto Gregoriano, risalente al 1818. Dalle immagini sottostanti si può apprezzare la zona della Garbatella e la costruzione già esistente che presenta la stessa forma e l’orientamento dell’ attuale Villetta.

L’immagine catastale riporta il numero 358: ma a chi apparteneva questa casa nel 1818?
Il registro catastale (vedi figura 2) riporta che, per gli appezzamenti che vanno dal 356 al 365 (incluso quindi il 358) il possidente è Nicolaj Maria Nicolai Monsig. qdam (qdam è la contrazione di “quondam”, locuzione latina usata davanti al nome di un defunto di cui si menziona il figlio, come l’italiano “fu”) Antonio enfiteuta perpetuo delli monaci di S. Alessio, del convento di S. Maria in Via, di Negroni Conte Antonio, di Barigione Francesco e di Paracciani Mon di S. Giovanni; il vocabolo è Via delle Sette Chiese, mentre il possedimento è composto da Vigna con Casa e Orto, Bosco Forte e Vasca con Acqua Piovana.
Ecco quindi che la casa menzionata è la Villetta della nostra ricerca. Monsignor Nicola Maria Nicolai nato nel 1756 e morto nel 1833, fu un prelato erudito con molti interessi, esperto agronomo, scrisse importanti trattati sulla bonifica delle paludi malariche e sui metodi di coltivazione della vite; era il possidente della famosa Tenuta dei 12 cancelli che spaziava su quella che sarebbe diventata l’odierna Garbatella e si estendeva sino a Tormarancia. Di quei dodici cancelli oggi ne rimane soltanto uno ancora visibile sulla via delle Sette Chiese, in prossimità di via Cristoforo Colombo.Possiamo quindi affermare con certezza che la Villetta è una delle costruzioni più antiche della Garbatella, che avrà subito ristrutturazioni nel corso degli ultimi duecento anni, ma la sua base e la pianta confermano che esisteva molto probabilmente anche prima dell’anno 1818.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

VIA GIOVANNI DE’ MARIGNOLLI, TRA PASSATO E PRESENTE

di Giuliano Marotta

Storia della Garbatella

Tra gli splendidi archi di piazza Sapeto, che celano giardini e scalinate, c’è una silenziosa viuzza che scende verso via Massaia, tra vegetazione e suggestivi scorci sui tetti e i lotti della Garbatella: via Giovanni de’ Marignolli. All’altezza del civico 6, se state bene attenti, il vostro olfatto potrà essere catturato dagli odori della cucina di Sgarbatella. Il locale, sorto al posto di una carrozzeria nel 2014, ha rispettato nello stile le caratteristiche del quartiere, permettendo anche la fruizione dell’ambiente esterno, grazie alla creazione di una veranda.

Sgarbatella

Il nome Sgarbatella rimanda la memoria agli anni ’50 del secolo scorso, quando un gruppo di donne che si era dato questo nome, svolgeva attività socio assistenziali presso famiglie bisognose. Le Sgarbatelle però era anche il nome di un gruppo musicale e canoro, che fino agli anni ’70 si esibiva in varie feste di paese, e si distinse anche per la vittoria della prima edizione del festival dei Castelli Romani.

Foto segnaletica di Rodolfo Antonelli arrestato nel 1939

Testimonianze del passato legate a questo locale riemergono anche dal Casellario Politico Centrale e ci raccontano che già nel 1939 in quell’edificio vi era l’osteria di Nobili Marcello. Il 15 settembre di quell’anno, proprio questo luogo fu teatro del tragico arresto di Rodolfo Antonelli, abitante della borgata Tormarancio, padiglione 3 camera 15. Rodolfo Antonelli, classe 1903, di professione vetraio, fin da giovane aveva avuto interesse per la politica italiana ed estera; aveva militato tra i socialisti e come molti nella borgata era un fervente antifascista. Allacciata una conversazione con due sconosciuti all’interno dell’osteria, espresse il suo dissenso verso l’entrata in guerra della Germania, sostenendo che questa avrebbe sicuramente perso il conflitto, e criticò aspramente le condizioni lavorative degli operai italiani sotto il regime fascista. I due sconosciuti per sua sfortuna si rivelarono essere due camice nere: Iacomini Mariano e Colonna Sallustio, che costrinsero Antonelli a seguirli presso l’ufficio di Pubblica Sicurezza alla Garbatella. Dopo questo fatto, egli fu prima carcerato a Regina Coeli e successivamente condannato a tre anni di confino politico nell’isola di Ustica.

Tornando ai giorni nostri e a Sgarbatella, il ristorante è attualmente gestito da Daniele e Valerio, abbiamo incontrato quest’ultimo che ci ha parlato del locale: “Ho sempre avuto il desiderio di gestire un’attività tutta mia, ho studiato e fatto molta praticata nell’ambiente, sia in Italia che in Inghilterra, con grandi sacrifici sono riuscito a ricavarmi questo spazio e sono soddisfatto. Purtroppo oggi, per via dell’emergenza sanitaria, i profitti sono calati e sono stato quasi sul punto di non poter più riaprire, ma pian piano anche grazie alla solidarietà degli amici e parenti stiamo ripartendo” – conclude Valerio – “Il nostro è un ristorante specializzato in pietanze di mare, Daniele lo chef propone sia piatti della tradizione che piatti innovativi, dove la cucina viene rivisitata in tutte le sue sfaccettature. Siamo aperti tutti i giorni a pranzo e a cena e in alcuni giorni anche in orario aperitivo”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Apre un nuovo supermercato a Via Caffaro Amarcord Standa

di Ilaria Proietti Mercuri

C’è chi si scrive tutta la lista della spesa sul foglietto di carta, per poi lasciarlo sul tavolo in cucina. Chi invece, arrivato al supermercato, gira disperatamente tra gli scaffali al telefono con la moglie, senza capire bene cosa prendere. Quelli che poi entrano pensando di acquistare solo due cose e finiscono per uscire con tre buste piene di roba, dimenticando ovviamente quelle due cose. Insomma, ormai è così, una vita spesa a fare la spesa e ogni volta inciampiamo negli stessi errori trasformando quei momenti in uno stress infinito.

Ma è sempre stato così? La risposta la troviamo facendo un piccolo salto nel passato. Sbirciando tra gli anni sessanta, settanta, fino alla fine degli anni novanta, quando fare la spesa era forse uno dei momenti migliori della settimana. Soprattutto se si andava alla Standa di Via Caffaro. Già, perché lì anche i bambini impazzivano e se le donne volevano veramente fare compere, allora conveniva lasciare i figli a casa. Negozi di giocattoli, signorine vestite bene e sorridenti dietro ogni bancone, insomma andare alla Standa era un modo innovativo e divertente di fare la spesa. Ma quel grande magazzino è stato per anni anche il luogo privilegiato davanti al quale si sono avvicendati banchetti di raccolta firme e volantinaggi di gruppi e partiti politici sui temi di attualità del momento. Con gli anni, tra cambi di gestione e periodi di crisi, la storica Standa chiuse definitivamente. Negli ultimi giorni però, proprio in quello stesso edificio, molti residenti si sono accorti che qualcosa si stava muovendo. Così, curiosi come i passanti, siamo entrati facendoci largo tra operai al lavoro, scatoloni e scaffali ancora da riempire. Lì abbiamo conosciuto il direttore del nuovo supermercato, Luigi Zenobio, che sta riportando in vita quel luogo abbandonato da decenni. “Aprire un supermercato qui è un po’ una sfida”, ha esordito il responsabile del punto vendita. “Perché, a dirla tutta, i negozi non mancano alla Garbatella. Però puntiamo ad avere un format nuovo, più moderno e tutto improntato sul fresco.

E poi faremo anche cibo da asporto, un’occasione per chi non abita nei dintorni o per le persone più anziane.” E per quanto sia consapevole di non essere legati commercialmente alla vecchia Standa, essendo loro gruppo Gross, il direttore sa dell’importanza di questo posto per gli abitanti del quartiere. “Mi rendo conto di aver abbracciato un locale storico perché molti clienti sono passati e tutti mi ripetono la stessa cosa: finalmente si riapre. Proprio per questo ho voluto richiamare la tradizione del quartiere utilizzando come logo i 100 anni di Garbatella.”
Insomma, nonostante il periodo di crisi, c’è chi dimostra che si può sempre fare qualcosa. Se poi questo qualcosa riaccende anche i ricordi e gli animi di chi ha vissuto la Garbatella da anni, ancora meglio.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Misure anticovid nei ristoranti di zona: quasi tutti promossi

di Stefano Baiocchi

Tutti promossi!!!

Superata la prova, chi a pieni voti, chi abbondantemente sopra la sufficienza. I ristoranti e le pizzerie di Garbatella, dopo il lockdown della primavera, hanno tutti trasformato in parte i propri locali.

Ciò che si riscontra è la riduzione sensibile della capienza in modo da garantire un adeguato distanziamento fisico, alcuni gestori hanno persino posizionato dei pannelli in plexiglass in modo da isolare ancor di più i commensali. È il caso della Nuova Cantinetta di via Basilio Brollo, nota trattoria del quartiere di cucina romana a conduzione familiare, rimasta chiusa per tre mesi esatti dall’8 marzo all’8 giugno. “La ripartenza è stata dura, ma possiamo dire con orgoglio che moltissimi dei nostri clienti ci stavano aspettando”, dicono i proprietari. Ai costi della chiusura si sono aggiunti quelli legati all’emergenza sanitaria in corso: “Soltanto per i plexiglass abbiamo speso circa 3.000 euro, a cui si aggiungono i costi dei dosatori e delle colonnine per il gel e i saponi, la plastificazione dei menù e l’imbustamento delle posate”, concludono. Le spese sono ulteriormente lievitate poiché è stato necessario ridurre i posti a sedere, di un terzo quelli all’aperto e di circa la metà nella sala interna.

Chiunque entra è tenuto a scrivere su un foglio le proprie generalità e il numero di telefono, cosa comunque prevista dalla legge e che abbiamo riscontrato in ogni locale visitato. Stesse modalità al Ristoro degli Angeli, noto ristorante davanti al Palladium, dove anche qui troviamo una riduzione dei posti per i commensali, i plexiglass a fare da divisorio e una notevole attenzione da parte dei camerieri. Elisabetta, titolare del locale, ha imposto e fornito persino la mascherina FFP2 – considerata una delle migliori barriere contro il CoVid19 – ai propri dipendenti. Oltre ad una sanificazione costante nel locale, sui tavoli e su tutti gli oggetti ad uso di personale e clientela, è adoperata una bacchetta che emette una luce UV-C germicida e che può anche neutralizzare i cosiddetti superbug che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici.

Alla pizzeria o’ Masto di Via Passino è stata ridotta la capienza del 45% aumentando sensibilmente le distanze di sicurezza, ma senza l’installazione dei plexiglass; in ogni angolo del locale ci sono i gel igienizzanti, mentre i locali vengono sanificati con detersivi appositi. In quasi tutti i negozi del quartiere c’è molta attenzione, si entra contingentati e rigorosamente con la mascherina e spesso troviamo all’ingresso il gel lavamani. Da Eataly fino a poco tempo fa una guardia all’ingresso misurava con il termo scanner la temperatura ai clienti, ora questa pratica sembra misteriosamente scomparsa mentre ai Granai prima di entrare resta obbligatorio sottoporsi al controllo.

Al Carrefour di via Matteucci, dove prima erano presenti all’ingresso dei flaconi di gel, ora si fa evidentemente affidamento all’igiene della clientela, mentre al Conad Superstore di via Tito a San Paolo i vari dispenser per il gel continuano ad essere utilizzati dagli acquirenti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Piscina di Viale Giustiniano Imperatore: subentra la Maximo: ma la Lazio Nuoto non ci sta

ANCHE LA SINDACA RAGGI VISITA L’IMPIANTO CONTESTATO

di Ilaria Proietti Mercuri

Da una parte c’è la società Maximo, che dopo aver vinto il bando, è ufficialmente entrata a gestire l’impianto di via Giustiniano Imperatore. Dall’altra la Lazio Nuoto, che a colpi di ricorsi e ordinanze non si arrende, e vuole a tutti i costi riprendersi la piscina. Il Comune di Roma non ha dubbi, sta dalla parte di chi ha vinto il bando, e non ne vuole sentir parlare.
Breve riassunto delle puntate precedenti: quest’estate, dopo lunghi contenziosi legali, sembrava che la piscina sarebbe stata di nuovo messa in gioco tra le società per l’affidamento. Insomma, la partita per riprendersi la piscina sembrava ancora aperta alla Lazio Nuoto. E invece? Niente. Il Tar aveva solo bisogno di analizzare meglio alcuni requisiti, per poi affidare l’impianto nelle mani della nuova società SSD Maximo. Così finiti i controlli, la mattina del 2 Settembre il Comune di Roma, dopo aver chiesto la restituzione dell’impianto alla Lazio ha deciso di spedire la polizia per sgomberare tutto e chiudere i cancelli. Puf. A riaprirli è stata la società entrante il 1 Ottobre.

Come l’ha presa il Presidente della Lazio Nuoto Massimo Moroli? Inizialmente aveva dichiarato “Non parteciperemo al campionato di pallanuoto di serie A1 per mancanza fondi”. Questa era la notizia che aveva fatto più clamore mediatico. Allora, siamo partiti proprio da lì.

“Presidente, mollerete così il campionato di Serie A1 quest’anno?”
“No. Avevo preso questa decisione è vero, ma se loro ci vogliono ammazzare noi non dobbiamo morire. Ero titubante però dopo una consultazione con giocatori, allenatori e tutta la società, abbiamo deciso che ritirarsi avrebbe significato dargliela vinta al Comune”.
“Come hanno reagito gli atleti?”
“Possono dire con orgoglio che sono rimasti tutti uniti e coesi con la società, nonostante molti di loro abbiano avuto offerte da altre squadre. Per noi questa è una grande soddisfazione ma anche una grande responsabilità. Ti dirò di più. I ragazzi hanno persino accettato di giocare fino a Gennaio senza stipendio”.
“Quindi la pallanuoto è salva. Invece la piscina della Garbatella? La guerra burocratica finisce qui?”
“Certo che no. Io difenderò sempre la Lazio Nuoto. E non esiste che una società così importante venga trattata così. Quindi noi non ci fermiamo davanti a niente. E se non andrà bene con un altro ricorso al Tar, andremo al Consiglio di Stato”.
Senza dubbio, è stato chiaro e coinciso il Presidente Moroli. Come l’hanno preso invece alla Maximo l’ennesimo incaponimento di Moroli? Tra voci degli istruttori che urlano e odore di cloro, siamo andati a chiederlo al responsabile della nuova società Roberto Ferracuti.

Con questo clima di tensione, come è stato l’ingresso nel nuovo impianto?
“Sappiamo che il nostro arrivo non è stato tra i più tranquilli. Ma abbiamo voluto mantenere lo stesso personale sia tecnico che amministrativo, e molti clienti sono già tornati. Siamo a una media di 700 iscritti tra palestra e nuoto, e visti i tempi del Covid non è male.”
Cosa pensa del fatto che il Presidente Moroli non voglia mollare l’impianto?
“Moroli ha le sue idee. Ha scritto una lettera ai suoi clienti che entro dicembre sarà di nuovo qua. Ma ci sono delle sentenze dettate, noi non siamo qui abusivi. Abbiamo firmato un contratto con il Comune di Roma. È persino passata la Sindaca Raggi a vedere se tutto procedesse per il meglio”
Quindi voi continuerete per la vostra strada nel nuovo centro?
“Si. Ci sono dei gradi di giudizio ed è da escludere un rientro della Lazio entro dicembre. Pensiamo ora ai nostri utenti, che sono sempre stati soddisfatti della Lazio, e vogliamo che sia lo stesso con noi.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI