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La SS Lazio Nuoto sfrattata dalla sua storica piscina

Traguardi, medaglie, successi sportivi indimenticabili. La Lazio Nuoto ha alle spalle 120 anni di vittorie che però, oggi, vengono quasi messe in secondo piano da un’amara sconfitta. Infatti, nonostante il ricorso al Tar vinto dalla società, alla fine Roma Capitale decide di sfrattare la Lazio dalla sua storica piscina in Viale Giustiniano Imperatore.

Il bando perso

Facciamo un piccolo passo indietro. La struttura, punto di riferimento per tutto il quartiere, era gestita dalla SS Lazio dal 1984. Nel 2019 però, la vasca venne messa a gara dal Comune di Roma poichè era scaduta la concessione

Il Presidente Massimo Moroli non perse tempo e si ritrovò a partecipare al nuovo bando contendendosi la piscina con altre società. A vincere fu però la Juventus Nuoto. Una vittoria meritata? “Per come era impostata la gara, non avrebbe mai vinto il migliore.” Ha sempre sostenuto Moroli. “A decidere l’esito del bando sull’assegnazione dell’impianto è stata, unicamente, l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizza pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.”
(Vedi: La piscina della Lazio passa nelle mani della Juventus)

Il ricorso al Tar

Così dopo aver perso il bando, Moroli, convinto dal fatto che la vittoria della Juventus fosse stata determinata dall’offerta economica, decise di fare ricorso al Tar. E dopo diverse battaglie legali, a Giugno 2020 il Tar accoglie la sentenza e da ragione alla Lazio. Un traguardo che però, dopo soli tre mesi viene smontato da un nuovo sfratto.
(Vedi: La Lazio Nuoto vince la partita al Tar)

Lo sfratto

Il 2 Settembre 2020 arriva una delle sconfitte più brutte nella storia di questa società. Anche se la sentenza era stata a favore della Lazio, le forze dell’ordine mandate da Roma Capitale sono intervenute nell’impianto. Dopo una lunga giornata, nonostante l’attaccamento dei dipendenti, la società è stata sfrattata.

Riteniamo di essere stati soggetti ad un’operazione inaudita” spiega Massimo Moroli tra le pagine del sito della società. “Malgrado ci sia una sentenza chiaramente a nostro favore e malgrado ci siano circa 80 impianti comunali la cui concessione è scaduta da 2 a 10 anni in anticipo rispetto alla scadenza della Lazio. Il Comune, con il suo atteggiamento, sta dimostrando una inimicizia ed ostilità nei confronti della Società Biancoceleste.”

Ma forse, neanche stavolta, il Presidente Moroli lascerà passare a Roma Capitale l’ennesimo attacco alla società. “In questo quartiere ci siamo insediati fin da subito con una modalità quasi miracolosa. Siamo apprezzati perché coinvolgiamo tutti non solo l’attività agonistica. E tutti stanno con noi. Nessuno vuole che siamo sradicati da questa realtà. E quindi vogliamo difendere gli interessi di coloro che credono nella nostra storia.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Una tranquilla serata di fine agosto a Garbatella e paraggi

La Questura di Roma ha avviato da qualche tempo dei servizi straordinari ad “Alto Impatto” per il controllo della Movida e di altre attività illecite in tutta Roma. Nella zona Colombo stanno collaborando, oltre alla Polizia di Stato Reparto Prevenzione Crimine e Unità Cinofile, anche Personale della ASL Roma 2 Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione.

Nel dettaglio, la sera scorsa sono state riscontrate diverse irregolarità. 

Durante i controlli, in via Nansen i poliziotti hanno arrestato per tentata rapina aggravata e lesioni tale P.F., trentenne originario di Aversa con precedenti penali. Il pregiudicato era entrato in un supermercato di via Ostiense chiedendo delle birre, ma il proprietario, avendolo visto già alticcio ed intuito che difficilmente le avrebbe pagate, aveva rifiutato invitandolo ad uscire per prendere una boccata d’aria fresca. Il malvivente reagiva mordendo il proprietario ad un braccio e colpendolo con un pugno al volto. Fermato e riconosciuto dalla Polizia il trentenne è stato arrestato e trasferito al carcere di Velletri.

Alla Garbatella sono stati poi controllati diversi esercizi commerciali. In uno questi sono state rilevate gravi inadempienze igieniche, irregolarità nella conservazione di prodotti alimentari in frigoriferi, privi della richiesta tracciabilità, etichettatura e data di confezionamento. Al titolare è stata quindi contestata una sanzione di millecinquecento euro.

In un secondo locale sono state riscontrate pessime condizioni sanitarie, con presenza di feci di topo e formiche nella madia. Il personale della ASL ha quindi ritenuto opportuna la chiusura del locale.

Durante i controlli antiprostituzione in Viale Marconi, Via Colombo e Largo Bortolotti, gli operatori della polizia hanno sanzionato quattro “lucciole” e notificato altrettanti quattro Daspo Urbani per i “clienti”, un paio dei quali provenienti dalla provincia di Latina.

La serata di controlli è terminata in largo Beato Placido Riccardi, zona della cosiddetta “Movida”, dove sono state identificate 132 persone, molte delle quali non stavano rispettavano le distanze di sicurezza e non indossavano la mascherina richiesta dalle norme di prevenzione anti COVID; di queste persone quindici avevano precedenti di polizia. Per amore di statistica sappiamo che ben 113 cittadini erano italiani e 19 cittadini stranieri. Una sola persona è stata sanzionata amministrativamente per uso personale di stupefacenti poiché trovato in possesso di tre grammi di hashish.Questo è il rapporto di una ordinaria e tutto sommato tranquilla serata di fine agosto a Garbatella e dintorni.

Di Giorgio Guidoni

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Abitare alla Garbatella

Amate la vita da quartiere? Allora siete nel posto giusto. Dai mercati rionali, alle migliori osterie, luoghi storici ma anche moderni bistrot, il tutto incorniciato da una magnifica città giardino. Qui si può conoscere il vero spirito romano, e in più si vive anche bene. Ecco qualche consiglio utile per chi si sta chiedendo: e se andassi ad abitare alla Garbatella?

Zone

Questo quartiere, non possiamo negarlo, è amato da tutti. Incanta, affascina, ogni suo angolo ti conquista. Il bello della Garbatella qual è? Ha tutto. Sia che vogliate fare un tuffo nel passato dell’architettura Barocca, o che vogliate passare una serata in un locale moderno. L’importante è conoscere bene i suoi vicoli. Dunque, vediamo insieme cosa distingue la zona di Garbatella vecchia da quella nuova.

Garbatella vecchia

Se passassimo con un elicottero sopra la Garbatella vedremmo un complesso di villine di pochi piani, ossia i Lotti. Piccoli archi e scalinate ne disegnano gli accessi. Prati verdi e palme ne colorano i dintorni. Proprio per questo la Garbatella viene chiamata città giardino. Quella dei Lotti possiamo definirla come la parte della vecchia Garbatella.

A vivere nei Lotti ci sono per la maggior parte le vecchie famiglie insediatesi durante il fascismo. Gli appartamenti sono piccoli, solitamente sui 50 o 70 m quadri. Molti dei quali però, non possono essere messi in vendita, poiché di proprietà dell’Ater. Ma non temete! Basta spostarsi di poco, e nella zona della Garbatella Nuova c’è un po’ di tutto.

Garbatella nuova

I Lotti hanno qualcosa di magico. Ma la parte moderna della Garbatella non ha nulla da invidiare ai verdi villini. Soprattutto perché qui, non manca nulla. Per chi decidesse di trasferirsi alla Garbatella, le migliori zone sono Circonvallazione Ostiense, Piazza E. Biffi, la Zona del Teatro Palladium. A pochi passi dalla metro, si è collegati a tutta Roma, e poi non mancano di certo supermercati, bar, negozi, pub, storici calzolai e rinnovati bistrot.

Collegamenti

I vantaggi di chi abita alla Garbatella? Tra questi ci sono senza dubbio i collegamenti al resto della città. Linee bus, Enjoy, ma soprattutto la metro.

Metro

Garbatella infatti è una delle stazioni della Metro B, che collega Roma Sud-Ovest a Roma Est. In pochi minuti si può comodamente arrivare anche in centro, che dista a soli 4 km.
(Vedi Come arrivare alla Garbatella)

Al confine del quartiere inoltre troviamo la Via Cristoforo Colombo, che collega Roma al mare, precisamente ad Ostia. È una delle Vie principali della Capitale assieme alla tangenziale Est e al Grande Raccordo Anulare.

Servizi

Scuole

Se decidete di venire ad abitare alla Garbatella, non mancheranno di certo le scelte su dove mandare i vostri figli a scuola. Dagli asili nido, alle elementari, medie e anche licei. Tra i più conosciuti troviamo il Liceo Socrate, in Via Padre Reginaldo Giuliani 15, che pur essendo situato nei pressi nella Circonvallazione Ostiense, area centrale e molto trafficata, è circondato da una tranquilla zona verde e recintata.

Dove mangiare alla Garbatella

Dal pesce alla carne, passando per i forni a legna sempre pronti a sfornare squisite pizze bollenti, fino alle migliori osterie romane. Per chi volesse venire ad abitare alla Garbatella, state certi che con il cibo andrete a colpo sicuro. Troverete locali accoglienti e i proprietari saranno tra i vostri più cari amici già dalla prima cena. Se volete qualche consiglio in più su dove mangiare, date un’occhiata qui: Mangiare alla Garbatella.

Dove bere alla Garbatella

Si comincia dal vino? Oppure un bel cocktail? Sullo sfondo della città giardino qualunque cosa vogliate fare la sera la troverete. I locali notturni, soprattutto negli ultimi anni, stanno sempre più popolando questo quartiere. Enoteche, birrerie, pub decorati da luci che illuminano i vicoli, nuovi locali che in pochissimo tempo sono divenuti conosciuti anche al di fuori della Garbatella. Perchè? Andate a provarli e lo scoprirete. Dove bere alla Garbatella.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Basilica San Paolo fuori le Mura

  • LA STORIA

La storia

Nella splendida cornice del Parco Schuster, vicino il Tevere, si erge con i suoi 131 metri di lunghezza, 65 di larghezza e 29,790 di altezza la Basilica San Paolo fuori le Mura. Ma prima di diventare così imponente, questa Chiesa, ha subito una serie di ricostruzioni.

La prima volta infatti venne consacrata nel lontano 324 per volere di Costantino. All’epoca, secondo alcune ricostruzioni, era una semplice chiesa a Tre Navate che ospitava la tomba di San Paolo.

Negli anni però, proprio grazie al fatto che la chiesa ospitasse il sarcofago di San Paolo, tantissimi pellegrini accorrevano a visitarla. Così, sotto il regno di Tre Imperatori, Teodosio I, Graziano e Valentiano II, verso la fine del 300, la struttura venne ricostruita e ingrandita. Rimase così fino al 1823. Perché venne di nuovo ricostruita? Questo lo scoprirete tra le curiosità.  

Tre curiosità che forse non sapevi

Scoprire un luogo è un po’ come vedere un film. La prima volta ti sfugge sempre qualcosa. Poi ti capita di rivederlo e allora scopri dettagli nuovi, curiosità che ti erano sfuggite. Be’, pensate che non vi sia scappato nulla su una delle più grandi basiliche di Roma? Ecco tre curiosità sulla Basilica di San Paolo che forse non sapevi.

È resistita ad un gravissimo incendio

Avete presente quando cercate di risolvere un problema, ma finite per crearne il doppio? Ecco, più o meno è quello che accadde nell’incendio della Basilica San Paolo. Era il Luglio del 1823, ed erano in corso una serie di lavori per cercare di risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua all’interno della Basilica. Una sera, uno stagnaio, lasciò acceso il fuoco che aveva utilizzato per farsi luce durante i lavori. E indovinate un po’?

Puf. In pochissimo tempo tutta la Basilica divampò. I monaci corsero fuori facendosi largo tra i fumo e i soccorsi arrivarono con i tempi dell’800. Le fiamme durarono ben cinque ore prima di essere spente totalmente.

La ricostruzione avvenne nel 1825 per volere di Papa Leone XII dopo aver invitato i fedeli ad una raccolta di offerte. Non sia mai avessero avuto pochi soldi.

È patrimonio dell’Unesco

Pasta, pizza e mandolino. Così ci vedono all’estero. Si d’accordo ma, quando si tratta di Arte, italiani, alzate il mento e siate fieri del vostro paese. Sapevate che Italia e Cina sono le nazioni con il maggior numero di siti inclusi tra i patrimoni dell’umanità? Eppure, la Cina è grande più di trenta volte rispetto all’Italia. Insomma, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno.

E tra i patrimoni dell’Unesco c’è proprio lei, la Basilica San Paolo, che dal 1980 è entrata a far parte della lista deI patrimoni dell’umanità.

La festa di San Paolo

Più di duecento bancarelle, musica popolare, e fuochi d’artificio. Sapevate che ben dal 1985, questa festa, ha sempre colorato il Quartiere San Paolo? Ogni 29 Giugno, tra il Parco Schuster e Via Giulio Rocco la strada prende vita e i festeggiamenti vanno ad oltranza per tutta la notte. Famiglie, giovani, anziani, e il bello della festa di San Paolo forse è proprio questo. Ritrovare a fine serata, ogni generazione con gli occhi al cielo a guardare assieme i fuochi d’artificio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il progetto Dopo di Noi arriva alla Montagnola

Da settembre parte Dopo di Noi nel Municipio Roma VIII. Un progetto di aiuto verso tutte quelle persone con gravi disabilità, ma anche per sostenere le loro famiglie.

Da dove nasce il progetto Dopo Di Noi

Cosa sarà di nostro figlio, quando non ci saremo più noi ad assisterlo?”. Questa è la domanda che tormenta la vita dei genitori di ogni ragazzo disabile. E la politica ha voluto rispondere con la legge sul Dopo di Noi approvata nel 2016. Si tratta di un testo contenente le disposizioni per affrontare il futuro di questi ragazzi dopo la morte dei loro parenti. Uno sportello di consulenza, progetti di vita, convivenza assistita, sono vari i temi che affronta questa legge.

E indovinate un po’, il Municipio VIII non si fa trovare impreparato. “Siamo pronti per il Dopo di Noi” ha dichiarato su un post di Fb il minisindaco Amedeo Ciaccheri. In che modo? Vediamolo insieme.

Dopo Di Noi a Montagnola

Da settembre parte il Dopo di Noi nel Municipio Roma VIII con l’apertura della casa di via Leonori a Montagnola e poi altre due pronte a breve, per ospitare un progetto d’autonomia per persone con disabilità grave”. Un piano, quello di dare priorità a questa legge, che è sempre stato uno dei principali obiettivi da perseguire da parte della giunta Municipale. E finalmente oggi, grazie al Municipio Roma VIII, l’ASL Roma 2, la Regione Lazio, l’ASP Asilo Savoia, si apre una nuova porta verso il Dopo di Noi.

Come già detto, non sarà l’unica struttura dedicata alle famiglie, presto ne nasceranno altre due. Per ora però, siamo già a un buon inizio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Identificati i resti di un altro martire delle Fosse Ardeatine: quelli dell’ebreo tedesco Heinz Eric Tuchman

Nello scorso mese di luglio sono stati identificati con certezza i resti di un altro dei Martiri delle Fosse Ardeatine. Grazie al lavoro di studiosi e tecnici, con l’ausilio di moderni mezzi scientifici dell’Arma dei Carabinieri, i resti anonimi di una delle 335 vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944 hanno ora un nome certo.

Un ulteriore risultato, dopo quello del riconoscimento di Marian Reicher nella scorsa primavera.

Il personaggio di questa triste vicenda è l’ebreo tedesco di Magdeburgo Heinz Eric Tuchman. Grazie alla comparazione del DNA tratto dai resti di chi è stato vigliaccamente assassinato con quello del nipote Jeremy, che vive a Londra, si è finalmente risolto a distanza di 76 anni un altro enigma legato al barbaro eccidio.

Particolare soddisfazione è stata espressa dal Comandante dei RIS di Roma, Colonello Schiavone, che ha spiegato come il risultato è stato raggiunto partendo dal profilo del cromosoma Y , quello paterno, delle ossa conservate nel Mausoleo, confrontato con un campione della saliva del nipote. Dalla valutazione antropometrica dei resti senza nome conservati alle Fosse Ardeatine già si sapeva che si trattava di un uomo tra i 35 e i 55 anni, alto circa 1 metro e 70. Questi dati messi assieme all’esame del DNA hanno quindi consentito di dare un nome anche ai resti di Heinz Eric Tuchman.

Enrico Recchi

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Quattro nuove classi per la Scuola d’Infanzia Casa dei Bimbi

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica. E così è accaduto alla Scuola d’infanzia Casa dei Bimbi. L’obiettivo era quello di ricavare nuove classi, in modo da avere maggiori spazi in vista di un Settembre colmo di dubbi e perplessità per quel che riguarda la scuola. Ma il problema era, da dove ricavare le nuove aule? Perché non dall’ex alloggio del custode.

Proprio così, in tempi di Covid allargare gli spazi e farsi trovare pronti per Settembre è un obiettivo difficile da raggiungere. Eppure, a poche settimane dalla riapertura delle scuole, all’istituto della Garbatella una soluzione l’hanno trovata. Uno spazio che da tempo era abbandonato, quello dell’ex alloggio del custode, si è deciso di riqualificarlo e dare vita a nuovi spazi. Qualche lavoro di manutenzione, una verniciata qua e là, ed ecco ben 4 nuove classi per i piccoli del quartiere.

“Il 14 settembre riapriranno le nostre scuole e dovremo garantire che riprenderanno in sicurezza e dando centralità a un progetto pedagogico, dentro e fuori le mura dei nostri istituti.” Ci tiene a spiegare il mini-sindaco del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Un progetto che ha particolare importanza soprattutto in un periodo come questo, dove le difficoltà sono raddoppiate, e valorizzare la scuola è fondamentale.

Di Ilaria Porietti Mercuri

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Incendio sulla Magliana: il fumo arriva fino agli altri quartieri

Nel pomeriggio di Sabato 1 Agosto, tra il traffico del weekend ed il forte caldo, ettari di terreno hanno iniziato a bruciare. Il tutto è avvenuto in Via del Cappellaccio, all’incrocio del viadotto della Magliana. Non sono ben chiari i motivi dell’incendio. Ma poco dopo che il cielo ha iniziato a coprirsi di nero sono giunti sul posto Vigili del Fuoco, polizia ed un elicottero.

Il fumo negli altri quartieri

“Alle 22 di sera ancora c’era puzza di fumo ovunque” ci racconta una signora che vive alla Garbatella. “L’odore di bruciato è arrivato anche a Montagnola e Tor Marancia, conferma invece un abitante della zona. Nonostante l’intervento dei Vigili del fuoco, in breve tempo molte delle aree vicine alla Magliana sono state invase dal fumo fino alla tarda sera di Sabato.

A rischio anche gli animali

A rimetterci in questa montagna di fumo poi, sono stati anche i nostri amici a quattro zampe. Proprio sulla Magliana infatti è situato un centro cinofilo, che in breve tempo è stato assaltato dal cattivo odore. Anche qui c’è stato bisogno di un immediato intervento e le decine di animali sono stati salvati grazie alle squadre del Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Roma.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Tenta una rapina l’Uomo Ragno della Garbatella

Alla gelateria Il Pellicano di piazza Eugenio Biffi

Domenica 26 luglio, la giornata lavorativa è terminata, sono le due di notte e Gianluca Maglio, il titolare della gelateria Il Pellicano di piazza Biffi alla Garbatella, sta chiudendo l’esercizio. La serranda del negozio è parzialmente abbassata, ma furtivamente entra una persona. Gianluca è di spalle, sente un rumore si volta e vede un ragazzo con il volto coperto da una maschera dell’Uomo Ragno. Lì per lì Gianluca non realizza cosa stia succedendo e rimane senza parole. L’uomo mascherato, anzi l’Uomo Ragno intima a Gianluca “Famose a capì, o me dai tutto e subito o qui finisce male!”.  Solo allora Gianluca capisce che si trova di fronte un balordo intenzionato a rapinarlo dell’incasso dell’intera giornata di lavoro e reagisce con la rabbia dei giusti. “Ma che mi vuoi rapinare? Ma che ti sei messo in testa?”. Non sappiamo se il ladruncolo rimane interdetto ragionando sul doppio significato della domanda, ma Gianluca lo blocca per i polsi per spingerlo fuori del negozietto. Intanto i ragazzi del bar adiacente, sentiti i rumori sospetti, vanno a dar manforte e chiamano la Polizia. Il ladro mascherato riesce a divincolarsi e se ne va via camminando con calma su per via Guglielmo Massaia, non prima di aver ferito Gianluca in maniera superficiale all’avambraccio destro. Trascorsi pochi minuti arriva una volante dalla vicina stazione, e subito dopo un’altra macchina della Ps comunica via radio di aver fermato un sospetto nella vicina via Giovanni da Capistrano, dove si trova la famosa fontana di Carlotta, uno dei simboli della Garbatella. Il ragazzo sospetto è proprio il ladro maldestro, V. R. di 26 anni, abitante nella zona, con diversi precedenti che si era già liberato di maschera e coltello, presto ritrovati dalle forze dell’ordine. Il giovane viene arrestato con l’accusa di tentata rapina. L’uso della maschera, rivelano i poliziotti, era probabilmente dettato dal tentativo di non farsi riconoscere dagli abitanti della zona. 

Di Giorgio Guidoni

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Acqua a non finire di fronte fontana Carlotta

Avete presente la fontana più importante della Garbatella? Si proprio lei: Carlotta. Un pezzo di storia del quartiere, luogo di raduno per tanti ragazzi e meta ambita da pullman interi di turisti. Tutto molto bello, però, da qualche settimana proprio nella piazzetta dove è situata Carlotta, all’incrocio tra Via Angelo Orsucci e Via Giovanni Da Capistrano, una grossa perdita d’acqua tiene allagato il marciapiede giorno e notte. Il tutto dipende da alcuni tubi di erogazione che si trovano sul muro antistante Carlotta.

“Qualche settimana fa sono passati dei ragazzi dell’Acea” ci racconta una signora che vive nel Lotto 31 di fronte la fontana, “hanno detto che sarebbero tornati ma qui la situazione è ancora così.”

Per dire quanto occupa l’intera perdita, basta vedere come viene a formarsi una grande pozza dal muro da cui partono i tubi, fino a scendere verso la fontana. Fosse almeno pulito in marciapiede, passerebbe all’occhio la perdita, ma così proprio no. Insomma, a quando l’intervento?

Di Ilaria Proietti Mercuri

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A San Paolo il murale dedicato a Soumaila Sacko

I murales sono pericolosi, non perchè imbrattano le città, ma perchè smuovono le coscienze. L’ultimo è quello in Via Efeso nel quartiere San Paolo dell’artista Laika, autrice di altre opere di street art come quella dedicata a Giulio Regeni, Patrick Zaky o Daniele De Rossi. Stavolta il soggetto della sua opera è Soumaila Sacko e la sua storia, che riguarda un po’ tutti noi.

La storia

Pace, libertà, giustizia: sono questi i temi invocati spesso da Laika nelle sue opere. E anche stavolta, sullo sfondo del Murale si legge Justice. Giustizia per Soumalia Sacko, bracciante sindacalista ucciso a 29 anni nei pressi della tendopoli dove viveva con altri 400 braccianti in condizioni disumane. Quella notte Sacko, dopo l’ennesimo incendio della baraccopoli, aveva deciso di andare a cercare materiali non infiammabili per evitare altri incidenti che mettessero a repentaglio la sua vita e quella dei suoi compagni. Ma durante la ricerca in una vecchia fabbrica delle campagne calabresi, venne raggiunto da quattro colpi di fucile. L’assassino sembrerebbe dalle indagini essere stato proprio uno dei soci della fabbrica.

A pochi giorni dall’omicidio tutta la tendopoli iniziò a mobilitarsi protestando in solidarietà di Sacko, ma anche per dire stop alle condizioni in cui sono costretti a vivere da sempre. Una protesta che in quei mesi si allargò in tutta Italia. Risultato? Solo negli ultimi 7 anni, sono quasi 2000 i braccianti che hanno perso la vita nelle tendopoli.

L’opera

Smuovere le coscienze dunque non è semplice. Ma d’altronde l’arte serve anche a questo no? Laika ha voluto raccontarci la storia di Sacko rappresentandolo con il braccio sinistro in alto mentre tiene in mano un pomodoro da cui cola sul suo braccio del sangue. Quello stesso sangue dei braccianti che spesso ci rimettono la vita per un profitto di cui beneficia sempre e solo il mondo capitalista.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Riqualificazione del Campo di Piero

Bambini che giocano, anziani sulle panchine, i ragazzi che si incontrano per studiare sotto un albero. I parchi sono la nostra ora d’aria in una giungla di asfalto. Eppure, quasi mai, sono tenuti come si deve.

Un esempio è il Campetto di Piero, il campo sportivo tra via di Grottaperfetta e via Granai di Nerva a Roma 70. La piccola area sportiva è rimasta abbandonata per anni, poi grazie agli sforzi del Comitato di Quartiere, si è deciso di ripulirla e riportarla all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.


“Dopo 14 anni, parte il recupero del Campetto di Piero. Un progetto fortemente voluto dal territorio, che riqualificherà questo spazio con strutture adeguate per attività ludica e sportiva e per restituire alla collettività un vero e proprio bene comune del quartiere di Roma 70.” Dichiara il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. “Un lavoro di squadra per il quale ringrazio la direzione tecnica, l’assessora Ricci, la nostra maggioranza, il comitato di quartiere e chi in questi anni ha continuato a lavorare per un risultato che adesso aspettiamo solo di inaugurare”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Chiude la Scuola Miglivacca a Marconi per mancanza fondi

Pare che lo stop delle scuole dovuto al Corona Virus non sia bastato. Si sa, i problemi attirano altri problemi. E come abbiamo imparato in questi mesi, quando le difficoltà non sono sanitarie, ci sono sempre ad aspettarci dietro l’angolo quelle economiche. Ed a rimetterci sono di nuovo loro, i bambini, questa volta quelli della Scuola Miglivacca in Via Oderisi da Gubbio 16, in zona Marconi. Non ci sono più soldi? Allora che si fa? Si chiude la scuola.

Proprio così, a causa dei costi di gestione l’istituto rischia per l’anno 2020/2021 di lasciare più di 100 bambini senza possibilità di iscrizione. Per non parlare delle difficoltà che avranno le maestre, in un momento di crisi così profonda in cui mai come ora si deve dimenticare l’importanza di tutelare qualsiasi lavoratore.

L’intervento di Garipoli

Nel frattempo il Capogruppo di Fratelli d’Italia Valerio Garipoli chiede agli Uffici tecnici del Vicariato di rivedere tale decisione in quanto è assurdo accettare in quest’anno già particolarmente difficile di perdere ancora una volta un servizio così fondamentale per la comunità. Aggiungendo infine: “Ci auspichiamo davvero che vi possa esser soltanto un rinvio per lavori di messa a norma e magari la nuova predisposizione di un nuovo Istituto Comprensivo”.

La petizione

Chiudere una scuola sarebbe come chiudere una frontiera in più per il futuro dei nostri figli. Questa la ragione per cui è stata creata la petizione su change.org per evitare la chiusura dell’Istituto Miglivacca. Quindi, forse, non è ancora detta l’ultima parola.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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18 e 19 Luglio torna la Festa per la Cultura

Le feste di quartiere hanno sempre avuto un fascino irresistibile, ma con questo Covid come si fa? Il Municipio VIII non si è tirato indietro, e infatti il 18 e 19 Luglio 2020 nel parco della scuola Principe di Piemonte in via Ostiense 263c, ci sarà la 27esima Festa per la Cultura.

Street band, spettacoli, concerti, mostre fotografiche, rassegne letterarie, insomma non ci si farà mancare nulla. E il tutto <<si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19 e si concentrerà su di una serie di eventi culturali dedicati a gruppi ristretti e distanziati>>, rassicura il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

L’iniziativa parte dall’Associazione Culturale Controchiave, in collaborazione con l’I.C. Via Padre Semeria. Controchiave nasce 1991 e da 20 anni anima il nostro territorio. La Festa della Cultura è sempre stata tra i contenuti più amati da chi vive nei nostri quartieri. Una giornata di festa ma anche di riqualificazione e formazione.

Insomma, questo fine settimana non fatevi beccare impreparati. Mascherina alla mano, anzi, in bocca, e buona Festa della Cultura a tutti.

L’ingresso sarà gratuito e per avere il programma completo basta cliccare qui.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Una sera d’estate a Garbatella

Siete pronti? Be’ se non lo siete, preparatevi. Perchè il 16 Luglio vi aspetta una sera d’estate a Garbatella. Una festa nel quartiere dei lotti all’insegna di iniziative sociali, musicali e sportive. 

Dove

Dalle ore 17 alle ore 22 le aperture straordinarie per la festa interesseranno alcune delle vie principali del quartiere. Quali? Circonvallazione Ostiense: via Caffaro; via Ignazio Persico; piazza Bartolomeo Romano; piazza Damiano Sauli; via Giovanni Andrea Badoero; via Luigi Fincati; piazza Agusto Albini; via Francesco Passino; via Giacomo Rho; via Carlo Citerni e via Giuseppe Candeo.

L’evento si terrà nel totale rispetto delle norme previste dai decreti ministeriali e dalle disposizioni regionali, per il contenimento della diffusione del contagio da COVID-19.

Programma

Vi immergerete in una serata tra degustazioni e iniziative sociali. Ecco una piccola anteprima, per l’intero programma basta cliccare qui

Il cuore grande di Garbatella adotta un Girasole

Degustazioni gratuite e raccolta fondi a favore della Locanda dei Girasoli. Il ristorante gestito da un gruppetto di ragazzi affetti dalla sindrome di down o autismo. Il loro impegno li rende felici e orgogliosi, ma da tempo purtroppo, la locanda rischia di chiudere.

Piazza Damiano Sauli – dalle ore 19 alle ore 22

Incontro dimostrativo di Bike Polo

L’Associazione ASD Bike Polo Roma metterà a disposizione le attrezzature per praticare bike polo, una variante del gioco del polo.

Piazza B. Brin – dalle ore 17 al tramonto

Recital per violoncello solo

A cura di Roma Tre Orchestra, una recita a suon di violoncello.

Piazza Nicola Longobardi 2 – ore 19

Hàgape 2000 onlus in piazza

Raccolta fondi per attività sociali della Onlus Hàgape 2000 un’associazione formata da genitori e ragazzi/e disabili fisici e/o psichici adolescenti e giovani adulti.

Luogo da definire



Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta vince il premio per la miglior riqualificazione archeologica

Farsi investire dalle bellezze delle nostre città, oggi, è sempre più difficile. Smog, traffico, sporcizia e parchi abbandonati hanno preso il sopravvento. Eppure, c’è ancora chi sceglie di investire nei nostri patrimoni. È il caso del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta, che con il progetto per la riqualificazione dell’area archeologia tra Via Carnera e Via Grottaperfetta, si è aggiudicato il premio Roma Best Practices Award 2020 nella categoria Roma Cresce Bene.

Il premio

Il premio Roma Best Practices Award nasce nel 2017 per valorizzare le idee che sostengono il miglioramento delle nostre città. Sono molte le persone che si offrono di prendersi cura del proprio quartiere, e il premio ha proprio l’obiettivo di dare un contributo a chi, con rispetto e amore, crede nel territorio.

Il progetto del Cdq Grotta Perfetta

Cosa ha offerto dunque il Cdq Grotta Perfetta al suo territorio? Un progetto diviso in quattro punti che verrà attuato nel grande parco in via di Grottaperfetta.

  1. Ripulire gli arbusti e la vegetazione spontanea, così da renderla visibile anche dai marciapiedi.
  2. Apporre cartellonistica lungo la recinzione perimetrale.
  3. Ripristinare la copertura del Mausoleo romano situato nei pressi della Chiesa SS.Annunziata. Una vera e propria piccola area archeologica che è sempre stata trascurata negli anni.
  4. Organizzare visite guidate con le scuole del quartiere, così che i bambini e ragazzi possano apprezzare i tesori del nostro passato creando i presupposti per l’amore e l’interesse per la storia del nostro territorio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Sarà light la festa della Cultura 2020

Confermato da Controchiave il tradizionale sito della scuola Principe di Piemonte

Dopo un po’ di tentennamenti e tanta caparbietà l’associazione Controchiave annuncia che la Festa per la Cultura si farà anche quest’anno seppur in forma light. Intanto sono state scelte le date: saranno sabato 18 e domenica 19 luglio. Il luogo è quello che accoglie il tradizionale appuntamento ormai da qualche anno, la mitica Scuola Principe di Piemonte. Lì lo spazio c’è ed è tanto. Ma non di meno bisognerà applicare le regole del distanziamento sociale sia per l’ascolto dei concerti che per le file agli stand di Ristoro. E prima ancora bisognerà stabilire regole di accesso per non creare assembramenti. Ed è a questo che la nutrita schiera di soci di controchiave sta alacremente lavorando, coadiuvata dai volontari che come ogni anno collaborano nell’organizzazione. La cosa importante è che la #Festaperlacultura si farà… L’estate non potrebbe cominciare senza!

Di Paola Borghesi

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“SICUREZZA E PULIZIA A PIAZZA DEI NAVIGATORI

Il giorno 25 giugno 2020 un gruppo di rappresentanti dei residenti di piazza dei Navigatori ha incontrato il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, per esporre le criticità che i cittadini stanno vivendo. Le problematiche in oggetto sono ben sintetizzate nella lettera che segue, consegnata al Presidente, firmata da circa 70 residenti che volentieri pubblichiamo:

Roma, 25 giugno 2020

I sottoscritti residenti in Piazza Navigatori e aree circostanti, impossibilitati ad intervenire di persona all’incontro odierno tra i cittadini ed il Presidente del Municipio Roma VIII, incaricano i partecipanti di rappresentare la propria forte preoccupazione relativamente alla grave situazione che si verifica costantemente nella Piazza durante le ore notturne, caratterizzata purtroppo da prostituzione, schiamazzi, risse, danneggiamenti, intrusioni in aree di proprietà privata e, a volte, vere e proprie minacce ai danni dei cittadini che si trovano a rientrare a casa nelle stesse ore. Una situazione che, come se non bastasse, crea dei problemi anche al mattino, quando famiglie e bambini si trovano molto spesso a dover schivare i residui del consumo di rapporti sessuali (preservativi usati), alcol (bottiglie rotte) e droghe (pipette per crack/cocaina) nonché nell’ovvia impossibilità di utilizzare le panchine e le aree utilizzate come servizi igienici a cielo aperto.

I residenti esprimono inoltre preoccupazione relativamente alla salute e all’umanità delle condizioni di vita delle persone senza tetto che pernottano nella stessa Piazza anche nei mesi più freddi, privi di servizi igienici e di qualsiasi struttura che garantisca la dignità e la sicurezza a cui anche loro hanno diritto.

Chiedono al Presidente un intervento immediato che consenta di ripristinare non soltanto la quiete, pulizia e sicurezza dei luoghi, ma anche l’incolumità dei residenti, così come delle persone senza tetto e delle stesse sex worker.”

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Tor Marancia: un passo avanti verso il Centro Culturale. Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Municipio e Teatro dell’Opera.

E’ stato siglato l’accordo ufficiale in Campidoglio per  l’affidamento della gestione del Centro Culturale di Tor Marancia al Teatro dell’Opera di Roma, che ne farà la sede del suo centro di formazione, destinando una piccola parte alle attività civiche. 

La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine; non si esclude però l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio. 

La struttura che si andrà a comporre si svilupperà su circa 2.800 metri quadrati, di cui 1.700mq per le scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera, 500mq per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 600mq di spazi condivisi, che includeranno anche il teatro. 

La struttura in oggetto sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che a oggi è uno scheletro abbandonato in un quartiere non privo di difficoltà come la mancanza di luoghi d’aggregazione, di luoghi dove poter organizzare eventi pubblici e culturali, un quartiere con alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, con una gestione pressoché inesistente da parte dell’Ater delle case popolari, con una questione abitativa emergenziale e con molti scheletri di palazzi e strutture abbandonate (come l’ex Fiera di Roma).

Foto di Ivan Selloni

La demolizione e la bonifica dell’area dove sorgerà la struttura sono previste entro la fine dell’anno e la progettazione dell’edificio sarà affidata ad un concorso internazionale che partirà a settembre. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, e i soldi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione della costruzione di privati dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco “bidet” di San Paolo.

Per capire dove nasce questa storia bisogna andare indietro a circa venti anni fa. Inizialmente gli oneri di urbanizzazione erano vincolati alla costruzione di opere pubbliche tra cui un grande sottopassaggio veicolare sulla via Cristoforo Colombo, oltre a strade e altri servizi utili a tutto il quadrante interessato dalla cementificazione. I costruttori però innalzarono i palazzi senza rispettare gli accordi presi, per cui le istituzioni interdirono l’utilizzo di queste strutture. Per circa un decennio, infatti, a Piazza dei Navigatori un palazzone di cemento e vetro rimase semi-abbandonato.

La giunta Raggi nella primavera del 2018, poco prima delle elezioni municipali, invece di revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di condonare i costruttori inadempienti e di patteggiare una cifra di circa 17 milioni di euro, dando via alla concessione a costruire un ulteriore palazzo a Piazza dei Navigatori, più grande di quello già esistente.

In seguito il Comune scelse di investire questi soldi su tutto il Municipio, e non sul quadrante interessato dalla cementificazione, promuovendo, per la prima volta nella storia della città, un concorso chiamato #RomaDecide, in cui tutti i cittadini dell’ottavo Municipio, su una piattaforma online, potevano presentare progetti e in seguito votarli. Alla fine quelli che hanno ottenuto il numero maggiore di voti sono stati finanziati. Un concorso rivelatosi fallimentare, con una partecipazione inferiore al 2% degli abitanti del Municipio e che ha messo gli uni contro gli altri gli abitanti dei quartieri. Il centro culturale popolare polivalente di Tor Marancia è rientrato, con qualche difficoltà, tra i progetti finanziati. 

In molti cittadini, tra cui i promotori del progetto riunitosi nel comitato di scopo “Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia”, prevale scettiscismo e delusione. Infatti dopo i cinque incontri pubblici del processo partecipativo svoltosi nell’autunno 2019, era emersa la contrarietà della divisione degli spazi all’interno della struttura, che vanno enormemente a vantaggio del Teatro dell’Opera. Inoltre non si vede un reale beneficio per gli abitanti del quartiere che avranno di certo difficoltà ad accedere agli esosi corsi delle scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera.

La realizzazione del Centro Culturale a Tor Marancia sarà sicuramente una vittoria dei cittadini del quartiere che l’hanno proposto, votato e hanno fatto pressione per ottenere almeno un’occasione per il territorio. Ciononostante questa vicenda, come tante altre a Roma, fa emergere ancora una volta come i grandi costruttori, anche a fronte d’inadempienze a scapito della cittadinanza, siano gli unici ad uscirne pienamente soddisfatti. Hanno ottenuto lo sborso di solo 17 milioni di euro a fronte di accordi inziali più sfavorevoli, con un potenziale di rendita dagli incassi delle vendite molto vantaggiosi e soprattutto hanno ottenuto il permesso di costruire un terzo palazzo a Piazza dei Navigatori.

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Un progetto per la cura del verde

Passeggiare in un prato, respirare il verde, sedersi sotto un albero e leggere un buon libro. Chi di noi non ama assaporare questi momenti? Si ma poi, torniamo alla realtà ed ecco il traffico, le strade intasate, e quelle poche aree verdi che abbiamo non facciamo nulla per tenerle al meglio. Ma proprio per questo, partirà nei prossimi giorni il progetto sperimentale “Patto per la salvaguardia del verde”. Di cosa si tratta, vediamolo insieme.

Il progetto

Obiettivo del progetto è quello di mettere a disposizione dei volontari che si occupano delle aree verdi nel nostro territorio diversi mezzi per la cura di parchi e giardini: da trattori, a decespugliatori, passando per motoseghe e altri macchinari. Insomma, un patto di collaborazione tra i cittadini e Amministrazione locale con il fine di salvaguardare un patrimonio che troppo spesso viene dimenticato. 

Il progetto nasce per merito di un’intesa tra l’Associazione di Volontariato Millennium Protezione Civile ed il Municipio Roma VIII. Grazie poi all’adesione al progetto “Bosco fai da noi” di Leory Merlin, si potranno mettere a disposizione i vari mezzi. Andiamo a vedere quali e come poterne usufruire.

Come aderire

Associazioni, comitati di quartiere e cittadini che hanno preso in adozione aree verdi possono richiedere, con 2 settimane di preavviso, gli strumenti messi a disposizione grazie all’iniziativa.

Gli attrezzi sono:

  • 1 trattorino
  • 1 taglia erba a motore
  • 2 decespugliatori
  • 2 pota siepi
  • 2 tronca rami
  • 2 motoseghe

Il progetto è stato annunciato proprio oggi, attendiamo quindi nei prossimi giorni altre informazioni dal Municipio per consentire la richiesta dei mezzi.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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“Insieme ce la faremo”

LE DIFFICOLTÀ DELLA RIPRESA PER RISTORANTI, NEGOZI E CENTRI SPORTIVI

di Ilaria Proietti Mercuri

Le emergenze di sommano alle emergenze. È come se fossimo chiusi in una tenaglia: da una parte la necessità di debellare questo virus, dall’altra la voglia di ripartire. Ma a quali condizioni? Be’ ormai lo sappiamo tutti, bastano tre parole no? Mascherine, distanziamento ed igienizzazione. Fin qui la teoria. In pratica poi, i problemi sono tanti, soprattutto per coloro che gestiscono negozi, ristoranti, centri sportivi, insomma qualsiasi attività che in periodo di lockdown è stata costretta a chiudere i battenti.
Ed oggi, con tutte le precauzioni che ci sono da seguire, molte attività commerciali, fanno fatica a rialzarsi. Basta farsi una passeggiata tra uno dei nostri quartieri per vedere che addirittura alcune serrande sono ancora abbassate. Per fortuna però c’è chi, armato non solo di amuchina ma anche di tanta pazienza, piano piano prova a ripartire. Siamo così andati a trovare alcuni proprietari di varie attività sul nostro territorio, proprio per capire come affrontano le difficoltà ai tempi del coronavirus.


Iniziamo dal mondo della ristorazione. Si sa, noi italiani amiamo i nostri sapori più di qualunque altra cosa al mondo. Ma siamo disposti ad affrontare una cena al ristorante circondati da plexiglass e camerieri imbacuccati dalla testa ai piedi? Si, forse, qualcuno. Infatti ci spiega Elisabetta, proprietaria del Ristoro degli Angeli alla Garbatella: “Noi abbiamo riaperto, ma lavoriamo solo il 30% rispetto a prima”. Non è stato facile riavviare il locale. Prima di tutto abbiamo dovuto costruire delle piccole pareti di ferro battuto e plexiglass così da isolare i tavoli gli uni dagli altri. Poi si è passati all’igienizzazione e infine all’organizzazione del lavoro. Elisabetta è riuscita ad assumere nuovamente tutto il personale, ma con orari ridotti. Alcuni devono ancora ricevere la cassa integrazione, per questo ha voluto evitare di lasciare a casa i suoi collaboratori. E le difficoltà non sono solo di chi lavora, ma anche di chi vuole passare una serata a mangiare fuori. “Noi ci siamo. Abbiamo deciso di riaprire ma mi accorgo che i clienti fanno fatica a venire, e li capisco, perché quando li accogli con la mascherina non c’è più quel rapporto diretto che c’era prima, non ti vedono sorridere ed io non vedo sorridere loro. Ma d’altra parte dobbiamo garantire la sicurezza.” Per quanto riguarda il menù invece ci si è solo dovuti adeguare un po’ ai cibi da asporto, che per fortuna sono ancora richiesti, ed hanno permesso in questi mesi di non sospendere del tutto l’economia nel mondo della ristorazione. “A Maggio abbiamo fatto tante consegne ma devo dire che ancora sono molto richieste. Per i cibi da asporto prediligiamo le lasagne, i cannelloni, gli involtini di carne, tutta roba che poi è buona da mangiare anche il giorno dopo”. Insomma come meglio si può, ci si ingegna.


E dopo aver fatto un grosso in bocca al lupo ad Elisabetta, facciamo un salto al centro sportivo Sporting Club Ostiense per capire come se la cavano nel mondo dello sport durante l’era del Covid. Ad accoglierci stavolta è Stefano, il gestore, che subito mette in chiaro la situazione. “Le cose sono estremamente complicate: dalla piscina ai campi da calcio per non pardi

lare dei centri estivi”. Proprio così, perchè portare avanti un centro così grande con i clienti che scarseggiano è un’impresa. “Solamente il lavoro di igienizzazione ci è costato molto. Perché svuotare e riempire di nuovo la vasca, riscaldarla, fare l’analisi dell’acqua ed aumentare il cloro ha i suoi costi.” E qui veniamo al primo dei tanti cambiamenti causati dalla pandemia, l’aumento del cloro in piscina. Una piccola spesa è vero, ma che fatta ogni giorno, si accumula al resto. Altro problema, ci spiega Stefano, è quello di far comprendere ai clienti ogni regola da mantenere; come utilizzare una panchina a testa negli spogliatoi, o sciacquarsi con il sapone prima di entrare in acqua. Lasciar disinfettare al bagnino tavolette, tubi, o qualsiasi attrezzo utilizzato prima di rimetterlo a posto. Le lezioni di acquagym poi hanno un numero ridotto di persone, bisogna quindi prenotarsi. Per quanto riguarda il nuoto libero in corsia, non è più poi così libero, bisogna sempre mantenere la distanza tra un nuotatore e l’altro ed evitare di fermarsi insieme dallo stesso lato della vasca. Ma aspettate, ora arriva il bello. Avete mai sentito parlare della pallanuoto senza palla? Proprio così, almeno fino al prossimo decreto cari pallanuotisti, mettetevi l’anima in pace, si nuota e basta. Perché secondo gli esperti, passarsi la palla da una mano all’altra può essere pericoloso per la trasmissione del virus.

Come già accennato infine, anche i centri estivi sono un gran problema. “Abbiamo diviso i nostri ambienti in più settori per avere gruppi completamente separati, in modo che non si incroceranno mai. L’unico momento sarà a pranzo, dove avremo una sala comune ma con ognuno i propri spazi e i tavoli ad almeno due metri di distanza l’uno dall’altro.” Le iscrizioni sono già iniziate, ma purtroppo, ci spiega Stefano, i costi si sono dovuti raddoppiare. “Devo avere un istruttore ogni cinque bimbi, mentre l’anno scorso era uno ogni otto. Tutte le spese che avevo prima si sono raddoppiate. E con la piscina che può accogliere un numero limitato di persone, si fa fatica. Ma noi non ci facciamo da parte e ce la mettiamo tutta.”

Fatta una panoramica del mondo dei ristoranti e quello dello sport, concludiamo con i negozi. Alcuni dei quali, a differenza dei ristoranti che se la sono cavata con l’asporto, hanno dovuto attraversare una chiusura totale. Ad esempio, le gioiellerie? “Il mio è un articolo molto sensibile non potevo di certo lavorare con l’asporto.” Ci spiega Marco, proprietario della storica gioielleria Donati alla Garbatella. “E ti dirò di più. Ora che ho aperto sono stato costretto a ristrutturare il negozio, ad esempio ho spostato il banco vendita nella parte più ampia del negozio, perché essendo un locale molto piccolo sarebbe stata rischiosa la vicinanza con gli acquirenti.”

Per accogliere i clienti inoltre ha deciso di mettere addirittura una catena, poiché in molti non rispettano le distanze o entrano addirittura con la mascherina abbassata. Ma tra un cliente e l’altro, con voce un po’ emozionata, ci confida anche una cosa: “Qualche giorno fa è passata una ragazza che mi ha chiesto di stringerle degli orologi del padre che purtroppo era venuto a mancare proprio a causa del Covid.


Così con le dovute precauzioni ho deciso di regalarle la modifica. Non me la sono sentita di tirarmi indietro”.Insomma, possiamo dire che la solidarietà e la voglia di ripartire non manca di certo ai nostri quartieri.
E forse, quel famoso “Ce la faremo” piano piano si avvicina sempre di più.

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Ancora incerto il ritorno in classe a settembre

SCONGIURATO IL PLEXIGLASS TRA I BANCHI. L’IMPEGNO DEL MUNICIPIO E DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO. AL VIA I CENTRI ESTIVI.

di Anna BREDICE

Non si sa ancora esattamente come si tornerà sui banchi a settembre per gli oltre tredicimila scolari dell’VIII Municipio, ma una cosa sembra essere scongiurata: non dovrebbero esserci banchi divisi dal plexiglass. Lo ha confermato la ministra dell’Istruzione Azzolina e così gli insegnanti e i genitori tirano un sospiro di sollievo. Nessuno avrebbe voluto i bambini divisi per compartimenti, seduti e intimoriti da una specie di gabbia. Per il resto, quando andremo in stampa, ancora non sapremo esattamente come sarà la scuola alla ripresa, ma qualcosa a Garbatella è già chiara: i ragazzi devono tornare a studiare nella maggiore sicurezza possibile e utilizzando anche gli spazi che il Comune e le associazioni del terzo settore metteranno a loro disposizione.

A questo obiettivo sta lavorando il municipio. “Da questo punto di vista, ci dice l’assessora all’Istruzione Francesca Vetrugno, tutte le attività svolte nel periodo più difficile della pandemia ci hanno aiutato a creare una mappa di luoghi, strutture e volontari a disposizione per quando riaprirà la scuola, così da conoscere tutti gli spazi disponibili per accogliere gli studenti”. Nel frattempo però una prova importante sarà quella degli imminenti centri estivi, chiamati quest’anno “centri educativi integrati”. Per arrivare alla loro apertura con una capienza che può accontentare fino a 700 piccoli utenti, sono stati coinvolti, oltre al Municipio, anche le scuole, l’Asl e le associazioni del territorio. Per ogni quartiere sono stati trovati spazi all’aperto con operatori, che avranno un piccolo gruppo di bambini ciascuno, mantenendo i distanziamenti e le regole previste. Le quote d’iscrizione saranno più basse del solito, 60 euro a settimana, gratis per le famiglie con difficoltà economiche e sociali, e potranno essere utilizzati per pagare i centri estivi i voucher del governo per le baby sitter.

Sarà una prima prova per ritornare a vedersi, giocare e poi arrivare nelle aule a settembre, con lezioni in presenza, senza alternanza tra didattica a distanza e in classe. Questa è la speranza, e infatti Francesca Vetrugno ci rivela che in queste settimane si sta facendo un monitoraggio delle sedi scolastiche per verificare se ci sono spazi ulteriori per distribuire i ragazzi anche di altri plessi. Una maestra della Cesare Battisti, Antonella Macrelli, ci racconta che nella imponente struttura di Piazza Damiano Sauli c’è un’ala, a destra dell’edificio, parzialmente occupata e potrebbe essere utilizzata per suddividere ulteriormente i bambini.

Ciò che si spera è che si possa tornare presto a guardarsi negli occhi, perché la didattica a distanza potrebbe aver lasciato a se stessi tanti ragazzi, già in difficoltà. All’inizio di settembre si potrebbero organizzare dei corsi di recupero, attività che i volontari delle scuole popolari e gli scout hanno svolto a distanza in questi mesi di emergenza sanitaria. La presenza di tante associazioni e di un terzo settore molto radicato nel territorio permetterà l’utilizzo di altri spazi, come ad esempio i teatri o la biblioteca Moby Dick, o anche gli oratori, per fare lezioni agli studenti e permettere il distanziamento necessario. Su questo aspetto l’assessora Vetrugno è ottimista “abbiamo una ricchezza nel territorio e riusciremo a differenziarla nei vari settori, a seconda della necessità”. In questi giorni tanti ragazzi stanno affrontando la maturità nei licei, per molti altri la scuola è finita e l’ultimo giorno quasi per tutti ci sono stati i saluti sulle piattaforme digitali. Ma nel pomeriggio, in dieci luoghi, tra parchi e piazze, sono state organizzate delle feste di fine anno.
Negli orti urbani ad esempio i bambini hanno portato una pianta, in piazza Sauli sono state lette delle poesie. E sempre alla Battisti una classe ha prodotto un libro “Io resto a scuola”, con i pensieri degli insegnanti e degli scolari: uno slogan che ci ha accompagnato per mesi, e che ora i bambini vorrebbero dimenticare.

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Focolaio di Covid-19 a piazza Pecile

ISOLATO IL PALAZZO EX ASL OCCUPATO DAL 2013 DA UN CENTINAIO DI PERSONE

di Francesca Vitalini

Preoccupazione e nervosismo tra gli abitanti della Garbatella.La notizia del contagio nel palazzo occupato di piazza Pecile è rimbalzata su tutti i quotidiani nazionali e sulle Tv. Ma dalla Regione Lazio giungono parole rassicuranti: “Il cluster di Piazza Pecile è chiuso. All’interno del palazzo occupato -dichiara domenica 14 giugno l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato- sono rimaste 49 persone tutte negative sotto sorveglianza della Asl Roma 2 mentre 52 inquilini, tra positivi e negativi, sono stati trasferiti. I tamponi eseguiti sono in totale 108 e degli ultimi, fatti ieri (sabato n.d.r.) 4 sono risultati positivi”.

Si accende il contagio in un palazzo di Garbatella. Già venerdì 12 giugno la struttura abitativa è stata isolata dalle forze dell’ordine e immediatamente la Asl Roma 2 ha effettuato tamponi a tappeto per i 108 abitanti dello stabile occupato di piazza Attilio Pecile. Sembrerebbero nove in totale i casi risultati positivi secondo l’agenzia Adn Kronos, ma per altri organi di stampa come La Repubblica sarebbero 17. Per ora tutti i contagiati sono stati trasferiti in strutture sanitarie e l’edificio resta ovviamente sotto controllo per la quarantena.
Il Municipio VIII è intervenuto immediatamente: “Stiamo lavorando con la Asl e le Forze dell’Ordine per monitorare gli interventi e assicurare la serenità di tutti. Il Municipio garantirà viveri e beni di prima necessità ai residenti del palazzo”, ha spiegato l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi. I consiglieri municipali dell’opposizione, Simone Foglio e Andrea Baccarelli (Lega), come rivela l’agenzia Nova hanno richiesto: “L’intervento immediato del sindaco Raggi e del Prefetto di Roma affinché garantiscano la sicurezza nello stabile e nel quartiere. Roma non può avere zone franche come queste, dove albergano illegalità e insicurezza, sociale e sanitaria”.
“A parole strumentali abbiamo preferito agire con tempestività e possiamo dire che il cluster presso lo stabile in piazza Attilio Pecile, una realtà multiculturale e integrata nel territorio, è chiuso. Non ci sono più casi positivi nella struttura, sono stati ricostruiti i contatti stretti ed eseguiti i tamponi a tutti. Ora verrà mantenuta una sorveglianza sullo stabile”, ha commentato l’Aluigi, confortata dalle dichiarazioni dell’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio.
Il Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 all’8 giugno 2020, prima che scoppiasse il focolaio di piazza Pecile.
I dati parlano di 2.973 casi nella capitale con un tasso di incidenza di più di 10 casi ogni 10mila abitanti. Di questi, 108 casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 47 casi, 28 a Tormarancia, a Navigatori 5 casi, 7 a Valco San Paolo e 15 a Grotta Perfetta.

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Pochi casi di Coronavirus nelle case di riposo e Rsa del territorio

MONITORAGGIO DELLA ASL ROMA 2 ALL’ISTITUTO SETTE CHIESE E AI PAOLINI DEL SANTUARIO REGINA APOSTOLORUM. ANCORA CHIUSI I CENTRI ANZIANI

di Paola Borghesi

Appena sfiorate dal Coronavirus le Case di Riposo del Municipio VIII. Le strutture presenti sul territorio sono per lo più gestite da Istituti di Suore, mentre l’unica Rsa è quella all’interno del San Michele, a Piazzale Tosti.

Alla prima avvisaglia di sintomi riscontrati su un paio di ospiti residenti presso l’Istituto di via delle Sette Chiese, la direttrice della struttura, Suor Maria Cecilia, si è rivolta alla Asl chiedendo l’effettuazione immediata dei tamponi. La religiosa ci ha riferito che è così iniziata una proficua collaborazione tra l’Istituto e la Direttrice del Distretto 8 della Asl Roma2, dottoressa Mariella Masselli, che insieme ai suoi collaboratori, in particolare il Dr. Danella, responsabile dell’unità di crisi Covid19 e la dott.ssa Simona Terrevoli, ha formalizzato un controllo proattivo che richiede alle strutture la misurazione della temperatura due volte al giorno per tutte le ospiti e il monitoraggio di eventuali sintomi riferibili al coronavirus con obbligo di comunicazione alla Asl. Fondamentale è stata anche la collaborazione con il geriatra, Dr. Bertolini che ha sempre fornito la sua assistenza e si è prodigato per agevolare i contatti fra la struttura e la Asl.

“Il nostro pensiero principale è quello di mantenere in salute le nostre ospiti”- dichiara Suor Cecilia- “pertanto abbiamo seguito alla lettera tutte le disposizioni che ci sono pervenute dalla Azienda sanitaria locale, cominciando dalla sanificazione degli ambienti e ottemperando a tutte le richieste di monitoraggio giornaliero. Gli operatori sanitari che hanno effettuato i controlli nel nostro Istituto non hanno infatti rilevato alcuna anomalia”.

Queste precauzioni comunicate dalla Asl2 a tutte le strutture residenziali hanno dunque consentito di limitare i casi di contagio nel nostro Municipio. Infatti, oltre all’unico caso, peraltro rimasto dubbio, verificatosi nell’Istituto di via delle Sette Chiese, si è saputo solo di altri tre contaminati presso l’Istituto dei frati Paolini nel Santuario di Regina Apostolorum, che ospita soltanto religiosi. Anche lì la Asl è intervenuta effettuando subito il tampone a tutti i residenti, e disponendo l’immediato ricovero ospedaliero per i tre frati risultati positivi.

Nessun caso si è sviluppato nelle altre Case di Riposo, né nelle Case Famiglia. Davvero un ottimo risultato.
La recente ordinanza della Sindaca del 29 maggio scorso ha disposto l’accesso di parenti e visitatori nelle Strutture Residenziali per Anziani e Case di Riposo solo a discrezione della direzione della Struttura (possibilmente solo visite all’aperto) e nel rispetto delle misure igieniche (obbligo di mascherina e di guanti) e di distanziamento fisico. La stessa ordinanza proroga fino al 30 giugno prossimo la chiusura al pubblico dei Centri Sociali Anziani, e richiede di pianificare a scopo preventivo gli interventi di sanificazione delle sedi, in attesa della riapertura.

Il responsabile del Centro Anziani di Via Pullino, Giorgio Tribuzio, è subissato da richieste da parte dei frequentatori abituali del centro : “ E’ una vera sofferenza non poter accontentare chi mi chiede se si può riavviare almeno qualcuna delle nostre attività”- riferisce Giorgio- “anche se tutti siamo consapevoli che la prudenza in questo momento non è mai eccessiva, abbiamo chiesto al Presidente Ciaccheri e all’assessora Aluigi di intervenire presso il Comune affinché vengano emanate al più presto le direttive da seguire alla riapertura, altrimenti il 30 giugno, data peraltro troppo lontana a nostro giudizio, non sapremo ancora come regolarci sulle possibili attività da far ripartire, sempre nel rispetto delle disposizioni di salvaguardia anti Covid-19. Ci sembra davvero ingiusto dover attendere il 1 luglio, quando altri luoghi, come i cinema, vengono riaperti già a metà giugno. Insomma abbiamo bisogno di poter esprimere al più presto la gioia di ritrovarci, finalmente”.

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“Caravaggio 107”: un docufilm sull’occupazione a Tor Marancia

INTERVISTA AL GIOVANE REGISTA MESSINESE ANTONIO TURCO

di Giuliano MAROTTA

Lui si chiama Antonio Turco, classe 1997, studente del centro sperimentale di cinematografia d’ Abruzzo. Con la sua videocamera ci porta in un viaggio all’interno dell’occupazione abitativa più grande d’Italia in un periodo di grandi incertezze. Caravaggio 107 è il titolo del suo docufilm, in cui si ha la sensazione di aver vissuto giorno per giorno con gli occupanti.


Percepiamo l’angoscia nelle notti insonni temendo uno sgombero imminente, ma anche i momenti conviviali più sereni nei quali si pranza e si discute insieme, la determinazione nei tanti incontri con le Istituzioni in Campidoglio. Abbiamo contattato l’autore che ci ha raccontato come è nato il progetto:

Mi trovavo in Sicilia, a fine estate 2019, quando mi sono trovato a leggere un articolo che parlava di un imminente sgombero delle due palazzine di via Caravaggio. Non conoscevo nulla di questo complesso e degli ospiti ma, data l’imminente notizia, in 24 ore mi sono ritrovato con la mia videocamera nella Capitale. La prima cosa che mi ha colpito è stato il brusio di varietà di lingue diverse che proveniva dalle vetrate a specchio che, guardando le più alte, quasi come un effetto ottico non riesci a distinguerle con il cielo. L’indomani, proprio lì dentro, scoprirò che lì non esiste il concetto di confine.
Ho iniziato a girare a fine agosto 2019 — prosegue Antonio Turco — e le ultime scene le ho ultimate a dicembre. Ho scelto di girare senza troupe e con la camera più piccola a mia disposizione per una maggior facilità di approccio con questa realtà. Le migliori scene, infatti, sono risultate quelle “rubate”, quelle più intime, quando l’interlocutore dimentica di avere una camera davanti. Per la fase di montaggio, invece, sono stato coadiuvato dai docenti del Centro Sperimentale e poi il mix è stato realizzato insieme a un collega Giorgio Borrelli.”
Avevi già sentito parlare di Tor Marancia, come valuti il rapporto tra gli occupanti e il quartiere?
Non avevo mai sentito parlare di Tor Marancia, mi è sembrato un quartiere molto accogliente, non ho mai notato attrito tra gli occupanti e i residenti del quartiere.
Ho scoperto anche che la storia della borgata Tor Marancia, è legata alla lotta per la casa.

Dove e quando si potrà vedere il film?
“Inizialmente sarà inviato ai vari festival del cinema, specialmente quelli con tema di carattere sociale. Finito questo periodo mi piacerebbe fare anche una proiezione pubblica a Tor Marancia, invitando tutto il quartiere.”

Era l’estate 2019 quando sembrava imminente lo sgombero dell’occupazione di viale Caravaggio, poi grazie alla tenacia degli occupanti, alle mobilitazioni dell’associazionismo e alla solidarietà del quartiere l’annosa questione è stata sospesa.

Inoltre in questo periodo di emergenza sanitaria l’amministrazione ha previsto una tregua degli sgomberi fino al 30 giugno. La richiesta degli occupanti è sempre la stessa la rivendicazione al diritto ad una casa per assegnazione o tramite progetti di recupero e auto-recupero.

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