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76 ANNI FA LA STRAGE DELLE FOSSE ARDEATINE

Tra i 335 martiri del furore nazista, tre cittadini della Garbatella: i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli ed Enrico Mancini

Il 24 marzo di settantasei anni fa, a poche centinaia di metri dai confini del nostro quartiere, si consumava una delle pagine più tragiche della Resistenza romana: una strage nazista ordinata come rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella, in cui il giorno prima avevano perso la vita 33 soldati tedeschi.

335 persone di vari ceti sociali, di tutte le età e anche un sacerdote venivano trucidate e gettate in una fossa comune, che altro non era che una vecchia cava di pozzolana vicino all’antica Via Ardeatina. Poi il crollo delle volte della cava, causato dall’esplosione di più cariche di dinamite, davano una ignobile sepoltura a quei corpi ammassati in quella fossa.

Nel libro “La terrazza sulla Garbatella” Adelio Canali, allora poco più che un ragazzo, ci racconta in maniera minuziosa il ricordo di quella sciagurata giornata: “Verso le 16 di quel pomeriggio un improvviso boato ci fece sobbalzare. Ormai eravamo abituati ai bombardamenti aerei, ma guardando in alto non si vedevano velivoli, tanto meno se ne udiva il consueto, sinistro rombo.
Neanche il tempo di riprenderci che un secondo e terzo boato, molto più forte ci fecero voltare di scatto. Nei giorni successivi cominciarono a trapelare le prime notizie dell’eccidio e sui tentativi dei tedeschi di chiudere l’ingresso delle cave, prima col lavoro di giovani rastrellati, poi col brillamento di tre cariche di tritolo”. Tra le vittime, c’erano tre abitanti della Garbatella, colpevoli di aver avuto come valore della loro esistenza l’antifascismo e l’amore per la libertà: i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli ed Enrico Mancini.

Francesco e Giuseppe Cinelli, a destra Enrico Mancini

Quest’ultimo, dopo aver frequentato le elementari, aveva prematuramente lasciato lo studio per lavorare.
Da apprendista falegname aveva mostrato grandi capacità fino a diventare un ricercato ebanista. Alla fine degli anni Venti il rifiuto di indossare la camicia nera gli costò l’incendio del suo laboratorio. Gli venne assegnata una casa di due stanze in Via Percoto, al Lotto 43 il terzo albergo davanti alla questura. Nel 1942 aderì al Partito d’azione e dall’8 settembre del 1943 prestò un’intensa attività in vari campi d’azione del fronte clandestino, in particolare in quello dei collegamenti tra Roma e l’esterno, all’interno del gruppo “Giustizia e Libertà”. Fu arrestato il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove svolgeva una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli.
Fu portato alla Pensione Oltremare vicino alla stazione Termini dove fu torturato dalla banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino: due tristi luoghi di sofferenza gestiti da fascisti italiani.

Il 18 marzo fu rinchiuso nel terzo braccio di Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il pomeriggio del 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri detenuti, verso quell’ultimo e tremendo viaggio. Morì trucidato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli. A lui, durante i festeggiamenti del Centenario, è stato dedicato un gigantesco murales sulla parete del lotto 9 che affaccia su piazza Bartolomeo Romano.

I Fratelli Cinelli abitavano originariamente al quartiere Salario, ma presto dovettero vendere casa a causa delle continue molestie e pressioni da parte dei fascisti. Agli inizi degli anni Trenta fu assegnata alla madre Ludovina una casa popolare alla Garbatella, in Via Antonio Rubino, presso piazza Sant’Eurosia.

Francesco era dipendente della  Romana Gas. In quella realtà lavorativa molti operai erano coinvolti nella lotta per la liberazione di Roma.

Nelle officine della Romana Gas si costruivano quelli che venivano chiamati i “chiodi a tre punte”, destinati a squarciare i pneumatici degli automezzi delle truppe d’occupazione. Si fabbricavano ordigni rudimentali, tra l’altro anche quello usato nell’attentato di Via Rasella.
Giuseppe Cinelli all’inizio seguì le orme del padre, che era un artigiano calzolaio. Dopo il trasferimento alla Garbatella cessò quest’attività, perché non gli venne concessa la licenza, in quanto era già conosciuto come un noto sovversivo. Riuscì ad entrare come facchino ai Mercati Generali: anche questa struttura lavorativa era piena di compagni antifascisti. Da prima socialista poi comunista Giuseppe ebbe un ruolo importante nella resistenza, presso il comando della Settima Brigata Garibaldi: era Ispettore organizzativo del II battaglione. Giuseppe, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Purtroppo questa scelta gli fu fatale. Catturati la sera del 22 marzo vengono torturati nella prigione delle S.S. in via Tasso e portati il 24 marzo nel devastante inferno delle Fosse Ardeatine.

A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione  di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. A distanza di settantasei anni e gli inevitabili cambiamenti di nome delle strutture politiche  all’interno della Villetta è rimasta l’intitolazione a Giuseppe Cinelli, fortemente voluta  dai frequentatori della Villetta. Tutto questo per non dimenticare

Di Giancarlo Proietti

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Coronavirus: Municipio VIII Solidale

Dopo il decreto governativo sul Coronavirus il Municipio VIII ha voluto mettere a disposizione dei cittadini una serie di servizi per tutti i cittadini. Quali? Andiamo a vederli insieme.

L’INIZIATIVA

Per risolvere un’emergenza sanitaria improvvisa come questa, ognuno deve fare la propria parte. E il Municipio VIII non si tira indietro. “In un momento difficile per tutte e tutti noi, possiamo sentirci vicini anche a distanza”, sostiene il minisindaco Amedeo Ciaccheri. A tal fine è nata una piattaforma online di informazioni, servizi, messaggi di condivisione e lezioni per i ragazzi.

Si tratta dunque di un sostegno a tutti i cittadini, rivolto sia a chi ne voglia usufruire sia a quei commercianti i quali vogliano aderire. (Basta mandare una mail a info@municipio-solidale.it.)

Amedeo Ciaccheri presenta la campagna Il Municipio Solidale

I SERVIZI OFFERTI

I SERVIZI OFFERTI – LA VOCE AMICA

Rimanere connessi. Questo è uno degli obiettivi del portale. Nel sito quindi è stato creato un numero a cui potersi rivolgere per supporto psicologico, lo 06 40060606. Attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì. Un servizio per lo più rivolto a quegli anziani che si trovano soli ad affrontare le lunghe giornate.

I SERVIZI OFFERTI – FARMACI A DOMICILIO

Municipio solidale è anche farmaci a domicilio. Qui infatti potrete trovare alcuni indirizzi di farmacie disposte a consegnarvi farmaci a casa. Da Garbatella a Montagnola fino a Roma70. Per ora sono undici le farmacie che dispongono di tale servizio.

I SERVIZI OFFERTI – SPESA A DOMICILIO

In fondo si sa, nonostante l’emergenza che ci troviamo ad affrontare, rimaniamo pur sempre il paese della pasta e della pizza. E così si sono uniti tanti di coloro che lavorano nella ristorazione e nei supermercati per aiutare la loro clientela.

Non dimentichiamoci poi di quei mercati rionali che, in piena sicurezza, continuano la loro attività grazie all’aiuto del Municipio e la Polizia Locale. (Vedi Emergenza Coronavirus e l’importanza dei mercati nel territorio).

I SERVIZI OFFERTI – SCUOLA DI TERRITORIO

E per i più piccoli? Il municipio ha pensato anche a loro. In questo momento delicato in cui non si può frequentare la scuola è stata lanciata anche l’iniziativa “Scuola di Territorio”. Lezioni alternative, intrattenimento e piccole attività come fare un quadro senza pennelli o cucinare biscotti.

Betta del Ristoro degli Angeli vi insegna a fare i biscotti al cioccolato

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Un caos di antenne, fili e condizionatori

Auspicabile una regolamentazione sugli edifici di pregio architettonico

di Giorgio Guidoni

“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Arrivo all’antenna di mia madre e scopro che il suo cavo è stato staccato ed è stato occupato da un altro cavo proveniente dall’appartamento al secondo piano, proprio quello sotto di lei. Per fortuna abbiamo un doppio miscelatore inutilizzato, ricollego il cavo dell’antenna di mia madre e lascio collegato anche il cavo intruso dell’usurpatore. Torno giù da mia madre che, tutta felice, sta nuovamente guardando i suoi programmi preferiti, a ottantacinque anni suonati la televisione è una grande compagnia. Missione compiuta, la saluto, ma prima passerò al secondo piano per le dovute spiegazioni: perché collegare l’antenna del proprio televisore ad un’altra senza nemmeno informarsi e chiedere il permesso? Perché comportarsi in un modo inurbano in questa società così pregna di amore e rispetto per il prossimo? Eccomi di fronte alla porta del condomino del secondo piano, inspiro bene, non conosco chi ci abita, hanno traslocato recentemente. Driiin. Driiin. Non si percepiscono rumori all’interno della casa. Nessuno viene ad aprire. Forse è meglio così, non mi piace discutere, riproverò la prossima volta. Decido di fare una passeggiata per il quartiere e guardare in alto incuriosito dalle antenne. Camminando con il naso all’insù, purtroppo vedo che moltissime palazzine sono deturpate da antenne, parabole satellitari e cavi che scendono direttamente dalla facciata.

Mi torna in mente il tipo del secondo piano, l’usurpatore di antenne altrui. In fondo il suo è stato un tentativo di razionalizzare le antenne sul terrazzo, una sorta di antenna centralizzata in due. Un piccolo passo spontaneo per arrivare a diminuire il numero delle antenne. Ci vorrebbero delle azioni concrete e regolamentate per la centralizzazione delle antenne e la liberazione dei tetti dalle brutture arrugginite e forse anche inutilizzate. Nel 2015 c’era stata a Roma un’ordinanza che elargiva incentivi per quei condomini che investivano nelle antenne centralizzate praticamente finanziando i costi per i nuovi impianti. Purtroppo questa delibera è scaduta a fine 2017 e non è stata più rinnovata. Tra l’atro il problema non è circoscritto alla Garbatella ma è presente in tutta Roma. Provate a spostarvi dal Pincetto al Pincio, dalla scalinata di Carlotta alla scalinata di Trinità dei Monti, da via Caffaro a via Cavour e vedrete che la sostanza non cambia: antenne, parabole, fili che scendono in casa direttamente dalle facciate, split di condizionatori a bella vista. La mia passeggiata volge al termine, sono arrivato a piazza Brin a gustarmi la bella vista e il tramonto. Mi fermo a osservare la prima pietra posata dal Re il 18 febbraio 1920, tra poco compie cento anni. La scritta è in ottimo stato. Entro nel passaggio che porta a via della Garbatella e noto all’interno dell’arco accanto un piccolo graffito sotto lo stucco. Lo libero un po’ dalla polvere, sembra una scritta molto antica. Gratto via i residui e finalmente riesco a leggere, a malapena: “Quant’è bello barocchetto, deturpato tuttavia, chi vuol esser lieto sia, niente antenne sopra il tetto.”

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Grotta perfetta: scuola Europa al gelo da un mese

Neanche dopo settimane si è riusciti a trovare una soluzione. I termosifoni della scuola Europa in Via di Grotta Perfetta 524 sono rotti ormai da un mese. Il Municipio fa pressioni al Campidoglio, che però, chiede ancora un po’ di pazienza. 

Classi inagibili 

“È un mese che la situazione è questa. Nella parte sud della scuola i riscaldamenti funzionano, ma nella parte nord fa troppo freddo e due classi sono a fare lezione nei corridoi”, racconta uno dei bidelli della Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa. Per evitare di interrompere la didattica infatti, gli insegnanti hanno arrangiato con banchi sedie e lavagne lezioni in corridoio. Una soluzione che era stata arrangiata già prima delle vacanze, e che si pensasse di adottare per solo pochi giorni. La rinuncia alle aule però, dopo un mese, non è ancora finita.

Sollecitazioni in Campidoglio

Municipio, genitori e docenti hanno sollecitato fin da subito un intervento del Campidoglio. Ancora oggi però, la risposta è sempre la stessa: il rinvio continuo di qualsiasi iniziativa e la richiesta di avere pazienza.

“Abbiamo nuovamente sollecitato la Sindaca Raggi e l’Assessora Linda Meleo a fare in modo che tutta la vicenda si risolva immediatamente. Roma non può restare ostaggio dei rinvii continui e dei mancati interventi.” Ha voluto far presente il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che continua: “La città ha necessità di dare la massima attenzione ad uno dei nostri beni comuni più preziosi: la conoscenza.”

Insomma, se a scuola funziona che si parla solo se interrogati, a quanto pare al Campidoglio non rispondono neanche così. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Presentazione del libro su Fausto Coppi a Casetta Rossa

in via G Magnaghi Venerdì 6 dicembre ore 18,00

L’Alfabeto d’un Campionissimo

Sono pochi quelli della mia generazione che l’hanno visto correre “in diretta” e men che meno quelli che aspettavano le sue fughe sul bordo d’una strada. Ancora rare, sul finire degli anni ’50, le tivvù con le loro casalinghe Domeniche Sportive in chiaroscuro. E sin troppo avaro, di quei tempi, il bilancio di casa per permettersi trasferte da tifosi. Eppure se c’è un nome che rimanda indietro nel tempo gli “under 70” come me è quello di Fausto Coppi. Non è il solo. Altri eroi accompagnavano allora la fine dell’infanzia quando, tra i banchi di scuola e i campetti arsi di periferia, le imprese delle nostre sfide quotidiane si maritavano con il racconto delle gesta di qualche campione tramandate a voce alta da adulti fomentati. E così, crescendo, toccavamo il pallone nelle infinite partite di strada o d’oratorio, citando Ghiggia o Schiaffino o Selmosson mentre lanciavamo cannonate a rete nel nome di Piedone Manfredini oppure tiravamo di boxe parlando già di Cassius Clay che, all’epoca, il Muhammad Alì ancora non c’era. Ma nelle corse in bicicletta, a dispetto dei tappi a corona, le lattine con la faccia di Pambianco o Gimondi o Massignan, che mandavamo avanti a schicchere nervose nei nostri giri d’Italia disegnati sull’asfalto, era tutto un inseguire la gloria di quel Fausto Coppi quando ci capitava di spingere le leve della bici in gare furiose all’ultima pedalata.

Dentro casa del resto, dove in più famiglie si coabitava, la foto del mito era al di sopra d’ogni discussione. Ce l’aveva messa il fratello di mia madre, lo zio Pietro laziale e sempre un po’ fascista, ma stava bene anche a mio padre, ex contadino e a modo suo comunista. Mio padre Armando, nato nella parte ciociara di quella Terra di Lavoro che estendeva i propri mandamenti sul corso del Liri, ci teneva a rivendicare l’amore per la sua Bianchi con cui aveva scorrazzato da giovane per vie di campagna e che, diceva, l’aveva fedelmente aspettato al rientro dalla prigionia d’Africa. Anche l’offesa bellica era un punto che lo legava al corridore di Castellania e dunque, nonostante la politica, non c’era alcun derby biciclettaro tra le mura domestiche e del resto solo una fede democristiana e pure un sacco perbenista avrebbe mai fatto dire a qualcuno di casa o delle vicinanze che il Bartali Gino era più forte e che pure Magni gli aveva già fatto mangiar la polvere.

Tutto questo lungo ricordo personale insomma è il primo effettaccio che mi fa l’avere tra le mani un libro come Alfabeto Fausto Coppi edito per i tipi Ediciclo e da poco rintracciabile sugli scaffali. L’hanno scritto correndo in coppia, come s’usava al Trofeo Baracchi del secolo passato, Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi due ottime penne coadiuvate dalla matita picassiana del disegnatore Riccardo Guasco e con la ragguardevole presenza, sulla ammiraglia della squadra, d’una introduzione firmata Adriano Sofri capace di dare il proprio benefico contributo di vitamine letterarie alla lunga corsa che fila per oltre trecento pagine. Una nota in swing la mette anche un artista “casciavitt” di nome Claudio Sanfilippo che con il suo Volo riprende in versi un articolo della Anna Maria Ortese rapita dall’Airone celeste in una tappa di montagna. Non ci sono foto, né in bianco e nero né a colori Agfa, che lo rincorrono sui tornanti delle Alpi coi flash sparati in faccia alla fatica d’una tappa appena conclusa. Eppure gli scatti di Breviglieri o Petrelli, la neve dello Stelvio con quel W FAUSTO a caratteri cubitali o il duello con Robic sull’Alpe d’Huez oppure i 192 chilometri in solitaria alla Cuneo Pinerolo del ‘49 o la maglia iridata sul podio di Lugano con la Giulia Occhini in Locatelli affianco, ci sono in questo straordinario libro con un sacco di altre immagini. Ci sono infatti nelle parole e nelle pagine, spesso “liberamente ispirate” a interviste e memorie d’epoca, che i due autori rielaborano con grande capacità narrativa.

Questo Alfabeto va dalla A di Airone alla Z di Zingaro passando per la F di Furto e la Q di Quello là che è poi il modo con cui il piemontese schivo chiamava l’esuberante rivale toscano quando non lo sopportava. Ed è un libro tutto da leggere e godere. Un testo che percorre una felice epoca sportiva ma, assieme, racconto di storia patria e di costume sociale, in grado di far capire e meglio d’altri il clima non tutto epico di quell’Italia del dopoguerra, paese dai molti contrasti e dalla doppia morale, dove ci stava che se eri adultero svelato e impenitente rovina famiglie t’attendeva la scomunica pubblica e magari, ma solo per la donna fedifraga, perfino la galera. In quell’Italia là appunto, ancora alla vigilia del boom, lo scontro tra madonnari “ultrà della diccì” da un lato e comunisti sfegatati per l’Urss dall’altro s’alimentava di match quotidiani passando pure per lo sport delle due ruote dove era inevitabile che al cattolicissimo Bartali portato in processione dalle parrocchie gli operai di Sesto o i proletari delle zone rosse opponessero l’inquieto, fragile ma più forte, “Fostò”.

Ecco, di tanti risvolti tratta questo dizionario illustrato chiamando perfino in scena un  inesauribile parterre di protagonisti: Togliatti e De Gasperi con Pio XII, un giovanissimo Rivera e un Silvio Piola a fine carriera, il fratello Serse e la mamma Angiolina, la Dama Bianca e la moglie Bruna, Isa Barzizza e Rita Hayworth, il Biagio Cavanna col mago Pinella, banditi come Sante Pollastri o il Bruno della “lìgera” e via scorrendo. E’ lungo più d’un kolossal hollywoodiano l’elenco ma tra tanti un posto nei titoli di coda lo prende anche un figlio della Garbatella di nome Marcello Spadolini. Il racconto che lo cita si chiama Chiosco e nel titolo si riferisce al “baretto della Sora Rosa” che sulla strada di Grottaferrata, di domenica 27 maggio 1945, vede passare i pedalatori iscritti alla Coppa Salvioni. La corsa è aperta a tutti e al via, “MotoVelodromo Appio ore 7 e 06” precisa svizzero il cronista dell’epoca, si ritrovano in ventitrè tra professionisti accasati e irriducibili indipendenti assieme ai puri dilettanti. C’è Bartali che corre su una Legnano con la maglia della Ss Tempora Bettolle e c’è Coppi tesserato per la Sc Lazio in sella alla Nulli, c’è la speranza di Torpignattara il dilettante Spartaco Rosati prossimo protagonista al Gran Premio della Liberazione e c’è Elio Bertocchi un prof in maglia giallorossa. Marcello Spadolini è il capofila degli indipendenti, campione di tante corse minori, che con la maglia rossoverde della MATER bici Pangrazi s’era già con onore sobbarcato in solitaria il Giro del ’40; proprio quello vinto dal debuttante Coppi alla vigilia della disgraziatissima entrata in guerra annunciata dal Benito mascellone al balcone di Piazza Venezia. Oggi, con le macerie della sconfitta tutte sparse in giro, Marcello è sul percorso che fila verso i Castelli e col campionissimo condivide i colori laziali ma per lui l’asfalto bruciato spingendo sul 49×16 non è mica lo stesso. E’ comunque lui, come da copione, a cercare di dare la scossa e a filare via sulla salita di Grottaferrata in compagnia di Bertocchi. Ed è sempre lui a cercare di spronare il giallorosso a giocarsela come un derby del cupolone. Nel racconto di Cervi e Battistuzzi gli sforzi del nostro appaiono ormai inutili e già risucchiati dall’azione di Coppi che sfrecciando davanti al Chiosco della Sora Rosa, con tutti i Scaroccia padre e figli schierati a tifare, avrebbe poi battuto tutti sul traguardo di Castelgandolfo. E “per una macchina” soprattutto Quello là.

Spadolini in quell’occasione finì quinto, pure dietro al Bertocchi, ma primo degli indipendenti. La Coppa Salvioni di quel maggio del ’45 fu importante ed ebbe il merito di sancire il rientro del campionissimo capace di smaltire con un successo rinfrancante la ruggine d’una inattività prolungata. Nel libro il campione del lotto 12, “l’uomo che fugge” come lo chiamavano all’epoca, corre al fianco dell’Airone, “l’uomo solo al comando” non ancora “dio stordito dalla sua forza”. E questo è pure un motivo in più per leggere e godere d’un Alfabeto Fausto Coppi testo prezioso e forte dalla prima all’ultima pagina, dal primo all’ultimo tornante.

[Il libro ALFABETO FAUSTO COPPI scritto da Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi sarà presentato alla Fiera della piccola editoria “Più libri più liberi” e, in anteprima romana a Casetta Rossa, ne parleranno assieme agli autori il giornalista Rai Stefano Rizzato e Claudio D’Aguanno. Appuntamento venerdì 6 dicembre ore 18 a Casetta Rossa in Via G. B. Magnaghi 14]

Claudio D’Aguanno

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Roma70: distrutte nella notte auto Enjoy

C’è questa storia che si ripete, da quando il car sharing Enjoy ha fatto il suo ingresso nelle nostre città, le auto vengono distrutte, rubate o smontate. 

E proprio questa notte in Via di Grotta Perfetta 524, nel parcheggio di fronte alla Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa, è successo di nuovo: due macchine Enjoy sono state distrutte. Ad una sono stati rotti entrambi gli specchietti, all’altra tutto il parabrezza.

Questa mattina ad accorgersi dei danni avvenuti durante la notte sono stati alcuni passanti. Nel parcheggio c’erano altre macchine ma nessun’altra è stata toccata, un chiaro segno che l’obiettivo fosse proprio colpire le Enjoy. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il Touring Club in campo per salvare il parco di Forte Ardeatino

  “Un giorno per bene”:  domenica 6 ottobre 2019 dalle ore 10,00 al Parco del Forte Ardeatino avrà luogo la  manifestazione promossa dal “Touring Club Italiano” in tutta Italia  per dare risalto a parchi, monumenti, chiese, beni comuni che hanno bisogno di aiuto e di riqualificazione.

Il Touring ha scelto per Roma due siti, tra cui quello del PARCO di FORTE ARDEATINO, selezionato per le sue caratteristiche storiche, paesaggistiche, ambientali.

Il   Comitato di Quartiere Grotta Perfetta ha aderito con entusiasmo alla richiesta di collaborazione per l’organizzazione dell’iniziativa  “ perché riteniamo – ha dichiarato il presidente Mario Semeraro – che sia  un’occasione particolarmente importante per comunicare ai cittadini le diverse azioni intraprese dal CdQ in favore della riqualificazione dell’area parco e per dare visibilità e progettualità all’attuale rudere del Forte Ardeatino. Sarà anche il momento per ascoltare le risposte dei rappresentanti delle Istituzioni invitate (Regione Lazio, Comune di Roma, VIII Municipio, Ente Parco Reg/le Appia Antica) alle istanze dei cittadini, che desiderano avere certezze su tempi e modalità della riqualificazione dell’area”. 

Ma sarà anche una giornata di festa con animazione per bambini; visite guidate al Parco ed intorno al Forte alla presenza di guide del CdQ e dell’Associazione Progetti Forti; inaugurazione del BiblioPorterBiblioteca a cielo aperto: un modello di lettura diffusa nell’VIII Municipio (prendi-porta-passa…un libro, una scatola di giochi, una storia…per costruire l’economia di scambio); un angolo dedicato alla lettura di brani ispirati al Parco/Forte; stand “Biblioteca a cielo aperto“; stand della ‘Libera Biblioteca PG Terzi‘; stand informativi del TCI e del CdQ;  Info-Point Parco Regionale Appia Antica e, per finire, musica dal vivo con Ukulele Roma Ensemble (vedi locandina allegata).

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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La festa del miele

Sabato 21 settembre presso la Casa delle Autonomie della Coperativa Sociale Integrata e Agricola Giuseppe Garibaldi andrà in scena la Festa del Miele.

A partite dalle ore 17 verrà presentato il nuovo miele prodotto dalla cooperativa con una degustazuione “sensoriale”.
A seguire ci sarà un APE-ritivo…

Le api, dunque, saranno le protagoniste dell’evento: lo saranno in quanto portatrici di dolcezza e in quanto simbolo di insieme e non di singoli elementi. Fuori dalla comunità – come affermato da Mario Rigoni Stern – le api non possono vivere.

L’evento del 21 settembre è patrocinato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e del Municio VIII di Roma.
E’ previsto un contributo di sottoscrizione di € 10.

Invito alla Giornata del miele – Progetto APINCITTA’

La Festa del MIELE
La Festa del MIELE
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Scuola: si torna sui banchi tra i “mali” di sempre

ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI MENSE E ASSISTENZA AI DISABILI I PROBLEMI ANCORA IRRISOLTI

Di Stefano BAIOCCHI

Tutti pronti al suono della prima campanella. Come ogni anno, a metà settembre, apriranno i battenti delle scuole di ogni ordine e grado, ma l’apertura delle mense, l’assistenza ai disabili e l’adeguamento degli edifici rimangono ancora i problemi più urgenti sul tappeto. E così anche nel nostro Municipio, migliaia di studenti il 16 ricominceranno daccapo; lo stesso faranno gli insegnanti, il personale non docente e gli autisti di autobus, che saranno frastornati dall’incontenibile vociare o da autentici schiamazzi, soprattutto quando i mezzi pubblici saranno presi d’assalto all’uscita dalla scuola. Intanto lunedì 2 settembre i Nidi hanno già iniziato le attività didattiche, ma proprio nel pomeriggio di quel giorno, durante un violento nubifragio sulla Capitale, un fulmine ha colpito il “Bruco Verde” di via Cerbara, a Tormarancia, provocandone la chiusura in attesa dei lavori di messa in sicurezza.

Mentre da tre anni il Nido “La Filastrocca” di Via Tarso a San Paolo continua a restare chiuso per problemi strutturali. Si tratta di una situazione molto grave poiché parliamo del più grande asilo nido del Municipio, capace di ospitare fino a 89 bambini. Molte scuole dell’Ottavo continuano a presentare diverse mancanze strutturali e sono oggetto di lavori o di adeguamento alle normative antincendio. Problemi irrisolti anche sul fronte delle mense scolastiche e dell’assistenza ai bambini disabili, il che potrebbe comportare, in questi giorni, ulteriori disagi per il loro inserimento. I Sindacati sono sul piede di guerra tanto che hanno indetto, tra i lavoratori delle mense, due giornate di sciopero per il 16 e il 17 di settembre, che fanno seguito alla mobilitazione del 30 maggio scorso, quando i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia rimasero senza pasto.

Ciò che operatori e genitori contestano è il bando del Comune di Roma per la refezione scolastica, che metterebbe a rischio le garanzie occupazionali e la qualità del servizio destinato ai bambini. Infatti il prezzo medio a pasto proposto dalle aziende si aggira tra i 4,30 e i 4,40 euro. CGIL CISL e UIL spiegano che nella cifra è compreso il costo degli ammortamenti delle attrezzature, dei lavoratori e del cibo, tanto che secondo le stime dei sindacati “i bambini mangeranno con 1,80 euro circa a pasto“. Naturalmente a preoccuparsi sono soprattutto i genitori che s’interrogano sulla qualità e sulla genuinità di un vitto dal costo così basso. A proposito di genitori, l’anno appena trascorso ha visto alcuni di essi impegnarsi in diverse forme di protesta e in una raccolta di firme per la riparazione di una copiosa perdita d’acqua all’ingresso della Cesare Battisti.

Nel medesimo plesso, che ospita la Scuola dell’Infanzia Coccinella, genitori volontari si sono armati di vernice e pennelli per ridipingere le porte e le mostre e dare una rinfrescata generale ai muri delle aule. Gli stessi genitori si sono ingegnati per sistemare anche i giochi da giardino. Un annoso problema restano ancora i laboratori della Scuola Primaria, utilizzati soltanto sporadicamente per mancanza di organico, poiché il personale docente è prevalentemente impegnato nella didattica frontale ed è letteralmente impossibilitato a organizzare altre attività.

Sempre tra i genitori serpeggia il timore della mancata consegna della cosiddetta cedola libraria, che consente il ritiro gratuito dei libri di scuola presso i negozi convenzionati. In alcune scuole, lo scorso anno, le cedole sono state distribuite addirittura alla fine di ottobre, per cui diversi insegnanti sono stati costretti a ovviare con le fotocopie. Per quanto riguarda i “Buoni Libro” destinati agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, residenti nel territorio del Comune di Roma, fino al 30 novembre 2019 è possibile richiedere online i buoni per ottenere la gratuità totale o parziale dei libri di testo. La domanda, destinata a nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 10.632,94 euro, va inoltrata online sul portale di Roma Capitale.

Tutte le informazioni sul sito del Comune di Roma. Proprio in previsione dell’inizio dell’Anno scolastico 2019-20 la Commissione Lavori Pubblici dell’Ottavo Municipio si è adoperata per la riqualificazione di numerose aree prossime o adiacenti agli edifici scolastici. Si è, infatti, intervenuti per sistemare marciapiedi, attraversamenti pedonali e ripristinare la segnaletica stradale. La prima pausa per studenti e lavoratori della scuola ci sarà nel periodo natalizio, dal 23 dicembre al 6 gennaio, cui seguirà quella legata alle festività pasquali dal 9 al 14 aprile.

Nel frattempo la Garbatella si prepara ad accogliere la V edizione del “Meet Film Festival”, rassegna internazionale di cinema sulla scuola e sui giovani. Sarà un’occasione importante per visionare e contemplare i cortometraggi provenienti da varie aree del mondo e che saranno proiettati in diverse strade e piazze del quartiere. I temi spazieranno dal Cinema come settima arte per intrecciarsi con la scuola, la didattica e la formazione dei giovani e con il loro approccio alla società. La scuola è senz’altro impegno, dedizione e sacrificio, ma spesso è anche divertimento. Per fortuna.

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LAVORI SULLA LINEA B DELLA METROPOLITANA, DISAGI IN VISTA PER I CITTADINI DELL’VIII MUNICIPIO

Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali 

Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. 

ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali. 

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00. 

Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.

In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.

Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. 
Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.

Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera. 

Stefano Baiocchi

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Centri Estivi 2019: inseriti 50 ragazzi dei servizi sociali

E’ tanto divertente quanto faticoso. Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini sì, ma per le famiglie?

Ogni anno pur di non lasciare i figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.

Ma da quest’anno, nel nostro Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII, grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre 50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali. Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del nostro territorio che si trovano in difficoltà.

Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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VIII Municipio e cittadini in corteo da Piramide alla Garbatella

Una marcia per la salute pubblica

di Daniele Ranieri

Un corteo colorato è sfilato  ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII Municipio  Amedeo Ciaccheri e da alcuni dei suoi Assessori . Una marcia per la dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a chiarire i motivi della protesta

Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense, ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.

Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati, che hanno inteso protestare per  l’insopportabile condizione in cui vivono  a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti” . Una situazione diventata ormai  la tragica condizione quotidiana. 

“D’estate a Roma  olezza solo la monnezza”  uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città, indossavano una mascherina  filtrante.

Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica”.

L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una posizione sul problema rifiuti. Già  un anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’ Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora  al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo. Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto minimizzare con le temperature attuali  i rischi per la salute pubblica.

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Vendita dei prodotti agricoli a via Benedetto Croce nell’VIII Municipio

Arriva l’Ape con l’orto

I prodotti agricoli coltivati dai ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi questa mattina sono arrivati freschi freschi,  con un’ape attrezzata, nel cortile antistante la sede dell’VIII Municipio di via Benedetto Croce. L’iniziativa, nata da un’intesa tra l’istituzione locale e la cooperativa integrata, che opera all’interno dell’Istituto agrario di via di Vigna Murata, sarà ripetuta tutti i martedì di luglio dal 16 fino al 30.

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DOPO GARBATELLA E SAN PAOLO ECCO IL TERZO QUADERNO DI MOBY DICK

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

di Gianni RIVOLTA

Nelle ultime settimane è uscito nelle edicole e nelle librerie il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli (208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo “Tor Marancia, borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composto da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Dopo il lancio d’inizio giugno all’hub culturale Moby Dick, venerdì 14 il Quaderno n. 3 è stato presentato dall’associazione parco della Torre nella suggestiva cornice del lotto di San Quintino.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:” Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili.

Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio (ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati.

Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art”. Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità.

Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono, Eleonora Coderoni, Flavio Conia, Claudio D’Aguanno, Milena Farina, Simona Fiorentini, Piero Fumo, Pasquale Grella, Floriana Mariani, Giuliano Marotta, Maria Paola Pagliari, Giovanni Pietrangeli, Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

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DUE SETTIMANE DI INCONTRI AL PARCO CARAVAGGIO

Sei 1 di noi. E’ qui la festa

di Daniele RANIERI

Dal 7 al 23 giugno al Parco del Caravaggio si è svolta la prima Festa promossa da “ Sei 1 di noi”, un gruppo nato dall’ incontro tra la “Rete dei numeri pari”, che raduna al proprio interno diverse associazioni operanti sul territorio romano (i movimenti per l’abitare, SCuP un progetto di palestre popolari, la Casa Internazionale delle Donne ed altri) e la Cgil di Roma e del Lazio.

Nei numerosi stand i gruppi promotori hanno illustrato le loro attività e mostrato libri, magliette e tanti altri prodotti. Presente anche un punto ristoro, molto frequentato in queste sere ormai estive, e un bar gestiti “dal Buonista – Osteria Accogliente,” che a Settembre diverrà un locale al Pigneto. Numerosi dibatti e tanta musica hanno animato la Festa. Agli incontri sono intervenuti Don Luigi Ciotti di Libera, Guido Viale, Gianfranco Pagliarulo Vicepresidente dell’ANPI, il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, il Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini e molti altri.

Si è parlato di temi sociali, ambientali, di economia e di integrazione, ma anche di riifiuti in “DeLiberiamo Roma! Fermiamo il degrado dei rifiuti a Roma.“; di migranti in “ Lavoro migrante e accoglienza”; di ecologia in “Il futuro ha messo radici nel presente. E poi la musica di grande livello. Da Enrico Capuano esponente del Rock-folk italiano, al jazz di Gabriele Capuano e della sua Testaccio Klezmer Orchesta.

“Il percorso Sei Uno di Noi nasce lo scorso autunno- spiega uno degli organizzatori – lanciando un appello che ha unito centinaia di persone nella battaglia contro mafie, povertà e diseguaglianze che, pure in una città come Roma, crescono in modo preoccupante. Il percorso è stato allargato coinvolgendo le realtà sociali impegnate su questi temi, a partire dalla Rete dei Numeri Pari, che mette insieme associazioni, sindacati, cooperative, parrocchie, movimenti per il diritto all’abitare, reti studentesche, centri antiviolenza, comitati di quartiere, scuole, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati e semplici cittadini.

Si tratta di un percorso inclusivo, rivolto a tutti e tutte coloro che non si arrendono alla narrazione di chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici”. Un programma di rilievo per una Festa, che ha dato voce a una Roma spesso spinta ai margini e che vuole tornare visibile riguadagnando la propria dignità.

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GIORNATA DI PULIZIA NELL’EX PUNTO VERDE QUALITÀ DI VIA MOSCA A ROMA 70

Riprendiamoci il parco sotto casa. Al lavoro Municipio, CdQ e cittadini

di Sandra GIROLAMI

Grande giornata di pulizia e informazione per strappare dall’abbandono e dall’incuria l’ex Punto Verde Qualità (PVQ) tra via Calderon della Barca e Via Mosca a Roma 70. L’iniziativa congiunta dell’VIII Municipio e del Comitato di quartiere Grottaperfetta ha coinvolto i cittadini delle zone Sogno e Rinnovamento al fine di rendere vivibile il parco divenuto impraticabile a causa dell’erba alta, l’immondizia, i giochi rotti oltre che per essere un pericoloso ricettacolo di insetti.

“Abbiamo denunciato la grave situazione igienico sanitaria in un esposto al Dipartimento del Comune di Roma e alla Prefettura — spiega il presidente del CdQ Mario Semeraro — Questa è un’area di grande interesse ambientale e naturalistico, ma dipende dal Dipartimento di Roma Capitale. Il Municipio, che pure ci è vicino ed è disponibile a sostenerci, non può far altro che essere cassa di risonanza delle richieste dei cittadini.

Cittadini di cui facilmente il Comune si dimentica”. E con rastrello, guanti e sacchi di plastica, infatti, c’erano anche i rappresentanti del governo locale: l’assessore all’ambiente Michele Centorrino, i consiglieri Luigi Di Paola ed Eleonora Talli, la quale ha proposto una risoluzione di bonifica a tutela dei cittadini residenti nell’area, già discussa in Commissione ambiente e votata da tutti i consiglieri membri; nella bonifica è previsto anche un intervento per sanare il problema del bacino di acqua stagnante lungo via Calderon de la Barca.

“Noi ci auguriamo che si formi un nucleo forte di cittadini —aggiunge Semeraro — per portare avanti queste problematiche ed arrivare ad un’adozione dell’area come è stato già fatto per l’AFA 2 di via Londra. E il nostro appello va soprattutto ai giovani perché l’ambiente, il verde, i parchi sono il loro futuro e non cose da pensionati”.

Continua, intanto, la raccolta di firme per sottoscrivere la petizione da inviare alla Regione Lazio per il riconoscimento dell’ex P.V.Q., per le sue caratteristiche morfologiche e ambientali, come “area contigua” al Parco dell’Appia Antica. E, ultimamente, è stato presentato presso la Libreria Nuova Europa dei Granai anche il DVD “Grottaperfetta: una storia da raccontare” totalmente realizzato dai volontari della Commissione Cultura del Comitato, che si ispira alle due conferenze sulla storia del territorio organizzate dal CdQ nel 2017.

La “storia da raccontare” parte dai tempi delle ville rustiche dell’aristocrazia in epoca romana e si spinge fino ai decenni appena trascorsi e alla edificazione degli odierni quartieri.

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LIBRI: “Generazione di rimessa, Amicizie e resistenze negli anni ’80” di Andrea Catarci, presentazione il 6 giugno

Sarà presentato il 6 giugno prossimo alle 18,00 alla libreria Nuova Europa presso il Centro Commerciale i Granai, l’ultimo lavoro editoriale di Andrea Catarci: “Generazione di rimessa, Amicizie e resistenze negli anni ’80”. Edito da Derive e Approdi, questo libro è il secondo di Catarci che arriva dopo “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano” pubblicato nel 2017 con Palombi Editore.

A dialogare con l’autore Amedeo Ciaccheri, presidente del  Municipio Roma VIII. Modera Marina De Ghantuz Cubbe, giornalista di La Repubblica.

IL LIBRO – “Generazione di rimessa” è un memoriale fluido e appassionato, che muove dal blocco della centrale nucleare di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986. L’autore torna a quelle giornate, ai rapporti e agli amici, ma anche agli anni trascorsi tra le mura domestiche e al progressivo contatto con il mondo esterno. Si passa per i primi lavori in cantieri e ristoranti fino alla scoperta dei sentimenti e dell’amore, dall’intesa forte in bande giovanili e squadre di calcio all’impatto deflagrante di eroina e acidi, dalla sfera privata all’impegno politico, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci, la storia minuta viene collocata dentro il contesto della Storia ufficiale del Novecento, vista prima da un piccolo paese della provincia a nord di Roma e poi dai quartieri della metropoli. Un quadro inedito degli adolescenti degli anni Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario, nel presente affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire l’orgoglio di sentirsi quella che l’autore definisce una generazione di rimessa, capace di slanci continui e reazioni coraggiose rispetto alla corrente dominante.

L’AUTORE – Andrea Catarci è nato e vive a Roma. Ai percorsi educativi e lavorativi ha intrecciato l’impegno politico fin dagli anni del liceo, nelle mobilitazioni antimilitariste e contro il nucleare, per poi attraversare l’esperienza del movimento della Pantera, dei Centri sociali romani, di Rifondazione comunista, di Sinistra ecologia e libertà e delle esperienze civiche successive. Dal 2006 al 2016 è stato Presidente del Municipio VIII. Attualmente è vice Presidente di Polis, la Scuola universitaria per la formazione politica della Link Campus University.

Per i prossimi appuntamenti della libreria, che vedono tra gli ospiti Nicola Zingaretti, Bruno Vespa, Gianrico Carofiglio, cliccare sul link: http://www.librerianuovaeuropa.it/it/incontri

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Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

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50° anniversario dell’istituto aeronautico Francesco De Pinedo

Si sono ritrovati tutti, ex insegnanti ed ex alunni sul campetto della scuola per festeggiare il 50° anniversario dell’istituto aeronautico Francesco De Pinedo. Questo scatto storico conclude un vastissimo programma di festeggiamenti che si è protratto dagli ultimi mesi del 2018 fino ad oggi e ha visto la partecipazione appassionata di centinaia di ex studenti. Prossimo obiettivo una raccolta fondi per il ripristino del vecchio aereo Viscount, posizionato da tanti anni nel cortile dell’istituto.

De Pinedo 50
Una foto storica per i 50 anni dell’Aeronautico
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Montagnola a via di Poggio Ameno

Al rogo sei automobili nella notte

Di Gianni Rivolta

Era notte fonda, verso le quattro, quando alcuni residenti di via Poggio Ameno alla Montagnola, sentendo una intensa puzza di bruciato, hanno prontamente dato l’allarme ai Vigili del Fuoco. Ad andare in fiamme erano ben sei automobili, tra cui alcune Smart, parcheggiate in strada all’altezza del civico 42. Nella zona circostante il rogo, ancora questa mattina, c’è stupore tra i residenti. “qui è una zona tranquilla- dice un bottegaio- non è mai successo niente di simile”.Ma le cose non sono proprio così. Anche lo scorso anno sono andate a fuoco alcune automobili parcheggiate in prossimità dei giardinetti di piazzale Ardigò. Opera di un piromane o si tratta di una causa accidentale?

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La candidatura di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd alle Europee

“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”

di Gianni Rivolta

Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti  ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.

Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.

 “Non dobbiamo  essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.

C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che  è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.

Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo  per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.

Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.

Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.

Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione  le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.

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Formula E: deviazioni e strade chiuse

Se pensate di sapere quanto
può infuriarsi un romano al volante in mezzo al traffico, è perché non avete
mai visto un romano al volante, in mezzo al traffico, dopo che gli hanno pure
chiuso la Cristoforo Colombo! 

Insomma avete capito? “Torna a Roma la Formula E con la settima tappa del campionato 2018/2019”, si legge sul sito del Comune di Roma. Nessuno mette in dubbio che sia fantastico promuovere le energie alternative e incoraggiare l’utilizzo delle fonti elettriche, si ma noi? Come ci muoviamo nei giorni del campionato dei motori elettrici?

Allacciate le cinture, nervi saldi e
tenete a mente queste modifiche alla viabilità. Vi ricordiamo inoltre, che
se non volete ritrovarvi a sbuffare tra una strada chiusa e un vigile che vi
manda dalla parte opposta di casa vostra, le variazioni saranno inserite anche
sulle app quali Waze, GoogleMaps, Moovit, e altre. 

Per l’allestimento del circuito,
dall’11 al 15 Aprile:

  • Chiusura dello svincolo del Gra sulla pontina direzione Eur, sia in carreggiata interna che esterna.
  • Chiusura di via Cristoforo Colombo tra Laurentina e Oceano Atlantico.
  • Le strade chiuse per la Formula E a Roma | Colombo chiusa | Svincolo raccordo chiuso | Bus deviati formula E Roma
  • Chiusura della svolta a sinistra da via Laurentina su viale Cristoforo Colombo in direzione viale Marconi e viadotto della Magliana.“

Durante la gara, che avverrà dalle
20:30 alle 5:30 del 15 Aprile, le strade dedite al circuito saranno:

  • Via Cristoforo Colombo
  • Via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi, e altezza viale Europa
  • Viale Asia
  • Via Stendhal
  • viale della Letteratura
  • via della Pittura
  • Viale dell’Industria
  • Via delle Tre Fontane
  • Viale dell’Agricoltura
  • Via Ciro il Grande
  • Viale Civiltà del Lavoro
  • via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi

Le fasi del disallestimento invece
inizieranno dal 15 Aprile per terminare il 21 Aprile. Se volete dettagli più
precisi, giorno dopo giorno, potete consultare il sito del Comune si Roma al
seguente link:

https://romamobilita.it/sites/default/files/Formula_E_A3.pdf

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Massimiliano Smeriglio scende in campo per le Europee

Entra nel vivo con la presentazione delle candidature la campagna elettorale per le  europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd.  Cittadino della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana,  è stato per diversi anni presidente dell’XI Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.  

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